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Risultati per “NICOLA VATTEONE”

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LETTERA APERTA A NICOLA VATTEONE

Caro Nico, Come diceva il Divo Giulio, cioè Giulio Andreotti, a pensare male si commette peccato, ma si indovina. Gli ultimi accadimenti, che hanno coinvolto – insieme con le nostre modeste persone – il Sodalizio cui dedichi (mi auguro utilmente) le tue prezio…

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Due fatti dominano l’attualità internazionale delle ultime ore ...

…il nostro Paese. Il Capoluogo della Puglia ospita fin dal Medio Evo le soglie di San Nicola di Mira: il quale però, essendo stato adottato “post mortem” da questa Città, è noto in Occidente precisamente come San Nicola da Bari. Trattandosi però anche del Patro…

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Il Presidente Lupi, quando non si dedica a fare il verso agli animali selvatici, riesce ancora a dire delle cose sensate. Nel corso della presentazione, ambientata – ça va sans dire – in un frantoio, dell’iniziativa denominata “Riviera dei Sapori”, l’uomo ha pronunciato per ben due volte la parola “identità”. L’estensore dei suoi discorsi – sul quale aleggia un impenetrabile mistero – ha fatto riferimento per due volte a tale concetto, la cui iterazione esclude un lapsus calami. Citiamo testualmente, come si fa nel corso delle Omelie per le Sacre Scritture: “Le eccellenze agroalimentari (…) costituiscono patrimonio culturale e IDENTITARIO della Riviera dei Fiori”. Ancora più esplicito risulta il bon mot posto a conclusione del discorso – di cui curiosamente il resoconto giornalistico tace se sia stato coronato da una ovazione del pubblico presente: “Abbiamo il dovere di valorizzare immobili storici e aziende locali che raccontano la nostra IDENTITÀ.” A questo punto, ci si sarebbe atteso un applauso scrosciante. O è mancato, oppure è stato tenuto nascosto dal solerte cronista che ci ha informati dell’evento. I deputati democristiani avevano l’abitudine di pubblicare, in forma di opuscolo, i loro discorsi parlamentari per far sapere agli elettori che non avevano oziato nell’Urbe. L’unica eccezione era costituita dall’onorevole Ambrogio Viale, il quale, tacendo ostinatamente – al punto da essere soprannominato “l’onorevole Muto” – riuscì a risparmiare anche questa spesa. Il testo concludeva immancabilmente con un breve corsivo, che diceva: “Applausi al Centro”. Lupi, uomo notoriamente avaro, evita – pur pronunciandoli – di pubblicare i suoi discorsi, benché possa addebitarne la stampa alla Unioncamere. A diffondere il Verbo del quattordici volte Presidente ci pensano i giornalisti. I tedeschi, avendo eletto un presidente federale – tale Gustav Heinemann – che aveva due lauree, lo chiamavano “Doctor Doctor Heinemann”. Se Lupi fosse in Germania, i connazionali dovrebbero ripetere per ben quattordici volte “Präsident” Lupi. Perché il Nostro si è riferito per due volte all’identità? Viene il sospetto malizioso che l’estensore del discorso ci abbia scopiazzato. Se così non è, la sua mancanza di cautela sfiora la temerità. Parlare di identità davanti a un parterre des rois in cui figuravano ben due “Bassotti” – lo Zio e il Nipote, un leghista e un altro soggetto destrorso, tale Lombardi, di cui ignoriamo la corretta classificazione zoologica – è come inneggiare alla Rivoluzione alla Corte di Nicola II. Lupi può sperare soltanto, dopo questo atto di ostentata disobbedienza, nell’inconsapevolezza dell’uditorio. Se fosse stato composto soltanto da Piana, non dovrebbe preoccuparsi. Costui, essendo un analfabeta funzionale, deve farsi tradurre tutto quanto viene proferito in sua presenza. Una volta, ci invitò a parlare della società multiculturale. Dopo che l’avevamo descritta come ineluttabile, venne perfino a congratularsi. Il pubblico, essendo composto da soggetti centralisti, non si è verosimilmente accorto di come l’esaltazione delle peculiarità culturali – sia pure limitandosi alla materia apparentemente innocua dell’enogastronomia – manifesti un atteggiamento di opposizione al potere. Lupi, però, una volta preso coraggio – la sua intraprendenza è tanto proverbiale nei rapporti con il gentil sesso quanto carente nell’espressione politica – si è spinto a enunciare un programma autenticamente rivoluzionario, i cui capisaldi sono costituiti dal progressivo abbandono del turismo costiero – l’uomo, evidentemente, ha contemplato il cimitero cui sono ridotte le nostre spiagge – in favore di quello montano, nonché dal ripudio del turismo estivo in favore di quello invernale. Anche la cosiddetta “cattiva stagione” ha le proprie specialità e “eccellenze”. Il Presidente postula dunque un progressivo abbandono dei centri urbani e un ritorno alle radici ancestrali. Egli stesso, peraltro, non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo lega a Dolcedo, dove propiziò a suo tempo una visita dei pittori russi ospitati nel convento di Taggia. Noi fummo testimoni di questa storica decisione, avendo accompagnato in Camera di Commercio l’avvenente dottoressa Buzhurina. La quale, debitamente informata del penchant di Lupi per le donne – evidentemente, questo aspetto della personalità del Presidente non è sfuggito agli occhiuti Servizi Segreti del Cremlino – esibì in modo convincente le proprie grazie. Senza, a dire il vero, che si andasse oltre una piena accettazione delle sue richieste, consistenti nella celebrazione di una grande festa di commiato nel chiostro dei Domenicani, comprensiva di cibi e bevande cucinati dai valorosi giovani della Scuola Alberghiera di Arma. Ora però, l’azione volta ad associare tutti quanti – ritornando all’agricoltura – incrementano le produzioni tipiche del nostro hinterland per proporle ai turisti, significa dare per scontata – se non assecondarla – la tendenza a una fuga dalle città, causata dalla imminente crisi sociale. In prospettiva, si profila un altro fenomeno: se è vero che il recupero delle varie identità rimane per ora confinato nei fenomeni metapolitici, esso assumerà, in un futuro neanche tanto lontano, la forma di una cariocinesi dello Stato. Questo è il motivo per cui la strada intrapresa da Lupi e quella seguita dai suoi occasionali interlocutori sono destinate a divergere. Qualche rivendicazione – come quella riguardante il ripristino della viabilità interna, tanto veicolare quanto pedonale – potrà anche essere accolta; alla fine, però, le zone culturalmente omogenee si distaccheranno comunque dal centralismo, sia esso meloniano, leghista o “bassotto”. Noi attendiamo Lupi a questo appuntamento storico, che il Presidente – con la sagacia tipica di chi è avvezzo alla mercatura – ha saputo intravedere. Vano risulta dunque il tentativo di mediazione con Scajola, intrapreso, come al solito, dal volenteroso Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Il quale ci ricorda, più che Henry Kissinger, quei paceri di paese che finiscono per prendere delle legnate da entrambi i contendenti.

… Nipote, un leghista e un altro soggetto destrorso, tale Lombardi, di cui ignoriamo la corretta classificazione zoologica – è come inneggiare alla Rivoluzione alla Corte di Nicola II. Lupi può sperare soltanto, dopo questo atto di ostentata disobbedienza, nell…

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Per comprendere quanto è grave la situazione in cui versa oggi l'Italia, è sufficiente giustapporre tre notizie, succedutesi nell'arco di due giorni soltanto.

…cristiano Anania per restituirgli la vista. Questo compito, nella fattispecie, dovrebbe essere assolto da Nicola Zingaretti. Il Segretario pare invece condividere a sua volta con l'uomo di Palazzo Chigi una visione alquanto ristretta della politica, non ritenu…

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Astensione elettorale e crisi del sistema: chi sono i veri tutelati

…una maggiore repressione, in quanto chi esercita il potere ne percepisce la pericolosità potenziale. Nel 1905 il pope Gapon condusse una moltitudine di poveri di San Pietroburgo a richiedere pacificamente del pane – nel senso letterale di una distribuzione di …

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Cerchiamo di destreggiarci nel ginepraio amministrativo, che tale celebrazione non aiuta certamente a dipanare, ma anzi ingarbuglia ulteriormente.

Cerchiamo di destreggiarci nel ginepraio amministrativo, che tale celebrazione non aiuta certamente a dipanare, ma anzi ingarbuglia ulteriormente. La chiusura della struttura venne decisa a suo tempo dall’Amministrazione Comunale in considerazione tanto delle …

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Quando Napoleone incontrò a Tilsitt Alessandro I di Russia, confidò al proprio segretario che la sovranità su Costantinopoli garantiva a chi la esercitava il conferimento dell’Impero Universale.

… Ivan il Terribile, il quale per primo si era attribuito il titolo di Imperatore, nonché addirittura Nicola I, il più reazionario tra gli esponenti della dinastia dei Romanov. Questo Sovrano, rendendo visita al Papa Leone XII, Annibale Della Genga - che fu a s…

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La stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti – accentua (se ancora fosse possibile) la consueta sonnolenza del Borgo Prefettizio, dove la sola contesa – sia pure acerrima – viene combattuta a colpi di volantini tra i Direttori dei Supermercati: i quali si affrontano ricorrendo alle promozioni (vulgo sconti), nonché a quella autentica arma proibita tristemente nota come tre per due.

La stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti – accentua (se ancora fosse possibile) la consueta sonnolenza del Borgo Prefettizio, dove la sola contesa – sia pure acerrima – viene combattuta a colpi di volantini tra i Direttori dei Supermercati…

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Le vicende della candidatura del Generale si sono intrecciate

…iva di questa consorteria. Lungi però da noi formulare qualsiasi insinuazione, essendo i suoi Dirigenti personaggi noti per la loro fede adamantina. Peccato che abbiano mandato il Compagno Vatteone a farsi scrivere da noi – dopo averci marchiati con il poco en…

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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA

…ntanto, i corrispondenti dei giornali attendono invano che facciate sapere quale idea della Città avete: se la disputa riguardasse questo punto, avrebbe almeno un senso, ma da tempo immemorabile non giunge da via San Giovanni un solo comunicato – stampa. È ven…

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Nel corso della storia, hanno continuato a calare su Roma ogni sorta di invasori, di pellegrini e di visitatori delle piú diverse provenienze.

…di consensi, essi erano destinati a scendere: lentamente, ma inarrestabilmente. La Signora Schlein puó consultare, a questo riguardo, le statistiche elettorali. Come le abbiamo giá scritto, il Compagno Vatteone é venuto da noi ad elemosinare la redazione di un…

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La politica imperiese assomiglia al classico formicaio impazzito, o a quei finali dei film comici del muto in cui tutti se le danno di santa ragione, senza piú distinzione tra le diverse fazioni.

…il Quirinale rechi in sé una maledizione da cui – auspice Pio IX - sono colpiti tutti i suoi abitatori, tanto monarchici quanto repubblicani. Il napoletano De Nicola, che credeva nel malocchio, non ci volle mettere piede. I Segretari di Federazione nostrani so…

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Il nostro amico, instancabile navigatore su Internet, sciorina il lunghissimo elenco di soggetti – individuali e collettivi, poltici e religiosi – che vanno predicando e prevedendo, in tono tra ammonitorio ed apocalittico, la fine imminente se non del mondo, certamente di un mondo.

…ti al di lá del Niepro i resti mortali di Potemkin, di cui fino alle scorse settimane si ignorava in Occidente la collocazione. Ora siamo ritornati alla guerra cosiddetta delle reliquie, come quelle di San Nicola di Mira, divenuto di Bari in seguito ad un furt…

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Matteo Messina Denaro si è costituito, dopo avere usato ab immemorabili – come si dice in latino – la identità di un complice: il quale – invocando la propria buona fede (!?) - pare sia riuscito addirittura ad evitare una denunzia per favoreggiamento.

…mandare un messaggio alla parte avversa, significandole che era disposto ad andare fino in fondo, essendo impegnato in una lotta mortale. I Bolscevichi avevano fatto lo stesso fucilando – insieme con Nicola II – anche il figlio minorenne. Costoro, però, furono…

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Alcuni anni or sono, in occasione delle funzioni religiose officiate in piazza San Pietro, una falange di zelanti volontari distribuiva ai fedeli un giornale, stampato nella stessa veste grafica de “L’Osservatore Romano”.

…n, in questa circostanza, fece volare la Sacra Icona sul campo di battaglia. E’ dunque prevedibile un “revirement” di questa e di altre devozioni: Putin ne coltiva una per San Nicola di Mira, al punto che si è recato in pellegrinaggio fino a Bari, prostrandosi…

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La pressione militare esercitata dalla Russia sull’Ucraina, che ci si era illusi di scongiurare mediante l’azione diplomatica svolta dagli Americani, dai Francesi, dai Tedeschi ed infine dagli Italiani, è già sfociata nei primi combattimenti.

…ersa l’alleanza con la Seconda, e soprattutto con la Terza: questo avrebbe però significato distanziarsi dagli Stati laici dell’Europa. Quando Leone XII declinò l’offerta di Nicola I di Russia, disposto a garantirgli la propria tutela nel nome del principio di…

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