Il tempo - dicevano i nostri vecchi - è galantuomo, e dunque viene sempre il momento in cui a chi ha combattuto delle battaglie di principio si riconosce che aveva ragione.
La maggioranza di destra che governa la Liguria, dopo essersi distinta per le idiozie del suo assessore svizzero Benveduti, che prometteva di picchiare personalmente gli impiegati assenteisti, essendo campione di arti marziali, si sta dissolvendo. Il "governatore" Toti, un grigio funzionario della Mediaset, mandato da Berlusconi a comandarci come se noi fossimo dei selvaggi, e lui un funzionario coloniale, si è reso conto - malgrado la sua scarsa perspicacia - di una semplice verità: non c'è nessuna possibilità di riconferma dell'attuale amministrazione, ed è dunque meglio chiedere asilo politico a Renzi. I suoi alleati, indignati per il tradimento, minacciano di sfiduciarlo. Il che significa andare tutti a casa. Che cosa ha comvinto Toti della imminenza della caduta?
Quanto è avvenuto nel capoluogo, dove la sinistra ha deciso di riprendere il Comune, scegliendo un candidato espresso dalla cosiddetta "società civile", che ha semplicemente intenzione di vincere. Ciò annunzia lo stesso esito in Regione. I candidati vincono se vogliono vincere, e perdono se vogliono perdere. In questo secondo caso, hanno venduto l'elezione alla parte avversa, essendo stato stipulato questo esito nell'ambito di un "partito trasversale".
Burlando aveva patteggiato a suo tempo - come dichiarò apertamente in occasione della inaugurazione dei lavori del porto turistico di Imperia - che era sua intenzione ripetere in tutta la Liguria il modello rappresentato da quest'opera, niente affatto "pubblica": la Regione autorizzava i progetti in base ad un suo piano, mentre le varie ditte private - come la Cozzi-Parodi - li eseguivano. C'era però un problema: l'ingegnere non poteva più essere rieletto, e dunque doveva trasmettere il mandato alla destra. Venne scelta a tal fine la Paita, la quale spaccò la coalizione di sinistra truccando le "primarie", così la destra si insediò in via Fieschi.
Qualcosa di analogo si tramava in Comune ai danni del sindaco Doria, il quale - fiutato il vento - non si ricandidò per non essere pugnalato alla schiena. Bucci potè così vestire - anche letteralmente - i panni del "doge". Ora, però, c'è una nuova generazione di dirigenti della sinistra, che ha trovato un interlocutore nella gioventù cattolica impegnata nel volontariato ed ispirata dall'arcivescovo Tasca. E' stata così spazzata via la vecchia "nomenklatura", composta da rottami staliniani come Speciale e come la sua amica professoressa Oddone.
Si annunzia dunque la riconquista di Palazzo Tursi, malgrado Burlando stia tramando tramite la solita Paita per impedirlo: i renziani non appoggeranno il candidato della sinistra, confluendo con Toti nel fantomatico "centro", che non ha voti, per il semplice motivo che non esiste. Noi abbiamo sempre denunziato i partiti trasversali, e constatiamo con piacere che anche i dirigenti democratici sono venuti - come si dice precisamente in Liguria - "nel nostro caruggio".
Su di un altro fronte, la radio diffonde inusitatamente l'umiliante autocritica di Ratzinger: i cinesi hanno evidentemente fatto scuola in Vaticano. Il Papa Emerito riconosce appena i suoi collaboratori, e farfuglia in modo incomprensibile. Chi ha compilato la "sua" lettera? Ci addolora assistere a questa mortificazione di un uomo i cui meriti storici nel riconciliare il suo Paese con le altre nazioni, continuando l'opera di Adenauer, di Brandt e di Kohl, sono indiscutibili. Egli stesso dichiara - forse questa è l'unica nota autentica contenuta nella lettera - di essere moribondo. Perchè dunque costringerlo ad ammettere una "culpa in negligendo" che gli è già costata la rinunzia? Perchè la Chiesa ammette finalmente il principio in base al quale lo Stato detiene l'esercizio della giurisdizione penale, anche nei confronti del clero. Questo è un fondamento del cattolicesimo liberale. Per averlo affermato, siamo stati a lungo emarginati dalla comunità ecclesiale, ed abbiamo dovuto trascorrere gli anni più importanti della nostra vita tra gli indios.
E' stato un tempo guadagnato, e non perduto, avendo conosciuto una Chiesa coerente col Vangelo, quella del Papa. Abbiamo anche trovato moglie: una sola, ma questo non è apprezzato nella Sala Stampa della Santa Sede.