L’amico Avvocato Luigi Basso di Diano Marina, storico esponente dell’autonomismo ligure, ci ha rivolto una provocazione intellettuale, consistente nel redigere un elenco di tutti i soggetti che - per i più svariati motivi – negano la legittimità dello Stato italiano.
Costoro sono – si badi bene – tutt’altra cosa rispetto a quanti si oppongono al Governo: in uno Stato di Diritto, infatti, l’opposizione non nega la legittimità della Autorità costituite - “in primis” quelle che esercitano il Potere Esecutivo - ma si propone di sostituirle usano i procedimenti legali, stabiliti a tal fine nella Costituzione.
Chi viceversa nega la legittimità dello Stato non si considera tenuto ad agire nell’ambito della legalità, e si ritiene autorizzato a ricorrere – a proprio insindacabile giudizio - anche a metodi di lotta violenti.
I soggetti che ci accingiamo ad elencare non si possono considerare “tout court” come altrettanti “Stati nello Stato”: questo avviene quando l’esercizio “de facto” di un potere comporta il corrispettivo obbligo di disobbedire sistematicamente agli atti mediante i quali si esprime la sovranità dello Stato.
Tutti quanti hanno però in comune il fatto che si riservano di mobilitare i propri seguaci a mutare – anche con metodi illegali – la sua forma istituzionale, ovvero a menomare la sua integrità territoriale.
Quest’ultimo è precisamente il caso dei separatisti, che ormai – come dimostrano le presenze al recente convegno di Bolzano dei movimenti indipendentisti dell’Europa Occidentale – non si trovano soltanto nelle Regioni alloglotte o in quelle periferiche, come il Sud Tirolo, la Val d’Aosta, Trieste e le Isole Maggiori.
Nel capoluogo sudtirolese era convenuta perfino una rappresentanza dei separatisti toscani: i quali editano da tempo un loro mensile, intitolato “Le Antiche Dogane”.
In secondo luogo, costituiscono altrettanti Stati nello Stato le diverse organizzazioni delinquenziali, cioè la Mafia, la Camorra, la “N’Drangheta e la Sacra Corona Unita.
A tali soggetti manca la formale dichiarazione di indipendenza per considerarsi a tutti gli effetti altrettanti Stati, essendo muniti un proprio popolo e di un proprio territorio, su cui un Governo esercita il Potere di Imperio.
I Fascisti, i Comunisti ed i Monarchici considerano illegittimo lo Stato in quanto non è
né comunista, né fascista, ovvero in quanto è costituito nella forma istituzionale repubblicana.
Poi ci sono i Massoni, che in molti casi rinnegano anche formalmente il principio, dichiarato dalla loro Istituzione, in base al quale i “Fratelli” sono cittadini leali e rispettosi dell’autorità dello Stato.
Lo stesso si può dire, sempre beninteso in parte, per gli Ordini Cavallereschi, che si propongono di restaurare – a seconda dei casi – il Sacro Romano Impero, la Monarchia Sabauda o le Monarchie regionali.
Le sette si costituiscono a loro volta con il dichiarato proposito di sottrarre gli adepti ad ogni altra autorità che non sia la propria.
I Cattolici tradizionalisti negano la legittimità dello Stato in quanto è dichiaratamente laico, e non confessionale.
Lo stesso discorso vale per alcune religioni esotiche, in particolare per l’Islam: i Musulmani non obbediscono a nessuno Stato che non adotti per l’appunto la Legge Islamica.
Ci sono poi gli esterofili – in particolare i filorussi – che in caso di conflitto con il loro Stato di riferimento postulano l’obbligo di disobbedire a quello italiano.
Un discorso a parte merita infine il Vaticano, il quale formalmente è uno Stato estero, che viene riconosciuto dall’Italia e la riconosce, ma in cui non mancano quanti intendono ampliarne l’estensione fino a coincidere con quella dello Stato Pontificio.
Per esso vale comunque quanto già detto a propositi degli esterofili.
Se sommiamo quanti fanno riferimento a tutti questi soggetti, i cittadini italiani incondizionatamente leali si trovano in netta minoranza.