Per comprendere le caratteristiche assunte da qualche anno a questa parte dallo svolgimento delle “Ghjurnate Internaziunali” di Corte ...
Per comprendere le caratteristiche assunte da qualche anno a questa parte dallo svolgimento delle “Ghjurnate Internaziunali” di Corte, che sembrano fortemente accentuarsi nella imminente edizione del 2025, occorre riepilogare brevemente le ultime vicende del Movimento Autonomista ed Indipendentista della Corsica, nell’ambito del quale si è determinata una frattura.

Da una parte sono schierati tutti i raggruppamenti tradizionali, che compongono la Maggioranza nell’Assemblea Regionale e sostengono l’attuale Governo dell’Isola.
Dall’altra parte si colloca un nuovo soggetto politico, denominato “Corsica Nazione”: essendo di recente costituzione, e non avendo dunque partecipato alle ultime elezioni, conta su di una sola rappresentante nell’Assemblea di Ajaccio, distaccatasi da una delle formazioni già esistenti, la quale si è distinta per il suo atteggiamento particolarmente battagliero e polemico.

L’oggetto del contendere è costituito dal nuovo accordo stipulato tra la Regione e le Autorità Nazionali della Francia.
Tale patto ha già superato l’esame del Consiglio di Stato, che verteva sulla sua legittimità, e deve ora passare al vaglio dell’Assemblea Nazionale di Parigi, la quale deve approvarlo con una maggioranza di almeno i tre quinti dei propri componenti.
I Corsi potranno infine accettarlo o respingerlo esprimendosi in un apposito referendum.

L’iter ricalca sostanzialmente quello stabilito in Spagna per l’introduzione e l’emendamento degli Statuti di Autonomia.
È indubbio che tale condizione risulti rafforzata, venendo ampliata la competenza legislativa e amministrativa attribuita alla Regione.
Anche se, la Corsica essendo un Ente Pubblico Territoriale – e non un soggetto componente una Federazione o una Confederazione – viene posto all’esercizio dell’autonomia il limite cosiddetto “verticale”.
Esattamente come in Italia, dove le Regioni possono introdurre le proprie norme “nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato”.

Il Movimento “Corsica Nazione”, oltre a dissentire dal contenuto dell’accordo – come vedremo più avanti – in base alle mancate attribuzioni di nuove e più ampie competenze, denuncia che quanto recentemente stipulato procrastina “sine die” l’auspicato esercizio dell’autodeterminazione.
Peraltro, anche gli altri Movimenti considerano l’autodeterminazione come il punto di arrivo della loro azione politica.

La sua realizzazione dipende però da due condizioni, su cui attualmente nessuno può influire.
Una di esse è costituita dal ridisegno complessivo di tutti gli attuali confini dell’Europa Occidentale, che porti a superare e a riaggregare gli Stati nazionali esistenti.
Ciò avverrà solo quando si produrranno le circostanze storiche che lo rendano possibile.
In Europa Orientale, questo avvenne a partire dal 1989.

Nel frattempo, l’unico obiettivo che si può conseguire consiste, per l’appunto, nell’ampliamento delle Autonomie e nella loro corretta ed efficiente gestione.
Risulta dunque sbagliato affermare che un accordo come quello stipulato tra Ajaccio e Parigi allontani questo momento.
Si tratta viceversa di un atto che, nei limiti del possibile, lo avvicina, anche se non sappiamo quanto si dovrà ancora attendere per raggiungere la meta.

Sarebbe troppo lungo, oltre che praticamente impossibile, elencare tutte le conquiste raggiunte in Europa Occidentale dai diversi movimenti regionalisti.
La loro utilità risulta evidente – a parte tutte le considerazioni di ordine giuridico – per due motivi:

Aver arrestato, ed anzi rovesciato, la tendenza – propria degli Stati nazionali – a praticare l’assimilazione culturale.

Aver formato nuove classi dirigenti, capaci di gestire un’autonomia sempre più ampia.

Veniamo comunque alle obiezioni mosse dal Movimento “Corsica Nazione” all’accordo con la Francia.
In primo luogo, si denuncia la mancanza di misure volte a favorire la cosiddetta “corsizzazione” dell’amministrazione pubblica, vale a dire il reclutamento del personale tra i soggetti autoctoni.
Nel caso del Tirolo Meridionale, questo obiettivo è stato raggiunto, pur senza scalfire né il principio costituzionale di uguaglianza, né le prerogative proprie dello Stato.
A Bolzano, infatti, si è adottato il metodo delle “quote”: a ciascun gruppo etnico si riserva una presenza proporzionale al numero dei componenti nei quadri dell’amministrazione pubblica.
I relativi concorsi si svolgono di conseguenza nella rispettiva lingua.

Dato che il corso è già da tempo inserito nell’insegnamento scolastico, si può esigere la sua conoscenza ai dipendenti pubblici, come avviene per il francese in Valle d’Aosta.

C’è poi il problema costituito dal divieto, per i non residenti, di acquistare beni immobili.
A questo riguardo, ricordiamo che non si possono porre limitazioni – in base ai Trattati europei – neanche agli stranieri cittadini di Paesi membri dell’Unione.
In questo caso, comunque – salvo naturalmente nel caso che venga acquisita l’indipendenza – non si può ledere una competenza che rimane dovunque attribuita allo Stato.

C’è infine la pretesa di limitare l’acquisizione della residenza da parte di cittadini francesi non originari della Corsica, e perfino l’esercizio da parte di costoro del diritto di voto nelle elezioni amministrative.
Al riguardo, vale lo stesso discorso sviluppato a proposito del divieto di acquistare beni immobili.

Porre oggi dei problemi di questo genere significa, comunque, pretendere di costruire la casa partendo dal tetto.
Per giunta, i movimenti autonomisti ed indipendentisti devono evitare di cadere nella logica – a nostro avviso sbagliata – del “tutto o niente”.
A parte il fatto che questa scelta conduce, in genere, a non ottenere nulla – e perfino a perdere le conquiste già acquisite – essa deriva dal non capire come la causa dell’autonomia, e quella stessa dell’autodeterminazione, si inseriscano nel processo di costruzione di una democrazia più solida ed avanzata in tutta l’Europa Occidentale.

Questa causa accomuna gli autonomisti e gli indipendentisti con tutte le forze che contrastano l’attuale tendenza all’autoritarismo, che si manifesta anche, anzi soprattutto, nel ritorno al centralismo.
Non si può dunque fare a meno di distinguere tra le forze politiche nazionali disposte a concedere un ampliamento delle autonomie e quelle che, viceversa, lo rifiutano per principio.

Alla logica del “tutto o niente” si contrappone dunque quella del negoziato.
Anche qui, ci asteniamo dal citare il lungo elenco di situazioni nelle quali questa scelta ha portato benefici concreti.

Un’ultima annotazione riguarda il fatto – già notato l’anno scorso – che non saranno presenti a Corte molti movimenti autonomisti dell’Europa Occidentale, mentre ci saranno gli indipendentisti della Nuova Caledonia e degli altri cosiddetti “Confettis de l’Empire”.
La loro causa è certamente rispettabile, ma si inquadra in tutt’altro contesto politico e giuridico.
Nel loro caso, l’alternativa è tra rimanere delle prefetture d’oltremare o distaccarsi del tutto dalla Francia.
Nel nostro, si tratta invece di continuare un processo che ha portato a progressi concreti e positivi.

La rottura consumata nell’ambito dell’autonomismo corso riflette infine quella tra quanti credono che comunque “i nemici dei miei nemici siano miei amici”.
Il che, nel caso dell’Europa di oggi, conduce – esattamente come la logica del “tutto o niente” – all’isolamento, o peggio, al rischio di criminalizzazione.
Allearsi con Hamas comporta stabilire rapporti pericolosi con certi servizi segreti stranieri che puntano alla destabilizzazione – anche violenta – dell’Europa Occidentale.

Partecipando, viceversa, alla sua difesa non soltanto si rafforza la democrazia – che costituisce l’ambito indispensabile per ogni ampliamento delle autonomie regionali – ma si sceglie anche la parte vincente.
Occorre dunque chiarire fin da ora quale compenso si esige per il nostro apporto, che consiste nel prendere atto delle nostre rivendicazioni, nella certezza che verrà inevitabilmente il momento propizio per affermarle.

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Mario Castellano  12/08/2025
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