Ecco quanto ci scrive un illustre prelato – del quale non citiamo il nome - che ci onora del privilegio della sua amicizia:
“Oggi siamo in una fase nuova, che vede la Chiesa quanto mai debole nei confronti dello Stato, per numero di fedeli (sempre meno), per povertà di risorse (si svendono anche le chiese), per assenza di personaggi autorevoli (dei vescovi italiani quelli che “bucano” l’opinione pubblica sono pochissimi), per sbandamento politico (i cattolici sono sparsi in tutti i partiti ma quasi invisibili), per rassegnazione (in corso di diffusione), eccetera.
Una debolezza sperimentata in fase di lockdown, quando la Chiesa, obbedientissima non a Cristo ma allo Stato, papa in testa, si è fatta immediatamente promotrice dei vaccini senza alternative e ha abbandonato i morenti per paura del contagio”.
La parola “papa”, nel testo, è scritta con l’iniziale minuscola.
Sarebbe interessante sapere se si tratta di un “lapsus calami” o di una deliberata “diminutio capitis”: in questo ultimo caso, l’illustre prelato si sarebbe arruolato anch’egli nell’esercito degli antibergogliani, sempre più numerosi ed agguerriti.
Tra costoro, la Meloni incursiona in cerca di appoggi, munita – come di prammatica – di “bustoni”.
Se un noto esponente del laicato cattolico (!?) ha fatto accettare la propria esibita poligamia nei Sacri Palazzi senza pagare il becco di un quattrino, figuriamoci che cosa può ottenere chi da un lato sa adeguatamente ungere le ruote, e dall’altro si dimostra conforme con l’ortodossia.
Durante l’epidemia, ci opponemmo non certo alle necessarie misure profilattiche, bensì alla pretesa delle Autorità di imporre un pensiero scientifico ufficiale.
Prevedemmo, in quella circostanza, come ciò preludesse all’imposizione di un pensiero politico altrettanto ufficiale.
Questo è puntualmente avvenuto, ma non si tratta del pensiero liberaldemocratico di Draghi, né del confuso populismo di Conte, bensì dell’ideologia nazionalistica della Meloni: peggio che andar di notte.
Partiamo comunque, per rispondere al nostro illustre e cortese interlocutore, dall’attualità.
Il primo Disegno di Legge presentato nella nuova Legislatura reca la firma dell’Onorevole Gasparri, e propone di modificare il Codice Civile laddove esso stabilisce che la personalità giuridica – salvo i diritti riconosciuti al nascituro – si acquisisce con il concepimento, e non con la nascita.
Se questa norma entrerà in vigore, la legge che permette l’interruzione di gravidanza potrà considerarsi automaticamente ed immediatamente abrogata.
È vero che i cattolici sono sparsi in tutti i partiti, ma chi oggettivamente ne assume la rappresentanza presso la Santa Sede sono quanti si adoperano per fare coincidere il precetto religioso con la norma dello Stato: anche a prescindere dall’apporto economico – comunque non trascurabile - che essi recano ad una Chiesa afflitta da “povertà di risorse”.
Se i Fascisti brandivano il manganello, i Postfascisti – molto più raffinati – usano il “bustone”.
Riconoscendosi però in costoro, la Chiesa volta le spalle a tutti gli altri cittadini.
Essa si lega dunque ad una parte politica, ed il suo futuro finirà dunque per dipendere dalle fortune di questa fazione.
Una confessione religiosa può essere minoritaria, ma non per questo perdere influenza e prestigio: esso dipende in primo luogo dalla cultura che sa esprimere, ed in secondo luogo dalla capacità di servire il prossimo.
Chi dunque aiuta di più la Chiesa?
Il volontario che serve da mangiare ai poveri, senza domandare a ciascuno di loro se sia credente, non credente o diversamente credente, oppure l’Onorevole Gasparri, che discrimina i propri concittadini tra quanti si riconoscono nel suo precetto religioso e quanti viceversa dissentono?
La Chiesa può d’altronde nemmeno sperare che l’imposizione del confessionalismo accresca il suo potere.
L’Onorevole Meloni si appresta a costruire un regime autoritario - e tendenzialmente totalitario – basato sull’identità nazionale; nella quale – come dimostra l’abile mossa compiuta per il tramite di Gasparri – certamente la religione cattolica costituisce un elemento determinante.
Non sarà però il Papa, né i pur ottimi Cardinali Parolin e Zuppi, a stabilire la conformità dei comportamenti tenuti dai consociati con tale ispirazione: questo ruolo sarà esclusivamente attribuito alle Autorità dello Stato.
L’unica speranza di uscire da un siffatto regime è data dalla possibilità – tutta da verificare – di contrapporre a quella egemone una diversa identità.
Come i Curdi resistono al regime iraniano ed al regime turco e gli Ucraini resistono a quello russo, così forse – in un futuro lontano – vedremo insorgere contro il nostro regime quanti non si riconoscono nell’identità che esso impersona.
Non è casuale che i nuovi gerarchi (anzi quelli più vecchi, come Berlusconi) si siano affrettati a manifestare la loro solidarietà con Putin.