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Risultati per “Collegiata Insigne di San Giovanni Battista”

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Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando gli abiti degli esploratori polari, i dirigenti di tutti i Paesi coalizzati contro Putin esitano ad impiegare l’arma dell’Apocalisse: che non è l’atomica, bensì l’embargo sul gas.

Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando …

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L'undici novembre è il giorno della festa di San Martino, noto per avere condiviso col povero il suo mantello, ed in Francia si commemora l'armistizio del 1918. Non sappiamo se tali coincidenze siano casuali, oppure se siano state scelte dai giudici della Corte Costituzionale per pubblicare la loro sentenza numero 213, che risulta comunque ispirata da una logica spartitoria e - per l'appunto - armistiziale.

… sappiamo se tali coincidenze siano casuali, oppure se siano state scelte dai giudici della Corte Costituzionale per pubblicare la loro sentenza numero 213, che risulta comunque ispirata da una logica spartitoria e - per l'appunto - armistiziale. Gli uomini de…

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Avevamo già dovuto segnalare con sconforto come l’Amministrazione Sanitaria di diverse Regioni avesse disposto illegittimamente la sospensione dal servizio dei medici e paramedici che rifiutavano di vaccinarsi.

Avevamo già dovuto segnalare con sconforto come l’Amministrazione Sanitaria di diverse Regioni avesse disposto illegittimamente la sospensione dal servizio dei medici e paramedici che rifiutavano di vaccinarsi. Ora è il Ministro della Pubblica Istruzione che a…

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L'Azienda Sanitaria numero 1 della Liguria eccelle non soltanto per la sua ignoranza dei principi più elementari del diritto pubblico, ma anche per la pervicacia nell'esibirla.

Un esempio clamoroso di tale atteggiamento viene offerto dalla lettera inviata ad un bambino in età prescolare, come tale naturalmente non in grado di leggerla. Non riferiamo il nome del minore per il rispetto dovuto alle norme di legge e che tutelano la cosid…

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La Catalogna ha votato per l'indipendenza. Il principio di autodeterminazione è un istituto giuridico introdotto nel diritto internazionale con la carta delle Nazioni Unite, approvata nel 1945, quando i rappresentanti di quarantanove Stati indipendenti (oggi sono diventati duecentosette), riuniti a San Francisco si proposero di evitare che in futuro la libertà dei popoli, calpestata durante la guerra dal fascismo italiano, dal nazismo tedesco e dal militarismo giapponese, venisse ancora negata.

Il principio di autodeterminazione è un istituto giuridico introdotto nel diritto internazionale con la carta delle Nazioni Unite, approvata nel 1945, quando i rappresentanti di quarantanove Stati indipendenti (oggi sono diventati duecentosette), riuniti a San…

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Il cardinale Crescenzio Sepe è uomo molto legato alle sue radici a Carinaro, paese dell'agro aversano che gli ha dato i natali, ha finanziato il restauro della chiesa parrocchiale, dove campeggia una lapide marmorea che va dal pavimento fino alla volta, dedicata a ricordare la munificenza dell'illustre concittadino.

Dovendo lasciare la carica di arcivescovo di Napoli, che comporta la cappellania dell'Ordine costantiniano di San Giorgio, di cui è Gran Maestro Carlo di Borbone-Napoli, duca di Castro e pretendente al trono delle Due Sicilie, il cardinale ha chiuso in bellezz…

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Il gruppo di fedeli cattolici di New Orleans che per fare giungere fino al Papa il proprio appello per ottenere giustizia in un asserito caso di pedofilia del clero (l’ennesimo negli Stati Uniti) ha acquistato una pagina de “La Repubblica” risulta certamente bene informato sulle abitudini di Bergoglio, il quale consulta ogni giorno tale quotidiano, privilegiandolo nella “mazzetta” regolarmente recapitata a Santa Marta dalla segreteria personale.

…equenza con cui il “fondatore” viene ricevuto dal Papa. Pare che le sue visite siano divenute sempre più usuali. Lo si deduce dal fatto che nel suo ultimo articolo questo ex ateo impenitente ha espresso una aperta professione di fede, senza peraltro specificar…

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Riceviamo da un amico russo una lunga e bellissima lettera, nella quale – prendendo spunto dalle reazioni suscitate in ambito cristiano in seguito alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico – egli rileva una differenza sostanziale tra quelle che si sono manifestate nella ortodossia e quelle proprie invece del cattolicesimo, o – più in generale – dell’Occidente.

Ci permettiamo, anche per rispettare la riservatezza di una comunicazione privata, che non siamo autorizzati a diffondere – di riassumere il contenuto della missiva spedita da Mosca. Secondo il nostro interlocutore, di fronte ad una affermazione tanto plateale…

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Abbiamo ascoltato con attenzione particolare, alle sette del mattino di domenica, su “Radio Radicale”, la consueta rubrica curata dal nostro amico Giuseppe Di Leo, sperando che registrasse qualche reazione del Vaticano alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico. La Santa Sede tace.

…asi verso l’Occidente. “Pacta sunt servanda”, risponderebbero i prelati della Segreteria di Stato. Non abbiamo la presunzione di giudicare se la loro linea sia giusta o meno. Per compiere questa valutazione, bisognerebbe essere in grado di misurare i rapporti …

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Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale, i nostri zii di Sanremo nascosero per venti mesi, fino alla Liberazione, nella loro casa di Corso Orazio Raimondo 43, a Sanremo, una signora israelita.

Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale, i nostri zii di Sanremo nascosero per venti mesi, fino alla Liberazione, nella loro casa di Corso Orazio Raimondo 43, a Sanremo, una signora israelita. Tutti i vicini lo sapevano, ma nessuno commise una…

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1897, un giovane e brillante inviato speciale originario dell’Ungheria, Theodor Herzl, venne mandato da un giornale di Vienna a seguire il processo per spionaggio intentato a Parigi contro un ufficiale israelita dell’Esercito francese, il Capitano Dreyfus.

Herzl era suo correligionario, e l’osservazione delle circostanze di ordine sociale e culturale componenti uno scenario che appassionava e divideva la Francia gli offrì lo spunto per una riflessione generale sulla condizione del suo popolo. Si era nel pieno de…

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Monastero di Trisulti, Bannon e Vaticano: politica, religione e Stato

Torna di attualità la “vexata quaestio” del Monastero di Trisulti, di cui ci eravamo occupati rendendo noto per primi un discreto ma energico intervento della Santa Sede, verosimilmente decisivo nell’indurre lo Stato italiano a non dare in concessione questo i…

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L’Inghilterra è l’unico Paese occidentale in cui non esistono i Vigili Urbani. Per un motivo ben preciso: le funzioni di polizia giudiziaria, di ordine pubblico e perfino di polizia amministrativa non possono essere esercitate da nessun soggetto diverso dallo Stato. Questa particolarità della Gran Bretagna ci è venuta in mente osservando, questa mattina di buon’ora, la consueta colossale operazione volta alla ricerca, all’identificazione e all’annientamento degli utenti abusivi del trasporto pubblico. In cui però, questa volta, erano impegnati insieme ai solerti ispettori della "R.T." – moltiplicati di numero man mano che i conducenti non possono più superare l’esame di revisione della patente “E pubblica”, venendo di conseguenza sbarcati come i “marittimi” privi del libretto di navigazione – anche gli agenti e le agenti della “Vigile”. Cioè dipendenti di un soggetto di diritto privato. I quali non possono svolgere nessuna funzione di polizia amministrativa, né tanto meno di polizia giudiziaria, salvo incorrere nel reato di usurpazione di funzione pubblica. Siamo dunque giunti al punto in cui la cariocinesi dello Stato porta alla costituzione di milizie private. Esattamente come nell’Alto Medioevo. Il “Bassotto” agisce dunque come il mitico Arduino di Ivrea, che – nella dissoluzione dei regni barbarici – ne costituì uno proprio. Intanto, a Roma, la Meloni – assenti i colleghi francese, inglese e tedesco – ospita la Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina. Raccontavano Gianni e Susanna Agnelli di come il loro nonno – il mitico senatore Giovanni Agnelli – si fosse recato a Roma, nel fatidico giugno del 1940, per scongiurare Mussolini a non entrare in guerra. Il senatore tornò felice a Torino, avendo ricevuto dal “Duce” le più ampie rassicurazioni al riguardo. Poche ore dopo, Mussolini annunciò l’ingresso dell’Italia nel conflitto. Cui la Confindustria si opponeva – come anche la Casa Reale, il Vaticano ed una parte dello stesso Partito Fascista – per il semplice motivo che la distruzione delle fabbriche (l’aviazione non era più quella dei tempi di Francesco Baracca) avrebbe danneggiato i suoi interessi, senza essere compensata dalle commesse di guerra. Ora, invece, centinaia di “cummenda”, capi di altrettante piccole fabbriche (non solo lombarde), gongolano vedendosi promettere contratti con lo Stato italiano (quello ucraino non ha il becco di un quattrino), contribuendo per l’appunto alla “ricostruzione”. Che, in primo luogo, avviene dopo la guerra – ben lungi dall’essere finita – e, in secondo luogo, è realizzata dai vincitori. Vedi il caso della Siria, dove Erdoğan, essendo intervenuto per il tramite del cittadino turco Giulani, se l’è aggiudicata, facendola per giunta pagare dai sauditi. È vero che gli attuali “sciur Brambilla” hanno in comune con i loro antenati del 1915 il fatto di non poter essere bombardati (almeno per il momento), ma intanto andremo a ricostruire Kiev soltanto quando si sarà raggiunta un’improbabile e comunque remota pace vittoriosa. Per arrivare a questo obiettivo, ci vuole però una guerra mondiale. Durante la quale nessun obiettivo in Italia, ed in tutto l’Occidente, sarà al sicuro. Se dunque i “padroncini” italici si aggrappano a questa speranza quale “Ultima Dea”, ciò significa che sono tutti quanti dei disperati questuanti alla ricerca di qualche commessa pubblica per sopravvivere. Nel mondo sono in corso attualmente due guerre, una delle quali si combatte per l’appunto in Ucraina, e l’altra in Medio Oriente. L’una vede contrapporsi l’Est e l’Ovest del mondo, l’altra il Nord e il Sud. A ben vedere, però, questa distinzione risulta labile. La Russia fa infatti parte dei cosiddetti BRICS, cioè del cartello che riunisce i Paesi del meridione, mentre nell’altro conflitto si confrontano l’Oriente islamico e l’Occidente, essendo Israele l’avanguardia della civiltà giudaico-cristiana. La Meloni compie una scelta di campo. Se però i valori in gioco sono tanto elevati e importanti, la Presidente del Consiglio dovrebbe invocarli a fondamento di una causa nazionale. Quale venne concepita a suo tempo quella dell’Italia nel 1915-1918, quando, in effetti, un’adesione popolare permise la vittoria. Se la Meloni ritiene invece – e lo proclama apertamente – che siano in gioco soltanto le elemosine di qualche futura ed incerta commessa pubblica (per il momento stiamo soltanto ricostruendo la cattedrale di Odessa, dove sono all’opera i pur bravissimi esperti dell’Istituto Centrale del Restauro), risulta poco probabile che la Signora della Garbatella mobiliti gli italiani. Non avendo il necessario prestigio, e soprattutto considerando la guerra come l’occasione per regolare i conti con i propri competitori, a colpi di “Decreti Sicurezza”, grazie ai quali finiremo per chiederle il permesso perfino per andare ad orinare. Se vogliamo considerare l’aiuto a due Paesi aggrediti, in violazione del diritto internazionale, come una causa di tutti gli italiani, non possiamo affidarci a una persona che rappresenta soltanto l’estrema destra, e che tenta di raggranellare intorno al governo il consenso di qualche speculatore e di qualche brasseur d’affaires. I quali gremiscono la platea di Roma in qualità di “compagnia dell’applauso”. Avendo a che fare con i veri imprenditori come gli imbucati del Forte di Ventimiglia, accorsi per applaudire un economista che annunciava loro la fine della libertà di intrapresa. Di questo obiettivo, la destra ha sempre accusato la sinistra, malgrado i “comunisti” abbiano sempre affidato il governo dell’economia ai tecnici della Banca d’Italia. Analogamente, la destra si opponeva alla costituzione delle Regioni perché questi enti – essendo competenti in materia di “polizia urbana e rurale” – avrebbero armato un’armata rossa pronta a marciare dall’Emilia e dalla Toscana su Roma. Ora la destra non usa neanche più la polizia regionale, e si affida alle milizie private, i cui componenti vengono assunti senza ricorrere alla fictio juris costituita dalla celebrazione di un concorso. Nella “Vigile” si viene infatti assunti per chiamata diretta. Proprio come nel Comitato Olimpico. Dei “pallanuotisti”, però, non c’è più bisogno.

…ntale in cui non esistono i Vigili Urbani. Per un motivo ben preciso: le funzioni di polizia giudiziaria, di ordine pubblico e perfino di polizia amministrativa non possono essere esercitate da nessun soggetto diverso dallo Stato. Questa particolarità della Gr…

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Diversi anni or sono, l’allora Arcivescovo di Siena, Monsignor Mario Ismaele Castellano, ebbe la malaugurata idea di invitare nella sua diocesi il Cardinale Cottier, suo confratello domenicano originario della Svizzera francofona. L’illustre porporato venne alloggiato nella foresteria del Seminario, che funge da confortevole albergo, immerso in un parco di piante secolari nel Chianti e ospitato in una splendida villa rinascimentale. Cottier, però, malauguratamente inciampò nella storica magione e si ruppe una gamba. La coppia di simpatici coniugi napoletani che gestisce la struttura lo confortò, ricordando che l’assicurazione, debitamente contrattata, avrebbe coperto tutti i danni. Il Cardinale, però, ritenendo che la sua gamba valesse più del “massimale”, intentò una causa civile e la vinse, costringendo i malcapitati gestori a corrispondergli la differenza. Egli confermò così la tradizionale “fetenzia” – come appunto si dice a Napoli – tanto degli Elvetici quanto dei Domenicani, che nella sua persona si sommavano producendo un effetto letale. Ora questa situazione si sta ripetendo ai danni di Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Quando il suo noto locale venne sottoposto a una radicale ristrutturazione, il titolare dell’impresa incaricata dei lavori gli consigliò di “pianellare” – come si dice nella nostra lingua – eliminando il dislivello esistente tra la parte del locale affacciata sul porto e quella collocata a monte. Il nostro amico si oppose energicamente a tale suggerimento, adducendo che l’eliminazione dello scalino che divide in due la sala da pranzo avrebbe significato un tradimento della Tradizione: tanto familiare quanto linguistica e soprattutto spirituale. Di cui si sentiva responsabile, e dunque tenuto a perpetuarla. Data l’irremovibilità del Titolare, lo scalino esiste tuttora. Già in passato, un cliente – malgrado fosse stato ammonito, come tutti gli altri avventori, da “Braccioforte” con il suo “Facci attenzione al scalino!” – trascurò l’avvertimento e andò a sbattere per terra “col muro”. In italiano si direbbe che l’uomo prese una facciata. Puntualmente risarcita dall’assicurazione. Dopo questo episodio, il giovane Riccardo Martini Sartorelli, subentrato al padre nella direzione del ristorante, provvide a munire lo scalino di un avveniristico impianto di illuminazione, che serve a segnalarlo nottetempo. Il dramma, ciò malgrado, si è ripetuto: un cliente si è “ingarambato” e si è “imbattuto” sul pavimento, rompendosi “i ginocchi”. In realtà la frattura ha riguardato uno solo, ma la tentazione di comporre un plurale braccese è più forte del dovere di riferire fedelmente quanto accaduto. La moglie dell’infortunato, anziché rivolgersi all’assicurazione, minaccia un’azione civile. Segno evidente dell’intenzione di sfondare il massimale, lucrando ulteriormente sull’infortunio occorso al marito. Esprimiamo la nostra solidarietà al Presidente dell’Accademia della Lingua Braccese, che – con il proprio rischio e con ulteriore sacrificio economico (il nostro amico già finanzia tutta l’attività di ricerca e di insegnamento) – testimonia il proprio attaccamento alla comune identità e Tradizione. L’episodio dimostra anche che lo Stato italiano, servendosi dei propri servili sostenitori, non rinuncia alla sua politica di assimilazione forzata. Cui non soltanto noi resistiamo. Se la giovane Mafalda Martini Bisson, nipote di “Braccioforte”, ha scritto in un tema della prima elementare che “i” Evangelisti erano quattro, uno studente sardo ha redatto l’intero elaborato d’italiano della maturità nella propria lingua. Venendo ugualmente promosso dalla commissione. Un avvocato di Albenga, a sua volta, ha preteso che il suo matrimonio fosse celebrato con il rito civile in lingua “regionale”. È invece cessata, per disposizione della Curia Arcivescovile di Genova, la celebrazione della Messa in ligure, che riuniva un gruppo di fedeli nel Santuario della Vittoria, situato sopra Mignanego e così chiamato perché i Genovesi vi vinsero nel Settecento una battaglia contro i Piemontesi, i quali tentavano di sottomettere la Repubblica. La scusa addotta dall’autorità ecclesiastica consiste nel fatto che la Conferenza Episcopale – non a caso “italiana” – ha negato l’autorizzazione alla traduzione del Canone. Ciò non avrebbe comunque impedito al celebrante di predicare nella nostra lingua. Che viene impiegata per dire Messa nel Principato di Monaco, dove è altrettanto ufficiale quanto il francese. Anche il Principe Ranieri era orgogliosamente bilingue. La Conferenza Episcopale del piccolo Stato ha deliberato l’approvazione del Messale in ligure all’unanimità. Raggiunta agevolmente, dato che a Monaco esiste un solo Vescovo, “immune da soggezione”. Raccomandiamo a tutti coloro che desiderano sostenere la nostra causa di preferire per i loro convivi il ristorante “Braccioforte”, il quale destina ad essa una parte del guadagno. “Fando” attenzione, naturalmente, “al” scalino. Altrimenti, i soldi saranno spesi tutti per i risarcimenti.

Diversi anni or sono, l’allora Arcivescovo di Siena, Monsignor Mario Ismaele Castellano, ebbe la malaugurata idea di invitare nella sua diocesi il Cardinale Cottier, suo confratello domenicano originario della Svizzera francofona. L’illustre porporato venne al…

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L'apertura della campagna elettorale di Toti si è celebrata a Taggia alla presenza di soli tre Sindaci su sessantasette, quanti ne conta la provincia di Imperia: pochini.

Il diligente Ufficio Stampa di via Fieschi, svegliandosi per l'occasione dal suo lungo letargo, obietterà che in realtà i Primi Cittadini accorsi a fare da “claque” al “Governatore”erano in numero di quattro. A parte la scontata battuta sui “Quattro Rusteghi”,…

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Molti anni or sono, trovandoci nel Paese di adozione, approfittammo dei buoni rapporti personali stabiliti con il Nunzio Apostolico del tempo, il maltese Monsignor Giglio, per segnalargli un pericolo non ancora imminente, ma a nostro avviso ineludibile.

Molti anni or sono, trovandoci nel Paese di adozione, approfittammo dei buoni rapporti personali stabiliti con il Nunzio Apostolico del tempo, il maltese Monsignor Giglio, per segnalargli un pericolo non ancora imminente, ma a nostro avviso ineludibile. Dopo l…

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LETTERA APERTA A SUA SANTITA' IL PAPA

…mato Collega Professor Alberto Melloni, nel suo articolo apparso su “La Repubblica” di ieri, giunge ad una sconsolata conclusione, che riassume tacitianamente nel seguente trittico: “Francesco è oggi più afono; Francesco è più vulnerabile; Francesco, infine, -…

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La dottoressa Luciana Lamorgese, privando i nostri giovani del loro passatempo preferito, cioè la frequentazione dei locali notturni, li chiama ad una mobilitazione nel nome del bene comune.

L’esito di questo appello, il terzo nella storia unitaria italiana dopo le due guerre mondiali, dipende da tre distinti fattori: uno è costituito dalle sanzioni di cui vengono minacciati i disobbedienti; un altro è rappresentato dalla possibilità effettiva di …

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“Vaso di coccio tra vasi di ferro”.

Questa è la definizione, divenuta proverbiale, che il Manzoni dà di don Abbondio. Altrettanto appropriata (benché meno citata) suona l’altra: “neutralità disarmata in tutte le guerre”. Quest’ultima è anche ufficiale nel caso della Santa Sede, che addirittura e…

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