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Risultati per “Ministero della Scienza e dell'Educazione Russo”

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Il Ministro della Cultura della Meloni, suo Fratello tra i più fanatici e assatanati, ha esordito (in verità con un certo ritardo) dimostrando che di cultura ne possiede ben poca.

Il Ministro della Cultura della Meloni, suo Fratello tra i più fanatici e assatanati, ha esordito (in verità con un certo ritardo) dimostrando che di cultura ne possiede ben poca. Il suo modello, temporibus illis, era Vidussoni, uno studente fuori corso che il…

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Tempo fa, conversando a Nizza con il nostro abituale ed autorevole interlocutore locale, gli domandammo – ricorrendo ad una provocazione dialettica tale da portare la conversazione su di un piano il più possibile concreto – se avesse mai considerato la prospettiva di ritrovarsi con il Terzo Mondo a Ponte San Luigi: che dista solo trenta chilometri dai dehors della Promenade des Anglais, dove una società opulenta si ritrova per sorseggiare il suo pastis, ostentando una completa incoscienza di tale eventualità.

…arsi con il Terzo Mondo a Ponte San Luigi: che dista solo trenta chilometri dai dehors della Promenade des Anglais, dove una società opulenta si ritrova per sorseggiare il suo pastis, ostentando una completa incoscienza di tale eventualità. Il nostro buon amic…

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Lo scorso quattro giugno, si è tenuto a Merano un incontro che ha riunito molti tra i movimenti indipendentisti ed autonomisti dell’Europa Occidentale.

…che la rivendicazione di una maggiore autonomia permette di ampliare le loro alleanze, anche al di là di quelle Regioni dove il carattere alloglotta della popolazione, unito ad altre circostanze di ordine storico e territoriale, fa sì che la richiesta dell’ind…

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La guerra in Ucraina, anche a prescindere da tutta l’aneddotica sullo scarso spirito combattivo dimostrato dalle truppe russe, sulla corruzione diffusa nei ranghi delle Forze Armate di Mosca, sulla arretratezza di un apparato logistico sbaragliato ed in qualche caso addirittura ridicolizzato da un nemico maggiormente motivato e preparato, rivela una realtà ancora più preoccupante dal punto di vista del Cremlino: l’attuale conflitto non viene percepito dal popolo come una causa nazionale decisiva, e dunque unificante.

…a il proprio potere. Sulla quale influisce il richiamo identitario, nella prospettiva di restaurare sotto l’egida della “Terza Roma” l’unità del mondo cristiano, ricostituendo il principio di legittimità. Il fattore identitario ha giocato però maggiormente in …

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Ariel Dello Strologo, per farsi conoscere dagli elettori genovesi, ha chiamato a collaborare con lui uno dei migliori esperti italiani di comunicazione sociale, proveniente da Milano.

…n debba assolutamente fidarsi del vecchio apparato comunista. Se infatti il Presidente della Comunità Israelitica vincerà – come auspichiamo – le elezioni, ciò avverrà malgrado quanti fingono di essere suoi sostenitori. In qualche caso, costoro hanno invece ge…

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La coincidenza tra la “Giornata della Memoria”, in cui sono state giustamente ricordate le vittime italiane della “pulizia etnica”, praticata contro di loro per la prima volta dalle milizie della Jugoslavia prima che i vari popoli di questo Paese la ripetessero ancora più sanguinosamente gli uni contro gli altri, ha coinciso con l’imminenza di un’altra catastrofe di questo genere: in Ucraina, quanti rifiutano si essere assimilati ai “Grandi Russi” troveranno la sola via di scampo nella fuga verso l’Occidente, definita da Johnson una “catastrofe umanitaria”.

La coincidenza tra la “Giornata della Memoria”, in cui sono state giustamente ricordate le vittime italiane della “pulizia etnica”, praticata contro di loro per la prima volta dalle milizie della Jugoslavia prima che i vari popoli di questo Paese la ripetesser…

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Mentre scriviamo, i ministri degli esteri degli Stati Uniti e della Russia si incontrano ancora una volta a Ginevra, nel tentativo di fermare la guerra in Ucraina. Le probabilità di riuscita appaiono minime, in primo luogo perchè Lavrov esige dalla sua controparte una risposta scritta, che è già stata rifiutata in anticipo. In secondo luogo, il documento presentato agli americani si configura come un ultimatum, anche se non viene definito formalmente come tale. Mosca esige non soltanto la garanzia che l'Ucraina rimanga fuori dall'Alleanza Atlantica, ma anche una serie di adempimenti manifestamente inesigibili, cioè il ritiro di tutte le truppe occidentali e di tutti gli armamenti dislocati nei Paesi già membri del Patto di Varsavia.

Mentre scriviamo, i ministri degli esteri degli Stati Uniti e della Russia si incontrano ancora una volta a Ginevra, nel tentativo di fermare la guerra in Ucraina. Le probabilità di riuscita appaiono minime, in primo luogo perchè Lavrov esige dalla sua controp…

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La ricerca storiografica dovrebbe essere considerata come l'espressione di una scienza. Questo, però, non vale nelle situazioni di conflitto, dove i suoi risultati possono essere utilizzati per affermare delle istanze politiche. Che d'altronde condizionano anche altre discipline, e in primo luogo quelle linguistiche. Laddove la contrapposizione giunge all'estremo come avviene nel Medio Oriente - perfino l'archeologia viene assoggettata alla ricerca degli argomenti che possano dare ragione all'una o all'altra delle parti in causa.

…ticolare espressione linguistica. Il veneto era parlato - per dare un esempio - nelle isole joniche e della Grecia, rimaste sotto il dominio di San Marco fino al 1797, quando Napoleone cedette tutto il territorio della repubblica all'Austria. L'Italia, conside…

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I lavori dell'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana hanno riproposto all'attenzione di tutta la comunità dei credenti una realtà ed un problema. La realtà, che già si intravedeva da molto tempo, ma risulta palese da quando il Governo della Repubblica è più espressione della rappresentanza politica, consiste nell'essere rimasta la Chiesa l'unico collante della nazione. Il problema consiste nel come adempiere a tale funzione. Prima di cercare una soluzione - adempiendo ad un obbligo morale imposto tanto dalla loro missione quanto dall'essere cittadini leali e preoccupati del bene comune - i vescovi si sono certamente domandati come si è arrivati a questo punto. Non sappiamo che cosa essi pensino al riguardo.

…tà, che già si intravedeva da molto tempo, ma risulta palese da quando il Governo della Repubblica è più espressione della rappresentanza politica, consiste nell'essere rimasta la Chiesa l'unico collante della nazione. Il problema consiste nel come adempiere a…

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Abbiamo avuto a suo tempo occasione di commentare la vicenda della abbazia di Trisulti. L'uso dell'edificio sacro, in quanto bene demaniale, era stato concesso - in seguito alla stipula di una apposita convenzione con lo Stato - alla fondazione presieduta da Steve Bannon; il noto dirigente tradizionalista americano si proponeva di trasformare il monastero in una scuola di formazione per studenti universitari.

…mare il monastero in una scuola di formazione per studenti universitari. La prospettiva della costituzione di una sorta di Vaticano alternativo, destinato a divenire un punto di riferimento per il polemico e variegato ambiente del tradizionalismo, forte comunq…

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Probabilmente, il tentativo, esperito da Conte, di costituire una dittatura personale si può considerare fallito. Con le dimissioni delle due ministre renziane, la crisi di Governo è aperta, anche se per formalizzarla il Presidente del Consiglio volesse - come è sua facoltà - provocare un dibattito ed un voto del Parlamento. E' tuttavia escluso che qualche transfuga, comprato da Casalino supplisca ai voti venuti meno alla maggioranza. Il già potentissimo Tigellino di Conte si è ormai ridotto a fare il sensale in quel parco buoi cui il suo padrone ha ridotto le Camere. Se anche fossero stati comprati dei senatori, l'obbligo costituzionale delle dimissioni sarebbe valso comunque, non esistendo più la maggioranza sulla quale il Governo si era costituito.

…o su questo punto, limitandosi a ribadire che Conte è tenuto a dimettersi qualora non disponga più della maggioranza numerica in Senato. Questo significa ricordare la lettera della Costituzione, ma risulta ugualmente necessario data l'intenzione del cosiddetto…

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Vladimiro Ilic Ulianov, detto Lenin, potè realizzare la rivoluzione russa sulla base di una conoscenza molto accurata della realtà economica e sociale del Paese, acquisita applicando al suo studio i canoni del pensiero marxista.

…e avesse potuto trasformarsi in una semicolonia. Di qui trae origine la sua visione della rivoluzione intesa non soltanto come occasione di riscatto sociale, ma anche come rivendicazione dell’indipendenza. Se il primo di questi obiettivi fu mancato, il secondo…

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Noi non abbiamo conosciuto personalmente ”Steve” Bannon, ma non sono mancati i contatti indiretti: la sua figura aleggiava come una presenza fantasmatica nella sala stampa della Santa Sede, dove venivano puntualmente riferite e commentate le trame di questo personaggio sinistro e misterioso.

…incaricato dalla estrema destra del suo paese di occuparsi delle faccende interne della Chiesa cattolica, non era in realtà responsabile di tutte le trame che gli venivano attribuite. Un proverbio delle nostre parti dice: “tempo di guerra, più balle che terra”…

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Riceviamo da un amico russo una lunga e bellissima lettera, nella quale – prendendo spunto dalle reazioni suscitate in ambito cristiano in seguito alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico – egli rileva una differenza sostanziale tra quelle che si sono manifestate nella ortodossia e quelle proprie invece del cattolicesimo, o – più in generale – dell’Occidente.

…azione privata, che non siamo autorizzati a diffondere – di riassumere il contenuto della missiva spedita da Mosca. Secondo il nostro interlocutore, di fronte ad una affermazione tanto plateale della identità islamica, che non tiene conto della sensibilità pro…

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Domizio Cipriani, Gran Maestro dei Templari del Principato di Monaco – “ça va sans dire” – grande cultore delle scienze esoteriche, si accinge ad aggiungere alle sue già numerose pubblicazioni altri due libri, l’uno intitolato “Le preghiere alchemiche ed ermetiche dei Rosa-Croce” e l’altro “I templari e gli esseni, un filo invisibile, una memoria vivente”.

…anderanno che cosa c’entra tutto questo con l’opera di Cipriani. La risposta a tale domanda ci porta direttamente all’essenza della ricerca compiuta dal Gran Maestro. Tanto l’esoterismo quanto l’essoterismo hanno un elemento in comune, costituito dal ritenere …

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Un gruppo di Sacerdoti e di “esperti” (?) in Scienze Religiose ha attaccato pubblicamente il Papa perché – in occasione del Sinodo sull’Amazzonia – i seguaci delle religioni ancestrali degli Amerindi hanno celebrato un loro rito nei Giardini Vaticani.

…unto di vista tanto più inaccettabile in quanto l’occasione è stata propiziata dalle stesse Autorità della Santa Sede, in occasione dalla cerimonia con cui un olivo è stato piantato nei Giardini Vaticani per auspicare la pace in Medio Oriente. Come però abbiam…

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La “Giornata Mondiale della Gioventù” si è conclusa offrendo un’ulteriore dimostrazione dell’influenza della Chiesa. Che non si manifesta, peraltro, solamente con la capacità di riunire centinaia di migliaia di persone intorno al Papa, potendo contare anche sull’espressione di una propria cultura, nonché sul prestigio di tanti vescovi e sacerdoti. Per non parlare del fatto che la Santa Sede dispone – a differenza di altre confessioni religiose – di una propria diplomazia, essendo munita di personalità giuridica di diritto internazionale. Ciò le consente di disporre di informazioni di prima mano sulla realtà di tanti Paesi. Rimane tuttavia un problema: come impiegare tutta questa forza e tutta questa influenza. Qui le possibilità variano a seconda delle situazioni. L’anteriore Pontefice aveva costituito, in seno al Sacro Collegio dei Cardinali, un’apparente amplissima maggioranza composta da “terzomondisti”. Al momento di scegliere il nuovo Papa, la gran parte di questi porporati ha dovuto però tenere conto della propria situazione economica. Che si può riassumere brutalmente in questi termini: praticamente tutte le Chiese extraeuropee dipendono dall’Occidente. L’aiuto di cui esse hanno necessità per proseguire non soltanto la propria azione di assistenza, ma anche la normale vita religiosa, proviene infatti dall’Europa e dall’America settentrionale. Lo prova il fatto che le spese necessarie per la riuscita del grande raduno di Tor Vergata sono state sostenute dal governo italiano. La Meloni non ha perso l’occasione per far valere tale contributo. Invece di congratularsi con il Papa per il consenso di cui Prevost ha indubbiamente manifestato di godere, la Presidente del Consiglio si è compiaciuta per il perfetto funzionamento di una gigantesca ed efficiente macchina organizzativa predisposta e gestita dalle autorità dello Stato. Gli svenimenti a catena hanno messo in luce i suoi aspetti sanitari, evitando che un collasso facesse schiattare qualche partecipante. Si ripete – sia pure “mutatis mutandis” – la situazione successiva al 1929. Anche allora venne celebrato un Giubileo, quello della “Redenzione” del 1933. In tale circostanza, il Tribunale Speciale erogò l’unica condanna a carico di oppositori cattolici del regime. Piero Malvestiti – futuro dirigente della Democrazia Cristiana – ed alcuni suoi compagni, componenti il cosiddetto “Movimento Neoguelfo”, vennero processati per avere distribuito ai pellegrini dei volantini critici nei confronti di Mussolini. La denominazione di questo sparuto gruppo di animosi, facendo riferimento per l’appunto ai Guelfi, rivelava che la Chiesa – ridottasi a costituire uno dei tanti movimenti di massa creati per promuovere e incanalare il consenso – vedeva affermarsi precisamente l’ideale dei Ghibellini, i quali volevano il potere spirituale subordinato a quello dello Stato. Non è un caso che sia stata pubblicata, in contemporanea con l’evento di Tor Vergata, un’intervista del cardinale Ruini, il quale invita bruscamente i figli di Berlusconi – in realtà solo Pier Silvio manifesta delle velleità politiche, mentre Marina si occupa più sagacemente delle aziende di famiglia – a “non disturbare il manovratore”, cioè la Meloni, di cui il cardinale rileva che non è cattolica. Mussolini, da parte sua, non rinnegò mai il proprio ateismo, mentre la Signora della Garbatella è neopagana. Come Tolkien, cui deve la propria formazione ideologica. Ruini rileva però che la Meloni ha delegato la propria azione politica, nel campo dei rapporti con la Chiesa, a Mantovano, il quale è viceversa un cattolico praticante, che ha avuto in precedenza occasione di collaborare direttamente con la Santa Sede. I giovani venuti a Roma dal “Terzo Mondo” scontano la stessa situazione in cui si trovano i loro pastori, che in alcuni casi – soprattutto in ambito islamico, ma non solo – è di aperta persecuzione. Per cui le comunità cristiane devono non soltanto fare appello alla generosità dell’Occidente per sopperire alle proprie necessità materiali, ma anche per richiedere un minimo di protezione. Che a volte, però, viene inopinatamente lesinata. Mentre i cardinali Pizzaballa e Parolin si indignano per la morte di tre correligionari, bombardati nella chiesa di Gaza da Israele, non fiattano quando quaranta credenti del Congo vengono sterminati – in questo caso deliberatamente – dai musulmani “estremisti”. Non si vede, peraltro, nessuna mobilitazione in favore di chi sconta la colpa ontologica di essere cristiano. L’Occidente laico odia se stesso e ritiene che le colpe del colonialismo debbano essere pagate non già dai discendenti di chi ne trasse beneficio, bensì da chi è stato abbandonato “in partibus infidelium”, che dunque sopravvive solamente quando è in grado di difendersi da sé. Come fa Israele. Anche se ciò dispiace ad alcuni cardinali e anche a molti laici. Non si ripete quel moto di solidarietà che accompagnò l’azione di Giovanni Paolo II volta a liberare l’Europa orientale dal comunismo. Anche se va rilevato come “Comunione e Liberazione” sfruttasse in realtà la situazione della Polonia in funzione del proprio ruolo nella politica interna italiana. Le alte sfere ecclesiastiche sapevano benissimo che la caduta del comunismo avrebbe determinato anche la fine della Democrazia Cristiana. Esse dunque predisponevano nuovi strumenti per esercitare la propria influenza sulla vita pubblica italiana. Il movimento di Formigoni, costituendosi come una sorta di “Chiesa nella Chiesa”, ma anche di “partito nel partito”, si preparava a confluire nei nuovi soggetti politici destinati a rappresentare la destra. Per giunta, persone come Ruini non nascondevano la propria diffidenza nei confronti del partito fondato da De Gasperi, di cui denunciavano continuamente le “contaminazioni moderniste”. La sua soppressione non venne dunque considerata come un fatto positivo in quanto eliminava un focolaio di corruzione, bensì perché toglieva di mezzo uno strumento usato dalle correnti cattoliche liberali per esprimersi, sia pure in posizione minoritaria. Si ripeté dunque quanto era successo per il Partito Popolare, la cui componente di destra confluì nel “Listone” fin dal 1924. La parte antifascista fu messa invece a tacere, in vista della “Conciliazione”. Mussolini avrebbe potuto commentare – parafrasando Enrico IV – che “Roma vale bene una messa”. Se i cattolici del Terzo Mondo sono abbandonati a se stessi, vedendosi offrire tutt’al più qualche buona parola, ovvero un posto di lavoro come “vigilantes” in Vaticano, quale sorte attende quelli dell’Occidente? La difesa della sua identità è affidata ai soggetti politici secolari, i quali incassano – e naturalmente gradiscono – l’appoggio di una parte rilevante della gerarchia. L’essere però priva di un proprio “braccio secolare” pone inevitabilmente la Chiesa in una condizione di dipendenza da chi si erge a difensore dell’identità cristiana, laddove essa può ancora contare – se non su un sostegno diretto delle masse, precluso dalla cosiddetta “secolarizzazione” – quanto meno sull’appoggio dei governi. Non importa dunque se essi sono guidati da “Atei Devoti”, ovvero da neopagani. L’importante è che questo connubio tuteli l’interesse immediato di entrambe le parti. Quando Berlusconi bestemmiò pubblicamente in diretta televisiva, un monsignore disse che la sua espressione doveva essere “contestualizzata”. Quanto alla “sinistra”, ben le si attaglia il motto “Qui gladio perit gladio ferit”. Monsignor Castellano sostenne attivamente l’elezione di sua nipote, ottenendo in cambio la remissione dei propri debiti da parte del Monte dei Paschi. Ora monsignor Ruini rileva che la Meloni non è cristiana, ma la Presidente del Consiglio si accinge a introdurre un emendamento alla Costituzione che – come abbiamo già rilevato – riconosce alla Santa Sede un “droit de regard” su Roma, oltre, naturalmente, a sostenere le spese del Giubileo. Il vecchio Ruini è dunque pronto a scendere nuovamente in campo in suo favore, le campagne elettorali essendo la specialità del quasi centenario prelato di Carpi, di cui ricordiamo la plateale rottura dell’amicizia con Romano Prodi e con la sua compianta consorte, rei entrambi di essersi opposti a Berlusconi. A Sua Santità vorremmo ricordare come la nostra sia un’identità molto complessa, in cui entra tanto De Maistre quanto Gioberti, Rosmini e Manzoni; confluisce tanto il Sillabo come il cattolicesimo sociale. L’Europa carolingia compone anche quell’area della teologia “renana” che si espresse nel Concilio. Bergoglio diceva di considerare “I promessi sposi” come uno dei propri testi preferiti. Non a caso, l’anteriore Pontefice riabilitò pienamente noi cattolici liberali, che ora si accingono a una nuova “traversata del deserto”. Nella prospettiva di una guerra, è logico che la Chiesa si ripieghi a difesa di se stessa, ma essa dovrebbe – a nostro modesto avviso – pensare, come sempre, non soltanto al domani, bensì anche al dopodomani.

La “Giornata Mondiale della Gioventù” si è conclusa offrendo un’ulteriore dimostrazione dell’influenza della Chiesa. Che non si manifesta, peraltro, solamente con la capacità di riunire centinaia di migliaia di persone intorno al Papa, potendo contare anche su…

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