Per quanto possa sembrare strano, la notizia che meglio fa "pendant" a quella della rottura della maggioranza da cui era sostenuto il Governo italiano, e che innesca una crisi istituzionale già da molto tempo in incubazione, viene dal Texas: lo "Stato della stella solitaria", l'unico dell'Unione che cita espressamente nella propria costituzione il diritto alla secessione, ha iniziato la procedura per dare attuazione a questa facoltà: "cuius regio, eius religio".
Al tempo dei nostri studi di storia, questa massima - codificata ed attuata con il Trattato di Westfalia - ci veniva additata dai vecchi maestri come "summum jus, summa iniuria". I professori dei nostri tempi, anche se nati nel nuovo secolo, avevano respirato l'Ottocento, e per loro tutto quanto poteva mettere in discussione l'unità nazionale suonava come una bestemmia. Sarebbe però bastato riflettere sulle conseguenze della pace stipulata nel 1648 per capire come la realizzazione di quel motto avesse rappresentato un male minore rispetto ai reciproci massacri perpetrati tra cattolici e protestanti, specialmente in Germania. Se oggi le due fedi vi convivono senza problemi, è perchè con il tempo si sono affermate delle identità diverse da quella religiosa.
Renzi ha tenuto duro, malgrado fino all'ultimo secondo tutti i mezzi di comunicazione dessero per certa una sua retromarcia. Dio sa quali ricatti e quali complotti si siano consumati in una di quelle giornate romane in cui si vorrebbe che il Tevere fosse più largo. Le convulsioni della sua riva sinistra non sembrano riflettersi sulla pace che regna sull'altra sponda.
Neanche i fascisti che invasero la capitale il fatidico ventotto ottobre attraversarono Ponte Vittorio. I pennivendoli secondo cui anche questa volta tutto sarebbe finito "a tarallucci e vino" basavano le loro prvisioni su di una anlisi caratteriale del "rottamatore". Il quale non è certo uomo di saldi principi, di cui anzi dimostra di non tenere alcun conto. Se Conte ha privatizzato i servizi "segreti" - con il voto favorevole degli stessi seguaci di Renzi - per affidarli ad una ditta cinese, l'uomo di Rignano sull'Arno aveva tentato di cederli ad una impresa israeliana. Il che avrebbe costituito un male minore, ma pur sempre una scelta di principio inaccettabile per uno Stato di diritto.
Se Conte legifera con i suoi decreti, Renzi aveva tentato di annientare le autonomie regionali, anche quelle fondate su trattati internazionali. Non siamo dunque diventati renziani, nè intendiamo iscriverci a questo partito. Al quale, comunque, in tutta la provincia di Imperia, hanno aderito la nostra amica Tiziana Martini (priva di cariche pubbliche) ed una o due consigliere comunali di Ventimiglia. Pochine, come si direbbe per l'appunto a Firenze. Su di un punto, però, siamo d'accordo con l'ex sindaco, quando egli denunzia che gli appunti letti da Conte nel Consiglio dei Ministri ed i suoi stessi atti "legislativi" ed amministrativi sono scritti da altri. Nè si tratta, purtroppo, di Casalino, bensì di qualche funzionario dell'ambasciata cinese. Con il quale ci congratuliamo: il suo italiano è perfetto. L'interesse nazionale, invece, non viene rispettato quanto la lingua di Dante.
In un precedente articolo, abbiamo scritto che Conte intende dirigere la nave dell'Italia verso sud-est, mentre Renzi vuole fare rotta a nord-ovest. Due diverse identità si confrontano, per cui l'una finirà per opprimere l'altra, oppure ciascuno andrà per la sua strada: "cuius regio, eius religio".
Mancava un riferimento politico ed istituzionale a quella parte della nazione in cui ci riconosciamo. Salvini non si era dimostrato all'altezza del compito, non conoscendo nè la scienza politica, nè il diritto pubblico, nè la buona educazione. Per giunta, la difesa della nostra identità costituisce una causa troppo importante per affidarla ad una destra dichiaratamente razzista: non abbiamo dimenticato i pubblici insulti ricevuti da un seguace del "capitano" soltanto a causa del nostro vincolo coniugale. Ci ripugna anche l'idea che nostra moglie metta piede in un luogo in cui le si manca di rispetto.
Renzi, però, non può rappresentare la sinistra. L'uomo non ha infatti mai essudato la propria formazione politica, di segno esattamente opposto. Tuttavia, la sinistra lo ha adottato fin dalla nomina a Presidente della Provincia. Come sindaco, Renzi ha dichiarato di ispirarsi a La Pira. Il quale si è certamente rivoltato nella sua tomba di Rifredi. I comunisti hanno appiccicato frettolosamente al "rottamatore" l'etichetta di "progressista", che ora Zingaretti cerca disperatamente di scucire. La "leadership" di Renzi risulta comunque l'unica disponibile per il settore di italiani che non vogliono morire cinesi, o comunque "terzomondisti".
In politica, come in guerra, si scelgono i nemici, o meglio si viene scelti come tali dalla parte avversa. Gli alleati sono quelli che passa il convento. Non possiamo prevedere quali passaggi istituzionali ci attendono, ma probabilmente Conte rimarrà alla guida di un governo "de facto", dichiarando così l'instaurazione del suo regime.
Renzi viene quotidianamente informato sulla situazione economica collegandosi in diretta col suo amico Serra, che opera nella "city" di Londra. Gli consigliamo di fare lo stesso - per quanto riguarda la politica - con le sorelle Niren-stien, cui ugualmente lo lega una antica amicizia. In questa materia, ne sanno più di lui. Dice un proverbio delle nostre parti: "vai con chi sa, vai con chi ne ha".
Il sindaco già mette in pratica la seconda parte di questo detto. Ora deve adeguarsi alla prima.

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Mario Castellano  14/01/2021
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