Ricerca interna

Risultati per “cronaca imperiese”

La ricerca considera titolo, riassunto, testo e tag e distribuisce i risultati su più pagine.

241 risultati trovatiPagina 1 di 13
Scritto Pubblicato
Pertinenza 29
Archivio storico

La politica imperiese assomiglia al classico formicaio impazzito, o a quei finali dei film comici del muto in cui tutti se le danno di santa ragione, senza piú distinzione tra le diverse fazioni.

La politica imperiese assomiglia al classico formicaio impazzito, o a quei finali dei film comici del muto in cui tutti se le danno di santa ragione, senza più distinzione tra le diverse fazioni. Dopo la guerra civile che ha dilaniato i Bassotti, divisi tra i …

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 25
Archivio storico

La foto pubblicata nella cronaca locale da La Stampa di Torino riassume

…a che si è consumata sabato scorso al porto di Oneglia. La foto pubblicata nella cronaca locale da La Stampa di Torino riassume – forse senza rendersene conto – la situazione. Una donna araba, vestita con l’abito tradizionale, apre il corteo sventolando la ban…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 22
Archivio storico

Per comprendere che cosa significhi la rielezione di Mattarella, basta leggere i giornali di domenica: mentre gli articoli di cronaca compongono un peana in onore del Presidente (e fin qui può passare), nonché dei suoi elettori (questo, invece, supera i limiti della decenza), e mentre i capi dei diversi Partiti fanno a gara nell’aggiudicarsi il merito di quanto è avvenuto, non si trova un solo commentatore – neanche quelli più ossequienti nei confronti del Potere – che riesca viceversa a celare il proprio sconcerto e la propria preoccupazione di fronte alle condizioni in cui versa la Repubblica.

…zione di Mattarella, basta leggere i giornali di domenica: mentre gli articoli di cronaca compongono un peana in onore del Presidente (e fin qui può passare), nonché dei suoi elettori (questo, invece, supera i limiti della decenza), e mentre i capi dei diversi…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Il testo prende spunto dalla necrologia di Renata Carli per denunciare il comportamento freddo e distaccato del Sindaco durante le esequie e per evidenziare le contraddizioni interne al ceto imprenditoriale imperiese. Si sottolinea la tensione tra libertà economica e controllo politico, il ruolo di resistenza affidato agli imprenditori locali e il rischio di compromessi forzati con il potere. In parallelo, viene richiamata la crisi europea legata alla guerra in Ucraina, vista come simbolo dell’impotenza del continente e della fragilità della libertà di intrapresa, da difendere come ultimo baluardo di identità civile.

…ice di un dissidio. Dissidio che noi consideriamo tuttavia insanabile, anche se il superstite ceto imprenditoriale imperiese è costretto a celarlo – almeno fin dove ciò è ancora possibile – per non aggravare le proprie oggettive difficoltà. Non ci riferiamo na…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Due notizie, apparentemente non in relazione tra loro e provenienti per giunta da Paesi lontani l’uno dall’altro, concorrono a rilevare la tendenza alla frantumazione degli Stati Nazionali. La Signora Proietti, “Governatrice” dell’Umbria, ha accettato di buon grado l’inclusione della sua Regione nella grande “Zona Economica Speciale”, comprendente già tutto quanto il Meridione d’Italia e le Isole, alla quale sono riservati notevoli benefici fiscali, tali da indurre molte imprese del Settentrione a collocarvi le rispettive sedi legali. I Deputati Democratici delle Marche hanno invece espresso contrarietà a tale misura, regalando così un argomento al candidato della Destra alla Presidenza della Regione, il quale potrà attribuire alla “Sinistra” la responsabilità della crisi economica che affligge una Regione un tempo piena di piccole fabbriche, ed oggi cosparsa di capannoni vuoti. Un Partito che si rispetti esamina la questione nei competenti organi nazionali, in modo da esprimere una valutazione univoca. Si ripete dunque quanto avvenuto a Roma, dove il Sindaco Gualtieri ha collaborato alla stesura del Disegno di Legge con cui verrà emendata la Costituzione. E per giunta se ne vanta, potendo esibire di fronte ai Quiriti un aumento delle competenze attribuite al Comune, nonché dei fondi che egli stesso sarà chiamato a spendere quale capo dell’Amministrazione di “Roma Capitale”. Noi siamo sempre stati a favore di un incremento delle autonomie locali, che però – a nostro modesto avviso – dovrebbero essere estese tutte quante, anche se non necessariamente nella stessa misura. Il sistema costituzionale spagnolo ha retto fino ad ora alle tendenze centrifughe proprio in quanto venne configurato secondo una “geometria variabile”, tenendo conto delle diverse caratteristiche – culturali, storiche e sociali – delle diverse “Autonomie”. Così vengono denominate nel Paese iberico i soggetti corrispondenti alle nostre Regioni. Il Re Juan Carlos usava regolarmente, nei suoi discorsi ufficiali, l’espressione “Confederazione Spagnola”, volendo con questo sottolineare come il potere di imperio proprio di tali enti fosse tanto originario quanto quello attribuito all’Autorità Centrale. La Costituzione della Baviera – per dare un altro esempio – afferma nel suo primo articolo che “la Baviera è uno Stato”. Essendo la Germania per l’appunto una Repubblica federale, tale caratteristica è implicita nella sua stessa qualificazione giuridica, e non avrebbe dunque bisogno di essere resa esplicita. La sottomissione di Monaco a Berlino nel 1871 diede luogo a una umiliazione che i Bavaresi non hanno mai dimenticato, e che alimenta tuttora le loro tendenze autonomistiche, se non indipendentiste. La lettera di adesione al “Primo Reich” venne spedita da Bismarck al Re Luigi II, la cui condizione era notoriamente indebolita dalla malattia mentale, che lo avrebbe in seguito portato alla deposizione, e poi a una morte misteriosa, probabilmente dovuta a un “omicidio di Stato”. Il sovrano dovette restituire il documento dopo averlo firmato, come se fosse stato un modulo distribuito dall’Amministrazione Pubblica. La cosiddetta “Autonomia Differenziata”, tanto pubblicizzata dalla Lega, è una finzione sul piano sostanziale, ed è una truffa dal punto di vista del Diritto. Si tratta di una finzione in quanto non vengono garantiti dallo Stato i mezzi finanziari necessari per l’esercizio delle nuove competenze che si finge di attribuire alle Regioni. Si tratta di una truffa perché il loro esercizio – mancando una assegnazione esplicita da parte della Costituzione – mette il Governo nella condizione di richiedere l’annullamento degli atti, tanto legislativi quanto amministrativi, emanati in base alla asserita “Riforma” dalle Regioni. La dimostrazione “a contrario” di quanto da noi sostenuto al riguardo viene proprio dall’emendamento costituzionale che istituisce “Roma Capitale” quale nuovo ente pubblico territoriale. Le sue nuove attribuzioni risulteranno infatti da una modifica della Legge Suprema, che è mancata quando si è varata la cosiddetta “Autonomia Differenziata”. Se Gualtieri fosse un sincero fautore del decentramento, rivendicherebbe lo stesso trattamento riservato a Roma quanto meno anche per le altre “Città Metropolitane”. La logica in cui si muove l’inquilino del Campidoglio – come anche la “Governatrice” dell’Umbria – è invece quella del “Si salvi chi può”, che induce ad afferrare quanto passa il convento, senza preoccuparsi dei connazionali. Eppure il Partito Democratico, in cui milita Gualtieri (il quale vi è pervenuto con la componente ex comunista), aveva gridato a suo tempo al tradimento della solidarietà – e perfino dell’Unità – nazionale quando era entrata in vigore la pseudo “Riforma” voluta da Calderoli. Il quale è un ottimo medico, ma dimostra di ignorare completamente il Diritto Costituzionale. Le competenze delle Regioni sono infatti indicate tassativamente nella Costituzione, che non può essere emendata mediante una Legge Ordinaria. Quando invece si è voluto effettivamente accrescere la competenza di “Roma Capitale”, si è promosso il suo emendamento, in base al quale la Capitale godrà di uno “status” giuridico privilegiato, comparabile con quello delle Regioni a Statuto Speciale, che infatti viene loro concesso mediante una Legge Costituzionale. In America, il Congresso del Texas ha ridisegnato i collegi elettorali in cui si eleggono i membri della Camera dei Rappresentanti da mandare a Washington, in modo da garantire ai Repubblicani cinque seggi in più. La California ha risposto con un analogo provvedimento, che a sua volta permetterà di aumentare in egual misura la rappresentanza dei Democratici. Lo Stato laico per antonomasia, cioè la Federazione Nordamericana, applica – sia pure trasferendolo dalla discriminante confessionale all’appartenenza politica – il principio “Cuius regio, eius religio”. Da tempo, si registra negli Stati Uniti il fenomeno di una migrazione interna, che porta i militanti dei due partiti a trasferirsi dove è maggioritario quello cui essi appartengono. In Italia assistiamo viceversa a una più disinvolta acquisizione alla fazione egemone di quanti provengono da una origine ideologica diversa, ma con il loro cambio di casacca garantiscono l’omogeneità della rappresentanza politica di un determinato territorio. Gualtieri si è probabilmente garantito la rielezione, dato che – in cambio del suo interessamento per facilitare l’approvazione in Parlamento della nuova norma – la Destra gli opporrà il classico “candidato debole”. Ciò è già peraltro avvenuto in occasione del suo primo mandato, quando scese in campo contro di lui il meloniano Michetti, un personaggio da fescennino espresso dal “Movimento Tradizionale Romano”. Si tratta di un pittoresco raggruppamento di estrema destra, i cui adepti si riuniscono vestendo la toga e consumano i loro banchetti adagiati sul triclinio. Costoro non si esprimono peraltro in latino, dato che – a causa della loro insufficiente scolarizzazione – non sanno neanche declinare “Rosa rosae”. Quando costui arrivò in ritardo a un dibattito televisivo, venne accusato di avere parcheggiato la biga in terza fila. Ad Imperia, l’arruolamento dei rappresentanti della “Sinistra” nelle fila della Maggioranza si giustifica nel nome del ripudio del “Revisionismo”. Se in Spagna Juan Carlos era chiamato il “Re dei Repubblicani”, avendoli riabilitati per garantire il loro appoggio alla Corona, Scajola è il “Sindaco degli Staliniani”, di cui il “Bassotto” propizia ultimamente la “conversione” costringendoli ad ascoltare la catechesi impartita dal fido De Via. Il cui verbo, esposto recentemente in occasione di una solenne riunione conviviale, celebrata in un rinomato ristorante di Nava, ha svolto per due autorevoli esponenti dell’Opposizione la stessa funzione della caduta sulla via di Damasco occorsa a San Paolo, al punto che si è gridato al miracolo. Abbiamo cortesemente rifiutato un invito a presenziare all’evento, che ci è stato porto dal nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Appartenendo al Giansenismo ed al “Modernismo”, non ci siamo mai recati in visita ad alcun Santuario: né Lourdes, né Fatima, né Loreto, né San Giovanni Rotondo. Non ci è stato dunque possibile assistere all’evento prodigioso, cui preferiamo dare, come già detto, una spiegazione razionale: “Cuius regio, eius religio”.

Due notizie, apparentemente non in relazione tra loro e provenienti per giunta da Paesi lontani l’uno dall’altro, concorrono a rilevare la tendenza alla frantumazione degli Stati Nazionali. La Signora Proietti, “Governatrice” dell’Umbria, ha accettato di buon …

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Le Pubbliche Relazioni della Presidenza del Consiglio attribuiscono naturalmente un carattere “storico” all’incontro tra il Papa e la Meloni. In realtà, la Signora della Garbatella è la tipica provinciale che si ritiene importante solo perché – uscendo dall’ambito ristretto delle sue originarie frequentazioni – si trova proiettata in un ambito internazionale. Il Doge di Genova Francesco Maria Imperiale Lercari, essendo stato invitato nel 1686 nella Reggia di Versailles (la “Superba” si trovava all’epoca in una condizione di sostanziale vassallaggio dalla Francia), alla domanda su che cosa lo avesse colpito di più di quella splendida dimora, rispose con la famosa frase: “Mi chi”. Che testimonia l’icasticità della nostra lingua regionale e significa: “Il fatto che un poveraccio come me si trovi in questo luogo”. I rapporti formali tra lo Stato italiano e la Santa Sede datano dal 1929. Prima di quella data, il Vaticano si era ostinato a ignorare l’Italia unita, nella speranza – coltivata fino alla Grande Guerra – che questa compagine, sostanzialmente debole, venisse prima o poi travolta nel grande gioco tra le Potenze d’Europa. È vero che dopo la rotta di Caporetto la Chiesa aveva salvato l’Unità Nazionale – come avrebbe fatto in seguito anche l’8 settembre – ma l’esistenza dello Stato italiano aveva finito per essere considerata il male minore. Dovendosi preferire al caos in cui stava precipitando l’intero Continente. Non si dimentichi che Caporetto precede di pochi giorni la Rivoluzione d’Ottobre in Russia, dove la monarchia dei Romanov – precedendo quelle degli Asburgo e degli Hohenzollern – era già stata abbattuta dalla Rivoluzione di Febbraio. L’esito della Grande Guerra propiziò dunque la stipula dei Patti Lateranensi. Considerati dalla parte ecclesiastica come un primo passo in vista di una completa restaurazione delle prerogative temporali del Papato. Che, nel secondo dopoguerra, avrebbe sostanzialmente assunto la guida dello Stato italiano per il tramite della Democrazia Cristiana. La visita della Meloni al Papa avviene in un momento paragonabile, per molti versi, al 1929. Quando Mussolini e il cardinale Gasparri firmarono l’intesa tra Italia e Santa Sede, i traumi determinati dalla Prima Guerra Mondiale e dalla successiva guerra civile, vinta dal Fascismo, erano appena superati. Oggi l’affermazione elettorale della Meloni e la sua tendenza a instaurare un nuovo regime chiudono un’altra fase storica di crisi e di transizione, iniziata con la caduta della Prima Repubblica. Che ha segnato anche quella della Democrazia Cristiana. Questo partito venne abbandonato al suo destino proprio dal Papa polacco, che pure era stato appoggiato dai governi italiani nella rivendicazione dell’indipendenza per il suo Paese d’origine. Era tuttavia maturata, sulla sponda destra del Tevere, la persuasione che fosse necessario cercare altri strumenti per esercitare l’influenza della Chiesa sulla società e sullo Stato italiano. I cattolici liberali confluiti nel Partito Democratico hanno fatto la fine dei “Popolari”. Mentre la Democrazia Cristiana venne liquidata dopo un lungo periodo di gestione del potere, i Democratici – come a suo tempo i seguaci di Don Sturzo – sono stati un’effimera meteora, destinata ad avere vita breve. Coincidente con i pochi anni in cui l’Italia – venuto meno il suo anteriore equilibrio – ne cercava uno nuovo. Il Partito Popolare avrebbe potuto sopravvivere ed esercitare un ruolo di governo soltanto qualora la crisi dello Stato liberale – iniziata nel 1918, anzi con lo scoppio della guerra e il successivo intervento – avesse avuto uno sbocco democratico, e non autoritario. Lo stesso si può affermare in riferimento al processo iniziato con la caduta del Muro di Berlino. Se, a partire dalla vittoria nella Grande Guerra, si erano appropriati della conduzione dello Stato quanti rappresentavano per l’appunto le correnti nazionaliste e interventiste, rafforzate dalla massa d’urto costituita dagli ex combattenti, dopo la fine del comunismo era inevitabile che la tendenza prevalente in Europa avrebbe favorito gli elementi anticomunisti più radicali. In un nostro scritto precedente, abbiamo ricordato come Sassoli si dedicasse a picconare il Muro di Berlino quando era già caduto. Se lo avesse fatto prima, adesso avremmo al governo il suo partito, e non quello della Meloni. La quale, sbaragliati gli oppositori – divisi su tutto salvo che sul rifiuto del nuovo regime, esattamente come era avvenuto nel caso degli “Aventiniani” – può negoziare da posizioni di forza con il Papa. Mantenendo quelle prerogative che lo Stato aveva acquisito fin dall’introduzione del divorzio. Non è casuale che la Destra, dovendo necessariamente legiferare sull’eutanasia, lo faccia nei termini definiti dalla nota sentenza della Consulta. Che esprime il principio in base al quale la legislazione dello Stato non deve coincidere con il precetto di una specifica confessione religiosa. Il Vaticano non pare opporsi alla nuova legge, che giunge peraltro a chiudere il ciclo iniziato con quella sul divorzio. Anziché persistere nella difesa dello Stato confessionale, la Chiesa di Leone XIV si muove su tutt’altro terreno. Costituito dall’espansione della sua influenza sulla società. La Meloni rimane dunque padrona di uno Stato che, sulla società, tanto meno influisce quanto più diviene autoritario: ancora in grado, come tale, di imporre ai consociati una disciplina formale, ma senza influire sui loro orientamenti più profondi. Alla fine della parabola dello Stato unitario, risulterà vincente chi avrà saputo, da una parte, formare le nuove generazioni, e dall’altra mantenere la coesione del tessuto sociale. Ecco dunque la Meloni portare in omaggio al Papa – che naturalmente lo gradisce, e fonda su questa concessione il nuovo “modus vivendi” con lo Stato – l’applicazione sistematica del cosiddetto “principio di sussidiarietà”. Con cui si trasferiscono a soggetti di diritto privato di orientamento cattolico le scuole e gli ospedali. Ce n’è abbastanza per non lamentarsi se lo Stato risulta negligente nel trasferire alla Chiesa i fondi dell’Otto per Mille. Che possono dunque ritardare, ed anche diminuire, quando in favore della parte ecclesiastica si costituiscono nuove fonti di entrate, cui corrisponde un’influenza sempre maggiore sulla società. In cambio di questa concessione, il Papa può tranquillamente scaricare i cattolici democratici, esattamente come aveva fatto Pio XI con i “Popolari”. L’influenza acquisita direttamente dalla Chiesa grazie alle clausole del Concordato superava ampiamente quella esercitata da un partito di ispirazione cattolica. Oggi si ripete la stessa situazione. Con la differenza che l’accresciuta influenza della Chiesa sulla società si inserisce nell’ambito di quel disegno “carolingio” in base al quale il Papa intende fare della Chiesa il riferimento dell’identità europea occidentale. La Chiesa e lo Stato possono facilmente accordarsi, perché le prospettive in cui si collocano hanno tempi ed ambiti diversi.

Le Pubbliche Relazioni della Presidenza del Consiglio attribuiscono naturalmente un carattere “storico” all’incontro tra il Papa e la Meloni. In realtà, la Signora della Garbatella è la tipica provinciale che si ritiene importante solo perché – uscendo dall’am…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente le cosiddette “Opere del Regime”.

Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente l…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Ai fatti di Bari viene dedicata dai “mass media” una particolare attenzione trattandosi – secondo i commentatori – di cronaca nera, riguardante il rapporto tra la Mafia e le Istituzioni.

…dai “mass media” una particolare attenzione trattandosi – secondo i commentatori – di cronaca nera, riguardante il rapporto tra la Mafia e le Istituzioni. In realtà, questo importante Capoluogo, riferimento del Meridione Jonico ed Adriatico, nonché tradizional…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

L’elemento comune che collega tutte le situazioni emerse dalla cronaca delle ultime ore è la frustrazione, derivante dal senso di impotenza.

L’elemento comune che collega tutte le situazioni emerse dalla cronaca delle ultime ore è la frustrazione, derivante dal senso di impotenza. Il nuovo Presidente della Corte Costituzionale si è solennemente insediato, circondata dalla sua fama di inossidabile g…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Il Professor Lucio Colletti, il quale giustamente ed acutamente rileva come la strategia della Opposizione imperiese risulti perdente in quanto basata sulla personalizzazione della battaglia politica, incentrata sui difetti anche caratteriali propri della figura del Sindaco, ricorda quei Medici dotati di ottimo intuito, diagnostico che sanno cogliere al volo i sintomi della malattia, ma non sono in grado di individuarne ed eliminarne le cause.

…i, il quale giustamente ed acutamente rileva come la strategia della Opposizione imperiese risulti perdente in quanto basata sulla personalizzazione della battaglia politica, incentrata sui difetti anche caratteriali propri della figura del Sindaco, ricorda qu…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

La Opposizione imperiese versa nel marasma più completo.

La Opposizione imperiese versa nel marasma più completo. Il Partito Democratico si era dissociato a suo tempo da tutte le iniziative intraprese da Bracco e da Zarbano per ottenere una dichiarazione di incompatibilità del Sindaco. Questo dissenso aveva riguarda…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

Se si vuole tracciare un bilancio finale di questa tornata elettorale imperiese, occorre risalire – non certo per fini di polemica personale – alle vicende della campagna che la ha preceduta.

Se si vuole tracciare un bilancio finale di questa tornata elettorale imperiese, occorre risalire – non certo per fini di polemica personale – alle vicende della campagna che la ha preceduta. Noi siamo stati contattati – sempre per interposta persona – da due …

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

La spaccatura nella Destra imperiese, in vista del voto amministrativo, si sta aggravando, al punto di assumere le caratteristiche di una nuova guerra civile, tanto più disastrosa non essendosi ancora rimarginate le ferite aperte dal sanguinoso conflitto tra lo Zio e il Nipote.

La spaccatura nella Destra imperiese, in vista del voto amministrativo, si sta aggravando, al punto di assumere le caratteristiche di una nuova guerra civile, tanto più disastrosa non essendosi ancora rimarginate le ferite aperte dal sanguinoso conflitto tra l…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 20
Archivio storico

I dati della cronaca, riguardante sia grandi eventi politici della Capitale, sia i più modesti accadimenti della grande provincia italiana, devono essere letti come altrettante tessere di un mosaico di cui si sta già profilando il disegno complessivo.

I dati della cronaca, riguardante sia grandi eventi politici della Capitale, sia i più modesti accadimenti della grande provincia italiana, devono essere letti come altrettante tessere di un mosaico di cui si sta già profilando il disegno complessivo. Quando l…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 18
Politica e società

Imperia: sicurezza, propaganda e autorità in affanno

Oggi si riunisce, convocato d’urgenza presso la Prefettura di Imperia, il “Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico”, la cui sessione è stata sollecitata dal “Sindaco-Presidente”. Il quale, nello stesso giorno, mette a segno ben due “exploit”:…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 18
Archivio storico

Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente le cosiddette “Opere del Regime”.

Il Governo Meloni ha diramato una Circolare, diretta alle Prefetture, con cui stabilisce che in ciascuna della loro sede venga esposto un registro delle condoglianze per la morte del Papa. Si tratta di una iniziativa che non trova alcun precedente nella storia…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 18
Archivio storico

In Inghilterra, non esiste la cronaca giudiziaria come la intendiamo noi. Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrerebbe infatti nel reato di "contempt of court", letteralmente "disprezzo della corte", essendo considerata una simile informazione come tentativo di influenzare il giudice.

Nella storia d'Italia, l'unico precedente è costituito da quanto disse Mussolini nel suo famoso discorso alla Camera del tre gennaio 1925, con cui - superata la crisi causata dal delitto Matteotti - instaurò anche formalmente la propria dittatura. "Se il fasci…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 18
Archivio storico

In Inghilterra, non esiste la cronaca giudiziaria come la intendiamo noi. Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrerebbe infatti nel reato di "contempt of court", letteralmente "disprezzo della corte", essendo considerata una simile informazione come tentativo di influenzare il giudice.

Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrere…

Apri l’articolo
Scritto Pubblicato
Pertinenza 17
Archivio storico

Caro amico,

Caro amico, I rumors – come direbbe Veltroni, il quale (non) conosce la lingua inglese - che imperversano nella nostra Città mi inducono a ritornare sulla vexata quaestio del cambio di serratura. Quando nelle famiglie avveniva una scenata, con il risultato di …

Apri l’articolo