Monsignor Viganò è ritornato alla carica, sviluppando un ragionamento che - come si diceva un tempo - non fa una grinza:
poichè Trump è stato defenestrato mediante un broglio elettorale, anche Bergoglio è stato designato con lo stesso sistema. Poichè però intanto si è riunito il conclave in quanto il suo predecessore si era dimesso, anche questo avvenimento è stato frutto di un complotto ordito dalla "deep church" (definizione coniata in analogia con il "deep state").
Ci sono tre situazioni tra cui è possibile stabilire un genellaggio: gli Stati Uniti, il Vaticano e l'Italia. In tutti questi casi, una parte nega la legittimità del potere esercitato dalla parte opposta, ma non ne trae le conseguenze: che consisterebbero nel mobilitare i propri seguaci contro una autorità considerata "de facto", tale dunque che non si è tenuti a contestarla mantenendosi nei limiti della legalità. Il caso dell'Italia richiede un'annotazione supplementare.
Renzi è uscito dalla maggioranza, ma le sue ministre non ne traggono le conseguenze, dando le dimissioni. A questo punto, però, Conte dovrebbe riunire il Governo per promuovere un chiarimento. Il Presidente del Consiglio rinvia invece la convocazione, con il risultato che continua la coabitazione con chi non lo ritiene più legittimo, in quanto ormai privo della maggioranza in Parlamento.
In America i democratici accusano Trump di avere istigato una rivolta, ma non procedono a destituirlo. A sua volta, il Presidente uscente taccia di illegittimità il proprio successore, ma si accinge ugualmente a trsmettergli il mandato.
In Vaticano nessun provvedimento disciplinare viene adottato nei riguardi di un prelato che ha promosso uno scisma. A tale riguardo, annotiamo che in base al codice di diritto canonico si considera scismatico chi non riconosce l'autorità del Papa. Negli Stati Uniti, la metà del Paese - come anche una consistente minoranza del Congresso - non riconosce l'autorità del nuovo Presidente. Nel 1861, per molto meno scoppiò la guerra civile: il sud, infatti, non metteva in discussione il fatto che Lincoln avesse vinto le elezioni, ma rifiutava di rimanere in una unione governata da un Presidente abrogazionista.
Oggi non si minaccia la secessione, ma che cosa succederà quando i repubblicani rifiuteranno di adempiere agli atti emanati dal nuovo governo federale? In tutte e tre le situazioni che abbiamo valutato, la coabitazione risulta impossibile, non a causa del dissenso su singole misure, bensì perchè in ciascuna di esse si riflette una diversa identità, ed una diversa visione del mondo.
Per evitare il conflitto, oppure l'anarchia generata dalla disobbedienza civile, c'è una sola soluzione, che consiste nel separarsi. I musulmani, la cui religione pure ammette il divorzio - ed anzi addirittura il ripudio - dicono che la rottura del matrimonio "fa tremare il trono di Dio". Ciò significa che essa turba l'ordine che Dio stesso ha stabilito. Ciò vale - se si è credenti - nel caso della Chiesa, ma anche quando si tratta di uno Stato occorre ricostituire su nuove basi l'autorità che è venuta meno. Quella parte dei consociati che non la riconosce più, deve infatti edificarne una nuova.
L'alternativa è dunque sempre tra la separazione e la guerra civile. Abbiamo ricordato in precedenza il caso del Libano, dove si produssero entrambe queste disgrazie. Cerchiamo dunque di evitarne almeno una.