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Risultati per “Lettera aperta Don Sergio Mercanzin”

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La scelta dei papi da parte della Chiesa cattolica – come anche, secondo alcuni, l’individuazione del momento in cui si rende matura e necessaria la successione sul soglio di Pietro – rivela sovente una capacità di prevedere il futuro. Da ciò deriva tanto un aggiornamento dei criteri con cui viene governata la “barca di Pietro”, quanto la tendenza ad assecondare certi mutamenti nell’assetto internazionale. Quando venne eletto Giovanni Paolo II, nessuno – salvo chi aveva una conoscenza diretta e approfondita della realtà dell’Europa orientale – poteva immaginare il crollo del sistema comunista. Che, in effetti, rimase apparentemente immutato ancora per un decennio, nel corso del quale non mancò chi giunse a prendersi gioco del Pontefice. Il quale, secondo costoro, si era rivelato non soltanto un illuso, ma anche un ingannatore, avendo coinvolto molte altre persone nella propria convinzione. Poi venne il crollo del Muro di Berlino. In altri casi, l’elezione del papa avviene quando la crisi è ormai imminente. Come abbiamo ricordato molte volte, fu così nel 1914 e poi nel 1939. Ci è venuto spontaneo, nel maggio scorso, associare a queste date l’avvento di Leone XIV, il quale ha assunto in effetti la guida della Chiesa poco prima che scoppiasse un’altra guerra in Medio Oriente, rendendo sempre più evidente che l’Occidente deve affrontare la tendenza espansiva propria dell’Islam. Non certo per bandire una nuova crociata, come fece Urbano II a Clermont nel 1095, ma rafforzando l’identità cristiana. Nessuno prevedeva però l’imminente dissoluzione dell’Occidente quale entità politica. Cioè quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo mese di luglio, quasi senza dare a Leone XIV il tempo necessario per familiarizzarsi con il suo nuovo incarico. Aveva visto giusto Massimo Cacciari quando intravedeva la tendenza – che l’ex sindaco attribuiva al settore anglosassone della Chiesa, e cioè alla sua componente nordamericana – a perseguire un progetto che egli definiva “carolingio”. Cioè a compattare una sorta di nucleo forte del cristianesimo, incentrato su quelle terre – e su quei popoli – che avevano costituito per l’appunto il Sacro Romano Impero. Questa entità ebbe precisamente in Carlo Magno il suo fondatore, ma non avrebbe potuto definirsi né come “sacro”, né tanto meno come “romano”, senza la solenne incoronazione del suo sovrano, che avvenne in San Pietro la notte di Natale dell’anno 800. Chi aveva concepito il disegno storico di cui questo atto costituì la manifestazione visibile dai popoli cristiani del nostro continente? Carlo Magno fu certamente un grande della storia, ma le sue ambizioni si sarebbero concretizzate soltanto nella costituzione di un regno, sia pure esteso su entrambe le rive del Reno, se non fosse stato per l’appunto beneficiato dal gesto del papa. Lasciamo agli storici la risposta alla domanda su quale tra le due autorità – quella spirituale e quella temporale – abbia deciso di promuovere questa alleanza e questa unione. Se consideriamo l’attualità, vediamo come il papa sia rimasto – a causa del conflitto irreversibile scoppiato tra le due parti dell’Occidente – l’unica autorità la cui estensione comprende ambedue gli ambiti territoriali che lo compongono: quello europeo e quello nordamericano. Il fatto che il Pontefice provenga dagli Stati Uniti riveste un significato ulteriore: la Chiesa non vuole che la deriva presa dalla sponda occidentale dell’Atlantico possa giungere a rescindere il legame spirituale con la sua sponda orientale. Trump può litigare con l’Unione Europea fino al punto di causarne l’irrilevanza, ma non potrà mai opporsi al connazionale installato in Vaticano. Non soltanto per motivi connessi con gli equilibri politici interni agli Stati Uniti, ma soprattutto perché non può negare l’appartenenza del suo Paese all’ambito giudaico-cristiano. Il presidente non ha infatti mai messo in discussione l’appoggio a Israele, che costituisce – insieme con il Vaticano – l’altro punto di riferimento spirituale dell’America. Gerusalemme e Roma rimangono le capitali la cui autorità – nell’ambito religioso – continua a essere riconosciuta. Se l’America può muovere guerra contro l’Europa, contando sulla propria autosufficienza energetica e alimentare, nel nostro continente si apre un vuoto di potere dalle conseguenze imprevedibili. L’Europa non può naturalmente gettarsi nelle braccia dell’Islam, della Russia o della Cina, in quanto perderebbe la propria stessa identità. Essa peraltro non dispone né delle risorse materiali, né degli strumenti politici che le permettano di difendersi. Le manca però soprattutto la volontà necessaria. Dopo la Seconda guerra mondiale, gli abitanti del nostro continente presero semplicemente atto – sia pure con soddisfazione – della volontà dell’America di farsi carico di questa necessità. Ora essi si trovano nella condizione di chi è rimasto improvvisamente orfano, o è stato abbandonato. Nel qual caso sopravvive soltanto chi ha già sviluppato una volontà propria, che a sua volta può esistere quando si è coscienti della propria identità. Quanti l’hanno definita in termini di dipendenza dall’America – i cosiddetti “oltranzisti atlantici” – sono improvvisamente ammutoliti. Tacciono, a maggior ragione, quanti devono la loro carriera agli americani, come è la signora Meloni, la quale si limita a dire che bisogna trattare sui dazi. Che cosa facciamo, però, se non riusciamo a convincere Trump ad abbassarli? Tra chi ha scelto di essere la “quinta colonna” dei nemici dell’Occidente, e dunque vede nella sua divisione l’occasione propizia per attendere l’arrivo dei musulmani, dei russi o dei cinesi, e chi viceversa crede soltanto nella dipendenza dallo Zio Sam, manca una terza opzione, che diviene oggi l’unica praticabile, ed è quella rappresentata dagli autentici patrioti europei, che non immaginano il continente come un’entità ostile agli altri grandi soggetti della politica internazionale, ma potrebbero cogliere l’occasione per rivendicarne l’indipendenza. È già successo altrove che i dominatori lasciassero all’improvviso un Paese fino a quel momento sottoposto a loro, e dunque in sostanza governato dall’esterno. A questo punto, i sudditi hanno dovuto provvedere a sé stessi. Certamente, la fase che si è aperta con i famosi “dazi al trenta per cento” sarà caratterizzata dalla confusione politica e dalle tentazioni autoritarie derivanti da una situazione sociale disastrosa, che tuttavia ci fornisce l’occasione per governarci come vogliamo, e soprattutto per riscoprire e affermare la nostra identità. Nei giorni scorsi, l’arcivescovo di Monaco di Baviera – che è un monaco benedettino – ha ricordato l’attualità della “Regola”, redatta dal fondatore nel V secolo, nel momento, cioè, in cui cadeva l’Impero romano ed iniziava il Medioevo. Questo documento si presta a molte e diverse chiavi di lettura. Se però lo consideriamo come una sorta di atto costitutivo dell’Europa, lo si deve al fatto che esso fornisce un metodo per governare la povertà, traendone certamente spunto per l’arricchimento spirituale, come anche per la solidarietà nella ripartizione delle risorse, che costituì allora, e può costituire oggi, il fondamento per una ricostruzione su nuove basi della società. Il papa rimane oggi l’unica autorità riconosciuta da tutto l’Occidente, ma soprattutto in grado di ispirare la costruzione dell’Europa unita. I burocrati di Bruxelles hanno fallito in questo compito, in quanto non si sono mai curati di definire l’identità del continente, credendo viceversa di poter costruire la sua unità contando soltanto sulla crescita economica. Costoro si trovano oggi completamente spiazzati, perché anche questo presunto fondamento è venuto a mancare. Non esiste però un soggetto politico in grado di corrispondere, nella sfera temporale, al disegno delineato e alla funzione assunta dal papa, che attende invano l’arrivo di un nuovo Carlo Magno, calato su Roma per ricevere l’incoronazione. Pio XII rimase l’unica autorità effettiva sopravvissuta nell’Italia del 1943. Pacelli non ne approfittò per ricostituire il potere temporale, limitandosi a influenzare fortemente gli indirizzi dello Stato nel dopoguerra. Oggi il papa si trova in una situazione analoga rispetto all’Europa. Il nostro continente non uscirà dalla sua crisi restaurando il Sacro Romano Impero, cioè attraverso la consacrazione dell’autorità civile. Occorre però sacralizzare la responsabilità che l’esercizio di questa autorità inevitabilmente comporta. Non si deve costituire né una teocrazia, né uno Stato confessionale, ma è inevitabile che la fede torni a ispirare l’esercizio del potere.

…che i dominatori lasciassero all’improvviso un Paese fino a quel momento sottoposto a loro, e dunque in sostanza governato dall’esterno. A questo punto, i sudditi hanno dovuto provvedere a sé stessi. Certamente, la fase che si è aperta con i famosi “dazi al tr…

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Il supplemento letterario de La Stampa di Torino di sabato 11 giugno pubblica due recensioni che – pur riguardando libri ed argomenti molto diversi – svolgono due ragionamenti convergenti: uno è la biografia di Makno, capo della rivolta nazionale ucraina, contrapposto successivamente tanto ai cosiddetti Bianchi – fautori di una restaurazione della monarchia – quanto ai Bolscevichi; Padre Bianchi presenta invece una opera che analizza il conflitto tra le Chiese Ortodosse della Russia e della Ucraina, aperto formalmente con la dichiarazione della autocefalia di questa ultima, ma in realtà originato dalla benedizione impartita dal Patriarca Cirillo alla invasione.

Il supplemento letterario de La Stampa di Torino di sabato 11 giugno pubblica due recensioni che – pur riguardando libri ed argomenti molto diversi – svolgono due ragionamenti convergenti: uno è la biografia di Makno, capo della rivolta nazionale ucraina, cont…

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LETTERA APERTA ALLO ISPETTORE BRACCO

…io precisamente come su di un corpo ormai in decomposizione. La loro massa fa tuttavia pensare che non vi sarà cibo sufficiente per tutti. I candidati sono comunque già ridotti a numeri: nel senso letterale del termine, non essendo più ammesso distinguersi in …

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Lettera aperta a sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin.

…ho obbedito alla Chiesa, ed ho continuato a servirla come meglio potevo. Il signore responsabile del mio allontanamento da Roma ha trovato chi lo ha messo a sedere, anche nel senso letterale del termine, ma non mi rallegro del male degli altri. Mi preoccupo pe…

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LETTERA APERTA ALLO ISPETTORE BRACCO

…ione, ho buoni motivi per respingere al mittente la accusa di viltà. I suoi compagni di lista potrebbero con giusta ragione fare propria la famosa espressione di Don Abbondio: Il coraggio, chi non ce lo ha, non se lo può dare. Mi pare inoltre – vorrà scusare l…

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Il giornalista de “La Repubblica” incaricato di rispondere alle lettere dei lettori - il quale da ieri deve svolgere le funzioni di uno psicologo assediato da una torma di pazienti afflitti da frustrazione - irride l’asserita sub – cultura della Destra, facendo un solo fascio delle letture raffazzonate della Meloni (la quale certamente non brilla per profondità di pensiero), che includono un pensatore originale come Julius Evola, ingiustamente tacciato dalla Sinistra di essere un ciarlatano, e due buoni scrittori come Tolkien e Buttafuoco.

…mette lo stesso errore compiuto a suo tempo per D’annunzio, consistente nello sminuirne il valore letterario a causa della valutazione sulle opinioni e le azioni politiche, certamente discutibili. La cultura della Meloni è indubbiamente limitata: le manca comp…

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Nei giorni scorsi, avevamo riferito del fatto che Chiappori, sindaco di Diano Marina e leghista della prima ora, si era presentato alle elezioni regionali della Liguria su di una linea di rivendicazione autonomistica radicale. Chiappori ed i suoi seguaci non postulano apertamente la secessione, ma richiedono per Genova lo statuto speciale. A questo riguardo, si deve notare che a suo tempo, come ugualmente ci era toccato di commentare dal capoluogo, il Consiglio Regionale aveva unanimemente richiesto al governo un ampliamento delle materie riservate alla competenza di questo ente locale.

…di rivendicazione autonomistica radicale. Chiappori ed i suoi seguaci non postulano apertamente la secessione, ma richiedono per Genova lo statuto speciale. A questo riguardo, si deve notare che a suo tempo, come ugualmente ci era toccato di commentare dal cap…

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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA

…sì certa come alcuni di voi venivano millantando, la previsione riguardante il contenuto della sentenza suonava naturalmente irrispettosa nei riguardi dei Magistrati. I quali, in uno Stato di Diritto, non decidono in base alle loro convinzioni politiche. Quant…

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LETTERA APERTA A EDITH SCHLEIN

…la politica cosiddetta dei cannoni a Ventimiglia – il che vuole dire anche piazzarli al Brennero – ma vorrei sapere per quale ragione non consulti i Compagni di questa zona su di un problema di pane quotidiano, nel senso letterale del termine. Solo nel confina…

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Lettera aperta al Signor Presidente del Consiglio

Illustrissimo signor Presidente, quando questa lettera perverrà ai suoi uffici, la mia richiesta di asilo politico, rivolta alla autorità della consorella Repubblica francese, sarà già stata inoltrata alla amministrazione competente. Se Ella potesse prestare a…

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Lettera aperta

…la dottoressa Romano non sente il bisogno, la sua scelta è pienamente legittima. Ci sono però altri milioni di nostri compatrioti che attendono di essere confermati e confortati nelle loro convinzioni. Tale è il compito dei nostri pastori. Come ha detto il Pap…

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Don Bosco, De Mattei e il nuovo ordine europeo: tra storia e geopolitica

…bblicato sul suo giornale elettronico, che si intitola “Corrispondenze Romane”, una lettera inviata nel 1872 – e comunque dopo la caduta dello Stato Pontificio – da Don Bosco all’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe. L’illustre studioso tradizionalista riti…

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LETTERA APERTA AL DOTTOR CHRISTIAN MAYER

Caro Christian, Mi è stato comunicato che tu, in qualità di responsabile della Redazione della Liguria di Faro di Roma, hai inviato al Generale Luciano Zarbano, candidato alla carica di Sindaco alle prossime Elezioni Comunali di Imperia, le domande destinate a…

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Una nostra curiosità intellettuale

…a di appoggiare lo Ispettore Bracco, proposto da una Lista Civica. Ciò equivale in pratica al commissariamento della Federazione, che io – sans vouloir me flatter – avevo proposto alla Signora Schlein indirizzandole una apposita Lettera Aperta. Ella mi domande…

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Un attacco sferrato da misteriosi pirati informatici ha bloccato i siti dei massimi soggetti economici ed istituzionali dell'Occidente. Nel mondo si combattono attualmente innumerevoli conflitti, ma i più prossimi a noi - non tanto forse dal punto di vista geografico (la Libia, si trova proprio di fronte alla Sicilia) - quanto piuttosto dal punto di vista delle culture politiche coinvolte, sono quelli che rendono di nuovo incandescente il confine tra l'Europa occidentale e l'Europa orientale. Questa frontiera, che fino al 1989 si trovava sull'Elba, è stata progressivamente spostata fino sul Don, ma si è anche trasformata da una sorta di cicatrice - quale era il Muro di Berlino - in una ferita aperta e sanguinante. Tra la Russia e l'Ucraina si spara, mentre tra la Bielorussia, la Polonia ed i Paesi Baltici si combatte a colpi di rapimenti e di dirottamenti.

…a si è anche trasformata da una sorta di cicatrice - quale era il Muro di Berlino - in una ferita aperta e sanguinante. Tra la Russia e l'Ucraina si spara, mentre tra la Bielorussia, la Polonia ed i Paesi Baltici si combatte a colpi di rapimenti e di dirottame…

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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA

… Stati indipendenti da una parte soltanto della Comunità Internazionale, altri non godono di nessun riconoscimento ed altri ancora sono indipendenti soltanto di fatto. Ricordiamo però che uno Stato, in base al Diritto Costituzionale, esiste in quanto una Autor…

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I dieci anni che sconvolsero il Monte – Invito alla lettura

…atastrofe di questo glorioso istituto di credito. L’autore deve essersi sentito come Enea quando dovette raccontare a Didone la caduta della sua patria: “Infandum, Regina, iubes renovare dolorem”. In realtà, la scelta della nostra modesta persona quale incaric…

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Consultando con vivo e partecipe interesse il nuovo numero di Emozioni, che Gianni Donaudi è riuscito miracolosamente a pubblicare e a diffondere malgrado tutti i sabotaggi orditi con tenacia degna di miglior causa dagli invidiosi (i quali non si capisce che cosa ci invidino, dato che manchiamo di mezzi economici e contiamo soltanto su doti immateriali quali il coraggio, la dedizione, la cultura e la intelligenza), ci sentiamo di formulare alcune osservazioni inerenti alla linea politica del nostro periodico.

…nsultando con vivo e partecipe interesse il nuovo numero di Emozioni, che Gianni Donaudi è riuscito miracolosamente a pubblicare e a diffondere malgrado tutti i sabotaggi orditi con tenacia degna di miglior causa dagli invidiosi (i quali non si capisce che cos…

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