Nel tempo dell’Unione Sovietica, quando i dirigenti del Cremlino erano in procinto di scomunicare qualche Partito Comunista, ...
Nel tempo dell’Unione Sovietica, quando i dirigenti del Cremlino erano in procinto di scomunicare qualche Partito Comunista, ne mandavano in avanscoperta uno molto più piccolo, incaricandolo di fare il lavoro sporco, consisteva nell’anticipare i motivi del conflitto ideologico.
Per condannare le tesi di Berlinguer, ritenute “revisioniste” (benché in realtà non fossero tali), non si trovò di meglio che il Partito Comunista di San Marino.
Ora sta montando il malcontento di Putin nei riguardi del Papa, reo di compiere gesti poco graditi.
Per prima cosa, il Vescovo di Roma ha deciso di consacrare la Russia al Cuore Immacolato di Maria: il che sottintende che la Santa Sede non condivide le scelte del nuovo Imperatore, e ne auspica una rettifica, confidando nell’intercessione della Santa Vergine.
Bergoglio, inoltre, usa reiteratamente il termine “guerra”: se si trovasse in Russia, sarebbe già finito per questo in prigione.
La Chiesa nazionale di rito orientale di Santa Sofia è sempre stata il punto di riferimento degli Ucraini filo occidentali, ed ancor più lo è divenuta dopo lo scoppio delle ostilità: né la Santa Sede ha mosso un dito per impedirlo.
Il Papa ha infine visitato i bambini fuggiti dalla guerra ricoverati al Bambin Gesù, approvando implicitamente l’aiuto offerto dal Vaticano alla resistenza.
“Avvenire” critica fortemente la guerra di Putin, e tutti sanno che questo giornale è perfino più attento dello stesso “Osservatore Romano” a non contraddire gli indirizzi della Santa Sede.
Oggi Padre Bianchi afferma su “La Repubblica” di considerare le scelte compiute dalla Chiesa Cattolica come contrarie all’ecumenismo.
Il religioso piemontese sembra non aver capito che l’ecumenismo, inteso come tentativo di superare le tensioni internazionali attraverso una mediazione svolta sul piano ideologico, è finito nel momento steso in cui lo scontro si è spostato sul terreno identitario.
Il che impone a tutti di compiere delle scelte: in questo caso, tra l’aggredito e l’aggressore, a prescindere dalla religione che professa l’uno e l’altro: che comunque – in questo caso – è la stessa.
Secondo Padre Bianchi, bisogna essere sempre neutrali.
In realtà, fin dalla Prima Guerra Mondiale, il Cattolicesimo non era tanto neutrale quanto piuttosto diviso: mentre la Santa Sede auspicava che venisse preservato – mantenendo in vita l’Impero Austriaco – il principio di legittimità, molti credenti sceglievano di aderire all’opposto principio della sovranità popolare e dell’autodeterminazione.
Questa situazione si ripeté nell’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale: sulla sponda destra del Tevere, c’era chi disapprovava la collaborazione nella Resistenza tra i Cattolici e le forze politiche di diversa ispirazione.
Ora c’è chi simpatizza per Putin in quanto risolleva la bandiera del principio di legittimità.
Noi, sinceramente, credevamo che Padre Bianchi – in quanto convinto fautore delle riforme conciliari – assumesse un atteggiamento diverso.
Ora si spiega per quale motivo la Santa Sede ha deciso di rimuoverlo.
Putin, dal canto suo, ritorna – come un tempo i dirigenti sovietici – ad esprimersi mediante soggetti terzi: il Nicaragua ha espulso il Nunzio Apostolico.
Non ci sono precedenti di questo gesto nella storia diplomatica, tanto meno da parte delle Autorità di un Paese cattolico: sia per il rispetto dovuto alla Santa Sede, sia perché la sua diplomazia è quanto mai prudente e rispettosa di tutte le regole del Diritto Internazionale.
I Sandinisti, ultimi cultori di un marxismo – leninismo pietrificato nella sua versione tardo sovietica, si sono anche messi in testa di perseguitare la Chiesa – in occasione dei ricorrenti rigurgiti della guerra civile - nel nome dei culti ancestrali degli Indo americani.
In realtà, dietro la mossa di Ortega c’è Putin, che manda al Vaticano un messaggio dal tono – per chi sappia leggerlo – chiaramente ultimativo.
La Chiesa, mentre incubava lungamente l’attuale crisi internazionale, poteva scegliere tra tre opzioni diverse.
Una, chiaramente inaccettabile, consisteva nel sottomettersi alla “Terza Roma”, accettando il suo primato non soltanto sugli Ortodossi, bensì su tutte le Chiese.
Un’altra scelta consisteva nello stipulare con Mosca una alleanza paritaria nel nome della comune identità cristiana.
Questa possibilità, pur autorevolmente e discretamente prospettata alla Santa Sede, non è stata neanche presa in considerazione.
Non rimane dunque che la terza opzione, che consiste da un lato nel fare proprio e nel difendere il principio di autodeterminazione, dall’altro nell’affermare l’identità giudaico – cristiana dell’Occidente.
Molti giovani – anche cattolici – hanno già compiuto la loro scelta, arruolandosi in difesa dell’Ucraina.
Davanti a questa mobilitazione, la Chiesa non può rimanere indifferente.
Dall’altra parte non c’è soltanto Padre Bianchi: ci sono anche i poligami che pretendono di farsi mantenere dal Vaticano.

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Mario Castellano  25/3/2022
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