Quando Maria Teresa Anfossi, insieme con un gruppo di amici, animati dallo spirito cosmopolita che soffia su Ventimiglia attraverso il confine con la Francia, decisero di promuovere nella loro città un centro di cultura ebraica, all'insegna dell'associazione Italia-Israele, forse l'unico al mondo diretto, gestito e animato unicamente da gentili (non esiste infatti "in loco" nessuna presenza di israeliti), l'iniziativa venne considerata come un'idea originale, destinata tutt'al più ad ospitare qualche conferenza erudita, o qualche presentazione di nuovi libri. Tali eventi si sono comunque svolti regolarmente, con un ottimo successo di pubblico. Il che non era comunque scontato, non essendo sempre gli argomenti trattati di facile comprensione per un pubblico pur sempre provinciale, benchè tradizionalmente aperto all'attualità internazionale. Per non parlare dell'opera di assistenza svolta con discrezione ma con efficacia in favore di chi doveva attraversare il confine, nell'una e nell'altra direzione.
…nità israelitiche, per quanto ingiusti e dolorosi, venissero considerati ormai superati nel nome dell'aspirazione alla riconciliazione tra i popoli ed alla pace. Ora, finalmente, qualcuno ha deciso di stringere la mano che gli veniva tesa, in segno di fraterni…
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