Per evitare di cadere nella trappola delle cosiddette “dicotomie” del secolo scorso, non applicheremo l’ovvia ed abusata etichetta di “fascista” all’energumeno che lunedì scorso – non pago di averci insultato – ha tentato anche di aggredirci per la strada.
Questo individuo merita piuttosto di essere definito “sfascista”, trattandosi di un militante - dal suo punto di vista certamente esemplare - del Partito che si propone di interrompere e di invertire, provocando una crisi istituzionale, il cammino di progresso…
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