Berlusconi viene dichiarato dai medici quale malato cronico: ...
Berlusconi viene dichiarato dai medici quale malato cronico: non tale dunque da trovarsi in pericolo imminente di vita, ma neanche in grado di riprendere una esistenza normale. Ci rallegriamo, naturalmente, per la sua sopravvivenza: sia in quanto non abbiamo mai desiderato la morte di nessuno, sia perché con il progredire della età (e della malattia) il soggetto – dovendo necessariamente diminuire le proprie prestazioni sessuali – di dedica essenzialmente a benemerite opere di filantropia, beneficiando chiese, conventi, cappellanie e varie attività assistenziali gestite da Istituti Religiosi. Qualcuno, forse in vena di pessimi scherzi, aveva fatto circolare a Roma la notizia della morte del Cavaliere: questa stessa manovra era stata imbastita a suo tempo in Vaticano per Giovanni Paolo II. Si è trattato forse – in entrambi i casi – del classico ballon de essai. Tutti i grandi dittatori morti nel loro letto sono stati dichiarati deceduti con maggiore o minore ritardo, al fine di preparare adeguatamente la successione. Il loro elenco è lunghissimo, e comprende in primo luogo tutti i capi sovietici, vale a dire Lenin, Stalin, Breznev, Andropov e Cernenko; il cinese Mao Tse Tung; il nordcoreano Kim il Sung; il vietnamita Ho chi Minh; lo spagnolo Franco; il portoghese Salazar; ed infine il persiano Khomeini. Ai quali va aggiunto il monegasco Ranieri III: il quale non era un dittatore, ma lasciava molti interessi economici da sistemare. Ciò non deve tuttavia indurre a sospettare un decesso del Berlusca, seguito da un processo di mummificazione, qualora si intenda procedere ad una esposizione della salma. Ci pare invece che un pensionamento per motivi terapeutici, con annessa reclusione al San Raffaele, corrisponda agli interessi della Destra al potere. Alla Meloni fa comodo un alleato vivo, ma ridotto alla impotenza, e soprattutto sequestrato e messo a tacere dalla sua corte sanitaria, finanziaria e politica. La quale lo isola – per così dire – tanto in entrata quanto in uscita: egli non può infatti sparare alcuna dichiarazione imbarazzante (come quella sulla guerra in Ucraina), ma neanche viene autorizzato alcun accesso alla sua persona. Già la Pascale, in seguito defenestrata e passata allo attivismo radicaloide in favore degli omosessuali, aveva blindato il convivente nelle sue stanze, interdicendo le visite anche dei più intimi amici: il che provocò alla fine una rivolta di palazzo. Ora la nuova amica si è però rivelata non alla altezza del compito, in cui è stata dunque sostituita – con ben maggiore titolo ed autorità – dallo onnipotente Dottor Zangrillo. Il quale fa uso della propria competenza sanitaria, impedendo così ogni discussione degli ordini. Berlusconi è dunque divenuto un morto honoris causa, ed in tale condizione potrà permanere a lungo, anzi il più a lungo possibile. Già vi si trova da tempo Napolitano, del quale si conosce soltanto la permanenza in vita: non sappiamo, però, se cosciente o vegetativa. La manovra è stata tentata anche con Bergoglio, ma la sua riuscita dipendeva dai rapporti di forza interni al Vaticano, ove ha prevalso il partito del Papa vivo e perfettamente lucido: non sono più i tempi di Paolo VI e di Giovanni Paolo II. I Gesuiti sono forse in grado di uccidere i Papi, come pare sia avvenuto con Clemente XVI Ganganelli, reo di averli soppressi nel 1773, ma possono anche farli resuscitare, o quanto meno mantenerli in vita. Il regime instaurato sulla opposta sponda del Tevere si basa dal canto suo su di una ripartizione dei ruoli, tipica delle cosiddette democrature: nelle quali la sopravvivenza della opposizione – o comunque di partiti diversi da quello dominante - risulta non soltanto ammessa, bensì addirittura necessaria. Vigono tuttavia delle regole di ingaggio ferree, che vietano in sostanza una sola cosa: la possibilità di sostituire nel potere la fazione dominante. I Democratici della Schlein, ossequienti a tale norma non scritta, agitano dei temi tanto popolari al di fuori dei confini – come è la causa degli omosessuali – quanto ininfluenti in patria. Ecco spiegato perché la Signora elvetico – germanico - statunitense evita accuratamente di parlare dei disoccupati et similia. I malcontenti non sono certamente in grado di far cadere la Meloni, ma potrebbero comunque inscenare manifestazioni perturbatrici – a differenza del Gay Pride - dello Ordine Pubblico: tutelato, comunque, dal Decreto Rave Party. Contro cui la Signora non fiata, così accettando il proprio ruolo. Il quale comporta la rinunzia ad ogni azione di piazza, e comunque di massa. Di conseguenza, la gente si rende conto della impossibilità di influire sugli equilibri politici, e non va nemmeno a votare. Sfuma così anche la possibilità di modificare questi equilibri mediante la via legalitaria del suffragio. I rispettivi ruoli, una volta definiti, non vengono più messi in discussione. Si assicurano però delle prebende ai finti oppositori: i quali possono conservare e dichiarare la propria identità, ma non estenderla ad altri. Nei Paesi comunisti – come ancora oggi in Cina – esistevano a volte altri partiti. Era però tassativamente vietato ai cittadini di aderirvi (ammesso che qualcuno ne avesse intenzione). Si diceva anche che i loro capi fossero segretamente iscritti a quello dominante. La vedova di Sun Yat Sen, capo dei Nazionalisti, visse fino alla tarda vecchiaia a Pechino, circondata dai lussi, per dimostrare che il Partito non rinnegava la eredità storica della Cina. Non si conobbe però mai alcuna sua dichiarazione pubblica, neanche di adesione alla linea ufficiale. Il suo compito consisteva esclusivamente nel sopravvivere. La Signora non era peraltro dichiarata malata: possiamo dunque figurarci in quali condizioni si trovino Napolitano e Berlusconi, dei quali si è certificata ufficialmente la patologia. La Merkel, che lavorava per la Polizia Politica, era una dirigente della Democrazia Cristiana tedesca orientale: segno che faceva parte della classe dirigente, ricoprendo per giunta un ruolo di assoluta fiducia. Ecco spiegato per quale motivo ad Imperia i candidati di opposizione non solo non vogliono vincere, ma rifiutano anche di usare argomenti che potrebbero destabilizzare la Amministrazione Comunale. Non possiamo affermare – per mancanza di prove - che li abbia scelti il Sindaco, ma costoro si comportano certamente come se il Bassotto li avesse designati.