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Risultati per “Lettera aperta Don Sergio Mercanzin”

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I giornali dedicano pagine e pagine alla crisi di governo. Chi - come noi - è più anziano, ricorda bene situazioni analoghe negli anni del primo centro-sinistra. Le tensioni, in quel tempo, si producevano tra le due anime della coalizione, una delle quali - composta dai socialisti e dai democristiani di sinistra - propugnava delle riforme più radicali, mentre l'altra si opponeva. La destra agiva dal canto suo come una corrente esterna di questa tendenza presente nella coalizione, e attraverso il terrorismo economico tentava - con successo - di sabotare l'unico tentativo serio di riformare l'Italia seguendo un disegno omogeneo e coerente: quello proprio della sinistra liberaldemocratica e cattolica. La battaglia decisiva fu sulla legge edilizia, ed il fatto di non essere riusciti a svincolare in linea di principio il diritto di edificare da quello di proprietà sul suolo ebbe come conseguenza non soltanto la distruzione del paesaggio italiano, ma soprattutto uno sviluppo urbanistico che prescindeva dalla corrispondente e necessaria espansione dei servizi sociali. L'errore commesso dai dirigenti comunisti fu quello di opporsi "in toto" a quel tentativo riformista. Se i seguaci di Togliatti avessero agito - analogamente alla destra - come corrente esterna della maggioranza, equilibrando la spinta conservatrice che veniva dalla parte opposta, i risultati di quella stagione sarebbero stati meno deludenti.

…a riforma di struttura - dovevano rimanere inseriti in un sistema di potere che altrimenti sarebbe degenerato in una aperta restaurazione. Berlinguer avrebbe ripetuto - in una situazione molto diversa - questa scelta: in cambio del suo appoggio ai governi di u…

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I giornali dedicano pagine e pagine alla crisi di governo. Chi - come noi - è più anziano, ricorda bene situazioni analoghe negli anni del primo centro-sinistra. Le tensioni, in quel tempo, si producevano tra le due anime della coalizione, una delle quali - composta dai socialisti e dai democristiani di sinistra - propugnava delle riforme più radicali, mentre l'altra si opponeva. La destra agiva dal canto suo come una corrente esterna di questa tendenza presente nella coalizione, e attraverso il terrorismo economico tentava - con successo - di sabotare l'unico tentativo serio di riformare l'Italia seguendo un disegno omogeneo e coerente: quello proprio della sinistra liberaldemocratica e cattolica. La battaglia decisiva fu sulla legge edilizia, ed il fatto di non essere riusciti a svincolare in linea di principio il diritto di edificare da quello di proprietà sul suolo ebbe come conseguenza non soltanto la distruzione del paesaggio italiano, ma soprattutto uno sviluppo urbanistico che prescindeva dalla corrispondente e necessaria espansione dei servizi sociali. L'errore commesso dai dirigenti comunisti fu quello di opporsi "in toto" a quel tentativo riformista. Se i seguaci di Togliatti avessero agito - analogamente alla destra - come corrente esterna della maggioranza, equilibrando la spinta conservatrice che veniva dalla parte opposta, i risultati di quella stagione sarebbero stati meno deludenti.

…a riforma di struttura - dovevano rimanere inseriti in un sistema di potere che altrimenti sarebbe degenerato in una aperta restaurazione. Berlinguer avrebbe ripetuto - in una situazione molto diversa - questa scelta: in cambio del suo appoggio ai governi di u…

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Probabilmente, il tentativo, esperito da Conte, di costituire una dittatura personale si può considerare fallito. Con le dimissioni delle due ministre renziane, la crisi di Governo è aperta, anche se per formalizzarla il Presidente del Consiglio volesse - come è sua facoltà - provocare un dibattito ed un voto del Parlamento. E' tuttavia escluso che qualche transfuga, comprato da Casalino supplisca ai voti venuti meno alla maggioranza. Il già potentissimo Tigellino di Conte si è ormai ridotto a fare il sensale in quel parco buoi cui il suo padrone ha ridotto le Camere. Se anche fossero stati comprati dei senatori, l'obbligo costituzionale delle dimissioni sarebbe valso comunque, non esistendo più la maggioranza sulla quale il Governo si era costituito.

…ttersi qualora non disponga più della maggioranza numerica in Senato. Questo significa ricordare la lettera della Costituzione, ma risulta ugualmente necessario data l'intenzione del cosiddetto "avvocato del popolo" di mantenere in carica il suo gabinetto qual…

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Il primo viaggio di stato compiuto da un papa nell’era moderna costituì un evento così memorabile da ispirare un’opera letteraria: “Il pellegrino apostolico”, di Vincenzo Monti. Il quale era peraltro il poeta della corte pontificia, di cui esaltò nella “Basvilliana” l’opposizione alla Rivoluzione Francese.

…n papa nell’era moderna costituì un evento così memorabile da ispirare un’opera letteraria: “Il pellegrino apostolico”, di Vincenzo Monti. Il quale era peraltro il poeta della corte pontificia, di cui esaltò nella “Basvilliana” l’opposizione alla Rivoluzione F…

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Le città capitali godono spesso di uno “status” giuridico particolare, giustificato in alcuni casi con la necessità di garantire l’imparzialità dell’Amministrazione pubblica centrale e, in altri, con la preoccupazione – da parte del Governo – di temperare gli effetti causati da tensioni politiche e sociali. A ben vedere, le finalità perseguite con l’introduzione di queste norme eccezionali sono fondamentalmente le stesse in entrambi i casi. Mentre le federazioni percepiscono la necessità di far svolgere pacatamente il confronto tra i vari soggetti che le compongono in un luogo a ciò destinato, gli Stati unitari – avendo per loro natura un indirizzo centralistico – tendono a rafforzare il proprio controllo su quel punto del territorio nazionale in cui hanno sede le loro istituzioni. Fino a pochi decenni fa, Parigi non aveva un sindaco. Le funzioni amministrative riguardanti il “Dipartimento della Senna”, il cui territorio coincide con quello della capitale – anche se la conurbazione della “Grande Parigi” si è in seguito estesa fino a comprendere tutti i dipartimenti limitrofi – erano svolte dalla “Prefettura della Città” e dalla “Prefettura di Polizia”. L’anomalia, in base alla quale i parigini non eleggevano il proprio sindaco – lesiva, in linea di principio, del principio di uguaglianza – veniva in parte compensata dal carattere elettivo dei sindaci dei vari circondari (in francese, arrondissements) in cui la città era suddivisa. Questi presentano – a prescindere dal loro “status” amministrativo – caratteristiche molto spiccate, comparabili con quelle delle varie regioni. Tra il Sedicesimo Circondario, abitato dall’alta borghesia, e Ménilmontant, zona tipicamente proletaria, tra Batignolles e il Quartiere Latino, c’era la stessa differenza che esiste tra Belluno e Palermo, o tra Cuneo e Macerata. Quando due parigini si incontrano altrove, si domandano infatti di quale quartiere siano originari. Ora Parigi ha un sindaco, le cui competenze sono state in parte sottratte a quelle dei due prefetti. Questi comunque esistono ancora ed esercitano le funzioni loro attribuite in tutta la Francia. Anche le amministrazioni dei circondari sono sopravvissute alla riforma, per cui ciascun abitante ha due sindaci, uno dei quali sopravvive come una sorta di presidente del consiglio di zona. Gli abitanti di Washington, cioè del Distretto Federale, posto tra il Maryland e la Virginia, fino a qualche anno fa non votavano per il presidente né mandavano propri rappresentanti al Congresso. La stessa amministrazione della città era esercitata dal Governo federale. Permane, di tale condizione, l’assenza del governatore e di un proprio parlamento, di cui è dotato ciascuno degli Stati dell’Unione. Ora il Governo propone alle Camere un emendamento della Costituzione che istituisce un nuovo ente pubblico territoriale. La Repubblica, in base alla Costituzione, si riparte in regioni (alcune delle quali a statuto speciale, altre a statuto ordinario), province e comuni. In realtà, anche alle province di Bolzano e di Trento è attribuito uno “status” giuridico diverso dalle altre, in quanto possono emanare leggi, dette appunto “provinciali”. Il nuovo ente locale sarà “Roma Capitale”. Tale pomposa definizione – retaggio dell’antica grandezza, alla pari dello stemma con la lupa, Romolo e Remo, coronato dal motto S.P.Q.R. (Senatus Populusque Romanus), un tempo posto sulle fiancate degli autobus – era stata escogitata dal sindaco Alemanno. Poco dopo, per una sorta di contrappasso, era scoppiato lo scandalo detto di “Roma Criminale”. Già Mussolini aveva giocato con le parole per appagare il senso di grandezza proprio dei Quiriti: se le altre città avevano un podestà, Roma era governata da un “senatore”. Il Consiglio comunale si riunisce tuttora nella Sala “Giulio Cesare”, in cui campeggia la statua del fondatore dell’Impero, adornata dalle bandiere dei rioni storici. Il Campidoglio è, peraltro, il colle dei Romani, mentre tradizionalmente il Quirinale appartiene allo Stato e il Vaticano alla Chiesa. Sul piano pratico, il sindaco di Roma è un privilegiato tra gli oltre ottomila colleghi sparsi dall’Alpe al Lilibeo. Costui, infatti, ripiana il deficit di bilancio con le “leggi speciali”, cioè con particolari elargizioni attribuite in origine all’Urbe per fronteggiare le spese di rappresentanza, dovute a loro volta alla presenza delle massime istituzioni. In realtà, sul Campidoglio è invalso l’uso di praticare la “allegra finanza”, contando sul soccorso del Ministero di via Venti Settembre. Ora la Meloni ricorre a un emendamento costituzionale per costituire l’ente locale chiamato, per l’appunto, “Roma Capitale”, non solo e non tanto perché la legge suprema non lo prevedeva, quanto anche perché le sue competenze sono equiparabili a quelle attribuite alle regioni a statuto speciale. Queste vengono emanate dallo Stato in quanto le loro attribuzioni legislative e amministrative risultano più ampie di quelle proprie delle regioni a statuto ordinario. Ciò è dovuto, però, in almeno due casi – la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige/Südtirol – a un altro motivo: la concessione di una particolare autonomia riflette gli impegni assunti dall’Italia in base ad atti di diritto internazionale (per la Valle d’Aosta il trattato di pace con la Francia, e per il Trentino-Alto Adige/Südtirol il Patto De Gasperi-Gruber e il successivo cosiddetto “Pacchetto”). Roma, però, è posta nel centro dell’Italia. Per capire la ratio della nuova norma, occorre riferirsi a un aneddoto e a un precedente. Il presidente Ciampi offriva i pranzi di gala riservati ai capi di Stato ospiti nel cosiddetto “Torrino” del Quirinale, su cui sventola la bandiera italiana quando il presidente è in sede. Al levar delle mense, Ciampi portava gli ospiti al balcone, da cui si gode il miglior panorama di Roma. Indicando la cupola di San Pietro, diceva loro che da nessuna delle rispettive sedi di rappresentanza si vedeva la capitale di uno Stato estero. Tale circostanza rendeva molto difficile il suo compito. La controparte, peraltro, non sempre si prestava ad alleviarlo. Anni or sono, monsignor Gaenswein, all’epoca segretario di Benedetto XVI, pubblicò con molta evidenza un articolo su Avvenire, nel quale – esprimendosi formalmente a titolo personale (l’alto prelato è un illustre studioso di diritto e, in quel tempo, teneva cattedra alla Urbaniana) – proponeva l’istituzione di una sovranità condivisa su Roma tra Santa Sede e Repubblica Italiana, elencando le materie che, a suo avviso, si potevano attribuire anche alla competenza del Papa. Noi rispondemmo – inviandogli il nostro testo, che tuttavia non venne riscontrato – osservando come la realizzazione di quanto da lui auspicato comportasse una riforma costituzionale. Quella proposta dalla Meloni non contiene traccia dell’istituzione di una sovranità condivisa con la Santa Sede. Neanche lo statuto del Trentino-Alto Adige/Südtirol fa cenno a una sovranità condivisa con l’Austria: quella dell’Italia non viene dunque formalmente intaccata. Quid juris, però, se nel regolare, per esempio, i beni culturali – cioè i luoghi santi non assegnati già alla Santa Sede dai Patti Lateranensi – si dovrà tener conto di quanto pattuito con il Vaticano? La domanda è lecita, non già in quanto si ravvisi da parte ecclesiastica una particolare tendenza all’ingerenza negli affari italiani – e più specificamente romani – quanto perché la Meloni, più ancora del Papa, ha tutto l’interesse a riservarsi un ambito territoriale munito di uno “status” particolare, in vista delle tensioni che possono manifestarsi tra le varie parti del Paese. Appoggiarsi al Pontefice e soddisfare l’ambizione del Vaticano a restaurare, per quanto possibile, lo status quo ante il 20 settembre configura una mossa tanto astuta quanto spregiudicata. Il “Bassotto”, da parte sua, disegna una particolare condizione di sostanziale extraterritorialità per Oneglia, connessa con la sua vocazione al turismo internazionale di lusso. Gli sceicchi, sbarcando dai loro panfili transoceanici, verranno così protetti da ogni possibile fastidio, tanto derivante dai traffici portuali inquinanti quanto dall’esercizio dell’autorità dello Stato centrale. Più che ad Acapulco, l’uomo sembra ispirarsi al Principato di Monaco, che infatti manda i “cabinati” dei “morti di fame” ad attraccare a Ventimiglia. Il Principe di Monaco è l’ultimo sovrano assoluto in Europa, e il “Bassotto” non fa mistero di volerlo imitare. Di questo passo, la cariocinesi dello Stato può finire per assecondare le sue ambizioni. Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo attende già gli emiri nel suo locale, che dovrà però essere attrezzato per preparare i suoi piatti secondo le regole dell’Islam. Nelle rare circostanze in cui abbiamo soggiornato in grandi hotel, abbiamo notato la scritta: “In questo albergo si serve cibo kosher, certificato dal rabbino del luogo”. Il nostro amico Osvaldo scriverà a sua volta: “In questo ristorante si serve cibo halal, controllato dall’imam Mohammed Bensa”.

Le città capitali godono spesso di uno “status” giuridico particolare, giustificato in alcuni casi con la necessità di garantire l’imparzialità dell’Amministrazione pubblica centrale e, in altri, con la preoccupazione – da parte del Governo – di temperare gli …

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L’ambiente commerciale che si estende da piazza Maresca fino a piazza De Amicis è continuamente agitato dalle ricorrenti crisi isteriche da cui viene colta la signora Lella, popolare proprietaria del bar “Baraonda”. L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tramite – delle “uove” (come si dice in “Braccese”) non più commestibili. La signora Lella ha interpretato tale incauto comportamento addirittura come un “tentato omicidio”, arrivando a esprimere un’apologia della cacciata di Marzocca dal Mercato Coperto di piazza Doria. Tale evento aveva visto a suo tempo l’intera comunità del quartiere stringersi intorno al noto agricoltore pugliese, vittima in precedenza di un misterioso attentato su cui indaga tuttora la Benemerita: ignoti malfattori avevano dato fuoco alla sua vettura, facendogli rischiare di morire arso vivo. Marzocca riuscì per miracolo a sottrarsi alle fiamme che avvolgevano il veicolo. Ora questo fronte si è improvvisamente diviso in due opposte fazioni, malgrado l’ostilità della signora Lella nei confronti di Marzocca sia un inutile “insaevire in mortuos”. L’uomo è ormai ridotto infatti a un ectoplasma, che tre volte a settimana si aggira nei dintorni del suo antico luogo di lavoro in cerca di pane secco per le galline. C’è chi afferma addirittura che si tratti di una presenza fantasmatica, simile a quella degli extraterrestri che si aggirano nella tenuta di Marzocca alle Terine. La furia della signora Lella è però incontenibile, non potendosi più sfogare soltanto sul signor Sante – detto “Stante il Gigante” – cui è legata da un burrascoso rapporto sentimentale. Sante è noto per la corporatura imponente e muscolosa, simile a quella di Mike Tyson, il quale venne prescelto come “partner” da Naomi Campbell per le sue doti sessuali. L’uomo condivide con il famoso pugile anche il carattere irruento, ed invano il comandante Gaggino – accolto da tempo nei ranghi dei Templari – tenta di indurlo a coltivare la spiritualità propria di questo Ordine. Gaggino, da parte sua, “beve come un Templare”, facendo onore all’antica espressione proverbiale. A fianco di Marzocca si sono schierati tanto Sebastiano Marchisio quanto la popolare signora Franca, detta “Pulìn”, commessa della panetteria Blengini. Più defilata la posizione del personale del bar “Madama Doré”, caratterizzato dalla inquietante presenza dei servizi segreti di Putin: tanto la polizia politica, denominata FSB, quanto il tenebroso e temutissimo GRU, cui sono affidate le azioni di destabilizzazione all’estero. Tenta, come sempre, una volenterosa ed ardua mediazione tra le parti Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. L’isolamento in cui è venuta a trovarsi la signora Lella in seguito alle sue incaute accuse risulta comunque pressoché totale. Si è infatti rotto anche da tempo il sodalizio d’affari con la signora Marta Bertossi (la quale si chiama in realtà Berthozy). Costei, essendo una israelita osservante, si dice in procinto di compiere l’Aliyah, trasferendosi a Gerusalemme, dove intende esercitare il suo lavoro di cuoca in un locale del quartiere di Mea Shearim, popolato dagli ebrei ortodossi, in cui potrà finalmente preparare i cibi secondo le più strette regole della cucina kosher, senza più doversi adeguare ai gusti sacrileghi dei clienti goyim del bar Baraonda. A spingere Marta Bertossi al ritorno nella Terra di Israele non sono state soltanto le intemperanze verbali della signora Lella, ma anche le continue provocazioni ordite contro il locale da musulmani estremisti, istigati da “Mohammed” Bensa. Nella preparazione di cibi e bevande è subentrato il giovane Daniele, detto “il Barman con la barba”. La situazione è sul punto di degenerare, dal momento che la titolare del bar si è anche scontrata con gli ambulanti senegalesi, con cui è scesa a durissimo alterco, invitandoli a ritornare in Africa. Causa del contrasto è stato il prezzo delle bevande alcoliche, giudicato eccessivo da chi pure dovrebbe astenersene, trattandosi di alimenti haram. Piazza Maresca rischia di divenire l’epicentro di uno scontro tra etnie e religioni dalle conseguenze incalcolabili. La signora Lella, per evitare questo esito, viene unanimemente esortata a moderare le asperità del suo carattere.

…ella, popolare proprietaria del bar “Baraonda”. L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tramite – delle “uove” (come s…

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Il Compianto don Paschetta, Parroco di Ponti di Nava, morì centenario, ma accora in possesso della Patente di Guida, essendo titolare di ben undici (!) Circoscrizioni Ecclesiastiche.

Il Compianto don Paschetta, Parroco di Ponti di Nava, morì centenario, ma accora in possesso della Patente di Guida, essendo titolare di ben undici (!) Circoscrizioni Ecclesiastiche. In ciascuno di questi piccoli Paesi, ancora dopo la Guerra, risiedeva un Sace…

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L’Unità, nei tempi in cui la dirigeva l’eretico Pietro Ingrao, veniva considerata la “Marina” del Partito Comunista, dovendo affrontare il mare aperto del dibattito politico per compiere le azioni più spericolate.

L’Unità, nei tempi in cui la dirigeva l’eretico Pietro Ingrao, veniva considerata la “Marina” del Partito Comunista, dovendo affrontare il mare aperto del dibattito politico per compiere le azioni più spericolate. Le “Botteghe Oscure”, popolate da grigi burocr…

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Conversando con il giovane ma già prestigioso Prelato che ci onora della sua amicizia, siamo tornati ad interrogarci sul significato della Canonizzazione di Don Giovanni Minzoni.

… amicizia, siamo tornati ad interrogarci sul significato della Canonizzazione di Don Giovanni Minzoni. Pur riconoscendo l’eguale Santità di tutti quanti vengono elevati agli Onori degli Altari, la promozione della Causa Canonica, la sua conclusione e perfino l…

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Quando i Comunisti litigavano con i Socialisti, rinfacciavano ai seguaci di Nenni – transitati dal “Fronte Popolare” al Centro – Sinistra – che avevano sempre dovuto attaccare i loro manifesti.

…corre essere dei veri signori, e – come dice il proverbio – “signori si nasce, ricchi si diventa”. Il Cavaliere di Arcore venne anche tacciato apertamente di maleducazione dalla Regina Elisabetta per avere gridato sguaiatamente in sua presenza: gli arricchiti …

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Nei giorni scorsi, mi hai fermato per strada per chiedere il mio voto.

…sso Storico”. Un compagno venne trattato anch’egli da traditore essendosi permesso di obiettare che non è certo un complimento dire che una donna è compromessa. Capii comunque in quel momento, per quanto fossi giovane ed ingenuo, che certi dirigenti della nost…

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Onorevole Claudio Scajola

…da adoperarsi affinché l’estrema volontà del nostro grande concittadino venga adempiuta, onorandone così degnamente la memoria e contribuendo alla crescita culturale e civile di Imperia. Colgo l’occasione per domandarLe anche a quale punto è giunto il procedim…

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Della guerra in Ucraina saranno ricordate, nei libri di storia, due date di inizio: una è stata il Ventisette Febbraio, quando le forze armate di Putin hanno varcato la fragile linea armistiziale stabilita nel Donbass dagli “Accordi di Minsk”, peraltro mai rispettati; l’altra è quella del Cinque Settembre, cioè del primo lunedì dell’autunno meteorologico, giorno in cui per tradizione finiscono in Europa Occidentale le ferie estive e riaprono le fabbriche.

… le forze armate di Putin hanno varcato la fragile linea armistiziale stabilita nel Donbass dagli “Accordi di Minsk”, peraltro mai rispettati; l’altra è quella del Cinque Settembre, cioè del primo lunedì dell’autunno meteorologico, giorno in cui per tradizione…

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C’è una immagine che riassume il significato della visita compiuta dai “leaders” europei in Ucraina: i tre sono ritratti mentre rendono omaggio ai caduti sul luogo di una delle stragi, attorniati da Carabinieri italiani, da Gendarmi francesi e da agenti della Polizia tedesca, tutti quanti nelle rispettive uniformi.

…la visita compiuta dai “leaders” europei in Ucraina: i tre sono ritratti mentre rendono omaggio ai caduti sul luogo di una delle stragi, attorniati da Carabinieri italiani, da Gendarmi francesi e da agenti della Polizia tedesca, tutti quanti nelle rispettive u…

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Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando gli abiti degli esploratori polari, i dirigenti di tutti i Paesi coalizzati contro Putin esitano ad impiegare l’arma dell’Apocalisse: che non è l’atomica, bensì l’embargo sul gas.

…o quando era sul punto di compierla. Il Suo seguito è comunque caratterizzato dall’eterogeneità. I superstiti rappresentanti del “Partito Trasversale” rispondono a Mosca, passando per Belgrado. C’è poi l’ex Assessore regionale Barbagallo, la cui biografia poli…

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Rivolgiamo in primo luogo i nostri migliori auguri ad Ariel Dello Strologo, prossimo sindaco di Genova. Abbiamo doverosamente portato il nostro granello di sabbia al suo meritato successo, sul quale non nutriamo alcun dubbio, esortando l'amico Ubaldo Santi ad abbandonare la consorteria di ciarlatani, riunita in quella grottesca "corte dei miracoli" cui la destra ha ridotto lo Star Hotel di Brignole, ritornando ad impegnarsi per il bene della città e dei lavoratori, secondo l'esempio di suo padre.

…esso, sul quale non nutriamo alcun dubbio, esortando l'amico Ubaldo Santi ad abbandonare la consorteria di ciarlatani, riunita in quella grottesca "corte dei miracoli" cui la destra ha ridotto lo Star Hotel di Brignole, ritornando ad impegnarsi per il bene del…

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Le dittature tendono a ridurre, nel nome del centralismo, le autonomie locali; tendono a limitare la libertà religiosa, per controllare le coscienze individuali; tendono infine a presentare i cittadini che scelgono di vivere all'estero - a prescindere dalle loro motivazioni - come dei traditori, in quanto si sottraggono alla loro autorità. I fatti delle ultime ore confermano tutte queste tendenze.

tendono a limitare la libertà religiosa, per controllare le coscienze individuali; tendono infine a presentare i cittadini che scelgono di vivere all'estero - a prescindere dalle loro motivazioni - come dei traditori, in quanto si sottraggono alla loro autorit…

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Qualcuno si era domandato per quale motivo lo sgombero dei portuali di Trieste sia avvenuto usando la forza in una giornata elettorale (tra l'altro favorendo il candidato della destra), e soprattutto quando mancavano ormai poche ore prima che questi lavoratori si ritirassero spontaneamente. La risposta è venuta dalla lontana Cina. Questo Paese impiega lo scalo ex asburgico per scaricare le navi che richiedono un maggiore pescaggio, quale non si trova negli approdi dell'Europa settentrionale.

…ana Cina. Questo Paese impiega lo scalo ex asburgico per scaricare le navi che richiedono un maggiore pescaggio, quale non si trova negli approdi dell'Europa settentrionale. Poichè gli scaricatori lasciavano entrare i colleghi disposti a continuare il lavoro, …

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La protesta si spegne, anche più rapidamente del previsto. E' bastato scagliare i fascisti contro la sede del sindacato (allontanandoli da Palazzo Chigi) per criminalizzare in un colpo solo tanto i manifestanti violenti e responsabili di reati (fin qui tutto bene) quanto quelli pacifici e legalitari, che chiedono il permesso alla questura e si mantengono "statici" (in tutti i sensi). Manca soltanto la repressione di chi semplicemente si esprime in dissenso dal pensiero scientifico ufficiale.

…sponsabili di reati (fin qui tutto bene) quanto quelli pacifici e legalitari, che chiedono il permesso alla questura e si mantengono "statici" (in tutti i sensi). Manca soltanto la repressione di chi semplicemente si esprime in dissenso dal pensiero scientific…

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