Almeno una delle sanzioni decretate dall’Unione Europea contro la Russia si è già dimostrata completamente inefficace: ...
Almeno una delle sanzioni decretate dall’Unione Europea contro la Russia si è già dimostrata completamente inefficace: quando si è provveduto a bloccare i conti correnti bancari aperti in Occidente dai cosiddetti “oligarchi”, si è constatato che non c’era più neanche un centesimo.
Tutto il denaro depositato era stato infatti già trasferito altrove, probabilmente da moltissimo tempo.
I Russi possono essere cattivi, ma non sono stupidi.
Ben prima di invadere l’Ucraina, avevano preso le loro precauzioni.
Questo significa che la decisione era stata assunta da molto tempo, e che i “negoziati” condotti a Mosca dai vari dirigenti europei, erano soltanto il proverbiale fumo negli occhi.
Bene ha fatto dunque Di Maio ad approfittare dell’ultima occasione per degustare il caviale del Caspio e lo storione del Volga.
Si tratta di cibi ben più raffinati dei panini che il futuro Ministro vendeva allo Stadio San Paolo.
Una volta digerita la cena, ha richiamato in patria i connazionali residenti in Russia.
E’ proprio degli Imperi ragionare sui tempi lunghi, mentre le democrazie tendono a navigare a vista.
Gli esempi che l’attuale crisi offre a proposito di questa differenza sono d’altronde molti.
Uno, in particolare, riguarda l’arruolamento dei volontari, aperto dagli Inglesi e dai Danesi.
I britannici hanno in questo campo una lunga tradizione: molti dei “Mille” di Garibaldi provenivano da oltre la Manica, attratti da appositi annunzi sui giornali.
Giunse poi a dar loro manforte il Colonnello Pearl, amico personale dell’Eroe, alla testa dei rinforzi.
Quanto ai Danesi, si tratta invece di un popolo proverbialmente pacifico: probabilmente, hanno deciso di partire per l’Ucraina una volta appreso che la birra locale è tra le migliori, per non parlare della vodka.
La nuova “Brigata Internazionale” conferma fin dalla sua promozione il detto di Marx secondo cui la Storia si ripete: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa.
Le “Brigate Internazionali” accorse in difesa della Repubblica Spagnola erano riuscite a fermare i franchisti alla periferia di Madrid, costituendo un fronte in una guerra che da quel momento in poi divenne di posizione.
A Kiev sono invece già entrati i Russi, e le stesse Autorità dell’Ucraina non si sa nemmeno dove si trovino.
Si dice che il Presidente si sia già rifugiato all’estero, per sfuggire a duecento mercenari della “Wagner” mandati dall’oligarca Proghozin ad ucciderlo.
Rimane la possibilità di organizzare una guerriglia, per la quale però gli stranieri – che naturalmente non conoscono né la lingua, né il terreno - servono a poco.
La guerriglia, comunque, o è l’avanguardia di un esercito – come nel caso della Resistenza europea durante l’ultimo conflitto – o è l’avanguardia di una rivoluzione, come nel caso della Cina.
Se non è né l’una cosa, né l’altra, è inevitabilmente destinata ad esaurirsi.
Nessun esercito straniero può accorrere al soccorso dell’Ucraina.
Quanto ad una insorgenza – benché le ragioni dei suoi cittadini siano indubbiamente giuste – si tratta di una prospettiva impossibile, in quanto il rapporto di forze con la Russia risulta completamente sfavorevole.
La Russia, con la sua scelta, ha rotto completamente con l’Occidente, ma ha riassunto la guida del Sud del mondo, benché il suo territorio sia settentrionale dal punto di vista della geografia fisica.
Sul piano economico, si sta instaurando un sistema finanziario parallelo, che ha il suo centro nella Cina, dove affluiscono i capitali già investiti nelle Borse occidentali.
Anche le merci che la Russia non ci può più vendere prendono la via di Pechino, che d’altronde le può pagare meglio di noi.
L’Occidente è da tempo in ritirata su tutti i fronti, ed ora si ritrova assediato.
Né può contare sulla propria coesione interna.
Presto avremo il razionamento del gas e del combustibile, ma anche degli alimentari di base: l’Italia sta per rimanere senza il grano, sia quello duro che quello tenero.
I nostri vicini di casa arabi, che ricevono enormi quantità di cibo dalla Caritas, lo gettano nella spazzatura senza neanche aprire le confezioni.
Se ricevono molto più del necessario, per quale motivo non lo rifiutano?
Perché si tratta – dal loro punto di vista – di sottrarre risorse al “nemico”.
Eppure, i nostri rapporti personali sono molto amichevoli.
La loro ostilità non è rivolta contro le persone, ma contro il sistema.
Quale lealtà l’Occidente può attendersi da costoro?
Non ci riferiamo al rispetto formale della Legge, che anzi è assoluto e scrupoloso: parliamo della condivisione dei valori civili, che prescinde dalle convinzioni religiose.
A Roma, a Parigi, a Londra, a Nuova York, è insediata una “Quinta Colonna”, composta da milioni di persone, riunite in comunità compatte ed omogenee, su cui può contare chiunque si opponga all’Occidente.
Più il conflitto si radicalizza, più ci si identifica in chi lo avversa.
Esiste anche il problema della nostra capacità di accettare le discipline collettive, con i sacrifici conseguenti.
L’epidemia è stata una prova generale, ma a ben vedere tutto si è limitato a qualche goliardata, come i concerti sulle terrazze, o l’esibizione di cartelli e di bandiere.
La società occidentale è composta di generazioni abituale all’abbondanza, ed anche allo spreco.
Una nostra parente dava da mangiare a suo figlio soltanto bistecche.
Fin qui nulla di male: il fatto è che le spremeva come i pompelmi, ed il giovane beveva il liquido.
Il motivo dell’operazione consisteva nel risparmiargli la fatica (!?) di masticare.
Una sociologa israeliana ha svolto uno studio sulla gioventù americana, e lo ha intitolato “La Generazione delle Schiappe”.