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Risultati per “Antonio Socci”

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Tempo fa, dopo che il Vaticano aveva reso pubblico il Terzo Segreto di Fatima, il noto invasato senese Antonio Socci, autentica star della pubblicistica italiana di estrema Destra, affermò che si trattava di un testo ancora parziale.

… Vaticano aveva reso pubblico il Terzo Segreto di Fatima, il noto invasato senese Antonio Socci, autentica star della pubblicistica italiana di estrema Destra, affermò che si trattava di un testo ancora parziale. Rivelando inoltre una inspiegabile (o millantat…

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Antonio Marzocca ritiene, con quel tanto di narcisismo che contraddistingue chi intraprende battaglie solitarie contro il Potere, di essere una sorta di Robin Hood.

Antonio Marzocca ritiene, con quel tanto di narcisismo che contraddistingue chi intraprende battaglie solitarie contro il Potere, di essere una sorta di Robin Hood. Il quale era un fuorilegge, ma rubava ai ricchi per aiutare i poveri. Tale azione veniva inoltr…

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Matteo Vinai, Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, Prefazione di Antonio Suetta, Edizioni Palumbi, Teramo, 2021, 192 pagine, 12 Euro.

…atteo Vinai, Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, Prefazione di Antonio Suetta, Edizioni Palumbi, Teramo, 2021, 192 pagine, 12 Euro. Bene ha fatto Monsignor Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia, a spezzare una lancia in favore del giovane s…

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Padre Livio Fanzaga ha dato diffusione, con ampio risalto, ad un articolo del professor Roberto de Mattei (di cui ricordiamo la viscerale avversione al compianto padre Fidenzio Volpi), nel quale si propone di promuovere il processo per la canonizzazione di Marcantonio Bragadin, scorticato vivo dai turchi nel 1571 a Famagosta.

… Volpi), nel quale si propone di promuovere il processo per la canonizzazione di Marcantonio Bragadin, scorticato vivo dai turchi nel 1571 a Famagosta. Tra i due personaggi viventi ed il "capitano da mar" della "Serenissima" Repubblica di Venezia esiste una ev…

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LETTERA APERTA AL DOTTOR ANTONIO MARFELLA

Caro Dottor Marfella, Ho letto la bellissima lettera che Ella ha indirizzato al defunto Dottor Giuseppe De Donno. Non posso naturalmente immaginare che cosa Le avrebbe risposto il defunto, ma mi permetto di esporre quanto io penso in merito alle questioni da L…

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L’ambiente commerciale che si estende da piazza Maresca fino a piazza De Amicis è continuamente agitato dalle ricorrenti crisi isteriche da cui viene colta la signora Lella, popolare proprietaria del bar “Baraonda”. L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tramite – delle “uove” (come si dice in “Braccese”) non più commestibili. La signora Lella ha interpretato tale incauto comportamento addirittura come un “tentato omicidio”, arrivando a esprimere un’apologia della cacciata di Marzocca dal Mercato Coperto di piazza Doria. Tale evento aveva visto a suo tempo l’intera comunità del quartiere stringersi intorno al noto agricoltore pugliese, vittima in precedenza di un misterioso attentato su cui indaga tuttora la Benemerita: ignoti malfattori avevano dato fuoco alla sua vettura, facendogli rischiare di morire arso vivo. Marzocca riuscì per miracolo a sottrarsi alle fiamme che avvolgevano il veicolo. Ora questo fronte si è improvvisamente diviso in due opposte fazioni, malgrado l’ostilità della signora Lella nei confronti di Marzocca sia un inutile “insaevire in mortuos”. L’uomo è ormai ridotto infatti a un ectoplasma, che tre volte a settimana si aggira nei dintorni del suo antico luogo di lavoro in cerca di pane secco per le galline. C’è chi afferma addirittura che si tratti di una presenza fantasmatica, simile a quella degli extraterrestri che si aggirano nella tenuta di Marzocca alle Terine. La furia della signora Lella è però incontenibile, non potendosi più sfogare soltanto sul signor Sante – detto “Stante il Gigante” – cui è legata da un burrascoso rapporto sentimentale. Sante è noto per la corporatura imponente e muscolosa, simile a quella di Mike Tyson, il quale venne prescelto come “partner” da Naomi Campbell per le sue doti sessuali. L’uomo condivide con il famoso pugile anche il carattere irruento, ed invano il comandante Gaggino – accolto da tempo nei ranghi dei Templari – tenta di indurlo a coltivare la spiritualità propria di questo Ordine. Gaggino, da parte sua, “beve come un Templare”, facendo onore all’antica espressione proverbiale. A fianco di Marzocca si sono schierati tanto Sebastiano Marchisio quanto la popolare signora Franca, detta “Pulìn”, commessa della panetteria Blengini. Più defilata la posizione del personale del bar “Madama Doré”, caratterizzato dalla inquietante presenza dei servizi segreti di Putin: tanto la polizia politica, denominata FSB, quanto il tenebroso e temutissimo GRU, cui sono affidate le azioni di destabilizzazione all’estero. Tenta, come sempre, una volenterosa ed ardua mediazione tra le parti Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. L’isolamento in cui è venuta a trovarsi la signora Lella in seguito alle sue incaute accuse risulta comunque pressoché totale. Si è infatti rotto anche da tempo il sodalizio d’affari con la signora Marta Bertossi (la quale si chiama in realtà Berthozy). Costei, essendo una israelita osservante, si dice in procinto di compiere l’Aliyah, trasferendosi a Gerusalemme, dove intende esercitare il suo lavoro di cuoca in un locale del quartiere di Mea Shearim, popolato dagli ebrei ortodossi, in cui potrà finalmente preparare i cibi secondo le più strette regole della cucina kosher, senza più doversi adeguare ai gusti sacrileghi dei clienti goyim del bar Baraonda. A spingere Marta Bertossi al ritorno nella Terra di Israele non sono state soltanto le intemperanze verbali della signora Lella, ma anche le continue provocazioni ordite contro il locale da musulmani estremisti, istigati da “Mohammed” Bensa. Nella preparazione di cibi e bevande è subentrato il giovane Daniele, detto “il Barman con la barba”. La situazione è sul punto di degenerare, dal momento che la titolare del bar si è anche scontrata con gli ambulanti senegalesi, con cui è scesa a durissimo alterco, invitandoli a ritornare in Africa. Causa del contrasto è stato il prezzo delle bevande alcoliche, giudicato eccessivo da chi pure dovrebbe astenersene, trattandosi di alimenti haram. Piazza Maresca rischia di divenire l’epicentro di uno scontro tra etnie e religioni dalle conseguenze incalcolabili. La signora Lella, per evitare questo esito, viene unanimemente esortata a moderare le asperità del suo carattere.

…L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tramite – delle “uove” (come si dice in “Braccese”) non più commestibili. La s…

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La prima testimonianza della presenza della nostra famiglia in questa Città risale al 1388, quando tale Giacomo Languasco venne inviato a Genova, presso il Doge Antoniotto Andorno, per richiedere una attenuazione dei tributi dovuti alla “Dominante”.

Questa notazione storica ci è venuta in mente ieri, assistendo al comizio di chiusura della campagna elettorale della Destra locale. Delle centinaia di persone chiamate a raccolta attraverso una tambureggiante comunicazione elettronica, ne erano arrivate solta…

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Monsignor Vincenzo Paglia ha rilasciato una lunga intervista ad Antonio Gnoli de "La Repubblica" pubblicata nell'edizione di sabato 13 giugno.

Il primo dato che colpisce nel testo è la profonda differenza rispetto ai colloqui che il responsabile della redazione culturale intrattiene ogni settimana con gli esponenti della nostra cultura laica, i quali - essendo interrogati in merito al bilancio della …

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Giovanni Ruffini, agli albori della cospirazione per l’unità d’Italia, intuì – con la perspicacia propria degli artisti – quale sarebbe stato il suo esito, cioè il massiccio insediamento dei Meridionali sulla nostra riviera.

Non a caso, il Dottor Antonio, protagonista del suo romanzo più famoso, è un siciliano che esercita da queste parti la professione di Medico. Un altro Antonio, di cognome Marzocca, ha fatto in tempi più recenti il percorso inverso rispetto a quello compiuto da…

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Lo Stato italiano assomiglia a quegli abitanti delle metropoli del Terzo Mondo che ogni mattina, al risveglio, devono inventarsi qualcosa per sbarcare il lunario. Essendo naturalmente privi di una fonte di entrate regolare, sono dediti dunque ai cosiddetti “lavori irregolari”: per cui si affannano intorno ai semafori, intenti a vendere giornali, bibite e generi alimentari. Nel giro di pochi giorni, i leghisti hanno dapprima annunciato un aumento dei pedaggi autostradali, per poi smentirlo nel giro di poche ore. Pretendendo per giunta che i cittadini fossero grati per aver loro evitato una maggiore spesa. Deliberata, guarda caso, proprio dai seguaci di Salvini. Un altro ex separatista, cioè Giorgetti, ha parlato davanti alla platea degli assicuratori, incaricandoli di redigere essi stessi la nuova legge regolatrice della loro attività. L’esecutivo rinuncia dunque a mediare tra gli interessi degli erogatori del servizio e i suoi utenti: i venditori di polizze avendogli conferito il proprio suffragio. Il ministro ha però lamentato che i titolari di agenzie di assicurazioni, dovendo indirizzare i clienti verso investimenti che preservino e possibilmente incrementino i loro risparmi, consiglino l’acquisto di buoni del tesoro tedeschi. Ritenendoli naturalmente più sicuri di quelli italiani. Se gli assicurati faranno rientrare in patria il proprio denaro, comprando viceversa dei titoli del tesoro nazionale, il governo chiuderà in cambio tutti e due gli occhi sulle loro evasioni fiscali. Un altro esponente dell’esecutivo ha infine prospettato che l’iscrizione alla mutua malattie sia considerata obbligatoria e a pagamento. Poiché però molti cittadini non sono in grado di sopportare questa spesa, verrà piuttosto istituito un onere. A chi sarà portato in ospedale – anche se in stato di incoscienza – verrà chiesto di esibire la polizza di assicurazione contro le malattie. Come avviene negli Stati Uniti d’America. Qualora non la possegga, gli verranno rifiutate le cure. I poveri disgraziati continueranno di conseguenza a non pagare, condannandosi a morte qualora si ammalino. I più ricchi preferiranno invece contrarre un’assicurazione privata, che permetterà loro di essere curati nelle cliniche di lusso. Non si calcola né l’aumento di prezzo delle merci trasportate “su ruota”, né il danno sociale – che ha logicamente il suo costo economico – derivante dall’aumento delle morbilità: per non parlare delle conseguenze causate dalle malattie sulle attività lavorative. L’importante è trovare quattro soldi per tirare a campare. Facendo fronte alla spesa corrente. Vale a dire mantenendo l’esercito composto dai dipendenti dello Stato e degli altri enti pubblici, nonché dai pensionati detti “di lusso”. Cui si deve aggiungere la truppa di complemento composta dai finti liberi professionisti che in realtà sono tali solo formalmente. In quanto lavorano soltanto per le amministrazioni pubbliche. Come i solerti avvocati cui si rivolge il nostro sindaco quando sta per intraprendere una manovra spericolata, e si tutela con un “parere” che naturalmente attesta in anticipo la liceità e la legittimità del suo operato. Non essendo però vincolante per l’autorità giudiziaria. Un altro espediente consiste nel destinare alla spesa corrente i fondi elargiti dall’Unione Europea per altri fini. I gerarchi di Bruxelles si sono però tutelati da tale abuso, facendo sottoscrivere a tutti gli Stati membri dell’Unione un trattato che riconosce la competenza della Procura Europea per i reati di cui l’Unione risulta parte lesa. Sarà dunque difficile fermare l’azione penale già promossa contro il nostro sindaco. Il fatto che ciò sia avvenuto all’insaputa della persona riguardata non è influente. L’indagato viene infatti avvertito quando si compie il primo adempimento processuale che richiede la partecipazione sua o dei suoi difensori. Il primo cittadino passò alla storia quando gli venne regalato un immobile “a sua insaputa”. Le donazioni di tali beni esigono l’accettazione di chi le riceve, che deve esprimerla mediante un atto notarile. L’inconsapevolezza di quanto avvenuto non era dunque sostenibile. Dulcis in fundo, le cronache ci informano che i componenti del Consiglio di Amministrazione della “Rivieracqua” richiedono un aumento dei loro emolumenti, tale da equipararli agli omologhi delle società a capitale privato. Malgrado la norma di legge che stabilisce un “tetto” per tali compensi. I poveri utenti penseranno naturalmente che gli aumenti delle tariffe non vengano impiegati per tappare i buchi nei tubi dell’acquedotto, bensì per ingrassare questi signori. L’ingresso di soci privati fu salutato come un evento foriero di nuovi investimenti, che però non si sono mai visti. In realtà, questa operazione avvenne in parallelo con un’altra, cioè la trasformazione in azioni dei crediti vantati dal Comune di Imperia nei confronti della vecchia azienda erogatrice. Lo stesso trattamento non venne però disposto per gli altri comuni, anch’essi creditori. I quali videro invece azzerato il proprio credito. Sommando le azioni di cui è titolare il Comune di Imperia e quelle acquistate dai privati, provenienti dal lontano Molise, la maggioranza assoluta nell’assemblea dei soci fu così garantita alla componente “bassotta”. Che procederà ora all’aumento dei compensi pagati ai propri e agli altrui rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione. Rischiando tutt’al più delle osservazioni da parte della Corte dei Conti. Tale organo può rifiutare la registrazione di un atto emanato da un ente pubblico. Esso non può viceversa impedire che produca i suoi effetti giuridici un atto compiuto da un soggetto di diritto privato. Rimane soltanto la possibilità che la magistratura inquirente rilevi in tale comportamento un profilo penale. Se un privato entra nella gestione di un servizio pubblico, si sente inevitabilmente puzza di bruciato. L’erogazione di tali servizi non deve infatti essere finalizzata a realizzare un guadagno. Come è invece perfettamente lecito e naturale nelle normali attività imprenditoriali. Naturalmente, gli amministratori devono evitare il dissesto dei soggetti erogatori. Se però essi sono motivati a entrare nel “business” dalla ricerca di un profitto, finiscono o per trascurare la quantità e la qualità delle prestazioni, o addirittura per cadere nell’illecito, pur di realizzare un guadagno. La vicenda di “Rivieracqua” conferma puntualmente questa regola. Peccato che non se ne siano accorti i rappresentanti dell’opposizione, espressi dai comuni amministrati dalla sinistra. La quale dovrebbe tutelare gli interessi dei cosiddetti “ceti popolari”. Cui però non appartengono i rappresentanti della grande proprietà edilizia, né gli altrettanto grandi commercialisti. I quali detengono la “leadership” di tale parte politica in sede locale.

Lo Stato italiano assomiglia a quegli abitanti delle metropoli del Terzo Mondo che ogni mattina, al risveglio, devono inventarsi qualcosa per sbarcare il lunario. Essendo naturalmente privi di una fonte di entrate regolare, sono dediti dunque ai cosiddetti “la…

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Pertinenza 12
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Monsignor Vincenzo Paglia ha rilasciato una lunga intervista ad Antonio Gnoli de "La Repubblica" pubblicata nell'edizione di sabato 13 giugno.

Si riscontrano però nella vicenda alcuni aspetti che sono rimasti poco chiari. Appena perduto il contatto con Regeni, la radio di stato italiana ha dato la notizia della sua scomparsa. Normalmente, prima di dichiarare sparita una persona si lascia trascorrere …

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Caro Monsignor Suetta,

Caro Monsignor Suetta, Nel nome dell’antica amicizia, mi permetto di intervenire nella polemica suscitata dalle Sue dichiarazioni, e dico subito lo faccio per darLe ragione. Non posso dimenticare un episodio: quando presentai il mio libro sul Papa, Ella decise…

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Pertinenza 8
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Il Compianto don Paschetta, Parroco di Ponti di Nava, morì centenario, ma accora in possesso della Patente di Guida, essendo titolare di ben undici (!) Circoscrizioni Ecclesiastiche.

Il Compianto don Paschetta, Parroco di Ponti di Nava, morì centenario, ma accora in possesso della Patente di Guida, essendo titolare di ben undici (!) Circoscrizioni Ecclesiastiche. In ciascuno di questi piccoli Paesi, ancora dopo la Guerra, risiedeva un Sace…

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Pertinenza 6
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Durante il Regime di Franco, facemmo amicizia con un esule repubblicano, incaricato di redigere a Roma un bollettino dell’Opposizione, destinato ai suoi simpatizzanti italiani.

Durante il Regime di Franco, facemmo amicizia con un esule repubblicano, incaricato di redigere a Roma un bollettino dell’Opposizione, destinato ai suoi simpatizzanti italiani. Una volta gli domandammo di quale tipo fossero le sue fonti di informazione, ed egl…

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Pertinenza 4
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Mario Pianesi: ritratto, ascesa e mito di un fondatore

…minati da alcuna autorità, né tanto meno da loro stessi, bensì soltanto dalla “vox populi”. Che deve considerare irripetibile l’eroe per venerarlo. Poi c’è tutta la sterminata corte – o coorte – dei “collaboratori”. Cui si confà di più la definizione di “colla…

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Pertinenza 4
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Lettera aperta sulla decadenza politica e morale della sinistra locale

…r con tutti i suoi limiti, seppe evitare in altre parti d’Italia, ma che rimase come un cancro nell’organismo di quello imperiese – tra la sacrosanta aspirazione alla giustizia sociale e l’invidia, anch’essa sociale. Se il primo di questi atteggiamenti ha prod…

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