Ricerca interna

Risultati per “AMT Genova”

La ricerca considera titolo, riassunto, testo e tag e distribuisce i risultati su più pagine.

322 risultati trovatiPagina 1 di 17
Scritto Pubblicato
Pertinenza 38
Politica e società

Crisi dei Trasporti: Genova verso la Resa Incondizionata

…ad andare tutti a piedi, la vicenda dell’Azienda Municipalizzata dei Trasporti di Genova dovrebbe servirgli da ammonimento. Nei giorni scorsi, ci si è affrettati a stipulare un Concordato Preventivo, che assomiglia a una ignominiosa Resa Incondizionata. Se per…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 29
Archivio storico

La Salis – omettendo di rispondere alle intimidazioni pronunziate da tutti i dirigenti della Destra, i quali pretendono che il Comune di Genova si conformi senza obiezioni ai progetti del Governo relativi alle Grandi Opere, senza esercitare le competenze attribuite dalla Legge all’Ente Pubblico che è chiamata a dirigere ed a rappresentare - prende possesso della sua carica esibendo un vestito molto elegante.

…pronunziate da tutti i dirigenti della Destra, i quali pretendono che il Comune di Genova si conformi senza obiezioni ai progetti del Governo relativi alle Grandi Opere, senza esercitare le competenze attribuite dalla Legge all’Ente Pubblico che è chiamata a d…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 29
Archivio storico

La Dottoressa Sibilla rifiuta la candidatura a Sindaco di Genova.

La Dottoressa Sibilla rifiuta la candidatura a Sindaco di Genova. Si tratta di una persona che conosce bene il Partito ex Comunista, come prova la condivisione della decisione presa a suo tempo da Doria di non ripresentarsi alla fine del suo mandato per evitar…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 29
Archivio storico

La coincidenza tra la morte di Giuseppe Pericu e la riconferma a Genova del Sindaco Bucci è certamente casuale, ma sembra che il destino abbia voluto far chiudere nello stesso giorno un ciclo storico.

…in realtà un socialdemocratico di destra, appartenente ad una scuola che proprio a Genova aveva avuto il suo massimo esponente in Paolo Rossi: il quale – non a caso – si era opposto strenuamente all’ingresso di Nenni nel Governo nazionale. Pericu scelse una st…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 29
Archivio storico

Quanto accaduto tanto a Palermo, la più meridionale e “terzomondista” delle Città chiamate al voto amministrativo, quanto a Genova - che viceversa è una metropoli settentrionale, forse la più prossima culturalmente all’Occidente - rivela come tutta l’Italia sia accomunata dallo stesso destino.

…meridionale e “terzomondista” delle Città chiamate al voto amministrativo, quanto a Genova - che viceversa è una metropoli settentrionale, forse la più prossima culturalmente all’Occidente - rivela come tutta l’Italia sia accomunata dallo stesso destino. Nel c…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 29
Archivio storico

Rivolgiamo in primo luogo i nostri migliori auguri ad Ariel Dello Strologo, prossimo sindaco di Genova. Abbiamo doverosamente portato il nostro granello di sabbia al suo meritato successo, sul quale non nutriamo alcun dubbio, esortando l'amico Ubaldo Santi ad abbandonare la consorteria di ciarlatani, riunita in quella grottesca "corte dei miracoli" cui la destra ha ridotto lo Star Hotel di Brignole, ritornando ad impegnarsi per il bene della città e dei lavoratori, secondo l'esempio di suo padre.

…nali d'Italia da parte di un israelita praticante - quale è il Presidente della comunità di Genova - costituisce il giusto riconoscimento per il grande apporto recato dai suoi correligionari al progresso civile del nostro Paese. Ciò detto, vorremmo soffermarci…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 29
Archivio storico

Parlando delle vicende di Genova, avevamo notato come un ecclesiastico - l'allora arcivescovo metropolita Cardinale Angelo Bagnasco - fosse rimasto l'unico ad esprimere - nella città laica, repubblicana e poi socialista patria di Giuseppe Mazzini - un richiamo alla sua tradizione democratica. L'eclisse di questa identità aveva portato il centro-sinistra a lasciare campo libero ad una amministrazione comunale di destra, che si è rivelata capace soltanto di offendere le convinzioni dei concittadini, manifestando il suo attaccamento alla tradizione unicamente con il (costoso) travestimento da doge del sindaco Bucci, il quale è solito esibirsi in questa pagliacciata carnevalesca.

Parlando delle vicende di Genova, avevamo notato come un ecclesiastico - l'allora arcivescovo metropolita Cardinale Angelo Bagnasco - fosse rimasto l'unico ad esprimere - nella città laica, repubblicana e poi socialista patria di Giuseppe Mazzini - un richiamo…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 29
Archivio storico

Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio.

Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio. L'Alto Magistrato si…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 27
Archivio storico

Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio.

Tipico il caso della "Sublime Porta" nell'Impero Ottomano, dove il Sultano era detenuto nel suo palazzo, mentre chi veramente comandava era per l'appunto il portinaio, divenuto una sorta di Primo Ministro munito di pieni poteri. Qualcosa di analogo accadde in …

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Le Pubbliche Relazioni della Presidenza del Consiglio attribuiscono naturalmente un carattere “storico” all’incontro tra il Papa e la Meloni. In realtà, la Signora della Garbatella è la tipica provinciale che si ritiene importante solo perché – uscendo dall’ambito ristretto delle sue originarie frequentazioni – si trova proiettata in un ambito internazionale. Il Doge di Genova Francesco Maria Imperiale Lercari, essendo stato invitato nel 1686 nella Reggia di Versailles (la “Superba” si trovava all’epoca in una condizione di sostanziale vassallaggio dalla Francia), alla domanda su che cosa lo avesse colpito di più di quella splendida dimora, rispose con la famosa frase: “Mi chi”. Che testimonia l’icasticità della nostra lingua regionale e significa: “Il fatto che un poveraccio come me si trovi in questo luogo”. I rapporti formali tra lo Stato italiano e la Santa Sede datano dal 1929. Prima di quella data, il Vaticano si era ostinato a ignorare l’Italia unita, nella speranza – coltivata fino alla Grande Guerra – che questa compagine, sostanzialmente debole, venisse prima o poi travolta nel grande gioco tra le Potenze d’Europa. È vero che dopo la rotta di Caporetto la Chiesa aveva salvato l’Unità Nazionale – come avrebbe fatto in seguito anche l’8 settembre – ma l’esistenza dello Stato italiano aveva finito per essere considerata il male minore. Dovendosi preferire al caos in cui stava precipitando l’intero Continente. Non si dimentichi che Caporetto precede di pochi giorni la Rivoluzione d’Ottobre in Russia, dove la monarchia dei Romanov – precedendo quelle degli Asburgo e degli Hohenzollern – era già stata abbattuta dalla Rivoluzione di Febbraio. L’esito della Grande Guerra propiziò dunque la stipula dei Patti Lateranensi. Considerati dalla parte ecclesiastica come un primo passo in vista di una completa restaurazione delle prerogative temporali del Papato. Che, nel secondo dopoguerra, avrebbe sostanzialmente assunto la guida dello Stato italiano per il tramite della Democrazia Cristiana. La visita della Meloni al Papa avviene in un momento paragonabile, per molti versi, al 1929. Quando Mussolini e il cardinale Gasparri firmarono l’intesa tra Italia e Santa Sede, i traumi determinati dalla Prima Guerra Mondiale e dalla successiva guerra civile, vinta dal Fascismo, erano appena superati. Oggi l’affermazione elettorale della Meloni e la sua tendenza a instaurare un nuovo regime chiudono un’altra fase storica di crisi e di transizione, iniziata con la caduta della Prima Repubblica. Che ha segnato anche quella della Democrazia Cristiana. Questo partito venne abbandonato al suo destino proprio dal Papa polacco, che pure era stato appoggiato dai governi italiani nella rivendicazione dell’indipendenza per il suo Paese d’origine. Era tuttavia maturata, sulla sponda destra del Tevere, la persuasione che fosse necessario cercare altri strumenti per esercitare l’influenza della Chiesa sulla società e sullo Stato italiano. I cattolici liberali confluiti nel Partito Democratico hanno fatto la fine dei “Popolari”. Mentre la Democrazia Cristiana venne liquidata dopo un lungo periodo di gestione del potere, i Democratici – come a suo tempo i seguaci di Don Sturzo – sono stati un’effimera meteora, destinata ad avere vita breve. Coincidente con i pochi anni in cui l’Italia – venuto meno il suo anteriore equilibrio – ne cercava uno nuovo. Il Partito Popolare avrebbe potuto sopravvivere ed esercitare un ruolo di governo soltanto qualora la crisi dello Stato liberale – iniziata nel 1918, anzi con lo scoppio della guerra e il successivo intervento – avesse avuto uno sbocco democratico, e non autoritario. Lo stesso si può affermare in riferimento al processo iniziato con la caduta del Muro di Berlino. Se, a partire dalla vittoria nella Grande Guerra, si erano appropriati della conduzione dello Stato quanti rappresentavano per l’appunto le correnti nazionaliste e interventiste, rafforzate dalla massa d’urto costituita dagli ex combattenti, dopo la fine del comunismo era inevitabile che la tendenza prevalente in Europa avrebbe favorito gli elementi anticomunisti più radicali. In un nostro scritto precedente, abbiamo ricordato come Sassoli si dedicasse a picconare il Muro di Berlino quando era già caduto. Se lo avesse fatto prima, adesso avremmo al governo il suo partito, e non quello della Meloni. La quale, sbaragliati gli oppositori – divisi su tutto salvo che sul rifiuto del nuovo regime, esattamente come era avvenuto nel caso degli “Aventiniani” – può negoziare da posizioni di forza con il Papa. Mantenendo quelle prerogative che lo Stato aveva acquisito fin dall’introduzione del divorzio. Non è casuale che la Destra, dovendo necessariamente legiferare sull’eutanasia, lo faccia nei termini definiti dalla nota sentenza della Consulta. Che esprime il principio in base al quale la legislazione dello Stato non deve coincidere con il precetto di una specifica confessione religiosa. Il Vaticano non pare opporsi alla nuova legge, che giunge peraltro a chiudere il ciclo iniziato con quella sul divorzio. Anziché persistere nella difesa dello Stato confessionale, la Chiesa di Leone XIV si muove su tutt’altro terreno. Costituito dall’espansione della sua influenza sulla società. La Meloni rimane dunque padrona di uno Stato che, sulla società, tanto meno influisce quanto più diviene autoritario: ancora in grado, come tale, di imporre ai consociati una disciplina formale, ma senza influire sui loro orientamenti più profondi. Alla fine della parabola dello Stato unitario, risulterà vincente chi avrà saputo, da una parte, formare le nuove generazioni, e dall’altra mantenere la coesione del tessuto sociale. Ecco dunque la Meloni portare in omaggio al Papa – che naturalmente lo gradisce, e fonda su questa concessione il nuovo “modus vivendi” con lo Stato – l’applicazione sistematica del cosiddetto “principio di sussidiarietà”. Con cui si trasferiscono a soggetti di diritto privato di orientamento cattolico le scuole e gli ospedali. Ce n’è abbastanza per non lamentarsi se lo Stato risulta negligente nel trasferire alla Chiesa i fondi dell’Otto per Mille. Che possono dunque ritardare, ed anche diminuire, quando in favore della parte ecclesiastica si costituiscono nuove fonti di entrate, cui corrisponde un’influenza sempre maggiore sulla società. In cambio di questa concessione, il Papa può tranquillamente scaricare i cattolici democratici, esattamente come aveva fatto Pio XI con i “Popolari”. L’influenza acquisita direttamente dalla Chiesa grazie alle clausole del Concordato superava ampiamente quella esercitata da un partito di ispirazione cattolica. Oggi si ripete la stessa situazione. Con la differenza che l’accresciuta influenza della Chiesa sulla società si inserisce nell’ambito di quel disegno “carolingio” in base al quale il Papa intende fare della Chiesa il riferimento dell’identità europea occidentale. La Chiesa e lo Stato possono facilmente accordarsi, perché le prospettive in cui si collocano hanno tempi ed ambiti diversi.

… originarie frequentazioni – si trova proiettata in un ambito internazionale. Il Doge di Genova Francesco Maria Imperiale Lercari, essendo stato invitato nel 1686 nella Reggia di Versailles (la “Superba” si trovava all’epoca in una condizione di sostanziale va…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Il panorama delle Elezioni Amministrative di Imperia si sta precisando, e mette in luce da una parte quale sia lo oggetto del contendere, e da una altra parte come si muovono sul terreno i diversi schieramenti, nonché le rispettive alleanze extra moenia: in altre parole, su quali appoggi i vari candidati possono contare a Genova, ma soprattutto a Roma.

…e extra moenia: in altre parole, su quali appoggi i vari candidati possono contare a Genova, ma soprattutto a Roma. Nessuno di costoro ha dimostrato di concepire una idea della Cittá, né – più in concreto – ha dimostrato di conoscere il reale condizione delle …

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Il vecchio amico Ispettore Capo a riposo della Polizia di Stato, sagace e fedele custode della nostra incolumità fisica durante la custodia protettiva resa necessaria per le minacce della cosiddetta delinquenza organizzata, allorché dovette supplire con la sua generosità alla scarsezza dei mezzi a ciò dedicati dalla Amministrazione, è reso adusto al pericolo dai lunghi anni di servizio prestato nella Mobile di Genova, da cui si tengono prudentemente alla larga i cosiddetti pastasciuttari della Questura.

…ne, è reso adusto al pericolo dai lunghi anni di servizio prestato nella Mobile di Genova, da cui si tengono prudentemente alla larga i cosiddetti pastasciuttari della Questura. Costui è tuttavia divenuto inopinatamente timoroso, e ci partecipa le sue ambasce …

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Nei giorni scorsi, il deputato catalano Comin ha tenuto una conferenza presso il Palazzo Ducale, sede del Governo della Repubblica Genova, legata con Barcellona da antichi rapporti culturali ed economici, originati dal comune passato di Città proiettate su tutto il Mediterraneo.

…tenuto una conferenza presso il Palazzo Ducale, sede del Governo della Repubblica Genova, legata con Barcellona da antichi rapporti culturali ed economici, originati dal comune passato di Città proiettate su tutto il Mediterraneo. L’esponente politico iberico …

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Il grande Andrea Doria venne insignito dalla Repubblica di Genova - i cui cittadini sono altrettanto parchi nell'esprimersi quanto lo sono (proverbialmente) nell'amministrare le loro risorse economiche - con il titolo onorifico di "padre della patria". Il motivo di tale riconoscimento consistette nel fatto che "l'Ammiraglio" (questo era l'altro suo titolo) aveva preservato l'indipendenza del nostro glorioso stato regionale nel corso del Cinquecento, secolo in cui l'Italia passò dal predominio francese a quello spagnolo. Anche se, in realtà, la "Dominante" transitò da un sostanziale vassallaggio ad un altro. L'indipendenza venne comunque mantenuta, e questo non era per nulla scontato, come dimostra il fatto che il ducato di Milano la perse, entrando a far parte dei domini della corona di Spagna.

… luogo di un forte appoggio in Vaticano, nella persona di suo zio, il papa Innocenzo VIII Cybo, anch'egli gloria di Genova. Ubaldo Santi è viceversa un "raccomandato di ferro" di Salvatore Izzo, personaggio di grande peso (corporeo): l'uomo è talmente obeso ch…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

La prima testimonianza della presenza della nostra famiglia in questa Città risale al 1388, quando tale Giacomo Languasco venne inviato a Genova, presso il Doge Antoniotto Andorno, per richiedere una attenuazione dei tributi dovuti alla “Dominante”.

…etosamente la misura della nostra decadenza. Il nostro antenato, i maggiorenti della Città ed il Doge di Genova, anche se i loro interessi risultavano contrastanti, erano quanto meno accomunati dallo stesso linguaggio e dalla stessa cultura. Costoro potevano d…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Si trattava di uno degli ultimi personaggi tipici della nostra città, anche se di recente aveva spostato il centro della sua azione prima su Sanremo, poi su Genova, dove alcuni compaesani erano stati stupiti di averlo incontrato, e ancora più di averne constatato l’inserimento nell’ambiente “underground”, grazie alle sue doti camaleontiche di factotum.

… se di recente aveva spostato il centro della sua azione prima su Sanremo, poi su Genova, dove alcuni compaesani erano stati stupiti di averlo incontrato, e ancora più di averne constatato l’inserimento nell’ambiente “underground”, grazie alle sue doti camaleo…

Apri l’articolo