Ieri, dopo la trasmissione della Messa del mattino da un convento dei padri domenicani, la maggiore emittente cattolica d'Italia ha diffuso un intervento censorio di padre Falanga, il quale ha bollato come non conformi con la retta dottrina le affermazioni del predicatore.
Poichè il nome ufficiale dei domenicani è "Ordine dei Predicatori", ne risulta l'implicito invito, rivolto all'oratore religioso, a cambiare mestiere. Se qualcuno nella Chiesa deve cambiare mestiere, sono piuttosto gli inquisitori ed i censori. Poichè l'ex Sant'Uffizio, anzichè condannare le opinioni degli studiosi di scienze religiose, si dedica ora a difendere la loro libertà di ricerca e di espressione, c'è chi si costituisce come prefetto della Congregazione in Brianza. Il che è come fare il bagnino sulle Dolomiti.
E' cattolico chi si considera cattolico, è cristiano chi si considera cristiano, è credente chi si considera credente. Ogni altro criterio conduce all'intolleranza. Si può naturalmente affermare che la propria concezione del cattolicesimo, o del cristianesimo, o della Divinità è diversa, ma nessuno è investito dell'autorità di negare tali qualifiche agli altri.
Noi non siamo esperti di teologia, e dunque non possiamo neanche riferire della divergenza di opinioni tra il religioso domenicano e padre Fanzaga, nè tanto meno prendere posizione in questa disputa. Vorremmo però ricordare il lungo tempo in cui a noi cattolici liberali veniva comminata una sorta di scomunica, sia pure non formale. Nessuno ci ha mai negato i sacramenti, ma eravamo in sostanza emarginati dalla comunità dei credenti. Questa situazione ha dato origine, in tempi più recenti, agli insulti pubblicamente profferiti dal fanatico tradizionalista Alvaro Martino.
Nel Paese di adozione, attendemmo a lungo prima di presentarci al cardinale Miguel Obando Y Bravo, con cui divenimmo in seguito grandi amici e collaboratori nell'insegnamento universitario. Al primate dobbiamo anche la salvezza della nostra vita. Quando finalmente gli rendemmo visita, ci domandò del nostro lavoro giuridico, sia per capire che cosa avveniva in questo settore, sia soprattutto per scoprire se fossimo uomini di buona volontà. Per il cardinale, questa era l'unica cosa che avesse importanza. Soltanto al momento di congedarci, domandò a quale confessione religiosa appartenessimo, ma come se si trattasse di un dettaglio di poca importanza.
Padre Fanzaga è, in politica, un seguace di Salvini. Ciò contraddice le critiche da lui rivolte a tutte le forme - vere o presunte - di sincretismo. Il "capitano" è stato però a lungo un neopagano dichiarato, che partecipava ai riti pubblici in onore del dio Po. Il quale non è certamente lo stesso che secondo le fedi monoteiste si è rivelato ad Abramo, e secondo noi cristiani si è incarnato in Gesù Cristo. In seguito, il capo dei leghisti ha preso ad ostentare la fede cattolica. Perchè non spiega attraverso quale percorso si è convertito? Anche se certamente non possiede la statura intellettuale di Sant'Agostino di Ippona, si tratterebbe comunque di una testimonianza interessante. Tanto Fanzaga quanto Salvini sono comunque lombardi, non alla prima, bensì all'ultima crociata. Il predicatore radiofonico commina dunque le sue scomuniche in base ad un criterio identitario, per cui preferisce i pagani - purchè siano suoi compaesani - ai cattolici ritenuti eterodossi. Viene il sospetto che il padre domenicano fulminato dall'interdetto non sia un eretico, ma soltanto un cittadino italiano di religione cattolica, il quale riconosce il diritto dello Stato di legiferare nella sfera di sua competenza, come stabilisce la Costituzione. Che si tratti cioè di un cattolico liberale, come siamo anche noi: anche se, naturalmente, non fa piacere ad Alvaro Martino.
Post scriptum.
La Binetti, fautrice dichiarata dello Stato confessionale, sta per passare con armi e bagagli nel seguito di Conte. Il cosiddetto "avvocato del popolo" si ispira però al modello cinese, cioè ad uno Stato non già laico, bensì antireligioso. Padre Fanzaga non ha nulla da obiettare su questa scelta? Dicono gli esperti di finanza che la moneta cinese sia sempre più forte. Dicono invece gli storici che lo scandalo delle indulgenze costò alla Chiesa la riforma protestante. 


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Mario Castellano  31/01/2021
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