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1 – RIPRISTINO DI UNO STATO DI DIRITTO LIBERAL DEMOCRATICO
Lo stato di diritto è venuto meno in Italia da quando – nel silenzio complice di tutti gli organi detti “di garanzia dal Presidente della Repubblica alla Corte Costituzionale, nonché delle stesse Presidenze delle Camere, incuranti delle prerogative attribuite al Parlamento dalla Costituzione – un atto amministrativo quale il Decreto del Presidente del Consiglio viene impiegato illegittimamente come atto legislativo; da quando ai dipendenti della pubblica amministrazione sono comminate sanzioni per comportamenti della sanzione rispetto agli atti per cui viene applicata, da quando tali sanzioni vengono disposte dai superiori gerarchici, e non dall'organo competente, cioè il consiglio di disciplina; da quando, soprattutto, l'ordinamento giuridico si conforma con un pensiero scientifico unico ed ufficiale, che diviene per ciò stesso pensiero politico altrettanto unico ed ufficiale come avviene precisamente nel caso dei regimi totalitari; da quando viene negato il diritto al lavoro per quanti, comportandosi in dissenso da tale ideologia, rifiutano di adeguare ad essa il proprio operato di dipendenti pubblici.

2 – INVIOLABILITA' DELLE LIBERTA' PERSONALI DIRITTO AL LAVORO
Le limitazioni alla libertà di movimento, disposte tanto nei confronti di tutti i cittadini in seguito alla introduzione delle misure definite quali profilattiche, violano le libertà personali stabilite dalla costituzione; il diritto al lavoro viene a sua volta negato ai dipendenti tanto pubblici quanto privati che non si adeguano all'obbligo di sottoporsi a misure profilattiche sulla cui efficacia ed innocuità la comunità scientifica è tuttora divisa, e che soprattutto non sono state ancora sperimentate.

3 – POLITICA FISCALE ED ECONOMICA: LIBERTA' DI IMPRESA E FIDUCIA
NEGLI IMPRENDITOR, STOP IMMEDIATO AGLI STUDI DI SETTORE
La libertà di intrapresa garantita dalla costituzione, viene violata a causa della inversione dell'onere della prova, applicando il “redditometro” e gli “studi di settore”, in base ai quali ogni imprenditore e ogni libero professionista viene costretto a dimostrare di non avere evaso il fisco.

4 – STABILIZZAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO: TUTELA DEI
DIPENDENTI, DELLE IMPRESE, DEGLI AUTONOMI, DELLE DONNE IN
MATERNITA' RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO
Rapporti di lavoro a tempo limitato, cui si fa sempre più spesso ricorso, ledono il diritto dei dipendenti, che non possono più contare sulla permanenza del loro rapporto di lavoro, senza tuttavia favorire i datori di lavoro, mancando la necessaria formazione professionale dei dipendenti. Il costo del lavoro deve invece essere ridotto diminuendo il contributo a carico di chi assume dei dipendenti. Alle lavoratrici in maternità deve essere garantito il mantenimento nell'impiego, anche al fine di incrementare la natalità.

5 – RISPETTO DELLA VOLONTA' POPOLARE NELLA GESTIONE DELLE
RISORSE
Le risorse economiche prodotte dal lavoro svolto in un territorio dalla popolazione che vi risiede devono essere destinate al suo sviluppo ed al suo benessere, e non venire trasferite nella capitale a disposizione degli organi di uno stato tradizionalmente centralistico, che non rispetta le autonomie locali, pur essendo riconosciute in base alla costituzione. L'impiego di queste risorse deve invece essere disposto esclusivamente dalle regioni.

6 – SANITA' PUBBLICA NAZIONALE: FINE DEI TAGLI IMPOSTI DALLO
STATO, RITORNO ALL'AUTONOMIA REGINALE, IMPLEMENTAZIONE
DELLE CURE DOMICILIARI, RIPRISTINO DELLA QUALITA' DELLE
PRESTAZIONI SANITARIE
Lo Stato ha approfittato dell'epidemia per privare quanti sono affetti da altre patologie delle cure loro necessarie, cui hanno diritto in base alla Costituzione. Il primo Decreto Legge emanato dal Governo nazionale in materia di contrasto dell'epidemia hanno violato la costituzione trasferendo la competenza in questa materia – tanto quella legislativa quanto quella amministrativa – dalle regioni allo Stato, che però non la esercita né attraverso il Parlamento né attraverso il Governo quale organo collegiale, bensì esclusivamente attraverso il Presidente del Consiglio. Occorre dunque ristabilire il rispetto della competenza degli enti locali, riconoscendo quella delle Regioni in materia sanitaria. Il necessario coordinamento nella adozione delle misure legislative ed amministrative si potrà garantire concordandole in sede di conferenza Stato – Regioni. Le cure domiciliari devono essere garantite ovunque risultino possibili, affinchè gli ammalati non vengano sottratti ai loro familiari, il che costituisce un diritto di entrambi. La riduzione dei fondi destinati complessivamente alla sanità dal bilancio dello Stato ha infine ridotto la qualità dell'assistenza, che deve essere pienamente ripristinata.

7 – DIGNITA' ECONOMICA E SOCIALE: DINE DELLA DISCRIMINAZIONE
LEGATA ALLA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE E SANITARIA, RITORNO
AL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DI UGUAGLIANZA
Il principio costituzionale di eguaglianza viene violato ogni qualvolta i cittadini sono discriminati in base alla loro accettazione, ovvero al rifiuto delle misure profilattiche, che restringono tanto le libertà personali quanto lo stesso diritto al lavoro di quanti rifiutano di adeguarvisi

8 – LA GIUSTIZIA E CERTEZZA DEL DIRITTO: TUTELA DEI CITTADINI E
DELLE IMPRESE
La certezza del diritto è venuta meno in Italia soprattutto a scapito delle imprese, fin da quando alcuni loro titolari – come nel caso dell'Atlantia e dell'Ilva – sono stati costretti – con la minaccia di espropriazione che comunque sarebbe risultata anche essa costituzionalmente illegittima – a cederle allo Stato per il prezzo imposto loro dal Governo,i cui componenti hanno dunque commesso il reato di violenza privata. Gli imprenditori vengono dunque in sostanza assoggettati ad un esproprio forzoso, per cui non vige più in Italia la libertà di intrapresa. Nessun soggetto straniero è dunque più disposto, in queste condizioni ad investire nel nostro Paese.

MovimentoImpreseItaliane

Dottor Claudio Scajola
Sindaco di Imperia
Sua Sede

Illustre Signor Sindaco,
Conformandomi con la cortese sollecitazione rivoltami a Suo nome da una gentile Funzionaria dell’Ufficio Protocollo, ben volentieri mi accingo a tracciare un succinto profilo di Sua Eminenza Monsignor Mario Jsmaele Castellano, già Arcivescovo di Siena, cui mi unisce il noto vincolo di parentela, riflesso nell’omonimia.
 

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