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Risultati per “Antipapa”

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La famosa scena della "Scuola di Atene", dipinta da Raffaello nelle sue stanze del Vaticano, in cui Platone indica il cielo della trascendenza, e Aristotele addita la terra, in cui risiede l'immanenza, potrebbe essere adottata come rappresentazione della situazione attuale della Chiesa. Che per la prima volta nella sua storia - salvo il breve periodo di pochi mesi trascorso tra la rinunzia di Celestino V e la sua morte (procurata, secondo alcuni, dal successore Bonifacio VIII), ha due diversi pontefici: non già, come avvenuto più volte, un papa ed un antipapa. In questo caso, infatti, si dava una reciproca negazione della altrui legittimità, e ciascuno asseriva di essere il vero capo visibile della Chiesa.

…onifacio VIII), ha due diversi pontefici: non già, come avvenuto più volte, un papa ed un antipapa. In questo caso, infatti, si dava una reciproca negazione della altrui legittimità, e ciascuno asseriva di essere il vero capo visibile della Chiesa. Ora abbiamo…

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Si è svolto a Roma l’ennesimo Convegno di Studi dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, che abbiamo potuto in parte ascoltare su Radio Radicale. La ricerca sulla figura del grande intellettuale friulano è inesauribile. Non solo in quanto operò in campi molto diversi, ma soprattutto perché oggi più che mai si rivela l’attualità e la visione anticipatrice espressa nella sua opera. Quel che più stupisce è che gli studiosi – pur agendo con scopi ben più nobili rispetto all’aggiudicazione all’una o all’altra parte politica dell’eredità spirituale di Pasolini – si accapigliano per stabilire se egli fosse “di Destra” o “di Sinistra”. In realtà, come tutti i grandi uomini, egli superò già in vita i confini tra queste due appartenenze. Essendo soprattutto cosciente – trattandosi di un uomo radicale nelle sue scelte e nelle sue prese di posizione, ma mai fazioso né intollerante – di come il disastro che riteneva inevitabile avrebbe travolto tutti. Viene in mente, ripensando alla sua unica intervista televisiva, in cui disse di credere nel progresso, ma di non credere nello sviluppo, e soprattutto – aggiunse – “in questo tipo di sviluppo”, il Leopardi diffidente delle “magnifiche sorti e progressive”. Ci fu certamente un settore clericale che si dedicò a demonizzare Pasolini, denunciandolo come blasfemo. Quale in realtà egli fu, in molte delle sue opere cinematografiche, non essendo però certamente motivato dalla volgarità. Né tantomeno dalla volontà di perseguire una notorietà a buon mercato – o peggio un guadagno materiale – quanto perché Pasolini, volendo animare il dibattito sulle idee, era volutamente provocatorio. Laddove, come nell’attività di opinionista – che costituisce indubbiamente la parte migliore del suo lascito culturale – non risultava necessario impattare il pubblico, cioè per l’appunto épater les bourgeois, per indurre a una riflessione (sempre che non fosse fuorviato dalla repulsione piccolo-borghese nei riguardi dello scandalo), le idee di Pasolini hanno manifestato col trascorrere del tempo la loro sconvolgente attualità. Quando si usciva dalla polemica contingente con i censori, mossi tanto da un perbenismo retrogrado quanto da un’insuperabile incapacità di comprensione, le critiche mosse a Pasolini “da Sinistra” rivelavano un ritardo e un’ottusità in fondo ben più gravi di quelle manifestate dalla Destra cattolica. Se Pasolini si schierò con il Partito Comunista, fu in quanto vedeva in questa aggregazione politica l’unico soggetto in grado – se avesse voluto, e se ne fosse stato capace – di organizzare una resistenza delle masse popolari all’omologazione. Questa fu la ragione profonda per la quale Pasolini si schierava all’Opposizione. Si veda, al riguardo, quanto egli scrisse nel famoso articolo detto “delle lucciole”, che costituisce, se non un testamento spirituale, quanto meno un epitaffio per sé stesso. Dobbiamo però domandarci – a nostro modesto avviso – chi in realtà, al di là delle polemiche contingenti, contrastava le idee di Pasolini. Se riusciamo a dare una risposta spassionata e corretta a questo fondamentale quesito, ci accorgiamo che il regista di Casarsa non vedeva una sostanziale differenza di responsabilità, tra i diversi soggetti politici, per la tendenza presa dalla società italiana. Certamente la televisione di Stato – superata però in seguito di molte lunghezze da quella privata, di cui Pasolini non vide la devastazione spirituale indotta nel popolo soltanto perché morì a tempo – aveva svolto un ruolo determinante nel distruggere la cultura popolare italiana. E con essa la nostra identità. O meglio: le nostre identità. Che Pasolini andava inseguendo dove ancora sopravvivevano. Spostando la sua ambientazione dall’estremo Nord, in cui era nato e dove si era formato intellettualmente (le sue prime prove letterarie furono non a caso in lingua regionale), verso il Meridione. I personaggi di Pasolini si espressero dapprima in romanesco, poi in napoletano. Il regista uscì infine dall’ambito italiano, e andò a girare uno dei suoi film nello Yemen. Non essendo attratto da un esotico commerciale da cartolina, bensì perché la cultura popolare vi sopravviveva. E con essa un’identità che è rimasta irriducibile all’omologazione. Se Pasolini fosse ancora vivo, dialogherebbe probabilmente con quegli intellettuali occidentali che sono divenuti musulmani. Non in quanto condividerebbe la loro conversione religiosa, ma perché vedrebbe nella loro scelta un tentativo di resistere all’omologazione. Il Partito Comunista – anche se solo in alcuni momenti e su alcuni temi specifici i suoi rappresentanti ufficiali nel campo della cultura polemizzarono apertamente con Pasolini – non comprese tuttavia quali fossero i motivi profondi per cui l’essere il grande regista un suo “compagno di strada” sussumesse in realtà un disaccordo di fondo. Che non fu mai chiarito. Il Partito – per dirlo brutalmente – era pienamente disposto ad accettare senza alcuna remora l’omologazione, cioè la perdita di ogni identità, pur di essere cooptato nel sistema di potere che già aveva instaurato questa tendenza. Ci fu un momento in cui il dissenso tra Pasolini e i comunisti affiorò, e fu quando il regista si schierò dalla parte degli agenti di polizia che si erano scontrati con gli studenti a Valle Giulia. Non perché gli uni fossero “figli del popolo” e gli altri espressione di una borghesia – quella rappresentata dal cosiddetto “generone” romano – che non era stata neanche in grado di produrre in termini meramente economici, vivendo da parassita ai margini del potere. Se questa fosse stata la motivazione della scelta di Pasolini, avrebbe avuto ragione chi lo accusava, sia pure opportunisticamente, di essere un demagogo. Cosa che l’intellettuale friulano non fu assolutamente mai. Pasolini vedeva negli agenti meridionali dei soggetti che ancora avevano un’identità. Che avrebbero perduto anch’essi, proprio in quanto nessun soggetto politico si preoccupava di difenderla. C’è un’altra presa di posizione di Pasolini che rivela la sua consapevolezza: quella relativa alla scelta dei comunisti di difendere – dapprima prevalentemente, e poi esclusivamente – i diritti individuali. L’uomo arrivò non a caso ad opporsi alla libertà di abortire. Sacrificando, anzi sussumendo completamente, i diritti sociali e collettivi. Prendendo le parti degli omosessuali, anziché dei disoccupati, non si sarebbe comunque evitato il disastro. Quanto meno, però, si sarebbe mantenuto l’unico strumento di cui ancora il popolo disponeva per difendere la propria identità. Che consiste precisamente nella solidarietà collettiva. Per capire quanto le ragioni profonde di Pasolini non consistessero in un’epidermica – benché comprensibile – antipatia nei confronti dei borghesi “de Sinistra” (cui l’uomo preferiva giustamente i sottoproletari delle borgate), quanto piuttosto in una corretta individuazione del soggetto antagonista, basta vedere che fine hanno fatto gli studenti di Valle Giulia. Privi com’erano fin dall’inizio di un’identità culturale – vorremmo dire spirituale – hanno finito per non averne neanche una politica. La Schlein è la loro rappresentante più appropriata, dato che non si pone nessuna domanda di carattere filosofico, bensì solo quella inerente al colore degli abiti. Se Pasolini fosse vivo, la segretaria non chiederebbe lumi a lui, preferendogli la “consulente cromatica”. Un’ultima notazione vorremmo dedicarla al fatto che Pasolini – il quale non era un credente – vedesse nella religione, o meglio nella religiosità popolare, l’unico antidoto all’omologazione destinato a sopravvivere. Il suo Cristo, cui è dedicato il migliore dei film che ha prodotto, venne liquidato dalla Destra come la rappresentazione di un agitatore politico. Malgrado Pasolini non avesse scelto nessuna delle pagine del Vangelo che avrebbero potuto supportare una simile visione. Gesù è viceversa rappresentato precisamente come colui che oppone la sostanza – necessariamente identitaria – della Fede alla sua degenerazione formalistica. Oggi tanto la cosiddetta “Destra” quanto la cosiddetta “Sinistra” non trovano più una loro base. L’aggregazione politica, essendo precisamente fondata su un’identità che entrambe hanno contribuito a distruggere. Rimane il problema di ricostruirla. Nessuno, per ora, sembra porselo, ma dovrà partire necessariamente da qui la ricostruzione di un equilibrio che si è perduto.

Si è svolto a Roma l’ennesimo Convegno di Studi dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, che abbiamo potuto in parte ascoltare su Radio Radicale. La ricerca sulla figura del grande intellettuale friulano è inesauribile. Non solo in quanto operò in campi mo…

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Guerra, Decadenza e Classe Dirigente | Analisi e Commento

C’è una scena, nel film “E la nave va” del grande Federico Fellini, che anticipa – con l’intuizione propria dei grandi artisti – il momento presente. Sul transatlantico, ove si viveva ancora l’atmosfera lussuosa e distratta della “Belle Époque”, appare una mol…

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Massimo Viglione – Habemus Papam?

…tato dalla Chiesa universale, sarà comunque legittimo per la ‘sanatio in radice’”. Pare di capire che chi sarebbe stato scelto dal conclave — cioè Prevost — può essere o meno considerato Papa legittimo, oppure a sua volta antipapa, a seconda dell’approvazione …

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Le più vive congratulazioni ai Servizi Segreti del Vaticano, guidati dal “solerte” (qualifica conferita per consuetudine dai cronisti agli investigatori) Ispettore Cristiano Cristofani, per essere riusciti nell’impresa di scovare il nascondiglio in cui si occultava Monsignor Viganò.

… dei quali diceva all’altro: “Credevo che la mia camicia fosse nera finché non ho visto la tua”. La contesa era destinata a perpetuarsi sotto l’attuale Pontificato, ma in termini esattamente rovesciati. Se un tradizionalista afferma che Bergoglio è un Antipapa…

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Abbiamo ritrovato casualmente una pia donna – di quelle che dalle nostre parti vengono popolarmente definite “beghinasse” – con cui eravamo soliti intrattenerci nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Imperia Oneglia dopo la Messa domenicale delle otto del mattino.

…e pregare. Per cui si svolgono appositi ritiri spirituali, dedicati al necessario allenamento. Suor Perillo, per rendere più credibile il suo discorso, la mente il degrado della Chiesa. Dopo avere tacciato Bergoglio di essere un Antipapa, ora afferma trattarsi…

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Due ottantasettenni, il Papa e Berlusconi, hanno vissuto contemporaneamente il loro calvario ospedaliero: mentre però Bergoglio ne è uscito vivo, benché duramente provato, il Cavaliere non è sopravvissuto.

Due ottantasettenni, il Papa e Berlusconi, hanno vissuto contemporaneamente il loro calvario ospedaliero: mentre però Bergoglio ne è uscito vivo, benché duramente provato, il Cavaliere non è sopravvissuto. Le analogie non si fermano tuttavia a questo punto: il…

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Hamza Piccardo, Imam della Moschea di Imperia, situata in via Santa Lucia, è uno di quei personaggi che in altri tempi si sarebbero definiti a tutto tondo.

Hamza Piccardo, Imam della Moschea di Imperia, situata in via Santa Lucia, è uno di quei personaggi che in altri tempi si sarebbero definiti a tutto tondo. Con tale termine si designano quanti, essendo muniti di una forte personalità, avendo compiuto delle sce…

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Poiché la materia esoterica costituisce per noi una specie – come si suole dire - di Violino di Ingres, e nel suo vastissimo ambito ci occupiamo in particolare delle cosiddette profezie (da non confondere tuttavia con quelle contenute nelle Scritture), qualche amico ci rivolge una provocazione intellettuale, proponendoci di inquadrare la morte del Papa Emerito in tale ambito.

Poiché la materia esoterica costituisce per noi una specie – come si suole dire - di Violino di Ingres, e nel suo vastissimo ambito ci occupiamo in particolare delle cosiddette profezie (da non confondere tuttavia con quelle contenute nelle Scritture), qualche…

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"La Repubblica" ha assunto la stessa funzione di portavoce del Governo - e soprattutto del partito unico o egemone - cui adempiono gli organi ufficiali dei Paesi dominati da regimi totalitari. Tramontata definitivamente la "Pravda", rimangono "Il quotidiano del popolo" in Cina e "Granma" a Cuba. Chi risiede in queste nazioni, dovendovi svolgere funzioni di diplomatico o di corrispondente dall'estero, deve immancabilmente iniziare la sua giornata lavorativa consultando questi periodici. La domanda che ci si pone non è quasi mai se una notizia sia vera o falsa - l'informazione viene sistematicamente manipolata - bensì per quale motivo si racconta una particolare bugia in un dato momento. Quando poi il giornale ufficiale muove all'attacco di qualche malcapitato, si annunziano dei guai non soltanto per la sua persona, ma per una intera categoria. La cui consistenza risulta direttamente proporzionale alla virulenza ed alla gravità delle accuse. Il partito prese di mira la cosiddetta "Banda dei quattro", costoro vennero tacciati addirittura di fare seccare i raccolti agricoli, essendo motivati per giunta da pura malvagità. Non si comprende infatti quale vantaggio potessero trarre dalla carestia.

"La Repubblica" ha assunto la stessa funzione di portavoce del Governo - e soprattutto del partito unico o egemone - cui adempiono gli organi ufficiali dei Paesi dominati da regimi totalitari. Tramontata definitivamente la "Pravda", rimangono "Il quotidiano de…

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La bandiera nazionale venne ammainata sul suo palazzo di Laeken, ed il Presidente del Senato - in base alla costituzione - assunse temporaneamente le prerogative attribuite al sovrano. Nessuno, però, asserì che il re avesse abdicato.

…gono quanti asseriscono che l'ultimo papa è Benedetto XVI. Tale opzione presenta il vantaggio di puntare su di un pontefice ancora vivente. Basta dunque rapirlo per contare su di un antipapa. Qualcosa di simile aveva inventato André Gide nel suo romanzo "Les c…

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Si moltiplicano sui "massmedia", e specialmente su internet, le voci di quanti prendono spunto dall'accordo tra la Santa Sede e la Cina sulla nomina dei vescovi per attaccare il Papa, e con lui l'intera dirigenza del Vaticano.

Ha iniziato le trasmissioni una televisione tradizionalista che sciorina tutto il florilegio degli argomenti usati da questo settore della Chiesa. Si va dall'accusa di sincretismo rivolta a Bergoglio fino alla ormai rituale affermazione del cosiddetto "sedevac…

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