Padre Livio Fanzaga ha dato diffusione, con ampio risalto, ...
Padre Livio Fanzaga ha dato diffusione, con ampio risalto, ad un articolo del professor Roberto de Mattei (di cui ricordiamo la viscerale avversione al compianto padre Fidenzio Volpi), nel quale si propone di promuovere il processo per la canonizzazione di Marcantonio Bragadin, scorticato vivo dai turchi nel 1571 a Famagosta.
Tra i due personaggi viventi ed il "capitano da mar" della "Serenissima" Repubblica di Venezia esiste una evidente correlazione. Non è certamente corretto estendere il motto "non c'è il due senza il tre" al campo religioso, ma risulta evidente che il culto della Madonna di Lourdes motivò la Chiesa Cattolica nel suo conflitto con la massoneria, e che quello della Vergine di Fatima svolse la stessa funzione nel confronto con il comunismo. L'auspicato (dallo stesso padre Fanzaga) riconoscimento della autenticità delle apparizioni di Medjugorie da parte della Santa Sede causerebbe verosimilmente una mobilitazione contro i musulmani. Questo risulta però poco probabile, dal momento che il Papa ha proposto ai seguaci dell'Islam una "alleanza", in occasione della sua visita all'università di Al Azhar, e che il suo sceicco Al Tayeb si è affrettato ad accettare l'offerta. Tale "alleanza" va oltre, a nostro modesto avviso, la già consolidata collaborazione in campo umanitario tra le diverse confessioni religiose.
La visione del mondo nel cui ambito si colloca tanto l'elezione di Bergoglio quanto l'azione svolta dal Papa è basata precisamente su di una "alleanza" dei popoli già sottoposti al dominio coloniale: tra cui si annoverano tanto quelli cristiani dell'America Latina quanto quelli di fede islamica dell'Asia e dell'Africa. Risulta dunque chiaro che il Papa è poco propenso a seguire l'esempio del suo predecessore Urbano II nel bandire una crociata contro i musulmani. Lo prova il fatto stesso che si è riallacciato, scegliendo il nome di Francesco, al "Poverello di Assisi". Il quale non mosse guerra al sultano, ma anzi andò a trovarlo, proprio in Egitto, dove Bergoglio si è recato in visita presso la massima autorità religiosa dei sunniti.
Risulta dunque evidente che de Mattei e Fanzaga, con la loro proposta, intendono mettere in imbarazzo il Papa. Se Bergoglio canonizza Bragadin, deve spiegare agli islamici che questa decisione si colloca in un contesto storico radicalmente diverso rispetto al tempo della guerra di Cipro e della battaglia di Lepanto. Un analogo chiarimento si rese già necessario quando venne beatificato Marco da Aviano, ma i rapporti di Ratzinger con i musulmani rimasero poco buoni, sfociando in aperto conflitto dopo il famoso discorso di Ratisbona.
In occasione delle ricorrenti processioni dei tradizionalisti sul Kahlenberg si invoca comunque il bando di una nuova crociata. Rispondono i musulmani di Vienna (e non solo loro) commemorando solennemente la conquista di Costantinopoli. Ora si vorrebbero promuovere iniziative analoghe presso la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, dove giace il corpo di Bragadin, che i turchi fecero impagliare come un trofeo di caccia.
I raduni sulla tomba di San Pio V, in Santa Maria Maggiore, costituiscono un "must" del tradizionalismo cattolico fin dagli anni Cinquanta, con tanto di saluti romani (il che costituisce un evidente anacronismo). Se poi il Papa rifiuta di accontentare de Mattei e Fanzaga, è già pronta l'accusa di apostasia: un'accusa completamente infondata, anche se - nel clima ecumenico e "buonista" proprio del Vaticano - c'è addirittura chi, pur non essendo convertito all'Islam, ostenta nei Sacri Palazzi la propria poligamia. Al tempo di Pacelli, si licenziavano anche i separati legalmente.
Noi non millantiamo nessuna competenza in materia di "cause dei santi", ma osserviamo che Bragadin - pur essendo morto per non avere rinnegato la fede cristiana - era un uomo d'armi: "et pour cause". Per giunta, la guerra di Cipro fu combattuta in un'epoca in cui tra cristiani e musulmani vigeva la regola del "cuius regio, ejus religio". Oggi, un conflitto religioso causerebbe in Europa occidentale una guerra civile. Che si può evitare soltanto se si considera il passato come storia, e non come passione.
Nostra moglie non ci ha mai rinfacciato la persecuzione sofferta dai suoi antenati, posti dai cristiani nell'alternativa tra la conversione forzata e lo sterminio. Quando altri ci ricordavano (giustamente) tali precedenti, rispondevamo ricordando il contenuto di due grandi encicliche: la "Mater et Magistra" e la "Populorum Progressio": nelle quali Roncalli e Montini riconobbero come giusta la lotta dei popoli oppressi per la loro emancipazione. Anche quando veniva condotta seguendo l'ispirazione di ideologie o di religioni diverse dal cristianesimo. Merita, a questo proposito, una riflessione il fatto che il Papa non abbia criticato i "talebani", nè si sia rammaricato per la loro vittoria, mentre la nostra sinistra, cui un tempo piacevano i "barbudos", i "vietcong" ed i "fedayn" quali protagonisti di rivoluzioni esotiche alla moda, ora depreca gli studenti coranici e riceve a braccia aperte i collaborazionisti in fuga da Kabul. I profughi giuliani, che avevano invece la sola colpa di essere italiani, vennero invece bollati come "fascisti". La stessa sorte toccò ai "boat people" del Vietnam.
La Chiesa si dimostra più coerente, tanto nel soccorrere le vittime della storia quanto nel riconoscere le giuste ragioni di ciascuno. Se dunque un giorno venereremo come santo Marcantonio Bregadin, ciò non comporterà una revisione del magistero riguardante i diritti dei popoli.
Aggiungiamo alcune considerazioni finali. Padre Fanzaga ha ricordato che Bragadin venne scorticato vivo da un rinnagato genovese. Forse il frate radiofonico allude al fatto che i liguri tendono al cattolicesimo liberale, mentre gli eredi di Venezia (quali sono anche i bergamaschi) propendono per il clericalismo. Rispondiamo ricordando che nel 1453 i genovesi difesero Costantinopoli, mentre i veneziani la abbandonavano al suo destino. Erano anch'essi rinnegati? No, semplicemente facevano i loro interessi, come oggi Bergoglio fa gli interessi dell'America Latina. De Mattei propende invece per l'America Settentrionale, e ne ha ben donde. Sempre a proposito di convertiti, che padre Fanzaga definisce "rinnegati", noi abbiamo qui "Mohammed" Bensa (già militante della destra), cui è toccata una sorte simile a quella di Bragadin: i suoi attendenti musulmani lo stanno spellando vivo (sia pure in senso figurato).