Alcuni anni or sono, in occasione delle funzioni religiose officiate in piazza San Pietro, ...
Alcuni anni or sono, in occasione delle funzioni religiose officiate in piazza San Pietro, una falange di zelanti volontari distribuiva ai fedeli un giornale, stampato nella stessa veste grafica de “L’Osservatore Romano”.
Tutti i quanti se lo mettevano sulla testa per ripararsi dal sole, assicurando ai promotori dell’iniziativa una pubblicità per le loro tesi.
Questa trovata risaliva a tempi ancora più remoti, quando la “carovana pubblicitaria” del Giro d’Italia lanciava agli spettatori in attesa dei corridori dei cappelli di carta con la “réclame” di una nota marca, facendoli così esibire davanti alle telecamere.
Dietro la costosa iniziativa inscenata in Vaticano c’era un oscuro prete canadese, lungamente rimbalzato da una Diocesi all’altra in cerca di incardinazione, tale Padre Bremer.
Questo religioso, le cui vicissitudini canoniche erano state anche portate all’attenzione del Tribunale della Segnatura, davanti alla quale era stato difeso da un grande Avvocato Concistoriale, sosteneva che il Papa dovesse adempiere alla richiesta, espressa dalla Madonna di Fatima durante le apparizioni, di consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato.
Inutilmente, la Santa Sede rispondeva che già Pio XI aveva consacrato al Cuore Immacolato di Maria il mondo intero: poiché il tutto contiene la parte, anche la Russia era già stata inclusa in tale raccomandazione alla protezione divina.
Il tenace canadese, ritenendo insoddisfatta la sua istanza, minacciava sfracelli provocati da questa Nazione.
Essendo ormai finito il comunismo, non riusciva però nel suo intento.
L’uomo poteva tuttavia contare su qualche autorevole aiuto in Vaticano, dato che la sede del suo movimento era alloggiata in un appartamento di piazza del Risorgimento di proprietà della Santa Sede.
Ora, grazie alla guerra in Ucraina, Bremer o i suoi seguaci (non sappiamo se questo personaggio sia ancora vivo) ha finalmente coronato la propria pervicace aspirazione: tra qualche giorno, il Papa consacrerà solennemente in San Pietro la Russia al Cuore Immacolato di Maria.
Che cosa può avere indotto Bergoglio ad accontentare il settore più tradizionalista, fino ad ora relegato ai margini della Chiesa?
Quanto non era avvenuto durante la “Guerra Fredda” è stato reso possibile dalla “Guerra Calda”, e la Russia torna ad impersonare il ruolo del cattivo, nemico della Chiesa Cattolica, della Civiltà Giudaico – Cristiana e dell’Occidente, così adempiendo alle svariate profezie apocalittiche.
Chi però, come Padre Fanzaga, aveva puntato le proprie carte su altri soggetti - come l’Islam o la Cina - è stato clamorosamente smentito: la “Sacra Lotteria” ha premiato il numero di Padre Bremer.
Delle due l’una: o la Madonna di Medjugorje si era sbagliata, o è incorso in errore chi detiene la “interpretazione autentica” dei suoi messaggi.
La Santa Sede, dal canto suo, è stata posta dinnanzi alla cruda realtà di un conflitto identitario, il che la costringe ad una scelta basata precisamente su questo criterio.
Pacelli aveva deciso a suo tempo di assumere la funzione di “Cappellano dell’Alleanza Atlantica”: allora, però, il conflitto era di carattere ideologico, ed i comunisti propugnavano l’ateismo, perseguitando non solo i Cattolici, bensì tutte indistintamente le religioni.
La Russia di Putin agisce invece nel nome del Cristianesimo.
Non rimane dunque che abbracciare la sua versione occidentale.
Neanche la Madonna, d’altronde, può rimanere neutrale.
I Russi attribuiscono alla Vergine di Kazan tanto la vittoria di Poltava contro gli Svedesi nel 1709 quanto quella di Stalingrado sui Tedeschi: Stalin, in questa circostanza, fece volare la Sacra Icona sul campo di battaglia.
E’ dunque prevedibile un “revirement” di questa e di altre devozioni: Putin ne coltiva una per San Nicola di Mira, al punto che si è recato in pellegrinaggio fino a Bari, prostrandosi dinnanzi alle sue spoglie.
Non rimane dunque che raccomandarsi alla Madonna di Fatima, la quale comunque aveva previsto la conversione della Russia: il che, però, l’ha resa inopinatamente ancora più anti occidentale di prima: un caso esemplare di eterogenesi dei fini.
Bergoglio ricorda bene come durante le guerre per l’Indipendenza i sudditi delle Colonie innalzassero lo stendardo della Vergine di Guadalupe, e gli Spagnoli quello della Vergine del Pilar: l’esito del conflitto convinse i Latinoamericani della superiorità della propria Madonna.
Il Vaticano riscopre dunque – “bon gré, mal gré” – la propria collocazione occidentale, malgrado la Cina gli abbia regalato il proprio sistema di riconoscimento facciale.
Tanto più che il “Celeste Impero” si è schierata con Mosca, ma ha comunque incassato l’accordo sulla nomina dei Vescovi: Pechino val bene una Messa.

Abbiamo incontrato il capo delle milizie “no vax, il quale ha scelto di stare dalla parte della Russia, e si accinge a scendere in piazza – sfidando i divieti della Questura - per esprimere la propria solidarietà con i poveri oligarchi, privati dei loro panfili di lusso.
Inutile obiettare che tratta di una misura manifestamente illegittima, ma popolare: la parte opposta esibisce le immagini dei bambini ucraini morti e feriti.
Nel 1915, le nefandezze compiute dai Tedeschi nel Belgio furono usate dalla propaganda interventista: venne addirittura realizzato un film muto, intitolato “La Suora Bianca” (la quale era stata effettivamente fucilata dagli occupanti).
Oggi i “mass media” sono ben più influenti, e si schierano tutti contro i Russi.
I Tedeschi gongolano, avendo finalmente potuto smettere il ruolo dei “cattivi”.
Alle Autorità di Mosca non rimane dunque che mobilitare contro il Governo i “coatti”, veterani delle manifestazioni “no vax”.
Sarebbe stato più conveniente attendere, e sulle contraddizioni sociali e sulle tensioni separatiste che la situazione può aprire nelle società occidentali, ma “à la guerre comme à la guerre”.
Anche l’Italia, durante la Prima Guerra Mondiale, svuotò le patrie galere, i cui ospiti vennero inquadrati nel nuovo corpo degli “Arditi”.
I quali “si distinsero”, ma in seguito – essendo rimasti disoccupati per effetto della Vittoria – proseguirono la loro carriera tra gli squadristi di Mussolini.
La violenza generata dalle guerre non finisce con i Trattati di Pace, in quanto produce l’assuefazione alla violenza: ce ne siamo resi conto nel nostro Paese di adozione, che è ricaduto in un conflitto civile.
Speriamo che la Storia non si ripeta.

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Mario Castellano  23/3/2022
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