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Risultati per “Papa Francesco”

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Il Papa ha dichiarato come subito dopo la sua elezione

Il Papa ha dichiarato come subito dopo la sua elezione – il riferimento al Cardinale Bertone quale Segretario di Stato lo rivela chiaramente, dato che questi venne sostituito quasi subito in tale incarico – ha presentato le dimissioni, sottomettendole alla con…

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Bergoglio ha dichiarato in una intervista che non accetterebbe per sé – qualora le sue condizioni di età e di salute rendessero inevitabile rassegnare le dimissioni – il titolo di “Papa Emerito”, ma soltanto quello di “Vescovo Emerito di Roma”.

… un Vescovo Emerito. A volte, ce ne sono addirittura due, per effetto della loro longevità. La carica di Papa è per sua natura unica, ma il Codice di Diritto Canonico, che prevede la successione anche in caso di rinunzia, non definisce lo “status” giuridico in…

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Il Papa ha presieduto il rito della Via Crucis, celebrato in un’Urbe più simile a quella di Giorgio De Chirico che a quella di Bartolomeo Pinelli.

Il Papa ha presieduto il rito della Via Crucis, celebrato in un’Urbe più simile a quella di Giorgio De Chirico che a quella di Bartolomeo Pinelli. Il paesaggio umano della “Città Eterna” – che in un certo senso smette proprio per questo di essere tale – appare…

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Il cardinale Sarah attacca il Papa, dalla tribuna della casa editrice Cantagalli di Siena, già usata da quel padre Serafino Maria Lanzetta noto per la sua irriducibile opposizione a padre Fidenzio Volpi: il quale è morto, mentre Lanzetta vive e veste panni.

…oncordato mediante il consenso delle parti contraenti. Non c'era però naturalmente tempo per questo. Secondo il cardinale, il Papa avrebbe dovuto promuovere una disobbedienza civile di massa, così compromettendo la pace civile instaurata tra lo Stato e la Chie…

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Un ignoto articolista, militante nella fitta schiera dei tradizionalisti, ha trovato un nuovo argomento a sostegno della tesi secondo cui Ratzinger è sempre il Papa regnante, mentre Bergoglio è in realtà un usurpatore. Anche il fatto che l'Emerito risieda in Vaticano proverebbe la illegittimità della successione: indubbiamente, se Umberto di Savoia avesse continuato ad abitare al Quirinale dopo il referendum istituzionale, questa circostanza sarebbe stata usata da Edilio Rusconi e dagli altri monarchici come prova del fatto che l'Italia era ancora una monarchia.

…mbasciatore presso la Santa Sede si recasse da Ratzinger: non già in visita privata, bensì per rendere omaggio ad un capo di stato considerato in carica. Umberto di Savoia cercò tenacemente di incontrare il Papa, ed infine ci riuscì, in occasione di un suo via…

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Nel 1782, il Papa Pio VI Baschi - rompendo una consuetudine ormai secolare - intraprese un viaggio fuori dall'Italia, recandosi a Vienna, dove si era aperto un contenzioso con Giuseppe II, detto "l'imperatore sacrestano" in quanto aveva regolato anche il numero delle candele che si potevano accendere sull'altare. In realtà, l'Asburgo si dimostrava parsimonioso in quanto doveva pagare il conto.

Nel 1782, il Papa Pio VI Baschi - rompendo una consuetudine ormai secolare - intraprese un viaggio fuori dall'Italia, recandosi a Vienna, dove si era aperto un contenzioso con Giuseppe II, detto "l'imperatore sacrestano" in quanto aveva regolato anche il numer…

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Quando finalmente - in un futuro tanto difficile da prevedere quanto inevitabile in prospettiva storica - avremo nella Chiesa cattolica le donne insignite del Sacramento dell'Ordine nel grado presbiteriale, la decisione, annunziata dal Papa, di accoglierle negli Ordini minori dell'Ostiariato e dell'Accolitato verrà ricordata come un antefatto fondamentale.

… proposta, avanzata dal Sinodo regionale, di ordinare le donne come "diaconesse", è stata accantonata per il momento dal Papa, ma non condannata, nè formalmente respinta. La decisione del Papa è comunque rivoluzionaria, in primo luogo perchè le donne potranno …

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Il Papa ha deciso, con un suo "motu proprio", di trasferire alla amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, guidata da monsignor Nunzio Galantino, uomo di sua assoluta fiducia, la gestione dei fondi fino ad ora affidati alla Segreteria di Stato.

…na monarchia assoluta. Questo, però, non spiega la mancanza di una legge di bilancio, che nel caso specifico verrebbe emanata - in assenza del parlamento - direttamente dal Papa. Occorrerebbe comunque istituire un organo di controllo. Vista la proliferazione d…

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Quando il Papa Benedetto XVI si recò a visitare la comunità israelitica di Roma presso il suo “Tempio Maggiore”, rimanemmo impressionati dalla insistenza con cui il Rabbino Capo, dottor Riccardo Samuele Disegni, si riferì al silenzio osservato allorché, nell’ottobre del 1943 venne compiuto dai nazisti il rastrellamento nel ghetto, cui fece seguito la deportazione e lo sterminio di buona parte della comunità ebraica.

…n occasione della recita dell’Angelus, ed ogni mercoledì, quando si svolge l’udienza generale, il Papa – rivolgendosi ai fedeli – esprime il punto di vista della Santa Sede sugli eventi dell’attualità internazionale. Quando si tratta di disastri naturali, o di…

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Il cardinale Müller, ancora scottato per la perdita del posto di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è sceso in campo contro il Papa sulla questione delle unioni civili tra gli omosessuali, aggiungendo la sua voce a quella del collega Burke.

…. Se un settore della Chiesa intende restaurare lo stato confessionale, lo scisma risulta inevitabile. Questo, probabilmente, ha voluto intendere il Papa quando ha posto il sigillo della sua autorità sul rispetto delle prerogative proprie dell’autorità civile.…

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In merito al “trasferimento” del Papa Emerito dal Vaticano alla nativa Baviera, i riferimenti ai più diversi precedenti storici si sprecano.

…a storia. Il nascondimento delle fattezze fece pensare che si trattasse di un fratello gemello del “Re Sole”. Il Papa Emerito non concedeva udienze – di cui comunque non si dava notizia – e comunque tale pratica venne interrotta – ovviamente per tutelare la su…

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Il Papa, nel corso del Triduo Pasquale, ha parlato in occasione della messa “in coena domini” del Giovedì Santo, ha lasciato la parola a Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nel corso della funzione del Venerdì e l’ha ripresa dinnanzi alle poche persone che celebravano con lui la “Via Crucis” commentando l’istituzione dell’Eucarestia e del sacerdozio, Bergoglio ha preso spunto dalla lavanda dei piedi per identificare la missione degli ordinati con il dovere di servire il prossimo: non basta limitarsi ad amministrare i sacramenti, ma occorre provvedere a tutte le necessità – anche materiali – del prossimo.

Il Papa, nel corso del Triduo Pasquale, ha parlato in occasione della messa “in coena domini” del Giovedì Santo, ha lasciato la parola a Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nel corso della funzione del Venerdì e l’ha ripresa dinnanzi…

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Le prediche quotidiane del Papa in Santa Marta costituiscono uno dei pochi mezzi che gli sono rimasti per diffondere il suo magistero.

…Sede dei paesi stranieri, delle altre Chiese Cristiane e delle altre religioni. Venerdì scorso, il Papa ha affermato chiaramente che la Madonna fu discepola di Gesù, ma non può essere assolutamente considerata corredentrice: Cristo è l’unico Redentore dell’uma…

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Pochi giorni or sono, abbiamo commentato un articolo scritto dal Professor Alberto Melloni per “La Repubblica”, nel quale il nostro illustre Collega commentava l’allontanamento dal Vaticano di tanti validi collaboratori del Papa, i quali si sono resi paradossalmente responsabili di avere collaborato troppo lealmente e troppo sagacemente con il Sommo Pontefice.

…l’abrogazione del Segreto Pontificio relativamente ai casi di pedofilia con l’intenzione del Papa di sottrarre il prossimo Conclave ai tentativi di condizionamento operati da quanti intendono avvalersi di tale circostanza per rovesciare le linea di Bergoglio. …

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Le città capitali godono spesso di uno “status” giuridico particolare, giustificato in alcuni casi con la necessità di garantire l’imparzialità dell’Amministrazione pubblica centrale e, in altri, con la preoccupazione – da parte del Governo – di temperare gli effetti causati da tensioni politiche e sociali. A ben vedere, le finalità perseguite con l’introduzione di queste norme eccezionali sono fondamentalmente le stesse in entrambi i casi. Mentre le federazioni percepiscono la necessità di far svolgere pacatamente il confronto tra i vari soggetti che le compongono in un luogo a ciò destinato, gli Stati unitari – avendo per loro natura un indirizzo centralistico – tendono a rafforzare il proprio controllo su quel punto del territorio nazionale in cui hanno sede le loro istituzioni. Fino a pochi decenni fa, Parigi non aveva un sindaco. Le funzioni amministrative riguardanti il “Dipartimento della Senna”, il cui territorio coincide con quello della capitale – anche se la conurbazione della “Grande Parigi” si è in seguito estesa fino a comprendere tutti i dipartimenti limitrofi – erano svolte dalla “Prefettura della Città” e dalla “Prefettura di Polizia”. L’anomalia, in base alla quale i parigini non eleggevano il proprio sindaco – lesiva, in linea di principio, del principio di uguaglianza – veniva in parte compensata dal carattere elettivo dei sindaci dei vari circondari (in francese, arrondissements) in cui la città era suddivisa. Questi presentano – a prescindere dal loro “status” amministrativo – caratteristiche molto spiccate, comparabili con quelle delle varie regioni. Tra il Sedicesimo Circondario, abitato dall’alta borghesia, e Ménilmontant, zona tipicamente proletaria, tra Batignolles e il Quartiere Latino, c’era la stessa differenza che esiste tra Belluno e Palermo, o tra Cuneo e Macerata. Quando due parigini si incontrano altrove, si domandano infatti di quale quartiere siano originari. Ora Parigi ha un sindaco, le cui competenze sono state in parte sottratte a quelle dei due prefetti. Questi comunque esistono ancora ed esercitano le funzioni loro attribuite in tutta la Francia. Anche le amministrazioni dei circondari sono sopravvissute alla riforma, per cui ciascun abitante ha due sindaci, uno dei quali sopravvive come una sorta di presidente del consiglio di zona. Gli abitanti di Washington, cioè del Distretto Federale, posto tra il Maryland e la Virginia, fino a qualche anno fa non votavano per il presidente né mandavano propri rappresentanti al Congresso. La stessa amministrazione della città era esercitata dal Governo federale. Permane, di tale condizione, l’assenza del governatore e di un proprio parlamento, di cui è dotato ciascuno degli Stati dell’Unione. Ora il Governo propone alle Camere un emendamento della Costituzione che istituisce un nuovo ente pubblico territoriale. La Repubblica, in base alla Costituzione, si riparte in regioni (alcune delle quali a statuto speciale, altre a statuto ordinario), province e comuni. In realtà, anche alle province di Bolzano e di Trento è attribuito uno “status” giuridico diverso dalle altre, in quanto possono emanare leggi, dette appunto “provinciali”. Il nuovo ente locale sarà “Roma Capitale”. Tale pomposa definizione – retaggio dell’antica grandezza, alla pari dello stemma con la lupa, Romolo e Remo, coronato dal motto S.P.Q.R. (Senatus Populusque Romanus), un tempo posto sulle fiancate degli autobus – era stata escogitata dal sindaco Alemanno. Poco dopo, per una sorta di contrappasso, era scoppiato lo scandalo detto di “Roma Criminale”. Già Mussolini aveva giocato con le parole per appagare il senso di grandezza proprio dei Quiriti: se le altre città avevano un podestà, Roma era governata da un “senatore”. Il Consiglio comunale si riunisce tuttora nella Sala “Giulio Cesare”, in cui campeggia la statua del fondatore dell’Impero, adornata dalle bandiere dei rioni storici. Il Campidoglio è, peraltro, il colle dei Romani, mentre tradizionalmente il Quirinale appartiene allo Stato e il Vaticano alla Chiesa. Sul piano pratico, il sindaco di Roma è un privilegiato tra gli oltre ottomila colleghi sparsi dall’Alpe al Lilibeo. Costui, infatti, ripiana il deficit di bilancio con le “leggi speciali”, cioè con particolari elargizioni attribuite in origine all’Urbe per fronteggiare le spese di rappresentanza, dovute a loro volta alla presenza delle massime istituzioni. In realtà, sul Campidoglio è invalso l’uso di praticare la “allegra finanza”, contando sul soccorso del Ministero di via Venti Settembre. Ora la Meloni ricorre a un emendamento costituzionale per costituire l’ente locale chiamato, per l’appunto, “Roma Capitale”, non solo e non tanto perché la legge suprema non lo prevedeva, quanto anche perché le sue competenze sono equiparabili a quelle attribuite alle regioni a statuto speciale. Queste vengono emanate dallo Stato in quanto le loro attribuzioni legislative e amministrative risultano più ampie di quelle proprie delle regioni a statuto ordinario. Ciò è dovuto, però, in almeno due casi – la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige/Südtirol – a un altro motivo: la concessione di una particolare autonomia riflette gli impegni assunti dall’Italia in base ad atti di diritto internazionale (per la Valle d’Aosta il trattato di pace con la Francia, e per il Trentino-Alto Adige/Südtirol il Patto De Gasperi-Gruber e il successivo cosiddetto “Pacchetto”). Roma, però, è posta nel centro dell’Italia. Per capire la ratio della nuova norma, occorre riferirsi a un aneddoto e a un precedente. Il presidente Ciampi offriva i pranzi di gala riservati ai capi di Stato ospiti nel cosiddetto “Torrino” del Quirinale, su cui sventola la bandiera italiana quando il presidente è in sede. Al levar delle mense, Ciampi portava gli ospiti al balcone, da cui si gode il miglior panorama di Roma. Indicando la cupola di San Pietro, diceva loro che da nessuna delle rispettive sedi di rappresentanza si vedeva la capitale di uno Stato estero. Tale circostanza rendeva molto difficile il suo compito. La controparte, peraltro, non sempre si prestava ad alleviarlo. Anni or sono, monsignor Gaenswein, all’epoca segretario di Benedetto XVI, pubblicò con molta evidenza un articolo su Avvenire, nel quale – esprimendosi formalmente a titolo personale (l’alto prelato è un illustre studioso di diritto e, in quel tempo, teneva cattedra alla Urbaniana) – proponeva l’istituzione di una sovranità condivisa su Roma tra Santa Sede e Repubblica Italiana, elencando le materie che, a suo avviso, si potevano attribuire anche alla competenza del Papa. Noi rispondemmo – inviandogli il nostro testo, che tuttavia non venne riscontrato – osservando come la realizzazione di quanto da lui auspicato comportasse una riforma costituzionale. Quella proposta dalla Meloni non contiene traccia dell’istituzione di una sovranità condivisa con la Santa Sede. Neanche lo statuto del Trentino-Alto Adige/Südtirol fa cenno a una sovranità condivisa con l’Austria: quella dell’Italia non viene dunque formalmente intaccata. Quid juris, però, se nel regolare, per esempio, i beni culturali – cioè i luoghi santi non assegnati già alla Santa Sede dai Patti Lateranensi – si dovrà tener conto di quanto pattuito con il Vaticano? La domanda è lecita, non già in quanto si ravvisi da parte ecclesiastica una particolare tendenza all’ingerenza negli affari italiani – e più specificamente romani – quanto perché la Meloni, più ancora del Papa, ha tutto l’interesse a riservarsi un ambito territoriale munito di uno “status” particolare, in vista delle tensioni che possono manifestarsi tra le varie parti del Paese. Appoggiarsi al Pontefice e soddisfare l’ambizione del Vaticano a restaurare, per quanto possibile, lo status quo ante il 20 settembre configura una mossa tanto astuta quanto spregiudicata. Il “Bassotto”, da parte sua, disegna una particolare condizione di sostanziale extraterritorialità per Oneglia, connessa con la sua vocazione al turismo internazionale di lusso. Gli sceicchi, sbarcando dai loro panfili transoceanici, verranno così protetti da ogni possibile fastidio, tanto derivante dai traffici portuali inquinanti quanto dall’esercizio dell’autorità dello Stato centrale. Più che ad Acapulco, l’uomo sembra ispirarsi al Principato di Monaco, che infatti manda i “cabinati” dei “morti di fame” ad attraccare a Ventimiglia. Il Principe di Monaco è l’ultimo sovrano assoluto in Europa, e il “Bassotto” non fa mistero di volerlo imitare. Di questo passo, la cariocinesi dello Stato può finire per assecondare le sue ambizioni. Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo attende già gli emiri nel suo locale, che dovrà però essere attrezzato per preparare i suoi piatti secondo le regole dell’Islam. Nelle rare circostanze in cui abbiamo soggiornato in grandi hotel, abbiamo notato la scritta: “In questo albergo si serve cibo kosher, certificato dal rabbino del luogo”. Il nostro amico Osvaldo scriverà a sua volta: “In questo ristorante si serve cibo halal, controllato dall’imam Mohammed Bensa”.

…to è un illustre studioso di diritto e, in quel tempo, teneva cattedra alla Urbaniana) – proponeva l’istituzione di una sovranità condivisa su Roma tra Santa Sede e Repubblica Italiana, elencando le materie che, a suo avviso, si potevano attribuire anche alla …

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Il personaggio storico cui può essere più propriamente comparato il nuovo “Governatore” Bucci è sicuramente Papa Sisto V.

…tò Felice Peretti al Soglio di Pietro passò alla storia per il sotterfugio con cui il futuro “Papa Tosto” riuscì a farsi eleggere, fingendosi moribondo ed inducendo così i Cardinali a credere che il suo Pontificato sarebbe stato breve. Bucci si fece ricoverare…

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Il Diavolo paga male chi lo serve bene.

…dimissioni di Benedetto XVI, era stato mantenuto nella sua carica di Segretario del Papa, benché ormai Emerito. Il prestante prelato tedesco era stato nominato per giunta Prefetto della Casa Pontificia. Egli tiene inoltre la prestigiosa Cattedra di Diritto Can…

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L’apertura, da parte del Papa, della Porta Santa in San Pietro è avvenuta in presenza di una delegazione della Repubblica Italiana guidata dalla Presidente del Consiglio.

Le notizie cattive prevalgono di gran lunga su quelle buone, e tuttavia – compiendo per una volta una concessione all’ottimismo - iniziamo la nostra rassegna quotidiana dall’unica positiva. A Genova, il Centro – Sinistra pare orientato a candidare per la caric…

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