I dirigenti del gruppo editoriale che faceva capo all’ingegner De Benedetti devono essersi resi conto dell’infortunio in cui erano caduti all’epoca in cui si consumava il dramma della Catalogna, con un governo eletto dal popolo destituito a causa di un asserito atto illegittimo, ed i suoi dirigenti arrestati o costretti all’esilio.
“La Repubblica” non trovò di meglio che spedire a Barcellona una giornalista specializzata nelle cronache mondane, la stessa mandata a Genova per incensare Burlando, giustamente sanzionato a causa di una clamorosa violazione del codice della strada. Questa sig…
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