Quanto avvenuto negli Stati Uniti rivela come il processo di disgregazione degli Stati nazionali dell’Occidente ...
Quanto avvenuto negli Stati Uniti rivela come il processo di disgregazione degli Stati nazionali dell’Occidente non soltanto sia già iniziato, ma si trovi in uno stadio più avanzato di quanto l’opinione pubblica – specialmente quella composta da profani del Diritto – possa percepire.
Il presidente Trump – agendo probabilmente in violazione della competenza legislativa attribuita dalla Costituzione al Congresso, ovvero al Parlamento americano – ha disposto che il principio, stabilito espressamente dalla Legge Suprema, secondo cui è cittadino statunitense chiunque nasca nel territorio del Paese, non valga più per i figli di immigrati illegali.

I genitori di un neonato che si trovava in questa precisa condizione hanno impugnato il decreto presidenziale, e un giudice federale ha accolto il loro ricorso, ordinando di conseguenza che al figlio venga riconosciuta la cittadinanza degli Stati Uniti.

Il governo federale ha però interposto appello dinanzi alla Corte Suprema, organo nel quale i giudici repubblicani sono sei, contro tre democratici – o meglio, democratiche, essendo tutte donne le rappresentanti dell’opposizione.

La Corte Suprema non è entrata nel merito della questione, ma ha stabilito che le sentenze con cui un giudice federale, appartenente a un grado inferiore, dispone la disapplicazione di un atto legislativo non valgano "erga omnes", ma solo per la fattispecie specifica oggetto del processo.

Il neonato che ha dato inconsapevolmente origine alla "querelle" giudiziaria otterrà dunque la cittadinanza, ma il decreto emanato dal presidente continua a produrre i suoi effetti giuridici per tutti gli altri casi analoghi.

I figli di immigrati irregolari, dunque, non potranno più essere registrati come cittadini americani.

A questo punto, però, gli Stati governati dai Democratici hanno deciso di considerare comunque valida "erga omnes" la decisione del giudice federale, parzialmente cassata dalla Corte Suprema.
In questi Stati, le autorità locali continuano ad attribuire la cittadinanza ai figli di immigrati irregolari, ai quali basta spostarsi da uno Stato all’altro per ottenere la registrazione dei neonati come cittadini.

Di fatto, il Paese risulta spaccato, dal momento che nelle due Americhe che si stanno configurando vige una diversa norma federale. Norma la cui caratteristica fondamentale, fino ad oggi, era quella di valere su tutto il territorio nazionale.

Prima della Guerra Civile – o meglio, prima dell’entrata in vigore del Quattordicesimo Emendamento – in alcuni Stati vigeva la schiavitù, mentre in altri era proibita.
Ciò era possibile perché la Costituzione rimetteva la materia alla legislazione dei singoli Stati.

L’Unione, con l’emendamento voluto da Lincoln, avocò a sé la competenza.

Oggi accade il contrario: alcuni Stati avocano a sé il potere di stabilire chi nasce cittadino americano.

Si ripete dunque quella condizione che Lincoln definì "la casa divisa", tanto grave da causare la secessione.
Che oggi non verrà proclamata de jure, ma esiste già de facto, dividendo sostanzialmente l’America in due.

In una parte del Paese, la società è già irreversibilmente multiculturale, e risulta dunque ininfluente la concessione della cittadinanza a persone di diversa origine.

Nell’altra parte, la composizione etnica è invece ancora sostanzialmente omogenea.

Questa divisione corrisponde più o meno a quella tracciata dal voto presidenziale.

Le nazioni dell’Europa occidentale sono anch’esse spaccate in modo analogo.
Se Parigi è multietnica, la Vandea rimane omogenea.
Se Milano è popolata da persone di diversa origine e cultura, la Val Brembana difende con le unghie e con i denti la propria identità.

Bossi aveva proposto di dividere l’Italia tra la “Padania” e la cosiddetta “Ausonia”, che i suoi seguaci chiamavano – razzisticamente – “Terronia”.
Il “Senatore” non si era accorto che le città della Lombardia sono colpite da un’irreversibile contaminazione.
La Locride, invece, risulta ancora omogenea.

Malgrado i proclami roboanti di Salvini, il governo ha appena emanato un nuovo “Decreto Flussi”, che autorizza l’arrivo di mezzo milione di badanti.

La mancata opposizione del tribuno “padano” si spiega verosimilmente con il fatto che anch’egli – come testimoniano impietosamente il suo eloquio incerto e il suo incedere malfermo – ha bisogno di assistenza personale.
Non tutti, però, possono contare sullo stipendio da parlamentare, elargito puntualmente da quella stessa “Roma ladrona”.

Un noto dirigente leghista della nostra provincia, il quale addirittura stilava "liste di proscrizione" dei "terroni", vittime designate di una "pulizia etnica" (ispirata a Milosevic), fu colto in palese contraddizione quando fece concedere un mutuo bancario a un suo dipendente.

Il direttore della filiale si trovò in difficoltà, dato che il beneficiario era privo perfino del permesso di soggiorno.
Costui, una volta incassato il denaro, fuggì nel Paese d’origine, dove aprì un ristorante.
Pare che abbia addirittura spedito al suo ex datore di lavoro un falso certificato di morte, per scoraggiare eventuali – e comunque inutili – “ricerche consolari”.

Ci ha inoltre fatto sapere, tramite una sua gentile connazionale, che sarà lieto di offrirci un pranzo se andremo a trovarlo.
Da parte nostra, non vediamo l’ora di brindare con lui, alla faccia del tronfio dirigente leghista, che aveva garantito il mutuo.

Tale è la coerenza dei razzisti locali.
I quali, comunque, la secessione l’hanno già consumata.

Il nostro “Bassotto” si comporta infatti come un Jefferson Davis da baraccone.

Se la Confederazione si costituì per mantenere la cosiddetta “peculiare istituzione”, ad Imperia si persegue lo stesso obiettivo trasformando gli enti pubblici in soggetti di diritto privato, riducendo in schiavitù tanto i dipendenti quanto gli assistiti.

Mentre però i primi possono fuggire, dando le dimissioni, gli altri rimangono vittime di vessazioni.

Se nel Sud degli Stati Uniti questa situazione avvantaggiava i padroni delle piantagioni, ad Imperia ne approfittano i presidenti delle fondazioni.

In un caso venne perpetuato il feudalesimo, nell’altro viene restaurato.

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Mario Castellano  03/08/2025
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