Feste, sicurezza e crisi dello Stato: tra distrazione di massa e instabilità
L’aggettivo “feriale”, passato a designare i giorni lavorativi, aveva in origine il significato contrario, essendo le feriae per l’appunto le feste,
che sotto il tardo Impero romano si moltiplicarono fino a superare, in quantità, i giorni dell’anno.
Lo stesso fenomeno accade oggi.
Alle “Solennità civili” della Repubblica se ne aggiungono infatti sempre di nuove.
Le Olimpiadi costituiscono l’ultima “arma di distrazione di massa”, cui seguirà a ruota il Festival di Sanremo,
anch’esso avente come protagonista Mattarella,
il quale, come il prezzemolo, entra ormai dappertutto.
Un esercito di “portoghesi” ha invaso Milano, ed in particolare lo stadio di San Siro.
Il Presidente della Repubblica, dando prova di bassa demagogia, vi è arrivato col tram, con il risultato di bloccare non solo alcuni quartieri, bensì l’intera città.
Nell’antica Roma si offrivano alla plebe panem et circenses, ed i Borbone di Napoli elargivano “feste, forche e farina”.
Quanto manca oggi è per l’appunto il pane e la farina.
I “circenses” e le feste finiscono dunque per esacerbare gli esclusi,
per i quali il Governo ha approntato le moderne forche, stabilite nel nuovo “Decreto Sicurezza”.
Se Vance si è fatto accompagnare da ben trecento bodyguard, la Meloni viaggia circondata da un esercito di pretoriani di non minore consistenza.
Il risultato è che quanti non hanno goduto né del pane, né della farina, né delle feste manifestano a Milano cercando di “farci scappare il morto”,
che – anche se speriamo naturalmente di sbagliare – prima o poi arriverà.
Se si tratterà di un agente o di un carabiniere, scatteranno nuove norme limitative del diritto di riunione, praticamente già abolito con il decreto detto “Rave Party”, emanato per contrastare gli “Ecce Bombo”.
I “malanza”, che viceversa non si ubriacano, essendo musulmani osservanti, costituiscono un problema ben più grave.
Se dunque il morto proverrà dalle loro fila – il che non costituisce per costoro un problema, in quanto i musulmani amano la morte come noi amiamo la vita – il movimento potrà contare su uno “shahid” italiano,
cioè su un simbolo ben più attrattivo di Hanoun, il quale giace nel carcere di Terni,
naturalmente in attesa di uno scambio con qualche malconsigliato turista inoltratosi in partibus infidelium, ovvero con un nostro connazionale costretto a guadagnarsi il pane in giro per il mondo.
La violenza è dunque destinata ad aggravarsi e ad ampliarsi.
Anche le Olimpiadi di Roma, che dovevano segnare il culmine dell’era democristiana, furono invece l’inizio della fine,
avendo coinciso con il Governo Tambroni e con una sollevazione che avrebbe portato dapprima al centrosinistra e, più tardi, all’unità nazionale.
Una volta “comprati” i socialisti e poi i comunisti, il sistema si trova di nuovo davanti a una rivolta generazionale,
molto più radicale delle precedenti, dato che sceglie a priori ed in linea di principio la pratica dell’illegalità e della violenza.
Chi viceversa rimane nella legalità e nella non violenza si trova schiacciato tra l’incudine della repressione ed il martello dell’insorgenza e, se un giorno l’insorgenza dovesse vincere, non riconoscerebbe a costoro – vale la pena ribadirlo – alcun ruolo.
Mao Tse-tung avrebbe detto che in questo caso non è il partito a comandare il fucile, ma il fucile a comandare il partito,
in quanto chi usa il fucile è organizzato, mentre il Partito Democratico è allo sbando.
Intanto, però, si fa per l’appunto festa, tra banchetti, viaggi in tram e cerimonie negli stadi.
Mussolini fu insuperabile nell’organizzare simili “kermesse”; perfino Hitler ne rimase impressionato, non essendosi accorto che sfilavano carri armati di cartone.
Oggi lo spettacolo è in onore di Vance,
il quale si è congratulato per l’organizzazione,
ignorando che nel Trentino si è pagata una seggiovia di cui nemmeno sono stati scavati i piloni.
Ad Imperia questo modello viene riprodotto, naturalmente in scala ridotta, anzi per l’appunto “bassotta”.
Sulla facciata del Municipio Vecchio di Oneglia appaiono drappi simili a quelli appesi a San Pietro in onore dei nuovi beati o a quelli esibiti sul Campidoglio per reclamare la liberazione di qualche detenuto politico in Paesi esotici.
Le ditte specializzate in questa tessitura sono le prime beneficiarie del clima festaiolo dominante.
Si marcia verso il baratro in un’apoteosi di celebrazioni, contraddistinte da un nuovo “ecumenismo”.
Il sindaco si è perfino appropriato della cerimonia di Monte Grande, già appannaggio del “Partito della Selvaggina”.
Manca soltanto che il suo vice imponga la celebrazione del Ventotto Ottobre,
riabilitando gli imperiesi che presero parte alla “Marcia su Roma”.
Senardi, in tal caso, dovrà dirigere l’orchestra ed il coro nell’esecuzione di Giovinezza, inno del Partito Nazionale Fascista.
Essendo però il maestro notoriamente “di sinistra”, si tratterà di un’esecuzione in versione “pop”.
Vi sono nel mondo, oltre ai centonovantatré Stati che compongono l’Organizzazione delle Nazioni Unite, altri venti soggetti il cui “status” giuridico è controverso, per un totale di centotredici entità.
Alcuni di questi soggetti sono riconosciuti come Stati indipendenti soltanto da una parte della comunità internazionale, altri non godono di alcun riconoscimento ed altri ancora sono indipendenti soltanto de facto.
Uno Stato, in base al diritto costituzionale, esiste però in quanto un’autorità esercita la propria sovranità su un territorio e su una popolazione.
Taiwan, riconosciuta da alcuni Stati, ha fatto parte in passato dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, presso la quale hanno status di osservatori anche la Santa Sede e la Palestina.
Il Sahara Occidentale è membro dell’Organizzazione per l’Unità Africana.
Il Sovrano Militare Ordine di Malta è stato a lungo l’unico soggetto di diritto internazionale privo di territorio.
Il Kosovo è riconosciuto dalla maggior parte della comunità internazionale.
Si sono dichiarati indipendenti senza ricevere alcun riconoscimento Cipro Settentrionale, il Somaliland, l’Ossezia Meridionale, l’Abkhazia, la Transnistria e lo Yemen Meridionale.
Sono indipendenti de facto il Kurdistan iracheno, la parte dello Yemen Settentrionale controllata dagli Huthi, la Bosnia Serba, la Bosnia Croata, la Cirenaica, il Tigrai ed il Darfur.
Il Dalai Lama viene riconosciuto quale capo di Stato in quanto presiede il Governo in esilio del Tibet.
Ricordiamo inoltre che la Russia ha annesso unilateralmente la Crimea ed il Donbass, la Turchia ha annesso unilateralmente la Siria Settentrionale, Israele ha annesso unilateralmente Gerusalemme Est ed il Golan ed occupa la Cisgiordania.
Mauritius ha infine annesso le isole Chagos in base a un trattato con la Gran Bretagna.