Il Bassotto si sta scatenando nella sua furia iconoclasta, ...
Il Bassotto si sta scatenando nella sua furia iconoclasta, rivolta contro i simboli della Città e forse rivelatrice di un suo personale cupio dissolvi.
Egli decreta dunque la distruzione indiscriminata di edifici a loro modo storici.
Dopo avere deciso lo abbattimento – sia pure rinviato sine die, in attesa di trovare i soldi necessari – del Mercato Coperto di piazza Doria, ora il Sindaco - Presidente intende radere al suolo le ciminiere delle Ferriere.
Viene in mente il coro del Nabucco, che canta nostalgicamente di Sionne le torri atterrate.
Se però lo ormai immondo mercuriale sito nel centro storico di Oneglia era una cosiddetta Opera del Regime, al punto di recare sulla facciata la data della Era Fascista della costruzione, le Ferriere furono viceversa teatro delle gesta della parte opposta, trattandosi della prima fabbrica occupata in Italia nel 1919.
Si narra che i Camerati locali si fossero legata al dito questa manifestazione della combattività della nostra classe operaia, e che la loro ostilità abbia originato la decisione di chiudere lo stabilimento nel 1931.
Il Bassotto intende trasformarsi in eroe eponimo, e a tal fine fa piazza pulita dei simboli ereditati dal passato.
Egli, però, reca anche probabilmente nel suo inconscio una avversione innata per tutto quanto è alto, il che spiega per quale motivo si rivolga contro gli svettanti simboli della Rivoluzione Industriale.
Durante la guerra civile del Ruanda, gli Hutu si accanivano nel tagliare con il machete – e dunque nello accorciare - i Tutsi, come per vendicare il proprio complesso di inferiorità verso chi era più alto: sia nel rango, sia nella statura fisica.
Se i bassi odiano gli alti, vengono però cordialmente ricambiati.
Waldheim, quando era Segretario Generale delle Nazioni Unite, non permetteva ai brevilinei di prendere lo ascensore con lui.
Lo stesso Bassotto, per motivi antropometrici esattamente contrari, vietò di impiegare quello del Ministero perfino al Direttore Generale.
Vendetta, tremenda vendetta!
Tale fu il grido che echeggiò nei corridoi del Viminale, ove il vecchio Taviani aveva inutilmente ammonito il giovane allievo che anche i muri odono.
Venne dunque ordita, tra gli alti burocrati, le Barbe Finte dei Servizi Segreti e gli immancabili giornalisti, la congiura sfociata nel clamoroso epilogo di Cipro.
Questa Isola era patria di Venere, ma nella trama ordita contro il Bassotto ebbe a che fare viceversa il Dio Bacco: venne infatti usato contro il Ministro il vino resinoso tipico dei Greci, il quale tradisce lo incauto straniero che se ne abbevera.
Simile in ciò al Vino dei Castelli, con cui il Nostro vanta viceversa una ben maggiore familiarità.
Ora, comunque, si abbattono le ciminiere, come nel Medio Evo ogni fazione era solita fare con le torri delle famiglie rivali: se non fosse stato per questo costume, San Gimignano ne conserverebbe centinaia, e non le sole tredici superstiti, per cui comunque questa Città è famosa.
Il Sindaco riferisce il suo bisogno di elevarsi non già agli edifici, bensì allo elicottero, che costituisce lo status symbol per eccellenza degli attuali gerarchi: durante i decolli degli aerei, non si può vedere chi si trova a bordo, mentre la salita su di un Agusta può essere ammirata dalla bassa plebe.
La apposita pista è stata dunque piazzata proprio davanti al Municipio, mentre lo eliporto del Vaticano – usato per le trasferte del Papa a Castelgandolfo – è relegato in un angolo della Città Leonina.
Ora la Sinistra, dopo la guerra intestina scatenata dal cambio di serratura, ha ritrovato la sua compattezza in difesa delle ciminiere.
Per la tutela delle fabbriche non ci si era invece mobilitati: segno che i simboli contano ormai più della sostanza.
Non a caso, Umberto Eco citò il detto latino: Nomina nuda tenemus.
Il Professore non immaginava però di riferirsi al Partito Democratico.