Caro amico, Si è ripetuta – a distanza di pochi giorni – una circostanza molto incresciosa...
Caro amico, Si è ripetuta – a distanza di pochi giorni – una circostanza molto incresciosa. Dopo che un caro amico personale, agendo in buona fede ma con leggerezza, mi aveva chiesto di redigere una presentazione di Stefano Senardi, da pronunziare in occasione della sua premiazione da parte della Società Operaia di Oneglia, un altro amico mi ha sollecitato – suppongo da parte vostra – a votare per la elezione del Segretario, depositando il relativo obolo (offerta minima un Euro). Per quanto riguarda il contributo economico, ti suggerisco di rivolgerti agli importatori di selvaggina. Merita maggior considerazione l’elezione del Segretario, o meglio della Segretaria, essendo già incluso nella richiesta un tassativo ordine di scuderia: bisogna scegliere la Signora Schlein. Mi congratulo con voi per la sua iscrizione al Partito, anche se avverrà presumibilmente ex post: é come se i Cardinali eleggessero Papa un musulmano, e costui decidesse – una volta assiso sul Sacro Soglio - di convertirsi al Cattolicesimo. Come italiano, mi rallegro che la Signora Schlein ci onori di assumere la nostra cittadinanza. Anche per questo adempimento, comunque, vi sarà agio di provvedere in seguito. La richiesta di scrivere un testo per la Società Operaia contraddice la definizione di millantatore (sic) che mi é stata affibbiata dai suoi Dirigenti. Se io sono un millantatore, costoro – facendosi scrivere i loro discorsi da chi hanno tanto gravemente insultato - dimostrano di essere degli analfabeti. Tale condizione costituisce un grave handicap in tutte le professioni, non esclusa quella di impresario teatrale, svolta a lungo dai mei antenati Perasso: i quali, però, sapevano leggere e scrivere. Ora voi mi chiedete di compiere un atto con il quale dichiarerei, se non la mia adesione al Partito - che non figura tra i requisiti richiesti - quanto meno lo status di simpatizzante. Ti comunico dunque che non lo sono, e che la richiesta di qualificarmi come tale rivela – da parte vostra – una notevole faccia tosta. Non inferiore a quella dimostrata dai vostri omologhi di via Santa Lucia. Il Partito Democratico si é ricordato a suo tempo di esistere quando ho presentato il mio libro sul Papa. In quella circostanza, avete diffidato gli iscritti dal presenziare, ma ho avuto ugualmente la soddisfazione di parlare davanti ad una sala piena. Unica militante ad opporvi una obiezione di coscienza, fu Tiziana Martini. La quale, però, venne convocata in Sezione per subire una severissima reprimenda. Ciò dimostra che certe prassi tipiche della Guerra Fredda non sono affatto dimenticate, quando tornano ancora utili per regolare i conti personali. Ciò è stato ulteriormente provato dall’estromissione fisica dei dissidenti. Tale umiliante misura evita tuttavia a costoro di essere travolti dal crollo – inteso nel senso letterale di cedimento delle strutture murarie – della Federazione. Se comunque siete venuti a cercare me, vuole dire che siete proprio mal presi. Lasciamo stare – per carità di Patria – le vicende locali che vi hanno condotti a questa penosa decadenza, e parliamo piuttosto di quelle nazionali. Voi vi siete affidati prima a Renzi, poi a Letta Nipote. Il cosiddetto Rottamatore si é impadronito del Partito – le porte cui gli vennero a suo tempo servilmente spalancate – per farne un docile strumento del suo progetto centralistico e autoritario. Denunziai a suo tempo come il dichiarato intento – iscritto nella riforma costituzionale concepita dalla Boschi (!?) – di imporre alla autonomia delle Regioni un cosiddetto taglio lineare avrebbe comportato, riguardando anche quelle a Statuto Speciale, la violazione di ben tre atti di Diritto Internazionale, sottoscritti e ratificati dal nostro Paese. Si trattava, nel caso del Trentino - Tirolo Meridionale o Alto Adige, dell’Accordo de Gasperi Gruber e del cosiddetto Pacchetto; nel caso della Valle di Aosta, del Trattato di Pace di Parigi con la Francia. Per non parlare della regressione complessiva delle Autonomie Locali (altro che la promozione promessa dalla Costituzione!), la quale anticipava da parte di Renzi quanto sarebbe in seguito riuscito alla Meloni. Se a parità di prezzo si può acquistare tanto un originale quanto una copia, i consumatori – nel nostro caso gli elettori – scelgono logicamente l’originale. Alla Meloni, però, il Signore di Rignano ha preparato adeguatamente il terreno. Sia pure ancora fingendo, quanto meno, di essere di Sinistra. Letta, invece, ci ha risparmiato tale ipocrisia, dedicandosi alla distruzione del Partito per conto del Conte Zio. Eleggere questo Signore è stato sintomo di un cupo dissolvi, che ora si manifesta ulteriormente con la scelta della Schlein. La quale ha un compito ben preciso, affidatole da soggetti esteri: mentre gli Italiani vengono privati dei diritti politici, costei deve innalzare una barriera protettiva a difesa dei diritti personali di una categoria particolare, cioè quella degli omosessuali, delle lesbiche (cui la stessa Schlein dichiaratamente appartiene) e dei transessuali. Tutti costoro stanno a cuore ai redattori dei giornali di Berlino, di Parigi, di Londra e di Nuova York. I quali, viceversa, se ne infischiano dei nostri disoccupati e dei nostri precari, come dei milioni di giovani italiani che prendono la via della emigrazione: non tutti hanno il posto assicurato alla RAI, come i figli (beati loro!) dei vostri ex Consiglieri Regionali. Certamente, la tolleranza verso ogni orientamento sessuale fa parte dello Stato di Diritto, ma mentre gli omosessuali si esibiscono al Festival di Sanremo, i disoccupati possono essere arrestati se formano un corteo di più di cinquanta persone. Il vostro Partito difende tuttavia gli uni, e non si cura degli altri. Esso dovrebbe quanto meno – date le sue scelte attuali – chiedere scusa alla memoria di un suo Dirigente, nostro concittadino, a suo tempo espulso soltanto per essere, precisamente, omosessuale. Ritorniamo però ancora ai temi locali. Vi sono due situazioni, entrambe riferite alla nostra zona, che dimostrano come il vostro Partito converga con l’orientamento centralista – e dunque autoritario – della Meloni. A suo tempo, tanto il Partito Comunista quanto la Democrazia Cristiana, cioè i vostri genitori, decisero di affidare ai rispettivi dirigenti di Imperia la loro comune politica balcanica. Lo fecero soltanto in considerazione dei rapporti commerciali esistenti tra questi Signori e la Serbia. Se si fossero incaricati di orientare il nostro Paese in quella situazione i Comunisti e Democristiani di Trieste, ne sarebbe derivata una visione meno distorta della realtà. Si determinò invece una impreparazione ad affrontare i nuovi eventi che si sarebbe rivelata disastrosa quando la Jugoslavia si dissolse, mentre noi restavamo ancorati alla scelta, sbagliata ed autolesionistica, consistente nel favorire il disegno della Grande Serbia. Qui gladio perit, gladio ferit. Se noi imperiesi danneggiammo a suo tempo i triestini, il Nazareno ripeté questo errore, anni dopo, a nostro danno. Mario Benotti, noto brasseur d’affaires operante nell’orbita del vostro Partito, validamente coadiuvato da Salvatore Izzo, si adoperò per patrocinare – addirittura presso la Santa Sede - la causa di Paolo Celi. Vale a dire del solo soggetto operante a Nizza in favore della Destra italiana, mediante la sua fantomatica Associazione per la Amicizia tra Italia e Francia. La quale cerca piuttosto amicizie per Salvini e per la Meloni presso una comunità che non ha mai dimenticato le proprie radici giacobine, repubblicane e soprattutto antifasciste. E che oggi fa quanto può per sostenere la causa dei Democratici italiani: di quelli veri, non di quelli che portano soltanto tale etichetta. Se si fosse affidata a noi imperiesi la scelta degli interlocutori transalpini con cui rapportarsi, non si sarebbe caduti in un simile errore. Che è stato determinato – come quello compiuto sul confine orientale – dalle pretese centralistiche di Roma. Bologna, da parte sua, ha dimostrato verso di noi un eguale disprezzo spedendoci un assicuratore, incaricato di imporre le sue scelte – fondate su ben precisi interessi economici - alla Federazione. La quale si è ridotta fin da allora a fungere da cataplasma, essendo i suoi dirigenti pronti ad ingoiare tutto il liquame elargito altrove come se si fosse trattato del Verbo Divino. Provate a ragionare con la vostra testa, se ancora la possedete, e non delegate altri a pensare al vostro posto. Chiunque si rende conto che gli Stati nazionali, in Occidente, si avviano al tramonto, e già si intravede la costituzione di nuovi soggetti territoriali di dimensioni più ristrette, dotati ciascuno di una propria cultura, ma soprattutto in grado di orientarsi secondo gli interessi specifici della propria gente. Noi possiamo sbagliare, ma cerchiamo di ragionare. Soprattutto in quanto non si può più essere raccomandati dal Senatore Canetti. Cordiali saluti, estensibili alle Compagne della Sinistra Italiana che compiono cento anni. Mario Castellano