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Risultati per “rinuncia di Benedetto XVI”

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L’Italia, in base a quanto stipulato dalla Von der Leyen con Trump, dovrà pagare agli Stati Uniti una cifra annuale che, secondo i calcoli più attendibili, viene stimata in sessanta miliardi di euro. Qualcuno dice settanta, mentre i più ottimisti ne calcolano soltanto trenta. Che comunque non abbiamo. Tutto questo denaro costituirà il corrispettivo delle materie prime energetiche e delle forniture di armi che ci siamo impegnati ad acquistare dall’America, naturalmente insieme con tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. La Von der Leyen aveva tanta fretta di stipulare questo atto di diritto internazionale da dimenticare che le relative norme ne impongono la redazione per iscritto. Proponiamo alla Presidente della Commissione di Bruxelles un gemellaggio con il nostro Sindaco, il quale ha destituito in forma verbale una funzionaria del Comune, senza curarsi del fatto che, fin dal Codice di Hammurabi, gli atti di diritto pubblico vengono emanati in forma scritta. Soprattutto per evitare discrepanze non solo sull’interpretazione, ma addirittura su quanto effettivamente dispongono. Quanto non è stato chiarito e dettagliato su un campo da golf in Scozia verrà dunque stabilito unilateralmente dalla parte statunitense. La situazione, come si è rivelata domenica scorsa, ripropone gli effetti di un rapporto di forze tra le due sponde dell’Atlantico che gioca disastrosamente a nostro sfavore. Tre le circostanze gravi: La Von der Leyen ha pattuito clausole che esulano dalla competenza dell’Unione, essendo riservate ai singoli Stati. Non le era stato conferito alcun mandato ben definito e condizionato. Non essendosi precisati i limiti del mandato, non può essere rimproverata per averli superati. Al danno economico dell’acquisto obbligatorio da mercato americano si aggiungono: dazi al 15% (o superiori) su prodotti strategici come l’acciaio; crollo dell’industria bellica europea, e in particolare italiana, con licenziamenti e perdita di investimenti. L’acquisto di armi all’estero non genera alcuna ricaduta economica positiva, ma aggrava il deficit pubblico in un contesto di recessione, aggravato dal fallimento della stagione turistica. Von der Leyen, cresciuta a Bruxelles e “funzionaria UE dalla nascita”, succede degnamente a presidenti come Van Rompuy o Juncker. Da lei non ci si poteva attendere resistenza a Trump, né dignità istituzionale. L’opposizione accusa la Meloni di aver favorito la capitolazione europea, sostenendo la “solidarietà atlantica” anziché una minaccia di guerra dei dazi. La firma dell’accordo, forse motivata dall’urgenza di ricevere gas USA a credito per l’inverno, vincola l’Italia a spese certe e pesanti. Occorre convocare la Meloni in Parlamento per due domande: Quanto dovremo pagare? Con quali coperture? Escluso un aumento fiscale, resteranno solo tagli: scuole, ospedali, servizi pubblici. La Presidente del Consiglio, favorita da questa crisi, può instaurare un regime repressivo, giustificandolo come “economia di guerra”. Ma non chiarisce né il nemico, né la causa reale. Se c’è una vera causa nazionale, va affrontata con unità nazionale; se non c’è, il Governo non può esigere sacrifici. La Meloni, però, sembra puntare più a regolare conti con gli avversari che a salvare il Paese. Stessa logica del nostro Sindaco: dividere gli oppositori tra chi comprare con incarichi e chi criminalizzare, accusandoli di minacce e atti vandalici, fino a coinvolgere i servizi segreti.

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Il famoso proverbio cinese dice che, quando il dito indica la Luna, il cretino guarda il dito. Tale espressione della saggezza popolare trova conferma in quanto avvenuto nel Consiglio Comunale di Imperia. Viene addirittura il sospetto che l’ennesimo “happening” – la cui messa in scena, per una volta, non è stata affidata né all’Ispettore Bracco, né a Senardi (rientrato dalla Capitale per dare man forte ai “Bassotti”), bensì alla veterana Carla Nattero – sia stato organizzato con il fine recondito di distogliere l’attenzione dalla sostanza della manovra ordita dal Sindaco, dalla Giunta e dalla Maggioranza, di cui sono state messe in luce le conseguenze sull’occupazione. Certamente negative, in quanto vengono perduti altri tre posti di lavoro, ossia i superstiti scaricatori onegliesi. Vediamo però – per comprendere gli altri e ben più gravi effetti della trama ordita dal Sindaco – il merito di quanto deliberato. La competenza sul porto – non esistendo, nel caso di Imperia, un’autorità specifica, quale è a Genova il Consorzio Autonomo – risulta attribuita alla Regione, cui spetta dunque redigere il “Piano portuale”. Al Comune spetta, in questa materia, soltanto un potere cosiddetto di proposta. Quanto suggerito da questo ente può, di conseguenza, essere accolto o respinto dalle autorità di via Fieschi, anzi di piazza De Ferrari. La mozione approvata dal Consiglio suggerisce di eliminare gli impianti fissi, cioè – in pratica – i famosi silos. Rimane incerta la sorte delle gru, che qualcuno potrebbe considerare – ricorrendo a un’interpretazione estensiva delle norme in materia – “non incorporate”, anche se in realtà possono essere rimosse solo smantellandole. È vero che questi macchinari sono montati su binari, ma i loro spostamenti – non essendo la linea ferroviaria raggiungibile e comunque percorribile – si limitano a pochi metri. Il Sindaco intende però installarvi un ristorante “panoramico”, simile a quello esistente sulla Torre Eiffel a Parigi e sulla Torre Olimpica a Monaco di Baviera. Anche l’archeologia industriale è dunque destinata a svolgere un ruolo cosiddetto “ancillare” nella trasformazione di Oneglia nella “Acapulco del Mediterraneo”. Pare che il paragone con la città turistica messicana sia da attribuire alla fervida fantasia del Sindaco in persona, ispirato da un leggendario sorvolo in elicottero della zona. Mussolini aveva preso addirittura il brevetto da pilota e conduceva personalmente il suo velivolo. Se il “Bassotto” avesse deciso di trasformare Imperia in una nuova Lourdes, avrebbe ordinato alla Madonna di apparire a Teresa Verda nel giardino della villa dei Gorleri. La Regione acconsentirà prevedibilmente ai “desiderata” espressi dal nostro Consiglio Comunale, tanto più essendo l’assessore competente il “Nipote” per antonomasia. Perfino il funzionario di più alto grado di questo settore dell’amministrazione regionale è un ex dipendente del Comune di Imperia, inviato a Genova come Nazario Sauro sulla costa delle Terre “Irredente” – si spera con migliore sorte rispetto al martire di Capodistria. Rimane un problema, costituito dalla convenzione tra un armatore francese e la Regione, in base alla quale l’imprenditore transalpino può scaricare cemento nel porto di Oneglia fino – a quanto ci dicono – al 2033. Se dunque costui troverà un giorno i silos abbattuti, e non avrà più dove depositare la merce, verosimilmente agirà in sede civile per inadempimento contro la Regione. Il Sindaco ha incaricato di studiare il caso alcuni luminari del diritto; malgrado la loro scienza, la causa rischia però di essere perduta. Niente paura: si potrà alternativamente risarcire il danno, destinato a essere ripagato ampiamente dai guadagni prodotti con l’arrivo degli sceicchi, oppure proporre una transazione. I Benetton vennero a suo tempo coincés – come si dice in francese – essendo stati costretti, con una sentenza, a risarcire i danni causati dal crollo del Ponte Morandi e quindi a vendere allo Stato le loro azioni della società che gestiva l’autostrada, al prezzo stabilito dalla controparte. Se un imprenditore italiano deve cedere dinanzi alle pretese della parte pubblica, figuriamoci che cosa può succedere a uno straniero. A questo punto inizierà il “gran finale”: la Regione darà in gestione il porto – ormai mondato della presenza di merci inquinanti – alla “Go Imperia” affinché realizzi la nuova Acapulco. A tal fine entrerà in scena un deus ex machina, nella persona di un socio privato, possibilmente di provenienza esotica. I molisani, che sono brava gente ma hanno il difetto di essere poveri provinciali fin dai tempi del Re delle Due Sicilie – che si ricordava della loro regione solo quando andava a caccia del lupo nel Bosco Matese – vanno bene soltanto per la “Rivieracqua”. Ora soffermiamoci – dulcis in fundo – sulla posizione assunta dagli ex comunisti. Questi hanno aderito all’iniziativa di protesta concepita dalla dirigenza di un partito loro alleato, ma pur sempre diverso. Ciò è avvenuto ad opera di una componente dei “Democratici”, tra i quali è in atto, ormai da tempo immemorabile, una “guerra per bande” simile a quella teorizzata da Bianco di Saint Jorioz. Ogni corrente mette in atto quanto decide autonomamente, e la consultazione degli organi comunali e provinciali non risulta tanto desueta quanto addirittura interdetta. Forse i dirigenti temono che la celebrazione di una riunione nei fatiscenti locali di via San Giovanni li faccia perire miseramente nel crollo dell’edificio, degna metafora del destino del partito che fu di Sandro Natta. Pare che perfino il suo fantasma abbia ormai abbandonato gli storici locali della federazione. Se si arrivasse a una conta, potrebbe risultare maggioritaria la componente che pratica il cosiddetto “entrismo” nelle partecipate. Anche il termine “Bolscevichi” significa, per l’appunto, “maggioritari”: il destino è sovente annunciato dai nomi.

Il famoso proverbio cinese dice che, quando il dito indica la Luna, il cretino guarda il dito. Tale espressione della saggezza popolare trova conferma in quanto avvenuto nel Consiglio Comunale di Imperia. Viene addirittura il sospetto che l’ennesimo “happening…

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Vale la pena ritornare sul tema della “Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina”, ed in particolare sul ruolo di “claqueur” attribuito in tale circostanza alla foltissima rappresentanza dei nostri imprenditori. Ignazio Silone ricorda, in uno dei suoi romanzi — ambientato nel periodo fascista — come il Regime illuse molti giovani meridionali, facendogli credere che il problema della riforma agraria sarebbe stato risolto grazie alla guerra in Abissinia. Per quella guerra tanti poveri ragazzi si arruolarono come “volontari”, trovandovi sovente la morte. La distribuzione ai contadini delle terre appartenenti ai latifondisti, naturalmente, non avvenne. Si fece tuttavia credere ai poveri “cafoni” del Sud che le avrebbero ottenute precisamente in Etiopia, naturalmente dopo averla conquistata. Lo stesso inganno viene oggi consumato ai danni dei nostri titolari di imprese, i quali, non essendo poveri analfabeti diseredati, potrebbero fare a meno di cadervi. Costoro dimostrano invece un’ingenuità veramente incredibile, simile a quella esibita dagli industriali della nostra provincia, accorsi — come abbiamo più volte ricordato — ad applaudire chi annunciava loro la fine della libertà di intrapresa, compensata però dalle commesse di Stato. A queste commesse, ad alcuni viene gentilmente concesso il mercato interno, mentre quelle per la “ricostruzione” dell’Ucraina dipendono dall’andamento delle operazioni militari, nelle quali comunque si getterà anche l’Italia, partecipando alla “Coalizione dei Volenterosi”. Cavour, mandando i Bersaglieri in Crimea, si proponeva di qualificare il Piemonte come rappresentante del futuro Regno d’Italia. Il conte riuscì nell’impresa in quanto la storia procedeva in direzione dell’affermazione degli Stati nazionali. Oggi, però, lo zeitgeist ha preso la direzione esattamente contraria, come paradossalmente dimostra la stessa vicenda dell’Ucraina, la quale non si considera più una regione della Russia e proprio per questo aspira all’indipendenza. Gli imprenditori italiani hanno evidentemente dimenticato — se mai l’abbiano imparata nei loro studi universitari — la lezione impartita da un grande studioso del diritto commerciale, il quale affermava che in tempo di guerra si socializzano le perdite e si privatizzano i profitti, il che esige la nazionalizzazione, per l’appunto, delle attività produttive. Quanti saranno “embedded” in Ucraina dovranno obbedire agli ordini impartiti dallo Stato Maggiore. “L’intendance suivra”, diceva per l’appunto De Gaulle, il quale non era a caso un militare di carriera. Ai nostri imprenditori è riservata piuttosto la funzione della sussistenza. Durante la guerra, il Regime stabilì il cosiddetto “Ammasso del grano”, nonché di altri prodotti agricoli. Quello della barbabietola da zucchero continuò a lungo dopo la Liberazione, finché venne abolito il monopolio di Stato. Alcuni gerarchi si arricchirono illecitamente, rivendendo una parte del grano tolto ai coltivatori sul cosiddetto “mercato nero”, che in simili circostanze diviene inevitabile. Altri, essendo persone oneste, gestirono l’ammasso correttamente. Certi giovani economisti della Lega non sarebbero capaci neanche di questo, ma tale limite non sembra intaccare le loro ambizioni. Non si può affrontare un conflitto senza adottare tutte le misure connesse con l’economia detta per l’appunto di guerra. Pare invece che la spartizione delle cariche, presenti e future, avvenga — da parte della Destra — con l’allegra noncuranza propria dei periodi di “vacche grasse”, che sono però destinate a dimagrire.

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L’ambiente commerciale che si estende da piazza Maresca fino a piazza De Amicis è continuamente agitato dalle ricorrenti crisi isteriche da cui viene colta la signora Lella, popolare proprietaria del bar “Baraonda”. L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tramite – delle “uove” (come si dice in “Braccese”) non più commestibili. La signora Lella ha interpretato tale incauto comportamento addirittura come un “tentato omicidio”, arrivando a esprimere un’apologia della cacciata di Marzocca dal Mercato Coperto di piazza Doria. Tale evento aveva visto a suo tempo l’intera comunità del quartiere stringersi intorno al noto agricoltore pugliese, vittima in precedenza di un misterioso attentato su cui indaga tuttora la Benemerita: ignoti malfattori avevano dato fuoco alla sua vettura, facendogli rischiare di morire arso vivo. Marzocca riuscì per miracolo a sottrarsi alle fiamme che avvolgevano il veicolo. Ora questo fronte si è improvvisamente diviso in due opposte fazioni, malgrado l’ostilità della signora Lella nei confronti di Marzocca sia un inutile “insaevire in mortuos”. L’uomo è ormai ridotto infatti a un ectoplasma, che tre volte a settimana si aggira nei dintorni del suo antico luogo di lavoro in cerca di pane secco per le galline. C’è chi afferma addirittura che si tratti di una presenza fantasmatica, simile a quella degli extraterrestri che si aggirano nella tenuta di Marzocca alle Terine. La furia della signora Lella è però incontenibile, non potendosi più sfogare soltanto sul signor Sante – detto “Stante il Gigante” – cui è legata da un burrascoso rapporto sentimentale. Sante è noto per la corporatura imponente e muscolosa, simile a quella di Mike Tyson, il quale venne prescelto come “partner” da Naomi Campbell per le sue doti sessuali. L’uomo condivide con il famoso pugile anche il carattere irruento, ed invano il comandante Gaggino – accolto da tempo nei ranghi dei Templari – tenta di indurlo a coltivare la spiritualità propria di questo Ordine. Gaggino, da parte sua, “beve come un Templare”, facendo onore all’antica espressione proverbiale. A fianco di Marzocca si sono schierati tanto Sebastiano Marchisio quanto la popolare signora Franca, detta “Pulìn”, commessa della panetteria Blengini. Più defilata la posizione del personale del bar “Madama Doré”, caratterizzato dalla inquietante presenza dei servizi segreti di Putin: tanto la polizia politica, denominata FSB, quanto il tenebroso e temutissimo GRU, cui sono affidate le azioni di destabilizzazione all’estero. Tenta, come sempre, una volenterosa ed ardua mediazione tra le parti Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. L’isolamento in cui è venuta a trovarsi la signora Lella in seguito alle sue incaute accuse risulta comunque pressoché totale. Si è infatti rotto anche da tempo il sodalizio d’affari con la signora Marta Bertossi (la quale si chiama in realtà Berthozy). Costei, essendo una israelita osservante, si dice in procinto di compiere l’Aliyah, trasferendosi a Gerusalemme, dove intende esercitare il suo lavoro di cuoca in un locale del quartiere di Mea Shearim, popolato dagli ebrei ortodossi, in cui potrà finalmente preparare i cibi secondo le più strette regole della cucina kosher, senza più doversi adeguare ai gusti sacrileghi dei clienti goyim del bar Baraonda. A spingere Marta Bertossi al ritorno nella Terra di Israele non sono state soltanto le intemperanze verbali della signora Lella, ma anche le continue provocazioni ordite contro il locale da musulmani estremisti, istigati da “Mohammed” Bensa. Nella preparazione di cibi e bevande è subentrato il giovane Daniele, detto “il Barman con la barba”. La situazione è sul punto di degenerare, dal momento che la titolare del bar si è anche scontrata con gli ambulanti senegalesi, con cui è scesa a durissimo alterco, invitandoli a ritornare in Africa. Causa del contrasto è stato il prezzo delle bevande alcoliche, giudicato eccessivo da chi pure dovrebbe astenersene, trattandosi di alimenti haram. Piazza Maresca rischia di divenire l’epicentro di uno scontro tra etnie e religioni dalle conseguenze incalcolabili. La signora Lella, per evitare questo esito, viene unanimemente esortata a moderare le asperità del suo carattere.

…ui viene colta la signora Lella, popolare proprietaria del bar “Baraonda”. L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tra…

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Il Parlamento ha tirato fuori dal cassetto un vecchio Disegno di Legge, che sembrava dimenticato da tempo, con cui si dispone il richiamo in servizio – su base volontaria – di ben diecimila “Riservisti”.

Il Parlamento ha tirato fuori dal cassetto un vecchio Disegno di Legge, che sembrava dimenticato da tempo, con cui si dispone il richiamo in servizio – su base volontaria – di ben diecimila “Riservisti”. I quali vengono attinti tra coloro che hanno appartenuto…

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La gestione del servizio di Nettezza Urbana – che non comprende soltanto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, bensì anche una serie di attività collaterali, quali ad esempio la pulizia delle strade – è attribuita nella nostra zona non già individualmente ai singoli Comuni, bensì collettivamente – in base ad una apposita ad una Convenzione – a tutti quelli insiti nel Comprensorio di Imperia, nel Comprensorio di Diano e nel Comprensorio di Andora.

La gestione del servizio di Nettezza Urbana – che non comprende soltanto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, bensì anche una serie di attività collaterali, quali ad esempio la pulizia delle strade – è attribuita nella nostra zona non già individualmente …

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Due fatti, avvenuti contemporaneamente, hanno dimostrato nel modo più palese l’irrilevanza dell’Europa: il mandato di cattura emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia contro Netanyahu e l’ultimatum – sarebbe forse però più appropriato definirlo una dichiarazione di guerra – lanciato da Putin contro l’Occidente.

Due fatti, avvenuti contemporaneamente, hanno dimostrato nel modo più palese l’irrilevanza dell’Europa: il mandato di cattura emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia contro Netanyahu e l’ultimatum – sarebbe forse però più appropriato definirlo una dichi…

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Ai fatti di Bari viene dedicata dai “mass media” una particolare attenzione trattandosi – secondo i commentatori – di cronaca nera, riguardante il rapporto tra la Mafia e le Istituzioni.

Ai fatti di Bari viene dedicata dai “mass media” una particolare attenzione trattandosi – secondo i commentatori – di cronaca nera, riguardante il rapporto tra la Mafia e le Istituzioni. In realtà, questo importante Capoluogo, riferimento del Meridione Jonico …

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In occasione del nostro ultimo colloquio, un autorevole dirigente della Comunità Israelitica ci ha fatto notare un dato statistico molto significativo.

In occasione del nostro ultimo colloquio, un autorevole dirigente della Comunità Israelitica ci ha fatto notare un dato statistico molto significativo. I Cristiani residenti nei Paesi del Medio Oriente, che alla fine del periodo coloniale rappresentavano circa…

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Landini si è esibito in piazza del Popolo, evitando l’imbarazzante confronto con uomini ben più prestigiosi di lui: i quali un tempo riempivano piazza San Giovanni, facendo debordare la folla in tutte le vie adiacenti.

Landini si è esibito in piazza del Popolo, evitando l’imbarazzante confronto con uomini ben più prestigiosi di lui: i quali un tempo riempivano piazza San Giovanni, facendo debordare la folla in tutte le vie adiacenti. Non si ravvisa, in questo mediocre uomo d…

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L’amico che segue con molta attenzione le vicende politiche del Tirolo Meridionale ci ragguaglia sui risultati elettorali e sulle loro conseguenze.

L’amico che segue con molta attenzione le vicende politiche del Tirolo Meridionale ci ragguaglia sui risultati elettorali e sulle loro conseguenze. Il Partito che fin dalla fine della guerra ha rappresentato la comunità di lingua tedesca subisce una forte perd…

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Nella breve conversazione telefonica intercorsa con un’alta personalità dell’ambiente israelitico francese, abbiamo appreso che nel Paese d’Oltralpe non soltanto l’ambiente ebraico, ma l’insieme della società e dello Stato percepisce nettamente di trovarsi in una situazione di guerra: per cui tutti si comportano di conseguenza.

…’ambiente ebraico, ma l’insieme della società e dello Stato percepisce nettamente di trovarsi in una situazione di guerra: per cui tutti si comportano di conseguenza. Si susseguono dunque freneticamente le riunioni dedicate a discutere le misure da adottare co…

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Ascoltando su “Radio Radicale” l’intera registrazione della manifestazione di solidarietà con Israele che si è svolta presso l’Arco di Tito, ci è parso che l’affermazione paradossalmente più realistica - proprio a causa del suo carattere così radicale da sembrare estremistico - sia stata quella pronunziata da un esponente della Comunità Israelitica di Roma.

Ascoltando su “Radio Radicale” l’intera registrazione della manifestazione di solidarietà con Israele che si è svolta presso l’Arco di Tito, ci è parso che l’affermazione paradossalmente più realistica - proprio a causa del suo carattere così radicale da sembr…

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Il Processo di Savona si svolse, mentre si stava instaurando il potere di Mussolini, contro un gruppo di antifascisti, incriminati per avere favorito la fuga in Corsica di Filippo Turati.

Il Processo di Savona si svolse, mentre si stava instaurando il potere di Mussolini, contro un gruppo di antifascisti, incriminati per avere favorito la fuga in Corsica di Filippo Turati. Essendosi concluso il giudizio con una sentenza assolutoria, uno degli i…

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Alcuni mesi or sono, commentammo il discorso – amplificato dalla macchina propagandistica della Destra locale e reiterato in una intervista esclusiva concessa al Settimanale dei Bassotti – che era stato pronunziato da un giovane e brillante economista dinnanzi alla Assemblea provinciale della Unione Industriali, celebrata nel Forte di Ventimiglia.

Alcuni mesi or sono, commentammo il discorso – amplificato dalla macchina propagandistica della Destra locale e reiterato in una intervista esclusiva concessa al Settimanale dei Bassotti – che era stato pronunziato da un giovane e brillante economista dinnanzi…

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I resoconti dedicati alle Ghiurnate di Corte permettono di fare il punto tanto sul dibattito tra gli indipendentisti corsi quanto sulla discussione che si svolge tra costoro ed i movimenti dediti alla stessa causa in Europa Occidentale e nel mondo.

I resoconti dedicati alle Ghiurnate di Corte permettono di fare il punto tanto sul dibattito tra gli indipendentisti corsi quanto sulla discussione che si svolge tra costoro ed i movimenti dediti alla stessa causa in Europa Occidentale e nel mondo. Negli altri…

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Gli Indipendentisti corsi stanno riunendo, ormai per la quarantunesima volta, nella loro antica Capitale di Corte, legata alle memorie di Pasquale Paoli e del suo più stretto collaboratore, Domenico Bonaparte, padre del grande Napoleone, tutti i Movimenti che nel mondo condividono lo stesso obiettivo: lo esercizio della Autodeterminazione.

Gli Indipendentisti corsi stanno riunendo, ormai per la quarantunesima volta, nella loro antica Capitale di Corte, legata alle memorie di Pasquale Paoli e del suo più stretto collaboratore, Carlo Bonaparte, padre del grande Napoleone, tutti i Movimenti che nel…

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