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Risultati per “politica locale Italia”

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Lucia Annunziata espone su “La Stampa” di Torino le sue idee sulla situazione dell’Europa nell’ambito dell’Occidente.

…o risulta ancora più preoccupante – altrettanto inevitabile il conseguente patto tacitamente stipulato tra questo settore religioso e la parte politica impersonata dalla Meloni. L’appoggio offerto dalla Chiesa Cattolica al Fascismo si basava sul carattere conf…

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I funerali di Berlusconi sono il classico evento che segna – rendendola visibile – la fine di un periodo storico, ed il conseguente inizio di quello successivo.

…to morire. Con lui è scomparso lo ultimo democristiano. Il quale, essendo cresciuto in questa scuola politica, ne ha certamente assorbito le furberie da sacrestia, ma non il respiro ecumenico, nella duplice versione del Cattolicesimo Sociale e della apertura v…

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Il nostro amico dirigente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oneglia ha insistito affinché accettassimo il suo invito a pranzo, che abbiamo accettato con molto piacere, dati gli antichi e mai recisi rapporti esistenti tanto con lui quanto con i suoi carissimi familiari.

…ssunto nel contenzioso ideologico con il Partito al potere – allora come oggi – nel Paese di adozione. Che tale forza politica scelga di permanere nella ortodossia marxista – leninista, assimilata dai suoi ideologi nel corso dei loro studi presso la Università…

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Il fatto che oggi commentiamo ha due illustri precedenti nella storia di Roma. Il primo fu quando Caligola nominò senatore il suo cavallo. L'altro avvenne allorchè, poco dopo la firma dei Patti Lateranensi, il cardinale vicario presiedette un grande ballo, in cui venne celebrata la riconciliazione tra la nobiltà "nera", e quella bianca dell'Urbe, cioè tra i fautori del Papa e quelli dei Savoia.

…ti comportamenti sono però anche comuni sulla riva destra del Tevere. Perchè la musulmana che qui è stata chiamata a far parte di una commissione composta da illustri studiosi di economia? Come ha fatto "lady Becciu" ad essere considerata una esperta di geopol…

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LETTERA APERTA A GIOVANNI DURANTE

… ritorna al centralismo sabaudo e fascista, ignorando le differenze che esistono tra le diverse parti dell'Italia. Questa volta, però, non c'è una ideologia, nè un progetto, nè una qualsiasi idea della nazione che possa propiziare la sua coesione. Se sarà nece…

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Rassicuriamo in primo luogo i nostri affezionati lettori che fino a quando sarà possibile continueremo a testimoniare, a commentare e ad incoraggiarli.

…ffetti sul Cattolicesimo italiano possono però risultare paradossalmente analoghi. Anche se nell'Ottocento la vigenza del "Non Expedit" impediva ai fedeli la partecipazione alla vita politica, essi si immersero ugualmente nella vicenda civile della Nazione. La…

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Le Pubbliche Relazioni della Presidenza del Consiglio attribuiscono naturalmente un carattere “storico” all’incontro tra il Papa e la Meloni. In realtà, la Signora della Garbatella è la tipica provinciale che si ritiene importante solo perché – uscendo dall’ambito ristretto delle sue originarie frequentazioni – si trova proiettata in un ambito internazionale. Il Doge di Genova Francesco Maria Imperiale Lercari, essendo stato invitato nel 1686 nella Reggia di Versailles (la “Superba” si trovava all’epoca in una condizione di sostanziale vassallaggio dalla Francia), alla domanda su che cosa lo avesse colpito di più di quella splendida dimora, rispose con la famosa frase: “Mi chi”. Che testimonia l’icasticità della nostra lingua regionale e significa: “Il fatto che un poveraccio come me si trovi in questo luogo”. I rapporti formali tra lo Stato italiano e la Santa Sede datano dal 1929. Prima di quella data, il Vaticano si era ostinato a ignorare l’Italia unita, nella speranza – coltivata fino alla Grande Guerra – che questa compagine, sostanzialmente debole, venisse prima o poi travolta nel grande gioco tra le Potenze d’Europa. È vero che dopo la rotta di Caporetto la Chiesa aveva salvato l’Unità Nazionale – come avrebbe fatto in seguito anche l’8 settembre – ma l’esistenza dello Stato italiano aveva finito per essere considerata il male minore. Dovendosi preferire al caos in cui stava precipitando l’intero Continente. Non si dimentichi che Caporetto precede di pochi giorni la Rivoluzione d’Ottobre in Russia, dove la monarchia dei Romanov – precedendo quelle degli Asburgo e degli Hohenzollern – era già stata abbattuta dalla Rivoluzione di Febbraio. L’esito della Grande Guerra propiziò dunque la stipula dei Patti Lateranensi. Considerati dalla parte ecclesiastica come un primo passo in vista di una completa restaurazione delle prerogative temporali del Papato. Che, nel secondo dopoguerra, avrebbe sostanzialmente assunto la guida dello Stato italiano per il tramite della Democrazia Cristiana. La visita della Meloni al Papa avviene in un momento paragonabile, per molti versi, al 1929. Quando Mussolini e il cardinale Gasparri firmarono l’intesa tra Italia e Santa Sede, i traumi determinati dalla Prima Guerra Mondiale e dalla successiva guerra civile, vinta dal Fascismo, erano appena superati. Oggi l’affermazione elettorale della Meloni e la sua tendenza a instaurare un nuovo regime chiudono un’altra fase storica di crisi e di transizione, iniziata con la caduta della Prima Repubblica. Che ha segnato anche quella della Democrazia Cristiana. Questo partito venne abbandonato al suo destino proprio dal Papa polacco, che pure era stato appoggiato dai governi italiani nella rivendicazione dell’indipendenza per il suo Paese d’origine. Era tuttavia maturata, sulla sponda destra del Tevere, la persuasione che fosse necessario cercare altri strumenti per esercitare l’influenza della Chiesa sulla società e sullo Stato italiano. I cattolici liberali confluiti nel Partito Democratico hanno fatto la fine dei “Popolari”. Mentre la Democrazia Cristiana venne liquidata dopo un lungo periodo di gestione del potere, i Democratici – come a suo tempo i seguaci di Don Sturzo – sono stati un’effimera meteora, destinata ad avere vita breve. Coincidente con i pochi anni in cui l’Italia – venuto meno il suo anteriore equilibrio – ne cercava uno nuovo. Il Partito Popolare avrebbe potuto sopravvivere ed esercitare un ruolo di governo soltanto qualora la crisi dello Stato liberale – iniziata nel 1918, anzi con lo scoppio della guerra e il successivo intervento – avesse avuto uno sbocco democratico, e non autoritario. Lo stesso si può affermare in riferimento al processo iniziato con la caduta del Muro di Berlino. Se, a partire dalla vittoria nella Grande Guerra, si erano appropriati della conduzione dello Stato quanti rappresentavano per l’appunto le correnti nazionaliste e interventiste, rafforzate dalla massa d’urto costituita dagli ex combattenti, dopo la fine del comunismo era inevitabile che la tendenza prevalente in Europa avrebbe favorito gli elementi anticomunisti più radicali. In un nostro scritto precedente, abbiamo ricordato come Sassoli si dedicasse a picconare il Muro di Berlino quando era già caduto. Se lo avesse fatto prima, adesso avremmo al governo il suo partito, e non quello della Meloni. La quale, sbaragliati gli oppositori – divisi su tutto salvo che sul rifiuto del nuovo regime, esattamente come era avvenuto nel caso degli “Aventiniani” – può negoziare da posizioni di forza con il Papa. Mantenendo quelle prerogative che lo Stato aveva acquisito fin dall’introduzione del divorzio. Non è casuale che la Destra, dovendo necessariamente legiferare sull’eutanasia, lo faccia nei termini definiti dalla nota sentenza della Consulta. Che esprime il principio in base al quale la legislazione dello Stato non deve coincidere con il precetto di una specifica confessione religiosa. Il Vaticano non pare opporsi alla nuova legge, che giunge peraltro a chiudere il ciclo iniziato con quella sul divorzio. Anziché persistere nella difesa dello Stato confessionale, la Chiesa di Leone XIV si muove su tutt’altro terreno. Costituito dall’espansione della sua influenza sulla società. La Meloni rimane dunque padrona di uno Stato che, sulla società, tanto meno influisce quanto più diviene autoritario: ancora in grado, come tale, di imporre ai consociati una disciplina formale, ma senza influire sui loro orientamenti più profondi. Alla fine della parabola dello Stato unitario, risulterà vincente chi avrà saputo, da una parte, formare le nuove generazioni, e dall’altra mantenere la coesione del tessuto sociale. Ecco dunque la Meloni portare in omaggio al Papa – che naturalmente lo gradisce, e fonda su questa concessione il nuovo “modus vivendi” con lo Stato – l’applicazione sistematica del cosiddetto “principio di sussidiarietà”. Con cui si trasferiscono a soggetti di diritto privato di orientamento cattolico le scuole e gli ospedali. Ce n’è abbastanza per non lamentarsi se lo Stato risulta negligente nel trasferire alla Chiesa i fondi dell’Otto per Mille. Che possono dunque ritardare, ed anche diminuire, quando in favore della parte ecclesiastica si costituiscono nuove fonti di entrate, cui corrisponde un’influenza sempre maggiore sulla società. In cambio di questa concessione, il Papa può tranquillamente scaricare i cattolici democratici, esattamente come aveva fatto Pio XI con i “Popolari”. L’influenza acquisita direttamente dalla Chiesa grazie alle clausole del Concordato superava ampiamente quella esercitata da un partito di ispirazione cattolica. Oggi si ripete la stessa situazione. Con la differenza che l’accresciuta influenza della Chiesa sulla società si inserisce nell’ambito di quel disegno “carolingio” in base al quale il Papa intende fare della Chiesa il riferimento dell’identità europea occidentale. La Chiesa e lo Stato possono facilmente accordarsi, perché le prospettive in cui si collocano hanno tempi ed ambiti diversi.

…gnifica: “Il fatto che un poveraccio come me si trovi in questo luogo”. I rapporti formali tra lo Stato italiano e la Santa Sede datano dal 1929. Prima di quella data, il Vaticano si era ostinato a ignorare l’Italia unita, nella speranza – coltivata fino alla …

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Le vicende del calcio vengono commentate al bar dalla gran parte dei nostri connazionali. E' invece poco usuale udire delle persone che discutono su quelle degli sport detti "archeologici". Ci ha dunque stupito ascoltare un amico discutere sulla contesa che dilania il piccolo ambiente autoreferenziale della politica imperiese. In cui è da tempo in corso una sorta di guerra civile tra i "bassotti", divisi nel partito dello zio ed il partito del nipote. Che non si può definire "nepotista", in quanto tale termine designa una pratica in auge presso i Papi del Rinascimento, volta a favorire il parente più giovane. Nel nostro caso, invece, "l'ossigenato" (come viene soprannominato per il costume di tingersi i capelli) viene fieramente avversato dal congiunto più anziano, più che mai deciso a vendere cara la pelle.

…niva assunto, si richiedeva di conoscere alla perfezione la lingua di Goethe. Se si trattava di italiani, dovevano impararla così bene da cambiare natura, altrimenti si ricorreva alla mano d'opera sud tirolese. Lo stesso fa la Germania in Alsazia, e fa anche l…

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Le vicende del calcio vengono commentate al bar dalla gran parte dei nostri connazionali. E' invece poco usuale udire delle persone che discutono su quelle degli sport detti "archeologici". Ci ha dunque stupito ascoltare un amico discutere sulla contesa che dilania il piccolo ambiente autoreferenziale della politica imperiese. In cui è da tempo in corso una sorta di guerra civile tra i "bassotti", divisi nel partito dello zio ed il partito del nipote. Che non si può definire "nepotista", in quanto tale termine designa una pratica in auge presso i Papi del Rinascimento, volta a favorire il parente più giovane. Nel nostro caso, invece, "l'ossigenato" (come viene soprannominato per il costume di tingersi i capelli) viene fieramente avversato dal congiunto più anziano, più che mai deciso a vendere cara la pelle.

…mico discutere sulla contesa che dilania il piccolo ambiente autoreferenziale della politica imperiese. In cui è da tempo in corso una sorta di guerra civile tra i "bassotti", divisi nel partito dello zio ed il partito del nipote. Che non si può definire "nepo…

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Il giornalista Gianluca Di Feo dedica un articolo "di colore", sul numero di venerdì scorso de "La Repubblica", ai mercenari russi della "Wagner", definita una "compagnia di ventura". Ufficialmente, si tratta di una brigata, impegnata in Siria ed in vari altri teatri di guerra in Africa. In Libia, i suoi componenti erano alleati del capo della Cirenaica, il generale Haftar, cui va riconosciuto quanto meno di essere veramente un generale, mentre il "colonnello" Gheddafi non era un colonnello. Per Haftar, gli uomini della "Wagner" (non vorremmo questa denominazione sia dovuta al fatto che il grande musicista era un antisemita dichiarato), stavano per conquistare Tripoli, essendo però costretti ad arretrare in base alla tripartizione di quel Paese, vigente fino alla conquista italiana e ristabilita dopo la caduta di Gheddafi: che ha prodotto - "mutatis mutandis" - lo stesso effetto della morte di Tito, ciascuno essendo andato per i fatti suoi. Mentre però la Tripolitania si affidava ai turchi, vogliosi di riprenderla fin dal 1912, la Cirenaica si annetteva di fatto all'Egitto, che a sua volta ne affidava la difesa alla Russia.

…però costretti ad arretrare in base alla tripartizione di quel Paese, vigente fino alla conquista italiana e ristabilita dopo la caduta di Gheddafi: che ha prodotto - "mutatis mutandis" - lo stesso effetto della morte di Tito, ciascuno essendo andato per i fat…

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L'articolo con cui Ezio Mauro, su "La Repubblica" del sei aprile, analizza la politica estera della Russia, contiene due affermazioni che ci permettiamo di non condividere. In primo luogo, l'autore afferma che gli occidentali sbagliano ritenendo la Russia declassata irrimediabilmente al rango di una potenza regionale in quanto essi non tengono conto di come la sua dimensione imperiale non sia "una sovrastruttura dello stalinismo, ma un elemento della natura russa, qualcosa di insopprimibile in quanto eterno". Mauro identifica inoltre l'ispirazione dell'attuale politica estera russa "con la teorizzazione putiniana dell'autoritarismo come cultura politica e istituzionale figlia perfetta dei tempi, dopo la stagione esausta della democrazia".

…insopprimibile in quanto eterno". Mauro identifica inoltre l'ispirazione dell'attuale politica estera russa "con la teorizzazione putiniana dell'autoritarismo come cultura politica e istituzionale figlia perfetta dei tempi, dopo la stagione esausta della democ…

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L'ambasciatore Attanasio è stato commemorato dal giornale elettronico musulmano "Al Nur" (che significa "La Luce"), edito in italiano, questo periodico, di cui si dice sia vicino ai "fratelli musulmani". Il nostro diplomatico, volendo contrarre matrimonio in Marocco con una signora di religione islamica, ha pronunziato la "shaada", cioè la professione di fede, abbracciando pubblicamente quella della sua consorte. Altrimenti, Attanasio avrebbe dovuto celebrare un matrimonio civile presso il Consolato di cui era titolare, oppure sposarsi in Italia con il rito religioso cattolico. Ciò, come ben sappiamo per esperienza personale, non richiede quale condizione la conversione del coniuge acattolico. La signora Attanasio esigeva verosimilmente che l'unione risultasse valida dal punto di vista della propria fede, ma l'ambasciatore in tanto poteva celebrare il matrimonio con il rito islamico solo dopo essersi preventivamente e pubblicamente convertito. A questo punto, però, Attanasio non poteva più essere considerato un cristiano. Nessuno, naturalmente, è autorizzato a sindacare le scelte personali che rientrano nell'ambito della libertà di coscienza, nè a metterne in discussione le motivazioni. Ci domandiamo però come i religiosi amici di Attanasio potessero continuare a considerarlo in comunione con la Chiesa, e come il suo funerale abbia potuto essere celebrato secondo il rito cattolico.

…lebrare un matrimonio civile presso il Consolato di cui era titolare, oppure sposarsi in Italia con il rito religioso cattolico. Ciò, come ben sappiamo per esperienza personale, non richiede quale condizione la conversione del coniuge acattolico. La signora At…

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In uno Stato di diritto, il diritto viene tenuto tautologicamente nella massima considerazione. Ciò vale a maggior ragione per la "patria del diritto", quale si vanta di essere l'Italia. Proprio per questo, addolora e stupisce constatare come soltanto venga sfacciatamente violata la stessa Costituzione, ma come tale situazione non sia denunziata neanche dalla opposizione: la quale, in ogni democrazia, ha precisamente il compito di vigilare sul rispetto delle regole che dovrebbero essere condivise.

…ate. Il Paese affronta uno dei momenti più difficili della sua storia. Se la democrazia fosse connaturata nel suo costume, l'Italia le si aggrapperebbe come alla sua principale - se non unica - salvezza. Invece, più la situazione peggiora, più si afferma un po…

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“Avvenire” ha espresso il dissenso della Chiesa italiana nei confronti delle posizioni assunte in merito all’epidemia da padre Livio Fanzaga.

…chisti, altre volte ha originato un contenzioso tale da lacerare comunque le coscienze, come in Italia dopo il Venti Settembre. Per quanto riguarda lo “status” giuridico della Chiesa, i diversi stati cattolici hanno preso atto del fatto che la Santa Sede è anc…

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È apparso su "La Repubblica" di lunedì 18 maggio, un articolo di Bernard Henry Lévy, nel quale il brillante "maitre à penser" francese chiama gli intellattuali dell'Occidente alla resistenza contro l'invadenza politica, culturale, economica e - "ça va sans dire" - militare cinese, nel nome del fatto che il grande Paese asiatico è una "potenza senza Dio".

…ggio elettronico, l'alienazione è incarnata dai soggetti come la dottoressa Romano, che rinnegano la propria identità. In quanto cristiani, in quanto occidentali ed in quanto italiani possiamo arrecare un contributo alla causa comune senza prostituirci, scende…

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Il nuovo volto dello Stato Islamico | Fabrizio Guacci

…to ristretto. Lo Stato Islamico non ha mai affermato, e neanche rivendicato, una propria sovranità territoriale. Se lo avesse fatto, sarebbe venuta meno la sua ragion d’essere, che consiste, come vedremo meglio più avanti, nello svolgere un’azione politica a l…

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Isteria bellicista – recensione e analisi tra Barbero e De Mattei

…are l’apice della stabilità mondiale. Allora, come oggi, le cosiddette “grandi potenze”, coltivando progetti strategici reciprocamente incompatibili, non solo si riarmavano, ma preparavano anche le rispettive popolazioni allo scontro militare. I romanzi di fan…

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Rogoredo: indagini sull’uccisione e nuove ipotesi investigative

…straniero ostile, che avrebbe rivelato in seguito il proprio vero volto praticando la “pulizia etnica” ai danni di altri popoli. Contemporaneamente, gli veniva permesso di compiere impunemente una sistematica attività di spionaggio e di destabilizzazione ai da…

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Decreto Sicurezza, separazione dei poteri e crisi dello Stato di diritto

…’ordine pubblico si trova infatti in pericolo, non però a causa di un vuoto nella legislazione, bensì in quanto una ben precisa parte politica ha deciso di scatenare una guerra civile. E chi compie una simile scelta non si ferma né davanti alla possibilità di …

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