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Europa, Islam e crisi del Medio Oriente
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Europa, Islam e crisi del Medio Oriente

Analisi politica e culturale sul terrorismo islamista, sulle tensioni religiose in Europa, sul conflitto mediorientale e sulle conseguenze geopolitiche per l’Italia e l’Occidente.

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Flottiglia per Gaza – 6 settembre 2025
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Flottiglia per Gaza – 6 settembre 2025

Articolo del 6 settembre 2025: un’analisi ironica sulla “flottiglia per Gaza”, simbolo del turismo politico occidentale. Tra sprechi, protagonismo mediatico e demagogia, la sinistra dimentica i problemi reali dell’Italia.

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Massimo Viglione – Habemus Papam?
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Massimo Viglione – Habemus Papam?

Recensione del libro 'Habemus Papam?' di Massimo Viglione (Edizioni del Maniero del Mirto, 2024). Analisi sulla legittimità del pontificato, la rinuncia di Benedetto XVI e la crisi della Chiesa contemporanea.

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Analisi della chiusura delle fabbriche in Italia, il caso Termoli e Imperia, il ruolo della politica e il futuro dei lavoratori.
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Analisi della chiusura delle fabbriche in Italia, il caso Termoli e Imperia, il ruolo della politica e il futuro dei lavoratori.

La chiusura dello stabilimento Stellantis di Termoli, con oltre mille licenziamenti, evidenzia la trasformazione dell’Italia in un Paese sempre meno manifatturiero. La politica, in particolare l’opposizione e la cosiddetta “sinistra”, viene accusata di silenzio e di disinteresse per la sorte dei lavoratori, più attenta a battaglie simboliche che ai problemi occupazionali. Imperia viene descritta come specchio del declino nazionale: le fabbriche hanno chiuso senza che venissero create alternative produttive, lasciando solo impieghi precari nei supermercati o nel turismo di lusso. Le “Partecipate” offrono lavoro tr

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Analisi del discorso della Presidente del Consiglio a Rimini
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Analisi del discorso della Presidente del Consiglio a Rimini

Il testo analizza il discorso della Presidente del Consiglio a Rimini, criticandone l’egolatria e il centralismo politico, paragonandola a Mussolini. Evidenzia come ignori l’eredità giudaico-cristiana italiana, preferendo modelli autocratici e subalterni alla Chiesa. Viene sottolineata l’importanza della storia dei Comuni italiani e del pluralismo, oltre alla distinzione tra Fede e opere, ispirata dal Giansenismo, come percorso di resilienza e futura riforma della società.

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L’autunno si annuncia gravido non soltanto di pioggia, ma anche di crisi economica e sociale. Per non parlare del pericolo di guerra. Se dovessero riaccendersi le ostilità tra Israele e l’Iran, il blocco di Hormuz – scongiurato in occasione degli ultimi scontri – produrrebbe conseguenze disastrose su tutta l’Europa occidentale. La nave su cui l’Italia affronta questa congiuntura tempestosa è il Governo Meloni. Che – al pari di ogni regime basato su un’ideologia, anche se non espressamente adottata dallo Stato – tende inevitabilmente a discriminare tra chi vi aderisce e chi, viceversa, la rifiuta. Rimane, tra questi due schieramenti, la zona grigia costituita in particolare dagli imprenditori. I quali, pur non aderendovi espressamente, si astengono anche dal criticarla e dall’esprimere nei suoi confronti una aperta dissociazione. Restringendosi gli spazi in cui costoro si muovono – quando viene meno l’autentica libertà politica, quella economica risulta inevitabilmente inefficace – essi sono costretti a barcamenarsi per sopravvivere. Praticando la resilienza, ma nel contempo manifestando verso il Potere un omaggio formale. Che risulta necessario in quanto il Regime può ulteriormente restringere gli spazi disponibili per gli operatori economici. Quanto accade a livello nazionale trova puntuale riscontro nella nostra piccola realtà cittadina. Dove le imprese superstiti sono assoggettate a una grassazione che riduce in modo drammatico i loro margini di profitto. A tale condizione non è però possibile sottrarsi, se non si vuole chiudere definitivamente bottega. Un Governo che discrimina i cittadini in base alle rispettive convinzioni può naturalmente imporre loro una disciplina. Tanto più cogente quanto più la situazione evolve verso un’economia di guerra. Ciò che un simile potere non potrà tuttavia mai ottenere dai consociati è un’adesione che può risultare incondizionata solo in quanto sia spontanea. Basandosi su convinzioni profonde e condivise. Nel periodo tra il 1915 e il 1918 gli Italiani volevano tutti vincere la guerra, considerandola una causa nazionale. Non fu così durante il conflitto successivo, che venne viceversa percepito come la causa propria di una parte politica. Questo fu precisamente il risultato derivante dall’avere discriminato gli Italiani in base a un criterio ideologico. La Meloni e i suoi corifei sono incamminati su questa stessa strada. L’Opposizione ha certamente commesso degli errori, ma il processo di costruzione della democrazia – o meglio il tentativo di portare l’Italia in questa direzione – non è stato intrapreso a suo tempo contro qualcuno. Questo processo escludeva infatti soltanto chi rifiutava di prendervi parte. Oggi la discriminazione viene invece stabilita “a priori”. Il disastro cui Mussolini aveva condotto l’Italia rese indispensabile, a un certo punto, rovesciare le alleanze. Riportando l’Italia nel campo delle democrazie. Il Re d’Inghilterra, parlando dinanzi al nostro Parlamento, ha signorilmente evitato di ricordare come il Fascismo avesse predicato l’ostilità nei confronti del suo Paese, preferendo ricordare che gli Italiani non si erano lasciati convincere dalla propaganda sulla “Perfida Albione”, ed avessero anzi sentito spontaneamente la necessità di ristabilire una collaborazione e un’amicizia che affondavano le loro radici nel Risorgimento. Tutto ciò conduce inevitabilmente a una conclusione: non ci sono alternative alle alleanze nelle quali oggi il nostro Paese è inserito. L’Opposizione dovrebbe dunque compiere una scelta tanto difficile quanto inevitabile. Consistente nel distinguere tra il doveroso dissenso nei confronti dell’indirizzo autoritario dell’attuale Governo e – dall’altra parte – la necessità di mantenere l’Italia nel campo occidentale. Una volta dato alla sua causa il nostro contributo, verrà il momento di esigere il compenso dovuto per questa scelta. Nel frattempo, ricordiamo ai nostri Alleati come il loro rapporto con una forza politica che non nasconde la propria ispirazione e la propria vocazione autoritaria risulti in primo luogo spurio, una sorta di “mésalliance” che prima o poi rivelerà le contraddizioni su cui è fondata. Questo è il messaggio che noi abbiamo modestamente ma fermamente espresso agli amici di Nizza. Ben prima che le necessità della “realpolitik” inducessero il Sindaco–Presidente Estrosi a offrire al suo omologo, installato su questo lato del confine, il proprio riconoscimento “diplomatico”. O meglio politico, oltre che basato sulle ragioni economiche che abbiamo già avuto modo di illustrare. Chi però sta sbagliando è l’attuale dirigenza dell’Opposizione italiana. Ci sono state autorevolmente riferite le voci che circolano in merito ai finanziamenti giunti ai capi del Partito Democratico e a quelli del Movimento 5 Stelle da certi ambienti islamisti. Se queste voci risultassero fondate, ne saremmo molto rattristati, ma non certo stupiti. L’attuale Maggioranza ha ormai acquisito l’egemonia sui diversi soggetti sociali del nostro Paese. Si identificano infatti in essa non soltanto le varie rappresentanze del padronato imprenditoriale, ma anche molte di quelle espresse da altri ceti. Tanto per fare due esempi, il vecchio sindacato “Bianco”, che aveva un proprio radicamento nella classe operaia, nonché la Coldiretti, espressione dei piccoli imprenditori agrari, si annoverano ormai tra le organizzazioni di massa che incanalano il consenso verso il nuovo Regime. Esonerandolo dalla necessità di costituirle, come invece aveva dovuto fare Mussolini. Un discorso a parte riguarda la Chiesa. La Meloni concluderà con una prevedibile apoteosi l’adunanza annuale di Rimini dei Confessionalisti. Ai quali non si presenterà a mani vuote. Come il Duce poté offrire a Pio XI la trasformazione dello Stato laico in uno Stato sostanzialmente confessionale, così la Presidente del Consiglio potrà esibire non tanto l’abrogazione di alcune norme di legge – o l’introduzione di altre – quanto piuttosto i fatti compiuti che si stanno determinando nei campi dove chi si accinge ad ospitarla opera concretamente. Sostituendosi allo Stato e agli altri enti pubblici nella governance di due settori vitali, quali sono la Sanità e l’Istruzione. Che permettono sia di arricchirsi, sia di estendere la propria base, tanto tra gli utenti quanto tra gli operatori. Che infatti vengono assunti per chiamata diretta da parte di soggetti di diritto privato. Quanto il Concordato del 1929 dichiarava espressamente, e quello del 1984 aveva invece abrogato, si riafferma nella sostanza. Il problema che si pone davanti al nuovo Papa consiste dunque nel mantenere l’alterità – che non significa certamente ostilità, ma comporta necessariamente una distinzione – tra la Chiesa e lo Stato. O meglio tra la Chiesa e il Governo. Il che risulta difficile quando il Governo tende a costituirsi in Regime. È logico che una platea fanatizzata, la quale detesta chiunque le venga additato come “modernista”, o addirittura “comunista”, veda nella Meloni il proprio punto di riferimento. Questa gente stava a suo tempo nella Democrazia Cristiana, ma sempre considerando con sospetto la sua radice popolare – cioè sturziana – poiché scorgeva in essa per l’appunto una contaminazione “modernista”. La fine della Democrazia Cristiana non ha dunque indebolito questo settore, ma anzi ha finito per rafforzarlo, essendo stato eliminato il suo principale nemico interno al mondo cattolico. Rimini segna dunque la sua adesione alla Maggioranza, come avvenne nel 1924, quando la destra del Partito Popolare entrò nel “Listone” fascista. L’Opposizione, anziché affrontare questo pericolo, si dedica a sostenere Hamas. Ripetendo l’errore commesso dopo la Prima e poi dopo la Seconda guerra mondiale. Consistente nel riferirsi a modelli stranieri, appartenenti ad altre culture e ad altre realtà sociali, completamente diverse da quelle proprie dell’Italia e dell’Occidente. Il mito della Rivoluzione d’Ottobre, e poi quello dell’Armata Rossa che “marcia alla riscossa”, portarono per due volte allo stesso tragico errore: Perseverare diabolicum. Si può – anzi si deve – simpatizzare con la causa dell’emancipazione dei popoli. A parte il fatto che noi non riteniamo si debba annoverare Hamas tra quanti la perseguono, se non aveva senso proporre per l’Italia il modello sovietico, ancor meno ne ha proporre oggi quello islamista. Credendo di giustificarsi con l’asserzione secondo cui “i nemici dei miei nemici sono miei amici”. Con un risultato paradossale: il Partito Democratico neanche si accorge che i nostri reparti ospedalieri vengono dati in gestione – naturalmente senza licitazione – alle cooperative appartenenti alla “Società delle Opere”. Svuotando inoltre la Sanità pubblica dei medici comunisti che l’avevano invasa al tempo del dottor Castellano, e riempiendola invece di confessionalisti. Il che dovrebbe allarmare perfino chi – come certi dirigenti democratici nostrani – pensa solo alla carriera. Mentre però la Sanità viene privatizzata, l’unica preoccupazione dei capi della Sinistra consiste nel sostenere lo Stato Palestinese. Il bello è che il segretario della Federazione ci accusava a suo tempo di ignorare che “la Rivoluzione si fa nel proprio Paese”. A parte il fatto che costui preferiva farla a Belgrado, questo signore dovrebbe rivolgere la sua critica precisamente a chi gli è succeduto. Questi soggetti procedono nella direzione esattamente opposta rispetto a quella su cui cammina la Storia. La cosiddetta Sinistra dovrebbe competere con la Destra dimostrando di rappresentare meglio l’identità italiana, anzi le diverse identità regionali che vengono nuovamente soffocate dal centralismo. Se sapesse farlo, la Sinistra dimostrerebbe di avere assimilato la grande lezione di Gramsci, conquistando l’egemonia, anziché lasciarla – come sta avvenendo – alla parte politica opposta. La Schlein e Conte ritornano invece all’antico costume, consistente nel proporre i mai abbastanza vituperati modelli stranieri. Se il paradigma rappresentato da Stalin era semi-asiatico, quello di Hamas risulta ancora più lontano dalla nostra cultura. La sua proposta produce dunque l’effetto di allontanare la cosiddetta Sinistra non soltanto dalla possibilità di assumere la guida dello Stato, ma anche dalla capacità di rappresentare le aspirazioni della nostra gente. Come può la Schlein, che non sfila alla testa degli operai disoccupati, ma partecipa ai cortei degli omosessuali, andare d’accordo con chi li precipita dai grattacieli? È vero che anche l’affermazione dell’identità islamica confluisce nel processo di emancipazione dei popoli, ma proprio la necessità di contribuirvi dovrebbe indurci a valorizzare quanto esprime la cultura italiana. Che è certamente – almeno in parte – di matrice cristiana, ed anzi cattolica, ma ha saputo esprimere Manzoni, Rosmini e Gioberti. Cioè il cattolicesimo liberale. Nell’ambito della cosiddetta Sinistra, questa tradizione dovrebbe essere rappresentata dall’ex democristiano Renzi. Il quale apparteneva alla corrente di Fanfani. Ora, però, il “rottamatore” propone per l’Italia il modello dell’Arabia Saudita, che può attrarre soltanto chi è a libro paga del principe ereditario. La Boschi faccia attenzione: verrà reclusa in un “harem”, insieme con le altre concubine.
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L’autunno si annuncia gravido non soltanto di pioggia, ma anche di crisi economica e sociale. Per non parlare del pericolo di guerra. Se dovessero riaccendersi le ostilità tra Israele e l’Iran, il blocco di Hormuz – scongiurato in occasione degli ultimi scontri – produrrebbe conseguenze disastrose su tutta l’Europa occidentale. La nave su cui l’Italia affronta questa congiuntura tempestosa è il Governo Meloni. Che – al pari di ogni regime basato su un’ideologia, anche se non espressamente adottata dallo Stato – tende inevitabilmente a discriminare tra chi vi aderisce e chi, viceversa, la rifiuta. Rimane, tra questi due schieramenti, la zona grigia costituita in particolare dagli imprenditori. I quali, pur non aderendovi espressamente, si astengono anche dal criticarla e dall’esprimere nei suoi confronti una aperta dissociazione. Restringendosi gli spazi in cui costoro si muovono – quando viene meno l’autentica libertà politica, quella economica risulta inevitabilmente inefficace – essi sono costretti a barcamenarsi per sopravvivere. Praticando la resilienza, ma nel contempo manifestando verso il Potere un omaggio formale. Che risulta necessario in quanto il Regime può ulteriormente restringere gli spazi disponibili per gli operatori economici. Quanto accade a livello nazionale trova puntuale riscontro nella nostra piccola realtà cittadina. Dove le imprese superstiti sono assoggettate a una grassazione che riduce in modo drammatico i loro margini di profitto. A tale condizione non è però possibile sottrarsi, se non si vuole chiudere definitivamente bottega. Un Governo che discrimina i cittadini in base alle rispettive convinzioni può naturalmente imporre loro una disciplina. Tanto più cogente quanto più la situazione evolve verso un’economia di guerra. Ciò che un simile potere non potrà tuttavia mai ottenere dai consociati è un’adesione che può risultare incondizionata solo in quanto sia spontanea. Basandosi su convinzioni profonde e condivise. Nel periodo tra il 1915 e il 1918 gli Italiani volevano tutti vincere la guerra, considerandola una causa nazionale. Non fu così durante il conflitto successivo, che venne viceversa percepito come la causa propria di una parte politica. Questo fu precisamente il risultato derivante dall’avere discriminato gli Italiani in base a un criterio ideologico. La Meloni e i suoi corifei sono incamminati su questa stessa strada. L’Opposizione ha certamente commesso degli errori, ma il processo di costruzione della democrazia – o meglio il tentativo di portare l’Italia in questa direzione – non è stato intrapreso a suo tempo contro qualcuno. Questo processo escludeva infatti soltanto chi rifiutava di prendervi parte. Oggi la discriminazione viene invece stabilita “a priori”. Il disastro cui Mussolini aveva condotto l’Italia rese indispensabile, a un certo punto, rovesciare le alleanze. Riportando l’Italia nel campo delle democrazie. Il Re d’Inghilterra, parlando dinanzi al nostro Parlamento, ha signorilmente evitato di ricordare come il Fascismo avesse predicato l’ostilità nei confronti del suo Paese, preferendo ricordare che gli Italiani non si erano lasciati convincere dalla propaganda sulla “Perfida Albione”, ed avessero anzi sentito spontaneamente la necessità di ristabilire una collaborazione e un’amicizia che affondavano le loro radici nel Risorgimento. Tutto ciò conduce inevitabilmente a una conclusione: non ci sono alternative alle alleanze nelle quali oggi il nostro Paese è inserito. L’Opposizione dovrebbe dunque compiere una scelta tanto difficile quanto inevitabile. Consistente nel distinguere tra il doveroso dissenso nei confronti dell’indirizzo autoritario dell’attuale Governo e – dall’altra parte – la necessità di mantenere l’Italia nel campo occidentale. Una volta dato alla sua causa il nostro contributo, verrà il momento di esigere il compenso dovuto per questa scelta. Nel frattempo, ricordiamo ai nostri Alleati come il loro rapporto con una forza politica che non nasconde la propria ispirazione e la propria vocazione autoritaria risulti in primo luogo spurio, una sorta di “mésalliance” che prima o poi rivelerà le contraddizioni su cui è fondata. Questo è il messaggio che noi abbiamo modestamente ma fermamente espresso agli amici di Nizza. Ben prima che le necessità della “realpolitik” inducessero il Sindaco–Presidente Estrosi a offrire al suo omologo, installato su questo lato del confine, il proprio riconoscimento “diplomatico”. O meglio politico, oltre che basato sulle ragioni economiche che abbiamo già avuto modo di illustrare. Chi però sta sbagliando è l’attuale dirigenza dell’Opposizione italiana. Ci sono state autorevolmente riferite le voci che circolano in merito ai finanziamenti giunti ai capi del Partito Democratico e a quelli del Movimento 5 Stelle da certi ambienti islamisti. Se queste voci risultassero fondate, ne saremmo molto rattristati, ma non certo stupiti. L’attuale Maggioranza ha ormai acquisito l’egemonia sui diversi soggetti sociali del nostro Paese. Si identificano infatti in essa non soltanto le varie rappresentanze del padronato imprenditoriale, ma anche molte di quelle espresse da altri ceti. Tanto per fare due esempi, il vecchio sindacato “Bianco”, che aveva un proprio radicamento nella classe operaia, nonché la Coldiretti, espressione dei piccoli imprenditori agrari, si annoverano ormai tra le organizzazioni di massa che incanalano il consenso verso il nuovo Regime. Esonerandolo dalla necessità di costituirle, come invece aveva dovuto fare Mussolini. Un discorso a parte riguarda la Chiesa. La Meloni concluderà con una prevedibile apoteosi l’adunanza annuale di Rimini dei Confessionalisti. Ai quali non si presenterà a mani vuote. Come il Duce poté offrire a Pio XI la trasformazione dello Stato laico in uno Stato sostanzialmente confessionale, così la Presidente del Consiglio potrà esibire non tanto l’abrogazione di alcune norme di legge – o l’introduzione di altre – quanto piuttosto i fatti compiuti che si stanno determinando nei campi dove chi si accinge ad ospitarla opera concretamente. Sostituendosi allo Stato e agli altri enti pubblici nella governance di due settori vitali, quali sono la Sanità e l’Istruzione. Che permettono sia di arricchirsi, sia di estendere la propria base, tanto tra gli utenti quanto tra gli operatori. Che infatti vengono assunti per chiamata diretta da parte di soggetti di diritto privato. Quanto il Concordato del 1929 dichiarava espressamente, e quello del 1984 aveva invece abrogato, si riafferma nella sostanza. Il problema che si pone davanti al nuovo Papa consiste dunque nel mantenere l’alterità – che non significa certamente ostilità, ma comporta necessariamente una distinzione – tra la Chiesa e lo Stato. O meglio tra la Chiesa e il Governo. Il che risulta difficile quando il Governo tende a costituirsi in Regime. È logico che una platea fanatizzata, la quale detesta chiunque le venga additato come “modernista”, o addirittura “comunista”, veda nella Meloni il proprio punto di riferimento. Questa gente stava a suo tempo nella Democrazia Cristiana, ma sempre considerando con sospetto la sua radice popolare – cioè sturziana – poiché scorgeva in essa per l’appunto una contaminazione “modernista”. La fine della Democrazia Cristiana non ha dunque indebolito questo settore, ma anzi ha finito per rafforzarlo, essendo stato eliminato il suo principale nemico interno al mondo cattolico. Rimini segna dunque la sua adesione alla Maggioranza, come avvenne nel 1924, quando la destra del Partito Popolare entrò nel “Listone” fascista. L’Opposizione, anziché affrontare questo pericolo, si dedica a sostenere Hamas. Ripetendo l’errore commesso dopo la Prima e poi dopo la Seconda guerra mondiale. Consistente nel riferirsi a modelli stranieri, appartenenti ad altre culture e ad altre realtà sociali, completamente diverse da quelle proprie dell’Italia e dell’Occidente. Il mito della Rivoluzione d’Ottobre, e poi quello dell’Armata Rossa che “marcia alla riscossa”, portarono per due volte allo stesso tragico errore: Perseverare diabolicum. Si può – anzi si deve – simpatizzare con la causa dell’emancipazione dei popoli. A parte il fatto che noi non riteniamo si debba annoverare Hamas tra quanti la perseguono, se non aveva senso proporre per l’Italia il modello sovietico, ancor meno ne ha proporre oggi quello islamista. Credendo di giustificarsi con l’asserzione secondo cui “i nemici dei miei nemici sono miei amici”. Con un risultato paradossale: il Partito Democratico neanche si accorge che i nostri reparti ospedalieri vengono dati in gestione – naturalmente senza licitazione – alle cooperative appartenenti alla “Società delle Opere”. Svuotando inoltre la Sanità pubblica dei medici comunisti che l’avevano invasa al tempo del dottor Castellano, e riempiendola invece di confessionalisti. Il che dovrebbe allarmare perfino chi – come certi dirigenti democratici nostrani – pensa solo alla carriera. Mentre però la Sanità viene privatizzata, l’unica preoccupazione dei capi della Sinistra consiste nel sostenere lo Stato Palestinese. Il bello è che il segretario della Federazione ci accusava a suo tempo di ignorare che “la Rivoluzione si fa nel proprio Paese”. A parte il fatto che costui preferiva farla a Belgrado, questo signore dovrebbe rivolgere la sua critica precisamente a chi gli è succeduto. Questi soggetti procedono nella direzione esattamente opposta rispetto a quella su cui cammina la Storia. La cosiddetta Sinistra dovrebbe competere con la Destra dimostrando di rappresentare meglio l’identità italiana, anzi le diverse identità regionali che vengono nuovamente soffocate dal centralismo. Se sapesse farlo, la Sinistra dimostrerebbe di avere assimilato la grande lezione di Gramsci, conquistando l’egemonia, anziché lasciarla – come sta avvenendo – alla parte politica opposta. La Schlein e Conte ritornano invece all’antico costume, consistente nel proporre i mai abbastanza vituperati modelli stranieri. Se il paradigma rappresentato da Stalin era semi-asiatico, quello di Hamas risulta ancora più lontano dalla nostra cultura. La sua proposta produce dunque l’effetto di allontanare la cosiddetta Sinistra non soltanto dalla possibilità di assumere la guida dello Stato, ma anche dalla capacità di rappresentare le aspirazioni della nostra gente. Come può la Schlein, che non sfila alla testa degli operai disoccupati, ma partecipa ai cortei degli omosessuali, andare d’accordo con chi li precipita dai grattacieli? È vero che anche l’affermazione dell’identità islamica confluisce nel processo di emancipazione dei popoli, ma proprio la necessità di contribuirvi dovrebbe indurci a valorizzare quanto esprime la cultura italiana. Che è certamente – almeno in parte – di matrice cristiana, ed anzi cattolica, ma ha saputo esprimere Manzoni, Rosmini e Gioberti. Cioè il cattolicesimo liberale. Nell’ambito della cosiddetta Sinistra, questa tradizione dovrebbe essere rappresentata dall’ex democristiano Renzi. Il quale apparteneva alla corrente di Fanfani. Ora, però, il “rottamatore” propone per l’Italia il modello dell’Arabia Saudita, che può attrarre soltanto chi è a libro paga del principe ereditario. La Boschi faccia attenzione: verrà reclusa in un “harem”, insieme con le altre concubine.

Il testo riflette sulla crisi economica, sociale e geopolitica attuale, denunciando i rischi di guerra e le conseguenze per l’Europa. Si critica l’approccio ideologico e discriminatorio del Governo Meloni, paragonato a regimi autoritari del passato, e si sottolinea la riduzione della libertà economica e politica. L’opposizione viene accusata di debolezza, di legami sospetti con ambienti esteri e di rifarsi a modelli stranieri, lontani dalla tradizione italiana. Viene richiamata la necessità di difendere l’identità culturale nazionale, mantenendo al contempo le alleanze occidentali. La Chiesa, la sanità e l’istruz

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Nel suo articolo pubblicato ieri su La Stampa di Torino, Massimo Cacciari constata lucidamente – anticipando i risultati del “Vertice” di Anchorage – il modo in cui la guerra in Ucraina si avvia sostanzialmente a concludersi. Quanto ci attende, in sostanza, è il cosiddetto “decoupling” dell’Europa dalla Russia, o meglio dalla parte orientale del nostro continente. Se è vero che gli avvenimenti successivi alla caduta del Muro di Berlino hanno permesso di includere molti Paesi dell’Est tanto nell’Unione Europea quanto nell’Alleanza Atlantica, è altrettanto vero che non solo permane la contrapposizione tra la “Prima” e la “Terza Roma”, ma soprattutto si manifesta l’impossibilità di saldare in una nuova unità le due parti del continente. Ciò faceva parte tanto dei piani concepiti dai nostri grandi dirigenti del dopoguerra quanto, soprattutto, dei grandi Papi. In particolare Giovanni Paolo II, senza dimenticare che già Paolo VI – incontrando a Gerusalemme il Patriarca Atenagora – mostrava di ritenere imprescindibile la prospettiva della riconciliazione tra la Chiesa d’Occidente e la Chiesa d’Oriente. Laddove – annota Cacciari – il Concilio Vaticano II “poneva la complementarietà, oggi si erge una muraglia cinese”. Se è vero che il vertice tra Putin e Trump si è concluso con un accordo tanto solido quanto inconfessabile, in base al quale l’America riconosce in prospettiva alla Russia l’estensione della sua egemonia sull’intera Ucraina – mentre gli “esperti” si domandavano quanti territori sarebbero stati attribuiti alla sovranità de facto di Mosca – è altresì vero che l’innalzamento di una nuova “Cortina di Ferro” (o di una nuova Muraglia Cinese, come la definisce Cacciari) sul suo confine orientale mette l’Europa nell’impossibilità di divenire “una potenza economica globale, né dal punto di vista demografico, né per le risorse energetiche disponibili, né sotto il profilo economico, produttivo, tecnologico”. L’Europa occidentale si riduce dunque a costituire un avamposto isolato, o meglio contrapposto, simile alla fortezza del Deserto dei Tartari rispetto al suo entroterra euroasiatico. Con la prospettiva di rinchiudersi in una dimensione ristretta e asfittica. Di chi è la colpa di questa situazione? La “vulgata” più diffusa tra gli analisti la attribuisce a Putin, il quale indubbiamente ha voluto affermare le ragioni del suo Paese – deciso a riconquistare tanto la propria integrità territoriale quanto lo status di grande potenza – mediante una violazione del Diritto Internazionale. Solo Putin – si domanda Cacciari – è dunque l’Anticristo? “Piace crederlo? Bene, lasciamolo credere.” Il professore pone allora la questione delle responsabilità dell’Occidente, che non ha voluto fermare la propria espansione militare verso Est, suscitando nella Russia l’atavica paura delle invasioni: prima quella svedese, poi quella napoleonica e infine quella nazista. Quel che conta, però – a prescindere dall’attribuzione delle responsabilità – è che l’Europa ha perduto la sua grande occasione storica. Il nostro continente, “una volta caduto il socialismo reale, avrebbe finalmente potuto essere Occidente ed Eurasia insieme: speranza crollata”. Non oggi, quando Trump abbandona al suo destino l’Ucraina, senza riconoscere espressamente che questo è il risultato del vertice con Putin. Un esito tanto più inconfessabile in quanto contraccambiato con le concessioni sullo sfruttamento dell’Artico. Lenin disse che i “capitalisti” avrebbero venduto ai “bolscevichi” persino “la corda per impiccarli”. Putin, che si atteggia a fedele ortodosso, è in realtà – tra tutti i suoi successori – il più fedele all’insegnamento di Vladimiro Il’ič Ul’janov. Con una strana eterogenesi dei fini, la Russia si espande non già per respingere un’invasione, né semplicemente per estendere il territorio incluso nei propri confini militari, quanto piuttosto nel nome di un’ideologia. Che non è più, naturalmente, quella socialista, ma piuttosto il pensiero panslavista e panortodosso: il pensiero, cioè, che sostiene la sua identità nazionale. Proprio per questo, l’Europa occidentale non deve temere un’ulteriore espansione verso Ovest che – quand’anche risultasse possibile – finirebbe per contaminare, appunto, l’identità della Russia. Ciò nondimeno, l’erezione di un confine impenetrabile a Est ci rinchiude in una visione difensiva e ristretta della nostra identità cristiana occidentale. Cacciari aveva già indovinato – durante la Vacatio Sedis – l’esito del Conclave, intuendo il disegno di un Papato, o meglio di un Cattolicesimo, che l’ex sindaco definiva “carolingio”. Ora il professore ha intravisto con qualche ora di anticipo l’esito del vertice di Anchorage, che risultava prevedibile tenendo conto della situazione internazionale. Trump si preoccupa soltanto del tornaconto economico, che già lo ha spinto a rinnegare la “solidarietà occidentale”. L’Europa, naturalmente, protesta ad alta voce, ma si compiace per non dover aggiungere al danno derivante dai dazi la spesa necessaria per comprare in America le armi da destinare all’Ucraina. Ammesso che il tycoon sia ancora disposto a venderle. Per arricchirlo, basta la vendita delle materie prime energetiche, senza le quali andremo a piedi e passeremo l’inverno al freddo. Putin ha vinto su tutta la linea: avendo ritrovato lo status di grande potenza e accingendosi a restaurare l’unità del “Mondo Russo”, umiliando per giunta l’Europa occidentale, che non poteva avventurarsi in Ucraina con le proprie truppe senza l’apporto americano e soprattutto senza rischiare una guerra mondiale. Ora dovremo tuttavia continuare a fare a meno del nostro migliore fornitore di gas. Risulta evidente la contraddizione tra i nostri proclami altisonanti, in difesa del Diritto Internazionale e della causa della libertà dei popoli, e la convenienza di mantenere un relativo benessere, comunque declinante e soprattutto non supportato da una nostra forza militare, politica ed economica. L’Europa occidentale assomiglia sempre più al Basso Impero Romano.
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Nel suo articolo pubblicato ieri su La Stampa di Torino, Massimo Cacciari constata lucidamente – anticipando i risultati del “Vertice” di Anchorage – il modo in cui la guerra in Ucraina si avvia sostanzialmente a concludersi. Quanto ci attende, in sostanza, è il cosiddetto “decoupling” dell’Europa dalla Russia, o meglio dalla parte orientale del nostro continente. Se è vero che gli avvenimenti successivi alla caduta del Muro di Berlino hanno permesso di includere molti Paesi dell’Est tanto nell’Unione Europea quanto nell’Alleanza Atlantica, è altrettanto vero che non solo permane la contrapposizione tra la “Prima” e la “Terza Roma”, ma soprattutto si manifesta l’impossibilità di saldare in una nuova unità le due parti del continente. Ciò faceva parte tanto dei piani concepiti dai nostri grandi dirigenti del dopoguerra quanto, soprattutto, dei grandi Papi. In particolare Giovanni Paolo II, senza dimenticare che già Paolo VI – incontrando a Gerusalemme il Patriarca Atenagora – mostrava di ritenere imprescindibile la prospettiva della riconciliazione tra la Chiesa d’Occidente e la Chiesa d’Oriente. Laddove – annota Cacciari – il Concilio Vaticano II “poneva la complementarietà, oggi si erge una muraglia cinese”. Se è vero che il vertice tra Putin e Trump si è concluso con un accordo tanto solido quanto inconfessabile, in base al quale l’America riconosce in prospettiva alla Russia l’estensione della sua egemonia sull’intera Ucraina – mentre gli “esperti” si domandavano quanti territori sarebbero stati attribuiti alla sovranità de facto di Mosca – è altresì vero che l’innalzamento di una nuova “Cortina di Ferro” (o di una nuova Muraglia Cinese, come la definisce Cacciari) sul suo confine orientale mette l’Europa nell’impossibilità di divenire “una potenza economica globale, né dal punto di vista demografico, né per le risorse energetiche disponibili, né sotto il profilo economico, produttivo, tecnologico”. L’Europa occidentale si riduce dunque a costituire un avamposto isolato, o meglio contrapposto, simile alla fortezza del Deserto dei Tartari rispetto al suo entroterra euroasiatico. Con la prospettiva di rinchiudersi in una dimensione ristretta e asfittica. Di chi è la colpa di questa situazione? La “vulgata” più diffusa tra gli analisti la attribuisce a Putin, il quale indubbiamente ha voluto affermare le ragioni del suo Paese – deciso a riconquistare tanto la propria integrità territoriale quanto lo status di grande potenza – mediante una violazione del Diritto Internazionale. Solo Putin – si domanda Cacciari – è dunque l’Anticristo? “Piace crederlo? Bene, lasciamolo credere.” Il professore pone allora la questione delle responsabilità dell’Occidente, che non ha voluto fermare la propria espansione militare verso Est, suscitando nella Russia l’atavica paura delle invasioni: prima quella svedese, poi quella napoleonica e infine quella nazista. Quel che conta, però – a prescindere dall’attribuzione delle responsabilità – è che l’Europa ha perduto la sua grande occasione storica. Il nostro continente, “una volta caduto il socialismo reale, avrebbe finalmente potuto essere Occidente ed Eurasia insieme: speranza crollata”. Non oggi, quando Trump abbandona al suo destino l’Ucraina, senza riconoscere espressamente che questo è il risultato del vertice con Putin. Un esito tanto più inconfessabile in quanto contraccambiato con le concessioni sullo sfruttamento dell’Artico. Lenin disse che i “capitalisti” avrebbero venduto ai “bolscevichi” persino “la corda per impiccarli”. Putin, che si atteggia a fedele ortodosso, è in realtà – tra tutti i suoi successori – il più fedele all’insegnamento di Vladimiro Il’ič Ul’janov. Con una strana eterogenesi dei fini, la Russia si espande non già per respingere un’invasione, né semplicemente per estendere il territorio incluso nei propri confini militari, quanto piuttosto nel nome di un’ideologia. Che non è più, naturalmente, quella socialista, ma piuttosto il pensiero panslavista e panortodosso: il pensiero, cioè, che sostiene la sua identità nazionale. Proprio per questo, l’Europa occidentale non deve temere un’ulteriore espansione verso Ovest che – quand’anche risultasse possibile – finirebbe per contaminare, appunto, l’identità della Russia. Ciò nondimeno, l’erezione di un confine impenetrabile a Est ci rinchiude in una visione difensiva e ristretta della nostra identità cristiana occidentale. Cacciari aveva già indovinato – durante la Vacatio Sedis – l’esito del Conclave, intuendo il disegno di un Papato, o meglio di un Cattolicesimo, che l’ex sindaco definiva “carolingio”. Ora il professore ha intravisto con qualche ora di anticipo l’esito del vertice di Anchorage, che risultava prevedibile tenendo conto della situazione internazionale. Trump si preoccupa soltanto del tornaconto economico, che già lo ha spinto a rinnegare la “solidarietà occidentale”. L’Europa, naturalmente, protesta ad alta voce, ma si compiace per non dover aggiungere al danno derivante dai dazi la spesa necessaria per comprare in America le armi da destinare all’Ucraina. Ammesso che il tycoon sia ancora disposto a venderle. Per arricchirlo, basta la vendita delle materie prime energetiche, senza le quali andremo a piedi e passeremo l’inverno al freddo. Putin ha vinto su tutta la linea: avendo ritrovato lo status di grande potenza e accingendosi a restaurare l’unità del “Mondo Russo”, umiliando per giunta l’Europa occidentale, che non poteva avventurarsi in Ucraina con le proprie truppe senza l’apporto americano e soprattutto senza rischiare una guerra mondiale. Ora dovremo tuttavia continuare a fare a meno del nostro migliore fornitore di gas. Risulta evidente la contraddizione tra i nostri proclami altisonanti, in difesa del Diritto Internazionale e della causa della libertà dei popoli, e la convenienza di mantenere un relativo benessere, comunque declinante e soprattutto non supportato da una nostra forza militare, politica ed economica. L’Europa occidentale assomiglia sempre più al Basso Impero Romano.

Massimo Cacciari, in un articolo su La Stampa, riflette sul futuro dell’Europa alla luce della guerra in Ucraina e degli equilibri internazionali. Secondo il filosofo, il vertice tra Putin e Trump ha sancito tacitamente la rinuncia americana a sostenere Kiev in cambio di concessioni sull’Artico. Questo determina il “decoupling” dell’Europa dalla Russia e l’innalzamento di una nuova “Cortina di Ferro”, che condanna l’Europa occidentale a un ruolo marginale, priva di forza economica, demografica e militare. L’Occidente ha perso l’occasione storica di unire Eurasia e Occidente dopo la caduta del socialismo reale. Pu

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Il testo prende spunto dalla necrologia di Renata Carli per denunciare il comportamento freddo e distaccato del Sindaco durante le esequie e per evidenziare le contraddizioni interne al ceto imprenditoriale imperiese. Si sottolinea la tensione tra libertà economica e controllo politico, il ruolo di resistenza affidato agli imprenditori locali e il rischio di compromessi forzati con il potere. In parallelo, viene richiamata la crisi europea legata alla guerra in Ucraina, vista come simbolo dell’impotenza del continente e della fragilità della libertà di intrapresa, da difendere come ultimo baluardo di identità civile.
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Il testo prende spunto dalla necrologia di Renata Carli per denunciare il comportamento freddo e distaccato del Sindaco durante le esequie e per evidenziare le contraddizioni interne al ceto imprenditoriale imperiese. Si sottolinea la tensione tra libertà economica e controllo politico, il ruolo di resistenza affidato agli imprenditori locali e il rischio di compromessi forzati con il potere. In parallelo, viene richiamata la crisi europea legata alla guerra in Ucraina, vista come simbolo dell’impotenza del continente e della fragilità della libertà di intrapresa, da difendere come ultimo baluardo di identità civile.

Il testo prende spunto dalla necrologia di Renata Carli per denunciare il comportamento freddo e distaccato del Sindaco durante le esequie e per evidenziare le contraddizioni interne al ceto imprenditoriale imperiese. Si sottolinea la tensione tra libertà economica e controllo politico, il ruolo di resistenza affidato agli imprenditori locali e il rischio di compromessi forzati con il potere. In parallelo, viene richiamata la crisi europea legata alla guerra in Ucraina, vista come simbolo dell’impotenza del continente e della fragilità della libertà di intrapresa, da difendere come ultimo baluardo di identità civ

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Il Trattato detto “del Quirinale” venne stipulato per volontà di Macron pochi mesi prima che la prevedibile crisi del Governo di Roma
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Il Trattato detto “del Quirinale” venne stipulato per volontà di Macron pochi mesi prima che la prevedibile crisi del Governo di Roma

Il Trattato del Quirinale, voluto da Macron e firmato dai Capi di Stato di Francia e Italia, mirava a consolidare la cooperazione bilaterale e a rendere più stabile l’accordo, soprattutto nei territori di confine (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria). Esso prevedeva gestione comune dei servizi, pianificazione territoriale e tutela delle identità linguistiche locali. La Francia accelerò la firma temendo derive autoritarie in Italia, timori confermati dall’ostilità di Salvini verso Parigi. Iniziative come la Manifestazione dei Sindaci rafforzarono la speranza che il Trattato producesse effetti concreti, ma successive

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Se l’indicazione che risulta implicitamente dall’annuncio del “Vertice” tra Putin e Trump in Alaska verrà confermata – come fa prevedere la convocazione di una riunione preparatoria tra le parti, da celebrare in Inghilterra – ciò vorrà dire che si prospetta per l’Ucraina una soluzione di tipo “coreano”: che è l’unica possibile, salvo la deprecata ipotesi di un allargamento del conflitto. L’Occidente preferisce logicamente evitarlo, per concentrarsi sul Medio Oriente ed, in prospettiva, su Formosa. È vero che Trump ha parlato di “scambi” di territori, ma una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, risulta molto improbabile un ritiro degli opposti eserciti dalle posizioni che hanno raggiunto, o che hanno mantenuto. L’unico caso in cui ciò non avvenne fu la Croazia, dove gli Occidentali imposero ai Serbi di ripiegare sulla linea di confine tra le repubbliche ex jugoslave. In questo caso, però, esisteva un soggetto terzo in grado di imporre il rispetto del proprio arbitrato. Nel caso della Russia, in tanto si può ottenere una cessazione degli scontri in quanto precisamente si accetta il principio che i confini – in questo caso tra le repubbliche ex sovietiche – possono essere ridisegnati, quanto meno de facto, rispettando il criterio dell’appartenenza linguistica. La conseguente “pulizia etnica” si è peraltro già consumata: chi non era russofono ha infatti dovuto abbandonare i territori invasi. Se poi la loro annessione rimarrà de facto, ovvero troverà un riconoscimento de jure, diviene a questo punto una questione irrilevante. Putin ottiene il riconoscimento del suo rinnovato ruolo di grande potenza, quanto meno regionale, e l’Ucraina – in cambio di amputazioni territoriali già consumate e comunque irreversibili – consegue una protezione occidentale sulla sua residua sovranità. Quanto soprattutto trova conferma è il riconoscimento dell’aspetto più rilevante della politica di potenza, che si estrinseca nell’uso della forza militare: ciascuno si appropria di tutto quanto gli appartiene in base al mero rapporto di forze. Vedi il caso di Israele, che assume il controllo militare di tutta la Striscia di Gaza, riservandosi di definire lo “status” giuridico che lo garantisca meglio: probabilmente un’amministrazione affidata ai Paesi Arabi. Che da una parte lasciano mano libera a Netanyahu nei riguardi dei Palestinesi, e dall’altra approfittano della sua protezione contro le ambizioni egemoniche dell’Iran. Quanto risulta morto e sepolto è il cosiddetto “internazionalismo”, cioè una prassi politica che costituiva il corollario della vecchia prevalenza delle ideologie. “Il Secolo XIX”, compiacendosi perché i manifestanti di Genova hanno bloccato nel porto un cannone destinato a Israele, pubblica impietosamente la fotografia dello sparuto gruppo di persone che sono riuscite nell’impresa. Le quali sono così poche che non sarebbero riuscite a bloccare neanche la corsa di un autobus del servizio urbano. Evidentemente, il Governo ha deciso sua sponte una sorta di embargo – che altri Paesi dell’Europa Occidentale hanno da parte loro proclamato formalmente – nei confronti di Israele. L’affinità ideologica tra diversi soggetti internazionali non condiziona però più neanche in minima misura le loro scelte. L’Arabia Saudita è da tempo un alleato oggettivo di Gerusalemme (sempre che non siano già in vigore degli accordi riservati), pur essendo uno Stato confessionale islamico, dove per giunta Israele non figura sulle mappe dei testi scolastici. Trump non si può considerare certamente un sostenitore della funzione messianica attribuita a Mosca in quanto “Terza Roma”, tanto più da quando – per la prima volta nella Storia – un suo concittadino occupa il Soglio di Pietro, e deve di conseguenza difendere le prerogative della “Prima Roma”. Il “Tycoon” non esita però a riconoscere come valide – almeno in parte – le pretese accampate dal nuovo imperatore di Russia. Il fondamento ideologico del potere vale tuttora però in politica interna, costituendo il fondamento dell’autorità esercitata tanto dalle dittature quanto dalle cosiddette “democrature”. Che hanno tutte in comune l’affermazione di una particolare identità. Se non vi sono dubbi sull’esistenza di quella propria della Russia, l’identità italiana costituisce – lo ripetiamo ancora una volta – un’invenzione intellettuale ed un’imposizione ideologica. Che fu tuttavia propria a suo tempo tanto dell’Italia liberale, dopo la sua costituzione in seguito al cosiddetto Risorgimento, quanto – in misura ancor maggiore – dell’Italia fascista. A partire dalla Liberazione prevalse – insieme con l’affermazione delle ideologie di cui erano assertori tanto i democristiani quanto i comunisti e i socialisti – per l’appunto l’internazionalismo. Le forze politiche dominanti la Prima Repubblica vissero tutte di rendita sulle cause proprie di altri Paesi: al sostegno offerto dai democristiani agli insorti ungheresi e ai cattolici polacchi faceva riscontro la mobilitazione della sinistra in favore del Vietnam. In verità, ai dirigenti dell’una e dell’altra parte non importava granché di tutte queste vicende, che venivano strumentalizzate o per sostenere l’adesione ad un sistema di alleanze, o viceversa per avversarlo. Ora la Meloni deve far dimenticare agli alleati europei dell’Italia le proprie radici ideologiche. Le vicende di tutti gli altri Paesi del continente dimostrano infatti che in essi vale pur sempre la conventio ad excludendum nei confronti dell’estrema destra. Così è stato – almeno fino ad ora – in Francia, in Spagna, in Germania e in Austria. In Italia, però, questa parte politica ha segnato una espansione elettorale inarrestabile, e la destra “moderata” ha scelto di accodarsi. Mettendo in pericolo la regola – fondamentale nelle democrazie rappresentative – della reversibilità delle maggioranze. La Meloni non ha infatti perso l’occasione per ripetere quanto già riuscito ai vari Putin, Erdogan, Modi e compagnia. Abbiamo udito questa mattina su Radio Radicale un giurista affermare che si è applicato il metodo detto “della cottura della rana”: se lo si getta nell’acqua bollente, il batrace salta fuori dalla pentola; se invece lo si mette nell’acqua fredda, l’aumento progressivo del calore lo stordisce, finendo per cucinarlo. Non fu però questo il metodo seguito da Mussolini, che instaurò progressivamente il regime in un arco di tempo che va dal 1922 al 1929. La differenza consiste soltanto che Mussolini, alla fine, lo dichiarò, mentre la Meloni nega la sua stessa esistenza. Se è così, però, non si vede per quale motivo la Presidente del Consiglio sottolinei con insistenza la discontinuità del suo Governo rispetto a tutta la vicenda storica precedente, cui attribuisce il carattere di una degenerazione, mentre a partire dal suo avvento si assisterebbe – secondo lei – a una rinascita. Ricordiamo bene quando, recandoci a Nizza, ammonivamo i nostri interlocutori francesi sul rischio costituito dall’avere il Terzo Mondo – inteso soprattutto come affermazione di una cultura politica estranea alla tradizione liberale e democratica europea – a Ponte San Luigi, cioè a trenta chilometri dagli eleganti dehors della Promenade su cui consumano tranquillamente ostriche e champagne. La Meloni è però riuscita a farsi percepire come un fattore di stabilizzazione. Se gli italiani non possono più praticare l’alternanza al governo, e se viene loro imposta una legislazione autoritaria, il Paese è tuttavia apparentemente tranquillo. Ecco dunque che i dirigenti di Parigi, di Bruxelles e della stessa Nizza sussumono tutti questi aspetti inquietanti della nostra situazione, ed anzi offrono alle Autorità di Roma un sostanziale sostegno. La recente visita di una delegazione delle Alpi Marittime a Imperia – a parte i risvolti gastronomici, che hanno messo nel giusto risalto l’opera del nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo – ha segnato l’accettazione da parte francese di tutto quanto reclamato dal “Bassotto”: anche a nome e per conto della Signora della Garbatella.
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Se l’indicazione che risulta implicitamente dall’annuncio del “Vertice” tra Putin e Trump in Alaska verrà confermata – come fa prevedere la convocazione di una riunione preparatoria tra le parti, da celebrare in Inghilterra – ciò vorrà dire che si prospetta per l’Ucraina una soluzione di tipo “coreano”: che è l’unica possibile, salvo la deprecata ipotesi di un allargamento del conflitto. L’Occidente preferisce logicamente evitarlo, per concentrarsi sul Medio Oriente ed, in prospettiva, su Formosa. È vero che Trump ha parlato di “scambi” di territori, ma una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, risulta molto improbabile un ritiro degli opposti eserciti dalle posizioni che hanno raggiunto, o che hanno mantenuto. L’unico caso in cui ciò non avvenne fu la Croazia, dove gli Occidentali imposero ai Serbi di ripiegare sulla linea di confine tra le repubbliche ex jugoslave. In questo caso, però, esisteva un soggetto terzo in grado di imporre il rispetto del proprio arbitrato. Nel caso della Russia, in tanto si può ottenere una cessazione degli scontri in quanto precisamente si accetta il principio che i confini – in questo caso tra le repubbliche ex sovietiche – possono essere ridisegnati, quanto meno de facto, rispettando il criterio dell’appartenenza linguistica. La conseguente “pulizia etnica” si è peraltro già consumata: chi non era russofono ha infatti dovuto abbandonare i territori invasi. Se poi la loro annessione rimarrà de facto, ovvero troverà un riconoscimento de jure, diviene a questo punto una questione irrilevante. Putin ottiene il riconoscimento del suo rinnovato ruolo di grande potenza, quanto meno regionale, e l’Ucraina – in cambio di amputazioni territoriali già consumate e comunque irreversibili – consegue una protezione occidentale sulla sua residua sovranità. Quanto soprattutto trova conferma è il riconoscimento dell’aspetto più rilevante della politica di potenza, che si estrinseca nell’uso della forza militare: ciascuno si appropria di tutto quanto gli appartiene in base al mero rapporto di forze. Vedi il caso di Israele, che assume il controllo militare di tutta la Striscia di Gaza, riservandosi di definire lo “status” giuridico che lo garantisca meglio: probabilmente un’amministrazione affidata ai Paesi Arabi. Che da una parte lasciano mano libera a Netanyahu nei riguardi dei Palestinesi, e dall’altra approfittano della sua protezione contro le ambizioni egemoniche dell’Iran. Quanto risulta morto e sepolto è il cosiddetto “internazionalismo”, cioè una prassi politica che costituiva il corollario della vecchia prevalenza delle ideologie. “Il Secolo XIX”, compiacendosi perché i manifestanti di Genova hanno bloccato nel porto un cannone destinato a Israele, pubblica impietosamente la fotografia dello sparuto gruppo di persone che sono riuscite nell’impresa. Le quali sono così poche che non sarebbero riuscite a bloccare neanche la corsa di un autobus del servizio urbano. Evidentemente, il Governo ha deciso sua sponte una sorta di embargo – che altri Paesi dell’Europa Occidentale hanno da parte loro proclamato formalmente – nei confronti di Israele. L’affinità ideologica tra diversi soggetti internazionali non condiziona però più neanche in minima misura le loro scelte. L’Arabia Saudita è da tempo un alleato oggettivo di Gerusalemme (sempre che non siano già in vigore degli accordi riservati), pur essendo uno Stato confessionale islamico, dove per giunta Israele non figura sulle mappe dei testi scolastici. Trump non si può considerare certamente un sostenitore della funzione messianica attribuita a Mosca in quanto “Terza Roma”, tanto più da quando – per la prima volta nella Storia – un suo concittadino occupa il Soglio di Pietro, e deve di conseguenza difendere le prerogative della “Prima Roma”. Il “Tycoon” non esita però a riconoscere come valide – almeno in parte – le pretese accampate dal nuovo imperatore di Russia. Il fondamento ideologico del potere vale tuttora però in politica interna, costituendo il fondamento dell’autorità esercitata tanto dalle dittature quanto dalle cosiddette “democrature”. Che hanno tutte in comune l’affermazione di una particolare identità. Se non vi sono dubbi sull’esistenza di quella propria della Russia, l’identità italiana costituisce – lo ripetiamo ancora una volta – un’invenzione intellettuale ed un’imposizione ideologica. Che fu tuttavia propria a suo tempo tanto dell’Italia liberale, dopo la sua costituzione in seguito al cosiddetto Risorgimento, quanto – in misura ancor maggiore – dell’Italia fascista. A partire dalla Liberazione prevalse – insieme con l’affermazione delle ideologie di cui erano assertori tanto i democristiani quanto i comunisti e i socialisti – per l’appunto l’internazionalismo. Le forze politiche dominanti la Prima Repubblica vissero tutte di rendita sulle cause proprie di altri Paesi: al sostegno offerto dai democristiani agli insorti ungheresi e ai cattolici polacchi faceva riscontro la mobilitazione della sinistra in favore del Vietnam. In verità, ai dirigenti dell’una e dell’altra parte non importava granché di tutte queste vicende, che venivano strumentalizzate o per sostenere l’adesione ad un sistema di alleanze, o viceversa per avversarlo. Ora la Meloni deve far dimenticare agli alleati europei dell’Italia le proprie radici ideologiche. Le vicende di tutti gli altri Paesi del continente dimostrano infatti che in essi vale pur sempre la conventio ad excludendum nei confronti dell’estrema destra. Così è stato – almeno fino ad ora – in Francia, in Spagna, in Germania e in Austria. In Italia, però, questa parte politica ha segnato una espansione elettorale inarrestabile, e la destra “moderata” ha scelto di accodarsi. Mettendo in pericolo la regola – fondamentale nelle democrazie rappresentative – della reversibilità delle maggioranze. La Meloni non ha infatti perso l’occasione per ripetere quanto già riuscito ai vari Putin, Erdogan, Modi e compagnia. Abbiamo udito questa mattina su Radio Radicale un giurista affermare che si è applicato il metodo detto “della cottura della rana”: se lo si getta nell’acqua bollente, il batrace salta fuori dalla pentola; se invece lo si mette nell’acqua fredda, l’aumento progressivo del calore lo stordisce, finendo per cucinarlo. Non fu però questo il metodo seguito da Mussolini, che instaurò progressivamente il regime in un arco di tempo che va dal 1922 al 1929. La differenza consiste soltanto che Mussolini, alla fine, lo dichiarò, mentre la Meloni nega la sua stessa esistenza. Se è così, però, non si vede per quale motivo la Presidente del Consiglio sottolinei con insistenza la discontinuità del suo Governo rispetto a tutta la vicenda storica precedente, cui attribuisce il carattere di una degenerazione, mentre a partire dal suo avvento si assisterebbe – secondo lei – a una rinascita. Ricordiamo bene quando, recandoci a Nizza, ammonivamo i nostri interlocutori francesi sul rischio costituito dall’avere il Terzo Mondo – inteso soprattutto come affermazione di una cultura politica estranea alla tradizione liberale e democratica europea – a Ponte San Luigi, cioè a trenta chilometri dagli eleganti dehors della Promenade su cui consumano tranquillamente ostriche e champagne. La Meloni è però riuscita a farsi percepire come un fattore di stabilizzazione. Se gli italiani non possono più praticare l’alternanza al governo, e se viene loro imposta una legislazione autoritaria, il Paese è tuttavia apparentemente tranquillo. Ecco dunque che i dirigenti di Parigi, di Bruxelles e della stessa Nizza sussumono tutti questi aspetti inquietanti della nostra situazione, ed anzi offrono alle Autorità di Roma un sostanziale sostegno. La recente visita di una delegazione delle Alpi Marittime a Imperia – a parte i risvolti gastronomici, che hanno messo nel giusto risalto l’opera del nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo – ha segnato l’accettazione da parte francese di tutto quanto reclamato dal “Bassotto”: anche a nome e per conto della Signora della Garbatella.

Il testo analizza la prospettiva di un vertice tra Putin e Trump e la possibile “soluzione coreana” per l’Ucraina, con divisione stabile dei territori conquistati. Viene sottolineata la logica delle potenze: i confini si ridisegnano in base alla forza militare, come dimostra anche il caso di Israele a Gaza. L’internazionalismo appare superato: gli Stati agiscono per interessi e identità, non più per affinità ideologiche. In Italia, la crescita della destra guidata da Giorgia Meloni viene paragonata a processi autoritari in altri Paesi, con il rischio di ridurre la reversibilità democratica. Tuttavia, Meloni riesc

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La giornata del sette agosto ha segnato il trionfo – quanto meno nell’attuale congiuntura storica – di due personaggi diversi tra loro, ma curiosamente accomunati dal “modus procedendi”: uno è Benjamin Netanyahu, l’altro è Claudio Scajola.
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La giornata del sette agosto ha segnato il trionfo – quanto meno nell’attuale congiuntura storica – di due personaggi diversi tra loro, ma curiosamente accomunati dal “modus procedendi”: uno è Benjamin Netanyahu, l’altro è Claudio Scajola.

La giornata del sette agosto ha segnato il trionfo – quanto meno nell’attuale congiuntura storica – di due personaggi diversi tra loro, ma curiosamente accomunati dal “modus procedendi”: uno è Benjamin Netanyahu, l’altro è Claudio Scajola. Mentre però il Primo Ministro di Israele ha dovuto combattere per dieci ore nel “Gabinetto di Guerra” per imporre il proprio punto di vista ai riluttanti Capi delle Forze Armate, il “Bassotto” ha camminato sul velluto. Tanto che ha invitato l’intera comitiva dei suoi interlocutori al Ristorante “Braccioforte”, dove si è solennizzato un duplice accordo. Un aspetto riguarda la ce

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Ponte sullo Stretto, caso Al Masri e strategia di governo: tra geopolitica e opposizione divisa
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Ponte sullo Stretto, caso Al Masri e strategia di governo: tra geopolitica e opposizione divisa

Due notizie, apparentemente non in relazione tra loro e provenienti per giunta da Paesi lontani l’uno dall’altro, concorrono a rilevare la tendenza alla frantumazione degli Stati Nazionali. La Signora Proietti, “Governatrice” dell’Umbria, ha accettato di buon grado l’inclusione della sua Regione nella grande “Zona Economica Speciale”, comprendente già tutto quanto il Meridione d’Italia e le Isole, alla quale sono riservati notevoli benefici fiscali, tali da indurre molte imprese del Settentrione a collocarvi le rispettive sedi legali. I Deputati Democratici delle Marche hanno invece espresso contrarietà a tale mi

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Due notizie, apparentemente non in relazione tra loro e provenienti per giunta da Paesi lontani l’uno dall’altro, concorrono a rilevare la tendenza alla frantumazione degli Stati Nazionali. La Signora Proietti, “Governatrice” dell’Umbria, ha accettato di buon grado l’inclusione della sua Regione nella grande “Zona Economica Speciale”, comprendente già tutto quanto il Meridione d’Italia e le Isole, alla quale sono riservati notevoli benefici fiscali, tali da indurre molte imprese del Settentrione a collocarvi le rispettive sedi legali. I Deputati Democratici delle Marche hanno invece espresso contrarietà a tale misura, regalando così un argomento al candidato della Destra alla Presidenza della Regione, il quale potrà attribuire alla “Sinistra” la responsabilità della crisi economica che affligge una Regione un tempo piena di piccole fabbriche, ed oggi cosparsa di capannoni vuoti. Un Partito che si rispetti esamina la questione nei competenti organi nazionali, in modo da esprimere una valutazione univoca. Si ripete dunque quanto avvenuto a Roma, dove il Sindaco Gualtieri ha collaborato alla stesura del Disegno di Legge con cui verrà emendata la Costituzione. E per giunta se ne vanta, potendo esibire di fronte ai Quiriti un aumento delle competenze attribuite al Comune, nonché dei fondi che egli stesso sarà chiamato a spendere quale capo dell’Amministrazione di “Roma Capitale”. Noi siamo sempre stati a favore di un incremento delle autonomie locali, che però – a nostro modesto avviso – dovrebbero essere estese tutte quante, anche se non necessariamente nella stessa misura. Il sistema costituzionale spagnolo ha retto fino ad ora alle tendenze centrifughe proprio in quanto venne configurato secondo una “geometria variabile”, tenendo conto delle diverse caratteristiche – culturali, storiche e sociali – delle diverse “Autonomie”. Così vengono denominate nel Paese iberico i soggetti corrispondenti alle nostre Regioni. Il Re Juan Carlos usava regolarmente, nei suoi discorsi ufficiali, l’espressione “Confederazione Spagnola”, volendo con questo sottolineare come il potere di imperio proprio di tali enti fosse tanto originario quanto quello attribuito all’Autorità Centrale. La Costituzione della Baviera – per dare un altro esempio – afferma nel suo primo articolo che “la Baviera è uno Stato”. Essendo la Germania per l’appunto una Repubblica federale, tale caratteristica è implicita nella sua stessa qualificazione giuridica, e non avrebbe dunque bisogno di essere resa esplicita. La sottomissione di Monaco a Berlino nel 1871 diede luogo a una umiliazione che i Bavaresi non hanno mai dimenticato, e che alimenta tuttora le loro tendenze autonomistiche, se non indipendentiste. La lettera di adesione al “Primo Reich” venne spedita da Bismarck al Re Luigi II, la cui condizione era notoriamente indebolita dalla malattia mentale, che lo avrebbe in seguito portato alla deposizione, e poi a una morte misteriosa, probabilmente dovuta a un “omicidio di Stato”. Il sovrano dovette restituire il documento dopo averlo firmato, come se fosse stato un modulo distribuito dall’Amministrazione Pubblica. La cosiddetta “Autonomia Differenziata”, tanto pubblicizzata dalla Lega, è una finzione sul piano sostanziale, ed è una truffa dal punto di vista del Diritto. Si tratta di una finzione in quanto non vengono garantiti dallo Stato i mezzi finanziari necessari per l’esercizio delle nuove competenze che si finge di attribuire alle Regioni. Si tratta di una truffa perché il loro esercizio – mancando una assegnazione esplicita da parte della Costituzione – mette il Governo nella condizione di richiedere l’annullamento degli atti, tanto legislativi quanto amministrativi, emanati in base alla asserita “Riforma” dalle Regioni. La dimostrazione “a contrario” di quanto da noi sostenuto al riguardo viene proprio dall’emendamento costituzionale che istituisce “Roma Capitale” quale nuovo ente pubblico territoriale. Le sue nuove attribuzioni risulteranno infatti da una modifica della Legge Suprema, che è mancata quando si è varata la cosiddetta “Autonomia Differenziata”. Se Gualtieri fosse un sincero fautore del decentramento, rivendicherebbe lo stesso trattamento riservato a Roma quanto meno anche per le altre “Città Metropolitane”. La logica in cui si muove l’inquilino del Campidoglio – come anche la “Governatrice” dell’Umbria – è invece quella del “Si salvi chi può”, che induce ad afferrare quanto passa il convento, senza preoccuparsi dei connazionali. Eppure il Partito Democratico, in cui milita Gualtieri (il quale vi è pervenuto con la componente ex comunista), aveva gridato a suo tempo al tradimento della solidarietà – e perfino dell’Unità – nazionale quando era entrata in vigore la pseudo “Riforma” voluta da Calderoli. Il quale è un ottimo medico, ma dimostra di ignorare completamente il Diritto Costituzionale. Le competenze delle Regioni sono infatti indicate tassativamente nella Costituzione, che non può essere emendata mediante una Legge Ordinaria. Quando invece si è voluto effettivamente accrescere la competenza di “Roma Capitale”, si è promosso il suo emendamento, in base al quale la Capitale godrà di uno “status” giuridico privilegiato, comparabile con quello delle Regioni a Statuto Speciale, che infatti viene loro concesso mediante una Legge Costituzionale. In America, il Congresso del Texas ha ridisegnato i collegi elettorali in cui si eleggono i membri della Camera dei Rappresentanti da mandare a Washington, in modo da garantire ai Repubblicani cinque seggi in più. La California ha risposto con un analogo provvedimento, che a sua volta permetterà di aumentare in egual misura la rappresentanza dei Democratici. Lo Stato laico per antonomasia, cioè la Federazione Nordamericana, applica – sia pure trasferendolo dalla discriminante confessionale all’appartenenza politica – il principio “Cuius regio, eius religio”. Da tempo, si registra negli Stati Uniti il fenomeno di una migrazione interna, che porta i militanti dei due partiti a trasferirsi dove è maggioritario quello cui essi appartengono. In Italia assistiamo viceversa a una più disinvolta acquisizione alla fazione egemone di quanti provengono da una origine ideologica diversa, ma con il loro cambio di casacca garantiscono l’omogeneità della rappresentanza politica di un determinato territorio. Gualtieri si è probabilmente garantito la rielezione, dato che – in cambio del suo interessamento per facilitare l’approvazione in Parlamento della nuova norma – la Destra gli opporrà il classico “candidato debole”. Ciò è già peraltro avvenuto in occasione del suo primo mandato, quando scese in campo contro di lui il meloniano Michetti, un personaggio da fescennino espresso dal “Movimento Tradizionale Romano”. Si tratta di un pittoresco raggruppamento di estrema destra, i cui adepti si riuniscono vestendo la toga e consumano i loro banchetti adagiati sul triclinio. Costoro non si esprimono peraltro in latino, dato che – a causa della loro insufficiente scolarizzazione – non sanno neanche declinare “Rosa rosae”. Quando costui arrivò in ritardo a un dibattito televisivo, venne accusato di avere parcheggiato la biga in terza fila. Ad Imperia, l’arruolamento dei rappresentanti della “Sinistra” nelle fila della Maggioranza si giustifica nel nome del ripudio del “Revisionismo”. Se in Spagna Juan Carlos era chiamato il “Re dei Repubblicani”, avendoli riabilitati per garantire il loro appoggio alla Corona, Scajola è il “Sindaco degli Staliniani”, di cui il “Bassotto” propizia ultimamente la “conversione” costringendoli ad ascoltare la catechesi impartita dal fido De Via. Il cui verbo, esposto recentemente in occasione di una solenne riunione conviviale, celebrata in un rinomato ristorante di Nava, ha svolto per due autorevoli esponenti dell’Opposizione la stessa funzione della caduta sulla via di Damasco occorsa a San Paolo, al punto che si è gridato al miracolo. Abbiamo cortesemente rifiutato un invito a presenziare all’evento, che ci è stato porto dal nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Appartenendo al Giansenismo ed al “Modernismo”, non ci siamo mai recati in visita ad alcun Santuario: né Lourdes, né Fatima, né Loreto, né San Giovanni Rotondo. Non ci è stato dunque possibile assistere all’evento prodigioso, cui preferiamo dare, come già detto, una spiegazione razionale: “Cuius regio, eius religio”.
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Due notizie, apparentemente non in relazione tra loro e provenienti per giunta da Paesi lontani l’uno dall’altro, concorrono a rilevare la tendenza alla frantumazione degli Stati Nazionali. La Signora Proietti, “Governatrice” dell’Umbria, ha accettato di buon grado l’inclusione della sua Regione nella grande “Zona Economica Speciale”, comprendente già tutto quanto il Meridione d’Italia e le Isole, alla quale sono riservati notevoli benefici fiscali, tali da indurre molte imprese del Settentrione a collocarvi le rispettive sedi legali. I Deputati Democratici delle Marche hanno invece espresso contrarietà a tale misura, regalando così un argomento al candidato della Destra alla Presidenza della Regione, il quale potrà attribuire alla “Sinistra” la responsabilità della crisi economica che affligge una Regione un tempo piena di piccole fabbriche, ed oggi cosparsa di capannoni vuoti. Un Partito che si rispetti esamina la questione nei competenti organi nazionali, in modo da esprimere una valutazione univoca. Si ripete dunque quanto avvenuto a Roma, dove il Sindaco Gualtieri ha collaborato alla stesura del Disegno di Legge con cui verrà emendata la Costituzione. E per giunta se ne vanta, potendo esibire di fronte ai Quiriti un aumento delle competenze attribuite al Comune, nonché dei fondi che egli stesso sarà chiamato a spendere quale capo dell’Amministrazione di “Roma Capitale”. Noi siamo sempre stati a favore di un incremento delle autonomie locali, che però – a nostro modesto avviso – dovrebbero essere estese tutte quante, anche se non necessariamente nella stessa misura. Il sistema costituzionale spagnolo ha retto fino ad ora alle tendenze centrifughe proprio in quanto venne configurato secondo una “geometria variabile”, tenendo conto delle diverse caratteristiche – culturali, storiche e sociali – delle diverse “Autonomie”. Così vengono denominate nel Paese iberico i soggetti corrispondenti alle nostre Regioni. Il Re Juan Carlos usava regolarmente, nei suoi discorsi ufficiali, l’espressione “Confederazione Spagnola”, volendo con questo sottolineare come il potere di imperio proprio di tali enti fosse tanto originario quanto quello attribuito all’Autorità Centrale. La Costituzione della Baviera – per dare un altro esempio – afferma nel suo primo articolo che “la Baviera è uno Stato”. Essendo la Germania per l’appunto una Repubblica federale, tale caratteristica è implicita nella sua stessa qualificazione giuridica, e non avrebbe dunque bisogno di essere resa esplicita. La sottomissione di Monaco a Berlino nel 1871 diede luogo a una umiliazione che i Bavaresi non hanno mai dimenticato, e che alimenta tuttora le loro tendenze autonomistiche, se non indipendentiste. La lettera di adesione al “Primo Reich” venne spedita da Bismarck al Re Luigi II, la cui condizione era notoriamente indebolita dalla malattia mentale, che lo avrebbe in seguito portato alla deposizione, e poi a una morte misteriosa, probabilmente dovuta a un “omicidio di Stato”. Il sovrano dovette restituire il documento dopo averlo firmato, come se fosse stato un modulo distribuito dall’Amministrazione Pubblica. La cosiddetta “Autonomia Differenziata”, tanto pubblicizzata dalla Lega, è una finzione sul piano sostanziale, ed è una truffa dal punto di vista del Diritto. Si tratta di una finzione in quanto non vengono garantiti dallo Stato i mezzi finanziari necessari per l’esercizio delle nuove competenze che si finge di attribuire alle Regioni. Si tratta di una truffa perché il loro esercizio – mancando una assegnazione esplicita da parte della Costituzione – mette il Governo nella condizione di richiedere l’annullamento degli atti, tanto legislativi quanto amministrativi, emanati in base alla asserita “Riforma” dalle Regioni. La dimostrazione “a contrario” di quanto da noi sostenuto al riguardo viene proprio dall’emendamento costituzionale che istituisce “Roma Capitale” quale nuovo ente pubblico territoriale. Le sue nuove attribuzioni risulteranno infatti da una modifica della Legge Suprema, che è mancata quando si è varata la cosiddetta “Autonomia Differenziata”. Se Gualtieri fosse un sincero fautore del decentramento, rivendicherebbe lo stesso trattamento riservato a Roma quanto meno anche per le altre “Città Metropolitane”. La logica in cui si muove l’inquilino del Campidoglio – come anche la “Governatrice” dell’Umbria – è invece quella del “Si salvi chi può”, che induce ad afferrare quanto passa il convento, senza preoccuparsi dei connazionali. Eppure il Partito Democratico, in cui milita Gualtieri (il quale vi è pervenuto con la componente ex comunista), aveva gridato a suo tempo al tradimento della solidarietà – e perfino dell’Unità – nazionale quando era entrata in vigore la pseudo “Riforma” voluta da Calderoli. Il quale è un ottimo medico, ma dimostra di ignorare completamente il Diritto Costituzionale. Le competenze delle Regioni sono infatti indicate tassativamente nella Costituzione, che non può essere emendata mediante una Legge Ordinaria. Quando invece si è voluto effettivamente accrescere la competenza di “Roma Capitale”, si è promosso il suo emendamento, in base al quale la Capitale godrà di uno “status” giuridico privilegiato, comparabile con quello delle Regioni a Statuto Speciale, che infatti viene loro concesso mediante una Legge Costituzionale. In America, il Congresso del Texas ha ridisegnato i collegi elettorali in cui si eleggono i membri della Camera dei Rappresentanti da mandare a Washington, in modo da garantire ai Repubblicani cinque seggi in più. La California ha risposto con un analogo provvedimento, che a sua volta permetterà di aumentare in egual misura la rappresentanza dei Democratici. Lo Stato laico per antonomasia, cioè la Federazione Nordamericana, applica – sia pure trasferendolo dalla discriminante confessionale all’appartenenza politica – il principio “Cuius regio, eius religio”. Da tempo, si registra negli Stati Uniti il fenomeno di una migrazione interna, che porta i militanti dei due partiti a trasferirsi dove è maggioritario quello cui essi appartengono. In Italia assistiamo viceversa a una più disinvolta acquisizione alla fazione egemone di quanti provengono da una origine ideologica diversa, ma con il loro cambio di casacca garantiscono l’omogeneità della rappresentanza politica di un determinato territorio. Gualtieri si è probabilmente garantito la rielezione, dato che – in cambio del suo interessamento per facilitare l’approvazione in Parlamento della nuova norma – la Destra gli opporrà il classico “candidato debole”. Ciò è già peraltro avvenuto in occasione del suo primo mandato, quando scese in campo contro di lui il meloniano Michetti, un personaggio da fescennino espresso dal “Movimento Tradizionale Romano”. Si tratta di un pittoresco raggruppamento di estrema destra, i cui adepti si riuniscono vestendo la toga e consumano i loro banchetti adagiati sul triclinio. Costoro non si esprimono peraltro in latino, dato che – a causa della loro insufficiente scolarizzazione – non sanno neanche declinare “Rosa rosae”. Quando costui arrivò in ritardo a un dibattito televisivo, venne accusato di avere parcheggiato la biga in terza fila. Ad Imperia, l’arruolamento dei rappresentanti della “Sinistra” nelle fila della Maggioranza si giustifica nel nome del ripudio del “Revisionismo”. Se in Spagna Juan Carlos era chiamato il “Re dei Repubblicani”, avendoli riabilitati per garantire il loro appoggio alla Corona, Scajola è il “Sindaco degli Staliniani”, di cui il “Bassotto” propizia ultimamente la “conversione” costringendoli ad ascoltare la catechesi impartita dal fido De Via. Il cui verbo, esposto recentemente in occasione di una solenne riunione conviviale, celebrata in un rinomato ristorante di Nava, ha svolto per due autorevoli esponenti dell’Opposizione la stessa funzione della caduta sulla via di Damasco occorsa a San Paolo, al punto che si è gridato al miracolo. Abbiamo cortesemente rifiutato un invito a presenziare all’evento, che ci è stato porto dal nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Appartenendo al Giansenismo ed al “Modernismo”, non ci siamo mai recati in visita ad alcun Santuario: né Lourdes, né Fatima, né Loreto, né San Giovanni Rotondo. Non ci è stato dunque possibile assistere all’evento prodigioso, cui preferiamo dare, come già detto, una spiegazione razionale: “Cuius regio, eius religio”.

Due notizie, apparentemente non in relazione tra loro e provenienti per giunta da Paesi lontani l’uno dall’altro, concorrono a rilevare la tendenza alla frantumazione degli Stati Nazionali. La Signora Proietti, “Governatrice” dell’Umbria, ha accettato di buon grado l’inclusione della sua Regione nella grande “Zona Economica Speciale”, comprendente già tutto quanto il Meridione d’Italia e le Isole, alla quale sono riservati notevoli benefici fiscali, tali da indurre molte imprese del Settentrione a collocarvi le rispettive sedi legali. I Deputati Democratici delle Marche hanno invece espresso contrarietà a tale mi

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La “Giornata Mondiale della Gioventù” si è conclusa offrendo un’ulteriore dimostrazione dell’influenza della Chiesa. Che non si manifesta, peraltro, solamente con la capacità di riunire centinaia di migliaia di persone intorno al Papa, potendo contare anche sull’espressione di una propria cultura, nonché sul prestigio di tanti vescovi e sacerdoti. Per non parlare del fatto che la Santa Sede dispone – a differenza di altre confessioni religiose – di una propria diplomazia, essendo munita di personalità giuridica di diritto internazionale. Ciò le consente di disporre di informazioni di prima mano sulla realtà di tanti Paesi. Rimane tuttavia un problema: come impiegare tutta questa forza e tutta questa influenza. Qui le possibilità variano a seconda delle situazioni. L’anteriore Pontefice aveva costituito, in seno al Sacro Collegio dei Cardinali, un’apparente amplissima maggioranza composta da “terzomondisti”. Al momento di scegliere il nuovo Papa, la gran parte di questi porporati ha dovuto però tenere conto della propria situazione economica. Che si può riassumere brutalmente in questi termini: praticamente tutte le Chiese extraeuropee dipendono dall’Occidente. L’aiuto di cui esse hanno necessità per proseguire non soltanto la propria azione di assistenza, ma anche la normale vita religiosa, proviene infatti dall’Europa e dall’America settentrionale. Lo prova il fatto che le spese necessarie per la riuscita del grande raduno di Tor Vergata sono state sostenute dal governo italiano. La Meloni non ha perso l’occasione per far valere tale contributo. Invece di congratularsi con il Papa per il consenso di cui Prevost ha indubbiamente manifestato di godere, la Presidente del Consiglio si è compiaciuta per il perfetto funzionamento di una gigantesca ed efficiente macchina organizzativa predisposta e gestita dalle autorità dello Stato. Gli svenimenti a catena hanno messo in luce i suoi aspetti sanitari, evitando che un collasso facesse schiattare qualche partecipante. Si ripete – sia pure “mutatis mutandis” – la situazione successiva al 1929. Anche allora venne celebrato un Giubileo, quello della “Redenzione” del 1933. In tale circostanza, il Tribunale Speciale erogò l’unica condanna a carico di oppositori cattolici del regime. Piero Malvestiti – futuro dirigente della Democrazia Cristiana – ed alcuni suoi compagni, componenti il cosiddetto “Movimento Neoguelfo”, vennero processati per avere distribuito ai pellegrini dei volantini critici nei confronti di Mussolini. La denominazione di questo sparuto gruppo di animosi, facendo riferimento per l’appunto ai Guelfi, rivelava che la Chiesa – ridottasi a costituire uno dei tanti movimenti di massa creati per promuovere e incanalare il consenso – vedeva affermarsi precisamente l’ideale dei Ghibellini, i quali volevano il potere spirituale subordinato a quello dello Stato. Non è un caso che sia stata pubblicata, in contemporanea con l’evento di Tor Vergata, un’intervista del cardinale Ruini, il quale invita bruscamente i figli di Berlusconi – in realtà solo Pier Silvio manifesta delle velleità politiche, mentre Marina si occupa più sagacemente delle aziende di famiglia – a “non disturbare il manovratore”, cioè la Meloni, di cui il cardinale rileva che non è cattolica. Mussolini, da parte sua, non rinnegò mai il proprio ateismo, mentre la Signora della Garbatella è neopagana. Come Tolkien, cui deve la propria formazione ideologica. Ruini rileva però che la Meloni ha delegato la propria azione politica, nel campo dei rapporti con la Chiesa, a Mantovano, il quale è viceversa un cattolico praticante, che ha avuto in precedenza occasione di collaborare direttamente con la Santa Sede. I giovani venuti a Roma dal “Terzo Mondo” scontano la stessa situazione in cui si trovano i loro pastori, che in alcuni casi – soprattutto in ambito islamico, ma non solo – è di aperta persecuzione. Per cui le comunità cristiane devono non soltanto fare appello alla generosità dell’Occidente per sopperire alle proprie necessità materiali, ma anche per richiedere un minimo di protezione. Che a volte, però, viene inopinatamente lesinata. Mentre i cardinali Pizzaballa e Parolin si indignano per la morte di tre correligionari, bombardati nella chiesa di Gaza da Israele, non fiattano quando quaranta credenti del Congo vengono sterminati – in questo caso deliberatamente – dai musulmani “estremisti”. Non si vede, peraltro, nessuna mobilitazione in favore di chi sconta la colpa ontologica di essere cristiano. L’Occidente laico odia se stesso e ritiene che le colpe del colonialismo debbano essere pagate non già dai discendenti di chi ne trasse beneficio, bensì da chi è stato abbandonato “in partibus infidelium”, che dunque sopravvive solamente quando è in grado di difendersi da sé. Come fa Israele. Anche se ciò dispiace ad alcuni cardinali e anche a molti laici. Non si ripete quel moto di solidarietà che accompagnò l’azione di Giovanni Paolo II volta a liberare l’Europa orientale dal comunismo. Anche se va rilevato come “Comunione e Liberazione” sfruttasse in realtà la situazione della Polonia in funzione del proprio ruolo nella politica interna italiana. Le alte sfere ecclesiastiche sapevano benissimo che la caduta del comunismo avrebbe determinato anche la fine della Democrazia Cristiana. Esse dunque predisponevano nuovi strumenti per esercitare la propria influenza sulla vita pubblica italiana. Il movimento di Formigoni, costituendosi come una sorta di “Chiesa nella Chiesa”, ma anche di “partito nel partito”, si preparava a confluire nei nuovi soggetti politici destinati a rappresentare la destra. Per giunta, persone come Ruini non nascondevano la propria diffidenza nei confronti del partito fondato da De Gasperi, di cui denunciavano continuamente le “contaminazioni moderniste”. La sua soppressione non venne dunque considerata come un fatto positivo in quanto eliminava un focolaio di corruzione, bensì perché toglieva di mezzo uno strumento usato dalle correnti cattoliche liberali per esprimersi, sia pure in posizione minoritaria. Si ripeté dunque quanto era successo per il Partito Popolare, la cui componente di destra confluì nel “Listone” fin dal 1924. La parte antifascista fu messa invece a tacere, in vista della “Conciliazione”. Mussolini avrebbe potuto commentare – parafrasando Enrico IV – che “Roma vale bene una messa”. Se i cattolici del Terzo Mondo sono abbandonati a se stessi, vedendosi offrire tutt’al più qualche buona parola, ovvero un posto di lavoro come “vigilantes” in Vaticano, quale sorte attende quelli dell’Occidente? La difesa della sua identità è affidata ai soggetti politici secolari, i quali incassano – e naturalmente gradiscono – l’appoggio di una parte rilevante della gerarchia. L’essere però priva di un proprio “braccio secolare” pone inevitabilmente la Chiesa in una condizione di dipendenza da chi si erge a difensore dell’identità cristiana, laddove essa può ancora contare – se non su un sostegno diretto delle masse, precluso dalla cosiddetta “secolarizzazione” – quanto meno sull’appoggio dei governi. Non importa dunque se essi sono guidati da “Atei Devoti”, ovvero da neopagani. L’importante è che questo connubio tuteli l’interesse immediato di entrambe le parti. Quando Berlusconi bestemmiò pubblicamente in diretta televisiva, un monsignore disse che la sua espressione doveva essere “contestualizzata”. Quanto alla “sinistra”, ben le si attaglia il motto “Qui gladio perit gladio ferit”. Monsignor Castellano sostenne attivamente l’elezione di sua nipote, ottenendo in cambio la remissione dei propri debiti da parte del Monte dei Paschi. Ora monsignor Ruini rileva che la Meloni non è cristiana, ma la Presidente del Consiglio si accinge a introdurre un emendamento alla Costituzione che – come abbiamo già rilevato – riconosce alla Santa Sede un “droit de regard” su Roma, oltre, naturalmente, a sostenere le spese del Giubileo. Il vecchio Ruini è dunque pronto a scendere nuovamente in campo in suo favore, le campagne elettorali essendo la specialità del quasi centenario prelato di Carpi, di cui ricordiamo la plateale rottura dell’amicizia con Romano Prodi e con la sua compianta consorte, rei entrambi di essersi opposti a Berlusconi. A Sua Santità vorremmo ricordare come la nostra sia un’identità molto complessa, in cui entra tanto De Maistre quanto Gioberti, Rosmini e Manzoni; confluisce tanto il Sillabo come il cattolicesimo sociale. L’Europa carolingia compone anche quell’area della teologia “renana” che si espresse nel Concilio. Bergoglio diceva di considerare “I promessi sposi” come uno dei propri testi preferiti. Non a caso, l’anteriore Pontefice riabilitò pienamente noi cattolici liberali, che ora si accingono a una nuova “traversata del deserto”. Nella prospettiva di una guerra, è logico che la Chiesa si ripieghi a difesa di se stessa, ma essa dovrebbe – a nostro modesto avviso – pensare, come sempre, non soltanto al domani, bensì anche al dopodomani.
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La “Giornata Mondiale della Gioventù” si è conclusa offrendo un’ulteriore dimostrazione dell’influenza della Chiesa. Che non si manifesta, peraltro, solamente con la capacità di riunire centinaia di migliaia di persone intorno al Papa, potendo contare anche sull’espressione di una propria cultura, nonché sul prestigio di tanti vescovi e sacerdoti. Per non parlare del fatto che la Santa Sede dispone – a differenza di altre confessioni religiose – di una propria diplomazia, essendo munita di personalità giuridica di diritto internazionale. Ciò le consente di disporre di informazioni di prima mano sulla realtà di tanti Paesi. Rimane tuttavia un problema: come impiegare tutta questa forza e tutta questa influenza. Qui le possibilità variano a seconda delle situazioni. L’anteriore Pontefice aveva costituito, in seno al Sacro Collegio dei Cardinali, un’apparente amplissima maggioranza composta da “terzomondisti”. Al momento di scegliere il nuovo Papa, la gran parte di questi porporati ha dovuto però tenere conto della propria situazione economica. Che si può riassumere brutalmente in questi termini: praticamente tutte le Chiese extraeuropee dipendono dall’Occidente. L’aiuto di cui esse hanno necessità per proseguire non soltanto la propria azione di assistenza, ma anche la normale vita religiosa, proviene infatti dall’Europa e dall’America settentrionale. Lo prova il fatto che le spese necessarie per la riuscita del grande raduno di Tor Vergata sono state sostenute dal governo italiano. La Meloni non ha perso l’occasione per far valere tale contributo. Invece di congratularsi con il Papa per il consenso di cui Prevost ha indubbiamente manifestato di godere, la Presidente del Consiglio si è compiaciuta per il perfetto funzionamento di una gigantesca ed efficiente macchina organizzativa predisposta e gestita dalle autorità dello Stato. Gli svenimenti a catena hanno messo in luce i suoi aspetti sanitari, evitando che un collasso facesse schiattare qualche partecipante. Si ripete – sia pure “mutatis mutandis” – la situazione successiva al 1929. Anche allora venne celebrato un Giubileo, quello della “Redenzione” del 1933. In tale circostanza, il Tribunale Speciale erogò l’unica condanna a carico di oppositori cattolici del regime. Piero Malvestiti – futuro dirigente della Democrazia Cristiana – ed alcuni suoi compagni, componenti il cosiddetto “Movimento Neoguelfo”, vennero processati per avere distribuito ai pellegrini dei volantini critici nei confronti di Mussolini. La denominazione di questo sparuto gruppo di animosi, facendo riferimento per l’appunto ai Guelfi, rivelava che la Chiesa – ridottasi a costituire uno dei tanti movimenti di massa creati per promuovere e incanalare il consenso – vedeva affermarsi precisamente l’ideale dei Ghibellini, i quali volevano il potere spirituale subordinato a quello dello Stato. Non è un caso che sia stata pubblicata, in contemporanea con l’evento di Tor Vergata, un’intervista del cardinale Ruini, il quale invita bruscamente i figli di Berlusconi – in realtà solo Pier Silvio manifesta delle velleità politiche, mentre Marina si occupa più sagacemente delle aziende di famiglia – a “non disturbare il manovratore”, cioè la Meloni, di cui il cardinale rileva che non è cattolica. Mussolini, da parte sua, non rinnegò mai il proprio ateismo, mentre la Signora della Garbatella è neopagana. Come Tolkien, cui deve la propria formazione ideologica. Ruini rileva però che la Meloni ha delegato la propria azione politica, nel campo dei rapporti con la Chiesa, a Mantovano, il quale è viceversa un cattolico praticante, che ha avuto in precedenza occasione di collaborare direttamente con la Santa Sede. I giovani venuti a Roma dal “Terzo Mondo” scontano la stessa situazione in cui si trovano i loro pastori, che in alcuni casi – soprattutto in ambito islamico, ma non solo – è di aperta persecuzione. Per cui le comunità cristiane devono non soltanto fare appello alla generosità dell’Occidente per sopperire alle proprie necessità materiali, ma anche per richiedere un minimo di protezione. Che a volte, però, viene inopinatamente lesinata. Mentre i cardinali Pizzaballa e Parolin si indignano per la morte di tre correligionari, bombardati nella chiesa di Gaza da Israele, non fiattano quando quaranta credenti del Congo vengono sterminati – in questo caso deliberatamente – dai musulmani “estremisti”. Non si vede, peraltro, nessuna mobilitazione in favore di chi sconta la colpa ontologica di essere cristiano. L’Occidente laico odia se stesso e ritiene che le colpe del colonialismo debbano essere pagate non già dai discendenti di chi ne trasse beneficio, bensì da chi è stato abbandonato “in partibus infidelium”, che dunque sopravvive solamente quando è in grado di difendersi da sé. Come fa Israele. Anche se ciò dispiace ad alcuni cardinali e anche a molti laici. Non si ripete quel moto di solidarietà che accompagnò l’azione di Giovanni Paolo II volta a liberare l’Europa orientale dal comunismo. Anche se va rilevato come “Comunione e Liberazione” sfruttasse in realtà la situazione della Polonia in funzione del proprio ruolo nella politica interna italiana. Le alte sfere ecclesiastiche sapevano benissimo che la caduta del comunismo avrebbe determinato anche la fine della Democrazia Cristiana. Esse dunque predisponevano nuovi strumenti per esercitare la propria influenza sulla vita pubblica italiana. Il movimento di Formigoni, costituendosi come una sorta di “Chiesa nella Chiesa”, ma anche di “partito nel partito”, si preparava a confluire nei nuovi soggetti politici destinati a rappresentare la destra. Per giunta, persone come Ruini non nascondevano la propria diffidenza nei confronti del partito fondato da De Gasperi, di cui denunciavano continuamente le “contaminazioni moderniste”. La sua soppressione non venne dunque considerata come un fatto positivo in quanto eliminava un focolaio di corruzione, bensì perché toglieva di mezzo uno strumento usato dalle correnti cattoliche liberali per esprimersi, sia pure in posizione minoritaria. Si ripeté dunque quanto era successo per il Partito Popolare, la cui componente di destra confluì nel “Listone” fin dal 1924. La parte antifascista fu messa invece a tacere, in vista della “Conciliazione”. Mussolini avrebbe potuto commentare – parafrasando Enrico IV – che “Roma vale bene una messa”. Se i cattolici del Terzo Mondo sono abbandonati a se stessi, vedendosi offrire tutt’al più qualche buona parola, ovvero un posto di lavoro come “vigilantes” in Vaticano, quale sorte attende quelli dell’Occidente? La difesa della sua identità è affidata ai soggetti politici secolari, i quali incassano – e naturalmente gradiscono – l’appoggio di una parte rilevante della gerarchia. L’essere però priva di un proprio “braccio secolare” pone inevitabilmente la Chiesa in una condizione di dipendenza da chi si erge a difensore dell’identità cristiana, laddove essa può ancora contare – se non su un sostegno diretto delle masse, precluso dalla cosiddetta “secolarizzazione” – quanto meno sull’appoggio dei governi. Non importa dunque se essi sono guidati da “Atei Devoti”, ovvero da neopagani. L’importante è che questo connubio tuteli l’interesse immediato di entrambe le parti. Quando Berlusconi bestemmiò pubblicamente in diretta televisiva, un monsignore disse che la sua espressione doveva essere “contestualizzata”. Quanto alla “sinistra”, ben le si attaglia il motto “Qui gladio perit gladio ferit”. Monsignor Castellano sostenne attivamente l’elezione di sua nipote, ottenendo in cambio la remissione dei propri debiti da parte del Monte dei Paschi. Ora monsignor Ruini rileva che la Meloni non è cristiana, ma la Presidente del Consiglio si accinge a introdurre un emendamento alla Costituzione che – come abbiamo già rilevato – riconosce alla Santa Sede un “droit de regard” su Roma, oltre, naturalmente, a sostenere le spese del Giubileo. Il vecchio Ruini è dunque pronto a scendere nuovamente in campo in suo favore, le campagne elettorali essendo la specialità del quasi centenario prelato di Carpi, di cui ricordiamo la plateale rottura dell’amicizia con Romano Prodi e con la sua compianta consorte, rei entrambi di essersi opposti a Berlusconi. A Sua Santità vorremmo ricordare come la nostra sia un’identità molto complessa, in cui entra tanto De Maistre quanto Gioberti, Rosmini e Manzoni; confluisce tanto il Sillabo come il cattolicesimo sociale. L’Europa carolingia compone anche quell’area della teologia “renana” che si espresse nel Concilio. Bergoglio diceva di considerare “I promessi sposi” come uno dei propri testi preferiti. Non a caso, l’anteriore Pontefice riabilitò pienamente noi cattolici liberali, che ora si accingono a una nuova “traversata del deserto”. Nella prospettiva di una guerra, è logico che la Chiesa si ripieghi a difesa di se stessa, ma essa dovrebbe – a nostro modesto avviso – pensare, come sempre, non soltanto al domani, bensì anche al dopodomani.

La “Giornata Mondiale della Gioventù” si è conclusa offrendo un’ulteriore dimostrazione dell’influenza della Chiesa. Che non si manifesta, peraltro, solamente con la capacità di riunire centinaia di migliaia di persone intorno al Papa, potendo contare anche sull’espressione di una propria cultura, nonché sul prestigio di tanti vescovi e sacerdoti. Per non parlare del fatto che la Santa Sede dispone – a differenza di altre confessioni religiose – di una propria diplomazia, essendo munita di personalità giuridica di diritto internazionale. Ciò le consente di disporre di informazioni di prima mano sulla realtà di ta

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Vale ancora la pena soffermarsi sul progetto “carolingio” in cui si inscrive l’attuale Pontificato, per valutare le caratteristiche che questa prospettiva assume sul versante del Potere Civile, ovvero – detto nel linguaggio ecclesiastico – del Potere Temporale. Carlo Magno raccolse, nel momento in cui si fece incoronare Sacro Romano Imperatore, l’eredità lasciata da suo nonno Carlo Martello e, successivamente, da suo padre Pipino il Breve. Carlo Martello era considerato – e lo è tuttora – il salvatore dell’Occidente cristiano, avendo fermato l’invasione islamica dell’Europa a Poitiers. Pipino il Breve aggiunse l’Italia ai suoi domini dell’Europa centrale quando scese nella Penisola per abbattere il Regno dei Longobardi. Questa vicenda venne rivisitata – ed idealizzata – dal Manzoni nell’Adelchi. L’autore de I Promessi Sposi era però un nazionalista italiano e vedeva, dunque, nell’annessione del suo Paese all’Impero carolingio soltanto il passaggio da un dominio straniero a un altro, come canta mirabilmente nel “Primo Coro” dell’Adelchi. Oltre ad annettere l’Italia, Pipino costituì il primo nucleo dello Stato della Chiesa, mediante la cosiddetta “Donazione di Sutri” del 756. Le benemerenze acquisite dai suoi predecessori valsero a Carlo Magno l’accoglienza riservatagli dal Papa, che si prestò verosimilmente di buon grado alla pretesa di restaurare l’Impero, denominandolo naturalmente “Sacro”: cioè cristiano. Egli stesso aveva, d’altronde, contribuito a diffondere questa religione, usando la spada, come fece a Paderborn, dove pose i Sassoni nell’alternativa tra rinnegare il paganesimo o essere decapitati. Il baricentro dell’Impero, pur esteso fino a Roma, rimaneva collocato in quella zona – comprensiva della Francia orientale, della Renania tedesca e dei territori che compongono attualmente il Belgio e i Paesi Bassi – dove da allora in poi si è deciso il destino di tutta l’Europa. Potremmo citare infiniti episodi a conferma di questa asserzione, ma è meglio rifarsi alle vicende successive alla morte di Carlo Magno. Dopo che l’Impero fu retto da suo figlio Luigi “il Pio”, esso venne spartito tra Carlo, cui andò la Francia, e Luigi, che ereditò la parte tedesca. Una terza fetta, una sorta di corridoio che andava dall’attuale Olanda fino alle Alpi, costituì il dominio di Lotario, essendo chiamata appunto Lotaringia. A questo punto, il destino della Francia e quello della Germania si divisero: la prima accentuò progressivamente le proprie caratteristiche nazionali, prevalendo in essa l’influenza latina, mentre l’Impero mantenne la propria sede sulla sponda orientale del Reno. Quando l’effimera Lotaringia cessò di esistere, il Reno segnò da allora il confine sul quale le due nazioni si sarebbero scontrate nei secoli futuri, con la Francia ossessionata dalla minaccia di una nazione rivale più estesa e più popolosa. La Francia rimase estranea all’Impero, ma la sua esistenza, quale soggetto munito di una sovranità sempre più simbolica e sempre meno effettiva, valeva paradossalmente a salvarla da questo pericolo. Il culmine della politica perseguita dai re di Francia nei confronti della Germania fu il Trattato di Westfalia del 1648, che frammentò la Germania in ben trecento Stati, ridotti a circa trenta soltanto con il Congresso di Vienna. Quando i tedeschi invasero la Francia nel 1940, diedero la caccia alla copia originale del Trattato di Westfalia, provvidenzialmente salvata da un diplomatico americano che la portò negli Stati Uniti. La costituzione dello Stato unitario tedesco coincise con la guerra del 1870, cui fecero seguito i due conflitti mondiali del Ventesimo secolo. L’ostilità verso la Francia fu accresciuta dal fatto che il centro della Germania unita era ormai situato nella Prussia. Adenauer, che era renano – e dunque dirimpettaio della Francia – diceva spesso che non ci sarebbero state le due guerre mondiali se la Germania fosse stata guidata dai suoi corregionali. Questo fu, non a caso, il disegno perseguito dalle potenze vincitrici dopo il 1945: il Cancelliere fu incaricato di ricostruire una Germania filo-occidentale, la cui capitale venne collocata a Bonn. La forza economica della parte del Paese collocata lungo il corso del Reno, verso il suo confine occidentale, fece il resto. Si giunse così, dopo il ritorno al potere del generale De Gaulle, all’alleanza organica tra i due Paesi, che costituì l’embrione di una nuova Europa “carolingia”. Certamente, De Gaulle diffidava degli anglosassoni e intuiva che l’ingresso dell’Inghilterra in Europa avrebbe frenato ogni sua evoluzione sovranazionale; l’uscita della Gran Bretagna gli avrebbe dato ragione “a posteriori”. Sulla scia di Adenauer si collocò Kohl quando propose l’Europa “a due velocità”, composta da un nucleo duro il cui territorio coincideva con i Paesi bagnati dal Reno, mentre la parte meridionale del continente era destinata a costituirne un’appendice, che poteva alternativamente essere mantenuta attaccata o distaccata dall’Europa centrale a seconda delle convenienze strategiche. Lo stesso discorso valeva, mutatis mutandis, anche per l’Europa orientale, che a suo tempo era stata mantenuta nella soggezione all’Occidente in quanto l’Impero – la cui sede si era trasferita a Vienna, dove rimase fino al 1918 – aveva assunto il compito di costituire un antemurale contro la minaccia rappresentata dalla Turchia e dalla Russia. Ora l’idea di una Europa “carolingia” riprende a manifestarsi con la stipula di due trattati: quello tra Francia e Inghilterra sul nucleare, di cui questi due Paesi condividono l’esclusiva – sia pure mettendolo al servizio delle altre nazioni del continente – e quello tra l’Inghilterra e la Germania, cui viene concessa una tutela particolare, in rapporto al fatto che anche la Gran Bretagna è interessata alla sopravvivenza di un Occidente coincidente con l’antico territorio carolingio. Cioè con quella parte dell’Europa che nei secoli è stata contesa in quanto il suo controllo risultava decisivo per gli equilibri globali. I milioni di morti del 1914-1918 non si spiegano con la rivendicazione da parte francese dell’Alsazia e della Lorena, bensì con la contesa per la supremazia sull’Occidente, che all’epoca comportava la supremazia su tutto il mondo; mentre oggi significa la garanzia della sopravvivenza di questa sua parte. L’elezione di un Papa di cultura anglosassone ribadisce, a sua volta, l’ipoteca posta su di essa fin dal 1945 dall’America. Ecco perché il disegno “carolingio” è impersonato, sul versante religioso, da un prelato proveniente – come Abramo Lincoln, anch’egli dell’Illinois – dalle praterie del “Middle West”.
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Vale ancora la pena soffermarsi sul progetto “carolingio” in cui si inscrive l’attuale Pontificato, per valutare le caratteristiche che questa prospettiva assume sul versante del Potere Civile, ovvero – detto nel linguaggio ecclesiastico – del Potere Temporale. Carlo Magno raccolse, nel momento in cui si fece incoronare Sacro Romano Imperatore, l’eredità lasciata da suo nonno Carlo Martello e, successivamente, da suo padre Pipino il Breve. Carlo Martello era considerato – e lo è tuttora – il salvatore dell’Occidente cristiano, avendo fermato l’invasione islamica dell’Europa a Poitiers. Pipino il Breve aggiunse l’Italia ai suoi domini dell’Europa centrale quando scese nella Penisola per abbattere il Regno dei Longobardi. Questa vicenda venne rivisitata – ed idealizzata – dal Manzoni nell’Adelchi. L’autore de I Promessi Sposi era però un nazionalista italiano e vedeva, dunque, nell’annessione del suo Paese all’Impero carolingio soltanto il passaggio da un dominio straniero a un altro, come canta mirabilmente nel “Primo Coro” dell’Adelchi. Oltre ad annettere l’Italia, Pipino costituì il primo nucleo dello Stato della Chiesa, mediante la cosiddetta “Donazione di Sutri” del 756. Le benemerenze acquisite dai suoi predecessori valsero a Carlo Magno l’accoglienza riservatagli dal Papa, che si prestò verosimilmente di buon grado alla pretesa di restaurare l’Impero, denominandolo naturalmente “Sacro”: cioè cristiano. Egli stesso aveva, d’altronde, contribuito a diffondere questa religione, usando la spada, come fece a Paderborn, dove pose i Sassoni nell’alternativa tra rinnegare il paganesimo o essere decapitati. Il baricentro dell’Impero, pur esteso fino a Roma, rimaneva collocato in quella zona – comprensiva della Francia orientale, della Renania tedesca e dei territori che compongono attualmente il Belgio e i Paesi Bassi – dove da allora in poi si è deciso il destino di tutta l’Europa. Potremmo citare infiniti episodi a conferma di questa asserzione, ma è meglio rifarsi alle vicende successive alla morte di Carlo Magno. Dopo che l’Impero fu retto da suo figlio Luigi “il Pio”, esso venne spartito tra Carlo, cui andò la Francia, e Luigi, che ereditò la parte tedesca. Una terza fetta, una sorta di corridoio che andava dall’attuale Olanda fino alle Alpi, costituì il dominio di Lotario, essendo chiamata appunto Lotaringia. A questo punto, il destino della Francia e quello della Germania si divisero: la prima accentuò progressivamente le proprie caratteristiche nazionali, prevalendo in essa l’influenza latina, mentre l’Impero mantenne la propria sede sulla sponda orientale del Reno. Quando l’effimera Lotaringia cessò di esistere, il Reno segnò da allora il confine sul quale le due nazioni si sarebbero scontrate nei secoli futuri, con la Francia ossessionata dalla minaccia di una nazione rivale più estesa e più popolosa. La Francia rimase estranea all’Impero, ma la sua esistenza, quale soggetto munito di una sovranità sempre più simbolica e sempre meno effettiva, valeva paradossalmente a salvarla da questo pericolo. Il culmine della politica perseguita dai re di Francia nei confronti della Germania fu il Trattato di Westfalia del 1648, che frammentò la Germania in ben trecento Stati, ridotti a circa trenta soltanto con il Congresso di Vienna. Quando i tedeschi invasero la Francia nel 1940, diedero la caccia alla copia originale del Trattato di Westfalia, provvidenzialmente salvata da un diplomatico americano che la portò negli Stati Uniti. La costituzione dello Stato unitario tedesco coincise con la guerra del 1870, cui fecero seguito i due conflitti mondiali del Ventesimo secolo. L’ostilità verso la Francia fu accresciuta dal fatto che il centro della Germania unita era ormai situato nella Prussia. Adenauer, che era renano – e dunque dirimpettaio della Francia – diceva spesso che non ci sarebbero state le due guerre mondiali se la Germania fosse stata guidata dai suoi corregionali. Questo fu, non a caso, il disegno perseguito dalle potenze vincitrici dopo il 1945: il Cancelliere fu incaricato di ricostruire una Germania filo-occidentale, la cui capitale venne collocata a Bonn. La forza economica della parte del Paese collocata lungo il corso del Reno, verso il suo confine occidentale, fece il resto. Si giunse così, dopo il ritorno al potere del generale De Gaulle, all’alleanza organica tra i due Paesi, che costituì l’embrione di una nuova Europa “carolingia”. Certamente, De Gaulle diffidava degli anglosassoni e intuiva che l’ingresso dell’Inghilterra in Europa avrebbe frenato ogni sua evoluzione sovranazionale; l’uscita della Gran Bretagna gli avrebbe dato ragione “a posteriori”. Sulla scia di Adenauer si collocò Kohl quando propose l’Europa “a due velocità”, composta da un nucleo duro il cui territorio coincideva con i Paesi bagnati dal Reno, mentre la parte meridionale del continente era destinata a costituirne un’appendice, che poteva alternativamente essere mantenuta attaccata o distaccata dall’Europa centrale a seconda delle convenienze strategiche. Lo stesso discorso valeva, mutatis mutandis, anche per l’Europa orientale, che a suo tempo era stata mantenuta nella soggezione all’Occidente in quanto l’Impero – la cui sede si era trasferita a Vienna, dove rimase fino al 1918 – aveva assunto il compito di costituire un antemurale contro la minaccia rappresentata dalla Turchia e dalla Russia. Ora l’idea di una Europa “carolingia” riprende a manifestarsi con la stipula di due trattati: quello tra Francia e Inghilterra sul nucleare, di cui questi due Paesi condividono l’esclusiva – sia pure mettendolo al servizio delle altre nazioni del continente – e quello tra l’Inghilterra e la Germania, cui viene concessa una tutela particolare, in rapporto al fatto che anche la Gran Bretagna è interessata alla sopravvivenza di un Occidente coincidente con l’antico territorio carolingio. Cioè con quella parte dell’Europa che nei secoli è stata contesa in quanto il suo controllo risultava decisivo per gli equilibri globali. I milioni di morti del 1914-1918 non si spiegano con la rivendicazione da parte francese dell’Alsazia e della Lorena, bensì con la contesa per la supremazia sull’Occidente, che all’epoca comportava la supremazia su tutto il mondo; mentre oggi significa la garanzia della sopravvivenza di questa sua parte. L’elezione di un Papa di cultura anglosassone ribadisce, a sua volta, l’ipoteca posta su di essa fin dal 1945 dall’America. Ecco perché il disegno “carolingio” è impersonato, sul versante religioso, da un prelato proveniente – come Abramo Lincoln, anch’egli dell’Illinois – dalle praterie del “Middle West”.

Vale ancora la pena soffermarsi sul progetto “carolingio” in cui si inscrive l’attuale Pontificato, per valutare le caratteristiche che questa prospettiva assume sul versante del Potere Civile, ovvero – detto nel linguaggio ecclesiastico – del Potere Temporale. Carlo Magno raccolse, nel momento in cui si fece incoronare Sacro Romano Imperatore, l’eredità lasciata da suo nonno Carlo Martello e, successivamente, da suo padre Pipino il Breve. Carlo Martello era considerato – e lo è tuttora – il salvatore dell’Occidente cristiano, avendo fermato l’invasione islamica dell’Europa a Poitiers. Pipino il Breve aggiunse l’

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Il Partito “Democratico” ha deciso di “fare quadrato” intorno a Sala, pur correggendo formalmente – ed anzi invertendo – la linea politica contraddistinta dall’alleanza, meglio dire dalla “mésalliance”, con i peggiori protagonisti della speculazione edilizia, per sposare il “new deal” dettato dal Nazareno. In base al quale i “brasseurs d’affaires” che compongono la Giunta Comunale dovrebbero, per incanto, trasformarsi in altrettanti agitatori “movimentisti”. A quali soggetti dovrebbero però rivolgersi costoro? Precisamente a quei ceti sociali cacciati dal tessuto urbano per fare posto ai grattacieli muniti di giardini pensili, collocati sugli attici, progettati dal grande architetto Boeri e finanziati dagli sceicchi del petrolio. Questi “quadri” del Partito ex comunista verranno prevedibilmente accolti dal proverbiale lancio di uova marce. Questo però non è il peggio, rappresentato viceversa dal fatto che i “Democratici”, compiendo una sorta di quadratura del cerchio o di conciliazione degli opposti, da un lato sposano il “movimentismo”, ma dall’altro lato assolvono tutto l’operato della Giunta presieduta da Sala, di cui si dichiarano anzi orgogliosi. Questa presa di posizione non avrà – per fortuna – effetti concreti: i sigilli posti sui cantieri edili per ordine dell’Autorità Giudiziaria non verranno di certo rimossi, e il “business” perseguito dall’asse tra Sala e Catella pone termine ai suoi loschi affari. Esattamente come avvenne per il “Sistema Liguria” quando Toti finì ai domiciliari e Signorini a Marassi. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché mai – se le scelte che hanno caratterizzato fino ad ora la gestione del Comune risultavano giuste – non vennero a suo tempo sancite da un voto degli organi dirigenti del Partito, né a livello comunale, né a livello provinciale, né a livello regionale? E tanto meno adottate da un Congresso? Per un motivo molto semplice: la scelta compiuta da Sala – senza avere ricevuto alcuna delega dal Partito – risultava manifestamente e inevitabilmente criminogena. Il potere giudiziario accerterà se la nomina nella Commissione “Ambiente” (!?) di un soggetto che nello stesso tempo svolgeva il compito di “consulente” di una società edile impegnata nell’edificazione del quartiere progettato da Boeri e finanziato dall’emiro del Qatar configuri o meno il reato di “Interesse privato in atti di ufficio”. Vale naturalmente il principio della presunzione di innocenza, e ogni imputato ha il diritto di dichiararsi non colpevole. Una valutazione politica di quanto avvenuto può – ed anzi deve – venire espressa fin d’ora. La commistione intollerabile e sfacciata tra l’interesse pubblico e l’interesse privato ha fatto incorrere la Giunta Comunale nella cattiva amministrazione, se non altro perché – a prescindere dalla valutazione che sarà espressa dal giudice penale – è stato violato il principio costituzionale dell’imparzialità dell’Amministrazione Pubblica. Il Partito Democratico poteva e doveva esprimere un’autocritica su queste scelte, compiute da alcuni suoi esponenti, e partire da questa valutazione per rivedere non solo il programma della Giunta, ma anche tutto il proprio “modus operandi”. Nonché – quanto più conta – il suo rapporto con la società. Filippo Turati non avrebbe certamente condiviso la decisione di espellere i lavoratori dal tessuto urbano della sua città. Certamente, rimane ai “Democratici” il suffragio dei cosiddetti “tutelati”, cioè di quanti lavorano direttamente alle dipendenze dei vari Enti Pubblici o si qualificano formalmente come “liberi professionisti” o come “imprenditori”, ma in realtà campano agiatamente con le parcelle e con le commesse elargite da questi soggetti. La vice-sindaca di Pisapia – che si è ritirato dalla vita politica per non farsi complice di un sistema malavitoso – non si è più candidata per una carica elettiva, e lavorava – a quanto rivelano le cronache giudiziarie – come “brasseuse d’affaires”, offrendosi come tramite tra i costruttori edili e l’Amministrazione Comunale. A questo punto, ci domandiamo che cosa sia oggi il Partito “Democratico”. Non mancano certamente nelle sue fila gli amministratori onesti e i militanti personalmente disinteressati. L’essenza del Partito rivela però una corruzione irreversibile, rendendolo simile a un frutto apparentemente intatto ma bacato e marcio nel suo interno. Perché si è arrivati a questo punto? Il Partito, che allora si chiamava ancora “Comunista”, dovette constatare, con la caduta del Muro di Berlino, il proprio fallimento. Esso aveva certamente ripudiato l’ideologia marxista-leninista, ma sopravviveva nell’equivoco in base al quale un’azione politica riformista potesse essere praticata grazie alle vecchie alleanze internazionali, meglio, alle vecchie filiazioni. Quando una forza politica constata di avere fallito nei propri obiettivi, ha davanti a sé – come non ci stanchiamo di ricordare – tre possibili scelte. Una consiste nello scioglimento. Un’altra, nell’adozione di obiettivi diversi da quelli perseguiti in precedenza. Ritorniamo con la memoria a quanto avvenne nella nostra città e nella nostra provincia subito dopo il fatidico 1989. Il gruppo dirigente della Federazione Comunista – quello stesso che aveva sostenuto fino ad allora la consorteria della Selvaggina – rimase intatto e si ripropose al giudizio degli elettori senza avere formulato la minima autocritica né abbozzato la minima revisione. È vero che da tempo Berlinguer aveva confessato di sentirsi più sicuro da questa parte del Muro, ma è anche vero che Natta aveva rovesciato la linea del suo predecessore, arrestando il processo di aggiornamento ideologico. E di lì a poco avrebbe dedicato tutte le sue forze – con quelle dei propri seguaci – a sabotare il nuovo indirizzo del Partito. I dirigenti della Federazione erano sempre quelli che egli aveva piazzato in questo ruolo, e che lo avevano contraccambiato con la più cieca obbedienza. Arriviamo alla terza opzione che sta davanti a chi constata il proprio fallimento: quella che consiste nel criminalizzarsi. Se a Imperia – per evitarla – sarebbe stato necessario ricostruire il Partito dalle fondamenta, a Milano questa operazione era riuscita nel momento in cui venne sottratto a Cossutta il controllo dell’apparato. Purtroppo, però, i nuovi dirigenti – per un evidente limite culturale, che li rendeva incapaci di praticare il riformismo – presero la strada della commistione tra interesse pubblico e interesse privato. A questo punto, la Meloni ha probabilmente vinto la partita. L’offensiva giudiziaria contro Ricci – che non può essere certamente assimilato ai Sala, ai Boeri e alle De Cesaris, ma insidiava la carica di Governatore delle Marche a un “Fratello” della Presidente del Consiglio – si inquadra già probabilmente in una logica diversa rispetto a quella propria dell’inchiesta di Milano. È cominciata l’era in cui chi sta a capo di una “democratura” liquida i rivali politici accusandoli di reati comuni. Ricci – a differenza dei “compagni” di Milano – rischia di essere vittima non già della mancata revisione (il sindaco di Pesaro è tra quanti l’hanno effettivamente compiuta), quanto piuttosto dell’incapacità di farla maturare nella coscienza di chi ha creduto sufficiente cambiare l’etichetta per cambiare il contenuto: il che costituisce una frode. La Destra, dal canto suo, postula come candidato a Milano Maurizio Lupi, il quale già può contare sul voto degli orologiai, dal momento che sa tutto sui Rolex d’oro. Vittadini e Formigoni, dopo avere fatto quanto sappiamo con la Sanità lombarda, si accingono ad espugnare Milano, facendo cadere i “Fratelli Ambrosiani” dalla padella nella brace.
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Il Partito “Democratico” ha deciso di “fare quadrato” intorno a Sala, pur correggendo formalmente – ed anzi invertendo – la linea politica contraddistinta dall’alleanza, meglio dire dalla “mésalliance”, con i peggiori protagonisti della speculazione edilizia, per sposare il “new deal” dettato dal Nazareno. In base al quale i “brasseurs d’affaires” che compongono la Giunta Comunale dovrebbero, per incanto, trasformarsi in altrettanti agitatori “movimentisti”. A quali soggetti dovrebbero però rivolgersi costoro? Precisamente a quei ceti sociali cacciati dal tessuto urbano per fare posto ai grattacieli muniti di giardini pensili, collocati sugli attici, progettati dal grande architetto Boeri e finanziati dagli sceicchi del petrolio. Questi “quadri” del Partito ex comunista verranno prevedibilmente accolti dal proverbiale lancio di uova marce. Questo però non è il peggio, rappresentato viceversa dal fatto che i “Democratici”, compiendo una sorta di quadratura del cerchio o di conciliazione degli opposti, da un lato sposano il “movimentismo”, ma dall’altro lato assolvono tutto l’operato della Giunta presieduta da Sala, di cui si dichiarano anzi orgogliosi. Questa presa di posizione non avrà – per fortuna – effetti concreti: i sigilli posti sui cantieri edili per ordine dell’Autorità Giudiziaria non verranno di certo rimossi, e il “business” perseguito dall’asse tra Sala e Catella pone termine ai suoi loschi affari. Esattamente come avvenne per il “Sistema Liguria” quando Toti finì ai domiciliari e Signorini a Marassi. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché mai – se le scelte che hanno caratterizzato fino ad ora la gestione del Comune risultavano giuste – non vennero a suo tempo sancite da un voto degli organi dirigenti del Partito, né a livello comunale, né a livello provinciale, né a livello regionale? E tanto meno adottate da un Congresso? Per un motivo molto semplice: la scelta compiuta da Sala – senza avere ricevuto alcuna delega dal Partito – risultava manifestamente e inevitabilmente criminogena. Il potere giudiziario accerterà se la nomina nella Commissione “Ambiente” (!?) di un soggetto che nello stesso tempo svolgeva il compito di “consulente” di una società edile impegnata nell’edificazione del quartiere progettato da Boeri e finanziato dall’emiro del Qatar configuri o meno il reato di “Interesse privato in atti di ufficio”. Vale naturalmente il principio della presunzione di innocenza, e ogni imputato ha il diritto di dichiararsi non colpevole. Una valutazione politica di quanto avvenuto può – ed anzi deve – venire espressa fin d’ora. La commistione intollerabile e sfacciata tra l’interesse pubblico e l’interesse privato ha fatto incorrere la Giunta Comunale nella cattiva amministrazione, se non altro perché – a prescindere dalla valutazione che sarà espressa dal giudice penale – è stato violato il principio costituzionale dell’imparzialità dell’Amministrazione Pubblica. Il Partito Democratico poteva e doveva esprimere un’autocritica su queste scelte, compiute da alcuni suoi esponenti, e partire da questa valutazione per rivedere non solo il programma della Giunta, ma anche tutto il proprio “modus operandi”. Nonché – quanto più conta – il suo rapporto con la società. Filippo Turati non avrebbe certamente condiviso la decisione di espellere i lavoratori dal tessuto urbano della sua città. Certamente, rimane ai “Democratici” il suffragio dei cosiddetti “tutelati”, cioè di quanti lavorano direttamente alle dipendenze dei vari Enti Pubblici o si qualificano formalmente come “liberi professionisti” o come “imprenditori”, ma in realtà campano agiatamente con le parcelle e con le commesse elargite da questi soggetti. La vice-sindaca di Pisapia – che si è ritirato dalla vita politica per non farsi complice di un sistema malavitoso – non si è più candidata per una carica elettiva, e lavorava – a quanto rivelano le cronache giudiziarie – come “brasseuse d’affaires”, offrendosi come tramite tra i costruttori edili e l’Amministrazione Comunale. A questo punto, ci domandiamo che cosa sia oggi il Partito “Democratico”. Non mancano certamente nelle sue fila gli amministratori onesti e i militanti personalmente disinteressati. L’essenza del Partito rivela però una corruzione irreversibile, rendendolo simile a un frutto apparentemente intatto ma bacato e marcio nel suo interno. Perché si è arrivati a questo punto? Il Partito, che allora si chiamava ancora “Comunista”, dovette constatare, con la caduta del Muro di Berlino, il proprio fallimento. Esso aveva certamente ripudiato l’ideologia marxista-leninista, ma sopravviveva nell’equivoco in base al quale un’azione politica riformista potesse essere praticata grazie alle vecchie alleanze internazionali, meglio, alle vecchie filiazioni. Quando una forza politica constata di avere fallito nei propri obiettivi, ha davanti a sé – come non ci stanchiamo di ricordare – tre possibili scelte. Una consiste nello scioglimento. Un’altra, nell’adozione di obiettivi diversi da quelli perseguiti in precedenza. Ritorniamo con la memoria a quanto avvenne nella nostra città e nella nostra provincia subito dopo il fatidico 1989. Il gruppo dirigente della Federazione Comunista – quello stesso che aveva sostenuto fino ad allora la consorteria della Selvaggina – rimase intatto e si ripropose al giudizio degli elettori senza avere formulato la minima autocritica né abbozzato la minima revisione. È vero che da tempo Berlinguer aveva confessato di sentirsi più sicuro da questa parte del Muro, ma è anche vero che Natta aveva rovesciato la linea del suo predecessore, arrestando il processo di aggiornamento ideologico. E di lì a poco avrebbe dedicato tutte le sue forze – con quelle dei propri seguaci – a sabotare il nuovo indirizzo del Partito. I dirigenti della Federazione erano sempre quelli che egli aveva piazzato in questo ruolo, e che lo avevano contraccambiato con la più cieca obbedienza. Arriviamo alla terza opzione che sta davanti a chi constata il proprio fallimento: quella che consiste nel criminalizzarsi. Se a Imperia – per evitarla – sarebbe stato necessario ricostruire il Partito dalle fondamenta, a Milano questa operazione era riuscita nel momento in cui venne sottratto a Cossutta il controllo dell’apparato. Purtroppo, però, i nuovi dirigenti – per un evidente limite culturale, che li rendeva incapaci di praticare il riformismo – presero la strada della commistione tra interesse pubblico e interesse privato. A questo punto, la Meloni ha probabilmente vinto la partita. L’offensiva giudiziaria contro Ricci – che non può essere certamente assimilato ai Sala, ai Boeri e alle De Cesaris, ma insidiava la carica di Governatore delle Marche a un “Fratello” della Presidente del Consiglio – si inquadra già probabilmente in una logica diversa rispetto a quella propria dell’inchiesta di Milano. È cominciata l’era in cui chi sta a capo di una “democratura” liquida i rivali politici accusandoli di reati comuni. Ricci – a differenza dei “compagni” di Milano – rischia di essere vittima non già della mancata revisione (il sindaco di Pesaro è tra quanti l’hanno effettivamente compiuta), quanto piuttosto dell’incapacità di farla maturare nella coscienza di chi ha creduto sufficiente cambiare l’etichetta per cambiare il contenuto: il che costituisce una frode. La Destra, dal canto suo, postula come candidato a Milano Maurizio Lupi, il quale già può contare sul voto degli orologiai, dal momento che sa tutto sui Rolex d’oro. Vittadini e Formigoni, dopo avere fatto quanto sappiamo con la Sanità lombarda, si accingono ad espugnare Milano, facendo cadere i “Fratelli Ambrosiani” dalla padella nella brace.

Il Partito “Democratico” ha deciso di “fare quadrato” intorno a Sala, pur correggendo formalmente – ed anzi invertendo – la linea politica contraddistinta dall’alleanza, meglio dire dalla “mésalliance”, con i peggiori protagonisti della speculazione edilizia, per sposare il “new deal” dettato dal Nazareno. In base al quale i “brasseurs d’affaires” che compongono la Giunta Comunale dovrebbero, per incanto, trasformarsi in altrettanti agitatori “movimentisti”. A quali soggetti dovrebbero però rivolgersi costoro? Precisamente a quei ceti sociali cacciati dal tessuto urbano per fare posto ai grattacieli muniti di gia

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Non sappiamo se ci sia ancora qualche anziano vivente – se esiste, si tratta ormai comunque di centenari – che ricordi l’impiego, e tanto più l’etimologia, del termine gergale “Ginobartalini”. Nell’immediato dopoguerra, gli italiani, reduci dalle restrizioni di carattere tanto legale quanto economico imposte dal recente conflitto, si diedero a viaggiare come potevano, affollando soprattutto i treni – la motorizzazione di massa non c’era ancora stata – e muovendosi in branco. In occasione di una delle prime Milano–Sanremo disputate dopo la Liberazione, vinta trionfalmente da Gino Bartali (da cui l’origine del termine), un’enorme quantità di abitanti del Basso Piemonte si riversò sulla nostra Riviera: tanto per applaudire i concorrenti italiani quanto per trascorrervi una giornata di vacanza, godendo del tepore primaverile. Naturalmente, tutti costoro portarono con sé il cibo e le bevande, arrivando in mattinata e ripartendo dopo il passaggio dei ciclisti. Questa orda di visitatori rumorosi, invadenti e squattrinati, che non recarono alcun beneficio all’economia locale, venne per l’appunto denominata – in omaggio al vincitore della gara – con l’appellativo, appositamente coniato, di “Ginobartalini”. Ora succede qualcosa di analogo, a quanto riferiscono le cronache, sull’altra Riviera. Vi sono infatti dei milanesi che partono in direzione dell’Adriatico prima del sorgere del sole, piombano sulle spiagge della Romagna affittando solamente l’ombrellone e la sdraio, consumano un panino portato da casa e, al tramonto, prendono la via del ritorno, limitandosi ad affrontare soltanto le spese incomprimibili. Sulla Riviera ligure si produce un fenomeno analogo, che consiste nella presenza esclusivamente di chi è proprietario di un alloggio. Costoro portano con sé perfino la carta igienica e il pane, appositamente congelato e conservato in frigorifero. Nessuno, ormai, si può permettere di affittare una casa, e tanto meno di andare in albergo, sia pure a “mezza pensione”. Tale espediente si basa sulla consumazione di una gigantesca prima colazione “all’inglese”, che permette di ingerire fin dal mattino tutte le calorie necessarie per affrontare la giornata, che, grazie alla calura estiva, non richiede pasti troppo pesanti, ed anzi li sconsiglia. Anche sommando i proprietari di “seconde case” e i fruitori della “mezza pensione”, le spiagge rimangono comunque desolatamente vuote. A questo punto, per iniziativa di qualche stratega collocato nell’Ente Turismo, nell’Azienda Autonoma o in un Consorzio tra gli operatori del settore, si è fatto ricorso al classico espediente impiegato in tempo di guerra per trarre in inganno il nemico: nascondere le proprie perdite. Poiché i superstiti visitatori potevano contemplare lo squallido spettacolo degli ombrelloni chiusi, qualcuno ha ordinato di aprirli comunque. Visto da un drone, il panorama delle nostre spiagge può trarre in inganno il suo “pilota”, apparendo simile a quello che si contemplava nei tempi delle “vacche grasse”. Se l’osservazione viene però effettuata al livello del suolo, ci si accorge che sotto gli ombrelloni aperti giacciono le sedie a sdraio viceversa chiuse. Il nostro amico Riccardo Martini Sartorelli, subentrato al padre – il leggendario Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo – nella gestione dell’omonimo ristorante, ci informa che gli avventori hanno solo in parte rinunciato a consumarvi i loro pasti, riducendoli però a una sola portata. Anche qui si assiste a una dissimulazione: non già delle perdite – che il gestore non può nascondere – bensì del proprio “status” economico, inesorabilmente abbassato. Un altro espediente è stato adottato dai titolari di stabilimenti balneari. Costoro erano soliti affiggere cartelli che diffidavano i clienti dal portare con sé alimenti da consumare sulla spiaggia. Un noto gestore di Arma Taggia aveva addirittura ingaggiato un dipendente con mansioni di poliziotto privato, incaricato di smascherare tale infrazione. Costui, quando scopriva un trasgressore, lo obbligava a pagare la consumazione, pur non avendo acquistato “in loco” la classica “mezza minerale”. Ora però il chiosco viene dato in gestione a un appaltatore, il quale paga il titolare dello stabilimento obbligandosi a osservare un determinato orario di apertura e perfino a rifornirsi da una particolare marca di gelato. Il padrone dello stabilimento si astiene però dall’esigere che i clienti osservino la norma in base alla quale è vietata la consumazione di cibi e bevande acquistati altrove. Il povero gestore del chiosco – non potendo esigerne il rispetto – finisce così per essere rovinato. Vi è poi chi subappalta la stessa concessione demaniale, cosa espressamente autorizzata dal Codice della Navigazione. Tra albergatori, ristoratori, titolari di bar, bagnini e padroni dei chioschi, tutti quanti orbati di clienti, molti rimarranno vittime di una autentica strage, non avendo nemmeno recuperato le spese sostenute per affrontare la stagione, che per molti di costoro sarà l’ultima della loro esistenza. Perfino per i “playboys”, dediti a rimorchiare le turiste (specialmente tedesche) nelle località balneari, si profila un disastro: mancano infatti ormai anche le donne da corteggiare. L’alternativa costituita dalle crociere – oltre a risultare dispendiosa – può causare delle delusioni. Come asserisce il nostro amico Angelo Nuvolone di Taggia, autentico veterano dell’ambiente e poeta estemporaneo: “Le crociere sono cose buone, ma sono piene di tardone”. L’unico a credere nel turismo, con l’entusiasmo del neofita e con la cecità del fanatico, è il sindaco di Imperia, il quale crede di essere destinato a impersonare nella Storia un ruolo simile a quello di Maometto. Il Profeta, obbligando i propri seguaci a recarsi in pellegrinaggio almeno una volta nella vita alla Mecca, fece la fortuna della propria città, divenuta la meta più visitata nel mondo, che per giunta non soffre di abbassamenti congiunturali nelle cosiddette “presenze”. Analoga funzione hanno svolto tra i cristiani Bernadette Soubirous per Lourdes e suor Lucia Marto per Fatima, entrambe innalzate agli onori degli altari. Dubitiamo che il “Bassotto” possa nutrire una simile aspirazione. Egli assomiglia piuttosto ai veggenti di Medjugorje: la Chiesa lascia liberi i fedeli di credere o meno all’autenticità delle apparizioni; basta comunque chi li ritiene veridici per riempire gli alberghi. In previsione di un simile risultato, Scajola ha propagandato la “Pista Ciclabile” perfino in Giappone. In effetti, è necessario un atto di fede per credere nel fantomatico “sviluppo turistico” di Imperia.
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Non sappiamo se ci sia ancora qualche anziano vivente – se esiste, si tratta ormai comunque di centenari – che ricordi l’impiego, e tanto più l’etimologia, del termine gergale “Ginobartalini”. Nell’immediato dopoguerra, gli italiani, reduci dalle restrizioni di carattere tanto legale quanto economico imposte dal recente conflitto, si diedero a viaggiare come potevano, affollando soprattutto i treni – la motorizzazione di massa non c’era ancora stata – e muovendosi in branco. In occasione di una delle prime Milano–Sanremo disputate dopo la Liberazione, vinta trionfalmente da Gino Bartali (da cui l’origine del termine), un’enorme quantità di abitanti del Basso Piemonte si riversò sulla nostra Riviera: tanto per applaudire i concorrenti italiani quanto per trascorrervi una giornata di vacanza, godendo del tepore primaverile. Naturalmente, tutti costoro portarono con sé il cibo e le bevande, arrivando in mattinata e ripartendo dopo il passaggio dei ciclisti. Questa orda di visitatori rumorosi, invadenti e squattrinati, che non recarono alcun beneficio all’economia locale, venne per l’appunto denominata – in omaggio al vincitore della gara – con l’appellativo, appositamente coniato, di “Ginobartalini”. Ora succede qualcosa di analogo, a quanto riferiscono le cronache, sull’altra Riviera. Vi sono infatti dei milanesi che partono in direzione dell’Adriatico prima del sorgere del sole, piombano sulle spiagge della Romagna affittando solamente l’ombrellone e la sdraio, consumano un panino portato da casa e, al tramonto, prendono la via del ritorno, limitandosi ad affrontare soltanto le spese incomprimibili. Sulla Riviera ligure si produce un fenomeno analogo, che consiste nella presenza esclusivamente di chi è proprietario di un alloggio. Costoro portano con sé perfino la carta igienica e il pane, appositamente congelato e conservato in frigorifero. Nessuno, ormai, si può permettere di affittare una casa, e tanto meno di andare in albergo, sia pure a “mezza pensione”. Tale espediente si basa sulla consumazione di una gigantesca prima colazione “all’inglese”, che permette di ingerire fin dal mattino tutte le calorie necessarie per affrontare la giornata, che, grazie alla calura estiva, non richiede pasti troppo pesanti, ed anzi li sconsiglia. Anche sommando i proprietari di “seconde case” e i fruitori della “mezza pensione”, le spiagge rimangono comunque desolatamente vuote. A questo punto, per iniziativa di qualche stratega collocato nell’Ente Turismo, nell’Azienda Autonoma o in un Consorzio tra gli operatori del settore, si è fatto ricorso al classico espediente impiegato in tempo di guerra per trarre in inganno il nemico: nascondere le proprie perdite. Poiché i superstiti visitatori potevano contemplare lo squallido spettacolo degli ombrelloni chiusi, qualcuno ha ordinato di aprirli comunque. Visto da un drone, il panorama delle nostre spiagge può trarre in inganno il suo “pilota”, apparendo simile a quello che si contemplava nei tempi delle “vacche grasse”. Se l’osservazione viene però effettuata al livello del suolo, ci si accorge che sotto gli ombrelloni aperti giacciono le sedie a sdraio viceversa chiuse. Il nostro amico Riccardo Martini Sartorelli, subentrato al padre – il leggendario Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo – nella gestione dell’omonimo ristorante, ci informa che gli avventori hanno solo in parte rinunciato a consumarvi i loro pasti, riducendoli però a una sola portata. Anche qui si assiste a una dissimulazione: non già delle perdite – che il gestore non può nascondere – bensì del proprio “status” economico, inesorabilmente abbassato. Un altro espediente è stato adottato dai titolari di stabilimenti balneari. Costoro erano soliti affiggere cartelli che diffidavano i clienti dal portare con sé alimenti da consumare sulla spiaggia. Un noto gestore di Arma Taggia aveva addirittura ingaggiato un dipendente con mansioni di poliziotto privato, incaricato di smascherare tale infrazione. Costui, quando scopriva un trasgressore, lo obbligava a pagare la consumazione, pur non avendo acquistato “in loco” la classica “mezza minerale”. Ora però il chiosco viene dato in gestione a un appaltatore, il quale paga il titolare dello stabilimento obbligandosi a osservare un determinato orario di apertura e perfino a rifornirsi da una particolare marca di gelato. Il padrone dello stabilimento si astiene però dall’esigere che i clienti osservino la norma in base alla quale è vietata la consumazione di cibi e bevande acquistati altrove. Il povero gestore del chiosco – non potendo esigerne il rispetto – finisce così per essere rovinato. Vi è poi chi subappalta la stessa concessione demaniale, cosa espressamente autorizzata dal Codice della Navigazione. Tra albergatori, ristoratori, titolari di bar, bagnini e padroni dei chioschi, tutti quanti orbati di clienti, molti rimarranno vittime di una autentica strage, non avendo nemmeno recuperato le spese sostenute per affrontare la stagione, che per molti di costoro sarà l’ultima della loro esistenza. Perfino per i “playboys”, dediti a rimorchiare le turiste (specialmente tedesche) nelle località balneari, si profila un disastro: mancano infatti ormai anche le donne da corteggiare. L’alternativa costituita dalle crociere – oltre a risultare dispendiosa – può causare delle delusioni. Come asserisce il nostro amico Angelo Nuvolone di Taggia, autentico veterano dell’ambiente e poeta estemporaneo: “Le crociere sono cose buone, ma sono piene di tardone”. L’unico a credere nel turismo, con l’entusiasmo del neofita e con la cecità del fanatico, è il sindaco di Imperia, il quale crede di essere destinato a impersonare nella Storia un ruolo simile a quello di Maometto. Il Profeta, obbligando i propri seguaci a recarsi in pellegrinaggio almeno una volta nella vita alla Mecca, fece la fortuna della propria città, divenuta la meta più visitata nel mondo, che per giunta non soffre di abbassamenti congiunturali nelle cosiddette “presenze”. Analoga funzione hanno svolto tra i cristiani Bernadette Soubirous per Lourdes e suor Lucia Marto per Fatima, entrambe innalzate agli onori degli altari. Dubitiamo che il “Bassotto” possa nutrire una simile aspirazione. Egli assomiglia piuttosto ai veggenti di Medjugorje: la Chiesa lascia liberi i fedeli di credere o meno all’autenticità delle apparizioni; basta comunque chi li ritiene veridici per riempire gli alberghi. In previsione di un simile risultato, Scajola ha propagandato la “Pista Ciclabile” perfino in Giappone. In effetti, è necessario un atto di fede per credere nel fantomatico “sviluppo turistico” di Imperia.

Non sappiamo se ci sia ancora qualche anziano vivente – se esiste, si tratta ormai comunque di centenari – che ricordi l’impiego, e tanto più l’etimologia, del termine gergale “Ginobartalini”. Nell’immediato dopoguerra, gli italiani, reduci dalle restrizioni di carattere tanto legale quanto economico imposte dal recente conflitto, si diedero a viaggiare come potevano, affollando soprattutto i treni – la motorizzazione di massa non c’era ancora stata – e muovendosi in branco. In occasione di una delle prime Milano–Sanremo disputate dopo la Liberazione, vinta trionfalmente da Gino Bartali (da cui l’origine del term

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Per comprendere le caratteristiche assunte da qualche anno a questa parte dallo svolgimento delle “Ghjurnate Internaziunali” di Corte, che sembrano fortemente accentuarsi nella imminente edizione del 2025, occorre riepilogare brevemente le ultime vicende del Movimento Autonomista ed Indipendentista della Corsica, nell’ambito del quale si è determinata una frattura. Da una parte sono schierati tutti i raggruppamenti tradizionali, che compongono la Maggioranza nell’Assemblea Regionale e sostengono l’attuale Governo dell’Isola. Dall’altra parte si colloca un nuovo soggetto politico, denominato “Corsica Nazione”: essendo di recente costituzione, e non avendo dunque partecipato alle ultime elezioni, conta su di una sola rappresentante nell’Assemblea di Ajaccio, distaccatasi da una delle formazioni già esistenti, la quale si è distinta per il suo atteggiamento particolarmente battagliero e polemico. L’oggetto del contendere è costituito dal nuovo accordo stipulato tra la Regione e le Autorità Nazionali della Francia. Tale patto ha già superato l’esame del Consiglio di Stato, che verteva sulla sua legittimità, e deve ora passare al vaglio dell’Assemblea Nazionale di Parigi, la quale deve approvarlo con una maggioranza di almeno i tre quinti dei propri componenti. I Corsi potranno infine accettarlo o respingerlo esprimendosi in un apposito referendum. L’iter ricalca sostanzialmente quello stabilito in Spagna per l’introduzione e l’emendamento degli Statuti di Autonomia. È indubbio che tale condizione risulti rafforzata, venendo ampliata la competenza legislativa e amministrativa attribuita alla Regione. Anche se, la Corsica essendo un Ente Pubblico Territoriale – e non un soggetto componente una Federazione o una Confederazione – viene posto all’esercizio dell’autonomia il limite cosiddetto “verticale”. Esattamente come in Italia, dove le Regioni possono introdurre le proprie norme “nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato”. Il Movimento “Corsica Nazione”, oltre a dissentire dal contenuto dell’accordo – come vedremo più avanti – in base alle mancate attribuzioni di nuove e più ampie competenze, denuncia che quanto recentemente stipulato procrastina “sine die” l’auspicato esercizio dell’autodeterminazione. Peraltro, anche gli altri Movimenti considerano l’autodeterminazione come il punto di arrivo della loro azione politica. La sua realizzazione dipende però da due condizioni, su cui attualmente nessuno può influire. Una di esse è costituita dal ridisegno complessivo di tutti gli attuali confini dell’Europa Occidentale, che porti a superare e a riaggregare gli Stati nazionali esistenti. Ciò avverrà solo quando si produrranno le circostanze storiche che lo rendano possibile. In Europa Orientale, questo avvenne a partire dal 1989. Nel frattempo, l’unico obiettivo che si può conseguire consiste, per l’appunto, nell’ampliamento delle Autonomie e nella loro corretta ed efficiente gestione. Risulta dunque sbagliato affermare che un accordo come quello stipulato tra Ajaccio e Parigi allontani questo momento. Si tratta viceversa di un atto che, nei limiti del possibile, lo avvicina, anche se non sappiamo quanto si dovrà ancora attendere per raggiungere la meta. Sarebbe troppo lungo, oltre che praticamente impossibile, elencare tutte le conquiste raggiunte in Europa Occidentale dai diversi movimenti regionalisti. La loro utilità risulta evidente – a parte tutte le considerazioni di ordine giuridico – per due motivi: Aver arrestato, ed anzi rovesciato, la tendenza – propria degli Stati nazionali – a praticare l’assimilazione culturale. Aver formato nuove classi dirigenti, capaci di gestire un’autonomia sempre più ampia. Veniamo comunque alle obiezioni mosse dal Movimento “Corsica Nazione” all’accordo con la Francia. In primo luogo, si denuncia la mancanza di misure volte a favorire la cosiddetta “corsizzazione” dell’amministrazione pubblica, vale a dire il reclutamento del personale tra i soggetti autoctoni. Nel caso del Tirolo Meridionale, questo obiettivo è stato raggiunto, pur senza scalfire né il principio costituzionale di uguaglianza, né le prerogative proprie dello Stato. A Bolzano, infatti, si è adottato il metodo delle “quote”: a ciascun gruppo etnico si riserva una presenza proporzionale al numero dei componenti nei quadri dell’amministrazione pubblica. I relativi concorsi si svolgono di conseguenza nella rispettiva lingua. Dato che il corso è già da tempo inserito nell’insegnamento scolastico, si può esigere la sua conoscenza ai dipendenti pubblici, come avviene per il francese in Valle d’Aosta. C’è poi il problema costituito dal divieto, per i non residenti, di acquistare beni immobili. A questo riguardo, ricordiamo che non si possono porre limitazioni – in base ai Trattati europei – neanche agli stranieri cittadini di Paesi membri dell’Unione. In questo caso, comunque – salvo naturalmente nel caso che venga acquisita l’indipendenza – non si può ledere una competenza che rimane dovunque attribuita allo Stato. C’è infine la pretesa di limitare l’acquisizione della residenza da parte di cittadini francesi non originari della Corsica, e perfino l’esercizio da parte di costoro del diritto di voto nelle elezioni amministrative. Al riguardo, vale lo stesso discorso sviluppato a proposito del divieto di acquistare beni immobili. Porre oggi dei problemi di questo genere significa, comunque, pretendere di costruire la casa partendo dal tetto. Per giunta, i movimenti autonomisti ed indipendentisti devono evitare di cadere nella logica – a nostro avviso sbagliata – del “tutto o niente”. A parte il fatto che questa scelta conduce, in genere, a non ottenere nulla – e perfino a perdere le conquiste già acquisite – essa deriva dal non capire come la causa dell’autonomia, e quella stessa dell’autodeterminazione, si inseriscano nel processo di costruzione di una democrazia più solida ed avanzata in tutta l’Europa Occidentale. Questa causa accomuna gli autonomisti e gli indipendentisti con tutte le forze che contrastano l’attuale tendenza all’autoritarismo, che si manifesta anche, anzi soprattutto, nel ritorno al centralismo. Non si può dunque fare a meno di distinguere tra le forze politiche nazionali disposte a concedere un ampliamento delle autonomie e quelle che, viceversa, lo rifiutano per principio. Alla logica del “tutto o niente” si contrappone dunque quella del negoziato. Anche qui, ci asteniamo dal citare il lungo elenco di situazioni nelle quali questa scelta ha portato benefici concreti. Un’ultima annotazione riguarda il fatto – già notato l’anno scorso – che non saranno presenti a Corte molti movimenti autonomisti dell’Europa Occidentale, mentre ci saranno gli indipendentisti della Nuova Caledonia e degli altri cosiddetti “Confettis de l’Empire”. La loro causa è certamente rispettabile, ma si inquadra in tutt’altro contesto politico e giuridico. Nel loro caso, l’alternativa è tra rimanere delle prefetture d’oltremare o distaccarsi del tutto dalla Francia. Nel nostro, si tratta invece di continuare un processo che ha portato a progressi concreti e positivi. La rottura consumata nell’ambito dell’autonomismo corso riflette infine quella tra quanti credono che comunque “i nemici dei miei nemici siano miei amici”. Il che, nel caso dell’Europa di oggi, conduce – esattamente come la logica del “tutto o niente” – all’isolamento, o peggio, al rischio di criminalizzazione. Allearsi con Hamas comporta stabilire rapporti pericolosi con certi servizi segreti stranieri che puntano alla destabilizzazione – anche violenta – dell’Europa Occidentale. Partecipando, viceversa, alla sua difesa non soltanto si rafforza la democrazia – che costituisce l’ambito indispensabile per ogni ampliamento delle autonomie regionali – ma si sceglie anche la parte vincente. Occorre dunque chiarire fin da ora quale compenso si esige per il nostro apporto, che consiste nel prendere atto delle nostre rivendicazioni, nella certezza che verrà inevitabilmente il momento propizio per affermarle.
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Per comprendere le caratteristiche assunte da qualche anno a questa parte dallo svolgimento delle “Ghjurnate Internaziunali” di Corte, che sembrano fortemente accentuarsi nella imminente edizione del 2025, occorre riepilogare brevemente le ultime vicende del Movimento Autonomista ed Indipendentista della Corsica, nell’ambito del quale si è determinata una frattura. Da una parte sono schierati tutti i raggruppamenti tradizionali, che compongono la Maggioranza nell’Assemblea Regionale e sostengono l’attuale Governo dell’Isola. Dall’altra parte si colloca un nuovo soggetto politico, denominato “Corsica Nazione”: essendo di recente costituzione, e non avendo dunque partecipato alle ultime elezioni, conta su di una sola rappresentante nell’Assemblea di Ajaccio, distaccatasi da una delle formazioni già esistenti, la quale si è distinta per il suo atteggiamento particolarmente battagliero e polemico. L’oggetto del contendere è costituito dal nuovo accordo stipulato tra la Regione e le Autorità Nazionali della Francia. Tale patto ha già superato l’esame del Consiglio di Stato, che verteva sulla sua legittimità, e deve ora passare al vaglio dell’Assemblea Nazionale di Parigi, la quale deve approvarlo con una maggioranza di almeno i tre quinti dei propri componenti. I Corsi potranno infine accettarlo o respingerlo esprimendosi in un apposito referendum. L’iter ricalca sostanzialmente quello stabilito in Spagna per l’introduzione e l’emendamento degli Statuti di Autonomia. È indubbio che tale condizione risulti rafforzata, venendo ampliata la competenza legislativa e amministrativa attribuita alla Regione. Anche se, la Corsica essendo un Ente Pubblico Territoriale – e non un soggetto componente una Federazione o una Confederazione – viene posto all’esercizio dell’autonomia il limite cosiddetto “verticale”. Esattamente come in Italia, dove le Regioni possono introdurre le proprie norme “nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato”. Il Movimento “Corsica Nazione”, oltre a dissentire dal contenuto dell’accordo – come vedremo più avanti – in base alle mancate attribuzioni di nuove e più ampie competenze, denuncia che quanto recentemente stipulato procrastina “sine die” l’auspicato esercizio dell’autodeterminazione. Peraltro, anche gli altri Movimenti considerano l’autodeterminazione come il punto di arrivo della loro azione politica. La sua realizzazione dipende però da due condizioni, su cui attualmente nessuno può influire. Una di esse è costituita dal ridisegno complessivo di tutti gli attuali confini dell’Europa Occidentale, che porti a superare e a riaggregare gli Stati nazionali esistenti. Ciò avverrà solo quando si produrranno le circostanze storiche che lo rendano possibile. In Europa Orientale, questo avvenne a partire dal 1989. Nel frattempo, l’unico obiettivo che si può conseguire consiste, per l’appunto, nell’ampliamento delle Autonomie e nella loro corretta ed efficiente gestione. Risulta dunque sbagliato affermare che un accordo come quello stipulato tra Ajaccio e Parigi allontani questo momento. Si tratta viceversa di un atto che, nei limiti del possibile, lo avvicina, anche se non sappiamo quanto si dovrà ancora attendere per raggiungere la meta. Sarebbe troppo lungo, oltre che praticamente impossibile, elencare tutte le conquiste raggiunte in Europa Occidentale dai diversi movimenti regionalisti. La loro utilità risulta evidente – a parte tutte le considerazioni di ordine giuridico – per due motivi: Aver arrestato, ed anzi rovesciato, la tendenza – propria degli Stati nazionali – a praticare l’assimilazione culturale. Aver formato nuove classi dirigenti, capaci di gestire un’autonomia sempre più ampia. Veniamo comunque alle obiezioni mosse dal Movimento “Corsica Nazione” all’accordo con la Francia. In primo luogo, si denuncia la mancanza di misure volte a favorire la cosiddetta “corsizzazione” dell’amministrazione pubblica, vale a dire il reclutamento del personale tra i soggetti autoctoni. Nel caso del Tirolo Meridionale, questo obiettivo è stato raggiunto, pur senza scalfire né il principio costituzionale di uguaglianza, né le prerogative proprie dello Stato. A Bolzano, infatti, si è adottato il metodo delle “quote”: a ciascun gruppo etnico si riserva una presenza proporzionale al numero dei componenti nei quadri dell’amministrazione pubblica. I relativi concorsi si svolgono di conseguenza nella rispettiva lingua. Dato che il corso è già da tempo inserito nell’insegnamento scolastico, si può esigere la sua conoscenza ai dipendenti pubblici, come avviene per il francese in Valle d’Aosta. C’è poi il problema costituito dal divieto, per i non residenti, di acquistare beni immobili. A questo riguardo, ricordiamo che non si possono porre limitazioni – in base ai Trattati europei – neanche agli stranieri cittadini di Paesi membri dell’Unione. In questo caso, comunque – salvo naturalmente nel caso che venga acquisita l’indipendenza – non si può ledere una competenza che rimane dovunque attribuita allo Stato. C’è infine la pretesa di limitare l’acquisizione della residenza da parte di cittadini francesi non originari della Corsica, e perfino l’esercizio da parte di costoro del diritto di voto nelle elezioni amministrative. Al riguardo, vale lo stesso discorso sviluppato a proposito del divieto di acquistare beni immobili. Porre oggi dei problemi di questo genere significa, comunque, pretendere di costruire la casa partendo dal tetto. Per giunta, i movimenti autonomisti ed indipendentisti devono evitare di cadere nella logica – a nostro avviso sbagliata – del “tutto o niente”. A parte il fatto che questa scelta conduce, in genere, a non ottenere nulla – e perfino a perdere le conquiste già acquisite – essa deriva dal non capire come la causa dell’autonomia, e quella stessa dell’autodeterminazione, si inseriscano nel processo di costruzione di una democrazia più solida ed avanzata in tutta l’Europa Occidentale. Questa causa accomuna gli autonomisti e gli indipendentisti con tutte le forze che contrastano l’attuale tendenza all’autoritarismo, che si manifesta anche, anzi soprattutto, nel ritorno al centralismo. Non si può dunque fare a meno di distinguere tra le forze politiche nazionali disposte a concedere un ampliamento delle autonomie e quelle che, viceversa, lo rifiutano per principio. Alla logica del “tutto o niente” si contrappone dunque quella del negoziato. Anche qui, ci asteniamo dal citare il lungo elenco di situazioni nelle quali questa scelta ha portato benefici concreti. Un’ultima annotazione riguarda il fatto – già notato l’anno scorso – che non saranno presenti a Corte molti movimenti autonomisti dell’Europa Occidentale, mentre ci saranno gli indipendentisti della Nuova Caledonia e degli altri cosiddetti “Confettis de l’Empire”. La loro causa è certamente rispettabile, ma si inquadra in tutt’altro contesto politico e giuridico. Nel loro caso, l’alternativa è tra rimanere delle prefetture d’oltremare o distaccarsi del tutto dalla Francia. Nel nostro, si tratta invece di continuare un processo che ha portato a progressi concreti e positivi. La rottura consumata nell’ambito dell’autonomismo corso riflette infine quella tra quanti credono che comunque “i nemici dei miei nemici siano miei amici”. Il che, nel caso dell’Europa di oggi, conduce – esattamente come la logica del “tutto o niente” – all’isolamento, o peggio, al rischio di criminalizzazione. Allearsi con Hamas comporta stabilire rapporti pericolosi con certi servizi segreti stranieri che puntano alla destabilizzazione – anche violenta – dell’Europa Occidentale. Partecipando, viceversa, alla sua difesa non soltanto si rafforza la democrazia – che costituisce l’ambito indispensabile per ogni ampliamento delle autonomie regionali – ma si sceglie anche la parte vincente. Occorre dunque chiarire fin da ora quale compenso si esige per il nostro apporto, che consiste nel prendere atto delle nostre rivendicazioni, nella certezza che verrà inevitabilmente il momento propizio per affermarle.

Per comprendere le caratteristiche assunte da qualche anno a questa parte dallo svolgimento delle “Ghjurnate Internaziunali” di Corte, che sembrano fortemente accentuarsi nella imminente edizione del 2025, occorre riepilogare brevemente le ultime vicende del Movimento Autonomista ed Indipendentista della Corsica, nell’ambito del quale si è determinata una frattura. Da una parte sono schierati tutti i raggruppamenti tradizionali, che compongono la Maggioranza nell’Assemblea Regionale e sostengono l’attuale Governo dell’Isola. Dall’altra parte si colloca un nuovo soggetto politico, denominato “Corsica Nazione”: ess

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Gli ultimi avvenimenti di Diano Marina, di Sanremo e di Imperia risultano molto inquietanti: non tanto e non solo per la loro gravità, quanto per il modo in cui sono stati portati – o meglio, non sono stati portati – a conoscenza dell’opinione pubblica. A Diano Marina, tre automobili – tutte appartenenti allo stesso proprietario, un noto politico locale – bruciano nottetempo nello stesso cortile, senza che l’incendio danneggi le altre vetture. Normalmente i giornalisti informano i loro lettori di un cosiddetto “giallo” e, in seguito, quando le solerti indagini compiute dalla Polizia individuano il responsabile, ne annunciano la soluzione. In questo caso, invece, si è venuti a conoscenza del fatto solo dopo che ne era stata appurata la presunta origine accidentale. Delle due l’una: o non si voleva allarmare il pubblico comunicandogli l’esistenza di un ignoto piromane, non ancora identificato, oppure si voleva nascondere la consumazione di un reato. La notizia avrebbe infatti indotto la gente a domandarsi per quale motivo un concittadino fosse stato preso di mira da ignoti malviventi, finendo per scavare nelle vicende della sua vita privata, pubblica o professionale. Di qui la necessità di trovare una spiegazione dell’incendio come “accidentale”. Esclusa l’autocombustione, che sarebbe risultata poco credibile, si è attribuita l’origine del rogo alla ricarica difettosa di un’automobile elettrica parcheggiata nello stesso cortile. I vicini hanno però potuto constatare come né questa vettura, né il filo che la collegava alla batteria risultassero danneggiati. Nel mondo dei “gialli” esiste il famoso enigma della persona uccisa – e non suicida – ritrovata in una stanza chiusa. Ora gli inquirenti di Diano Marina hanno escogitato un problema di ancor più difficile soluzione: quello di un incendio in cui brucia tutto, tranne l’esca che lo ha appiccato. A noi capitò una volta che un personaggio con cui coabitavamo nello stesso alloggio venisse pugnalato nel bagno, rimanendo gravemente ferito. Costui non volle però che il tentato omicidio fosse denunciato all’Autorità di Polizia Giudiziaria né alla Magistratura inquirente. Il motivo era molto semplice: questo soggetto si era reso responsabile di uno “sgarro” ai danni dell’associazione a delinquere a cui era affiliato e, naturalmente, aveva interesse a nascondere tale imbarazzante condizione. Ad Imperia, l’incendio di autoveicoli si è ripetuto nel parcheggio di un supermercato, ma questa volta la Polizia ha prontamente individuato il presunto colpevole. Non si sa ancora se la coincidente comparsa, nei pressi del luogo del delitto, di scritte murali di contenuto razzistico risulti casuale o debba essere messa in relazione con l’incendio doloso. In ogni caso, le indagini sono state coronate da un esito fulmineo, per cui non rimane che congratularsi con le Forze di Polizia per la “brillante operazione”. Quando invece il Sindaco venne minacciato con il famoso distico in cui “infame” faceva rima con “lame” (quale triste conclusione per la storia della letteratura italiana, iniziata con l’Alighieri!), si rese necessario l’arrivo da Roma di una nutrita spedizione dei Servizi Segreti, che infine smascherarono e sbaragliarono un pericoloso gruppo estremista, pronto a trasformarsi nel nucleo iniziale di una più ampia e temibile formazione terroristica. È destino che la violenza politica, in provincia di Imperia, rimanga sempre allo stato embrionale. Le Brigate Rosse, pur contando a Genova su ben quattro “Colonne” – denominate rispettivamente “Cittadina”, “Porto”, “Fabbriche” e “Sanitaria” (la pubblicità che invitava all’arruolamento sottolineava come questa organizzazione terroristica fosse l’unico soggetto munito di una Mutua in grado di visitare a domicilio tutti gli assistiti) – non riuscirono tuttavia ad allungare i loro tentacoli fino al Ponente. Un gruppo di scalzacani, tra cui figuravano i nipoti di una sindachessa democristiana, si fece scoprire con un arsenale nascosto in un muro a secco nelle campagne della zia. Un altro aspirante terrorista venne individuato grazie a una “soffiata”, in quanto deteneva una quantità di esplosivo inversamente proporzionale alle sue capacità operative. Il caso più tragicomico ebbe per teatro Taggia, dove un giovane aspirante “brigatista”, volendo essere arruolato senza però disporre di contatti nell’organizzazione, dapprima incendiò un filobus della STEL parcheggiato nottetempo in piazza Reghezza, poi fece il giro dei bar vantandosi di tale impresa, nella speranza che qualcuno informasse Renato Curcio o chi per lui. Vennero informati invece i Carabinieri, e il padre dell’aspirante terrorista – uomo molto facoltoso – dovette risarcire di tasca propria l’Azienda dei Trasporti. Per scoprire gli autori delle minacce al “Basotto” non bastava evidentemente qualche maresciallo della “Benemerita” né qualche ispettore della Questura. Di qui la mobilitazione del SISDE, se non addirittura del SISMI, anche se gli autori delle scritte risultarono essere italiani. Ora le nostre “barbe finte” potranno rimanere a Roma, giacché un incendio è risultato accidentale e dell’altro si è immediatamente individuato il responsabile. L’ordine regna dunque a Imperia. Almeno in apparenza. Se anche ciò vale per il capoluogo, Sanremo è viceversa al centro delle tensioni che, ogni estate, tornano a manifestarsi puntualmente in ambito carcerario. Una rivolta nella prigione di Bussana ha causato tra gli agenti della Polizia Penitenziaria ben otto feriti gravi, tutti colpiti con armi da taglio, e alcuni addirittura sfregiati. Dell’accaduto si è venuti a conoscenza soltanto per via di un comunicato di protesta emesso dal sindacato che rappresenta il personale degli istituti di pena. Perché i giornali non sono stati avvertiti? E perché, soprattutto, non si ha notizia né di un rapporto penale di denuncia inoltrato alla Procura, né tantomeno dell’inizio di un’azione penale a carico dei responsabili? Il carcere di Bussana è un feudo dominato dai detenuti islamisti, i quali vi dettano legge, ricorrendo anche a metodi violenti. Ne ha fatto le spese tempo fa un recluso italiano, ridotto in fin di vita e salvato “in extremis” dopo il trasporto in ospedale. La vittima non poteva logicamente dare l’allarme, essendo in coma, e tanto meno intendevano farlo gli autori dell’aggressione. Gli agenti si limitano evidentemente a vigilare affinché nessuno evada. Né si può pretendere di più da personale costretto a lavorare sotto organico per vigilare su una struttura sovraffollata, e soprattutto controllata da musulmani radicalizzati. La comunità islamica di Imperia ha raccolto dei fondi per dotare la moschea della prigione di tappeti per la preghiera. La devozione, nei soggetti fanatici, può però evidentemente portare a degli eccessi. Qui ci vorrebbe un’indagine dei servizi di sicurezza, la situazione risultando ben più grave e pericolosa rispetto a quella causata dal “Pasquino” che prendeva a gabbo il Sindaco. Ci domandiamo come mai un governo che non nasconde le sue mire autoritarie ometta di pubblicizzare episodi talmente gravi da non avere alcun bisogno di essere enfatizzati, tali inoltre da causare nei cittadini l’effetto – auspicato dalla Meloni e conveniente per la sua parte politica – detto in inglese “Law and Order”. Il motivo è difficile da individuare. La nostra opinione è questa: l’esecutivo si trova costretto ad amministrare una situazione che non è tanto di progressiva anarchia, quanto piuttosto di dilagante “anomia”. Non è infatti venuta meno l’autorità, ma essa risulta ormai incapace di far rispettare la legge, salvo laddove le conviene, in considerazione degli interessi privati di chi la rappresenta. La rivolta carceraria costituisce una faccia della medaglia. Sull’altro verso troviamo un sindaco che emana atti amministrativi in forma verbale, cioè nulli, e non semplicemente illegittimi. Peccato però che una magistratura compiacente eviti di accertarlo, emanando una sentenza dichiarativa e non costitutiva. Se, per altro verso, non si reprime la violenza islamista e anzi si censurano le sue manifestazioni – anche le più gravi ed estreme – il motivo può essere ricercato nel fatto che certi Paesi musulmani sono a disposizione, per il tramite dei loro fiduciari locali, di chi intende esportare all’estero denaro di provenienza illecita. Un tempo provvedevano le autorità di Belgrado; oggi sono a disposizione emiri e sceicchi.
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Gli ultimi avvenimenti di Diano Marina, di Sanremo e di Imperia risultano molto inquietanti: non tanto e non solo per la loro gravità, quanto per il modo in cui sono stati portati – o meglio, non sono stati portati – a conoscenza dell’opinione pubblica. A Diano Marina, tre automobili – tutte appartenenti allo stesso proprietario, un noto politico locale – bruciano nottetempo nello stesso cortile, senza che l’incendio danneggi le altre vetture. Normalmente i giornalisti informano i loro lettori di un cosiddetto “giallo” e, in seguito, quando le solerti indagini compiute dalla Polizia individuano il responsabile, ne annunciano la soluzione. In questo caso, invece, si è venuti a conoscenza del fatto solo dopo che ne era stata appurata la presunta origine accidentale. Delle due l’una: o non si voleva allarmare il pubblico comunicandogli l’esistenza di un ignoto piromane, non ancora identificato, oppure si voleva nascondere la consumazione di un reato. La notizia avrebbe infatti indotto la gente a domandarsi per quale motivo un concittadino fosse stato preso di mira da ignoti malviventi, finendo per scavare nelle vicende della sua vita privata, pubblica o professionale. Di qui la necessità di trovare una spiegazione dell’incendio come “accidentale”. Esclusa l’autocombustione, che sarebbe risultata poco credibile, si è attribuita l’origine del rogo alla ricarica difettosa di un’automobile elettrica parcheggiata nello stesso cortile. I vicini hanno però potuto constatare come né questa vettura, né il filo che la collegava alla batteria risultassero danneggiati. Nel mondo dei “gialli” esiste il famoso enigma della persona uccisa – e non suicida – ritrovata in una stanza chiusa. Ora gli inquirenti di Diano Marina hanno escogitato un problema di ancor più difficile soluzione: quello di un incendio in cui brucia tutto, tranne l’esca che lo ha appiccato. A noi capitò una volta che un personaggio con cui coabitavamo nello stesso alloggio venisse pugnalato nel bagno, rimanendo gravemente ferito. Costui non volle però che il tentato omicidio fosse denunciato all’Autorità di Polizia Giudiziaria né alla Magistratura inquirente. Il motivo era molto semplice: questo soggetto si era reso responsabile di uno “sgarro” ai danni dell’associazione a delinquere a cui era affiliato e, naturalmente, aveva interesse a nascondere tale imbarazzante condizione. Ad Imperia, l’incendio di autoveicoli si è ripetuto nel parcheggio di un supermercato, ma questa volta la Polizia ha prontamente individuato il presunto colpevole. Non si sa ancora se la coincidente comparsa, nei pressi del luogo del delitto, di scritte murali di contenuto razzistico risulti casuale o debba essere messa in relazione con l’incendio doloso. In ogni caso, le indagini sono state coronate da un esito fulmineo, per cui non rimane che congratularsi con le Forze di Polizia per la “brillante operazione”. Quando invece il Sindaco venne minacciato con il famoso distico in cui “infame” faceva rima con “lame” (quale triste conclusione per la storia della letteratura italiana, iniziata con l’Alighieri!), si rese necessario l’arrivo da Roma di una nutrita spedizione dei Servizi Segreti, che infine smascherarono e sbaragliarono un pericoloso gruppo estremista, pronto a trasformarsi nel nucleo iniziale di una più ampia e temibile formazione terroristica. È destino che la violenza politica, in provincia di Imperia, rimanga sempre allo stato embrionale. Le Brigate Rosse, pur contando a Genova su ben quattro “Colonne” – denominate rispettivamente “Cittadina”, “Porto”, “Fabbriche” e “Sanitaria” (la pubblicità che invitava all’arruolamento sottolineava come questa organizzazione terroristica fosse l’unico soggetto munito di una Mutua in grado di visitare a domicilio tutti gli assistiti) – non riuscirono tuttavia ad allungare i loro tentacoli fino al Ponente. Un gruppo di scalzacani, tra cui figuravano i nipoti di una sindachessa democristiana, si fece scoprire con un arsenale nascosto in un muro a secco nelle campagne della zia. Un altro aspirante terrorista venne individuato grazie a una “soffiata”, in quanto deteneva una quantità di esplosivo inversamente proporzionale alle sue capacità operative. Il caso più tragicomico ebbe per teatro Taggia, dove un giovane aspirante “brigatista”, volendo essere arruolato senza però disporre di contatti nell’organizzazione, dapprima incendiò un filobus della STEL parcheggiato nottetempo in piazza Reghezza, poi fece il giro dei bar vantandosi di tale impresa, nella speranza che qualcuno informasse Renato Curcio o chi per lui. Vennero informati invece i Carabinieri, e il padre dell’aspirante terrorista – uomo molto facoltoso – dovette risarcire di tasca propria l’Azienda dei Trasporti. Per scoprire gli autori delle minacce al “Basotto” non bastava evidentemente qualche maresciallo della “Benemerita” né qualche ispettore della Questura. Di qui la mobilitazione del SISDE, se non addirittura del SISMI, anche se gli autori delle scritte risultarono essere italiani. Ora le nostre “barbe finte” potranno rimanere a Roma, giacché un incendio è risultato accidentale e dell’altro si è immediatamente individuato il responsabile. L’ordine regna dunque a Imperia. Almeno in apparenza. Se anche ciò vale per il capoluogo, Sanremo è viceversa al centro delle tensioni che, ogni estate, tornano a manifestarsi puntualmente in ambito carcerario. Una rivolta nella prigione di Bussana ha causato tra gli agenti della Polizia Penitenziaria ben otto feriti gravi, tutti colpiti con armi da taglio, e alcuni addirittura sfregiati. Dell’accaduto si è venuti a conoscenza soltanto per via di un comunicato di protesta emesso dal sindacato che rappresenta il personale degli istituti di pena. Perché i giornali non sono stati avvertiti? E perché, soprattutto, non si ha notizia né di un rapporto penale di denuncia inoltrato alla Procura, né tantomeno dell’inizio di un’azione penale a carico dei responsabili? Il carcere di Bussana è un feudo dominato dai detenuti islamisti, i quali vi dettano legge, ricorrendo anche a metodi violenti. Ne ha fatto le spese tempo fa un recluso italiano, ridotto in fin di vita e salvato “in extremis” dopo il trasporto in ospedale. La vittima non poteva logicamente dare l’allarme, essendo in coma, e tanto meno intendevano farlo gli autori dell’aggressione. Gli agenti si limitano evidentemente a vigilare affinché nessuno evada. Né si può pretendere di più da personale costretto a lavorare sotto organico per vigilare su una struttura sovraffollata, e soprattutto controllata da musulmani radicalizzati. La comunità islamica di Imperia ha raccolto dei fondi per dotare la moschea della prigione di tappeti per la preghiera. La devozione, nei soggetti fanatici, può però evidentemente portare a degli eccessi. Qui ci vorrebbe un’indagine dei servizi di sicurezza, la situazione risultando ben più grave e pericolosa rispetto a quella causata dal “Pasquino” che prendeva a gabbo il Sindaco. Ci domandiamo come mai un governo che non nasconde le sue mire autoritarie ometta di pubblicizzare episodi talmente gravi da non avere alcun bisogno di essere enfatizzati, tali inoltre da causare nei cittadini l’effetto – auspicato dalla Meloni e conveniente per la sua parte politica – detto in inglese “Law and Order”. Il motivo è difficile da individuare. La nostra opinione è questa: l’esecutivo si trova costretto ad amministrare una situazione che non è tanto di progressiva anarchia, quanto piuttosto di dilagante “anomia”. Non è infatti venuta meno l’autorità, ma essa risulta ormai incapace di far rispettare la legge, salvo laddove le conviene, in considerazione degli interessi privati di chi la rappresenta. La rivolta carceraria costituisce una faccia della medaglia. Sull’altro verso troviamo un sindaco che emana atti amministrativi in forma verbale, cioè nulli, e non semplicemente illegittimi. Peccato però che una magistratura compiacente eviti di accertarlo, emanando una sentenza dichiarativa e non costitutiva. Se, per altro verso, non si reprime la violenza islamista e anzi si censurano le sue manifestazioni – anche le più gravi ed estreme – il motivo può essere ricercato nel fatto che certi Paesi musulmani sono a disposizione, per il tramite dei loro fiduciari locali, di chi intende esportare all’estero denaro di provenienza illecita. Un tempo provvedevano le autorità di Belgrado; oggi sono a disposizione emiri e sceicchi.

Gli ultimi avvenimenti di Diano Marina, di Sanremo e di Imperia risultano molto inquietanti: non tanto e non solo per la loro gravità, quanto per il modo in cui sono stati portati – o meglio, non sono stati portati – a conoscenza dell’opinione pubblica. A Diano Marina, tre automobili – tutte appartenenti allo stesso proprietario, un noto politico locale – bruciano nottetempo nello stesso cortile, senza che l’incendio danneggi le altre vetture. Normalmente i giornalisti informano i loro lettori di un cosiddetto “giallo” e, in seguito, quando le solerti indagini compiute dalla Polizia individuano il responsabile, n

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Nel 1894, la Francia e l’Inghilterra arrivarono a un passo dalla guerra. Dopo il Trattato di Francoforte, che aveva posto fine alla guerra franco-prussiana, procurando alla Germania i territori contesi dell’Alsazia e della Lorena, il Cancelliere Bismarck, preoccupato dalle tentazioni “revansciste” che covavano negli ambienti nazionalisti di Parigi, decise di lanciare la nazione rivale alla conquista dell’Africa. Costituendo un impero coloniale, la Francia avrebbe appagato le proprie ambizioni e compensato le proprie frustrazioni, allontanando così il pericolo di un nuovo conflitto in Europa. Fu così che le autorità della “Terza Repubblica” concepirono il progetto di saldare da est a ovest i loro domini, collegando Gibuti con l’Africa Occidentale Francese. L’Inghilterra, che già controllava l’Egitto e il Sudan, voleva a sua volta stabilire una continuità territoriale che andasse dal settentrione al meridione, essendo già in possesso del Sudafrica. Avvenne così che gli “Spahis” ingaggiarono una scaramuccia con i Lancieri del Bengala. Salvo gli ufficiali – uno dei quali era addirittura un russo, distaccato presso l’esercito francese – si trattava di soldati extraeuropei. L’unico francese autentico coinvolto nel fatto d’armi, tale capitano Marchand, fu considerato un eroe nazionale. L’impatto sull’opinione pubblica risultò enorme, e la stampa di Parigi, inneggiando ai propri soldati, scatenò un’azione di propaganda bellicista contro la Gran Bretagna. Sei anni dopo, rovesciando tale tendenza, francesi e inglesi stipularono la cosiddetta “Entente Cordiale”. Ricordiamo che l’alleanza che avrebbe combattuto dal 1914 al 1918 venne per l’appunto denominata “Intesa”. Le autorità di Parigi, smaltita la sbornia nazionalista, avevano fatto i loro conti: In primo luogo, la Francia si trovava in condizioni di inferiorità rispetto alla potenza d’oltremanica. In secondo luogo, il contenzioso più importante non riguardava i territori africani, bensì quelli europei. Fedele alla consegna espressa da Léon Gambetta riguardo alla Lorena – “Pensiamoci sempre, non parliamone mai” – la Francia cercava la “revanche” e non rinunciava a riportare il confine sul Reno. Soltanto con l’aiuto dell’Inghilterra questo obiettivo sarebbe risultato possibile, a causa della superiorità territoriale, demografica e industriale dell’Impero tedesco. La possibilità che l’Inghilterra potesse varcare la Manica era determinata dal timore – alimentato costantemente da Londra – dell’esistenza di una potenza egemone sul continente. La Prima guerra mondiale fu dunque decisa nel 1904. Gli anni successivi trascorsero nell’attesa del “casus belli”, caratterizzati da un riarmo frenetico che incrementò l’industria e produsse l’effimero benessere proprio della “Belle Époque”. È facile scorgere le analogie con quanto avvenuto tra il momento in cui Trump ha innalzato i dazi imposti all’Europa e la giornata di ieri, in cui l’Unione si è inchinata all’America in cambio di una “diminuzione dell’aumento”, ma soprattutto impegnandosi, quale contropartita, sia a investire oltre Atlantico, sia – soprattutto – a rinunciare allo sviluppo di una propria industria militare. Le armi verranno naturalmente prodotte, ma negli Stati Uniti, che ce ne imporranno il prezzo. Perché il Vecchio Continente, senza che l’annuncio dell’aumento dei dazi abbia causato una pur effimera ondata di avversione all’America – fummo gli unici, “sans vouloir nous flatter”, a rilevarne la mancanza – si è inchinato alla volontà del “Tycoon”? Come la Francia dell’inizio del XX secolo temeva la Germania e manteneva un contenzioso aperto con Berlino, così l’Unione Europea di oggi ha paura di due nemici: la Russia e l’Islam, di cui il Vecchio Continente sente il fiato sul collo. Non è casuale che, in contemporanea con l’accordo raggiunto in Scozia – dove Trump ha fatto comunque attendere la von der Leyen la fine della sua partita di golf – Israele abbia permesso l’ingresso del cibo a Gaza, ponendo fine alle lamentele umanitarie degli europei. A Netanyahu non interessa far morire di fame i palestinesi, ma piuttosto il controllo territoriale. Quanto alle armi, non essendo prodotte in Europa, potranno essere usate solo nelle guerre autorizzate – o decise – dall’America. Trump ha ricordato come gli F-35 possano perfino venire disattivati a distanza da chi li ha prodotti. La Meloni si rafforza, non avendo neanche partecipato alle pur flebili proteste per l’aumento dei dazi ed essendosi viceversa schierata fin dal principio sulla linea del negoziato, che in sostanza significa una resa dell’Europa alle pretese di Trump. Un’ultima annotazione riguarda i movimenti regionali autonomisti o indipendentisti dell’Europa occidentale. Abbiamo commentato ampiamente come l’edizione di quest’anno delle “Ghjurnate” di Corte segni una rottura definitiva tanto nell’ambito del nazionalismo corso, catalano e basco quanto tra i soggetti radicali di queste regioni e altre realtà ugualmente importanti. A quanto risulta dal programma, mancheranno in questa edizione i rappresentanti di Scozia, Fiandra e soprattutto Irlanda, schierati unanimemente sulla linea del negoziato con le autorità dei rispettivi Stati “nazionali”. Questa frattura rivela innanzitutto che la guerra – pur non risultando imminente – viene ormai considerata inevitabile. Di conseguenza, ciascuno sceglie da che parte stare. C’è chi decide – come abbiamo già rilevato – in base alla logica per cui “i nemici dei miei nemici sono miei amici”, il che porta però talvolta a un errore fatale: schierarsi dalla parte sbagliata. Se dunque risulta sempre necessario valutare attentamente il rapporto di forze tra le parti in conflitto, occorre anche calcolare quello che si instaura con i propri alleati. Un’ipotetica islamizzazione dell’Europa occidentale cancellerebbe completamente quel contesto politico, culturale e giuridico in cui le rivendicazioni autonomistiche – come quella dell’autodeterminazione – possono trovare compimento. Lo stesso vale per la visione “grande russa” che ispira la strategia di Putin. Dugin ha messo in chiaro come il contenzioso con l’Occidente non sia solo né tanto di carattere territoriale. L’ideologo del Cremlino, ispiratore del Presidente e soprattutto del Patriarca, ha chiarito che la Russia rigetta tutto lo sviluppo del pensiero occidentale a partire dal Tomismo, passando per la Riforma protestante, giungendo all’Illuminismo e infine alle nostre attuali scuole politiche. Occorre anche considerare come, al di fuori dell’Occidente, nessuna reale autonomia sia goduta dalle minoranze etniche o religiose, che si trovano di conseguenza nell’alternativa tra insorgere per conquistare l’indipendenza “manu militari” oppure subire la “pulizia etnica”. Solo in Occidente, in un contesto di pieno sviluppo della democrazia rappresentativa, risulta praticabile l’opzione della effettiva autonomia. Questa non soddisfa gli indipendentisti, ma rimane l’unica praticabile nell’attuale contesto internazionale. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, alcuni leader nazionalisti – Chandra Bose in India e Jabotinsky nel futuro Stato di Israele – proposero di allearsi rispettivamente con il Giappone e con la Germania contro l’Inghilterra. Gandhi e Ben Gurion – pur mantenendo aperto il contenzioso con la potenza coloniale dominante – proposero invece la scelta opposta. Il Giappone militarista e la Germania nazista erano entrambi avversi alla causa dell’autodeterminazione dei popoli, ma soprattutto destinati a perdere. La storia diede ragione a chi non ragionava in base al presupposto che necessariamente “i nemici dei miei nemici sono miei amici”. Per questo dissentiamo dalle scelte compiute da “Corsica Nazione”, tanto più avendo constatato come il terrorismo praticato a lungo in Irlanda e nel Paese Basco abbia danneggiato – e non certo aiutato – il progresso dell’autonomia, che rimane anche per noi l’unica meta attualmente praticabile. Nella prospettiva delle restrizioni che verranno imposte ai diritti civili, il rispetto delle identità minoritarie rimane una base acquisita e intangibile su cui si potrà riprendere a costruire nel futuro.
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Nel 1894, la Francia e l’Inghilterra arrivarono a un passo dalla guerra. Dopo il Trattato di Francoforte, che aveva posto fine alla guerra franco-prussiana, procurando alla Germania i territori contesi dell’Alsazia e della Lorena, il Cancelliere Bismarck, preoccupato dalle tentazioni “revansciste” che covavano negli ambienti nazionalisti di Parigi, decise di lanciare la nazione rivale alla conquista dell’Africa. Costituendo un impero coloniale, la Francia avrebbe appagato le proprie ambizioni e compensato le proprie frustrazioni, allontanando così il pericolo di un nuovo conflitto in Europa. Fu così che le autorità della “Terza Repubblica” concepirono il progetto di saldare da est a ovest i loro domini, collegando Gibuti con l’Africa Occidentale Francese. L’Inghilterra, che già controllava l’Egitto e il Sudan, voleva a sua volta stabilire una continuità territoriale che andasse dal settentrione al meridione, essendo già in possesso del Sudafrica. Avvenne così che gli “Spahis” ingaggiarono una scaramuccia con i Lancieri del Bengala. Salvo gli ufficiali – uno dei quali era addirittura un russo, distaccato presso l’esercito francese – si trattava di soldati extraeuropei. L’unico francese autentico coinvolto nel fatto d’armi, tale capitano Marchand, fu considerato un eroe nazionale. L’impatto sull’opinione pubblica risultò enorme, e la stampa di Parigi, inneggiando ai propri soldati, scatenò un’azione di propaganda bellicista contro la Gran Bretagna. Sei anni dopo, rovesciando tale tendenza, francesi e inglesi stipularono la cosiddetta “Entente Cordiale”. Ricordiamo che l’alleanza che avrebbe combattuto dal 1914 al 1918 venne per l’appunto denominata “Intesa”. Le autorità di Parigi, smaltita la sbornia nazionalista, avevano fatto i loro conti: In primo luogo, la Francia si trovava in condizioni di inferiorità rispetto alla potenza d’oltremanica. In secondo luogo, il contenzioso più importante non riguardava i territori africani, bensì quelli europei. Fedele alla consegna espressa da Léon Gambetta riguardo alla Lorena – “Pensiamoci sempre, non parliamone mai” – la Francia cercava la “revanche” e non rinunciava a riportare il confine sul Reno. Soltanto con l’aiuto dell’Inghilterra questo obiettivo sarebbe risultato possibile, a causa della superiorità territoriale, demografica e industriale dell’Impero tedesco. La possibilità che l’Inghilterra potesse varcare la Manica era determinata dal timore – alimentato costantemente da Londra – dell’esistenza di una potenza egemone sul continente. La Prima guerra mondiale fu dunque decisa nel 1904. Gli anni successivi trascorsero nell’attesa del “casus belli”, caratterizzati da un riarmo frenetico che incrementò l’industria e produsse l’effimero benessere proprio della “Belle Époque”. È facile scorgere le analogie con quanto avvenuto tra il momento in cui Trump ha innalzato i dazi imposti all’Europa e la giornata di ieri, in cui l’Unione si è inchinata all’America in cambio di una “diminuzione dell’aumento”, ma soprattutto impegnandosi, quale contropartita, sia a investire oltre Atlantico, sia – soprattutto – a rinunciare allo sviluppo di una propria industria militare. Le armi verranno naturalmente prodotte, ma negli Stati Uniti, che ce ne imporranno il prezzo. Perché il Vecchio Continente, senza che l’annuncio dell’aumento dei dazi abbia causato una pur effimera ondata di avversione all’America – fummo gli unici, “sans vouloir nous flatter”, a rilevarne la mancanza – si è inchinato alla volontà del “Tycoon”? Come la Francia dell’inizio del XX secolo temeva la Germania e manteneva un contenzioso aperto con Berlino, così l’Unione Europea di oggi ha paura di due nemici: la Russia e l’Islam, di cui il Vecchio Continente sente il fiato sul collo. Non è casuale che, in contemporanea con l’accordo raggiunto in Scozia – dove Trump ha fatto comunque attendere la von der Leyen la fine della sua partita di golf – Israele abbia permesso l’ingresso del cibo a Gaza, ponendo fine alle lamentele umanitarie degli europei. A Netanyahu non interessa far morire di fame i palestinesi, ma piuttosto il controllo territoriale. Quanto alle armi, non essendo prodotte in Europa, potranno essere usate solo nelle guerre autorizzate – o decise – dall’America. Trump ha ricordato come gli F-35 possano perfino venire disattivati a distanza da chi li ha prodotti. La Meloni si rafforza, non avendo neanche partecipato alle pur flebili proteste per l’aumento dei dazi ed essendosi viceversa schierata fin dal principio sulla linea del negoziato, che in sostanza significa una resa dell’Europa alle pretese di Trump. Un’ultima annotazione riguarda i movimenti regionali autonomisti o indipendentisti dell’Europa occidentale. Abbiamo commentato ampiamente come l’edizione di quest’anno delle “Ghjurnate” di Corte segni una rottura definitiva tanto nell’ambito del nazionalismo corso, catalano e basco quanto tra i soggetti radicali di queste regioni e altre realtà ugualmente importanti. A quanto risulta dal programma, mancheranno in questa edizione i rappresentanti di Scozia, Fiandra e soprattutto Irlanda, schierati unanimemente sulla linea del negoziato con le autorità dei rispettivi Stati “nazionali”. Questa frattura rivela innanzitutto che la guerra – pur non risultando imminente – viene ormai considerata inevitabile. Di conseguenza, ciascuno sceglie da che parte stare. C’è chi decide – come abbiamo già rilevato – in base alla logica per cui “i nemici dei miei nemici sono miei amici”, il che porta però talvolta a un errore fatale: schierarsi dalla parte sbagliata. Se dunque risulta sempre necessario valutare attentamente il rapporto di forze tra le parti in conflitto, occorre anche calcolare quello che si instaura con i propri alleati. Un’ipotetica islamizzazione dell’Europa occidentale cancellerebbe completamente quel contesto politico, culturale e giuridico in cui le rivendicazioni autonomistiche – come quella dell’autodeterminazione – possono trovare compimento. Lo stesso vale per la visione “grande russa” che ispira la strategia di Putin. Dugin ha messo in chiaro come il contenzioso con l’Occidente non sia solo né tanto di carattere territoriale. L’ideologo del Cremlino, ispiratore del Presidente e soprattutto del Patriarca, ha chiarito che la Russia rigetta tutto lo sviluppo del pensiero occidentale a partire dal Tomismo, passando per la Riforma protestante, giungendo all’Illuminismo e infine alle nostre attuali scuole politiche. Occorre anche considerare come, al di fuori dell’Occidente, nessuna reale autonomia sia goduta dalle minoranze etniche o religiose, che si trovano di conseguenza nell’alternativa tra insorgere per conquistare l’indipendenza “manu militari” oppure subire la “pulizia etnica”. Solo in Occidente, in un contesto di pieno sviluppo della democrazia rappresentativa, risulta praticabile l’opzione della effettiva autonomia. Questa non soddisfa gli indipendentisti, ma rimane l’unica praticabile nell’attuale contesto internazionale. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, alcuni leader nazionalisti – Chandra Bose in India e Jabotinsky nel futuro Stato di Israele – proposero di allearsi rispettivamente con il Giappone e con la Germania contro l’Inghilterra. Gandhi e Ben Gurion – pur mantenendo aperto il contenzioso con la potenza coloniale dominante – proposero invece la scelta opposta. Il Giappone militarista e la Germania nazista erano entrambi avversi alla causa dell’autodeterminazione dei popoli, ma soprattutto destinati a perdere. La storia diede ragione a chi non ragionava in base al presupposto che necessariamente “i nemici dei miei nemici sono miei amici”. Per questo dissentiamo dalle scelte compiute da “Corsica Nazione”, tanto più avendo constatato come il terrorismo praticato a lungo in Irlanda e nel Paese Basco abbia danneggiato – e non certo aiutato – il progresso dell’autonomia, che rimane anche per noi l’unica meta attualmente praticabile. Nella prospettiva delle restrizioni che verranno imposte ai diritti civili, il rispetto delle identità minoritarie rimane una base acquisita e intangibile su cui si potrà riprendere a costruire nel futuro.

Nel 1894, la Francia e l’Inghilterra arrivarono a un passo dalla guerra. Dopo il Trattato di Francoforte, che aveva posto fine alla guerra franco-prussiana, procurando alla Germania i territori contesi dell’Alsazia e della Lorena, il Cancelliere Bismarck, preoccupato dalle tentazioni “revansciste” che covavano negli ambienti nazionalisti di Parigi, decise di lanciare la nazione rivale alla conquista dell’Africa. Costituendo un impero coloniale, la Francia avrebbe appagato le proprie ambizioni e compensato le proprie frustrazioni, allontanando così il pericolo di un nuovo conflitto in Europa. Fu così che le autori

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La Commissione dell’Unione Europea ha definito “giuridicamente non vincolante” l’accordo stipulato verbalmente domenica scorsa in un campo da golf della Scozia da Trump e dalla von der Leyen. Questo organo si comporta come tutti coloro che si accorgono di avere stipulato un contratto svantaggioso – in parole povere di essere stati fregati – e si affrettano di conseguenza a negarne la validità, tentando di farlo annullare. Anche ammesso che si sia trattato di un’intesa “politica”, rimangono senza risposta le nostre domande. Chi, in primo luogo, ha autorizzato la Presidente della Commissione a negoziare in nome e per conto dell’Unione? Perché, inoltre, non sono stati posti dei limiti al mandato conferito alla Signora – belga (di lingua francese) e tedesca? Comunque venga qualificata l’intesa, essa risulta svantaggiosa per l’Europa. In terzo luogo, se l’accordo non era “giuridicamente vincolante”, per quale motivo la Presidente della Commissione non lo ha chiarito? Ritenendolo anzi – contro ogni evidenza – vantaggioso per la propria parte (il che è manifestamente falso), la von der Leyen si è vantata di averlo stipulato, guardandosi bene dal precisare che il patto non era “giuridicamente vincolante”. Tale qualifica di quanto concordato è emersa soltanto in seguito, quando – dopo avere ascoltato il resoconto della plenipotenziaria europea – i suoi colleghi della Commissione si sono accorti che costei era stata “mangiata a colazione” da Trump, come ha giustamente annotato Orbán. Vediamo però che cosa dovrebbe succedere in base al diritto. La fissazione dei dazi americani al trenta per cento a partire dal primo agosto era stata stabilita a suo tempo dal Presidente degli Stati Uniti mediante un atto di tipo legislativo, in cui veniva fissato per l’appunto tale termine iniziale per la sua entrata in vigore, che poteva essere impedita soltanto se l’atto fosse stato modificato da una norma emanata successivamente. Se dunque l’accordo fosse stato “giuridicamente vincolante”, esso avrebbe quanto meno emendato quanto stabilito in precedenza, facendo scendere i dazi dal trenta al quindici per cento. Se invece l’intesa non produce alcun effetto giuridico, con il primo agosto – a prescindere da quanto dica Trump, il quale fino ad ora non ha commentato la “marcia indietro” della Commissione di Bruxelles – scattano i dazi al trenta per cento, con tutti i conseguenti effetti catastrofici sull’occupazione in Europa. Per giunta, l’accordo non si limitava a stabilire l’ammontare dei dazi. In cambio della cosiddetta “diminuzione dell’aumento”, il nostro continente si impegnava ad acquistare dagli Stati Uniti armamenti e materie prime energetiche per un ammontare stimato, solo per l’Italia, in sessanta miliardi di euro. Inoltre, l’Unione assumeva l’obbligo di investire nelle industrie americane. Questo è l’unico punto su cui la Commissione ha ragione nell’escludere un impegno dell’Unione: gli investimenti devono infatti essere compiuti da soggetti di diritto privato, che naturalmente non possono esservi costretti né dall’Unione, né dagli Stati membri. Non entrando in vigore l’accordo nel suo insieme, gli americani possono astenersi dal darci il petrolio e il gas, che comunque l’Italia, ricevendolo liquido, avrebbe dovuto “rigassificare”. Non si sa dove, visto che l’impianto di Ravenna non risulta sufficiente e gli altri cosiddetti “rigassificatori” – che comunque dovrebbero essere installati e attrezzati – non li vuole nessuno. La von der Leyen ha stipulato una sorta di “patto leonino” per fare arrivare in Europa il gas necessario ad accendere i termosifoni, la cui prima consegna sarebbe forse avvenuta “a puffo”, come direbbe il nostro Sindaco nella sua lingua regionale. Le successive sarebbero invece dipese dal rispetto di quanto concordato. Ora, oltre a pagare il trenta per cento sulle nostre esportazioni – avendo negato il carattere “giuridicamente vincolante” dell’accordo – rischiamo di non ricevere un bel nulla. Come si dice “giuridicamente non vincolante” in finnico o in gaelico? Le lingue ufficiali dell’Unione, in cui si traducono tutte le tonnellate di documenti prodotti a Bruxelles e a Strasburgo, sono in numero addirittura maggiore rispetto a quello degli Stati membri. Ciò è dovuto al fatto che in alcuni di essi vi sono più idiomi “ufficiali”. In Spagna è entrata in vigore la norma che impone l’uso del catalano e del basco per tutti gli atti di diritto internazionale riguardanti tale Paese. L’Unione ha dovuto dunque verosimilmente assumere nuovi traduttori. Malgrado tale sovrabbondanza di personale, il testo dell’accordo presenta discordanze tra la versione europea e quella americana. La questione riguarda però ormai soltanto gli studiosi di linguistica, mentre quelli di diritto se ne sono tratti fuori, dal momento che si tratta per l’appunto di un testo “non vincolante giuridicamente”, alla pari delle opere letterarie. Tra poche ore sapremo qual è la situazione reale. Quando la prima cassa di Valpolicella, o di Cognac, o di Valdepeñas, giungerà alla dogana degli Stati Uniti, i produttori conosceranno l’importo di quanto dovuto. Se sarà il trenta per cento, le proteste dovranno essere indirizzate alla von der Leyen e non a Trump, il “tycoon” potendo invocare il principio in base al quale “pacta sunt servanda”. A tanto ci ha portato l’avvento di una “classe dirigente” europea composta da “dilettanti allo sbaraglio”. Il nostro Sindaco vive, da parte sua, in una sorta di “capsula del tempo”. Credendo che sia ancora in vigore il “Patto di Rinascita”, il Primo Cittadino medita nuove opere faraoniche. Ora è preso dalla mania degli “sventramenti”, come Mussolini, che voleva distruggere la Roma del Medioevo e del Rinascimento per fare emergere quella dell’Impero. L’abbattimento dei “silos” dovrebbe ripristinare, nelle intenzioni, il paesaggio urbano quale era nell’epoca preindustriale. I tre (3) portuali superstiti – da parte loro – gareggiano in “nostalgismo” con Scajola ed intonano “Fischia il vento”. La maggioranza, colta impreparata in materia musicale, avrebbe potuto rispondere con “Giovinezza” – molto apprezzata dall’ex vice sindaco Strescino – o con l’Inno di Garibaldi: “Si scopron le tombe, si levano i morti”. Ovvero con quello dei Templari, certamente conosciuto dall’ex consigliere Augusto Ferrari: “Non nobis, Domine, sed Nomini Tuo da gloriam”. Mentre si naufraga nei debiti, ci si aggrappa a un passato leggendario, in cui si cerca non tanto ispirazione quanto piuttosto evasione. Il deficit dell’Azienda sanitaria tocca intanto i centodue milioni, al punto che perfino la stampa locale parla con impertinenza di una “voragine”. La nostalgia è veramente il sentimento dei falliti.
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La Commissione dell’Unione Europea ha definito “giuridicamente non vincolante” l’accordo stipulato verbalmente domenica scorsa in un campo da golf della Scozia da Trump e dalla von der Leyen. Questo organo si comporta come tutti coloro che si accorgono di avere stipulato un contratto svantaggioso – in parole povere di essere stati fregati – e si affrettano di conseguenza a negarne la validità, tentando di farlo annullare. Anche ammesso che si sia trattato di un’intesa “politica”, rimangono senza risposta le nostre domande. Chi, in primo luogo, ha autorizzato la Presidente della Commissione a negoziare in nome e per conto dell’Unione? Perché, inoltre, non sono stati posti dei limiti al mandato conferito alla Signora – belga (di lingua francese) e tedesca? Comunque venga qualificata l’intesa, essa risulta svantaggiosa per l’Europa. In terzo luogo, se l’accordo non era “giuridicamente vincolante”, per quale motivo la Presidente della Commissione non lo ha chiarito? Ritenendolo anzi – contro ogni evidenza – vantaggioso per la propria parte (il che è manifestamente falso), la von der Leyen si è vantata di averlo stipulato, guardandosi bene dal precisare che il patto non era “giuridicamente vincolante”. Tale qualifica di quanto concordato è emersa soltanto in seguito, quando – dopo avere ascoltato il resoconto della plenipotenziaria europea – i suoi colleghi della Commissione si sono accorti che costei era stata “mangiata a colazione” da Trump, come ha giustamente annotato Orbán. Vediamo però che cosa dovrebbe succedere in base al diritto. La fissazione dei dazi americani al trenta per cento a partire dal primo agosto era stata stabilita a suo tempo dal Presidente degli Stati Uniti mediante un atto di tipo legislativo, in cui veniva fissato per l’appunto tale termine iniziale per la sua entrata in vigore, che poteva essere impedita soltanto se l’atto fosse stato modificato da una norma emanata successivamente. Se dunque l’accordo fosse stato “giuridicamente vincolante”, esso avrebbe quanto meno emendato quanto stabilito in precedenza, facendo scendere i dazi dal trenta al quindici per cento. Se invece l’intesa non produce alcun effetto giuridico, con il primo agosto – a prescindere da quanto dica Trump, il quale fino ad ora non ha commentato la “marcia indietro” della Commissione di Bruxelles – scattano i dazi al trenta per cento, con tutti i conseguenti effetti catastrofici sull’occupazione in Europa. Per giunta, l’accordo non si limitava a stabilire l’ammontare dei dazi. In cambio della cosiddetta “diminuzione dell’aumento”, il nostro continente si impegnava ad acquistare dagli Stati Uniti armamenti e materie prime energetiche per un ammontare stimato, solo per l’Italia, in sessanta miliardi di euro. Inoltre, l’Unione assumeva l’obbligo di investire nelle industrie americane. Questo è l’unico punto su cui la Commissione ha ragione nell’escludere un impegno dell’Unione: gli investimenti devono infatti essere compiuti da soggetti di diritto privato, che naturalmente non possono esservi costretti né dall’Unione, né dagli Stati membri. Non entrando in vigore l’accordo nel suo insieme, gli americani possono astenersi dal darci il petrolio e il gas, che comunque l’Italia, ricevendolo liquido, avrebbe dovuto “rigassificare”. Non si sa dove, visto che l’impianto di Ravenna non risulta sufficiente e gli altri cosiddetti “rigassificatori” – che comunque dovrebbero essere installati e attrezzati – non li vuole nessuno. La von der Leyen ha stipulato una sorta di “patto leonino” per fare arrivare in Europa il gas necessario ad accendere i termosifoni, la cui prima consegna sarebbe forse avvenuta “a puffo”, come direbbe il nostro Sindaco nella sua lingua regionale. Le successive sarebbero invece dipese dal rispetto di quanto concordato. Ora, oltre a pagare il trenta per cento sulle nostre esportazioni – avendo negato il carattere “giuridicamente vincolante” dell’accordo – rischiamo di non ricevere un bel nulla. Come si dice “giuridicamente non vincolante” in finnico o in gaelico? Le lingue ufficiali dell’Unione, in cui si traducono tutte le tonnellate di documenti prodotti a Bruxelles e a Strasburgo, sono in numero addirittura maggiore rispetto a quello degli Stati membri. Ciò è dovuto al fatto che in alcuni di essi vi sono più idiomi “ufficiali”. In Spagna è entrata in vigore la norma che impone l’uso del catalano e del basco per tutti gli atti di diritto internazionale riguardanti tale Paese. L’Unione ha dovuto dunque verosimilmente assumere nuovi traduttori. Malgrado tale sovrabbondanza di personale, il testo dell’accordo presenta discordanze tra la versione europea e quella americana. La questione riguarda però ormai soltanto gli studiosi di linguistica, mentre quelli di diritto se ne sono tratti fuori, dal momento che si tratta per l’appunto di un testo “non vincolante giuridicamente”, alla pari delle opere letterarie. Tra poche ore sapremo qual è la situazione reale. Quando la prima cassa di Valpolicella, o di Cognac, o di Valdepeñas, giungerà alla dogana degli Stati Uniti, i produttori conosceranno l’importo di quanto dovuto. Se sarà il trenta per cento, le proteste dovranno essere indirizzate alla von der Leyen e non a Trump, il “tycoon” potendo invocare il principio in base al quale “pacta sunt servanda”. A tanto ci ha portato l’avvento di una “classe dirigente” europea composta da “dilettanti allo sbaraglio”. Il nostro Sindaco vive, da parte sua, in una sorta di “capsula del tempo”. Credendo che sia ancora in vigore il “Patto di Rinascita”, il Primo Cittadino medita nuove opere faraoniche. Ora è preso dalla mania degli “sventramenti”, come Mussolini, che voleva distruggere la Roma del Medioevo e del Rinascimento per fare emergere quella dell’Impero. L’abbattimento dei “silos” dovrebbe ripristinare, nelle intenzioni, il paesaggio urbano quale era nell’epoca preindustriale. I tre (3) portuali superstiti – da parte loro – gareggiano in “nostalgismo” con Scajola ed intonano “Fischia il vento”. La maggioranza, colta impreparata in materia musicale, avrebbe potuto rispondere con “Giovinezza” – molto apprezzata dall’ex vice sindaco Strescino – o con l’Inno di Garibaldi: “Si scopron le tombe, si levano i morti”. Ovvero con quello dei Templari, certamente conosciuto dall’ex consigliere Augusto Ferrari: “Non nobis, Domine, sed Nomini Tuo da gloriam”. Mentre si naufraga nei debiti, ci si aggrappa a un passato leggendario, in cui si cerca non tanto ispirazione quanto piuttosto evasione. Il deficit dell’Azienda sanitaria tocca intanto i centodue milioni, al punto che perfino la stampa locale parla con impertinenza di una “voragine”. La nostalgia è veramente il sentimento dei falliti.

La Commissione dell’Unione Europea ha definito “giuridicamente non vincolante” l’accordo stipulato verbalmente domenica scorsa in un campo da golf della Scozia da Trump e dalla von der Leyen. Questo organo si comporta come tutti coloro che si accorgono di avere stipulato un contratto svantaggioso – in parole povere di essere stati fregati – e si affrettano di conseguenza a negarne la validità, tentando di farlo annullare. Anche ammesso che si sia trattato di un’intesa “politica”, rimangono senza risposta le nostre domande. Chi, in primo luogo, ha autorizzato la Presidente della Commissione a negoziare in nome e p

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L’Italia, in base a quanto stipulato dalla Von der Leyen con Trump, dovrà pagare agli Stati Uniti una cifra annuale che, secondo i calcoli più attendibili, viene stimata in sessanta miliardi di euro. Qualcuno dice settanta, mentre i più ottimisti ne calcolano soltanto trenta. Che comunque non abbiamo. Tutto questo denaro costituirà il corrispettivo delle materie prime energetiche e delle forniture di armi che ci siamo impegnati ad acquistare dall’America, naturalmente insieme con tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. La Von der Leyen aveva tanta fretta di stipulare questo atto di diritto internazionale da dimenticare che le relative norme ne impongono la redazione per iscritto. Proponiamo alla Presidente della Commissione di Bruxelles un gemellaggio con il nostro Sindaco, il quale ha destituito in forma verbale una funzionaria del Comune, senza curarsi del fatto che, fin dal Codice di Hammurabi, gli atti di diritto pubblico vengono emanati in forma scritta. Soprattutto per evitare discrepanze non solo sull’interpretazione, ma addirittura su quanto effettivamente dispongono. Quanto non è stato chiarito e dettagliato su un campo da golf in Scozia verrà dunque stabilito unilateralmente dalla parte statunitense. La situazione, come si è rivelata domenica scorsa, ripropone gli effetti di un rapporto di forze tra le due sponde dell’Atlantico che gioca disastrosamente a nostro sfavore. Tre le circostanze gravi: La Von der Leyen ha pattuito clausole che esulano dalla competenza dell’Unione, essendo riservate ai singoli Stati. Non le era stato conferito alcun mandato ben definito e condizionato. Non essendosi precisati i limiti del mandato, non può essere rimproverata per averli superati. Al danno economico dell’acquisto obbligatorio da mercato americano si aggiungono: dazi al 15% (o superiori) su prodotti strategici come l’acciaio; crollo dell’industria bellica europea, e in particolare italiana, con licenziamenti e perdita di investimenti. L’acquisto di armi all’estero non genera alcuna ricaduta economica positiva, ma aggrava il deficit pubblico in un contesto di recessione, aggravato dal fallimento della stagione turistica. Von der Leyen, cresciuta a Bruxelles e “funzionaria UE dalla nascita”, succede degnamente a presidenti come Van Rompuy o Juncker. Da lei non ci si poteva attendere resistenza a Trump, né dignità istituzionale. L’opposizione accusa la Meloni di aver favorito la capitolazione europea, sostenendo la “solidarietà atlantica” anziché una minaccia di guerra dei dazi. La firma dell’accordo, forse motivata dall’urgenza di ricevere gas USA a credito per l’inverno, vincola l’Italia a spese certe e pesanti. Occorre convocare la Meloni in Parlamento per due domande: Quanto dovremo pagare? Con quali coperture? Escluso un aumento fiscale, resteranno solo tagli: scuole, ospedali, servizi pubblici. La Presidente del Consiglio, favorita da questa crisi, può instaurare un regime repressivo, giustificandolo come “economia di guerra”. Ma non chiarisce né il nemico, né la causa reale. Se c’è una vera causa nazionale, va affrontata con unità nazionale; se non c’è, il Governo non può esigere sacrifici. La Meloni, però, sembra puntare più a regolare conti con gli avversari che a salvare il Paese. Stessa logica del nostro Sindaco: dividere gli oppositori tra chi comprare con incarichi e chi criminalizzare, accusandoli di minacce e atti vandalici, fino a coinvolgere i servizi segreti.
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L’Italia, in base a quanto stipulato dalla Von der Leyen con Trump, dovrà pagare agli Stati Uniti una cifra annuale che, secondo i calcoli più attendibili, viene stimata in sessanta miliardi di euro. Qualcuno dice settanta, mentre i più ottimisti ne calcolano soltanto trenta. Che comunque non abbiamo. Tutto questo denaro costituirà il corrispettivo delle materie prime energetiche e delle forniture di armi che ci siamo impegnati ad acquistare dall’America, naturalmente insieme con tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. La Von der Leyen aveva tanta fretta di stipulare questo atto di diritto internazionale da dimenticare che le relative norme ne impongono la redazione per iscritto. Proponiamo alla Presidente della Commissione di Bruxelles un gemellaggio con il nostro Sindaco, il quale ha destituito in forma verbale una funzionaria del Comune, senza curarsi del fatto che, fin dal Codice di Hammurabi, gli atti di diritto pubblico vengono emanati in forma scritta. Soprattutto per evitare discrepanze non solo sull’interpretazione, ma addirittura su quanto effettivamente dispongono. Quanto non è stato chiarito e dettagliato su un campo da golf in Scozia verrà dunque stabilito unilateralmente dalla parte statunitense. La situazione, come si è rivelata domenica scorsa, ripropone gli effetti di un rapporto di forze tra le due sponde dell’Atlantico che gioca disastrosamente a nostro sfavore. Tre le circostanze gravi: La Von der Leyen ha pattuito clausole che esulano dalla competenza dell’Unione, essendo riservate ai singoli Stati. Non le era stato conferito alcun mandato ben definito e condizionato. Non essendosi precisati i limiti del mandato, non può essere rimproverata per averli superati. Al danno economico dell’acquisto obbligatorio da mercato americano si aggiungono: dazi al 15% (o superiori) su prodotti strategici come l’acciaio; crollo dell’industria bellica europea, e in particolare italiana, con licenziamenti e perdita di investimenti. L’acquisto di armi all’estero non genera alcuna ricaduta economica positiva, ma aggrava il deficit pubblico in un contesto di recessione, aggravato dal fallimento della stagione turistica. Von der Leyen, cresciuta a Bruxelles e “funzionaria UE dalla nascita”, succede degnamente a presidenti come Van Rompuy o Juncker. Da lei non ci si poteva attendere resistenza a Trump, né dignità istituzionale. L’opposizione accusa la Meloni di aver favorito la capitolazione europea, sostenendo la “solidarietà atlantica” anziché una minaccia di guerra dei dazi. La firma dell’accordo, forse motivata dall’urgenza di ricevere gas USA a credito per l’inverno, vincola l’Italia a spese certe e pesanti. Occorre convocare la Meloni in Parlamento per due domande: Quanto dovremo pagare? Con quali coperture? Escluso un aumento fiscale, resteranno solo tagli: scuole, ospedali, servizi pubblici. La Presidente del Consiglio, favorita da questa crisi, può instaurare un regime repressivo, giustificandolo come “economia di guerra”. Ma non chiarisce né il nemico, né la causa reale. Se c’è una vera causa nazionale, va affrontata con unità nazionale; se non c’è, il Governo non può esigere sacrifici. La Meloni, però, sembra puntare più a regolare conti con gli avversari che a salvare il Paese. Stessa logica del nostro Sindaco: dividere gli oppositori tra chi comprare con incarichi e chi criminalizzare, accusandoli di minacce e atti vandalici, fino a coinvolgere i servizi segreti.

L’Italia, in base a quanto stipulato dalla Von der Leyen con Trump, dovrà pagare agli Stati Uniti una cifra annuale che, secondo i calcoli più attendibili, viene stimata in sessanta miliardi di euro. Qualcuno dice settanta, mentre i più ottimisti ne calcolano soltanto trenta. Che comunque non abbiamo. Tutto questo denaro costituirà il corrispettivo delle materie prime energetiche e delle forniture di armi che ci siamo impegnati ad acquistare dall’America, naturalmente insieme con tutti gli altri Stati dell’Unione Europea. La Von der Leyen aveva tanta fretta di stipulare questo atto di diritto internazionale da di

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Il famoso proverbio cinese dice che, quando il dito indica la Luna, il cretino guarda il dito. Tale espressione della saggezza popolare trova conferma in quanto avvenuto nel Consiglio Comunale di Imperia. Viene addirittura il sospetto che l’ennesimo “happening” – la cui messa in scena, per una volta, non è stata affidata né all’Ispettore Bracco, né a Senardi (rientrato dalla Capitale per dare man forte ai “Bassotti”), bensì alla veterana Carla Nattero – sia stato organizzato con il fine recondito di distogliere l’attenzione dalla sostanza della manovra ordita dal Sindaco, dalla Giunta e dalla Maggioranza, di cui sono state messe in luce le conseguenze sull’occupazione. Certamente negative, in quanto vengono perduti altri tre posti di lavoro, ossia i superstiti scaricatori onegliesi. Vediamo però – per comprendere gli altri e ben più gravi effetti della trama ordita dal Sindaco – il merito di quanto deliberato. La competenza sul porto – non esistendo, nel caso di Imperia, un’autorità specifica, quale è a Genova il Consorzio Autonomo – risulta attribuita alla Regione, cui spetta dunque redigere il “Piano portuale”. Al Comune spetta, in questa materia, soltanto un potere cosiddetto di proposta. Quanto suggerito da questo ente può, di conseguenza, essere accolto o respinto dalle autorità di via Fieschi, anzi di piazza De Ferrari. La mozione approvata dal Consiglio suggerisce di eliminare gli impianti fissi, cioè – in pratica – i famosi silos. Rimane incerta la sorte delle gru, che qualcuno potrebbe considerare – ricorrendo a un’interpretazione estensiva delle norme in materia – “non incorporate”, anche se in realtà possono essere rimosse solo smantellandole. È vero che questi macchinari sono montati su binari, ma i loro spostamenti – non essendo la linea ferroviaria raggiungibile e comunque percorribile – si limitano a pochi metri. Il Sindaco intende però installarvi un ristorante “panoramico”, simile a quello esistente sulla Torre Eiffel a Parigi e sulla Torre Olimpica a Monaco di Baviera. Anche l’archeologia industriale è dunque destinata a svolgere un ruolo cosiddetto “ancillare” nella trasformazione di Oneglia nella “Acapulco del Mediterraneo”. Pare che il paragone con la città turistica messicana sia da attribuire alla fervida fantasia del Sindaco in persona, ispirato da un leggendario sorvolo in elicottero della zona. Mussolini aveva preso addirittura il brevetto da pilota e conduceva personalmente il suo velivolo. Se il “Bassotto” avesse deciso di trasformare Imperia in una nuova Lourdes, avrebbe ordinato alla Madonna di apparire a Teresa Verda nel giardino della villa dei Gorleri. La Regione acconsentirà prevedibilmente ai “desiderata” espressi dal nostro Consiglio Comunale, tanto più essendo l’assessore competente il “Nipote” per antonomasia. Perfino il funzionario di più alto grado di questo settore dell’amministrazione regionale è un ex dipendente del Comune di Imperia, inviato a Genova come Nazario Sauro sulla costa delle Terre “Irredente” – si spera con migliore sorte rispetto al martire di Capodistria. Rimane un problema, costituito dalla convenzione tra un armatore francese e la Regione, in base alla quale l’imprenditore transalpino può scaricare cemento nel porto di Oneglia fino – a quanto ci dicono – al 2033. Se dunque costui troverà un giorno i silos abbattuti, e non avrà più dove depositare la merce, verosimilmente agirà in sede civile per inadempimento contro la Regione. Il Sindaco ha incaricato di studiare il caso alcuni luminari del diritto; malgrado la loro scienza, la causa rischia però di essere perduta. Niente paura: si potrà alternativamente risarcire il danno, destinato a essere ripagato ampiamente dai guadagni prodotti con l’arrivo degli sceicchi, oppure proporre una transazione. I Benetton vennero a suo tempo coincés – come si dice in francese – essendo stati costretti, con una sentenza, a risarcire i danni causati dal crollo del Ponte Morandi e quindi a vendere allo Stato le loro azioni della società che gestiva l’autostrada, al prezzo stabilito dalla controparte. Se un imprenditore italiano deve cedere dinanzi alle pretese della parte pubblica, figuriamoci che cosa può succedere a uno straniero. A questo punto inizierà il “gran finale”: la Regione darà in gestione il porto – ormai mondato della presenza di merci inquinanti – alla “Go Imperia” affinché realizzi la nuova Acapulco. A tal fine entrerà in scena un deus ex machina, nella persona di un socio privato, possibilmente di provenienza esotica. I molisani, che sono brava gente ma hanno il difetto di essere poveri provinciali fin dai tempi del Re delle Due Sicilie – che si ricordava della loro regione solo quando andava a caccia del lupo nel Bosco Matese – vanno bene soltanto per la “Rivieracqua”. Ora soffermiamoci – dulcis in fundo – sulla posizione assunta dagli ex comunisti. Questi hanno aderito all’iniziativa di protesta concepita dalla dirigenza di un partito loro alleato, ma pur sempre diverso. Ciò è avvenuto ad opera di una componente dei “Democratici”, tra i quali è in atto, ormai da tempo immemorabile, una “guerra per bande” simile a quella teorizzata da Bianco di Saint Jorioz. Ogni corrente mette in atto quanto decide autonomamente, e la consultazione degli organi comunali e provinciali non risulta tanto desueta quanto addirittura interdetta. Forse i dirigenti temono che la celebrazione di una riunione nei fatiscenti locali di via San Giovanni li faccia perire miseramente nel crollo dell’edificio, degna metafora del destino del partito che fu di Sandro Natta. Pare che perfino il suo fantasma abbia ormai abbandonato gli storici locali della federazione. Se si arrivasse a una conta, potrebbe risultare maggioritaria la componente che pratica il cosiddetto “entrismo” nelle partecipate. Anche il termine “Bolscevichi” significa, per l’appunto, “maggioritari”: il destino è sovente annunciato dai nomi.
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Il famoso proverbio cinese dice che, quando il dito indica la Luna, il cretino guarda il dito. Tale espressione della saggezza popolare trova conferma in quanto avvenuto nel Consiglio Comunale di Imperia. Viene addirittura il sospetto che l’ennesimo “happening” – la cui messa in scena, per una volta, non è stata affidata né all’Ispettore Bracco, né a Senardi (rientrato dalla Capitale per dare man forte ai “Bassotti”), bensì alla veterana Carla Nattero – sia stato organizzato con il fine recondito di distogliere l’attenzione dalla sostanza della manovra ordita dal Sindaco, dalla Giunta e dalla Maggioranza, di cui sono state messe in luce le conseguenze sull’occupazione. Certamente negative, in quanto vengono perduti altri tre posti di lavoro, ossia i superstiti scaricatori onegliesi. Vediamo però – per comprendere gli altri e ben più gravi effetti della trama ordita dal Sindaco – il merito di quanto deliberato. La competenza sul porto – non esistendo, nel caso di Imperia, un’autorità specifica, quale è a Genova il Consorzio Autonomo – risulta attribuita alla Regione, cui spetta dunque redigere il “Piano portuale”. Al Comune spetta, in questa materia, soltanto un potere cosiddetto di proposta. Quanto suggerito da questo ente può, di conseguenza, essere accolto o respinto dalle autorità di via Fieschi, anzi di piazza De Ferrari. La mozione approvata dal Consiglio suggerisce di eliminare gli impianti fissi, cioè – in pratica – i famosi silos. Rimane incerta la sorte delle gru, che qualcuno potrebbe considerare – ricorrendo a un’interpretazione estensiva delle norme in materia – “non incorporate”, anche se in realtà possono essere rimosse solo smantellandole. È vero che questi macchinari sono montati su binari, ma i loro spostamenti – non essendo la linea ferroviaria raggiungibile e comunque percorribile – si limitano a pochi metri. Il Sindaco intende però installarvi un ristorante “panoramico”, simile a quello esistente sulla Torre Eiffel a Parigi e sulla Torre Olimpica a Monaco di Baviera. Anche l’archeologia industriale è dunque destinata a svolgere un ruolo cosiddetto “ancillare” nella trasformazione di Oneglia nella “Acapulco del Mediterraneo”. Pare che il paragone con la città turistica messicana sia da attribuire alla fervida fantasia del Sindaco in persona, ispirato da un leggendario sorvolo in elicottero della zona. Mussolini aveva preso addirittura il brevetto da pilota e conduceva personalmente il suo velivolo. Se il “Bassotto” avesse deciso di trasformare Imperia in una nuova Lourdes, avrebbe ordinato alla Madonna di apparire a Teresa Verda nel giardino della villa dei Gorleri. La Regione acconsentirà prevedibilmente ai “desiderata” espressi dal nostro Consiglio Comunale, tanto più essendo l’assessore competente il “Nipote” per antonomasia. Perfino il funzionario di più alto grado di questo settore dell’amministrazione regionale è un ex dipendente del Comune di Imperia, inviato a Genova come Nazario Sauro sulla costa delle Terre “Irredente” – si spera con migliore sorte rispetto al martire di Capodistria. Rimane un problema, costituito dalla convenzione tra un armatore francese e la Regione, in base alla quale l’imprenditore transalpino può scaricare cemento nel porto di Oneglia fino – a quanto ci dicono – al 2033. Se dunque costui troverà un giorno i silos abbattuti, e non avrà più dove depositare la merce, verosimilmente agirà in sede civile per inadempimento contro la Regione. Il Sindaco ha incaricato di studiare il caso alcuni luminari del diritto; malgrado la loro scienza, la causa rischia però di essere perduta. Niente paura: si potrà alternativamente risarcire il danno, destinato a essere ripagato ampiamente dai guadagni prodotti con l’arrivo degli sceicchi, oppure proporre una transazione. I Benetton vennero a suo tempo coincés – come si dice in francese – essendo stati costretti, con una sentenza, a risarcire i danni causati dal crollo del Ponte Morandi e quindi a vendere allo Stato le loro azioni della società che gestiva l’autostrada, al prezzo stabilito dalla controparte. Se un imprenditore italiano deve cedere dinanzi alle pretese della parte pubblica, figuriamoci che cosa può succedere a uno straniero. A questo punto inizierà il “gran finale”: la Regione darà in gestione il porto – ormai mondato della presenza di merci inquinanti – alla “Go Imperia” affinché realizzi la nuova Acapulco. A tal fine entrerà in scena un deus ex machina, nella persona di un socio privato, possibilmente di provenienza esotica. I molisani, che sono brava gente ma hanno il difetto di essere poveri provinciali fin dai tempi del Re delle Due Sicilie – che si ricordava della loro regione solo quando andava a caccia del lupo nel Bosco Matese – vanno bene soltanto per la “Rivieracqua”. Ora soffermiamoci – dulcis in fundo – sulla posizione assunta dagli ex comunisti. Questi hanno aderito all’iniziativa di protesta concepita dalla dirigenza di un partito loro alleato, ma pur sempre diverso. Ciò è avvenuto ad opera di una componente dei “Democratici”, tra i quali è in atto, ormai da tempo immemorabile, una “guerra per bande” simile a quella teorizzata da Bianco di Saint Jorioz. Ogni corrente mette in atto quanto decide autonomamente, e la consultazione degli organi comunali e provinciali non risulta tanto desueta quanto addirittura interdetta. Forse i dirigenti temono che la celebrazione di una riunione nei fatiscenti locali di via San Giovanni li faccia perire miseramente nel crollo dell’edificio, degna metafora del destino del partito che fu di Sandro Natta. Pare che perfino il suo fantasma abbia ormai abbandonato gli storici locali della federazione. Se si arrivasse a una conta, potrebbe risultare maggioritaria la componente che pratica il cosiddetto “entrismo” nelle partecipate. Anche il termine “Bolscevichi” significa, per l’appunto, “maggioritari”: il destino è sovente annunciato dai nomi.

Il famoso proverbio cinese dice che, quando il dito indica la Luna, il cretino guarda il dito. Tale espressione della saggezza popolare trova conferma in quanto avvenuto nel Consiglio Comunale di Imperia. Viene addirittura il sospetto che l’ennesimo “happening” – la cui messa in scena, per una volta, non è stata affidata né all’Ispettore Bracco, né a Senardi (rientrato dalla Capitale per dare man forte ai “Bassotti”), bensì alla veterana Carla Nattero – sia stato organizzato con il fine recondito di distogliere l’attenzione dalla sostanza della manovra ordita dal Sindaco, dalla Giunta e dalla Maggioranza, di cui

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Le città capitali godono spesso di uno “status” giuridico particolare, giustificato in alcuni casi con la necessità di garantire l’imparzialità dell’Amministrazione pubblica centrale e, in altri, con la preoccupazione – da parte del Governo – di temperare gli effetti causati da tensioni politiche e sociali. A ben vedere, le finalità perseguite con l’introduzione di queste norme eccezionali sono fondamentalmente le stesse in entrambi i casi. Mentre le federazioni percepiscono la necessità di far svolgere pacatamente il confronto tra i vari soggetti che le compongono in un luogo a ciò destinato, gli Stati unitari – avendo per loro natura un indirizzo centralistico – tendono a rafforzare il proprio controllo su quel punto del territorio nazionale in cui hanno sede le loro istituzioni. Fino a pochi decenni fa, Parigi non aveva un sindaco. Le funzioni amministrative riguardanti il “Dipartimento della Senna”, il cui territorio coincide con quello della capitale – anche se la conurbazione della “Grande Parigi” si è in seguito estesa fino a comprendere tutti i dipartimenti limitrofi – erano svolte dalla “Prefettura della Città” e dalla “Prefettura di Polizia”. L’anomalia, in base alla quale i parigini non eleggevano il proprio sindaco – lesiva, in linea di principio, del principio di uguaglianza – veniva in parte compensata dal carattere elettivo dei sindaci dei vari circondari (in francese, arrondissements) in cui la città era suddivisa. Questi presentano – a prescindere dal loro “status” amministrativo – caratteristiche molto spiccate, comparabili con quelle delle varie regioni. Tra il Sedicesimo Circondario, abitato dall’alta borghesia, e Ménilmontant, zona tipicamente proletaria, tra Batignolles e il Quartiere Latino, c’era la stessa differenza che esiste tra Belluno e Palermo, o tra Cuneo e Macerata. Quando due parigini si incontrano altrove, si domandano infatti di quale quartiere siano originari. Ora Parigi ha un sindaco, le cui competenze sono state in parte sottratte a quelle dei due prefetti. Questi comunque esistono ancora ed esercitano le funzioni loro attribuite in tutta la Francia. Anche le amministrazioni dei circondari sono sopravvissute alla riforma, per cui ciascun abitante ha due sindaci, uno dei quali sopravvive come una sorta di presidente del consiglio di zona. Gli abitanti di Washington, cioè del Distretto Federale, posto tra il Maryland e la Virginia, fino a qualche anno fa non votavano per il presidente né mandavano propri rappresentanti al Congresso. La stessa amministrazione della città era esercitata dal Governo federale. Permane, di tale condizione, l’assenza del governatore e di un proprio parlamento, di cui è dotato ciascuno degli Stati dell’Unione. Ora il Governo propone alle Camere un emendamento della Costituzione che istituisce un nuovo ente pubblico territoriale. La Repubblica, in base alla Costituzione, si riparte in regioni (alcune delle quali a statuto speciale, altre a statuto ordinario), province e comuni. In realtà, anche alle province di Bolzano e di Trento è attribuito uno “status” giuridico diverso dalle altre, in quanto possono emanare leggi, dette appunto “provinciali”. Il nuovo ente locale sarà “Roma Capitale”. Tale pomposa definizione – retaggio dell’antica grandezza, alla pari dello stemma con la lupa, Romolo e Remo, coronato dal motto S.P.Q.R. (Senatus Populusque Romanus), un tempo posto sulle fiancate degli autobus – era stata escogitata dal sindaco Alemanno. Poco dopo, per una sorta di contrappasso, era scoppiato lo scandalo detto di “Roma Criminale”. Già Mussolini aveva giocato con le parole per appagare il senso di grandezza proprio dei Quiriti: se le altre città avevano un podestà, Roma era governata da un “senatore”. Il Consiglio comunale si riunisce tuttora nella Sala “Giulio Cesare”, in cui campeggia la statua del fondatore dell’Impero, adornata dalle bandiere dei rioni storici. Il Campidoglio è, peraltro, il colle dei Romani, mentre tradizionalmente il Quirinale appartiene allo Stato e il Vaticano alla Chiesa. Sul piano pratico, il sindaco di Roma è un privilegiato tra gli oltre ottomila colleghi sparsi dall’Alpe al Lilibeo. Costui, infatti, ripiana il deficit di bilancio con le “leggi speciali”, cioè con particolari elargizioni attribuite in origine all’Urbe per fronteggiare le spese di rappresentanza, dovute a loro volta alla presenza delle massime istituzioni. In realtà, sul Campidoglio è invalso l’uso di praticare la “allegra finanza”, contando sul soccorso del Ministero di via Venti Settembre. Ora la Meloni ricorre a un emendamento costituzionale per costituire l’ente locale chiamato, per l’appunto, “Roma Capitale”, non solo e non tanto perché la legge suprema non lo prevedeva, quanto anche perché le sue competenze sono equiparabili a quelle attribuite alle regioni a statuto speciale. Queste vengono emanate dallo Stato in quanto le loro attribuzioni legislative e amministrative risultano più ampie di quelle proprie delle regioni a statuto ordinario. Ciò è dovuto, però, in almeno due casi – la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige/Südtirol – a un altro motivo: la concessione di una particolare autonomia riflette gli impegni assunti dall’Italia in base ad atti di diritto internazionale (per la Valle d’Aosta il trattato di pace con la Francia, e per il Trentino-Alto Adige/Südtirol il Patto De Gasperi-Gruber e il successivo cosiddetto “Pacchetto”). Roma, però, è posta nel centro dell’Italia. Per capire la ratio della nuova norma, occorre riferirsi a un aneddoto e a un precedente. Il presidente Ciampi offriva i pranzi di gala riservati ai capi di Stato ospiti nel cosiddetto “Torrino” del Quirinale, su cui sventola la bandiera italiana quando il presidente è in sede. Al levar delle mense, Ciampi portava gli ospiti al balcone, da cui si gode il miglior panorama di Roma. Indicando la cupola di San Pietro, diceva loro che da nessuna delle rispettive sedi di rappresentanza si vedeva la capitale di uno Stato estero. Tale circostanza rendeva molto difficile il suo compito. La controparte, peraltro, non sempre si prestava ad alleviarlo. Anni or sono, monsignor Gaenswein, all’epoca segretario di Benedetto XVI, pubblicò con molta evidenza un articolo su Avvenire, nel quale – esprimendosi formalmente a titolo personale (l’alto prelato è un illustre studioso di diritto e, in quel tempo, teneva cattedra alla Urbaniana) – proponeva l’istituzione di una sovranità condivisa su Roma tra Santa Sede e Repubblica Italiana, elencando le materie che, a suo avviso, si potevano attribuire anche alla competenza del Papa. Noi rispondemmo – inviandogli il nostro testo, che tuttavia non venne riscontrato – osservando come la realizzazione di quanto da lui auspicato comportasse una riforma costituzionale. Quella proposta dalla Meloni non contiene traccia dell’istituzione di una sovranità condivisa con la Santa Sede. Neanche lo statuto del Trentino-Alto Adige/Südtirol fa cenno a una sovranità condivisa con l’Austria: quella dell’Italia non viene dunque formalmente intaccata. Quid juris, però, se nel regolare, per esempio, i beni culturali – cioè i luoghi santi non assegnati già alla Santa Sede dai Patti Lateranensi – si dovrà tener conto di quanto pattuito con il Vaticano? La domanda è lecita, non già in quanto si ravvisi da parte ecclesiastica una particolare tendenza all’ingerenza negli affari italiani – e più specificamente romani – quanto perché la Meloni, più ancora del Papa, ha tutto l’interesse a riservarsi un ambito territoriale munito di uno “status” particolare, in vista delle tensioni che possono manifestarsi tra le varie parti del Paese. Appoggiarsi al Pontefice e soddisfare l’ambizione del Vaticano a restaurare, per quanto possibile, lo status quo ante il 20 settembre configura una mossa tanto astuta quanto spregiudicata. Il “Bassotto”, da parte sua, disegna una particolare condizione di sostanziale extraterritorialità per Oneglia, connessa con la sua vocazione al turismo internazionale di lusso. Gli sceicchi, sbarcando dai loro panfili transoceanici, verranno così protetti da ogni possibile fastidio, tanto derivante dai traffici portuali inquinanti quanto dall’esercizio dell’autorità dello Stato centrale. Più che ad Acapulco, l’uomo sembra ispirarsi al Principato di Monaco, che infatti manda i “cabinati” dei “morti di fame” ad attraccare a Ventimiglia. Il Principe di Monaco è l’ultimo sovrano assoluto in Europa, e il “Bassotto” non fa mistero di volerlo imitare. Di questo passo, la cariocinesi dello Stato può finire per assecondare le sue ambizioni. Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo attende già gli emiri nel suo locale, che dovrà però essere attrezzato per preparare i suoi piatti secondo le regole dell’Islam. Nelle rare circostanze in cui abbiamo soggiornato in grandi hotel, abbiamo notato la scritta: “In questo albergo si serve cibo kosher, certificato dal rabbino del luogo”. Il nostro amico Osvaldo scriverà a sua volta: “In questo ristorante si serve cibo halal, controllato dall’imam Mohammed Bensa”.
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Le città capitali godono spesso di uno “status” giuridico particolare, giustificato in alcuni casi con la necessità di garantire l’imparzialità dell’Amministrazione pubblica centrale e, in altri, con la preoccupazione – da parte del Governo – di temperare gli effetti causati da tensioni politiche e sociali. A ben vedere, le finalità perseguite con l’introduzione di queste norme eccezionali sono fondamentalmente le stesse in entrambi i casi. Mentre le federazioni percepiscono la necessità di far svolgere pacatamente il confronto tra i vari soggetti che le compongono in un luogo a ciò destinato, gli Stati unitari – avendo per loro natura un indirizzo centralistico – tendono a rafforzare il proprio controllo su quel punto del territorio nazionale in cui hanno sede le loro istituzioni. Fino a pochi decenni fa, Parigi non aveva un sindaco. Le funzioni amministrative riguardanti il “Dipartimento della Senna”, il cui territorio coincide con quello della capitale – anche se la conurbazione della “Grande Parigi” si è in seguito estesa fino a comprendere tutti i dipartimenti limitrofi – erano svolte dalla “Prefettura della Città” e dalla “Prefettura di Polizia”. L’anomalia, in base alla quale i parigini non eleggevano il proprio sindaco – lesiva, in linea di principio, del principio di uguaglianza – veniva in parte compensata dal carattere elettivo dei sindaci dei vari circondari (in francese, arrondissements) in cui la città era suddivisa. Questi presentano – a prescindere dal loro “status” amministrativo – caratteristiche molto spiccate, comparabili con quelle delle varie regioni. Tra il Sedicesimo Circondario, abitato dall’alta borghesia, e Ménilmontant, zona tipicamente proletaria, tra Batignolles e il Quartiere Latino, c’era la stessa differenza che esiste tra Belluno e Palermo, o tra Cuneo e Macerata. Quando due parigini si incontrano altrove, si domandano infatti di quale quartiere siano originari. Ora Parigi ha un sindaco, le cui competenze sono state in parte sottratte a quelle dei due prefetti. Questi comunque esistono ancora ed esercitano le funzioni loro attribuite in tutta la Francia. Anche le amministrazioni dei circondari sono sopravvissute alla riforma, per cui ciascun abitante ha due sindaci, uno dei quali sopravvive come una sorta di presidente del consiglio di zona. Gli abitanti di Washington, cioè del Distretto Federale, posto tra il Maryland e la Virginia, fino a qualche anno fa non votavano per il presidente né mandavano propri rappresentanti al Congresso. La stessa amministrazione della città era esercitata dal Governo federale. Permane, di tale condizione, l’assenza del governatore e di un proprio parlamento, di cui è dotato ciascuno degli Stati dell’Unione. Ora il Governo propone alle Camere un emendamento della Costituzione che istituisce un nuovo ente pubblico territoriale. La Repubblica, in base alla Costituzione, si riparte in regioni (alcune delle quali a statuto speciale, altre a statuto ordinario), province e comuni. In realtà, anche alle province di Bolzano e di Trento è attribuito uno “status” giuridico diverso dalle altre, in quanto possono emanare leggi, dette appunto “provinciali”. Il nuovo ente locale sarà “Roma Capitale”. Tale pomposa definizione – retaggio dell’antica grandezza, alla pari dello stemma con la lupa, Romolo e Remo, coronato dal motto S.P.Q.R. (Senatus Populusque Romanus), un tempo posto sulle fiancate degli autobus – era stata escogitata dal sindaco Alemanno. Poco dopo, per una sorta di contrappasso, era scoppiato lo scandalo detto di “Roma Criminale”. Già Mussolini aveva giocato con le parole per appagare il senso di grandezza proprio dei Quiriti: se le altre città avevano un podestà, Roma era governata da un “senatore”. Il Consiglio comunale si riunisce tuttora nella Sala “Giulio Cesare”, in cui campeggia la statua del fondatore dell’Impero, adornata dalle bandiere dei rioni storici. Il Campidoglio è, peraltro, il colle dei Romani, mentre tradizionalmente il Quirinale appartiene allo Stato e il Vaticano alla Chiesa. Sul piano pratico, il sindaco di Roma è un privilegiato tra gli oltre ottomila colleghi sparsi dall’Alpe al Lilibeo. Costui, infatti, ripiana il deficit di bilancio con le “leggi speciali”, cioè con particolari elargizioni attribuite in origine all’Urbe per fronteggiare le spese di rappresentanza, dovute a loro volta alla presenza delle massime istituzioni. In realtà, sul Campidoglio è invalso l’uso di praticare la “allegra finanza”, contando sul soccorso del Ministero di via Venti Settembre. Ora la Meloni ricorre a un emendamento costituzionale per costituire l’ente locale chiamato, per l’appunto, “Roma Capitale”, non solo e non tanto perché la legge suprema non lo prevedeva, quanto anche perché le sue competenze sono equiparabili a quelle attribuite alle regioni a statuto speciale. Queste vengono emanate dallo Stato in quanto le loro attribuzioni legislative e amministrative risultano più ampie di quelle proprie delle regioni a statuto ordinario. Ciò è dovuto, però, in almeno due casi – la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige/Südtirol – a un altro motivo: la concessione di una particolare autonomia riflette gli impegni assunti dall’Italia in base ad atti di diritto internazionale (per la Valle d’Aosta il trattato di pace con la Francia, e per il Trentino-Alto Adige/Südtirol il Patto De Gasperi-Gruber e il successivo cosiddetto “Pacchetto”). Roma, però, è posta nel centro dell’Italia. Per capire la ratio della nuova norma, occorre riferirsi a un aneddoto e a un precedente. Il presidente Ciampi offriva i pranzi di gala riservati ai capi di Stato ospiti nel cosiddetto “Torrino” del Quirinale, su cui sventola la bandiera italiana quando il presidente è in sede. Al levar delle mense, Ciampi portava gli ospiti al balcone, da cui si gode il miglior panorama di Roma. Indicando la cupola di San Pietro, diceva loro che da nessuna delle rispettive sedi di rappresentanza si vedeva la capitale di uno Stato estero. Tale circostanza rendeva molto difficile il suo compito. La controparte, peraltro, non sempre si prestava ad alleviarlo. Anni or sono, monsignor Gaenswein, all’epoca segretario di Benedetto XVI, pubblicò con molta evidenza un articolo su Avvenire, nel quale – esprimendosi formalmente a titolo personale (l’alto prelato è un illustre studioso di diritto e, in quel tempo, teneva cattedra alla Urbaniana) – proponeva l’istituzione di una sovranità condivisa su Roma tra Santa Sede e Repubblica Italiana, elencando le materie che, a suo avviso, si potevano attribuire anche alla competenza del Papa. Noi rispondemmo – inviandogli il nostro testo, che tuttavia non venne riscontrato – osservando come la realizzazione di quanto da lui auspicato comportasse una riforma costituzionale. Quella proposta dalla Meloni non contiene traccia dell’istituzione di una sovranità condivisa con la Santa Sede. Neanche lo statuto del Trentino-Alto Adige/Südtirol fa cenno a una sovranità condivisa con l’Austria: quella dell’Italia non viene dunque formalmente intaccata. Quid juris, però, se nel regolare, per esempio, i beni culturali – cioè i luoghi santi non assegnati già alla Santa Sede dai Patti Lateranensi – si dovrà tener conto di quanto pattuito con il Vaticano? La domanda è lecita, non già in quanto si ravvisi da parte ecclesiastica una particolare tendenza all’ingerenza negli affari italiani – e più specificamente romani – quanto perché la Meloni, più ancora del Papa, ha tutto l’interesse a riservarsi un ambito territoriale munito di uno “status” particolare, in vista delle tensioni che possono manifestarsi tra le varie parti del Paese. Appoggiarsi al Pontefice e soddisfare l’ambizione del Vaticano a restaurare, per quanto possibile, lo status quo ante il 20 settembre configura una mossa tanto astuta quanto spregiudicata. Il “Bassotto”, da parte sua, disegna una particolare condizione di sostanziale extraterritorialità per Oneglia, connessa con la sua vocazione al turismo internazionale di lusso. Gli sceicchi, sbarcando dai loro panfili transoceanici, verranno così protetti da ogni possibile fastidio, tanto derivante dai traffici portuali inquinanti quanto dall’esercizio dell’autorità dello Stato centrale. Più che ad Acapulco, l’uomo sembra ispirarsi al Principato di Monaco, che infatti manda i “cabinati” dei “morti di fame” ad attraccare a Ventimiglia. Il Principe di Monaco è l’ultimo sovrano assoluto in Europa, e il “Bassotto” non fa mistero di volerlo imitare. Di questo passo, la cariocinesi dello Stato può finire per assecondare le sue ambizioni. Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo attende già gli emiri nel suo locale, che dovrà però essere attrezzato per preparare i suoi piatti secondo le regole dell’Islam. Nelle rare circostanze in cui abbiamo soggiornato in grandi hotel, abbiamo notato la scritta: “In questo albergo si serve cibo kosher, certificato dal rabbino del luogo”. Il nostro amico Osvaldo scriverà a sua volta: “In questo ristorante si serve cibo halal, controllato dall’imam Mohammed Bensa”.

Le città capitali godono spesso di uno “status” giuridico particolare, giustificato in alcuni casi con la necessità di garantire l’imparzialità dell’Amministrazione pubblica centrale e, in altri, con la preoccupazione – da parte del Governo – di temperare gli effetti causati da tensioni politiche e sociali. A ben vedere, le finalità perseguite con l’introduzione di queste norme eccezionali sono fondamentalmente le stesse in entrambi i casi. Mentre le federazioni percepiscono la necessità di far svolgere pacatamente il confronto tra i vari soggetti che le compongono in un luogo a ciò destinato, gli Stati unitari –

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Cari Fratelli Corsi,
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Cari Fratelli Corsi,

Cari Fratelli Corsi, Permettetemi, in primo luogo, di presentarvi il nostro Movimento, che si propone di perseguire – in prospettiva storica – l’esercizio, da parte del popolo della Liguria, del Diritto all’Autodeterminazione. Pur essendo consapevoli che si tratta certamente di un traguardo ancora remoto, e che la via da percorrere per realizzarlo sarà piena di difficoltà e di ostacoli, non rinunziamo tuttavia a perseguirlo. Tanto più in quanto tale Diritto si trova espressamente enunciato nello Statuto della Regione Liguria, in vigore dal 1970 e redatto dai rappresentanti dei Partiti “Nazionali” Italiani, quando

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I nostri Fratelli Corsi annunciano l’imminente celebrazione – che ha luogo ininterrottamente ogni anno fin dal 1981 – dell’edizione 2025 delle “Ghjurnate Internaziunale di Corti”, località della loro Isola chiamata Corte in francese e in italiano. Mentre, però, in vista delle precedenti edizioni veniva pubblicato con largo anticipo – sull’apposito sito ufficiale – il programma dettagliato, quest’anno soltanto una scarna notizia appare su una pubblicazione indipendentista sarda, che annuncia la presenza delle “delegazioni del mondo indipendentista” di quest’altra Isola. Ciò non costituisce certamente una novità, dato lo stretto coordinamento instaurato ormai da moltissimo tempo tra i fautori dell’Autodeterminazione di entrambe le Regioni, i quali – dipendendo ancora gli uni da Parigi e gli altri da Roma – scontano l’analoga condizione riservata alle “Colonie interne”. La situazione di noi Liguri, che abbiamo viceversa partecipato – “bon gré, mal gré” – alla conquista e alla sottomissione delle altre Regioni confluite nello Stato unitario, risulta certamente diversa. Se i Nizzardi – cioè i Liguri francesi – sono i nostri vicini di casa, i Corsi sono i nostri dirimpettai. Nelle giornate più terse possiamo scorgere la loro terra, come essi vicendevolmente possono vedere la nostra. Speriamo dunque che un giorno si realizzi l’aspirazione di una nostra presenza a Corte. In attesa di riuscirvi, facciamo giungere tuttavia ai Fratelli Corsi il nostro apprezzamento e il nostro sostegno a una causa che accomuna – come leggiamo sul giornale degli amici sardi – “tutte le Nazioni senza Stato”. Tanto più che il nostro fu all’origine delle loro sventure, fin da quando la Repubblica di Genova, non essendo in grado di soffocare – nella sua estrema decadenza – l’insurrezione indipendentista guidata da Pasquale Paoli e da Domenico Bonaparte (padre del futuro Imperatore), cedette la Corsica alla Francia, che con il suo Esercito riuscì a frustrare il tentativo dei Corsi di ottenere l’Indipendenza. Napoleone nacque politicamente anch’egli come indipendentista, esattamente come Stalin, il quale ripeté a distanza di tempo la sua parabola, avendo approfittato di una rivoluzione scoppiata nello Stato che dominava la sua Nazione. Il rivoluzionario Giugasvili esordì infatti quale fautore dell’Indipendenza della Georgia, nonché degli altri Paesi caucasici, per cui combatté in gioventù a Baku, prima di intrupparsi nei bolscevichi. L’anno scorso potemmo consultare con largo anticipo il programma delle “Ghjurnate”, inclusivo di “eventi, convegni, concerti e conferenze”. L’estensore sardo dell’articolo da cui attingiamo le scarne informazioni relative all’edizione di quest’anno dimentica le esposizioni di artigianato e le degustazioni dei cibi tipici, che comunque non stonano in un’occasione dedicata all’identità in tutte le sue espressioni. La locandina della manifestazione riproduce innumerevoli bandiere, e certamente i Fratelli Corsi accoglieranno con la loro proverbiale ospitalità mediterranea anche le delegazioni provenienti da tutta l’Europa occidentale. Il baricentro politico della manifestazione tende però a spostarsi ormai da tempo verso il Sud del mondo. Molta attenzione viene infatti dedicata ai movimenti indipendentisti attivi nei superstiti frammenti dell’Impero francese, quali la Nuova Caledonia e le isole dei Caraibi. Questi soggetti costituiscono però la retroguardia dei grandi movimenti di liberazione che hanno contraddistinto la storia del dopoguerra. Esiste inoltre la Palestina, e probabilmente il silenzio sul programma è dovuto al fatto che i Corsi – con un “coup de théâtre” tenuto ancora segreto – esibiranno la presenza di qualche dirigente di Gaza. Di qui la necessità di celare le proprie intenzioni alle Autorità francesi, che potrebbero impedirgli l’ingresso. Su questo orientamento del Fronte Nazionale di Liberazione della Corsica – che ha fatto approvare dall’Assemblea Regionale il “riconoscimento” dello Stato palestinese – esprimiamo doverosamente e con franchezza le nostre riserve. Gli Ebrei costituirono fino al 1948 una delle tante Nazioni senza Stato. Il fatto che abbiano raggiunto la meta consistente nel costituirlo rappresenta un avanzamento ed un esempio positivo per tutti quanti sono ancora nelle stesse condizioni in cui essi si trovarono per ben venti secoli. I Palestinesi hanno certamente anch’essi diritto a uno Stato, ma non al prezzo di revocare gli effetti dell’esercizio dell’Autodeterminazione da parte degli Israeliti. Non si può dunque accettare il programma di Hamas, altrimenti rischieremmo di veder annullare – una volta conquistata l’Indipendenza – il risultato dei nostri attuali sforzi. Ciò premesso, se l’aspirazione all’Indipendenza costituisce un denominatore comune insostituibile, non si può paragonare la situazione dell’Europa occidentale (e dell’America settentrionale, per quanto riguarda il Québec) con quella degli altri Continenti. Il pieno sviluppo della democrazia rappresentativa ha infatti permesso l’esercizio di una autonomia effettiva, accompagnata da un’altra conquista altrettanto importante, e cioè l’eliminazione – mediante la tutela delle culture minoritarie – del rischio e dell’ingiustizia rappresentati dall’assimilazione forzata. Ciò, beninteso, non soddisfa le nostre ambizioni e le nostre rivendicazioni. Dobbiamo tuttavia prendere atto del fatto che un corso, un fiammingo, un catalano, un abitante del Tirolo meridionale non soltanto possono parlare liberamente nella loro lingua, ma anche perpetuarla attraverso un sistema scolastico conforme alle proprie esigenze. Recentemente, grazie a un accordo stipulato tra la Calabria e l’Albania, gli studenti “arbresh” – circa sessantamila – potranno disporre di un insegnamento bilingue. Un tibetano o un uiguro vengono invece arrestati solo perché non rinunciano alla loro identità. Da questa fondamentale differenza non deriva – lo ripetiamo – la rinuncia all’Autodeterminazione, ma la coscienza che tutti gli stadi intermedi tra l’imposizione del centralismo perseguita in origine – tanto sul piano culturale quanto sul piano giuridico – dagli Stati nazionali costituiscono altrettanti passi importanti sulla strada della piena Indipendenza. Di qui deriva una conseguenza di ordine politico: con le Autorità centrali è necessario mantenere un rapporto dialettico, basato certamente sulla vertenzialità, che permette tuttavia degli avanzamenti importanti. I Fratelli Corsi meditino sull’apporto decisivo recato dai loro omologhi della Sardegna all’affermazione elettorale della Sinistra, che ha accolto nel suo programma molte loro rivendicazioni. E considerino anche quanto avvenuto in Spagna con la costituzione del Governo Sanchez. Le cosiddette “Autonomie” – ed in particolare la Catalogna e il Paese Basco – hanno ottenuto, in cambio del sostegno offerto all’Esecutivo dai loro Deputati, un ampliamento rilevante delle rispettive competenze. Se questo rapporto dialettico e vertenziale viene a cessare, se si entra cioè nella logica del “Tutto o niente”, si corre il rischio di uscire dall’ambito legalitario, aprendo un varco alla violenza e soprattutto fornendo un’occasione ai fautori del centralismo, i quali – siano essi la Meloni o Abascal – vorrebbero cancellare anche l’Autonomia già raggiunta e consolidata. È vero che anche gli altri partiti nazionali rifiutano – almeno per ora – la prospettiva indipendentista. La posizione di chi è disposto a negoziare un ampliamento dell’Autonomia non deve tuttavia essere confusa con quella di chi rifiuta tale prospettiva. La logica del “Tutto o niente” porta non solo alla tentazione di cadere nell’illegalità, e perfino nella violenza, ma determina anche il rischio che i movimenti indipendentisti vengano diretti – per i loro scopi – da servizi segreti stranieri. Questo rischio aumenta con l’avvicinarsi di una guerra. Di fronte a tale prospettiva, occorre evitare anche un’altra tentazione perniciosa, consistente nel credere che comunque “i nemici dei miei nemici sono miei amici”. Gandhi e Ben Gurion ottennero l’Indipendenza proprio perché avevano evitato questo errore. Essi costrinsero piuttosto la Potenza dominante a firmare una cambiale, che fu presentata all’incasso non appena cessate le ostilità in Europa. Hamas, non avendo nulla da perdere, può certamente dire che sostiene l’Indipendenza della Corsica o perfino della Liguria. Bisogna però fare accettare questa prospettiva all’Occidente, ponendo il problema di ridisegnare la mappa dell’Europa. Se gli Stati nazionali hanno bisogno del nostro sostegno, dobbiamo offrirlo, stabilendo naturalmente dei patti chiari ed esigendo un prezzo adeguato. Altrimenti continueremo a cullarci nell’illusione – coltivata nei tempi in cui andavano di moda le ideologie – che la soluzione dei nostri problemi potesse venire da soggetti estranei alla cultura e all’identità occidentale, e comunque non in grado di incidere sulla nostra realtà. Il “colonnello” Gheddafi – il quale, non essendo in realtà un colonnello, non era mai andato all’Accademia Militare – finanziava notoriamente tanto l’IRA quanto i nazionalisti “kanak” della Nuova Caledonia. Una volta, confondendo questi due Paesi, disse: “L’Irlanda, quella piccola isola vicina al Polo Sud”. A Corte si produrrà, come sempre, Cultura, e la radice della Libertà sta precisamente nella Cultura. Buon lavoro ai Fratelli Corsi e auguri a tutti quanti combattono – come diceva il Manzoni – “per difendere o conquistare una Patria”.
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I nostri Fratelli Corsi annunciano l’imminente celebrazione – che ha luogo ininterrottamente ogni anno fin dal 1981 – dell’edizione 2025 delle “Ghjurnate Internaziunale di Corti”, località della loro Isola chiamata Corte in francese e in italiano. Mentre, però, in vista delle precedenti edizioni veniva pubblicato con largo anticipo – sull’apposito sito ufficiale – il programma dettagliato, quest’anno soltanto una scarna notizia appare su una pubblicazione indipendentista sarda, che annuncia la presenza delle “delegazioni del mondo indipendentista” di quest’altra Isola. Ciò non costituisce certamente una novità, dato lo stretto coordinamento instaurato ormai da moltissimo tempo tra i fautori dell’Autodeterminazione di entrambe le Regioni, i quali – dipendendo ancora gli uni da Parigi e gli altri da Roma – scontano l’analoga condizione riservata alle “Colonie interne”. La situazione di noi Liguri, che abbiamo viceversa partecipato – “bon gré, mal gré” – alla conquista e alla sottomissione delle altre Regioni confluite nello Stato unitario, risulta certamente diversa. Se i Nizzardi – cioè i Liguri francesi – sono i nostri vicini di casa, i Corsi sono i nostri dirimpettai. Nelle giornate più terse possiamo scorgere la loro terra, come essi vicendevolmente possono vedere la nostra. Speriamo dunque che un giorno si realizzi l’aspirazione di una nostra presenza a Corte. In attesa di riuscirvi, facciamo giungere tuttavia ai Fratelli Corsi il nostro apprezzamento e il nostro sostegno a una causa che accomuna – come leggiamo sul giornale degli amici sardi – “tutte le Nazioni senza Stato”. Tanto più che il nostro fu all’origine delle loro sventure, fin da quando la Repubblica di Genova, non essendo in grado di soffocare – nella sua estrema decadenza – l’insurrezione indipendentista guidata da Pasquale Paoli e da Domenico Bonaparte (padre del futuro Imperatore), cedette la Corsica alla Francia, che con il suo Esercito riuscì a frustrare il tentativo dei Corsi di ottenere l’Indipendenza. Napoleone nacque politicamente anch’egli come indipendentista, esattamente come Stalin, il quale ripeté a distanza di tempo la sua parabola, avendo approfittato di una rivoluzione scoppiata nello Stato che dominava la sua Nazione. Il rivoluzionario Giugasvili esordì infatti quale fautore dell’Indipendenza della Georgia, nonché degli altri Paesi caucasici, per cui combatté in gioventù a Baku, prima di intrupparsi nei bolscevichi. L’anno scorso potemmo consultare con largo anticipo il programma delle “Ghjurnate”, inclusivo di “eventi, convegni, concerti e conferenze”. L’estensore sardo dell’articolo da cui attingiamo le scarne informazioni relative all’edizione di quest’anno dimentica le esposizioni di artigianato e le degustazioni dei cibi tipici, che comunque non stonano in un’occasione dedicata all’identità in tutte le sue espressioni. La locandina della manifestazione riproduce innumerevoli bandiere, e certamente i Fratelli Corsi accoglieranno con la loro proverbiale ospitalità mediterranea anche le delegazioni provenienti da tutta l’Europa occidentale. Il baricentro politico della manifestazione tende però a spostarsi ormai da tempo verso il Sud del mondo. Molta attenzione viene infatti dedicata ai movimenti indipendentisti attivi nei superstiti frammenti dell’Impero francese, quali la Nuova Caledonia e le isole dei Caraibi. Questi soggetti costituiscono però la retroguardia dei grandi movimenti di liberazione che hanno contraddistinto la storia del dopoguerra. Esiste inoltre la Palestina, e probabilmente il silenzio sul programma è dovuto al fatto che i Corsi – con un “coup de théâtre” tenuto ancora segreto – esibiranno la presenza di qualche dirigente di Gaza. Di qui la necessità di celare le proprie intenzioni alle Autorità francesi, che potrebbero impedirgli l’ingresso. Su questo orientamento del Fronte Nazionale di Liberazione della Corsica – che ha fatto approvare dall’Assemblea Regionale il “riconoscimento” dello Stato palestinese – esprimiamo doverosamente e con franchezza le nostre riserve. Gli Ebrei costituirono fino al 1948 una delle tante Nazioni senza Stato. Il fatto che abbiano raggiunto la meta consistente nel costituirlo rappresenta un avanzamento ed un esempio positivo per tutti quanti sono ancora nelle stesse condizioni in cui essi si trovarono per ben venti secoli. I Palestinesi hanno certamente anch’essi diritto a uno Stato, ma non al prezzo di revocare gli effetti dell’esercizio dell’Autodeterminazione da parte degli Israeliti. Non si può dunque accettare il programma di Hamas, altrimenti rischieremmo di veder annullare – una volta conquistata l’Indipendenza – il risultato dei nostri attuali sforzi. Ciò premesso, se l’aspirazione all’Indipendenza costituisce un denominatore comune insostituibile, non si può paragonare la situazione dell’Europa occidentale (e dell’America settentrionale, per quanto riguarda il Québec) con quella degli altri Continenti. Il pieno sviluppo della democrazia rappresentativa ha infatti permesso l’esercizio di una autonomia effettiva, accompagnata da un’altra conquista altrettanto importante, e cioè l’eliminazione – mediante la tutela delle culture minoritarie – del rischio e dell’ingiustizia rappresentati dall’assimilazione forzata. Ciò, beninteso, non soddisfa le nostre ambizioni e le nostre rivendicazioni. Dobbiamo tuttavia prendere atto del fatto che un corso, un fiammingo, un catalano, un abitante del Tirolo meridionale non soltanto possono parlare liberamente nella loro lingua, ma anche perpetuarla attraverso un sistema scolastico conforme alle proprie esigenze. Recentemente, grazie a un accordo stipulato tra la Calabria e l’Albania, gli studenti “arbresh” – circa sessantamila – potranno disporre di un insegnamento bilingue. Un tibetano o un uiguro vengono invece arrestati solo perché non rinunciano alla loro identità. Da questa fondamentale differenza non deriva – lo ripetiamo – la rinuncia all’Autodeterminazione, ma la coscienza che tutti gli stadi intermedi tra l’imposizione del centralismo perseguita in origine – tanto sul piano culturale quanto sul piano giuridico – dagli Stati nazionali costituiscono altrettanti passi importanti sulla strada della piena Indipendenza. Di qui deriva una conseguenza di ordine politico: con le Autorità centrali è necessario mantenere un rapporto dialettico, basato certamente sulla vertenzialità, che permette tuttavia degli avanzamenti importanti. I Fratelli Corsi meditino sull’apporto decisivo recato dai loro omologhi della Sardegna all’affermazione elettorale della Sinistra, che ha accolto nel suo programma molte loro rivendicazioni. E considerino anche quanto avvenuto in Spagna con la costituzione del Governo Sanchez. Le cosiddette “Autonomie” – ed in particolare la Catalogna e il Paese Basco – hanno ottenuto, in cambio del sostegno offerto all’Esecutivo dai loro Deputati, un ampliamento rilevante delle rispettive competenze. Se questo rapporto dialettico e vertenziale viene a cessare, se si entra cioè nella logica del “Tutto o niente”, si corre il rischio di uscire dall’ambito legalitario, aprendo un varco alla violenza e soprattutto fornendo un’occasione ai fautori del centralismo, i quali – siano essi la Meloni o Abascal – vorrebbero cancellare anche l’Autonomia già raggiunta e consolidata. È vero che anche gli altri partiti nazionali rifiutano – almeno per ora – la prospettiva indipendentista. La posizione di chi è disposto a negoziare un ampliamento dell’Autonomia non deve tuttavia essere confusa con quella di chi rifiuta tale prospettiva. La logica del “Tutto o niente” porta non solo alla tentazione di cadere nell’illegalità, e perfino nella violenza, ma determina anche il rischio che i movimenti indipendentisti vengano diretti – per i loro scopi – da servizi segreti stranieri. Questo rischio aumenta con l’avvicinarsi di una guerra. Di fronte a tale prospettiva, occorre evitare anche un’altra tentazione perniciosa, consistente nel credere che comunque “i nemici dei miei nemici sono miei amici”. Gandhi e Ben Gurion ottennero l’Indipendenza proprio perché avevano evitato questo errore. Essi costrinsero piuttosto la Potenza dominante a firmare una cambiale, che fu presentata all’incasso non appena cessate le ostilità in Europa. Hamas, non avendo nulla da perdere, può certamente dire che sostiene l’Indipendenza della Corsica o perfino della Liguria. Bisogna però fare accettare questa prospettiva all’Occidente, ponendo il problema di ridisegnare la mappa dell’Europa. Se gli Stati nazionali hanno bisogno del nostro sostegno, dobbiamo offrirlo, stabilendo naturalmente dei patti chiari ed esigendo un prezzo adeguato. Altrimenti continueremo a cullarci nell’illusione – coltivata nei tempi in cui andavano di moda le ideologie – che la soluzione dei nostri problemi potesse venire da soggetti estranei alla cultura e all’identità occidentale, e comunque non in grado di incidere sulla nostra realtà. Il “colonnello” Gheddafi – il quale, non essendo in realtà un colonnello, non era mai andato all’Accademia Militare – finanziava notoriamente tanto l’IRA quanto i nazionalisti “kanak” della Nuova Caledonia. Una volta, confondendo questi due Paesi, disse: “L’Irlanda, quella piccola isola vicina al Polo Sud”. A Corte si produrrà, come sempre, Cultura, e la radice della Libertà sta precisamente nella Cultura. Buon lavoro ai Fratelli Corsi e auguri a tutti quanti combattono – come diceva il Manzoni – “per difendere o conquistare una Patria”.

I nostri Fratelli Corsi annunciano l’imminente celebrazione – che ha luogo ininterrottamente ogni anno fin dal 1981 – dell’edizione 2025 delle “Ghjurnate Internaziunale di Corti”, località della loro Isola chiamata Corte in francese e in italiano. Mentre, però, in vista delle precedenti edizioni veniva pubblicato con largo anticipo – sull’apposito sito ufficiale – il programma dettagliato, quest’anno soltanto una scarna notizia appare su una pubblicazione indipendentista sarda, che annuncia la presenza delle “delegazioni del mondo indipendentista” di quest’altra Isola. Ciò non costituisce certamente una novità, d

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Nel 1922, pochi mesi prima della “Marcia su Roma”, Mussolini e Balbo pranzarono insieme presso l’elegante ristorante “Cinzano” di Milano. Il “Ras” dell’Emilia, avendo espugnato uno ad uno tutti i comuni capoluogo della Valle Padana, intendeva scatenare l’offensiva finale per la conquista della capitale. Mussolini lo frenò, in quanto mancava ancora la seconda città più importante d’Italia, cioè la stessa Milano. Presa la “Capitale Morale”, nulla e nessuno avrebbe più potuto interporsi sulla strada dei fascisti. Poco dopo, gli squadristi scatenarono l’assalto a Palazzo Marino. Con dei risvolti tragicomici: il sindaco socialista Angelo Filippetti, prevedendo quanto sarebbe accaduto, aveva fatto barricare il portone del municipio. Non potendolo sfondare, i fascisti si servirono della scala mobile dei pompieri e penetrarono nell’edificio attraverso una finestra del “piano nobile”. Ora la storia si ripete, sia pure rovesciando l’ordine temporale degli eventi: il governo Meloni, ormai consolidato a Roma, parte alla conquista di Milano. Quando un suo esponente – scelto probabilmente da La Russa – si insedierà sullo scranno di sindaco, il nuovo potere potrà dirsi consolidato. Con questo, non intendiamo assolutamente insinuare che la procura ambrosiana abbia agito in nome e per conto della presidente del Consiglio. L’aspetto più grave della vicenda attuale consiste infatti precisamente nel fatto che la sinistra ha segnato un’autorete. Milano è sempre il laboratorio della politica nazionale. All’inizio degli anni Sessanta, il Partito Liberale annunciò la propria uscita dal governo se si fosse costituita una giunta di centrosinistra nel capoluogo della Lombardia. Quando ciò avvenne, gli eventi che avrebbero portato all’instaurazione del primo esecutivo nazionale appoggiato dai socialisti conobbero un’accelerazione. La Democrazia Cristiana decise in questo senso nel congresso di Napoli e subito dopo i ministri socialdemocratici e repubblicani si dimisero, annunciando che non avrebbero ripreso i loro posti se la maggioranza non fosse stata allargata ai seguaci di Nenni. Craxi iniziò la sua personale “Marcia su Roma” – confermando il detto di Marx secondo cui la storia si ripete, succedendo però alla tragedia la farsa – conquistando la Federazione Socialista di Milano. Una curiosa nemesi storica volle che le sue ruberie venissero scoperte iniziando proprio dal Pio Albergo Trivulzio. “Tangentopoli” segnò la fine del sistema di potere sorto nel momento stesso in cui il fascismo era caduto. Ora il nuovo regime si consolida definitivamente con la conquista di Milano, che qualche giorno fa era stata preannunciata dal figlio di Berlusconi, evidentemente informato di quanto stava bollendo in pentola. L’opposizione ha fallito non solo e non tanto essendosi lasciata corrompere, quanto piuttosto perché il suo maggiore partito ha dimostrato di non essere democratico, smentendo così la sua stessa denominazione. Per quanto riguarda gli aspetti penali della vicenda, è da notare come sia ritornata prepotentemente sulla ribalta politica una figura in auge negli ultimi anni della Prima Repubblica: quella del “brasseur d’affaires”. Che nella maggior parte dei casi risulta essere un ciarlatano e un millantatore. I craxiani inondarono a suo tempo l’Italia di personaggi che sarebbero stati curiosi e originali se non si fosse trattato di delinquenti. Costoro giravano la provincia vantando di essere reduci da una cena con il re dell’Arabia Saudita e di avere in calendario un imminente abboccamento con il presidente degli Stati Uniti. In genere proponevano l’acquisto di petrolio, anche ai poveretti che tutt’al più lo usavano per ricaricare l’accendino. Alla fine si accontentavano di qualche modesto affare, al livello degli “imbonitori di piazza” che si esibiscono nelle fiere. Un cognato (peraltro risultato autentico) di Craxi riuscì a rifilare al nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo un servizio di piatti di portata che, essendo tutti storti, non si potevano neanche impilare. Manfredi Catella non era invece un millantatore, dal momento che rappresentava effettivamente gli sceicchi del Qatar. Quanto agli uomini della giunta – sindaco, assessori e funzionari – non gli fu difficile comprarli, dal momento che non mancavano certamente i soldi per “ungere le ruote”. L’uomo era cresciuto sulle ginocchia di Ligresti, di cui suo padre fu stretto collaboratore. Tanto sarebbe bastato per mettere in guardia Sala, la cui faciloneria – dimostrata in occasione dell’Expo – è pari soltanto alla sua estraneità rispetto alla sinistra, che lo ha incoronato grazie alla sua fama di “manager” internazionale. Pur trattandosi di un piccolo industriale della Brianza, munito della classica “fabbrichetta”. Peccato sia morto Gino Bramieri, che lo avrebbe caratterizzato molto bene, il soggetto essendo simile al “Carugatti”, macchietta del “Cummenda” lombardo immortalata dal comico milanese. Poiché comunque vale sempre il principio di presunzione di innocenza, limitiamo la nostra analisi al significato politico della vicenda. Quando anche tutti gli imputati fossero assolti con formula piena, ci domandiamo in primo luogo se un’idea dello sviluppo urbanistico di Milano basata sulla trasformazione della città in un’unica grande zona residenziale destinata ai ceti più abbienti possa corrispondere con l’ispirazione e con il programma di una forza politica che si ispira a Filippo Turati. In secondo luogo, vorremmo sapere se questa scelta, compiuta dalla giunta comunale, sia mai stata discussa in una qualsiasi istanza rappresentativa interna del partito. Essa ha peraltro coinvolto perfino l’estrema (!?) sinistra. Trattandosi della capitale economica e “morale” (?) dell’Italia, avrebbe dovuto dire la sua anche la dirigenza nazionale del partito, che ora non invita Sala a dimettersi, ma neanche lo presenta come un innocente perseguitato, accumulando gli svantaggi derivanti da ciascuna di queste due opzioni. La Schlein dimostra tutta la sua inadeguatezza: si tratta di un’esibizionista, capace solo di partecipare ai cortei (preferibilmente degli omosessuali) e di gridare slogan nei comizi. La realtà è che al Nazareno non si sa assolutamente nulla di quanto avviene nelle “cento città” d’Italia. Anni or sono, venimmo accolti al cospetto del responsabile del “Territorio”, il quale esordì domandandoci in quale regione si trovasse Imperia. Nel tempo in cui vigeva il “centralismo democratico”, mutuato dai bolscevichi, era bastato garantirsi l’appoggio del segretario della federazione perché la consorteria della selvaggina non solo fosse lasciata libera di fare ciò che le conveniva, ma anche perché fagocitasse l’intero partito. Ora che vige teoricamente la più ampia democrazia interna, succede addirittura di peggio, Milano essendo anch’essa dominata da un “partito trasversale”. Quanto accaduto a Genova, dove Burlando negoziava a nome dei Democratici con Toti e Signorini sul panfilo di Spinelli, si è ripetuto nel capoluogo della Lombardia, dove Manfredi Catella rappresentava il partito presso gli sceicchi senza neanche essere iscritto. Il risultato è, in entrambi i casi, il consolidamento del potere della destra. Se lo sviluppo della città è deciso tenendo unicamente conto degli interessi degli speculatori stranieri – il “Bosco Verticale” del grande Boeri rimane comunque di loro proprietà – tanto vale che l’amministrazione venga esercitata direttamente da questo settore sociale. Quanto ai lavoratori, non ne abbiamo mai visto uno avvicinarsi al Nazareno, nei cui pressi passeggiavamo ogni sera durante la nostra “ora d’aria”, trovandoci a Roma. In cambio, vedevamo sempre un via vai di elegantissime prostitute di alto bordo, di cui si diceva fossero le amanti dei dirigenti, regolarmente piazzate nei posti di sottogoverno. Se dovesse venire la rivoluzione, non farebbe nessuna differenza tra la maggioranza e l’opposizione.
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Nel 1922, pochi mesi prima della “Marcia su Roma”, Mussolini e Balbo pranzarono insieme presso l’elegante ristorante “Cinzano” di Milano. Il “Ras” dell’Emilia, avendo espugnato uno ad uno tutti i comuni capoluogo della Valle Padana, intendeva scatenare l’offensiva finale per la conquista della capitale. Mussolini lo frenò, in quanto mancava ancora la seconda città più importante d’Italia, cioè la stessa Milano. Presa la “Capitale Morale”, nulla e nessuno avrebbe più potuto interporsi sulla strada dei fascisti. Poco dopo, gli squadristi scatenarono l’assalto a Palazzo Marino. Con dei risvolti tragicomici: il sindaco socialista Angelo Filippetti, prevedendo quanto sarebbe accaduto, aveva fatto barricare il portone del municipio. Non potendolo sfondare, i fascisti si servirono della scala mobile dei pompieri e penetrarono nell’edificio attraverso una finestra del “piano nobile”. Ora la storia si ripete, sia pure rovesciando l’ordine temporale degli eventi: il governo Meloni, ormai consolidato a Roma, parte alla conquista di Milano. Quando un suo esponente – scelto probabilmente da La Russa – si insedierà sullo scranno di sindaco, il nuovo potere potrà dirsi consolidato. Con questo, non intendiamo assolutamente insinuare che la procura ambrosiana abbia agito in nome e per conto della presidente del Consiglio. L’aspetto più grave della vicenda attuale consiste infatti precisamente nel fatto che la sinistra ha segnato un’autorete. Milano è sempre il laboratorio della politica nazionale. All’inizio degli anni Sessanta, il Partito Liberale annunciò la propria uscita dal governo se si fosse costituita una giunta di centrosinistra nel capoluogo della Lombardia. Quando ciò avvenne, gli eventi che avrebbero portato all’instaurazione del primo esecutivo nazionale appoggiato dai socialisti conobbero un’accelerazione. La Democrazia Cristiana decise in questo senso nel congresso di Napoli e subito dopo i ministri socialdemocratici e repubblicani si dimisero, annunciando che non avrebbero ripreso i loro posti se la maggioranza non fosse stata allargata ai seguaci di Nenni. Craxi iniziò la sua personale “Marcia su Roma” – confermando il detto di Marx secondo cui la storia si ripete, succedendo però alla tragedia la farsa – conquistando la Federazione Socialista di Milano. Una curiosa nemesi storica volle che le sue ruberie venissero scoperte iniziando proprio dal Pio Albergo Trivulzio. “Tangentopoli” segnò la fine del sistema di potere sorto nel momento stesso in cui il fascismo era caduto. Ora il nuovo regime si consolida definitivamente con la conquista di Milano, che qualche giorno fa era stata preannunciata dal figlio di Berlusconi, evidentemente informato di quanto stava bollendo in pentola. L’opposizione ha fallito non solo e non tanto essendosi lasciata corrompere, quanto piuttosto perché il suo maggiore partito ha dimostrato di non essere democratico, smentendo così la sua stessa denominazione. Per quanto riguarda gli aspetti penali della vicenda, è da notare come sia ritornata prepotentemente sulla ribalta politica una figura in auge negli ultimi anni della Prima Repubblica: quella del “brasseur d’affaires”. Che nella maggior parte dei casi risulta essere un ciarlatano e un millantatore. I craxiani inondarono a suo tempo l’Italia di personaggi che sarebbero stati curiosi e originali se non si fosse trattato di delinquenti. Costoro giravano la provincia vantando di essere reduci da una cena con il re dell’Arabia Saudita e di avere in calendario un imminente abboccamento con il presidente degli Stati Uniti. In genere proponevano l’acquisto di petrolio, anche ai poveretti che tutt’al più lo usavano per ricaricare l’accendino. Alla fine si accontentavano di qualche modesto affare, al livello degli “imbonitori di piazza” che si esibiscono nelle fiere. Un cognato (peraltro risultato autentico) di Craxi riuscì a rifilare al nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo un servizio di piatti di portata che, essendo tutti storti, non si potevano neanche impilare. Manfredi Catella non era invece un millantatore, dal momento che rappresentava effettivamente gli sceicchi del Qatar. Quanto agli uomini della giunta – sindaco, assessori e funzionari – non gli fu difficile comprarli, dal momento che non mancavano certamente i soldi per “ungere le ruote”. L’uomo era cresciuto sulle ginocchia di Ligresti, di cui suo padre fu stretto collaboratore. Tanto sarebbe bastato per mettere in guardia Sala, la cui faciloneria – dimostrata in occasione dell’Expo – è pari soltanto alla sua estraneità rispetto alla sinistra, che lo ha incoronato grazie alla sua fama di “manager” internazionale. Pur trattandosi di un piccolo industriale della Brianza, munito della classica “fabbrichetta”. Peccato sia morto Gino Bramieri, che lo avrebbe caratterizzato molto bene, il soggetto essendo simile al “Carugatti”, macchietta del “Cummenda” lombardo immortalata dal comico milanese. Poiché comunque vale sempre il principio di presunzione di innocenza, limitiamo la nostra analisi al significato politico della vicenda. Quando anche tutti gli imputati fossero assolti con formula piena, ci domandiamo in primo luogo se un’idea dello sviluppo urbanistico di Milano basata sulla trasformazione della città in un’unica grande zona residenziale destinata ai ceti più abbienti possa corrispondere con l’ispirazione e con il programma di una forza politica che si ispira a Filippo Turati. In secondo luogo, vorremmo sapere se questa scelta, compiuta dalla giunta comunale, sia mai stata discussa in una qualsiasi istanza rappresentativa interna del partito. Essa ha peraltro coinvolto perfino l’estrema (!?) sinistra. Trattandosi della capitale economica e “morale” (?) dell’Italia, avrebbe dovuto dire la sua anche la dirigenza nazionale del partito, che ora non invita Sala a dimettersi, ma neanche lo presenta come un innocente perseguitato, accumulando gli svantaggi derivanti da ciascuna di queste due opzioni. La Schlein dimostra tutta la sua inadeguatezza: si tratta di un’esibizionista, capace solo di partecipare ai cortei (preferibilmente degli omosessuali) e di gridare slogan nei comizi. La realtà è che al Nazareno non si sa assolutamente nulla di quanto avviene nelle “cento città” d’Italia. Anni or sono, venimmo accolti al cospetto del responsabile del “Territorio”, il quale esordì domandandoci in quale regione si trovasse Imperia. Nel tempo in cui vigeva il “centralismo democratico”, mutuato dai bolscevichi, era bastato garantirsi l’appoggio del segretario della federazione perché la consorteria della selvaggina non solo fosse lasciata libera di fare ciò che le conveniva, ma anche perché fagocitasse l’intero partito. Ora che vige teoricamente la più ampia democrazia interna, succede addirittura di peggio, Milano essendo anch’essa dominata da un “partito trasversale”. Quanto accaduto a Genova, dove Burlando negoziava a nome dei Democratici con Toti e Signorini sul panfilo di Spinelli, si è ripetuto nel capoluogo della Lombardia, dove Manfredi Catella rappresentava il partito presso gli sceicchi senza neanche essere iscritto. Il risultato è, in entrambi i casi, il consolidamento del potere della destra. Se lo sviluppo della città è deciso tenendo unicamente conto degli interessi degli speculatori stranieri – il “Bosco Verticale” del grande Boeri rimane comunque di loro proprietà – tanto vale che l’amministrazione venga esercitata direttamente da questo settore sociale. Quanto ai lavoratori, non ne abbiamo mai visto uno avvicinarsi al Nazareno, nei cui pressi passeggiavamo ogni sera durante la nostra “ora d’aria”, trovandoci a Roma. In cambio, vedevamo sempre un via vai di elegantissime prostitute di alto bordo, di cui si diceva fossero le amanti dei dirigenti, regolarmente piazzate nei posti di sottogoverno. Se dovesse venire la rivoluzione, non farebbe nessuna differenza tra la maggioranza e l’opposizione.

Nel 1922, pochi mesi prima della “Marcia su Roma”, Mussolini e Balbo pranzarono insieme presso l’elegante ristorante “Cinzano” di Milano. Il “Ras” dell’Emilia, avendo espugnato uno ad uno tutti i comuni capoluogo della Valle Padana, intendeva scatenare l’offensiva finale per la conquista della capitale. Mussolini lo frenò, in quanto mancava ancora la seconda città più importante d’Italia, cioè la stessa Milano. Presa la “Capitale Morale”, nulla e nessuno avrebbe più potuto interporsi sulla strada dei fascisti. Poco dopo, gli squadristi scatenarono l’assalto a Palazzo Marino. Con dei risvolti tragicomici: il sinda

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Il Presidente Lupi, quando non si dedica a fare il verso agli animali selvatici, riesce ancora a dire delle cose sensate. Nel corso della presentazione, ambientata – ça va sans dire – in un frantoio, dell’iniziativa denominata “Riviera dei Sapori”, l’uomo ha pronunciato per ben due volte la parola “identità”. L’estensore dei suoi discorsi – sul quale aleggia un impenetrabile mistero – ha fatto riferimento per due volte a tale concetto, la cui iterazione esclude un lapsus calami. Citiamo testualmente, come si fa nel corso delle Omelie per le Sacre Scritture: “Le eccellenze agroalimentari (…) costituiscono patrimonio culturale e IDENTITARIO della Riviera dei Fiori”. Ancora più esplicito risulta il bon mot posto a conclusione del discorso – di cui curiosamente il resoconto giornalistico tace se sia stato coronato da una ovazione del pubblico presente: “Abbiamo il dovere di valorizzare immobili storici e aziende locali che raccontano la nostra IDENTITÀ.” A questo punto, ci si sarebbe atteso un applauso scrosciante. O è mancato, oppure è stato tenuto nascosto dal solerte cronista che ci ha informati dell’evento. I deputati democristiani avevano l’abitudine di pubblicare, in forma di opuscolo, i loro discorsi parlamentari per far sapere agli elettori che non avevano oziato nell’Urbe. L’unica eccezione era costituita dall’onorevole Ambrogio Viale, il quale, tacendo ostinatamente – al punto da essere soprannominato “l’onorevole Muto” – riuscì a risparmiare anche questa spesa. Il testo concludeva immancabilmente con un breve corsivo, che diceva: “Applausi al Centro”. Lupi, uomo notoriamente avaro, evita – pur pronunciandoli – di pubblicare i suoi discorsi, benché possa addebitarne la stampa alla Unioncamere. A diffondere il Verbo del quattordici volte Presidente ci pensano i giornalisti. I tedeschi, avendo eletto un presidente federale – tale Gustav Heinemann – che aveva due lauree, lo chiamavano “Doctor Doctor Heinemann”. Se Lupi fosse in Germania, i connazionali dovrebbero ripetere per ben quattordici volte “Präsident” Lupi. Perché il Nostro si è riferito per due volte all’identità? Viene il sospetto malizioso che l’estensore del discorso ci abbia scopiazzato. Se così non è, la sua mancanza di cautela sfiora la temerità. Parlare di identità davanti a un parterre des rois in cui figuravano ben due “Bassotti” – lo Zio e il Nipote, un leghista e un altro soggetto destrorso, tale Lombardi, di cui ignoriamo la corretta classificazione zoologica – è come inneggiare alla Rivoluzione alla Corte di Nicola II. Lupi può sperare soltanto, dopo questo atto di ostentata disobbedienza, nell’inconsapevolezza dell’uditorio. Se fosse stato composto soltanto da Piana, non dovrebbe preoccuparsi. Costui, essendo un analfabeta funzionale, deve farsi tradurre tutto quanto viene proferito in sua presenza. Una volta, ci invitò a parlare della società multiculturale. Dopo che l’avevamo descritta come ineluttabile, venne perfino a congratularsi. Il pubblico, essendo composto da soggetti centralisti, non si è verosimilmente accorto di come l’esaltazione delle peculiarità culturali – sia pure limitandosi alla materia apparentemente innocua dell’enogastronomia – manifesti un atteggiamento di opposizione al potere. Lupi, però, una volta preso coraggio – la sua intraprendenza è tanto proverbiale nei rapporti con il gentil sesso quanto carente nell’espressione politica – si è spinto a enunciare un programma autenticamente rivoluzionario, i cui capisaldi sono costituiti dal progressivo abbandono del turismo costiero – l’uomo, evidentemente, ha contemplato il cimitero cui sono ridotte le nostre spiagge – in favore di quello montano, nonché dal ripudio del turismo estivo in favore di quello invernale. Anche la cosiddetta “cattiva stagione” ha le proprie specialità e “eccellenze”. Il Presidente postula dunque un progressivo abbandono dei centri urbani e un ritorno alle radici ancestrali. Egli stesso, peraltro, non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo lega a Dolcedo, dove propiziò a suo tempo una visita dei pittori russi ospitati nel convento di Taggia. Noi fummo testimoni di questa storica decisione, avendo accompagnato in Camera di Commercio l’avvenente dottoressa Buzhurina. La quale, debitamente informata del penchant di Lupi per le donne – evidentemente, questo aspetto della personalità del Presidente non è sfuggito agli occhiuti Servizi Segreti del Cremlino – esibì in modo convincente le proprie grazie. Senza, a dire il vero, che si andasse oltre una piena accettazione delle sue richieste, consistenti nella celebrazione di una grande festa di commiato nel chiostro dei Domenicani, comprensiva di cibi e bevande cucinati dai valorosi giovani della Scuola Alberghiera di Arma. Ora però, l’azione volta ad associare tutti quanti – ritornando all’agricoltura – incrementano le produzioni tipiche del nostro hinterland per proporle ai turisti, significa dare per scontata – se non assecondarla – la tendenza a una fuga dalle città, causata dalla imminente crisi sociale. In prospettiva, si profila un altro fenomeno: se è vero che il recupero delle varie identità rimane per ora confinato nei fenomeni metapolitici, esso assumerà, in un futuro neanche tanto lontano, la forma di una cariocinesi dello Stato. Questo è il motivo per cui la strada intrapresa da Lupi e quella seguita dai suoi occasionali interlocutori sono destinate a divergere. Qualche rivendicazione – come quella riguardante il ripristino della viabilità interna, tanto veicolare quanto pedonale – potrà anche essere accolta; alla fine, però, le zone culturalmente omogenee si distaccheranno comunque dal centralismo, sia esso meloniano, leghista o “bassotto”. Noi attendiamo Lupi a questo appuntamento storico, che il Presidente – con la sagacia tipica di chi è avvezzo alla mercatura – ha saputo intravedere. Vano risulta dunque il tentativo di mediazione con Scajola, intrapreso, come al solito, dal volenteroso Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Il quale ci ricorda, più che Henry Kissinger, quei paceri di paese che finiscono per prendere delle legnate da entrambi i contendenti.
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Il Presidente Lupi, quando non si dedica a fare il verso agli animali selvatici, riesce ancora a dire delle cose sensate. Nel corso della presentazione, ambientata – ça va sans dire – in un frantoio, dell’iniziativa denominata “Riviera dei Sapori”, l’uomo ha pronunciato per ben due volte la parola “identità”. L’estensore dei suoi discorsi – sul quale aleggia un impenetrabile mistero – ha fatto riferimento per due volte a tale concetto, la cui iterazione esclude un lapsus calami. Citiamo testualmente, come si fa nel corso delle Omelie per le Sacre Scritture: “Le eccellenze agroalimentari (…) costituiscono patrimonio culturale e IDENTITARIO della Riviera dei Fiori”. Ancora più esplicito risulta il bon mot posto a conclusione del discorso – di cui curiosamente il resoconto giornalistico tace se sia stato coronato da una ovazione del pubblico presente: “Abbiamo il dovere di valorizzare immobili storici e aziende locali che raccontano la nostra IDENTITÀ.” A questo punto, ci si sarebbe atteso un applauso scrosciante. O è mancato, oppure è stato tenuto nascosto dal solerte cronista che ci ha informati dell’evento. I deputati democristiani avevano l’abitudine di pubblicare, in forma di opuscolo, i loro discorsi parlamentari per far sapere agli elettori che non avevano oziato nell’Urbe. L’unica eccezione era costituita dall’onorevole Ambrogio Viale, il quale, tacendo ostinatamente – al punto da essere soprannominato “l’onorevole Muto” – riuscì a risparmiare anche questa spesa. Il testo concludeva immancabilmente con un breve corsivo, che diceva: “Applausi al Centro”. Lupi, uomo notoriamente avaro, evita – pur pronunciandoli – di pubblicare i suoi discorsi, benché possa addebitarne la stampa alla Unioncamere. A diffondere il Verbo del quattordici volte Presidente ci pensano i giornalisti. I tedeschi, avendo eletto un presidente federale – tale Gustav Heinemann – che aveva due lauree, lo chiamavano “Doctor Doctor Heinemann”. Se Lupi fosse in Germania, i connazionali dovrebbero ripetere per ben quattordici volte “Präsident” Lupi. Perché il Nostro si è riferito per due volte all’identità? Viene il sospetto malizioso che l’estensore del discorso ci abbia scopiazzato. Se così non è, la sua mancanza di cautela sfiora la temerità. Parlare di identità davanti a un parterre des rois in cui figuravano ben due “Bassotti” – lo Zio e il Nipote, un leghista e un altro soggetto destrorso, tale Lombardi, di cui ignoriamo la corretta classificazione zoologica – è come inneggiare alla Rivoluzione alla Corte di Nicola II. Lupi può sperare soltanto, dopo questo atto di ostentata disobbedienza, nell’inconsapevolezza dell’uditorio. Se fosse stato composto soltanto da Piana, non dovrebbe preoccuparsi. Costui, essendo un analfabeta funzionale, deve farsi tradurre tutto quanto viene proferito in sua presenza. Una volta, ci invitò a parlare della società multiculturale. Dopo che l’avevamo descritta come ineluttabile, venne perfino a congratularsi. Il pubblico, essendo composto da soggetti centralisti, non si è verosimilmente accorto di come l’esaltazione delle peculiarità culturali – sia pure limitandosi alla materia apparentemente innocua dell’enogastronomia – manifesti un atteggiamento di opposizione al potere. Lupi, però, una volta preso coraggio – la sua intraprendenza è tanto proverbiale nei rapporti con il gentil sesso quanto carente nell’espressione politica – si è spinto a enunciare un programma autenticamente rivoluzionario, i cui capisaldi sono costituiti dal progressivo abbandono del turismo costiero – l’uomo, evidentemente, ha contemplato il cimitero cui sono ridotte le nostre spiagge – in favore di quello montano, nonché dal ripudio del turismo estivo in favore di quello invernale. Anche la cosiddetta “cattiva stagione” ha le proprie specialità e “eccellenze”. Il Presidente postula dunque un progressivo abbandono dei centri urbani e un ritorno alle radici ancestrali. Egli stesso, peraltro, non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo lega a Dolcedo, dove propiziò a suo tempo una visita dei pittori russi ospitati nel convento di Taggia. Noi fummo testimoni di questa storica decisione, avendo accompagnato in Camera di Commercio l’avvenente dottoressa Buzhurina. La quale, debitamente informata del penchant di Lupi per le donne – evidentemente, questo aspetto della personalità del Presidente non è sfuggito agli occhiuti Servizi Segreti del Cremlino – esibì in modo convincente le proprie grazie. Senza, a dire il vero, che si andasse oltre una piena accettazione delle sue richieste, consistenti nella celebrazione di una grande festa di commiato nel chiostro dei Domenicani, comprensiva di cibi e bevande cucinati dai valorosi giovani della Scuola Alberghiera di Arma. Ora però, l’azione volta ad associare tutti quanti – ritornando all’agricoltura – incrementano le produzioni tipiche del nostro hinterland per proporle ai turisti, significa dare per scontata – se non assecondarla – la tendenza a una fuga dalle città, causata dalla imminente crisi sociale. In prospettiva, si profila un altro fenomeno: se è vero che il recupero delle varie identità rimane per ora confinato nei fenomeni metapolitici, esso assumerà, in un futuro neanche tanto lontano, la forma di una cariocinesi dello Stato. Questo è il motivo per cui la strada intrapresa da Lupi e quella seguita dai suoi occasionali interlocutori sono destinate a divergere. Qualche rivendicazione – come quella riguardante il ripristino della viabilità interna, tanto veicolare quanto pedonale – potrà anche essere accolta; alla fine, però, le zone culturalmente omogenee si distaccheranno comunque dal centralismo, sia esso meloniano, leghista o “bassotto”. Noi attendiamo Lupi a questo appuntamento storico, che il Presidente – con la sagacia tipica di chi è avvezzo alla mercatura – ha saputo intravedere. Vano risulta dunque il tentativo di mediazione con Scajola, intrapreso, come al solito, dal volenteroso Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Il quale ci ricorda, più che Henry Kissinger, quei paceri di paese che finiscono per prendere delle legnate da entrambi i contendenti.

Il Presidente Lupi, quando non si dedica a fare il verso agli animali selvatici, riesce ancora a dire delle cose sensate. Nel corso della presentazione, ambientata – ça va sans dire – in un frantoio, dell’iniziativa denominata “Riviera dei Sapori”, l’uomo ha pronunciato per ben due volte la parola “identità”. L’estensore dei suoi discorsi – sul quale aleggia un impenetrabile mistero – ha fatto riferimento per due volte a tale concetto, la cui iterazione esclude un lapsus calami. Citiamo testualmente, come si fa nel corso delle Omelie per le Sacre Scritture: “Le eccellenze agroalimentari (…) costituiscono patrimon

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Da qualche tempo, i mezzi di comunicazione ufficiosi del nostro Paese si dedicano a propagandare il pauperismo, che in epoca fascista veniva pomposamente definito con il termine di “autarchia”.
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Da qualche tempo, i mezzi di comunicazione ufficiosi del nostro Paese si dedicano a propagandare il pauperismo, che in epoca fascista veniva pomposamente definito con il termine di “autarchia”.

Da qualche tempo, i mezzi di comunicazione ufficiosi del nostro Paese si dedicano a propagandare il pauperismo, che in epoca fascista veniva pomposamente definito con il termine di “autarchia”. Alcuni imprenditori furbastri trovarono il modo di arricchirsi, per giunta a spese dello Stato, ogni prodotto e ogni manufatto avendo trovato in breve tempo il proprio surrogato “autarchico”. Se il caffè veniva sostituito dal carcadè e da ogni sorta di bacche e grani tostati, le recinzioni in metallo venivano rimpiazzate con manufatti in cemento, nel cui interno si celava un filo di ferro. Presso le stazioni ferroviarie se

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La scelta dei papi da parte della Chiesa cattolica – come anche, secondo alcuni, l’individuazione del momento in cui si rende matura e necessaria la successione sul soglio di Pietro – rivela sovente una capacità di prevedere il futuro. Da ciò deriva tanto un aggiornamento dei criteri con cui viene governata la “barca di Pietro”, quanto la tendenza ad assecondare certi mutamenti nell’assetto internazionale. Quando venne eletto Giovanni Paolo II, nessuno – salvo chi aveva una conoscenza diretta e approfondita della realtà dell’Europa orientale – poteva immaginare il crollo del sistema comunista. Che, in effetti, rimase apparentemente immutato ancora per un decennio, nel corso del quale non mancò chi giunse a prendersi gioco del Pontefice. Il quale, secondo costoro, si era rivelato non soltanto un illuso, ma anche un ingannatore, avendo coinvolto molte altre persone nella propria convinzione. Poi venne il crollo del Muro di Berlino. In altri casi, l’elezione del papa avviene quando la crisi è ormai imminente. Come abbiamo ricordato molte volte, fu così nel 1914 e poi nel 1939. Ci è venuto spontaneo, nel maggio scorso, associare a queste date l’avvento di Leone XIV, il quale ha assunto in effetti la guida della Chiesa poco prima che scoppiasse un’altra guerra in Medio Oriente, rendendo sempre più evidente che l’Occidente deve affrontare la tendenza espansiva propria dell’Islam. Non certo per bandire una nuova crociata, come fece Urbano II a Clermont nel 1095, ma rafforzando l’identità cristiana. Nessuno prevedeva però l’imminente dissoluzione dell’Occidente quale entità politica. Cioè quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo mese di luglio, quasi senza dare a Leone XIV il tempo necessario per familiarizzarsi con il suo nuovo incarico. Aveva visto giusto Massimo Cacciari quando intravedeva la tendenza – che l’ex sindaco attribuiva al settore anglosassone della Chiesa, e cioè alla sua componente nordamericana – a perseguire un progetto che egli definiva “carolingio”. Cioè a compattare una sorta di nucleo forte del cristianesimo, incentrato su quelle terre – e su quei popoli – che avevano costituito per l’appunto il Sacro Romano Impero. Questa entità ebbe precisamente in Carlo Magno il suo fondatore, ma non avrebbe potuto definirsi né come “sacro”, né tanto meno come “romano”, senza la solenne incoronazione del suo sovrano, che avvenne in San Pietro la notte di Natale dell’anno 800. Chi aveva concepito il disegno storico di cui questo atto costituì la manifestazione visibile dai popoli cristiani del nostro continente? Carlo Magno fu certamente un grande della storia, ma le sue ambizioni si sarebbero concretizzate soltanto nella costituzione di un regno, sia pure esteso su entrambe le rive del Reno, se non fosse stato per l’appunto beneficiato dal gesto del papa. Lasciamo agli storici la risposta alla domanda su quale tra le due autorità – quella spirituale e quella temporale – abbia deciso di promuovere questa alleanza e questa unione. Se consideriamo l’attualità, vediamo come il papa sia rimasto – a causa del conflitto irreversibile scoppiato tra le due parti dell’Occidente – l’unica autorità la cui estensione comprende ambedue gli ambiti territoriali che lo compongono: quello europeo e quello nordamericano. Il fatto che il Pontefice provenga dagli Stati Uniti riveste un significato ulteriore: la Chiesa non vuole che la deriva presa dalla sponda occidentale dell’Atlantico possa giungere a rescindere il legame spirituale con la sua sponda orientale. Trump può litigare con l’Unione Europea fino al punto di causarne l’irrilevanza, ma non potrà mai opporsi al connazionale installato in Vaticano. Non soltanto per motivi connessi con gli equilibri politici interni agli Stati Uniti, ma soprattutto perché non può negare l’appartenenza del suo Paese all’ambito giudaico-cristiano. Il presidente non ha infatti mai messo in discussione l’appoggio a Israele, che costituisce – insieme con il Vaticano – l’altro punto di riferimento spirituale dell’America. Gerusalemme e Roma rimangono le capitali la cui autorità – nell’ambito religioso – continua a essere riconosciuta. Se l’America può muovere guerra contro l’Europa, contando sulla propria autosufficienza energetica e alimentare, nel nostro continente si apre un vuoto di potere dalle conseguenze imprevedibili. L’Europa non può naturalmente gettarsi nelle braccia dell’Islam, della Russia o della Cina, in quanto perderebbe la propria stessa identità. Essa peraltro non dispone né delle risorse materiali, né degli strumenti politici che le permettano di difendersi. Le manca però soprattutto la volontà necessaria. Dopo la Seconda guerra mondiale, gli abitanti del nostro continente presero semplicemente atto – sia pure con soddisfazione – della volontà dell’America di farsi carico di questa necessità. Ora essi si trovano nella condizione di chi è rimasto improvvisamente orfano, o è stato abbandonato. Nel qual caso sopravvive soltanto chi ha già sviluppato una volontà propria, che a sua volta può esistere quando si è coscienti della propria identità. Quanti l’hanno definita in termini di dipendenza dall’America – i cosiddetti “oltranzisti atlantici” – sono improvvisamente ammutoliti. Tacciono, a maggior ragione, quanti devono la loro carriera agli americani, come è la signora Meloni, la quale si limita a dire che bisogna trattare sui dazi. Che cosa facciamo, però, se non riusciamo a convincere Trump ad abbassarli? Tra chi ha scelto di essere la “quinta colonna” dei nemici dell’Occidente, e dunque vede nella sua divisione l’occasione propizia per attendere l’arrivo dei musulmani, dei russi o dei cinesi, e chi viceversa crede soltanto nella dipendenza dallo Zio Sam, manca una terza opzione, che diviene oggi l’unica praticabile, ed è quella rappresentata dagli autentici patrioti europei, che non immaginano il continente come un’entità ostile agli altri grandi soggetti della politica internazionale, ma potrebbero cogliere l’occasione per rivendicarne l’indipendenza. È già successo altrove che i dominatori lasciassero all’improvviso un Paese fino a quel momento sottoposto a loro, e dunque in sostanza governato dall’esterno. A questo punto, i sudditi hanno dovuto provvedere a sé stessi. Certamente, la fase che si è aperta con i famosi “dazi al trenta per cento” sarà caratterizzata dalla confusione politica e dalle tentazioni autoritarie derivanti da una situazione sociale disastrosa, che tuttavia ci fornisce l’occasione per governarci come vogliamo, e soprattutto per riscoprire e affermare la nostra identità. Nei giorni scorsi, l’arcivescovo di Monaco di Baviera – che è un monaco benedettino – ha ricordato l’attualità della “Regola”, redatta dal fondatore nel V secolo, nel momento, cioè, in cui cadeva l’Impero romano ed iniziava il Medioevo. Questo documento si presta a molte e diverse chiavi di lettura. Se però lo consideriamo come una sorta di atto costitutivo dell’Europa, lo si deve al fatto che esso fornisce un metodo per governare la povertà, traendone certamente spunto per l’arricchimento spirituale, come anche per la solidarietà nella ripartizione delle risorse, che costituì allora, e può costituire oggi, il fondamento per una ricostruzione su nuove basi della società. Il papa rimane oggi l’unica autorità riconosciuta da tutto l’Occidente, ma soprattutto in grado di ispirare la costruzione dell’Europa unita. I burocrati di Bruxelles hanno fallito in questo compito, in quanto non si sono mai curati di definire l’identità del continente, credendo viceversa di poter costruire la sua unità contando soltanto sulla crescita economica. Costoro si trovano oggi completamente spiazzati, perché anche questo presunto fondamento è venuto a mancare. Non esiste però un soggetto politico in grado di corrispondere, nella sfera temporale, al disegno delineato e alla funzione assunta dal papa, che attende invano l’arrivo di un nuovo Carlo Magno, calato su Roma per ricevere l’incoronazione. Pio XII rimase l’unica autorità effettiva sopravvissuta nell’Italia del 1943. Pacelli non ne approfittò per ricostituire il potere temporale, limitandosi a influenzare fortemente gli indirizzi dello Stato nel dopoguerra. Oggi il papa si trova in una situazione analoga rispetto all’Europa. Il nostro continente non uscirà dalla sua crisi restaurando il Sacro Romano Impero, cioè attraverso la consacrazione dell’autorità civile. Occorre però sacralizzare la responsabilità che l’esercizio di questa autorità inevitabilmente comporta. Non si deve costituire né una teocrazia, né uno Stato confessionale, ma è inevitabile che la fede torni a ispirare l’esercizio del potere.
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La scelta dei papi da parte della Chiesa cattolica – come anche, secondo alcuni, l’individuazione del momento in cui si rende matura e necessaria la successione sul soglio di Pietro – rivela sovente una capacità di prevedere il futuro. Da ciò deriva tanto un aggiornamento dei criteri con cui viene governata la “barca di Pietro”, quanto la tendenza ad assecondare certi mutamenti nell’assetto internazionale. Quando venne eletto Giovanni Paolo II, nessuno – salvo chi aveva una conoscenza diretta e approfondita della realtà dell’Europa orientale – poteva immaginare il crollo del sistema comunista. Che, in effetti, rimase apparentemente immutato ancora per un decennio, nel corso del quale non mancò chi giunse a prendersi gioco del Pontefice. Il quale, secondo costoro, si era rivelato non soltanto un illuso, ma anche un ingannatore, avendo coinvolto molte altre persone nella propria convinzione. Poi venne il crollo del Muro di Berlino. In altri casi, l’elezione del papa avviene quando la crisi è ormai imminente. Come abbiamo ricordato molte volte, fu così nel 1914 e poi nel 1939. Ci è venuto spontaneo, nel maggio scorso, associare a queste date l’avvento di Leone XIV, il quale ha assunto in effetti la guida della Chiesa poco prima che scoppiasse un’altra guerra in Medio Oriente, rendendo sempre più evidente che l’Occidente deve affrontare la tendenza espansiva propria dell’Islam. Non certo per bandire una nuova crociata, come fece Urbano II a Clermont nel 1095, ma rafforzando l’identità cristiana. Nessuno prevedeva però l’imminente dissoluzione dell’Occidente quale entità politica. Cioè quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo mese di luglio, quasi senza dare a Leone XIV il tempo necessario per familiarizzarsi con il suo nuovo incarico. Aveva visto giusto Massimo Cacciari quando intravedeva la tendenza – che l’ex sindaco attribuiva al settore anglosassone della Chiesa, e cioè alla sua componente nordamericana – a perseguire un progetto che egli definiva “carolingio”. Cioè a compattare una sorta di nucleo forte del cristianesimo, incentrato su quelle terre – e su quei popoli – che avevano costituito per l’appunto il Sacro Romano Impero. Questa entità ebbe precisamente in Carlo Magno il suo fondatore, ma non avrebbe potuto definirsi né come “sacro”, né tanto meno come “romano”, senza la solenne incoronazione del suo sovrano, che avvenne in San Pietro la notte di Natale dell’anno 800. Chi aveva concepito il disegno storico di cui questo atto costituì la manifestazione visibile dai popoli cristiani del nostro continente? Carlo Magno fu certamente un grande della storia, ma le sue ambizioni si sarebbero concretizzate soltanto nella costituzione di un regno, sia pure esteso su entrambe le rive del Reno, se non fosse stato per l’appunto beneficiato dal gesto del papa. Lasciamo agli storici la risposta alla domanda su quale tra le due autorità – quella spirituale e quella temporale – abbia deciso di promuovere questa alleanza e questa unione. Se consideriamo l’attualità, vediamo come il papa sia rimasto – a causa del conflitto irreversibile scoppiato tra le due parti dell’Occidente – l’unica autorità la cui estensione comprende ambedue gli ambiti territoriali che lo compongono: quello europeo e quello nordamericano. Il fatto che il Pontefice provenga dagli Stati Uniti riveste un significato ulteriore: la Chiesa non vuole che la deriva presa dalla sponda occidentale dell’Atlantico possa giungere a rescindere il legame spirituale con la sua sponda orientale. Trump può litigare con l’Unione Europea fino al punto di causarne l’irrilevanza, ma non potrà mai opporsi al connazionale installato in Vaticano. Non soltanto per motivi connessi con gli equilibri politici interni agli Stati Uniti, ma soprattutto perché non può negare l’appartenenza del suo Paese all’ambito giudaico-cristiano. Il presidente non ha infatti mai messo in discussione l’appoggio a Israele, che costituisce – insieme con il Vaticano – l’altro punto di riferimento spirituale dell’America. Gerusalemme e Roma rimangono le capitali la cui autorità – nell’ambito religioso – continua a essere riconosciuta. Se l’America può muovere guerra contro l’Europa, contando sulla propria autosufficienza energetica e alimentare, nel nostro continente si apre un vuoto di potere dalle conseguenze imprevedibili. L’Europa non può naturalmente gettarsi nelle braccia dell’Islam, della Russia o della Cina, in quanto perderebbe la propria stessa identità. Essa peraltro non dispone né delle risorse materiali, né degli strumenti politici che le permettano di difendersi. Le manca però soprattutto la volontà necessaria. Dopo la Seconda guerra mondiale, gli abitanti del nostro continente presero semplicemente atto – sia pure con soddisfazione – della volontà dell’America di farsi carico di questa necessità. Ora essi si trovano nella condizione di chi è rimasto improvvisamente orfano, o è stato abbandonato. Nel qual caso sopravvive soltanto chi ha già sviluppato una volontà propria, che a sua volta può esistere quando si è coscienti della propria identità. Quanti l’hanno definita in termini di dipendenza dall’America – i cosiddetti “oltranzisti atlantici” – sono improvvisamente ammutoliti. Tacciono, a maggior ragione, quanti devono la loro carriera agli americani, come è la signora Meloni, la quale si limita a dire che bisogna trattare sui dazi. Che cosa facciamo, però, se non riusciamo a convincere Trump ad abbassarli? Tra chi ha scelto di essere la “quinta colonna” dei nemici dell’Occidente, e dunque vede nella sua divisione l’occasione propizia per attendere l’arrivo dei musulmani, dei russi o dei cinesi, e chi viceversa crede soltanto nella dipendenza dallo Zio Sam, manca una terza opzione, che diviene oggi l’unica praticabile, ed è quella rappresentata dagli autentici patrioti europei, che non immaginano il continente come un’entità ostile agli altri grandi soggetti della politica internazionale, ma potrebbero cogliere l’occasione per rivendicarne l’indipendenza. È già successo altrove che i dominatori lasciassero all’improvviso un Paese fino a quel momento sottoposto a loro, e dunque in sostanza governato dall’esterno. A questo punto, i sudditi hanno dovuto provvedere a sé stessi. Certamente, la fase che si è aperta con i famosi “dazi al trenta per cento” sarà caratterizzata dalla confusione politica e dalle tentazioni autoritarie derivanti da una situazione sociale disastrosa, che tuttavia ci fornisce l’occasione per governarci come vogliamo, e soprattutto per riscoprire e affermare la nostra identità. Nei giorni scorsi, l’arcivescovo di Monaco di Baviera – che è un monaco benedettino – ha ricordato l’attualità della “Regola”, redatta dal fondatore nel V secolo, nel momento, cioè, in cui cadeva l’Impero romano ed iniziava il Medioevo. Questo documento si presta a molte e diverse chiavi di lettura. Se però lo consideriamo come una sorta di atto costitutivo dell’Europa, lo si deve al fatto che esso fornisce un metodo per governare la povertà, traendone certamente spunto per l’arricchimento spirituale, come anche per la solidarietà nella ripartizione delle risorse, che costituì allora, e può costituire oggi, il fondamento per una ricostruzione su nuove basi della società. Il papa rimane oggi l’unica autorità riconosciuta da tutto l’Occidente, ma soprattutto in grado di ispirare la costruzione dell’Europa unita. I burocrati di Bruxelles hanno fallito in questo compito, in quanto non si sono mai curati di definire l’identità del continente, credendo viceversa di poter costruire la sua unità contando soltanto sulla crescita economica. Costoro si trovano oggi completamente spiazzati, perché anche questo presunto fondamento è venuto a mancare. Non esiste però un soggetto politico in grado di corrispondere, nella sfera temporale, al disegno delineato e alla funzione assunta dal papa, che attende invano l’arrivo di un nuovo Carlo Magno, calato su Roma per ricevere l’incoronazione. Pio XII rimase l’unica autorità effettiva sopravvissuta nell’Italia del 1943. Pacelli non ne approfittò per ricostituire il potere temporale, limitandosi a influenzare fortemente gli indirizzi dello Stato nel dopoguerra. Oggi il papa si trova in una situazione analoga rispetto all’Europa. Il nostro continente non uscirà dalla sua crisi restaurando il Sacro Romano Impero, cioè attraverso la consacrazione dell’autorità civile. Occorre però sacralizzare la responsabilità che l’esercizio di questa autorità inevitabilmente comporta. Non si deve costituire né una teocrazia, né uno Stato confessionale, ma è inevitabile che la fede torni a ispirare l’esercizio del potere.

La scelta dei papi da parte della Chiesa cattolica – come anche, secondo alcuni, l’individuazione del momento in cui si rende matura e necessaria la successione sul soglio di Pietro – rivela sovente una capacità di prevedere il futuro. Da ciò deriva tanto un aggiornamento dei criteri con cui viene governata la “barca di Pietro”, quanto la tendenza ad assecondare certi mutamenti nell’assetto internazionale. Quando venne eletto Giovanni Paolo II, nessuno – salvo chi aveva una conoscenza diretta e approfondita della realtà dell’Europa orientale – poteva immaginare il crollo del sistema comunista. Che, in effetti, ri

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Vale la pena ritornare sul tema della “Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina”, ed in particolare sul ruolo di “claqueur” attribuito in tale circostanza alla foltissima rappresentanza dei nostri imprenditori. Ignazio Silone ricorda, in uno dei suoi romanzi — ambientato nel periodo fascista — come il Regime illuse molti giovani meridionali, facendogli credere che il problema della riforma agraria sarebbe stato risolto grazie alla guerra in Abissinia. Per quella guerra tanti poveri ragazzi si arruolarono come “volontari”, trovandovi sovente la morte. La distribuzione ai contadini delle terre appartenenti ai latifondisti, naturalmente, non avvenne. Si fece tuttavia credere ai poveri “cafoni” del Sud che le avrebbero ottenute precisamente in Etiopia, naturalmente dopo averla conquistata. Lo stesso inganno viene oggi consumato ai danni dei nostri titolari di imprese, i quali, non essendo poveri analfabeti diseredati, potrebbero fare a meno di cadervi. Costoro dimostrano invece un’ingenuità veramente incredibile, simile a quella esibita dagli industriali della nostra provincia, accorsi — come abbiamo più volte ricordato — ad applaudire chi annunciava loro la fine della libertà di intrapresa, compensata però dalle commesse di Stato. A queste commesse, ad alcuni viene gentilmente concesso il mercato interno, mentre quelle per la “ricostruzione” dell’Ucraina dipendono dall’andamento delle operazioni militari, nelle quali comunque si getterà anche l’Italia, partecipando alla “Coalizione dei Volenterosi”. Cavour, mandando i Bersaglieri in Crimea, si proponeva di qualificare il Piemonte come rappresentante del futuro Regno d’Italia. Il conte riuscì nell’impresa in quanto la storia procedeva in direzione dell’affermazione degli Stati nazionali. Oggi, però, lo zeitgeist ha preso la direzione esattamente contraria, come paradossalmente dimostra la stessa vicenda dell’Ucraina, la quale non si considera più una regione della Russia e proprio per questo aspira all’indipendenza. Gli imprenditori italiani hanno evidentemente dimenticato — se mai l’abbiano imparata nei loro studi universitari — la lezione impartita da un grande studioso del diritto commerciale, il quale affermava che in tempo di guerra si socializzano le perdite e si privatizzano i profitti, il che esige la nazionalizzazione, per l’appunto, delle attività produttive. Quanti saranno “embedded” in Ucraina dovranno obbedire agli ordini impartiti dallo Stato Maggiore. “L’intendance suivra”, diceva per l’appunto De Gaulle, il quale non era a caso un militare di carriera. Ai nostri imprenditori è riservata piuttosto la funzione della sussistenza. Durante la guerra, il Regime stabilì il cosiddetto “Ammasso del grano”, nonché di altri prodotti agricoli. Quello della barbabietola da zucchero continuò a lungo dopo la Liberazione, finché venne abolito il monopolio di Stato. Alcuni gerarchi si arricchirono illecitamente, rivendendo una parte del grano tolto ai coltivatori sul cosiddetto “mercato nero”, che in simili circostanze diviene inevitabile. Altri, essendo persone oneste, gestirono l’ammasso correttamente. Certi giovani economisti della Lega non sarebbero capaci neanche di questo, ma tale limite non sembra intaccare le loro ambizioni. Non si può affrontare un conflitto senza adottare tutte le misure connesse con l’economia detta per l’appunto di guerra. Pare invece che la spartizione delle cariche, presenti e future, avvenga — da parte della Destra — con l’allegra noncuranza propria dei periodi di “vacche grasse”, che sono però destinate a dimagrire.
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Vale la pena ritornare sul tema della “Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina”, ed in particolare sul ruolo di “claqueur” attribuito in tale circostanza alla foltissima rappresentanza dei nostri imprenditori. Ignazio Silone ricorda, in uno dei suoi romanzi — ambientato nel periodo fascista — come il Regime illuse molti giovani meridionali, facendogli credere che il problema della riforma agraria sarebbe stato risolto grazie alla guerra in Abissinia. Per quella guerra tanti poveri ragazzi si arruolarono come “volontari”, trovandovi sovente la morte. La distribuzione ai contadini delle terre appartenenti ai latifondisti, naturalmente, non avvenne. Si fece tuttavia credere ai poveri “cafoni” del Sud che le avrebbero ottenute precisamente in Etiopia, naturalmente dopo averla conquistata. Lo stesso inganno viene oggi consumato ai danni dei nostri titolari di imprese, i quali, non essendo poveri analfabeti diseredati, potrebbero fare a meno di cadervi. Costoro dimostrano invece un’ingenuità veramente incredibile, simile a quella esibita dagli industriali della nostra provincia, accorsi — come abbiamo più volte ricordato — ad applaudire chi annunciava loro la fine della libertà di intrapresa, compensata però dalle commesse di Stato. A queste commesse, ad alcuni viene gentilmente concesso il mercato interno, mentre quelle per la “ricostruzione” dell’Ucraina dipendono dall’andamento delle operazioni militari, nelle quali comunque si getterà anche l’Italia, partecipando alla “Coalizione dei Volenterosi”. Cavour, mandando i Bersaglieri in Crimea, si proponeva di qualificare il Piemonte come rappresentante del futuro Regno d’Italia. Il conte riuscì nell’impresa in quanto la storia procedeva in direzione dell’affermazione degli Stati nazionali. Oggi, però, lo zeitgeist ha preso la direzione esattamente contraria, come paradossalmente dimostra la stessa vicenda dell’Ucraina, la quale non si considera più una regione della Russia e proprio per questo aspira all’indipendenza. Gli imprenditori italiani hanno evidentemente dimenticato — se mai l’abbiano imparata nei loro studi universitari — la lezione impartita da un grande studioso del diritto commerciale, il quale affermava che in tempo di guerra si socializzano le perdite e si privatizzano i profitti, il che esige la nazionalizzazione, per l’appunto, delle attività produttive. Quanti saranno “embedded” in Ucraina dovranno obbedire agli ordini impartiti dallo Stato Maggiore. “L’intendance suivra”, diceva per l’appunto De Gaulle, il quale non era a caso un militare di carriera. Ai nostri imprenditori è riservata piuttosto la funzione della sussistenza. Durante la guerra, il Regime stabilì il cosiddetto “Ammasso del grano”, nonché di altri prodotti agricoli. Quello della barbabietola da zucchero continuò a lungo dopo la Liberazione, finché venne abolito il monopolio di Stato. Alcuni gerarchi si arricchirono illecitamente, rivendendo una parte del grano tolto ai coltivatori sul cosiddetto “mercato nero”, che in simili circostanze diviene inevitabile. Altri, essendo persone oneste, gestirono l’ammasso correttamente. Certi giovani economisti della Lega non sarebbero capaci neanche di questo, ma tale limite non sembra intaccare le loro ambizioni. Non si può affrontare un conflitto senza adottare tutte le misure connesse con l’economia detta per l’appunto di guerra. Pare invece che la spartizione delle cariche, presenti e future, avvenga — da parte della Destra — con l’allegra noncuranza propria dei periodi di “vacche grasse”, che sono però destinate a dimagrire.

Vale la pena ritornare sul tema della “Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina”, ed in particolare sul ruolo di “claqueur” attribuito in tale circostanza alla foltissima rappresentanza dei nostri imprenditori. Ignazio Silone ricorda, in uno dei suoi romanzi — ambientato nel periodo fascista — come il Regime illuse molti giovani meridionali, facendogli credere che il problema della riforma agraria sarebbe stato risolto grazie alla guerra in Abissinia. Per quella guerra tanti poveri ragazzi si arruolarono come “volontari”, trovandovi sovente la morte. La distribuzione ai contadini delle terre ap

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L’Inghilterra è l’unico Paese occidentale in cui non esistono i Vigili Urbani. Per un motivo ben preciso: le funzioni di polizia giudiziaria, di ordine pubblico e perfino di polizia amministrativa non possono essere esercitate da nessun soggetto diverso dallo Stato. Questa particolarità della Gran Bretagna ci è venuta in mente osservando, questa mattina di buon’ora, la consueta colossale operazione volta alla ricerca, all’identificazione e all’annientamento degli utenti abusivi del trasporto pubblico. In cui però, questa volta, erano impegnati insieme ai solerti ispettori della "R.T." – moltiplicati di numero man mano che i conducenti non possono più superare l’esame di revisione della patente “E pubblica”, venendo di conseguenza sbarcati come i “marittimi” privi del libretto di navigazione – anche gli agenti e le agenti della “Vigile”. Cioè dipendenti di un soggetto di diritto privato. I quali non possono svolgere nessuna funzione di polizia amministrativa, né tanto meno di polizia giudiziaria, salvo incorrere nel reato di usurpazione di funzione pubblica. Siamo dunque giunti al punto in cui la cariocinesi dello Stato porta alla costituzione di milizie private. Esattamente come nell’Alto Medioevo. Il “Bassotto” agisce dunque come il mitico Arduino di Ivrea, che – nella dissoluzione dei regni barbarici – ne costituì uno proprio. Intanto, a Roma, la Meloni – assenti i colleghi francese, inglese e tedesco – ospita la Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina. Raccontavano Gianni e Susanna Agnelli di come il loro nonno – il mitico senatore Giovanni Agnelli – si fosse recato a Roma, nel fatidico giugno del 1940, per scongiurare Mussolini a non entrare in guerra. Il senatore tornò felice a Torino, avendo ricevuto dal “Duce” le più ampie rassicurazioni al riguardo. Poche ore dopo, Mussolini annunciò l’ingresso dell’Italia nel conflitto. Cui la Confindustria si opponeva – come anche la Casa Reale, il Vaticano ed una parte dello stesso Partito Fascista – per il semplice motivo che la distruzione delle fabbriche (l’aviazione non era più quella dei tempi di Francesco Baracca) avrebbe danneggiato i suoi interessi, senza essere compensata dalle commesse di guerra. Ora, invece, centinaia di “cummenda”, capi di altrettante piccole fabbriche (non solo lombarde), gongolano vedendosi promettere contratti con lo Stato italiano (quello ucraino non ha il becco di un quattrino), contribuendo per l’appunto alla “ricostruzione”. Che, in primo luogo, avviene dopo la guerra – ben lungi dall’essere finita – e, in secondo luogo, è realizzata dai vincitori. Vedi il caso della Siria, dove Erdoğan, essendo intervenuto per il tramite del cittadino turco Giulani, se l’è aggiudicata, facendola per giunta pagare dai sauditi. È vero che gli attuali “sciur Brambilla” hanno in comune con i loro antenati del 1915 il fatto di non poter essere bombardati (almeno per il momento), ma intanto andremo a ricostruire Kiev soltanto quando si sarà raggiunta un’improbabile e comunque remota pace vittoriosa. Per arrivare a questo obiettivo, ci vuole però una guerra mondiale. Durante la quale nessun obiettivo in Italia, ed in tutto l’Occidente, sarà al sicuro. Se dunque i “padroncini” italici si aggrappano a questa speranza quale “Ultima Dea”, ciò significa che sono tutti quanti dei disperati questuanti alla ricerca di qualche commessa pubblica per sopravvivere. Nel mondo sono in corso attualmente due guerre, una delle quali si combatte per l’appunto in Ucraina, e l’altra in Medio Oriente. L’una vede contrapporsi l’Est e l’Ovest del mondo, l’altra il Nord e il Sud. A ben vedere, però, questa distinzione risulta labile. La Russia fa infatti parte dei cosiddetti BRICS, cioè del cartello che riunisce i Paesi del meridione, mentre nell’altro conflitto si confrontano l’Oriente islamico e l’Occidente, essendo Israele l’avanguardia della civiltà giudaico-cristiana. La Meloni compie una scelta di campo. Se però i valori in gioco sono tanto elevati e importanti, la Presidente del Consiglio dovrebbe invocarli a fondamento di una causa nazionale. Quale venne concepita a suo tempo quella dell’Italia nel 1915-1918, quando, in effetti, un’adesione popolare permise la vittoria. Se la Meloni ritiene invece – e lo proclama apertamente – che siano in gioco soltanto le elemosine di qualche futura ed incerta commessa pubblica (per il momento stiamo soltanto ricostruendo la cattedrale di Odessa, dove sono all’opera i pur bravissimi esperti dell’Istituto Centrale del Restauro), risulta poco probabile che la Signora della Garbatella mobiliti gli italiani. Non avendo il necessario prestigio, e soprattutto considerando la guerra come l’occasione per regolare i conti con i propri competitori, a colpi di “Decreti Sicurezza”, grazie ai quali finiremo per chiederle il permesso perfino per andare ad orinare. Se vogliamo considerare l’aiuto a due Paesi aggrediti, in violazione del diritto internazionale, come una causa di tutti gli italiani, non possiamo affidarci a una persona che rappresenta soltanto l’estrema destra, e che tenta di raggranellare intorno al governo il consenso di qualche speculatore e di qualche brasseur d’affaires. I quali gremiscono la platea di Roma in qualità di “compagnia dell’applauso”. Avendo a che fare con i veri imprenditori come gli imbucati del Forte di Ventimiglia, accorsi per applaudire un economista che annunciava loro la fine della libertà di intrapresa. Di questo obiettivo, la destra ha sempre accusato la sinistra, malgrado i “comunisti” abbiano sempre affidato il governo dell’economia ai tecnici della Banca d’Italia. Analogamente, la destra si opponeva alla costituzione delle Regioni perché questi enti – essendo competenti in materia di “polizia urbana e rurale” – avrebbero armato un’armata rossa pronta a marciare dall’Emilia e dalla Toscana su Roma. Ora la destra non usa neanche più la polizia regionale, e si affida alle milizie private, i cui componenti vengono assunti senza ricorrere alla fictio juris costituita dalla celebrazione di un concorso. Nella “Vigile” si viene infatti assunti per chiamata diretta. Proprio come nel Comitato Olimpico. Dei “pallanuotisti”, però, non c’è più bisogno.
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L’Inghilterra è l’unico Paese occidentale in cui non esistono i Vigili Urbani. Per un motivo ben preciso: le funzioni di polizia giudiziaria, di ordine pubblico e perfino di polizia amministrativa non possono essere esercitate da nessun soggetto diverso dallo Stato. Questa particolarità della Gran Bretagna ci è venuta in mente osservando, questa mattina di buon’ora, la consueta colossale operazione volta alla ricerca, all’identificazione e all’annientamento degli utenti abusivi del trasporto pubblico. In cui però, questa volta, erano impegnati insieme ai solerti ispettori della "R.T." – moltiplicati di numero man mano che i conducenti non possono più superare l’esame di revisione della patente “E pubblica”, venendo di conseguenza sbarcati come i “marittimi” privi del libretto di navigazione – anche gli agenti e le agenti della “Vigile”. Cioè dipendenti di un soggetto di diritto privato. I quali non possono svolgere nessuna funzione di polizia amministrativa, né tanto meno di polizia giudiziaria, salvo incorrere nel reato di usurpazione di funzione pubblica. Siamo dunque giunti al punto in cui la cariocinesi dello Stato porta alla costituzione di milizie private. Esattamente come nell’Alto Medioevo. Il “Bassotto” agisce dunque come il mitico Arduino di Ivrea, che – nella dissoluzione dei regni barbarici – ne costituì uno proprio. Intanto, a Roma, la Meloni – assenti i colleghi francese, inglese e tedesco – ospita la Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina. Raccontavano Gianni e Susanna Agnelli di come il loro nonno – il mitico senatore Giovanni Agnelli – si fosse recato a Roma, nel fatidico giugno del 1940, per scongiurare Mussolini a non entrare in guerra. Il senatore tornò felice a Torino, avendo ricevuto dal “Duce” le più ampie rassicurazioni al riguardo. Poche ore dopo, Mussolini annunciò l’ingresso dell’Italia nel conflitto. Cui la Confindustria si opponeva – come anche la Casa Reale, il Vaticano ed una parte dello stesso Partito Fascista – per il semplice motivo che la distruzione delle fabbriche (l’aviazione non era più quella dei tempi di Francesco Baracca) avrebbe danneggiato i suoi interessi, senza essere compensata dalle commesse di guerra. Ora, invece, centinaia di “cummenda”, capi di altrettante piccole fabbriche (non solo lombarde), gongolano vedendosi promettere contratti con lo Stato italiano (quello ucraino non ha il becco di un quattrino), contribuendo per l’appunto alla “ricostruzione”. Che, in primo luogo, avviene dopo la guerra – ben lungi dall’essere finita – e, in secondo luogo, è realizzata dai vincitori. Vedi il caso della Siria, dove Erdoğan, essendo intervenuto per il tramite del cittadino turco Giulani, se l’è aggiudicata, facendola per giunta pagare dai sauditi. È vero che gli attuali “sciur Brambilla” hanno in comune con i loro antenati del 1915 il fatto di non poter essere bombardati (almeno per il momento), ma intanto andremo a ricostruire Kiev soltanto quando si sarà raggiunta un’improbabile e comunque remota pace vittoriosa. Per arrivare a questo obiettivo, ci vuole però una guerra mondiale. Durante la quale nessun obiettivo in Italia, ed in tutto l’Occidente, sarà al sicuro. Se dunque i “padroncini” italici si aggrappano a questa speranza quale “Ultima Dea”, ciò significa che sono tutti quanti dei disperati questuanti alla ricerca di qualche commessa pubblica per sopravvivere. Nel mondo sono in corso attualmente due guerre, una delle quali si combatte per l’appunto in Ucraina, e l’altra in Medio Oriente. L’una vede contrapporsi l’Est e l’Ovest del mondo, l’altra il Nord e il Sud. A ben vedere, però, questa distinzione risulta labile. La Russia fa infatti parte dei cosiddetti BRICS, cioè del cartello che riunisce i Paesi del meridione, mentre nell’altro conflitto si confrontano l’Oriente islamico e l’Occidente, essendo Israele l’avanguardia della civiltà giudaico-cristiana. La Meloni compie una scelta di campo. Se però i valori in gioco sono tanto elevati e importanti, la Presidente del Consiglio dovrebbe invocarli a fondamento di una causa nazionale. Quale venne concepita a suo tempo quella dell’Italia nel 1915-1918, quando, in effetti, un’adesione popolare permise la vittoria. Se la Meloni ritiene invece – e lo proclama apertamente – che siano in gioco soltanto le elemosine di qualche futura ed incerta commessa pubblica (per il momento stiamo soltanto ricostruendo la cattedrale di Odessa, dove sono all’opera i pur bravissimi esperti dell’Istituto Centrale del Restauro), risulta poco probabile che la Signora della Garbatella mobiliti gli italiani. Non avendo il necessario prestigio, e soprattutto considerando la guerra come l’occasione per regolare i conti con i propri competitori, a colpi di “Decreti Sicurezza”, grazie ai quali finiremo per chiederle il permesso perfino per andare ad orinare. Se vogliamo considerare l’aiuto a due Paesi aggrediti, in violazione del diritto internazionale, come una causa di tutti gli italiani, non possiamo affidarci a una persona che rappresenta soltanto l’estrema destra, e che tenta di raggranellare intorno al governo il consenso di qualche speculatore e di qualche brasseur d’affaires. I quali gremiscono la platea di Roma in qualità di “compagnia dell’applauso”. Avendo a che fare con i veri imprenditori come gli imbucati del Forte di Ventimiglia, accorsi per applaudire un economista che annunciava loro la fine della libertà di intrapresa. Di questo obiettivo, la destra ha sempre accusato la sinistra, malgrado i “comunisti” abbiano sempre affidato il governo dell’economia ai tecnici della Banca d’Italia. Analogamente, la destra si opponeva alla costituzione delle Regioni perché questi enti – essendo competenti in materia di “polizia urbana e rurale” – avrebbero armato un’armata rossa pronta a marciare dall’Emilia e dalla Toscana su Roma. Ora la destra non usa neanche più la polizia regionale, e si affida alle milizie private, i cui componenti vengono assunti senza ricorrere alla fictio juris costituita dalla celebrazione di un concorso. Nella “Vigile” si viene infatti assunti per chiamata diretta. Proprio come nel Comitato Olimpico. Dei “pallanuotisti”, però, non c’è più bisogno.

L’Inghilterra è l’unico Paese occidentale in cui non esistono i Vigili Urbani. Per un motivo ben preciso: le funzioni di polizia giudiziaria, di ordine pubblico e perfino di polizia amministrativa non possono essere esercitate da nessun soggetto diverso dallo Stato. Questa particolarità della Gran Bretagna ci è venuta in mente osservando, questa mattina di buon’ora, la consueta colossale operazione volta alla ricerca, all’identificazione e all’annientamento degli utenti abusivi del trasporto pubblico. In cui però, questa volta, erano impegnati insieme ai solerti ispettori della

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Si è svolto a Roma l’ennesimo Convegno di Studi dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, che abbiamo potuto in parte ascoltare su Radio Radicale. La ricerca sulla figura del grande intellettuale friulano è inesauribile. Non solo in quanto operò in campi molto diversi, ma soprattutto perché oggi più che mai si rivela l’attualità e la visione anticipatrice espressa nella sua opera. Quel che più stupisce è che gli studiosi – pur agendo con scopi ben più nobili rispetto all’aggiudicazione all’una o all’altra parte politica dell’eredità spirituale di Pasolini – si accapigliano per stabilire se egli fosse “di Destra” o “di Sinistra”. In realtà, come tutti i grandi uomini, egli superò già in vita i confini tra queste due appartenenze. Essendo soprattutto cosciente – trattandosi di un uomo radicale nelle sue scelte e nelle sue prese di posizione, ma mai fazioso né intollerante – di come il disastro che riteneva inevitabile avrebbe travolto tutti. Viene in mente, ripensando alla sua unica intervista televisiva, in cui disse di credere nel progresso, ma di non credere nello sviluppo, e soprattutto – aggiunse – “in questo tipo di sviluppo”, il Leopardi diffidente delle “magnifiche sorti e progressive”. Ci fu certamente un settore clericale che si dedicò a demonizzare Pasolini, denunciandolo come blasfemo. Quale in realtà egli fu, in molte delle sue opere cinematografiche, non essendo però certamente motivato dalla volgarità. Né tantomeno dalla volontà di perseguire una notorietà a buon mercato – o peggio un guadagno materiale – quanto perché Pasolini, volendo animare il dibattito sulle idee, era volutamente provocatorio. Laddove, come nell’attività di opinionista – che costituisce indubbiamente la parte migliore del suo lascito culturale – non risultava necessario impattare il pubblico, cioè per l’appunto épater les bourgeois, per indurre a una riflessione (sempre che non fosse fuorviato dalla repulsione piccolo-borghese nei riguardi dello scandalo), le idee di Pasolini hanno manifestato col trascorrere del tempo la loro sconvolgente attualità. Quando si usciva dalla polemica contingente con i censori, mossi tanto da un perbenismo retrogrado quanto da un’insuperabile incapacità di comprensione, le critiche mosse a Pasolini “da Sinistra” rivelavano un ritardo e un’ottusità in fondo ben più gravi di quelle manifestate dalla Destra cattolica. Se Pasolini si schierò con il Partito Comunista, fu in quanto vedeva in questa aggregazione politica l’unico soggetto in grado – se avesse voluto, e se ne fosse stato capace – di organizzare una resistenza delle masse popolari all’omologazione. Questa fu la ragione profonda per la quale Pasolini si schierava all’Opposizione. Si veda, al riguardo, quanto egli scrisse nel famoso articolo detto “delle lucciole”, che costituisce, se non un testamento spirituale, quanto meno un epitaffio per sé stesso. Dobbiamo però domandarci – a nostro modesto avviso – chi in realtà, al di là delle polemiche contingenti, contrastava le idee di Pasolini. Se riusciamo a dare una risposta spassionata e corretta a questo fondamentale quesito, ci accorgiamo che il regista di Casarsa non vedeva una sostanziale differenza di responsabilità, tra i diversi soggetti politici, per la tendenza presa dalla società italiana. Certamente la televisione di Stato – superata però in seguito di molte lunghezze da quella privata, di cui Pasolini non vide la devastazione spirituale indotta nel popolo soltanto perché morì a tempo – aveva svolto un ruolo determinante nel distruggere la cultura popolare italiana. E con essa la nostra identità. O meglio: le nostre identità. Che Pasolini andava inseguendo dove ancora sopravvivevano. Spostando la sua ambientazione dall’estremo Nord, in cui era nato e dove si era formato intellettualmente (le sue prime prove letterarie furono non a caso in lingua regionale), verso il Meridione. I personaggi di Pasolini si espressero dapprima in romanesco, poi in napoletano. Il regista uscì infine dall’ambito italiano, e andò a girare uno dei suoi film nello Yemen. Non essendo attratto da un esotico commerciale da cartolina, bensì perché la cultura popolare vi sopravviveva. E con essa un’identità che è rimasta irriducibile all’omologazione. Se Pasolini fosse ancora vivo, dialogherebbe probabilmente con quegli intellettuali occidentali che sono divenuti musulmani. Non in quanto condividerebbe la loro conversione religiosa, ma perché vedrebbe nella loro scelta un tentativo di resistere all’omologazione. Il Partito Comunista – anche se solo in alcuni momenti e su alcuni temi specifici i suoi rappresentanti ufficiali nel campo della cultura polemizzarono apertamente con Pasolini – non comprese tuttavia quali fossero i motivi profondi per cui l’essere il grande regista un suo “compagno di strada” sussumesse in realtà un disaccordo di fondo. Che non fu mai chiarito. Il Partito – per dirlo brutalmente – era pienamente disposto ad accettare senza alcuna remora l’omologazione, cioè la perdita di ogni identità, pur di essere cooptato nel sistema di potere che già aveva instaurato questa tendenza. Ci fu un momento in cui il dissenso tra Pasolini e i comunisti affiorò, e fu quando il regista si schierò dalla parte degli agenti di polizia che si erano scontrati con gli studenti a Valle Giulia. Non perché gli uni fossero “figli del popolo” e gli altri espressione di una borghesia – quella rappresentata dal cosiddetto “generone” romano – che non era stata neanche in grado di produrre in termini meramente economici, vivendo da parassita ai margini del potere. Se questa fosse stata la motivazione della scelta di Pasolini, avrebbe avuto ragione chi lo accusava, sia pure opportunisticamente, di essere un demagogo. Cosa che l’intellettuale friulano non fu assolutamente mai. Pasolini vedeva negli agenti meridionali dei soggetti che ancora avevano un’identità. Che avrebbero perduto anch’essi, proprio in quanto nessun soggetto politico si preoccupava di difenderla. C’è un’altra presa di posizione di Pasolini che rivela la sua consapevolezza: quella relativa alla scelta dei comunisti di difendere – dapprima prevalentemente, e poi esclusivamente – i diritti individuali. L’uomo arrivò non a caso ad opporsi alla libertà di abortire. Sacrificando, anzi sussumendo completamente, i diritti sociali e collettivi. Prendendo le parti degli omosessuali, anziché dei disoccupati, non si sarebbe comunque evitato il disastro. Quanto meno, però, si sarebbe mantenuto l’unico strumento di cui ancora il popolo disponeva per difendere la propria identità. Che consiste precisamente nella solidarietà collettiva. Per capire quanto le ragioni profonde di Pasolini non consistessero in un’epidermica – benché comprensibile – antipatia nei confronti dei borghesi “de Sinistra” (cui l’uomo preferiva giustamente i sottoproletari delle borgate), quanto piuttosto in una corretta individuazione del soggetto antagonista, basta vedere che fine hanno fatto gli studenti di Valle Giulia. Privi com’erano fin dall’inizio di un’identità culturale – vorremmo dire spirituale – hanno finito per non averne neanche una politica. La Schlein è la loro rappresentante più appropriata, dato che non si pone nessuna domanda di carattere filosofico, bensì solo quella inerente al colore degli abiti. Se Pasolini fosse vivo, la segretaria non chiederebbe lumi a lui, preferendogli la “consulente cromatica”. Un’ultima notazione vorremmo dedicarla al fatto che Pasolini – il quale non era un credente – vedesse nella religione, o meglio nella religiosità popolare, l’unico antidoto all’omologazione destinato a sopravvivere. Il suo Cristo, cui è dedicato il migliore dei film che ha prodotto, venne liquidato dalla Destra come la rappresentazione di un agitatore politico. Malgrado Pasolini non avesse scelto nessuna delle pagine del Vangelo che avrebbero potuto supportare una simile visione. Gesù è viceversa rappresentato precisamente come colui che oppone la sostanza – necessariamente identitaria – della Fede alla sua degenerazione formalistica. Oggi tanto la cosiddetta “Destra” quanto la cosiddetta “Sinistra” non trovano più una loro base. L’aggregazione politica, essendo precisamente fondata su un’identità che entrambe hanno contribuito a distruggere. Rimane il problema di ricostruirla. Nessuno, per ora, sembra porselo, ma dovrà partire necessariamente da qui la ricostruzione di un equilibrio che si è perduto.
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Si è svolto a Roma l’ennesimo Convegno di Studi dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, che abbiamo potuto in parte ascoltare su Radio Radicale. La ricerca sulla figura del grande intellettuale friulano è inesauribile. Non solo in quanto operò in campi molto diversi, ma soprattutto perché oggi più che mai si rivela l’attualità e la visione anticipatrice espressa nella sua opera. Quel che più stupisce è che gli studiosi – pur agendo con scopi ben più nobili rispetto all’aggiudicazione all’una o all’altra parte politica dell’eredità spirituale di Pasolini – si accapigliano per stabilire se egli fosse “di Destra” o “di Sinistra”. In realtà, come tutti i grandi uomini, egli superò già in vita i confini tra queste due appartenenze. Essendo soprattutto cosciente – trattandosi di un uomo radicale nelle sue scelte e nelle sue prese di posizione, ma mai fazioso né intollerante – di come il disastro che riteneva inevitabile avrebbe travolto tutti. Viene in mente, ripensando alla sua unica intervista televisiva, in cui disse di credere nel progresso, ma di non credere nello sviluppo, e soprattutto – aggiunse – “in questo tipo di sviluppo”, il Leopardi diffidente delle “magnifiche sorti e progressive”. Ci fu certamente un settore clericale che si dedicò a demonizzare Pasolini, denunciandolo come blasfemo. Quale in realtà egli fu, in molte delle sue opere cinematografiche, non essendo però certamente motivato dalla volgarità. Né tantomeno dalla volontà di perseguire una notorietà a buon mercato – o peggio un guadagno materiale – quanto perché Pasolini, volendo animare il dibattito sulle idee, era volutamente provocatorio. Laddove, come nell’attività di opinionista – che costituisce indubbiamente la parte migliore del suo lascito culturale – non risultava necessario impattare il pubblico, cioè per l’appunto épater les bourgeois, per indurre a una riflessione (sempre che non fosse fuorviato dalla repulsione piccolo-borghese nei riguardi dello scandalo), le idee di Pasolini hanno manifestato col trascorrere del tempo la loro sconvolgente attualità. Quando si usciva dalla polemica contingente con i censori, mossi tanto da un perbenismo retrogrado quanto da un’insuperabile incapacità di comprensione, le critiche mosse a Pasolini “da Sinistra” rivelavano un ritardo e un’ottusità in fondo ben più gravi di quelle manifestate dalla Destra cattolica. Se Pasolini si schierò con il Partito Comunista, fu in quanto vedeva in questa aggregazione politica l’unico soggetto in grado – se avesse voluto, e se ne fosse stato capace – di organizzare una resistenza delle masse popolari all’omologazione. Questa fu la ragione profonda per la quale Pasolini si schierava all’Opposizione. Si veda, al riguardo, quanto egli scrisse nel famoso articolo detto “delle lucciole”, che costituisce, se non un testamento spirituale, quanto meno un epitaffio per sé stesso. Dobbiamo però domandarci – a nostro modesto avviso – chi in realtà, al di là delle polemiche contingenti, contrastava le idee di Pasolini. Se riusciamo a dare una risposta spassionata e corretta a questo fondamentale quesito, ci accorgiamo che il regista di Casarsa non vedeva una sostanziale differenza di responsabilità, tra i diversi soggetti politici, per la tendenza presa dalla società italiana. Certamente la televisione di Stato – superata però in seguito di molte lunghezze da quella privata, di cui Pasolini non vide la devastazione spirituale indotta nel popolo soltanto perché morì a tempo – aveva svolto un ruolo determinante nel distruggere la cultura popolare italiana. E con essa la nostra identità. O meglio: le nostre identità. Che Pasolini andava inseguendo dove ancora sopravvivevano. Spostando la sua ambientazione dall’estremo Nord, in cui era nato e dove si era formato intellettualmente (le sue prime prove letterarie furono non a caso in lingua regionale), verso il Meridione. I personaggi di Pasolini si espressero dapprima in romanesco, poi in napoletano. Il regista uscì infine dall’ambito italiano, e andò a girare uno dei suoi film nello Yemen. Non essendo attratto da un esotico commerciale da cartolina, bensì perché la cultura popolare vi sopravviveva. E con essa un’identità che è rimasta irriducibile all’omologazione. Se Pasolini fosse ancora vivo, dialogherebbe probabilmente con quegli intellettuali occidentali che sono divenuti musulmani. Non in quanto condividerebbe la loro conversione religiosa, ma perché vedrebbe nella loro scelta un tentativo di resistere all’omologazione. Il Partito Comunista – anche se solo in alcuni momenti e su alcuni temi specifici i suoi rappresentanti ufficiali nel campo della cultura polemizzarono apertamente con Pasolini – non comprese tuttavia quali fossero i motivi profondi per cui l’essere il grande regista un suo “compagno di strada” sussumesse in realtà un disaccordo di fondo. Che non fu mai chiarito. Il Partito – per dirlo brutalmente – era pienamente disposto ad accettare senza alcuna remora l’omologazione, cioè la perdita di ogni identità, pur di essere cooptato nel sistema di potere che già aveva instaurato questa tendenza. Ci fu un momento in cui il dissenso tra Pasolini e i comunisti affiorò, e fu quando il regista si schierò dalla parte degli agenti di polizia che si erano scontrati con gli studenti a Valle Giulia. Non perché gli uni fossero “figli del popolo” e gli altri espressione di una borghesia – quella rappresentata dal cosiddetto “generone” romano – che non era stata neanche in grado di produrre in termini meramente economici, vivendo da parassita ai margini del potere. Se questa fosse stata la motivazione della scelta di Pasolini, avrebbe avuto ragione chi lo accusava, sia pure opportunisticamente, di essere un demagogo. Cosa che l’intellettuale friulano non fu assolutamente mai. Pasolini vedeva negli agenti meridionali dei soggetti che ancora avevano un’identità. Che avrebbero perduto anch’essi, proprio in quanto nessun soggetto politico si preoccupava di difenderla. C’è un’altra presa di posizione di Pasolini che rivela la sua consapevolezza: quella relativa alla scelta dei comunisti di difendere – dapprima prevalentemente, e poi esclusivamente – i diritti individuali. L’uomo arrivò non a caso ad opporsi alla libertà di abortire. Sacrificando, anzi sussumendo completamente, i diritti sociali e collettivi. Prendendo le parti degli omosessuali, anziché dei disoccupati, non si sarebbe comunque evitato il disastro. Quanto meno, però, si sarebbe mantenuto l’unico strumento di cui ancora il popolo disponeva per difendere la propria identità. Che consiste precisamente nella solidarietà collettiva. Per capire quanto le ragioni profonde di Pasolini non consistessero in un’epidermica – benché comprensibile – antipatia nei confronti dei borghesi “de Sinistra” (cui l’uomo preferiva giustamente i sottoproletari delle borgate), quanto piuttosto in una corretta individuazione del soggetto antagonista, basta vedere che fine hanno fatto gli studenti di Valle Giulia. Privi com’erano fin dall’inizio di un’identità culturale – vorremmo dire spirituale – hanno finito per non averne neanche una politica. La Schlein è la loro rappresentante più appropriata, dato che non si pone nessuna domanda di carattere filosofico, bensì solo quella inerente al colore degli abiti. Se Pasolini fosse vivo, la segretaria non chiederebbe lumi a lui, preferendogli la “consulente cromatica”. Un’ultima notazione vorremmo dedicarla al fatto che Pasolini – il quale non era un credente – vedesse nella religione, o meglio nella religiosità popolare, l’unico antidoto all’omologazione destinato a sopravvivere. Il suo Cristo, cui è dedicato il migliore dei film che ha prodotto, venne liquidato dalla Destra come la rappresentazione di un agitatore politico. Malgrado Pasolini non avesse scelto nessuna delle pagine del Vangelo che avrebbero potuto supportare una simile visione. Gesù è viceversa rappresentato precisamente come colui che oppone la sostanza – necessariamente identitaria – della Fede alla sua degenerazione formalistica. Oggi tanto la cosiddetta “Destra” quanto la cosiddetta “Sinistra” non trovano più una loro base. L’aggregazione politica, essendo precisamente fondata su un’identità che entrambe hanno contribuito a distruggere. Rimane il problema di ricostruirla. Nessuno, per ora, sembra porselo, ma dovrà partire necessariamente da qui la ricostruzione di un equilibrio che si è perduto.

Si è svolto a Roma l’ennesimo Convegno di Studi dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, che abbiamo potuto in parte ascoltare su Radio Radicale. La ricerca sulla figura del grande intellettuale friulano è inesauribile. Non solo in quanto operò in campi molto diversi, ma soprattutto perché oggi più che mai si rivela l’attualità e la visione anticipatrice espressa nella sua opera. Quel che più stupisce è che gli studiosi – pur agendo con scopi ben più nobili rispetto all’aggiudicazione all’una o all’altra parte politica dell’eredità spirituale di Pasolini – si accapigliano per stabilire se egli fosse “di Destr

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L’ambiente commerciale che si estende da piazza Maresca fino a piazza De Amicis è continuamente agitato dalle ricorrenti crisi isteriche da cui viene colta la signora Lella, popolare proprietaria del bar “Baraonda”. L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tramite – delle “uove” (come si dice in “Braccese”) non più commestibili. La signora Lella ha interpretato tale incauto comportamento addirittura come un “tentato omicidio”, arrivando a esprimere un’apologia della cacciata di Marzocca dal Mercato Coperto di piazza Doria. Tale evento aveva visto a suo tempo l’intera comunità del quartiere stringersi intorno al noto agricoltore pugliese, vittima in precedenza di un misterioso attentato su cui indaga tuttora la Benemerita: ignoti malfattori avevano dato fuoco alla sua vettura, facendogli rischiare di morire arso vivo. Marzocca riuscì per miracolo a sottrarsi alle fiamme che avvolgevano il veicolo. Ora questo fronte si è improvvisamente diviso in due opposte fazioni, malgrado l’ostilità della signora Lella nei confronti di Marzocca sia un inutile “insaevire in mortuos”. L’uomo è ormai ridotto infatti a un ectoplasma, che tre volte a settimana si aggira nei dintorni del suo antico luogo di lavoro in cerca di pane secco per le galline. C’è chi afferma addirittura che si tratti di una presenza fantasmatica, simile a quella degli extraterrestri che si aggirano nella tenuta di Marzocca alle Terine. La furia della signora Lella è però incontenibile, non potendosi più sfogare soltanto sul signor Sante – detto “Stante il Gigante” – cui è legata da un burrascoso rapporto sentimentale. Sante è noto per la corporatura imponente e muscolosa, simile a quella di Mike Tyson, il quale venne prescelto come “partner” da Naomi Campbell per le sue doti sessuali. L’uomo condivide con il famoso pugile anche il carattere irruento, ed invano il comandante Gaggino – accolto da tempo nei ranghi dei Templari – tenta di indurlo a coltivare la spiritualità propria di questo Ordine. Gaggino, da parte sua, “beve come un Templare”, facendo onore all’antica espressione proverbiale. A fianco di Marzocca si sono schierati tanto Sebastiano Marchisio quanto la popolare signora Franca, detta “Pulìn”, commessa della panetteria Blengini. Più defilata la posizione del personale del bar “Madama Doré”, caratterizzato dalla inquietante presenza dei servizi segreti di Putin: tanto la polizia politica, denominata FSB, quanto il tenebroso e temutissimo GRU, cui sono affidate le azioni di destabilizzazione all’estero. Tenta, come sempre, una volenterosa ed ardua mediazione tra le parti Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. L’isolamento in cui è venuta a trovarsi la signora Lella in seguito alle sue incaute accuse risulta comunque pressoché totale. Si è infatti rotto anche da tempo il sodalizio d’affari con la signora Marta Bertossi (la quale si chiama in realtà Berthozy). Costei, essendo una israelita osservante, si dice in procinto di compiere l’Aliyah, trasferendosi a Gerusalemme, dove intende esercitare il suo lavoro di cuoca in un locale del quartiere di Mea Shearim, popolato dagli ebrei ortodossi, in cui potrà finalmente preparare i cibi secondo le più strette regole della cucina kosher, senza più doversi adeguare ai gusti sacrileghi dei clienti goyim del bar Baraonda. A spingere Marta Bertossi al ritorno nella Terra di Israele non sono state soltanto le intemperanze verbali della signora Lella, ma anche le continue provocazioni ordite contro il locale da musulmani estremisti, istigati da “Mohammed” Bensa. Nella preparazione di cibi e bevande è subentrato il giovane Daniele, detto “il Barman con la barba”. La situazione è sul punto di degenerare, dal momento che la titolare del bar si è anche scontrata con gli ambulanti senegalesi, con cui è scesa a durissimo alterco, invitandoli a ritornare in Africa. Causa del contrasto è stato il prezzo delle bevande alcoliche, giudicato eccessivo da chi pure dovrebbe astenersene, trattandosi di alimenti haram. Piazza Maresca rischia di divenire l’epicentro di uno scontro tra etnie e religioni dalle conseguenze incalcolabili. La signora Lella, per evitare questo esito, viene unanimemente esortata a moderare le asperità del suo carattere.
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L’ambiente commerciale che si estende da piazza Maresca fino a piazza De Amicis è continuamente agitato dalle ricorrenti crisi isteriche da cui viene colta la signora Lella, popolare proprietaria del bar “Baraonda”. L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tramite – delle “uove” (come si dice in “Braccese”) non più commestibili. La signora Lella ha interpretato tale incauto comportamento addirittura come un “tentato omicidio”, arrivando a esprimere un’apologia della cacciata di Marzocca dal Mercato Coperto di piazza Doria. Tale evento aveva visto a suo tempo l’intera comunità del quartiere stringersi intorno al noto agricoltore pugliese, vittima in precedenza di un misterioso attentato su cui indaga tuttora la Benemerita: ignoti malfattori avevano dato fuoco alla sua vettura, facendogli rischiare di morire arso vivo. Marzocca riuscì per miracolo a sottrarsi alle fiamme che avvolgevano il veicolo. Ora questo fronte si è improvvisamente diviso in due opposte fazioni, malgrado l’ostilità della signora Lella nei confronti di Marzocca sia un inutile “insaevire in mortuos”. L’uomo è ormai ridotto infatti a un ectoplasma, che tre volte a settimana si aggira nei dintorni del suo antico luogo di lavoro in cerca di pane secco per le galline. C’è chi afferma addirittura che si tratti di una presenza fantasmatica, simile a quella degli extraterrestri che si aggirano nella tenuta di Marzocca alle Terine. La furia della signora Lella è però incontenibile, non potendosi più sfogare soltanto sul signor Sante – detto “Stante il Gigante” – cui è legata da un burrascoso rapporto sentimentale. Sante è noto per la corporatura imponente e muscolosa, simile a quella di Mike Tyson, il quale venne prescelto come “partner” da Naomi Campbell per le sue doti sessuali. L’uomo condivide con il famoso pugile anche il carattere irruento, ed invano il comandante Gaggino – accolto da tempo nei ranghi dei Templari – tenta di indurlo a coltivare la spiritualità propria di questo Ordine. Gaggino, da parte sua, “beve come un Templare”, facendo onore all’antica espressione proverbiale. A fianco di Marzocca si sono schierati tanto Sebastiano Marchisio quanto la popolare signora Franca, detta “Pulìn”, commessa della panetteria Blengini. Più defilata la posizione del personale del bar “Madama Doré”, caratterizzato dalla inquietante presenza dei servizi segreti di Putin: tanto la polizia politica, denominata FSB, quanto il tenebroso e temutissimo GRU, cui sono affidate le azioni di destabilizzazione all’estero. Tenta, come sempre, una volenterosa ed ardua mediazione tra le parti Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. L’isolamento in cui è venuta a trovarsi la signora Lella in seguito alle sue incaute accuse risulta comunque pressoché totale. Si è infatti rotto anche da tempo il sodalizio d’affari con la signora Marta Bertossi (la quale si chiama in realtà Berthozy). Costei, essendo una israelita osservante, si dice in procinto di compiere l’Aliyah, trasferendosi a Gerusalemme, dove intende esercitare il suo lavoro di cuoca in un locale del quartiere di Mea Shearim, popolato dagli ebrei ortodossi, in cui potrà finalmente preparare i cibi secondo le più strette regole della cucina kosher, senza più doversi adeguare ai gusti sacrileghi dei clienti goyim del bar Baraonda. A spingere Marta Bertossi al ritorno nella Terra di Israele non sono state soltanto le intemperanze verbali della signora Lella, ma anche le continue provocazioni ordite contro il locale da musulmani estremisti, istigati da “Mohammed” Bensa. Nella preparazione di cibi e bevande è subentrato il giovane Daniele, detto “il Barman con la barba”. La situazione è sul punto di degenerare, dal momento che la titolare del bar si è anche scontrata con gli ambulanti senegalesi, con cui è scesa a durissimo alterco, invitandoli a ritornare in Africa. Causa del contrasto è stato il prezzo delle bevande alcoliche, giudicato eccessivo da chi pure dovrebbe astenersene, trattandosi di alimenti haram. Piazza Maresca rischia di divenire l’epicentro di uno scontro tra etnie e religioni dalle conseguenze incalcolabili. La signora Lella, per evitare questo esito, viene unanimemente esortata a moderare le asperità del suo carattere.

L’ambiente commerciale che si estende da piazza Maresca fino a piazza De Amicis è continuamente agitato dalle ricorrenti crisi isteriche da cui viene colta la signora Lella, popolare proprietaria del bar “Baraonda”. L’ultima di queste ha visto la nota donna d’affari scagliarsi contro il malcapitato Antonio Marzocca, accusato addirittura di veneficio per averle inviato – per nostro inconsapevole tramite – delle “uove” (come si dice in “Braccese”) non più commestibili. La signora Lella ha interpretato tale incauto comportamento addirittura come un “tentato omicidio”, arrivando a esprimere un’apologia della cacciata

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L’Unione Europea ha deciso formalmente – adducendo esplicitamente che tale misura viene adottata in vista di una guerra, considerata ormai imminente – di portare al massimo livello le scorte di cibo, medicinali e combustibile dei Paesi membri.
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L’Unione Europea ha deciso formalmente – adducendo esplicitamente che tale misura viene adottata in vista di una guerra, considerata ormai imminente – di portare al massimo livello le scorte di cibo, medicinali e combustibile dei Paesi membri.

L’Unione Europea ha deciso formalmente – adducendo esplicitamente che tale misura viene adottata in vista di una guerra, considerata ormai imminente – di portare al massimo livello le scorte di cibo, medicinali e combustibile dei Paesi membri. Tutti questi beni dovranno essere razionati – più o meno drasticamente – se riprenderanno le ostilità tra Israele e l’Iran, che in tal caso chiuderà lo Stretto di Hormuz. Anche il fronte dell’Ucraina è peraltro sempre più caldo, come dimostra la chiusura dello spazio aereo della Russia, accompagnata dalla pena di morte, comminata senza processo ai gerarchi ritenuti responsa

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Lo Stato italiano assomiglia a quegli abitanti delle metropoli del Terzo Mondo che ogni mattina, al risveglio, devono inventarsi qualcosa per sbarcare il lunario. Essendo naturalmente privi di una fonte di entrate regolare, sono dediti dunque ai cosiddetti “lavori irregolari”: per cui si affannano intorno ai semafori, intenti a vendere giornali, bibite e generi alimentari. Nel giro di pochi giorni, i leghisti hanno dapprima annunciato un aumento dei pedaggi autostradali, per poi smentirlo nel giro di poche ore. Pretendendo per giunta che i cittadini fossero grati per aver loro evitato una maggiore spesa. Deliberata, guarda caso, proprio dai seguaci di Salvini. Un altro ex separatista, cioè Giorgetti, ha parlato davanti alla platea degli assicuratori, incaricandoli di redigere essi stessi la nuova legge regolatrice della loro attività. L’esecutivo rinuncia dunque a mediare tra gli interessi degli erogatori del servizio e i suoi utenti: i venditori di polizze avendogli conferito il proprio suffragio. Il ministro ha però lamentato che i titolari di agenzie di assicurazioni, dovendo indirizzare i clienti verso investimenti che preservino e possibilmente incrementino i loro risparmi, consiglino l’acquisto di buoni del tesoro tedeschi. Ritenendoli naturalmente più sicuri di quelli italiani. Se gli assicurati faranno rientrare in patria il proprio denaro, comprando viceversa dei titoli del tesoro nazionale, il governo chiuderà in cambio tutti e due gli occhi sulle loro evasioni fiscali. Un altro esponente dell’esecutivo ha infine prospettato che l’iscrizione alla mutua malattie sia considerata obbligatoria e a pagamento. Poiché però molti cittadini non sono in grado di sopportare questa spesa, verrà piuttosto istituito un onere. A chi sarà portato in ospedale – anche se in stato di incoscienza – verrà chiesto di esibire la polizza di assicurazione contro le malattie. Come avviene negli Stati Uniti d’America. Qualora non la possegga, gli verranno rifiutate le cure. I poveri disgraziati continueranno di conseguenza a non pagare, condannandosi a morte qualora si ammalino. I più ricchi preferiranno invece contrarre un’assicurazione privata, che permetterà loro di essere curati nelle cliniche di lusso. Non si calcola né l’aumento di prezzo delle merci trasportate “su ruota”, né il danno sociale – che ha logicamente il suo costo economico – derivante dall’aumento delle morbilità: per non parlare delle conseguenze causate dalle malattie sulle attività lavorative. L’importante è trovare quattro soldi per tirare a campare. Facendo fronte alla spesa corrente. Vale a dire mantenendo l’esercito composto dai dipendenti dello Stato e degli altri enti pubblici, nonché dai pensionati detti “di lusso”. Cui si deve aggiungere la truppa di complemento composta dai finti liberi professionisti che in realtà sono tali solo formalmente. In quanto lavorano soltanto per le amministrazioni pubbliche. Come i solerti avvocati cui si rivolge il nostro sindaco quando sta per intraprendere una manovra spericolata, e si tutela con un “parere” che naturalmente attesta in anticipo la liceità e la legittimità del suo operato. Non essendo però vincolante per l’autorità giudiziaria. Un altro espediente consiste nel destinare alla spesa corrente i fondi elargiti dall’Unione Europea per altri fini. I gerarchi di Bruxelles si sono però tutelati da tale abuso, facendo sottoscrivere a tutti gli Stati membri dell’Unione un trattato che riconosce la competenza della Procura Europea per i reati di cui l’Unione risulta parte lesa. Sarà dunque difficile fermare l’azione penale già promossa contro il nostro sindaco. Il fatto che ciò sia avvenuto all’insaputa della persona riguardata non è influente. L’indagato viene infatti avvertito quando si compie il primo adempimento processuale che richiede la partecipazione sua o dei suoi difensori. Il primo cittadino passò alla storia quando gli venne regalato un immobile “a sua insaputa”. Le donazioni di tali beni esigono l’accettazione di chi le riceve, che deve esprimerla mediante un atto notarile. L’inconsapevolezza di quanto avvenuto non era dunque sostenibile. Dulcis in fundo, le cronache ci informano che i componenti del Consiglio di Amministrazione della “Rivieracqua” richiedono un aumento dei loro emolumenti, tale da equipararli agli omologhi delle società a capitale privato. Malgrado la norma di legge che stabilisce un “tetto” per tali compensi. I poveri utenti penseranno naturalmente che gli aumenti delle tariffe non vengano impiegati per tappare i buchi nei tubi dell’acquedotto, bensì per ingrassare questi signori. L’ingresso di soci privati fu salutato come un evento foriero di nuovi investimenti, che però non si sono mai visti. In realtà, questa operazione avvenne in parallelo con un’altra, cioè la trasformazione in azioni dei crediti vantati dal Comune di Imperia nei confronti della vecchia azienda erogatrice. Lo stesso trattamento non venne però disposto per gli altri comuni, anch’essi creditori. I quali videro invece azzerato il proprio credito. Sommando le azioni di cui è titolare il Comune di Imperia e quelle acquistate dai privati, provenienti dal lontano Molise, la maggioranza assoluta nell’assemblea dei soci fu così garantita alla componente “bassotta”. Che procederà ora all’aumento dei compensi pagati ai propri e agli altrui rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione. Rischiando tutt’al più delle osservazioni da parte della Corte dei Conti. Tale organo può rifiutare la registrazione di un atto emanato da un ente pubblico. Esso non può viceversa impedire che produca i suoi effetti giuridici un atto compiuto da un soggetto di diritto privato. Rimane soltanto la possibilità che la magistratura inquirente rilevi in tale comportamento un profilo penale. Se un privato entra nella gestione di un servizio pubblico, si sente inevitabilmente puzza di bruciato. L’erogazione di tali servizi non deve infatti essere finalizzata a realizzare un guadagno. Come è invece perfettamente lecito e naturale nelle normali attività imprenditoriali. Naturalmente, gli amministratori devono evitare il dissesto dei soggetti erogatori. Se però essi sono motivati a entrare nel “business” dalla ricerca di un profitto, finiscono o per trascurare la quantità e la qualità delle prestazioni, o addirittura per cadere nell’illecito, pur di realizzare un guadagno. La vicenda di “Rivieracqua” conferma puntualmente questa regola. Peccato che non se ne siano accorti i rappresentanti dell’opposizione, espressi dai comuni amministrati dalla sinistra. La quale dovrebbe tutelare gli interessi dei cosiddetti “ceti popolari”. Cui però non appartengono i rappresentanti della grande proprietà edilizia, né gli altrettanto grandi commercialisti. I quali detengono la “leadership” di tale parte politica in sede locale.
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Lo Stato italiano assomiglia a quegli abitanti delle metropoli del Terzo Mondo che ogni mattina, al risveglio, devono inventarsi qualcosa per sbarcare il lunario. Essendo naturalmente privi di una fonte di entrate regolare, sono dediti dunque ai cosiddetti “lavori irregolari”: per cui si affannano intorno ai semafori, intenti a vendere giornali, bibite e generi alimentari. Nel giro di pochi giorni, i leghisti hanno dapprima annunciato un aumento dei pedaggi autostradali, per poi smentirlo nel giro di poche ore. Pretendendo per giunta che i cittadini fossero grati per aver loro evitato una maggiore spesa. Deliberata, guarda caso, proprio dai seguaci di Salvini. Un altro ex separatista, cioè Giorgetti, ha parlato davanti alla platea degli assicuratori, incaricandoli di redigere essi stessi la nuova legge regolatrice della loro attività. L’esecutivo rinuncia dunque a mediare tra gli interessi degli erogatori del servizio e i suoi utenti: i venditori di polizze avendogli conferito il proprio suffragio. Il ministro ha però lamentato che i titolari di agenzie di assicurazioni, dovendo indirizzare i clienti verso investimenti che preservino e possibilmente incrementino i loro risparmi, consiglino l’acquisto di buoni del tesoro tedeschi. Ritenendoli naturalmente più sicuri di quelli italiani. Se gli assicurati faranno rientrare in patria il proprio denaro, comprando viceversa dei titoli del tesoro nazionale, il governo chiuderà in cambio tutti e due gli occhi sulle loro evasioni fiscali. Un altro esponente dell’esecutivo ha infine prospettato che l’iscrizione alla mutua malattie sia considerata obbligatoria e a pagamento. Poiché però molti cittadini non sono in grado di sopportare questa spesa, verrà piuttosto istituito un onere. A chi sarà portato in ospedale – anche se in stato di incoscienza – verrà chiesto di esibire la polizza di assicurazione contro le malattie. Come avviene negli Stati Uniti d’America. Qualora non la possegga, gli verranno rifiutate le cure. I poveri disgraziati continueranno di conseguenza a non pagare, condannandosi a morte qualora si ammalino. I più ricchi preferiranno invece contrarre un’assicurazione privata, che permetterà loro di essere curati nelle cliniche di lusso. Non si calcola né l’aumento di prezzo delle merci trasportate “su ruota”, né il danno sociale – che ha logicamente il suo costo economico – derivante dall’aumento delle morbilità: per non parlare delle conseguenze causate dalle malattie sulle attività lavorative. L’importante è trovare quattro soldi per tirare a campare. Facendo fronte alla spesa corrente. Vale a dire mantenendo l’esercito composto dai dipendenti dello Stato e degli altri enti pubblici, nonché dai pensionati detti “di lusso”. Cui si deve aggiungere la truppa di complemento composta dai finti liberi professionisti che in realtà sono tali solo formalmente. In quanto lavorano soltanto per le amministrazioni pubbliche. Come i solerti avvocati cui si rivolge il nostro sindaco quando sta per intraprendere una manovra spericolata, e si tutela con un “parere” che naturalmente attesta in anticipo la liceità e la legittimità del suo operato. Non essendo però vincolante per l’autorità giudiziaria. Un altro espediente consiste nel destinare alla spesa corrente i fondi elargiti dall’Unione Europea per altri fini. I gerarchi di Bruxelles si sono però tutelati da tale abuso, facendo sottoscrivere a tutti gli Stati membri dell’Unione un trattato che riconosce la competenza della Procura Europea per i reati di cui l’Unione risulta parte lesa. Sarà dunque difficile fermare l’azione penale già promossa contro il nostro sindaco. Il fatto che ciò sia avvenuto all’insaputa della persona riguardata non è influente. L’indagato viene infatti avvertito quando si compie il primo adempimento processuale che richiede la partecipazione sua o dei suoi difensori. Il primo cittadino passò alla storia quando gli venne regalato un immobile “a sua insaputa”. Le donazioni di tali beni esigono l’accettazione di chi le riceve, che deve esprimerla mediante un atto notarile. L’inconsapevolezza di quanto avvenuto non era dunque sostenibile. Dulcis in fundo, le cronache ci informano che i componenti del Consiglio di Amministrazione della “Rivieracqua” richiedono un aumento dei loro emolumenti, tale da equipararli agli omologhi delle società a capitale privato. Malgrado la norma di legge che stabilisce un “tetto” per tali compensi. I poveri utenti penseranno naturalmente che gli aumenti delle tariffe non vengano impiegati per tappare i buchi nei tubi dell’acquedotto, bensì per ingrassare questi signori. L’ingresso di soci privati fu salutato come un evento foriero di nuovi investimenti, che però non si sono mai visti. In realtà, questa operazione avvenne in parallelo con un’altra, cioè la trasformazione in azioni dei crediti vantati dal Comune di Imperia nei confronti della vecchia azienda erogatrice. Lo stesso trattamento non venne però disposto per gli altri comuni, anch’essi creditori. I quali videro invece azzerato il proprio credito. Sommando le azioni di cui è titolare il Comune di Imperia e quelle acquistate dai privati, provenienti dal lontano Molise, la maggioranza assoluta nell’assemblea dei soci fu così garantita alla componente “bassotta”. Che procederà ora all’aumento dei compensi pagati ai propri e agli altrui rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione. Rischiando tutt’al più delle osservazioni da parte della Corte dei Conti. Tale organo può rifiutare la registrazione di un atto emanato da un ente pubblico. Esso non può viceversa impedire che produca i suoi effetti giuridici un atto compiuto da un soggetto di diritto privato. Rimane soltanto la possibilità che la magistratura inquirente rilevi in tale comportamento un profilo penale. Se un privato entra nella gestione di un servizio pubblico, si sente inevitabilmente puzza di bruciato. L’erogazione di tali servizi non deve infatti essere finalizzata a realizzare un guadagno. Come è invece perfettamente lecito e naturale nelle normali attività imprenditoriali. Naturalmente, gli amministratori devono evitare il dissesto dei soggetti erogatori. Se però essi sono motivati a entrare nel “business” dalla ricerca di un profitto, finiscono o per trascurare la quantità e la qualità delle prestazioni, o addirittura per cadere nell’illecito, pur di realizzare un guadagno. La vicenda di “Rivieracqua” conferma puntualmente questa regola. Peccato che non se ne siano accorti i rappresentanti dell’opposizione, espressi dai comuni amministrati dalla sinistra. La quale dovrebbe tutelare gli interessi dei cosiddetti “ceti popolari”. Cui però non appartengono i rappresentanti della grande proprietà edilizia, né gli altrettanto grandi commercialisti. I quali detengono la “leadership” di tale parte politica in sede locale.

Lo Stato italiano assomiglia a quegli abitanti delle metropoli del Terzo Mondo che ogni mattina, al risveglio, devono inventarsi qualcosa per sbarcare il lunario. Essendo naturalmente privi di una fonte di entrate regolare, sono dediti dunque ai cosiddetti “lavori irregolari”: per cui si affannano intorno ai semafori, intenti a vendere giornali, bibite e generi alimentari. Nel giro di pochi giorni, i leghisti hanno dapprima annunciato un aumento dei pedaggi autostradali, per poi smentirlo nel giro di poche ore. Pretendendo per giunta che i cittadini fossero grati per aver loro evitato una maggiore spesa. Delibera

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Diversi anni or sono, l’allora Arcivescovo di Siena, Monsignor Mario Ismaele Castellano, ebbe la malaugurata idea di invitare nella sua diocesi il Cardinale Cottier, suo confratello domenicano originario della Svizzera francofona. L’illustre porporato venne alloggiato nella foresteria del Seminario, che funge da confortevole albergo, immerso in un parco di piante secolari nel Chianti e ospitato in una splendida villa rinascimentale. Cottier, però, malauguratamente inciampò nella storica magione e si ruppe una gamba. La coppia di simpatici coniugi napoletani che gestisce la struttura lo confortò, ricordando che l’assicurazione, debitamente contrattata, avrebbe coperto tutti i danni. Il Cardinale, però, ritenendo che la sua gamba valesse più del “massimale”, intentò una causa civile e la vinse, costringendo i malcapitati gestori a corrispondergli la differenza. Egli confermò così la tradizionale “fetenzia” – come appunto si dice a Napoli – tanto degli Elvetici quanto dei Domenicani, che nella sua persona si sommavano producendo un effetto letale. Ora questa situazione si sta ripetendo ai danni di Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Quando il suo noto locale venne sottoposto a una radicale ristrutturazione, il titolare dell’impresa incaricata dei lavori gli consigliò di “pianellare” – come si dice nella nostra lingua – eliminando il dislivello esistente tra la parte del locale affacciata sul porto e quella collocata a monte. Il nostro amico si oppose energicamente a tale suggerimento, adducendo che l’eliminazione dello scalino che divide in due la sala da pranzo avrebbe significato un tradimento della Tradizione: tanto familiare quanto linguistica e soprattutto spirituale. Di cui si sentiva responsabile, e dunque tenuto a perpetuarla. Data l’irremovibilità del Titolare, lo scalino esiste tuttora. Già in passato, un cliente – malgrado fosse stato ammonito, come tutti gli altri avventori, da “Braccioforte” con il suo “Facci attenzione al scalino!” – trascurò l’avvertimento e andò a sbattere per terra “col muro”. In italiano si direbbe che l’uomo prese una facciata. Puntualmente risarcita dall’assicurazione. Dopo questo episodio, il giovane Riccardo Martini Sartorelli, subentrato al padre nella direzione del ristorante, provvide a munire lo scalino di un avveniristico impianto di illuminazione, che serve a segnalarlo nottetempo. Il dramma, ciò malgrado, si è ripetuto: un cliente si è “ingarambato” e si è “imbattuto” sul pavimento, rompendosi “i ginocchi”. In realtà la frattura ha riguardato uno solo, ma la tentazione di comporre un plurale braccese è più forte del dovere di riferire fedelmente quanto accaduto. La moglie dell’infortunato, anziché rivolgersi all’assicurazione, minaccia un’azione civile. Segno evidente dell’intenzione di sfondare il massimale, lucrando ulteriormente sull’infortunio occorso al marito. Esprimiamo la nostra solidarietà al Presidente dell’Accademia della Lingua Braccese, che – con il proprio rischio e con ulteriore sacrificio economico (il nostro amico già finanzia tutta l’attività di ricerca e di insegnamento) – testimonia il proprio attaccamento alla comune identità e Tradizione. L’episodio dimostra anche che lo Stato italiano, servendosi dei propri servili sostenitori, non rinuncia alla sua politica di assimilazione forzata. Cui non soltanto noi resistiamo. Se la giovane Mafalda Martini Bisson, nipote di “Braccioforte”, ha scritto in un tema della prima elementare che “i” Evangelisti erano quattro, uno studente sardo ha redatto l’intero elaborato d’italiano della maturità nella propria lingua. Venendo ugualmente promosso dalla commissione. Un avvocato di Albenga, a sua volta, ha preteso che il suo matrimonio fosse celebrato con il rito civile in lingua “regionale”. È invece cessata, per disposizione della Curia Arcivescovile di Genova, la celebrazione della Messa in ligure, che riuniva un gruppo di fedeli nel Santuario della Vittoria, situato sopra Mignanego e così chiamato perché i Genovesi vi vinsero nel Settecento una battaglia contro i Piemontesi, i quali tentavano di sottomettere la Repubblica. La scusa addotta dall’autorità ecclesiastica consiste nel fatto che la Conferenza Episcopale – non a caso “italiana” – ha negato l’autorizzazione alla traduzione del Canone. Ciò non avrebbe comunque impedito al celebrante di predicare nella nostra lingua. Che viene impiegata per dire Messa nel Principato di Monaco, dove è altrettanto ufficiale quanto il francese. Anche il Principe Ranieri era orgogliosamente bilingue. La Conferenza Episcopale del piccolo Stato ha deliberato l’approvazione del Messale in ligure all’unanimità. Raggiunta agevolmente, dato che a Monaco esiste un solo Vescovo, “immune da soggezione”. Raccomandiamo a tutti coloro che desiderano sostenere la nostra causa di preferire per i loro convivi il ristorante “Braccioforte”, il quale destina ad essa una parte del guadagno. “Fando” attenzione, naturalmente, “al” scalino. Altrimenti, i soldi saranno spesi tutti per i risarcimenti.
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Diversi anni or sono, l’allora Arcivescovo di Siena, Monsignor Mario Ismaele Castellano, ebbe la malaugurata idea di invitare nella sua diocesi il Cardinale Cottier, suo confratello domenicano originario della Svizzera francofona. L’illustre porporato venne alloggiato nella foresteria del Seminario, che funge da confortevole albergo, immerso in un parco di piante secolari nel Chianti e ospitato in una splendida villa rinascimentale. Cottier, però, malauguratamente inciampò nella storica magione e si ruppe una gamba. La coppia di simpatici coniugi napoletani che gestisce la struttura lo confortò, ricordando che l’assicurazione, debitamente contrattata, avrebbe coperto tutti i danni. Il Cardinale, però, ritenendo che la sua gamba valesse più del “massimale”, intentò una causa civile e la vinse, costringendo i malcapitati gestori a corrispondergli la differenza. Egli confermò così la tradizionale “fetenzia” – come appunto si dice a Napoli – tanto degli Elvetici quanto dei Domenicani, che nella sua persona si sommavano producendo un effetto letale. Ora questa situazione si sta ripetendo ai danni di Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo. Quando il suo noto locale venne sottoposto a una radicale ristrutturazione, il titolare dell’impresa incaricata dei lavori gli consigliò di “pianellare” – come si dice nella nostra lingua – eliminando il dislivello esistente tra la parte del locale affacciata sul porto e quella collocata a monte. Il nostro amico si oppose energicamente a tale suggerimento, adducendo che l’eliminazione dello scalino che divide in due la sala da pranzo avrebbe significato un tradimento della Tradizione: tanto familiare quanto linguistica e soprattutto spirituale. Di cui si sentiva responsabile, e dunque tenuto a perpetuarla. Data l’irremovibilità del Titolare, lo scalino esiste tuttora. Già in passato, un cliente – malgrado fosse stato ammonito, come tutti gli altri avventori, da “Braccioforte” con il suo “Facci attenzione al scalino!” – trascurò l’avvertimento e andò a sbattere per terra “col muro”. In italiano si direbbe che l’uomo prese una facciata. Puntualmente risarcita dall’assicurazione. Dopo questo episodio, il giovane Riccardo Martini Sartorelli, subentrato al padre nella direzione del ristorante, provvide a munire lo scalino di un avveniristico impianto di illuminazione, che serve a segnalarlo nottetempo. Il dramma, ciò malgrado, si è ripetuto: un cliente si è “ingarambato” e si è “imbattuto” sul pavimento, rompendosi “i ginocchi”. In realtà la frattura ha riguardato uno solo, ma la tentazione di comporre un plurale braccese è più forte del dovere di riferire fedelmente quanto accaduto. La moglie dell’infortunato, anziché rivolgersi all’assicurazione, minaccia un’azione civile. Segno evidente dell’intenzione di sfondare il massimale, lucrando ulteriormente sull’infortunio occorso al marito. Esprimiamo la nostra solidarietà al Presidente dell’Accademia della Lingua Braccese, che – con il proprio rischio e con ulteriore sacrificio economico (il nostro amico già finanzia tutta l’attività di ricerca e di insegnamento) – testimonia il proprio attaccamento alla comune identità e Tradizione. L’episodio dimostra anche che lo Stato italiano, servendosi dei propri servili sostenitori, non rinuncia alla sua politica di assimilazione forzata. Cui non soltanto noi resistiamo. Se la giovane Mafalda Martini Bisson, nipote di “Braccioforte”, ha scritto in un tema della prima elementare che “i” Evangelisti erano quattro, uno studente sardo ha redatto l’intero elaborato d’italiano della maturità nella propria lingua. Venendo ugualmente promosso dalla commissione. Un avvocato di Albenga, a sua volta, ha preteso che il suo matrimonio fosse celebrato con il rito civile in lingua “regionale”. È invece cessata, per disposizione della Curia Arcivescovile di Genova, la celebrazione della Messa in ligure, che riuniva un gruppo di fedeli nel Santuario della Vittoria, situato sopra Mignanego e così chiamato perché i Genovesi vi vinsero nel Settecento una battaglia contro i Piemontesi, i quali tentavano di sottomettere la Repubblica. La scusa addotta dall’autorità ecclesiastica consiste nel fatto che la Conferenza Episcopale – non a caso “italiana” – ha negato l’autorizzazione alla traduzione del Canone. Ciò non avrebbe comunque impedito al celebrante di predicare nella nostra lingua. Che viene impiegata per dire Messa nel Principato di Monaco, dove è altrettanto ufficiale quanto il francese. Anche il Principe Ranieri era orgogliosamente bilingue. La Conferenza Episcopale del piccolo Stato ha deliberato l’approvazione del Messale in ligure all’unanimità. Raggiunta agevolmente, dato che a Monaco esiste un solo Vescovo, “immune da soggezione”. Raccomandiamo a tutti coloro che desiderano sostenere la nostra causa di preferire per i loro convivi il ristorante “Braccioforte”, il quale destina ad essa una parte del guadagno. “Fando” attenzione, naturalmente, “al” scalino. Altrimenti, i soldi saranno spesi tutti per i risarcimenti.

Diversi anni or sono, l’allora Arcivescovo di Siena, Monsignor Mario Ismaele Castellano, ebbe la malaugurata idea di invitare nella sua diocesi il Cardinale Cottier, suo confratello domenicano originario della Svizzera francofona. L’illustre porporato venne alloggiato nella foresteria del Seminario, che funge da confortevole albergo, immerso in un parco di piante secolari nel Chianti e ospitato in una splendida villa rinascimentale. Cottier, però, malauguratamente inciampò nella storica magione e si ruppe una gamba. La coppia di simpatici coniugi napoletani che gestisce la struttura lo confortò, ricordando che l’

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Le Pubbliche Relazioni della Presidenza del Consiglio attribuiscono naturalmente un carattere “storico” all’incontro tra il Papa e la Meloni. In realtà, la Signora della Garbatella è la tipica provinciale che si ritiene importante solo perché – uscendo dall’ambito ristretto delle sue originarie frequentazioni – si trova proiettata in un ambito internazionale. Il Doge di Genova Francesco Maria Imperiale Lercari, essendo stato invitato nel 1686 nella Reggia di Versailles (la “Superba” si trovava all’epoca in una condizione di sostanziale vassallaggio dalla Francia), alla domanda su che cosa lo avesse colpito di più di quella splendida dimora, rispose con la famosa frase: “Mi chi”. Che testimonia l’icasticità della nostra lingua regionale e significa: “Il fatto che un poveraccio come me si trovi in questo luogo”. I rapporti formali tra lo Stato italiano e la Santa Sede datano dal 1929. Prima di quella data, il Vaticano si era ostinato a ignorare l’Italia unita, nella speranza – coltivata fino alla Grande Guerra – che questa compagine, sostanzialmente debole, venisse prima o poi travolta nel grande gioco tra le Potenze d’Europa. È vero che dopo la rotta di Caporetto la Chiesa aveva salvato l’Unità Nazionale – come avrebbe fatto in seguito anche l’8 settembre – ma l’esistenza dello Stato italiano aveva finito per essere considerata il male minore. Dovendosi preferire al caos in cui stava precipitando l’intero Continente. Non si dimentichi che Caporetto precede di pochi giorni la Rivoluzione d’Ottobre in Russia, dove la monarchia dei Romanov – precedendo quelle degli Asburgo e degli Hohenzollern – era già stata abbattuta dalla Rivoluzione di Febbraio. L’esito della Grande Guerra propiziò dunque la stipula dei Patti Lateranensi. Considerati dalla parte ecclesiastica come un primo passo in vista di una completa restaurazione delle prerogative temporali del Papato. Che, nel secondo dopoguerra, avrebbe sostanzialmente assunto la guida dello Stato italiano per il tramite della Democrazia Cristiana. La visita della Meloni al Papa avviene in un momento paragonabile, per molti versi, al 1929. Quando Mussolini e il cardinale Gasparri firmarono l’intesa tra Italia e Santa Sede, i traumi determinati dalla Prima Guerra Mondiale e dalla successiva guerra civile, vinta dal Fascismo, erano appena superati. Oggi l’affermazione elettorale della Meloni e la sua tendenza a instaurare un nuovo regime chiudono un’altra fase storica di crisi e di transizione, iniziata con la caduta della Prima Repubblica. Che ha segnato anche quella della Democrazia Cristiana. Questo partito venne abbandonato al suo destino proprio dal Papa polacco, che pure era stato appoggiato dai governi italiani nella rivendicazione dell’indipendenza per il suo Paese d’origine. Era tuttavia maturata, sulla sponda destra del Tevere, la persuasione che fosse necessario cercare altri strumenti per esercitare l’influenza della Chiesa sulla società e sullo Stato italiano. I cattolici liberali confluiti nel Partito Democratico hanno fatto la fine dei “Popolari”. Mentre la Democrazia Cristiana venne liquidata dopo un lungo periodo di gestione del potere, i Democratici – come a suo tempo i seguaci di Don Sturzo – sono stati un’effimera meteora, destinata ad avere vita breve. Coincidente con i pochi anni in cui l’Italia – venuto meno il suo anteriore equilibrio – ne cercava uno nuovo. Il Partito Popolare avrebbe potuto sopravvivere ed esercitare un ruolo di governo soltanto qualora la crisi dello Stato liberale – iniziata nel 1918, anzi con lo scoppio della guerra e il successivo intervento – avesse avuto uno sbocco democratico, e non autoritario. Lo stesso si può affermare in riferimento al processo iniziato con la caduta del Muro di Berlino. Se, a partire dalla vittoria nella Grande Guerra, si erano appropriati della conduzione dello Stato quanti rappresentavano per l’appunto le correnti nazionaliste e interventiste, rafforzate dalla massa d’urto costituita dagli ex combattenti, dopo la fine del comunismo era inevitabile che la tendenza prevalente in Europa avrebbe favorito gli elementi anticomunisti più radicali. In un nostro scritto precedente, abbiamo ricordato come Sassoli si dedicasse a picconare il Muro di Berlino quando era già caduto. Se lo avesse fatto prima, adesso avremmo al governo il suo partito, e non quello della Meloni. La quale, sbaragliati gli oppositori – divisi su tutto salvo che sul rifiuto del nuovo regime, esattamente come era avvenuto nel caso degli “Aventiniani” – può negoziare da posizioni di forza con il Papa. Mantenendo quelle prerogative che lo Stato aveva acquisito fin dall’introduzione del divorzio. Non è casuale che la Destra, dovendo necessariamente legiferare sull’eutanasia, lo faccia nei termini definiti dalla nota sentenza della Consulta. Che esprime il principio in base al quale la legislazione dello Stato non deve coincidere con il precetto di una specifica confessione religiosa. Il Vaticano non pare opporsi alla nuova legge, che giunge peraltro a chiudere il ciclo iniziato con quella sul divorzio. Anziché persistere nella difesa dello Stato confessionale, la Chiesa di Leone XIV si muove su tutt’altro terreno. Costituito dall’espansione della sua influenza sulla società. La Meloni rimane dunque padrona di uno Stato che, sulla società, tanto meno influisce quanto più diviene autoritario: ancora in grado, come tale, di imporre ai consociati una disciplina formale, ma senza influire sui loro orientamenti più profondi. Alla fine della parabola dello Stato unitario, risulterà vincente chi avrà saputo, da una parte, formare le nuove generazioni, e dall’altra mantenere la coesione del tessuto sociale. Ecco dunque la Meloni portare in omaggio al Papa – che naturalmente lo gradisce, e fonda su questa concessione il nuovo “modus vivendi” con lo Stato – l’applicazione sistematica del cosiddetto “principio di sussidiarietà”. Con cui si trasferiscono a soggetti di diritto privato di orientamento cattolico le scuole e gli ospedali. Ce n’è abbastanza per non lamentarsi se lo Stato risulta negligente nel trasferire alla Chiesa i fondi dell’Otto per Mille. Che possono dunque ritardare, ed anche diminuire, quando in favore della parte ecclesiastica si costituiscono nuove fonti di entrate, cui corrisponde un’influenza sempre maggiore sulla società. In cambio di questa concessione, il Papa può tranquillamente scaricare i cattolici democratici, esattamente come aveva fatto Pio XI con i “Popolari”. L’influenza acquisita direttamente dalla Chiesa grazie alle clausole del Concordato superava ampiamente quella esercitata da un partito di ispirazione cattolica. Oggi si ripete la stessa situazione. Con la differenza che l’accresciuta influenza della Chiesa sulla società si inserisce nell’ambito di quel disegno “carolingio” in base al quale il Papa intende fare della Chiesa il riferimento dell’identità europea occidentale. La Chiesa e lo Stato possono facilmente accordarsi, perché le prospettive in cui si collocano hanno tempi ed ambiti diversi.
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Le Pubbliche Relazioni della Presidenza del Consiglio attribuiscono naturalmente un carattere “storico” all’incontro tra il Papa e la Meloni. In realtà, la Signora della Garbatella è la tipica provinciale che si ritiene importante solo perché – uscendo dall’ambito ristretto delle sue originarie frequentazioni – si trova proiettata in un ambito internazionale. Il Doge di Genova Francesco Maria Imperiale Lercari, essendo stato invitato nel 1686 nella Reggia di Versailles (la “Superba” si trovava all’epoca in una condizione di sostanziale vassallaggio dalla Francia), alla domanda su che cosa lo avesse colpito di più di quella splendida dimora, rispose con la famosa frase: “Mi chi”. Che testimonia l’icasticità della nostra lingua regionale e significa: “Il fatto che un poveraccio come me si trovi in questo luogo”. I rapporti formali tra lo Stato italiano e la Santa Sede datano dal 1929. Prima di quella data, il Vaticano si era ostinato a ignorare l’Italia unita, nella speranza – coltivata fino alla Grande Guerra – che questa compagine, sostanzialmente debole, venisse prima o poi travolta nel grande gioco tra le Potenze d’Europa. È vero che dopo la rotta di Caporetto la Chiesa aveva salvato l’Unità Nazionale – come avrebbe fatto in seguito anche l’8 settembre – ma l’esistenza dello Stato italiano aveva finito per essere considerata il male minore. Dovendosi preferire al caos in cui stava precipitando l’intero Continente. Non si dimentichi che Caporetto precede di pochi giorni la Rivoluzione d’Ottobre in Russia, dove la monarchia dei Romanov – precedendo quelle degli Asburgo e degli Hohenzollern – era già stata abbattuta dalla Rivoluzione di Febbraio. L’esito della Grande Guerra propiziò dunque la stipula dei Patti Lateranensi. Considerati dalla parte ecclesiastica come un primo passo in vista di una completa restaurazione delle prerogative temporali del Papato. Che, nel secondo dopoguerra, avrebbe sostanzialmente assunto la guida dello Stato italiano per il tramite della Democrazia Cristiana. La visita della Meloni al Papa avviene in un momento paragonabile, per molti versi, al 1929. Quando Mussolini e il cardinale Gasparri firmarono l’intesa tra Italia e Santa Sede, i traumi determinati dalla Prima Guerra Mondiale e dalla successiva guerra civile, vinta dal Fascismo, erano appena superati. Oggi l’affermazione elettorale della Meloni e la sua tendenza a instaurare un nuovo regime chiudono un’altra fase storica di crisi e di transizione, iniziata con la caduta della Prima Repubblica. Che ha segnato anche quella della Democrazia Cristiana. Questo partito venne abbandonato al suo destino proprio dal Papa polacco, che pure era stato appoggiato dai governi italiani nella rivendicazione dell’indipendenza per il suo Paese d’origine. Era tuttavia maturata, sulla sponda destra del Tevere, la persuasione che fosse necessario cercare altri strumenti per esercitare l’influenza della Chiesa sulla società e sullo Stato italiano. I cattolici liberali confluiti nel Partito Democratico hanno fatto la fine dei “Popolari”. Mentre la Democrazia Cristiana venne liquidata dopo un lungo periodo di gestione del potere, i Democratici – come a suo tempo i seguaci di Don Sturzo – sono stati un’effimera meteora, destinata ad avere vita breve. Coincidente con i pochi anni in cui l’Italia – venuto meno il suo anteriore equilibrio – ne cercava uno nuovo. Il Partito Popolare avrebbe potuto sopravvivere ed esercitare un ruolo di governo soltanto qualora la crisi dello Stato liberale – iniziata nel 1918, anzi con lo scoppio della guerra e il successivo intervento – avesse avuto uno sbocco democratico, e non autoritario. Lo stesso si può affermare in riferimento al processo iniziato con la caduta del Muro di Berlino. Se, a partire dalla vittoria nella Grande Guerra, si erano appropriati della conduzione dello Stato quanti rappresentavano per l’appunto le correnti nazionaliste e interventiste, rafforzate dalla massa d’urto costituita dagli ex combattenti, dopo la fine del comunismo era inevitabile che la tendenza prevalente in Europa avrebbe favorito gli elementi anticomunisti più radicali. In un nostro scritto precedente, abbiamo ricordato come Sassoli si dedicasse a picconare il Muro di Berlino quando era già caduto. Se lo avesse fatto prima, adesso avremmo al governo il suo partito, e non quello della Meloni. La quale, sbaragliati gli oppositori – divisi su tutto salvo che sul rifiuto del nuovo regime, esattamente come era avvenuto nel caso degli “Aventiniani” – può negoziare da posizioni di forza con il Papa. Mantenendo quelle prerogative che lo Stato aveva acquisito fin dall’introduzione del divorzio. Non è casuale che la Destra, dovendo necessariamente legiferare sull’eutanasia, lo faccia nei termini definiti dalla nota sentenza della Consulta. Che esprime il principio in base al quale la legislazione dello Stato non deve coincidere con il precetto di una specifica confessione religiosa. Il Vaticano non pare opporsi alla nuova legge, che giunge peraltro a chiudere il ciclo iniziato con quella sul divorzio. Anziché persistere nella difesa dello Stato confessionale, la Chiesa di Leone XIV si muove su tutt’altro terreno. Costituito dall’espansione della sua influenza sulla società. La Meloni rimane dunque padrona di uno Stato che, sulla società, tanto meno influisce quanto più diviene autoritario: ancora in grado, come tale, di imporre ai consociati una disciplina formale, ma senza influire sui loro orientamenti più profondi. Alla fine della parabola dello Stato unitario, risulterà vincente chi avrà saputo, da una parte, formare le nuove generazioni, e dall’altra mantenere la coesione del tessuto sociale. Ecco dunque la Meloni portare in omaggio al Papa – che naturalmente lo gradisce, e fonda su questa concessione il nuovo “modus vivendi” con lo Stato – l’applicazione sistematica del cosiddetto “principio di sussidiarietà”. Con cui si trasferiscono a soggetti di diritto privato di orientamento cattolico le scuole e gli ospedali. Ce n’è abbastanza per non lamentarsi se lo Stato risulta negligente nel trasferire alla Chiesa i fondi dell’Otto per Mille. Che possono dunque ritardare, ed anche diminuire, quando in favore della parte ecclesiastica si costituiscono nuove fonti di entrate, cui corrisponde un’influenza sempre maggiore sulla società. In cambio di questa concessione, il Papa può tranquillamente scaricare i cattolici democratici, esattamente come aveva fatto Pio XI con i “Popolari”. L’influenza acquisita direttamente dalla Chiesa grazie alle clausole del Concordato superava ampiamente quella esercitata da un partito di ispirazione cattolica. Oggi si ripete la stessa situazione. Con la differenza che l’accresciuta influenza della Chiesa sulla società si inserisce nell’ambito di quel disegno “carolingio” in base al quale il Papa intende fare della Chiesa il riferimento dell’identità europea occidentale. La Chiesa e lo Stato possono facilmente accordarsi, perché le prospettive in cui si collocano hanno tempi ed ambiti diversi.

Le Pubbliche Relazioni della Presidenza del Consiglio attribuiscono naturalmente un carattere “storico” all’incontro tra il Papa e la Meloni. In realtà, la Signora della Garbatella è la tipica provinciale che si ritiene importante solo perché – uscendo dall’ambito ristretto delle sue originarie frequentazioni – si trova proiettata in un ambito internazionale. Il Doge di Genova Francesco Maria Imperiale Lercari, essendo stato invitato nel 1686 nella Reggia di Versailles (la “Superba” si trovava all’epoca in una condizione di sostanziale vassallaggio dalla Francia), alla domanda su che cosa lo avesse colpito di più

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Il Parlamento ha tirato fuori dal cassetto un vecchio Disegno di Legge, che sembrava dimenticato da tempo, con cui si dispone il richiamo in servizio – su base volontaria – di ben diecimila “Riservisti”.
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Il Parlamento ha tirato fuori dal cassetto un vecchio Disegno di Legge, che sembrava dimenticato da tempo, con cui si dispone il richiamo in servizio – su base volontaria – di ben diecimila “Riservisti”.

In occasione del recente Convegno di Studi celebrato a Roma e dedicato alla figura del Presidente Giorgio Napolitano, si è dato il giusto risalto all’opinione espressa in molte circostanze ufficiali dall’allora Capo dello Stato in merito alla valutazione storica dell’Unità Nazionale. Lo studioso incaricato di esaminare i discorsi del Presidente della Repubblica ha rilevato come, sulle vicende che condussero alla costituzione dello Stato Unitario, si siano manifestate tre diverse tendenze, espressione ciascuna di una particolare corrente di pensiero. Esisteva – ed esiste tuttora – la cosiddetta scuola

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Quanto avvenuto negli Stati Uniti rivela come il processo di disgregazione degli Stati nazionali dell’Occidente non soltanto sia già iniziato, ma si trovi in uno stadio più avanzato di quanto l’opinione pubblica – specialmente quella composta da profani del Diritto – possa percepire.
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Quanto avvenuto negli Stati Uniti rivela come il processo di disgregazione degli Stati nazionali dell’Occidente non soltanto sia già iniziato, ma si trovi in uno stadio più avanzato di quanto l’opinione pubblica – specialmente quella composta da profani del Diritto – possa percepire.

Quanto avvenuto negli Stati Uniti rivela come il processo di disgregazione degli Stati nazionali dell’Occidente non soltanto sia già iniziato, ma si trovi in uno stadio più avanzato di quanto l’opinione pubblica – specialmente quella composta da profani del Diritto – possa percepire. Il presidente Trump – agendo probabilmente in violazione della competenza legislativa attribuita dalla Costituzione al Congresso, ovvero al Parlamento americano – ha disposto che il principio, stabilito espressamente dalla Legge Suprema, secondo cui è cittadino statunitense chiunque nasca nel territorio del Paese, non valga più per i

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Il Parlamento ha tirato fuori dal cassetto un vecchio Disegno di Legge, che sembrava dimenticato da tempo, con cui si dispone il richiamo in servizio – su base volontaria – di ben diecimila “Riservisti”.
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Il Parlamento ha tirato fuori dal cassetto un vecchio Disegno di Legge, che sembrava dimenticato da tempo, con cui si dispone il richiamo in servizio – su base volontaria – di ben diecimila “Riservisti”.

Il Parlamento ha tirato fuori dal cassetto un vecchio Disegno di Legge, che sembrava dimenticato da tempo, con cui si dispone il richiamo in servizio – su base volontaria – di ben diecimila “Riservisti”. I quali vengono attinti tra coloro che hanno appartenuto alle Forze Armate in qualità di “Volontari a Ferma Prolungata”. Costoro saranno retribuiti per tutto l’anno, nel corso del quale dovranno però soggiornare in caserma soltanto per un mese. Essi potranno dunque cumulare lo stipendio corrisposto dallo Stato con quello percepito per il lavoro che hanno trovato una volta dismessa – solo temporaneamente – l’Unifo

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Due nostri affezionati lettori ci hanno domandato quale sia stato il ruolo svolto nel supportare a Roma il “Partito della Selvaggina” da Lorenzino De Bernardis, detto “Lorenzaccio” per l’analogia con l’omonimo esponente della Casata dei Medici che uccise nel 1530 il cugino Alessandro, aprendo la via per la successione a Cosimo.
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Due nostri affezionati lettori ci hanno domandato quale sia stato il ruolo svolto nel supportare a Roma il “Partito della Selvaggina” da Lorenzino De Bernardis, detto “Lorenzaccio” per l’analogia con l’omonimo esponente della Casata dei Medici che uccise nel 1530 il cugino Alessandro, aprendo la via per la successione a Cosimo.

Due nostri affezionati lettori ci hanno domandato quale sia stato il ruolo svolto nel supportare a Roma il “Partito della Selvaggina” da Lorenzino De Bernardis, detto “Lorenzaccio” per l’analogia con l’omonimo esponente della Casata dei Medici che uccise nel 1530 il cugino Alessandro, aprendo la via per la successione a Cosimo. Il quale si dedicò a perorare dall’Imperatore la qualifica di “Granduca” per sé e per i propri successori. Che venne mantenuta anche dai Lorena fino all’Unità d’Italia. Il De Bernardis, giunto nella Capitale come dirigente degli Autotrasportatori della CGIL, offrì all’Onorevole Manfredi, c

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Due nostri affezionati lettori ci hanno domandato quale sia stato il ruolo svolto nel supportare a Roma il “Partito della Selvaggina” da Lorenzino De Bernardis, detto “Lorenzaccio” per l’analogia con l’omonimo esponente della Casata dei Medici che uccise nel 1530 il cugino Alessandro, aprendo la via per la successione a Cosimo.
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Due nostri affezionati lettori ci hanno domandato quale sia stato il ruolo svolto nel supportare a Roma il “Partito della Selvaggina” da Lorenzino De Bernardis, detto “Lorenzaccio” per l’analogia con l’omonimo esponente della Casata dei Medici che uccise nel 1530 il cugino Alessandro, aprendo la via per la successione a Cosimo.

Due nostri affezionati lettori ci hanno domandato quale sia stato il ruolo svolto nel supportare a Roma il “Partito della Selvaggina” da Lorenzino De Bernardis, detto “Lorenzaccio” per l’analogia con l’omonimo esponente della Casata dei Medici che uccise nel 1530 il cugino Alessandro, aprendo la via per la successione a Cosimo. Il quale si dedicò a perorare dall’Imperatore la qualifica di “Granduca” per sé e per i propri successori. Che venne mantenuta anche dai Lorena fino all’Unità d’Italia. Il De Bernardis, giunto nella Capitale come dirigente degli Autotrasportatori della CGIL, offrì all’Onorevole Manfredi, c

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Chi, come noi, ha avuto la ventura di viaggiare sul treno mattutino che collega la “Capitale del Meridione” con la Capitale d’Italia, si è trovato a viaggiare con tutta la “Nomenklatura” dello Stato.
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Chi, come noi, ha avuto la ventura di viaggiare sul treno mattutino che collega la “Capitale del Meridione” con la Capitale d’Italia, si è trovato a viaggiare con tutta la “Nomenklatura” dello Stato.

Chi, come noi, ha avuto la ventura di viaggiare sul treno mattutino che collega la “Capitale del Meridione” con la Capitale d’Italia, si è trovato a viaggiare con tutta la “Nomenklatura” dello Stato. Che, essendo in gran parte di origine partenopea, raggiunge Roma o al lunedì mattina - dopo avere trascorso il fine settimana nei luoghi di origine, o addirittura quotidianamente. Apprendiamo che a tutti costoro è stato inflitto un ritardo di ben quattro ore, superiore a quello causato a suo tempo dal Ministro Lollobrigida. Il quale fece fermare per l’appunto il Roma – Napoli in una piccola Stazione sperduta nelle Pa

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Cerchiamo di destreggiarci nel ginepraio amministrativo, che tale celebrazione non aiuta certamente a dipanare, ma anzi ingarbuglia ulteriormente.
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Cerchiamo di destreggiarci nel ginepraio amministrativo, che tale celebrazione non aiuta certamente a dipanare, ma anzi ingarbuglia ulteriormente.

Cerchiamo di destreggiarci nel ginepraio amministrativo, che tale celebrazione non aiuta certamente a dipanare, ma anzi ingarbuglia ulteriormente. La chiusura della struttura venne decisa a suo tempo dall’Amministrazione Comunale in considerazione tanto delle condizioni di fatiscenza di insicurezza dell’edificio quanto della sopravvenuta inagibilità degli impianti igienici. Che costringeva i titolari di Licenza a usufruire di quelli offerti dai vicini Esercizi Pubblici. A quanti vendevano i loro prodotti nella struttura venne promesso informalmente il conferimento di una Licenza di Commercio per dei nuovi negozi

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Si fanno sempre più insistenti ad Imperia le voci riguardanti un dissidio – per ora latente, ma destinato inevitabilmente ad aggravarsi – tra Claudio Scajola ed Enrico Lupi.
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Si fanno sempre più insistenti ad Imperia le voci riguardanti un dissidio – per ora latente, ma destinato inevitabilmente ad aggravarsi – tra Claudio Scajola ed Enrico Lupi.

Si fanno sempre più insistenti ad Imperia le voci riguardanti un dissidio – per ora latente, ma destinato inevitabilmente ad aggravarsi – tra Claudio Scajola ed Enrico Lupi. Goethe e Schiller venivano chiamati i “Dioscuri di Weimar”, essendo legati da un sodalizio tanto personale quanto artistico. Il Sindaco ed il quattordici volte Presidente (un record difficile da eguagliare) sono invece divisi da un irriducibile contrasto caratteriale. In passato, notammo come l’uno preferisca usare il veleno, l’altro la clava. Le loro strade a volta corrono parallele, a volte divergono ed a volte convergono. Come nel recente

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Lo scoppio della guerra coglie – come sempre – tutti quanti impreparati.
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Lo scoppio della guerra coglie – come sempre – tutti quanti impreparati.

Lo scoppio della guerra coglie – come sempre – tutti quanti impreparati. Salvo, naturalmente, chi ha già fatto le sue scelte. Il Partito Democratico nazionale è reduce da una manifestazione contro Israele, ed i dirigenti del Nazareno avranno il loro bel daffare quando dovranno convincere la base - non tanto quella composta dai superstiti “professionisti del corteo”, che continuano a deambulare dall’Esedra a San Giovanni come racchiusi in una sorta di “capsula del tempo” risalente agli Anni Settanta, bensì gli Amministratori dei Capoluoghi e delle Regioni, tutti quanti persone concrete, oneste e prestigiose – dell

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La Messa celebrata ogni domenica secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa dell’Annunziata, già dei Padri Minimi, ad Imperia Oneglia non costituisce soltanto una celebrazione dell’Eucarestia: naturalmente aperta per sua natura a tutti, ma frequentata abitualmente da un gruppo di persone più o meno esteso a seconda delle circostanze, che può comunque contare su di un numero di componenti collocato tra le trenta e le quaranta persone.
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La Messa celebrata ogni domenica secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa dell’Annunziata, già dei Padri Minimi, ad Imperia Oneglia non costituisce soltanto una celebrazione dell’Eucarestia: naturalmente aperta per sua natura a tutti, ma frequentata abitualmente da un gruppo di persone più o meno esteso a seconda delle circostanze, che può comunque contare su di un numero di componenti collocato tra le trenta e le quaranta persone.

La Messa celebrata ogni domenica secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa dell’Annunziata, già dei Padri Minimi, ad Imperia Oneglia non costituisce soltanto una celebrazione dell’Eucarestia: naturalmente aperta per sua natura a tutti, ma frequentata abitualmente da un gruppo di persone più o meno esteso a seconda delle circostanze, che può comunque contare su di un numero di componenti collocato tra le trenta e le quaranta persone. Si tratta in realtà di qualcosa di più, essendosi costituita “sensim et sine sensu” una sorta di “amicale”. Così si definisce in francese una Associazione non riunita intorno ad un progett

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Si racconta che Gino Bartali, vincendo per distacco una tappa decisiva del Giro di Francia in provvidenziale coincidenza con l’attentato a Togliatti, abbia causato un tale entusiasmo, in tutte le piazze d’Italia, da impedire una sollevazione della Sinistra.
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Si racconta che Gino Bartali, vincendo per distacco una tappa decisiva del Giro di Francia in provvidenziale coincidenza con l’attentato a Togliatti, abbia causato un tale entusiasmo, in tutte le piazze d’Italia, da impedire una sollevazione della Sinistra.

Si racconta che Gino Bartali, vincendo per distacco una tappa decisiva del Giro di Francia in provvidenziale coincidenza con l’attentato a Togliatti, abbia causato un tale entusiasmo, in tutte le piazze d’Italia, da impedire una sollevazione della Sinistra. A Sinner, che – a differenza del Campione di Ponte a Ema – non si considera nemmeno italiano (e lo sottolinea in ogni occasione), è bastato viceversa perdere per far fallire il mediocre tentativo “movimentista” inscenato da Landini per conto della Schlein. Per tutto il giorno, è parso che le sorti della Nazione dipendessero da una partita di tennis. In seconda

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La Signora Salis ha esordito nelle sue funzioni di Sindaco svolgendo – come esigono il Protocollo e la consuetudine – le cosiddette “Visite Istituzionali”.
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La Signora Salis ha esordito nelle sue funzioni di Sindaco svolgendo – come esigono il Protocollo e la consuetudine – le cosiddette “Visite Istituzionali”.

La Signora Salis ha esordito nelle sue funzioni di Sindaco svolgendo – come esigono il Protocollo e la consuetudine – le cosiddette “Visite Istituzionali”. La più importante delle quali è stata naturalmente quella resa a Bucci, Presidente dell’Amministrazione Regionale nonché suo Predecessore a Palazzo Tursi. Grande l’eleganza esibita dall’ex atleta, ed altrettanto grandi i sorrisi con cui i due protagonisti del colloquio si sono esibiti a beneficio dei fotografi. Che il Sindaco debba stabilire rapporti corretti – anche sul piano personale – con quanti occupano altre cariche elettive nei diversi Enti Pubblici Ter

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Si stanno susseguendo ed intensificando, nell’incombente clima di guerra, gigantesche operazioni di Polizia, che hanno per teatro l’Autostazione di piazza Dante ad Imperia Oneglia.
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Si stanno susseguendo ed intensificando, nell’incombente clima di guerra, gigantesche operazioni di Polizia, che hanno per teatro l’Autostazione di piazza Dante ad Imperia Oneglia.

Si stanno susseguendo ed intensificando, nell’incombente clima di guerra, gigantesche operazioni di Polizia, che hanno per teatro l’Autostazione di piazza Dante ad Imperia Oneglia. Questi “pattuglioni” – come sono definiti nel gergo della competente Amministrazione - perseguono l’obiettivo strategico consistente nello stroncare completamente il fenomeno, sempre più diffuso, dell’abusivismo sui mezzi di trasporto. Talmente esteso da assumere le caratteristiche tanto di una piaga sociale quanto di un fattore destabilizzante l’economia locale. Il collasso della “Riviera Trasporti” deve infatti essere soprattutto add

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La Salis – omettendo di rispondere alle intimidazioni pronunziate da tutti i dirigenti della Destra, i quali pretendono che il Comune di Genova si conformi senza obiezioni ai progetti del Governo relativi alle Grandi Opere, senza esercitare le competenze attribuite dalla Legge all’Ente Pubblico che è chiamata a dirigere ed a rappresentare - prende possesso della sua carica esibendo un vestito molto elegante.
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La Salis – omettendo di rispondere alle intimidazioni pronunziate da tutti i dirigenti della Destra, i quali pretendono che il Comune di Genova si conformi senza obiezioni ai progetti del Governo relativi alle Grandi Opere, senza esercitare le competenze attribuite dalla Legge all’Ente Pubblico che è chiamata a dirigere ed a rappresentare - prende possesso della sua carica esibendo un vestito molto elegante.

La Salis – omettendo di rispondere alle intimidazioni pronunziate da tutti i dirigenti della Destra, i quali pretendono che il Comune di Genova si conformi senza obiezioni ai progetti del Governo relativi alle Grandi Opere, senza esercitare le competenze attribuite dalla Legge all’Ente Pubblico che è chiamata a dirigere ed a rappresentare - prende possesso della sua carica esibendo un vestito molto elegante. Dimenticando, evidentemente, che un Sindaco si valuta da come amministra, e non da come si acconcia. Salvo, naturalmente, trasgredire la regola secondo cui l’abito non fa il monaco, ma lo rivela. Una volta, C

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La decadenza di una classe dirigente non viene rivelata soltanto dalle superficialità, dalle bugie e dalle millanterie di quanti ricoprono degli incarichi pubblici, bensì anche – diremmo anzi soprattutto – dall’incapacità di demistificare tutto questo da parte della Stampa.
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La decadenza di una classe dirigente non viene rivelata soltanto dalle superficialità, dalle bugie e dalle millanterie di quanti ricoprono degli incarichi pubblici, bensì anche – diremmo anzi soprattutto – dall’incapacità di demistificare tutto questo da parte della Stampa.

Dopo l’elezione del nuovo Papa, ci è stato domandato da più parti come si inquadra questo evento nell’ambito delle Profezie. Non ci riferiamo certamente a quelle contenute nella Sacra Scrittura, bensì piuttosto a quanto espresso sia nelle Apparizioni dichiarate autentiche dalla Chiesa – come quelle della Madonna di Fatima – sia nelle altre, formulate da diversi veggenti. I quali sono in alcuni casi dei laici – come Nostradamus – ma in altri casi non soltanto degli Ordinati, bensì anche dei canonizzati. Ci riferiamo a San Filippo Neri, a San Pio X e a San Giovanni Bosco. I cui “Sogni Profetici”, riferiti ogni matt

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Dopo l’elezione del nuovo Papa, ci è stato domandato da più parti come si inquadra questo evento nell’ambito delle Profezie.
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Dopo l’elezione del nuovo Papa, ci è stato domandato da più parti come si inquadra questo evento nell’ambito delle Profezie.

Dopo l’elezione del nuovo Papa, ci è stato domandato da più parti come si inquadra questo evento nell’ambito delle Profezie. Non ci riferiamo certamente a quelle contenute nella Sacra Scrittura, bensì piuttosto a quanto espresso sia nelle Apparizioni dichiarate autentiche dalla Chiesa – come quelle della Madonna di Fatima – sia nelle altre, formulate da diversi veggenti. I quali sono in alcuni casi dei laici – come Nostradamus – ma in altri casi non soltanto degli Ordinati, bensì anche dei canonizzati. Ci riferiamo a San Filippo Neri, a San Pio X e a San Giovanni Bosco. I cui “Sogni Profetici”, riferiti ogni matt

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Mentre scriviamo, non conosciamo ancora il testo dell’omelia pronunziata da Prévost in San Giovanni in Laterano, nel momento in ciò ha preso possesso della Cattedrale di Roma.
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Mentre scriviamo, non conosciamo ancora il testo dell’omelia pronunziata da Prévost in San Giovanni in Laterano, nel momento in ciò ha preso possesso della Cattedrale di Roma.

Mentre scriviamo, non conosciamo ancora il testo dell’omelia pronunziata da Prévost in San Giovanni in Laterano, nel momento in ciò ha preso possesso della Cattedrale di Roma. Essendo Pontefice in quanto Vescovo dell’Urbe, e non viceversa. Probabilmente, il Papa ha approfittato dell’occasione per tracciare le linee programmatiche del governo della Diocesi di cui è l’Ordinario. Ciò risulta particolarmente interessante, dal momento che il nuovo Pastore viene da esperienze sicuramente molto utili per tale bisogna. Se Bergoglio era stato incaricato della cosiddetta “cura delle anime” a Buenos Aires, una delle mostruo

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Il Ministro degli Esteri dell’Iran ha avvertito il Governo degli Stati Uniti che il suo Paese lo riterrò responsabile di un eventuale – ma ormai sempre più probabile – attacco sferrato da Israele contro i propri siti nucleari.
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Il Ministro degli Esteri dell’Iran ha avvertito il Governo degli Stati Uniti che il suo Paese lo riterrò responsabile di un eventuale – ma ormai sempre più probabile – attacco sferrato da Israele contro i propri siti nucleari.

Il Ministro degli Esteri dell’Iran ha avvertito il Governo degli Stati Uniti che il suo Paese lo riterrò responsabile di un eventuale – ma ormai sempre più probabile – attacco sferrato da Israele contro i propri siti nucleari. Il che significa né più né meno che avvertire l’Occidente di una estensione del conflitto. Cioè, di una distruzione dei pozzi di petrolio della Penisola Arabica, certamente di proprietà delle Monarchie sunnite, ma indispensabili per il funzionamento dell’economia dell’Europa Occidentale. A questo punto, a prescindere da ogni possibilità di partecipazione attiva al conflitto, verranno introd

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Fino a qualche anno fa, nella ricorrenza del Venti Settembre, i nostalgici dello Stato Pontificio si riunivano in San Luigi dei Francesi per partecipare ad una Messa in commemorazione dei soldati e dei volontari transalpini accorsi a difendere il Potere Temporale nel 1849, nel 1860, nel 1867 ed infine per l’appunto nel 1870.
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Fino a qualche anno fa, nella ricorrenza del Venti Settembre, i nostalgici dello Stato Pontificio si riunivano in San Luigi dei Francesi per partecipare ad una Messa in commemorazione dei soldati e dei volontari transalpini accorsi a difendere il Potere Temporale nel 1849, nel 1860, nel 1867 ed infine per l’appunto nel 1870.

Fino a qualche anno fa, nella ricorrenza del Venti Settembre, i nostalgici dello Stato Pontificio si riunivano in San Luigi dei Francesi per partecipare ad una Messa in commemorazione dei soldati e dei volontari transalpini accorsi a difendere il Potere Temporale nel 1849, nel 1860, nel 1867 ed infine per l’appunto nel 1870. Tutti questi caduti sono commemorati nella Chiesa Nazionale francese di Roma con apposite lapidi. Da qualche tempo, la cerimonia religiosa – cui assistette regolarmente, finché visse, l’Onorevole Giulio Andreotti - non ha più luogo. Si dice che una commemorazione avvenga in forma privata nell

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“La Stampa” di Torino ha rilanciato in traduzione italiana il discorso pronunziato davanti al Congresso degli Stati Uniti da Bernard Henry Lévy, recatosi a Washington per perorare il ristabilimento degli aiuti militari americani all’Ucraina.
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“La Stampa” di Torino ha rilanciato in traduzione italiana il discorso pronunziato davanti al Congresso degli Stati Uniti da Bernard Henry Lévy, recatosi a Washington per perorare il ristabilimento degli aiuti militari americani all’Ucraina.

“La Stampa” di Torino ha rilanciato in traduzione italiana il discorso pronunziato davanti al Congresso degli Stati Uniti da Bernard Henry Lévy, recatosi a Washington per perorare il ristabilimento degli aiuti militari americani all’Ucraina. Che in seguito sono stati ripristinati, non tanto grazie alle doti oratorie certamente esibite dal “Maitre à penser” transalpino, bensì perché Zelensky ha acconsentito a ricompensarli con le cosiddette “Terre Rare”. Se la parte del discorso dedicata agli obiettivi politici immediati risulta ormai obsoleta, il testo contiene un altro appello, rivolto viceversa ai Cattolici. Bi

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La scissione dell’atomo venne a lungo ritenuta impossibile, fino a quando un gruppo di giovani fisici romani concepì, nella leggendaria sede di via Panisperna, la fissione nucleare.
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La scissione dell’atomo venne a lungo ritenuta impossibile, fino a quando un gruppo di giovani fisici romani concepì, nella leggendaria sede di via Panisperna, la fissione nucleare.

La scissione dell’atomo venne a lungo ritenuta impossibile, fino a quando un gruppo di giovani fisici romani concepì, nella leggendaria sede di via Panisperna, la fissione nucleare. Da quel tentativo sarebbe derivata, pochi anni dopo, la Bomba Atomica. La rapidità con cui – a causa della coincidenza con la Guerra Mondiale – l’uso militare della nuova tecnologia addirittura precedette quello civile fu causa – nei decenni successivi – di una forte ostilità nei riguardi dell’Energia Atomica. Per cui certa “Sinistra” non avrebbe mai accettato che con lo stesso sistema usato per la bomba di Hiroshima si producesse l’e

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Leone XIII era Arcivescovo di Perugia al momento dell’elezione al Papato, ed esercitando la carica anteriore si era distinto per la persecuzione cui aveva sottoposto i Liberali ed i fautori dell’Unità d’Italia.
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Leone XIII era Arcivescovo di Perugia al momento dell’elezione al Papato, ed esercitando la carica anteriore si era distinto per la persecuzione cui aveva sottoposto i Liberali ed i fautori dell’Unità d’Italia.

Leone XIII era Arcivescovo di Perugia al momento dell’elezione al Papato, ed esercitando la carica anteriore si era distinto per la persecuzione cui aveva sottoposto i Liberali ed i fautori dell’Unità d’Italia. Che viceversa, almeno inizialmente, Pio IX era parso favorire. I moti del Quarantotto, pur essendo ispirati dalla Rivoluzione che aveva portato in Francia all’instaurazione della Seconda Repubblica, furono attribuiti – estendendosi all’Italia – alla speranza di trovare nel Papa un uomo disposto ad assecondare le speranze dei patrioti. “Gran Dio, benedite l’Italia!” era stato infatti il motto con cui aveva

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La gestione del servizio di Nettezza Urbana – che non comprende soltanto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, bensì anche una serie di attività collaterali, quali ad esempio la pulizia delle strade – è attribuita nella nostra zona non già individualmente ai singoli Comuni, bensì collettivamente – in base ad una apposita ad una Convenzione – a tutti quelli insiti nel Comprensorio di Imperia, nel Comprensorio di Diano e nel Comprensorio di Andora.
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La gestione del servizio di Nettezza Urbana – che non comprende soltanto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, bensì anche una serie di attività collaterali, quali ad esempio la pulizia delle strade – è attribuita nella nostra zona non già individualmente ai singoli Comuni, bensì collettivamente – in base ad una apposita ad una Convenzione – a tutti quelli insiti nel Comprensorio di Imperia, nel Comprensorio di Diano e nel Comprensorio di Andora.

La gestione del servizio di Nettezza Urbana – che non comprende soltanto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, bensì anche una serie di attività collaterali, quali ad esempio la pulizia delle strade – è attribuita nella nostra zona non già individualmente ai singoli Comuni, bensì collettivamente – in base ad una apposita ad una Convenzione – a tutti quelli insiti nel Comprensorio di Imperia, nel Comprensorio di Diano e nel Comprensorio di Andora. Appartenente, quest’ultimo, alla confinante Provincia di Savona. Va subito chiarito come questi Enti Locali abbiano creato un Consorzio; che – qualora esistesse – sa

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Se i sondaggi confermassero tale tendenza – di per sé preoccupante per la candidata della “Sinistra” – rivelerebbero che questa avvenente Signora, come peraltro avevamo già sospettato, non porta con sé alcun cosiddetto “valore aggiunto”.
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Se i sondaggi confermassero tale tendenza – di per sé preoccupante per la candidata della “Sinistra” – rivelerebbero che questa avvenente Signora, come peraltro avevamo già sospettato, non porta con sé alcun cosiddetto “valore aggiunto”.

Se i sondaggi confermassero tale tendenza – di per sé preoccupante per la candidata della “Sinistra” – rivelerebbero che questa avvenente Signora, come peraltro avevamo già sospettato, non porta con sé alcun cosiddetto “valore aggiunto”. Sarebbe infatti bastato ripetere “tel quel” l’esito delle Regionali – che nel Capoluogo avevano dato un cinque per cento di vantaggio al pur scialbo e svogliato Orlando – per riconquistare il Comune. Se questo margine viceversa si riduce, il cosiddetto “trend”, protraendosi di qui fino al giorno del voto, potrebbe portare ad un ribaltamento clamoroso. La nostra personale valutazi

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Con la morte del Papa, si ritorna a parlare delle Profezie che riguardano la successione di San Pietro ed il destino della Santa Sede.
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Con la morte del Papa, si ritorna a parlare delle Profezie che riguardano la successione di San Pietro ed il destino della Santa Sede.

Mentre nelle “Congregazioni” previe al Conclave i Cardinali ostentano la loro cosiddetta “Parresia”, discutendo con metodo conciliare, o sinodale, dell’Agenda della chiesa, lo Stato italiano - avvitato nella condizione autoreferenziale delle sue vetuste Istituzioni, e destinato ad una incontenibile decadenza - dimostra di avere perduto il dono della Parola. “In principio erat Verbum”, dice il Vangelo “Gnostico”, anche se le versioni più corrette dell’Esoterismo affermano che in principio vi era in realtà il Pensiero. Senza il quale la Parola – cioè, il Verbo - non sarebbe possibile. Mattarella, preso da un deliri

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Con la morte del Papa, si ritorna a parlare delle Profezie che riguardano la successione di San Pietro ed il destino della Santa Sede.
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Con la morte del Papa, si ritorna a parlare delle Profezie che riguardano la successione di San Pietro ed il destino della Santa Sede.

Con la morte del Papa, si ritorna a parlare delle Profezie che riguardano la successione di San Pietro ed il destino della Santa Sede. L’interpretazione della cosiddetta Profezia di Malachia riportata da alcuni giornali risulta palesemente sbagliata. Anche se probabilmente il testo non risale al monaco irlandese dei primi secoli cristiani cui viene attribuito, esso risulta certamente anteriore rispetto alla prima edizione a stampa, curata nel Cinquecento da Arnoldo de Wion. Il quale però introdusse probabilmente una interpolazione, riferita a “Pietro Secondo” o “Pietro Romano”, che è da identificare con Francesco

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Il Governo ha praticamente vietato le celebrazioni del Venticinque Aprile, stabilendo genericamente, in un modo poco consono con la chiarezza richiesta negli atti di Diritto Pubblico - che tali manifestazioni debbano svolgersi “con sobrietà”.
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Il Governo ha praticamente vietato le celebrazioni del Venticinque Aprile, stabilendo genericamente, in un modo poco consono con la chiarezza richiesta negli atti di Diritto Pubblico - che tali manifestazioni debbano svolgersi “con sobrietà”.

Il Governo ha praticamente vietato le celebrazioni del Venticinque Aprile, stabilendo genericamente, in un modo poco consono con la chiarezza richiesta negli atti di Diritto Pubblico - che tali manifestazioni debbano svolgersi “con sobrietà”. Poiché non ci risulta che tali atti siano mai stati caratterizzati da ubriacature, ciò significa che non vi sarà alcuna commemorazione, ovvero dovrà limitarsi ad atti formali. Quali la deposizione di corone di alloro ai Monumenti ai Caduti. Genova farà eccezione, in quanto – sotto l’usbergo della presenza di Mattarella – qualche oratore potrà dire che la Resistenza fu un fat

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Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente le cosiddette “Opere del Regime”.
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Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente le cosiddette “Opere del Regime”.

Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente le cosiddette “Opere del Regime”. Che nel maggio parte dei casi non risultano né finanziate, né tanto meno – come si dice con un bruttissimo neologismo – “cantierate” (cioè in pratica già in costruzione). Si tratta dunque di progetti. Spesso, per giunta, non ancora redatti dagli Ingegneri e dagli Architetti, e che dunque non possono per il momento venire sott

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Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente le cosiddette “Opere del Regime”.
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Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente le cosiddette “Opere del Regime”.

Si può cogliere un parallelo tra l’adulazione con cui da una parte tutta la stampa di Destra commenta gli asseriti esiti incontro tra la Meloni e Trump, e dall’altra parte il profluvio di annunzi che bombardano i cittadini imperiesi, riguardanti naturalmente le cosiddette “Opere del Regime”. Che nel maggio parte dei casi non risultano né finanziate, né tanto meno – come si dice con un bruttissimo neologismo – “cantierate” (cioè in pratica già in costruzione). Si tratta dunque di progetti. Spesso, per giunta, non ancora redatti dagli Ingegneri e dagli Architetti, e che dunque non possono per il momento venire sott

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La cosiddetta “Coalizione dei Volonterosi”, ha assunto l’incarico di organizzare un intervento militare occidentale in Ucraina, ma non ha chiarito – almeno fino a questo momento – se esso dovrà seguire un eventuale ed improbabile armistizio - nel qual caso si tratterebbe di una classica missione di “peace keeping” - ovvero propiziarlo, dissuadendo la Russia dal proseguire le ostilità.
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La cosiddetta “Coalizione dei Volonterosi”, ha assunto l’incarico di organizzare un intervento militare occidentale in Ucraina, ma non ha chiarito – almeno fino a questo momento – se esso dovrà seguire un eventuale ed improbabile armistizio - nel qual caso si tratterebbe di una classica missione di “peace keeping” - ovvero propiziarlo, dissuadendo la Russia dal proseguire le ostilità.

La cosiddetta “Coalizione dei Volonterosi”, ha assunto l’incarico di organizzare un intervento militare occidentale in Ucraina, ma non ha chiarito – almeno fino a questo momento – se esso dovrà seguire un eventuale ed improbabile armistizio - nel qual caso si tratterebbe di una classica missione di “peace keeping” - ovvero propiziarlo, dissuadendo la Russia dal proseguire le ostilità. Forse i contatti tra i Paesi che compongono questa nuova ed informale coalizione - che non coincide né con l’Unione Europea, né con l’Alleanza Atlantica – proseguono riservatamente: ovvero sono interrotti in attesa che un nuovo even

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Se si domanda ai Georgiani per quale motivo essi onorino la memoria di Stalin, malgrado costui avesse tradito la causa della loro Indipendenza, rispondono così: “I Russi l’hanno messo in culo ai Georgiani, ma Stalin l’ha messo in culo ai Russi”.
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Se si domanda ai Georgiani per quale motivo essi onorino la memoria di Stalin, malgrado costui avesse tradito la causa della loro Indipendenza, rispondono così: “I Russi l’hanno messo in culo ai Georgiani, ma Stalin l’ha messo in culo ai Russi”.

Se si domanda ai Georgiani per quale motivo essi onorino la memoria di Stalin, malgrado costui avesse tradito la causa della loro Indipendenza, rispondono così: “I Russi l’hanno messo in culo ai Georgiani, ma Stalin l’ha messo in culo ai Russi”. Ora il “Bassotto” – approfittando dell’impopolarità dei Vigili Urbani, ormai costretti a fare i “gabellotti” ai danni dei titolari di Pubblici Esercizi - esibisce sui giornali (sempre pronti a fare da cassa di risonanza alle sue imprese) la maleducazione esibita nei riguardi del malcapitato Comandante la Polizia Municipale. I sudditi godono nel vedere così umiliato il Cap

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“Spunta il sole, canta il gallo, Mussolini monta a cavallo”.
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“Spunta il sole, canta il gallo, Mussolini monta a cavallo”.

“Spunta il sole, canta il gallo, Mussolini monta a cavallo”. Questo distico adulatorio venne redatto da Guido Piovene, intellettuale raffinato, il quale si sarebbe distinto nel dopoguerra organizzando la campagna per il recupero delle Ville Venete, la prima delle battaglie intraprese per la salvezza dell’ambiente e del patrimonio culturale - artistico italiano. Essendo divenuto antifascista (naturalmente dopo la caduta del Regime), Piovene ebbe la sfacciataggine di rimproverare i critici per non avere colto la sottile ironia insita – a suo dire – in questi versi. Se Oneglio fosse ugualmente predisposto alla poesi

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Domenica prossima, in coincidenza con la grande festa del “Fitr”, che conclude il sacro mese del “Ramadan”, l’Imam “Hamza” Piccardo ha indetto una manifestazione di solidarietà con la Palestina, che percorrerà le vie di Oneglia.
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Domenica prossima, in coincidenza con la grande festa del “Fitr”, che conclude il sacro mese del “Ramadan”, l’Imam “Hamza” Piccardo ha indetto una manifestazione di solidarietà con la Palestina, che percorrerà le vie di Oneglia.

Domenica prossima, in coincidenza con la grande festa del “Fitr”, che conclude il sacro mese del “Ramadan”, l’Imam “Hamza” Piccardo ha indetto una manifestazione di solidarietà con la Palestina, che percorrerà le vie di Oneglia. Prima di addentrarci in una analisi dedicata a queste incombenti scadenze, ci sia permesso di esprimere l’auspicio che “Mohammed” Bensa riesca a moderare la propria “vis polemica” nei confronti di noi infedeli. Ricordando quanto meno che tale condizione risulta inevitabilmente reciproca. Anche se bisogna mettere del conto l’entusiasmo del neofita, sia pure all’origine di comportamenti più

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Tra i molti contenziosi tra gli Stati Uniti d’America e l’allora Unione Sovietica, lasciati aperti dalla “Guerra Fredda”, c’era anche quello riguardante il Nicaragua.
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Tra i molti contenziosi tra gli Stati Uniti d’America e l’allora Unione Sovietica, lasciati aperti dalla “Guerra Fredda”, c’era anche quello riguardante il Nicaragua.

Tra i molti contenziosi tra gli Stati Uniti d’America e l’allora Unione Sovietica, lasciati aperti dalla “Guerra Fredda”, c’era anche quello riguardante il Nicaragua. Di cui soltanto studiosi si ricordano, trattandosi di una materia ormai da tempo rimessa alle loro ricerche. In realtà, le Autorità di Washington non si curavano per nulla dell’orientamento ideologico assunto dai Sandinisti – i più colti dei quali si professavano marxisti – leninisti avendo letto qualche opuscolo di propaganda diffuso dall’Ambasciata della Corea del Nord (Paese prodigo anche nella fornitura di armi) – bensì del fatto che i “Consigli

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Le notizie dall’Ucraina, dal “Vertice” europeo di Bruxelles e da Gaza hanno oscurato quella forse più importante: quanto meno perché rivela l’apertura di un altro fronte, che si aggiunge a tutti quelli dove già stava combattendo.
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Le notizie dall’Ucraina, dal “Vertice” europeo di Bruxelles e da Gaza hanno oscurato quella forse più importante: quanto meno perché rivela l’apertura di un altro fronte, che si aggiunge a tutti quelli dove già stava combattendo.

Le notizie dall’Ucraina, dal “Vertice” europeo di Bruxelles e da Gaza hanno oscurato quella forse più importante: quanto meno perché rivela l’apertura di un altro fronte, che si aggiunge a tutti quelli dove già stava combattendo. Con le armi o con gli strumenti della politica e della diplomazia. Il “Sultano” ha eliminato dalle Elezioni Presidenziali il suo rivale più insidioso, cioè il Sindaco di Costantinopoli, la Città più popolosa ed importante della Turchia. Per essere certo del risultato – nel caso, in verità improbabile, di una assoluzione nei procedimenti penali a carico del Capo dell’Opposizione - Erdogan

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Mentre scriviamo, una delegazione del Governo degli Stati Uniti si trova a Mosca, dove tenta di fare accettare da Putin quanto concordato a Gedda con gli Ucraini.
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Mentre scriviamo, una delegazione del Governo degli Stati Uniti si trova a Mosca, dove tenta di fare accettare da Putin quanto concordato a Gedda con gli Ucraini.

Charles De Gaulle, non appena tornato al potere nel 1958, si recò ad Algeri. Dove venne osannato dai “Pieds Noirs”, convinti che avrebbe posto fine ai tentennamenti dei dirigenti della defunta “Quarta Repubblica”, divisi tra i chi voleva negoziare con il Fronte Nazionale di Liberazione e chi viceversa riteneva indiscutibile l’appartenenza dell’Algeria alla Francia. Il Generale pronunziò in quella circostanza una frase destinata a passare alla storia: “Vi ho capiti!”. Che venne dapprima interpretata come una adesione alla causa dei Coloni, ed invece – alla luce di quanto sarebbe avvenuto in seguito - assunse un si

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Mentre scriviamo, una delegazione del Governo degli Stati Uniti si trova a Mosca, dove tenta di fare accettare da Putin quanto concordato a Gedda con gli Ucraini.
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Mentre scriviamo, una delegazione del Governo degli Stati Uniti si trova a Mosca, dove tenta di fare accettare da Putin quanto concordato a Gedda con gli Ucraini.

Charles De Gaulle, non appena tornato al potere nel 1958, si recò ad Algeri. Dove venne osannato dai “Pieds Noirs”, convinti che avrebbe posto fine ai tentennamenti dei dirigenti della defunta “Quarta Repubblica”, divisi tra i chi voleva negoziare con il Fronte Nazionale di Liberazione e chi viceversa riteneva indiscutibile l’appartenenza dell’Algeria alla Francia. Il Generale pronunziò in quella circostanza una frase destinata a passare alla storia: “Vi ho capiti!”. Che venne dapprima interpretata come una adesione alla causa dei Coloni, ed invece – alla luce di quanto sarebbe avvenuto in seguito - assunse un si

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Mentre scriviamo, una delegazione del Governo degli Stati Uniti si trova a Mosca, dove tenta di fare accettare da Putin quanto concordato a Gedda con gli Ucraini.
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Mentre scriviamo, una delegazione del Governo degli Stati Uniti si trova a Mosca, dove tenta di fare accettare da Putin quanto concordato a Gedda con gli Ucraini.

Mentre scriviamo, una delegazione del Governo degli Stati Uniti si trova a Mosca, dove tenta di fare accettare da Putin quanto concordato a Gedda con gli Ucraini. Non possiamo naturalmente prevedere se la proposta verrà accettata. Le prime reazioni da parte del Cremlino fanno pensare ad un “placet juxta modum””, trattandosi di una base negoziabile per la trattativa, e non del cosiddetto “prendere o lasciare”. Gli Europei Occidentali – secondo il loro inveterato costume - litigano intanto su di una questione che non esiste, cioè sulla opportunità o meno di inviare una forza militare di interposizione. La Meloni ha

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Dobbiamo purtroppo segnalare ai nostri lettori e a chi di dovere (le Autorità di Polizia sono state immediatamente avvertite, e l’intervento della Benemerita è risultato particolarmente tempestivo ed efficace), che è avvenuta - dopo il tentativo di aggressione fisica consumato nei giorni scorsi - una nuova gravissima provocazione.
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Dobbiamo purtroppo segnalare ai nostri lettori e a chi di dovere (le Autorità di Polizia sono state immediatamente avvertite, e l’intervento della Benemerita è risultato particolarmente tempestivo ed efficace), che è avvenuta - dopo il tentativo di aggressione fisica consumato nei giorni scorsi - una nuova gravissima provocazione.

Dobbiamo purtroppo segnalare ai nostri lettori e a chi di dovere (le Autorità di Polizia sono state immediatamente avvertite, e l’intervento della Benemerita è risultato particolarmente tempestivo ed efficace), che è avvenuta - dopo il tentativo di aggressione fisica consumato nei giorni scorsi - una nuova gravissima provocazione. Nottetempo, siamo stati svegliati da una persona che ci ha avvertito di un attacco cibernetico al nostro sito. Temendo che si ripetesse quanto già accaduto due volte ad un Alto Prelato di Roma, nostro carissimo amico e Padre Spirituale, abbiamo subito svegliato i gentilissimi e solerti

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Charles De Gaulle, cattolico tradizionalista e praticante in privato, non prendeva la Comunione quando presenziava alla Messa in qualità di Capo dello Stato.
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Charles De Gaulle, cattolico tradizionalista e praticante in privato, non prendeva la Comunione quando presenziava alla Messa in qualità di Capo dello Stato.

Charles De Gaulle, cattolico tradizionalista e praticante in privato, non prendeva la Comunione quando presenziava alla Messa in qualità di Capo dello Stato. Trattandosi di un dovere di ufficio, il Generale si comportava come se non avesse appartenuto a tale confessione religiosa, rispettando il carattere laico dello Stato francese. Ieri diversi giornali europei hanno pubblicato la fotografia del Segretario di Stato Rubio, che ostentava la croce tracciata sulla fronte con le Ceneri nella ricorrenza dell’inizio della Quaresima. Tale Solennità è stata infatti celebrata alla Casa Bianca, pur non trattandosi di una r

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Con il compianto Professor Zaghi non avevano purtroppo mai stabilito un legame di amicizia.
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Con il compianto Professor Zaghi non avevano purtroppo mai stabilito un legame di amicizia.

Con il compianto Professor Zaghi non avevano purtroppo mai stabilito un legame di amicizia. Anche se la nostra conoscenza risaliva a quando il benemerito studioso e insegnante nostro concittadino – all’epoca ancora laureando – svolgeva la sua prima supplenza presso il Liceo “Cassini “di Sanremo. Dove ci eravamo dovuti rifugiare, sottraendoci alla persecuzione ordita nell’omologo Liceo “De Nemicis” di Imperia da parte dell’alleanza composta dalla Destra democristiana, dalla Destra neofascista e dalla Destra saragattiana. Una specie, quest’ultima, già in quell’epoca avviata all’estinzione: al 1968 risale infatti la

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Illustre Signor Sindaco,
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Illustre Signor Sindaco,

La differenza tra il riformista ed il rivoluzionario consiste nel fatto che il riformista intende modificare il sistema – tanto dal punto di vista giuridico quanto dal punto di vista sociale – impiegando gli strumenti che il sistema stesso mette a disposizione. Il rivoluzionario si propone viceversa di cambiare il sistema iniziando precisamente dalla sovversione delle regole che esso stabilisce. Da questo punto di vista, il Partito Comunista Italiano fu sempre – in realtà – un soggetto riformista. Avendo contribuito a stabilire le norme che regolano il funzionamento dello Stato, si propose sempre di imporre il lo

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La differenza tra il riformista ed il rivoluzionario consiste nel fatto che il riformista intende modificare il sistema – tanto dal punto di vista giuridico quanto dal punto di vista sociale – impiegando gli strumenti che il sistema stesso mette a disposizione.
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La differenza tra il riformista ed il rivoluzionario consiste nel fatto che il riformista intende modificare il sistema – tanto dal punto di vista giuridico quanto dal punto di vista sociale – impiegando gli strumenti che il sistema stesso mette a disposizione.

La differenza tra il riformista ed il rivoluzionario consiste nel fatto che il riformista intende modificare il sistema – tanto dal punto di vista giuridico quanto dal punto di vista sociale – impiegando gli strumenti che il sistema stesso mette a disposizione. Il rivoluzionario si propone viceversa di cambiare il sistema iniziando precisamente dalla sovversione delle regole che esso stabilisce. Da questo punto di vista, il Partito Comunista Italiano fu sempre – in realtà – un soggetto riformista. Avendo contribuito a stabilire le norme che regolano il funzionamento dello Stato, si propose sempre di imporre il lo

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La Meloni attua una politica estera che si può definire quanto meno erratica.
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La Meloni attua una politica estera che si può definire quanto meno erratica.

La Meloni attua una politica estera che si può definire quanto meno erratica. Nell’intento di compiacere gli Americani – quando ancora era Presidente Biden – la Presidente del Consiglio si atteggiava a sostenitrice ad oltranza di Zelensky e della causa dell’Ucraina. Una volta insediato Trump alla Casa Bianca, ha però attenuato questa linea: fino al punto di astenersi dal condannare alle Nazioni Unite l’aggressione sofferta da questo Paese. La Signora della Garbatella ha dapprima stipulato una sorta di “opzione” con Elon Musk, con cui si dava in gestione ad un soggetto straniero - per giunta di Diritto Privato - i

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Durante il Regime di Franco, facemmo amicizia con un esule repubblicano, incaricato di redigere a Roma un bollettino dell’Opposizione, destinato ai suoi simpatizzanti italiani.
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Durante il Regime di Franco, facemmo amicizia con un esule repubblicano, incaricato di redigere a Roma un bollettino dell’Opposizione, destinato ai suoi simpatizzanti italiani.

Il Compianto don Paschetta, Parroco di Ponti di Nava, morì centenario, ma accora in possesso della Patente di Guida, essendo titolare di ben undici (!) Circoscrizioni Ecclesiastiche. In ciascuno di questi piccoli Paesi, ancora dopo la Guerra, risiedeva un Sacerdote. “Il Secolo XIX” pubblica una fotografia di Piciocchi che parla davanti ai Soci di una Società Operaia Cattolica di Genova: essendogli pietosamente risparmiata una panoramica dell’uditorio (i quotidiani ricorrono peraltro a tale espediente anche in occasione dei “Congressi” del Partito Democratico ligure), si intravede una decina di vecchietti. L’Opus

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Il Compianto don Paschetta, Parroco di Ponti di Nava, morì centenario, ma accora in possesso della Patente di Guida, essendo titolare di ben undici (!) Circoscrizioni Ecclesiastiche.
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Il Compianto don Paschetta, Parroco di Ponti di Nava, morì centenario, ma accora in possesso della Patente di Guida, essendo titolare di ben undici (!) Circoscrizioni Ecclesiastiche.

Il Compianto don Paschetta, Parroco di Ponti di Nava, morì centenario, ma accora in possesso della Patente di Guida, essendo titolare di ben undici (!) Circoscrizioni Ecclesiastiche. In ciascuno di questi piccoli Paesi, ancora dopo la Guerra, risiedeva un Sacerdote. “Il Secolo XIX” pubblica una fotografia di Piciocchi che parla davanti ai Soci di una Società Operaia Cattolica di Genova: essendogli pietosamente risparmiata una panoramica dell’uditorio (i quotidiani ricorrono peraltro a tale espediente anche in occasione dei “Congressi” del Partito Democratico ligure), si intravede una decina di vecchietti. L’Opus

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La Chiesa si trova praticamente senza il Papa.
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La Chiesa si trova praticamente senza il Papa.

La Chiesa si trova praticamente senza il Papa. Un tempo, le conseguenze di una simile situazione sarebbero state considerate catastrofiche. E tali – in alcune contingenze storiche – sarebbero risultate effettivamente. Pensiamo, tanto per fare un esempio – all’azione umanitaria svolta durante la Seconda Guerra Mondiale da Eugenio Pacelli: il quale, proprio alla vigilia del suo scoppio, venne scelto in quanto la Chiesa aveva bisogno del suo migliore diplomatico. Il momento più alto – nel corso dell’Età Moderna - della vigenza e dell’efficacia di un sistema di governo centralistico ed assoluto del cattolicesimo fu p

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La tendenza identitaria – come sempre ricordiamo – può essere di ispirazione religiosa, ovvero di ispirazione etnico – culturale: nelle due varianti del nazionalismo e del regionalismo.
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La tendenza identitaria – come sempre ricordiamo – può essere di ispirazione religiosa, ovvero di ispirazione etnico – culturale: nelle due varianti del nazionalismo e del regionalismo.

La tendenza identitaria – come sempre ricordiamo – può essere di ispirazione religiosa, ovvero di ispirazione etnico – culturale: nelle due varianti del nazionalismo e del regionalismo. Quest’ultimo esprime d’altronde l’aspirazione delle cosiddette “Patrie Negate” a costituire a loro volta un proprio Stato. Trump, ergendosi a promotore dell’identità religiosa, propone di inviare truppe americane a presidiare Gaza, in primo luogo con l’obiettivo di praticarvi la “pulizia etnica” mediante l’espulsione dei Palestinesi. Questo territorio dovrà poi essere trasformato in un grande “resort”: simile alla sua tenuta di Ma

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Il regime della Meloni sembra colto da un triplice delirio, che riguarda il Diritto, l’Economia e la Cultura.
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Il regime della Meloni sembra colto da un triplice delirio, che riguarda il Diritto, l’Economia e la Cultura.

Il regime della Meloni sembra colto da un triplice delirio, che riguarda il Diritto, l’Economia e la Cultura. In campo giuridico – e più precisamente nell’ambito del Diritto Penale – si gareggia nell’inventare nuove figure di reato. L’ultima in ordine di tempo è stata escogitata dalla fervida mente dei dirigenti dell’Associazione che riunisce in Carabinieri in Congedo della Lombardia. Se l’Arma fosse per definizione “Benemerita”, tale consorteria non lo sarebbe di meno qualora si de dedicasse a svolgere compiti ausiliari nel mantenimento dell’Ordine Pubblico. Visitando una domenica mattina il Santuario di Pompei,

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Il regime della Meloni sembra colto da un triplice delirio, che riguarda il Diritto, l’Economia e la Cultura.

Il regime della Meloni sembra colto da un triplice delirio, che riguarda il Diritto, l’Economia e la Cultura. In campo giuridico – e più precisamente nell’ambito del Diritto Penale – si gareggia nell’inventare nuove figure di reato. L’ultima in ordine di tempo è stata escogitata dalla fervida mente dei dirigenti dell’Associazione che riunisce in Carabinieri in Congedo della Lombardia. Se l’Arma fosse per definizione “Benemerita”, tale consorteria non lo sarebbe di meno qualora si de dedicasse a svolgere compiti ausiliari nel mantenimento dell’Ordine Pubblico. Visitando una domenica mattina il Santuario di Pompei,

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Il regime della Meloni sembra colto da un triplice delirio, che riguarda il Diritto, l’Economia e la Cultura.

Il regime della Meloni sembra colto da un triplice delirio, che riguarda il Diritto, l’Economia e la Cultura. In campo giuridico – e più precisamente nell’ambito del Diritto Penale – si gareggia nell’inventare nuove figure di reato. L’ultima in ordine di tempo è stata escogitata dalla fervida mente dei dirigenti dell’Associazione che riunisce in Carabinieri in Congedo della Lombardia. Se l’Arma fosse per definizione “Benemerita”, tale consorteria non lo sarebbe di meno qualora si de dedicasse a svolgere compiti ausiliari nel mantenimento dell’Ordine Pubblico. Visitando una domenica mattina il Santuario di Pompei,

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La Dottoressa Sibilla rifiuta la candidatura a Sindaco di Genova.
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La Dottoressa Sibilla rifiuta la candidatura a Sindaco di Genova.

La Dottoressa Sibilla rifiuta la candidatura a Sindaco di Genova. Si tratta di una persona che conosce bene il Partito ex Comunista, come prova la condivisione della decisione presa a suo tempo da Doria di non ripresentarsi alla fine del suo mandato per evitare che Burlando lo pugnalasse alla schiena: la precandidata ha capito che questa manovra si sarebbe ripetuta per l’ennesima volta a suo danno. Ora – ammesso e non concesso che a Genova si torni a votare quest’anno – c’è il rischio che la cosiddetta “Sinistra” rifiuti ancora una volta di vincere, per non intaccare il “Sistema – Liguria”. Il quale funziona in q

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L’apertura, da parte del Papa, della Porta Santa in San Pietro è avvenuta in presenza di una delegazione della Repubblica Italiana guidata dalla Presidente del Consiglio.
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L’apertura, da parte del Papa, della Porta Santa in San Pietro è avvenuta in presenza di una delegazione della Repubblica Italiana guidata dalla Presidente del Consiglio.

L’apertura, da parte del Papa, della Porta Santa in San Pietro è avvenuta in presenza di una delegazione della Repubblica Italiana guidata dalla Presidente del Consiglio. Il Capo dello Stato, la cui carica gli avrebbe conferito il diritto di esercitare le proprie funzioni di rappresentanza in una simile circostanza, era viceversa assente. I giornali, che si sbizzarriscono nelle interpretazioni a volte più fantasiose di simili accadimenti, non hanno evidentemente nulla da osservare al riguardo. Ogni illazione può risultare naturalmente sbagliata, ma a nostro modesto avviso Mattarella ha preferito non sminuirsi, es

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L’apertura, da parte del Papa, della Porta Santa in San Pietro è avvenuta in presenza di una delegazione della Repubblica Italiana guidata dalla Presidente del Consiglio.
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L’apertura, da parte del Papa, della Porta Santa in San Pietro è avvenuta in presenza di una delegazione della Repubblica Italiana guidata dalla Presidente del Consiglio.

L’apertura, da parte del Papa, della Porta Santa in San Pietro è avvenuta in presenza di una delegazione della Repubblica Italiana guidata dalla Presidente del Consiglio. Il Capo dello Stato, la cui carica gli avrebbe conferito il diritto di esercitare le proprie funzioni di rappresentanza in una simile circostanza, era viceversa assente. I giornali, che si sbizzarriscono nelle interpretazioni a volte più fantasiose di simili accadimenti, non hanno evidentemente nulla da osservare al riguardo. Ogni illazione può risultare naturalmente sbagliata, ma a nostro modesto avviso Mattarella ha preferito non sminuirsi, es

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Il giovane e brillante Avvocato Giacomo Varaldo, nostro concittadino onegliese dedito alla benemerita opera di assistenza legale in favore dei connazionali residenti all’estero, ci segnala un caso che merita – per le sue implicazioni – l’attenzione di tutti gli studiosi del Diritto Pubblico.
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Il giovane e brillante Avvocato Giacomo Varaldo, nostro concittadino onegliese dedito alla benemerita opera di assistenza legale in favore dei connazionali residenti all’estero, ci segnala un caso che merita – per le sue implicazioni – l’attenzione di tutti gli studiosi del Diritto Pubblico.

Il giovane e brillante Avvocato Giacomo Varaldo, nostro concittadino onegliese dedito alla benemerita opera di assistenza legale in favore dei connazionali residenti all’estero, ci segnala un caso che merita – per le sue implicazioni – l’attenzione di tutti gli studiosi del Diritto Pubblico. Una Signora italiana, nata Marzabotto nel 1874, emigrata in Brasile ed ivi deceduta più che centenaria nel 1976, si era sposata ed aveva avuto dei figli nel Paese di adozione. I suoi discendenti, naturalmente per linea matrilineare – equiparata comunque dalla più recente normativa in materia con quella patrilineare ai fini de

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Mentre scriviamo, non sappiamo ancora se Salvini verrà condannato a Palermo, quanto meno per il reato di Rifiuto di Atti di Ufficio.
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Mentre scriviamo, non sappiamo ancora se Salvini verrà condannato a Palermo, quanto meno per il reato di Rifiuto di Atti di Ufficio.

Mentre scriviamo, non sappiamo ancora se Salvini verrà condannato a Palermo, quanto meno per il reato di Rifiuto di Atti di Ufficio. Se la sentenza risulterà sfavorevole al “Capitano”, potremo spiegarci la campagna di stampa, cui partecipano anche i giornali di “Opposizione”, volta a presentare i Giudici come una categoria di persone dedite a privare della libertà gli innocenti. Se si riscontra qualche caso di errore giudiziario, risulta ben più frequente il fenomeno di soggetti incorporati in organi dello Stato o di altri Enti Pubblici che neanche vengono sottoposti a procedimento penale, pur in presenza di prov

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Chi viaggia sui vagoni della “S.N.C.F.”, cioè delle Ferrovie Francesi, può osservare in ogni piattaforma una mappa del Paese d’Oltralpe che descrive la rete dello “Chemin de Fer”.
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Chi viaggia sui vagoni della “S.N.C.F.”, cioè delle Ferrovie Francesi, può osservare in ogni piattaforma una mappa del Paese d’Oltralpe che descrive la rete dello “Chemin de Fer”.

Chi viaggia sui vagoni della “S.N.C.F.”, cioè delle Ferrovie Francesi, può osservare in ogni piattaforma una mappa del Paese d’Oltralpe che descrive la rete dello “Chemin de Fer”. Se si conosce la Geografia, si può constatare come una sola Regione ne sia stata esclusa, o quanto memo venga beneficiata da uno sviluppo delle rotaie molto minore rispetto a tutte le altre. Si tratta della Vandea. Se si tiene conto del fatto che lo sviluppo delle ferrovie in Francia avvenne soprattutto dopo il 1870, per impulso della Terza Repubblica, si capisce quanto profondo e persistente fosse ancora il risentimento causato dall’op

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Il Professor Cacciari è una delle ultime menti lucide ancora in grado di capire che cosa sta maturando in Italia, e più in generale nell’Occidente.
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Il Professor Cacciari è una delle ultime menti lucide ancora in grado di capire che cosa sta maturando in Italia, e più in generale nell’Occidente.

Il Professor Cacciari è una delle ultime menti lucide ancora in grado di capire che cosa sta maturando in Italia, e più in generale nell’Occidente. Nel suo recente articolo, pubblicato su “La Stampa” di Torino, l’ex Sindaco di Venezia rileva giustamente come la disaffezione dalla politica, che si è manifestata ancora una volta con l’astensione (per la prima volta superiore al cinquanta per cento in Emilia), dipenda in parte - anche se non esclusivamente - dalla constatata impossibilità di impedire la guerra. Le proteste per il Vietnam furono imponenti, malgrado le sue vicende riguardassero solo molto relativament

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Il Papa si recherà il mese prossimo in Corsica per partecipare ad un convegno internazionale sulla religiosità popolare nel Bacino del Mediterraneo.
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Il Papa si recherà il mese prossimo in Corsica per partecipare ad un convegno internazionale sulla religiosità popolare nel Bacino del Mediterraneo.

Il Papa si recherà il mese prossimo in Corsica per partecipare ad un convegno internazionale sulla religiosità popolare nel Bacino del Mediterraneo. Su questo mare si affacciano dei Paesi di religione cristiana – tanto cattolica quanto ortodossa – come altri di religione islamica. Tale circostanza conferisce all’iniziativa una dimensione ecumenica. La religiosità popolare è però soprattutto inscindibile con il carattere sociale del fenomeno religioso, che permane nel cosiddetto “Sud del Mondo”, mentre si è ormai perduto nel Nord. La sua sopravvivenza divide di conseguenza soggetti accomunati dalla stessa Fede. L’

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Quando Bergoglio si è recato in visita nella Sinagoga di Roma, il Rabbino Capo, Dottor Riccardo Samuele Di Segni, gli ha ricordato con giusta ragione il silenzio di Pacelli.
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Quando Bergoglio si è recato in visita nella Sinagoga di Roma, il Rabbino Capo, Dottor Riccardo Samuele Di Segni, gli ha ricordato con giusta ragione il silenzio di Pacelli.

Quando Bergoglio si è recato in visita nella Sinagoga di Roma, il Rabbino Capo, Dottor Riccardo Samuele Di Segni, gli ha ricordato con giusta ragione il silenzio di Pacelli. Il quale, pur essendo informato della imminente deportazione degli Israeliti di Roma, non volle né denunziarla, né intervenire affinché questo crimine venisse evitato. Pio XII poteva però invocare come attenuante il fatto che egli stesso correva il rischio di venire arrestato e condotto come ostaggio in Germania. Il precedente di Pio VI e di Pio VII, ambedue trasferiti a forza da Napoleone, era ben presente al Pontefice, ed ispirava la sua pr

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Due fatti, avvenuti contemporaneamente, hanno dimostrato nel modo più palese l’irrilevanza dell’Europa: il mandato di cattura emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia contro Netanyahu e l’ultimatum – sarebbe forse però più appropriato definirlo una dichiarazione di guerra – lanciato da Putin contro l’Occidente.
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Due fatti, avvenuti contemporaneamente, hanno dimostrato nel modo più palese l’irrilevanza dell’Europa: il mandato di cattura emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia contro Netanyahu e l’ultimatum – sarebbe forse però più appropriato definirlo una dichiarazione di guerra – lanciato da Putin contro l’Occidente.

Due fatti, avvenuti contemporaneamente, hanno dimostrato nel modo più palese l’irrilevanza dell’Europa: il mandato di cattura emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia contro Netanyahu e l’ultimatum – sarebbe forse però più appropriato definirlo una dichiarazione di guerra – lanciato da Putin contro l’Occidente. Il Capo del Cremlino si considera autorizzato ad attaccare con i missili ipersonici – e dunque non intercettabili – il territorio di quei Paesi che hanno fornito l’analogo armamento con cui l’Ucraina colpisce la Russia. Quest’ultimo avvertimento – sempre che sia soltanto tale – viene ignorato non sol

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Il personaggio storico cui può essere più propriamente comparato il nuovo “Governatore” Bucci è sicuramente Papa Sisto V.
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Il personaggio storico cui può essere più propriamente comparato il nuovo “Governatore” Bucci è sicuramente Papa Sisto V.

Il personaggio storico cui può essere più propriamente comparato il nuovo “Governatore” Bucci è sicuramente Papa Sisto V. Il quale era in origine un umile frate francescano di Grottammare. Narra la leggenda che Nostradamus, viaggiando in Italia, si imbatté in un gruppo di Religiosi. Il Profeta di Salon andò ad inginocchiarsi davanti a colui che sembrava, per il suo aspetto gracile e dimesso, il meno importante. A chi gli domandava quale fosse il motivo del suo comportamento, Nostradamus avrebbe risposto: “Non dovrei forse inginocchiarmi davanti a Sua Santità?”. Il Conclave che portò Felice Peretti al Soglio di Pi

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La risposta israeliana all’attacco missilistico dell’Iran è arrivata, sia pure in ritardo, senza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica.
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La risposta israeliana all’attacco missilistico dell’Iran è arrivata, sia pure in ritardo, senza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica.

Il dato più interessante emerso dal voto degli Stati Uniti non è tanto costituito dalla spaccatura tra la parte etnicamente omogenea del Paese e le zone in cui si è già irreversibilmente sviluppata una società multiculturale, quanto piuttosto dal fatto che anche in questi luoghi la popolazione di origine europea ha spostato il proprio consenso in direzione di Trump e del suo motto “L’America agli Americani”. Forse illudendosi che la realtà in cui vive sia reversibile, o forse per affermare la propria posizione, ritenuta a torto o a ragione privilegiata, nei confronti delle genti di diversa provenienza. Se la cons

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La risposta israeliana all’attacco missilistico dell’Iran è arrivata, sia pure in ritardo, senza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica.
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La risposta israeliana all’attacco missilistico dell’Iran è arrivata, sia pure in ritardo, senza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica.

Il dato più interessante emerso dal voto degli Stati Uniti non è tanto costituito dalla spaccatura tra la parte etnicamente omogenea del Paese e le zone in cui si è già irreversibilmente sviluppata una società multiculturale, quanto piuttosto dal fatto che anche in questi luoghi la popolazione di origine europea ha spostato il proprio consenso in direzione di Trump e del suo motto “L’America agli Americani”. Forse illudendosi che la realtà in cui vive sia reversibile, o forse per affermare la propria posizione, ritenuta a torto o a ragione privilegiata, nei confronti delle genti di diversa provenienza. Se la cons

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La risposta israeliana all’attacco missilistico dell’Iran è arrivata, sia pure in ritardo, senza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica.
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La risposta israeliana all’attacco missilistico dell’Iran è arrivata, sia pure in ritardo, senza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica.

La risposta israeliana all’attacco missilistico dell’Iran è arrivata, sia pure in ritardo, senza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica. La guerra in Medio Oriente ha nondimeno compiuto un passo avanti, che gli osservatori internazionali considerano irreversibile. Non già assumendo immediatamente le caratteristiche di uno scontro regionale generalizzato, bensì quelle proprie dei conflitti cosiddetti asimmetrici. Come fu a suo tempo quello dell’Indocina. Che venne combattuto da una parte dispiegando tutti gli strumenti della tecnologia moderna – rappresentati all’epoca dai bombardamen

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Il settore tradizionalista della Chiesa Cattolica sta esprimendo, soprattutto mediante la sua rete radiofonica di riferimento, due posizioni.
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Il settore tradizionalista della Chiesa Cattolica sta esprimendo, soprattutto mediante la sua rete radiofonica di riferimento, due posizioni.

Il settore tradizionalista della Chiesa Cattolica sta esprimendo, soprattutto mediante la sua rete radiofonica di riferimento, due posizioni. Una è costituita dall’adesione non tanto alla candidature di Trump quanto piuttosto alla cultura di cui tale postulazione costituisce l’espressione politica. Una cultura che include trasversalmente settori tanto cattolici quanto evangelici degli Stati Uniti. Lo prova il fatto che l’allora Presidente aveva incaricato “Steve” Bannon, suo intimo collaboratore , di promuovere in Italia addirittura la costituzione una sorta di “Vaticano alternativo”, scegliendo come sua sede l’A

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I grandi giornalisti di un tempo, quando erano inviati dal Direttore in un Paese straniero per riferire ai lettori della situazione politica locale – il che avveniva solitamente in quanto la loro Nazione di origine doveva coltivarvi i propri interessi - iniziavano regolarmente l’articolo con queste parole: “L’autista del taxi che mi ha portato dall’aeroporto fino in albergo ha detto che…”.
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I grandi giornalisti di un tempo, quando erano inviati dal Direttore in un Paese straniero per riferire ai lettori della situazione politica locale – il che avveniva solitamente in quanto la loro Nazione di origine doveva coltivarvi i propri interessi - iniziavano regolarmente l’articolo con queste parole: “L’autista del taxi che mi ha portato dall’aeroporto fino in albergo ha detto che…”.

I grandi giornalisti di un tempo, quando erano inviati dal Direttore in un Paese straniero per riferire ai lettori della situazione politica locale – il che avveniva solitamente in quanto la loro Nazione di origine doveva coltivarvi i propri interessi - iniziavano regolarmente l’articolo con queste parole: “L’autista del taxi che mi ha portato dall’aeroporto fino in albergo ha detto che…”. I taxisti sono in genere bene informati sui pettegolezzi, ma non altrettanto sulla situazione geopolitica. Il giornalista metteva dunque in bocca a costoro tutte le analisi e le indiscrezioni che aveva viceversa raccolto nell’a

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Il Sindaco di Imperia, nella sua irrefrenabile megalomania, ha bandito una Crociata contro la Sinistra – che definisce una “accozzaglia” - per impedirle di conquistare la Regione.
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Il Sindaco di Imperia, nella sua irrefrenabile megalomania, ha bandito una Crociata contro la Sinistra – che definisce una “accozzaglia” - per impedirle di conquistare la Regione.

Il Sindaco di Imperia, nella sua irrefrenabile megalomania, ha bandito una Crociata contro la Sinistra – che definisce una “accozzaglia” - per impedirle di conquistare la Regione. Evidentemente, l’Uomo si identifica con Urbano II o con San Pier Damiani. Sul piano nazionale, la situazione non è certo migliore. Abbiamo ascoltato il Sindaco di Ravenna lamentare – a proposito dell’alluvione – che per la prima volta dal 1945 l’Italia non ha affrontato solidalmente una catastrofe naturale. La Destra, infatti, non riconosce l’apporto recato per soccorrere le vittime dalla parte politica avversa, ed anzi approfitta della

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Caro Amico,
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Caro Amico,

Caro Amico, Se un marziano atterrasse in questo momento in Liguria, gli basterebbe – per capire la situazione in cui versa la nostra Regione – consultare due interviste, rilasciate entrambe al “Secolo XIX”: una da Burlando e l’altra da Sonia Viale. Non so se i due personaggi, essendo uniti dalla comune amicizia con Beatrice Cozzi Parodi, ne abbiano concordato i contenuti, ma l’uno si legge in perfetta continuità con l’altro. Proprio come se si trattasse di due capitoli dello stesso romanzo. L’ex “Governatore” lamenta le condizioni in cui versa il Porto di Genova, a suo dire trascurato colpevolmente dai nostri Gov

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Caro Amico,
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Caro Amico, Se un marziano atterrasse in questo momento in Liguria, gli basterebbe – per capire la situazione in cui versa la nostra Regione – consultare due interviste, rilasciate entrambe al “Secolo XIX”: una da Burlando e l’altra da Sonia Viale. Non so se i due personaggi, essendo uniti dalla comune amicizia con Beatrice Cozzi Parodi, ne abbiano concordato i contenuti, ma l’uno si legge in perfetta continuità con l’altro. Proprio come se si trattasse di due capitoli dello stesso romanzo. L’ex “Governatore” lamenta le condizioni in cui versa il Porto di Genova, a suo dire trascurato colpevolmente dai nostri Gov

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Il nostro incontro con il Sindaco di Sanremo si è concluso
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Il nostro incontro con il Sindaco di Sanremo si è concluso

Il nostro incontro con il Sindaco di Sanremo si è concluso – in aderenza con la sua squisita ospitalità – con la consegna di un gradito dono da parte del Primo Cittadino. Si è trattato di un “Numero Unico”, curato dalla Associazione che si occupa di preservare le tradizioni locali, redatto infatti parzialmente in lingua regionale. Questo Sodalizio sostiene Mager in modo aperto e dichiarato, peraltro con pieno merito del Sindaco. Inevitabile il paragone con Imperia, dove l’analoga Associazione onegliese ha sempre agito come “longa manus” della Destra che governa il Comune. Non limitandosi ad un sostegno elettorale

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Il nostro incontro con il Sindaco di Sanremo si è concluso
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Il nostro incontro con il Sindaco di Sanremo si è concluso

Il nostro incontro con il Sindaco di Sanremo si è concluso – in aderenza con la sua squisita ospitalità – con la consegna di un gradito dono da parte del Primo Cittadino. Si è trattato di un “Numero Unico”, curato dalla Associazione che si occupa di preservare le tradizioni locali, redatto infatti parzialmente in lingua regionale. Questo Sodalizio sostiene Mager in modo aperto e dichiarato, peraltro con pieno merito del Sindaco. Inevitabile il paragone con Imperia, dove l’analoga Associazione onegliese ha sempre agito come “longa manus” della Destra che governa il Comune. Non limitandosi ad un sostegno elettorale

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Kamala Harris ha scelto come candidato alla Vice Presidenza un rappresentante della Sinistra del suo Partito.
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Kamala Harris ha scelto come candidato alla Vice Presidenza un rappresentante della Sinistra del suo Partito.

Kamala Harris ha scelto come candidato alla Vice Presidenza un rappresentante della Sinistra del suo Partito. Questo settore, guidato da Alexandria Ocasio-Cortez, Deputata portoricana di Nuova York, minacciava altrimenti di non appoggiarla. Al di là delle alchimie, sempre necessarie quando si compongono le coalizioni, la decisione della Signora Harris ha un significato ben preciso: non serve inseguire la parte opposta sul suo terreno. Una volta concordato il programma – tenendo conto di tutte le diverse istanze culturali, etniche, sociali e religiose che sono disposte ad appoggiarlo – per vincere occorre sottolin

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Il Professor Demattei, la cui voce viene amplificata da Padre Fanzaga – incaricato di farne giungere l’eco al di là della ristretta cerchia dei Tradizionalisti più esagitati - coglie al volo l’occasione offerta dallo spettacolo di pessimo gusto organizzato a Parigi all’apertura delle Olimpiadi per auspicare qualche forma di restrizione da imporre a tali manifestazioni del pensiero.
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Il Professor Demattei, la cui voce viene amplificata da Padre Fanzaga – incaricato di farne giungere l’eco al di là della ristretta cerchia dei Tradizionalisti più esagitati - coglie al volo l’occasione offerta dallo spettacolo di pessimo gusto organizzato a Parigi all’apertura delle Olimpiadi per auspicare qualche forma di restrizione da imporre a tali manifestazioni del pensiero.

Il Professor Demattei, la cui voce viene amplificata da Padre Fanzaga – incaricato di farne giungere l’eco al di là della ristretta cerchia dei Tradizionalisti più esagitati - coglie al volo l’occasione offerta dallo spettacolo di pessimo gusto organizzato a Parigi all’apertura delle Olimpiadi per auspicare qualche forma di restrizione da imporre a tali manifestazioni del pensiero. Altrimenti – dice Demattei – l’Occidente, perduta la sua identità cristiana, verrà travolto dall’Islam. Ecco spiegato il principale motivo alla base del sodalizio con Fanzaga: se la Madonna di Lourdes serviva per combattere la Massoner

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Dice il proverbio cinese che bisogna “bastonare il cane che annega”.
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Dice il proverbio cinese che bisogna “bastonare il cane che annega”.

Dice il proverbio cinese che bisogna “bastonare il cane che annega”. Più aulico è il latino “Mors tua, vita mea”. Fatto sta ed è che il Sindaco di Imperia decreta la morte politica di Toti, invitandolo – senza tanti complimenti – a farsi da parte. Probabilmente, il “Bassotto” - avendo orecchiato le cronache dall’America - si è sentito nei panni di Kamala Harris, attribuendo al “Governatore” quelli di Biden. L’impiegato MEDIASET – il quale, a differenza del Presidente degli Stati Uniti, non è assolutamente rimbecillito - deve avere percepito questa presa di posizione come un tradimento. “Tu quoque, Brute!”, direbb

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Narra la leggenda che il capostipite dei Rotschild abbia creato la fortuna della sua famiglia - mediante i giochi di Borsa - essendo stato informato per primo, grazie ad un piccione viaggiatore, della sconfitta di Napoleone a Waterloo.
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Narra la leggenda che il capostipite dei Rotschild abbia creato la fortuna della sua famiglia - mediante i giochi di Borsa - essendo stato informato per primo, grazie ad un piccione viaggiatore, della sconfitta di Napoleone a Waterloo.

Narra la leggenda che il capostipite dei Rotschild abbia creato la fortuna della sua famiglia - mediante i giochi di Borsa - essendo stato informato per primo, grazie ad un piccione viaggiatore, della sconfitta di Napoleone a Waterloo. L’annunzio delle dimissioni di Toti, giunto a Scajola e prontamente comunicato al “Secolo XIX”, può essere paragonato a questo remoto avvenimento. Come pure ai grandi “scoop” giornalistici. Mentre uno dei quotidiani che uscivano a Milano in quel tempo annunziava il regicidio di Monza, il suo concorrente pubblicava un edificante resoconto della festa organizzata in onore di Umberto

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I Servizi di “Intelligence” occidentali, così come le redazioni dei grandi mezzi di informazione, avevano inventato una scienza tanto astrusa da non avere neanche una specifica denominazione, consistente nel decifrare che cosa stava succedendo nella dirigenza comunista cinese in base a quali suoi componenti apparissero nelle fotografie ufficiali, come pure in base alla loro vicinanza o lontananza fisica dal Capo supremo.
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I Servizi di “Intelligence” occidentali, così come le redazioni dei grandi mezzi di informazione, avevano inventato una scienza tanto astrusa da non avere neanche una specifica denominazione, consistente nel decifrare che cosa stava succedendo nella dirigenza comunista cinese in base a quali suoi componenti apparissero nelle fotografie ufficiali, come pure in base alla loro vicinanza o lontananza fisica dal Capo supremo.

I Servizi di “Intelligence” occidentali, così come le redazioni dei grandi mezzi di informazione, avevano inventato una scienza tanto astrusa da non avere neanche una specifica denominazione, consistente nel decifrare che cosa stava succedendo nella dirigenza comunista cinese in base a quali suoi componenti apparissero nelle fotografie ufficiali, come pure in base alla loro vicinanza o lontananza fisica dal Capo supremo. Lo stesso avveniva per i gerarchi sovietici che presenziavano alle sfilate sulla Piazza Rossa allineati sul Mausoleo di Lenin. Una variante era costituita dal valutare le presenze e le assenze ai

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L’Unità, nei tempi in cui la dirigeva l’eretico Pietro Ingrao, veniva considerata la “Marina” del Partito Comunista, dovendo affrontare il mare aperto del dibattito politico per compiere le azioni più spericolate.
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L’Unità, nei tempi in cui la dirigeva l’eretico Pietro Ingrao, veniva considerata la “Marina” del Partito Comunista, dovendo affrontare il mare aperto del dibattito politico per compiere le azioni più spericolate.

L’Unità, nei tempi in cui la dirigeva l’eretico Pietro Ingrao, veniva considerata la “Marina” del Partito Comunista, dovendo affrontare il mare aperto del dibattito politico per compiere le azioni più spericolate. Le “Botteghe Oscure”, popolate da grigi burocrati, costituivano invece la fanteria, tanto disciplinata quanto incapace di osare. La Redazione di Genova de “La Repubblica”, che costituisce l’organo ufficiale del Partito Democratico della Liguria, assomiglia più alla “Pravda” dell’era di Breznev che – per l’appunto – all’Unità di Pietro Ingrao. Ecco spiegato il motivo per cui, al pari de “Il Secolo XIX” -

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L’Unità, nei tempi in cui la dirigeva l’eretico Pietro Ingrao, veniva considerata la “Marina” del Partito Comunista, dovendo affrontare il mare aperto del dibattito politico per compiere le azioni più spericolate.
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L’Unità, nei tempi in cui la dirigeva l’eretico Pietro Ingrao, veniva considerata la “Marina” del Partito Comunista, dovendo affrontare il mare aperto del dibattito politico per compiere le azioni più spericolate.

L’Unità, nei tempi in cui la dirigeva l’eretico Pietro Ingrao, veniva considerata la “Marina” del Partito Comunista, dovendo affrontare il mare aperto del dibattito politico per compiere le azioni più spericolate. Le “Botteghe Oscure”, popolate da grigi burocrati, costituivano invece la fanteria, tanto disciplinata quanto incapace di osare. La Redazione di Genova de “La Repubblica”, che costituisce l’organo ufficiale del Partito Democratico della Liguria, assomiglia più alla “Pravda” dell’era di Breznev che – per l’appunto – all’Unità di Pietro Ingrao. Ecco spiegato il motivo per cui, al pari de “Il Secolo XIX” -

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La rottura tra la Meloni e la Von Der Leyen può stupire soltanto chi ignora gli umori di Bruxelles.
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La rottura tra la Meloni e la Von Der Leyen può stupire soltanto chi ignora gli umori di Bruxelles.

La rottura tra la Meloni e la Von Der Leyen può stupire soltanto chi ignora gli umori di Bruxelles. Dove da moltissimo tempo gli “Eurocrati” - su consiglio di quanti tra loro hanno origine italiana - mettono la nostra Presidente del Consiglio sullo stesso piano di Orban. Nutrendo nei confronti di entrambi una mal dissimulata diffidenza, originata dalla constatazione di quanto peraltro sta sotto gli occhi di tutti, cioè l’incompatibilità tra la cultura liberaldemocratica europea e quella di radice mediterranea e terzomondista propria di chi – non avendo frequentato neanche la Secondaria Superiore – vanta ascendent

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L’attentato a Trump costituisce l’evento, che come sempre attrae – anzi monopolizza - l’attenzione dei mezzi di comunicazione, essendogli dedicati i titoli di prima pagina dei giornali ed i servizi di apertura dei notiziari radiotelevisivi.
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L’attentato a Trump costituisce l’evento, che come sempre attrae – anzi monopolizza - l’attenzione dei mezzi di comunicazione, essendogli dedicati i titoli di prima pagina dei giornali ed i servizi di apertura dei notiziari radiotelevisivi.

L’attentato a Trump costituisce l’evento, che come sempre attrae – anzi monopolizza - l’attenzione dei mezzi di comunicazione, essendogli dedicati i titoli di prima pagina dei giornali ed i servizi di apertura dei notiziari radiotelevisivi. I fatti che lo hanno preceduto – determinando l’inevitabile rielezione dell’ex Presidente – sono almeno due. Uno è costituito dalle visite che gli hanno reso alcuni Capi di Stato e di Governo attualmente in carica, cui si è attribuito carattere non già privato, bensì ufficiale. A questi incontri hanno fatto da “pendant” i contatti ufficiosi intercorsi tra gli emissari di Trump

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Nel precedente articolo, abbiamo considerato come l’unica ispirazione della politica occidentale e delle strategie con cui si cerca di vincere – o quanto meno di non perdere – le guerre in corso, venga fornita dagli Israeliti.
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Nel precedente articolo, abbiamo considerato come l’unica ispirazione della politica occidentale e delle strategie con cui si cerca di vincere – o quanto meno di non perdere – le guerre in corso, venga fornita dagli Israeliti.

Nel precedente articolo, abbiamo considerato come l’unica ispirazione della politica occidentale e delle strategie con cui si cerca di vincere – o quanto meno di non perdere – le guerre in corso, venga fornita dagli Israeliti. La Chiesa Cattolica, che esercita pur sempre - attraverso il Papato - la massima Autorità spirituale in questa parte del mondo, ha mutato profondamente la sua funzione. Fino a quando le Potenze dell’Europa hanno dominato gli altri Continenti, la Santa Sede garantiva loro un supporto, mentre ora il Vaticano è diviene il centro propulsore dell’influenza esercitata dal cosiddetto “Sud globale”

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Nel precedente articolo, abbiamo considerato come l’unica ispirazione della politica occidentale e delle strategie con cui si cerca di vincere – o quanto meno di non perdere – le guerre in corso, venga fornita dagli Israeliti.
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Nel precedente articolo, abbiamo considerato come l’unica ispirazione della politica occidentale e delle strategie con cui si cerca di vincere – o quanto meno di non perdere – le guerre in corso, venga fornita dagli Israeliti.

Nel precedente articolo, abbiamo considerato come l’unica ispirazione della politica occidentale e delle strategie con cui si cerca di vincere – o quanto meno di non perdere – le guerre in corso, venga fornita dagli Israeliti. La Chiesa Cattolica, che esercita pur sempre - attraverso il Papato - la massima Autorità spirituale in questa parte del mondo, ha mutato profondamente la sua funzione. Fino a quando le Potenze dell’Europa hanno dominato gli altri Continenti, la Santa Sede garantiva loro un supporto, mentre ora il Vaticano è diviene il centro propulsore dell’influenza esercitata dal cosiddetto “Sud globale”

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Cahloun, “leader” della causa sudista nel lungo periodo di incubazione della Guerra Civile che dopo la sua morte avrebbe lacerato gli Stati Uniti, era solito ripetere che l’Unione si sarebbe spaccata quando la contrapposizione tra le parti politiche avesse coinciso con la divisione territoriale.
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Cahloun, “leader” della causa sudista nel lungo periodo di incubazione della Guerra Civile che dopo la sua morte avrebbe lacerato gli Stati Uniti, era solito ripetere che l’Unione si sarebbe spaccata quando la contrapposizione tra le parti politiche avesse coinciso con la divisione territoriale.

Cahloun, “leader” della causa sudista nel lungo periodo di incubazione della Guerra Civile che dopo la sua morte avrebbe lacerato gli Stati Uniti, era solito ripetere che l’Unione si sarebbe spaccata quando la contrapposizione tra le parti politiche avesse coinciso con la divisione territoriale. Se gli Stati Uniti ricadono oggi in un simile pericolo – a prescindere dall’esito del voto per la Presidenza – ciò avviene in quanto si ripete questa situazione. In realtà, in ogni Paese esistono delle tradizioni politiche locali, che coincidono con le identità regionali. In Italia, l’Emilia e la Romagna erano il luogo in

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Il Sindaco Mager ha insediato la su Giunta, nella quale – più che le diverse correnti politiche confluite nel sostenerlo – è rappresentata al meglio la cosiddetta “Società Civile”.
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Il Sindaco Mager ha insediato la su Giunta, nella quale – più che le diverse correnti politiche confluite nel sostenerlo – è rappresentata al meglio la cosiddetta “Società Civile”.

Il Sindaco Mager ha insediato la su Giunta, nella quale – più che le diverse correnti politiche confluite nel sostenerlo – è rappresentata al meglio la cosiddetta “Società Civile”. Il Primo Cittadino ha mantenuto – di questo gli va dato atto, in attesa di vederlo alla prova – l’impegno assunto dopo il primo turno: un impegno riassunto efficacemente nel rifiuto di essere ”totiani”. Ciò significa non assumere la rappresentanza esclusiva ed egoistica degli interessi propri di un settore politico, che in tanto si mantiene al potere in quanto elargisce facilitazioni a soggetti privati intenzionati a calpestare tanto l

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Tra poche ore, conosceremo l’esito della disfida di Sanremo.
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Tra poche ore, conosceremo l’esito della disfida di Sanremo.

Tra poche ore, conosceremo l’esito della disfida di Sanremo. Quale che sia il risultato, tanto Mager quanto la “Sinistra” avranno perduto una occasione. Risulta indubbio che una vittoria del Candidato “civico” produrrebbe un effetto positivo, garantendo alla Città una buona e corretta Amministrazione, e contenendo il contagio del sistema di corruzione rivelato dal procedimento penale in corso a Genova. Noi auspichiamo naturalmente che Mager, uomo di assoluta onestà, possa svolgere il compito che a suo tempo è stato proprio dell’Ingegner Capacci ad Imperia, e poi del sindaco Biancheri nella stessa Sanremo. Che è c

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Tra poche ore, conosceremo l’esito della disfida di Sanremo.
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Tra poche ore, conosceremo l’esito della disfida di Sanremo.

Tra poche ore, conosceremo l’esito della disfida di Sanremo. Quale che sia il risultato, tanto Mager quanto la “Sinistra” avranno perduto una occasione. Risulta indubbio che una vittoria del Candidato “civico” produrrebbe un effetto positivo, garantendo alla Città una buona e corretta Amministrazione, e contenendo il contagio del sistema di corruzione rivelato dal procedimento penale in corso a Genova. Noi auspichiamo naturalmente che Mager, uomo di assoluta onestà, possa svolgere il compito che a suo tempo è stato proprio dell’Ingegner Capacci ad Imperia, e poi del sindaco Biancheri nella stessa Sanremo. Che è c

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Le più vive congratulazioni ai Servizi Segreti del Vaticano, guidati dal “solerte” (qualifica conferita per consuetudine dai cronisti agli investigatori) Ispettore Cristiano Cristofani, per essere riusciti nell’impresa di scovare il nascondiglio in cui si occultava Monsignor Viganò.
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Le più vive congratulazioni ai Servizi Segreti del Vaticano, guidati dal “solerte” (qualifica conferita per consuetudine dai cronisti agli investigatori) Ispettore Cristiano Cristofani, per essere riusciti nell’impresa di scovare il nascondiglio in cui si occultava Monsignor Viganò.

Le più vive congratulazioni ai Servizi Segreti del Vaticano, guidati dal “solerte” (qualifica conferita per consuetudine dai cronisti agli investigatori) Ispettore Cristiano Cristofani, per essere riusciti nell’impresa di scovare il nascondiglio in cui si occultava Monsignor Viganò. Neanche il “Mossad”, nel ricercare un terrorista di “Hamas” avrebbe conseguito un simile risultato. L’eccentrico Prelato, oltre che uno strenuo oppositore del Papa, è infatti anche una sorta di Primula Rossa in veste talare. Sulla sua ubicazione circolavano le voci più disparate, sconfinanti nella fantapolitica. Secondo alcuni, l’ex N

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Se la Signora Meloni non avesse intrapreso la carriera politica, si sarebbe dedicata – con altrettanto successo – a quella dello spettacolo.
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Se la Signora Meloni non avesse intrapreso la carriera politica, si sarebbe dedicata – con altrettanto successo – a quella dello spettacolo.

Se la Signora Meloni non avesse intrapreso la carriera politica, si sarebbe dedicata – con altrettanto successo – a quella dello spettacolo. Che costituisce tuttavia il suo “violon d’Igres”, a giudicare dai siparietti – degni del leggendario “Ambra Jovinelli” – con cui inframmezza i comizi, esibendosi nell’imitazione della gente “de Sinistra” di Roma. Un altro suo numero è costituito dalle smorfie facciali, che esprimono un’ampia gamma di stati d’animo. Se con Biden vengono esibiti i più smaglianti sorrisi (chissà però come la Presidente del Consiglio accoglierebbe Trump, a lei ben più affine), quando la Signora

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Poco dopo la stipula dei Patti Lateranensi, si aprì un contenzioso tra lo Stato italiano e la Santa Sede, avente per oggetto l’Azione Cattolica.
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Poco dopo la stipula dei Patti Lateranensi, si aprì un contenzioso tra lo Stato italiano e la Santa Sede, avente per oggetto l’Azione Cattolica.

Poco dopo la stipula dei Patti Lateranensi, si aprì un contenzioso tra lo Stato italiano e la Santa Sede, avente per oggetto l’Azione Cattolica. Il principale argomento di tale disputa era costituito dal modo in cui venivano designati i suoi dirigenti diocesani. Molti aderenti a questo Sodalizio avevano militato – fino al suo scioglimento – nel Partito Popolare, e come tali erano in odore di antifascismo. Mussolini - per evitare che l’opposizione, dopo essere stata cacciata dalla porta, rientrasse dalla finestra - pretese che i Presidenti delle varie articolazioni territoriali dell’Azione Cattolica fossero nomina

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Le migliori qualità delle persone sono sempre quelle che risultano – e che risaltano – soltanto “post mortem”.
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Le migliori qualità delle persone sono sempre quelle che risultano – e che risaltano – soltanto “post mortem”.

Le migliori qualità delle persone sono sempre quelle che risultano – e che risaltano – soltanto “post mortem”. Tanto perché la loro rivelazione tardiva permette – ed anzi impone - di annoverarne, un’altra, la più preziosa di tutte, e cioè la modestia. Quanto perché la dipartita di un uomo – o di una donna – rappresenta il momento in cui si può finalmente tracciare il bilancio della sua esistenza, essendo ogni debito ed ogni credito morale finalmente rivelato. Senza che sia più possibile alcun occultamento, né alcuna revisione - per quanto tardiva - del dare e dell’avere. Quando il morto è un credente, chi gli sop

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Il Governo Meloni ha riconfermato puntualmente il proprio orientamento centralista, adottando una misura di dubbia legittimità costituzionale.Il Governo Meloni ha riconfermato puntualmente il proprio orientamento centralista, adottando una misura di dubbia legittimità costituzionale.
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Il Governo Meloni ha riconfermato puntualmente il proprio orientamento centralista, adottando una misura di dubbia legittimità costituzionale.Il Governo Meloni ha riconfermato puntualmente il proprio orientamento centralista, adottando una misura di dubbia legittimità costituzionale.

Il Governo Meloni ha riconfermato puntualmente il proprio orientamento centralista, adottando una misura di dubbia legittimità costituzionale. I trasferimenti dallo Stato ai Comuni verranno ridotti in una quantità che corrisponde esattamente con quanto è stato corrisposto a questi Enti Locali da parte dell’Unione Europea in base al cosiddetto “P.N.R”. Il motivo di tale provvedimento, manifestamente sanzionatorio e tale da gettare i Sindaci nella disperazione, consiste nel fatto che i trasferimenti decisi dall’Unione Europea giungono ai Comuni per il tramite dello Stato. Il quale però, anziché dare compimento a ta

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Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Capitale del primo Stato italiano che abolì il regime confessionale, estendendo in seguito questa acquisizione al resto dell’Italia, si è reso inconsapevolmente protagonista della sua restaurazione.
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Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Capitale del primo Stato italiano che abolì il regime confessionale, estendendo in seguito questa acquisizione al resto dell’Italia, si è reso inconsapevolmente protagonista della sua restaurazione.

Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Capitale del primo Stato italiano che abolì il regime confessionale, estendendo in seguito questa acquisizione al resto dell’Italia, si è reso inconsapevolmente protagonista della sua restaurazione. Per la prima volta dalle Leggi Siccardi, risalenti al lontano 1855, in un Ateneo del Piemonte si è celebrata una funzione religiosa. Non già seguendo la liturgia del culto cattolico, bensì quella del culto islamico. L’Imam di una delle numerose Moschee cittadine non si è limitato a presiedere la preghiera, bensì ha pronunziato una “hutba” – cioè, una predica,

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Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Capitale del primo Stato italiano che abolì il regime confessionale, estendendo in seguito questa acquisizione al resto dell’Italia, si è reso inconsapevolmente protagonista della sua restaurazione.
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Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Capitale del primo Stato italiano che abolì il regime confessionale, estendendo in seguito questa acquisizione al resto dell’Italia, si è reso inconsapevolmente protagonista della sua restaurazione.

Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Capitale del primo Stato italiano che abolì il regime confessionale, estendendo in seguito questa acquisizione al resto dell’Italia, si è reso inconsapevolmente protagonista della sua restaurazione. Per la prima volta dalle Leggi Siccardi, risalenti al lontano 1855, in un Ateneo del Piemonte si è celebrata una funzione religiosa. Non già seguendo la liturgia del culto cattolico, bensì quella del culto islamico. L’Imam di una delle numerose Moschee cittadine non si è limitato a presiedere la preghiera, bensì ha pronunziato una “hutba” – cioè, una predica,

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Per giustificare l’avvento al Governo dei Paesi Bassi dell’estrema Destra di Wilders, si è fatto ricorso ad un argomento che merita di essere preso in considerazione.
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Per giustificare l’avvento al Governo dei Paesi Bassi dell’estrema Destra di Wilders, si è fatto ricorso ad un argomento che merita di essere preso in considerazione.

Per giustificare l’avvento al Governo dei Paesi Bassi dell’estrema Destra di Wilders, si è fatto ricorso ad un argomento che merita di essere preso in considerazione. Questo personaggio viene presentato come una sorta di Giano Bifronte, a seconda che le sue posizioni riguardino i concittadini o gli immigrati. In questo ultimo campo, si tratta di un soggetto perfettamente allineato con chi – in tutta l’Europa Occidentale - condivide la sua collocazione ufficiale. Wilders si presenta anzi come il più estremista di tutti. Mentre infatti gli altri campioni dell’estrema Destra affermano di non avere nulla contro i Mus

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Due notizie attinenti con la religione illuminano – più di tutte le chiacchiere sulle vicende dei Partiti – la situazione civile dell’Italia.
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Due notizie attinenti con la religione illuminano – più di tutte le chiacchiere sulle vicende dei Partiti – la situazione civile dell’Italia.

Due notizie attinenti con la religione illuminano – più di tutte le chiacchiere sulle vicende dei Partiti – la situazione civile dell’Italia. Tarquinio, già Direttore di “Avvenire”, cioè dell’organo ufficiale della nostra Conferenza Episcopale, dice di auspicare per l’Ucraina lo stesso futuro di Piazza della Pace Celeste: dove il problema del dissenso in Cina venne risolto dal regime comunista in modo radicale, uccidendo tutti quanti lo avevano manifestato. Giulio Cesare, se non andiamo errati, mise in bocca adun popolo sottomesso questa definizione dei Romani: “Ubi solitudinem faciunt, pace appellant”. Sublimand

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Il Dottor Tarquinio, ex Direttore di “Avvenire”, candidato alle Elezioni Europee quale indipendente nelle liste degli ex Comunisti, si è distinto per una “boutade” su Israele.
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Il Dottor Tarquinio, ex Direttore di “Avvenire”, candidato alle Elezioni Europee quale indipendente nelle liste degli ex Comunisti, si è distinto per una “boutade” su Israele.

Il Dottor Tarquinio, ex Direttore di “Avvenire”, candidato alle Elezioni Europee quale indipendente nelle liste degli ex Comunisti, si è distinto per una “boutade” su Israele. Poiché l’accusa di “genocidio” sarebbe risultata eccessiva, il noto giornalista ha ripiegato su quella di “pulizia etnica”. Tale prassi consiste in una violenza, praticata da uno Stato o da un movimento insurrezionale, mirante a porre un soggetto nazionale o religioso diverso nella alternativa tra emigrare, venire forzatamente assimilato o essere soppresso fisicamente. A ben vedere, la differenza con il genocidio consiste soltanto nel fatto

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In occasione della ricorrenza della Liberazione, abbiamo udito e meditato ben quattro discorsi: quello pronunziato in Val di Chiana dal Presidente della Repubblica, quello del Prefetto, quello del Sindaco e quello del rappresentante dell’Associazione Nazionale dei Partigiani, il quale ultimo ha parlato a Milano.
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In occasione della ricorrenza della Liberazione, abbiamo udito e meditato ben quattro discorsi: quello pronunziato in Val di Chiana dal Presidente della Repubblica, quello del Prefetto, quello del Sindaco e quello del rappresentante dell’Associazione Nazionale dei Partigiani, il quale ultimo ha parlato a Milano.

In occasione della ricorrenza della Liberazione, abbiamo udito e meditato ben quattro discorsi: quello pronunziato in Val di Chiana dal Presidente della Repubblica, quello del Prefetto, quello del Sindaco e quello del rappresentante dell’Associazione Nazionale dei Partigiani, il quale ultimo ha parlato a Milano. Tanto il Capo dello Stato quanto il suo massimo rappresentante nella nostra Provincia hanno espresso lo stesso concetto, essendo probabilmente il primo l’ispiratore – sia pure indiretto - dell’orazione pronunziata dal secondo: la Repubblica trae la sua legittimità dalla Resistenza. La Meloni ritiene invec

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Quanto è avvenuto in occasione delle celebrazioni del Venticinque Aprile rivela la condizione disastrosa in cui versa la cosiddetta “Sinistra” italiana.
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Quanto è avvenuto in occasione delle celebrazioni del Venticinque Aprile rivela la condizione disastrosa in cui versa la cosiddetta “Sinistra” italiana.

Quanto è avvenuto in occasione delle celebrazioni del Venticinque Aprile rivela la condizione disastrosa in cui versa la cosiddetta “Sinistra” italiana. A Roma, una delegazione della Comunità Israelitica, debitamente autorizzata dalla Questura, si è recata a rendere omaggio alla lapide apposta in onore della Brigata Ebraica a Porta San Paolo. Dove l’Otto Settembre iniziò la Resistenza in Italia. Tanto è bastato perché i sostenitori – arabi ed indigeni – di Hamas organizzassero una contromanifestazione (viceversa vietata) con l’obiettivo di impedire, o quanto meno di disturbare, quella ufficiale. Per fortuna, la P

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Molti anni fa, quando frequentavamo il Liceo “Cassini” di Sanremo, avemmo modo di ricevere dal nostro Professore di Religione, il compianto Monsignor Alberto Ablondi, grandi insegnamenti non soltanto di cultura, ma anche di vita.
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Molti anni fa, quando frequentavamo il Liceo “Cassini” di Sanremo, avemmo modo di ricevere dal nostro Professore di Religione, il compianto Monsignor Alberto Ablondi, grandi insegnamenti non soltanto di cultura, ma anche di vita.

Molti anni fa, quando frequentavamo il Liceo “Cassini” di Sanremo, avemmo modo di ricevere dal nostro Professore di Religione, il compianto Monsignor Alberto Ablondi, grandi insegnamenti non soltanto di cultura, ma anche di vita. Una volta, assistendo una giovane proveniente da una situazione familiare difficile, noi allievi offrimmo di pagare tutto quanto serviva per le sue necessità materiali: si trattava peraltro di una cifra modesta ed accessibile. Il Professore ci disse che non era opportuno provvedere integralmente, perché la madre della sventurata ragazza doveva ricordarsi dei propri doveri. Questa storia

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Il primo Stato “socialista”, in quanto assunse il controllo diretto di tutte le attività produttive, non fu la Russia bolscevica, bensì la Confederazione Sudista: la quale dovette affrontare la prima guerra industriale della storia senza che sul suo territorio – come ben sa chi ha visto “Via col Vento” - esistesse una sola fabbrica di cannoni.
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Il primo Stato “socialista”, in quanto assunse il controllo diretto di tutte le attività produttive, non fu la Russia bolscevica, bensì la Confederazione Sudista: la quale dovette affrontare la prima guerra industriale della storia senza che sul suo territorio – come ben sa chi ha visto “Via col Vento” - esistesse una sola fabbrica di cannoni.

Il primo Stato “socialista”, in quanto assunse il controllo diretto di tutte le attività produttive, non fu la Russia bolscevica, bensì la Confederazione Sudista: la quale dovette affrontare la prima guerra industriale della storia senza che sul suo territorio – come ben sa chi ha visto “Via col Vento” - esistesse una sola fabbrica di cannoni. Con quali prospettive la Confederazione adottò una simile misura? Unicamente con l’intenzione di preservarsi, e cioè di mantenere il sistema economico basato sulla schiavitù. Venendo meno la quale, l’economia del Sud avrebbe cessato di esistere. Paradossalmente, e semplific

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Ai fatti di Bari viene dedicata dai “mass media” una particolare attenzione trattandosi – secondo i commentatori – di cronaca nera, riguardante il rapporto tra la Mafia e le Istituzioni.
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Ai fatti di Bari viene dedicata dai “mass media” una particolare attenzione trattandosi – secondo i commentatori – di cronaca nera, riguardante il rapporto tra la Mafia e le Istituzioni.

Ai fatti di Bari viene dedicata dai “mass media” una particolare attenzione trattandosi – secondo i commentatori – di cronaca nera, riguardante il rapporto tra la Mafia e le Istituzioni. In realtà, questo importante Capoluogo, riferimento del Meridione Jonico ed Adriatico, nonché tradizionale luogo di incontro tra l’Italia e l’Oriente (la più felice intuizione di un dirigente del periodo fascista fu senza dubbio la Fiera del Levante, ideata dal Podestà Araldo di Crolla Lanza) viene da tempo presa di mira dalla Destra. La quale ambisce a metterla nel carniere della Amministrazioni locali via via conquistate, o ric

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Umberto Eco, nel suo bel saggio, scritto in forma di romanzo ed intitolato “Il Cimitero di Praga”, prende in giro quanti concepiscono la Storia come un unico, grande e ininterrotto complotto.
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Umberto Eco, nel suo bel saggio, scritto in forma di romanzo ed intitolato “Il Cimitero di Praga”, prende in giro quanti concepiscono la Storia come un unico, grande e ininterrotto complotto.

Umberto Eco, nel suo bel saggio, scritto in forma di romanzo ed intitolato “Il Cimitero di Praga”, prende in giro quanti concepiscono la Storia come un unico, grande e ininterrotto complotto. Secondo questa gente, le Rivoluzioni non sono determinate da fenomeni sociali che non possono essere disciplinati ed incanalati nelle istituzioni esistenti: da cui la necessità di costituirne delle nuove. Essa pensa invece che tutto sia concepito e realizzato da ristretti gruppi di congiurati. I quali hanno certamente bisogno delle masse, ma l’aspetto più interessante – e per così dire più diabolico – delle congiure consiste

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La conoscenza del Diritto esibita dai nostri Parlamentari è ormai scesa ad un livello basissimo.
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La conoscenza del Diritto esibita dai nostri Parlamentari è ormai scesa ad un livello basissimo.

La conoscenza del Diritto esibita dai nostri Parlamentari è ormai scesa ad un livello basissimo. Un esempio viene offerto da quanto espresso in un discorso pronunziato durante il dibattito in Aula sulla proposta di abrogazione del limite dei due mandati consecutivi per i Sindaci. Un Deputato – o Senatore, non ricordiamo bene – ha asserito che una loro troppo lunga permanenza nella carica attenta al principio costituzionale dell’imparzialità dell’Amministrazione Pubblica. Questo Signore ignora che tale criterio vale solamente per gli organi non elettivi, nei quali sono incorporate soltanto le persone fisiche presc

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Il discorso di Macron, il quale si è rivolto alla Nazione a reti unificate seguendo l’esempio dei suoi predecessori, a partire dal Generale De Gaulle, ha preceduto il vertice del cosiddetto “Gruppo di Weimar”, che ha riunito anche il Cancelliere della Germania ed il Primo Ministro della Polonia.
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Il discorso di Macron, il quale si è rivolto alla Nazione a reti unificate seguendo l’esempio dei suoi predecessori, a partire dal Generale De Gaulle, ha preceduto il vertice del cosiddetto “Gruppo di Weimar”, che ha riunito anche il Cancelliere della Germania ed il Primo Ministro della Polonia.

Il discorso di Macron, il quale si è rivolto alla Nazione a reti unificate seguendo l’esempio dei suoi predecessori, a partire dal Generale De Gaulle, ha preceduto il vertice del cosiddetto “Gruppo di Weimar”, che ha riunito anche il Cancelliere della Germania ed il Primo Ministro della Polonia. Il Presidente intendeva evidentemente dare per scontato il suo esito, e confermare il ruolo di guida riconosciuto alla Francia dagli altri partecipanti. Ambedue queste presenze si ricollegano anch’esse ai “topoi” della tradizione storica d’Oltralpe. La Polonia ha sempre concepito un grande amore per la Francia: corrispost

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La notizia più importante del giorno non viene da Potenza, bensì da Milano.
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La notizia più importante del giorno non viene da Potenza, bensì da Milano.

La notizia più importante del giorno non viene da Potenza, bensì da Milano. Dove il Consigliere Comunale Nahum, israelita, si è dimesso dal Partito Democratico dopo che la Segretaria Nazionale - malgrado le reiterate sollecitazioni - ha rifiutato di pronunziare una sola parola di dissenso dalle manifestazioni antisemite, cui partecipano regolarmente anche diversi suoi seguaci. Alcuni dirigenti hanno invitato il dissidente a ritirare le dimissioni, ed egli si è dichiarato disponibile: purché naturalmente la dissociazione dai seguaci di Hamas arrivasse, sia pure in ritardo. La Schlein, però, non l’ha mai pronunziat

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Per quale ragione il Governo ha preso di mira il Sindaco di Bari?
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Per quale ragione il Governo ha preso di mira il Sindaco di Bari?

Per quale ragione il Governo ha preso di mira il Sindaco di Bari? Indubbiamente, l’invio da parte di Piantedosi di una Commissione Ministeriale incaricata in pratica di decidere se questo Comune debba essere “sciolto” – o più precisamente commissariato - per infiltrazione mafiosa, si giustifica con l’azione penale promossa contro due Consigliere passate dall’Opposizione alla Maggioranza e contro alcuni Funzionari. Senza tuttavia riguardare il Sindaco De Caro: cui tuttavia si imputa tuttavia la responsabilità politica dei fatti posti “sub judice”. Rimane tuttavia da domandarsi perché tanto accanimento nei confront

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Abbiamo ascoltato in diretta, su Radio Radicale, la riunione – celebrata a Bruxelles - degli “Stati Generali” degli Italiani residenti in Belgio: da cui erano tuttavia esclusi i poveri minatori del “Pays Noir”.
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Abbiamo ascoltato in diretta, su Radio Radicale, la riunione – celebrata a Bruxelles - degli “Stati Generali” degli Italiani residenti in Belgio: da cui erano tuttavia esclusi i poveri minatori del “Pays Noir”.

Abbiamo ascoltato in diretta, su Radio Radicale, la riunione – celebrata a Bruxelles - degli “Stati Generali” degli Italiani residenti in Belgio: da cui erano tuttavia esclusi i poveri minatori del “Pays Noir”. Si trattava piuttosto dei nostri funzionari tanto dell’Unione Europea - secondi per numero solo a quelli del Paese ospitante - quanto dell’Alleanza Atlantica: cui va aggiunto il personale delle tre Ambasciate, inclusa quella in Belgio. Più la pletora dei corrispondenti di tutti i nostri giornali. Questa gente, come ci informano gli amici di Bruxelles, era – fino a ieri - quasi tutta “de Sinistra”. Il roman

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Una esponente della Sinistra di indiscusso prestigio quale è Loretta Scaraffia, distintasi per avere svolto con sagacia e competenza il compito di “trait d’union” tra questo settore politico ed il Vaticano di Bergoglio, ha proclamato - dal palco della manifestazione organizzata per esprimere solidarietà con le donne israeliane stuprate e massacrate dai terroristi - che “il femminismo è finito”:
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Una esponente della Sinistra di indiscusso prestigio quale è Loretta Scaraffia, distintasi per avere svolto con sagacia e competenza il compito di “trait d’union” tra questo settore politico ed il Vaticano di Bergoglio, ha proclamato - dal palco della manifestazione organizzata per esprimere solidarietà con le donne israeliane stuprate e massacrate dai terroristi - che “il femminismo è finito”:

Una esponente della Sinistra di indiscusso prestigio quale è Loretta Scaraffia, distintasi per avere svolto con sagacia e competenza il compito di “trait d’union” tra questo settore politico ed il Vaticano di Bergoglio, ha proclamato - dal palco della manifestazione organizzata per esprimere solidarietà con le donne israeliane stuprate e massacrate dai terroristi - che “il femminismo è finito”: La nota giornalista de “L’Osservatore Romano” si riferiva ai contenuti dell’altra manifestazione, indetta da “Non una di meno”, nella quale si è viceversa esaltato l’operato dei terroristi di Hamas. In seguito, i soliti st

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Antonio Marzocca ritiene, con quel tanto di narcisismo che contraddistingue chi intraprende battaglie solitarie contro il Potere, di essere una sorta di Robin Hood.
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Antonio Marzocca ritiene, con quel tanto di narcisismo che contraddistingue chi intraprende battaglie solitarie contro il Potere, di essere una sorta di Robin Hood.

Antonio Marzocca ritiene, con quel tanto di narcisismo che contraddistingue chi intraprende battaglie solitarie contro il Potere, di essere una sorta di Robin Hood. Il quale era un fuorilegge, ma rubava ai ricchi per aiutare i poveri. Tale azione veniva inoltre giustificata dall’Eroe della Foresta di Nottingham con il suo sostegno al Re Giovanni senza Terra, partito per le Crociate e tradito dai feudatari. Tutte queste componenti, si riflettono – naturalmente ridimensionate in una sorta di “bonsai” politico, amministrativo e penale - nella moderna vicenda di Marzocca. Il quale si è proposto il compito di rifornir

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Le notizie sull’Ucraina dicono che la guerra – per la prima volta dal 1945 – si sta avvicinando sempre di più all’Occidente.
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Le notizie sull’Ucraina dicono che la guerra – per la prima volta dal 1945 – si sta avvicinando sempre di più all’Occidente.

Le notizie sull’Ucraina dicono che la guerra – per la prima volta dal 1945 – si sta avvicinando sempre di più all’Occidente. Quanto manca, alla nostra classe dirigente, è la capacità di mobilitare la popolazione, o quanto meno di darle coscienza di un pericolo che già di per sé esige l’osservanza di una disciplina collettiva a cui non siamo più abituati, Se è vero che l’epidemia è stata la prova generale della guerra, una sorta di grandi manovre svolte per saggiare l’atteggiamento ed il comportamento delle persone, in quell’epoca le Autorità si sono comportate in modo contrario rispetto a quello in cui agiscono a

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Abbiamo già scritto abbondantemente sul metodo di tante manifestazioni, cui si è aggiunta l’aggressione da parte dei Centri Sociali di Torino ai danni della Polizia: può anche darsi che a Pisa si sia commesso un errore usando la forza contro chi dimostrava in modo pacifico, ma si trattava pur sempre di persone che stavano commettendo un reato.
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Abbiamo già scritto abbondantemente sul metodo di tante manifestazioni, cui si è aggiunta l’aggressione da parte dei Centri Sociali di Torino ai danni della Polizia: può anche darsi che a Pisa si sia commesso un errore usando la forza contro chi dimostrava in modo pacifico, ma si trattava pur sempre di persone che stavano commettendo un reato.

Abbiamo già scritto abbondantemente sul metodo di tante manifestazioni, cui si è aggiunta l’aggressione da parte dei Centri Sociali di Torino ai danni della Polizia: può anche darsi che a Pisa si sia commesso un errore usando la forza contro chi dimostrava in modo pacifico, ma si trattava pur sempre di persone che stavano commettendo un reato. Tale è infatti la manifestazione non autorizzata. La Schlein omette però di ricordare ai suoi seguaci che ogni azione politica deve essere compiuta nell’ambito della legalità. Questa regola vale fino a quando esiste lo Stato di Diritto. Dove invece si è instaurata una ditta

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Da parte degli Evangelici si è nuovamente invocata l’abrogazione – o meglio la denunzia – del Concordato.
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Da parte degli Evangelici si è nuovamente invocata l’abrogazione – o meglio la denunzia – del Concordato.

Da parte degli Evangelici si è nuovamente invocata l’abrogazione – o meglio la denunzia – del Concordato. La motivazione consiste nel fatto che questo atto di Diritto Internazionale, una volta ratificato dall’Italia, trasforma la Repubblica in uno Stato confessionale, determinando una dispartità tra la condizione giuridica dei Cattolici e quella dei seguaci di altre religioni, come pure – ci permettiamo di aggiungere – di quanti non appartengono a nessuna religione. Il motivo per cui auspichiamo in prospettiva storica, in qualità di cattolici liberali, una regolamentazione unilaterale della materia religiosa da p

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L’ascolto del comizio conclusivo della campagna elettorale della Destra in vista del voto in Sardegna suscita diverse sconsolanti considerazioni.
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L’ascolto del comizio conclusivo della campagna elettorale della Destra in vista del voto in Sardegna suscita diverse sconsolanti considerazioni.

L’ascolto del comizio conclusivo della campagna elettorale della Destra in vista del voto in Sardegna suscita diverse sconsolanti considerazioni. In primo luogo, la Meloni, che ha eseguito dal palco anche alcune gustose imitazioni cabarettistiche dei “Radical Chic”, accompagnate (come supponiamo, in mancanza del video) da una mimica degna del Duce, considera ormai assicurata una propria lunga permanenza al potere. Questa certezza è fondata soprattutto sull’assoluta mancanza di statura politica dimostrata tanto dai suoi alleati quanto dai suoi competitori. Tajani è ormai rassegnato ad un ruolo meramente decorativo

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Il nostro Movimento Autonomista, denominato “Grande Liguria”, ha potuto partecipare alle ultime Elezioni Regionali – analogamente a quanto avvenuto per il suo omologo del Veneto, mentre quelli del Piemonte e della Lombardia rimanevano purtroppo assenti dalla competizione – grazie ad una norma della Legge vigente su questa materia che permette l’omissione della raccolta delle firme qualora una lista venga sostenuta da un componente del Parlamento Nazionale o del Parlamento Europeo.
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Il nostro Movimento Autonomista, denominato “Grande Liguria”, ha potuto partecipare alle ultime Elezioni Regionali – analogamente a quanto avvenuto per il suo omologo del Veneto, mentre quelli del Piemonte e della Lombardia rimanevano purtroppo assenti dalla competizione – grazie ad una norma della Legge vigente su questa materia che permette l’omissione della raccolta delle firme qualora una lista venga sostenuta da un componente del Parlamento Nazionale o del Parlamento Europeo.

Il nostro Movimento Autonomista, denominato “Grande Liguria”, ha potuto partecipare alle ultime Elezioni Regionali – analogamente a quanto avvenuto per il suo omologo del Veneto, mentre quelli del Piemonte e della Lombardia rimanevano purtroppo assenti dalla competizione – grazie ad una norma della Legge vigente su questa materia che permette l’omissione della raccolta delle firme qualora una lista venga sostenuta da un componente del Parlamento Nazionale o del Parlamento Europeo. Gli Autonomisti del Tirolo Meridionale - i quali si erano dimostrati avveduti e lungimiranti nel respingere ogni rapporto di collabora

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Il funerale di Vittorio Emanuele di Savoia costituisce la classica notizia che ne contiene molte altre, racchiuse nella prima – e più evidente – come altrettante scatole cinesi.
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Il funerale di Vittorio Emanuele di Savoia costituisce la classica notizia che ne contiene molte altre, racchiuse nella prima – e più evidente – come altrettante scatole cinesi.

Il funerale di Vittorio Emanuele di Savoia costituisce la classica notizia che ne contiene molte altre, racchiuse nella prima – e più evidente – come altrettante scatole cinesi. Possiamo anche ricorrere, per descrivere quanto sta per accadere, alla nota distinzione tomistica tra il fatto e l’evento. Certa stampa si limiterà naturalmente a descrivere l’evento, cui non mancano i dettagli curiosi: sui quali i giornalisti incapaci di ogni approfondimento potranno gettarsi per riempire i loro “pezzi di colore”. La cerimonia solenne di Torino coincide purtroppo con il Festival di Sanremo, dove di colore – in mancanza d

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Poiché il nostro articolo di ieri, soprattutto a causa dei riferimenti ai rapporti tra il Partito Comunista ed il nostro Paese di adozione, ha causato una reazione particolarmente risentita negli ambienti “democratici”, aggiungiamo a quanto già esposto un dettaglio non irrilevante.
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Poiché il nostro articolo di ieri, soprattutto a causa dei riferimenti ai rapporti tra il Partito Comunista ed il nostro Paese di adozione, ha causato una reazione particolarmente risentita negli ambienti “democratici”, aggiungiamo a quanto già esposto un dettaglio non irrilevante.

Poiché il nostro articolo di ieri, soprattutto a causa dei riferimenti ai rapporti tra il Partito Comunista ed il nostro Paese di adozione, ha causato una reazione particolarmente risentita negli ambienti “democratici”, aggiungiamo a quanto già esposto un dettaglio non irrilevante. La nostra partenza per Managua venne ritardata, da parte della dirigenza genovese dell’Associazione per l’Amicizia col Nicaragua, per dare tempo ad un Consigliere Regionale dell’estrema Sinistra di compiere un periplo – naturalmente turistico – in tale Paese. Si diede il caso che costui – al fine di accattivarsi la simpatia della Poliz

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In occasione del nostro ultimo colloquio, un autorevole dirigente della Comunità Israelitica ci ha fatto notare un dato statistico molto significativo.
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In occasione del nostro ultimo colloquio, un autorevole dirigente della Comunità Israelitica ci ha fatto notare un dato statistico molto significativo.

Nelle “democrature”, l’Opposizione fa finta di esistere, e di conseguenza si limita a simulare l’espletamento del suo ruolo. Se vi è un aspetto della politica del Governo Meloni che una forza autenticamente democratica dovrebbe assolutamente respingere, e contrastare con la massima energia, non è tanto il suo autoritarismo, quanto piuttosto il centralismo. Tutte le culture politiche confluite nel Partito Democratico avevano una radice autonomista: erano infatti tali sia Don Sturzo, sia Gramsci, sia Turati. I primi due, originari l’uno della Sicilia e l’altro della Sardegna - cioè, delle due Regioni più marginali

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Nelle “democrature”, l’Opposizione fa finta di esistere, e di conseguenza si limita a simulare l’espletamento del suo ruolo.
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Nelle “democrature”, l’Opposizione fa finta di esistere, e di conseguenza si limita a simulare l’espletamento del suo ruolo.

Nelle “democrature”, l’Opposizione fa finta di esistere, e di conseguenza si limita a simulare l’espletamento del suo ruolo. Se vi è un aspetto della politica del Governo Meloni che una forza autenticamente democratica dovrebbe assolutamente respingere, e contrastare con la massima energia, non è tanto il suo autoritarismo, quanto piuttosto il centralismo. Tutte le culture politiche confluite nel Partito Democratico avevano una radice autonomista: erano infatti tali sia Don Sturzo, sia Gramsci, sia Turati. I primi due, originari l’uno della Sicilia e l’altro della Sardegna - cioè, delle due Regioni più marginali

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Molto Reverendo e Caro Don Sergio,
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Molto Reverendo e Caro Don Sergio,

Molto Reverendo e Caro Don Sergio, Mi permetta, in primo luogo, di ricostruire il reato di cui Ella è stato vittima, a beneficio tanto dei lettori quanto soprattutto dell’ottimo Ispettore Cristofani: il quale ha raccolto – nella benemerita Gendarmeria Vaticana – l’impegnativa eredità morale di uomini della statura del Comandante Giani e del Vice Comandante Alessandrini, con i quali ebbi l’onore di collaborare. L’Ispettore legge infatti in copia la presente, avendo io il diritto e il dovere – quale parte lesa del reato – di comunicare quanto mi risulta alla Autorità competente. Il Suo indirizzo elettronico, e perf

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Ciò che avviene negli Stati Uniti, trattandosi del Paese - guida dell’Occidente, risulta molto spesso – come si dice appunto in inglese – “mainstream”, in quanto esprime delle tendenze destinate prima o poi a contagiare l’Europa.
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Ciò che avviene negli Stati Uniti, trattandosi del Paese - guida dell’Occidente, risulta molto spesso – come si dice appunto in inglese – “mainstream”, in quanto esprime delle tendenze destinate prima o poi a contagiare l’Europa.

Ciò che avviene negli Stati Uniti, trattandosi del Paese - guida dell’Occidente, risulta molto spesso – come si dice appunto in inglese – “mainstream”, in quanto esprime delle tendenze destinate prima o poi a contagiare l’Europa. Noi crediamo che il Movimento detto del “Sessantotto” sia sorto al di qua dell’Atlantico, ma la prima rivolta studentesca era già avvenuta a Barkley, nell’Università della California. La causa occasionale era stata la protesta contro la guerra nel Vietnam. Ben presto, però, anche per via dell’insegnamento impartito da uno studioso marxista come Herbert Marcuse, affiancato dalla sua brill

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La guerra nel Mar Rosso ci coinvolge da diversi punti di vista.
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La guerra nel Mar Rosso ci coinvolge da diversi punti di vista.

La guerra nel Mar Rosso ci coinvolge da diversi punti di vista. In primo luogo, ciascuno Stato è tenuto a contribuire con le proprie navi militari alla repressione della pirateria, in conformità con quanto stabilito dai Trattati Internazionali. Tanto più in considerazione del fatto che gli attacchi non risparmiano i mercantili battenti bandiera del nostro Paese, o comunque di proprietà italiana. Se inoltre vi è un porto danneggiato dalla presente situazione di mancanza di sicurezza nella navigazione, è certamente quello di Genova: cioè, lo scalo verso il quale si dirigono la maggior parte delle navi in arrivo dal

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Leggendo il libro che il nipote di Gaetano Salvemini ha dedicato alla figura di suo zio, ci ha colpito il ricordo di quanto avvenne durante l’Aventino, quando gli oppositori di Mussolini caddero in una evidente contraddizione: da una parte essi denunziavano l’illegittimità in cui era caduto il nuovo Governo a causa della manifesta violazione delle norme costituzionali, ma dall’altra non postulavano la sua sostituzione.
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Leggendo il libro che il nipote di Gaetano Salvemini ha dedicato alla figura di suo zio, ci ha colpito il ricordo di quanto avvenne durante l’Aventino, quando gli oppositori di Mussolini caddero in una evidente contraddizione: da una parte essi denunziavano l’illegittimità in cui era caduto il nuovo Governo a causa della manifesta violazione delle norme costituzionali, ma dall’altra non postulavano la sua sostituzione.

Leggendo il libro che il nipote di Gaetano Salvemini ha dedicato alla figura di suo zio, ci ha colpito il ricordo di quanto avvenne durante l’Aventino, quando gli oppositori di Mussolini caddero in una evidente contraddizione: da una parte essi denunziavano l’illegittimità in cui era caduto il nuovo Governo a causa della manifesta violazione delle norme costituzionali, ma dall’altra non postulavano la sua sostituzione. Essi anzi dichiaravano espressamente di non volere assumere a loro volta la guida del Paese, per dimostrare da una parte all’opinione pubblica e dall’altra parte al Sovrano il proprio disinteresse.

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“Il Venerdì di Repubblica” viene usato dalla Redazione di via Cristoforo Colombo – che non è precisamente un alveare di lavoro – per canalizzare tutti gli articoli cosiddetti di scarto, non atti ad essere pubblicati sul quotidiano.
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“Il Venerdì di Repubblica” viene usato dalla Redazione di via Cristoforo Colombo – che non è precisamente un alveare di lavoro – per canalizzare tutti gli articoli cosiddetti di scarto, non atti ad essere pubblicati sul quotidiano.

Cosimo Giacomo Sallusti Salvemini, Salvemini “Non mollare è il nostro motto”, Edizioni Movimento Salvemini, 576 pagine, 25 euro. Il nipote del grande Gaetano Salvemini ha dedicato alla figura dell’illustre zio un bel libro, in cui si mescolano le memorie familiari, la ricostruzione storica dell’opera svolta dall’esule e dirigente antifascista ed una esposizione della persistente validità del suo pensiero nel contesto storico attuale. Il suo Partito d’Azione non accettò la scelta, compiuta dai Comunisti e dai Democristiani - sulla quale conversero, sia pure con qualche perplessità e resistenza, anche i Socialisti

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Cosimo Giacomo Sallusti Salvemini, Salvemini “Non mollare è il nostro motto”, Edizioni Movimento Salvemini, 576 pagine, 25 euro.
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Cosimo Giacomo Sallusti Salvemini, Salvemini “Non mollare è il nostro motto”, Edizioni Movimento Salvemini, 576 pagine, 25 euro.

Cosimo Giacomo Sallusti Salvemini, Salvemini “Non mollare è il nostro motto”, Edizioni Movimento Salvemini, 576 pagine, 25 euro. Il nipote del grande Gaetano Salvemini ha dedicato alla figura dell’illustre zio un bel libro, in cui si mescolano le memorie familiari, la ricostruzione storica dell’opera svolta dall’esule e dirigente antifascista ed una esposizione della persistente validità del suo pensiero nel contesto storico attuale. Il suo Partito d’Azione non accettò la scelta, compiuta dai Comunisti e dai Democristiani - sulla quale conversero, sia pure con qualche perplessità e resistenza, anche i Socialisti

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Il polverone sollevato dall’Opposizione in seguito alla esibizione di nostalgismo inscenata dalla Destra romana ad Acca Larenzia non coglie la vera sostanza del problema.
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Il polverone sollevato dall’Opposizione in seguito alla esibizione di nostalgismo inscenata dalla Destra romana ad Acca Larenzia non coglie la vera sostanza del problema.

Il polverone sollevato dall’Opposizione in seguito alla esibizione di nostalgismo inscenata dalla Destra romana ad Acca Larenzia non coglie la vera sostanza del problema. Quando anche venissero abbandonati i saluti romani e le altre imitazioni dei costumi propri del Ventennio, rimarrebbe il contenzioso – ben più grave e sostanziale – riguardante la interpretazione della nostra vicenda nazionale. Chi si occupa della Storia come scienza, e quindi la legge senza lasciarsi condizionare dalle passioni, deve riconoscere che il Fascismo costituì l’unica soluzione possibile – nel contesto di allora – al problema posto da

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La polemica attualmente in corso, che vede contrapposti i Presidenti delle Provincie di Imperia e di Cuneo in merito al nuovo tracciato della Statale 28, merita di essere commentata da vari punti di vista.
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La polemica attualmente in corso, che vede contrapposti i Presidenti delle Provincie di Imperia e di Cuneo in merito al nuovo tracciato della Statale 28, merita di essere commentata da vari punti di vista.

La polemica attualmente in corso, che vede contrapposti i Presidenti delle Provincie di Imperia e di Cuneo in merito al nuovo tracciato della Statale 28, merita di essere commentata da vari punti di vista. In primo luogo, ha ragione il Sindaco di Mondovì – uomo non certo sospettabile di alcuna inclinazione verso l’estremismo di Sinistra – quando ricorda al suo collega di Imperia che una decisione in merito era stata adottata concordemente alcuni anni or sono dalle Autorità non soltanto delle due Provincie italiane interessate, ma anche da quelle di Nizza. La parte imperiese manca dunque ad un proprio impegno form

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I Democratici hanno stigmatizzato l’invito alla festa annuale dei Fratelli d’Italia di Abascal, capo dell’estrema Destra neofranchista spagnola: in favore del quale la Meloni si era spesa generosamente a suo tempo, senza tuttavia poter impedire la sua esclusione dal Governo di Madrid.
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I Democratici hanno stigmatizzato l’invito alla festa annuale dei Fratelli d’Italia di Abascal, capo dell’estrema Destra neofranchista spagnola: in favore del quale la Meloni si era spesa generosamente a suo tempo, senza tuttavia poter impedire la sua esclusione dal Governo di Madrid.

I Democratici hanno stigmatizzato l’invito alla festa annuale dei Fratelli d’Italia di Abascal, capo dell’estrema Destra neofranchista spagnola: in favore del quale la Meloni si era spesa generosamente a suo tempo, senza tuttavia poter impedire la sua esclusione dal Governo di Madrid. Dove si è invece stipulata una alleanza tra tutti gli autonomisti regionali ed Partiti nazionali di Sinistra, fedeli al patto costituzionale su cui si è basata la transizione democratica. A sua volta fondato sul riconoscimento di un principio che permette – sia pure in prospettiva storica – l’esercizio dell’Autodeterminazione: nello

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L’elemento comune che collega tutte le situazioni emerse dalla cronaca delle ultime ore è la frustrazione, derivante dal senso di impotenza.
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L’elemento comune che collega tutte le situazioni emerse dalla cronaca delle ultime ore è la frustrazione, derivante dal senso di impotenza.

L’elemento comune che collega tutte le situazioni emerse dalla cronaca delle ultime ore è la frustrazione, derivante dal senso di impotenza. Il nuovo Presidente della Corte Costituzionale si è solennemente insediato, circondata dalla sua fama di inossidabile garantista e salutato da tutti i commentatori con la certezza che non permetterà alcun attentato allo Stato di Diritto. Per dimostrare le proprie intenzioni, l’illustre studioso ha immediatamente criticato il Governo per il troppo frequente ricorso al Voto di Fiducia, nonché per l’altrettanto usuale impiego del cosiddetto “maximendamento: con cui, inglobando

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Michele Tito, con un articolo su “La Repubblica” formula due previsioni, tra loro collegate.
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Michele Tito, con un articolo su “La Repubblica” formula due previsioni, tra loro collegate.

Michele Tito, con un articolo su “La Repubblica” formula due previsioni, tra loro collegate. La prima riguarda la sostituzione di Ursula Von del Leyen con Mario Draghi alla guida della Commissione Europea. Questo avvicendamento avverrebbe con il sostegno dello stesso Governo italiano. I motivi di tale benevolenza da parte della Meloni nei confronti del suo predecessore sono diversi. Ve ne è indubbiamente uno di carattere personale: Draghi ha sloggiato anzitempo da Palazzo Chigi, senza mettere le Camere davanti alla responsabilità di sfiduciarlo, e senza procedere all’ultimo adempimento di competenza del suo Gover

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Il processo mediante il quale si costituisce uno Stato autoritario si svolge su due piani.
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Il processo mediante il quale si costituisce uno Stato autoritario si svolge su due piani.

Il processo mediante il quale si costituisce uno Stato autoritario si svolge su due piani. Nel campo giuridico, si tende a cancellare la distinzione delle competenze tra i diversi Poteri, tracciata da Montesquieu. Mentre le norme legislative ritenute più importanti vengono ormai emanate mediante Decreti del Presidente del Consiglio, il Parlamento continua nelle sue inutili logomachie, dedicando ore di discussione agli “Ordini del Giorno”, contenenti “Raccomandazioni rivolte al Governo”. L’origine di tale inutile questionamento si deve al fatto che l’Esecutivo ha presentato – come è ormai consuetudine in questa st

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Il cambio di denominazione di Cervinia, che il Sindaco uscente voleva ribattezzare con l’originario toponimo occitano, pare si sia arenato per motivi economici.
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Il cambio di denominazione di Cervinia, che il Sindaco uscente voleva ribattezzare con l’originario toponimo occitano, pare si sia arenato per motivi economici.

Il cambio di denominazione di Cervinia, che il Sindaco uscente voleva ribattezzare con l’originario toponimo occitano, pare si sia arenato per motivi economici. Il Primo Cittadino, emulando il suo collega di Imperia, ha fatto suo il famoso moto di De Gaulle: “L’Intendence suivra”. Il Generale, il quale dimostrava nei riguardi dei Valdostani una particolare predilezione, dovuta al loro tenace attaccamento alla lingua francese, non si preoccupò mai dei problemi economici, e tanto meno di quelli amministrativi. Che invece riemergono regolarmente con la presentazione del conto. Il quale non è aggravato tanto dalla ne

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Roberto Gremmo, Chi ha sconfitto il “Sessantotto”, Storia Ribelle Editore, 288 pagine, s.i.p.
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Roberto Gremmo, Chi ha sconfitto il “Sessantotto”, Storia Ribelle Editore, 288 pagine, s.i.p.

Roberto Gremmo, Chi ha sconfitto il “Sessantotto”, Storia Ribelle Editore, 288 pagine, s.i.p. Roberto Gremmo, storico dirigente dell’Indipendentismo piemontese, ha esordito nel suo impegno politico quale componente della generazione del “Sessantotto”, di cui rivisita l’esperienza in un corposo saggio: nel quale si enunziano alcune tesi che condividiamo, mentre altre viceversa ci trovano in rispettoso disaccordo. Vale comunque per tutti quanti hanno vissuto quella stagione il motto latino “Errare humanum, perseverare diabolicum”. Visto che finalmente assistiamo alla probabile apertura di un a nuova fase di lotta,

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Oggi si svolge a Roma la manifestazione “nazionale” contro la violenza sulle donne.
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Oggi si svolge a Roma la manifestazione “nazionale” contro la violenza sulle donne.

Oggi si svolge a Roma la manifestazione “nazionale” contro la violenza sulle donne. La causa è nobilissima, ma – come sempre avviene quando ogni persona sensata può soltanto dichiararsi d’accordo – questa mobilitazione risulta perfettamente inutile. Le concentrazioni ed i cortei servono soltanto se la causa che intendono promuovere è divisiva: fatto salvo il doveroso rispetto per le convinzioni altrui, il loro scopo consiste nel misurare la consistenza numerica e la determinazione di chi si riconosce in una certa posizione. Questo prò non vale quando si manifesta genericamente “per la Pace”. Posto che in ogni con

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Quando venne stipulato tra l’Italia e la Francia il Trattato detto “del Quirinale”, la Meloni protestò con veemenza, asserendo che esso conteneva delle clausole lesive della nostra sovranità nazionale.
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Quando venne stipulato tra l’Italia e la Francia il Trattato detto “del Quirinale”, la Meloni protestò con veemenza, asserendo che esso conteneva delle clausole lesive della nostra sovranità nazionale.

Quando venne stipulato tra l’Italia e la Francia il Trattato detto “del Quirinale”, la Meloni protestò con veemenza, asserendo che esso conteneva delle clausole lesive della nostra sovranità nazionale. Una volta giunta al Governo, si è però ben guardata dal denunziarlo. Anche perché tale passo risulterebbe possibile solo se la controparte lo avesse violato. Questo è peraltro improbabile, per il semplice motivo che quanto più il Trattato viene messo in pratica, tanto maggiore è il vantaggio per la Francia. Vale la pena sottolineare due aspetti riguardanti la stipula di questo atto di Diritto Internazionale. In pri

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Dove e quando tutto viene politicizzato, si rischia la guerra civile.
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Dove e quando tutto viene politicizzato, si rischia la guerra civile.

Dove e quando tutto viene politicizzato, si rischia la guerra civile. In ogni società è inevitabile, ed è anche salutare, che convivano diverse opinioni, diverse appartenenze, diverse fedi e diverse culture. Il confronto deve però avvenire rispettando delle regole condivise, e soprattutto ricercando e valorizzando tutti gli elementi comuni. Il pluralismo non riguarda comunque soltanto la politica, e può succedere che in altri campi ci si aggreghi con persone che appartengono ad un Partito diverso dal proprio. Nel nostro Paese di adozione, si riteneva invece che le divergenze ideologiche dovessero necessariamente

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L’apertura da parte dell’Italia in territorio albanese di alcuni Centri di Detenzione Temporanea solleva dei problemi giuridici simili – almeno per alcuni aspetti – a quelli causati a suo tempo dalla incarcerazione a Guantanamo, da parte degli Stati Uniti, di numerosi sospetti di terrorismo.
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L’apertura da parte dell’Italia in territorio albanese di alcuni Centri di Detenzione Temporanea solleva dei problemi giuridici simili – almeno per alcuni aspetti – a quelli causati a suo tempo dalla incarcerazione a Guantanamo, da parte degli Stati Uniti, di numerosi sospetti di terrorismo.

L’apertura da parte dell’Italia in territorio albanese di alcuni Centri di Detenzione Temporanea solleva dei problemi giuridici simili – almeno per alcuni aspetti – a quelli causati a suo tempo dalla incarcerazione a Guantanamo, da parte degli Stati Uniti, di numerosi sospetti di terrorismo. A suo tempo, trovandoci nel Paese di adozione a stretto contatto con alcuni colleghi nordamericani, i quali dedicavano anch’essi la loro attenzione a questi temi, esprimemmo e pubblicammo il nostro parere. In primo luogo, le persone detenute a Guantanamo non potevano essere considerate – da nessun punto di vista – quali prigi

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Landini si è esibito in piazza del Popolo, evitando l’imbarazzante confronto con uomini ben più prestigiosi di lui: i quali un tempo riempivano piazza San Giovanni, facendo debordare la folla in tutte le vie adiacenti.
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Landini si è esibito in piazza del Popolo, evitando l’imbarazzante confronto con uomini ben più prestigiosi di lui: i quali un tempo riempivano piazza San Giovanni, facendo debordare la folla in tutte le vie adiacenti.

Landini si è esibito in piazza del Popolo, evitando l’imbarazzante confronto con uomini ben più prestigiosi di lui: i quali un tempo riempivano piazza San Giovanni, facendo debordare la folla in tutte le vie adiacenti. Non si ravvisa, in questo mediocre uomo di apparato, né il messianismo meridionale e laico di Giuseppe Di Vittorio, né la passione civile di Luciano Lama, né il rigore di Bruno Trentin, e neanche l’istintiva capacità di mobilitazione di Sergio Cofferati. Il quale riuscì a riempire addirittura l’immenso catino del Circo Massimo, suscitando le invidie dei burocrati delle Botteghe Oscure: i quali vide

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La novità, per quanto ormai attesa e sicura, non risulta per questo meno importante: soprattutto se si valutano attentamente i dettagli.
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La novità, per quanto ormai attesa e sicura, non risulta per questo meno importante: soprattutto se si valutano attentamente i dettagli.

La novità, per quanto ormai attesa e sicura, non risulta per questo meno importante: soprattutto se si valutano attentamente i dettagli. Sanchez è stato rieletto Presidente del Governo della Spagna, dopo avere dapprima raggiunto un accordo in base al quale il maggiore Partito indipendentista della Catalogna, erede tanto della storica “Uniò” di Macià quanto della “Liga” di Cambò – l’una di radice liberale, l’altra di ispirazione cattolica - entra a far parte della Maggioranza. A questa intesa ne ha fatto seguito una analoga con il Partito Nazionalista Basco. Alla Maggioranza si sono però anche aggregate altre form

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C’è stato un tempo in cui i dirigenti della minoranza di lingua tedesca inclusa nello Stato italiano fin dal 1918, riuniti nel Partito Popolare del Tirolo Meridionale, si recavano periodicamente a Vienna non certo per prendere ordini, ma altrettanto sicuramente al fine di ascoltare l’orientamento della Nazione riconosciuta da Roma quale “Potenza Protettrice”, ed abilitata come tale a stipulare gli atti di Diritto Internazionale con cui i loro diritti venivano garantiti.
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C’è stato un tempo in cui i dirigenti della minoranza di lingua tedesca inclusa nello Stato italiano fin dal 1918, riuniti nel Partito Popolare del Tirolo Meridionale, si recavano periodicamente a Vienna non certo per prendere ordini, ma altrettanto sicuramente al fine di ascoltare l’orientamento della Nazione riconosciuta da Roma quale “Potenza Protettrice”, ed abilitata come tale a stipulare gli atti di Diritto Internazionale con cui i loro diritti venivano garantiti.

C’è stato un tempo in cui i dirigenti della minoranza di lingua tedesca inclusa nello Stato italiano fin dal 1918, riuniti nel Partito Popolare del Tirolo Meridionale, si recavano periodicamente a Vienna non certo per prendere ordini, ma altrettanto sicuramente al fine di ascoltare l’orientamento della Nazione riconosciuta da Roma quale “Potenza Protettrice”, ed abilitata come tale a stipulare gli atti di Diritto Internazionale con cui i loro diritti venivano garantiti. Il primo di questi atti fu il cosiddetto “Accordo De Gasperi – Gruber”, che permise non soltanto la costituzione della Regione a Statuto Speciale

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In India sorge una piccola città, considerata sacra dai Giainisti precisamente come La Mecca dai Musulmani, Gerusalemme dagli Israeliti e Roma dai Cristiani, in cui sorgono ben trecentosessantacinque templi di questa religione.
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In India sorge una piccola città, considerata sacra dai Giainisti precisamente come La Mecca dai Musulmani, Gerusalemme dagli Israeliti e Roma dai Cristiani, in cui sorgono ben trecentosessantacinque templi di questa religione.

In India sorge una piccola città, considerata sacra dai Giainisti precisamente come La Mecca dai Musulmani, Gerusalemme dagli Israeliti e Roma dai Cristiani, in cui sorgono ben trecentosessantacinque templi di questa religione. Considerando che nell’Urbe si contano solo trecento Chiese, possiamo renderci conto tanto della densità dei luoghi di culto quanto della frequenza da parte dei fedeli. Imperia è la città sacra per eccellenza dei bar: se ne conta praticamente uno a ogni passo, ed il loro numero cresce costantemente, in misura inversamente proporzionale al declinante potere d’acquisto degli abitanti. Si parl

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La Signora Schlein è incorsa in un doppio infortunio.
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La Signora Schlein è incorsa in un doppio infortunio.

La Signora Schlein è incorsa in un doppio infortunio. Malgrado i Segretari Regionali avessero avvertito il Nazareno in merito alle difficoltà per convogliare a Roma i rispettivi parchi buoi, la Segretaria ha voluto ad ogni costo celebrare il suo comizio in una piazza del Popolo squallidamente semivuota. Sopravvalutando evidentemente il proprio “appeal”, come si dice in una delle sue lingue. Le sono però mancati perfino i professionisti del corteo, che un tempo la Roma “de Sinistra” produceva in abbondanza. Di quel tempo glorioso rimangono soltanto le barbe. Nel vano intento di riempire la piazza, è stata mobilita

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Per valutare i grossolani errori commessi in politica estera dalla Sorella d’Italia – la quale, come succede a tutti i provinciali, si muove oltre confine come il classico elefante nel negozio di cristalleria – occorre in primo luogo ricordare brevemente che cosa è accaduto in Spagna nelle scorse ore.
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Per valutare i grossolani errori commessi in politica estera dalla Sorella d’Italia – la quale, come succede a tutti i provinciali, si muove oltre confine come il classico elefante nel negozio di cristalleria – occorre in primo luogo ricordare brevemente che cosa è accaduto in Spagna nelle scorse ore.

Per valutare i grossolani errori commessi in politica estera dalla Sorella d’Italia – la quale, come succede a tutti i provinciali, si muove oltre confine come il classico elefante nel negozio di cristalleria – occorre in primo luogo ricordare brevemente che cosa è accaduto in Spagna nelle scorse ore. L’accordo stipulato tra la maggioranza che sostiene il Governo guidato da Sanchez, composta da Socialisti e Comunisti, e gli Indipendentisti della Catalogna e del Paese Basco permette all’attuale Esecutivo di mantenersi al potere, malgrado l’avanzata elettorale delle Destre registrata in occasione del voto politico

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Le Autorità preposta alla nostra Azienda Sanitaria hanno scatenato una campagna di stampa volta a diffamare il personale del reparto di Radiologia dell’Ospedale di Imperia.
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Le Autorità preposta alla nostra Azienda Sanitaria hanno scatenato una campagna di stampa volta a diffamare il personale del reparto di Radiologia dell’Ospedale di Imperia.

Le Autorità preposta alla nostra Azienda Sanitaria hanno scatenato una campagna di stampa volta a diffamare il personale del reparto di Radiologia dell’Ospedale di Imperia. Questa azione ha potuto contare sulla complicità dei corrispondenti locali di certa grande stampa, già appartenente all’Ingegner De Benedetti e da lui ceduta a prezzo simbolico alla FIAT: la quale si è così garantita un complice silenzio su tutte le sue operazioni. Il compito dei giornalisti consiste naturalmente nel dare voce a chiunque chieda di esprimersi, ma altra cosa è pubblicare il punto di vista dei diversi soggetti, altra cosa è prese

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La Signora Fiamma Nirenstein, ottima giornalista ed acuta analista delle vicende del Medio Oriente, ripete spesso come tra tutte le ideologie che hanno contrassegnato il Novecento, cioè il comunismo, il fascismo, il nazismo e lo stesso liberalismo, una sola si sia affermata e sia sopravvissuta: il sionismo.
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La Signora Fiamma Nirenstein, ottima giornalista ed acuta analista delle vicende del Medio Oriente, ripete spesso come tra tutte le ideologie che hanno contrassegnato il Novecento, cioè il comunismo, il fascismo, il nazismo e lo stesso liberalismo, una sola si sia affermata e sia sopravvissuta: il sionismo.

La Signora Fiamma Nirenstein, ottima giornalista ed acuta analista delle vicende del Medio Oriente, ripete spesso come tra tutte le ideologie che hanno contrassegnato il Novecento, cioè il comunismo, il fascismo, il nazismo e lo stesso liberalismo, una sola si sia affermata e sia sopravvissuta: il sionismo. Non si può certamente negare che questo movimento, dedicato alla rinascita nazionale ad all’esercizio del diritto all’autodeterminazione da parte del popolo ebraico, abbia raggiunto i propri obiettivi. Ci permettiamo tuttavia di dissentire dalla illustre collega laddove afferma che si tratti dell’unico soggett

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La Festa dell’Olio di Oliva è riuscita bene, a maggior gloria del Presidente Enrico Lupi, che di questa ricorrenza annuale è il “Dominus”: anzi addirittura il “Deus ex machina”, essendosi rivelato capace di placare magicamente l’autentico uragano abbattutosi su Oneglia proprio nel giorno della vigilia, consacrato alla predisposizione degli allestimenti.
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La Festa dell’Olio di Oliva è riuscita bene, a maggior gloria del Presidente Enrico Lupi, che di questa ricorrenza annuale è il “Dominus”: anzi addirittura il “Deus ex machina”, essendosi rivelato capace di placare magicamente l’autentico uragano abbattutosi su Oneglia proprio nel giorno della vigilia, consacrato alla predisposizione degli allestimenti.

La Festa dell’Olio di Oliva è riuscita bene, a maggior gloria del Presidente Enrico Lupi, che di questa ricorrenza annuale è il “Dominus”: anzi addirittura il “Deus ex machina”, essendosi rivelato capace di placare magicamente l’autentico uragano abbattutosi su Oneglia proprio nel giorno della vigilia, consacrato alla predisposizione degli allestimenti. Suo degno deuteragonista si è rivelato – anche in questo caso rispettando una tradizione ormai consolidata – Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo, distintosi nel servizio di ristorazione elargito alle numerose personalità presenti in rappresentanza delle Istit

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Sarebbe troppo facile paragonare la conferenza stampa in cui la Meloni e la Alberti Casellati hanno presentato la loro riforma costituzionale con il discorso di Mussolini del 3 gennaio del 1925: in entrambi i casi, si tratta della proclamazione di un nuovo regime.
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Sarebbe troppo facile paragonare la conferenza stampa in cui la Meloni e la Alberti Casellati hanno presentato la loro riforma costituzionale con il discorso di Mussolini del 3 gennaio del 1925: in entrambi i casi, si tratta della proclamazione di un nuovo regime.

Sarebbe troppo facile paragonare la conferenza stampa in cui la Meloni e la Alberti Casellati hanno presentato la loro riforma costituzionale con il discorso di Mussolini del 3 gennaio del 1925: in entrambi i casi, si tratta della proclamazione di un nuovo regime. Certamente, rispetto ai tempi del Duce, si nota una maggiore sobrietà, ed i toni risultano meno drammatici. Per giunta, la Sala Stampa di Palazzo Chigi non si può paragonare con l’aula “sorda e grigia” che il Capo del Governo avrebbe potuto ridurre a “bivacco di manipoli”. L’unica nota che riporta alla gravità del momento è rappresentata dal principale

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Il nesso tra la situazione internazionale e quella interna dell’Italia non potrebbe risultare più evidente.
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Il nesso tra la situazione internazionale e quella interna dell’Italia non potrebbe risultare più evidente.

Il nesso tra la situazione internazionale e quella interna dell’Italia non potrebbe risultare più evidente. Tre eventi, che si sono rapidamente susseguiti nel tempo – prima l’epidemia, poi la guerra in Ucraina ed ora quella nel Medio Oriente – hanno favorito l’involuzione della Repubblica verso forme di autoritarismo sempre più accentuato, e sempre più irreversibile. Il momento decisivo di questo processo, quello che si può retrospettivamente indicare come il cosiddetto punto di non ritorno, non è imputabile alla Meloni: all’epoca, la Signora della Garbatella era infatti soltanto una Deputata della esigua e margi

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I nostri concittadini assomigliano sempre più ai passeggeri del Titanic, intenti a ballare mentre la nave affonda.
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I nostri concittadini assomigliano sempre più ai passeggeri del Titanic, intenti a ballare mentre la nave affonda.

I nostri concittadini assomigliano sempre più ai passeggeri del Titanic, intenti a ballare mentre la nave affonda. Il compito svolto sul famoso transatlantico dall’orchestra di bordo è stato assunto in questo caso dai volonterosi iscritti alla Confcommercio, già precettati dal Presidente Lupi per la kermesse dell’Olio di Oliva. A cui è stata anteposta una sorta di prova generale, rappresentata dalla festa di Halloween. Ogni iscritto ha adempiuto puntualmente al precetto consistente nel munirsi di una adeguata dose di caramelle, cioccolatini ed altri dolciumi, da consegnare ai richiedenti. I quali – per accrescere

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Oggi l’Imam Roberto “Hamza” Piccardo prenderà la parola in un comizio convocato dalla Comunità Islamica in piazza Dante, ad Imperia Oneglia, per esprimere solidarietà con il popolo palestinese.
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Oggi l’Imam Roberto “Hamza” Piccardo prenderà la parola in un comizio convocato dalla Comunità Islamica in piazza Dante, ad Imperia Oneglia, per esprimere solidarietà con il popolo palestinese.

Oggi l’Imam Roberto “Hamza” Piccardo prenderà la parola in un comizio convocato dalla Comunità Islamica in piazza Dante, ad Imperia Oneglia, per esprimere solidarietà con il popolo palestinese. Non è viceversa confermata la partecipazione di Mohammed Bensa. Non ce ne vorrà il prestigioso Imam della Moschea di via Santa Lucia, cui siamo legati da personale amicizia, se poco correttamente anticipiamo i contenuti del suo discorso. Anche se egli dovrà barcamenarsi tra il dovere di animare e motivare i propri seguaci e la necessità di non offendere la suscettibilità di quanti - tra i nostri concittadini - nutrono opin

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Dopo il Concilio di Firenze, che sancì l’effimera conciliazione tra la Chiesa d’Oriente e la Chiesa di Occidente, gli irriducibili monaci ortodossi di Bisanzio rinnegarono l’accordo, frutto della sapienza teologica e dell’abilità diplomatica del futuro Cardinale Bessarione, capo della delegazione inviata dal Patriarca di Costantinopoli.
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Dopo il Concilio di Firenze, che sancì l’effimera conciliazione tra la Chiesa d’Oriente e la Chiesa di Occidente, gli irriducibili monaci ortodossi di Bisanzio rinnegarono l’accordo, frutto della sapienza teologica e dell’abilità diplomatica del futuro Cardinale Bessarione, capo della delegazione inviata dal Patriarca di Costantinopoli.

Dopo il Concilio di Firenze, che sancì l’effimera conciliazione tra la Chiesa d’Oriente e la Chiesa di Occidente, gli irriducibili monaci ortodossi di Bisanzio rinnegarono l’accordo, frutto della sapienza teologica e dell’abilità diplomatica del futuro Cardinale Bessarione, capo della delegazione inviata dal Patriarca di Costantinopoli. Il quale ottenne la Porpora proprio perché rimase fedele a quanto pattuito sulla famosa clausola del “filioque”, ed aderì al Cattolicesimo. La stessa scelta venne compiuta da centinaia di suoi accompagnatori, i quali rimasero in Italia a spese del Papa, sottraendosi tanto alle ire

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L’amico che segue con molta attenzione le vicende politiche del Tirolo Meridionale ci ragguaglia sui risultati elettorali e sulle loro conseguenze.
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L’amico che segue con molta attenzione le vicende politiche del Tirolo Meridionale ci ragguaglia sui risultati elettorali e sulle loro conseguenze.

L’amico che segue con molta attenzione le vicende politiche del Tirolo Meridionale ci ragguaglia sui risultati elettorali e sulle loro conseguenze. Il Partito che fin dalla fine della guerra ha rappresentato la comunità di lingua tedesca subisce una forte perdita di consensi, che si sono indirizzati verso due liste di orientamento separatista. Per comporre la maggioranza – dato che lo Statuto della Provincia Autonoma di Bolzano esige una rappresentanza nella Giunta anche per la comunità di lingua italiana - la SVP dovrà necessariamente allearsi con la Destra: nel cui ambito il Partito della Meloni ha naturalmente

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Illustre Dottor Di Segni,
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Illustre Dottor Di Segni,

Illustre Dottor Di Segni, Premetto, come è doveroso, che mi sono schierato apertamente e senza riserve dalla parte di Israele, anche in quanto ritengo che gli atti disumani perpetrati nei giorni scorsi dai terroristi tendano a negare al Suo popolo il diritto all’esistenza ed il diritto all’autodeterminazione. Questi diritti valgono per tutti, ed in quanto “simul stabunt, simul cadunt” sarebbero per tutti in pericolo qualora sciaguratamente i disegni dei nemici di Israele dovessero realizzarsi. Detto questo, mi permetto di sottoporLe alcune considerazioni in merito a quanto emerso dalla manifestazione di solidarie

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Il Professore Gustavo Zagrebelsky, intervistato da “La Stampa” di Torino del 19 ottobre in merito alle accuse di parzialità mosse alla Dottoressa Iolanda Apostolico di Catania, denunzia come un pericolo per la sopravvivenza dello Stato di Diritto non tanto il fatto – già di per sé comunque molto grave – che qualcuno abbia assunto informazioni sulle vicende personali di questo Magistrato, bensì il fatto che queste notizie siano state raccolte (compensando chi le aveva fornite) nell’ambito di una evidente attività di schedatura.
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Il Professore Gustavo Zagrebelsky, intervistato da “La Stampa” di Torino del 19 ottobre in merito alle accuse di parzialità mosse alla Dottoressa Iolanda Apostolico di Catania, denunzia come un pericolo per la sopravvivenza dello Stato di Diritto non tanto il fatto – già di per sé comunque molto grave – che qualcuno abbia assunto informazioni sulle vicende personali di questo Magistrato, bensì il fatto che queste notizie siano state raccolte (compensando chi le aveva fornite) nell’ambito di una evidente attività di schedatura.

Il Professore Gustavo Zagrebelsky, intervistato da “La Stampa” di Torino del 19 ottobre in merito alle accuse di parzialità mosse alla Dottoressa Iolanda Apostolico di Catania, denunzia come un pericolo per la sopravvivenza dello Stato di Diritto non tanto il fatto – già di per sé comunque molto grave – che qualcuno abbia assunto informazioni sulle vicende personali di questo Magistrato, bensì il fatto che queste notizie siano state raccolte (compensando chi le aveva fornite) nell’ambito di una evidente attività di schedatura. Che – come sempre – ha lo scopo di esercitare dei ricatti non soltanto sui Giudici, ben

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Mentre in tutta l’Europa ci si prepara ad una nuova ondata di violenza islamista, molti Stati – tra cui l’Italia - chiudono i confini.
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Mentre in tutta l’Europa ci si prepara ad una nuova ondata di violenza islamista, molti Stati – tra cui l’Italia - chiudono i confini.

Mentre in tutta l’Europa ci si prepara ad una nuova ondata di violenza islamista, molti Stati – tra cui l’Italia - chiudono i confini. Noi dubitiamo che questa misura risulti efficace nel prevenire il terrorismo: per compiere degli attentati, bastano e avanzano gli elementi che nel corso degli anni sono già stati infiltrati. Le restrizioni all’attraversamento delle frontiere possono rallentare il flusso dei disperati che alimentano l’emigrazione cosiddetta economica, non quello dei violenti: i quali contano su di una rete ben collaudata di fiancheggiatori e di favoreggiatori. Costoro, una volta che il nuovo arriv

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Alain Finkielkraut, intervistato lunedì scorso da “La Stampa” di Torino, afferma testualmente: “Sono sbalordito dalle posizioni del Pontefice, che non si preoccupa dell’Europa e in nome dell’ospitalità incondizionata approva la scomparsa programmata della civilizzazione europea. Fa esattamente il contrario dei suoi predecessori: Giovanni Paoli II e Benedetto XVI. Non ha mai condannato come si deve l’invasione dell’Ucraina e non ha mai nemmeno voluto prendere in considerazione la realtà della violenza islamista. Per me Papa Francesco è ormai totalmente screditato e rappresenta una catastrofe per la Chiesa e per l’Europa”
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Alain Finkielkraut, intervistato lunedì scorso da “La Stampa” di Torino, afferma testualmente: “Sono sbalordito dalle posizioni del Pontefice, che non si preoccupa dell’Europa e in nome dell’ospitalità incondizionata approva la scomparsa programmata della civilizzazione europea. Fa esattamente il contrario dei suoi predecessori: Giovanni Paoli II e Benedetto XVI. Non ha mai condannato come si deve l’invasione dell’Ucraina e non ha mai nemmeno voluto prendere in considerazione la realtà della violenza islamista. Per me Papa Francesco è ormai totalmente screditato e rappresenta una catastrofe per la Chiesa e per l’Europa”

Alain Finkielkraut, intervistato lunedì scorso da “La Stampa” di Torino, afferma testualmente: “Sono sbalordito dalle posizioni del Pontefice, che non si preoccupa dell’Europa e in nome dell’ospitalità incondizionata approva la scomparsa programmata della civilizzazione europea. Fa esattamente il contrario dei suoi predecessori: Giovanni Paoli II e Benedetto XVI. Non ha mai condannato come si deve l’invasione dell’Ucraina e non ha mai nemmeno voluto prendere in considerazione la realtà della violenza islamista. Per me Papa Francesco è ormai totalmente screditato e rappresenta una catastrofe per la Chiesa e per l’

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Nella breve conversazione telefonica intercorsa con un’alta personalità dell’ambiente israelitico francese, abbiamo appreso che nel Paese d’Oltralpe non soltanto l’ambiente ebraico, ma l’insieme della società e dello Stato percepisce nettamente di trovarsi in una situazione di guerra: per cui tutti si comportano di conseguenza.
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Nella breve conversazione telefonica intercorsa con un’alta personalità dell’ambiente israelitico francese, abbiamo appreso che nel Paese d’Oltralpe non soltanto l’ambiente ebraico, ma l’insieme della società e dello Stato percepisce nettamente di trovarsi in una situazione di guerra: per cui tutti si comportano di conseguenza.

Nella breve conversazione telefonica intercorsa con un’alta personalità dell’ambiente israelitico francese, abbiamo appreso che nel Paese d’Oltralpe non soltanto l’ambiente ebraico, ma l’insieme della società e dello Stato percepisce nettamente di trovarsi in una situazione di guerra: per cui tutti si comportano di conseguenza. Si susseguono dunque freneticamente le riunioni dedicate a discutere le misure da adottare con la massima urgenza: non solo e non tanto per fare fronte a quanto avvenuto in Israele – che riguarda solo indirettamente la Francia - ma soprattutto a causa del pericolo costituito dal terrorismo

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Tutti vogliono dire la loro sulla nuova guerra in Medio Oriente, e tutti ne hanno naturalmente il pieno diritto.
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Tutti vogliono dire la loro sulla nuova guerra in Medio Oriente, e tutti ne hanno naturalmente il pieno diritto.

Tutti vogliono dire la loro sulla nuova guerra in Medio Oriente, e tutti ne hanno naturalmente il pieno diritto. Ci sembra però che nell’affanno di dimostrare la propria competenza – o di sostenere le proprie opinioni – avvengano molte sovrapposizioni di ruoli: facilitate peraltro dal fatto che gli eventi in corso coinvolgono le più diverse competenze Tra cui si annoverano quelle degli storici, dei teologi, degli studiosi di geopolitica e perfino – nel caso del Medio Oriente - degli archeologi: senza naturalmente dimenticare i cultori del Diritto. Vito Mancuso è un noto e prestigioso esperto di Scienze Religiose,

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La consueta celebrazione domenicale della Messa secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa già dei Padri Minimi di Imperia Oneglia - la cui frequenza era venuta diminuendo nelle scorse settimane - si è improvvisamente animata domenica scorsa con la presenza di oltre cinquanta persone.
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La consueta celebrazione domenicale della Messa secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa già dei Padri Minimi di Imperia Oneglia - la cui frequenza era venuta diminuendo nelle scorse settimane - si è improvvisamente animata domenica scorsa con la presenza di oltre cinquanta persone.

La consueta celebrazione domenicale della Messa secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa già dei Padri Minimi di Imperia Oneglia - la cui frequenza era venuta diminuendo nelle scorse settimane - si è improvvisamente animata domenica scorsa con la presenza di oltre cinquanta persone. Anche se il Celebrante ha lamentato la diserzione di alcuni “habitués” (che noi peraltro non abbiamo notato), i vuoti risultavano comunque ampiamente compensati dall’afflusso di gente venuta da fuori. Il motivo era costituito dalla conferenza, o conversazione di argomento religioso, programmata dopo la fine della funzione, che ha sostitui

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A proposito di quanto accaduto in Israele, ricorre in tutti i commenti il paragone con il nazismo e con l’Olocausto.
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A proposito di quanto accaduto in Israele, ricorre in tutti i commenti il paragone con il nazismo e con l’Olocausto.

A proposito di quanto accaduto in Israele, ricorre in tutti i commenti il paragone con il nazismo e con l’Olocausto. Questa memoria induce tutti gli Israeliti a temere tanto la ripetizione di quell’orrendo passato quanto il timore di essere lasciati soli ancora una volta. Questo atteggiamento risulta fondato, soprattutto se si considera la storia del passato ed il suo possibile ricorso. L’antisemitismo proclamato apertamente da Hitler nel “Mein Kampf” aveva tre fondamenti: uno di carattere sociale, un altro di origine religiosa ed un terzo di indole nazionalistica. Hitler era – come molti gerarchi nazisti – un so

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Ascoltando su “Radio Radicale” l’intera registrazione della manifestazione di solidarietà con Israele che si è svolta presso l’Arco di Tito, ci è parso che l’affermazione paradossalmente più realistica - proprio a causa del suo carattere così radicale da sembrare estremistico - sia stata quella pronunziata da un esponente della Comunità Israelitica di Roma.
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Ascoltando su “Radio Radicale” l’intera registrazione della manifestazione di solidarietà con Israele che si è svolta presso l’Arco di Tito, ci è parso che l’affermazione paradossalmente più realistica - proprio a causa del suo carattere così radicale da sembrare estremistico - sia stata quella pronunziata da un esponente della Comunità Israelitica di Roma.

Ascoltando su “Radio Radicale” l’intera registrazione della manifestazione di solidarietà con Israele che si è svolta presso l’Arco di Tito, ci è parso che l’affermazione paradossalmente più realistica - proprio a causa del suo carattere così radicale da sembrare estremistico - sia stata quella pronunziata da un esponente della Comunità Israelitica di Roma. Il quale, rivolgendosi ai numerosi ed autorevoli Gentili presenti, ha detto loro: “Non siete voi solidali con noi; siamo noi solidali con voi”. Egli ha poi aggiunto – per spiegare quanto aveva asserito – che gli Israeliti sono capaci di combattere, mentre noi

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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA
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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA

LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA Illustre Compagno, Mi vorrai in primo luogo scusare se non ti chiamo per nome. Questo non è dovuto a scortesia, bensì al fatto che non si sa quale delle due fazioni, divise da un’aspra contesa riguardante le serrature, sia attualmente depositaria della vostra sigla. Né può fornire lumi al riguardo il Nazareno, luogo divenuto altrettanto desertico come via San Giovanni: nel quale si ignora chi segga attualmente, oltre alla Segretaria ed alla sua “Consulente Cromatica”. Pare che vi sia stata un’ondata di licenziamenti. Questo spiega per quale motivo l

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Nel 1967, la Guerra “dei Sei Giorni” aveva portato alla riunificazione di Gerusalemme ed alla estensione della sovranità dello Stato di Israele al cosiddetto “Muro del Pianto” ed al Monte del Tempio.
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Nel 1967, la Guerra “dei Sei Giorni” aveva portato alla riunificazione di Gerusalemme ed alla estensione della sovranità dello Stato di Israele al cosiddetto “Muro del Pianto” ed al Monte del Tempio.

Nel 1967, la Guerra “dei Sei Giorni” aveva portato alla riunificazione di Gerusalemme ed alla estensione della sovranità dello Stato di Israele al cosiddetto “Muro del Pianto” ed al Monte del Tempio. Così chiamato in quanto vi era stato eretto dapprima quello di Salomone, e poi il secondo, ricostruito dopo l’Esilio di Babilonia e distrutto dai Romani nell’anno 70 dell’Era volgare, dando inizio alla Diaspora. Vi fu allora chi richiamò quanto scritto dal Profeta Isaia: il Colle di Sion si sarebbe innalzato su tutti gli altri monti, per giudicarli e per imporre loro la pace. Questa profezia è comune tanto agli Israe

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Appena usciti di casa, ci siamo imbattuti in alcuni esponenti della Comunità Islamica locale.
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Appena usciti di casa, ci siamo imbattuti in alcuni esponenti della Comunità Islamica locale.

Appena usciti di casa, ci siamo imbattuti in alcuni esponenti della Comunità Islamica locale. Un bengalese, da noi interpellato sugli eventi del Medio Oriente, taceva prudentemente, esibendo però un sorriso degno della pubblicità di un dentifricio: nel quale si poteva leggere un evidente compiacimento. Tale atteggiamento non dice tutto, ma dice molto. Una Signora araba prorompeva a sua volta in una risata omerica. Più composto, un pachistano ci ha detto che i fratelli palestinesi “hanno fatto bene”. È probabile che i Musulmani locali ritrovino, se non l’unità di azione, quanto meno un “idem sentire”. Dal punto di

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Abbiamo ritrovato casualmente una pia donna – di quelle che dalle nostre parti vengono popolarmente definite “beghinasse” – con cui eravamo soliti intrattenerci nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Imperia Oneglia dopo la Messa domenicale delle otto del mattino.
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Abbiamo ritrovato casualmente una pia donna – di quelle che dalle nostre parti vengono popolarmente definite “beghinasse” – con cui eravamo soliti intrattenerci nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Imperia Oneglia dopo la Messa domenicale delle otto del mattino.

Abbiamo ritrovato casualmente una pia donna – di quelle che dalle nostre parti vengono popolarmente definite “beghinasse” – con cui eravamo soliti intrattenerci nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Imperia Oneglia dopo la Messa domenicale delle otto del mattino. Tale funzione viene frequentata tradizionalmente dai fedeli più convinti, mentre quanti sono praticanti per abitudine vanno alla cosiddetta “Messa Elegante” (che ormai di elegante ha ben poco), celebrata viceversa alle dieci. Quella delle undici e trenta, in altri tempi cantata in latino secondo il rito tridentino, cominciando dallo “Aspe

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La nuova Esortazione Apostolica del Papa rappresenta un ulteriore passo avanti nella elaborazione di un Magistero rivolto espressamente ad inserire nella Dottrina Cristiana se non delle posizioni dichiaratamente sincretistiche, quanto meno degli apporti provenienti da identità culturali e religiose diverse da quella occidentale.
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La nuova Esortazione Apostolica del Papa rappresenta un ulteriore passo avanti nella elaborazione di un Magistero rivolto espressamente ad inserire nella Dottrina Cristiana se non delle posizioni dichiaratamente sincretistiche, quanto meno degli apporti provenienti da identità culturali e religiose diverse da quella occidentale.

La nuova Esortazione Apostolica del Papa rappresenta un ulteriore passo avanti nella elaborazione di un Magistero rivolto espressamente ad inserire nella Dottrina Cristiana se non delle posizioni dichiaratamente sincretistiche, quanto meno degli apporti provenienti da identità culturali e religiose diverse da quella occidentale. “Avvenire” ha interpellato su questo argomento un Padre Gesuita brasiliano, Professore della Gregoriana, probabile ispiratore del documento emesso dal Papa, che si appresta a svolgere un ruolo importante nel Sinodo. Secondo questo autorevole studioso, il pensiero di Bergoglio si caratteri

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In Spagna, la contesa politica si sta radicalizzando.
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In Spagna, la contesa politica si sta radicalizzando.

In Spagna, la contesa politica si sta radicalizzando. Questa tendenza accomuna – dove più, dove meno – un poco tutta l’Europa Occidentale, ma nel Paese iberico ci si era sempre conformati, dopo l’instaurazione della democrazia, ad una sorta di norma non scritta che prescriveva tassativamente di moderare i toni della contesa. Che negli Anni Trenta si era a tal punto esacerbata da degenerare in sempre più frequenti episodi di violenza, culminati nella fatidica estate del 1936 con l’assassinio di Calvo Sotelo, leader della Destra più moderata, e nel successivo scoppio della Guerra Civile. Che non fu conseguenza di t

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Massimo Giannini risponde su “La Stampa “ di Torino all’accusa, mossa dalla Meloni e dai suoi Fratelli ai giornali del Gruppo GEDI, di preparare un colpo di Stato simile a quelli consumati ai danni di Berlusconi da Dini e da Monti, nonché a quello perpetrato in tempi più recenti da Draghi.
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Massimo Giannini risponde su “La Stampa “ di Torino all’accusa, mossa dalla Meloni e dai suoi Fratelli ai giornali del Gruppo GEDI, di preparare un colpo di Stato simile a quelli consumati ai danni di Berlusconi da Dini e da Monti, nonché a quello perpetrato in tempi più recenti da Draghi.

Massimo Giannini risponde su “La Stampa “ di Torino all’accusa, mossa dalla Meloni e dai suoi Fratelli ai giornali del Gruppo GEDI, di preparare un colpo di Stato simile a quelli consumati ai danni di Berlusconi da Dini e da Monti, nonché a quello perpetrato in tempi più recenti da Draghi. Il Direttore ed editorialista del quotidiano della FIAT afferma giustamente che i Governi tecnici non rappresentano certamente la normalità in una democrazia rappresentativa, ma la loro instaurazione si giustifica quando un Esecutivo si dimostra incapace di far fronte ad un disastro economico: purché, naturalmente, vengano risp

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Chi non è esperto di Storia Antica ignora che l’Impero Romano non venne mai proclamato, per cui formalmente la Repubblica continuò ad esistere: il Senato svolgeva regolarmente le sue sessioni, mentre si rieleggevano i Consoli e i Tribuni della Plebe.
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Chi non è esperto di Storia Antica ignora che l’Impero Romano non venne mai proclamato, per cui formalmente la Repubblica continuò ad esistere: il Senato svolgeva regolarmente le sue sessioni, mentre si rieleggevano i Consoli e i Tribuni della Plebe.

Chi non è esperto di Storia Antica ignora che l’Impero Romano non venne mai proclamato, per cui formalmente la Repubblica continuò ad esistere: il Senato svolgeva regolarmente le sue sessioni, mentre si rieleggevano i Consoli e i Tribuni della Plebe. Ogni volta però che assumeva il potere un nuovo monarca, egli emanava una Lex de Imperio, con cui avocava a sé l’esercizio del potere attribuito ancora formalmente a tutti questi organi: anche quando l’avvento dell’Imperatore era determinato da una sollevazione delle Legioni, a volte iniziata in qualche lontana provincia. Questo illustre precedente – è proprio il cas

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Il Processo di Savona si svolse, mentre si stava instaurando il potere di Mussolini, contro un gruppo di antifascisti, incriminati per avere favorito la fuga in Corsica di Filippo Turati.
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Il Processo di Savona si svolse, mentre si stava instaurando il potere di Mussolini, contro un gruppo di antifascisti, incriminati per avere favorito la fuga in Corsica di Filippo Turati.

Il Processo di Savona si svolse, mentre si stava instaurando il potere di Mussolini, contro un gruppo di antifascisti, incriminati per avere favorito la fuga in Corsica di Filippo Turati. Essendosi concluso il giudizio con una sentenza assolutoria, uno degli imputati commentò che sarebbero bastati altri due o tre procedimenti di quel tipo per causare la caduta del Regime. Il quale corse infatti immediatamente ai ripari, costituendo il Tribunale Speciale, cioè una Giurisdizione che sottraeva a quella ordinaria i reati politici. La Meloni è incorsa in un simile incidente di percorso, avendo un Giudice di Catania ri

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A tutti fa piacere ritrovarsi ogni tanto con i propri parenti, anche con quelli più lontani.
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A tutti fa piacere ritrovarsi ogni tanto con i propri parenti, anche con quelli più lontani.

A tutti fa piacere ritrovarsi ogni tanto con i propri parenti, anche con quelli più lontani. Il motivo di questi incontri consiste nel rivivere, o nel ricordare, un passato comune: di cui tutti si è partecipi, ed a volte anche orgogliosi. Se però una famiglia si è divisa - per motivi di interesse, o per gravi controversie di principio - è logico che non si vogliano più incontrare gli altri suoi componenti. Nei giorni scorsi, presso la Cappella di Montecitorio – un luogo di culto voluto a suo tempo dal Cardinale Ruini per incoraggiare la frequenza al culto dei Parlamentari (tra cui si contano ben pochi praticanti)

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Le notizie del giorno riguardano la gerarchessa della Amministrazione Provinciale di Savona finita nei guai per avere sistematicamente ignorato la distinzione tra la “Res Publica” e la “Res Priovata”, nonché l’Avvocato di Imperia che esigeva l’onorario dai clienti facendo loro credere che stava svolgendo le proprie funzioni.
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Le notizie del giorno riguardano la gerarchessa della Amministrazione Provinciale di Savona finita nei guai per avere sistematicamente ignorato la distinzione tra la “Res Publica” e la “Res Priovata”, nonché l’Avvocato di Imperia che esigeva l’onorario dai clienti facendo loro credere che stava svolgendo le proprie funzioni.

Le notizie del giorno riguardano la gerarchessa della Amministrazione Provinciale di Savona finita nei guai per avere sistematicamente ignorato la distinzione tra la “Res Publica” e la “Res Priovata”, nonché l’Avvocato di Imperia che esigeva l’onorario dai clienti facendo loro credere che stava svolgendo le proprie funzioni. L’una e l’altro non costituiscono purtroppo delle eccezioni. Tempo fa una nostra amica andò in Cancelleria per verificare a quale punto fosse giunta una causa civile in cui avrebbe dovuto essere parte attrice: risultò che il suo Avvocato, pur essendo lautamente pagato, non l’aveva neanche int

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In un articolo anteriore, paragonando la “democratura” della Meloni – ancora in costruzione – con quella turca del Sultano, avevamo previsto – forse in modo avventato – come la Presidente del Consiglio si accingesse a seguire le orme del suo collega di Ankara, denunziando un tentativo di colpo di Stato, più o meno farlocco, ed usandolo come pretesto per regolare i conti con gli oppositori.
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In un articolo anteriore, paragonando la “democratura” della Meloni – ancora in costruzione – con quella turca del Sultano, avevamo previsto – forse in modo avventato – come la Presidente del Consiglio si accingesse a seguire le orme del suo collega di Ankara, denunziando un tentativo di colpo di Stato, più o meno farlocco, ed usandolo come pretesto per regolare i conti con gli oppositori.

In un articolo anteriore, paragonando la “democratura” della Meloni – ancora in costruzione – con quella turca del Sultano, avevamo previsto – forse in modo avventato – come la Presidente del Consiglio si accingesse a seguire le orme del suo collega di Ankara, denunziando un tentativo di colpo di Stato, più o meno farlocco, ed usandolo come pretesto per regolare i conti con gli oppositori. Quelli veri sarebbero stati criminalizzati. Per quelli finti, leali nei confronti delle Istituzioni, si prospettava invece la cooptazione nel nuovo sistema di potere. Avevamo però dimenticato di indicare un’altra caratteristica

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Dopo il cosiddetto “Colpo di Praga”, organizzato dall’Ambasciatore sovietico Zorin, con cui nel 1948 i Comunisti si impadronirono del potere in Cecoslovacchia, i dipendenti pubblici trovavano al mattino la tessera del Partito sulla scrivania.
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Dopo il cosiddetto “Colpo di Praga”, organizzato dall’Ambasciatore sovietico Zorin, con cui nel 1948 i Comunisti si impadronirono del potere in Cecoslovacchia, i dipendenti pubblici trovavano al mattino la tessera del Partito sulla scrivania.

Dopo il cosiddetto “Colpo di Praga”, organizzato dall’Ambasciatore sovietico Zorin, con cui nel 1948 i Comunisti si impadronirono del potere in Cecoslovacchia, i dipendenti pubblici trovavano al mattino la tessera del Partito sulla scrivania. Ciò rendeva praticamente obbligatoria la loro iscrizione, dato che rifiutarla significava dichiararsi oppositori del nuovo regime. In Italia, prendere la famosa tessera del Fascio non venne mai reso formalmente obbligatorio, ma costituiva piuttosto un onere, cui era necessario adempire per accedere all’impiego, tanto pubblico quanto privato. Al quale si sottraeva solamente c

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Chiunque possegga qualche rudimento di Diritto Costituzionale, nonché di Storia moderna, sa che Mussolini non modificò una sola virgola dello Statuto albertino.
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Chiunque possegga qualche rudimento di Diritto Costituzionale, nonché di Storia moderna, sa che Mussolini non modificò una sola virgola dello Statuto albertino.

Chiunque possegga qualche rudimento di Diritto Costituzionale, nonché di Storia moderna, sa che Mussolini non modificò una sola virgola dello Statuto albertino. Meno noto è che per tutto il tempo in cui la Germania fu governata da Hitler rimase in vigore – anche in questo caso senza alcun emendamento – la Costituzione della Repubblica di Weimar. Eppure, si trattava, in ambedue i casi, di dittature dichiarate. La cui coesistenza con delle Costituzioni formali ispirate – in particolare quella tedesca – al pensiero liberaldemocratico fu permessa dall’assenza, o dal mancato esercizio, del controllo di legittimità cos

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Perfino le “pulizie etniche” possono essere di prima o di seconda categoria.
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Perfino le “pulizie etniche” possono essere di prima o di seconda categoria.

Perfino le “pulizie etniche” possono essere di prima o di seconda categoria. Passi per quanto venne perpetrato ai danni degli Italiani dell’Istria e della Dalmazia, che ci riguardava direttamente, ma anche alle persecuzioni consumate nella ex Jugoslavia si prestò a suo tempo una attenzione ben maggiore rispetto a quella dimostrata oggi per i malcapitati armeni del Nagorno – Karabak. I quali per fortuna non vengono sterminati, ma per evitare tale esito tragico possono soltanto fuggire - con le poche, povere cose che in questi casi si è autorizzati a portar via – verso la Madrepatria. Ci capitò una volta di raccogl

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Il Papa ha pronunziato a Marsiglia uno dei grandi discorsi del suo Pontificato, che si ricollega con quelli degli esordi: il primo fu a Lampedusa, dove Bergoglio compì il suo primo viaggio fuori dall’Urbe per rendere omaggio agli immigranti caduti, ed il secondo a Cagliari, dove esortò i Sardi, prime vittime del nostro colonialismo interno, a sollevarsi.
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Il Papa ha pronunziato a Marsiglia uno dei grandi discorsi del suo Pontificato, che si ricollega con quelli degli esordi: il primo fu a Lampedusa, dove Bergoglio compì il suo primo viaggio fuori dall’Urbe per rendere omaggio agli immigranti caduti, ed il secondo a Cagliari, dove esortò i Sardi, prime vittime del nostro colonialismo interno, a sollevarsi.

Il Papa ha pronunziato a Marsiglia uno dei grandi discorsi del suo Pontificato, che si ricollega con quelli degli esordi: il primo fu a Lampedusa, dove Bergoglio compì il suo primo viaggio fuori dall’Urbe per rendere omaggio agli immigranti caduti, ed il secondo a Cagliari, dove esortò i Sardi, prime vittime del nostro colonialismo interno, a sollevarsi. Come avevano fatto i suoi compatrioti latinoamericani. Che chiamò, celebrando in San Pietro la festa della Madonna di Guadalupe, loro Patrona, a considerarsi appartenenti ad un’unica Patria: la Patria Grande, sognata da Bolivar e da tutti i Liberatori. Parlando a

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Il Re non mancava alcuna occasione per esaltare i valori del Risorgimento, così come il Presidente della Repubblica rende omaggio a quelli della Resistenza, ma quando si trattava di difenderli dai propositi del Governo, conveniva – e nuovamente conviene – chiudere tutti e due gli occhi.
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Il Re non mancava alcuna occasione per esaltare i valori del Risorgimento, così come il Presidente della Repubblica rende omaggio a quelli della Resistenza, ma quando si trattava di difenderli dai propositi del Governo, conveniva – e nuovamente conviene – chiudere tutti e due gli occhi.

Il Re non mancava alcuna occasione per esaltare i valori del Risorgimento, così come il Presidente della Repubblica rende omaggio a quelli della Resistenza, ma quando si trattava di difenderli dai propositi del Governo, conveniva – e nuovamente conviene – chiudere tutti e due gli occhi. Ciò non impediva, né impedisce oggi ai mezzi di informazione di appagarsi di alcune prese di posizione generiche, presentandole come altrettanti ammonimenti, se non come altrettanti ultimatum, indirizzati all’Esecutivo Il quale fa orecchio da mercante, ben sapendo che questo gioco delle parti gli consente di creare ogni giorno qua

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Racconta la storia che costoro ritornarono in anticipo, rassicurando i concittadini sul mantenimento dell’Indipendenza.
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Racconta la storia che costoro ritornarono in anticipo, rassicurando i concittadini sul mantenimento dell’Indipendenza.

Racconta la storia che costoro ritornarono in anticipo, rassicurando i concittadini sul mantenimento dell’Indipendenza. Poiché l’assise europea non era terminata, venne invece deciso in loro assenza di consegnare la Liguria al Re di Sardegna. A questo punto, i Genovesi, dimentichi della loro tradizione repubblicana, si diedero a manifestare il più servile ossequio al nuovo padrone. Per costruire il Teatro Carlo Felice, dedicato al Sovrano sabaudo, venne demolita una Chiesa, e sul frontone del nuovo edificio fu scritta la dedica adulatoria “Carlo Felici Duci nostro”. Dopo che Vittorio Emanuele II aveva bombardato

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La più diffusa radio cattolica italiana sta svolgendo una campagna volta ad ottenere dall’Autorità Ecclesiastica la riapertura del caso – risalente al 1944, nel pieno dell’occupazione nazista dell’Italia Settentrionale – delle Ghiare di Bonate.
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La più diffusa radio cattolica italiana sta svolgendo una campagna volta ad ottenere dall’Autorità Ecclesiastica la riapertura del caso – risalente al 1944, nel pieno dell’occupazione nazista dell’Italia Settentrionale – delle Ghiare di Bonate.

La più diffusa radio cattolica italiana sta svolgendo una campagna volta ad ottenere dall’Autorità Ecclesiastica la riapertura del caso – risalente al 1944, nel pieno dell’occupazione nazista dell’Italia Settentrionale – delle Ghiare di Bonate. In questa località della Bergamasca, una bambina di nome Adelaide Roncalli, lontana parente del futuro Papa, sostenne che le appariva la Madonna. Poiché si riuniva intorno a lei una moltitudine crescente di persone, l’allora Vescovo di Bergamo, uomo molto stimato per Carità e Dottrina, aprì una inchiesta, di cui venne incaricata una apposita Commissione Diocesana. Messa a

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Ci voleva un intellettuale del calibro (non alludiamo, naturalmente, alla sua costituzione fisica) di Giuliano Ferrara per illustrare l’ideologia propria della Meloni.
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Ci voleva un intellettuale del calibro (non alludiamo, naturalmente, alla sua costituzione fisica) di Giuliano Ferrara per illustrare l’ideologia propria della Meloni.

Ci voleva un intellettuale del calibro (non alludiamo, naturalmente, alla sua costituzione fisica) di Giuliano Ferrara per illustrare l’ideologia propria della Meloni. Il Direttore de “Il Foglio” ci spiega, sull’edizione di sabato scorso, che il pensiero cui si ispira la Presidente del Consiglio – ed al quale si conforma sua azione di governo – è quello concepito dall’intellettuale cattolico tradizionalista Giovanni Cantoni, purtroppo scomparso prematuramente alcuni anni or sono. Ferrara palesa anche l’onestà intellettuale necessaria per definire le radici ideologiche della Meloni “non si sa quanto consapevolment

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“Le tribù vinte cantano e ballano”.
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“Le tribù vinte cantano e ballano”.

“Le tribù vinte cantano e ballano”. Questa massima può costituire il miglior commento al triste spettacolo inscenato dai Leghisti sul prato di Pontida. Dove non mancava quasi nessuna delle bandiere regionali: da quella, descritta come smisurata, della Repubblica di Venezia al vessillo coi Quattro Mori della Sardegna, fino a giungere al labaro del Granducato di Toscana: che costituisce la “new entry” dell’edizione di quest’anno. C’era perfino una bandiera dell’Albania, recata evidentemente da qualche sprovveduto che ha dimenticato l’occupazione fascista, con cui quel Paese venne privato della sua Indipendenza. Aug

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“Le tribù vinte cantano e ballano”.
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“Le tribù vinte cantano e ballano”.

“Le tribù vinte cantano e ballano”. Questa massima può costituire il miglior commento al triste spettacolo inscenato dai Leghisti sul prato di Pontida. Dove non mancava quasi nessuna delle bandiere regionali: da quella, descritta come smisurata, della Repubblica di Venezia al vessillo coi Quattro Mori della Sardegna, fino a giungere al labaro del Granducato di Toscana: che costituisce la “new entry” dell’edizione di quest’anno. C’era perfino una bandiera dell’Albania, recata evidentemente da qualche sprovveduto che ha dimenticato l’occupazione fascista, con cui quel Paese venne privato della sua Indipendenza. Aug

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Vito Mancuso, con un articolo su “La Stampa” di Torino, illustra eloquentemente i motivi dottrinali per cui lo Stato teocratico, così come lo Stato confessionale, risulta incompatibile con la nostra Fede.
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Vito Mancuso, con un articolo su “La Stampa” di Torino, illustra eloquentemente i motivi dottrinali per cui lo Stato teocratico, così come lo Stato confessionale, risulta incompatibile con la nostra Fede.

Vito Mancuso, con un articolo su “La Stampa” di Torino, illustra eloquentemente i motivi dottrinali per cui lo Stato teocratico, così come lo Stato confessionale, risulta incompatibile con la nostra Fede. L’autorevole teologo annota come in ambito cattolico l’uno e l’altro sia stato superato con la Rivoluzione Francese. Giova però aggiungere una ulteriore notazione storica: la caduta dello “Ancien Régime” non divise soltanto i fautori dello Stato laico da quei cattolici che non vi si erano rassegnati. Con la cosiddetta “Costituzione Civile del Clero” emanata nel 1790, quando la Rivoluzione si trovava ancora nella

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Lucia Annunziata espone su “La Stampa” di Torino le sue idee sulla situazione dell’Europa nell’ambito dell’Occidente.
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Lucia Annunziata espone su “La Stampa” di Torino le sue idee sulla situazione dell’Europa nell’ambito dell’Occidente.

Lucia Annunziata espone su “La Stampa” di Torino le sue idee sulla situazione dell’Europa nell’ambito dell’Occidente. Secondo la nota giornalista, la guerra in Ucraina ha congelato tutti quanti i Governi che si trovavano alla guida dei rispettivi Paesi nel fatidico febbraio dell’anno scorso, quando il conflitto – rimasto fino ad allora latente – è scoppiato in tutta la sua virulenza. Ci permettiamo di obiettare che questa conseguenza non si è determinata dappertutto nello stesso modo: se quanto afferma la Annunziata valesse dovunque, avremmo ancora Draghi a Palazzo Chigi. Il che – sia detto per inciso – avrebbe g

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Conversando con il giovane ma già prestigioso Prelato che ci onora della sua amicizia, siamo tornati ad interrogarci sul significato della Canonizzazione di Don Giovanni Minzoni.
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Conversando con il giovane ma già prestigioso Prelato che ci onora della sua amicizia, siamo tornati ad interrogarci sul significato della Canonizzazione di Don Giovanni Minzoni.

Conversando con il giovane ma già prestigioso Prelato che ci onora della sua amicizia, siamo tornati ad interrogarci sul significato della Canonizzazione di Don Giovanni Minzoni. Pur riconoscendo l’eguale Santità di tutti quanti vengono elevati agli Onori degli Altari, la promozione della Causa Canonica, la sua conclusione e perfino la data ed il luogo prescelti per la Proclamazione rivestono immancabilmente un significato ben preciso. Si tratta infatti di messaggi rivolti alla Comunità che ha espresso la figura del nuovo Beato o del nuovo Santo, la quale accoglie in genere tale atto della Santa Sede come un gest

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Un caro amico ci ha regalato una raccolta degli scritti dedicati da Norberto Bobbio al fenomeno Berlusconi quando esso cominciava a manifestarsi.
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Un caro amico ci ha regalato una raccolta degli scritti dedicati da Norberto Bobbio al fenomeno Berlusconi quando esso cominciava a manifestarsi.

Un caro amico ci ha regalato una raccolta degli scritti dedicati da Norberto Bobbio al fenomeno Berlusconi quando esso cominciava a manifestarsi. Tra le tante osservazioni acute del filosofo, che a distanza di decenni non hanno perduto assolutamente nulla della loro attualità, una in particolare ci ha colpito, soprattutto in quanto sembra descrivere il nostro presente: quella relativa alla proliferazione dei cosiddetti Partiti Personali. Alcuni dei quali hanno avuto durata effimera, mentre altri – a cominciare dal più grande di tutti, cioè Forza Italia – sono sopravvissuti. Partito Personale, annotava Bobbio, è u

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Quando Napoleone incontrò a Tilsitt Alessandro I di Russia, confidò al proprio segretario che la sovranità su Costantinopoli garantiva a chi la esercitava il conferimento dell’Impero Universale.
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Quando Napoleone incontrò a Tilsitt Alessandro I di Russia, confidò al proprio segretario che la sovranità su Costantinopoli garantiva a chi la esercitava il conferimento dell’Impero Universale.

Quando Napoleone incontrò a Tilsitt Alessandro I di Russia, confidò al proprio segretario che la sovranità su Costantinopoli garantiva a chi la esercitava il conferimento dell’Impero Universale. Entrambi i protagonisti di quel colloquio miravano in effetti a conquistare la “Polis Basilissa”, la Città Regina. Questa ambizione fu propria di tutti i predecessori, così come di tutti i successori dello Zar di allora, fino a contagiare gli stessi Bolscevichi: Molotov fece includere la rivendicazione di Costantinopoli nell’effimero accordo stipulato con Ribbentrop. Erano stati comunque proprio i Comunisti a restaurare i

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La conversazione con il nostro giovane amico Religioso, il quale ha meritatamente acquisito un notevole prestigio tanto nell’ambiente ecclesiastico quanto al di fuori di esso, offre sempre degli spunti interessanti, che meritano di essere sviluppati.
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La conversazione con il nostro giovane amico Religioso, il quale ha meritatamente acquisito un notevole prestigio tanto nell’ambiente ecclesiastico quanto al di fuori di esso, offre sempre degli spunti interessanti, che meritano di essere sviluppati.

La conversazione con il nostro giovane amico Religioso, il quale ha meritatamente acquisito un notevole prestigio tanto nell’ambiente ecclesiastico quanto al di fuori di esso, offre sempre degli spunti interessanti, che meritano di essere sviluppati. Abbiamo ricordato insieme la prossima Canonizzazione di Don Minzoni. Quando essa verrà solennemente celebrata in piazza San Pietro, il Governo italiano dovrà – come esige il Protocollo – inviare una propria rappresentanza ufficiale, trattandosi del Paese di origine del nuovo Beato. Sarà interessante vedere come se la caverà la Meloni in quella circostanza: la vulgata

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Uno dei testi più famosi, e più consultati, tra quelli redatti da Lenin si intitola “Che fare?”
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Uno dei testi più famosi, e più consultati, tra quelli redatti da Lenin si intitola “Che fare?”

Uno dei testi più famosi, e più consultati, tra quelli redatti da Lenin si intitola “Che fare?” Noi non riferiamo tale domanda a come fare la Rivoluzione. Se però si imbocca la via del riformismo, bisogna ugualmente sapere come la si può percorrere. Il miglior modo per procedere in questa direzione consiste naturalmente nel rendere possibile l’alternativa. La quale nelle democrazie rappresentative prima o poi si realizza, e consente precisamente ai riformisti di dimostrare in primo luogo che sono in grado di governare: senza naturalmente attentare alla Costituzione, ma realizzando tutte quelle trasformazioni nell

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Il Papa percorre le più lontane plaghe dell’Asia, e qualcuno insinua, fondandosi su voci provenienti dai Sacri Palazzi, che in Mongolia - durante la inusitata pausa di un giorno intero nei suoi impegni ufficiali - abbia segretamente incontrato un altolocato emissario cinese.
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Il Papa percorre le più lontane plaghe dell’Asia, e qualcuno insinua, fondandosi su voci provenienti dai Sacri Palazzi, che in Mongolia - durante la inusitata pausa di un giorno intero nei suoi impegni ufficiali - abbia segretamente incontrato un altolocato emissario cinese.

Il Papa percorre le più lontane plaghe dell’Asia, e qualcuno insinua, fondandosi su voci provenienti dai Sacri Palazzi, che in Mongolia - durante la inusitata pausa di un giorno intero nei suoi impegni ufficiali - abbia segretamente incontrato un altolocato emissario cinese. Intanto, qualche” vaticanista” insiste nell’affermare che Bergoglio si stia dando da fare per pilotare il Conclave – ritenuto evidentemente ormai prossimo – al fine di fare eleggere un successore di suo gradimento. Vari argomenti possono essere usati per smentire questa tesi. Il primo dei quali attiene alla Fede Cattolica: secondo la quale i

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La notizia più importante per la vicenda civica di Imperia viene taciuta, sia dai mezzi di informazione sia – quanto risulta più grave – dalla Opposizione.
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La notizia più importante per la vicenda civica di Imperia viene taciuta, sia dai mezzi di informazione sia – quanto risulta più grave – dalla Opposizione.

La notizia più importante per la vicenda civica di Imperia viene taciuta, sia dai mezzi di informazione sia – quanto risulta più grave – dalla Opposizione. Parte della quale non è più tale – neanche formalmente – essendo stata cooptata nella Maggioranza. Lo stesso settore degli irriducibili omette però l’esercizio di un suo diritto, che costituisce anche un dovere: quello di vigilare sulla efficienza e sulla correttezza dell’Amministrazione. Questo fa sì che i cittadini vengano tenuti all’oscuro dello stato reale delle finanze pubbliche comunali. Siamo dunque ritornati – almeno per quanto riguarda Imperia – al Ve

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I superstiti della “Sinistra” locale si stracciano le vesti perché non condividono alcuni gesti ed alcune prese di posizione di Monsignor Suetta.
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I superstiti della “Sinistra” locale si stracciano le vesti perché non condividono alcuni gesti ed alcune prese di posizione di Monsignor Suetta.

I superstiti della “Sinistra” locale si stracciano le vesti perché non condividono alcuni gesti ed alcune prese di posizione di Monsignor Suetta. In particolare, ha destato scandalo la sua partecipazione ad un dibattito organizzato dalla Lega. Anche noi, a suo tempo, venimmo invitati da questo Partito a parlare sul tema delle implicazioni giuridiche della società multiculturale. Dicemmo chiaramente che il Principio di Eguaglianza, in questa nuova ed irreversibile situazione, era destinato necessariamente ad evolvere: mentre infatti nella concezione classica della democrazia liberale esso viene riferito esclusivam

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Le situazioni nazionali e quelle locali tendono ad evolvere concordemente, benché queste ultime risentano delle differenze sedimentate dalle vicende cittadine, che tornano tuttavia a coincidere nei grandi momenti della Storia.
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Le situazioni nazionali e quelle locali tendono ad evolvere concordemente, benché queste ultime risentano delle differenze sedimentate dalle vicende cittadine, che tornano tuttavia a coincidere nei grandi momenti della Storia.

Le situazioni nazionali e quelle locali tendono ad evolvere concordemente, benché queste ultime risentano delle differenze sedimentate dalle vicende cittadine, che tornano tuttavia a coincidere nei grandi momenti della Storia. La Sinistra imperiese è afflitta – come quella nazionale - da schizofrenia. Vi è da noi un settore che qualcuno ha definito giustizialista, in quanto si ispira ancora a Tangentopoli, pur non avendo saputo trarre la giusta lezione da quegli eventi. Che all’epoca venne concepito dai dirigenti nazionali come forieri di una occasione rivoluzionaria. In Russia, il disastro della Prima Guerra Mon

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Le Autorità dell’Ucraina hanno rivolto un attacco, di particolare virulenza, alla persona e all’opera del Papa.
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Le Autorità dell’Ucraina hanno rivolto un attacco, di particolare virulenza, alla persona e all’opera del Papa.

Le Autorità dell’Ucraina hanno rivolto un attacco, di particolare virulenza, alla persona e all’opera del Papa. Simili prese di posizione si erano già registrate nel passato, ma la novità consiste nel fatto che le critiche dirette a Bergoglio riguardavano alcuni suoi gesti, o alcune sue prese di posizione, di cui il Governo di Kiev contestava l’opportunità, oppure la congruenza con la situazione determinata dall’invasione. Ora, invece, è l’intera politica della Santa Sede che viene presa di mira, venendo giudicata sbrigativamente e genericamente asservita a quella della Russia. Risulta indiscutibile che l’Ucraina

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Passare il ponte sul Garavano suscita sempre delle emozioni, tanto più in chi è cosciente delle vicende che questo tratto della strada tracciata da Napoleone – cui si è aggiunta in seguito la ferrovia – ha testimoniato.
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Passare il ponte sul Garavano suscita sempre delle emozioni, tanto più in chi è cosciente delle vicende che questo tratto della strada tracciata da Napoleone – cui si è aggiunta in seguito la ferrovia – ha testimoniato.

Passare il ponte sul Garavano suscita sempre delle emozioni, tanto più in chi è cosciente delle vicende che questo tratto della strada tracciata da Napoleone – cui si è aggiunta in seguito la ferrovia – ha testimoniato. Di questo passato, vogliamo ricordare alcuni momenti. Quando non esisteva l’Autostrada, transitarono di qui le truppe ed i cannoni inviati dall’Intesa per sostenere l’Italia, che resisteva sul Piave. Nel nome della causa della emancipazione dei popoli espressa da quella che Carlo Emilio Gadda, impegnato come volontario sul fronte, chiamò la Guerra di Liberazione Europea. Durante il Fascismo, passa

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Il Presidente Mattarella è andato a Rimini per dire ai giovani ivi convenuti che la libertà di culto, ma soprattutto la libertà di coscienza - essendo riconosciute e garantite dalla Costituzione - sono assolutamente intangibili, e che nel momento attuale non corrono alcun rischio.
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Il Presidente Mattarella è andato a Rimini per dire ai giovani ivi convenuti che la libertà di culto, ma soprattutto la libertà di coscienza - essendo riconosciute e garantite dalla Costituzione - sono assolutamente intangibili, e che nel momento attuale non corrono alcun rischio.

Un amico che abbiamo incontrato mentre andavamo a scrivere questo articolo, ci ha detto: “Il Partito Democratico è finito”. Non c’era neanche bisogno, per constatarlo, di contemplare la buffonesca immagine della sua Segretaria intenta ad imitare Eric Clapton sul palco di una Festa dell’Unità. Queste manifestazioni si svolgevano un tempo per raccogliere fondi destinati a sostenere la stampa del Partito. Il quale, però, non pubblica più neanche un trimestrale. Dove vanno a finire, dunque, i soldi raccolti attraendo i sottoscrittori con la Signora italo – elvetico – tedesco – statunitense (Viva l’Internazionalismo P

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In quanto credenti, benché ci iscriviamo orgogliosamente tra i Cattolici Liberali, non abbiamo mai guardato con disprezzo o con sufficienza – diversamente da quanto sono soliti fare molti laici – alla cultura religiosa popolare, che anzi consideriamo parte integrante della nostra identità.
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In quanto credenti, benché ci iscriviamo orgogliosamente tra i Cattolici Liberali, non abbiamo mai guardato con disprezzo o con sufficienza – diversamente da quanto sono soliti fare molti laici – alla cultura religiosa popolare, che anzi consideriamo parte integrante della nostra identità.

In quanto credenti, benché ci iscriviamo orgogliosamente tra i Cattolici Liberali, non abbiamo mai guardato con disprezzo o con sufficienza – diversamente da quanto sono soliti fare molti laici – alla cultura religiosa popolare, che anzi consideriamo parte integrante della nostra identità. Anche se non prendiamo parte personalmente a tutte le sue manifestazioni, guardiamo sempre ad esse con comprensione e con simpatia. Essendo stati allevati dai nonni, ricordiamo affettuosamente ciascuna delle loro devozioni. Quanto non possiamo accettare è la strumentalizzazione della identità cattolica per propagare atteggiamen

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Un amico che abbiamo incontrato mentre andavamo a scrivere questo articolo, ci ha detto: “Il Partito Democratico è finito”.
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Un amico che abbiamo incontrato mentre andavamo a scrivere questo articolo, ci ha detto: “Il Partito Democratico è finito”.

Un amico che abbiamo incontrato mentre andavamo a scrivere questo articolo, ci ha detto: “Il Partito Democratico è finito”. Non c’era neanche bisogno, per constatarlo, di contemplare la buffonesca immagine della sua Segretaria intenta ad imitare Eric Clapton sul palco di una Festa dell’Unità. Queste manifestazioni si svolgevano un tempo per raccogliere fondi destinati a sostenere la stampa del Partito. Il quale, però, non pubblica più neanche un trimestrale. Dove vanno a finire, dunque, i soldi raccolti attraendo i sottoscrittori con la Signora italo – elvetico – tedesco – statunitense (Viva l’Internazionalismo P

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Un amico che abbiamo incontrato mentre andavamo a scrivere questo articolo, ci ha detto: “Il Partito Democratico è finito”.
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Un amico che abbiamo incontrato mentre andavamo a scrivere questo articolo, ci ha detto: “Il Partito Democratico è finito”.

Un amico che abbiamo incontrato mentre andavamo a scrivere questo articolo, ci ha detto: “Il Partito Democratico è finito”. Non c’era neanche bisogno, per constatarlo, di contemplare la buffonesca immagine della sua Segretaria intenta ad imitare Eric Clapton sul palco di una Festa dell’Unità. Queste manifestazioni si svolgevano un tempo per raccogliere fondi destinati a sostenere la stampa del Partito. Il quale, però, non pubblica più neanche un trimestrale. Dove vanno a finire, dunque, i soldi raccolti attraendo i sottoscrittori con la Signora italo – elvetico – tedesco – statunitense (Viva l’Internazionalismo P

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È sempre opportuno leggere attentamente Avvenire per capire quale aria tira nella Chiesa italiana, e più in generale in tutto quel mondo che gravita intorno ad essa, dedicandosi ad una “captatio benevolentiae” dell’Episcopato.
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È sempre opportuno leggere attentamente Avvenire per capire quale aria tira nella Chiesa italiana, e più in generale in tutto quel mondo che gravita intorno ad essa, dedicandosi ad una “captatio benevolentiae” dell’Episcopato.

È sempre opportuno leggere attentamente Avvenire per capire quale aria tira nella Chiesa italiana, e più in generale in tutto quel mondo che gravita intorno ad essa, dedicandosi ad una “captatio benevolentiae” dell’Episcopato. Da questo punto di vista, si può considerare ormai da tempo superata la fase segnata dall’orientamento espresso dal Cardinale Ruini. Il quale sostenne apertamente Berlusconi e la sua parte politica, anche al prezzo di coartare quella libertà di espressione e di ricerca che nel periodo anteriore i redattori del giornale della Conferenza Episcopale avevano guadagnato. Con il risultato di pegg

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In fondo alla nostra Chiesa Parrocchiale, come avviene in tutti gli analoghi edifici di culto
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In fondo alla nostra Chiesa Parrocchiale, come avviene in tutti gli analoghi edifici di culto

In fondo alla nostra Chiesa Parrocchiale, come avviene in tutti gli analoghi edifici di culto sparsi sul suolo italico, alcuni ignoti zelatori depositano – a disposizione dei fedeli – immaginette sacre, messaggi di Medjugorje, opuscoli devozionali e convocazioni delle più diverse congreghe. Con nostra meraviglia, vi abbiamo trovato nei giorni scorsi due riviste a colori in carta patinata, simili nella impostazione grafica ed editoriale alle omologhe pubblicazioni dette gossipare, in quanto diffondono soltanto pettegolezzi. Il contenuto, non potendo logicamente riguardare le vicende sentimentali di cantanti, attor

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In Nicaragua, Ortega ha espropriato la Università Cattolica – denominata ufficialmente Centroamericana – togliendola ai Gesuiti.
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In Nicaragua, Ortega ha espropriato la Università Cattolica – denominata ufficialmente Centroamericana – togliendola ai Gesuiti.

Quando, al termine di una procedura molto complessa - che prevede un voto conforme del Parlamento di Madrid e di quello di Barcellona ed un referendum popolare confermativo in Catalogna - venne emanato il nuovo Statuto della Generalià, il Tribunale Costituzionale spagnolo si affrettò a cassare tutte le affermazioni programmatiche – sia pure prive, come tali, di ogni contenuto normativo – riguardanti diritto alla Autodeterminazione. I Catalani non se ne preoccuparono: per loro conta solo, in sostanza, la estensione delle competenze riconosciute alla Regione. La costituzione della Unione Sovietica includeva la affe

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Quando, al termine di una procedura molto complessa - che prevede un voto conforme del Parlamento di Madrid e di quello di Barcellona ed un referendum popolare confermativo in Catalogna - venne emanato il nuovo Statuto della Generalià, il Tribunale Costituzionale spagnolo si affrettò a cassare tutte le affermazioni programmatiche – sia pure prive, come tali, di ogni contenuto normativo – riguardanti diritto alla Autodeterminazione.
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Quando, al termine di una procedura molto complessa - che prevede un voto conforme del Parlamento di Madrid e di quello di Barcellona ed un referendum popolare confermativo in Catalogna - venne emanato il nuovo Statuto della Generalià, il Tribunale Costituzionale spagnolo si affrettò a cassare tutte le affermazioni programmatiche – sia pure prive, come tali, di ogni contenuto normativo – riguardanti diritto alla Autodeterminazione.

Quando, al termine di una procedura molto complessa - che prevede un voto conforme del Parlamento di Madrid e di quello di Barcellona ed un referendum popolare confermativo in Catalogna - venne emanato il nuovo Statuto della Generalià, il Tribunale Costituzionale spagnolo si affrettò a cassare tutte le affermazioni programmatiche – sia pure prive, come tali, di ogni contenuto normativo – riguardanti diritto alla Autodeterminazione. I Catalani non se ne preoccuparono: per loro conta solo, in sostanza, la estensione delle competenze riconosciute alla Regione. La costituzione della Unione Sovietica includeva la affe

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Questo articolo è dedicato al nostro amico Avvocato Luigi Basso, il quale viene da Diano Marina.
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Questo articolo è dedicato al nostro amico Avvocato Luigi Basso, il quale viene da Diano Marina.

Questo articolo è dedicato al nostro amico Avvocato Luigi Basso, il quale viene da Diano Marina. Questa Città diede i natali ad Andrea Rossi, passato alla Storia come il Pilota dei Mille, ed analogamente Luigi Basso ha assunto il difficile compito di pilotare la nostra fragile imbarcazione: che naviga tuttavia – carica di speranze – verso la meta della Indipendenza. Ci giunge notizia che il malessere da cui è afflitto, e per cui gli formuliamo i migliori auguri di rapida guarigione, ha ammutolito – si spera temporaneamente - l’amico Basso. Il quale, essendo oratore forense e politico, subisce una sorta di contrap

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Il Professor Lucio Colletti, il quale giustamente ed acutamente rileva come la strategia della Opposizione imperiese risulti perdente in quanto basata sulla personalizzazione della battaglia politica, incentrata sui difetti anche caratteriali propri della figura del Sindaco, ricorda quei Medici dotati di ottimo intuito, diagnostico che sanno cogliere al volo i sintomi della malattia, ma non sono in grado di individuarne ed eliminarne le cause.
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Il Professor Lucio Colletti, il quale giustamente ed acutamente rileva come la strategia della Opposizione imperiese risulti perdente in quanto basata sulla personalizzazione della battaglia politica, incentrata sui difetti anche caratteriali propri della figura del Sindaco, ricorda quei Medici dotati di ottimo intuito, diagnostico che sanno cogliere al volo i sintomi della malattia, ma non sono in grado di individuarne ed eliminarne le cause.

Il Professor Lucio Colletti, il quale giustamente ed acutamente rileva come la strategia della Opposizione imperiese risulti perdente in quanto basata sulla personalizzazione della battaglia politica, incentrata sui difetti anche caratteriali propri della figura del Sindaco, ricorda quei Medici dotati di ottimo intuito, diagnostico che sanno cogliere al volo i sintomi della malattia, ma non sono in grado di individuarne ed eliminarne le cause. Per spiegare le vere ragioni di quanto sta succedendo, ricorreremo, essendo ormai uomini di lunghi ricordi, alla rievocazione di un aneddoto risalente a molti anni or sono.

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I commenti della grande stampa laica italiana al successo riportato dal Papa a Lisbona rifletono – benchè ormai scevri della diffidenza con cui tale ambiente guardava in passato al fenomeno religioso - ed in particolare alla persona ed opera dei Pontefici - il permanere di una difficoltà di comprensione.
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I commenti della grande stampa laica italiana al successo riportato dal Papa a Lisbona rifletono – benchè ormai scevri della diffidenza con cui tale ambiente guardava in passato al fenomeno religioso - ed in particolare alla persona ed opera dei Pontefici - il permanere di una difficoltà di comprensione.

I commenti della grande stampa laica italiana al successo riportato dal Papa a Lisbona rifletono – benchè ormai scevri della diffidenza con cui tale ambiente guardava in passato al fenomeno religioso - ed in particolare alla persona ed opera dei Pontefici - il permanere di una difficoltà di comprensione. Alcuni commentatori si esprimono con quello stupore, con qualla sorta di nobile invidia, con cui gli atei e gli agnostici considerano i credenti. Infinite volte, ci siamo sentiti ripetere questa frase, diversamente modulata ma pronunziata sempre con assoluta sincerità: “Beati voi che avete trovato una spiegazione

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Le Ghiurnate di Corte hanno riunito – come giá osservato – una parte soltanto dei movimenti indipendentisti della Europa Occidentale, come anche una parte soltanto di quelli attivi nello ambito dello Stato italiano.
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Le Ghiurnate di Corte hanno riunito – come giá osservato – una parte soltanto dei movimenti indipendentisti della Europa Occidentale, come anche una parte soltanto di quelli attivi nello ambito dello Stato italiano.

Le Ghiurnate di Corte hanno riunito – come giá osservato – una parte soltanto dei movimenti indipendentisti della Europa Occidentale, come anche una parte soltanto di quelli attivi nello ambito dello Stato italiano. Un motivo consiste - anche questo si é detto – nel fatto che il livello al quale si esprimono le loro rivendicazioni risulta molto diverso da luogo a luogo. Affiorano peró anche divergenze in merito alla collocazione politica dei diversi soggetti. In parte, queste discrepanze costituiscono una ereditá del passato, esistendo die movimenti con radici – per quanto ancora possono valere queste dicotomie –

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Nel nostro precedente articolo, abbiamo illustrato come il Governo della Signora Meloni persegua la terzomondizzazione del nostro Paese mediante lo smantellamento del vecchio apparato produttivo e la diffusione del lavoro informale, e dunque sottopagato.
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Nel nostro precedente articolo, abbiamo illustrato come il Governo della Signora Meloni persegua la terzomondizzazione del nostro Paese mediante lo smantellamento del vecchio apparato produttivo e la diffusione del lavoro informale, e dunque sottopagato.

Nel nostro precedente articolo, abbiamo illustrato come il Governo della Signora Meloni persegua la terzomondizzazione del nostro Paese mediante lo smantellamento del vecchio apparato produttivo e la diffusione del lavoro informale, e dunque sottopagato. Non è casuale che la sua Ministra del Lavoro abbia giudicato non abbastanza flessibili le norme che regolano tale materia, e si proponga di perseguire un incremento ulteriore dal precariato. Sono passati i tempi in cui i Ministri del Lavoro erano sempre dei personaggi scomodi, collocati alla estrema Sinistra della rispettiva compagine di Governo. Valga come esemp

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Alcuni mesi or sono, commentammo il discorso – amplificato dalla macchina propagandistica della Destra locale e reiterato in una intervista esclusiva concessa al Settimanale dei Bassotti – che era stato pronunziato da un giovane e brillante economista dinnanzi alla Assemblea provinciale della Unione Industriali, celebrata nel Forte di Ventimiglia.
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Alcuni mesi or sono, commentammo il discorso – amplificato dalla macchina propagandistica della Destra locale e reiterato in una intervista esclusiva concessa al Settimanale dei Bassotti – che era stato pronunziato da un giovane e brillante economista dinnanzi alla Assemblea provinciale della Unione Industriali, celebrata nel Forte di Ventimiglia.

Alcuni mesi or sono, commentammo il discorso – amplificato dalla macchina propagandistica della Destra locale e reiterato in una intervista esclusiva concessa al Settimanale dei Bassotti – che era stato pronunziato da un giovane e brillante economista dinnanzi alla Assemblea provinciale della Unione Industriali, celebrata nel Forte di Ventimiglia. La ambientazione militare ben si addiceva alla ferrea disciplina di partito imposta agli associati, i quali ammontano nello intero Comprensorio Imperiese alla cifra di ben tre. Per riempire il salone ed ovazionare adeguatamente un cosí illustre ospite, fu necessario rec

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I resoconti dedicati alle Ghiurnate di Corte permettono di fare il punto tanto sul dibattito tra gli indipendentisti corsi quanto sulla discussione che si svolge tra costoro ed i movimenti dediti alla stessa causa in Europa Occidentale e nel mondo.
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I resoconti dedicati alle Ghiurnate di Corte permettono di fare il punto tanto sul dibattito tra gli indipendentisti corsi quanto sulla discussione che si svolge tra costoro ed i movimenti dediti alla stessa causa in Europa Occidentale e nel mondo.

I resoconti dedicati alle Ghiurnate di Corte permettono di fare il punto tanto sul dibattito tra gli indipendentisti corsi quanto sulla discussione che si svolge tra costoro ed i movimenti dediti alla stessa causa in Europa Occidentale e nel mondo. Negli altri Continenti, essi agiscono contro le ultime sopravvivenze del Colonialismo, ed il rilievo dato loro in Corsica è dovuto essenzialmente al fatto di avere lo stesso nemico, cioè lo Stato francese. Vorremmo sottolineare piuttosto, restringendo il discorso alla Europa Occidentale, tre aspetti del dibattito, cui ha partecipato soltanto Corsica Libera, espressione

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Come giá abbiamo avuto occasione di notare, Bergoglio – celebrando la Giornata Mondiale della Gioventú - ha potuto contare i suoi seguaci, ma soprattutto li ha rimandati nei loro rispettivi Paesi di provenienza avendo trasmesso loro un ideale che non risulta affatto vago e indefinito.
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Come giá abbiamo avuto occasione di notare, Bergoglio – celebrando la Giornata Mondiale della Gioventú - ha potuto contare i suoi seguaci, ma soprattutto li ha rimandati nei loro rispettivi Paesi di provenienza avendo trasmesso loro un ideale che non risulta affatto vago e indefinito.

Come giá abbiamo avuto occasione di notare, Bergoglio – celebrando la Giornata Mondiale della Gioventú - ha potuto contare i suoi seguaci, ma soprattutto li ha rimandati nei loro rispettivi Paesi di provenienza avendo trasmesso loro un ideale che non risulta affatto vago e indefinito. Esso, infatti, non é relegato in una dimensione meramente spirituale, ma si sostanzia in un ben preciso piano di azione. Il motto di questo incontro si riferiva alla fretta con cui la Madonna era partita per incontrare Santa Elisabetta, fecendo incrociare il loro destino e quello dei lori figli, Gesú e Giovanni il Battista. Bisogna

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Gli Indipendentisti corsi stanno riunendo, ormai per la quarantunesima volta, nella loro antica Capitale di Corte, legata alle memorie di Pasquale Paoli e del suo più stretto collaboratore, Domenico Bonaparte, padre del grande Napoleone, tutti i Movimenti che nel mondo condividono lo stesso obiettivo: lo esercizio della Autodeterminazione.
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Gli Indipendentisti corsi stanno riunendo, ormai per la quarantunesima volta, nella loro antica Capitale di Corte, legata alle memorie di Pasquale Paoli e del suo più stretto collaboratore, Domenico Bonaparte, padre del grande Napoleone, tutti i Movimenti che nel mondo condividono lo stesso obiettivo: lo esercizio della Autodeterminazione.

La sagra di Borgo di Oneglia si è celebrata una tantum – lo strenuo impegno organizzativo scoraggia ogni replica, essendo rimasti esausti gli addetti – nella notte tra sabato e domenica, alla insegna della volonterositá. Che ha scatenato una competizione tra i diversi soggetti presenti. La palma del primo premio deve essere sicuramente attribuita al complesso di strimpellatori che si esibiva sul palco, allietando il convivio. Questa band – la lingua inglese è di prammatica per definire simili ciurme, che si aggirano per il nostro entroterra in cerca di feste di paese – è infatti riuscita rocambolescamente ad espr

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Da lunedì prossimo, i Bergoglio Boys si riverseranno nei loro Paesi di origine, confortati ed esaltati dal Magistero del Papa.
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Da lunedì prossimo, i Bergoglio Boys si riverseranno nei loro Paesi di origine, confortati ed esaltati dal Magistero del Papa.

Da lunedì prossimo, i Bergoglio Boys si riverseranno nei loro Paesi di origine, confortati ed esaltati dal Magistero del Papa. Il ritorno di quelli italiani, particolarmente numerosi e agguerriti, è destinato a produrre – anche nei tempi brevi – importanti conseguenze tanto dentro la Chiesa quanto al di fuori di essa. Durante le Congregazioni – cioè, le riunioni plenarie che precedono il Conclave, delle quali non viene diffuso ufficialmente il contenuto, che però non è neanche assoggettato al Segreto Canonico – il Cardinale di Buenos Ayres pronunziò un discorso – quello, passato alla Storia, sulle periferie non i

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Gli Indipendentisti corsi stanno riunendo, ormai per la quarantunesima volta, nella loro antica Capitale di Corte, legata alle memorie di Pasquale Paoli e del suo più stretto collaboratore, Domenico Bonaparte, padre del grande Napoleone, tutti i Movimenti che nel mondo condividono lo stesso obiettivo: lo esercizio della Autodeterminazione.
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Gli Indipendentisti corsi stanno riunendo, ormai per la quarantunesima volta, nella loro antica Capitale di Corte, legata alle memorie di Pasquale Paoli e del suo più stretto collaboratore, Domenico Bonaparte, padre del grande Napoleone, tutti i Movimenti che nel mondo condividono lo stesso obiettivo: lo esercizio della Autodeterminazione.

Gli Indipendentisti corsi stanno riunendo, ormai per la quarantunesima volta, nella loro antica Capitale di Corte, legata alle memorie di Pasquale Paoli e del suo più stretto collaboratore, Domenico Bonaparte, padre del grande Napoleone, tutti i Movimenti che nel mondo condividono lo stesso obiettivo: lo esercizio della Autodeterminazione. Questo incontro annuale, in cui non si fa soltanto politica, ma anche arte e cultura nelle sue più varie espressioni, risulta – per così dire – a geometria variabile. Naturalmente, i padroni di casa sono ben lieti di accogliere tutti, ma le presenze appaiono ad un osservatore e

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Consultando con vivo e partecipe interesse il nuovo numero di Emozioni, che Gianni Donaudi è riuscito miracolosamente a pubblicare e a diffondere malgrado tutti i sabotaggi orditi con tenacia degna di miglior causa dagli invidiosi (i quali non si capisce che cosa ci invidino, dato che manchiamo di mezzi economici e contiamo soltanto su doti immateriali quali il coraggio, la dedizione, la cultura e la intelligenza), ci sentiamo di formulare alcune osservazioni inerenti alla linea politica del nostro periodico.
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Consultando con vivo e partecipe interesse il nuovo numero di Emozioni, che Gianni Donaudi è riuscito miracolosamente a pubblicare e a diffondere malgrado tutti i sabotaggi orditi con tenacia degna di miglior causa dagli invidiosi (i quali non si capisce che cosa ci invidino, dato che manchiamo di mezzi economici e contiamo soltanto su doti immateriali quali il coraggio, la dedizione, la cultura e la intelligenza), ci sentiamo di formulare alcune osservazioni inerenti alla linea politica del nostro periodico.

Consultando con vivo e partecipe interesse il nuovo numero di Emozioni, che Gianni Donaudi è riuscito miracolosamente a pubblicare e a diffondere malgrado tutti i sabotaggi orditi con tenacia degna di miglior causa dagli invidiosi (i quali non si capisce che cosa ci invidino, dato che manchiamo di mezzi economici e contiamo soltanto su doti immateriali quali il coraggio, la dedizione, la cultura e la intelligenza), ci sentiamo di formulare alcune osservazioni inerenti alla linea politica del nostro periodico. Diciamo subito che la condividiamo pienamente, ma riteniamo opportuno affinarla per riuscire in un intent

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La genesi del Sessantotto – specialmente per quanto riguarda il nostro Paese – fu collocata in ambito ecclesiale.
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La genesi del Sessantotto – specialmente per quanto riguarda il nostro Paese – fu collocata in ambito ecclesiale.

Questo evento permette di capire quanto a fondo abbia influito, in un tempo relativamente breve per la Chiesa, malgrado essa operi – come si diceva un tempo – secondo il respiro dei Secoli, la riforma promossa da Bergoglio. Il quale vive per la prima volta il grande raduno essendo il solo Papa vivente. Benché il predecessore venisse qualificato con il titolo di Emerito, esisteva comunque una sorta di ombra del Trono (in questo caso Pontificio), proiettata sul Sacro Soglio. Occupato, secondo alcuni, da un abusivo. Dopo la Morte di Benedetto XVI, i cosiddetti sedevacantisti non sanno quali pesci prendere: già colpi

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La genesi del Sessantotto – specialmente per quanto riguarda il nostro Paese – fu collocata in ambito ecclesiale.
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La genesi del Sessantotto – specialmente per quanto riguarda il nostro Paese – fu collocata in ambito ecclesiale.

La genesi del Sessantotto – specialmente per quanto riguarda il nostro Paese – fu collocata in ambito ecclesiale. Il Concilio aveva dimostrato come non esista nessuna Istituzione – e la Chiesa era per eccellenza la più consolidata per la sua tradizione ed esperienza storica – che fosse esente da un dibattito al proprio interno, tale da influire sul mondo esterno, facendo della Società die Credenti uno strumento per cambiare la società. Vale la pena riconsiderare che cosa il Concilio aveva deciso e significato. In primo luogo, la Chiesa accettava espressamente le cosiddette Libertà Borghesi, ed in primis la Libert

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Due sono le notizie del giorno, di cui una proviene dal Meridione del nostro Paese, e una dal Meridione del mondo.
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Due sono le notizie del giorno, di cui una proviene dal Meridione del nostro Paese, e una dal Meridione del mondo.

Due sono le notizie del giorno, di cui una proviene dal Meridione del nostro Paese, e una dal Meridione del mondo. Il Sud è in rivolta per la cessata erogazione del Reddito di Cittadinanza. Poiché la sua instaurazione era stata annunziata dai Pentastellati come una abrogazione ope legis della povertà (neanche i più pittoreschi dittatori della America Latina erano mai arrivati ad un tale punto di demagogia), dovremmo trovarci di fronte ad un ristabilimento, anche esso ope legis, della indigenza. Causato, per giunta, dalla pura malvagità della Meloni. Ci domandiamo dunque per quale motivo Grillo e Conte non chiamin

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Il giovane Sacerdote appartenente al Clero Regolare e nostro concittadino di origine, incaricato della assistenza spirituale ai Giovani Esploratori cattolici di una grande Città (ed ancora più grande Diocesi) della Italia Settentrionale, ci fa il grande regalo di una chiamata telefonica: nel corso della quale – come di consueto – si getta insieme uno sguardo panoramico sulla situazione della Chiesa.
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Il giovane Sacerdote appartenente al Clero Regolare e nostro concittadino di origine, incaricato della assistenza spirituale ai Giovani Esploratori cattolici di una grande Città (ed ancora più grande Diocesi) della Italia Settentrionale, ci fa il grande regalo di una chiamata telefonica: nel corso della quale – come di consueto – si getta insieme uno sguardo panoramico sulla situazione della Chiesa.

Il giovane Sacerdote appartenente al Clero Regolare e nostro concittadino di origine, incaricato della assistenza spirituale ai Giovani Esploratori cattolici di una grande Città (ed ancora più grande Diocesi) della Italia Settentrionale, ci fa il grande regalo di una chiamata telefonica: nel corso della quale – come di consueto – si getta insieme uno sguardo panoramico sulla situazione della Chiesa. Che è ormai il solo ambito in cui il dibattito tra le varie tendenze in qualche modo supplisce a quello – ormai completamente isterilito – tra le Forze Politiche. Le quali – a dire il vero – non possono più qualificar

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La conversazione intrattenuta con il nostro giovane amico Sacerdote ha riguardato anche altri temi, oltre a quelli già illustrati in precedenza.
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La conversazione intrattenuta con il nostro giovane amico Sacerdote ha riguardato anche altri temi, oltre a quelli già illustrati in precedenza.

La conversazione intrattenuta con il nostro giovane amico Sacerdote ha riguardato anche altri temi, oltre a quelli già illustrati in precedenza. In questi giorni, molti Vescovi italiani accompagnano a Lisbona i loro rispettivi giovani, i quali si accingono a partire in folte e qualificate delegazioni; altri Presuli li affidano ai migliori collaboratori, mentre chi non può viaggiare si riunisce comunque presso le Chiese ed i Santuari. Si tratta di un primo, lusinghiero censimento della azione formativa svolta dai nuovi Pastori diocesani nominati da Bergoglio. Abbiamo già avuto modo di rilevare come Tasca abbia già

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Galeazzo Ciano testimonia nel suo Diario di come il Duce si vantasse di avere voluto la riforestazione degli Appennini, destinata – a suo dire – non già a ristabilire gli equilibri ecologici, bensì ad abbassare la temperatura in Italia.
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Galeazzo Ciano testimonia nel suo Diario di come il Duce si vantasse di avere voluto la riforestazione degli Appennini, destinata – a suo dire – non già a ristabilire gli equilibri ecologici, bensì ad abbassare la temperatura in Italia.

Galeazzo Ciano testimonia nel suo Diario di come il Duce si vantasse di avere voluto la riforestazione degli Appennini, destinata – a suo dire – non già a ristabilire gli equilibri ecologici, bensì ad abbassare la temperatura in Italia. Il che – secondo lui – avrebbe ritemprato i nostri concittadini, mettendoli al freddo. Non risulta che la Destra cattolica abbia manifestato al riguardo alcun dissenso dal suo Uomo della Provvidenza. Questa parte politica e religiosa sta invece insorgendo contro la Legge europea, votata dalla Sinistra e da una parte dei Popolari, che prevede il ristabilimento delle condizioni ambi

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La stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti – accentua (se ancora fosse possibile) la consueta sonnolenza del Borgo Prefettizio, dove la sola contesa – sia pure acerrima – viene combattuta a colpi di volantini tra i Direttori dei Supermercati: i quali si affrontano ricorrendo alle promozioni (vulgo sconti), nonché a quella autentica arma proibita tristemente nota come tre per due.
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La stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti – accentua (se ancora fosse possibile) la consueta sonnolenza del Borgo Prefettizio, dove la sola contesa – sia pure acerrima – viene combattuta a colpi di volantini tra i Direttori dei Supermercati: i quali si affrontano ricorrendo alle promozioni (vulgo sconti), nonché a quella autentica arma proibita tristemente nota come tre per due.

La stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti – accentua (se ancora fosse possibile) la consueta sonnolenza del Borgo Prefettizio, dove la sola contesa – sia pure acerrima – viene combattuta a colpi di volantini tra i Direttori dei Supermercati: i quali si affrontano ricorrendo alle promozioni (vulgo sconti), nonché a quella autentica arma proibita tristemente nota come tre per due. La quale contagia con una sua dipendenza i clienti, fino al punto che costoro acquistano comunque sempre tre confezioni eguali, anche in assenza di tale subdolo sotterfugio. La riduzione di prezzo risulta tale solo per

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La stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti – accentua (se ancora fosse possibile) la consueta sonnolenza del Borgo Prefettizio, dove la sola contesa – sia pure acerrima – viene combattuta a colpi di volantini tra i Direttori dei Supermercati: i quali si affrontano ricorrendo alle promozioni (vulgo sconti), nonché a quella autentica arma proibita tristemente nota come tre per due.
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La stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti – accentua (se ancora fosse possibile) la consueta sonnolenza del Borgo Prefettizio, dove la sola contesa – sia pure acerrima – viene combattuta a colpi di volantini tra i Direttori dei Supermercati: i quali si affrontano ricorrendo alle promozioni (vulgo sconti), nonché a quella autentica arma proibita tristemente nota come tre per due.

La stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti – accentua (se ancora fosse possibile) la consueta sonnolenza del Borgo Prefettizio, dove la sola contesa – sia pure acerrima – viene combattuta a colpi di volantini tra i Direttori dei Supermercati: i quali si affrontano ricorrendo alle promozioni (vulgo sconti), nonché a quella autentica arma proibita tristemente nota come tre per due. La quale contagia con una sua dipendenza i clienti, fino al punto che costoro acquistano comunque sempre tre confezioni eguali, anche in assenza di tale subdolo sotterfugio. La riduzione di prezzo risulta tale solo per

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Rimane ancora da esaminare un aspetto del voto spagnolo, costituito dal risultato deludente degli Indipendentisti catalani.
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Rimane ancora da esaminare un aspetto del voto spagnolo, costituito dal risultato deludente degli Indipendentisti catalani.

Rimane ancora da esaminare un aspetto del voto spagnolo, costituito dal risultato deludente degli Indipendentisti catalani. Nel Paese Basco, il Partito Nazionalista moderato ha perso un seggio, guadagnato però da quello considerato estremista - o meglio radicale - indicato anche come il braccio politico della E.T.A. Segno, questo, che la tendenza identitaria non viene meno da nessuna parte, ma in determinate situazioni si scontano gli effetti di scelte – come è stata la Dichiarazione di Indipendenza – sulla quali non esprimiamo una valutazione. La Storia dirà se veramente sia stato commesso un errore, o se invece

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La Opposizione imperiese versa nel marasma più completo.
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La Opposizione imperiese versa nel marasma più completo.

La Opposizione imperiese versa nel marasma più completo. Il Partito Democratico si era dissociato a suo tempo da tutte le iniziative intraprese da Bracco e da Zarbano per ottenere una dichiarazione di incompatibilità del Sindaco. Questo dissenso aveva riguardato tre distinti atti compiuti dai candidati perdenti. In primo luogo, si trattava di una loro conferenza stampa congiunta – in seguito annullata dopo averla indetta - dedicata a sostenere questa tesi. Entrambi avevano tuttavia appoggiato espressamente un esposto, presentato da un cittadino al Segretario Comunale e volto ad ottenere una sua pronunzia in mater

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La vittoria della (estrema) Destra a Madrid nuoce tanto al nostro Paese quanto alla Spagna.
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La vittoria della (estrema) Destra a Madrid nuoce tanto al nostro Paese quanto alla Spagna.

La vittoria della (estrema) Destra a Madrid nuoce tanto al nostro Paese quanto alla Spagna. Per rendercene conto, basta considerare come i seguaci di Abascal plaudano alla Meloni come alla artefice del loro successo annunziato, come fanno i tifosi del calcio con i campioni stranieri di importazione. I motivi sono diversi. In primo luogo, la Presidente del Consiglio si era spesa in favore del camerata iberico fin da prima di assumere il suo incarico attuale. Su questa scelta influiva certamente la intenzione di estendere la propria sfera di influenza al di là dei confini, come anche la comune ispirazione ideologic

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A Venezia, durante il lock down causato dalla epidemia, infiniti ristoranti ed altri locali pubblici dovettero essere svenduti dai titolari, i quali non potevano più sostenere le spese fisse senza incassare assolutamente nulla.
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A Venezia, durante il lock down causato dalla epidemia, infiniti ristoranti ed altri locali pubblici dovettero essere svenduti dai titolari, i quali non potevano più sostenere le spese fisse senza incassare assolutamente nulla.

A Venezia, durante il lock down causato dalla epidemia, infiniti ristoranti ed altri locali pubblici dovettero essere svenduti dai titolari, i quali non potevano più sostenere le spese fisse senza incassare assolutamente nulla. A detta delle Autorità competenti per la lotta contro la malavita organizzata, a fare incetta di questi pubblici esercizi fu in particolare la Mafia albanese. Con quale denaro era stata compiuta tale acquisizione? Naturalmente coi proventi del narcotraffico. Come abbondantemente documentato da molte inchieste giornalistiche, le cosiddette piazze della droga di Roma, cioè i punti in cui si

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Il noto Imam dei Piani ha partecipato a tutti i Fratelli ed agli amici la nascita del suo tredicesimo figlio.
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Il noto Imam dei Piani ha partecipato a tutti i Fratelli ed agli amici la nascita del suo tredicesimo figlio.

Il noto Imam dei Piani ha partecipato a tutti i Fratelli ed agli amici la nascita del suo tredicesimo figlio. Questo traguardo era considerato dal prestigioso dirigente religioso come il più importante, essendosi proposto di superare le Dodici Tribù di Israele. Ora i Musulmani prevalgono con il parziale di tredici a dodici: si tratta di un punteggio più che tennistico, ma non è ancora finita. Dei rampolli del nostro Imam, tre sono maschi e dieci femmine: il che lo rende ancora più contento. Il Profeta Maometto definì, infatti, le donne musulmane Madri dei Credenti, per indicare il dovere di generarne il massimo n

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Il Bassotto è stato torchiato per quattro ore dalla Magistratura Inquirente per la vicenda delle asserite minacce al già Comandante dei Vigili Urbani.
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Il Bassotto è stato torchiato per quattro ore dalla Magistratura Inquirente per la vicenda delle asserite minacce al già Comandante dei Vigili Urbani.

Il Bassotto è stato torchiato per quattro ore dalla Magistratura Inquirente per la vicenda delle asserite minacce al già Comandante dei Vigili Urbani. Poiché si tratta di un Reato cosiddetto da cortile, perseguibile per giunta solo a querela di parte, la durata dello interrogatorio non si spiega: se non con lo attuale zeit geist, contraddistinto da un aggravamento della mai sopita ostilità reciproca tra la parte politica dominate ad Imperia ed i Giudici. Contro cui tale congrega organizzò anni or sono una manifestazione, analogamente a quanto intrapreso dai Berlusconiani davanti al Palazzo di Giustizia di Milano:

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Tempo fa, dopo che il Vaticano aveva reso pubblico il Terzo Segreto di Fatima, il noto invasato senese Antonio Socci, autentica star della pubblicistica italiana di estrema Destra, affermò che si trattava di un testo ancora parziale.
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Tempo fa, dopo che il Vaticano aveva reso pubblico il Terzo Segreto di Fatima, il noto invasato senese Antonio Socci, autentica star della pubblicistica italiana di estrema Destra, affermò che si trattava di un testo ancora parziale.

Tempo fa, dopo che il Vaticano aveva reso pubblico il Terzo Segreto di Fatima, il noto invasato senese Antonio Socci, autentica star della pubblicistica italiana di estrema Destra, affermò che si trattava di un testo ancora parziale. Rivelando inoltre una inspiegabile (o millantata) conoscenza dei Sacri Palazzi, indicò addirittura in quale cassetto di quale scrivania si potesse reperire quello completo. In realtà, Suor Lucia, durante i decenni trascorsi nel Convento della Carmelitane di Coimbra (la veggente sfiorò il secolo di vita), si era rivelata affetta da grafomania, redigendo una profluvie di cosiddette Riv

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I lavoratori industriali temono i progressi tecnologici, sia in quanto permettono di ottenere lo stesso prodotto con un minore impiego di manodopera, sia in quanto il plusvalore, cioè il margine di profitto goduto dal padrone per il lavoro svolto da ciascuno di loro, risulta naturalmente più alto.
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I lavoratori industriali temono i progressi tecnologici, sia in quanto permettono di ottenere lo stesso prodotto con un minore impiego di manodopera, sia in quanto il plusvalore, cioè il margine di profitto goduto dal padrone per il lavoro svolto da ciascuno di loro, risulta naturalmente più alto.

I lavoratori industriali temono i progressi tecnologici, sia in quanto permettono di ottenere lo stesso prodotto con un minore impiego di manodopera, sia in quanto il plusvalore, cioè il margine di profitto goduto dal padrone per il lavoro svolto da ciascuno di loro, risulta naturalmente più alto. Ne consegue una reazione tanto spontanea quanto inefficace alla introduzione di nuovi macchinari, consistente nella loro distruzione. Che avveniva colpendoli con gli zoccoli di legno, in francese sabots: da cui il termine sabotaggio, riprodotto in tutte le altre lingue. Questa pratica, però, finiva per accelerare, anzic

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Ci aspettavamo che la Meloni concludesse trionfalmente il convegno annuale dei Confessionalisti a Rimini, raccogliendo gli applausi al Governo di gran lunga più vicino alle loro istanze tra tutti quelli del dopoguerra.
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Ci aspettavamo che la Meloni concludesse trionfalmente il convegno annuale dei Confessionalisti a Rimini, raccogliendo gli applausi al Governo di gran lunga più vicino alle loro istanze tra tutti quelli del dopoguerra.

Ci aspettavamo che la Meloni concludesse trionfalmente il convegno annuale dei Confessionalisti a Rimini, raccogliendo gli applausi al Governo di gran lunga più vicino alle loro istanze tra tutti quelli del dopoguerra. A questo punto, la Presidente del Consiglio avrebbe avuto buon gioco nel comparare il proprio successo con i fischi destinati a Letta. Il quale certamente li meritava, ma per motivi opposti rispetto a quelli che avevano animato la platea. Che risulta notoriamente eterodiretta, alla stregua della Guardie Rosse cinesi, i cui umori non erano mai spontanei, bensì coincidevano con quelli della fazione d

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Pier Paolo Pasolini, il quale - pur essendo uomo di ampia e profonda cultura - preferiva ricorrere alla sensibilità ed alla intuizione
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Pier Paolo Pasolini, il quale - pur essendo uomo di ampia e profonda cultura - preferiva ricorrere alla sensibilità ed alla intuizione

Pier Paolo Pasolini, il quale - pur essendo uomo di ampia e profonda cultura - preferiva ricorrere alla sensibilità ed alla intuizione proprie die grandi artisti per decifrare la realtà, aveva visto giusto nel futuro del nostro Paese. Altri, molto meglio di noi, hanno commentato la sua opera. Ai fini del nostro discorso, estrapoliamo due tra le sue osservazioni. Una riguardava la perdita della cultura popolare, che costituisce la essenza della identità di un popolo. Per quanto si possa perpetuare la cultura ufficiale e accademica, è precisamente dalla cultura popolare che dipende la sopravvivenza della identità c

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Pier Paolo Pasolini, il quale - pur essendo uomo di ampia e profonda cultura - preferiva ricorrere alla sensibilità ed alla intuizione
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Pier Paolo Pasolini, il quale - pur essendo uomo di ampia e profonda cultura - preferiva ricorrere alla sensibilità ed alla intuizione

Pier Paolo Pasolini, il quale - pur essendo uomo di ampia e profonda cultura - preferiva ricorrere alla sensibilità ed alla intuizione proprie die grandi artisti per decifrare la realtà, aveva visto giusto nel futuro del nostro Paese. Altri, molto meglio di noi, hanno commentato la sua opera. Ai fini del nostro discorso, estrapoliamo due tra le sue osservazioni. Una riguardava la perdita della cultura popolare, che costituisce la essenza della identità di un popolo. Per quanto si possa perpetuare la cultura ufficiale e accademica, è precisamente dalla cultura popolare che dipende la sopravvivenza della identità c

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Il Vertice della Alleanza Atlantica ha deciso che la Ucraina non entri in questa Organizzazione finché dura la guerra.
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Il Vertice della Alleanza Atlantica ha deciso che la Ucraina non entri in questa Organizzazione finché dura la guerra.

Il Vertice della Alleanza Atlantica ha deciso che la Ucraina non entri in questa Organizzazione finché dura la guerra. Si tratta di una scelta inevitabile. Essendo una parte del territorio di questo Paese occupata da un altro Stato, nel momento stesso della eventuale adesione al Patto Atlantico, le sue truppe – in base al famoso Articolo Cinque – sarebbero tenute ad intervenire, scontrandosi direttamente coi Russi e dando così inizio alla Terza Guerra Mondiale. Si potrebbe stipulare un armistizio e procedere quindi allo ingresso nella Alleanza, ottenendo la garanzia che Kiev – grazie al sostegno occidentale – non

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Dopo il Sinodo, il Concistoro, che porterà il numero dei Cardinali Elettori – a far data dal prossimo Trenta Settembre - alla cifra record di centotrentasette.
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Dopo il Sinodo, il Concistoro, che porterà il numero dei Cardinali Elettori – a far data dal prossimo Trenta Settembre - alla cifra record di centotrentasette.

Dopo il Sinodo, il Concistoro, che porterà il numero dei Cardinali Elettori – a far data dal prossimo Trenta Settembre - alla cifra record di centotrentasette. Tanto numerosi, cioè, che il pur grande albergo di Santa Marta non basterà a contenerli tutti. Dove dormiranno quelli in soprannumero? Giriamo la domanda al Maresciallo del Conclave, in occasione del quale arriveranno in massa in Vaticano. Quanto ai Titoli, occorre ormai costituirli nelle Chiese Parrocchiali della estrema periferia: una ulteriore applicazione del famoso programma di Bergoglio. Il quale, forse temendo una Sede Vacante - contro la quale elev

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La Morte di Forlani si può considerare come uno di quegli atti che – disseminati nel tempo – compongono il lungo funerale della Prima Repubblica.
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La Morte di Forlani si può considerare come uno di quegli atti che – disseminati nel tempo – compongono il lungo funerale della Prima Repubblica.

La Morte di Forlani si può considerare come uno di quegli atti che – disseminati nel tempo – compongono il lungo funerale della Prima Repubblica. Di cui molti si ostinano a collocare il decesso in coincidenza con Tangentopoli, mentre le realtà sul suo certificato di morte – quale in futuro lo redigeranno gli storici – sarà scritta la data della ascesa al potere della Meloni. Cioè, di un nuovo Ventotto Ottobre, che non a caso fu eretto dal Fascismo a Festa Nazionale. La Presidente del Consiglio ebbe il buon gusto di non far coincidere il giuramento del suo Governo con questa data, ma andò al Quirinale in camicia n

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La ripresa – dopo una pausa più lunga del solito, dovuta alle Elezioni Comunali di Imperia - ...
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La ripresa – dopo una pausa più lunga del solito, dovuta alle Elezioni Comunali di Imperia - ...

dei consueti colloqui con il nostro amico dirigente del Movimento Autonomista della Liguria, ha dato modo di valutare, proiettandole nel quadro più ampio degli avvenimenti europei, le prospettive della Causa comune. Due sono gli avvenimenti dai quali possiamo prendere le mosse per la nostra analisi. Uno è la visita resa dal Sindaco di Imperia al suo Collega di Nizza, il quale – grazie alla legge vigente Oltralpe – cumula nella sua persona anche la carica di Presidente della Regione Provenza – Costa Azzurra.

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La vulgata della storia nazionale su cui si basa il Governo Meloni raffigura le vicende successive al Venticinque Luglio del 1943 come un periodo di decadenza e di corruzione: non soltanto politica, bensì soprattutto spirituale e morale.
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La vulgata della storia nazionale su cui si basa il Governo Meloni raffigura le vicende successive al Venticinque Luglio del 1943 come un periodo di decadenza e di corruzione: non soltanto politica, bensì soprattutto spirituale e morale.

La vulgata della storia nazionale su cui si basa il Governo Meloni raffigura le vicende successive al Venticinque Luglio del 1943 come un periodo di decadenza e di corruzione: non soltanto politica, bensì soprattutto spirituale e morale. I tradizionalisti, che si dedicano a supportare tale visione, così come gli orientamenti che ne conseguono, le forniscono un proprio contributo, qualificando la Repubblica come anticlericale, se non addirittura come anticristiana. Questa asserzione risulta naturalmente del tutto falsa, e soprattutto mira a squalificare non tanto i Partiti laici, quanto soprattutto i Cattolici dem

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Daniela Santanché appartiene, come Briatore, come lei cuneese e militante della Destra, alla folta schiera die brasseurs de affaires.
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Daniela Santanché appartiene, come Briatore, come lei cuneese e militante della Destra, alla folta schiera die brasseurs de affaires.

Daniela Santanché appartiene, come Briatore, come lei cuneese e militante della Destra, alla folta schiera die brasseurs de affaires. I quali sono sempre esistiti, ma – a partire dai tempi di Craxi, che amava circondarsi di tali soggetti – vivono in una sorta di simbiosi con il potere politico. Rispetto al quale si è determinato un movimento molecolare: gli affaristi assumono cariche pubbliche, ed i politicanti – forti delle relazioni stabilite esercitandole – si dedicano a questo tipo particolare di business. Che fa di costoro una nuova specie, distinta dai tradizionali ruoli di Dirigente di Azienda, di Concessi

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Che la Destra, da cui siamo governati, sia antisemita e maschilista non è un segreto per nessuno: salvo, naturalmente, che per i dirigenti della Sinistra.
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Che la Destra, da cui siamo governati, sia antisemita e maschilista non è un segreto per nessuno: salvo, naturalmente, che per i dirigenti della Sinistra.

Che la Destra, da cui siamo governati, sia antisemita e maschilista non è un segreto per nessuno: salvo, naturalmente, che per i dirigenti della Sinistra. I quali si attengono invece con scrupolo alla regola che distingue quanto risulta corretto o scorretto politicamente. Per cui, di fronte alla aggressività dimostrata dalla parte avversa, essi appaiono completamente disarmati. È´ infatti vietato perfino criticare due categorie di persone, cui la Presidente del Consiglio può essere assimilata: in un caso per via della evidenza fisica, in un altro a causa delle ascendenze storiche cui espressamente si richiama. Al

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Che la Destra, da cui siamo governati, sia antisemita e maschilista non è un segreto per nessuno: salvo, naturalmente, che per i dirigenti della Sinistra.
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Che la Destra, da cui siamo governati, sia antisemita e maschilista non è un segreto per nessuno: salvo, naturalmente, che per i dirigenti della Sinistra.

Che la Destra, da cui siamo governati, sia antisemita e maschilista non è un segreto per nessuno: salvo, naturalmente, che per i dirigenti della Sinistra. I quali si attengono invece con scrupolo alla regola che distingue quanto risulta corretto o scorretto politicamente. Per cui, di fronte alla aggressività dimostrata dalla parte avversa, essi appaiono completamente disarmati. È´ infatti vietato perfino criticare due categorie di persone, cui la Presidente del Consiglio può essere assimilata: in un caso per via della evidenza fisica, in un altro a causa delle ascendenze storiche cui espressamente si richiama. Al

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Il colloquio con il giovane Religioso nostro amico, dedito ad un importante incarico pastorale in una grande Città del Settentrione, che gli permette di percepire quanto sta avvenendo e maturando nella Chiesa, definisce testualmente la sua attuale situazione di attendismo.
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Il colloquio con il giovane Religioso nostro amico, dedito ad un importante incarico pastorale in una grande Città del Settentrione, che gli permette di percepire quanto sta avvenendo e maturando nella Chiesa, definisce testualmente la sua attuale situazione di attendismo.

Il colloquio con il giovane Religioso nostro amico, dedito ad un importante incarico pastorale in una grande Città del Settentrione, che gli permette di percepire quanto sta avvenendo e maturando nella Chiesa, definisce testualmente la sua attuale situazione di attendismo. Il che denota, in altre parole, la mancanza della capacità – o della volontà – di decidere. Tanto più nociva in quanto la realtà esterna, ciò che succede in ambito temporale – ma con immancabili riflessi in ambito religioso – è oggetto di decisioni prese da altri. È in atto – di questo tutti quanti, nel Clero come nel laicato, sono perfettament

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Quando in Francia imperversava il famoso maggio parigino del 1968, una ondata di turisti politici si riversò. Oltralpe per vedere (sic) la Rivoluzione, pur arrestandosi quasi sempre nelle località prossime al confine, dove alcuni gauchistes, tutti quanti improvvisatisi maîtres à penser, propinavano ai compagni italiani fiumi di parole sugli argomenti ideologici.
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Quando in Francia imperversava il famoso maggio parigino del 1968, una ondata di turisti politici si riversò. Oltralpe per vedere (sic) la Rivoluzione, pur arrestandosi quasi sempre nelle località prossime al confine, dove alcuni gauchistes, tutti quanti improvvisatisi maîtres à penser, propinavano ai compagni italiani fiumi di parole sugli argomenti ideologici.

Quando in Francia imperversava il famoso maggio parigino del 1968, una ondata di turisti politici si riversò. Oltralpe per vedere (sic) la Rivoluzione, pur arrestandosi quasi sempre nelle località prossime al confine, dove alcuni gauchistes, tutti quanti improvvisatisi maîtres à penser, propinavano ai compagni italiani fiumi di parole sugli argomenti ideologici. I nostri rientravano entusiasmati, tanto per avere udito il Verbo rivoluzionario quanto per avere visto da vicino alcuni loro correligionari, assurti di colpo ad altrettanti nuovi Lenin. Il paragone più appropriato sarebbe stato in verità quello con Bakun

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Ci trovavamo nel pieno della nostra collaborazione con il compianto Padre Fidenzio Volpi - per cui non soltanto alloggiavamo presso il Convento di via Boccea dei Frati Francescani della Immacolata, ma ci dedicavamo anche a redigere la gran parte degli articoli destinati ad apparire sui loro periodici tanto cartacei quanto elettronici - quando i tradizionalisti italiani si dimostravano perdutamente innamorati di Putin.
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Ci trovavamo nel pieno della nostra collaborazione con il compianto Padre Fidenzio Volpi - per cui non soltanto alloggiavamo presso il Convento di via Boccea dei Frati Francescani della Immacolata, ma ci dedicavamo anche a redigere la gran parte degli articoli destinati ad apparire sui loro periodici tanto cartacei quanto elettronici - quando i tradizionalisti italiani si dimostravano perdutamente innamorati di Putin.

Ci trovavamo nel pieno della nostra collaborazione con il compianto Padre Fidenzio Volpi - per cui non soltanto alloggiavamo presso il Convento di via Boccea dei Frati Francescani della Immacolata, ma ci dedicavamo anche a redigere la gran parte degli articoli destinati ad apparire sui loro periodici tanto cartacei quanto elettronici - quando i tradizionalisti italiani si dimostravano perdutamente innamorati di Putin. Vigeva allora in questo ambiente una sorta di ordine di scuderia, in base al quale era severamente vietato parlar male del Presidente della Russia, ed anzi bisognava approfittare di ogni occasione p

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La grande festa dello Aid El Khebir, solennemente celebrata – come è ormai tradizione - nello Anfiteatro della Spianata Edmondo De Amicis di Imperia Oneglia, ha visto questo anno un inconsueto affollamento di Imam: tale da ricordare le Messe in latino della Chiesa dei Frati, dove a volte il numero dei celebranti supera quello dei fedeli.
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La grande festa dello Aid El Khebir, solennemente celebrata – come è ormai tradizione - nello Anfiteatro della Spianata Edmondo De Amicis di Imperia Oneglia, ha visto questo anno un inconsueto affollamento di Imam: tale da ricordare le Messe in latino della Chiesa dei Frati, dove a volte il numero dei celebranti supera quello dei fedeli.

La grande festa dello Aid El Khebir, solennemente celebrata – come è ormai tradizione - nello Anfiteatro della Spianata Edmondo De Amicis di Imperia Oneglia, ha visto questo anno un inconsueto affollamento di Imam: tale da ricordare le Messe in latino della Chiesa dei Frati, dove a volte il numero dei celebranti supera quello dei fedeli. Da tale rischio sono però immuni i Musulmani, la cui partecipazione al culto è ben più elevata. Oltre ad Hamza Piccardo, erano presenti il collega dei Piani ed un terzo – italiano convertito, come Mohammed Bensa – giunto appositamente da Genova. A questo ultimo è toccato officiar

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Si osserva una coincidenza – probabilmente non casuale – tra quanto sta avvenendo ad Imperia e quanto succede a livello nazionale.
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Si osserva una coincidenza – probabilmente non casuale – tra quanto sta avvenendo ad Imperia e quanto succede a livello nazionale.

Si osserva una coincidenza – probabilmente non casuale – tra quanto sta avvenendo ad Imperia e quanto succede a livello nazionale. Dopo il risultato delle Elezioni Comunali, due candidati perdenti, cioè Bracco e Zarbano, hanno asserito che il Sindaco occupa illegittimamente tale Ufficio, essendosi determinata una incompatibilità. Abbiamo già valutato nel merito tale affermazione, esprimendo al riguardo il nostro dissenso. Riconosciamo naturalmente il diritto di ogni cittadino di impugnare, nelle sedi designate a tal fine dalla Legge, gli atti amministrativi ritenuti illegittimi: nella fattispecie quello con cui,

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Matteo Vinai, Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, Prefazione di Antonio Suetta, Edizioni Palumbi, Teramo, 2021, 192 pagine, 12 Euro.
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Matteo Vinai, Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, Prefazione di Antonio Suetta, Edizioni Palumbi, Teramo, 2021, 192 pagine, 12 Euro.

Matteo Vinai, Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, Prefazione di Antonio Suetta, Edizioni Palumbi, Teramo, 2021, 192 pagine, 12 Euro. Bene ha fatto Monsignor Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia, a spezzare una lancia in favore del giovane studioso Matteo Vinai, nostro concittadino, al quale va riconosciuto il merito non soltanto di avere affrontato un argomento difficile quale è il Sacramento la Confessione, ma soprattutto di averne valorizzato la attualità e – per così dire – la necessità nello ambito del percorso di Fede cui è chiamato ogni credente. Noi non siamo esperti di alcuna delle nu

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Parlare della Festa Patronale di San Giovanni Battista ad Oneglia risulta sempre più difficile: se infatti ci si affida alla memorialistica, diviene inevitabile mettersi in sintonia con chi – essendo assurto al rango di intellettuale di corte – si considera ormai aggregato in Servizio Permanente Effettivo alla consorteria che governa il Comune: per cui e con cui sforna in continuazione nuovi testi ufficiali.
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Parlare della Festa Patronale di San Giovanni Battista ad Oneglia risulta sempre più difficile: se infatti ci si affida alla memorialistica, diviene inevitabile mettersi in sintonia con chi – essendo assurto al rango di intellettuale di corte – si considera ormai aggregato in Servizio Permanente Effettivo alla consorteria che governa il Comune: per cui e con cui sforna in continuazione nuovi testi ufficiali.

Parlare della Festa Patronale di San Giovanni Battista ad Oneglia risulta sempre più difficile: se infatti ci si affida alla memorialistica, diviene inevitabile mettersi in sintonia con chi – essendo assurto al rango di intellettuale di corte – si considera ormai aggregato in Servizio Permanente Effettivo alla consorteria che governa il Comune: per cui e con cui sforna in continuazione nuovi testi ufficiali. Si tratta di soggetti che sfruttano da tutti i punti di vista i festeggiamenti, facendone occasione di propaganda. Non merita scendere in polemica con queste persone, collocate al crocevia tra le commemorazio

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Il Generale Zarbano asserisce di essere un esperto di Diritto Amministrativo, al punto di poter impartire lezioni in tale materia: ci congratuliamo vivamente con lui, ma gli facciamo osservare che il Sindaco di Imperia non si trova – contrariamente a quanto egli asserisce - in una situazione di incompatibilità con la sua carica.
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Il Generale Zarbano asserisce di essere un esperto di Diritto Amministrativo, al punto di poter impartire lezioni in tale materia: ci congratuliamo vivamente con lui, ma gli facciamo osservare che il Sindaco di Imperia non si trova – contrariamente a quanto egli asserisce - in una situazione di incompatibilità con la sua carica.

Il Generale Zarbano asserisce di essere un esperto di Diritto Amministrativo, al punto di poter impartire lezioni in tale materia: ci congratuliamo vivamente con lui, ma gli facciamo osservare che il Sindaco di Imperia non si trova – contrariamente a quanto egli asserisce - in una situazione di incompatibilità con la sua carica. Il Generale, naturalmente, non è tenuto a condividere né il nostro modesto parere, né quello di un noto Professionista, al quale un suo collaboratore si è ugualmente rivolto affinché sottoscrivesse quanto da lui affermato. Soprattutto, però, questo alto Ufficiale della Benemerita dovrebbe

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Fervono, nella Comunità Islamica di Imperia, i preparativi per la grande solennità religiosa dello Aid el Khebir, o semplicemente dello Aid, termini che designano rispettivamente il Giorno del Sacrificio, o il Giorno per eccellenza, commemorativo della mancata uccisione di Isacco da parte di Abramo: il quale – per ordine di Dio – sostituì il figlio con un montone.
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Fervono, nella Comunità Islamica di Imperia, i preparativi per la grande solennità religiosa dello Aid el Khebir, o semplicemente dello Aid, termini che designano rispettivamente il Giorno del Sacrificio, o il Giorno per eccellenza, commemorativo della mancata uccisione di Isacco da parte di Abramo: il quale – per ordine di Dio – sostituì il figlio con un montone.

Fervono, nella Comunità Islamica di Imperia, i preparativi per la grande solennità religiosa dello Aid el Khebir, o semplicemente dello Aid, termini che designano rispettivamente il Giorno del Sacrificio, o il Giorno per eccellenza, commemorativo della mancata uccisione di Isacco da parte di Abramo: il quale – per ordine di Dio – sostituì il figlio con un montone. Noi abbiamo modestamente suggerito di denominare la festa Aziz Fatnasi Day, posto che il nostro ex vicino di casa disimpegna con perizia e passione il compito di macellaio Halal per la intera Comunità. Già si è provveduto – inviando, come ormai tradizio

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Le Autorità di Polizia Giudiziaria hanno rivolto la loro attenzione, riferendo puntualmente alla Magistratura Inquirente quanto emerso dai propri accertamenti, al problema posto dalla disinvolta applicazione estensiva – praticata da molti Enti Locali – del cosiddetto Principio di Sussidiarietà: in base al quale ogni Amministrazione, una volta accertato – a sua piena discrezione – che le risorse finanziarie disponibili non consentono più la erogazione di un servizio attribuito dalla Legge alla sua competenza, ha facoltà di incaricarne un soggetto di Diritto Privato.
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Le Autorità di Polizia Giudiziaria hanno rivolto la loro attenzione, riferendo puntualmente alla Magistratura Inquirente quanto emerso dai propri accertamenti, al problema posto dalla disinvolta applicazione estensiva – praticata da molti Enti Locali – del cosiddetto Principio di Sussidiarietà: in base al quale ogni Amministrazione, una volta accertato – a sua piena discrezione – che le risorse finanziarie disponibili non consentono più la erogazione di un servizio attribuito dalla Legge alla sua competenza, ha facoltà di incaricarne un soggetto di Diritto Privato.

Le Autorità di Polizia Giudiziaria hanno rivolto la loro attenzione, riferendo puntualmente alla Magistratura Inquirente quanto emerso dai propri accertamenti, al problema posto dalla disinvolta applicazione estensiva – praticata da molti Enti Locali – del cosiddetto Principio di Sussidiarietà: in base al quale ogni Amministrazione, una volta accertato – a sua piena discrezione – che le risorse finanziarie disponibili non consentono più la erogazione di un servizio attribuito dalla Legge alla sua competenza, ha facoltà di incaricarne un soggetto di Diritto Privato. Questa prassi vigeva peraltro anche prima che il

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Due fatti, avvenuti nello stesso giorno, segnano altrettanti ulteriori passi verso la costituzione del nuovo Regime.
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Due fatti, avvenuti nello stesso giorno, segnano altrettanti ulteriori passi verso la costituzione del nuovo Regime.

Due fatti, avvenuti nello stesso giorno, segnano altrettanti ulteriori passi verso la costituzione del nuovo Regime. Si tratta in primo luogo della abolizione del reato di Abuso in Atti di Ufficio. Tale misura, per ora, è stata solo formalmente proposta al Parlamento dal Consiglio dei Ministri, ma in pratica risulta già vigente, essendo presumibile che se ne tenga conto in tutti i procedimenti penali in corso. Le cui udienze verranno rinviate, in attesa che la nuova Legge entri in vigore: con grande giubilo degli imputati, ma anche dei Giudici, i quali vedranno alleggerito il loro carico di lavoro. Solo gli Avvoc

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La pagina delle Elezioni Comunali di Imperia è ormai voltata, e la Destra già prepara la riconquista di Sanremo, affidandola ad un uomo ritenuto super partes: cioè non catalogabile nelle diverse sottospecie in cui si articola questa fazione.
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La pagina delle Elezioni Comunali di Imperia è ormai voltata, e la Destra già prepara la riconquista di Sanremo, affidandola ad un uomo ritenuto super partes: cioè non catalogabile nelle diverse sottospecie in cui si articola questa fazione.

La pagina delle Elezioni Comunali di Imperia è ormai voltata, e la Destra già prepara la riconquista di Sanremo, affidandola ad un uomo ritenuto super partes: cioè non catalogabile nelle diverse sottospecie in cui si articola questa fazione. Si tratta inoltre di un Ingegnere, molto stimato nella sua Professione. Ciò esclude che si tratti di un leghista: nel qual caso, la scelta sarebbe caduta su di un bagnino. Delle tre sottospecie, quella dei Forzuti è ormai da considerare in via di estinzione: le ultime notizie da Arcore riferiscono che gli eredi sono oberati dai debiti contratti dal Cavaliere per sostenere il

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I funerali di Berlusconi sono il classico evento che segna – rendendola visibile – la fine di un periodo storico, ed il conseguente inizio di quello successivo.
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I funerali di Berlusconi sono il classico evento che segna – rendendola visibile – la fine di un periodo storico, ed il conseguente inizio di quello successivo.

I funerali di Berlusconi sono il classico evento che segna – rendendola visibile – la fine di un periodo storico, ed il conseguente inizio di quello successivo. Il fatto si era già determinato da qualche tempo: non molto, in realtà, potendosi fare coincidere col momento in cui Conte – offeso per non essere stato adeguatamente considerato – aveva tolto la Fiducia a Draghi. Da allora, è valso il motto latino che dice Motus in fine velocior. Il Cavaliere, visto finito il suo pur lungo momento di gloria, si è probabilmente lasciato morire. Con lui è scomparso lo ultimo democristiano. Il quale, essendo cresciuto in qu

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ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL SIGNOR ASSESSORE ALLA ANNONA DEL COMUNE DI IMPERIA
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ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL SIGNOR ASSESSORE ALLA ANNONA DEL COMUNE DI IMPERIA

ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL SIGNOR ASSESSORE ALLA ANNONA DEL COMUNE DI IMPERIA Illustre Signor Assessore, Il Signor Antonio Marzocca, originario della Puglia ma nostro concittadino di adozione, quale titolare di una Concessione Comunale, esercitava la propria attività di venditore ambulante di Frutta e Verdura nello storico Mercato Coperto di piazza Doria ad Imperia Oneglia. In qualità di amico personale, il Signor Marzocca mi ha pregato di valutare la sua situazione giuridica in base alle vigenti norme del Diritto Amministrativo. Per decisione della Amministrazione Comunale, è stata disposta la chiusura del Merc

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La missione svolta in Ucraina ed in Russia dal Cardinale Zuppi, il quale pure – dato il suo incarico pastorale - ne ha accentuato il carattere umanitario, era destinata a fallire.
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La missione svolta in Ucraina ed in Russia dal Cardinale Zuppi, il quale pure – dato il suo incarico pastorale - ne ha accentuato il carattere umanitario, era destinata a fallire.

La missione svolta in Ucraina ed in Russia dal Cardinale Zuppi, il quale pure – dato il suo incarico pastorale - ne ha accentuato il carattere umanitario, era destinata a fallire. Qualcuno ha tracciato una analogia con il tentativo compiuto da Benedetto XV di fare cessare le ostilità durante la Grande Guerra, respinto da ambedue le parti in conflitto, ma soprattutto dalle Potenze della Intesa, in primis la stessa Italia. Dove il Pontefice venne insultato dai Nazionalisti come Maledetto XV. Entrambe le guerre, infatti, non potevano risolversi con aggiustamenti territoriali, che tuttavia lasciassero in vita uno dei

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La missione svolta in Ucraina ed in Russia dal Cardinale Zuppi, il quale pure – dato il suo incarico pastorale - ne ha accentuato il carattere umanitario, era destinata a fallire.
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La missione svolta in Ucraina ed in Russia dal Cardinale Zuppi, il quale pure – dato il suo incarico pastorale - ne ha accentuato il carattere umanitario, era destinata a fallire.

La missione svolta in Ucraina ed in Russia dal Cardinale Zuppi, il quale pure – dato il suo incarico pastorale - ne ha accentuato il carattere umanitario, era destinata a fallire. Qualcuno ha tracciato una analogia con il tentativo compiuto da Benedetto XV di fare cessare le ostilità durante la Grande Guerra, respinto da ambedue le parti in conflitto, ma soprattutto dalle Potenze della Intesa, in primis la stessa Italia. Dove il Pontefice venne insultato dai Nazionalisti come Maledetto XV. Entrambe le guerre, infatti, non potevano risolversi con aggiustamenti territoriali, che tuttavia lasciassero in vita uno dei

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Il supplemento letterario de La Stampa di Torino di sabato 11 giugno pubblica due recensioni che – pur riguardando libri ed argomenti molto diversi – svolgono due ragionamenti convergenti: uno è la biografia di Makno, capo della rivolta nazionale ucraina, contrapposto successivamente tanto ai cosiddetti Bianchi – fautori di una restaurazione della monarchia – quanto ai Bolscevichi; Padre Bianchi presenta invece una opera che analizza il conflitto tra le Chiese Ortodosse della Russia e della Ucraina, aperto formalmente con la dichiarazione della autocefalia di questa ultima, ma in realtà originato dalla benedizione impartita dal Patriarca Cirillo alla invasione.
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Il supplemento letterario de La Stampa di Torino di sabato 11 giugno pubblica due recensioni che – pur riguardando libri ed argomenti molto diversi – svolgono due ragionamenti convergenti: uno è la biografia di Makno, capo della rivolta nazionale ucraina, contrapposto successivamente tanto ai cosiddetti Bianchi – fautori di una restaurazione della monarchia – quanto ai Bolscevichi; Padre Bianchi presenta invece una opera che analizza il conflitto tra le Chiese Ortodosse della Russia e della Ucraina, aperto formalmente con la dichiarazione della autocefalia di questa ultima, ma in realtà originato dalla benedizione impartita dal Patriarca Cirillo alla invasione.

Il supplemento letterario de La Stampa di Torino di sabato 11 giugno pubblica due recensioni che – pur riguardando libri ed argomenti molto diversi – svolgono due ragionamenti convergenti: uno è la biografia di Makno, capo della rivolta nazionale ucraina, contrapposto successivamente tanto ai cosiddetti Bianchi – fautori di una restaurazione della monarchia – quanto ai Bolscevichi; Padre Bianchi presenta invece una opera che analizza il conflitto tra le Chiese Ortodosse della Russia e della Ucraina, aperto formalmente con la dichiarazione della autocefalia di questa ultima, ma in realtà originato dalla benedizion

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Un immenso corteo, sfilando tra due ali di folla, ha celebrato solennemente a Roma il Gay Pride.
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Un immenso corteo, sfilando tra due ali di folla, ha celebrato solennemente a Roma il Gay Pride.

Un immenso corteo, sfilando tra due ali di folla, ha celebrato solennemente a Roma il Gay Pride. Le radio stimano i presenti addirittura in un milione. Simili manifestazioni erano proibite - in quanto offensive del carattere sacro della Cittá – dal Concordato del 1929, mentre quello del 1984 formula tale divieto in termini più sfumati. Non sappiamo se la Santa Sede abbia protestato, né in che modo. La Schlein esulta, essendo riuscita – superando perfino i fasti del tempo delle Sardine – a riempire nuovamente le piazze, per cui il suo progetto di costituire un Partito Radicale di massa pare coronato da successo. L

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Un immenso corteo, sfilando tra due ali di folla, ha celebrato solennemente a Roma il Gay Pride.
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Un immenso corteo, sfilando tra due ali di folla, ha celebrato solennemente a Roma il Gay Pride.

Un immenso corteo, sfilando tra due ali di folla, ha celebrato solennemente a Roma il Gay Pride. Le radio stimano i presenti addirittura in un milione. Simili manifestazioni erano proibite - in quanto offensive del carattere sacro della Cittá – dal Concordato del 1929, mentre quello del 1984 formula tale divieto in termini più sfumati. Non sappiamo se la Santa Sede abbia protestato, né in che modo. La Schlein esulta, essendo riuscita – superando perfino i fasti del tempo delle Sardine – a riempire nuovamente le piazze, per cui il suo progetto di costituire un Partito Radicale di massa pare coronato da successo. L

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Due ottantasettenni, il Papa e Berlusconi, hanno vissuto contemporaneamente il loro calvario ospedaliero: mentre però Bergoglio ne è uscito vivo, benché duramente provato, il Cavaliere non è sopravvissuto.
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Due ottantasettenni, il Papa e Berlusconi, hanno vissuto contemporaneamente il loro calvario ospedaliero: mentre però Bergoglio ne è uscito vivo, benché duramente provato, il Cavaliere non è sopravvissuto.

Due ottantasettenni, il Papa e Berlusconi, hanno vissuto contemporaneamente il loro calvario ospedaliero: mentre però Bergoglio ne è uscito vivo, benché duramente provato, il Cavaliere non è sopravvissuto. Le analogie non si fermano tuttavia a questo punto: il rischio, per il Sommo Pontefice, è di finire – come già era accaduto negli ultimi tempi al suo coetaneo - nella condizione che in lingua francese si definisce con la parola limogé. La quale è ben diversa da quella di coincé, propria di chi viene messo in un angolo essendo considerato ancora pericoloso: da cui la necessità di emarginarlo per limitarne i movi

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Il dato più preoccupante che emerge da un esame della situazione italiana non è tanto costituito dalla assenza di una opposizione credibile ed efficace, ma il fatto che essa non esiste in quanto non rappresenta delle istanze, degli interessi collettivi tali da determinare una qualsiasi mobilitazione die cittadini.
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Il dato più preoccupante che emerge da un esame della situazione italiana non è tanto costituito dalla assenza di una opposizione credibile ed efficace, ma il fatto che essa non esiste in quanto non rappresenta delle istanze, degli interessi collettivi tali da determinare una qualsiasi mobilitazione die cittadini.

Il dato più preoccupante che emerge da un esame della situazione italiana non è tanto costituito dalla assenza di una opposizione credibile ed efficace, ma il fatto che essa non esiste in quanto non rappresenta delle istanze, degli interessi collettivi tali da determinare una qualsiasi mobilitazione die cittadini. La Signora Schlein, data la sua formazione cosmopolita, che fa di lei il tipico soggetto déraciné – come si dice in francese – non ha probabilmente mai conosciuto il pensiero di Gramsci, che rappresenta il contributo più alto recato da un italiano alla elaborazione politica del Novecento. Se lo ha letto

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Molti anni or sono, trovandoci nel Paese di adozione, approfittammo dei buoni rapporti personali stabiliti con il Nunzio Apostolico del tempo, il maltese Monsignor Giglio, per segnalargli un pericolo non ancora imminente, ma a nostro avviso ineludibile.
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Molti anni or sono, trovandoci nel Paese di adozione, approfittammo dei buoni rapporti personali stabiliti con il Nunzio Apostolico del tempo, il maltese Monsignor Giglio, per segnalargli un pericolo non ancora imminente, ma a nostro avviso ineludibile.

Molti anni or sono, trovandoci nel Paese di adozione, approfittammo dei buoni rapporti personali stabiliti con il Nunzio Apostolico del tempo, il maltese Monsignor Giglio, per segnalargli un pericolo non ancora imminente, ma a nostro avviso ineludibile. Dopo la sconfitta elettorale subita dal Presidente Daniel Ortega ad opera di Violeta Barrios de Chamorro, si erano susseguiti altri due Capi dello Stato, sostenuti da un arco di forze molto vasto, che riuniva tutti i Partiti ad eccezione dei Sandinisti. Assunse dapprima la responsabilità del Governo Arnoldo Alemán cui succedette Enrique Bolanos. La affermazione di

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LETTERA APERTA AL DOTTOR ANDREA PEPI
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LETTERA APERTA AL DOTTOR ANDREA PEPI

LETTERA APERTA AL DOTTOR ANDREA PEPI Illustre Dottor Andrea Pepi, Mi rivolgo a Lei quale rappresentante di tutti i Dirigenti della Associazione Un Punto Macrobiotico nel Mondo, soprattutto in considerazione del fatto che tale congrega – lungi da essersi disciolta – si è inabissata, come sempre avviene per simili soggetti nei periodi di persecuzione. Apprendo da comuni amicizie che ci si sta cimentando nel campo della pedagogia infantile, naturalmente praticandola in modo empirico e senza alcun patrocinio academico, esattamente come avveniva a suo tempo nel caso della dietologia. Nel vasto mondo underground lo emp

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Cominciamo a redigere questo scritto commentando il risultato di Ventimiglia, città che reca scritto sul suo stemma il detto dello storico romano: Civitas ad arma ruit.
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Cominciamo a redigere questo scritto commentando il risultato di Ventimiglia, città che reca scritto sul suo stemma il detto dello storico romano: Civitas ad arma ruit.

Cominciamo a redigere questo scritto commentando il risultato di Ventimiglia, città che reca scritto sul suo stemma il detto dello storico romano: Civitas ad arma ruit. Per una sorta di nemesi storica, la Cittá corre oggi alle armi, tra uno sventolio di bandiere degno del Palio di Siena, per festeggiare la vittoria di un personaggio da fescennino, una Sorta di Meloni da strapaese che con la Presidente del Consiglio condivide tanto gli studi (si fa per dire) presso lo Istituto Alberghiero quanto il rifiuto di prestare servizio negli hotel, fossero anche i più lussuosi e rinomati. Entrambi scelsero dunque il cammin

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La Spagna, con le Elezioni Politiche anticipate indette dal Governo di coalizione tra Socialisti e Comunisti dopo avere incassato un esito disastroso nel voto amministrativo, giunge prima del previsto alla conclusione di un ciclo iniziato con la morte di Franco: nel quale – pur avendo disposto di un tempo molto minore rispetto al nostro Paese, dove il tentativo di costruire una democrazia stabile era iniziato nel lontano 1943 - si erano tuttavia registrati dei progressi importanti.
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La Spagna, con le Elezioni Politiche anticipate indette dal Governo di coalizione tra Socialisti e Comunisti dopo avere incassato un esito disastroso nel voto amministrativo, giunge prima del previsto alla conclusione di un ciclo iniziato con la morte di Franco: nel quale – pur avendo disposto di un tempo molto minore rispetto al nostro Paese, dove il tentativo di costruire una democrazia stabile era iniziato nel lontano 1943 - si erano tuttavia registrati dei progressi importanti.

Per la Presidente del Consiglio, quanto sta avvenendo negli Enti Locali costituisce soltanto un corollario della sua assunzione del potere nello Stato. Quando si svolgeva lo scontro politico che ci ha portati a questo risultato, ben pochi si rendevano conto di quanto stava maturando in Italia. Tutto è iniziato nel momento in cui chi esercitava un predominio sul nostro Paese ha capito di avere esaurito la riserva di Partiti politici usa e getta, con cui si poteva realizzare quel tipo di operazione un tempo tipica dei gruppi della estrema Sinistra denominata entrismo. Si sceglieva una forza politica un tempo presti

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Per la Presidente del Consiglio, quanto sta avvenendo negli Enti Locali costituisce soltanto un corollario della sua assunzione del potere nello Stato.
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Per la Presidente del Consiglio, quanto sta avvenendo negli Enti Locali costituisce soltanto un corollario della sua assunzione del potere nello Stato.

Per la Presidente del Consiglio, quanto sta avvenendo negli Enti Locali costituisce soltanto un corollario della sua assunzione del potere nello Stato. Quando si svolgeva lo scontro politico che ci ha portati a questo risultato, ben pochi si rendevano conto di quanto stava maturando in Italia. Tutto è iniziato nel momento in cui chi esercitava un predominio sul nostro Paese ha capito di avere esaurito la riserva di Partiti politici usa e getta, con cui si poteva realizzare quel tipo di operazione un tempo tipica dei gruppi della estrema Sinistra denominata entrismo. Si sceglieva una forza politica un tempo presti

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Approfittiamo di un contatto indiretto con il Sindaco per capire come il Primo Cittadino di Imperia abbia affrontato i colloqui celebrati a Nizza con il suo Collega Estrosi, quale sia la sua valutazione dei temi trattati, ma soprattutto quale posizione egli intenda assumere sui rapporti transfrontalieri
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Approfittiamo di un contatto indiretto con il Sindaco per capire come il Primo Cittadino di Imperia abbia affrontato i colloqui celebrati a Nizza con il suo Collega Estrosi, quale sia la sua valutazione dei temi trattati, ma soprattutto quale posizione egli intenda assumere sui rapporti transfrontalieri

La Repubblica ha inserito nel suo martirologio Lucia Annunziata, sia in quanto vittima di una persecuzione al cui confronto quella di Diocleziano era uno scherzo, sia perché costei ha compiuto un gesto eroico, dimettendosi dalla RAI. Il che risulta assolutamente normale in una società pluralista ed in uno Stato di Diritto, dove è consueto manifestare in questo modo il proprio dissenso; ed è tale anche in una economia di mercato, in cui un dipendente può passare senza problemi da un datore di lavoro a un altro. Al tempo di Mussolini, gli antifascisti avevano tre alternative: se erano molto ricchi, si ritiravano a

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La Repubblica ha inserito nel suo martirologio Lucia Annunziata, sia in quanto vittima di una persecuzione al cui confronto quella di Diocleziano era uno scherzo, sia perché costei ha compiuto un gesto eroico, dimettendosi dalla RAI.
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La Repubblica ha inserito nel suo martirologio Lucia Annunziata, sia in quanto vittima di una persecuzione al cui confronto quella di Diocleziano era uno scherzo, sia perché costei ha compiuto un gesto eroico, dimettendosi dalla RAI.

La Repubblica ha inserito nel suo martirologio Lucia Annunziata, sia in quanto vittima di una persecuzione al cui confronto quella di Diocleziano era uno scherzo, sia perché costei ha compiuto un gesto eroico, dimettendosi dalla RAI. Il che risulta assolutamente normale in una società pluralista ed in uno Stato di Diritto, dove è consueto manifestare in questo modo il proprio dissenso; ed è tale anche in una economia di mercato, in cui un dipendente può passare senza problemi da un datore di lavoro a un altro. Al tempo di Mussolini, gli antifascisti avevano tre alternative: se erano molto ricchi, si ritiravano a

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Chi – come noi – ha avuto la ventura di conoscere e di frequentare in gioventù il Sindaco di Imperia, conosce bene la sua propensione – che è fondamentalmente caratteriale, ma influisce sul metodo della azione politica – a costituire delle solidarietà per così dire claniche.
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Chi – come noi – ha avuto la ventura di conoscere e di frequentare in gioventù il Sindaco di Imperia, conosce bene la sua propensione – che è fondamentalmente caratteriale, ma influisce sul metodo della azione politica – a costituire delle solidarietà per così dire claniche.

Chi – come noi – ha avuto la ventura di conoscere e di frequentare in gioventù il Sindaco di Imperia, conosce bene la sua propensione – che è fondamentalmente caratteriale, ma influisce sul metodo della azione politica – a costituire delle solidarietà per così dire claniche. Diciamo claniche senza volere in alcun modo insinuare che siano mafiose. Gli appartenenti alla cosiddetta malavita organizzata si propongono infatti esplicitamente dei fini delinquenziali. Questo non è però il caso di Scajola. Ogni volta che ci incontriamo con un amico che è stato suo seguace, senza però avere attraversato – per motivi anagra

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Le piccole notizie riguardano i fatti: quelle grandi seguono invece agli eventi.
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Le piccole notizie riguardano i fatti: quelle grandi seguono invece agli eventi.

Le piccole notizie riguardano i fatti: quelle grandi seguono invece agli eventi. Una breve nota del supplemento settimanale de La Stampa di Torino di domenica scorsa informa che alcuni comuni pirenaici del Dipartimento francese del Rossiglione hanno impugnato dinnanzi al Tribunale Amministrativo Regionale la ordinanza del Prefetto con cui si vietava di impiegare il catalano nelle sedute die Consigli Municipali, basandosi sulla norma che considera il francese la sola lingua ufficiale della Repubblica. In attesa della sentenza di seconda istanza del Consiglio di Stato, la decisione del rappresentante del Governo di

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La Comunità Islamica di Imperia è in questi giorni a rumore, per via di una iniziativa assunta dalla sua componente fino ad ora apparentemente più marginale, cioè la pur folta colonia dei Bengalesi.
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La Comunità Islamica di Imperia è in questi giorni a rumore, per via di una iniziativa assunta dalla sua componente fino ad ora apparentemente più marginale, cioè la pur folta colonia dei Bengalesi.

La Comunità Islamica di Imperia è in questi giorni a rumore, per via di una iniziativa assunta dalla sua componente fino ad ora apparentemente più marginale, cioè la pur folta colonia dei Bengalesi. I quali, in uno scenario dominato dal confronto tra Arabi e Turchi, giunti al punto di dividersi le Moschee, erano rimasti fino ad ora confinati in una sorta di cono di ombra, quali terzi incomodi: se non addirittura quali parenti poveri. In occasione della grande Festa del Fitr, conclusiva del Sacro Mese del Ramadan, i discorsi degli Imam – contrariamente a quanto avvenuto in passato – non erano stati neanche riassun

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Le notizie di stampa parlano della esistenza di alcuni gruppi di partigiani, oppositori armati di Putin, che agiscono in coordinamento con lo Esercito della Ucraina dietro le linee di quello della Russia.
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Le notizie di stampa parlano della esistenza di alcuni gruppi di partigiani, oppositori armati di Putin, che agiscono in coordinamento con lo Esercito della Ucraina dietro le linee di quello della Russia.

Le notizie di stampa parlano della esistenza di alcuni gruppi di partigiani, oppositori armati di Putin, che agiscono in coordinamento con lo Esercito della Ucraina dietro le linee di quello della Russia. È naturalmente impossibile verificare la veridicità di tali informazioni, ma risulta ugualmente indubbio come il conflitto in atto nel Donbass assuma via via le caratteristiche di una guerra civile. Se così fosse, la Russia rivivrebbe alcuni momenti della sua storia passata. Nel 1598, alla morte di Fiodor, figlio di Ivan IV il Terribile, salì al trono il cognato di questo ultimo, cioè Boris Godunov. Inizio anche

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A Nizza vi è un Signore molto arrabbiato.
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A Nizza vi è un Signore molto arrabbiato.

A Nizza vi è un Signore molto arrabbiato. Si tratta del Dottor Paolo Celi, il quale – a causa del solenne e storico incontro celebrato nei giorni scorsi tra i Sindaci Estrosi e Scajola – si è visto crollare il mondo addosso. Per giunta, quando meno se lo aspettava. La funzione svolta da questo personaggio consisteva nello agire come Quinta Colonna della Destra italiana in una realtà – quella della nostra emigrazione, antica e recente - forgiata dapprima dallo antifascismo dei cosiddetti fuoriusciti, e poi dal disagio e dal malcontento indotto nel nostro Paese dalla crescente influenza della estrema Destra. Il sog

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Per due giorni consecutivi, scendendo a piedi per la antica mulattiera che conduce da Borgo di Oneglia fino al ponte sul torrente Impero, ci è capitato di imbatterci in una scrofa di cinghiale, attorniata da ben sei lattonzoli.
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Per due giorni consecutivi, scendendo a piedi per la antica mulattiera che conduce da Borgo di Oneglia fino al ponte sul torrente Impero, ci è capitato di imbatterci in una scrofa di cinghiale, attorniata da ben sei lattonzoli.

Per due giorni consecutivi, scendendo a piedi per la antica mulattiera che conduce da Borgo di Oneglia fino al ponte sul torrente Impero, ci è capitato di imbatterci in una scrofa di cinghiale, attorniata da ben sei lattonzoli. Questo incontro ravvicinato non è parso dare particolare molestia agli animali, che anzi si comportano già come semidomestici. Un tempo, o la scrofa sarebbe partita alla carica temendo per la prole, ovvero tutto il branco sarebbe fuggito a gambe levate. In paese, i cinghiali – nella buona stagione – si avventurano nei vicoli, o sfilano sotto le finestre affacciate sulla Valle Impero. La fa

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La Meloni amministra magistralmente la propria immagine, proprio come faceva il Duce.
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La Meloni amministra magistralmente la propria immagine, proprio come faceva il Duce.

La Meloni amministra magistralmente la propria immagine, proprio come faceva il Duce. Di Mussolini, la Presidente del Consiglio non ha mutuato la ideologia, ma certamente ne imita le strategie mediatiche, che le consentono una progressiva ed inesorabile estensione del suo consenso. Quando i bollettini radiofonici annunziavano la imminente epifania della Presidente del Consiglio nello scenario apocalittico della alluvione - dove certamente farà ritirare le acque, come fece Mosè con quelle del Mar Rosso - costei era già sulla strada del ritorno in Italia. Il breve lasso di tempo trascorso tra lo annunzio dello arri

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Zelensky è ormai ospite fisso e di onore in tutti i consensi internazionali che riuniscono i Paesi Occidentali: ai quali, in passato, si limitava a partecipare in videoconferenza.
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Zelensky è ormai ospite fisso e di onore in tutti i consensi internazionali che riuniscono i Paesi Occidentali: ai quali, in passato, si limitava a partecipare in videoconferenza.

Zelensky è ormai ospite fisso e di onore in tutti i consensi internazionali che riuniscono i Paesi Occidentali: ai quali, in passato, si limitava a partecipare in videoconferenza. Adesso non soltanto si reca di persona agli appuntamenti, ma vi svolge anche un ruolo di assoluto protagonista: è la cosiddetta star, come Amadeus al Festival di Sanremo. Non soltanto per motivi formali, dato che è un obbligo onorare gli ospiti. Giova in primo luogo osservare che il Presidente indossa sempre – tra tanti suoi Colleghi vestiti in impeccabili abiti formali – una uniforme da lui stesso inventata, o quanto meno appositamente

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Non capita sovente che una persona abbia un nome tanto lungo da non poter essere contenuto per intero nel suo manifesto da morto.
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Non capita sovente che una persona abbia un nome tanto lungo da non poter essere contenuto per intero nel suo manifesto da morto.

Non capita sovente che una persona abbia un nome tanto lungo da non poter essere contenuto per intero nel suo manifesto da morto. Ciò è accaduto nel caso della cugina Emmelina (con due emme, il che rivela come la tendenza ad allungarsi debordi dai cognomi al nome di battesimo). La quale si chiamava Tallone Ferrante Arduini Genta. Quando ancora la vedevamo sotto i portici di Oneglia, le domandavamo sempre che cosa ne facesse di tanti cognomi, suggerendole di destinarne almeno una parte in beneficenza. Per quanto fosse molto generosa – come ha giustamente ricordato Don Ferrua durante la Messa Corpore Insepulto – Em

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Se si vuole tracciare un bilancio finale di questa tornata elettorale imperiese, occorre risalire – non certo per fini di polemica personale – alle vicende della campagna che la ha preceduta.
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Se si vuole tracciare un bilancio finale di questa tornata elettorale imperiese, occorre risalire – non certo per fini di polemica personale – alle vicende della campagna che la ha preceduta.

Se si vuole tracciare un bilancio finale di questa tornata elettorale imperiese, occorre risalire – non certo per fini di polemica personale – alle vicende della campagna che la ha preceduta. Noi siamo stati contattati – sempre per interposta persona – da due candidati della Opposizione: per la precisione, il Generale Zarbano e lo Ispettore Bracco. Il primo ci ha fatto conoscere il desiderio di incontrarci, cui volentieri abbiamo accondisceso, ritenendoci onorati di conoscere un Alto Ufficiale, e considerando comunque doveroso recare il miglior contributo possibile alla vicenda civile di Imperia. Dopo averci fiss

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Il risultato delle Elezioni Amministrative non è tanto negativo perché la Destra supera la Sinistra nel numero dei Comuni assegnati fin dal primo turno.
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Il risultato delle Elezioni Amministrative non è tanto negativo perché la Destra supera la Sinistra nel numero dei Comuni assegnati fin dal primo turno.

Il risultato delle Elezioni Amministrative non è tanto negativo perché la Destra supera la Sinistra nel numero dei Comuni assegnati fin dal primo turno. Anche se questo esito fosse stato rovesciato, il significato della conquista di una Amministrazione locale non è più – e non sarà mai più nel prevedibile futuro – lo stesso di un tempo. Vi fu, nella storia italiana del dopoguerra, un momento – in verità abbastanza lungo e pieno di speranza - nel quale la diffusione delle giunte di Sinistra produceva due effetti: da una parte, questa tendenza prefigurava un nuovo e diverso orientamento nella conduzione della polit

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Padre Fanzaga ha dato grande risalto ad un convegno, ospitato da una Università Pontificia di Roma, nel corso del quale hanno preso la parola il Professor Roberto Demattei ed il Patriarca cattolico di Rito Orientale di Kiev.
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Padre Fanzaga ha dato grande risalto ad un convegno, ospitato da una Università Pontificia di Roma, nel corso del quale hanno preso la parola il Professor Roberto Demattei ed il Patriarca cattolico di Rito Orientale di Kiev.

Padre Fanzaga ha dato grande risalto ad un convegno, ospitato da una Università Pontificia di Roma, nel corso del quale hanno preso la parola il Professor Roberto Demattei ed il Patriarca cattolico di Rito Orientale di Kiev. La tesi principale esposta durante questo incontro, celebrato nel giorno anniversario della apparizione di Fatima, costituisce una audace sintesi tra geo strategia e profezia. In primo luogo, il principale espositore – di cui è nota la aperta ostilità nei confronti del Papa – ritiene incompiuta la predizione della Madonna in merito alla conversione della Russia. In realtà, la Vergine non avev

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Nel suo racconto, a sfondo autobiografico, intitolato La Giornata di uno Scrutatore, Italo Calvino prende le mosse dalla indignazione suscitata in un militante comunista dal fatto che i Democristiani facessero votare per il loro Partito tutti i ricoverati del Cottolengo.
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Nel suo racconto, a sfondo autobiografico, intitolato La Giornata di uno Scrutatore, Italo Calvino prende le mosse dalla indignazione suscitata in un militante comunista dal fatto che i Democristiani facessero votare per il loro Partito tutti i ricoverati del Cottolengo.

Nel suo racconto, a sfondo autobiografico, intitolato La Giornata di uno Scrutatore, Italo Calvino prende le mosse dalla indignazione suscitata in un militante comunista dal fatto che i Democristiani facessero votare per il loro Partito tutti i ricoverati del Cottolengo. Il protagonista, dopo avere trascorso il giorno delle elezioni a litigare, giungeva a due conclusioni. In primo luogo, risulta impossibile stabilire un limite delle facoltà mentali oltre il quale si possono privare le persone dei loro diritti politici; in secondo luogo, la carità – intesa come virtù anche civica - costituisce pur sempre un titolo

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Non ci eravamo mai fatti alcuna illusione – peraltro sempre perniciosa – sul risultato elettorale di Imperia.
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Non ci eravamo mai fatti alcuna illusione – peraltro sempre perniciosa – sul risultato elettorale di Imperia.

Ci fa grande piacere – ed è anche molto significativo - che la prima risposta al nostro appello, rivolto a tutti i movimenti autonomisti ed indipendentisti attivi nello ambito dello Stato italiano, sia venuto dal Piemonte, e più in particolare dal Cuneese. Quando si chiede aiuto, ci si attende che i primi ad accorrere siano i vicini: sia in quanto è logico che essi siano anche degli amici, sia perché si è legati da interessi, ed a volte anche da aspirazioni comuni. Nizza, Cuneo ed Imperia – sia pure in tempi molto remoti – hanno composto una unità statuale comune: la Contea di Tenda, emersa dal disfacimento del R

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Ci fa grande piacere – ed è anche molto significativo - che la prima risposta al nostro appello, rivolto a tutti i movimenti autonomisti ed indipendentisti attivi nello ambito dello Stato italiano, sia venuto dal Piemonte, e più in particolare dal Cuneese.
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Ci fa grande piacere – ed è anche molto significativo - che la prima risposta al nostro appello, rivolto a tutti i movimenti autonomisti ed indipendentisti attivi nello ambito dello Stato italiano, sia venuto dal Piemonte, e più in particolare dal Cuneese.

Ci fa grande piacere – ed è anche molto significativo - che la prima risposta al nostro appello, rivolto a tutti i movimenti autonomisti ed indipendentisti attivi nello ambito dello Stato italiano, sia venuto dal Piemonte, e più in particolare dal Cuneese. Quando si chiede aiuto, ci si attende che i primi ad accorrere siano i vicini: sia in quanto è logico che essi siano anche degli amici, sia perché si è legati da interessi, ed a volte anche da aspirazioni comuni. Nizza, Cuneo ed Imperia – sia pure in tempi molto remoti – hanno composto una unità statuale comune: la Contea di Tenda, emersa dal disfacimento del R

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Ci è stato richiesto da più parti – da Sinistra con indignazione, da Destra con curiosità divertita – di commentare quanto avvenuto ieri ad Imperia, dove – forse per la prima volta, nella storia delle democrazie rappresentative – il Capo di un Partito chiede espressamente agli elettori di scegliere il Partito avverso.
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Ci è stato richiesto da più parti – da Sinistra con indignazione, da Destra con curiosità divertita – di commentare quanto avvenuto ieri ad Imperia, dove – forse per la prima volta, nella storia delle democrazie rappresentative – il Capo di un Partito chiede espressamente agli elettori di scegliere il Partito avverso.

Ci è stato richiesto da più parti – da Sinistra con indignazione, da Destra con curiosità divertita – di commentare quanto avvenuto ieri ad Imperia, dove – forse per la prima volta, nella storia delle democrazie rappresentative – il Capo di un Partito chiede espressamente agli elettori di scegliere il Partito avverso. Più precisamente, pare che un alto gerarca democratico (!?) abbia sollecitato il cosiddetto voto disgiunto, e cioè la preferenza per sé stesso ed il suffragio per il Bassotto nella scelta del Sindaco. Questo episodio si inquadra degnamente nella storia di Imperia: come Pisa è per antonomasia la Citt

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La Signora Meloni ha annunziato la sua intenzione di avviare la riforma costituzionale, che costituisce da un lato il logico e prevedibile sviluppo della vittoria elettorale, e da un altro lato il passaggio essenziale in vista della edificazione del nuovo regime.
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La Signora Meloni ha annunziato la sua intenzione di avviare la riforma costituzionale, che costituisce da un lato il logico e prevedibile sviluppo della vittoria elettorale, e da un altro lato il passaggio essenziale in vista della edificazione del nuovo regime.

La Signora Meloni ha annunziato la sua intenzione di avviare la riforma costituzionale, che costituisce da un lato il logico e prevedibile sviluppo della vittoria elettorale, e da un altro lato il passaggio essenziale in vista della edificazione del nuovo regime. Mussolini poté astenersi da ogni emendamento dello Statuto in quanto le sue norme riguardanti la composizione ed il funzionamento degli organi incaricati di esercitare il Potere di Imperio dello Stato erano così generiche da permettere una riforma della Costituzione materiale realizzata mediante Leggi Ordinarie. Quali furono quelle – dette non a caso fas

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Il precetto della religione islamica – che secondo alcuni maliziosi sarebbe stata abbracciata dal Bassotto (al suo paese direbbero Che s´ha da fá pe´ magná!) - permette ad ogni uomo di avere un massimo di quattro mogli, purché voglia bene a tutte allo stesso modo.
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Il precetto della religione islamica – che secondo alcuni maliziosi sarebbe stata abbracciata dal Bassotto (al suo paese direbbero Che s´ha da fá pe´ magná!) - permette ad ogni uomo di avere un massimo di quattro mogli, purché voglia bene a tutte allo stesso modo.

Il precetto della religione islamica – che secondo alcuni maliziosi sarebbe stata abbracciata dal Bassotto (al suo paese direbbero Che s´ha da fá pe´ magná!) - permette ad ogni uomo di avere un massimo di quattro mogli, purché voglia bene a tutte allo stesso modo. Tale clausola ci pare piuttosto difficile da adempiere, ma non è questa la sede – né possediamo la necessaria competenza – per disquisire sulle Scienze religiose. Risulta comunque evidente che il Sindaco, dal punto di vista politico, ha già fatto – come si suole dire – lo en plein, e dunque tocca a lui dimostrare che si possono vivere quattro matrimoni

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Da quando la Meloni è divenuta Presidente del Consiglio, si è imposta alla attenzione della opinione pubblica la presenza ad Imperia di una famiglia sua omonima.
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Da quando la Meloni è divenuta Presidente del Consiglio, si è imposta alla attenzione della opinione pubblica la presenza ad Imperia di una famiglia sua omonima.

Da quando la Meloni è divenuta Presidente del Consiglio, si è imposta alla attenzione della opinione pubblica la presenza ad Imperia di una famiglia sua omonima. I cui componenti non hanno tuttavia approfittato della situazione per vantare una asserita parentela con la Sorella di Italia. I cugini Martino, che per la loro invidia avevano sempre temuto come la peste il peraltro improbabile conferimento della Porpora a Monsignor Castellano, millantano un legame di sangue (del tutto inesistente) con il loro omonimo Cardinale, originario viceversa di Salerno. I nostri Meloni, imperiesi di adozione ma originari di Carb

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La Comunità Islamica di Imperia è scatenata nel più entusiasta e fervente sostegno elettorale al Sindaco uscente.
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La Comunità Islamica di Imperia è scatenata nel più entusiasta e fervente sostegno elettorale al Sindaco uscente.

La Comunità Islamica di Imperia è scatenata nel più entusiasta e fervente sostegno elettorale al Sindaco uscente. Chi non è in possesso della cittadinanza italiana va comunque alla ricerca di un amico, di un collega, di un vicino di casa da persuadere. I più privilegiati nello espletamento di tale compito risultano (Bensa docet) i badanti e le badanti, essendo i nostri vecchi rimbambiti affetti dalla cosiddetta Sindrome di Stoccolma. Il classico entusiasmo dei neofiti, che contraddistingue i convertiti alla fede islamica, opera qui – per così dire – alla rovescia, inducendo i Musulmani a considerare alla stregua

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Un amico musulmano, il quale ha già acquisito la cittadinanza italiana, ci ha confidato che voterà per il Sindaco uscente, avendone apprezzato la presenza alla Festa del Fitr.
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Un amico musulmano, il quale ha già acquisito la cittadinanza italiana, ci ha confidato che voterà per il Sindaco uscente, avendone apprezzato la presenza alla Festa del Fitr.

Un amico musulmano, il quale ha già acquisito la cittadinanza italiana, ci ha confidato che voterà per il Sindaco uscente, avendone apprezzato la presenza alla Festa del Fitr. Il suo rivale, Ispettore Bracco, è offeso con noi perché ci siamo permessi di dire al suo riguardo, in altra occasione, queste testuali parole: Non lo vedo. Speriamo che non ci denunzi per Vilipendio di Pubblico Ufficiale, ma neanche il più severo dei Giudici Penali ci riterrebbe incorsi in tale fattispecie di reato. I Musulmani di Imperia possono comunque dire anche essi, a proposito dello Ispettore, che non lo hanno visto. Questo ha indub

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Le partite di scacchi – salvo il caso di una patta, cioè di un pareggio – non finiscono mai con lo scacco matto, risultando sufficiente, per determinarne il risultato, la superiorità di uno dei giocatori.
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Le partite di scacchi – salvo il caso di una patta, cioè di un pareggio – non finiscono mai con lo scacco matto, risultando sufficiente, per determinarne il risultato, la superiorità di uno dei giocatori.

Le partite di scacchi – salvo il caso di una patta, cioè di un pareggio – non finiscono mai con lo scacco matto, risultando sufficiente, per determinarne il risultato, la superiorità di uno dei giocatori. Questo avviene anche nelle Elezioni Comunali di Imperia. A cui ben si attaglia il proverbio che dice: In mezzo ai ciechi, chi ha un occhio solo è re. Il monocolo, nel caso in esame, è il Bassotto. La cui superiorità risulta ormai in base a tutti i fattori. Escludiamo dalla nostra analisi i due candidati che definiremo minimi, per distinguerli dai minori. Tale ultima denominazione, se applicata a Lauretti ed al p

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La immagine è divenuta virale su Internet, e ritrae il Bassotto che indossa la tipica calotta dei Musulmani balcanici - gli Albanesi sono la componente della Comunità Islamica con maggiore rilievo elettorale, avendo in molti casi acquisito la cittadinanza italiana - offertagli in regalo alla conclusione della Festa del Fitr.
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La immagine è divenuta virale su Internet, e ritrae il Bassotto che indossa la tipica calotta dei Musulmani balcanici - gli Albanesi sono la componente della Comunità Islamica con maggiore rilievo elettorale, avendo in molti casi acquisito la cittadinanza italiana - offertagli in regalo alla conclusione della Festa del Fitr.

La immagine è divenuta virale su Internet, e ritrae il Bassotto che indossa la tipica calotta dei Musulmani balcanici - gli Albanesi sono la componente della Comunità Islamica con maggiore rilievo elettorale, avendo in molti casi acquisito la cittadinanza italiana - offertagli in regalo alla conclusione della Festa del Fitr. In realtà, il dono principale – come abbiamo già osservato – era costituito da un Corano. Il blogger autore del colpo clamoroso sul Sindaco presuntamente convertito avrebbe fatto ancora meglio se avesse ripreso il Primo Cittadino intento a salmodiarlo. Ciò era reso tuttavia problematico per v

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La festa del Fitr, cui abbiamo presenziato grazie al gentile invito della Comunità Islamica di Imperia, ha vissuto due momenti importanti, su cui vale la pena spendere alcune parole di commento: il primo dei quali è stata la hutba pronunziata allo Imam dei Piani, ed il secondo la visita del Sindaco, avvenuta nel clima da cocktail party (naturalmente analcolico) instauratosi dopo la fine della cerimonia religiosa.
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La festa del Fitr, cui abbiamo presenziato grazie al gentile invito della Comunità Islamica di Imperia, ha vissuto due momenti importanti, su cui vale la pena spendere alcune parole di commento: il primo dei quali è stata la hutba pronunziata allo Imam dei Piani, ed il secondo la visita del Sindaco, avvenuta nel clima da cocktail party (naturalmente analcolico) instauratosi dopo la fine della cerimonia religiosa.

La festa del Fitr, cui abbiamo presenziato grazie al gentile invito della Comunità Islamica di Imperia, ha vissuto due momenti importanti, su cui vale la pena spendere alcune parole di commento: il primo dei quali è stata la hutba pronunziata allo Imam dei Piani, ed il secondo la visita del Sindaco, avvenuta nel clima da cocktail party (naturalmente analcolico) instauratosi dopo la fine della cerimonia religiosa. Inutile sottolineare la compostezza e la coscienza – oltre al giusto senso di autostima collettiva – che pervade la Comunità: si tratta di atteggiamenti di cui constatiamo di anno in anno la crescita e l

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Nella imminenza della grande festa del Fitr, che segna – questo lo diciamo per le persone di scarsa o nulla cultura religiosa – la conclusione del sacro mese del Ramadan, la Provvidenza ha messo sul nostro cammino – nello stesso giorno - due autorevoli esponenti della Comunità Islamica.
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Nella imminenza della grande festa del Fitr, che segna – questo lo diciamo per le persone di scarsa o nulla cultura religiosa – la conclusione del sacro mese del Ramadan, la Provvidenza ha messo sul nostro cammino – nello stesso giorno - due autorevoli esponenti della Comunità Islamica.

Nella imminenza della grande festa del Fitr, che segna – questo lo diciamo per le persone di scarsa o nulla cultura religiosa – la conclusione del sacro mese del Ramadan, la Provvidenza ha messo sul nostro cammino – nello stesso giorno - due autorevoli esponenti della Comunità Islamica. Uno di essi è il giovane amico Mohammed Fatnasi, già nostro ottimo e caro vicino di casa, il quale ci ha formulato il suo invito a presenziare alla solenne cerimonia religiosa in programma venerdì, in primissima ora del mattino, nello Anfiteatro della Galeazza. Non mancheremo, nel ricordo di quando suo padre, che fungeva da Imam d

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Illustre Signor Generale,
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Illustre Signor Generale,

Illustre Signor Generale, Noi siam nati chissà quando e chissà dove, allevati dalla Pubblica Carità, senza padre, senza madre, senza un nome, noi viviamo come uccelli in libertà; ma se troviam qualcuno che ci sappia comandare, figli di nessuno, sopra i monti noi andiam. Le parole di questo inno partigiano mi riecheggiavano nella mente ieri, dopo avere visitato il Suo Quartiere: detto appunto pomposamente Generale, benché vi si trovassero di piantone soltanto due poveri Appuntati. Questi superstiti seguaci della Sua causa facevano precisamente la figura dei figli di nessuno. La domenica primaverile, in contrasto c

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LETTERA APERTA ALLO ISPETTORE BRACCO
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LETTERA APERTA ALLO ISPETTORE BRACCO

LETTERA APERTA ALLO ISPETTORE BRACCO Illustre Signor Ispettore, Risale a ieri la notizia della nomina del già Ministro Cingolani ad Amministratore Delegato della Leonardo. Questo illustre studioso era stato inserito nel Governo Draghi quale indipendente nella quota del Partito Democratico. Per giunta, gli era stato assegnato il Ministero detto della Transizione Verde, ed in tale qualità egli propugnava opinioni molto di Sinistra, qualificandosi come la punta più avanzata di tale schieramento nello anteriore Dicastero. Cingolani si presentava infatti addirittura come fautore di un superamento il più rapido possibi

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LETTERA APERTA ALLO ISPETTORE BRACCO Illustre Signor Ispettore, Risale a ieri la notizia della nomina del già Ministro Cingolani ad Amministratore Delegato della Leonardo. Questo illustre studioso era stato inserito nel Governo Draghi quale indipendente nella quota del Partito Democratico. Per giunta, gli era stato assegnato il Ministero detto della Transizione Verde, ed in tale qualità egli propugnava opinioni molto di Sinistra, qualificandosi come la punta più avanzata di tale schieramento nello anteriore Dicastero. Cingolani si presentava infatti addirittura come fautore di un superamento il più rapido possibi

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LETTERA APERTA AL DOTTOR CHRISTIAN MAYER
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LETTERA APERTA AL DOTTOR CHRISTIAN MAYER

LETTERA APERTA AL DOTTOR CHRISTIAN MAYER Caro Christian, Mi è stato comunicato che tu, in qualità di responsabile della Redazione della Liguria di Faro di Roma, hai inviato al Generale Luciano Zarbano, candidato alla carica di Sindaco alle prossime Elezioni Comunali di Imperia, le domande destinate a comporre una intervista scritta con lui. Il Generale non ti ha risposto, ed io – quale presentatore della sua lista - non mancherò di esprimergli con la massima franchezza il mio grave e forte dissenso rispetto a tale decisione: come anche rispetto alla complessiva impostazione della campagna elettorale. Che comunque

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Berlusconi viene dichiarato dai medici quale malato cronico: non tale dunque da trovarsi in pericolo imminente di vita, ma neanche in grado di riprendere una esistenza normale.
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Berlusconi viene dichiarato dai medici quale malato cronico: non tale dunque da trovarsi in pericolo imminente di vita, ma neanche in grado di riprendere una esistenza normale.

Berlusconi viene dichiarato dai medici quale malato cronico: non tale dunque da trovarsi in pericolo imminente di vita, ma neanche in grado di riprendere una esistenza normale. Ci rallegriamo, naturalmente, per la sua sopravvivenza: sia in quanto non abbiamo mai desiderato la morte di nessuno, sia perché con il progredire della età (e della malattia) il soggetto – dovendo necessariamente diminuire le proprie prestazioni sessuali – di dedica essenzialmente a benemerite opere di filantropia, beneficiando chiese, conventi, cappellanie e varie attività assistenziali gestite da Istituti Religiosi. Qualcuno, forse in v

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Le vicende della candidatura del Generale si sono intrecciate
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Le vicende della candidatura del Generale si sono intrecciate

Le vicende della candidatura del Generale si sono intrecciate - riproducendole con analogia tanto impressionante da apparire blasfema - con quelle rievocate nella Settimana Santa. Vi è in particolare una situazione, descritta nei Vangeli, che risulta simbolica della Passione vissuta da Zarbano: come Gesù Cristo venne arrestato, processato e crocifisso, anche questo Alto Ufficiale ha dovuto subire la condanna da parte del Sommo Sacerdote Caifa, custode della ortodossia destrorsa ed impersonato nella fattispecie dal Bassotto. Il ruolo di Ponzio Pilato – in entrambi i casi trattandosi di esponenti del potere romano

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Il panorama delle Elezioni Amministrative di Imperia si sta precisando, e mette in luce da una parte quale sia lo oggetto del contendere, e da una altra parte come si muovono sul terreno i diversi schieramenti, nonché le rispettive alleanze extra moenia: in altre parole, su quali appoggi i vari candidati possono contare a Genova, ma soprattutto a Roma.
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Il panorama delle Elezioni Amministrative di Imperia si sta precisando, e mette in luce da una parte quale sia lo oggetto del contendere, e da una altra parte come si muovono sul terreno i diversi schieramenti, nonché le rispettive alleanze extra moenia: in altre parole, su quali appoggi i vari candidati possono contare a Genova, ma soprattutto a Roma.

Il panorama delle Elezioni Amministrative di Imperia si sta precisando, e mette in luce da una parte quale sia lo oggetto del contendere, e da una altra parte come si muovono sul terreno i diversi schieramenti, nonché le rispettive alleanze extra moenia: in altre parole, su quali appoggi i vari candidati possono contare a Genova, ma soprattutto a Roma. Nessuno di costoro ha dimostrato di concepire una idea della Cittá, né – più in concreto – ha dimostrato di conoscere il reale condizione delle finanze comunali. Tanto meno si è inteso mettere i cittadini al corrente di un problema che li riguarda tutti. Cominciamo

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La Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato, in vista del Primo Maggio, un documento di analisi della situazione sociale italiana: che - pur basandosi su statistiche ufficiali, ottimisticamente corrette dal Governo - esibisce un quadro disastroso, fatto di disoccupazione, precariato, perdita del potere di acquisto dei salari ed accresciuto divario tra Nord e Sud.
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La Conferenza Episcopale Italiana ha pubblicato, in vista del Primo Maggio, un documento di analisi della situazione sociale italiana: che - pur basandosi su statistiche ufficiali, ottimisticamente corrette dal Governo - esibisce un quadro disastroso, fatto di disoccupazione, precariato, perdita del potere di acquisto dei salari ed accresciuto divario tra Nord e Sud.

Montini, come tutti i suoi predecessori, prediligeva i Giardini Vaticani per le passeggiate pomeridiane: il luogo, oltre che costituire un autentico paradiso dal punto di vista della architettura e della vegetazione, viene impreziosito da bellissime costruzioni minori, da una Grotta della Madonna di Lourdes e da diverse fontane: in una di esse scorre acqua proveniente da una sorgente sita nel Vieterbese, ed a volte vi si puó trovare qualche trota, portata fino a Roma dal relativo acquedotto. Fanno normalmente scorta al Pontefice i Segretari Particolari, ed occasionalmente altri Prelati della Famiglia (già detta C

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La santa Sede ha pubblicato un documento in cui si dichiara che la Chiesa non é incultuale.
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La santa Sede ha pubblicato un documento in cui si dichiara che la Chiesa non é incultuale.

Montini, come tutti i suoi predecessori, prediligeva i Giardini Vaticani per le passeggiate pomeridiane: il luogo, oltre che costituire un autentico paradiso dal punto di vista della architettura e della vegetazione, viene impreziosito da bellissime costruzioni minori, da una Grotta della Madonna di Lourdes e da diverse fontane: in una di esse scorre acqua proveniente da una sorgente sita nel Vieterbese, ed a volte vi si puó trovare qualche trota, portata fino a Roma dal relativo acquedotto. Fanno normalmente scorta al Pontefice i Segretari Particolari, ed occasionalmente altri Prelati della Famiglia (già detta C

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La santa Sede ha pubblicato un documento in cui si dichiara che la Chiesa non é incultuale.
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La santa Sede ha pubblicato un documento in cui si dichiara che la Chiesa non é incultuale.

La santa Sede ha pubblicato un documento in cui si dichiara che la Chiesa non é incultuale. Tale termine, desunto dalle Scienze Religiose, necessita di una spiegazione. Compito della Comunitá dei Credenti é portare il Vangelo ai popoli che non lo hanno ancora conosciuto, ma la religione cristiana ha assunto – nel corso dela Storia - le forme e le categorie intellettuali proprie dei popoli che per primi hanno deciso di seguirla. Ció causa una resistenza ad accoglierla da parte di quanti la hanno conosciuta soltanto piú tardi. Se infatti si pretende di imporla quale si esprime e si manifesta presso le Nazioni di pi

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Il nostro incontro con il Generale ha finalmente avuto luogo.
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Il nostro incontro con il Generale ha finalmente avuto luogo.

Il nostro incontro con il Generale ha finalmente avuto luogo. Tralasciamo – per un comprensibile dovere di discrezione – ogni riferimento alla collaborazione intercorsa in più circostanze con la Benemerita: che abbiamo riferito (peraltro sommariamente) soltanto al fine di essere – come si usa dire - collocati. Il primo atteggiamento che abbiamo notato nel nostro interlocutore era improntato – se non precisamente a diffidenza – ad una vigile curiosità. Egli, pur stimolato da una nostra domanda diretta – il tema non potendo essere introdotto nella conversazione in termini allusivi, i quali possono sempre venire fra

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Una nostra curiosità intellettuale
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Una nostra curiosità intellettuale

Una nostra curiosità intellettuale – ma non soltanto intellettuale – riguardava, fin dallo inizio della attuale crisi in Ucraina, il modo in cui la Russia avrebbe risposto al tentativo, intrapreso dagli Occidentali, di destabilizzarla: sia rendendo sterile e prolungato il suo impegno militare; sia operando sul piano economico mediante le sanzioni; sia anche stimolando i diversi movimenti separatisti, radicati nelle profonde diversità etniche e religiose insite in un così vasto Paese. Quando si era celebrato il referendum per la indipendenza della Catalogna, il telegiornale serale trasmesso da Mosca aveva dedicato

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Una nostra curiosità intellettuale
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Una nostra curiosità intellettuale

SECONDA LETTERA APERTA AL GENERALE ZARBANO Illustre Signor Generale, Ella – diversamente da quanto avviene di solto per gli uomini di arme – dimostra di inclinare verso un carattere amletico. Dapprima, infatti, mi ha mandato a dire che desiderava incontrarmi; poi che non desiderava più incontrarmi; in seguito, ha subordinato il nostro colloquio – pur sempre da Lei auspicato – ad una curiosa condizione sospensiva: che consisteva – così, almeno, mi è stato riferito - in un mio previo esame da parte di una terza persona. Si trattava – sempre in base a quanto comunicato – di un Signore che celebra ogni Ventotto Ottob

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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA
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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA

Esistono nel mondo, oltre ai centonovanta tre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, altri ventitré soggetti il cui status giuridico è controverso, per un totale di centosedici entità. Alcuni di questi soggetti sono riconosciuti quali Stati indipendenti da una parte soltanto della Comunità Internazionale, altri non godono di nessun riconoscimento ed altri ancora sono indipendenti soltanto di fatto. Ricordiamo però che uno Stato, in base al Diritto Costituzionale, esiste in quanto una Autorità esercita il proprio potere su di una popolazione e su di un territorio. Taiwan, riconosciuta da alcuni Sta

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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA
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LETTERA APERTA A UN DIRIGENTE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IMPERIA

Caro amico, Mi giunge notizia che il tuo Partito, essendo stato prescritta dalla Schlein – ritenuta una ingrata dai dirigenti della Federazione poiché rompe le scatole dopo avere preso i voti – la celebrazione di nuove Primarie per scegliere il candidato a Sindaco, le stanno rinviando alle Calende Greche. Un malizioso afferma addirittura che avranno luogo alla vigilia stessa delle Amministrative. Il che non risulta però possibile, già incombendo la data entro la quale devono depositare le liste. Probabilmente, le Primarie non avranno dunque luogo, per cui si ripeterà nella Sinistra lo scisma da cui era afflitta l

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Nostro nonno aveva assunto le funzioni di portinaio – segretario – tuttofare dello zio Vescovo.
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Nostro nonno aveva assunto le funzioni di portinaio – segretario – tuttofare dello zio Vescovo.

Nostro nonno aveva assunto le funzioni di portinaio – segretario – tuttofare dello zio Vescovo. Quando si presentava per chiedere udienza qualche persona non di suo gradimento, era solito liquidarla con una espressione di particolare villania: Mio figlio non ha tempo da perdere con gente come lei! A volte, però, non si trattava di postulanti, bensì di soggetti di una certa importanza. Il che dava luogo a situazioni molto imbarazzanti. Una volta venne il Questore in persona: il quale, però, essendo in strettissima incognita, si presentò senza scorta e col solo cognome. La sua cacciata ignominiosa causò un gravissi

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Tempo fa, ci capitò di commentare la entusiastica accoglienza riservata dalla Unione Industriali della Provincia di Imperia
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Tempo fa, ci capitò di commentare la entusiastica accoglienza riservata dalla Unione Industriali della Provincia di Imperia

Tempo fa, ci capitò di commentare la entusiastica accoglienza riservata dalla Unione Industriali della Provincia di Imperia al discorso pronunziato davanti alla sua Assemblea, riunita nel Forte di Ventimiglia, da un noto economista di radice leghista: il quale parlava però a nome di tutta la nuova Maggioranza. Costui disse chiaro e tondo – e lo ribadì ad abundantiam in una successiva intervista – che la libertà di impresa non poteva più essere considerata piena, come indica la Costituzione, bensì rimessa alla discrezione del Governo. Accogliere con educazione un ospite è doveroso, ma le regole della buona creanza

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Hamza Piccardo, Imam della Moschea di Imperia, situata in via Santa Lucia, è uno di quei personaggi che in altri tempi si sarebbero definiti a tutto tondo.
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Hamza Piccardo, Imam della Moschea di Imperia, situata in via Santa Lucia, è uno di quei personaggi che in altri tempi si sarebbero definiti a tutto tondo.

Due Dirigenti del Partito Democratico sono balzati contemporaneamente agli onori delle cronache: Nardella, dopo avere ospitato la Schlein, colto probabilmente da invidia, le ha rubato la scena. Il Sindaco è riuscito in tale intento dimostraHamza Piccardo, Imam della Moschea di Imperia, situata in via Santa Lucia, è uno di quei personaggi che in altri tempi si sarebbero definiti a tutto tondo. Con tale termine si designano quanti, essendo muniti di una forte personalità, avendo compiuto delle scelte radicali e mantenendosi ad esse coerentemente fedeli, causano in chi le incontra – o comunque le conosce – o una tot

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Due Dirigenti del Partito Democratico sono balzati contemporaneamente agli onori delle cronache: Nardella, dopo avere ospitato la Schlein, colto probabilmente da invidia, le ha rubato la scena.
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Due Dirigenti del Partito Democratico sono balzati contemporaneamente agli onori delle cronache: Nardella, dopo avere ospitato la Schlein, colto probabilmente da invidia, le ha rubato la scena.

Due Dirigenti del Partito Democratico sono balzati contemporaneamente agli onori delle cronache: Nardella, dopo avere ospitato la Schlein, colto probabilmente da invidia, le ha rubato la scena. Il Sindaco è riuscito in tale intento dimostrandosi rotto a tutte le discipline sportive: dal Rugby – si è infatti esibito in un placcaggio degno di un ottimo Mediano di Mischia - fino al Wrestling, in cui si è rivelato superiore al mitico Hulk Hogan. Non sappiamo – in mancanza di audio – se il Primo Cittadino si sia anche esibito nel terrificante urlo con cui il leggendario lottatore americano annunzia le sue mosse decisi

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LETTERA APERTA AL GENERALE ZAMBRANO
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LETTERA APERTA AL GENERALE ZAMBRANO

LETTERA APERTA AL GENERALE ZAMBRANO Illustre Signor Generale, Nei giorni scorsi, alcuni comuni conoscenti mi hanno informato del Suo desiderio di incontrarmi per uno scambio di vedute sulla situazione della nostra Città in vista del voto amministrativo. Ho subito dichiarato la mia piena disponibilità, ritenendomi onorato per il fatto stesso di conoscere un uomo che ha servito con merito il nostro Paese. La occasione mi sarebbe stata grata anche per ricordare la cordiale ed efficace collaborazione con alcuni altri Ufficiali della Benemerita, dei quali conservo un grato ricordo e che suppongo siano già ascesi al Su

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Il passaggio sito tra largo Ambrogio Viale, cioè lo spiazzo retrostante il già Convento di San Francesco, e via San Giovanni, consta di una sorta di corridoio insinuato tra le proprietà private, nonché di un sottopasso.
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Il passaggio sito tra largo Ambrogio Viale, cioè lo spiazzo retrostante il già Convento di San Francesco, e via San Giovanni, consta di una sorta di corridoio insinuato tra le proprietà private, nonché di un sottopasso.

Il passaggio sito tra largo Ambrogio Viale, cioè lo spiazzo retrostante il già Convento di San Francesco, e via San Giovanni, consta di una sorta di corridoio insinuato tra le proprietà private, nonché di un sottopasso. Poiché a lungo tali meandri, una volta aperti alla circolazione pedonale, erano stati usati quale orinatoio dai transeunti, il titolare del locale che vi si affaccia aveva dapprima collocato lungo il percorso dei grandi vasi di piante, opposti come ostacolo allo esercizio di tale funzione corporea. Non parlo di ciò – o forse scoraggiato dal successo solo parziale del suo tentativo – aveva comunica

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Mussolini, nelle grandi occasioni, faceva la faccia feroce: non tanto perché fosse dispiaciuto di trovarsi tra illustri interlocutori, quanto piuttosto essendo tale il suo modo di manifestare piena coscienza della importanza del momento.
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Mussolini, nelle grandi occasioni, faceva la faccia feroce: non tanto perché fosse dispiaciuto di trovarsi tra illustri interlocutori, quanto piuttosto essendo tale il suo modo di manifestare piena coscienza della importanza del momento.

Mussolini, nelle grandi occasioni, faceva la faccia feroce: non tanto perché fosse dispiaciuto di trovarsi tra illustri interlocutori, quanto piuttosto essendo tale il suo modo di manifestare piena coscienza della importanza del momento. Le immagini della firma dei Patti Lateranensi, in cui il Duce è ritratto in compagnia del Cardinale Gasparri, lo mostrano particolarmente accigliato, malgrado tale atto segnasse il punto più alto della sua traiettoria politica. Un ex anticlericale ed ateo dichiarato costituiva uno Stato confessionale, ricevendo per questo il ringraziamento del Papa, e risolveva per giunta una con

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Tutti i nostri connazionali in possesso di un cellulare, a partire dai bambini che frequentano le Elementari – i quali a volte non sanno ancora scrivere, ma già vengono dai loro genitori muniti di tale diabolico strumento, per giunta nelle sue varianti più avveniristiche e costose – fino agli anziani non ancora rimbambiti, vengono continuamente bersagliati da chiamate telefoniche.
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Tutti i nostri connazionali in possesso di un cellulare, a partire dai bambini che frequentano le Elementari – i quali a volte non sanno ancora scrivere, ma già vengono dai loro genitori muniti di tale diabolico strumento, per giunta nelle sue varianti più avveniristiche e costose – fino agli anziani non ancora rimbambiti, vengono continuamente bersagliati da chiamate telefoniche.

Tutti i nostri connazionali in possesso di un cellulare, a partire dai bambini che frequentano le Elementari – i quali a volte non sanno ancora scrivere, ma già vengono dai loro genitori muniti di tale diabolico strumento, per giunta nelle sue varianti più avveniristiche e costose – fino agli anziani non ancora rimbambiti, vengono continuamente bersagliati da chiamate telefoniche. In tali circostanze, si ascoltano voci preferibilmente femminili, a volte contraddistinte da un marcato accento straniero: sovente, le cortesi interlocutrici dimostrano anche poca dimestichezza con la lingua di Dante. Una volta, essendo

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La tarda mattinata di lunedì tredici Marzo è stata improvvisamente ravvivata – dopo essere interamente trascorsa nella abituale abulia di tale giorno dello ebdomadario – dallo scoppio di una rissa, avvenuta in piazza Dante alla altezza del Bar omonimo.
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La tarda mattinata di lunedì tredici Marzo è stata improvvisamente ravvivata – dopo essere interamente trascorsa nella abituale abulia di tale giorno dello ebdomadario – dallo scoppio di una rissa, avvenuta in piazza Dante alla altezza del Bar omonimo.

La tarda mattinata di lunedì tredici Marzo è stata improvvisamente ravvivata – dopo essere interamente trascorsa nella abituale abulia di tale giorno dello ebdomadario – dallo scoppio di una rissa, avvenuta in piazza Dante alla altezza del Bar omonimo. Purtroppo, il nostro amico Gianni Donaudi è arrivato sul posto quando già il diverbio – dopo essere trasceso a vie di fatto – si era per così dire spontaneamente sedato. La descrizione che sommariamente gli abbiamo fornito dello accaduto, unita con la atmosfera che ancora impregnava i luoghi, gli ha comunque permesso di esprimere una diagnosi. Secondo Donaudi, gran

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Abbiamo ascoltato attentamente, nella serata del Dieci Marzo, una lunga conversazione – più che una predica, o una conferenza – pronunziata verso il Vespro su Radio Maria da un Sacerdote (o Religioso, non sappiamo bene) dallo evidente accento pugliese, del quale non ricordiamo il nome.
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Abbiamo ascoltato attentamente, nella serata del Dieci Marzo, una lunga conversazione – più che una predica, o una conferenza – pronunziata verso il Vespro su Radio Maria da un Sacerdote (o Religioso, non sappiamo bene) dallo evidente accento pugliese, del quale non ricordiamo il nome.

Abbiamo ascoltato attentamente, nella serata del Dieci Marzo, una lunga conversazione – più che una predica, o una conferenza – pronunziata verso il Vespro su Radio Maria da un Sacerdote (o Religioso, non sappiamo bene) dallo evidente accento pugliese, del quale non ricordiamo il nome. In qualità di cattolici praticanti, dalla lunga ed assidua familiarità con la vita religiosa - in ogni sua possibile manifestazione ed espressione – ci è capitato di sentire di tutto. Risulta dunque difficile che il tono inusitato di un discorso ci possa ancora stupire. Tanto più avendo potuto constatare come la nostra Fede venga d

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Ritorniamo – superate ormai le polemiche suscitate dal suo comportamento – sul tema del ritiro della pre-candidatura a Sindaco di Imperia, presentata e rimangiata da una gentile Signora nostra concittadina.
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Ritorniamo – superate ormai le polemiche suscitate dal suo comportamento – sul tema del ritiro della pre-candidatura a Sindaco di Imperia, presentata e rimangiata da una gentile Signora nostra concittadina.

Ritorniamo – superate ormai le polemiche suscitate dal suo comportamento – sul tema del ritiro della pre-candidatura a Sindaco di Imperia, presentata e rimangiata da una gentile Signora nostra concittadina. Vorrei e non vorrei, dicono le parole di una nota aria di Mozart, se non andiamo errati redatte da tale Lorenzo Da Ponte. Il quale, essendo italiano – come è italiana la ambientazione della famosa Opera del Maestro salisburghese – riuscì a far partecipare alla sua gloria il nostro Paese. Lo atteggiamento riflesso nelle parole della composizione mal si addice però alla politica: ove si temprano gli uomini – o l

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Come tutte le persone di scarsa cultura e di ancor più scarsa intelligenza, le quali devono – come si suol dire - epater les bourgeois con la grevità delle loro affermazioni, non potendosi distinguere per la acutezza di quanto dicono, Salvini tende in tutte le situazioni a straparlare.
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Come tutte le persone di scarsa cultura e di ancor più scarsa intelligenza, le quali devono – come si suol dire - epater les bourgeois con la grevità delle loro affermazioni, non potendosi distinguere per la acutezza di quanto dicono, Salvini tende in tutte le situazioni a straparlare.

Come tutte le persone di scarsa cultura e di ancor più scarsa intelligenza, le quali devono – come si suol dire - epater les bourgeois con la grevità delle loro affermazioni, non potendosi distinguere per la acutezza di quanto dicono, Salvini tende in tutte le situazioni a straparlare. Tale atteggiamento non si esprime soltanto con le parole, benché la sua manifestazione più comune consista nei cosiddetti discorsi da bar. Che per decenni vertevano immancabilmente sulla necessità di introdurre la pena capitale. I Leghisti, abituali frequentatori di locali pubblici, dove nelle lunghe sere degli inverni padani si in

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La precandidata alla carica di Sindaco di Imperia su cui – pur non appartenendo ella a tale Movimento – dovevano confluire i voti degli Indipendentisti, o Autonomisti, della Liguria, si è improvvisamente ritirata: senza spiegare – come sarebbe stato doveroso e corretto - i motivi di tale decisione.
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La precandidata alla carica di Sindaco di Imperia su cui – pur non appartenendo ella a tale Movimento – dovevano confluire i voti degli Indipendentisti, o Autonomisti, della Liguria, si è improvvisamente ritirata: senza spiegare – come sarebbe stato doveroso e corretto - i motivi di tale decisione.

La precandidata alla carica di Sindaco di Imperia su cui – pur non appartenendo ella a tale Movimento – dovevano confluire i voti degli Indipendentisti, o Autonomisti, della Liguria, si è improvvisamente ritirata: senza spiegare – come sarebbe stato doveroso e corretto - i motivi di tale decisione. Ciò apre un interrogativo molto inquietante: se questa Signora ha subito delle pressioni – presumibilmente da parte di esponenti della Destra – occorre immediatamente denunziarle alla Magistratura Inquirente. I reati elettorali sono infatti sanzionati con la massima severità, ma soprattutto – a prescindere dagli eventu

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Nel corso della storia, hanno continuato a calare su Roma ogni sorta di invasori, di pellegrini e di visitatori delle piú diverse provenienze.
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Nel corso della storia, hanno continuato a calare su Roma ogni sorta di invasori, di pellegrini e di visitatori delle piú diverse provenienze.

Nel corso della storia, hanno continuato a calare su Roma ogni sorta di invasori, di pellegrini e di visitatori delle piú diverse provenienze. Giunge notizia che la Signora Schlein ha convocato al Nazareno i rappresentanti delle due opposte fazioni intente a contendersi potere – in realtá ormai ben scarso e squalificato – rimasto al Partito Democratico di Imperia. Il loro arrivo nella Cittá Eterna trova un precedente nello ingresso – avvenuto passando per Porta del Popolo - di Cola di Rienzo, reduce da un temporaneo esilio e destinato di lí a poco ad essere impiccato a testa in giú sul Campidoglio. I Quiriti, ass

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Illustre Commendator Bensa,
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Illustre Commendator Bensa,

Illustre Commendator Bensa, Sono stato informato, grazie alla cortesia di Suo Cugino, Osvaldo Braccioforte Martini Tiragallo, di due circostanze di particolare interesse. La prima riguarda il fatto che Ella, avendo cessato – a quanto pare in seguito ad un tempestivo ed opportuno richiamo della Autorità competente, che li ha qualificati come assembramenti – i comizi volanti inscenati sulla Calata Cuneo, ed avendo di conseguenza privato la Sua parte politica di un così efficace strumento di propaganda, ha ovviato a tale inconveniente raggiungendo per telefono (almeno in parte) i loro destinatari. La seconda informa

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La Russa si è recato a Gerusalemme, e i Democratici non hanno perduto questa occasione per sollevare la questione dei precedenti antisemiti propri della parte politica cui egli – insieme con la Meloni – appartiene.
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La Russa si è recato a Gerusalemme, e i Democratici non hanno perduto questa occasione per sollevare la questione dei precedenti antisemiti propri della parte politica cui egli – insieme con la Meloni – appartiene.

La Russa si è recato a Gerusalemme, e i Democratici non hanno perduto questa occasione per sollevare la questione dei precedenti antisemiti propri della parte politica cui egli – insieme con la Meloni – appartiene. I dirigenti israeliani compiono invece le loro scelte di politica internazionale in base alla realpolitik, e dunque tengono conto unicamente della conformità tra le scelte concrete degli altri Governi ed i propri interessi strategici. Le attuali Autorità di Roma sono in grado – da questo punto di vista - di passare anche il più severo degli esami: il nostro Governo, infatti, è il più allineato con gli

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La pubblicazione, avvenuta nelle scorse settimane, di un libro sui rapporti tra il futuro Cardinale Martini – in quel tempo ancora Professore della Gregoriana – e la Comunità di Santo Egidio, fondata da Andrea Riccardi nel clima creativo ed entusiasta degli anni successivi al Concilio, suscita una riflessione (anche modestamente autobiografica) sul rapporto tra due processi, che rappresentarono altrettante cause in cui cercammo di impegnarci: uno era la costruzione, con il pieno apporto dei Cattolici, della democrazia, un altro la riforma della Chiesa.
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La pubblicazione, avvenuta nelle scorse settimane, di un libro sui rapporti tra il futuro Cardinale Martini – in quel tempo ancora Professore della Gregoriana – e la Comunità di Santo Egidio, fondata da Andrea Riccardi nel clima creativo ed entusiasta degli anni successivi al Concilio, suscita una riflessione (anche modestamente autobiografica) sul rapporto tra due processi, che rappresentarono altrettante cause in cui cercammo di impegnarci: uno era la costruzione, con il pieno apporto dei Cattolici, della democrazia, un altro la riforma della Chiesa.

La pubblicazione, avvenuta nelle scorse settimane, di un libro sui rapporti tra il futuro Cardinale Martini – in quel tempo ancora Professore della Gregoriana – e la Comunità di Santo Egidio, fondata da Andrea Riccardi nel clima creativo ed entusiasta degli anni successivi al Concilio, suscita una riflessione (anche modestamente autobiografica) sul rapporto tra due processi, che rappresentarono altrettante cause in cui cercammo di impegnarci: uno era la costruzione, con il pieno apporto dei Cattolici, della democrazia, un altro la riforma della Chiesa. Su questo argomento, si sono versati – e si stanno ancora ver

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Se Petronio era chiamato Arbiter Elegantiarum, Osvaldo Braccioforte Martini Tiragallo – che in seguito indicheremo con la sigla OBMT – svolge lo stesso ruolo in materia gastronomica.
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Se Petronio era chiamato Arbiter Elegantiarum, Osvaldo Braccioforte Martini Tiragallo – che in seguito indicheremo con la sigla OBMT – svolge lo stesso ruolo in materia gastronomica.

Se Petronio era chiamato Arbiter Elegantiarum, Osvaldo Braccioforte Martini Tiragallo – che in seguito indicheremo con la sigla OBMT – svolge lo stesso ruolo in materia gastronomica. Non soltanto perché il suo Ristorante è una sorta di Mecca dei buongustai, ma soprattutto in quanto il Nostro si muove con disinvoltura tra due ambiti ben distinti: quello religioso e quello culinario. La contesa tra Progressisti e Conservatori, partita dal primo, ha ormai investito il secondo. Per quanto il Parroco di Pontedassio, il quale vanta numerose aderenze in ambito protestante, possa esibire una corporatura che rivela certa

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Il neo promosso Generale ha tenuto la consueta conferenza – stampa, con cui si annunzia il puntuale pieno successo di una cosiddetta Brillante Operazione condotta dalla Benemerita.
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Il neo promosso Generale ha tenuto la consueta conferenza – stampa, con cui si annunzia il puntuale pieno successo di una cosiddetta Brillante Operazione condotta dalla Benemerita.

Il neo promosso Generale ha tenuto la consueta conferenza – stampa, con cui si annunzia il puntuale pieno successo di una cosiddetta Brillante Operazione condotta dalla Benemerita. La coreografia prevede, oltre alla ossequiosa presenza dei giornalisti – ormai guadagnati alla causa del nuovo Uomo Forte – anche quella di alcuni Carabinieri: i quali si collocano – impettiti e silenziosi – alle spalle dello Alto Ufficiale incaricato di officiare la funzione. Da quando la Arma ha aperto le porte alle donne, vengono preferite le rappresentanti del Gentil Sesso, scelte puntualmente tra le più rappresentative ed avvenent

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La Signora Edith Schlein si esibisce sulla copertina dello Espresso con una scollatura che giunge fin quasi allo ombelico, lasciando intravedere un seno prosperoso: fascino terreno, proletario, padano, come per compensare la immagine di intellettuale cosmopolita che ella stessa ha veicolato.
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La Signora Edith Schlein si esibisce sulla copertina dello Espresso con una scollatura che giunge fin quasi allo ombelico, lasciando intravedere un seno prosperoso: fascino terreno, proletario, padano, come per compensare la immagine di intellettuale cosmopolita che ella stessa ha veicolato.

La Signora Edith Schlein si esibisce sulla copertina dello Espresso con una scollatura che giunge fin quasi allo ombelico, lasciando intravedere un seno prosperoso: fascino terreno, proletario, padano, come per compensare la immagine di intellettuale cosmopolita che ella stessa ha veicolato. Lo scopo, evidente, consiste nel contrastare sul suo stesso terreno il plebeismo romanesco della Meloni. Se la Presidente del Consiglio trova un handicap nella statura – al punto che un giornale ha fatto ricorso alla immagine di un elfo, per evitare il riferimento irriguardoso ai Sette Nani – la Schlein ha una faccia tale da

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Questa mattina, i diligenti giornalisti radiofonici – i quali meritano la tessera honoris causa del Partito della Meloni – hanno mescolato la notizia del suicidio per defenestrazione di un dirigente democratico con quella del viaggio (a loro dire trionfale) della Presidente del Consiglio nei Paesi Arabi.
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Questa mattina, i diligenti giornalisti radiofonici – i quali meritano la tessera honoris causa del Partito della Meloni – hanno mescolato la notizia del suicidio per defenestrazione di un dirigente democratico con quella del viaggio (a loro dire trionfale) della Presidente del Consiglio nei Paesi Arabi.

Questa mattina, i diligenti giornalisti radiofonici – i quali meritano la tessera honoris causa del Partito della Meloni – hanno mescolato la notizia del suicidio per defenestrazione di un dirigente democratico con quella del viaggio (a loro dire trionfale) della Presidente del Consiglio nei Paesi Arabi. Anche al tempo del Duce si diceva: Gli stranieri ce lo invidiano. Il che non era vero allora, e non è vero oggi, ma si trova sempre chi se lo crede. Il Venticinque Luglio, nessun fascista difese Mussolini, neanche i componenti della Milizia, i quali avevano giurato di difenderlo fino alla morte, mentre uno solo c

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La spaccatura nella Destra imperiese, in vista del voto amministrativo, si sta aggravando, al punto di assumere le caratteristiche di una nuova guerra civile, tanto più disastrosa non essendosi ancora rimarginate le ferite aperte dal sanguinoso conflitto tra lo Zio e il Nipote.
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La spaccatura nella Destra imperiese, in vista del voto amministrativo, si sta aggravando, al punto di assumere le caratteristiche di una nuova guerra civile, tanto più disastrosa non essendosi ancora rimarginate le ferite aperte dal sanguinoso conflitto tra lo Zio e il Nipote.

La spaccatura nella Destra imperiese, in vista del voto amministrativo, si sta aggravando, al punto di assumere le caratteristiche di una nuova guerra civile, tanto più disastrosa non essendosi ancora rimarginate le ferite aperte dal sanguinoso conflitto tra lo Zio e il Nipote. In questi casi, ci si divide di istinto, e la contrapposizione tra gli schieramenti rivela divergenze più caratteriali che ideologiche. Due soggetti si sono dislocati nelle ultime ore, in seguito alla chiamata alle armi da parte del Colonnello. Si tratta in primo luogo dei cosiddetti Popolari (Don Sturzo si sta rivoltando nella tomba), i q

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LETTERA APERTA A EDITH SCHLEIN
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LETTERA APERTA A EDITH SCHLEIN

LETTERA APERTA A EDITH SCHLEIN Cara Edith Schlein, Ti scrivo dopo NON averti votato nella elezione che si è svolta domenica scorsa. I motivi per cui mi sono astenuto dal recarmi ai cosiddetti gazebo – malgrado le pressioni esercitate da alcuni amici – sono stati rafforzati da quanto è accaduto in seguito. Ho infatti ricevuto in casa mia la visita di un Signore che è venuto soltanto per rimproverarmi – anche in termini piuttosto bruschi – per la decisione di disertare le urne. Credo tuttavia di avere ampiamente motivato con i miei scritti questa scelta, che non costituisce comunque il risultato di una ripicca o di

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La storia riferisce che Pio VII Chiaramonti, convocato a Milano da Napoleone per imporgli la Corona Ferrea, pretese ed ottenne che nella vigilia della solenne cerimonia il Bonaparte sposasse con rito religioso Giuseppina Beauharnais, con la quale esisteva soltanto una unione civile.
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La storia riferisce che Pio VII Chiaramonti, convocato a Milano da Napoleone per imporgli la Corona Ferrea, pretese ed ottenne che nella vigilia della solenne cerimonia il Bonaparte sposasse con rito religioso Giuseppina Beauharnais, con la quale esisteva soltanto una unione civile.

La storia riferisce che Pio VII Chiaramonti, convocato a Milano da Napoleone per imporgli la Corona Ferrea, pretese ed ottenne che nella vigilia della solenne cerimonia il Bonaparte sposasse con rito religioso Giuseppina Beauharnais, con la quale esisteva soltanto una unione civile. In tempi piú recenti, anche Mussolini – dopo i Patti Lateranensi – venne indotto a compiere lo stesso passo, essendo coniugato con Donna Rachele unicamente in Municipio. La Chiesa, dopo avere inserito i governanti laici nel proprio sistema di potere religioso – o meglio dopo essersi essa stessa inserita in quello temporale – é solita

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La Signora Schlein ha iniziato il suo mandato di Segretaria annunziando un abboccamento con la Meloni.
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La Signora Schlein ha iniziato il suo mandato di Segretaria annunziando un abboccamento con la Meloni.

La Signora Schlein ha iniziato il suo mandato di Segretaria annunziando un abboccamento con la Meloni. Se questo incontro va oltre la cortesia istituzionale, la attenzione delle interlocutrici deve riguardare, a nostro modesto avviso, due temi sui quali il Governo e la Opposizione – in ogni democrazia rappresentativa che non rischi di degenerare in una dittatura mascherata, ovvero in un conflitto civile – inevitabilmente convergono: uno è costituito dal rispetto delle regole costituzionali nel cui ambito necessariamente convivono la maggioranza e la minoranza; un altro è rappresentato dalla politica estera, quant

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Sulla Signora Schlein è uscito un articolo a firma di Maurizio Blondet, in cui si sostiene che la sua candidatura alla Segreteria del Partito Democratico sarebbe stata suggerita ai dirigenti italiani da parte di un settore dei Democratici americani, quello rappresentato dalla Deputata di Nuova York Alexandra Ocasio Cortez.
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Sulla Signora Schlein è uscito un articolo a firma di Maurizio Blondet, in cui si sostiene che la sua candidatura alla Segreteria del Partito Democratico sarebbe stata suggerita ai dirigenti italiani da parte di un settore dei Democratici americani, quello rappresentato dalla Deputata di Nuova York Alexandra Ocasio Cortez.

Sulla Signora Schlein è uscito un articolo a firma di Maurizio Blondet, in cui si sostiene che la sua candidatura alla Segreteria del Partito Democratico sarebbe stata suggerita ai dirigenti italiani da parte di un settore dei Democratici americani, quello rappresentato dalla Deputata di Nuova York Alexandra Ocasio Cortez. Questa Congress Woman, appartenente alla sempre più numerosa ed influente minoranza ispanoamericana presente negli Stati Uniti, si è fatta portabandiera delle istanze e delle tesi più radicali, giungendo al punto di sposare la causa della cosiddetta Cancel Culture. Tale teoria si basa su di una

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Lo asserito milione di cittadini votanti per il Segretario dei Democratici, la cui scelta - secondo un costume mutuato dalle più grottesche dittature del Terzo Mondo – era incorporata nella stessa chiamata alle urne, ci ha fatto assistere ad un autentico scontro di titani: tale che la terra ancora trema, a distanza di ore dalla proclamazione dei risultati.
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Lo asserito milione di cittadini votanti per il Segretario dei Democratici, la cui scelta - secondo un costume mutuato dalle più grottesche dittature del Terzo Mondo – era incorporata nella stessa chiamata alle urne, ci ha fatto assistere ad un autentico scontro di titani: tale che la terra ancora trema, a distanza di ore dalla proclamazione dei risultati.

Lo asserito milione di cittadini votanti per il Segretario dei Democratici, la cui scelta - secondo un costume mutuato dalle più grottesche dittature del Terzo Mondo – era incorporata nella stessa chiamata alle urne, ci ha fatto assistere ad un autentico scontro di titani: tale che la terra ancora trema, a distanza di ore dalla proclamazione dei risultati. Anche Mussolini aveva preso troppa dimestichezza con i milioni di persone da mobilitare, asserendo di averne ben otto di baionette. Essendo i dirigenti democratici molto meno millantatori, verrà loro risparmiata la fine ingloriosa del Duce. I risultati della te

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Il Bassotto si sta scatenando nella sua furia iconoclasta, rivolta contro i simboli della Città e forse rivelatrice di un suo personale cupio dissolvi.
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Il Bassotto si sta scatenando nella sua furia iconoclasta, rivolta contro i simboli della Città e forse rivelatrice di un suo personale cupio dissolvi.

Il Bassotto si sta scatenando nella sua furia iconoclasta, rivolta contro i simboli della Città e forse rivelatrice di un suo personale cupio dissolvi. Egli decreta dunque la distruzione indiscriminata di edifici a loro modo storici. Dopo avere deciso lo abbattimento – sia pure rinviato sine die, in attesa di trovare i soldi necessari – del Mercato Coperto di piazza Doria, ora il Sindaco - Presidente intende radere al suolo le ciminiere delle Ferriere. Viene in mente il coro del Nabucco, che canta nostalgicamente di Sionne le torri atterrate. Se però lo ormai immondo mercuriale sito nel centro storico di Oneglia

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La Stampa di Torino, giornale tradizionalmente ufficioso e compassato, espressione di una borghesia subalpina che includeva tanto la sua espressione imprenditoriale – cioé la Famiglia Agnelli - quanto quella intellettuale, trovandosi tra i suoi redattori uomini del livello di Bobbio, di Galante Garrone, di Mila e di Casalegno, dedica alla morte di Maurizio Costanzo ben quattro pagine.
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La Stampa di Torino, giornale tradizionalmente ufficioso e compassato, espressione di una borghesia subalpina che includeva tanto la sua espressione imprenditoriale – cioé la Famiglia Agnelli - quanto quella intellettuale, trovandosi tra i suoi redattori uomini del livello di Bobbio, di Galante Garrone, di Mila e di Casalegno, dedica alla morte di Maurizio Costanzo ben quattro pagine.

La Stampa di Torino, giornale tradizionalmente ufficioso e compassato, espressione di una borghesia subalpina che includeva tanto la sua espressione imprenditoriale – cioé la Famiglia Agnelli - quanto quella intellettuale, trovandosi tra i suoi redattori uomini del livello di Bobbio, di Galante Garrone, di Mila e di Casalegno, dedica alla morte di Maurizio Costanzo ben quattro pagine. Si tratta piú o meno dello stesso spazio dedicato alla scomparsa di Benedetto XVI. In esso si puó trovare ogni sorta di epicedio e di ditirambo, essendo presentato lo show man come uno dei massimi rappresentanti non soltanto della c

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Si fa un gran parlare, su tutti i mezzi di comunicazione, dei fatti di Firenze, dove i Fascisti hanno aggredito gli Antifascisti, una Preside ha condannato il comportamento dei Fascisti, il Ministro ha criticato la Preside ed il Sindaco le ha dato ragione.
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Si fa un gran parlare, su tutti i mezzi di comunicazione, dei fatti di Firenze, dove i Fascisti hanno aggredito gli Antifascisti, una Preside ha condannato il comportamento dei Fascisti, il Ministro ha criticato la Preside ed il Sindaco le ha dato ragione.

Padre Fanzaga assomiglia sempre più al Mago Otelma. Al fine di ampliare lo spettro delle sue predizioni, il radio predicatore va in cerca di sempre nuovi veggenti, del cui verbo si fa zelante diffusore. Da un lato, infatti, le profezie della Madonna di Medjugorje presentano un contenuto molto generico, limitandosi a raccomandare la preghiera e il digiuno: un nostro amico si domanda come potrebbe la Vergine esortare alla fornicazione e alla crapula. Da un altro lato, dato il costante aggravamento della situazione internazionale, cresce la domanda di una lettura del futuro: la gente comincia a temere per i propri f

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Padre Fanzaga assomiglia sempre più al Mago Otelma.
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Padre Fanzaga assomiglia sempre più al Mago Otelma.

Padre Fanzaga assomiglia sempre più al Mago Otelma. Al fine di ampliare lo spettro delle sue predizioni, il radio predicatore va in cerca di sempre nuovi veggenti, del cui verbo si fa zelante diffusore. Da un lato, infatti, le profezie della Madonna di Medjugorje presentano un contenuto molto generico, limitandosi a raccomandare la preghiera e il digiuno: un nostro amico si domanda come potrebbe la Vergine esortare alla fornicazione e alla crapula. Da un altro lato, dato il costante aggravamento della situazione internazionale, cresce la domanda di una lettura del futuro: la gente comincia a temere per i propri f

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Carlo Emilio Gadda, che nelle sue opere descrive molto bene ambienti e caratteri della Lombardia, Regione in cui la sua famiglia era profondamente radicata e prestigiosa, recensì – quando il Fascismo, accingendosi a muovere guerra contro la Francia, ricercava le ragioni a sostegno di una revisione del cosiddetto rattachement del 1860 al fine di riportare Nizza entro i nostri confini - un libro di tale Ermanno Amicucci, dedicato ad illustrare la asserita italianità di tale Cittá.
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Carlo Emilio Gadda, che nelle sue opere descrive molto bene ambienti e caratteri della Lombardia, Regione in cui la sua famiglia era profondamente radicata e prestigiosa, recensì – quando il Fascismo, accingendosi a muovere guerra contro la Francia, ricercava le ragioni a sostegno di una revisione del cosiddetto rattachement del 1860 al fine di riportare Nizza entro i nostri confini - un libro di tale Ermanno Amicucci, dedicato ad illustrare la asserita italianità di tale Cittá.

Carlo Emilio Gadda, che nelle sue opere descrive molto bene ambienti e caratteri della Lombardia, Regione in cui la sua famiglia era profondamente radicata e prestigiosa, recensì – quando il Fascismo, accingendosi a muovere guerra contro la Francia, ricercava le ragioni a sostegno di una revisione del cosiddetto rattachement del 1860 al fine di riportare Nizza entro i nostri confini - un libro di tale Ermanno Amicucci, dedicato ad illustrare la asserita italianità di tale Cittá. Non avendo potuto consultare direttamente questa opera, ci asteniamo dal valutarla. Possiamo però riferirci a quanto scritto, a suo comm

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Caro amico,
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Caro amico,

Caro amico, Si è ripetuta – a distanza di pochi giorni – una circostanza molto incresciosa. Dopo che un caro amico personale, agendo in buona fede ma con leggerezza, mi aveva chiesto di redigere una presentazione di Stefano Senardi, da pronunziare in occasione della sua premiazione da parte della Società Operaia di Oneglia, un altro amico mi ha sollecitato – suppongo da parte vostra – a votare per la elezione del Segretario, depositando il relativo obolo (offerta minima un Euro). Per quanto riguarda il contributo economico, ti suggerisco di rivolgerti agli importatori di selvaggina. Merita maggior considerazione

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Claudio Bondi, recentemente scomparso, era uomo portato per sua natura al deuteragonismo, ed anzi a quella sua particolare estrinsecazione che consiste nel fungere come da protesi di un personaggio maggiore, incombente sul proprio secondo – come su tutta la pletora dei seguaci - grazie allo sviluppo di un ego smisurato, di un carattere esuberante, di un debordante autoritarismo, ma soprattutto di habitus mentale che induce ad imporre sempre e comunque la propria volontà.
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Claudio Bondi, recentemente scomparso, era uomo portato per sua natura al deuteragonismo, ed anzi a quella sua particolare estrinsecazione che consiste nel fungere come da protesi di un personaggio maggiore, incombente sul proprio secondo – come su tutta la pletora dei seguaci - grazie allo sviluppo di un ego smisurato, di un carattere esuberante, di un debordante autoritarismo, ma soprattutto di habitus mentale che induce ad imporre sempre e comunque la propria volontà.

Claudio Bondi, recentemente scomparso, era uomo portato per sua natura al deuteragonismo, ed anzi a quella sua particolare estrinsecazione che consiste nel fungere come da protesi di un personaggio maggiore, incombente sul proprio secondo – come su tutta la pletora dei seguaci - grazie allo sviluppo di un ego smisurato, di un carattere esuberante, di un debordante autoritarismo, ma soprattutto di habitus mentale che induce ad imporre sempre e comunque la propria volontà. Tutto ciò non si manifesta tanto nello impartire ordini, riferiti a situazioni contingenti, bensì nella elaborazione – e soprattutto nella impos

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Nel volgere di quarantotto ore, si sono registrati ben quattro discorsi storici: quelli di Biden a Kiev ed a Varsavia, quello di Putin a Mosca e – si parva magnis componere licet - quello delle Meloni, sempre a Kiev.
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Nel volgere di quarantotto ore, si sono registrati ben quattro discorsi storici: quelli di Biden a Kiev ed a Varsavia, quello di Putin a Mosca e – si parva magnis componere licet - quello delle Meloni, sempre a Kiev.

Nel volgere di quarantotto ore, si sono registrati ben quattro discorsi storici: quelli di Biden a Kiev ed a Varsavia, quello di Putin a Mosca e – si parva magnis componere licet - quello delle Meloni, sempre a Kiev. Al quale la Presidente del Consiglio ha voluto aggiungere una conferenza – stampa, mentre il suo tentativo di incontrare il Presidente degli Stati Uniti è stato – ahimè – frustrato dallo inflessibile cerimoniale della Casa Bianca, provocandole una inutile attesa nel gelo dello aeroporto di Varsavia. Causa, questa, di una sospetta affezione broncopolmonare, testimoniata dalla forte raucedine. Di tutti

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Caro amico,
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Caro amico,

Caro amico, I rumors – come direbbe Veltroni, il quale (non) conosce la lingua inglese - che imperversano nella nostra Città mi inducono a ritornare sulla vexata quaestio del cambio di serratura. Quando nelle famiglie avveniva una scenata, con il risultato di portare a conoscenza del vicinato – e di tutta la cittadinanza – i cosiddetti panni sporchi, al culmine della disputa vi era sempre qualcuno che gridava: Che ci conoscano tutti! Voi Democratici imperiesi siete arrivati precisamente a questo punto, ma la gente – rattristata o esultante a seconda del suo indirizzo politico, e in ogni caso incuriosita – non rie

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Dice il proverbio che la prima vittima di ogni guerra è la verità.
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Dice il proverbio che la prima vittima di ogni guerra è la verità.

Dice il proverbio che la prima vittima di ogni guerra è la verità. Il giorno 21 di Febbraio, Putin da Mosca e Biden da Varsavia ci faranno udire probabilmente i rulli di tamburo e gli squilli di tromba delle opposte propagande: il fatto che il Presidente americano abbia scelto il tradizionale e simbolico avamposto dello Occidente serve a galvanizzare i suoi seguaci su ambedue le sponde dello Atlantico, ma aiuta il rivale a mobilitare i Russi in difesa di una Nazione molte volte aggredita da nemici provenienti da quel versante. La propaganda è sempre negatrice della verità, proprio in quanto tende a semplificarla

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Il nostro amico dirigente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oneglia ha insistito affinché accettassimo il suo invito a pranzo, che abbiamo accettato con molto piacere, dati gli antichi e mai recisi rapporti esistenti tanto con lui quanto con i suoi carissimi familiari.
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Il nostro amico dirigente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oneglia ha insistito affinché accettassimo il suo invito a pranzo, che abbiamo accettato con molto piacere, dati gli antichi e mai recisi rapporti esistenti tanto con lui quanto con i suoi carissimi familiari.

Il nostro amico dirigente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oneglia ha insistito affinché accettassimo il suo invito a pranzo, che abbiamo accettato con molto piacere, dati gli antichi e mai recisi rapporti esistenti tanto con lui quanto con i suoi carissimi familiari. Il motivo di tanta sia pur cordiale urgenza di contattarci e di intrattenerci risiede – così almeno è parso di capire – nel rassicurarci circa gli obiettivi perseguiti attualmente dal suo Sodalizio. Che – così egli dice – non ha nulla contro di noi. Ne prendiamo atto, ma formuliamo ugualmente alcune doverose precisazioni. In passato, la di

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La politica imperiese assomiglia al classico formicaio impazzito, o a quei finali dei film comici del muto in cui tutti se le danno di santa ragione, senza piú distinzione tra le diverse fazioni.
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La politica imperiese assomiglia al classico formicaio impazzito, o a quei finali dei film comici del muto in cui tutti se le danno di santa ragione, senza piú distinzione tra le diverse fazioni.

La politica imperiese assomiglia al classico formicaio impazzito, o a quei finali dei film comici del muto in cui tutti se le danno di santa ragione, senza piú distinzione tra le diverse fazioni. Dopo la guerra civile che ha dilaniato i Bassotti, divisi tra i seguaci dello Zio e quelli del Nipote, ne é scoppiata una nuova – a quanto pare ben piú cruenta - tra i Democratici. Risulta perfino difficile, in questo caso, dare alla parti opposte una denominazione, che permetta quanto meno di riconoscerle. Noi proponiamo di chiamare gli uni i Commercialisti, e gli altri gli Anticommercialisti. Non esiste, naturalmente,

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Ho incontrato casualmente il comune amico Stefano Delfino, il quale mi ha detto che TU PERSONALMENTE gli avevi richiesto – fin dal novembre scorso – di presentare Stefano Senardi.
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Ho incontrato casualmente il comune amico Stefano Delfino, il quale mi ha detto che TU PERSONALMENTE gli avevi richiesto – fin dal novembre scorso – di presentare Stefano Senardi.

Ho incontrato casualmente il comune amico Stefano Delfino, il quale mi ha detto che TU PERSONALMENTE gli avevi richiesto – fin dal novembre scorso – di presentare Stefano Senardi. Di conseguenza, quando ti sei rivolto a me, sapevi che era già stata incaricata una diversa persona. Ciò chiarito, e considerando chiuso questo increscioso incidente, mi permetto di richiamare la tua attenzione sulla linea seguita dal Sodalizio di cui sei dirigente. I vecchi Partiti mandavano i loro militanti più afflitti da dabbenaggine, proprio in quanto si trattava di persone disinteressate e del tutto prive di malizia, a rimediare l

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La fazione bassotta, che come un cancro, od una piovra, si è progressivamente impadronita del nostro sport – tanto nelle sue rappresentanze istituzionali quanto nella dirigenza delle distinte Società - ha finito per espugnare anche il posto più prestigioso, cioè quello di allenatore della Imperia Calcio.
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La fazione bassotta, che come un cancro, od una piovra, si è progressivamente impadronita del nostro sport – tanto nelle sue rappresentanze istituzionali quanto nella dirigenza delle distinte Società - ha finito per espugnare anche il posto più prestigioso, cioè quello di allenatore della Imperia Calcio.

La fazione bassotta, che come un cancro, od una piovra, si è progressivamente impadronita del nostro sport – tanto nelle sue rappresentanze istituzionali quanto nella dirigenza delle distinte Società - ha finito per espugnare anche il posto più prestigioso, cioè quello di allenatore della Imperia Calcio. Come negli Stati Uniti il Sindaco di Nuova York è ritenuto la seconda carica della Nazione, così in Italia il Commissario Tecnico della Nazionale è secondo solo al Capo dello Stato: più in piccolo, in ciascuna delle nostre Cento Città, chi allena i pedatori locali viene subito dopo il Sindaco. Nel nostro caso, es

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Il Nipotissimo Letta, intento a completare la sua solerte opera di distruzione – affidatagli dal Conte Zio - di quanto rimaneva della Sinistra italiana, ha detto che il Partito Democratico ha vinto le Elezioni Regionali.
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Il Nipotissimo Letta, intento a completare la sua solerte opera di distruzione – affidatagli dal Conte Zio - di quanto rimaneva della Sinistra italiana, ha detto che il Partito Democratico ha vinto le Elezioni Regionali.

Il Nipotissimo Letta, intento a completare la sua solerte opera di distruzione – affidatagli dal Conte Zio - di quanto rimaneva della Sinistra italiana, ha detto che il Partito Democratico ha vinto le Elezioni Regionali. Tale asserzione ricorda quanto affermano gli autori delle cosiddette truffe alla americana, volgarmente denominate pacchi in quanto costoro sbolognano un involucro, contenente molta carta ed un pezzo di rame, facendo credere ai malcapitati che si tratti di oro. Vorremmo sapere se dalle Alpi al Lilibeo vi è ancora qualcuno – a parte i superstiti impiegati delle Federazioni del Partito Democratico

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Il vecchio amico Ispettore Capo a riposo della Polizia di Stato, sagace e fedele custode della nostra incolumità fisica durante la custodia protettiva resa necessaria per le minacce della cosiddetta delinquenza organizzata, allorché dovette supplire con la sua generosità alla scarsezza dei mezzi a ciò dedicati dalla Amministrazione, è reso adusto al pericolo dai lunghi anni di servizio prestato nella Mobile di Genova, da cui si tengono prudentemente alla larga i cosiddetti pastasciuttari della Questura.
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Il vecchio amico Ispettore Capo a riposo della Polizia di Stato, sagace e fedele custode della nostra incolumità fisica durante la custodia protettiva resa necessaria per le minacce della cosiddetta delinquenza organizzata, allorché dovette supplire con la sua generosità alla scarsezza dei mezzi a ciò dedicati dalla Amministrazione, è reso adusto al pericolo dai lunghi anni di servizio prestato nella Mobile di Genova, da cui si tengono prudentemente alla larga i cosiddetti pastasciuttari della Questura.

La Meloni ha approfittato del ConsIl vecchio amico Ispettore Capo a riposo della Polizia di Stato, sagace e fedele custode della nostra incolumità fisica durante la custodia protettiva resa necessaria per le minacce della cosiddetta delinquenza organizzata, allorché dovette supplire con la sua generosità alla scarsezza dei mezzi a ciò dedicati dalla Amministrazione, è reso adusto al pericolo dai lunghi anni di servizio prestato nella Mobile di Genova, da cui si tengono prudentemente alla larga i cosiddetti pastasciuttari della Questura. Costui è tuttavia divenuto inopinatamente timoroso, e ci partecipa le sue amb

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La Meloni ha approfittato del Consiglio Europeo per inscenare una disputa, degna delle pescivendole al mercato o delle lavandaie ai trogoli, con Macron.
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La Meloni ha approfittato del Consiglio Europeo per inscenare una disputa, degna delle pescivendole al mercato o delle lavandaie ai trogoli, con Macron.

La Meloni ha approfittato del Consiglio Europeo per inscenare una disputa, degna delle pescivendole al mercato o delle lavandaie ai trogoli, con Macron. Peccato che Anna Magnani, specializzata nel ruolo della popolana romanesca, litigiosa e sboccata, ci abbia lasciato: nessuno meglio di lei avrebbe saputo impersonare la Presidente del Consiglio. Applicando alla situazione la proprietá transitiva, il contenzioso aperto a Bruxelles riguarda anche Scholz. I cronisti radiofonici, tanto diligenti nel descrivere fino nei minimi dettagli la pagliacciata di Sanremo, non hanno nemmeno precisato quale sia stato il pretesto

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Il nostro amico avvocato, che ha anche ricoperto a lungo cariche elettive quale Amministratore di un Ente Locale, constata amaramente una contraddizione nei comportamenti collettivi: mentre si diffondono la miseria e la disperazione, la gente sembra rintanarsi sempre di più nella sfera individuale e privata.
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Il nostro amico avvocato, che ha anche ricoperto a lungo cariche elettive quale Amministratore di un Ente Locale, constata amaramente una contraddizione nei comportamenti collettivi: mentre si diffondono la miseria e la disperazione, la gente sembra rintanarsi sempre di più nella sfera individuale e privata.

Il nostro amico avvocato, che ha anche ricoperto a lungo cariche elettive quale Amministratore di un Ente Locale, constata amaramente una contraddizione nei comportamenti collettivi: mentre si diffondono la miseria e la disperazione, la gente sembra rintanarsi sempre di più nella sfera individuale e privata. Il Guicciardini la chiamava el suo particulare, che costituisce comunque sempre la la sola vera bandiera dei nostri connazionali. I quali, però, erano un tempo incoraggiati e sostenuti, in tale loro tendenza, dalla forza agglutinante e solidale della famiglia. Di qui il famoso motto Tengo famiglia, usato qual

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Esistono nel mondo, oltre ai centonovantatre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, sul cui pieno riconoscimento da parte della Comunità Internazionale non vi è alcuna discussione, molte altre entità il cui status giuridico è controverso.
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Esistono nel mondo, oltre ai centonovantatre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, sul cui pieno riconoscimento da parte della Comunità Internazionale non vi è alcuna discussione, molte altre entità il cui status giuridico è controverso.

Esistono nel mondo, oltre ai centonovantatre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, sul cui pieno riconoscimento da parte della Comunità Internazionale non vi è alcuna discussione, molte altre entità il cui status giuridico è controverso. Alcune di esse sono infatti riconosciute quali Stati indipendenti da una parte soltanto della Comunità Internazionale, altre si sono dichiarate indipendenti senza essere riconosciute da nessuno Stato, ed altre ancora risultano indipendenti solo di fatto. Affinché tuttavia sorga uno Stato, è sufficiente che una Autorità di Governo eserciti di fatto il proprio pote

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Il nostro amico, instancabile navigatore su Internet, sciorina il lunghissimo elenco di soggetti – individuali e collettivi, poltici e religiosi – che vanno predicando e prevedendo, in tono tra ammonitorio ed apocalittico, la fine imminente se non del mondo, certamente di un mondo.
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Il nostro amico, instancabile navigatore su Internet, sciorina il lunghissimo elenco di soggetti – individuali e collettivi, poltici e religiosi – che vanno predicando e prevedendo, in tono tra ammonitorio ed apocalittico, la fine imminente se non del mondo, certamente di un mondo.

Il nostro amico, instancabile navigatore su Internet, sciorina il lunghissimo elenco di soggetti – individuali e collettivi, poltici e religiosi – che vanno predicando e prevedendo, in tono tra ammonitorio ed apocalittico, la fine imminente se non del mondo, certamente di un mondo. Alla sua enumerazione, appartenendo – per motivi anagrafici – agli esseri radiofonici anziché a quelli elettronici, possiamo soltanto giustapporre le prediche di Padre Fanzaga. Il quale, essendo certissimo della veridicitá dei segreti di Medjugorie, ma al contempo tenuto completamente allo oscuro del loro contenuto, reitera gli ammonim

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La vicenda umana e politica della Signora Deborah (attenzione alla h finale, che conferisce il dovuto tocco di esotico ad un tipico personaggio alla amatriciana) risulta emblematica di quanto accaduto alla nostra povera Italia tra la cosiddetta Prima e la altrettanto cosiddetta Seconda Repubblica.
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La vicenda umana e politica della Signora Deborah (attenzione alla h finale, che conferisce il dovuto tocco di esotico ad un tipico personaggio alla amatriciana) risulta emblematica di quanto accaduto alla nostra povera Italia tra la cosiddetta Prima e la altrettanto cosiddetta Seconda Repubblica.

La vicenda umana e politica della Signora Deborah (attenzione alla h finale, che conferisce il dovuto tocco di esotico ad un tipico personaggio alla amatriciana) risulta emblematica di quanto accaduto alla nostra povera Italia tra la cosiddetta Prima e la altrettanto cosiddetta Seconda Repubblica. Il cui limite cronologico è – come sempre – tracciato convenzionalmente. Ancora più convenzionalmente quando a tale opera si accingono non già gli storici, ma i cronisti: i quali operano immersi nella attualità. Fin dalle Elementari, ci è stato insegnato che il cosiddetto Evo Antico finisce nel 476, quando Odoacre depon

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LETTERA APERTA A NICOLA VATTEONE
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LETTERA APERTA A NICOLA VATTEONE

LETTERA APERTA A NICOLA VATTEONE Caro Nico, Come diceva il Divo Giulio, cioé Giulio Andreotti, a pensare male si commette peccato, ma si indovina. Gli ultimi accadimenti, che hanno coinvolto – insieme con le nostre modeste persone – il Sodalizio cui dedichi (mi auguro utilmente) le tue preziose energie, confermano la validitá imperitura di questa asserzione. Tu mi hai cercato – il che mi ha recacato immenso piacere, avendo ormai da anni coltivato il desiderio e ricercato la occasione di scambiare le nostre valutazioni – per richiedermi un testo da pronunziare in onore di Stefano Senardi. Si tratta di una persona

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I Musulmani – ed in particolare i Turchi – celebrano con grande solennitá il giorno anniversario della caduta di Costantinopoli: in tale circostanza, essi sono soliti vestire i bambini con le uniformi dei soldati di Maometto II Bajazet.
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I Musulmani – ed in particolare i Turchi – celebrano con grande solennitá il giorno anniversario della caduta di Costantinopoli: in tale circostanza, essi sono soliti vestire i bambini con le uniformi dei soldati di Maometto II Bajazet.

I Musulmani – ed in particolare i Turchi – celebrano con grande solennitá il giorno anniversario della caduta di Costantinopoli: in tale circostanza, essi sono soliti vestire i bambini con le uniformi dei soldati di Maometto II Bajazet. Tale pratica, evocando gli assedi del 1529 e del 1683, é stata vietata dal Borgomastro di Vienna. Il Bassotto, con tutto il suo variopinto seguito di pallanuotisti, berlusconiani, leghisti, meloniani e sbirri della Polizia Municipale, iscriverá nel proprio personale calendario delle ricorrenze il 31 gennaio (qualcuno indica invece il 1 febbraio) come data in cui – scaduto un ultim

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Imperia fu edificata su disegno non già del Maestro – che si dedicava al rifacimento della Capitale secondo i gusti del Duce – bensì di alcuni dei suoi molti discepoli: tutte le costruzioni allineate sulla attuale via Matteotti ne portano il segno inconfondibile.
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Imperia fu edificata su disegno non già del Maestro – che si dedicava al rifacimento della Capitale secondo i gusti del Duce – bensì di alcuni dei suoi molti discepoli: tutte le costruzioni allineate sulla attuale via Matteotti ne portano il segno inconfondibile.

Imperia fu edificata su disegno non già del Maestro – che si dedicava al rifacimento della Capitale secondo i gusti del Duce – bensì di alcuni dei suoi molti discepoli: tutte le costruzioni allineate sulla attuale via Matteotti ne portano il segno inconfondibile. Il Bassotto, emulo di Napoleone, era solito girare per la Città, pronunziando ex abrupto condanne capitali per ogni edificio che non gli andasse a genio. Su queste decisioni, influivano i suoi noti problemi di digestione: il Sindaco soffre infatti di frequenti crisi gastroenteriche. Fatto sta che un bel giorno, essendo uscito dal Ristorante di Bracciofor

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Per quale motivo è stato introdotto nel nostro Ordinamento Giuridico il famoso Articolo 41 bis, che prevede per alcuni detenuti un regime di assoluto isolamento rispetto ad ogni contatto esterno?
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Per quale motivo è stato introdotto nel nostro Ordinamento Giuridico il famoso Articolo 41 bis, che prevede per alcuni detenuti un regime di assoluto isolamento rispetto ad ogni contatto esterno?

Per quale motivo è stato introdotto nel nostro Ordinamento Giuridico il famoso Articolo 41 bis, che prevede per alcuni detenuti un regime di assoluto isolamento rispetto ad ogni contatto esterno? Si è provveduto in tal senso per rescindere i legami esistenti tra la persona assoggettata ad una misura restrittiva della libertà personale e la organizzazione – mafiosa od eversiva – cui essa appartiene. Il detenuto Cospito, i suoi Avvocati difensori e molti giuristi (tra cui modestamente ci annoveriamo) ritengono però che tale norma non si possa applicare nella fattispecie. Spieghiamo dunque i motivi di tale orientame

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Il giornale radio mattutino del Primo Febbraio ha esordito diffondendo il timore delle Autorità per il dilagare in tutto il Paese della violenza degli Anarchici.
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Il giornale radio mattutino del Primo Febbraio ha esordito diffondendo il timore delle Autorità per il dilagare in tutto il Paese della violenza degli Anarchici.

Il giornale radio mattutino del Primo Febbraio ha esordito diffondendo il timore delle Autorità per il dilagare in tutto il Paese della violenza degli Anarchici. Si tratta di una psicosi paranoide, o di una colossale mistificazione, oppure ancora del combinato disposto di entrambi i fenomeni. Che dei giornalisti si prestino a diffonderlo, non testimonia in favore della loro onestà intellettuale, né della loro correttezza professionale. Il dovere di costoro – tanto più trattandosi di privilegiati, che percepiscono cinquemila Euro netti al mese per non fare un cazzo - consisterebbe nel riportare quanto accaduto all

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A volte, la fine di una era storica produce una eco fortissima, in quanto coincide con un evento.
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A volte, la fine di una era storica produce una eco fortissima, in quanto coincide con un evento.

A volte, la fine di una era storica produce una eco fortissima, in quanto coincide con un evento. Tipico il caso della caduta della Duplice Monarchia Austroungarica, coincidente con la conclusione della Prima Guerra Mondiale. Esultarono allora le popolazioni che si ritenevano irredente, ed aspiravano dunque alla annessione con altri Stati, nonché quelle già anelanti alla Indipendenza. Si disperarono invece quanti vennero ridotti alla condizione di minoranze mal tollerate ed oppresse. Quanto accaduto in quei giorni ebbe comunque risonanza, e rimase scolpito nella memoria collettiva, in certi casi addirittura consa

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Il giornale radio delle otto di mattina di domenica 29 gennaio 2023 si è aperto con la trasmissione di un bollettino di guerra, fosco presagio di quanto si prepara per le nostre truppe sul fronte ucraino.
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Il giornale radio delle otto di mattina di domenica 29 gennaio 2023 si è aperto con la trasmissione di un bollettino di guerra, fosco presagio di quanto si prepara per le nostre truppe sul fronte ucraino.

Il giornale radio delle otto di mattina di domenica 29 gennaio 2023 si è aperto con la trasmissione di un bollettino di guerra, fosco presagio di quanto si prepara per le nostre truppe sul fronte ucraino. Si è riferito di una aspra pugna ingaggiata a Trastevere tra una torma di Anarchici e le forze della Questura, con un bilancio di un arresto, numerose identificazioni e denunzie, nonché un solo agente contuso: il che significa che le montagne hanno partorito il classico topolino. Trattandosi di un battesimo del fuoco, circostanza nella quale – secondo una superstizione dei vecchi soldati - non si muore mai, e co

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Ci ha cercato un caro amico, Ispettore Capo a riposo della Polizia di Stato, il quale – in seguito alle minacce che abbiamo ricevuto dalla delinquenza organizzata - ha svolto a lungo il compito ingrato di provvedere alla nostra sicurezza personale.
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Ci ha cercato un caro amico, Ispettore Capo a riposo della Polizia di Stato, il quale – in seguito alle minacce che abbiamo ricevuto dalla delinquenza organizzata - ha svolto a lungo il compito ingrato di provvedere alla nostra sicurezza personale.

Ci ha cercato un caro amico, Ispettore Capo a riposo della Polizia di Stato, il quale – in seguito alle minacce che abbiamo ricevuto dalla delinquenza organizzata - ha svolto a lungo il compito ingrato di provvedere alla nostra sicurezza personale. La principale difficoltà, nello svolgimento di tale mansione, consisteva nella scarsità di mezzi in cui versa la Pubblica Amministrazione: specialmente in questo settore, da cui pure dipende la incolumità dei cittadini. Suo figlio ha deciso di intraprendere la stessa carriera del padre: la vocazione, evidentemente, prevale sulla coscienza delle difficoltà che dovrà aff

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Il Secolo XIX venne fondato dai Fratelli Perrone, i quali non erano genovesi, ma seppero ugualmente stabilire una solida intesa con la borghesia imprenditoriale del nostro Capoluogo.
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Il Secolo XIX venne fondato dai Fratelli Perrone, i quali non erano genovesi, ma seppero ugualmente stabilire una solida intesa con la borghesia imprenditoriale del nostro Capoluogo.

Il Secolo XIX venne fondato dai Fratelli Perrone, i quali non erano genovesi, ma seppero ugualmente stabilire una solida intesa con la borghesia imprenditoriale del nostro Capoluogo. Oggi questo giornale si riduce alla edizione regionale ligure de La Stampa, come La Repubblica é ormai quella del Lazio. Elkann deve soltanto decidere quando unificare formalmente le tre testate. Se si volesse indicare quale orientamento ideologico abbia seguito – nel corso di tutta la sua storia - il giornale di Genova, si potrebbe dire che si è sempre collocato in un ambito liberale di Destra. Non mancarono – data questa opzione di

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Il Comune di Imperia si è trasformato in un laboratorio in cui si sperimentano i futuribili della politica italiana.
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Il Comune di Imperia si è trasformato in un laboratorio in cui si sperimentano i futuribili della politica italiana.

Il Comune di Imperia si è trasformato in un laboratorio in cui si sperimentano i futuribili della politica italiana. I Democratici hanno da tempo stipulato con il Bassotto alcuni accordi sottobanco, mai sottoposti alla approvazione – preventiva o successiva – degli organi statutari. Dei quali comunque non si sa nulla: né chi li componga, né quando si riuniscano, né quale sia il contenuto dei dibattiti che vi si svolgono. Non tali comunque da suscitare alcun interesse nella base, il cui impegno militante – per usare un eufemismo – lascia molto a desiderare. Dal portone di via San Giovanni non entra e non esce, da

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Fino a quando durò la Prima Repubblica, gli iscritti al Movimento Sociale nella nostra Provincia si contavano sulle dita.
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Fino a quando durò la Prima Repubblica, gli iscritti al Movimento Sociale nella nostra Provincia si contavano sulle dita.

Fino a quando durò la Prima Repubblica, gli iscritti al Movimento Sociale nella nostra Provincia si contavano sulle dita. Costoro venivano considerati come degli originali, ed erano quasi tutti di recente origine meridionale, per lo più collocati nei più bassi livelli della Amministrazione Pubblica, come gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Quando si effettuava lo scrutinio delle schede, i pochi voti espressi per la Destra estrema – non più di tre o quattro per ogni Sezione – venivano attribuiti facilmente con nome e cognome. I candidati al Consiglio Comunale, che dovevano indicare il luogo di nascita, ri

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Mentre i carri armati tedeschi ed americani di ultima generazione accorrono verso il territorio ucraino per contrastare la imminente offensiva di terra delle truppe russe, Padre Fanzaga ammonisce che nello scontro imminente è in gioco la Civiltà Occidentale.
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Mentre i carri armati tedeschi ed americani di ultima generazione accorrono verso il territorio ucraino per contrastare la imminente offensiva di terra delle truppe russe, Padre Fanzaga ammonisce che nello scontro imminente è in gioco la Civiltà Occidentale.

Mentre i carri armati tedeschi ed americani di ultima generazione accorrono verso il territorio ucraino per contrastare la imminente offensiva di terra delle truppe russe, Padre Fanzaga ammonisce che nello scontro imminente è in gioco la Civiltà Occidentale. La meta finale dei Cosacchi è infatti Roma, dove il Patriarca Cirillo intende sostituirsi a Bergoglio quale Capo di tutto il Cristianesimo. A parte il fatto che una rinnovata unità delle Chiese di Oriente ed Occidente non sarebbe certo un esito da disprezzare (Roma val bene una Messa!), ci permettiamo di osservare come per giungere fino a piazza San Pietro oc

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Nei mattinali delle Forze di Polizia, si asserisce abitualmente – a proposito delle persone indagate per qualche reato – che costoro sono caduti in contraddizioni, sempre aggettivate come gravi ed evidenti.
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Nei mattinali delle Forze di Polizia, si asserisce abitualmente – a proposito delle persone indagate per qualche reato – che costoro sono caduti in contraddizioni, sempre aggettivate come gravi ed evidenti.

Nei mattinali delle Forze di Polizia, si asserisce abitualmente – a proposito delle persone indagate per qualche reato – che costoro sono caduti in contraddizioni, sempre aggettivate come gravi ed evidenti. Spiace constatare che questa situazione si sia purtroppo riprodotta a danno degli stessi Carabinieri. Quanto alla Polizia di Stato, i suoi componenti non figurano nemmeno tra le comparse: in tempo di guerra, soltanto i militari balzano agli onori delle cronache. La Benemerita è divenuta ancor più tale avendo assicurato alla Giustizia Matteo Messina Denaro, ma i competenti uffici del Comando Generale – presi ev

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Abbiamo ascoltato un intervento in video, diffuso su Internet, in cui dialogavano Don Minutella, il Professor Fusaro ed il Professor Melluzzi, o meglio il Reverendo Melluzzi, trattandosi di un Sacerdote della Chiesa Ortodossa: la quale, come è noto, ammette la Ordinazione degli uxorati.
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Abbiamo ascoltato un intervento in video, diffuso su Internet, in cui dialogavano Don Minutella, il Professor Fusaro ed il Professor Melluzzi, o meglio il Reverendo Melluzzi, trattandosi di un Sacerdote della Chiesa Ortodossa: la quale, come è noto, ammette la Ordinazione degli uxorati.

Abbiamo ascoltato un intervento in video, diffuso su Internet, in cui dialogavano Don Minutella, il Professor Fusaro ed il Professor Melluzzi, o meglio il Reverendo Melluzzi, trattandosi di un Sacerdote della Chiesa Ortodossa: la quale, come è noto, ammette la Ordinazione degli uxorati. I tre hanno convenuto sul fatto che la Sede Apostolica, in precedenza impedita a causa della asserita detenzione di Ratzinger, è diventata vacante con la sua morte. Ai motivi già addotti per sostenere tale tesi, e cioè il fatto che in realtà Benedetto XVI non si era dimesso, se ne aggiunge ora un altro: Bergoglio avrebbe deviato d

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I notiziari radiofonici hanno annunziato che Matteo Messina Denaro teneva in casa una biografia di Putin.
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I notiziari radiofonici hanno annunziato che Matteo Messina Denaro teneva in casa una biografia di Putin.

I notiziari radiofonici hanno annunziato che Matteo Messina Denaro teneva in casa una biografia di Putin. La notizia è stata data senza commento, ma risulta chiaro quale messaggio subliminale si intende trasmettere: il nemico interno e quello esterno compongono una sorta di tenaglia, che assedia – come dice la Meloni – la Nazione. Combattendo in favore degli Ucraini si contrasta dunque la Mafia, e per converso avversando la Mafia si aiutano gli Ucraini. Se il presunto Capo dei Capi fosse stato arrestato dopo gli attentati di Parigi, si sarebbe ritrovata nelle sue cose una copia del Corano: anche i nemici, evident

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Si stanno moltiplicando i sintomi di una possibile guerra imminente: non tanto quelli costituiti dalle sempre più roboanti minacce dei dirigenti russi, dalle mosse diplomatiche come le espulsioni reciproche degli Ambasciatori da Mosca e dalle Capitali baltiche o dai toni assunti dalla propaganda di Mosca.
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Si stanno moltiplicando i sintomi di una possibile guerra imminente: non tanto quelli costituiti dalle sempre più roboanti minacce dei dirigenti russi, dalle mosse diplomatiche come le espulsioni reciproche degli Ambasciatori da Mosca e dalle Capitali baltiche o dai toni assunti dalla propaganda di Mosca.

Si stanno moltiplicando i sintomi di una possibile guerra imminente: non tanto quelli costituiti dalle sempre più roboanti minacce dei dirigenti russi, dalle mosse diplomatiche come le espulsioni reciproche degli Ambasciatori da Mosca e dalle Capitali baltiche o dai toni assunti dalla propaganda di Mosca. I cui video mescolano subliminalmente immagini di sacerdoti salmodianti tra fumi di incenso nelle Chiese con scene di lanci di missili e di militari armati di mitra sullo sfondo di edifici in rovina. Ci riferiamo piuttosto allo esodo di quanti non intendono combattere una guerra non sentita, mentre sul versante

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Sulla cattura – o meglio sulla costituzione – di Matteo Messina Denaro si stanno versando i classici fiumi di inchiostro.
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Sulla cattura – o meglio sulla costituzione – di Matteo Messina Denaro si stanno versando i classici fiumi di inchiostro.

Poiché la materia esoterica costituisce per noi una specie – come si suole dire - di Violino di Ingres, e nel suo vastissimo ambito ci occupiamo in particolare delle cosiddette profezie (da non confondere tuttavia con quelle contenute nelle Scritture), qualche amico ci rivolge una provocazione intellettuale, proponendoci di inquadrare la morte del Papa Emerito in tale ambito. In primo luogo, facciamo riferimento a quanto asseriscono i cosiddetti sedevacantisti. Costoro si dividono in diverse sottospecie. Vi sono in primo luogo quanti considerano quale ultimo Papa Benedetto XV, in quanto Pio XI – un Pontefice non

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Poiché la materia esoterica costituisce per noi una specie – come si suole dire - di Violino di Ingres, e nel suo vastissimo ambito ci occupiamo in particolare delle cosiddette profezie (da non confondere tuttavia con quelle contenute nelle Scritture), qualche amico ci rivolge una provocazione intellettuale, proponendoci di inquadrare la morte del Papa Emerito in tale ambito.
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Poiché la materia esoterica costituisce per noi una specie – come si suole dire - di Violino di Ingres, e nel suo vastissimo ambito ci occupiamo in particolare delle cosiddette profezie (da non confondere tuttavia con quelle contenute nelle Scritture), qualche amico ci rivolge una provocazione intellettuale, proponendoci di inquadrare la morte del Papa Emerito in tale ambito.

Poiché la materia esoterica costituisce per noi una specie – come si suole dire - di Violino di Ingres, e nel suo vastissimo ambito ci occupiamo in particolare delle cosiddette profezie (da non confondere tuttavia con quelle contenute nelle Scritture), qualche amico ci rivolge una provocazione intellettuale, proponendoci di inquadrare la morte del Papa Emerito in tale ambito. In primo luogo, facciamo riferimento a quanto asseriscono i cosiddetti sedevacantisti. Costoro si dividono in diverse sottospecie. Vi sono in primo luogo quanti considerano quale ultimo Papa Benedetto XV, in quanto Pio XI – un Pontefice non

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Il grande Musil, per rappresentare la decadenza del grande Impero Austriaco – che egli chiama la Kakania - descrive i preparativi inconcludenti di una grande festa di compleanno: risulta palese il riferimento a Francesco Giuseppe.
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Il grande Musil, per rappresentare la decadenza del grande Impero Austriaco – che egli chiama la Kakania - descrive i preparativi inconcludenti di una grande festa di compleanno: risulta palese il riferimento a Francesco Giuseppe.

Matteo Messina Denaro si è costituito, dopo avere usato ab immemorabili – come si dice in latino – la identità di un complice: il quale – invocando la propria buona fede (!?) - pare sia Il grande Musil, per rappresentare la decadenza del grande Impero Austriaco – che egli chiama la Kakania - descrive i preparativi inconcludenti di una grande festa di compleanno: risulta palese il riferimento a Francesco Giuseppe. Tutti quanti gli Stati celebrano sé stessi, ma quelli giunti alla loro estrema consunzione non sanno più come farlo. Viene in mente la similitudine con chi, dopo avere vissuto di ricordi, ne perde anche

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Matteo Messina Denaro si è costituito, dopo avere usato ab immemorabili – come si dice in latino – la identità di un complice: il quale – invocando la propria buona fede (!?) - pare sia riuscito addirittura ad evitare una denunzia per favoreggiamento.
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Matteo Messina Denaro si è costituito, dopo avere usato ab immemorabili – come si dice in latino – la identità di un complice: il quale – invocando la propria buona fede (!?) - pare sia riuscito addirittura ad evitare una denunzia per favoreggiamento.

Matteo Messina Denaro si è costituito, dopo avere usato ab immemorabili – come si dice in latino – la identità di un complice: il quale – invocando la propria buona fede (!?) - pare sia riuscito addirittura ad evitare una denunzia per favoreggiamento. Questo personaggio, lungi dal manifestare vergogna per le sue malefatte, afferma addirittura di avere agito per un debito di amicizia e di riconoscenza. Il superlatitante, comunque, viveva nel cuore stesso della zona di origine, innumerevoli volte setacciata (questo termine ricorre ossessivamente nella cronaca) dalle Forze di Polizia. Le quali non catturavano Messin

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Ci eravamo accorti del gioco di squadra instaurato tra il Governo Meloni ed i mezzi di comunicazione – inclusi i giornali cosiddetti di Sinistra – fin da quando si era scatenata una campagna di stampa contro i criminali dediti a terrorizzare, rapinare o borseggiare i passeggeri in transito da Termini ed i titolari di esercizi pubblici ivi installati.
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Ci eravamo accorti del gioco di squadra instaurato tra il Governo Meloni ed i mezzi di comunicazione – inclusi i giornali cosiddetti di Sinistra – fin da quando si era scatenata una campagna di stampa contro i criminali dediti a terrorizzare, rapinare o borseggiare i passeggeri in transito da Termini ed i titolari di esercizi pubblici ivi installati.

Ci eravamo accorti del gioco di squadra instaurato tra il Governo Meloni ed i mezzi di comunicazione – inclusi i giornali cosiddetti di Sinistra – fin da quando si era scatenata una campagna di stampa contro i criminali dediti a terrorizzare, rapinare o borseggiare i passeggeri in transito da Termini ed i titolari di esercizi pubblici ivi installati. Tutti costoro invocavano Legge ed Ordine, accusando la Polizia di lassismo, se non di tacita complicità con i delinquenti. È giunto ora puntuale il contrattacco, guidato da Piantedosi, in simultanea con lo arruolamento di Dante Alighieri nella coalizione di governo.

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Il Ministro della Cultura della Meloni, suo Fratello tra i più fanatici e assatanati, ha esordito (in verità con un certo ritardo) dimostrando che di cultura ne possiede ben poca.
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Il Ministro della Cultura della Meloni, suo Fratello tra i più fanatici e assatanati, ha esordito (in verità con un certo ritardo) dimostrando che di cultura ne possiede ben poca.

Il Ministro della Cultura della Meloni, suo Fratello tra i più fanatici e assatanati, ha esordito (in verità con un certo ritardo) dimostrando che di cultura ne possiede ben poca. Il suo modello, temporibus illis, era Vidussoni, uno studente fuori corso che il Duce scelse – proprio per questo – come Segretario del Partito. Costui passò alla storia per avere confuso Torquato Tasso con Ludovico Ariosto. Il Ministro, dal canto suo, ha dichiarato che Dante Alighieri era di Destra. Gli sarebbe bastato, per fare bella figura con la Presidente del Consiglio, dire che i suoi Fratelli si ispirano al pensiero politico del

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Il nostro viaggio a Nizza è iniziato con una sosta al santuario di Notre-Dame-de-Laghet, in omaggio alla tradizione ancestrale che lo collocava al vertice delle infinite devozioni mariane diffuse su tutta la costa, partendo dalla foce del Varo per addentrarsi nei territori posti al di qua del confine.
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Il nostro viaggio a Nizza è iniziato con una sosta al santuario di Notre-Dame-de-Laghet, in omaggio alla tradizione ancestrale che lo collocava al vertice delle infinite devozioni mariane diffuse su tutta la costa, partendo dalla foce del Varo per addentrarsi nei territori posti al di qua del confine.

Il nostro viaggio a Nizza è iniziato con una sosta al santuario di Notre-Dame-de-Laghet, in omaggio alla tradizione ancestrale che lo collocava al vertice delle infinite devozioni mariane diffuse su tutta la costa, partendo dalla foce del Varo per addentrarsi nei territori posti al di qua del confine. Il culto dedicato a questa Madonna tipicamente contadina nella sua stessa popolaresca ed ingenua effige ed invocata tradizionalmente dalla gente minuta, che le ha dedicato gli infiniti ex voto esposti nei locali adiacenti alla Chiesa, riflette la nostra identità di transizione. Lo si può capire leggendo le lapidi, r

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Per capire il significato ed i risultati della visita resa dalla Meloni al Papa, occorre valutarla in base al rapporto di forze, che Bergoglio – per via della esperienza maturata nel confronto con i militari del suo Paese - sa calcolare molto bene.
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Per capire il significato ed i risultati della visita resa dalla Meloni al Papa, occorre valutarla in base al rapporto di forze, che Bergoglio – per via della esperienza maturata nel confronto con i militari del suo Paese - sa calcolare molto bene.

Per capire il significato ed i risultati della visita resa dalla Meloni al Papa, occorre valutarla in base al rapporto di forze, che Bergoglio – per via della esperienza maturata nel confronto con i militari del suo Paese - sa calcolare molto bene. Questa valutazione deve avvenire su diversi piani: esiste in primo luogo la relazione tra due distinti soggetti di Diritto Internazionale, regolata dalle sue norme specifiche; esistono inoltre i rapporti tra lo Stato e la Chiesa, intesa come corpo sociale, sia pure di tipo particolare, a loro volta disciplinati dal Diritto Ecclesiastico. Fin qui – grazie a quanto stabi

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Esiste un “fil rouge” tra due contestazioni, che si sono manifestate negli stessi giorni in luoghi ed in situazioni molto lontani l’uno dall’altro: una è rivolta contro il Papa, da parte tanto dei cosiddetti “sedevacantisti” quanto di coloro che – pur rimanendo formalmente nell’ambito della Chiesa – operano in Vaticano come “Quinta Colonna”, infiltrata dal Governo Meloni; l’atra é quella inscenata in Brasile contro il Presidente Lula.
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Esiste un “fil rouge” tra due contestazioni, che si sono manifestate negli stessi giorni in luoghi ed in situazioni molto lontani l’uno dall’altro: una è rivolta contro il Papa, da parte tanto dei cosiddetti “sedevacantisti” quanto di coloro che – pur rimanendo formalmente nell’ambito della Chiesa – operano in Vaticano come “Quinta Colonna”, infiltrata dal Governo Meloni; l’atra é quella inscenata in Brasile contro il Presidente Lula.

Esiste un “fil rouge” tra due contestazioni, che si sono manifestate negli stessi giorni in luoghi ed in situazioni molto lontani l’uno dall’altro: una è rivolta contro il Papa, da parte tanto dei cosiddetti “sedevacantisti” quanto di coloro che – pur rimanendo formalmente nell’ambito della Chiesa – operano in Vaticano come “Quinta Colonna”, infiltrata dal Governo Meloni; l’atra é quella inscenata in Brasile contro il Presidente Lula. L’attuale Capo dello Stato era stato ricevuto da Bergoglio quando ancora si trovava in libertà provvisoria, dopo la detenzione subita in seguito ad una ingiusta condanna per asserit

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Il Diavolo paga male chi lo serve bene.
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Il Diavolo paga male chi lo serve bene.

Il Diavolo paga male chi lo serve bene. Questo proverbio del nostro Paese di adozione ben si attaglia a quanti si aspettano che il Demonio dimostri loro riconoscenza. Monsignor Georg Gaenswein, dopo le dimissioni di Benedetto XVI, era stato mantenuto nella sua carica di Segretario del Papa, benché ormai Emerito. Il prestante prelato tedesco era stato nominato per giunta Prefetto della Casa Pontificia. Egli tiene inoltre la prestigiosa Cattedra di Diritto Canonico alla Urbaniana. Un vaticanista particolarmente pettegolo (Cortigiani, vil razza dannata, dice di questa gente il Rigoletto) asseriva che costui, essendo

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Nel 1982 morì Umberto I di Savoia, ultimo Sovrano della sua effimera dinastia.
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Nel 1982 morì Umberto I di Savoia, ultimo Sovrano della sua effimera dinastia.

Nel 1982 morì Umberto I di Savoia, ultimo Sovrano della sua effimera dinastia. A questo punto, i monarchici, i quali fino a quel momento si erano mantenuti compatti dietro alla sua figura ed alle le sue rivendicazioni, consumarono la rottura che non si era verificata nel 1922. In occasione della Marcia su Roma, Vittorio Emanuele III aveva tentato di giustificare la propria mancata opposizione alle pretese di Mussolini affermando che il Duca di Aosta ne avrebbe approfittato per sostituirlo sul trono con il sostegno dei Fascisti. La faida familiare ebbe un epilogo grottesco molti anni dopo a Madrid, dove Vittorio E

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La Meloni si è rivolta alla Nazione, avendo la Signora della Garbatella in gran dispitto – come diceva Dante – la parola Paese, che evoca al suo orecchio suggestioni più provinciali e meno magniloquenti, indirizzando loro un messaggio augurale di Capodanno.
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La Meloni si è rivolta alla Nazione, avendo la Signora della Garbatella in gran dispitto – come diceva Dante – la parola Paese, che evoca al suo orecchio suggestioni più provinciali e meno magniloquenti, indirizzando loro un messaggio augurale di Capodanno.

La Meloni si è rivolta alla Nazione, avendo la Signora della Garbatella in gran dispitto – come diceva Dante – la parola Paese, che evoca al suo orecchio suggestioni più provinciali e meno magniloquenti, indirizzando loro un messaggio augurale di Capodanno. Da quando si è instaurata la Repubblica, nessun Presidente del Consiglio aveva mai infranto il protocollo costituzione, che in Italia – come in tutte le democrazie parlamentari – riserva tradizionalmente tale adempimento al Capo dello Stato. Quanto avvenuto nei giorni scorsi annunzia dunque la introduzione nel nostro ordinamento di una sorta di diarchia disegu

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Il Governo Meloni ha emanato un Decreto Legge con cui si propone di porre fine alla attività svolta da diversi Organismi non Governativi
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Il Governo Meloni ha emanato un Decreto Legge con cui si propone di porre fine alla attività svolta da diversi Organismi non Governativi

Il Governo Meloni ha emanato un Decreto Legge con cui si propone di porre fine alla attività svolta da diversi Organismi non Governativi, dediti a recuperare i migranti nel Canale di Sicilia ed a trasportarli fino ai porti italiani. Le sanzioni sono di carattere amministrativo, e non penale, ma non hanno soltanto carattere pecuniario, comprendendo anche il sequestro delle imbarcazioni. Valutiamo questo atto legislativo esclusivamente nei suoi termini giuridici. È inutile, infatti, domandarsi quale sia la sua valenza politica qualora risulti in pratica inapplicabile. Occorrerà comunque attendere le sentenze che in

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Medvedev ha pubblicato le sue previsioni per il nuovo anno, puntualmente rilanciate in varie lingue dalla zelante propaganda del Governo di Mosca.
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Medvedev ha pubblicato le sue previsioni per il nuovo anno, puntualmente rilanciate in varie lingue dalla zelante propaganda del Governo di Mosca.

Medvedev ha pubblicato le sue previsioni per il nuovo anno, puntualmente rilanciate in varie lingue dalla zelante propaganda del Governo di Mosca. Il documento è redatto in uno stile influenzato sia dai lunari popolari, come quello nostrano del Barbanera, sia dalle profezie di Nostradamus e di altri simili veggenti, come anche necessariamente dalle analisi degli studiosi di geostrategia. Risultando poco verosimile che quanto il già Primo Ministro intravede nel futuro si possa realizzare nel corso del 2023, facendolo passare alla storia come un nuovo Anno dei Portenti, siamo inclini a credere che Medvedev abbia pi

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La cosiddetta Maratona del Bilancio si è conclusa a Montecitorio alle ore cinque del mattino della Vigila di Natale, in tempo affinché i Deputati raggiungessero le rispettive Città di residenza per il Cenone: ben pochi, a quanto si dice, per assistere alle funzioni religiose notturne.
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La cosiddetta Maratona del Bilancio si è conclusa a Montecitorio alle ore cinque del mattino della Vigila di Natale, in tempo affinché i Deputati raggiungessero le rispettive Città di residenza per il Cenone: ben pochi, a quanto si dice, per assistere alle funzioni religiose notturne.

La cosiddetta Maratona del Bilancio si è conclusa a Montecitorio alle ore cinque del mattino della Vigila di Natale, in tempo affinché i Deputati raggiungessero le rispettive Città di residenza per il Cenone: ben pochi, a quanto si dice, per assistere alle funzioni religiose notturne. Il mercato delle vacche tra il Governo e la sedicente opposizione si era già concluso, senza che la minoranza ottenesse qualche briciola, tale da salvare almeno la faccia. Stando così le cose, sarebbe stato meglio – e comunque più dignitoso – fare uso dei pochi superstiti strumenti disponibili per attuare un minimo di ostruzionismo.

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Il Tour de France del 2024 partirà da Torino, e quindi – prima di passare le Alpi – farà tappa a Bologna e a Firenze.
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Il Tour de France del 2024 partirà da Torino, e quindi – prima di passare le Alpi – farà tappa a Bologna e a Firenze.

Il Tour de France del 2024 partirà da Torino, e quindi – prima di passare le Alpi – farà tappa a Bologna e a Firenze. Ciò, per chi sia profano in materia sportiva, non fa notizia. Informiamo dunque costoro che ogni anno il Giro di Francia compie per tradizione un cosiddetto sconfinamento, includendo un arrivo di tappa in uno dei Paesi vicini. A Torino, complice la possibilità inserire nel percorso i passi alpini, è toccato sovente questo onore: una volta, ciò permise a Defilippis, il cosiddetto enfant du pays, di tagliare per primo il traguardo tra il tripudio dei suoi concittadini. Ci fu un anno in cui il Tour –

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Quando muore un eroe, la gente si guarda intorno cercandone un altro, ma non lo trova.
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Quando muore un eroe, la gente si guarda intorno cercandone un altro, ma non lo trova.

Quando muore un eroe, la gente si guarda intorno cercandone un altro, ma non lo trova. Ecco dunque nascere il mito, che sorge precisamente in quanto gli eroi sono uomini irripetibili, uomini senza uguali. Un eroe può essere infatti imitato, può costituire un riferimento, un esempio, ma sappiamo che non ve ne potrà essere un altro. Anche gli eroi sportivi – come i vecchi soldati - non muoiono: essi scompaiono nella nebbia, si dileguano in una dimensione fantastica, fatta di leggende che non hanno riscontro nel mondo reale. Infinite volte, conversando con Duilio Durante, abbiamo rievocato la nascita del suo mito, d

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Le tribù vinte cantano e ballano: il proverbio, di origine orientale, riflette il rapporto tra gli imperi e le popolazioni assoggettate, che si dedicano alla musica e alla danza sia per intrattenere e compiacere i loro padroni, sia per mantenere – nei margini loro concessi dal chi le domina – la propria identità.
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Le tribù vinte cantano e ballano: il proverbio, di origine orientale, riflette il rapporto tra gli imperi e le popolazioni assoggettate, che si dedicano alla musica e alla danza sia per intrattenere e compiacere i loro padroni, sia per mantenere – nei margini loro concessi dal chi le domina – la propria identità.

Il Papa ha dichiarato come subito dopo la sua elezione – il riferimento al Cardinale Bertone quale Segretario di Stato lo rivela chiaramente, dato che questi venne sostituito quasi subito in tale incarico – ha presentato le dimissioni, sottomettendole alla condizione sospensiva di una malattia invalidante. Compiendo tale atto – e poi rendendolo di pubblico dominio - Bergoglio ha posto fine, in primo luogo, alla querelle giuridica sugli effetti della rinunzia del suo Predecessore: che secondo i tradizionalisti riguardava – come è noto - il ministerium, ma non il munus. Non distinguendo tra questi due diversi istit

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Il Papa ha dichiarato come subito dopo la sua elezione
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Il Papa ha dichiarato come subito dopo la sua elezione

Il Papa ha dichiarato come subito dopo la sua elezione – il riferimento al Cardinale Bertone quale Segretario di Stato lo rivela chiaramente, dato che questi venne sostituito quasi subito in tale incarico – ha presentato le dimissioni, sottomettendole alla condizione sospensiva di una malattia invalidante. Compiendo tale atto – e poi rendendolo di pubblico dominio - Bergoglio ha posto fine, in primo luogo, alla querelle giuridica sugli effetti della rinunzia del suo Predecessore: che secondo i tradizionalisti riguardava – come è noto - il ministerium, ma non il munus. Non distinguendo tra questi due diversi istit

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Tempo fa, conversando a Nizza con il nostro abituale ed autorevole interlocutore locale, gli domandammo – ricorrendo ad una provocazione dialettica tale da portare la conversazione su di un piano il più possibile concreto – se avesse mai considerato la prospettiva di ritrovarsi con il Terzo Mondo a Ponte San Luigi: che dista solo trenta chilometri dai dehors della Promenade des Anglais, dove una società opulenta si ritrova per sorseggiare il suo pastis, ostentando una completa incoscienza di tale eventualità.
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Tempo fa, conversando a Nizza con il nostro abituale ed autorevole interlocutore locale, gli domandammo – ricorrendo ad una provocazione dialettica tale da portare la conversazione su di un piano il più possibile concreto – se avesse mai considerato la prospettiva di ritrovarsi con il Terzo Mondo a Ponte San Luigi: che dista solo trenta chilometri dai dehors della Promenade des Anglais, dove una società opulenta si ritrova per sorseggiare il suo pastis, ostentando una completa incoscienza di tale eventualità.

Tempo fa, conversando a Nizza con il nostro abituale ed autorevole interlocutore locale, gli domandammo – ricorrendo ad una provocazione dialettica tale da portare la conversazione su di un piano il più possibile concreto – se avesse mai considerato la prospettiva di ritrovarsi con il Terzo Mondo a Ponte San Luigi: che dista solo trenta chilometri dai dehors della Promenade des Anglais, dove una società opulenta si ritrova per sorseggiare il suo pastis, ostentando una completa incoscienza di tale eventualità. Il nostro buon amico, uomo di grande cultura ed esperienza, proveniente da un Paese ben più esotico del n

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Nel nostro precedente articolo, abbiamo preso in esame le possibili implicazioni della proposta, avanzata dal Senatore La Russa, di ripristinare il servizio militare, benché – per ora – soltanto su base volontaria.
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Nel nostro precedente articolo, abbiamo preso in esame le possibili implicazioni della proposta, avanzata dal Senatore La Russa, di ripristinare il servizio militare, benché – per ora – soltanto su base volontaria.

Nel nostro precedente articolo, abbiamo preso in esame le possibili implicazioni della proposta, avanzata dal Senatore La Russa, di ripristinare il servizio militare, benché – per ora – soltanto su base volontaria. Il Fratello della Meloni non ha però escluso di ristabilire anche quello obbligatorio, quasi scusandosi per tale omissione: giustificata – a suo dire - dalle attuali ristrettezze di bilancio. La porta, comunque, è rimasta – come si suol dire – socchiusa. Vorremmo ad ogni buon conto sapere dove il Presidente del Senato troverebbe il denaro necessario. Salvo, naturalmente, una miracolosa moltiplicazione

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Nella nostra Città di Imperia vi è un Signore che – grazie al fatto di aver figurato tra i massimi esponenti del locale esercito privato della sua parte politica – è stato assunto con la qualifica di Dirigente presso un Ente Pubblico.
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Nella nostra Città di Imperia vi è un Signore che – grazie al fatto di aver figurato tra i massimi esponenti del locale esercito privato della sua parte politica – è stato assunto con la qualifica di Dirigente presso un Ente Pubblico.

Nella nostra Città di Imperia vi è un Signore che – grazie al fatto di aver figurato tra i massimi esponenti del locale esercito privato della sua parte politica – è stato assunto con la qualifica di Dirigente presso un Ente Pubblico. Naturalmente, mediante chiamata diretta: i suoi meriti lo dispensavano dalla fatica di affrontare un concorso. Ora questo personaggio rischia di passare alla storia come il precursore, o meglio il vessillifero che precede una schiera di connazionali, piazzati nel Pubblico Impiego grazie ad un artificio escogitato dalla fervida mente del Senatore La Russa. Il Presidente del Senato ha

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Sullo Osservatore Romano in edizione elettronica – non sappiamo ancora se il servizio sia stato pubblicato anche da quella cartacea – è apparso un articolo dedicato ai Templari del Principato di Monaco, di cui è Gran Maestro il nostro amico Domizio Cipriani.
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Sullo Osservatore Romano in edizione elettronica – non sappiamo ancora se il servizio sia stato pubblicato anche da quella cartacea – è apparso un articolo dedicato ai Templari del Principato di Monaco, di cui è Gran Maestro il nostro amico Domizio Cipriani.

Sullo Osservatore Romano in edizione elettronica – non sappiamo ancora se il servizio sia stato pubblicato anche da quella cartacea – è apparso un articolo dedicato ai Templari del Principato di Monaco, di cui è Gran Maestro il nostro amico Domizio Cipriani. Al quale dobbiamo il grande onore di essere stati cooptati motu proprio in tale prestigioso Ordine. Si tratta in realtà di una delle molte Obbedienze che si propongono – più o meno seriamente, e più o meno efficacemente - una restaurazione di quello storico, cui pose tragicamente fine nel 1307 Filippo il Bello. La soluzione del problema giuridico, in base al

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En Italie, la constitution du nouveau Gouvernement national, conduit par Madame Meloni, a causé le renversement de la tendance, suivie pour toute la période successive à la Deuxième Guerre Mondiale, vers un agrandissement des autonomies locales – soit régionales, soit municipales - et la prépondérance de la tendance contraire, c'est à dire celle vers le centralisme, déjà pratiquée par la monarchie, et surtout ensuite par le fascisme.
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En Italie, la constitution du nouveau Gouvernement national, conduit par Madame Meloni, a causé le renversement de la tendance, suivie pour toute la période successive à la Deuxième Guerre Mondiale, vers un agrandissement des autonomies locales – soit régionales, soit municipales - et la prépondérance de la tendance contraire, c'est à dire celle vers le centralisme, déjà pratiquée par la monarchie, et surtout ensuite par le fascisme.

En Italie, la constitution du nouveau Gouvernement national, conduit par Madame Meloni, a causé le renversement de la tendance, suivie pour toute la période successive à la Deuxième Guerre Mondiale, vers un agrandissement des autonomies locales – soit régionales, soit municipales - et la prépondérance de la tendance contraire, c'est à dire celle vers le centralisme, déjà pratiquée par la monarchie, et surtout ensuite par le fascisme. Les populations des régions placées sur la frontière avec la France, c'est à dire la Vallée d'Aoste, le Piémont et la Ligurie, qui avaient poursuivi depuis 1945 le but historique d'e

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Abbiamo finalmente ripreso, dopo la installazione del nuovo Governo italiano, il periodico scambio di informazioni e di valutazioni con il nostro autorevole interlocutore di Nizza.
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Abbiamo finalmente ripreso, dopo la installazione del nuovo Governo italiano, il periodico scambio di informazioni e di valutazioni con il nostro autorevole interlocutore di Nizza.

Abbiamo finalmente ripreso, dopo la installazione del nuovo Governo italiano, il periodico scambio di informazioni e di valutazioni con il nostro autorevole interlocutore di Nizza. Considerando la situazione che si è determinata a Roma, traspare una forte preoccupazione: tanto per il prevedibile peggioramento dei rapporti tra le due parti del confine, quanto soprattutto per la stessa tenuta della Unità Europea. La ricerca di un minimo comune denominatore tra le diverse Nazioni - cui naturalmente né Parigi, né Bruxelles intendono rinunziare - risulta infatti sempre più difficile. Su questo proposito influisce però

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La guerra in corso in Vaticano viene combattuta con tutte le armi a disposizione dei belligeranti.
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La guerra in corso in Vaticano viene combattuta con tutte le armi a disposizione dei belligeranti.

La guerra in corso in Vaticano viene combattuta con tutte le armi a disposizione dei belligeranti. Ora è la volta della pubblicazione di libri. Al volume edito dai tradizionalisti per dimostrare che Ratzinger è detenuto, rispondono i bergogliani con una opera di prossima pubblicazione, intitolata Non sono scappato. Ci pare, in primo luogo, che tale titolo sia fuorviante rispetto allo oggetto del contendere. Il problema, infatti, non è se il Papa Emerito sia scappato, bensì se sia incarcerato. La mancata evasione potrebbe anche non dipendere dalla volontà del recluso, bensì dalla impossibilità materiale di eludere

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La polemica tra la Murgia e Letta,
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La polemica tra la Murgia e Letta,

La polemica tra la Murgia e Letta, che è in pieno svolgimento sulle colonne de La Stampa di Torino, rappresenta il classico dialogo tra sordi: mentre infatti la scrittrice sarda enumera le ragioni che la inducono ad escludere la sopravvivenza di una funzione di difesa della democrazia ad opera del Partito Democratico, il Segretario vorrebbe imporre – a lei e a noi tutti - un atto di fede in tal senso. Gli atti di fede, però, sono possibili soltanto a due condizioni: in primo luogo occorre che la ragione – pur non potendoli confermare – non sia nemmeno in grado di smentirli; in secondo luogo, é necessario che i cr

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La Santa Sede ha invitato la Chiesa Tedesca a concludere il proprio Sinodo, esprimendosi con un documento finale.
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La Santa Sede ha invitato la Chiesa Tedesca a concludere il proprio Sinodo, esprimendosi con un documento finale.

La Santa Sede ha invitato la Chiesa Tedesca a concludere il proprio Sinodo, esprimendosi con un documento finale. La risposta pervenuta a Roma risulta apparentemente incomprensibile per chi – come noi – sia ancora abituato ad applicare alle situazioni controverse il motto secondo cui Roma locuta est, causa clausa est. In questo caso, infatti, la periferia esige di pronunziare la ultima parola. Il conflitto che di conseguenza si é aperto risulta al contempo di metodo e di merito. Per quanto riguarda il metodo, la Chiesa tedesca sembra infatti propendere per una concezione del Sinodo che potremmo definire – applica

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Il Sole 24 Ore, giornale per antonomasia serio, autorevole e perfino paludato, ha pubblicato una statistica – da ritenere attendibile, in base alla fonte da cui viene diffusa – secondo cui i nostri concittadini iscritti alla Anagrafe degli Italiani Residenti allo Estero (detta anche A.I.R.E. dalle iniziali) sono già quasi sei milioni, mentre quelli effettivamente emigrati, ma formalmente ancora residenti in patria, ammontano a ben sette milioni.
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Il Sole 24 Ore, giornale per antonomasia serio, autorevole e perfino paludato, ha pubblicato una statistica – da ritenere attendibile, in base alla fonte da cui viene diffusa – secondo cui i nostri concittadini iscritti alla Anagrafe degli Italiani Residenti allo Estero (detta anche A.I.R.E. dalle iniziali) sono già quasi sei milioni, mentre quelli effettivamente emigrati, ma formalmente ancora residenti in patria, ammontano a ben sette milioni.

Il Sole 24 Ore, giornale per antonomasia serio, autorevole e perfino paludato, ha pubblicato una statistica – da ritenere attendibile, in base alla fonte da cui viene diffusa – secondo cui i nostri concittadini iscritti alla Anagrafe degli Italiani Residenti allo Estero (detta anche A.I.R.E. dalle iniziali) sono già quasi sei milioni, mentre quelli effettivamente emigrati, ma formalmente ancora residenti in patria, ammontano a ben sette milioni. La prima cifra è ufficiale, mentre la seconda si basa su di una stima, suffragata tuttavia da prove che possono essere facilmente verificate. Anche ammesso che vi sia sta

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La Amministrazione Comunale di Parigi, guidata dal Sindaco Anne Hidalgo (figlia di repubblicani spagnoli rifugiati in Francia), dopo lunghe discussioni ed aspre polemiche ha finalmente deciso di richiedere che lo Stato dichiari Monumento Storico la Basilica del Sacro Cuore, eretta sulla sommità di Montmartre.
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La Amministrazione Comunale di Parigi, guidata dal Sindaco Anne Hidalgo (figlia di repubblicani spagnoli rifugiati in Francia), dopo lunghe discussioni ed aspre polemiche ha finalmente deciso di richiedere che lo Stato dichiari Monumento Storico la Basilica del Sacro Cuore, eretta sulla sommità di Montmartre.

La Amministrazione Comunale di Parigi, guidata dal Sindaco Anne Hidalgo (figlia di repubblicani spagnoli rifugiati in Francia), dopo lunghe discussioni ed aspre polemiche ha finalmente deciso di richiedere che lo Stato dichiari Monumento Storico la Basilica del Sacro Cuore, eretta sulla sommità di Montmartre. Tale opera non potrebbe peraltro aspirare ad essere considerata monumento artistico, dato il gusto pacchiano delle sue linee architettoniche neobizantine: il che non le impedisce comunque di fare parte integrante del panorama di Parigi, al pari della Torre Eiffel. Sulla origine di tale edificio sacro, le opi

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Il Corriere della Sera venne fondato nel 1876, non soltanto in coincidenza con la sostituzione nel Governo nazionale della Destra Storica con la Sinistra Storica, ma soprattutto come reazione a questo evento.
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Il Corriere della Sera venne fondato nel 1876, non soltanto in coincidenza con la sostituzione nel Governo nazionale della Destra Storica con la Sinistra Storica, ma soprattutto come reazione a questo evento.

Il Corriere della Sera venne fondato nel 1876, non soltanto in coincidenza con la sostituzione nel Governo nazionale della Destra Storica con la Sinistra Storica, ma soprattutto come reazione a questo evento. La borghesia manifatturiera e finanziaria lombarda, che faceva in quel tempo le sue prime prove, vedeva nei cinque capi della Sinistra liberale - Crispi, Nicotera, Depretis, Zanardelli e Giolitti – se non dei pericolosi sovversivi, quanto meno dei soggetti propensi a barattare il proprio trasformismo – cioè la adesione ad un progetto conservatore, connaturato con gli orientamenti centralisti e reazionari del

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Il diavolo – dice un proverbio anglosassone – è nei dettagli.
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Il diavolo – dice un proverbio anglosassone – è nei dettagli.

Il diavolo – dice un proverbio anglosassone – è nei dettagli. Questa massima trova conferma nel Bilancio di previsione del 2023, che segna il tanto atteso esordio della Meloni nel campo della finanza pubblica. A parte la annunziata cessazione della erogazione del reddito di cittadinanza, fa spicco tra le molte misure la sanatoria riguardante la imposizione sui redditi derivanti dalle criptovalute. Le varie mafie – fiutato un ottimo affare – vi si erano gettate, ottenendo lauti guadagni. Risulta facile prevedere che tale business continui a prosperare, godendo di uno jus condendum concepito ad uso e consumo di chi

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Risulta in pieno svolgimento una forsennata campagna mediatica volta a dimostrare i seguenti assunti:
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Risulta in pieno svolgimento una forsennata campagna mediatica volta a dimostrare i seguenti assunti:

Risulta in pieno svolgimento una forsennata campagna mediatica volta a dimostrare i seguenti assunti: I) Le dimissioni di Benedetto XVI sono state estorte; II) La formula impiegata per compiere tale atto non determina la apertura del procedimento per la nomina del successore; III) Ratzinger sta tentando di comunicare allo esterno la sua condizione di detenuto. Dulcis in fundo, ne consegue che i fedeli, come avveniva nel Medio Evo quando si contrapponevano un Papa ed un Antipapa, dovrebbero prendere le armi per sostenere il Pontefice legittimo. Tanto basta e avanza per inserire la disputa tra Cattolici nel più vas

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La vita politica di Enrico Berio ha conosciuto tre distinte fasi molto intense, intervallate da periodi di silenzio e di assenza dalla scena pubblica.
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La vita politica di Enrico Berio ha conosciuto tre distinte fasi molto intense, intervallate da periodi di silenzio e di assenza dalla scena pubblica.

La vita politica di Enrico Berio ha conosciuto tre distinte fasi molto intense, intervallate da periodi di silenzio e di assenza dalla scena pubblica. Nello immediato dopoguerra, Berio fu – insieme con Adalciso Boeri – uno dei protagonisti del movimento chiamato - in modo approssimativo ed in sostanza improprio – con il termine di filofrancese. Alla sua origine, vi era stato un ingresso di truppe della Francia Libera, ritirate dalla provincia di Imperia come da tutto lo arco alpino, da Aosta fino alle valli del Cuneese in seguito alle pressioni esercitate sul Generale De Gaulle dal Governo americano, che poteva c

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Sergio Saviano ha pubblicato, su La Stampa di Torino del 16 novembre, la propria autodifesa nel processo in cui è apparso a Roma come imputato del reato di ingiurie, avendo definito testualmente bastarda la Meloni.
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Sergio Saviano ha pubblicato, su La Stampa di Torino del 16 novembre, la propria autodifesa nel processo in cui è apparso a Roma come imputato del reato di ingiurie, avendo definito testualmente bastarda la Meloni.

Sergio Saviano ha pubblicato, su La Stampa di Torino del 16 novembre, la propria autodifesa nel processo in cui è apparso a Roma come imputato del reato di ingiurie, avendo definito testualmente bastarda la Meloni. Poiché ad un soggetto pluriquerelato come il noto saggista napoletano non mancano certamente i consulenti giuridici, viene da pensare che Saviano abbia deliberatamente violato la norma penale trovandosi in cerca del cosiddetto strepitus fori. Essendo a sua volta caratterizzata la Presidente del Consiglio tanto da una notevole autostima quanto da una concezione autoritaria della sua funzione pubblica, e

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Divide et impera: questo motto, messo in pratica con sagacia dalla Duplice Monarchia asburgica al fine di perpetuarsi – garantendosi tale risultato per tutto il secolo che separa il Congresso di Vienna dal suo definitivo tramonto - viene messo in pratica dalla Meloni per destreggiarsi tra la pittoresca fauna dei cosiddetti Governatori delle Regioni.
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Divide et impera: questo motto, messo in pratica con sagacia dalla Duplice Monarchia asburgica al fine di perpetuarsi – garantendosi tale risultato per tutto il secolo che separa il Congresso di Vienna dal suo definitivo tramonto - viene messo in pratica dalla Meloni per destreggiarsi tra la pittoresca fauna dei cosiddetti Governatori delle Regioni.

Divide et impera: questo motto, messo in pratica con sagacia dalla Duplice Monarchia asburgica al fine di perpetuarsi – garantendosi tale risultato per tutto il secolo che separa il Congresso di Vienna dal suo definitivo tramonto - viene messo in pratica dalla Meloni per destreggiarsi tra la pittoresca fauna dei cosiddetti Governatori delle Regioni. I quali brillarono a suo tempo per inettitudine quando – al sorgere della epidemia – sacrificarono la loro unica effettiva competenza, quella in materia sanitaria, rimettendola (potevano almeno delegarla, ma questo fu ritenuto poco patriottico) al Governo Conte. Il qu

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INNO NAZIONALE DELLA LIGURIA IN LINGUA LIGURE
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INNO NAZIONALE DELLA LIGURIA IN LINGUA LIGURE

INNO NAZIONALE DELLA LIGURIA IN LINGUA LIGURE A semmu de beline A n’ammu e balle cine Che i ghe mangiai un pan A quelli che i nu n’han I sei di disgrasiai Che tuttu i ne robai Nui semmu a gente seia Che dau matèn a a seia A se da da fò Per purè mangiò Vuiautri italiai I sei di spantegai Andati tutti a cà voscia Che a gente aù a ve stroscia Andai foa di pei, andai foa de ça A nu l’è a voscia cà A semmu de beline A n’ammu e balle cine Che i ghe mangiai un pan a quelli che i nu n’han INNO NAZIONALE OCCITANO TRADOTTO IN LINGUA LIGURE U g’hé in usgellèn Davonti au me barcòn Che tutta a notte u conta U conta a so cansò

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Un tempo, gli inviati dei grandi giornali iniziavano le corrispondenze dai Paesi stranieri affermando che il tassista, portandoli dalla stazione ferroviaria o dallo aeroporto fino al loro albergo, aveva loro esposto una accurata analisi geostrategica, udita più verosimilmente nei circoli diplomatici.
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Un tempo, gli inviati dei grandi giornali iniziavano le corrispondenze dai Paesi stranieri affermando che il tassista, portandoli dalla stazione ferroviaria o dallo aeroporto fino al loro albergo, aveva loro esposto una accurata analisi geostrategica, udita più verosimilmente nei circoli diplomatici.

Un tempo, gli inviati dei grandi giornali iniziavano le corrispondenze dai Paesi stranieri affermando che il tassista, portandoli dalla stazione ferroviaria o dallo aeroporto fino al loro albergo, aveva loro esposto una accurata analisi geostrategica, udita più verosimilmente nei circoli diplomatici. Tale Zancan, mandato più modestamente da La Stampa di Torino a Ventimiglia, non sembra invece conversare né coi tassisti, né coi diplomatici. Quelli francesi ed italiani dislocati sul confine sono peraltro dei funzionari consolari di basso rango, per cui sarebbe risultato sufficiente – per capire quale aria tira a Po

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Un classico delle proteste inscenate dagli studenti di Bologna consiste nel mangiare a sbaffo e nel rifornirsi di merce dai negozi senza pagare.
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Un classico delle proteste inscenate dagli studenti di Bologna consiste nel mangiare a sbaffo e nel rifornirsi di merce dai negozi senza pagare.

Dopo il Rave Party di Modena, il Governo Meloni ha trovato una nuova occasione per mostrare i muscoli, affrontando a Catania una estemporanea coalizione composta da migranti africani e trasbordatori tedeschi. Se in occasione del raduno a base di alcol e di stupefacenti il solo problema di ordine militare consisteva nel portare via di peso i soggetti convenuti da ogni angolo del Continente, cui erano bastate le poche ore trascorse prima della offensiva delle Forze dello Ordine per riempirsi di liquori e di droga, nel caso della Cittá etnea il Prefetto Piantedosi ha adottato la cosiddetta strategia del carciofo. Il

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Dopo il Rave Party di Modena, il Governo Meloni ha trovato una nuova occasione per mostrare i muscoli, affrontando a Catania una estemporanea coalizione composta da migranti africani e trasbordatori tedeschi.
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Dopo il Rave Party di Modena, il Governo Meloni ha trovato una nuova occasione per mostrare i muscoli, affrontando a Catania una estemporanea coalizione composta da migranti africani e trasbordatori tedeschi.

Dopo il Rave Party di Modena, il Governo Meloni ha trovato una nuova occasione per mostrare i muscoli, affrontando a Catania una estemporanea coalizione composta da migranti africani e trasbordatori tedeschi. Se in occasione del raduno a base di alcol e di stupefacenti il solo problema di ordine militare consisteva nel portare via di peso i soggetti convenuti da ogni angolo del Continente, cui erano bastate le poche ore trascorse prima della offensiva delle Forze dello Ordine per riempirsi di liquori e di droga, nel caso della Cittá etnea il Prefetto Piantedosi ha adottato la cosiddetta strategia del carciofo. Il

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Il Governo, per bocca del Prefetto di Ferro Piantedosi, assurto al rango di capo del Viminale (chissà come lo invidiano i suoi colleghi, rimasti a fare i passacarte in località amene come Nuoro e Ragusa!), aveva comunicato che si sarebbe provveduto ad un emendamento del Decreto cosiddetto Rave Party: senza tuttavia chiarire se le norme sarebbero state attenuate ovvero dettagliate, tracciando quanto meno con la dovuta chiarezza il necessario confine tra i comportamenti leciti e quelli proibiti dalla Legge.
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Il Governo, per bocca del Prefetto di Ferro Piantedosi, assurto al rango di capo del Viminale (chissà come lo invidiano i suoi colleghi, rimasti a fare i passacarte in località amene come Nuoro e Ragusa!), aveva comunicato che si sarebbe provveduto ad un emendamento del Decreto cosiddetto Rave Party: senza tuttavia chiarire se le norme sarebbero state attenuate ovvero dettagliate, tracciando quanto meno con la dovuta chiarezza il necessario confine tra i comportamenti leciti e quelli proibiti dalla Legge.

Il Governo, per bocca del Prefetto di Ferro Piantedosi, assurto al rango di capo del Viminale (chissà come lo invidiano i suoi colleghi, rimasti a fare i passacarte in località amene come Nuoro e Ragusa!), aveva comunicato che si sarebbe provveduto ad un emendamento del Decreto cosiddetto Rave Party: senza tuttavia chiarire se le norme sarebbero state attenuate ovvero dettagliate, tracciando quanto meno con la dovuta chiarezza il necessario confine tra i comportamenti leciti e quelli proibiti dalla Legge. Quanto avvenuto a Pavia chiarisce però che la Autorità di Polizia Giudiziaria tende a dare del Decreto una in

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Per chi, come noi, è un convinto bergogliano, quanto avvenuto in Brasile costituisce una conferma della bontà della nostra scelta, e ci compensa della perplessità causata dalla assenza di ogni reazione della Santa Sede dinnanzi a quanto sta avvenendo in Italia.
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Per chi, come noi, è un convinto bergogliano, quanto avvenuto in Brasile costituisce una conferma della bontà della nostra scelta, e ci compensa della perplessità causata dalla assenza di ogni reazione della Santa Sede dinnanzi a quanto sta avvenendo in Italia.

Per chi, come noi, è un convinto bergogliano, quanto avvenuto in Brasile costituisce una conferma della bontà della nostra scelta, e ci compensa della perplessità causata dalla assenza di ogni reazione della Santa Sede dinnanzi a quanto sta avvenendo in Italia. Il Papa è stato il piú grande elettore di Lula da Silva, ricevuto in Vaticano – al prezzo di un incidente diplomatico con il Governo di Bolsonaro – quando il procedimento penale promosso contro il già Presidente, concluso in seguito con una piena assoluzione, non era ancora finito. La scelta compiuta da Bergoglio risultava perfettamente coerente in primo l

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Il Fascismo era solito riferirsi alle glorie della Prima Guerra Mondiale, combattuta da tutti gli Italiani ma usata ciò malgrado come strumento propagandistico di parte, dovendo testimoniare le virtù militari su cui si fondava il Regime.
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Il Fascismo era solito riferirsi alle glorie della Prima Guerra Mondiale, combattuta da tutti gli Italiani ma usata ciò malgrado come strumento propagandistico di parte, dovendo testimoniare le virtù militari su cui si fondava il Regime.

Il Fascismo era solito riferirsi alle glorie della Prima Guerra Mondiale, combattuta da tutti gli Italiani ma usata ciò malgrado come strumento propagandistico di parte, dovendo testimoniare le virtù militari su cui si fondava il Regime. Quello costituito dalla Meloni non ha invece nessun precedente storico cui rifarsi, dal momento che le nostre Forze Armate non trovano uno straccio di nemico da ben settantasette anni. Si è fatto quindi ricorso ad un fatto di armi inscenato – o meglio inventato – a posteriori, nel quale ha per giunta brillato il valore di due soli corpi, la Polizia di Stato (che è comunque civile

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In un precedente articolo, abbiamo notato come stia incombendo minacciosa, sul Municipio di Imperia, l’ombra di Berrino.
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In un precedente articolo, abbiamo notato come stia incombendo minacciosa, sul Municipio di Imperia, l’ombra di Berrino.

In un precedente articolo, abbiamo notato come stia incombendo minacciosa, sul Municipio di Imperia, l’ombra di Berrino. Il Manzoni cita – per una situazione analoga – il fantasma di Banco, che appariva a Macbeth. La saggezza popolare ammonisce a sua volta come il cornuto sia sempre l’ultimo informato di essere tale. Circola in Città – senza però giungere fino alle segrete stanze di via Matteotti, essendo taciuta al diretto interessato da parte dei cortigiani - la voce di una candidatura a Sindaco del benemerito Ispettore Bracco, esemplare figura di servitore dello Stato: il quale – se quanto si dice corrisponde

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Il discorso tenuto dalla Meloni in Parlamento non ha espresso soltanto le linee guida della azione cui si accinge il suo Governo in materia di Autonomie Locali, ma soprattutto ha definito la sua ispirazione in politica estera.
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Il discorso tenuto dalla Meloni in Parlamento non ha espresso soltanto le linee guida della azione cui si accinge il suo Governo in materia di Autonomie Locali, ma soprattutto ha definito la sua ispirazione in politica estera.

Il discorso tenuto dalla Meloni in Parlamento non ha espresso soltanto le linee guida della azione cui si accinge il suo Governo in materia di Autonomie Locali, ma soprattutto ha definito la sua ispirazione in politica estera. La storia del secolo scorso si divide in due fasi: quella dominata dalle ideologie e quella successiva, in cui ha prevalso il ritorno dei popoli alle loro radici etniche, culturali e religiose. Se vogliamo fissare una data convenzionale per dividere il primo dal secondo periodo, possiamo indicare approssimativamente la fine degli Anni Settanta, quando in ambito cristiano si produsse la scel

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Il discorso pronunziato in Parlamento dalla Meloni non la qualifica certamente come una statista: lo conferma la sua proclamata certezza di risolvere il problema del Mezzogiorno (!?).
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Il discorso pronunziato in Parlamento dalla Meloni non la qualifica certamente come una statista: lo conferma la sua proclamata certezza di risolvere il problema del Mezzogiorno (!?).

Il discorso pronunziato in Parlamento dalla Meloni non la qualifica certamente come una statista: lo conferma la sua proclamata certezza di risolvere il problema del Mezzogiorno (!?). Esso però dimostra ulteriormente le doti di scaltrezza e di spregiudicatezza che l’hanno portata ad affermarsi come protagonista sullo scenario politico nazionale. Ottenendo la astensione sulla Fiducia del Partito che rappresenta la minoranza di lingua tedesca del Tirolo Meridionale, la Presidente del Consiglio ha infatti già determinato una frattura nella opposizione, cui prevedibilmente ne seguiranno delle altre. La minoranza non

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Negli anni successivi al Conclio, la Azione Cattolica Italiana – che in precedenza aveva assunto dimensioni di massa, contando centinaia di migliaia di aderenti, diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale - in luogo di crescere ulteriormente per numero degli associati e per influenza sul tessuto sociale e sulla ispirazione ideale del Paese, perse progressivamente terreno su ambedue questi piani.
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Negli anni successivi al Conclio, la Azione Cattolica Italiana – che in precedenza aveva assunto dimensioni di massa, contando centinaia di migliaia di aderenti, diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale - in luogo di crescere ulteriormente per numero degli associati e per influenza sul tessuto sociale e sulla ispirazione ideale del Paese, perse progressivamente terreno su ambedue questi piani.

Negli anni successivi al Conclio, la Azione Cattolica Italiana – che in precedenza aveva assunto dimensioni di massa, contando centinaia di migliaia di aderenti, diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale - in luogo di crescere ulteriormente per numero degli associati e per influenza sul tessuto sociale e sulla ispirazione ideale del Paese, perse progressivamente terreno su ambedue questi piani. Parallelamente, un ampio settore del nostro Episcopato si diede a favorire la diffusione ed a propiziare la influenza dei cosiddetti Movimenti Ecclesiali. I quali contavano i Vescovi loro aderenti o simpatizza

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Il futuro Generale vietnamita Von Nguyen Giap, che sconfisse l’Esercito francese a Diên Biên Phu, chiese di essere arruolato nelle sue truppe coloniali, ma venne scartato perché era troppo basso di statura.
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Il futuro Generale vietnamita Von Nguyen Giap, che sconfisse l’Esercito francese a Diên Biên Phu, chiese di essere arruolato nelle sue truppe coloniali, ma venne scartato perché era troppo basso di statura.

Il futuro Generale vietnamita Von Nguyen Giap, che sconfisse l’Esercito francese a Diên Biên Phu, chiese di essere arruolato nelle sue truppe coloniali, ma venne scartato perché era troppo basso di statura. Anche Napoleone era stato espulso dall’accademia Militare di Brienne, retta stranamente dai Padri Minimi di San Francesco da Paola, che era stato il Cappellano della Corte dei Borbone Francia. Le Forze Armate italiane hanno costretto a dimettersi una brillante Ufficiale Pilota, vessata dal “nonnismo” dei commilitoni: evidentemente, i nostri militari di carriera – tra una missione “di pace” e l’altra – non hann

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Nessuno ha assistito all’incontro tra Berlusconi e la Meloni, per cui chi vuole ricostruirlo è costretto a lavorare di immaginazione.
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Nessuno ha assistito all’incontro tra Berlusconi e la Meloni, per cui chi vuole ricostruirlo è costretto a lavorare di immaginazione.

Nessuno ha assistito all’incontro tra Berlusconi e la Meloni, per cui chi vuole ricostruirlo è costretto a lavorare di immaginazione. Un precedente cui sicuramente non si può fare riferimento è costituito dal colloquio, descritto dal Manzoni nei Promessi Sposi, tra il Conte Zio ed il Provinciale dei Cappuccini, all’insegna del “troncare, sopire”. Più prosaicamente, ricordiamo una scenetta nella nostra lingua regionale, recitata dalla compagnia teatrale genovese di Marzari ed intitolata “Beghe ai troggi”, in cui si rappresenta una disputa tra due lavandaie, che avviene per l’appunto presso i trogoli della lavander

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Ecco quanto ci scrive un illustre prelato – del quale non citiamo il nome - che ci onora del privilegio della sua amicizia:
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Ecco quanto ci scrive un illustre prelato – del quale non citiamo il nome - che ci onora del privilegio della sua amicizia:

Ecco quanto ci scrive un illustre prelato – del quale non citiamo il nome - che ci onora del privilegio della sua amicizia: “Oggi siamo in una fase nuova, che vede la Chiesa quanto mai debole nei confronti dello Stato, per numero di fedeli (sempre meno), per povertà di risorse (si svendono anche le chiese), per assenza di personaggi autorevoli (dei vescovi italiani quelli che “bucano” l’opinione pubblica sono pochissimi), per sbandamento politico (i cattolici sono sparsi in tutti i partiti ma quasi invisibili), per rassegnazione (in corso di diffusione), eccetera. Una debolezza sperimentata in fase di lockdown, q

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Il Generale De Gaulle, cattolico tradizionalista ma rispettoso fino allo scrupolo del principio della laicità dello Stato, quando – in qualità di Presidente della Repubblica – andava a Messa (lo faceva ogni domenica, essendo praticante in privato) non prendeva la Comunione: si comportava, cioè, come se fosse stato un non credente, ed avesse assistito alla funzione soltanto per un dovere istituzionale.
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Il Generale De Gaulle, cattolico tradizionalista ma rispettoso fino allo scrupolo del principio della laicità dello Stato, quando – in qualità di Presidente della Repubblica – andava a Messa (lo faceva ogni domenica, essendo praticante in privato) non prendeva la Comunione: si comportava, cioè, come se fosse stato un non credente, ed avesse assistito alla funzione soltanto per un dovere istituzionale.

Il Generale De Gaulle, cattolico tradizionalista ma rispettoso fino allo scrupolo del principio della laicità dello Stato, quando – in qualità di Presidente della Repubblica – andava a Messa (lo faceva ogni domenica, essendo praticante in privato) non prendeva la Comunione: si comportava, cioè, come se fosse stato un non credente, ed avesse assistito alla funzione soltanto per un dovere istituzionale. Questo atteggiamento rispettoso della Costituzione non gli impedì tuttavia di agire in politica rispondendo all’ispirazione derivante dalle convinzioni religiose. Vogliamo ricordare soltanto un episodio, ma decisivo

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Alcuni esponenti della Comunità Israelitica di Roma, intervistati dalla televisione nell’anniversario del rastrellamento nazista del 1943, hanno detto molto chiaramente che non si fidano per nulla della Meloni, né del suo Partito, né del suo Governo.
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Alcuni esponenti della Comunità Israelitica di Roma, intervistati dalla televisione nell’anniversario del rastrellamento nazista del 1943, hanno detto molto chiaramente che non si fidano per nulla della Meloni, né del suo Partito, né del suo Governo.

Alcuni esponenti della Comunità Israelitica di Roma, intervistati dalla televisione nell’anniversario del rastrellamento nazista del 1943, hanno detto molto chiaramente che non si fidano per nulla della Meloni, né del suo Partito, né del suo Governo. Non ce ne fidiamo neanche noi, non se ne fidano gli esponenti dell’Ebraismo internazionale – come abbiamo potuto verificare nei giorni scorsi prendendo contatto con i suoi rappresentanti – e non se ne fidano le democrazie liberaldemocratiche dell’Occidente. Il motivo non va ricercato – come si ostinano a ritenere diversi esponenti della cosiddetta “Sinistra” – nelle

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Un certo Rossi, già collaboratore di Fini, ha analizzato – in una intervista apparsa su “La Repubblica” - le prospettive del Governo Meloni.
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Un certo Rossi, già collaboratore di Fini, ha analizzato – in una intervista apparsa su “La Repubblica” - le prospettive del Governo Meloni.

Un certo Rossi, già collaboratore di Fini, ha analizzato – in una intervista apparsa su “La Repubblica” - le prospettive del Governo Meloni. In primo luogo, egli ha messo in evidenza come la futura Presidente del Consiglio si appresti non soltanto ad affidare – come hanno fatto quasi tutti gli ultimi Governi – i Ministeri economici a dei “tecnici” perfettamente allineati con le esigenze dell’Unione Europea, così smentendo tutte le aspirazioni – sbandierate in campagna elettorale – ad una riacquisizione della “sovranità” italiana. La nostra politica economica continuerà dunque ad essere sostanzialmente determinata

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Il lungo scambio di notizie, ma soprattutto di valutazioni, che abbiamo avuto con il nostro abituale ed autorevole interlocutore nizzardo ha portato a constatare una identica preoccupazione per la tendenza che si sta manifestando in Europa, ed in particolare in Italia: sia pure con una diversa accentuazione in merito alle sue ripercussioni sulle diverse situazioni locali e sull’impegno per affrontarle solidalmente.
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Il lungo scambio di notizie, ma soprattutto di valutazioni, che abbiamo avuto con il nostro abituale ed autorevole interlocutore nizzardo ha portato a constatare una identica preoccupazione per la tendenza che si sta manifestando in Europa, ed in particolare in Italia: sia pure con una diversa accentuazione in merito alle sue ripercussioni sulle diverse situazioni locali e sull’impegno per affrontarle solidalmente.

Il lungo scambio di notizie, ma soprattutto di valutazioni, che abbiamo avuto con il nostro abituale ed autorevole interlocutore nizzardo ha portato a constatare una identica preoccupazione per la tendenza che si sta manifestando in Europa, ed in particolare in Italia: sia pure con una diversa accentuazione in merito alle sue ripercussioni sulle diverse situazioni locali e sull’impegno per affrontarle solidalmente. L’affermazione della Meloni viene collocata dal nostro amico nell’ambito di una tendenza che accomuna la gran parte dei Paesi dell’Europa Occidentale: l’unica differenza tra gli uni e gli altri essendo

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Due le notizie di giornata
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Due le notizie di giornata

Due le notizie di giornata, una delle quali oscura naturalmente l’altra, senza però impedire di connetterle. Una galassia di sigle annunzia una manifestazione a Roma “contro la guerra”. Quando una causa è molto generica – come ad esempio quella del bene, naturalmente contrapposto al male – risulta impossibile rifiutare la propria adesione. Se però si domanda come la si debba perseguire, inevitabilmente i suoi fautori si dividono. Secondo gli organizzatori della concentrazione programmata a Roma, la pace si ottiene rifiutando all’Ucraina le armi per difendersi. Anche i più acerrimi combattenti vogliono la pace, pu

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Caro Monsignor Suetta,
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Caro Monsignor Suetta,

Caro Monsignor Suetta, Nel nome dell’antica amicizia, mi permetto di intervenire nella polemica suscitata dalle Sue dichiarazioni, e dico subito lo faccio per darLe ragione. Non posso dimenticare un episodio: quando presentai il mio libro sul Papa, Ella decise – senza che lo avessi richiesto – di partecipare alla presentazione del volume, avvenuta - grazie alla comune amica Dottoressa Marzia Taruffi – nella prestigiosa sede del Casino di Sanremo. Essendo stato a lungo dolorosamente emarginato nella Chiesa a causa delle mie convinzioni, ho sentito il Suo gesto come una riabilitazione, e Le rinnovo per questo l’esp

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Alla cortese attenzione del Signor Procuratore della Repubblica di Imperia
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Alla cortese attenzione del Signor Procuratore della Repubblica di Imperia

Alla cortese attenzione del Signor Procuratore della Repubblica di Imperia Illustre Signor Procuratore, Premesso che quanto esposto nella presente risulta da informazioni diffuse dagli organi di stampa - ed è dunque sottoposto alla condizione “si vera sunt exposita” - mi permetto di formulare alcune considerazioni in merito ad una delibera recentemente adottata dall’Azienda Sanitaria di Imperia. Antepongo anche che ho segnalato da tempo l’uso – invalso presso diverse nostre Amministrazioni Pubbliche – di applicare il cosiddetto “Principio di Sussidiarietà”, definito da una nuova Dottrina giuridica nei termini seg

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Qualcuno si è opportunamente dedicato ad analizzare il linguaggio della Meloni, per scorgervi le sue radici ideologiche.
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Qualcuno si è opportunamente dedicato ad analizzare il linguaggio della Meloni, per scorgervi le sue radici ideologiche.

Qualcuno si è opportunamente dedicato ad analizzare il linguaggio della Meloni, per scorgervi le sue radici ideologiche. Il riferimento alla “Nazione “risultava scontato, in quanto essa costituisce l’identità di riferimento. Si dà però il caso – la Meloni non ha però approfondito questo aspetto della nostra storia – che i due fallimenti dello Stato (per l’appunto nazionale) collezionati nel corso del Novecento, quello dei Liberali a Caporetto e quello dei Fascisti l’Otto Settembre, rivelino come tale identità risultasse troppo debole, al di là delle ideologie costruite per farle da supporto. Ciò costituisce dunqu

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Stendhal, che conosceva il nostro Paese meglio di tanti italiani, descrive nella sua “Certosa di Parma” come Fabrizio del Dongo, dopo avere vissuto l’epopea napoleonica, si faccia frate di clausura, essendo cosciente di come debba trascorrere una intera generazione – quella cui egli appartiene – prima che i propri ideali possano rifiorire.
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Stendhal, che conosceva il nostro Paese meglio di tanti italiani, descrive nella sua “Certosa di Parma” come Fabrizio del Dongo, dopo avere vissuto l’epopea napoleonica, si faccia frate di clausura, essendo cosciente di come debba trascorrere una intera generazione – quella cui egli appartiene – prima che i propri ideali possano rifiorire.

Stendhal, che conosceva il nostro Paese meglio di tanti italiani, descrive nella sua “Certosa di Parma” come Fabrizio del Dongo, dopo avere vissuto l’epopea napoleonica, si faccia frate di clausura, essendo cosciente di come debba trascorrere una intera generazione – quella cui egli appartiene – prima che i propri ideali possano rifiorire. Questo illustre precedente letterario ci è venuto in mente constatando come un amico – titolare di un ottimo e rinomato ristorante – sia ritornato di buona lena a servire la clientela dopo l’abbattimento causato in lui dai risultati elettorali. La vicenda dell’eroe di Stendhal

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“Quod volimus, libenter credimus”.
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“Quod volimus, libenter credimus”.

“Quod volimus, libenter credimus”. Per decenni, i monarchici italiani, leggendo sui settimanali di Edilio Rusconi le gesta – spesso poco edificanti – dei componenti la Famiglia Reale, si alimentarono delle illusioni propalate dall’astuto editore e Direttore per mantenere vive le loro speranze, ma soprattutto per vendere centinaia di migliaia di copie. Ogni sei mesi veniva annunziato l’imminente ritorno in Italia dell’ex Re Umberto, o una ripetizione – vietata dalla Costituzione – del referendum istituzionale. In una circostanza, si giunse ad annunziare che lo stemma sabaudo – quale caparra della Restaurazione – s

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Le cattive notizie, tanto dalla nostra Città quanto dall’Italia e dal mondo, si accumulano.
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Le cattive notizie, tanto dalla nostra Città quanto dall’Italia e dal mondo, si accumulano.

Le cattive notizie, tanto dalla nostra Città quanto dall’Italia e dal mondo, si accumulano. Proprio in coincidenza con la festività degli Angeli Custodi, la nostra lingua braccese li ha perduti entrambi contemporaneamente, per cui la sua Accademia si ritrova priva di una sede. “Braccioforte” ha chiuso, ufficialmente in via temporanea, ma il clima da tregenda – con lo storico ristorante abbandonato ai collaboratori albanesi dopo la precipitosa fuga dei titolari – fa presagire un “Crepuscolo degli Dei”. In effetti, il migliore commento alla situazione attuale è - per l’appunto - che “les dieux s’en vont”. Anche Mil

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Dei cosiddetti “Padri Fondatori” dell’Unità Europea si è sottolineato infinite volte come si proponessero di evitare un’altra guerra tra i Paesi del nostro Continente.
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Dei cosiddetti “Padri Fondatori” dell’Unità Europea si è sottolineato infinite volte come si proponessero di evitare un’altra guerra tra i Paesi del nostro Continente.

Dei cosiddetti “Padri Fondatori” dell’Unità Europea si è sottolineato infinite volte come si proponessero di evitare un’altra guerra tra i Paesi del nostro Continente. Tutti e tre – De Gasperi, Adenauer e Schumann – era originari delle terre di confine, che non soltanto soffrono maggiormente a causa degli eventi bellici, quando le frontiere si trasformano immediatamente in fronti di guerra, ma vedono anche compromessi nello scontro tra le Nazioni i rapporti economici, culturali e familiari intessuti nei secoli con i loro vicini. Adenauer, la cui casa si affacciava sulla Francia, ripeteva spesso che si sarebbero e

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La Chiesa italiana è tentata – nelle sue massime gerarchie – di stipulare con la Meloni un accordo simile a quello intercorso con Mussolini.
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La Chiesa italiana è tentata – nelle sue massime gerarchie – di stipulare con la Meloni un accordo simile a quello intercorso con Mussolini.

La Chiesa italiana è tentata – nelle sue massime gerarchie – di stipulare con la Meloni un accordo simile a quello intercorso con Mussolini. Per capire l’analogia tra le due situazioni storiche, non ci si deve rifare tanto ai Patti Lateranensi, bensì all’atteggiamento tenuto da una parte del clero nei riguardi del fascismo nella fase precedente la “Marcia su Roma”. È vero che la violenza degli squadristi colpì anche le Leghe dette “bianche”, i militanti del Partito Popolare e in qualche caso i Sacerdoti più impegnati nell’assecondare queste espressioni sociali e politiche: Don Minzoni venne addirittura ucciso. È

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Cerchiamo di capire i motivi di tale apprensione.
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Cerchiamo di capire i motivi di tale apprensione.

Cerchiamo di capire i motivi di tale apprensione. La Meloni non è fascista, nel senso che non aderisce all’ideologia imposta al tempo di Mussolini. Un regime autoritario è tuttavia inevitabilmente portatore di forme – più o meno accentuate – di intolleranza: sia essa rivolta contro la dissidenza politica, o contro le minoranze etniche, o contro le minoranze religiose. Il fascismo sorse a Milano nel 1919 come movimento di Sinistra, anzi di estrema Sinistra. Gli storiografi più attendibili ed accurati fanno risalire la trasformazione in una forza decisamente di Destra al 1921, cioè al momento in cui la concorrenza

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Il giornalista de “La Repubblica” incaricato di rispondere alle lettere dei lettori - il quale da ieri deve svolgere le funzioni di uno psicologo assediato da una torma di pazienti afflitti da frustrazione - irride l’asserita sub – cultura della Destra, facendo un solo fascio delle letture raffazzonate della Meloni (la quale certamente non brilla per profondità di pensiero), che includono un pensatore originale come Julius Evola, ingiustamente tacciato dalla Sinistra di essere un ciarlatano, e due buoni scrittori come Tolkien e Buttafuoco.
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Il giornalista de “La Repubblica” incaricato di rispondere alle lettere dei lettori - il quale da ieri deve svolgere le funzioni di uno psicologo assediato da una torma di pazienti afflitti da frustrazione - irride l’asserita sub – cultura della Destra, facendo un solo fascio delle letture raffazzonate della Meloni (la quale certamente non brilla per profondità di pensiero), che includono un pensatore originale come Julius Evola, ingiustamente tacciato dalla Sinistra di essere un ciarlatano, e due buoni scrittori come Tolkien e Buttafuoco.

Il giornalista de “La Repubblica” incaricato di rispondere alle lettere dei lettori - il quale da ieri deve svolgere le funzioni di uno psicologo assediato da una torma di pazienti afflitti da frustrazione - irride l’asserita sub – cultura della Destra, facendo un solo fascio delle letture raffazzonate della Meloni (la quale certamente non brilla per profondità di pensiero), che includono un pensatore originale come Julius Evola, ingiustamente tacciato dalla Sinistra di essere un ciarlatano, e due buoni scrittori come Tolkien e Buttafuoco. A proposito del quale l’intellettualità “progressista” commette lo stesso

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Su sollecitazione di alcuni amici, commentiamo le ultime notizie dal nostro Paese di adozione.
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Su sollecitazione di alcuni amici, commentiamo le ultime notizie dal nostro Paese di adozione.

Su sollecitazione di alcuni amici, commentiamo le ultime notizie dal nostro Paese di adozione. L’ultima volta che avemmo occasione di farlo, fu quando venne bruciata la Venerata Immagine detta del “Sangue di Cristo”, un Crocifisso in grandezza naturale scolpito in Spagna. Si trattava di una delle uniche due statue custodite in Nicaragua ma realizzate nella Madrepatria: l’altra – per fortuna non ancora oltraggiata – è quella della sua Patrona, la Vergine di di El Viejo, che Santa Teresa d’Avila aveva affidato personalmente ad un suo fratello carnale affinché la portasse nel Nuovo Mondo, per incrementare la devozio

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Quando i Comunisti litigavano con i Socialisti, rinfacciavano ai seguaci di Nenni – transitati dal “Fronte Popolare” al Centro – Sinistra – che avevano sempre dovuto attaccare i loro manifesti.
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Quando i Comunisti litigavano con i Socialisti, rinfacciavano ai seguaci di Nenni – transitati dal “Fronte Popolare” al Centro – Sinistra – che avevano sempre dovuto attaccare i loro manifesti.

Quando i Comunisti litigavano con i Socialisti, rinfacciavano ai seguaci di Nenni – transitati dal “Fronte Popolare” al Centro – Sinistra – che avevano sempre dovuto attaccare i loro manifesti. A noi capitò di vedere addirittura, in occasione di una manifestazione “unitaria “inscenata a Genova, lo striscione delle ACLI portato precisamente dai Comunisti: i “Cattolici di Sinistra “avevano dato la loro adesione, ma erano reticenti a marciare dietro la bandiera rossa. Ora la stessa situazione si è determinata nella Destra: ad Imperia, i candidati della Lega hanno offerto una cena – naturalmente gratis – in un lussuo

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Nei giorni scorsi, mi hai fermato per strada per chiedere il mio voto.
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Nei giorni scorsi, mi hai fermato per strada per chiedere il mio voto.

Nei giorni scorsi, mi hai fermato per strada per chiedere il mio voto. Non avevo tempo per risponderti con il necessario approfondimento, per cui lo faccio ora. In primo luogo, ti ringrazio per la considerazione che hai dimostrato nei riguardi della mia modesta persona. Devo però purtroppo rilevare come altri tuoi compagni di partito non dimostrino lo stesso atteggiamento: un vostro alto dirigente, ora deceduto, mi ha insultato pubblicamente, definendomi un “millantatore”. Non è mio costume mettermi sullo stesso piano di chi si esprime offendendo il prossimo sul piano personale. Mi limito a ricordare come questo

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Draghi si è congedato da Palazzo Chigi dimostrando con il suo sfogo che anche i banchieri hanno un’anima
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Draghi si è congedato da Palazzo Chigi dimostrando con il suo sfogo che anche i banchieri hanno un’anima

Draghi si è congedato da Palazzo Chigi dimostrando con il suo sfogo che anche i banchieri hanno un’anima: proprio in quanto sono capaci di abbandonare i saloni ovattati della finanza per sporcarsi le mani con la realtà di un Paese in rovina e cercando – per quanto era ancora possibile - di salvarlo. Il Presidente del Consiglio ha detto in sostanza due cose. La prima è che non accetterà un altro eventuale mandato. I motivi di questo rifiuto non vanno ricercati tanto nell’impraticabilità di nuove alchimie parlamentari, quanto nel fatto che Draghi, ritornando in Italia - ed anzi nella sua stessa Città - si è ritrova

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La violenza verbale annunzia purtroppo molto spesso quella fisica: si comincia con gli insulti, e poi si viene alle mani.
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La violenza verbale annunzia purtroppo molto spesso quella fisica: si comincia con gli insulti, e poi si viene alle mani.

La violenza verbale annunzia purtroppo molto spesso quella fisica: si comincia con gli insulti, e poi si viene alle mani. Conte minaccia – per l’appunto fisicamente – Renzi, il quale nel caso specifico ha pienamente ragione ad invocare l’intervento del Ministero dell’Interno: tale organo dello Stato – in quanto responsabile dell’organizzazione delle elezioni – deve infatti impedire o reprimere ogni comportamento da cui derivi una turbativa alla libera espressione della volontà popolare. La Meloni invoca anch’essa un intervento del Viminale, ma lo fa insinuando che la contestazione dei suoi comizi costituisce una

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Le cosiddette sciagurate “Leggi Razziali”, emanate da Mussolini, costituivano fino ad ora l’unico tema sul quale la Meloni si dissociava espressamente dal fascismo: tutto il resto era considerato invece positivo, a cominciare dalla soppressione delle libertà civili.
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Le cosiddette sciagurate “Leggi Razziali”, emanate da Mussolini, costituivano fino ad ora l’unico tema sul quale la Meloni si dissociava espressamente dal fascismo: tutto il resto era considerato invece positivo, a cominciare dalla soppressione delle libertà civili.

Le cosiddette sciagurate “Leggi Razziali”, emanate da Mussolini, costituivano fino ad ora l’unico tema sul quale la Meloni si dissociava espressamente dal fascismo: tutto il resto era considerato invece positivo, a cominciare dalla soppressione delle libertà civili. Come questo possa conciliarsi con la sua asserita adesione ai principi della democrazia liberale, costituisce un mistero della Fede, quali sono la maternità verginale della Madonna o la Trinità dell’unico Dio. Ora, però, risulta evidente che l’antisemitismo – oltre a far parte dell’eredità genetica della Destra italiana – rientra anche nel suo bagagli

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Gli Inglesi sono riusciti ancora una volta a preservare la loro identità senza cadere nell’intolleranza: le manifestazioni di affetto e di simpatia tributate al nuovo Re – uomo colto, intelligente ed equilibrato – non hanno assunto nessun significato esclusione verso chi è diverso per appartenenza culturale, per religione o per origine etnica, ma tuttavia si riconosce nella stessa cultura politica - quella liberaldemocratica - che trova nel pensiero dei filosofi della rivoluzione di Cromwell, come Locke ed Hobbes, una delle proprie fonti di ispirazione.
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Gli Inglesi sono riusciti ancora una volta a preservare la loro identità senza cadere nell’intolleranza: le manifestazioni di affetto e di simpatia tributate al nuovo Re – uomo colto, intelligente ed equilibrato – non hanno assunto nessun significato esclusione verso chi è diverso per appartenenza culturale, per religione o per origine etnica, ma tuttavia si riconosce nella stessa cultura politica - quella liberaldemocratica - che trova nel pensiero dei filosofi della rivoluzione di Cromwell, come Locke ed Hobbes, una delle proprie fonti di ispirazione.

Gli Inglesi sono riusciti ancora una volta a preservare la loro identità senza cadere nell’intolleranza: le manifestazioni di affetto e di simpatia tributate al nuovo Re – uomo colto, intelligente ed equilibrato – non hanno assunto nessun significato esclusione verso chi è diverso per appartenenza culturale, per religione o per origine etnica, ma tuttavia si riconosce nella stessa cultura politica - quella liberaldemocratica - che trova nel pensiero dei filosofi della rivoluzione di Cromwell, come Locke ed Hobbes, una delle proprie fonti di ispirazione. L’altra è costituita dall’Illuminismo francese, fondamento a

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“La Repubblica” ha dato notizia soltanto incidentalmente dell’esito del viaggio compiuto a Washington da Urso
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“La Repubblica” ha dato notizia soltanto incidentalmente dell’esito del viaggio compiuto a Washington da Urso

“La Repubblica” ha dato notizia soltanto incidentalmente dell’esito del viaggio compiuto a Washington da Urso in rappresentanza della Meloni, riferendo soltanto quanto detto dal Presidente della Commissione di Vigilanza in merito alle rivelazioni sui finanziamenti provenienti dalla Russia per i nostri Partiti. Gli Americani tengono però riservato quanto hanno scoperto, minacciando implicitamente di renderlo di pubblico dominio se e quando a Roma si dovesse commettere uno sgarro. Più interessante risulta domandarsi che cosa significhi questo viaggio. Il precedente più illustre è costituito dalla trasferta di De Ga

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Letizia Moratti, personaggio organico all’ambiente confessionalista milanese, sarà incaricata dalla Meloni di gestire la Sanità nazionale secondo il modello lombardo, estendendo alle altre Regioni il sistema di cliniche private e di laboratori di analisi (naturalmente privati) facenti capo alla “Società delle Opere”: la quale già gestisce, ormai da tempo immemorabile, la Sanità lombarda.
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Letizia Moratti, personaggio organico all’ambiente confessionalista milanese, sarà incaricata dalla Meloni di gestire la Sanità nazionale secondo il modello lombardo, estendendo alle altre Regioni il sistema di cliniche private e di laboratori di analisi (naturalmente privati) facenti capo alla “Società delle Opere”: la quale già gestisce, ormai da tempo immemorabile, la Sanità lombarda.

Letizia Moratti, personaggio organico all’ambiente confessionalista milanese, sarà incaricata dalla Meloni di gestire la Sanità nazionale secondo il modello lombardo, estendendo alle altre Regioni il sistema di cliniche private e di laboratori di analisi (naturalmente privati) facenti capo alla “Società delle Opere”: la quale già gestisce, ormai da tempo immemorabile, la Sanità lombarda. In realtà, gli scandali in cui è sprofondato questo sistema di malaffare, che sono costati allo stesso Formigoni - benché considerato a suo tempo “in odore di Santità” (!?) - una condanna penale passata in giudicato, dovrebbero s

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Onorevole Claudio Scajola
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Onorevole Claudio Scajola

Onorevole Claudio Scajola Sindaco di Imperia Illustre Signor Sindaco, Mi è stato riferito – qualora tale informazione risultasse inesatta La prego di scusarmi – di come il Maestro Luciano Berio avesse stabilito nelle disposizioni testamentarie che la villa già appartenuta alla sua famiglia e da lui abitata in gioventù, situata alle Cascine di Oneglia, fosse destinata ad ospitare una Fondazione avente lo scopo di perpetuarne l’opera artistica, così come – più in generale – la cultura musicale. La nostra Città manca purtroppo di una Istituzione a ciò dedicata. Mi permetto dunque di domandarLe se l’Amministrazione d

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Due piccole storie di provincia spiegano – forse meglio di tante erudite analisi dei politologi, dei giuristi e degli studiosi di scienze sociali – quale può essere il futuro dell’Italia dopo il Venticinque Settembre.
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Due piccole storie di provincia spiegano – forse meglio di tante erudite analisi dei politologi, dei giuristi e degli studiosi di scienze sociali – quale può essere il futuro dell’Italia dopo il Venticinque Settembre.

Due piccole storie di provincia spiegano – forse meglio di tante erudite analisi dei politologi, dei giuristi e degli studiosi di scienze sociali – quale può essere il futuro dell’Italia dopo il Venticinque Settembre. L’ex Presidente del Comitato Olimpico Provinciale della nostra Città non aveva mai celebrato – per tutto il tempo in cui occupava tale prestigioso incarico – una sola licitazione, ricorrendo viceversa in modo sistematico alla procedura della trattativa privata per scegliere i contraenti dell’Amministrazione da lui guidata. Perduta la carica, soppressa per iniziativa di un Presidente Nazionale appart

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Lo scorso Nove Settembre, il Governo Draghi ha deciso di fare un grande favore a quello che è destinato a succedergli, presieduto o comunque fortemente influenzato dalla Meloni.
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Lo scorso Nove Settembre, il Governo Draghi ha deciso di fare un grande favore a quello che è destinato a succedergli, presieduto o comunque fortemente influenzato dalla Meloni.

Lo scorso Nove Settembre, il Governo Draghi ha deciso di fare un grande favore a quello che è destinato a succedergli, presieduto o comunque fortemente influenzato dalla Meloni. È stato infatti emanato un Decreto del Presidente del Consiglio che esonera espressamente questi atti da ogni controllo di legittimità riguardante il merito delle disposizioni in essi contenute. All’inizio dell’epidemia, il primo Governo Conte, mediante un proprio Decreto Legge, li aveva già trasformati da amministrativi – quali li considerano le norme stabilite in merito all’attività del Governo – in legislativi, così violando la Costitu

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Quello che la Destra ha inscenato a Cernobbio è soltanto un gioco delle parti, come avviene tra il “poliziotto buono” ed il “poliziotto cattivo”, nel quale i giornalisti de “La Repubblica” sono puntualmente ed ingenuamente cascati.
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Quello che la Destra ha inscenato a Cernobbio è soltanto un gioco delle parti, come avviene tra il “poliziotto buono” ed il “poliziotto cattivo”, nel quale i giornalisti de “La Repubblica” sono puntualmente ed ingenuamente cascati.

Quello che la Destra ha inscenato a Cernobbio è soltanto un gioco delle parti, come avviene tra il “poliziotto buono” ed il “poliziotto cattivo”, nel quale i giornalisti de “La Repubblica” sono puntualmente ed ingenuamente cascati. Il grande Von Karajan diceva che bisogna pagare bene gli orchestrali se si vuole che suonino bene. Gli emolumenti elargiti in via Cristoforo Colombo si sono ridotti, e con essi la professionalità degli stipendiati. Mentre Salvini esibisce il suo atteggiamento filorusso, la Meloni rassicura – parlando dell’appoggio all’Ucraina – chi si illude che l’Italia rimanga in Occidente. Anche sul

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Della guerra in Ucraina saranno ricordate, nei libri di storia, due date di inizio: una è stata il Ventisette Febbraio, quando le forze armate di Putin hanno varcato la fragile linea armistiziale stabilita nel Donbass dagli “Accordi di Minsk”, peraltro mai rispettati; l’altra è quella del Cinque Settembre, cioè del primo lunedì dell’autunno meteorologico, giorno in cui per tradizione finiscono in Europa Occidentale le ferie estive e riaprono le fabbriche.
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Della guerra in Ucraina saranno ricordate, nei libri di storia, due date di inizio: una è stata il Ventisette Febbraio, quando le forze armate di Putin hanno varcato la fragile linea armistiziale stabilita nel Donbass dagli “Accordi di Minsk”, peraltro mai rispettati; l’altra è quella del Cinque Settembre, cioè del primo lunedì dell’autunno meteorologico, giorno in cui per tradizione finiscono in Europa Occidentale le ferie estive e riaprono le fabbriche.

Della guerra in Ucraina saranno ricordate, nei libri di storia, due date di inizio: una è stata il Ventisette Febbraio, quando le forze armate di Putin hanno varcato la fragile linea armistiziale stabilita nel Donbass dagli “Accordi di Minsk”, peraltro mai rispettati; l’altra è quella del Cinque Settembre, cioè del primo lunedì dell’autunno meteorologico, giorno in cui per tradizione finiscono in Europa Occidentale le ferie estive e riaprono le fabbriche. I lavoratori, però, le hanno trovate in molti casi chiuse, e la cessazione dell’attività – sia pure mascherata dai cosiddetti “ammortizzatori sociali” – rischia

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La Counità Islamica di Imperia non si limita più, da qualche tempo, ad esibire come un fenomeno da baraccone il suo illustre convertito.
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La Counità Islamica di Imperia non si limita più, da qualche tempo, ad esibire come un fenomeno da baraccone il suo illustre convertito.

La Counità Islamica di Imperia non si limita più, da qualche tempo, ad esibire come un fenomeno da baraccone il suo illustre convertito. L’uomo circola ormai per la città scortato da una apposita guardia del corpo, disposta per proteggerlo dalle vendette dei “Crociati”; non c’è invece motivo di temere dai nulla “Sionisti”, dal momento che questo personaggio è privo – a quanto risulta – di ogni ascendenza israelitica. Questa situazione ci ricorda diversi illustri precedenti storici. Francesco Giuseppe, Imperatore dell’Austria, aveva come guardi d’onore i soldati della Cavalleria bosniaca, anch’essi di religione mu

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Quanto abbiamo detto martedì scorso a Nizza, parlando con il nostro interlocutore francese, si è puntualmente riflesso nell’editoriale, apparso su “La Repubblica” del giorno successivo a firma di Bernard Henry Lévy: il quale non è soltanto il più rappresentativo “maitre à penser” in servizio permanente effettivo attualmente attivo sulle rive della Senna, ma è anche l’ispiratore di tutte le prese di posizione concepite nel campo della politica estera dai diversi Presidenti della Francia: a cominciare dall’intervento contro Gheddafi per arrivare al sostegno offerto agli afgani contrari ai “Talebani”, per finire con l’appoggio – risultato ben più efficace – alla resistenza degli Ucraini.
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Quanto abbiamo detto martedì scorso a Nizza, parlando con il nostro interlocutore francese, si è puntualmente riflesso nell’editoriale, apparso su “La Repubblica” del giorno successivo a firma di Bernard Henry Lévy: il quale non è soltanto il più rappresentativo “maitre à penser” in servizio permanente effettivo attualmente attivo sulle rive della Senna, ma è anche l’ispiratore di tutte le prese di posizione concepite nel campo della politica estera dai diversi Presidenti della Francia: a cominciare dall’intervento contro Gheddafi per arrivare al sostegno offerto agli afgani contrari ai “Talebani”, per finire con l’appoggio – risultato ben più efficace – alla resistenza degli Ucraini.

Quanto abbiamo detto martedì scorso a Nizza, parlando con il nostro interlocutore francese, si è puntualmente riflesso nell’editoriale, apparso su “La Repubblica” del giorno successivo a firma di Bernard Henry Lévy: il quale non è soltanto il più rappresentativo “maitre à penser” in servizio permanente effettivo attualmente attivo sulle rive della Senna, ma è anche l’ispiratore di tutte le prese di posizione concepite nel campo della politica estera dai diversi Presidenti della Francia: a cominciare dall’intervento contro Gheddafi per arrivare al sostegno offerto agli afgani contrari ai “Talebani”, per finire con

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Oscar Wilde, che a causa del suo snobismo aristocratico disprezzava le forme della democrazia rappresentativa, scrisse in uno dei suoi famosi aforismi: “La Camera dei Comuni non ha nulla da dire e lo dice”.
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Oscar Wilde, che a causa del suo snobismo aristocratico disprezzava le forme della democrazia rappresentativa, scrisse in uno dei suoi famosi aforismi: “La Camera dei Comuni non ha nulla da dire e lo dice”.

Oscar Wilde, che a causa del suo snobismo aristocratico disprezzava le forme della democrazia rappresentativa, scrisse in uno dei suoi famosi aforismi: “La Camera dei Comuni non ha nulla da dire e lo dice”. Questo fulminante motto ci viene in mente venendo a conoscere l’esordio – piuttosto claudicante – della campagna elettorale dell’ultimo rampollo della dinastia dei “Bassotti”: il quale – come tutti gli estremi epigoni di successioni già gloriose, da Romolo Augustolo, ultimo Imperatore di Occidente a Costantino XII, ultimo Imperatore di Oriente - pare destinato ad una fine ingloriosa. L’uomo ha rilasciato una i

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LETTERA APERTA AL CARDINALE SCHOENBORN
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LETTERA APERTA AL CARDINALE SCHOENBORN

Eminenza Reverendissima, Dopo averLe inviato la mia lettera anteriore, è intervenuto un fatto nuovo che conferma quanto in essa avevo rilevato. A Rimini, il pubblico di “Comunione e Liberazione” ha applaudito Giorgia Meloni. Paolo VI, che fu un coerente antifascista, si rivolta nella tomba. Di questo tratta l’articolo che Le allego. La ossequio. Suo affezionatissimo in Cristo Mario Castellano La platea dei confessionalisti, riuniti a Rimini, ha fatto uso del cosiddetto “applausometro” per misurare le proprie simpatie senza dichiararle apertamente. Si tratta di un modo indiretto ed ipocrita per misurare in anticip

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LETTERA APERTA AL CARDINALE SCHOENBORN
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LETTERA APERTA AL CARDINALE SCHOENBORN

Eminenza Reverendissima, Tra pochi giorni, Ella verrà di nuovo in Italia, un Paese che ben conosce e di cui parla perfettamente la lingua, per assistere al Concistoro nel quale il Papa creerà molti nuovi Cardinali. Il giorno successivo, tutti i partecipanti potranno seguire il Pontefice – se accetteranno il suo invito – fino all’Aquila, dove Francesco presiederà la grande festa detta della “Perdonanza”, che si svolge presso la Basilica di Collemaggio. Si tratta di uno dei grandi momenti tradizionali della pietà popolare, in cui il nostro popolo – nella fattispecie quello dell’Abruzzo – non celebra soltanto la pro

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Quanto “fa notizia” non è certamente il fatto che i “Pentastellati” siciliani – dopo avere celebrato nell’Isola le “Primarie” con i Democratici (naturalmente a spese di Letta) - abbiano rotto il patto, essendo usciti perdenti: suscita invece ilarità la protesta del “Nazareno”, che parla addirittura di “Alto Tradimento”.
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Quanto “fa notizia” non è certamente il fatto che i “Pentastellati” siciliani – dopo avere celebrato nell’Isola le “Primarie” con i Democratici (naturalmente a spese di Letta) - abbiano rotto il patto, essendo usciti perdenti: suscita invece ilarità la protesta del “Nazareno”, che parla addirittura di “Alto Tradimento”.

Quanto “fa notizia” non è certamente il fatto che i “Pentastellati” siciliani – dopo avere celebrato nell’Isola le “Primarie” con i Democratici (naturalmente a spese di Letta) - abbiano rotto il patto, essendo usciti perdenti: suscita invece ilarità la protesta del “Nazareno”, che parla addirittura di “Alto Tradimento”. L’uso stesso di questo termine – connesso con l’esistenza dello Stato moderno, e risalente anzi all’epoca dell’Assolutismo – rivela come tra Letta ed i suoi ex alleati esista una differenza incolmabile di cultura generale, ancor più che di cultura politica. Nella logica tribale che ancora domina l

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Letta e Calenda litigano come due lavandaie ai trogoli, o come due pescivendole al mercato, permettendo così alla Meloni – la quale per estrazione sociale e culturale dovrebbe essere più lavandaia e più pescivendola di loro – di fare la figura della gran signora.
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Letta e Calenda litigano come due lavandaie ai trogoli, o come due pescivendole al mercato, permettendo così alla Meloni – la quale per estrazione sociale e culturale dovrebbe essere più lavandaia e più pescivendola di loro – di fare la figura della gran signora.

Letta e Calenda litigano come due lavandaie ai trogoli, o come due pescivendole al mercato, permettendo così alla Meloni – la quale per estrazione sociale e culturale dovrebbe essere più lavandaia e più pescivendola di loro – di fare la figura della gran signora. Triste tramonto della Repubblica postfascista, nata - seguendo in questo il precedente dell’Italia liberale – su di un modello aristocratico: De Gasperi assomigliava ad un gentiluomo della Vienna asburgica; Togliatti si atteggiava, grazie ai suoi studi classici, ad un Francesco de Sanctis redivivo; Nenni aveva sognato la nuova Italia leggendo “France Soi

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LETTERA APERTA AL CARDINALE SCHOENBORN
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LETTERA APERTA AL CARDINALE SCHOENBORN

Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Schoemborn Arcivescovo Metropolita di Vienna Eminenza Reverendissima, Chi le scrive è un cattolico liberale italiano, ispirato dall’eredità ideale di uomini quali il Beato Rosmini, Gioberti, Balbo, Manzoni e più recentemente di altri personaggi protagonisti della vicenda civile del mio Paese, quali Don Sturzo, De Gasperi – formato alla scuola austriaca delle “Riforme Giuseppine” - La Pira e Moro, per citare soltanto i più importanti. Noi cattolici democratici italiani ci accingiamo ad essere nuovamente emarginati, ed anche perseguitati, non tanto a causa della imminente vitto

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LETTRE OUVERTE AU MAIRE DE NICE
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LETTRE OUVERTE AU MAIRE DE NICE

LETTRE OUVERTE AU MAIRE DE NICE Monsieur Christian Estrosi Maire de Nice Cher Monsieur le Maire, J'ai eu l'honneur d'entendre Votre discours, en présence d’autres Maires français et italiens, réunis sur la place dédiée à Garibaldi, dans le moment le plus difficile que les relations entre nos pays aient connu après la fin de la guerre, c'est-à-dire lorsque Monsieur Salvini avait essayé de se rapporter à la tristement célèbre politique de Mussolini, celle des

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La stampa inglese, francese e americana comincia a dare segni di preoccupazione per l’imminente insediamento della Meloni a Palazzo Chigi.
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La stampa inglese, francese e americana comincia a dare segni di preoccupazione per l’imminente insediamento della Meloni a Palazzo Chigi.

La stampa inglese, francese e americana comincia a dare segni di preoccupazione per l’imminente insediamento della Meloni a Palazzo Chigi. Noi temiamo che sia troppo tardi. Alcuni anni, fa, in tempi non sospetti, ammonimmo i nostri amici nizzardi sul pericolo costituito dalla prospettiva di avere un regime semidittatoriale a Ponte San Luigi, cioè soltanto a trenta chilometri da Piazza Massena: questa possibilità – all’epoca – non parve però intimorirli. Forse oggi hanno cambiato parere, ma ormai rischia di essere tardi. È tutto l’Occidente, d’altronde, che si illude di potere contenere l’avanzata dei suoi nemici

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“La Repubblica” spreca fiumi di inchiostro per domandarsi se la Meloni sia fascista, e giunge alla conclusione che in effetti si tratti di una nostalgica del regime di Mussolini, in quanto rifiuta di togliere la fiamma dal simbolo del suo Partito.
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“La Repubblica” spreca fiumi di inchiostro per domandarsi se la Meloni sia fascista, e giunge alla conclusione che in effetti si tratti di una nostalgica del regime di Mussolini, in quanto rifiuta di togliere la fiamma dal simbolo del suo Partito.

“La Repubblica” spreca fiumi di inchiostro per domandarsi se la Meloni sia fascista, e giunge alla conclusione che in effetti si tratti di una nostalgica del regime di Mussolini, in quanto rifiuta di togliere la fiamma dal simbolo del suo Partito. Ci fu un tempo in cui la cultura liberaldemocratica di Sinistra – la cui intellettualità si riuniva ne “Il Mondo di Pannunzio, palestra del giovane Scalfari – sapeva esprimere molto di meglio rispetto a simili questioni di lana caprina. La Russa ha avuto buon gioco a ricordare come il marito della Senatrice Segre non abbia trovato nulla da ridire candidandosi per il Mov

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Esistono in Italia ben tredici minoranze linguistiche censite.
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Esistono in Italia ben tredici minoranze linguistiche censite.

Esistono in Italia ben tredici minoranze linguistiche censite. Tra esse figura anche quella occitana, essendo la lingua di Goffredo Rudello e di Bertrando del Bornio ancora parlata nelle valli alpine del Piemonte, come pure nella Valle d’Aosta. In questa Regione Autonoma, la seconda lingua ufficiale è però il francese, per un motivo che risale alla storia dell’antico Regno Sabaudo: essendo la “Vallée” annessa dal punto di vista amministrativo alla Savoia – dove per l’appunto si parla il francese, e non l’occitano – quando Chambéry fu ceduta a Napoleone III, la “langue d’oil” rimase nell’uso ufficiale, e vi rimane

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L’accordo tra Letta e Calenda è credibile come quello tra due galli nello stesso pollaio.
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L’accordo tra Letta e Calenda è credibile come quello tra due galli nello stesso pollaio.

L’accordo tra Letta e Calenda è credibile come quello tra due galli nello stesso pollaio. Questo “gentelmen’s (!?) agreement”, dato per impossibile perfino da “La Repubblica” del giorno prima, è stato propiziato dalle pressioni dei Francesi e dei Tedeschi, espresse in una telefonata di Gentiloni da Bruxelles. I nostri Alleati, visto l’incombere della Meloni, hanno deciso di ricompattare tutti gli “antifascisti” (!?), rieditando una alleanza che non si vedeva dal tempo del Comitato di Liberazione Nazionale: allora stavano insieme Longo e Cadorna, oggi coabitano Fratoianni e la Gelmini. L’unico collante possibile,

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L’Italia ricorda il centenario della “Marcia su Roma”, quando all’arrivo nell’ Urbe degli squadristi fece seguito quello di Mussolini, proveniente da Milano in vagone letto.
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L’Italia ricorda il centenario della “Marcia su Roma”, quando all’arrivo nell’ Urbe degli squadristi fece seguito quello di Mussolini, proveniente da Milano in vagone letto.

L’Italia ricorda il centenario della “Marcia su Roma”, quando all’arrivo nell’ Urbe degli squadristi fece seguito quello di Mussolini, proveniente da Milano in vagone letto. I fascisti non avevano ottenuto nessun seggio alla Camera in occasione delle elezioni del 1919, e due anni dopo si erano fermati ad un modesto quindici per cento. Tanto bastò tuttavia al “Duce” per farsi conferire un potere destinato a trasformarsi in breve tempo in assoluto. La ragione di questo esito risale alla incapacità dimostrata dai Socialisti e dai Popolari di accordarsi per governare insieme, mentre la Destra decideva da parte sua di

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Quando la Meloni prevede una campagna elettorale “violenta”, formula la classica profezia che si autoavvera.
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Quando la Meloni prevede una campagna elettorale “violenta”, formula la classica profezia che si autoavvera.

Uno dei più alti dirigenti di “Grande Liguria”, l’unica forza autonomista della nostra Regione, che alle ultime Regionali – pur senza svolgere alcuna campagna elettorale – ha ottenuto un risultato non certo trascurabile, trovandosi in vacanza nel Tirolo Meridionale, ha bussato alla porta del locale Partito di lingua tedesca. I dirigenti hanno rifiutato di riceverlo, e neanche lo hanno fatto ascoltare da qualche funzionario di basso rango. Non scriviamo queste poche righe per deplorare la scarsa educazione dimostrata da costoro in tale circostanza: scambiare delle valutazioni sulla situazione, specie in un momento

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Uno dei più alti dirigenti di “Grande Liguria”, l’unica forza autonomista della nostra Regione, che alle ultime Regionali – pur senza svolgere alcuna campagna elettorale – ha ottenuto un risultato non certo trascurabile, trovandosi in vacanza nel Tirolo Meridionale, ha bussato alla porta del locale Partito di lingua tedesca.
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Uno dei più alti dirigenti di “Grande Liguria”, l’unica forza autonomista della nostra Regione, che alle ultime Regionali – pur senza svolgere alcuna campagna elettorale – ha ottenuto un risultato non certo trascurabile, trovandosi in vacanza nel Tirolo Meridionale, ha bussato alla porta del locale Partito di lingua tedesca.

Uno dei più alti dirigenti di “Grande Liguria”, l’unica forza autonomista della nostra Regione, che alle ultime Regionali – pur senza svolgere alcuna campagna elettorale – ha ottenuto un risultato non certo trascurabile, trovandosi in vacanza nel Tirolo Meridionale, ha bussato alla porta del locale Partito di lingua tedesca. I dirigenti hanno rifiutato di riceverlo, e neanche lo hanno fatto ascoltare da qualche funzionario di basso rango. Non scriviamo queste poche righe per deplorare la scarsa educazione dimostrata da costoro in tale circostanza: scambiare delle valutazioni sulla situazione, specie in un momento

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Rino Formica, l’ultimo “Grande Vecchio” della politica italiana, è intervenuto su “La Repubblica” del 27 luglio per dire la sua, con la consueta saggezza, in merito all’attuale crisi politica ed istituzionale.
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Rino Formica, l’ultimo “Grande Vecchio” della politica italiana, è intervenuto su “La Repubblica” del 27 luglio per dire la sua, con la consueta saggezza, in merito all’attuale crisi politica ed istituzionale.

Rino Formica, l’ultimo “Grande Vecchio” della politica italiana, è intervenuto su “La Repubblica” del 27 luglio per dire la sua, con la consueta saggezza, in merito all’attuale crisi politica ed istituzionale. Lo storico esponente socialista parte dal presupposto di una possibile affermazione elettorale della Destra, ed in particolare della Meloni. Alla quale, infatti, si sono subito inchinati tanto il giovane Salvini quanto l’anziano Berlusconi. Questo esito si può ancora evitare, ma lo si deve comunque mettere in conto. Esclusa la prospettiva di una restaurazione formale del Fascismo, ed essendo indubbio che i

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La Vezzali si candida con la Meloni.
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La Vezzali si candida con la Meloni.

La Vezzali si candida con la Meloni. Questa Signora ha avuto una evoluzione ideologica alquanto ondivaga. Essendo stata assunta nella Polizia di Stato quale “Ispettrice” per meriti sportivi, non si è distinta né per avere rincorso i ladri, né per avere insegnato la scherma presso la Società Sportiva delle “Fiamme Oro”. In compenso, è apparsa in televisione indossando l’uniforme solo per dire a Berlusconi che voleva essere “toccata” (sic) da lui. Per una volta, il vecchio satiro ha lasciato cadere la proposta oscena: il Cavaliere, d’altronde, poteva permettersi di meglio. Che cosa sarebbe successo se un uomo, di f

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LETTERA APERTA A UN PRELATO DEL VATICANO
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LETTERA APERTA A UN PRELATO DEL VATICANO

Molto Reverendo, Chi le scrive è un cattolico praticante, rispettoso dei precetti della propria religione anche – anzi soprattutto – nella vita privata. Lo affermo senza alcuna intenzione polemica, ma essendo certamente rattristato nel constatare come nella massa di mantenuti che affollano lo stipendificio del Vaticano, “refugium peccatorum” (è proprio il caso di dirlo) di tanti soggetti in cerca di protezione dai disastri dell’esistenza, si annidino anche dei poligami. Ai tempi di Pacelli, si veniva allontanati dalla Santa Sede anche per una banale separazione legale. Ora, invece, si fa a gara a chi è più eterod

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L’Italia ricorda il centenario della “Marcia su Roma”, quando all’arrivo nell’Urbe degli squadristi fece seguito quello di Mussolini, proveniente da Milano in vagone letto.
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L’Italia ricorda il centenario della “Marcia su Roma”, quando all’arrivo nell’Urbe degli squadristi fece seguito quello di Mussolini, proveniente da Milano in vagone letto.

L’Italia ricorda il centenario della “Marcia su Roma”, quando all’arrivo nell’Urbe degli squadristi fece seguito quello di Mussolini, proveniente da Milano in vagone letto. I fascisti non avevano ottenuto nessun seggio alla Camera in occasione delle elezioni del 1919, e due anni dopo si erano fermati ad un modesto quindici per cento. Tanto bastò tuttavia al “Duce” per farsi conferire un potere destinato a trasformarsi in breve tempo in assoluto. La ragione di questo esito risale alla incapacità dimostrata dai Socialisti e dai Popolari di accordarsi per governare insieme, mentre la Destra decideva da parte sua di

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Illustre Signor Sindaco,
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Illustre Signor Sindaco,

Illustre Signor Sindaco, Anche a Lei è toccato – e sinceramente ci dispiace – subire gli insulti di uno scalmanato. Non tutto il male, però, viene per nuocere, e l’episodio sgradevole in cui Ella è stato coinvolto dovrebbe offrirle un saggio della vita quotidiana dei Suoi concittadini: un Sindaco, d’altronde, viene eletto proprio per organizzarla e per migliorarla, fin dove sia possibile. Da tempo abbiamo segnalato – tanto a chi ci legge quanto alle Autorità competenti – il fatto che la Città è piena di “balordi” e di asociali che si dedicano ad insultare – ed a volte tentano perfino ad aggredire, come ci è succe

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Per evitare di cadere nella trappola delle cosiddette “dicotomie” del secolo scorso, non applicheremo l’ovvia ed abusata etichetta di “fascista” all’energumeno che lunedì scorso – non pago di averci insultato – ha tentato anche di aggredirci per la strada.
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Per evitare di cadere nella trappola delle cosiddette “dicotomie” del secolo scorso, non applicheremo l’ovvia ed abusata etichetta di “fascista” all’energumeno che lunedì scorso – non pago di averci insultato – ha tentato anche di aggredirci per la strada.

Per evitare di cadere nella trappola delle cosiddette “dicotomie” del secolo scorso, non applicheremo l’ovvia ed abusata etichetta di “fascista” all’energumeno che lunedì scorso – non pago di averci insultato – ha tentato anche di aggredirci per la strada. Questo individuo merita piuttosto di essere definito “sfascista”, trattandosi di un militante - dal suo punto di vista certamente esemplare - del Partito che si propone di interrompere e di invertire, provocando una crisi istituzionale, il cammino di progresso civile compiuto fino ad ora dal nostro Paese. Questo cammino è stato senza dubbio lento, contraddittor

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Bergoglio ha dichiarato in una intervista che non accetterebbe per sé – qualora le sue condizioni di età e di salute rendessero inevitabile rassegnare le dimissioni – il titolo di “Papa Emerito”, ma soltanto quello di “Vescovo Emerito di Roma”.
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Bergoglio ha dichiarato in una intervista che non accetterebbe per sé – qualora le sue condizioni di età e di salute rendessero inevitabile rassegnare le dimissioni – il titolo di “Papa Emerito”, ma soltanto quello di “Vescovo Emerito di Roma”.

Bergoglio ha dichiarato in una intervista che non accetterebbe per sé – qualora le sue condizioni di età e di salute rendessero inevitabile rassegnare le dimissioni – il titolo di “Papa Emerito”, ma soltanto quello di “Vescovo Emerito di Roma”. Il dibattito sullo “status” giuridico di chi abbia compiuto questo passo si sta riaccendendo, dato che anche Padre Bianchi – intervenendo su “La Repubblica” del 18 Luglio – insinua l’esistenza di una condizione di reclusione e di censura, sofferta attualmente da Ratzinger. Il Fondatore di Bose è un esperto di varie Scienze Religiose, ma non del Diritto Canonico. Per affron

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Per capire chi sono e come agiscono i “Pentastellati”, non abbiamo avuto bisogno di attendere l’incontro tra Conte e Draghi.
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Per capire chi sono e come agiscono i “Pentastellati”, non abbiamo avuto bisogno di attendere l’incontro tra Conte e Draghi.

Per capire chi sono e come agiscono i “Pentastellati”, non abbiamo avuto bisogno di attendere l’incontro tra Conte e Draghi. Alcuni anni or sono, si rivolse a noi – per il tramite del suo bagnino leghista – il loro “leader” locale, noto per essere stato inviato in trasferta dalla sua Amministrazione Pubblica nientemeno che a Parigi. Questa operazione clinico – mediatica aveva lo scopo di salvare la vita al maggior numero possibile di Francesi: i quali, notoriamente, muoiono come le mosche per mancanza di assistenza sanitaria. Nel nostro Paese di adozione vedevamo arrivare periodicamente dei medici europei e norda

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In un nostro precedente articolo, avevamo affermato che gli incendi nelle discariche di spazzatura di Roma erano dolosi, e soprattutto che si inserivano in un piano eversivo, avente lo scopo di causare disordine nella Capitale.
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In un nostro precedente articolo, avevamo affermato che gli incendi nelle discariche di spazzatura di Roma erano dolosi, e soprattutto che si inserivano in un piano eversivo, avente lo scopo di causare disordine nella Capitale.

In un nostro precedente articolo, avevamo affermato che gli incendi nelle discariche di spazzatura di Roma erano dolosi, e soprattutto che si inserivano in un piano eversivo, avente lo scopo di causare disordine nella Capitale. Ora queste stesse asserzioni vengono formulate dal competente Assessore del Comune, che ha coniato per tale occasione l’espressione “ecoterrorismo”. In verità, esistono in materia diversi precedenti storici, il più noto dei quali fu forse costituito dal cosiddetto “Esercito Simbionese di Liberazione”, organizzato in California da un gruppo di balordi, comprendente la figlia di Randolph Hea

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La chiave per interpretare quanto sta per succedere a Roma in queste ore è racchiusa in questa frase dell’articolo di Stefano Folli su “La Repubblica” di mercoledì Tredici Luglio: “Esiste la buona fede? Ovvero ci sono – come molti sospettano – forze più grandi e opache che hanno deciso di far inciampare Draghi, costi quel che costi? Nessuno al momento ha una risposta a tali dubbi, benché sia evidente che la crisi italiana è seguita con attenzione all’estero e soprattutto a Mosca”.
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La chiave per interpretare quanto sta per succedere a Roma in queste ore è racchiusa in questa frase dell’articolo di Stefano Folli su “La Repubblica” di mercoledì Tredici Luglio: “Esiste la buona fede? Ovvero ci sono – come molti sospettano – forze più grandi e opache che hanno deciso di far inciampare Draghi, costi quel che costi? Nessuno al momento ha una risposta a tali dubbi, benché sia evidente che la crisi italiana è seguita con attenzione all’estero e soprattutto a Mosca”.

La chiave per interpretare quanto sta per succedere a Roma in queste ore è racchiusa in questa frase dell’articolo di Stefano Folli su “La Repubblica” di mercoledì Tredici Luglio: “Esiste la buona fede? Ovvero ci sono – come molti sospettano – forze più grandi e opache che hanno deciso di far inciampare Draghi, costi quel che costi? Nessuno al momento ha una risposta a tali dubbi, benché sia evidente che la crisi italiana è seguita con attenzione all’estero e soprattutto a Mosca”. Ci permettiamo, in primo luogo, di tradurre. Se Conte deciderà di far cadere il Governo – lo sapremo tra oggi e domani – agirà in ques

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Nel 1857, l’Inghilterra della Regina Vittoria rischiò di perdere l’Impero Indiano.
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Nel 1857, l’Inghilterra della Regina Vittoria rischiò di perdere l’Impero Indiano.

Nel 1857, l’Inghilterra della Regina Vittoria rischiò di perdere l’Impero Indiano. Nell’intero Subcontinente esplose una rivolta, non già animata dal “Marajà”, abbondantemente compensati dal Viceré per la loro obbedienza al dominio straniero, bensì dalle truppe locali. Questo episodio passò infatti alla storia come la “Mutiny”, cioè l’ammutinamento dei soldati e dei sottufficiali delle truppe locali: gli ufficiali provenivano naturalmente dalla Gran Bretagna. Una leggenda, ancora in circolazione, alimentata dai cultori dei rapporti tra l’India e l’Italia, dice che i marinai di una nave genovese, ancorata nel port

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Sul banco degli imputati, al processo di Frosinone, mancava Salvini.
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Sul banco degli imputati, al processo di Frosinone, mancava Salvini.

Sul banco degli imputati, al processo di Frosinone, mancava Salvini. Per anni, questo discutibile uomo politico ha inneggiato ed istigato alla violenza contro gli immigrati. Quando però alcuni adepti dell’estrema Destra xenofoba hanno messo in pratica le sue esortazioni, uccidendo un povero ragazzo afroamericano, si è affrettato a scaricarli, definendoli letteralmente dei “vigliacchi”. Il vigliacco è lui, in quanto si dimostra incapace di assumere le proprie responsabilità morali. L’Avvocato difensore dei principali imputati poteva forse alleviarne la posizione sollecitandoli a rivelare quali esponenti politici a

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Il Vescovo di Verona ha fatto campagna elettorale contro il candidato del Centro Sinistra alle elezioni comunali, tacciandolo di istigare alla sodomia soltanto perché riconosce i diritti degli omosessuali.
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Il Vescovo di Verona ha fatto campagna elettorale contro il candidato del Centro Sinistra alle elezioni comunali, tacciandolo di istigare alla sodomia soltanto perché riconosce i diritti degli omosessuali.

Il Vescovo di Verona ha fatto campagna elettorale contro il candidato del Centro Sinistra alle elezioni comunali, tacciandolo di istigare alla sodomia soltanto perché riconosce i diritti degli omosessuali. Poiché un Sacerdote si era dissociato da questa presa di posizione, ritenendo giustamente che l’Autorità Religiosa non debba intromettersi nelle vicende politiche, il Presule lo ha destituito dall’insegnamento. La vicenda è finita comunque bene: il candidato contestato – che tra l’altro è un cattolico praticante - ha vinto le elezioni, ed il Vescovo è stato sostituito. Se la Santa Sede fosse intervenuta soltant

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Un fraterno amico sardo, sardista ed indipendentista (risulta molto raro trovare delle persone nelle quali le tre qualifiche non coincidano, per cui la differenza intercorre unicamente tra i separatisti dichiarati e quelli taciti) ci ha esortati a scrivere su Bainzu Piliu.
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Un fraterno amico sardo, sardista ed indipendentista (risulta molto raro trovare delle persone nelle quali le tre qualifiche non coincidano, per cui la differenza intercorre unicamente tra i separatisti dichiarati e quelli taciti) ci ha esortati a scrivere su Bainzu Piliu.

Un fraterno amico sardo, sardista ed indipendentista (risulta molto raro trovare delle persone nelle quali le tre qualifiche non coincidano, per cui la differenza intercorre unicamente tra i separatisti dichiarati e quelli taciti) ci ha esortati a scrivere su Bainzu Piliu. Sentendolo nominare per la prima volta, credevamo che il nostro interlocutore avesse pronunziato una frase – per noi incomprensibile – nella sua bella lingua. Nella quale sappiamo dire soltanto “Salute e tribù”, espressione che pronunziamo ogni qual volta incontriamo questo nostro concittadino di adozione; il quale immancabilmente risponde che

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Massimo Cacciari, intervenendo su “La Stampa” di Torino dell’Otto Luglio
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Massimo Cacciari, intervenendo su “La Stampa” di Torino dell’Otto Luglio

Massimo Cacciari, intervenendo su “La Stampa” di Torino dell’Otto Luglio in merito alle conseguenze della guerra in Ucraina, rileva come anche la nostra generazione, dopo le due anteriori, coinvolte in altrettanti conflitti mondiali, si trova a sua volta davanti ad una crisi storica, che l’ex Sindaco di Venezia definisce “un salto d’epoca”. Dopo il quale “nulla è destinato a fare ritorno”. Se infatti “era ancora possibile nasconderci la natura della fase che attraversiamo prima della guerra in Ucraina, oggi non più”. Chi ne uscirà vincitore? La Russia, secondo Cacciari, è destinata a perdere, in quanto “potenza e

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Tre notizie di altrettanti eventi si sono sovrapposte nelle ultime ore, risultando utili per chiarire la situazione dell’Italia.
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Tre notizie di altrettanti eventi si sono sovrapposte nelle ultime ore, risultando utili per chiarire la situazione dell’Italia.

Tre notizie di altrettanti eventi si sono sovrapposte nelle ultime ore, risultando utili per chiarire la situazione dell’Italia. La prima è che il nipote di Mattarella è stato chiamato a sostituire l’ultimo uomo di Conte tra i “grands commis” di nomina governativa. Il Presidente della Repubblica si era comportato, nell’imminenza della sua rielezione, come un Cincinnato, pronto - dopo avere servito la Patria – a tornare al lavoro nei campi. Quando però l’incapacità dei Partiti di trovare un sostituto decente lo ha costretto a rimanere in servizio, ha posto le sue condizioni. Una delle quali consisteva nell’ottener

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Molto Reverendo Padre Casella,
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Molto Reverendo Padre Casella,

Molto Reverendo Padre Casella, Ella ha voluto rompere - senza alcun motivo plausibile – la nostra amicizia, mancando gravemente di rispetto ad un uomo più anziano di Lei. Io non ho mai tradito un amico, e tanto meno ho mai offeso un Sacerdote, che per me – quale credente – è sempre “Alter Christus”, a prescindere dalle sue eventuali debolezze umane. In merito al Suo comportamento, mi limito ad osservare come un uomo che tradisce un amico soltanto per compiacere i propri padroni dimostri di avere perduto il rispetto di sé stesso. Vale comunque la pena cercare di capire le motivazioni dell’ordine che ha ricevuto, e

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Il Cardinale Zuppi ha rilasciato una intervista collettiva ai giornalisti delle nostre maggiori testate, dichiarando che la Chiesa prevede un “ottobre caldo”, durante il quale si propone di svolgere una “interlocuzione” con il Governo di Draghi.
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Il Cardinale Zuppi ha rilasciato una intervista collettiva ai giornalisti delle nostre maggiori testate, dichiarando che la Chiesa prevede un “ottobre caldo”, durante il quale si propone di svolgere una “interlocuzione” con il Governo di Draghi.

Il Cardinale Zuppi ha rilasciato una intervista collettiva ai giornalisti delle nostre maggiori testate, dichiarando che la Chiesa prevede un “ottobre caldo”, durante il quale si propone di svolgere una “interlocuzione” con il Governo di Draghi. “Interlocuzione” non è sinonimo di “collaborazione”, e nessuno meglio di un Porporato – abituato a pesare attentamente le proprie parole - conosce la differenza tra l’una e l’altra. Ciò sta a significare che la Chiesa indubbiamente sarà impegnata per sostenere la società italiana, ma senza accettare alcuna subordinazione all’Autorità civile. Fin qui, il Cardinale non dice

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L’inserto dedicato ai borghi tipici della Liguria, diffuso insieme con “Il Secolo XIX” del 22 giugno scorso, ritorna ad illustrare le vicende del “Principato di Seborga”.
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L’inserto dedicato ai borghi tipici della Liguria, diffuso insieme con “Il Secolo XIX” del 22 giugno scorso, ritorna ad illustrare le vicende del “Principato di Seborga”.

L’inserto dedicato ai borghi tipici della Liguria, diffuso insieme con “Il Secolo XIX” del 22 giugno scorso, ritorna ad illustrare le vicende del “Principato di Seborga”. Sugli argomenti di ordine giuridico addotti per dare un fondamento alla rivendicazione dell’Indipendenza, c’è poco da aggiungere a quanto già risulta da tempo. Tutti i Liberi Comuni d’Italia, come anche i suoi feudi religiosi o nobiliari – che assommavano nel quattordicesimo secolo a circa trecento diverse entità – vennero progressivamente inglobati negli Stati regionali durante il periodo intercorso tra il Quattrocento ed il Settecento in cui e

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C’è una immagine che riassume il significato della visita compiuta dai “leaders” europei in Ucraina: i tre sono ritratti mentre rendono omaggio ai caduti sul luogo di una delle stragi, attorniati da Carabinieri italiani, da Gendarmi francesi e da agenti della Polizia tedesca, tutti quanti nelle rispettive uniformi.
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C’è una immagine che riassume il significato della visita compiuta dai “leaders” europei in Ucraina: i tre sono ritratti mentre rendono omaggio ai caduti sul luogo di una delle stragi, attorniati da Carabinieri italiani, da Gendarmi francesi e da agenti della Polizia tedesca, tutti quanti nelle rispettive uniformi.

C’è una immagine che riassume il significato della visita compiuta dai “leaders” europei in Ucraina: i tre sono ritratti mentre rendono omaggio ai caduti sul luogo di una delle stragi, attorniati da Carabinieri italiani, da Gendarmi francesi e da agenti della Polizia tedesca, tutti quanti nelle rispettive uniformi. Non appaiono invece i componenti l’Esercito e la Polizia dell’Ucraina, malgrado la prassi esiga che in occasione delle visite all’estero dei Capi di Stato e di Governo la loro sicurezza venga garantita dai responsabili locali, sia pure coadiuvati da quelli dei Paesi di provenienza degli ospiti. Se dei

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Il discorso tenuto ieri da Putin segna il secondo vero inizio della guerra, scoppiata sul terreno fin dal 24 febbraio.
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Il discorso tenuto ieri da Putin segna il secondo vero inizio della guerra, scoppiata sul terreno fin dal 24 febbraio.

Il discorso tenuto ieri da Putin segna il secondo vero inizio della guerra, scoppiata sul terreno fin dal 24 febbraio. Il Presidente della Russia dichiara che le sanzioni non scalfiscono il suo Paese, ma danneggiano soprattutto l’Europa; che il Vecchio Continente ha perduto la sua indipendenza, in quanto agisce per conto - e nell’interesse - degli Stati Uniti; e soprattutto che quanto veramente in gioco è l’ordine mondiale basato sulla supremazia dell’Occidente. Si tratta di tre affermazioni di importanza capitale. In primo luogo, Putin dice ai suoi connazionali che sono impegnati un una lotta mortale, esattament

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Lo scorso quattro giugno, si è tenuto a Merano un incontro che ha riunito molti tra i movimenti indipendentisti ed autonomisti dell’Europa Occidentale.
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Lo scorso quattro giugno, si è tenuto a Merano un incontro che ha riunito molti tra i movimenti indipendentisti ed autonomisti dell’Europa Occidentale.

Lo scorso quattro giugno, si è tenuto a Merano un incontro che ha riunito molti tra i movimenti indipendentisti ed autonomisti dell’Europa Occidentale. L’evento è stato promosso dagli “Schützen”, cioè da una istituzione che affonda le proprie radici nella storia di tutte le Regioni alpine, dalla Baviera al Tirolo Settentrionale ed al Tirolo Meridionale: compreso quello di lingua italiana. Non a caso, campeggiava sulla sul manifesto stampato per indire l’incontro l’immagine di Andreas Hofer, nativo dell’attuale Tirolo Meridionale ma ritenuto la tutti i suoi compatrioti come l’eroe nazionale: al punto che alle sue

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La coincidenza tra la morte di Giuseppe Pericu e la riconferma a Genova del Sindaco Bucci è certamente casuale, ma sembra che il destino abbia voluto far chiudere nello stesso giorno un ciclo storico.
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La coincidenza tra la morte di Giuseppe Pericu e la riconferma a Genova del Sindaco Bucci è certamente casuale, ma sembra che il destino abbia voluto far chiudere nello stesso giorno un ciclo storico.

La coincidenza tra la morte di Giuseppe Pericu e la riconferma a Genova del Sindaco Bucci è certamente casuale, ma sembra che il destino abbia voluto far chiudere nello stesso giorno un ciclo storico. Pericu, anche se si dichiarava socialista, era in realtà un socialdemocratico di destra, appartenente ad una scuola che proprio a Genova aveva avuto il suo massimo esponente in Paolo Rossi: il quale – non a caso – si era opposto strenuamente all’ingresso di Nenni nel Governo nazionale. Pericu scelse una strada completamente diversa, apponendo la sua etichetta su di un Partito Comunista che – proprio in quanto contra

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In un nostro precedente articolo, abbiamo enumerato i vincitori delle elezioni di Genova.
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In un nostro precedente articolo, abbiamo enumerato i vincitori delle elezioni di Genova.

In un nostro precedente articolo, abbiamo enumerato i vincitori delle elezioni di Genova. Ora elenchiamo i perdenti. Il primo dei quali è sicuramente Ubaldo Santi, il quale ha raccolto una quantità di preferenze addirittura ridicola. Ciò malgrado, il figlio del grande Ermido esce dalla contesa con onore, essendo riuscito nell’impresa di girare tutti i Partiti d’Italia. L’uomo era giunto a Palazzo Tursi trascinato dalla prima vittoria di Bucci, con il quale cominciò però a litigare prima ancora di avere appoggiato le chiappe sulla sua poltrona della Sala Consiliare. A questo punto, si produsse in lui come un impaz

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Su “La Repubblica” di domenica scorsa, Meir Ouziel pubblica un articolo dedicato ai rapporti storici tra Italia e Israele.
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Su “La Repubblica” di domenica scorsa, Meir Ouziel pubblica un articolo dedicato ai rapporti storici tra Italia e Israele.

Su “La Repubblica” di domenica scorsa, Meir Ouziel pubblica un articolo dedicato ai rapporti storici tra Italia e Israele. L’Autore prende le mosse dal fatto che gli Israeliti libici, frequentando dal 1911 le scuole istituite dalle Autorità coloniali italiane, si erano formati nella nostra cultura. Ouziel tralascia però di ricordare che furono alcuni coraggiosi diplomatici e funzionari dell’Alitalia a porre in salvo molti componenti di quella Comunità quando si scatenò contro di essa nel 1967 la violenza dei fanatici arabi (allora non si era ancora manifestata quella di matrice islamista) come reazione alla “Guer

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Quanto accaduto tanto a Palermo, la più meridionale e “terzomondista” delle Città chiamate al voto amministrativo, quanto a Genova - che viceversa è una metropoli settentrionale, forse la più prossima culturalmente all’Occidente - rivela come tutta l’Italia sia accomunata dallo stesso destino.
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Quanto accaduto tanto a Palermo, la più meridionale e “terzomondista” delle Città chiamate al voto amministrativo, quanto a Genova - che viceversa è una metropoli settentrionale, forse la più prossima culturalmente all’Occidente - rivela come tutta l’Italia sia accomunata dallo stesso destino.

Quanto accaduto tanto a Palermo, la più meridionale e “terzomondista” delle Città chiamate al voto amministrativo, quanto a Genova - che viceversa è una metropoli settentrionale, forse la più prossima culturalmente all’Occidente - rivela come tutta l’Italia sia accomunata dallo stesso destino. Nel capoluogo della Sicilia, moltissimi Presidenti di Seggio hanno dato “forfait”, essendosi “ammalati” tutti insieme. Notoriamente, le persone chiamate a questo ufficio vengono reclutate di preferenza tra gli alti ranghi dell’Amministrazione Pubblica: la quale un tempo era nota per la sua incondizionata dedizione allo Stat

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Un giorno, gli storici si domanderanno quando è iniziata la ritirata dell’Occidente
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Un giorno, gli storici si domanderanno quando è iniziata la ritirata dell’Occidente

Molte persone si pongono da tempo nella prospettiva – collocata in un futuro imprecisato, ma certamente resa più prossima, più realistica e più accessibile dal conflitto attualmente in corso in Europa – del superamento degli Stati nazionali e della costituzione di nuovi soggetti regionali, alcuni dei quali collocati a cavallo degli attuali confini. Tutte queste persone devono necessariamente operare – oggi e nel prevedibile domani - nella cosiddetta “meta politica”. Ciò si deve al fatto che agendo nell’ambito politico, sia pure al più alto livello, necessariamente ci si conta, e chi oggi auspica di andare oltre l

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Illustre Onorevole Angelo Alessandri
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Illustre Onorevole Angelo Alessandri

Molte persone si pongono da tempo nella prospettiva – collocata in un futuro imprecisato, ma certamente resa più prossima, più realistica e più accessibile dal conflitto attualmente in corso in Europa – del superamento degli Stati nazionali e della costituzione di nuovi soggetti regionali, alcuni dei quali collocati a cavallo degli attuali confini. Tutte queste persone devono necessariamente operare – oggi e nel prevedibile domani - nella cosiddetta “meta politica”. Ciò si deve al fatto che agendo nell’ambito politico, sia pure al più alto livello, necessariamente ci si conta, e chi oggi auspica di andare oltre l

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Molte persone si pongono da tempo nella prospettiva – collocata in un futuro imprecisato, ma certamente resa più prossima, più realistica e più accessibile dal conflitto attualmente in corso in Europa – del superamento degli Stati nazionali e della costituzione di nuovi soggetti regionali, alcuni dei quali collocati a cavallo degli attuali confini.
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Molte persone si pongono da tempo nella prospettiva – collocata in un futuro imprecisato, ma certamente resa più prossima, più realistica e più accessibile dal conflitto attualmente in corso in Europa – del superamento degli Stati nazionali e della costituzione di nuovi soggetti regionali, alcuni dei quali collocati a cavallo degli attuali confini.

Molte persone si pongono da tempo nella prospettiva – collocata in un futuro imprecisato, ma certamente resa più prossima, più realistica e più accessibile dal conflitto attualmente in corso in Europa – del superamento degli Stati nazionali e della costituzione di nuovi soggetti regionali, alcuni dei quali collocati a cavallo degli attuali confini. Tutte queste persone devono necessariamente operare – oggi e nel prevedibile domani - nella cosiddetta “meta politica”. Ciò si deve al fatto che agendo nell’ambito politico, sia pure al più alto livello, necessariamente ci si conta, e chi oggi auspica di andare oltre l

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Bernard Henry Lévy ha paragonato i difensori dell’Ucraina ai “Soldati dell’Anno Secondo”, cioè ai francesi arruolati nell’esercito repubblicano nel 1793: la Rivoluzione contava gli anni a partire dal 1792, quando era stato abolito il cosiddetto “Ancien Régime”.
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Bernard Henry Lévy ha paragonato i difensori dell’Ucraina ai “Soldati dell’Anno Secondo”, cioè ai francesi arruolati nell’esercito repubblicano nel 1793: la Rivoluzione contava gli anni a partire dal 1792, quando era stato abolito il cosiddetto “Ancien Régime”.

Bernard Henry Lévy ha paragonato i difensori dell’Ucraina ai “Soldati dell’Anno Secondo”, cioè ai francesi arruolati nell’esercito repubblicano nel 1793: la Rivoluzione contava gli anni a partire dal 1792, quando era stato abolito il cosiddetto “Ancien Régime”. Precisamente nel giorno in cui la Convenzione proclamava la Repubblica, cioè il Venti Settembre del 1792 (la coincidenza con il capodanno massonico non fu probabilmente casuale), c’era stata la vittoria di Valmy, riportata contro i Prussiani dall’Esercito detto “Straccione”. Rispetto al quale, quello composto dai “Soldati dell’Anno Secondo” non era la stes

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L’amico Avvocato Luigi Basso di Diano Marina, storico esponente dell’autonomismo ligure, ci ha rivolto una provocazione intellettuale, consistente nel redigere un elenco di tutti i soggetti che - per i più svariati motivi – negano la legittimità dello Stato italiano.
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L’amico Avvocato Luigi Basso di Diano Marina, storico esponente dell’autonomismo ligure, ci ha rivolto una provocazione intellettuale, consistente nel redigere un elenco di tutti i soggetti che - per i più svariati motivi – negano la legittimità dello Stato italiano.

L’amico Avvocato Luigi Basso di Diano Marina, storico esponente dell’autonomismo ligure, ci ha rivolto una provocazione intellettuale, consistente nel redigere un elenco di tutti i soggetti che - per i più svariati motivi – negano la legittimità dello Stato italiano. Costoro sono – si badi bene – tutt’altra cosa rispetto a quanti si oppongono al Governo: in uno Stato di Diritto, infatti, l’opposizione non nega la legittimità della Autorità costituite - “in primis” quelle che esercitano il Potere Esecutivo - ma si propone di sostituirle usano i procedimenti legali, stabiliti a tal fine nella Costituzione. Chi vice

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Il “Partito Trasversale” si riunisce periodicamente
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Il “Partito Trasversale” si riunisce periodicamente

Il “Partito Trasversale” si riunisce periodicamente, in occasione della presentazione di qualche libro, fino ad ora era puntualmente dedicato alla Resistenza. Nell’Unione Sovietica, veniva puntualmente commemorata la Rivoluzione, ma la sua ricostruzione da parte della storiografia ufficiale mutava continuamente, a seconda di chi saliva, scendeva o spariva del tutto dalla cosiddetta “nomenklatura”. Il ruolo svolto da Trotskij nel colpo di stato che aveva portato i Bolscevichi al potere venne completamente oscurato, come anche quello degli altri dirigenti travolti dalla “purghe” di Stalin. La cui figura veniva dapp

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Fu il compianto Dottor “Titta” Novaro ad escogitare l’epiteto di “Bassotti” per designare gli Scajola (con la “j” lunga) ed il loro seguito di scherani ed adulatori.
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Fu il compianto Dottor “Titta” Novaro ad escogitare l’epiteto di “Bassotti” per designare gli Scajola (con la “j” lunga) ed il loro seguito di scherani ed adulatori.

Questa mattina, tanti nostri concittadini che ancora consideravano la guerra come un fatto lontano ed ininfluente sulla loro piccola realtà quotidiana, si sono risvegliate immersi – loro malgrado – in una dimensione bellica, che ricorda ai più anziani il 1944: le file di poveri che dovevano riscuotere un vaglia (per fortuna non è il “giorno delle pensioni”, altrimenti gli effetti sarebbero risultati ancora più gravi) si sono ritrovati con gli uffici postali praticamente chiusi. Chi paga – come ricordammo una volta ad un ideologo del Paese di adozione, che si compiaceva per i danni inflitti dalla Russia sovietica

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La vicenda di Mata Hari, spogliata dai suoi aspetti romanzeschi, può insegnare molto nelle attuali circostanze.
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La vicenda di Mata Hari, spogliata dai suoi aspetti romanzeschi, può insegnare molto nelle attuali circostanze.

La vicenda di Mata Hari, spogliata dai suoi aspetti romanzeschi, può insegnare molto nelle attuali circostanze. In primo luogo, la perdizione della danzatrice olandese fu causata dal non aver capito che la “Belle Époque” era finita per sempre con l’attentato di Sarajevo. Prima della “Grande Guerra”, questa “femme fatale” includeva nel suo pubblico diplomatici, politici ed alti ufficiali dei diversi Paesi che di lì a poco si sarebbero affrontati nel più sanguinoso conflitto della storia, dal quale il vecchio mondo sarebbe uscito completamente distrutto. Mata Hari credeva invece di potersi muovere ancora con disinv

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Questa mattina, tanti nostri concittadini che ancora consideravano la guerra come un fatto lontano ed ininfluente sulla loro piccola realtà quotidiana, si sono risvegliate immersi – loro malgrado – in una dimensione bellica, che ricorda ai più anziani il 1944: le file di poveri che dovevano riscuotere un vaglia (per fortuna non è il “giorno delle pensioni”, altrimenti gli effetti sarebbero risultati ancora più gravi) si sono ritrovati con gli uffici postali praticamente chiusi.
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Questa mattina, tanti nostri concittadini che ancora consideravano la guerra come un fatto lontano ed ininfluente sulla loro piccola realtà quotidiana, si sono risvegliate immersi – loro malgrado – in una dimensione bellica, che ricorda ai più anziani il 1944: le file di poveri che dovevano riscuotere un vaglia (per fortuna non è il “giorno delle pensioni”, altrimenti gli effetti sarebbero risultati ancora più gravi) si sono ritrovati con gli uffici postali praticamente chiusi.

Questa mattina, tanti nostri concittadini che ancora consideravano la guerra come un fatto lontano ed ininfluente sulla loro piccola realtà quotidiana, si sono risvegliate immersi – loro malgrado – in una dimensione bellica, che ricorda ai più anziani il 1944: le file di poveri che dovevano riscuotere un vaglia (per fortuna non è il “giorno delle pensioni”, altrimenti gli effetti sarebbero risultati ancora più gravi) si sono ritrovati con gli uffici postali praticamente chiusi. Chi paga – come ricordammo una volta ad un ideologo del Paese di adozione, che si compiaceva per i danni inflitti dalla Russia sovietica

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Si è detto che la nomina di Zuppi a capo dei Vescovi abbia rallegrato la Sinistra, e fatto arrabbiare la Destra.
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Si è detto che la nomina di Zuppi a capo dei Vescovi abbia rallegrato la Sinistra, e fatto arrabbiare la Destra.

Si è detto che la nomina di Zuppi a capo dei Vescovi abbia rallegrato la Sinistra, e fatto arrabbiare la Destra. Questa asserzione risulterebbe veridica se la Sinistra esistesse ancora. Purtroppo, però, la Sinistra è defunta da tempo, anche se ne sopravvivono qua e là alcuni spezzoni, nelle Regioni e nei Comuni. Di conseguenza, sarà tutt’al più contento chi – come noi - ne faceva parte, e credeva sinceramente nelle sue ragioni: cioè, in sostanza, nella giustizia sociale e – sul piano internazionale – nella emancipazione dei popoli. Queste persone – alcune delle quali sono ancora in circolazione – hanno trovato ne

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Dovrebbe preoccupare – a nostro modesto avviso – i vertici della Chiesa il fatto che la più importante radio cattolica italiana abbia completamente ignorato la nomina di Zuppi a Presidente della Conferenza Episcopale.
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Dovrebbe preoccupare – a nostro modesto avviso – i vertici della Chiesa il fatto che la più importante radio cattolica italiana abbia completamente ignorato la nomina di Zuppi a Presidente della Conferenza Episcopale.

Dovrebbe preoccupare – a nostro modesto avviso – i vertici della Chiesa il fatto che la più importante radio cattolica italiana abbia completamente ignorato la nomina di Zuppi a Presidente della Conferenza Episcopale. Questa emittente non ha neanche espresso una valutazione critica di quanto avvenuto nel consesso riunito in Vaticano, mentre i rappresentanti delle altre Chiese – e perfino delle altre religioni, primo tra tutti il Rabbino Capo di Roma – si sono affrettati a manifestare il loro plauso e la loro soddisfazione. Ciò significa che esistono movimenti – nella fattispecie i cosiddetti “Medjugoriani”, ma ve

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Recatosi sul Colle di Nava per assistere al Passaggio del Giro d’Italia, “Mohammed” Bensa ha approfittato dell’occasione per pronunziare una “hutba” in un noto ristorante di questa località di villeggiatura.
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Recatosi sul Colle di Nava per assistere al Passaggio del Giro d’Italia, “Mohammed” Bensa ha approfittato dell’occasione per pronunziare una “hutba” in un noto ristorante di questa località di villeggiatura.

Recatosi sul Colle di Nava per assistere al Passaggio del Giro d’Italia, “Mohammed” Bensa ha approfittato dell’occasione per pronunziare una “hutba” in un noto ristorante di questa località di villeggiatura. L’autorevole convertito all’Islam si è fatto però prendere dall’entusiasmo del neofita. Il tema trattato era affascinante: il rapporto tra l’Islam ed il ciclismo. Notoriamente, l’unico Paese musulmano in cui questo sport ha preso piede è il Kazakistan, che vanta numerose squadre professionistiche, tra cui la “Astana”, e dove il pubblico accorre in massa sulle strade per applaudire i suoi campioni. Il terreno

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I Presidenti delle Giunte Regionali di tutta Italia si attribuirono in un certo momento il titolo di “Governatori”.
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I Presidenti delle Giunte Regionali di tutta Italia si attribuirono in un certo momento il titolo di “Governatori”.

I Presidenti delle Giunte Regionali di tutta Italia si attribuirono in un certo momento il titolo di “Governatori”. Il primo ad introdurre questo termine fu – non a caso – Formigoni, cioè quello di gran lunga più megalomane. L’uomo, simile a certi dittatori dell’America Latina di un tempo, amava attribuirsi dei titoli altisonanti, tali da significare una sua asserita superiorità: Gaspar Rodriguez Francia, “caudillo” del Paraguay, si faceva chiamare “El Supreomo”, e la gente doveva girarsi al suo passaggio per non vederlo. Formigoni arricchiva inoltre la propria autobiografia di qualifiche millantate: vedi il pres

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Si dice che la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, dopo la ricostruzione, non sarà più un tempio della religione cattolica, venendo trasformata in un luogo di preghiera comune per le diverse fedi.
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Si dice che la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, dopo la ricostruzione, non sarà più un tempio della religione cattolica, venendo trasformata in un luogo di preghiera comune per le diverse fedi.

Si dice che la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, dopo la ricostruzione, non sarà più un tempio della religione cattolica, venendo trasformata in un luogo di preghiera comune per le diverse fedi. Se questa notizia fosse confermata, si spiegherebbe col fatto che le grandi metropoli dell’Occidente stanno divenendo delle realtà multiculturali. Lo storico edificio seguì – divenendone un simbolo – tutte le vicende attraversate dalla Francia: la Rivoluzione lo trasformò nel tempio della “Dea Ragione”, e successivo restauro compiuto dall’architetto Viollet Le Duc – ben lungi dall’essere filologico – segnò la reinvenzio

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La guerra in Ucraina, anche a prescindere da tutta l’aneddotica sullo scarso spirito combattivo dimostrato dalle truppe russe, sulla corruzione diffusa nei ranghi delle Forze Armate di Mosca, sulla arretratezza di un apparato logistico sbaragliato ed in qualche caso addirittura ridicolizzato da un nemico maggiormente motivato e preparato, rivela una realtà ancora più preoccupante dal punto di vista del Cremlino: l’attuale conflitto non viene percepito dal popolo come una causa nazionale decisiva, e dunque unificante.
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La guerra in Ucraina, anche a prescindere da tutta l’aneddotica sullo scarso spirito combattivo dimostrato dalle truppe russe, sulla corruzione diffusa nei ranghi delle Forze Armate di Mosca, sulla arretratezza di un apparato logistico sbaragliato ed in qualche caso addirittura ridicolizzato da un nemico maggiormente motivato e preparato, rivela una realtà ancora più preoccupante dal punto di vista del Cremlino: l’attuale conflitto non viene percepito dal popolo come una causa nazionale decisiva, e dunque unificante.

La guerra in Ucraina, anche a prescindere da tutta l’aneddotica sullo scarso spirito combattivo dimostrato dalle truppe russe, sulla corruzione diffusa nei ranghi delle Forze Armate di Mosca, sulla arretratezza di un apparato logistico sbaragliato ed in qualche caso addirittura ridicolizzato da un nemico maggiormente motivato e preparato, rivela una realtà ancora più preoccupante dal punto di vista del Cremlino: l’attuale conflitto non viene percepito dal popolo come una causa nazionale decisiva, e dunque unificante. Inutilmente, la propaganda ufficiale fa richiamo a quanto avvenuto all’epoca dell’invasione nazis

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Ezio Mauro, su “La Repubblica” del 16 maggio, si pone in sostanza questa domanda: perché in Europa si manifesta solidarietà con la causa dell’indipendenza nazionale dell’Ucraina, ma non si manifesta una eguale solidarietà con la democrazia, che pure trova in questo Paese una incarnazione ed una rappresentanza – per quanto imperfette – in quanto resiste all’autocrazia della Russia di Putin?
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Ezio Mauro, su “La Repubblica” del 16 maggio, si pone in sostanza questa domanda: perché in Europa si manifesta solidarietà con la causa dell’indipendenza nazionale dell’Ucraina, ma non si manifesta una eguale solidarietà con la democrazia, che pure trova in questo Paese una incarnazione ed una rappresentanza – per quanto imperfette – in quanto resiste all’autocrazia della Russia di Putin?

Ezio Mauro, su “La Repubblica” del 16 maggio, si pone in sostanza questa domanda: perché in Europa si manifesta solidarietà con la causa dell’indipendenza nazionale dell’Ucraina, ma non si manifesta una eguale solidarietà con la democrazia, che pure trova in questo Paese una incarnazione ed una rappresentanza – per quanto imperfette – in quanto resiste all’autocrazia della Russia di Putin? Si può obiettare in primo luogo all’ottimo Direttore che egli stesso risponde alla sua domanda quando annota come nei confronti dell’Ucraina si manifesti un sentimento definito di “compassione”. La compassione costituisce una a

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Nel 1914, eseguendo un piano predisposto da tempo dal suo Capo di Stato Maggiore, il Generale Von Moltke, l’Esercito tedesco – dopo avere calpestato la neutralità del Belgio – intraprese l’invasione della Francia, con l’obiettivo di prendere Parigi.
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Nel 1914, eseguendo un piano predisposto da tempo dal suo Capo di Stato Maggiore, il Generale Von Moltke, l’Esercito tedesco – dopo avere calpestato la neutralità del Belgio – intraprese l’invasione della Francia, con l’obiettivo di prendere Parigi.

Nel 1914, eseguendo un piano predisposto da tempo dal suo Capo di Stato Maggiore, il Generale Von Moltke, l’Esercito tedesco – dopo avere calpestato la neutralità del Belgio – intraprese l’invasione della Francia, con l’obiettivo di prendere Parigi. Si sarebbe così replicato quanto era successo nel 1870. Questa volta, però, le truppe imperiali vennero fermate con quello che sarebbe passato alla storia come il “Miracolo della Marna”, dopo essere arrivate tanto vicino alla Capitale che gli Ufficiali raggiungevano il fronte a bordo dei suoi taxi. Da quel momento, la Germania era destinata inevitabilmente a perdere u

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Le elezioni comunali di Genova costituiscono un laboratorio molto interessante
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Le elezioni comunali di Genova costituiscono un laboratorio molto interessante

Le elezioni comunali di Genova costituiscono un laboratorio molto interessante, in quanto – per la prima volta dal 1945 – in questa Città gli schieramenti in campo non coincidono più con le vecchie divisioni tra le forze politiche, divenute ormai nominalistiche ed ampiamente superate dalla realtà. L’Avvocato Dello Strologo ha inseguito – con una tenacia che lo ha reso perfino patetico – la Signora Paita, massima esponente in Liguria dei “Renziani”. Dimostrando poca cortesia, la seguace del “Rottamatore” ha dapprima promesso e addirittura fissato degli appuntamenti con il candidato, per poi mancarli: senza peraltr

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Il Patriarca di Mosca ha rotto con il Papa, reo di averlo definito il “chierichetto” di Putin.
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Il Patriarca di Mosca ha rotto con il Papa, reo di averlo definito il “chierichetto” di Putin.

Il Patriarca di Mosca ha rotto con il Papa, reo di averlo definito il “chierichetto” di Putin. L’uso di questa espressione costituisce l’ultimo tentativo esperito da Bergoglio per barcamenarsi: se veramente avesse voluto offendere il suo illustre Confratello, avrebbe detto “sacrestano”; se invece fosse stato più diplomatico, lo avrebbe definito “cappellano”. Poiché però la sostanza non cambia, il Vescovo di Roma sarebbe incorso comunque nella scomunica, che fa seguito a quella fulminata contro il suo predecessore dell’epoca da Michele Cerulario, Patriarca di Costantinopoli, nel 1054. Allora come oggi, l’oggetto d

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Il cantante irlandese Bono, “leader” degli “U2”, che ha intonato nella metropolitana di Kiev la sua famosa melopea in onore dei connazionali caduti nella “Domenica di Sangue” aspira naturalmente anch’egli, da buon patriota, alla riunificazione della cosiddetta “Isola di Smaraldo”:
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Il cantante irlandese Bono, “leader” degli “U2”, che ha intonato nella metropolitana di Kiev la sua famosa melopea in onore dei connazionali caduti nella “Domenica di Sangue” aspira naturalmente anch’egli, da buon patriota, alla riunificazione della cosiddetta “Isola di Smaraldo”:

Il cantante irlandese Bono, “leader” degli “U2”, che ha intonato nella metropolitana di Kiev la sua famosa melopea in onore dei connazionali caduti nella “Domenica di Sangue” aspira naturalmente anch’egli, da buon patriota, alla riunificazione della cosiddetta “Isola di Smaraldo”: Il cui contenzioso con l’Inghilterra non potrà essere considerato chiuso fino a quando non si porrà fine ad una divisione imposta per mantenere sotto il dominio della Corona Britannica quella parte dell’Irlanda che all’epoca aveva sviluppato una economia non agricola, ma industriale: cento anni fa, Londra volle tenere per sé i cantieri

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Il nostro “Partito Trasversale” ha esibito la propria simpatia per la Russia nel conflitto con l’Ucraina riaffermando la contrarietà all’Alleanza Atlantica: che comunque nessuno mette in discusione, a prescindere dalle diverse posizioni in merito all’invio di armi ad una delle parti in conflitto.
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Il nostro “Partito Trasversale” ha esibito la propria simpatia per la Russia nel conflitto con l’Ucraina riaffermando la contrarietà all’Alleanza Atlantica: che comunque nessuno mette in discusione, a prescindere dalle diverse posizioni in merito all’invio di armi ad una delle parti in conflitto.

Il nostro “Partito Trasversale” ha esibito la propria simpatia per la Russia nel conflitto con l’Ucraina riaffermando la contrarietà all’Alleanza Atlantica: che comunque nessuno mette in discusione, a prescindere dalle diverse posizioni in merito all’invio di armi ad una delle parti in conflitto. I dirigenti “democratici”, così ligi all’osservanza dei nostri impegni internazionali, non hanno evidentemente nulla da ridire al riguardo. Costoro sono “in tutt’altre faccende affaccendati”, dovendo reperire i soldi per il combustibile e per gli stipendi della Riviera Trasporti. E’ stata tuttavia notata l’assenza dalla

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Alcuni illustri commentatori, tra cui Lucio Caracciolo su “La Repubblica”, asseriscono che il perseguimento di quanto sia Zelensky, sia Biden, sia Johnson considerano come una vittoria nell’attuale guerra tra la Russia e l’Ucraina comporterebbe comunque – ammesso e non concesso che un tale esito risultasse possibile – la sconfitta dell’Europa.
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Alcuni illustri commentatori, tra cui Lucio Caracciolo su “La Repubblica”, asseriscono che il perseguimento di quanto sia Zelensky, sia Biden, sia Johnson considerano come una vittoria nell’attuale guerra tra la Russia e l’Ucraina comporterebbe comunque – ammesso e non concesso che un tale esito risultasse possibile – la sconfitta dell’Europa.

Alcuni illustri commentatori, tra cui Lucio Caracciolo su “La Repubblica”, asseriscono che il perseguimento di quanto sia Zelensky, sia Biden, sia Johnson considerano come una vittoria nell’attuale guerra tra la Russia e l’Ucraina comporterebbe comunque – ammesso e non concesso che un tale esito risultasse possibile – la sconfitta dell’Europa. La cui economia rimarrebbe infatti distrutta per effetto della ricaduta delle sanzioni imposte al regime di Putin. Caracciolo considera naturalmente inaccettabile una sconfitta dell’Ucraina, consistente nell’accettare una sua eventuale menomazione territoriale. Questa presa

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Il Professor Massimo Cacciari, intervenendo su “La Stampa” di Torino del 28 aprile, afferma giustamente che la nostra Europa è “vicina al tramonto”.
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Il Professor Massimo Cacciari, intervenendo su “La Stampa” di Torino del 28 aprile, afferma giustamente che la nostra Europa è “vicina al tramonto”.

Il Professor Massimo Cacciari, intervenendo su “La Stampa” di Torino del 28 aprile, afferma giustamente che la nostra Europa è “vicina al tramonto”. L’analisi dell’ex Sindaco di Venezia si può sintetizzare in questo modo: un tempo, la vitalità della democrazia liberale si fondava non solo e non tanto sulla vigenza delle libertà dette “borghesi”, ma soprattutto sul fatto che esse risultavano corredate da una certa misura di giustizia sociale. Ora la Sinistra, cui certamente va riconosciuto il merito di avere instaurato il “welfare”, assiste apparentemente rassegnata alla sua distruzione. Noi ci permettiamo, in con

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Il Professor Mughini, lasciandosi prendere da una pur giustificata “vis polemica” nei riguardi della rappresentanza associativa ufficiale (peraltro usurpata) dei Partigiani, compie due affermazioni, una delle quali giustissima, e l’altra sbagliata.
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Il Professor Mughini, lasciandosi prendere da una pur giustificata “vis polemica” nei riguardi della rappresentanza associativa ufficiale (peraltro usurpata) dei Partigiani, compie due affermazioni, una delle quali giustissima, e l’altra sbagliata.

Il Professor Mughini, lasciandosi prendere da una pur giustificata “vis polemica” nei riguardi della rappresentanza associativa ufficiale (peraltro usurpata) dei Partigiani, compie due affermazioni, una delle quali giustissima, e l’altra sbagliata. Il noto giornalista ha indubbiamente ragione quando asserisce che la Liberazione dell’Italia (lo stesso discorso vale però in sostanza anche per la Francia, dove c’è tuttavia chi la celebra senza ricordare un solo soldato americano) non fu opera dei resistenti, bensì degli Alleati. Se ciò è vero dal punto di vista militare, non ne consegue necessariamente la negazione

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Risulta fin troppo facile spaventare l’Occidente con le immagini dei Ceceni, arruolati da Putin, che festeggiano per la conquista di Mariupol.
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Risulta fin troppo facile spaventare l’Occidente con le immagini dei Ceceni, arruolati da Putin, che festeggiano per la conquista di Mariupol.

Risulta fin troppo facile spaventare l’Occidente con le immagini dei Ceceni, arruolati da Putin, che festeggiano per la conquista di Mariupol. Chi conosce la Storia vi trova però dei motivi di inquietudine ben più gravi di un generico “Hannibal ad portas”. Quando i Turchi conquistarono la Crimea, i suoi abitanti di lingua greca e di fede cristiana ortodossa, per non rimanere sottomessi al dominio degli infedeli, si spostarono sul litorale ucraino, ove fondarono una nuova città, dedicata alla Madonna: ciò significa precisamente Mariupol in neo ellenico. I profughi da Aquileia, cacciati dall’invasione degli Unni, f

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In occasione delle ultime elezioni amministrative, il candidato poi risultato eletto Sindaco di Imperia annunziò la sua intenzione di designare quale Assessore niente meno che un dirigente ex comunista dell’Emilia, di ufficio ingegnere aeronautico.
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In occasione delle ultime elezioni amministrative, il candidato poi risultato eletto Sindaco di Imperia annunziò la sua intenzione di designare quale Assessore niente meno che un dirigente ex comunista dell’Emilia, di ufficio ingegnere aeronautico.

In occasione delle ultime elezioni amministrative, il candidato poi risultato eletto Sindaco di Imperia annunziò la sua intenzione di designare quale Assessore niente meno che un dirigente ex comunista dell’Emilia, di ufficio ingegnere aeronautico. Ci si domandò per quale misteriosa ragione un personaggio così altolocato tanto sul piano politico quanto sul piano professionale e scientifico non trovasse nulla di meglio da fare, potendo verosimilmente scegliere tra Bologna, sede della Regione governata dal suo Partito, e Huston, dove si trovano i laboratori della NASA. Questo personaggio non entrò in seguito a far

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Il Papa ha presieduto il rito della Via Crucis, celebrato in un’Urbe più simile a quella di Giorgio De Chirico che a quella di Bartolomeo Pinelli.
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Il Papa ha presieduto il rito della Via Crucis, celebrato in un’Urbe più simile a quella di Giorgio De Chirico che a quella di Bartolomeo Pinelli.

Il Papa ha presieduto il rito della Via Crucis, celebrato in un’Urbe più simile a quella di Giorgio De Chirico che a quella di Bartolomeo Pinelli. Il paesaggio umano della “Città Eterna” – che in un certo senso smette proprio per questo di essere tale – appare come smaterializzato. Se c’è un suo Vescovo in grado di accorgersene, è proprio Bergoglio. Il quale proviene da una di quelle metropoli dell’America Latina in cui l’ambiente popolare predomina sullo “environnement” urbanistico. Non mancano certamente, a Buenos Aires, le strade eleganti - come Florida e Corrientes - né i quartieri ricchi come Palermo; domina

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Il Papa ha presieduto il rito della Via Crucis, celebrato in un’Urbe più simile a quella di Giorgio De Chirico che a quella di Bartolomeo Pinelli.
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Il Papa ha presieduto il rito della Via Crucis, celebrato in un’Urbe più simile a quella di Giorgio De Chirico che a quella di Bartolomeo Pinelli.

Il Papa ha presieduto il rito della Via Crucis, celebrato in un’Urbe più simile a quella di Giorgio De Chirico che a quella di Bartolomeo Pinelli. Il paesaggio umano della “Città Eterna” – che in un certo senso smette proprio per questo di essere tale – appare come smaterializzato. Se c’è un suo Vescovo in grado di accorgersene, è proprio Bergoglio. Il quale proviene da una di quelle metropoli dell’America Latina in cui l’ambiente popolare predomina sullo “environnement” urbanistico. Non mancano certamente, a Buenos Aires, le strade eleganti - come Florida e Corrientes - né i quartieri ricchi come Palermo; domina

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LETTERA APERTA AL PROFESOR MASSIMO CACCIARI
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LETTERA APERTA AL PROFESOR MASSIMO CACCIARI

LETTERA APERTA AL PROFESOR MASSIMO CACCIARI Caro Professore, Mi ha colpito particolarmente, leggendo il Suo bellissimo articolo su “La Stampa” di martedì scorso, il riferimento alla “sorte comune” della nostra generazione. Risulta però sbagliata l’affermazione secondo cui la “biografia privata (…) non conta mai nulla”. Caro Professore, la biografia privata non conta nulla se la si prende per sé: conta invece moltissimo se i bilanci delle diverse persone coincidono. Cerchiamo dunque di redigerli con onestà intellettuale: ne risulterà che se noi abbiamo sbagliato in buona fede, altri hanno sbagliato invece in mala

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Ariel Dello Strologo, per farsi conoscere dagli elettori genovesi, ha chiamato a collaborare con lui uno dei migliori esperti italiani di comunicazione sociale, proveniente da Milano.
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Ariel Dello Strologo, per farsi conoscere dagli elettori genovesi, ha chiamato a collaborare con lui uno dei migliori esperti italiani di comunicazione sociale, proveniente da Milano.

Ariel Dello Strologo, per farsi conoscere dagli elettori genovesi, ha chiamato a collaborare con lui uno dei migliori esperti italiani di comunicazione sociale, proveniente da Milano. Questo significa che il candidato Sindaco di Genova per il Centro – Sinistra ha capito come non debba assolutamente fidarsi del vecchio apparato comunista. Se infatti il Presidente della Comunità Israelitica vincerà – come auspichiamo – le elezioni, ciò avverrà malgrado quanti fingono di essere suoi sostenitori. In qualche caso, costoro hanno invece gettato la maschera, e si sono schierati apertamente contro di lui: malgrado tutti i

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La Signora Ursula von der Leyen si è formata a Bruxelles, ...
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La Signora Ursula von der Leyen si è formata a Bruxelles, ...

La Signora UrsulaVan Der Leyen si è formata a Bruxelles, nell’ambiente dorato e completamente astratto dalla realtà degli alti funzionari dell’Unione Europea: quanto di più simile nel Vecchio Continente di oggi alla Reggia di Versailles, dove il Re Sole rinchiuse gli aristocratici, assicurando loro una vita lussuosa e parassitaria, ma escludendoli nello steso tempo da ogni rapporto con i loro antichi feudi. Dove intanto si formava la nuova classe della borghesia agraria e manifatturiera che di lì a poco – una volta acquisito il potere economico – avrebbe rivendicato anche quello politico. La gentile Signora è sta

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Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando gli abiti degli esploratori polari, i dirigenti di tutti i Paesi coalizzati contro Putin esitano ad impiegare l’arma dell’Apocalisse: che non è l’atomica, bensì l’embargo sul gas.
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Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando gli abiti degli esploratori polari, i dirigenti di tutti i Paesi coalizzati contro Putin esitano ad impiegare l’arma dell’Apocalisse: che non è l’atomica, bensì l’embargo sul gas.

Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando gli abiti degli esploratori polari, i dirigenti di tutti i Paesi coalizzati contro Putin esitano ad impiegare l’arma dell’Apocalisse: che non è l’atomica, bensì l’embargo sul gas.

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Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando gli abiti degli esploratori polari, i dirigenti di tutti i Paesi coalizzati contro Putin esitano ad impiegare l’arma dell’Apocalisse: che non è l’atomica, bensì l’embargo sul gas.
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Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando gli abiti degli esploratori polari, i dirigenti di tutti i Paesi coalizzati contro Putin esitano ad impiegare l’arma dell’Apocalisse: che non è l’atomica, bensì l’embargo sul gas.

Il nostro Sindaco – malgrado i maliziosi dicano sia stato riformato per insufficienza toracica - sfoggia una insospettata preparazione militare, ed escogita l’arma assoluta che ci garantirà la Vittoria, consistente nel recarsi in ufficio e a scuola indossando gli abiti degli esploratori polari, i dirigenti di tutti i Paesi coalizzati contro Putin esitano ad impiegare l’arma dell’Apocalisse: che non è l’atomica, bensì l’embargo sul gas. Quanto più dunque si aggrava la guerra, con il relativo “battage” dei mezzi di comunicazione, tanto più ridotta risulta la portata delle sanzioni. Il motivo è semplice: queste misu

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Pietro il Grande iniziò la costruzione della Città che porta il suo nome quando il territorio sul quale essa sorge apparteneva ancora alla Svezia: dopo la vittoria di Poltava del 1709, non era stato ancora stipulato un Trattato di Pace.
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Pietro il Grande iniziò la costruzione della Città che porta il suo nome quando il territorio sul quale essa sorge apparteneva ancora alla Svezia: dopo la vittoria di Poltava del 1709, non era stato ancora stipulato un Trattato di Pace.

Pietro il Grande iniziò la costruzione della Città che porta il suo nome quando il territorio sul quale essa sorge apparteneva ancora alla Svezia: dopo la vittoria di Poltava del 1709, non era stato ancora stipulato un Trattato di Pace. Battezzando la nuova capitale, l’Imperatore volle emulare Costantino, che aveva dato il proprio nome all’antica Bisanzio quando ne aveva fatto il centro dell’Oriente sottoposto al suo dominio. Con questo gesto, egli volle significare che esistevano due diversi centri del potere, connessi con altrettante diverse visioni della fede cristiana. Pietro il Grande prese atto a sua volta

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Una volta, un turco ci disse che secondo lui tutti i Curdi erano per natura malvagi, anche presi individualmente.
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Una volta, un turco ci disse che secondo lui tutti i Curdi erano per natura malvagi, anche presi individualmente.

Una volta, un turco ci disse che secondo lui tutti i Curdi erano per natura malvagi, anche presi individualmente. Cesare Lombroso credette di dare dignità scientifica a simili teorie, prendendosela con i Meridionali, da lui ritenuti delinquenti per tendenza a causa della forma del cranio (?!). Se affermazioni del genere risultassero fondate, il genocidio sarebbe, se non giustificabile, quanto meno comprensibile, trattandosi di una misura utile ad estirpare il male dal mondo. Hitler redasse il “Mein Kampf” precisamente con lo scopo di sostenere questa tesi aberrante. Non basta dunque condannare l’Olocausto: occorr

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L’attività svolta dai banchieri viene speso considerata contraria agli interessi della società, essendo associata arbitrariamente con l’usura, che – assorbendo le risorse prodotte dal lavoro – manda in rovina quanti lo svolgono.
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L’attività svolta dai banchieri viene speso considerata contraria agli interessi della società, essendo associata arbitrariamente con l’usura, che – assorbendo le risorse prodotte dal lavoro – manda in rovina quanti lo svolgono.

L’attività svolta dai banchieri viene speso considerata contraria agli interessi della società, essendo associata arbitrariamente con l’usura, che – assorbendo le risorse prodotte dal lavoro – manda in rovina quanti lo svolgono. In realtà, le banche adempiono ad una funzione esattamente contraria, che incrementa lo sviluppo economico in quanto da un lato esse raccolgono le risorse finanziarie e dall’altro le indirizzano verso chi ne ha bisogno per iniziare, proseguire od ampliare la produzione dei beni e dei servizi. Quando però le banche vanno in sofferenza, occorre mettere al sicuro il denaro che è stato loro a

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Il Sindaco di Imperia ha emesso, insieme con i colleghi di Sanremo e di Ventimiglia, una dichiarazione di solidarietà con l’Ucraina, auspicando che le siano date le armi necessarie per difendere la sua sovranità.
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Il Sindaco di Imperia ha emesso, insieme con i colleghi di Sanremo e di Ventimiglia, una dichiarazione di solidarietà con l’Ucraina, auspicando che le siano date le armi necessarie per difendere la sua sovranità.

Il Sindaco di Imperia ha emesso, insieme con i colleghi di Sanremo e di Ventimiglia, una dichiarazione di solidarietà con l’Ucraina, auspicando che le siano date le armi necessarie per difendere la sua sovranità. Questo gesto non significa ancora, purtroppo, che il “Partito Trasversale” sia finito. Cerchiamo tuttavia di vedere il cosiddetto bicchiere mezzo pieno, constatando come – a differenza di quanto avveniva al tempo del “Partito della Selvaggina” – la sua componente di “Sinistra” (?!) non è più in grado di determinarne la “politica estera”. La situazione risulta dunque cambiata sia rispetto all’epoca del “M

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Il Parlamento italiano ha compiuto un atto politico irreversibile, che si può paragonare per importanza alla decisione di entrare in guerra assunta il 24 maggio del 1915, dichiarandosi pienamente solidale con l’Ucraina.
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Il Parlamento italiano ha compiuto un atto politico irreversibile, che si può paragonare per importanza alla decisione di entrare in guerra assunta il 24 maggio del 1915, dichiarandosi pienamente solidale con l’Ucraina.

Il Parlamento italiano ha compiuto un atto politico irreversibile, che si può paragonare per importanza alla decisione di entrare in guerra assunta il 24 maggio del 1915, dichiarandosi pienamente solidale con l’Ucraina. L’emanazione dei conseguenti atti giuridici, necessari per sostenere questo Paese, costituisce la conseguenza inevitabile di questa scelta. Quanto più è importante, per la nostra vicenda nazionale, è il fatto che si siano finalmente superate tutte le dicotomie ideologiche ereditate dalla Seconda Guerra Mondiale, così come dalla cosiddetta “guerra fredda”, nel nome di una adesione pressoché unanime

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Nel dibattito sull’autodeterminazione dell’Ucraina si è fatta molta confusione tra il Diritto ed altre scienze, quali sono la Storiografia e la Linguistica.
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Nel dibattito sull’autodeterminazione dell’Ucraina si è fatta molta confusione tra il Diritto ed altre scienze, quali sono la Storiografia e la Linguistica.

Nel dibattito sull’autodeterminazione dell’Ucraina si è fatta molta confusione tra il Diritto ed altre scienze, quali sono la Storiografia e la Linguistica. Lo stesso Putin, in un suo saggio di argomento storico tradotto ed ampiamente commentato in Occidente (redatto probabilmente da qualche accademico suo amico e sostenitore), aveva asserito che l’Ucraina non ha una propria identità nazionale, e che questo le impedisce di aspirare all’Indipendenza. Altri invocano a sostegno di questa tesi il fatto che molti cittadini ucraini sono russofoni. Ciò non ha impedito comunque che anche costoro si opponessero attivament

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Nel tempo dell’Unione Sovietica, quando i dirigenti del Cremlino erano in procinto di scomunicare qualche Partito Comunista, ne mandavano in avanscoperta uno molto più piccolo, incaricandolo di fare il lavoro sporco, consisteva nell’anticipare i motivi del conflitto ideologico.
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Nel tempo dell’Unione Sovietica, quando i dirigenti del Cremlino erano in procinto di scomunicare qualche Partito Comunista, ne mandavano in avanscoperta uno molto più piccolo, incaricandolo di fare il lavoro sporco, consisteva nell’anticipare i motivi del conflitto ideologico.

Abbiamo costretto un Amministratore del Comune di Imperia – persona colta, intelligente e sensibile – a dedicare un’ora del suo tempo prezioso ad ascoltare la spiegazione dei motivi per cui il mai morto “Partito della Selvaggina” è riuscito fino ad ora ad impedire che la nostra Città fosse presente nelle iniziative a sostegno dell’Ucraina. Poiché conosciamo bene le difficoltà economiche in cui si dibattono tutti i Comuni d’Italia, abbiamo suggerito un piccolo gesto simbolico, come illuminare con i colori della bandiera di quel Paese la facciata del Municipio: poiché però l’energia elettrica costa sempre di più, s

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Abbiamo costretto un Amministratore del Comune di Imperia – persona colta, intelligente e sensibile – a dedicare un’ora del suo tempo prezioso ad ascoltare la spiegazione dei motivi per cui il mai morto “Partito della Selvaggina” è riuscito fino ad ora ad impedire che la nostra Città fosse presente nelle iniziative a sostegno dell’Ucraina.
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Abbiamo costretto un Amministratore del Comune di Imperia – persona colta, intelligente e sensibile – a dedicare un’ora del suo tempo prezioso ad ascoltare la spiegazione dei motivi per cui il mai morto “Partito della Selvaggina” è riuscito fino ad ora ad impedire che la nostra Città fosse presente nelle iniziative a sostegno dell’Ucraina.

Abbiamo costretto un Amministratore del Comune di Imperia – persona colta, intelligente e sensibile – a dedicare un’ora del suo tempo prezioso ad ascoltare la spiegazione dei motivi per cui il mai morto “Partito della Selvaggina” è riuscito fino ad ora ad impedire che la nostra Città fosse presente nelle iniziative a sostegno dell’Ucraina. Poiché conosciamo bene le difficoltà economiche in cui si dibattono tutti i Comuni d’Italia, abbiamo suggerito un piccolo gesto simbolico, come illuminare con i colori della bandiera di quel Paese la facciata del Municipio: poiché però l’energia elettrica costa sempre di più, s

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Alcuni anni or sono, in occasione delle funzioni religiose officiate in piazza San Pietro, una falange di zelanti volontari distribuiva ai fedeli un giornale, stampato nella stessa veste grafica de “L’Osservatore Romano”.
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Alcuni anni or sono, in occasione delle funzioni religiose officiate in piazza San Pietro, una falange di zelanti volontari distribuiva ai fedeli un giornale, stampato nella stessa veste grafica de “L’Osservatore Romano”.

Alcuni anni or sono, in occasione delle funzioni religiose officiate in piazza San Pietro, una falange di zelanti volontari distribuiva ai fedeli un giornale, stampato nella stessa veste grafica de “L’Osservatore Romano”. Tutti i quanti se lo mettevano sulla testa per ripararsi dal sole, assicurando ai promotori dell’iniziativa una pubblicità per le loro tesi. Questa trovata risaliva a tempi ancora più remoti, quando la “carovana pubblicitaria” del Giro d’Italia lanciava agli spettatori in attesa dei corridori dei cappelli di carta con la “réclame” di una nota marca, facendoli così esibire davanti alle telecamere

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Monsignor Viganò è ricomparso, pubblicando un lungo testo, che non pare redatto personalmente dal prelato tradizionalista salvo nel prologo e nella chiusura, inframmezzati da una dettagliata ricostruzione delle vicende ucraine, redatta secondo i canoni della propaganda ufficiale del Cremlino.
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Monsignor Viganò è ricomparso, pubblicando un lungo testo, che non pare redatto personalmente dal prelato tradizionalista salvo nel prologo e nella chiusura, inframmezzati da una dettagliata ricostruzione delle vicende ucraine, redatta secondo i canoni della propaganda ufficiale del Cremlino.

Monsignor Viganò è ricomparso, pubblicando un lungo testo, che non pare redatto personalmente dal prelato tradizionalista salvo nel prologo e nella chiusura, inframmezzati da una dettagliata ricostruzione delle vicende ucraine, redatta secondo i canoni della propaganda ufficiale del Cremlino. Secondo questa versione, la scelta indipendentista e filo occidentale compiuta con la cosiddetta “Rivoluzione di Maidan” sarebbe il risultato del consueto “complotto ebraico”, ordito da Soros e da alcuni oligarchi israeliti di Kiev, ispiratori del Presidente Zelensky: il quale ha naturalmente la colpa di essere ebreo. Si spr

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Winston Churchill disse che soltanto gli stupidi non cambiano mai di opinione.
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Winston Churchill disse che soltanto gli stupidi non cambiano mai di opinione.

Winston Churchill disse che soltanto gli stupidi non cambiano mai di opinione. Se Salvini – pur essendo un voltagabbana – possedesse un minimo di cultura, avrebbe risposto con questa frase al Sindaco polacco quando costui gli rinfacciava di essere stato un fanatico seguace di Putin. Il “Capitano” è stato prima pagano ed adoratore del “Dio Po”, poi si è ispirato ai movimenti ereticali del Medio Evo, come i Dolciniani ed i Poveri di Lione, per approdare infine al tradizionalismo cattolico; è stato “comunista padano”, e poi è diventato un estremista di destra; è stato secessionista ed è diventato centralista. Tutti

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Accade sovente, nel Cristianesimo tanto Occidentale quanto Orientale, che i monasteri si integrino nella vicenda delle comunità circostanti, divenendo punti di riferimento per la loro vita sociale e culturale.
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Accade sovente, nel Cristianesimo tanto Occidentale quanto Orientale, che i monasteri si integrino nella vicenda delle comunità circostanti, divenendo punti di riferimento per la loro vita sociale e culturale.

Accade sovente, nel Cristianesimo tanto Occidentale quanto Orientale, che i monasteri si integrino nella vicenda delle comunità circostanti, divenendo punti di riferimento per la loro vita sociale e culturale. Questo è il caso del Convento dei Domenicani di Taggia, fondato dal Beato Cristoforo da Milano nel breve momento storico in cui Gian Galeazzo Visconti, avendo assoggettato al suo dominio diretto o indiretto tutta l’Italia Settentrionale e Centrale, fu sul punto di unificare il nostro Paese. Dopo la soppressione napoleonica, rimase sempre nella popolazione l’aspirazione a ricostituire nell’antico e splendido

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Una immagine testimonia - meglio di tutte le altre - che gli Ucraini sono un popolo dalle radici solide e profonde, tali da preservare la sua identità al di là delle prove attraversate in questo momento.
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Una immagine testimonia - meglio di tutte le altre - che gli Ucraini sono un popolo dalle radici solide e profonde, tali da preservare la sua identità al di là delle prove attraversate in questo momento.

Una immagine testimonia - meglio di tutte le altre - che gli Ucraini sono un popolo dalle radici solide e profonde, tali da preservare la sua identità al di là delle prove attraversate in questo momento. La foto, scattata in prossimità della prima linea, mostra due volontari, un uomo e una donna, mentre celebrano sul campo il loro matrimonio religioso indossando entrambi la divisa - non certo l’alta uniforme, bensì la tuta mimetica – mentre un altro soldato tiene sulle loro teste un elmetto, in sostituzione della corona dorata o di quella di fiori che si usa nel rito cristiano d’Oriente. Il celebrante non ha evid

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Nei giorni scorsi, il deputato catalano Comin ha tenuto una conferenza presso il Palazzo Ducale, sede del Governo della Repubblica Genova, legata con Barcellona da antichi rapporti culturali ed economici, originati dal comune passato di Città proiettate su tutto il Mediterraneo.
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Nei giorni scorsi, il deputato catalano Comin ha tenuto una conferenza presso il Palazzo Ducale, sede del Governo della Repubblica Genova, legata con Barcellona da antichi rapporti culturali ed economici, originati dal comune passato di Città proiettate su tutto il Mediterraneo.

Nei giorni scorsi, il deputato catalano Comin ha tenuto una conferenza presso il Palazzo Ducale, sede del Governo della Repubblica Genova, legata con Barcellona da antichi rapporti culturali ed economici, originati dal comune passato di Città proiettate su tutto il Mediterraneo. L’esponente politico iberico ha osservato giustamente che in Europa ci sono due diversi metodi per modificare i confini: uno è quello democratico e pacifico, l’altro è quello autocratico, che induce a calpestare sul piano del Diritto Internazionale il principio di autodeterminazione, ed a negare nell’ambito del Diritto interno il rispetto

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Almeno una delle sanzioni decretate dall’Unione Europea contro la Russia si è già dimostrata completamente inefficace: quando si è provveduto a bloccare i conti correnti bancari aperti in Occidente dai cosiddetti “oligarchi”, si è constatato che non c’era più neache un centesimo.
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Almeno una delle sanzioni decretate dall’Unione Europea contro la Russia si è già dimostrata completamente inefficace: quando si è provveduto a bloccare i conti correnti bancari aperti in Occidente dai cosiddetti “oligarchi”, si è constatato che non c’era più neache un centesimo.

Quando insistevamo nel denunziare la degenerazione del rapporto tra rappresentanti e rappresentati, cioè in sostanza il tradimento della democrazia, causato nella nostra realtà locale dall’esistenza di un “partito trasversale” – detto anche “partito della selvaggina” – ci si rispondeva regoalrmente che non era qui la vera Sinistra. Questo, però, risulta vero solo in parte: se ci sono delle Città e delle Regioni dove questo settore politica ancora promuove ed accompagna la crescita civile delle diverse comunità – come sta avvenendo a Genova con la candidatura a Sindaco di Ariel Dello Strologo - è altresì vero che

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Quando insistevamo nel denunziare la degenerazione del rapporto tra rappresentanti e rappresentati, cioè in sostanza il tradimento della democrazia, causato nella nostra realtà locale dall’esistenza di un “partito trasversale” – detto anche “partito della selvaggina” – ci si rispondeva regoalrmente che non era qui la vera Sinistra.
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Quando insistevamo nel denunziare la degenerazione del rapporto tra rappresentanti e rappresentati, cioè in sostanza il tradimento della democrazia, causato nella nostra realtà locale dall’esistenza di un “partito trasversale” – detto anche “partito della selvaggina” – ci si rispondeva regoalrmente che non era qui la vera Sinistra.

Quando insistevamo nel denunziare la degenerazione del rapporto tra rappresentanti e rappresentati, cioè in sostanza il tradimento della democrazia, causato nella nostra realtà locale dall’esistenza di un “partito trasversale” – detto anche “partito della selvaggina” – ci si rispondeva regoalrmente che non era qui la vera Sinistra. Questo, però, risulta vero solo in parte: se ci sono delle Città e delle Regioni dove questo settore politica ancora promuove ed accompagna la crescita civile delle diverse comunità – come sta avvenendo a Genova con la candidatura a Sindaco di Ariel Dello Strologo - è altresì vero che

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Che Mosca si consideri da sempre la “Terza Roma”, erede tanto della Prima quanto soprattutto della Seconda, cioè di Bisanzio, è così notorio da essere divenuto un luogo comune; è altrettanto notorio che a questa missione salvifica ed universale si ispiravano sia i suoi Imperatori, sia Stalin.
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Che Mosca si consideri da sempre la “Terza Roma”, erede tanto della Prima quanto soprattutto della Seconda, cioè di Bisanzio, è così notorio da essere divenuto un luogo comune; è altrettanto notorio che a questa missione salvifica ed universale si ispiravano sia i suoi Imperatori, sia Stalin.

Che Mosca si consideri da sempre la “Terza Roma”, erede tanto della Prima quanto soprattutto della Seconda, cioè di Bisanzio, è così notorio da essere divenuto un luogo comune; è altrettanto notorio che a questa missione salvifica ed universale si ispiravano sia i suoi Imperatori, sia Stalin. Ora, però, di questa storia viene offerta una rilettura “ad usum” di Putin e dei suoi disegni di politica internazionale, attraverso un documentario televisivo intitolato “La distruzione dell’Impero: una lezione bizantina”, di cui è autore tale Tihon Shevkunov, appartenente al circolo più ristretto dei collaboratori del Pres

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La vicenda che ha causato le scuse - ma probabilmente anche le stesse dimissioni - di Ratzinger, si può riassumere, nei suoi termini giuridici, abbastanza semplicemente.
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La vicenda che ha causato le scuse - ma probabilmente anche le stesse dimissioni - di Ratzinger, si può riassumere, nei suoi termini giuridici, abbastanza semplicemente.

La vicenda che ha causato le scuse - ma probabilmente anche le stesse dimissioni - di Ratzinger, si può riassumere, nei suoi termini giuridici, abbastanza semplicemente. Da un'altra diocesi della Germania, venne trasferito in quella di Monaco e Frisinga, retta dal futuro pontefice, un sacerdote allontanato dalla sua parrocchia essendo stato accertato il suo comportamento pedofilo. L'incardinazione nella nuova sede venne valutata nel corso di una riunione in cui Ratzinger era presente, come risulta dal verbale, cui hanno potuto accedere gli avvocati incaricati dal cardinale Marx di indagare sulla vicenda. Il Papa

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Rivolgiamo in primo luogo i nostri migliori auguri ad Ariel Dello Strologo, prossimo sindaco di Genova. Abbiamo doverosamente portato il nostro granello di sabbia al suo meritato successo, sul quale non nutriamo alcun dubbio, esortando l'amico Ubaldo Santi ad abbandonare la consorteria di ciarlatani, riunita in quella grottesca "corte dei miracoli" cui la destra ha ridotto lo Star Hotel di Brignole, ritornando ad impegnarsi per il bene della città e dei lavoratori, secondo l'esempio di suo padre.
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Rivolgiamo in primo luogo i nostri migliori auguri ad Ariel Dello Strologo, prossimo sindaco di Genova. Abbiamo doverosamente portato il nostro granello di sabbia al suo meritato successo, sul quale non nutriamo alcun dubbio, esortando l'amico Ubaldo Santi ad abbandonare la consorteria di ciarlatani, riunita in quella grottesca "corte dei miracoli" cui la destra ha ridotto lo Star Hotel di Brignole, ritornando ad impegnarsi per il bene della città e dei lavoratori, secondo l'esempio di suo padre.

Rivolgiamo in primo luogo i nostri migliori auguri ad Ariel Dello Strologo, prossimo sindaco di Genova. Abbiamo doverosamente portato il nostro granello di sabbia al suo meritato successo, sul quale non nutriamo alcun dubbio, esortando l'amico Ubaldo Santi ad abbandonare la consorteria di ciarlatani, riunita in quella grottesca

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Il tempo - dicevano i nostri vecchi - è galantuomo, e dunque viene sempre il momento in cui a chi ha combattuto delle battaglie di principio si riconosce che aveva ragione.
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Il tempo - dicevano i nostri vecchi - è galantuomo, e dunque viene sempre il momento in cui a chi ha combattuto delle battaglie di principio si riconosce che aveva ragione.

Il tempo - dicevano i nostri vecchi - è galantuomo, e dunque viene sempre il momento in cui a chi ha combattuto delle battaglie di principio si riconosce che aveva ragione. La maggioranza di destra che governa la Liguria, dopo essersi distinta per le idiozie del suo assessore svizzero Benveduti, che prometteva di picchiare personalmente gli impiegati assenteisti, essendo campione di arti marziali, si sta dissolvendo. Il

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La nostra amica viennese sembra riunire nella sua persona tutta la complessità cosmopolita della vecchia Capitale dell’Impero.
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La nostra amica viennese sembra riunire nella sua persona tutta la complessità cosmopolita della vecchia Capitale dell’Impero.

La nostra amica viennese sembra riunire nella sua persona tutta la complessità cosmopolita della vecchia Capitale dell’Impero. Il cognome rivela l’origine slava, che la accomuna del resto a molti suoi concittadini. Nella formazione culturale, la radice asburgica – e cioè multinazionale – prevale nettamente su quella germanica. Gli interessi intellettuali includono infatti lo studio della lingua latina, nonché di quella italiana, mescolata per l’appunto con qualche latinismo. La visione è dunque rivolta tanto al Meridione quanto all’Oriente: che – come diceva per l’appunto il Principe Clemente di Metternich – “com

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La pressione militare esercitata dalla Russia sull’Ucraina, che ci si era illusi di scongiurare mediante l’azione diplomatica svolta dagli Americani, dai Francesi, dai Tedeschi ed infine dagli Italiani, è già sfociata nei primi combattimenti.
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La pressione militare esercitata dalla Russia sull’Ucraina, che ci si era illusi di scongiurare mediante l’azione diplomatica svolta dagli Americani, dai Francesi, dai Tedeschi ed infine dagli Italiani, è già sfociata nei primi combattimenti.

La pressione militare esercitata dalla Russia sull’Ucraina, che ci si era illusi di scongiurare mediante l’azione diplomatica svolta dagli Americani, dai Francesi, dai Tedeschi ed infine dagli Italiani, è già sfociata nei primi combattimenti. Mentre ci auguriamo ancora – “Spes contra spem”- che questo non venga considerato come l’atteso “casus belli”, è già certo che il confine tra l’Est e l’Ovest, stabilito a suo tempo sull’Elba e poi spostato progressivamente fino al Don, si è comunque trasformato in un fronte di guerra: non più “fredda”, bensì calda. Mentre tutta l’Europa Orientale rafforza le proprie difese e

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Non ci sarà il referendum sull’eutanasia.
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Non ci sarà il referendum sull’eutanasia.

Non ci sarà il referendum sull’eutanasia. La sentenza della Corte Costituzionale risulta ineccepibile dal punto di vista giuridico, in quanto l’abolizione del reato di omicidio del consenziente permetterebbe di praticarlo nei confronti di chiunque: anche di chi – pur essendo perfettamente sano – non avesse semplicemente più voglia di vivere. In Belgio, si è praticata l’asserita “eutanasia” su di una ragazza caduta in depressione perché si considerava brutta. Rimane dunque aperta la strada dell’attività legislativa, che dovrà riflettere nelle norme positive il criterio, già stabilito dalla Consulta, in base al qua

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Gli analisti comparano l’attuale crisi in Ucraina con quella detta “dei missili a Cuba”, per quanto i ruoli risultino invertiti rispetto ad allora.
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Gli analisti comparano l’attuale crisi in Ucraina con quella detta “dei missili a Cuba”, per quanto i ruoli risultino invertiti rispetto ad allora.

Gli analisti comparano l’attuale crisi in Ucraina con quella detta “dei missili a Cuba”, per quanto i ruoli risultino invertiti rispetto ad allora. Kennedy constatò come la presenza di armi offensive sovietiche costituisse una minaccia per il territorio degli Stati Uniti, mentre oggi Putin trae le stesse conclusioni a proposito della appartenenza dell’Ucraina – anche a prescindere dal suo ingresso nell’Alleanza Atlantica – al campo occidentale. Il contenzioso non verte dunque né sulla presentazione di una istanza formale di adesione, né sulla sua accettazione: ormai – salvo che venga rovesciato il Governo di Kiev

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La coincidenza tra la “Giornata della Memoria”, in cui sono state giustamente ricordate le vittime italiane della “pulizia etnica”, praticata contro di loro per la prima volta dalle milizie della Jugoslavia prima che i vari popoli di questo Paese la ripetessero ancora più sanguinosamente gli uni contro gli altri, ha coinciso con l’imminenza di un’altra catastrofe di questo genere: in Ucraina, quanti rifiutano si essere assimilati ai “Grandi Russi” troveranno la sola via di scampo nella fuga verso l’Occidente, definita da Johnson una “catastrofe umanitaria”.
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La coincidenza tra la “Giornata della Memoria”, in cui sono state giustamente ricordate le vittime italiane della “pulizia etnica”, praticata contro di loro per la prima volta dalle milizie della Jugoslavia prima che i vari popoli di questo Paese la ripetessero ancora più sanguinosamente gli uni contro gli altri, ha coinciso con l’imminenza di un’altra catastrofe di questo genere: in Ucraina, quanti rifiutano si essere assimilati ai “Grandi Russi” troveranno la sola via di scampo nella fuga verso l’Occidente, definita da Johnson una “catastrofe umanitaria”.

La coincidenza tra la “Giornata della Memoria”, in cui sono state giustamente ricordate le vittime italiane della “pulizia etnica”, praticata contro di loro per la prima volta dalle milizie della Jugoslavia prima che i vari popoli di questo Paese la ripetessero ancora più sanguinosamente gli uni contro gli altri, ha coinciso con l’imminenza di un’altra catastrofe di questo genere: in Ucraina, quanti rifiutano si essere assimilati ai “Grandi Russi” troveranno la sola via di scampo nella fuga verso l’Occidente, definita da Johnson una “catastrofe umanitaria”. Si calcola che si accingano a chiedere rifugio all’ester

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Quando si parla di Repubblica, il Paese che si collega spontaneamente con questa forma istituzionale dello Stato è soprattutto la Francia.
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Quando si parla di Repubblica, il Paese che si collega spontaneamente con questa forma istituzionale dello Stato è soprattutto la Francia.

Quando si parla di Repubblica, il Paese che si collega spontaneamente con questa forma istituzionale dello Stato è soprattutto la Francia. La quale, però, di Repubbliche non ne ha avuta una sola, bensì addirittura cinque. Venne prima quella proclamata nel 1792, poi quella del 1848, ed infina quella del 1870, l’unica anon destinata ad una durata effimera come le precedenti. La Quarta e la Quinta ne costituirono la prosecuzione, con qualche adattamento successivo alla seconda guerra mondiale. Durante la quale, il regime collaborazionista di Vichy, essendo guidato dal monarchico Maresciallo Pétain, si denominò “Stat

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Chi pertanto vive lontano dai luoghi in cui essa viene decisa e consumata, può soltanto ricercare nella propria vita quotidiana il riflesso di quelle vicende che solo più tardi finiranno per coinvolgerlo.
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Chi pertanto vive lontano dai luoghi in cui essa viene decisa e consumata, può soltanto ricercare nella propria vita quotidiana il riflesso di quelle vicende che solo più tardi finiranno per coinvolgerlo.

Chi pertanto vive lontano dai luoghi in cui essa viene decisa e consumata, può soltanto ricercare nella propria vita quotidiana il riflesso di quelle vicende che solo più tardi finiranno per coinvolgerlo. Dalle nostre parti, operano badanti tanto ucraine (molto più numerose) quanto “grandi russe” (di numero decisamente inferiore). Avendo incontrato una di queste ultime, si è svolto tra noi un dialogo tacitiano. Alla domanda “Entrate?”, la Signora proveniente dalla lontana Moscovia ha risposto immediatamente “Si!” Una sua collega ucraina, che accudisce un nostro concittadino completamente rimbambito, ha risposto a

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Palmiro Togliatti riservò sempre a sé stesso – insieme con il compito di stabilire a sua piena discrezione la linea del Partito – un altro aspetto, solo in apparenza secondario, della politica comunista in Italia:la valutazione della espressione artistica.
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Palmiro Togliatti riservò sempre a sé stesso – insieme con il compito di stabilire a sua piena discrezione la linea del Partito – un altro aspetto, solo in apparenza secondario, della politica comunista in Italia:la valutazione della espressione artistica.

Palmiro Togliatti riservò sempre a sé stesso – insieme con il compito di stabilire a sua piena discrezione la linea del Partito – un altro aspetto, solo in apparenza secondario, della politica comunista in Italia:la valutazione della espressione artistica. Il criterio estetico adottato a questo scopo era in realtà di carattere ideologico. I film, i romanzi e le opere di arte plastica dovevano ispirarsi al canone detto “nazionalpopolare”, che costituiva una variante – certamente edulcorata rispetto all’originale sovietico, ma applicata altrettanto ferreamente - del “realismo socialista”. Guttuso lo rappresentava n

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Dopo il clamoroso fallimento della candidatura alla Presidenza della malconsigliata Casellati,
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Dopo il clamoroso fallimento della candidatura alla Presidenza della malconsigliata Casellati,

Dopo il clamoroso fallimento della candidatura alla Presidenza della malconsigliata Casellati, è andato in scena a Montecitorio un intermnezzo pugilistico tra La Russa e Toti, l’uno più allenato, l’altro più robusto: ciò malgrado, il “Governatore” ha preso un sacco di legnate. Alle botte reali, si sono aggiunte quelle metaforiche: l’uomo Mediaset di via Fieschi si è infatti dedicato – anch’egli malconsigliato, come “la zia della nipote di Mubarak” – all’ennesimo ed ormai patetico tentativo di costituire un Partito – detto anche una “Area” - di Centro. Si tratta di una impresa nella quale si sono vanamente cimenta

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Per comprendere che cosa significhi la rielezione di Mattarella, basta leggere i giornali di domenica: mentre gli articoli di cronaca compongono un peana in onore del Presidente (e fin qui può passare), nonché dei suoi elettori (questo, invece, supera i limiti della decenza), e mentre i capi dei diversi Partiti fanno a gara nell’aggiudicarsi il merito di quanto è avvenuto, non si trova un solo commentatore – neanche quelli più ossequienti nei confronti del Potere – che riesca viceversa a celare il proprio sconcerto e la propria preoccupazione di fronte alle condizioni in cui versa la Repubblica.
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Per comprendere che cosa significhi la rielezione di Mattarella, basta leggere i giornali di domenica: mentre gli articoli di cronaca compongono un peana in onore del Presidente (e fin qui può passare), nonché dei suoi elettori (questo, invece, supera i limiti della decenza), e mentre i capi dei diversi Partiti fanno a gara nell’aggiudicarsi il merito di quanto è avvenuto, non si trova un solo commentatore – neanche quelli più ossequienti nei confronti del Potere – che riesca viceversa a celare il proprio sconcerto e la propria preoccupazione di fronte alle condizioni in cui versa la Repubblica.

Per comprendere che cosa significhi la rielezione di Mattarella, basta leggere i giornali di domenica: mentre gli articoli di cronaca compongono un peana in onore del Presidente (e fin qui può passare), nonché dei suoi elettori (questo, invece, supera i limiti della decenza), e mentre i capi dei diversi Partiti fanno a gara nell’aggiudicarsi il merito di quanto è avvenuto, non si trova un solo commentatore – neanche quelli più ossequienti nei confronti del Potere – che riesca viceversa a celare il proprio sconcerto e la propria preoccupazione di fronte alle condizioni in cui versa la Repubblica. Queste analisi ca

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La seconda uscita pubblica del movimento "free vax" (l'etichetta di "no vax" viene sdegnosamente respinta, dal momento che alcuni dei suoi stessi dirigenti sono stati inoculati con tre dosi, e lo dichiarano apertamente) nella centrale Piazza Colombo di Sanremo eguaglia praticamente il numero di partecipanti della prima uscita. Il successivo concerto di Povia raccoglie ben millecinquecento spettatori, ma qui c'entra l'impegno civile. I quasi quattrocento che assistono al comizio vengono inoltre da tutta la provincia: sono rappresentate Ventimiglia ed Imperia.
Per chi si diletta di piccole cabale, ricordiamo che dall'Epifania del 1959, quando Giovanni XXIII, da poco eletto al pontificato, aveva annunziato in San Paolo Fuori le Mura l'indizione del Concilio Ecumenico, smentendo chi lo indicava come un Papa di transizione, al 1968 trascorsero nove anni: tanti quanti ne sono trascorsi dall'avvento di Bergoglio. Allora come oggi, i fermenti del rinnovamento che avrebbero contrassegnato una generazione provenivano originalmente dall'ambito religioso.
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Per chi si diletta di piccole cabale, ricordiamo che dall'Epifania del 1959, quando Giovanni XXIII, da poco eletto al pontificato, aveva annunziato in San Paolo Fuori le Mura l'indizione del Concilio Ecumenico, smentendo chi lo indicava come un Papa di transizione, al 1968 trascorsero nove anni: tanti quanti ne sono trascorsi dall'avvento di Bergoglio. Allora come oggi, i fermenti del rinnovamento che avrebbero contrassegnato una generazione provenivano originalmente dall'ambito religioso.

Per chi si diletta di piccole cabale, ricordiamo che dall'Epifania del 1959, quando Giovanni XXIII, da poco eletto al pontificato, aveva annunziato in San Paolo Fuori le Mura l'indizione del Concilio Ecumenico, smentendo chi lo indicava come un Papa di transizione, al 1968 trascorsero nove anni: tanti quanti ne sono trascorsi dall'avvento di Bergoglio. Allora come oggi, i fermenti del rinnovamento che avrebbero contrassegnato una generazione provenivano originalmente dall'ambito religioso. Anche i primi promotori del movimento del 1968 furono - quanto meno in Italia - dei cattolici, espressi dall'ambiente più pro

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Mentre scriviamo, i ministri degli esteri degli Stati Uniti e della Russia si incontrano ancora una volta a Ginevra, nel tentativo di fermare la guerra in Ucraina. Le probabilità di riuscita appaiono minime, in primo luogo perchè Lavrov esige dalla sua controparte una risposta scritta, che è già stata rifiutata in anticipo. In secondo luogo, il documento presentato agli americani si configura come un ultimatum, anche se non viene definito formalmente come tale. Mosca esige non soltanto la garanzia che l'Ucraina rimanga fuori dall'Alleanza Atlantica, ma anche una serie di adempimenti manifestamente inesigibili, cioè il ritiro di tutte le truppe occidentali e di tutti gli armamenti dislocati nei Paesi già membri del Patto di Varsavia.
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Mentre scriviamo, i ministri degli esteri degli Stati Uniti e della Russia si incontrano ancora una volta a Ginevra, nel tentativo di fermare la guerra in Ucraina. Le probabilità di riuscita appaiono minime, in primo luogo perchè Lavrov esige dalla sua controparte una risposta scritta, che è già stata rifiutata in anticipo. In secondo luogo, il documento presentato agli americani si configura come un ultimatum, anche se non viene definito formalmente come tale. Mosca esige non soltanto la garanzia che l'Ucraina rimanga fuori dall'Alleanza Atlantica, ma anche una serie di adempimenti manifestamente inesigibili, cioè il ritiro di tutte le truppe occidentali e di tutti gli armamenti dislocati nei Paesi già membri del Patto di Varsavia.

Mentre scriviamo, i ministri degli esteri degli Stati Uniti e della Russia si incontrano ancora una volta a Ginevra, nel tentativo di fermare la guerra in Ucraina. Le probabilità di riuscita appaiono minime, in primo luogo perchè Lavrov esige dalla sua controparte una risposta scritta, che è già stata rifiutata in anticipo. In secondo luogo, il documento presentato agli americani si configura come un ultimatum, anche se non viene definito formalmente come tale. Mosca esige non soltanto la garanzia che l'Ucraina rimanga fuori dall'Alleanza Atlantica, ma anche una serie di adempimenti manifestamente inesigibili, ci

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Ci telefona un giovane e brillante professionista, appartenente ad una famiglia molto eminente della nostra città, che ha espresso in passato diversi illustri rappresentanti delle istituzioni, per manifestare il proprio disappunto, avendo potuto constatare come il supermercato di fiducia non metta più in vendita nessun genere di carne, nè bovina, nè suina, nè avicola.
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Ci telefona un giovane e brillante professionista, appartenente ad una famiglia molto eminente della nostra città, che ha espresso in passato diversi illustri rappresentanti delle istituzioni, per manifestare il proprio disappunto, avendo potuto constatare come il supermercato di fiducia non metta più in vendita nessun genere di carne, nè bovina, nè suina, nè avicola.

Ci telefona un giovane e brillante professionista, appartenente ad una famiglia molto eminente della nostra città, che ha espresso in passato diversi illustri rappresentanti delle istituzioni, per manifestare il proprio disappunto, avendo potuto constatare come il supermercato di fiducia non metta più in vendita nessun genere di carne, nè bovina, nè suina, nè avicola. La vista degli scaffali vuoti è risultata per lui più scioccante delle file di camion militari trasformati in carri funebri con cui il Governo volle a suo tempo dare ai cittadini la percezione dell'inizio dell'equivalente di una nuova guerra. Nei ri

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Parlando delle vicende di Genova, avevamo notato come un ecclesiastico - l'allora arcivescovo metropolita Cardinale Angelo Bagnasco - fosse rimasto l'unico ad esprimere - nella città laica, repubblicana e poi socialista patria di Giuseppe Mazzini - un richiamo alla sua tradizione democratica. L'eclisse di questa identità aveva portato il centro-sinistra a lasciare campo libero ad una amministrazione comunale di destra, che si è rivelata capace soltanto di offendere le convinzioni dei concittadini, manifestando il suo attaccamento alla tradizione unicamente con il (costoso) travestimento da doge del sindaco Bucci, il quale è solito esibirsi in questa pagliacciata carnevalesca.
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Parlando delle vicende di Genova, avevamo notato come un ecclesiastico - l'allora arcivescovo metropolita Cardinale Angelo Bagnasco - fosse rimasto l'unico ad esprimere - nella città laica, repubblicana e poi socialista patria di Giuseppe Mazzini - un richiamo alla sua tradizione democratica. L'eclisse di questa identità aveva portato il centro-sinistra a lasciare campo libero ad una amministrazione comunale di destra, che si è rivelata capace soltanto di offendere le convinzioni dei concittadini, manifestando il suo attaccamento alla tradizione unicamente con il (costoso) travestimento da doge del sindaco Bucci, il quale è solito esibirsi in questa pagliacciata carnevalesca.

Parlando delle vicende di Genova, avevamo notato come un ecclesiastico - l'allora arcivescovo metropolita Cardinale Angelo Bagnasco - fosse rimasto l'unico ad esprimere - nella città laica, repubblicana e poi socialista patria di Giuseppe Mazzini - un richiamo alla sua tradizione democratica. L'eclisse di questa identità aveva portato il centro-sinistra a lasciare campo libero ad una amministrazione comunale di destra, che si è rivelata capace soltanto di offendere le convinzioni dei concittadini, manifestando il suo attaccamento alla tradizione unicamente con il (costoso) travestimento da doge del sindaco Bucci,

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La Sicilia - unica tra le regioni d'Italia - gode di un particolare privilegio, consistente nell'esistenza nell'isola di un organo di seconda istanza della giurisdizione amministrativa. In origine, si trattava di una sezione staccata del Consiglio di Stato, ma ora esso è un organo da esso completamente distinto. Che non si tratti soltanto di un decentramento territoriale, bensì di un esercizio indipendente delle funzioni giurisdizionali, lo dimostra quanto stabilito in una sentenza appena emessa dai giudici amministrativi di Palermo, sulla quale naturalmente tacciono i giornali nazionali, trattandosi di zelanti sostenitori del Governo.
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La Sicilia - unica tra le regioni d'Italia - gode di un particolare privilegio, consistente nell'esistenza nell'isola di un organo di seconda istanza della giurisdizione amministrativa. In origine, si trattava di una sezione staccata del Consiglio di Stato, ma ora esso è un organo da esso completamente distinto. Che non si tratti soltanto di un decentramento territoriale, bensì di un esercizio indipendente delle funzioni giurisdizionali, lo dimostra quanto stabilito in una sentenza appena emessa dai giudici amministrativi di Palermo, sulla quale naturalmente tacciono i giornali nazionali, trattandosi di zelanti sostenitori del Governo.

La Sicilia - unica tra le regioni d'Italia - gode di un particolare privilegio, consistente nell'esistenza nell'isola di un organo di seconda istanza della giurisdizione amministrativa. In origine, si trattava di una sezione staccata del Consiglio di Stato, ma ora esso è un organo da esso completamente distinto. Che non si tratti soltanto di un decentramento territoriale, bensì di un esercizio indipendente delle funzioni giurisdizionali, lo dimostra quanto stabilito in una sentenza appena emessa dai giudici amministrativi di Palermo, sulla quale naturalmente tacciono i giornali nazionali, trattandosi di zelanti s

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David Sassoli aveva iniziato la sua carriera politica facendosi fotografare mentre picconava il Muro di Berlino. Alessandro Manzoni potè scrivere - in termini di alta poesia - di Napoleone essendo "vergin di servo encomio e di codardo oltraggio". Il partito cui apparteneva Sassoli aveva a suo tempo reso omaggio alla erezione del Muro, che Pajetta definiva "un confine". Si dà però il caso che uno Stato di diritto permette di attraversarlo. Meglio comunque l'intelligenza, sia pure opportunistica, di Sassoli che la stolidità dimostrata dai suoi compagni di Imperia, i quali ben dopo la caduta del Muro continuavano ad applaudire Milosevic perchè "ammazzava i fascisti".
"Sans vouloir nous flatter", avevamo visto giusto da tempo: non in quanto riceviamo informazioni riservate dai servizi segreti, bensì perchè usiamo la logica, unita con la lunga esperienza maturata nel Paese di adozione, in cui si combatteva una delle tante guerre per procura tra est ed ovest, permettendo a chi ci viveva di conoscere i rappresentanti delle due parti in causa.
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"Sans vouloir nous flatter", avevamo visto giusto da tempo: non in quanto riceviamo informazioni riservate dai servizi segreti, bensì perchè usiamo la logica, unita con la lunga esperienza maturata nel Paese di adozione, in cui si combatteva una delle tante guerre per procura tra est ed ovest, permettendo a chi ci viveva di conoscere i rappresentanti delle due parti in causa.

"Sans vouloir nous flatter", avevamo visto giusto da tempo: non in quanto riceviamo informazioni riservate dai servizi segreti, bensì perchè usiamo la logica, unita con la lunga esperienza maturata nel Paese di adozione, in cui si combatteva una delle tante guerre per procura tra est ed ovest, permettendo a chi ci viveva di conoscere i rappresentanti delle due parti in causa.

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E' già stata avanzata, per le prossime elezioni comunali di Imperia, la precandidatura di un noto e stimato professionista, il quale si è sempre mantenuto estraneo ai giochi politici, configurandosi come un tipico rappresentante della cosiddetta "società civile". Sul suo nome è stata anche discretamente sondata l'autorità ecclesiastica, la quale - trattandosi di un cattolico coerente e praticante (alieno però dal confessionalismo) - ha espresso il suo autorevole "placet".
L'arcivescovo Makarios, il quale cumulava nella sua persona la carica di Presidente della Repubblica e quella di capo della Chiesa Ortodossa di Cipro, disse una volta che il comandamento di Dio in base al quale è vietato uccidere non vale per chi ammazza i musulmani. Dato questo presupposto, lo Stato che egli guidava finì per rompersi in due, ed i greci e i turchi ne costituirono uno ciascuno per conto proprio.
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L'arcivescovo Makarios, il quale cumulava nella sua persona la carica di Presidente della Repubblica e quella di capo della Chiesa Ortodossa di Cipro, disse una volta che il comandamento di Dio in base al quale è vietato uccidere non vale per chi ammazza i musulmani. Dato questo presupposto, lo Stato che egli guidava finì per rompersi in due, ed i greci e i turchi ne costituirono uno ciascuno per conto proprio.

L'arcivescovo Makarios, il quale cumulava nella sua persona la carica di Presidente della Repubblica e quella di capo della Chiesa Ortodossa di Cipro, disse una volta che il comandamento di Dio in base al quale è vietato uccidere non vale per chi ammazza i musulmani. Dato questo presupposto, lo Stato che egli guidava finì per rompersi in due, ed i greci e i turchi ne costituirono uno ciascuno per conto proprio. Questo precedente ci è venuto in mente nel primo giorno in cui abbiamo camminato tenendo nella borsa il

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La stampa di regime, con in testa "La Repubblica", su cui un valoroso costituzionalista quale è il professor Ainis si improvvisa per l'occasione - poco decentemente - in mediocre propagandista, tentano di trasformare la vigilia della Befana in un nuovo ventiquattro maggio, al fine di convincere gli italiani di due affermazioni assolutamente false: in primo luogo che è in gioco la stessa sopravvivenza della nazione, ed in secondo luogo che il Governo si è fatto promotore ed alfiere di questa causa.
E' costume dei politicanti agire in base al motto "passata la festa, gabbato lo santo": in occasione della celebrazione di San Leonardo da Porto Maurizio, si potevano osservare i più alti esponenti locali intenti ad esibire la loro devozione nella nostra "concattedrale", ascoltando le ammonizioni di Monsignor Suetta, incaricato dal collega di Albenga di strigliarli adeguatamente, data la sua migliore conoscenza della realtà imperiese.
E' costume dei politicanti agire in base al motto "passata la festa, gabbato lo santo": in occasione della celebrazione di San Leonardo da Porto Maurizio, si potevano osservare i più alti esponenti locali intenti ad esibire la loro devozione nella nostra "concattedrale", ascoltando le ammonizioni di Monsignor Suetta, incaricato dal collega di Albenga di strigliarli adeguatamente, data la sua migliore conoscenza della realtà imperiese.
Quando cominciammo a ricevere delle minacce da parte della camorra, dovute al nostro impegno a fianco del compianto Padre Fidenzio Volpi, volto a depurare un settore della Chiesa dalle infiltrazioni della "criminalità organizzata", la prima preoccupazione, essendo posti davanti alla prospettiva concreta di una morte violenta ed improvvisa, fu quella di compiere la "confessione generale".
Le ultime misure adottate dal Governo per combattere l'epidemia dimostrano un evidente intento divisivo. Se infatti fosse stata disposta la chiusura degli edifici pubblici, il movimento "no vax" avrebbe inevitabilmente coinvolto i loro titolari nelle proteste di piazza, iniziando un conflitto sociale di vaste proporzioni. Ciò avrebbe facilitato la maturazione del movimento, inducedolo ad elaborare un programma in grado di andare oltre la gestione dell'emergenza, acquisendo quella cultura politica di cui fino ad ora i protestatari si sono dimostrati sostanzialmente privi. Evitando di chiudere gli alberghi, i ristoranti ed i bar, il Governo ha viceversa tentato di privarli di una più ampia base sociale, mettendo le basi di un nuovo soggetto politico alternativo. Questo però non significa affatto che gli esercenti - e tutti quanti partecipano alla filiera dei prodotti da essi commercializzati - possano considerarsi al sicuro. La crisi economica, infatti, continuerà - soprattutto per effetto dell'aumento del prezzo dell'energia e delle materie prime - a mietere vittime, e l'impoverimento costituisce l'unica prospettiva per il popolo italiano.
Il colloquio in videoconferenza con i dirigenti nazionali (tutti settentrionali) del movimento "no vax" viene anticipato dal mercoledì 15 dicembre al lunedì precedente il Natale, in considerazione del fatto che le ultime misure adottate dal Governo spingono questa parte politica ad assumere al più presto le sue determinazioni. Che però non vengono assolutamente prese. O - per meglio dire - non sono ancora comunicati dagli ispiratori e dai dirigenti a quanti devono metterle in atto. Se ne ricava dunque l'impressione di un esercito agguerrito e schierato in ordine di battaglia, ma ancora in attesa che gli ufficiali impartiscano alla truppa gli ordini necessari per sapere come si debba affrontare il nemico. Intanto, l'attesa viene ingannata con scherzi e con facezie da caserma. Tanto è forte, infatti, la volontà di combattere - come è assoluta la certezza della battaglia imminente - quanto è assoluta (e comprensibile) l'incapacità dei soldati di elaborare una strategia.
I giornali italiani pubblicano con risalto le notizie più insignificanti, mentre censurano quelle importanti. Vediamo, per quanto possibile, di rimediare a questa lacuna.
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I giornali italiani pubblicano con risalto le notizie più insignificanti, mentre censurano quelle importanti. Vediamo, per quanto possibile, di rimediare a questa lacuna.

I giornali italiani pubblicano con risalto le notizie più insignificanti, mentre censurano quelle importanti. Vediamo, per quanto possibile, di rimediare a questa lacuna. La banca europea ha deciso di cessare gli acquisti straordinari dei titoli di debito pubblico dei Paesi membri, causando una voragine incolmabile nei conti dello Stato italiano. Il quale, per risparmiare, sospende dal servizio (facendo anche a meno di un atto del Consiglio di Disciplina) i sanitari e gli agenti dei corpi di polizia rei di rifiutare la vaccinazione. Con la conseguenza che i malati muoiono, i ladri rubano ed il campo trincerato de

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Che nell'ambito del gruppo editoriale G.E.D.I. si facciano figli e figliastri, e che tra i figli figuri "La Stampa" di Torino (appartenente da ben più tempo alla famiglia Agnelli), mentre viene relegata tra i figliastri "La Repubblica", ormai destinata come "Il Secolo XIX" di Genova, a divenire una semplice edizione regionale, lo si sapeva da tempo, ma ne viene una ulteriore conferma dal fatto che soltanto su "La Stampa" siano apparsi sabato scorso due "paginoni" dedicati all'ultimatum (così lo definisce Anna Zafesova) intimato da Putin all'Occidente, del tutto ignorato invece da "La Repubblica". Questa gloriosa testata è ormai divenuta l'equivalente degli organi ufficiali di regime, dediti - come a suo tempo "Il Popolo d'Italia" e "La Pravda" - ad incensare i suoi dirigenti e le sue opere.
Abbiamo letto attentamente le dichiarazioni rilasciate alla stampa da Claudio Scajola dopo la nomina a Presidente della Provincia. Il "Bassotto" si ritrova in una situazione unica, non soltanto nel contesto italiano, ma anche in quello ben più ampio delle democrazie rappresentative. Le "democrature" sono tutt'altra cosa. L'ex ministro dispone infatti della totalità dei seggi del Consiglio Provinciale, in cui siedono otto suoi seguaci e due rappresentanti dei partiti alleati. Se tale fortuna - ammesso che sia veramente tale - fosse capitata a noi, avremmo rilevato di trovarci nella necessità di fare da oppositori di noi stessi; di escogitare cioè una dialettica che è propria di ogni assemblea rappresentativa: che però, in questo caso, viene a mancare. Non soltanto l'eletto si è ben guardato dall'esprimere tale impegno, ma anzi ha dato l'impressione di volere approfittare della situazione per considerarsi beneficiario di una sorta di assegno in bianco. Eppure, la nostra gente si trova afflitta da problemi concreti angosciosi. Non ci riferiamo nè alla epidemia, il cui contrasto è stato avocato dallo Stato, che lo ha sottratto alla competenza delle Regioni; nè alla chiusura di tante imprese, al dilagare della disoccupazione ed alla disperazione sociale.
Palmiro Togliatti si macchiò del torto storico di avere ridotto la tattica, a mero espediente elettoralistico. Il grande progetto gramsciano dell'egemonia ed il risultato di questo svilimento portò - dopo gli effimeri fasti degli Anni Settanta - al fallimento storico del suo partito. Se infatti l'egemonia consiste nella capacità di interpretare e rappresentare l'interesse generale, il compito di una forza politica non consiste nel fare la somma aritmetica dei motivi di malcontento, bensì nel compierne la sintesi. Che è mancata a livello nazionale, ma è invece riuscita in alcune realtà regionali, cioè in Emilia ed in Toscana. Dove il partito ex comunista che altrove si è ridotto alla rappresentanza dei dipendenti pubblici - e cioè dei garanti - ha assunto la guida dei ceti produttivi. E, di conseguenza, ha vinto le elezioni.
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Palmiro Togliatti si macchiò del torto storico di avere ridotto la tattica, a mero espediente elettoralistico. Il grande progetto gramsciano dell'egemonia ed il risultato di questo svilimento portò - dopo gli effimeri fasti degli Anni Settanta - al fallimento storico del suo partito. Se infatti l'egemonia consiste nella capacità di interpretare e rappresentare l'interesse generale, il compito di una forza politica non consiste nel fare la somma aritmetica dei motivi di malcontento, bensì nel compierne la sintesi. Che è mancata a livello nazionale, ma è invece riuscita in alcune realtà regionali, cioè in Emilia ed in Toscana. Dove il partito ex comunista che altrove si è ridotto alla rappresentanza dei dipendenti pubblici - e cioè dei garanti - ha assunto la guida dei ceti produttivi. E, di conseguenza, ha vinto le elezioni.

Palmiro Togliatti si macchiò del torto storico di avere ridotto la tattica, a mero espediente elettoralistico. Il grande progetto gramsciano dell'egemonia ed il risultato di questo svilimento portò - dopo gli effimeri fasti degli Anni Settanta - al fallimento storico del suo partito. Se infatti l'egemonia consiste nella capacità di interpretare e rappresentare l'interesse generale, il compito di una forza politica non consiste nel fare la somma aritmetica dei motivi di malcontento, bensì nel compierne la sintesi. Che è mancata a livello nazionale, ma è invece riuscita in alcune realtà regionali, cioè in Emilia ed

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Il nostro mivimento sorge come reazione spontanea degli imprenditori italiani alle misure adottate dal Governo, che - usando il pretesto di contrastare una epidemia e imponendo un pensiero scientifico unico, prefigurazione di un pensiero politico totalitario - ha limitato le libertà civili e le stesse libertà personali dei cittadini rendendo la vaccinazione in pratica obbligatoria, non soltanto per quanti svolgono molte attività lavorative, ma anche per chi si vede altrimenti negato l'accesso a tutta una serie di servizi pubblici. Ciò ha determinato per noi imprenditori una limitazione delle entrate tale da costringere una gran parte della categoria a cessare l'attività.
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Il nostro mivimento sorge come reazione spontanea degli imprenditori italiani alle misure adottate dal Governo, che - usando il pretesto di contrastare una epidemia e imponendo un pensiero scientifico unico, prefigurazione di un pensiero politico totalitario - ha limitato le libertà civili e le stesse libertà personali dei cittadini rendendo la vaccinazione in pratica obbligatoria, non soltanto per quanti svolgono molte attività lavorative, ma anche per chi si vede altrimenti negato l'accesso a tutta una serie di servizi pubblici. Ciò ha determinato per noi imprenditori una limitazione delle entrate tale da costringere una gran parte della categoria a cessare l'attività.

Il nostro mivimento sorge come reazione spontanea degli imprenditori italiani alle misure adottate dal Governo, che - usando il pretesto di contrastare una epidemia e imponendo un pensiero scientifico unico, prefigurazione di un pensiero politico totalitario - ha limitato le libertà civili e le stesse libertà personali dei cittadini rendendo la vaccinazione in pratica obbligatoria, non soltanto per quanti svolgono molte attività lavorative, ma anche per chi si vede altrimenti negato l'accesso a tutta una serie di servizi pubblici. Ciò ha determinato per noi imprenditori una limitazione delle entrate tale da costr

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In occasione del Concilio di Firenze, il Patriarca di Costantinopoli mandò a rappresentarlo una delegazione smisurata, composta da centinaia di persone. Occorreva sostenere, nella discussione con i colleghi di Roma, il principale teologo bizantino, il futuro cardinale Bessarione. Era infatti in questione la famosa clausola del "Filioque". Soprattutto, però, già si percepiva come imminente la caduta della città "basilissa" nelle mani degli infedeli, e l'occasione risultava evidente per mettersi al sicuro in Occidente. Una volta sancita - ma non ratificata dai greci - l'unità con Roma, i visitatori che già fino allora erano stati mantenuti dal Papa e dai vescovi, ritennero per lo più conveniente rimanere in Italia.
Il Papa, quando si affaccia dalla finestra del suo appartamento per recitare l'Angelus al mezzogiorno della domenica, rivolge un saluto particolare ai vari gruppi di pellegrini presenti in piazza San Pietro. La loro rispettiva consistenza viene rivelata, a chi ascolta l'evento per radio, dal grido di giubilo con cui ciascuna comitiva risponde al saluto del Pontefice.
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Il Papa, quando si affaccia dalla finestra del suo appartamento per recitare l'Angelus al mezzogiorno della domenica, rivolge un saluto particolare ai vari gruppi di pellegrini presenti in piazza San Pietro. La loro rispettiva consistenza viene rivelata, a chi ascolta l'evento per radio, dal grido di giubilo con cui ciascuna comitiva risponde al saluto del Pontefice.

Il Papa, quando si affaccia dalla finestra del suo appartamento per recitare l'Angelus al mezzogiorno della domenica, rivolge un saluto particolare ai vari gruppi di pellegrini presenti in piazza San Pietro. La loro rispettiva consistenza viene rivelata, a chi ascolta l'evento per radio, dal grido di giubilo con cui ciascuna comitiva risponde al saluto del Pontefice. Domenica scorsa, Bergoglio ha citato la

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Un noto esponente dei "no vax" di Sanremo, già ospite abituale di "talk show" televisivi, si è visto improvvisamente disdire gli appuntamenti già fissati presso i più noti conduttori: "sic transit gloria mundi". L'errore compiuto da alcuni dirigenti del suo movimento consiste nell'avere confuso la curiosità nei riguardi di posizioni considerate eccentriche ed il proprio effettivo prestigio, tra una effimera notorietà e la reale influenza sulla società. Che naturalmente si può acquisire approfittando della spinta conferita ai "no vax" dal trovarsi al centro dell'attenzione, ma che potrà consolidarsi solo se essi saranno in grado di munirsi di una organizzazione, e soprattutto di un programma. Qui si trova il loro punto debole: le manifeste illegittimità in cui è incorso il Governo, e lo stesso progressivo venir meno dei diritti civili e personali stabiliti dalla Costituzione non si combattono con una mobilitazione momentanea, determinata da un pur giustificato risentimento. Le misure restrittive costituiscono infatti la conseguenza e non la causa, della condizione in cui si trova lo Stato italiano. Se il movimento riesce dunque ad individuare l'origine della situazione presente, esso può costruire una alternativa rispetto all'attuale sistema. Altrimenti, i "no vax" potranno anche rimanere per un certo tempo sulla scena, ma soltanto some sintomo di una comprensibile reazione alle tendenze autoritarie del potere, ma non diverranno lo strumento in grado di rovesciarlo.
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Un noto esponente dei "no vax" di Sanremo, già ospite abituale di "talk show" televisivi, si è visto improvvisamente disdire gli appuntamenti già fissati presso i più noti conduttori: "sic transit gloria mundi". L'errore compiuto da alcuni dirigenti del suo movimento consiste nell'avere confuso la curiosità nei riguardi di posizioni considerate eccentriche ed il proprio effettivo prestigio, tra una effimera notorietà e la reale influenza sulla società. Che naturalmente si può acquisire approfittando della spinta conferita ai "no vax" dal trovarsi al centro dell'attenzione, ma che potrà consolidarsi solo se essi saranno in grado di munirsi di una organizzazione, e soprattutto di un programma. Qui si trova il loro punto debole: le manifeste illegittimità in cui è incorso il Governo, e lo stesso progressivo venir meno dei diritti civili e personali stabiliti dalla Costituzione non si combattono con una mobilitazione momentanea, determinata da un pur giustificato risentimento. Le misure restrittive costituiscono infatti la conseguenza e non la causa, della condizione in cui si trova lo Stato italiano. Se il movimento riesce dunque ad individuare l'origine della situazione presente, esso può costruire una alternativa rispetto all'attuale sistema. Altrimenti, i "no vax" potranno anche rimanere per un certo tempo sulla scena, ma soltanto some sintomo di una comprensibile reazione alle tendenze autoritarie del potere, ma non diverranno lo strumento in grado di rovesciarlo.

Un noto esponente dei

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"La Repubblica" ha assunto la stessa funzione di portavoce del Governo - e soprattutto del partito unico o egemone - cui adempiono gli organi ufficiali dei Paesi dominati da regimi totalitari. Tramontata definitivamente la "Pravda", rimangono "Il quotidiano del popolo" in Cina e "Granma" a Cuba. Chi risiede in queste nazioni, dovendovi svolgere funzioni di diplomatico o di corrispondente dall'estero, deve immancabilmente iniziare la sua giornata lavorativa consultando questi periodici. La domanda che ci si pone non è quasi mai se una notizia sia vera o falsa - l'informazione viene sistematicamente manipolata - bensì per quale motivo si racconta una particolare bugia in un dato momento. Quando poi il giornale ufficiale muove all'attacco di qualche malcapitato, si annunziano dei guai non soltanto per la sua persona, ma per una intera categoria. La cui consistenza risulta direttamente proporzionale alla virulenza ed alla gravità delle accuse. Il partito prese di mira la cosiddetta "Banda dei quattro", costoro vennero tacciati addirittura di fare seccare i raccolti agricoli, essendo motivati per giunta da pura malvagità. Non si comprende infatti quale vantaggio potessero trarre dalla carestia.
Un caro amico, di professione avvocato, impegnato a lungo quale amministratore pubblico e militante in politica, si è rivolto a noi per segnalare con preoccupazione la tendenza, assunta dal nostro sistema informativo in merito alla epidemia. Allarma soprattutto il fatto che non venga concesso nessuno spazio al dissenso rispetto al pensiero scientifico ufficiale. Chi non è d'accordo, viene dunque demonizzato dalla propaganda, e additato all'opinione pubblica come un criminale, malgrado non si possano tacciare come tali soltanto coloro che violano la legge, in particolare quella penale.
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Un caro amico, di professione avvocato, impegnato a lungo quale amministratore pubblico e militante in politica, si è rivolto a noi per segnalare con preoccupazione la tendenza, assunta dal nostro sistema informativo in merito alla epidemia. Allarma soprattutto il fatto che non venga concesso nessuno spazio al dissenso rispetto al pensiero scientifico ufficiale. Chi non è d'accordo, viene dunque demonizzato dalla propaganda, e additato all'opinione pubblica come un criminale, malgrado non si possano tacciare come tali soltanto coloro che violano la legge, in particolare quella penale.

Un caro amico, di professione avvocato, impegnato a lungo quale amministratore pubblico e militante in politica, si è rivolto a noi per segnalare con preoccupazione la tendenza, assunta dal nostro sistema informativo in merito alla epidemia. Allarma soprattutto il fatto che non venga concesso nessuno spazio al dissenso rispetto al pensiero scientifico ufficiale. Chi non è d'accordo, viene dunque demonizzato dalla propaganda, e additato all'opinione pubblica come un criminale, malgrado non si possano tacciare come tali soltanto coloro che violano la legge, in particolare quella penale. Il rifiuto di vaccinarsi, sa

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Le dittature tendono a ridurre, nel nome del centralismo, le autonomie locali; tendono a limitare la libertà religiosa, per controllare le coscienze individuali; tendono infine a presentare i cittadini che scelgono di vivere all'estero - a prescindere dalle loro motivazioni - come dei traditori, in quanto si sottraggono alla loro autorità. I fatti delle ultime ore confermano tutte queste tendenze.
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Le dittature tendono a ridurre, nel nome del centralismo, le autonomie locali; tendono a limitare la libertà religiosa, per controllare le coscienze individuali; tendono infine a presentare i cittadini che scelgono di vivere all'estero - a prescindere dalle loro motivazioni - come dei traditori, in quanto si sottraggono alla loro autorità. I fatti delle ultime ore confermano tutte queste tendenze.

Le dittature tendono a ridurre, nel nome del centralismo, le autonomie locali; tendono a limitare la libertà religiosa, per controllare le coscienze individuali; tendono infine a presentare i cittadini che scelgono di vivere all'estero - a prescindere dalle loro motivazioni - come dei traditori, in quanto si sottraggono alla loro autorità. I fatti delle ultime ore confermano tutte queste tendenze. Il governo di sinistra del Nicaragua appoggiava i

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La piazza di Oneglia su cui si affaccia la casa natale di Edmondo De Amicis, è stata teatro di un evento memorabile: l'incontro che ha suggellato la storica pacificazione tra Toti e Scajola. I due ne hanno voluto sottolineare la trascendentale importanza compiendo insieme un gesto altamente simbolico, quale l'accensione delle luminarie natalizie: segno, questo, che il sindaco non ha neanche un tombino da inaugurare. Per l'occasione è stato comunque eretto un palco, il che ha indotto alcuni maliziosi ad insinuare un rapporto con la statura fisica del primo cittadino, detto non a caso popolarmente il "bassotto".
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La piazza di Oneglia su cui si affaccia la casa natale di Edmondo De Amicis, è stata teatro di un evento memorabile: l'incontro che ha suggellato la storica pacificazione tra Toti e Scajola. I due ne hanno voluto sottolineare la trascendentale importanza compiendo insieme un gesto altamente simbolico, quale l'accensione delle luminarie natalizie: segno, questo, che il sindaco non ha neanche un tombino da inaugurare. Per l'occasione è stato comunque eretto un palco, il che ha indotto alcuni maliziosi ad insinuare un rapporto con la statura fisica del primo cittadino, detto non a caso popolarmente il "bassotto".

La piazza di Oneglia su cui si affaccia la casa natale di Edmondo De Amicis, è stata teatro di un evento memorabile: l'incontro che ha suggellato la storica pacificazione tra Toti e Scajola. I due ne hanno voluto sottolineare la trascendentale importanza compiendo insieme un gesto altamente simbolico, quale l'accensione delle luminarie natalizie: segno, questo, che il sindaco non ha neanche un tombino da inaugurare. Per l'occasione è stato comunque eretto un palco, il che ha indotto alcuni maliziosi ad insinuare un rapporto con la statura fisica del primo cittadino, detto non a caso popolarmente il

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Tra i maestri che ricordiamo con più affetto e riconoscenza, quello di maggiore statura morale ed intellettuale è stato certamente il dottor Giovanni Battista "Titta" Novaro, cui toccò presiedere la Provincia di Imperia nel momento tragico del rapimento e dell'uccisione di Aldo Moro. Poco dopo, il dottor Novaro sarebbe morto anch'egli durante il suo mandato, stroncato dalla fatica e dall'impegno profuso per il bene comune. Prima di quei giorni terribili, avevamo pregustato, incontrandoci molto sovente per via dei nostri rispettivi incarichi, il momento in cui Moro avrebbe cooptato nel Governo il partito comunista, così permettendo all'Italia di raggiungere quell'equilibrio che il nostro Paese non ha più trovato. Per questo, ritenemmo entrambi che le lettere inviate da Moro quando era tenuto in ostaggio, in cui egli ammoniva su quanto sarebbe accaduto, non fossero apocrife, nè coartate.
Le vicende del calcio vengono commentate al bar dalla gran parte dei nostri connazionali. E' invece poco usuale udire delle persone che discutono su quelle degli sport detti "archeologici". Ci ha dunque stupito ascoltare un amico discutere sulla contesa che dilania il piccolo ambiente autoreferenziale della politica imperiese. In cui è da tempo in corso una sorta di guerra civile tra i "bassotti", divisi nel partito dello zio ed il partito del nipote. Che non si può definire "nepotista", in quanto tale termine designa una pratica in auge presso i Papi del Rinascimento, volta a favorire il parente più giovane. Nel nostro caso, invece, "l'ossigenato" (come viene soprannominato per il costume di tingersi i capelli) viene fieramente avversato dal congiunto più anziano, più che mai deciso a vendere cara la pelle.
Le vicende del calcio vengono commentate al bar dalla gran parte dei nostri connazionali. E' invece poco usuale udire delle persone che discutono su quelle degli sport detti "archeologici". Ci ha dunque stupito ascoltare un amico discutere sulla contesa che dilania il piccolo ambiente autoreferenziale della politica imperiese. In cui è da tempo in corso una sorta di guerra civile tra i "bassotti", divisi nel partito dello zio ed il partito del nipote. Che non si può definire "nepotista", in quanto tale termine designa una pratica in auge presso i Papi del Rinascimento, volta a favorire il parente più giovane. Nel nostro caso, invece, "l'ossigenato" (come viene soprannominato per il costume di tingersi i capelli) viene fieramente avversato dal congiunto più anziano, più che mai deciso a vendere cara la pelle.
Roma attende l'arrivo di Macron, che verrà incoronato - novello Carlo Magno - con la solenne firma di un trattato detto pomposamente "del Quirinale". In attesa che "La Repubblica" ci faccia conoscere il menu del pranzo (o della cena) ufficiale (ormai i colleghi di via Cristoforo Colombo si dedicano alla gastronomia), vale la pena cercare di indovinare che cosa sarà scritto in questo importante atto di diritto internazionale.
La scelta del Presidente della Repubblica, laddove non viene rimessa al corpo elettorale, pone i "grandi elettori" davanti alla responsabilità di individuare la persona che per il suo prestigio risulta più adatta a svolgere le funzioni attribuite al massimo organo "di garanzia", cioè in sostanza il ruolo dell'arbitro, incaricato di vigilare sul rispetto della Costituzione da parte degli altri soggetti incaricati di esercitare il potere di imperio dello Stato.
Il vicariato dell'Urbe, non sappiamo se per incarico del vescovo di Roma, il quale deve giustamente pensare più alle faccende della Chiesa universale che alla ordinaria amministrazione del Laterano - ha bandito il ricorso al "vetus ordo" per tutte le celebrazioni dei sacramenti e dei sacramentali, compresa la confessione, salvo naturalmente la Messa. A quanto risulta, anche prima del concilio ci si confessava in lingua volgare. Il nuovo divieto vale dunque verosimilmente per la formula dell'assoluzione.
La scelta del Presidente della Repubblica, laddove non viene rimessa al corpo elettorale, pone i "grandi elettori" davanti alla responsabilità di individuare la persona che per il suo prestigio risulta più adatta a svolgere le funzioni attribuite al massimo organo "di garanzia", cioè in sostanza il ruolo dell'arbitro, incaricato di vigilare sul rispetto della Costituzione da parte degli altri soggetti incaricati di esercitare il potere di imperio dello Stato.
L'undici novembre è il giorno della festa di San Martino, noto per avere condiviso col povero il suo mantello, ed in Francia si commemora l'armistizio del 1918. Non sappiamo se tali coincidenze siano casuali, oppure se siano state scelte dai giudici della Corte Costituzionale per pubblicare la loro sentenza numero 213, che risulta comunque ispirata da una logica spartitoria e - per l'appunto - armistiziale.
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L'undici novembre è il giorno della festa di San Martino, noto per avere condiviso col povero il suo mantello, ed in Francia si commemora l'armistizio del 1918. Non sappiamo se tali coincidenze siano casuali, oppure se siano state scelte dai giudici della Corte Costituzionale per pubblicare la loro sentenza numero 213, che risulta comunque ispirata da una logica spartitoria e - per l'appunto - armistiziale.

L'undici novembre è il giorno della festa di San Martino, noto per avere condiviso col povero il suo mantello, ed in Francia si commemora l'armistizio del 1918. Non sappiamo se tali coincidenze siano casuali, oppure se siano state scelte dai giudici della Corte Costituzionale per pubblicare la loro sentenza numero 213, che risulta comunque ispirata da una logica spartitoria e - per l'appunto - armistiziale. Gli uomini della Consulta furono un tempo protagonisti di memorabili battaglie per liquidare l'eredità giuridica del fascismo. Ancora di recente, questi alti magistrati si sono sostituiti ai legislatori per re

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La notizia riguarda due personaggi del "generone" romano - naturalmente "de sinistra" - come certifica la barba d'ordinanza, cresciuta fluente da quando il ministro Franceschini è approdato nell'Urbe; l'ex democristiano ferrarese ha chiamato a dirigere una fondazione che fa capo ai beni culturali la moglie di Sassoli: il quale, essendo piazzato a Strasburgo quale Presidente del Parlamento Europeo, non versa certamente in difficoltà economiche. Anche la seconda moglie di Franceschini (la prima è stata ripudiata, nel migliore stile togliattiano, essendo ritenuta - come si suole dire - "poco rappresentativa", e dunque impresentabile in società) gode di una posizione di adeguato prestigio, e - naturalmente - di altrettanto adeguata remunerazione a spese del contribuente.
Lettera aperta ad un organizzatore della manifestazione di Sanremo.
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Lettera aperta ad un organizzatore della manifestazione di Sanremo.

Lettera aperta ad un organizzatore della manifestazione di Sanremo. Caro amico, l'esperienza diretta serve molto più di ogni conoscenza teorica. Valeva dunque la pena di ritornare - dopo tanti anni - a parlare in pubblico, se ciò risultava necessario per prendere contatto con le donne e gli uomini che animano un movimento ormai diffuso in tutte le piazze d'Italia. Ho già scritto - e qui lo ripeto - che si tratta del primo fenomeno politico veramente spontaneo dopo quello del 1968, in cui si notano due caratteristiche originali: una consistente nel mettere in discussione l'intero sistema istituzionale, e l'altra n

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Lettre ouverte à Monsieur le Premier Ministre
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Lettre ouverte à Monsieur le Premier Ministre

Lettre ouverte à Monsieur le Premier Ministre Monsieur le Premier Ministre, Lorsque cette lettre parviendra à vos bureaux, ma demande d'asile politique, adressée aux autorités de la République française, aura déjà été soumise à l'administration compétente. Si vous pouviez prêter attention à mon initiative, vous montreriez certainement de la complaisance envers un geste qui vous semblera comme la bizarrerie impromptue d'un original ou d'une personne intentionnée à se faire de la publicité. En réalité, les actions retentissantes sont envisagées lorsque l’on constate que d’une part s’est instaurée une situation d’ex

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Tutti quanti ci domandiamo se ci sarà una guerra tra il Nord ed il Sud del mondo. La Chiesa è stata la prima, con la sua lungimiranza, a porsi tale quesito, ed avendo scorto un pericolo incombente - che risulta tale, beninteso, in termini storici - ha addirittura anticipato la successione nella propria guida, eleggendo un Papa venuto per l'appunto "dalla fine del mondo". Questa espressione non fu coniata da Bergoglio, il quale la riprese da San Francesco Saverio, tra i primi ad accorgersi che il destino del mondo si sarebbe deciso fuori dall'Europa.
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Tutti quanti ci domandiamo se ci sarà una guerra tra il Nord ed il Sud del mondo. La Chiesa è stata la prima, con la sua lungimiranza, a porsi tale quesito, ed avendo scorto un pericolo incombente - che risulta tale, beninteso, in termini storici - ha addirittura anticipato la successione nella propria guida, eleggendo un Papa venuto per l'appunto "dalla fine del mondo". Questa espressione non fu coniata da Bergoglio, il quale la riprese da San Francesco Saverio, tra i primi ad accorgersi che il destino del mondo si sarebbe deciso fuori dall'Europa.

Tutti quanti ci domandiamo se ci sarà una guerra tra il Nord ed il Sud del mondo. La Chiesa è stata la prima, con la sua lungimiranza, a porsi tale quesito, ed avendo scorto un pericolo incombente - che risulta tale, beninteso, in termini storici - ha addirittura anticipato la successione nella propria guida, eleggendo un Papa venuto per l'appunto

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La vice questore Schillirò è stata intervistata da un canale televisivo accessibile su internet: si tratta di uno dei numerosi mezzi di comunicazione cui sempre più si fa ricorso in Italia per sapere che cosa succede effettivamente. Quelli "ufficiali" diffondono ormai soltanto propaganda: per mascherare l'insuccesso del vertice di Roma, si è diffusa la cronaca sociale sullo "shopping" delle prime signore e sul menu della cena al Quirinale.
Lo spettacolo inscenato nell'aula del Senato dalla destra fa da "pendant" alle manifestazioni di cordoglio cui si è abbandonata la sinistra "radical chic" in seguito alla bocciatura del disegno di legge Zan: entrambe queste parti politiche hanno perduto la percezione di quanto avviene nel Paese reale. La destra non tiene conto di un dato che risulta dall'aritmetica: l'esito della votazione è stato causato dalla defezione dei renziani. Il cui capo non può certamente battere cassa nè dal principe ereditario dell'Arabia Saudita, nè da Putin e nello stesso tempo sostenere la causa degli omosessuali, poco stimati tanto a Riad quanto a Mosca. Soprattutto, però, il "rottamatore" si è reso conto di un dato della realtà che Letta, accecato dal suo astratto ideologismo, non può percepire: la società italiana, mentre lo Stato unitario cade per la terza volta sotto la croce, come Gesù Cristo sul Calvario, avendo trovato nella epidemia la sua nuova Caporetto, o il suo nuovo otto settembre, fa ricorso per mangiare alle mense della Charitas. Il che comporta la necessità di dare retta alle (giuste) esigenze della Chiesa. Le quali risultano oggi ben più modeste e ragionevoli tanto di quelle prospettate nel 1929 - quando la religione cattolica divenne quella "ufficiale" dello Stato - quanto di quelle avanzate nel 1948, allorchè la repubblica si trasformò in un regime clericale.
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Lo spettacolo inscenato nell'aula del Senato dalla destra fa da "pendant" alle manifestazioni di cordoglio cui si è abbandonata la sinistra "radical chic" in seguito alla bocciatura del disegno di legge Zan: entrambe queste parti politiche hanno perduto la percezione di quanto avviene nel Paese reale. La destra non tiene conto di un dato che risulta dall'aritmetica: l'esito della votazione è stato causato dalla defezione dei renziani. Il cui capo non può certamente battere cassa nè dal principe ereditario dell'Arabia Saudita, nè da Putin e nello stesso tempo sostenere la causa degli omosessuali, poco stimati tanto a Riad quanto a Mosca. Soprattutto, però, il "rottamatore" si è reso conto di un dato della realtà che Letta, accecato dal suo astratto ideologismo, non può percepire: la società italiana, mentre lo Stato unitario cade per la terza volta sotto la croce, come Gesù Cristo sul Calvario, avendo trovato nella epidemia la sua nuova Caporetto, o il suo nuovo otto settembre, fa ricorso per mangiare alle mense della Charitas. Il che comporta la necessità di dare retta alle (giuste) esigenze della Chiesa. Le quali risultano oggi ben più modeste e ragionevoli tanto di quelle prospettate nel 1929 - quando la religione cattolica divenne quella "ufficiale" dello Stato - quanto di quelle avanzate nel 1948, allorchè la repubblica si trasformò in un regime clericale.

Lo spettacolo inscenato nell'aula del Senato dalla destra fa da

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La nota più dolente tra quante risuonano dopo la bocciatura del disegno di legge Zan (un ex leghista dedito al culto del "dio Po", il che spiega la sua avversione nei riguardi delle religioni monoteistiche), riguarda le condizioni in cui è ridotta la "sinistra". A tale parte politica quanto è accaduto al Senato appare ben più grave che se avesse perso le elezioni amministrative: a "La Repubblica" mancava soltanto l'edizione listata a lutto, come fa "L'Osservatore Romano" quando muore il Papa.
Il Governo ha fallito nell'impresa - certamente disperata - di trovare un acquirente privato per il Monte dei Paschi di Siena, una istituzione bancaria tra le più antiche e gloriose d'Italia, le cui origini risalgono - come quelle dei monti di pietà - all'economia preindustriale: "paschi" significa "pascoli". I pastori passavano per Siena due volta all'anno: in settembre, quando andavano a svernare in Maremma, ed in primavera, ritornando sull'Appennino. In questa circostanza, restituivano il denaro che avevano ricevuto in prestito con i proventi dell'accrescimento delle greggi.
La mia più importante esperienza professionale è legata al periodo di sedici anni che ho trascorso a partire dal 1989, nel Nicaragua, Paese che considero come la patria di adozione. Il rapporto con questa nazione venne stabilito per via di due ricerche concomitanti. Da parte mia, desideravo compiere una esperienza di studio e di lavoro in America Latina, cioè nella parte del mondo cosiddetto "in sviluppo" per me più accessibile, già conoscendo perfettamente la lingua spagnola; da parte sua l'allora presidente della Corte Suprema di Giustizia, il professor Alejandro Serrano Caldera, essendo stato in precedenza ambasciatore in Francia, stava ricercando un giurista specializzato nel diritto pubblico disposto a farsi carico della formazione del personale amministrativo e della elaborazione della legislazione in questa materia, di cui il Nicaragua era carente.
Qualcuno si era domandato per quale motivo lo sgombero dei portuali di Trieste sia avvenuto usando la forza in una giornata elettorale (tra l'altro favorendo il candidato della destra), e soprattutto quando mancavano ormai poche ore prima che questi lavoratori si ritirassero spontaneamente. La risposta è venuta dalla lontana Cina. Questo Paese impiega lo scalo ex asburgico per scaricare le navi che richiedono un maggiore pescaggio, quale non si trova negli approdi dell'Europa settentrionale.
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Qualcuno si era domandato per quale motivo lo sgombero dei portuali di Trieste sia avvenuto usando la forza in una giornata elettorale (tra l'altro favorendo il candidato della destra), e soprattutto quando mancavano ormai poche ore prima che questi lavoratori si ritirassero spontaneamente. La risposta è venuta dalla lontana Cina. Questo Paese impiega lo scalo ex asburgico per scaricare le navi che richiedono un maggiore pescaggio, quale non si trova negli approdi dell'Europa settentrionale.

Qualcuno si era domandato per quale motivo lo sgombero dei portuali di Trieste sia avvenuto usando la forza in una giornata elettorale (tra l'altro favorendo il candidato della destra), e soprattutto quando mancavano ormai poche ore prima che questi lavoratori si ritirassero spontaneamente. La risposta è venuta dalla lontana Cina. Questo Paese impiega lo scalo ex asburgico per scaricare le navi che richiedono un maggiore pescaggio, quale non si trova negli approdi dell'Europa settentrionale. Poichè gli scaricatori lasciavano entrare i colleghi disposti a continuare il lavoro, ma non permettevano il movimento dei

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Lettera aperta al Signor Presidente del Consiglio
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Lettera aperta al Signor Presidente del Consiglio

Lettera aperta al Signor Presidente del Consiglio Illustrissimo signor Presidente, quando questa lettera perverrà ai suoi uffici, la mia richiesta di asilo politico, rivolta alla autorità della consorella Repubblica francese, sarà già stata inoltrata alla amministrazione competente. Se Ella potesse prestare attenzione alla mia iniziativa, certamente concepirebbe soltanto una distratta curiosità nei confronti di una gesto che le apparirà come la estemporanea bizzarria di un originale, se non di una persona intenzionata a farsi pubblicità. In realtà, le azioni clamorose vengono concepite quando si ritiene che da un

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Haiti ha un rapporto concorrenziale con il nostro Paese di adozione, il Nicaragua, che è colpito dalla sfortuna di essere ultimo in tutte le statistiche ed in tutti gli indici redatti per misurare la povertà dell'America Latina. La repubblica caraibica lo supera infatti ampiamente nella misura della disperazione. Per cui i nicaraguensi si consolano inventando barzellette sugli haitiani, come quella che li dipinge come incapaci di usare i cessi. In realtà, questa nazione fu il primo Stato indipendente popolato da genti di origine africana, e precedette nella emancipazione dal dominio europeo tutte le repubbliche dell'America Latina.
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Haiti ha un rapporto concorrenziale con il nostro Paese di adozione, il Nicaragua, che è colpito dalla sfortuna di essere ultimo in tutte le statistiche ed in tutti gli indici redatti per misurare la povertà dell'America Latina. La repubblica caraibica lo supera infatti ampiamente nella misura della disperazione. Per cui i nicaraguensi si consolano inventando barzellette sugli haitiani, come quella che li dipinge come incapaci di usare i cessi. In realtà, questa nazione fu il primo Stato indipendente popolato da genti di origine africana, e precedette nella emancipazione dal dominio europeo tutte le repubbliche dell'America Latina.

Haiti ha un rapporto concorrenziale con il nostro Paese di adozione, il Nicaragua, che è colpito dalla sfortuna di essere ultimo in tutte le statistiche ed in tutti gli indici redatti per misurare la povertà dell'America Latina. La repubblica caraibica lo supera infatti ampiamente nella misura della disperazione. Per cui i nicaraguensi si consolano inventando barzellette sugli haitiani, come quella che li dipinge come incapaci di usare i cessi. In realtà, questa nazione fu il primo Stato indipendente popolato da genti di origine africana, e precedette nella emancipazione dal dominio europeo tutte le repubbliche d

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Dopo la caduta del comunismo, che ha riguardato l'intera Europa orientale, ed in particolare tutta la penisola balcanica, portando alla dissoluzione della Jugoslavia, le scosse telluriche di assestamento si sono estese verso occidente. L'Austria ha potuto entrare nell'Unione Europea, il che era stato in precedenza espressamente proibito dall'Unione Sovietica, ritenendolo incompatibile con il suo "status" di neutralità - non soltanto militare, ma anche politica - stabilito dal "trattato di Stato" stipulato tra le potenze vincitrici della guerra.
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Dopo la caduta del comunismo, che ha riguardato l'intera Europa orientale, ed in particolare tutta la penisola balcanica, portando alla dissoluzione della Jugoslavia, le scosse telluriche di assestamento si sono estese verso occidente. L'Austria ha potuto entrare nell'Unione Europea, il che era stato in precedenza espressamente proibito dall'Unione Sovietica, ritenendolo incompatibile con il suo "status" di neutralità - non soltanto militare, ma anche politica - stabilito dal "trattato di Stato" stipulato tra le potenze vincitrici della guerra.

Dopo la caduta del comunismo, che ha riguardato l'intera Europa orientale, ed in particolare tutta la penisola balcanica, portando alla dissoluzione della Jugoslavia, le scosse telluriche di assestamento si sono estese verso occidente. L'Austria ha potuto entrare nell'Unione Europea, il che era stato in precedenza espressamente proibito dall'Unione Sovietica, ritenendolo incompatibile con il suo

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La protesta si spegne, anche più rapidamente del previsto. E' bastato scagliare i fascisti contro la sede del sindacato (allontanandoli da Palazzo Chigi) per criminalizzare in un colpo solo tanto i manifestanti violenti e responsabili di reati (fin qui tutto bene) quanto quelli pacifici e legalitari, che chiedono il permesso alla questura e si mantengono "statici" (in tutti i sensi). Manca soltanto la repressione di chi semplicemente si esprime in dissenso dal pensiero scientifico ufficiale.
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La protesta si spegne, anche più rapidamente del previsto. E' bastato scagliare i fascisti contro la sede del sindacato (allontanandoli da Palazzo Chigi) per criminalizzare in un colpo solo tanto i manifestanti violenti e responsabili di reati (fin qui tutto bene) quanto quelli pacifici e legalitari, che chiedono il permesso alla questura e si mantengono "statici" (in tutti i sensi). Manca soltanto la repressione di chi semplicemente si esprime in dissenso dal pensiero scientifico ufficiale.

La protesta si spegne, anche più rapidamente del previsto. E' bastato scagliare i fascisti contro la sede del sindacato (allontanandoli da Palazzo Chigi) per criminalizzare in un colpo solo tanto i manifestanti violenti e responsabili di reati (fin qui tutto bene) quanto quelli pacifici e legalitari, che chiedono il permesso alla questura e si mantengono

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Un editoriale apparso su "La Repubblica" di domenica scorsa afferma che siamo ormai giunti ad una di quelle svolte storiche in cui si deve decidere da che parte stare, essendo divenute impossibili le mediazioni. Se questa asserzione risulta esatta, ciò significa che a Roma è iniziata una guerra civile, che l'assalto a Palazzo Chigi costituisce la ripetizione del bombardamento di Fort Sumter. Il nostro Paese viene così comparato, almeno implicitamente, con la Spagna del 1936, divenendo il teatro di un conflitto il cui significato supera i confini della nazione in cui è scoppiato. A Madrid si affrontarono per la prima volta i fascisti e gli antifascisti, ed in seguito il loro scontro si sarebbe esteso a tutta l'Europa. A questo punto, basta etichettare come fascisti i dimostranti di Roma per affermare che si ripete la vicenda conclusa nel 1945 con la vittoria della democrazia sul totalitarismo.
Padre Livio Fanzaga ha dato diffusione, con ampio risalto, ad un articolo del professor Roberto de Mattei (di cui ricordiamo la viscerale avversione al compianto padre Fidenzio Volpi), nel quale si propone di promuovere il processo per la canonizzazione di Marcantonio Bragadin, scorticato vivo dai turchi nel 1571 a Famagosta.
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Padre Livio Fanzaga ha dato diffusione, con ampio risalto, ad un articolo del professor Roberto de Mattei (di cui ricordiamo la viscerale avversione al compianto padre Fidenzio Volpi), nel quale si propone di promuovere il processo per la canonizzazione di Marcantonio Bragadin, scorticato vivo dai turchi nel 1571 a Famagosta.

Padre Livio Fanzaga ha dato diffusione, con ampio risalto, ad un articolo del professor Roberto de Mattei (di cui ricordiamo la viscerale avversione al compianto padre Fidenzio Volpi), nel quale si propone di promuovere il processo per la canonizzazione di Marcantonio Bragadin, scorticato vivo dai turchi nel 1571 a Famagosta. Tra i due personaggi viventi ed il

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Il nostro amico ci ha condotto più volte a visitare ed a conoscere un certo ambiente culturale, sociale e politico "underground", quel substrato della società che nei momenti di crisi, quando si produce un rivolgimento dei ceti e delle idee ritenuti consolidati, quando non contano più le convenzioni e le gerarchie accademiche, sale inevitabilmente alla superficie.
Massimo Cacciari, intervistato su "La Stampa" di martedì scorso, parla dell'astensionismo che ha caratterizzato il voto amministrativo, osservando giustamente come questo fenomeno sia dovuto alla assoluta irrilevanza dei sindaci, i quali non contano più nulla. Le questioni decisive per la vita dei cittadini, cioè le misure profilattiche, l'inflazione e la disoccupazione, si decidono infatti a livello nazionale. Poichè questo è indubbio, se ne deduce che alle politiche si dovrebbe registrare una ben più alta affluenza alle urne. C'è invece da scommettere che anche in quella circostanza si registrerà una diserzione di massa dalle urne. Il motivo è semplice: anche il Parlamento non conta più nulla, e decide soltanto il Governo. Arriviamo dunque alla conclusione: le elezioni sono ormai ridotte ad una pura finzione, dissimulando l'instaurazione di una dittatura di fatto.
"La vittoria sarà di chi la vuole". Questo motto, iscritto sulla tolda di una nostra nave da guerra, costituisce il migliore commento al risultato elettorale di Diano Marina, soprattutto se si aggiunge il corollario per cui la vittoria non sarà di chi non la vuole. Il generale Bellacicco è riuscito a collezionare due rovinose disfatte in due mesi. Se però a Kabul c'era l'attenuante di giocare in trasferta, nella sua città di origine - dove conosce vita, morte e miracoli di ciascuno degli abitanti, forte delle informazioni accumulate dal padre, storico maresciallo dei carabinieri - non può invocare nessuna scusa.
Il giornalista Gianluca Di Feo dedica un articolo "di colore", sul numero di venerdì scorso de "La Repubblica", ai mercenari russi della "Wagner", definita una "compagnia di ventura". Ufficialmente, si tratta di una brigata, impegnata in Siria ed in vari altri teatri di guerra in Africa. In Libia, i suoi componenti erano alleati del capo della Cirenaica, il generale Haftar, cui va riconosciuto quanto meno di essere veramente un generale, mentre il "colonnello" Gheddafi non era un colonnello. Per Haftar, gli uomini della "Wagner" (non vorremmo questa denominazione sia dovuta al fatto che il grande musicista era un antisemita dichiarato), stavano per conquistare Tripoli, essendo però costretti ad arretrare in base alla tripartizione di quel Paese, vigente fino alla conquista italiana e ristabilita dopo la caduta di Gheddafi: che ha prodotto - "mutatis mutandis" - lo stesso effetto della morte di Tito, ciascuno essendo andato per i fatti suoi. Mentre però la Tripolitania si affidava ai turchi, vogliosi di riprenderla fin dal 1912, la Cirenaica si annetteva di fatto all'Egitto, che a sua volta ne affidava la difesa alla Russia.
Il cardinale Sarah attacca il Papa, dalla tribuna della casa editrice Cantagalli di Siena, già usata da quel padre Serafino Maria Lanzetta noto per la sua irriducibile opposizione a padre Fidenzio Volpi: il quale è morto, mentre Lanzetta vive e veste panni.
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Il cardinale Sarah attacca il Papa, dalla tribuna della casa editrice Cantagalli di Siena, già usata da quel padre Serafino Maria Lanzetta noto per la sua irriducibile opposizione a padre Fidenzio Volpi: il quale è morto, mentre Lanzetta vive e veste panni.

Il cardinale Sarah attacca il Papa, dalla tribuna della casa editrice Cantagalli di Siena, già usata da quel padre Serafino Maria Lanzetta noto per la sua irriducibile opposizione a padre Fidenzio Volpi: il quale è morto, mentre Lanzetta vive e veste panni. L'attacco di Sarah è condotto sul piano del magistero, e non su quello personale. In tal caso, sarebbe meglio sorvolare, mentre quando è in gioco la dottrina della Chiesa è meglio rispondere. Il porporato africano asserisce che il principio enunziato dal Conte di Cavour - valido anche per noi cattolici liberali - non è

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Il generale Charles De Gaulle era credente e praticante. In privato, per questo, quando doveva assistere alla Messa in qualità di Capo dello Stato, non faceva la comunione, comportandosi come se chi ricopriva questa carica fosse stato non credente, o seguace di una fede diversa da quella cattolica.
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Il generale Charles De Gaulle era credente e praticante. In privato, per questo, quando doveva assistere alla Messa in qualità di Capo dello Stato, non faceva la comunione, comportandosi come se chi ricopriva questa carica fosse stato non credente, o seguace di una fede diversa da quella cattolica.

Il generale Charles De Gaulle era credente e praticante. In privato, per questo, quando doveva assistere alla Messa in qualità di Capo dello Stato, non faceva la comunione, comportandosi come se chi ricopriva questa carica fosse stato non credente, o seguace di una fede diversa da quella cattolica. Questo precedente esemplare ci viene in mente constatando come la radio diretta da padre Fanzaga abbia intrapreso una campagna volta a sostituire lo Stato laico con uno Stato confessionale. L'occasione viene offerta dalla deplorazione di quanto è avvenuto in occasione dell'inaugurazione di una scuola, e quando una inse

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I nostri vecchi raccontavano come durante la guerra si ascoltava Radio Londra. Questa emittente, con i suoi programmi in italiano, svolgeva in quel tempo diverse funzioni, supplendo alla mancanza di una informazione indipendente dal regime e libera nel valutare gli eventi. In primo luogo, il gruppo di esuli antifascisti riuniti presso la redazione italiana della "BBC" comunicava ai connazionali rimasti in patria, e più tardi nella parte del territorio italiano ancora occupato dai nazisti, che cosa stava succedendo realmente nel mondo. In secondo luogo, veniva demistificata la propaganda fascista, anticipando il libero dibattito tra le diverse istanze politiche e culturali che si sarebbe aperto dopo la guerra. In terzo luogo, Radio Londra incoraggiava gli italiani ad insorgere ed a resistere, enfatizzando certamente il loro apporto alla causa degli alleati, ma anche dimostrando come un popolo possa trovare in sè stesso le ragioni e le energie necessarie per emanciparsi.
Abbiamo consultato attentamente il documento con cui cento giuristi di Napoli, avvocati, magistrati ed ausiliari giudiziari, hanno denunziato l'illegittimità costituzionale delle misure con cui si è reso quasi obbligatorio - generalizzando l'onere di esibirlo - il cosiddetto "green pass".
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Abbiamo consultato attentamente il documento con cui cento giuristi di Napoli, avvocati, magistrati ed ausiliari giudiziari, hanno denunziato l'illegittimità costituzionale delle misure con cui si è reso quasi obbligatorio - generalizzando l'onere di esibirlo - il cosiddetto "green pass".

Abbiamo consultato attentamente il documento con cui cento giuristi di Napoli, avvocati, magistrati ed ausiliari giudiziari, hanno denunziato l'illegittimità costituzionale delle misure con cui si è reso quasi obbligatorio - generalizzando l'onere di esibirlo - il cosiddetto

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Ricordo di Adriano Amoretti.
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Ricordo di Adriano Amoretti.

Ricordo di Adriano Amoretti. Vi sono degli uomini destinati a consumare la loro esistenza nel tempo frapposto tra i loro padri, che hanno fatto la storia, ed i loro figli, cui è riservato il compito di riannodare i fili della vicenda generale. Luigi Pirandello dedicò a questa sua esperienza di figlio di un garibaldino e di padre di un combattente della Grande Guerra alcune delle sue pagine più impregnate di coscienza civile.

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Puigdemont è stato arrestato ad Alghero, e la decisione sulla richiesta di estradizione avanzata dalla Spagna pone all'Italia diversi problemi, di ordine tanto giuridico quanto politico.
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Puigdemont è stato arrestato ad Alghero, e la decisione sulla richiesta di estradizione avanzata dalla Spagna pone all'Italia diversi problemi, di ordine tanto giuridico quanto politico.

Puigdemont è stato arrestato ad Alghero, e la decisione sulla richiesta di estradizione avanzata dalla Spagna pone all'Italia diversi problemi, di ordine tanto giuridico quanto politico. Il Belgio, scelto dal Presidente della Generalità di Catalogna come luogo di esilio dopo essere stato colpito da un mandato di cattura spiccato dalla Procura Generale di Madrid per avere dichiarato l'indipendenza della sua regione, ha dovuto scegliere tra due possibilità: valutare la richiesta di estradizione avanzata dalla Spagna, oppure pronunziarsi sulla domanda di asilo politico presentata da Puigdemont. Nel primo caso, i giu

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"La Repubblica" di sabato scorso ha dedicato alle varie iniziative promosse - direttamente o indirettamente - dal Governo Draghi per propagandare il lancio della "green economy" più pagine di quelle riempite per annunziare la morte del Papa. Tale è il paragone iperbolico con cui si misura l'attenzione prestata dai periodici ad un evento epocale. In questo caso, però, è lecito insinuare il sospetto che si tratti di "pubblicità redazionale". Che costituisce l'espediente escogitato sia per eludere il pagamento delle imposte su quanto corrisposto ai periodici dalle ditte il cui prodotto viene reclamizzato, sia per corrispondere ai giornalisti un compenso "in nero", un "fuori busta" su cui il fisco non percepisce alcun tributo. Se poi è lo stesso Stato a fare ricorso a simili espedienti, l'elusione fiscale risulta perfetta.
Ritornano periodicamente in circolazione i testi relativi ad una asserita continuazione del pontificato di Ratzinger. Gli argomenti addotti a sostegno di questa tesi cambiano, per cui risulta interessante valutare la loro evoluzione.
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Ritornano periodicamente in circolazione i testi relativi ad una asserita continuazione del pontificato di Ratzinger. Gli argomenti addotti a sostegno di questa tesi cambiano, per cui risulta interessante valutare la loro evoluzione.

Ritornano periodicamente in circolazione i testi relativi ad una asserita continuazione del pontificato di Ratzinger. Gli argomenti addotti a sostegno di questa tesi cambiano, per cui risulta interessante valutare la loro evoluzione. In una prima fase, non si mettevano formalmente in discussione le dimissioni, ma si asseriva che il Papa Emerito aveva rinunziato ad esercitare le funzioni di governo della Chiesa, mantenendo però la titolarità della sua carica. Una situazione simile si determinava quando non era ancora entrata in vigore la norma - introdotta da Montini - in base alla quale tutti gli ecclesiastici (n

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E' capitato a molte persone di sbagliare clamorosamente una previsione, specie per essersi fidate del solito "monsignore del Vaticano". Il quale a Roma viene sempre citato, anche se più a sproposito che a proposito. Tale riferimento conferisce tuttavia autorità a quanto si dice, per quanto si tratti spesso di scemenze. Se infatti si afferma: "sul Monte Soratte sono sbarcati gli extraterrestri", si può essere presi per dei mentecatti. Se invece si proclama: "un monsignore del Vaticano (di cui non si riferisce però mai il nome, nè la qualifica) mi ha detto che sul Monte Soratte sono sbarcati gli extraterrestri", ciò conferisce un'aura di autorevolezza alla fandonia.
Esistono diverse possibili letture dell'accordo stipulato tra gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Australia per fornire a quest'ultimo Paese dei sommergibili atomici di fabbricazione americana.
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Esistono diverse possibili letture dell'accordo stipulato tra gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Australia per fornire a quest'ultimo Paese dei sommergibili atomici di fabbricazione americana.

Esistono diverse possibili letture dell'accordo stipulato tra gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Australia per fornire a quest'ultimo Paese dei sommergibili atomici di fabbricazione americana. La Francia, che aveva già firmato un contratto di vendita - riguardante però dei sottomarini a propulsione non atomica - protesta con forza, tanto per l'affare mancato quanto per lo sgarbo politico inflitto dagli anglosassoni alle autorità di Parigi. Ricordiamo di esserci trovati a Roma, in compagnia di un gruppo di pellegrini d'oltralpe, quando veniva finalmente realizzata la

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Il "Guardian", autorevole quotidiano liberale inglese, noto per le sue battaglie progressiste, ha mandato un suo giornalista in giro per le città di provincia dell'Italia settentrionale. Il nostro collega ha visitato Udine, una località che solitamente è meta degli inviati della stampa estera, traendone l'impressione che il capoluogo del Friuli non sia "italiano" (così ha scritto testualmente), nè per cultura, nè per stile di vita, e nemmeno per la sua architettura (malgrado risenta più della influenza veneziana che di quella asburgica). La città risente comunque del clima mitteleuropeo.
Quanto accaduto era prevedibile. Da un lato, si affiorava l'incapacità di contenere l'opposizione alla vaccinazione obbligatoria nei limiti dell'azione politica legale, dall'altra risultava evidente il tentativo - da parte del potere - di criminalizzare non soltanto chi viola le norme dell'ordinamento giuridico, ma anche chi - pur matenendosi strettamente nei loro limiti - esprime il proprio dissenso dall'operato delle autorità e dai suoi criteri ispiratori.
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Quanto accaduto era prevedibile. Da un lato, si affiorava l'incapacità di contenere l'opposizione alla vaccinazione obbligatoria nei limiti dell'azione politica legale, dall'altra risultava evidente il tentativo - da parte del potere - di criminalizzare non soltanto chi viola le norme dell'ordinamento giuridico, ma anche chi - pur matenendosi strettamente nei loro limiti - esprime il proprio dissenso dall'operato delle autorità e dai suoi criteri ispiratori.

Quanto accaduto era prevedibile. Da un lato, si affiorava l'incapacità di contenere l'opposizione alla vaccinazione obbligatoria nei limiti dell'azione politica legale, dall'altra risultava evidente il tentativo - da parte del potere - di criminalizzare non soltanto chi viola le norme dell'ordinamento giuridico, ma anche chi - pur matenendosi strettamente nei loro limiti - esprime il proprio dissenso dall'operato delle autorità e dai suoi criteri ispiratori. Chiariamo subito - a scanso di ogni equivoco e di ogni insinuazione interessata - che deploriamo fermamente quanti hanno commesso dei reati, quali l'istigazi

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La ricerca storiografica dovrebbe essere considerata come l'espressione di una scienza. Questo, però, non vale nelle situazioni di conflitto, dove i suoi risultati possono essere utilizzati per affermare delle istanze politiche. Che d'altronde condizionano anche altre discipline, e in primo luogo quelle linguistiche. Laddove la contrapposizione giunge all'estremo come avviene nel Medio Oriente - perfino l'archeologia viene assoggettata alla ricerca degli argomenti che possano dare ragione all'una o all'altra delle parti in causa.
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La ricerca storiografica dovrebbe essere considerata come l'espressione di una scienza. Questo, però, non vale nelle situazioni di conflitto, dove i suoi risultati possono essere utilizzati per affermare delle istanze politiche. Che d'altronde condizionano anche altre discipline, e in primo luogo quelle linguistiche. Laddove la contrapposizione giunge all'estremo come avviene nel Medio Oriente - perfino l'archeologia viene assoggettata alla ricerca degli argomenti che possano dare ragione all'una o all'altra delle parti in causa.

La ricerca storiografica dovrebbe essere considerata come l'espressione di una scienza. Questo, però, non vale nelle situazioni di conflitto, dove i suoi risultati possono essere utilizzati per affermare delle istanze politiche. Che d'altronde condizionano anche altre discipline, e in primo luogo quelle linguistiche. Laddove la contrapposizione giunge all'estremo come avviene nel Medio Oriente - perfino l'archeologia viene assoggettata alla ricerca degli argomenti che possano dare ragione all'una o all'altra delle parti in causa. Nei Balcani, il carattere irriducibile di tutte le dispute territoriali - che hanno

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Incontriamo il nostro amico italiano residente all'estero al di qua del confine, dove ci raggiunge per fare insieme un punto della situazione. In passato, abbiamo contattato con lui e per lui alcune autorità straniere, il che ci ha permesso di ampliare non soltanto il raggio delle nostre conoscenze, ma anche le fonti da cui raccogliere le informazioni necessarie per elaborare le comuni valutazioni.
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Incontriamo il nostro amico italiano residente all'estero al di qua del confine, dove ci raggiunge per fare insieme un punto della situazione. In passato, abbiamo contattato con lui e per lui alcune autorità straniere, il che ci ha permesso di ampliare non soltanto il raggio delle nostre conoscenze, ma anche le fonti da cui raccogliere le informazioni necessarie per elaborare le comuni valutazioni.

Incontriamo il nostro amico italiano residente all'estero al di qua del confine, dove ci raggiunge per fare insieme un punto della situazione. In passato, abbiamo contattato con lui e per lui alcune autorità straniere, il che ci ha permesso di ampliare non soltanto il raggio delle nostre conoscenze, ma anche le fonti da cui raccogliere le informazioni necessarie per elaborare le comuni valutazioni. L'amico esprime con molta competenza la visione della realtà - in particolare italiana - elaborata nell'ambiente tanto dell'esoterismo quanto degli Ordini cavallereschi. Non certamente rapportandosi coi molti italiani

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La propaganda fascista, come quella di tutte le dittature, si esibiva continuamente nell'insulto e nella diffamazione per gli oppositori. Quando si trattava di persone prestigiose, in considerazione dei loro meriti culturali o patriottici, le offese erano ancora più gravi, cadendo sovente nella volgarità: l'obiettivo consisteva infatti nel distruggere il loro prestigio. Ciò permetteva a tanti mediocri, assunti o quanto meno foraggiati dal "Min.Cul.Pop" (Ministero della Cultura Popolare) di compensare la propria inferiorità intellettuale. A volte costoro, risultando incapaci anche di esprimersi, trascrivevano semplicemente le cosiddette "veline" redatte dai funzionari addetti alla propaganda. Questa genia di pennivendoli affonda le sue radici nella storia d'Italia.
Il movimento indipendentista siciliano, del quale abbiamo avuto occasione di commentare il convegno di studi celebrato alcune settimane or sono, ha ora prodotto un documento analitico e programmatico, consultabile su internet. Il che ci permette - avendolo letto - di esprimerne una valutazione.
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Il movimento indipendentista siciliano, del quale abbiamo avuto occasione di commentare il convegno di studi celebrato alcune settimane or sono, ha ora prodotto un documento analitico e programmatico, consultabile su internet. Il che ci permette - avendolo letto - di esprimerne una valutazione.

Il movimento indipendentista siciliano, del quale abbiamo avuto occasione di commentare il convegno di studi celebrato alcune settimane or sono, ha ora prodotto un documento analitico e programmatico, consultabile su internet. Il che ci permette - avendolo letto - di esprimerne una valutazione. Gli indipendentisti prendono le mosse da un dato oggettivo, che non può essere contestato: nessun fondo europeo del cosiddetto

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La salita di San Martino, luogo pittoresco nel suo primo tratto, che si inerpica tra il muro di cinta di villa Agnesi-Vita e la siepe della proprietà ex Calvauna, costituisce la risposta di Oneglia alle Logge di Santa Chiara, essendo preferita dalla nostra "jeunesse dorée" per i suoi appuntamenti romantici, ma è anche bazzicata da brigate di giovani alcolisti: i quali hanno la cattiva abitudine di lasciare il cammino lastricato di bottiglie e di lattine vuote.
Un nostro gentile lettore ci segnala che l'intelletto non è - contrariamente a quanto da noi affermato - il penultimo grado del cammino iniziatico, precedente - a partire dal basso - il Verbo, bensì ne costituisce il vertice: tale convinzione si basa sul fatto che la parola presuppone l'elaborazione del pensiero da essa espresso. Noi pur ringraziando per la cortese segnalazione, rimaniamo del nostro parere.
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Un nostro gentile lettore ci segnala che l'intelletto non è - contrariamente a quanto da noi affermato - il penultimo grado del cammino iniziatico, precedente - a partire dal basso - il Verbo, bensì ne costituisce il vertice: tale convinzione si basa sul fatto che la parola presuppone l'elaborazione del pensiero da essa espresso. Noi pur ringraziando per la cortese segnalazione, rimaniamo del nostro parere.

Un nostro gentile lettore ci segnala che l'intelletto non è - contrariamente a quanto da noi affermato - il penultimo grado del cammino iniziatico, precedente - a partire dal basso - il Verbo, bensì ne costituisce il vertice: tale convinzione si basa sul fatto che la parola presuppone l'elaborazione del pensiero da essa espresso. Noi pur ringraziando per la cortese segnalazione, rimaniamo del nostro parere. Il Vangelo di San Giovanni dice infatti:

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Monsignor Angelo Giuseppe Roncalli, quando - durante la guerra - era pro-nunzio apostolico a Costantinopoli, venne avvertito dell'arrivo in porto di una nave con centinaia di bambini israeliti che fuggivano dall'Europa, diretti verso l'allora mandato britannico della Palestina. Il solo modo per permettere loro di proseguire il viaggio e di mettersi in salvo consisteva nel farli passare per cristiani. Roncalli dovette così passare notti intere a redigere di suo pugno dei documenti falsi, che certificavano il battesimo e la cresima dei bambini.
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Monsignor Angelo Giuseppe Roncalli, quando - durante la guerra - era pro-nunzio apostolico a Costantinopoli, venne avvertito dell'arrivo in porto di una nave con centinaia di bambini israeliti che fuggivano dall'Europa, diretti verso l'allora mandato britannico della Palestina. Il solo modo per permettere loro di proseguire il viaggio e di mettersi in salvo consisteva nel farli passare per cristiani. Roncalli dovette così passare notti intere a redigere di suo pugno dei documenti falsi, che certificavano il battesimo e la cresima dei bambini.

Monsignor Angelo Giuseppe Roncalli, quando - durante la guerra - era pro-nunzio apostolico a Costantinopoli, venne avvertito dell'arrivo in porto di una nave con centinaia di bambini israeliti che fuggivano dall'Europa, diretti verso l'allora mandato britannico della Palestina. Il solo modo per permettere loro di proseguire il viaggio e di mettersi in salvo consisteva nel farli passare per cristiani. Roncalli dovette così passare notti intere a redigere di suo pugno dei documenti falsi, che certificavano il battesimo e la cresima dei bambini. Vi sono delle situazioni in cui occorre mentire per salvare delle vite

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Quando il Dalai Lama dovette lasciare nel 1959 il suo Paese, iniziando un esilio che dura ancora oggi, egli perse il Tibet, ma guadagnò il mondo. "Sua Santità", o meglio "Sua Essenza" - come viene chiamato dai seguaci - si propose allora di mantenere viva la causa della sopravvivenza e della indipendenza, ma per raggiungere questo obiettivo - proiettato in un futuro che appariva via via sempre più remoto - occorrevano grandi risorse economiche.
Quando il Dalai Lama dovette lasciare nel 1959 il suo Paese, iniziando un esilio che dura ancora oggi, egli perse il Tibet, ma guadagnò il mondo. "Sua Santità", o meglio "Sua Essenza" - come viene chiamato dai seguaci - si propose allora di mantenere viva la causa della sopravvivenza e della indipendenza, ma per raggiungere questo obiettivo - proiettato in un futuro che appariva via via sempre più remoto - occorrevano grandi risorse economiche.
Alcuni giornali hanno parlato - con le consuete finalità sensazionalistiche - di una "polemica" che si sarebbe aperta tra alcuni rabbini ed il Papa. In realtà, tra la religione israelitica e quella cristiana è già passato il tempo delle polemiche, ed è iniziato quello delle sollecitazioni dialettiche, degli stimoli alla riflessione su di una fede che - come ricorda giustamente il professor Alberto Melloni su "La Repubblica" di venerdì scorso - ebbe origine quando "una minoranza interna al giudaismo diventò religione dell'impero".
Avevamo già dovuto segnalare con sconforto come l’Amministrazione Sanitaria di diverse Regioni avesse disposto illegittimamente la sospensione dal servizio dei medici e paramedici che rifiutavano di vaccinarsi.
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Avevamo già dovuto segnalare con sconforto come l’Amministrazione Sanitaria di diverse Regioni avesse disposto illegittimamente la sospensione dal servizio dei medici e paramedici che rifiutavano di vaccinarsi.

Avevamo già dovuto segnalare con sconforto come l’Amministrazione Sanitaria di diverse Regioni avesse disposto illegittimamente la sospensione dal servizio dei medici e paramedici che rifiutavano di vaccinarsi. Ora è il Ministro della Pubblica Istruzione che annunzia la stessa misura nei confronti del personale insegnante. Possiamo soltanto ribadire, a tale riguardo, che la sospensione dal servizio, tanto disposta quale misura cautelare essendo stato promosso un procedimento disciplinare quanto – a maggior ragione - come sanzione, può venire applicata soltanto qualora si consideri commessa una infrazione dei rego

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Premesso che siamo profani della scienza medica, il testo da noi riprodotto, non destinato soltanto agli specialisti, afferma chiaramente come anche la cosiddetta "terapia monoclonale" risulti efficace - in base alla valutazione compiuta dalla competente autorità sanitaria - per combattere il "Covid 19". Se ne deduce che quanti sono stati sottoposti con esito positivo a questa terapia vengono considerati immuni dalla malattia. Citiamo testualmente al riguardo il documento emanato dall'ufficio registri di monitoraggio del ministero della sanità: "Si informano gli utenti dei registri farmaci sottoposti al monitoraggio che, a seguito della pubblicazione della determinazione Aifa numero 911 nella Gazzetta Ufficiale numero 187 del 6 agosto 2021, a partire dal 7 agosto 2021 è possibile utilizzare anche l'anticorpo monoclonale sotrovimab, per la seguente indicazione terapeutica: trattamento della malattia da coronavirus 2019 (Covid 19)".
In tutto quanto il mondo islamico, non si è levata una sola voce per esprimere la pur minima riserva sui propositi dei “Talebani”: neanche da parte degli ambienti ritenuti più “laici” e moderati.
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In tutto quanto il mondo islamico, non si è levata una sola voce per esprimere la pur minima riserva sui propositi dei “Talebani”: neanche da parte degli ambienti ritenuti più “laici” e moderati.

In tutto quanto il mondo islamico, non si è levata una sola voce per esprimere la pur minima riserva sui propositi dei “Talebani”: neanche da parte degli ambienti ritenuti più “laici” e moderati. “La Repubblica”, però, non pare accorgersi di questo silenzio assordante. La politica italiana – e la stessa maggioranza – si dividono intanto sulla stessa linea di faglia che si frappone tra il Meridione ed il Settentrione, tanto della Penisola quanto del mondo. Esulta Di Maio, insieme con Boccia ed Emiliano, senza abbandonare la spiaggia su cui trascorre le sue meritate (?) vacanze. Piange invece Berlusconi, mentre Dra

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La caduta di Kabul produrrà delle conseguenze politiche analoghe a quelle che ebbe a suo tempo la caduta di Saigon. Allora fu la sinistra comunista a capitalizzare la vittoria dei "vietcong", ed ora sarà l'Islam radicale a trarre beneficio dal trionfo dei "talebani".
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La caduta di Kabul produrrà delle conseguenze politiche analoghe a quelle che ebbe a suo tempo la caduta di Saigon. Allora fu la sinistra comunista a capitalizzare la vittoria dei "vietcong", ed ora sarà l'Islam radicale a trarre beneficio dal trionfo dei "talebani".

La caduta di Kabul produrrà delle conseguenze politiche analoghe a quelle che ebbe a suo tempo la caduta di Saigon. Allora fu la sinistra comunista a capitalizzare la vittoria dei

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Il fatto che oggi commentiamo ha due illustri precedenti nella storia di Roma. Il primo fu quando Caligola nominò senatore il suo cavallo. L'altro avvenne allorchè, poco dopo la firma dei Patti Lateranensi, il cardinale vicario presiedette un grande ballo, in cui venne celebrata la riconciliazione tra la nobiltà "nera", e quella bianca dell'Urbe, cioè tra i fautori del Papa e quelli dei Savoia.
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Il fatto che oggi commentiamo ha due illustri precedenti nella storia di Roma. Il primo fu quando Caligola nominò senatore il suo cavallo. L'altro avvenne allorchè, poco dopo la firma dei Patti Lateranensi, il cardinale vicario presiedette un grande ballo, in cui venne celebrata la riconciliazione tra la nobiltà "nera", e quella bianca dell'Urbe, cioè tra i fautori del Papa e quelli dei Savoia.

Il fatto che oggi commentiamo ha due illustri precedenti nella storia di Roma. Il primo fu quando Caligola nominò senatore il suo cavallo. L'altro avvenne allorchè, poco dopo la firma dei Patti Lateranensi, il cardinale vicario presiedette un grande ballo, in cui venne celebrata la riconciliazione tra la nobiltà

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Nella sua bella rubrica della domenica mattina su “Radio Radicale”, Giuseppe Di Leo ha riferito l’analisi prodotta su “Le Figaro” da un noto “maitre à penser” d’Oltralpe in merito alla crisi culturale e spirituale dell’Occidente.
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Nella sua bella rubrica della domenica mattina su “Radio Radicale”, Giuseppe Di Leo ha riferito l’analisi prodotta su “Le Figaro” da un noto “maitre à penser” d’Oltralpe in merito alla crisi culturale e spirituale dell’Occidente.

Nella sua bella rubrica della domenica mattina su “Radio Radicale”, Giuseppe Di Leo ha riferito l’analisi prodotta su “Le Figaro” da un noto “maitre à penser” d’Oltralpe in merito alla crisi culturale e spirituale dell’Occidente. Secondo l’Autore, dobbiamo oggi fronteggiare due soggetti potenzialmente ostili, che con la loro espansione minacciano la nostra sopravvivenza: uno è la Cina, l’altro è l’Islam. Per resistere – secondo il pensatore francese – occorre stipulare una alleanza tra le forze che hanno ispirato la nostra civiltà: il Cristianesimo ed il liberalismo. Giovanni Paolo II, visitando proprio la Franci

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Il Decreto Legge contenente le norme in materia di “green pas” è stato emanatolo il 23 luglio scorso.
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Il Decreto Legge contenente le norme in materia di “green pas” è stato emanatolo il 23 luglio scorso.

Il Decreto Legge contenente le norme in materia di “green pas” è stato emanatolo il 23 luglio scorso. Stabilendo le note restrizioni, riguardanti soprattutto l’acceso agli esercizi pubblici, esso faceva tuttavia esplicito riferimento alla normativa europea, in cui si afferma il principio per cui non si può introdurre nessuna discriminazione tra chi possegga e chi non possegga la certificazione dell’avvenuta vaccinazione. Tuttavia, le circolari successivamente emanate, contenenti i regolamenti di attuazione dell’atto legislativo, sono basate precisamente sulla piena vigenza di tale discriminazione. Se dunque il te

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Agli inquilini (notoriamente morosi) del "nazareno" non fa piacere che vi siano dei dirigenti democratici ancora capaci di vincere le elezioni. Renzi, che nutriva una gelosia morbosa nei riguardi di costoro, li emarginava sistematicamente, temendo che potessero minacciare la sua "leadership". Una volta il "rottamatore" giunse a calpestare le più elementari norme della buona educazione e del cosiddetto "galateo istituzionale", rifiutando di ricevere a Palazzo Chigi il presidente Emiliano, giunto a Roma per incontrarlo.
Abbiamo udito l'ultimo intervento del professor Diego Fusaro, il quale afferma essere tutt'altro che un semplice "ballon d'essai" la prospettiva non soltanto della nomina del generale Figliuolo alla carica di Presidente del Consiglio qualora Draghi non fosse più in grado di condurre la barca del Governo tra i flutti del Parlamento, ma addirittura della costituzione di un Governo "tout court" militare. In realtà, il pericolo di un naufragio dell'attuale Esecutivo non esiste: per farlo rimanere a galla, basta e avanza il ricatto implicito nella perdita dello stipendio di deputato o senatore per una massa di disperati senza arte nè parte.
Dopo un esame delle nuove disposizioni in materia di “green pass”, compiuto con maggiore accuratezza rispetto a quello effettuato in base alle anticipazioni di stampa, non pare vi sia molto da aggiungere a quanto già scritto in precedenza su tale argomento.
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Dopo un esame delle nuove disposizioni in materia di “green pass”, compiuto con maggiore accuratezza rispetto a quello effettuato in base alle anticipazioni di stampa, non pare vi sia molto da aggiungere a quanto già scritto in precedenza su tale argomento.

Dopo un esame delle nuove disposizioni in materia di “green pass”, compiuto con maggiore accuratezza rispetto a quello effettuato in base alle anticipazioni di stampa, non pare vi sia molto da aggiungere a quanto già scritto in precedenza su tale argomento. Il Governo si è proposto di costringere i titolari di ristoranti e di bar ad agire come se fossero altrettanti Agenti di Polizia Amministrativa, ma si è ben guardato dall’attribuire loro tale qualifica. Può avere influito su questa omissione il rischio che alcuni di loro rifiutassero la nomina. Nessuno, infatti, può essere obbligato ad assumere un incarico che

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LETTERA APERTA AL DOTTOR ANTONIO MARFELLA
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LETTERA APERTA AL DOTTOR ANTONIO MARFELLA

LETTERA APERTA AL DOTTOR ANTONIO MARFELLA Caro Dottor Marfella, Ho letto la bellissima lettera che Ella ha indirizzato al defunto Dottor Giuseppe De Donno. Non posso naturalmente immaginare che cosa Le avrebbe risposto il defunto, ma mi permetto di esporre quanto io penso in merito alle questioni da Lei sollevate. In primo luogo, non condivido affatto l’avallo che Ella sembra fornire alla tesi del suicidio. Auspico che sia svolta una autopsia, volta a chiarire se in realtà il Dottor De Donno sia stato “suicidato”. Nell’attesa dei risultati, si può però compiere quella che viene impropriamente definita “autopsia p

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Quando non si conosce una materia, è bene tacere ...
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Quando non si conosce una materia, è bene tacere ...

Quando non si conosce una materia, è bene tacere, o quanto meno anteporre al proprio parere l'avvertenza che lo esprime un profano. Il professor Cacciari, parlando dei problemi giuridici posti dalle misure restrittive adottate per l'epidemia - si limita, essendo un cultore di tutt'altro ramo dello scibile - ad esprimere delle domande. Il soggetto mandato allo sbaraglio per rispondere, pretende invece di pontificare sulle questioni giuridiche, con il risultato di coprirsi di ridicolo sparando cazzate. Il

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Quando non si conosce una materia, è bene tacere ...
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Quando non si conosce una materia, è bene tacere ...

Quando non si conosce una materia, è bene tacere, o quanto meno anteporre al proprio parere l'avvertenza che lo esprime un profano. Il professor Cacciari, parlando dei problemi giuridici posti dalle misure restrittive adottate per l'epidemia - si limita, essendo un cultore di tutt'altro ramo dello scibile - ad esprimere delle domande. Il soggetto mandato allo sbaraglio per rispondere, pretende invece di pontificare sulle questioni giuridiche, con il risultato di coprirsi di ridicolo sparando cazzate. Il

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Il professor Massimo Cacciari, di cui abbiamo apprezzato l'interruzione dei rapporti editoriali con il Gruppo editoriale de "La Repubblica" - segno che l'illustre studioso è un collaboratore, ma non un collaborazionista - si è espresso molto chiaramente su di un punto decisivo, tale da poter dire "hic Rhodus, hic salta": la discriminazione stabilita "ope legis" tra i cittadini che accettano o rifiutano le varie misure profilattiche, segna, se non la fine, quanto meno una gravissima menomazione dello Stato di diritto in Italia.
Il professor Massimo Cacciari, di cui abbiamo apprezzato l'interruzione dei rapporti editoriali con il Gruppo editoriale de "La Repubblica" - segno che l'illustre studioso è un collaboratore, ma non un collaborazionista - si è espresso molto chiaramente su di un punto decisivo, tale da poter dire "hic Rhodus, hic salta": la discriminazione stabilita "ope legis" tra i cittadini che accettano o rifiutano le varie misure profilattiche, segna, se non la fine, quanto meno una gravissima menomazione dello Stato di diritto in Italia.
L'Azienda Sanitaria numero 1 della Liguria eccelle non soltanto per la sua ignoranza dei principi più elementari del diritto pubblico, ma anche per la pervicacia nell'esibirla.
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L'Azienda Sanitaria numero 1 della Liguria eccelle non soltanto per la sua ignoranza dei principi più elementari del diritto pubblico, ma anche per la pervicacia nell'esibirla.

L'Azienda Sanitaria numero 1 della Liguria eccelle non soltanto per la sua ignoranza dei principi più elementari del diritto pubblico, ma anche per la pervicacia nell'esibirla. Un esempio clamoroso di tale atteggiamento viene offerto dalla lettera inviata ad un bambino in età prescolare, come tale naturalmente non in grado di leggerla. Non riferiamo il nome del minore per il rispetto dovuto alle norme di legge e che tutelano la cosiddetta “privacy”. La missiva reca la firma di tale Dottor Marco Mela, il quale si fregia del titolo altisonante di “Direttore della struttura complessa igiene e sanità pubblica”, e riv

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La signora Tiziana Ameglio in Ascheri, nostra carissima amica e molto meritevole collaboratrice, ci pone un quesito giuridico al quale volentieri rispondiamo pubblicamente, essendo ben consci di come il nostro parere possa risultare utile anche ad altre persone.
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La signora Tiziana Ameglio in Ascheri, nostra carissima amica e molto meritevole collaboratrice, ci pone un quesito giuridico al quale volentieri rispondiamo pubblicamente, essendo ben consci di come il nostro parere possa risultare utile anche ad altre persone.

La signora Tiziana Ameglio in Ascheri, nostra carissima amica e molto meritevole collaboratrice, ci pone un quesito giuridico al quale volentieri rispondiamo pubblicamente, essendo ben consci di come il nostro parere possa risultare utile anche ad altre persone. La nostra amica sta organizzando un incontro letterario pubblico all'aperto, e ci domanda se, in base all'ultimo decreto-legge contenente misure di contrasto all'epidemia, sia tenuta a richiedere ai partecipanti di esibire il cosiddetto “green pass”. Vediamo dunque, in primo luogo, quanto risulta dalla lettera dell'atto legislativo. Nell'articolo 3, intit

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Sabato ventiquattro luglio, si manifesta in ottanta città d'Italia, non solo e non tanto per protesta contro il "green pass", ma soprattutto per chiedere le dimissioni di Draghi. Martedì prossimo, "io apro" chiama tutti quanti non solamente a riunirsi davanti a Montecitorio, bensì ad entrarvi con la forza. Nel primo caso, si tratta di manifestazioni autorizzate, ma con una finalità eversiva: in uno Stato di diritto, i Governi cadono nelle urne o in Parlamento, e non certamente in piazza. Nel secondo caso, si annunzia apertamente l'intenzione di commettere un reato. Nello stesso tempo, però, gli organi di informazione governativi trattano come "assassini" quanti obiettano all'obbligo - peraltro soltanto asserito - di vaccinarsi. Questo significa praticamente criminalizzare una opinione.
Tre diversi fatti si sono prodotti in questo fine settimana, senza una apparente connessione reciproca.
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Tre diversi fatti si sono prodotti in questo fine settimana, senza una apparente connessione reciproca.

Tre diversi fatti si sono prodotti in questo fine settimana, senza una apparente connessione reciproca. Proviamo tuttavia a discernere il sottile filo di Arianna che li collega l’uno all’altro. Il primo fatto è costituito dalle manifestazioni contro le nuove misure restrittive. Per chi, come noi, ha vissuto – sia pure in giovanissima età – quella lontana stagione, la prima impressione richiama ad un “déjà vu” nel 1968. Anche allora, in un primo momento gli studenti scesero in piazza per esprimere la loro “contestazione globale”, che non era né politica, né metapolitica, ma – per così dire – precedente la politica

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LETTERA APERTA A GIOVANNI DURANTE
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LETTERA APERTA A GIOVANNI DURANTE

In merito alle nuove misure che il Governo si accinge ad adottare al fine di combattere l'epidemia, non c'è molto da aggiungere a quanto già scritto nei mesi scorsi. Si conferma, in primo luogo, la prassi consistente nel legiferare mediante i decreti del Presidente del Consiglio, emanando cioè degli atti amministrativi che in linea di principio dovrebbero essere considerati nulli, in quanto dispongono al di fuori della competenza della pubblica amministrazione considerata nel suo complesso. Tuttavia non trovano nulla da obiettare al riguardo nè gli Organi di Garanzia, e cioè il Presidente della Repubblica e la Co

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LETTERA APERTA A GIOVANNI DURANTE
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LETTERA APERTA A GIOVANNI DURANTE

LETTERA APERTA A GIOVANNI DURANTE Caro “Duilio”, La tua insistente richiesta di tornare a trattare, per l’ennesima volta, l’argomento del “Partito della Selvaggina”, formulata con una petulanza che degenera nella provocazione – non soltanto dialettica – rivela in primo luogo l’analfabetismo dei tuoi camerati, già rivelato peraltro dal “cul de sac” in cui si trova “Mohammed” Bensa: il quale non riesce a trovare chi sia in grado di correggere – per la milionesima volta – il suo memoriale. Risulta tuttavia ben più importante rilevare come tu ti sia rivolto a me proprio nel giorno in cui si compiva l’agonia della Rep

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Nel mondo ci sono, oltre ai cento novanta tre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, sul cui riconoscimento da parte della comunità internazionale non vi è discussione, altre ventisei entità, in merito alla cui natura giuridica è aperta la discussione.
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Nel mondo ci sono, oltre ai cento novanta tre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, sul cui riconoscimento da parte della comunità internazionale non vi è discussione, altre ventisei entità, in merito alla cui natura giuridica è aperta la discussione.

Nel mondo ci sono, oltre ai cento novanta tre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, sul cui riconoscimento da parte della comunità internazionale non vi è discussione, altre ventisei entità, in merito alla cui natura giuridica è aperta la discussione. Ricordiamo tuttavia che uno Stato non sorge in quanto gli altri lo riconoscono, bensì in quanto esiste una Autorità di governo, la quale esercita la propria sovranità su di una popolazione e su di un territorio. Elencando comunque gli Stati sulla cui appartenenza alla comunità internazionale è aperta la discussione, distingueremo tra quelli che veng

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Domenica sera, prima di assistere alla Messa secondo il “Vetus Ordo”,
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Domenica sera, prima di assistere alla Messa secondo il “Vetus Ordo”,

Domenica sera, prima di assistere alla Messa secondo il “Vetus Ordo”, celebrata ogni settimana in una Chiesa della nostra Città, abbiamo avuto un breve ma intenso dialogo con l’amico che organizza da tempo questo rito religioso. Costui ha indubbiamente ragione quando ravvisa la chiave di lettura del “Motu Proprio” emanato dal Papa su tale particolare celebrazione nel paragrafo conclusivo della Istruzione rivolta ai Vescovi, in cui Bergoglio stabilisce i criteri in base ai quali essi dovono concedere o rifiutare la loro approvazione. Chi assiste alla Messa celebrata secondo il “Vetus Ordo”, afferma il Papa, deve e

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Quanto è avvenuto nei giorni scorsi nel Tigray, una delle regioni dell'Etiopia abitate da etnia diverse rispetto a quella dominante degli Amhara e per questo in ribellione contro il gioverno centrale fin dai tempi del "Negus", risulta difficile da capire per chi non abbia dimestichezza con la geostrategia. In primo luogo, per il fatto stesso di trovarsi al centro dell'attenzione da parte dei grandi mezzi di comunicazione internazionali. I quali hanno sposato con entusiasmo la causa - pur giusta - della autodeterminazione dei Tigrini, biasimando - altrettanto giustamente - i crimini commessi dall'esercito regolare etiope ed illustrando i motivi, certamente fondati, della sollevazione.
Quanto è avvenuto nei giorni scorsi nel Tigray, una delle regioni dell'Etiopia abitate da etnia diverse rispetto a quella dominante degli Amhara e per questo in ribellione contro il gioverno centrale fin dai tempi del "Negus", risulta difficile da capire per chi non abbia dimestichezza con la geostrategia. In primo luogo, per il fatto stesso di trovarsi al centro dell'attenzione da parte dei grandi mezzi di comunicazione internazionali. I quali hanno sposato con entusiasmo la causa - pur giusta - della autodeterminazione dei Tigrini, biasimando - altrettanto giustamente - i crimini commessi dall'esercito regolare etiope ed illustrando i motivi, certamente fondati, della sollevazione.
Abbiamo visitato molti anni or sono la Fondazione Hanns Seidel di Monaco di Baviera, che fin dal suo nome dichiara la propria radice: in tedesco, infatti, Hans si scrive con una sola "n", mentre nella lingua regionale della Baviera ce ne sono due. Il Muro di Berlino era caduto da poco, e la "stifftung" fondata dal presidente Strauss lanciava a centinaia i propri inviati verso i Paesi dell'Europa orientale, dove - conoscendo in molti casi le lingue locali - si dedicavano soprattutto a costruire le rispettive amministrazioni pubbliche, con il duplice obiettivo di adeguarne la normativa ai canoni occidentali, e soprattutto di formare il personale.
Se il disegno di legge Zan verrà approvato "tel quel" dal Senato, prima o poi assisteremo al triste spettacolo di un sacerdote processato per avere detto dal pulpito che l'omosessualità costituisce un peccato dal punto di vista della morale cattolica. Qualora invece il disegno di legge venga affossato - non vi è infatti alcun dubbio che la mancata approvazione a Palazzo Madama produca questa conseguenza - appena verrà consumato un gesto di intolleranza nei confronti di un omosessuale, uscirà fuori qualche Fedez che ne darà la colpa all'asserita mancanza di tutela giuridica per questa categoria di persone.
Le visite a Roma dei Segretari di Stato americani hanno seguito nel dopoguerra due diversi copioni: quando il ministro degli esteri italiano era un "oltranzista" atlantico, detto anche un "bulgaro della NATO", appartenente ad una genia che ebbe quale capostipite Gaetano Martino e proseguì con Giuseppe Saragat, ogni incontro si concludeva con l'immancabile riaffermazione della "completa identità di vedute", che significava l'accettazione supina del punto di vista dell'interlocutore d'oltre Atlantico. Quando invece gli facevano da contraltare uomini come Fanfani, Moro o Nenni, si instaurava immancabilmente una dialettica: che tra Moro e Kissinger sfociò in una aperta incomprensione e diffidenza. In realtà, se si eccettua la Germania, Paese tuttora assoggettato ad occupazione militare da parte dei vincitori occidentali della guerra, la nostra è la nazione più assoggettata - tanto per la sua posizione geografica, quanto soprattutto per appartenere anch'essa al campo dei perdenti - ai vincoli della Alleanza Atlantica. Non è inoltre un segreto per nessuno che dobbiamo ancora rimborsare gli aiuti del "Piano Marshall".
La stabilità delle istituzioni repubblicane viene messa in gioco non tanto a causa della rissa da angiporto scoppiata tra i due ex compari, Grillo e Conte, quanto piuttosto per il maldestro tentativo di porre sotto controllo il primo partito d'Italia, o almeno quello che detiene la maggioranza relativa in entrambe le Camere. La sopravvivenza del governo Draghi doveva in qualche modo venire salvaguardata, e gli strateghi che muovono le fila del gioco parlamentare, per raggiungere tale obiettivo, hanno prospettato a Conte di assumere la guida del Movimento Cinque Stelle. Se l'operazione fosse riuscita, si sarebbe tolto a Grillo il suo potere di ricatto sull'Esecutivo, placando nel contempo il risentimento nutrito dal cosiddetto "avvocato del popolo". Il quale - nella sua megalomania - si considera un grande statista, privato del potere da una rivolta di palazzo.
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La stabilità delle istituzioni repubblicane viene messa in gioco non tanto a causa della rissa da angiporto scoppiata tra i due ex compari, Grillo e Conte, quanto piuttosto per il maldestro tentativo di porre sotto controllo il primo partito d'Italia, o almeno quello che detiene la maggioranza relativa in entrambe le Camere. La sopravvivenza del governo Draghi doveva in qualche modo venire salvaguardata, e gli strateghi che muovono le fila del gioco parlamentare, per raggiungere tale obiettivo, hanno prospettato a Conte di assumere la guida del Movimento Cinque Stelle. Se l'operazione fosse riuscita, si sarebbe tolto a Grillo il suo potere di ricatto sull'Esecutivo, placando nel contempo il risentimento nutrito dal cosiddetto "avvocato del popolo". Il quale - nella sua megalomania - si considera un grande statista, privato del potere da una rivolta di palazzo.

La stabilità delle istituzioni repubblicane viene messa in gioco non tanto a causa della rissa da angiporto scoppiata tra i due ex compari, Grillo e Conte, quanto piuttosto per il maldestro tentativo di porre sotto controllo il primo partito d'Italia, o almeno quello che detiene la maggioranza relativa in entrambe le Camere. La sopravvivenza del governo Draghi doveva in qualche modo venire salvaguardata, e gli strateghi che muovono le fila del gioco parlamentare, per raggiungere tale obiettivo, hanno prospettato a Conte di assumere la guida del Movimento Cinque Stelle. Se l'operazione fosse riuscita, si sarebbe t

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"E' caro agli dei chi muore giovane"
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"E' caro agli dei chi muore giovane"

"E' caro agli dei chi muore giovane". Questo verso di Menandro ben si addice ad Eugenio Scalfari, il quale - raggiunto quasi il secolo di vita - dovrebbe rendersi ormai conto, come ce ne rendiamo conto noi, di essere ormai un sopravvissuto, o meglio un "fossile vivente".

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“L’Osservatore Romano” compie centosessanta anni, e rivaleggia per longevità con “La Civiltà Cattolica”, la quale – se non andiamo errati - è il periodico italiano che esce ininterrottamente da più tempo.
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“L’Osservatore Romano” compie centosessanta anni, e rivaleggia per longevità con “La Civiltà Cattolica”, la quale – se non andiamo errati - è il periodico italiano che esce ininterrottamente da più tempo.

“L’Osservatore Romano” compie centosessanta anni, e rivaleggia per longevità con “La Civiltà Cattolica”, la quale – se non andiamo errati - è il periodico italiano che esce ininterrottamente da più tempo. Tutti sanno che i Gesuiti non sono strutturati soltanto come una unità militare, o più precisamente – secondo quanto dispose lo stesso Sant’Ignazio di Loyola – sul modello di una compagnia di cavalleria, cioè di un’arma tipicamente rapida nei suoi spostamenti e nelle sue azioni belliche: i componenti la Società compongono anche una sorta di società iniziatica, e tra loro i “Padri Scrittori”, addetti esclusivamen

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Quali cattolici liberali, abbiamo sempre difeso la potestà dello Stato di regolare i rapporti tra le persone senza tenere conto del precetto specifico di una confessione religiosa.
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Quali cattolici liberali, abbiamo sempre difeso la potestà dello Stato di regolare i rapporti tra le persone senza tenere conto del precetto specifico di una confessione religiosa.

Quali cattolici liberali, abbiamo sempre difeso la potestà dello Stato di regolare i rapporti tra le persone senza tenere conto del precetto specifico di una confessione religiosa. Così è stato per l'introduzione nell'ordinamento giuridico italiano del divorzio, dell'aborto, delle unioni civili omosessuali ed infine della eutanasia passiva. Il disegno di legge Zan non ha nulla a che vedere con questa materia. Ricordiamo come la Santa Sede, quando venne introdotto il divorzio, eccepì giustamente che questa norma violava una clausola del Concordato, cioè di un atto di diritto internazionale sottoscritto e ratificat

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I regni assediati, e sul punto di cadere nelle mani dei loro nemici, erano molto spesso anche dilaniati da lotte intestite, che li indebolivano ulteriormente, accelerando la loro decadenza. Alla corte di Bisanzio, mentre le truppe di Maometto II "Bajazet" già schiumeggiavano sotto le mura della "Città Regina", si continuava ad ordire congiure di palazzo. Chi le promuoveva, non poteva più aspirare ad alcun potere effettivo, e tale comportamento confermava la validità del detto secondo cui "Deus quos perdere vult dementat".
Se non si può affermare che il mondo sia cambiato per effetto del viaggio compiuto da Biden in Europa, gli avvenimenti dell'altra settimana hanno messo in evidenza i risultati dell'evoluzione della situazione internazionale successiva alla caduta del Muro di Berlino. Non si possono certamente annettere con disinvoltura al campo delle democrazie liberali dell'Occidente tutti quanti i regimi post comunisti sorti nell'Europa orientale, ripetendo l'errore commesso nel corso della "guerra fredda", quando anche i peggiori dittatori dell'America Latina venivano arruolati disinvoltamente nel "campo della libertà".
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Se non si può affermare che il mondo sia cambiato per effetto del viaggio compiuto da Biden in Europa, gli avvenimenti dell'altra settimana hanno messo in evidenza i risultati dell'evoluzione della situazione internazionale successiva alla caduta del Muro di Berlino. Non si possono certamente annettere con disinvoltura al campo delle democrazie liberali dell'Occidente tutti quanti i regimi post comunisti sorti nell'Europa orientale, ripetendo l'errore commesso nel corso della "guerra fredda", quando anche i peggiori dittatori dell'America Latina venivano arruolati disinvoltamente nel "campo della libertà".

Se non si può affermare che il mondo sia cambiato per effetto del viaggio compiuto da Biden in Europa, gli avvenimenti dell'altra settimana hanno messo in evidenza i risultati dell'evoluzione della situazione internazionale successiva alla caduta del Muro di Berlino. Non si possono certamente annettere con disinvoltura al campo delle democrazie liberali dell'Occidente tutti quanti i regimi post comunisti sorti nell'Europa orientale, ripetendo l'errore commesso nel corso della

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Di Gabrele Boscetto è doveroso ricordare in primo luogo come egli non abbia mai completamente rescisso i legami con la radice politica giovanile, ispirata ad un liberalismo dalle forti venature radicali.
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Di Gabrele Boscetto è doveroso ricordare in primo luogo come egli non abbia mai completamente rescisso i legami con la radice politica giovanile, ispirata ad un liberalismo dalle forti venature radicali.

Di Gabrele Boscetto è doveroso ricordare in primo luogo come egli non abbia mai completamente rescisso i legami con la radice politica giovanile, ispirata ad un liberalismo dalle forti venature radicali. Non solo e non tanto perché fu grazie a lui se Amilcare Rambaldi - altro spirito libertario - riuscì a portare avanti, tra mille difficoltà, una manifestazione come il

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Caro Sindaco,
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Caro Sindaco,

LETTERA APERTA AL DOTTOR LUIGI SAPPA Caro Sindaco, Poiché i tuoi impegni professionali non ti permettono di fissare una udienza, metto per iscritto quanto devo in merito alle ripetute profferte di amicizia che mi giungono per tuo tramite da parte del Signor Giacomo Cichero. Non mi soffermo sulle diffamazioni che questa persona mi ha rivolto sul piano personale. Da parte mia, ho sempre rifiutato di portare a tale livello le divergenze politiche. Se il Signor Cichero si riduce a tanto, ciò avviene evidentemente in quanto non dispone di migliori argomenti. Egli comunque non ha mai provato l’accusa, che mi ha ripetut

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Un attacco sferrato da misteriosi pirati informatici ha bloccato i siti dei massimi soggetti economici ed istituzionali dell'Occidente. Nel mondo si combattono attualmente innumerevoli conflitti, ma i più prossimi a noi - non tanto forse dal punto di vista geografico (la Libia, si trova proprio di fronte alla Sicilia) - quanto piuttosto dal punto di vista delle culture politiche coinvolte, sono quelli che rendono di nuovo incandescente il confine tra l'Europa occidentale e l'Europa orientale. Questa frontiera, che fino al 1989 si trovava sull'Elba, è stata progressivamente spostata fino sul Don, ma si è anche trasformata da una sorta di cicatrice - quale era il Muro di Berlino - in una ferita aperta e sanguinante. Tra la Russia e l'Ucraina si spara, mentre tra la Bielorussia, la Polonia ed i Paesi Baltici si combatte a colpi di rapimenti e di dirottamenti.
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Un attacco sferrato da misteriosi pirati informatici ha bloccato i siti dei massimi soggetti economici ed istituzionali dell'Occidente. Nel mondo si combattono attualmente innumerevoli conflitti, ma i più prossimi a noi - non tanto forse dal punto di vista geografico (la Libia, si trova proprio di fronte alla Sicilia) - quanto piuttosto dal punto di vista delle culture politiche coinvolte, sono quelli che rendono di nuovo incandescente il confine tra l'Europa occidentale e l'Europa orientale. Questa frontiera, che fino al 1989 si trovava sull'Elba, è stata progressivamente spostata fino sul Don, ma si è anche trasformata da una sorta di cicatrice - quale era il Muro di Berlino - in una ferita aperta e sanguinante. Tra la Russia e l'Ucraina si spara, mentre tra la Bielorussia, la Polonia ed i Paesi Baltici si combatte a colpi di rapimenti e di dirottamenti.

Un attacco sferrato da misteriosi pirati informatici ha bloccato i siti dei massimi soggetti economici ed istituzionali dell'Occidente. Nel mondo si combattono attualmente innumerevoli conflitti, ma i più prossimi a noi - non tanto forse dal punto di vista geografico (la Libia, si trova proprio di fronte alla Sicilia) - quanto piuttosto dal punto di vista delle culture politiche coinvolte, sono quelli che rendono di nuovo incandescente il confine tra l'Europa occidentale e l'Europa orientale. Questa frontiera, che fino al 1989 si trovava sull'Elba, è stata progressivamente spostata fino sul Don, ma si è anche tra

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Il migliore contrappunto alla visione di Roma, quale abbiamo potuto contemplarla dopo una lunga assenza, risalente a prima dell'epidemia, viene offerto dall'ascolto della rubrica sul Vaticano di Giuseppe Di Leo, trasmessa da "Radio Radicale", in cui si dimostra come un osservatore laico possa essudare l'atteggiamento anticlericale ereditato dalle sue radici ideologiche in base ad una constatatzione risultante dall'osservazione attenta del momento storico vissuto dall'Italia e dall'Occidente.
La Santa Sede, in quanto soggetto di diritto internazionale, si mantenne neutrale nel corso delle due guerre mondiali. La sua neutralità fu tuttavia militare, e non certo politica. In particolare, tra il 1914 ed il 1918, il tentativo esperito da Benedetto XV di fare cessare le ostilità non fu dettato soltanto dalla esigenza morale di interrompere quella che il Papa aveva definito la "inutile strage". Della Chiesa si era infatti reso perfettamente conto del fatto che i due schieramenti contrapposti combattevano l'uno nel nome del principio della sovranità popolare, l'altro nel nome del principio, con esso inconciliabile, di legittimità, cioè di un potere conferito da Dio alle monarchie imperiali.
Scrive la palestinese Mariam Barghouti sull'ultimo numero de "L'Espresso" che "il colonialismo strangola ogni parte della tua vita, e finisce con il seppellirti". Il lirismo della espressione non riesce a nascondere l'anacronismo politico. Qualsiasi cosa si pensi del conflitto nel Medio Oriente, risulta comunque chiaro che il colonialismo non c'entra assolutamente per nulla. Questa epoca della storia è infatti ormai definitivamente conclusa, e nessuno - neanche nei nostri Paesi dell'Europa occidentale, che in passato avevano dominato il resto del mondo - nutre alcun rimpianto per quel tempo.
Qualche anno fa, venne smascherato a Napoli un signore che andava in giro vestito nell'uniforme di alto ufficiale della Guardia di Finanza. Costui, però, non approfittava della qualifica e del grado che simulava per esigere denaro dai commercianti evasori fiscali, come era successo in altri casi: si limitava infatti a fare dei "cazziatoni" ai militi del Corpo che incontrava per la strada con la divisa in disordine. Sulla linea Roma-Napoli, operava un falso ispettore delle ferrovie, che faceva lo stesso con i conduttori ed i capitreno: anche in questo caso, senza lucrare un centesimo. Si trattava, in entrambi i casi, di individui che volevano soltanto darsi importanza.
I lavori dell'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana hanno riproposto all'attenzione di tutta la comunità dei credenti una realtà ed un problema. La realtà, che già si intravedeva da molto tempo, ma risulta palese da quando il Governo della Repubblica è più espressione della rappresentanza politica, consiste nell'essere rimasta la Chiesa l'unico collante della nazione. Il problema consiste nel come adempiere a tale funzione. Prima di cercare una soluzione - adempiendo ad un obbligo morale imposto tanto dalla loro missione quanto dall'essere cittadini leali e preoccupati del bene comune - i vescovi si sono certamente domandati come si è arrivati a questo punto. Non sappiamo che cosa essi pensino al riguardo.
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I lavori dell'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana hanno riproposto all'attenzione di tutta la comunità dei credenti una realtà ed un problema. La realtà, che già si intravedeva da molto tempo, ma risulta palese da quando il Governo della Repubblica è più espressione della rappresentanza politica, consiste nell'essere rimasta la Chiesa l'unico collante della nazione. Il problema consiste nel come adempiere a tale funzione. Prima di cercare una soluzione - adempiendo ad un obbligo morale imposto tanto dalla loro missione quanto dall'essere cittadini leali e preoccupati del bene comune - i vescovi si sono certamente domandati come si è arrivati a questo punto. Non sappiamo che cosa essi pensino al riguardo.

I lavori dell'Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana hanno riproposto all'attenzione di tutta la comunità dei credenti una realtà ed un problema. La realtà, che già si intravedeva da molto tempo, ma risulta palese da quando il Governo della Repubblica è più espressione della rappresentanza politica, consiste nell'essere rimasta la Chiesa l'unico collante della nazione. Il problema consiste nel come adempiere a tale funzione. Prima di cercare una soluzione - adempiendo ad un obbligo morale imposto tanto dalla loro missione quanto dall'essere cittadini leali e preoccupati del bene comune - i vescov

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Cambia lo stile di chi le redige e le pronunzia, più analitico e più sistematico quello di Monsignor Bagnasco, più sintetico e a tratti quasi lirico quello di Monsignor Bassetti, ma le relazioni del Presidente della Conferenza Episcopale dinanzi all'assemblea plenaria dei vescovi italiani, tanto più da quando non si ascoltano più le relazioni dei segretari dei grandi partiti nelle sessioni dei rispettivi organi dirigenti, esprimono l'unica documentata ed eloquente rappresentazione della condizione sociale e culturale dell'Italia: la Chiesa, essendo ormai anche formalmente commissariata la sua rappresentanza politica, è rimasta l'unico soggetto che mantiene unita - per quanto è ancora possibile - la nazione.
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Cambia lo stile di chi le redige e le pronunzia, più analitico e più sistematico quello di Monsignor Bagnasco, più sintetico e a tratti quasi lirico quello di Monsignor Bassetti, ma le relazioni del Presidente della Conferenza Episcopale dinanzi all'assemblea plenaria dei vescovi italiani, tanto più da quando non si ascoltano più le relazioni dei segretari dei grandi partiti nelle sessioni dei rispettivi organi dirigenti, esprimono l'unica documentata ed eloquente rappresentazione della condizione sociale e culturale dell'Italia: la Chiesa, essendo ormai anche formalmente commissariata la sua rappresentanza politica, è rimasta l'unico soggetto che mantiene unita - per quanto è ancora possibile - la nazione.

Cambia lo stile di chi le redige e le pronunzia, più analitico e più sistematico quello di Monsignor Bagnasco, più sintetico e a tratti quasi lirico quello di Monsignor Bassetti, ma le relazioni del Presidente della Conferenza Episcopale dinanzi all'assemblea plenaria dei vescovi italiani, tanto più da quando non si ascoltano più le relazioni dei segretari dei grandi partiti nelle sessioni dei rispettivi organi dirigenti, esprimono l'unica documentata ed eloquente rappresentazione della condizione sociale e culturale dell'Italia: la Chiesa, essendo ormai anche formalmente commissariata la sua rappresentanza polit

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Il Parlamento italiano è in procinto di approvare una legge che concede incentivi economici agli agricoltori se usano fertilizzanti naturali. Fin qui, nulla da eccepire: i deputati ed i senatori si propongono di lottare contro l'inquinamento.
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Il Parlamento italiano è in procinto di approvare una legge che concede incentivi economici agli agricoltori se usano fertilizzanti naturali. Fin qui, nulla da eccepire: i deputati ed i senatori si propongono di lottare contro l'inquinamento.

Il Parlamento italiano è in procinto di approvare una legge che concede incentivi economici agli agricoltori se usano fertilizzanti naturali. Fin qui, nulla da eccepire: i deputati ed i senatori si propongono di lottare contro l'inquinamento. Tra gli ingredienti dei concimi di cui viene incoraggiato l'impiego figurano però - insieme con la tradizionale

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Le autorità italiane stanno praticando la censura preventiva - che costituisce naturalmente una pratica costituzionalmente illegittima - nei riguardi di ogni informazione o commento sull'epidemia che manifesti qualsiasi dissenso rispetto alla verità ufficiale. Quale sia però questa verità, non è mai stato chiarito, per un motivo molto semplice: qualora la si dichiarasse, verrebbe varcato anche formalmente il confine posto tra l'ideologia di Stato ed il dissenso, di cui in una dittatura dichiarata è vietata la manifestazione. Nelle semidittature, invece, la verità di regime non viene codificata formalmente, però esiste. Di conseguenza, la linea di confine tra il lecito e l'illecito, in materia di informazione e di espressione del pensiero - pur esistendo - non viene formalmente tracciata. Della sua esistenza, ci si accorge dunque solo quando la si supera, e si incorre di conseguenza in una sanzione. Neanche la sanzione, però, è codificata in una norma. Nel nostro caso, essa consiste - per ora - soltanto nella censura, cioè nella possibilità di comunicare quanto è avvenuto, nonchè le proprie opinioni al riguardo.
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Le autorità italiane stanno praticando la censura preventiva - che costituisce naturalmente una pratica costituzionalmente illegittima - nei riguardi di ogni informazione o commento sull'epidemia che manifesti qualsiasi dissenso rispetto alla verità ufficiale. Quale sia però questa verità, non è mai stato chiarito, per un motivo molto semplice: qualora la si dichiarasse, verrebbe varcato anche formalmente il confine posto tra l'ideologia di Stato ed il dissenso, di cui in una dittatura dichiarata è vietata la manifestazione. Nelle semidittature, invece, la verità di regime non viene codificata formalmente, però esiste. Di conseguenza, la linea di confine tra il lecito e l'illecito, in materia di informazione e di espressione del pensiero - pur esistendo - non viene formalmente tracciata. Della sua esistenza, ci si accorge dunque solo quando la si supera, e si incorre di conseguenza in una sanzione. Neanche la sanzione, però, è codificata in una norma. Nel nostro caso, essa consiste - per ora - soltanto nella censura, cioè nella possibilità di comunicare quanto è avvenuto, nonchè le proprie opinioni al riguardo.

Le autorità italiane stanno praticando la censura preventiva - che costituisce naturalmente una pratica costituzionalmente illegittima - nei riguardi di ogni informazione o commento sull'epidemia che manifesti qualsiasi dissenso rispetto alla verità ufficiale. Quale sia però questa verità, non è mai stato chiarito, per un motivo molto semplice: qualora la si dichiarasse, verrebbe varcato anche formalmente il confine posto tra l'ideologia di Stato ed il dissenso, di cui in una dittatura dichiarata è vietata la manifestazione. Nelle semidittature, invece, la verità di regime non viene codificata formalmente, però e

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La democrazia è noiosa, mentre la dittatura è divertente. Le istituzioni rappresentative, infatti, vivono di "routine", tanto elettorale quanto amministrativa. Dove invece al popolo non è permesso di esprimersi, si pone il problema di distrarlo, inscenando continuamente degli spettacoli. Si va dal "panem et circenses" del Bsso Impero Romano alle "feste, forche e farina" dei Borboni.
Si moltiplicano i progetti di una nuova Costituzione italiana, diffusi attraverso "internet". Abbiamo constatato come quanti li redigono dimostrino in genere di conoscere il linguaggio giuridico, che deve essere sempre usato con proprietà di termini nella stesura di un testo di legge. Questo difetto può tuttavia essere sanato agevolmente, sottoponendolo alla revisione di un esperto del ramo. Più gravi, ed irrimediabili, risultano invece le lacune nel merito.
Bernard Henry Lévy, nel suo articolo apparso su "La Repubblica" del 13 maggio scorso, coglie una contraddizione da cui la sinistra non riesce a liberarsi, come dimostrano le sue manifestazioni per i morti palestinesi - che quanto meno non vengono uccisi per il fatto stesso di essere musulmani - ma non trova nulla da obiettare per il trattamento inflitto, soltanto a motivo della loro religione, agli Uiguri in Cina ed ai Rohingya in Birmania.
Nel 1967, la guerra detta "dei sei giorni" coincise con la mobilitazione della sinistra occidentale - non soltanto comunista - per la causa del Vietnam. Il conflitto nel Medio Oriente si collacava in un contesto politico e culturale completamente diverso: non si trattava infatti di un episodio della lotta di liberazione dal colonialismo, bensì del momento culminante dello scontro tra due opposti nazionalismi, quello arabo e quello ebraico. Non a caso l'uomo che aveva mobilitato le masse - non soltanto egiziane - era Nasser, cioè il personaggio che del nazionalismo arabo riassumeva in sè tutte le caratteristiche. Nella sua figura confluivano infatti l'ostilità nei confronti dell'Occidente, insieme con una vaga aspirazione al socialismo: ambedue queste tendenze contribuivano ad orientare la sua politica estera verso l'alleanza con l'Unione Sovietica.
Sul disegno di legge detto "Zan" (dal nome del primo firmatario, altrimenti sconosciuto), la Conferenza Episcopale Italiana ha saggiamente deciso di non erigere nessuna barricata, lasciando questo compito al gruppo di invasati tradizionalisti che sproloquiano sulla radio di padre Fanzaga. Non sappiamo se si unirà con questa comitiva anche Alvaro Martino, ma occorrerà prima spiegargli di che cosa si tratta: il colmo, per un giornalista, è di venire informato dagli altri.
"L'Espresso" nacque negli Anni Cinquanta per iniziativa di un gruppo di intellettuali appartenenti alla sinistra non comunista, i quali si proponevano di contrastare la degenerazione clericale del governo democristiano, e nel contempo di stimolare una revisione ideologica nel partito comunista, tale da rendere in prospettiva possibile in Italia l'avvento della democrazia della alternanza. Di questa consorteria non faceva parte, pur essendo ad essa affine, il professor Federico Caffè, appartenente ad un altro cenacolo di ex appartenenti al Partito d'Azione, quello raccolto intorno a Ferruccio Parri.
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"L'Espresso" nacque negli Anni Cinquanta per iniziativa di un gruppo di intellettuali appartenenti alla sinistra non comunista, i quali si proponevano di contrastare la degenerazione clericale del governo democristiano, e nel contempo di stimolare una revisione ideologica nel partito comunista, tale da rendere in prospettiva possibile in Italia l'avvento della democrazia della alternanza. Di questa consorteria non faceva parte, pur essendo ad essa affine, il professor Federico Caffè, appartenente ad un altro cenacolo di ex appartenenti al Partito d'Azione, quello raccolto intorno a Ferruccio Parri.

"L'Espresso" nacque negli Anni Cinquanta per iniziativa di un gruppo di intellettuali appartenenti alla sinistra non comunista, i quali si proponevano di contrastare la degenerazione clericale del governo democristiano, e nel contempo di stimolare una revisione ideologica nel partito comunista, tale da rendere in prospettiva possibile in Italia l'avvento della democrazia della alternanza.

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Tre nodi stanno venendo al pettine quasi contemporaneamente, mettendo in luce l'esaurimento della cultura politica liberaldemocratica, che è stata egemone nell'Occidente a partire dall'Ottantanove francese, ispirando in seguito tutte le rivoluzioni borghesi dell'Ottocento. Il Novecento ha visto poi l'insorgere delle ideologie totalitarie, accomunate dalla negazione delle libertà civili, dette per l'appunto "borghesi".
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Tre nodi stanno venendo al pettine quasi contemporaneamente, mettendo in luce l'esaurimento della cultura politica liberaldemocratica, che è stata egemone nell'Occidente a partire dall'Ottantanove francese, ispirando in seguito tutte le rivoluzioni borghesi dell'Ottocento. Il Novecento ha visto poi l'insorgere delle ideologie totalitarie, accomunate dalla negazione delle libertà civili, dette per l'appunto "borghesi".

Tre nodi stanno venendo al pettine quasi contemporaneamente, mettendo in luce l'esaurimento della cultura politica liberaldemocratica, che è stata egemone nell'Occidente a partire dall'Ottantanove francese, ispirando in seguito tutte le rivoluzioni borghesi dell'Ottocento. Il Novecento ha visto poi l'insorgere delle ideologie totalitarie, accomunate dalla negazione delle libertà civili, dette per l'appunto

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La destra italiana esulta per la vittoria di quella spagnola nella regione di Madrid, tanto più in quanto si annunziava una coalizione con i neofranchisti: si ripete così, nella Penisola Iberica, quanto avvenne da noi allorchè Berlusconi sdoganò Fini. La sinistra non ha tenuto invece lo stesso atteggiamento quando in Catalogna hanno prevalso i suoi omologhi locali. Il motivo di tale reticenza consiste nel fatto che a Barcellona il settore progressista, di radice repubblicana e antifranchista, è in prevalenza indipendentista.
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La destra italiana esulta per la vittoria di quella spagnola nella regione di Madrid, tanto più in quanto si annunziava una coalizione con i neofranchisti: si ripete così, nella Penisola Iberica, quanto avvenne da noi allorchè Berlusconi sdoganò Fini. La sinistra non ha tenuto invece lo stesso atteggiamento quando in Catalogna hanno prevalso i suoi omologhi locali. Il motivo di tale reticenza consiste nel fatto che a Barcellona il settore progressista, di radice repubblicana e antifranchista, è in prevalenza indipendentista.

La destra italiana esulta per la vittoria di quella spagnola nella regione di Madrid, tanto più in quanto si annunziava una coalizione con i neofranchisti: si ripete così, nella Penisola Iberica, quanto avvenne da noi allorchè Berlusconi sdoganò Fini. La sinistra non ha tenuto invece lo stesso atteggiamento quando in Catalogna hanno prevalso i suoi omologhi locali. Il motivo di tale reticenza consiste nel fatto che a Barcellona il settore progressista, di radice repubblicana e antifranchista, è in prevalenza indipendentista.

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Due importanti notizie hanno animato nei giorni scorsi la vita della nostra città di Imperia Oneglia. La prima, clamorosa, è quella della conversione all'Islam del Commendator Luigi Ivo Bensa, il quale ha assunto il nome musulmano di Mohammed Bensa.
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Due importanti notizie hanno animato nei giorni scorsi la vita della nostra città di Imperia Oneglia. La prima, clamorosa, è quella della conversione all'Islam del Commendator Luigi Ivo Bensa, il quale ha assunto il nome musulmano di Mohammed Bensa.

L'interlocutore proveniente dalla Francia riferisce che oltralpe le tensioni inter etniche tra la popolazione autoctona e gli immigrati arabi di fede islamica sono ormai sul punto di degenerare in una violenza generalizzata. Il che può avvenire con il favore della calura estiva, quando le

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I giornali italiani, nell'esaltare l'azione diplomatica estera svolta dal Governo Draghi, danno per scontata l'estradizione dei terroristi arrestati in Francia. In realtà, questo risultato non si può considerare assolutamente acquisito, e dubitiamo che lo si possa ottenere. Per evitare l'estradizione, basterà infatti alla difesa dei nostri connazionali convincere i giudici d'oltralpe del fatto che sulle sentenze di condanna e rese dal sistema giudiziario italiano ha influito una motivazione politica.
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I giornali italiani, nell'esaltare l'azione diplomatica estera svolta dal Governo Draghi, danno per scontata l'estradizione dei terroristi arrestati in Francia. In realtà, questo risultato non si può considerare assolutamente acquisito, e dubitiamo che lo si possa ottenere. Per evitare l'estradizione, basterà infatti alla difesa dei nostri connazionali convincere i giudici d'oltralpe del fatto che sulle sentenze di condanna e rese dal sistema giudiziario italiano ha influito una motivazione politica.

I giornali italiani, nell'esaltare l'azione diplomatica estera svolta dal Governo Draghi, danno per scontata l'estradizione dei terroristi arrestati in Francia. In realtà, questo risultato non si può considerare assolutamente acquisito, e dubitiamo che lo si possa ottenere. Per evitare l'estradizione, basterà infatti alla difesa dei nostri connazionali convincere i giudici d'oltralpe del fatto che sulle sentenze di condanna e rese dal sistema giudiziario italiano ha influito una motivazione politica. A questo punto, chi non conosce il diritto penale può obiettare che un omicidio costituisce reato a prescindere da

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Il rischio di guerra per l'Italia è connesso con l'evoluzione della situazione in Ucraina, che si sta aggravando rapidamente, come il contenzioso tra la Russia e l'Occidente in merito alla detenzione di Navalny. A tutto questo, si aggiunge anche il tentativo di uccidere Lukashenko, di cui le autorità di Mosca hanno accusato gli ucraini. Stranamente, non vi è alcuna traccia di quest'ultima notizia sui giornali italiani, mentre invece - per la prima volta da molto tempo - i notiziari radiofonici hanno rotto il loro silenzio sulla politica estera per riferire sulle condizioni di salute di Navalny.
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Il rischio di guerra per l'Italia è connesso con l'evoluzione della situazione in Ucraina, che si sta aggravando rapidamente, come il contenzioso tra la Russia e l'Occidente in merito alla detenzione di Navalny. A tutto questo, si aggiunge anche il tentativo di uccidere Lukashenko, di cui le autorità di Mosca hanno accusato gli ucraini. Stranamente, non vi è alcuna traccia di quest'ultima notizia sui giornali italiani, mentre invece - per la prima volta da molto tempo - i notiziari radiofonici hanno rotto il loro silenzio sulla politica estera per riferire sulle condizioni di salute di Navalny.

Il rischio di guerra per l'Italia è connesso con l'evoluzione della situazione in Ucraina, che si sta aggravando rapidamente, come il contenzioso tra la Russia e l'Occidente in merito alla detenzione di Navalny. A tutto questo, si aggiunge anche il tentativo di uccidere Lukashenko, di cui le autorità di Mosca hanno accusato gli ucraini. Stranamente, non vi è alcuna traccia di quest'ultima notizia sui giornali italiani, mentre invece - per la prima volta da molto tempo - i notiziari radiofonici hanno rotto il loro silenzio sulla politica estera per riferire sulle condizioni di salute di Navalny. Se nel 1914 fosser

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In Inghilterra, non esiste la cronaca giudiziaria come la intendiamo noi. Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrerebbe infatti nel reato di "contempt of court", letteralmente "disprezzo della corte", essendo considerata una simile informazione come tentativo di influenzare il giudice.
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In Inghilterra, non esiste la cronaca giudiziaria come la intendiamo noi. Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrerebbe infatti nel reato di "contempt of court", letteralmente "disprezzo della corte", essendo considerata una simile informazione come tentativo di influenzare il giudice.

In Inghilterra, non esiste la cronaca giudiziaria come la intendiamo noi. Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrerebbe infatti nel reato di

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In Inghilterra, non esiste la cronaca giudiziaria come la intendiamo noi. Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrerebbe infatti nel reato di "contempt of court", letteralmente "disprezzo della corte", essendo considerata una simile informazione come tentativo di influenzare il giudice.
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In Inghilterra, non esiste la cronaca giudiziaria come la intendiamo noi. Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrerebbe infatti nel reato di "contempt of court", letteralmente "disprezzo della corte", essendo considerata una simile informazione come tentativo di influenzare il giudice.

In Inghilterra, non esiste la cronaca giudiziaria come la intendiamo noi. Quando i giornali danno notizia di un processo, pubblicano i nomi del giudice, delle parti, dei loro rappresentanti ed il dispositivo della sentenza. Se soltanto venissero riassunte le arringhe e le requisitorie, o venisse esposto il dibattimento, si incorrerebbe infatti nel reato di

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L'ambasciata degli Stati Uniti ha sconsigliato i propri concittadini dal compiere viaggi in Italia, motivando tale precauzione tanto con l'epidemia quanto con un asserito pericolo di attentati terroristici. Se si trattasse di una minaccia proveniente dagli islamisti, ciò significherebbe che è intervenuto un cambiamento radicale nella situazione geostrategica, rimasta sostanzialmente immutata da quando i cosiddetti "jihadisti" hanno sostituito nella pratica degli attentati in Europa i nazionalisti palestinesi. Le cui pistole sono ormai arrugginite come le giunture delle loro gambe. Gli islamisti hanno fatto scorrere il sangue in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna, in Belgio, in Olanda, in Germania, in Austria e perfino in Danimarca, risparmiando però sempre l'Italia. Non possiamo sapere se ciò sia stato stabilito in base a qualche accordo segreto, o se più semplicemente i soldati della "guerra santa" contro l'Occidente preferiscano usare il nostro territorio come "santuario", o quanto meno come un corridoio di transito tra il "dar al islam" ed il "dar al harb".
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L'ambasciata degli Stati Uniti ha sconsigliato i propri concittadini dal compiere viaggi in Italia, motivando tale precauzione tanto con l'epidemia quanto con un asserito pericolo di attentati terroristici. Se si trattasse di una minaccia proveniente dagli islamisti, ciò significherebbe che è intervenuto un cambiamento radicale nella situazione geostrategica, rimasta sostanzialmente immutata da quando i cosiddetti "jihadisti" hanno sostituito nella pratica degli attentati in Europa i nazionalisti palestinesi. Le cui pistole sono ormai arrugginite come le giunture delle loro gambe. Gli islamisti hanno fatto scorrere il sangue in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna, in Belgio, in Olanda, in Germania, in Austria e perfino in Danimarca, risparmiando però sempre l'Italia. Non possiamo sapere se ciò sia stato stabilito in base a qualche accordo segreto, o se più semplicemente i soldati della "guerra santa" contro l'Occidente preferiscano usare il nostro territorio come "santuario", o quanto meno come un corridoio di transito tra il "dar al islam" ed il "dar al harb".

L'ambasciata degli Stati Uniti ha sconsigliato i propri concittadini dal compiere viaggi in Italia, motivando tale precauzione tanto con l'epidemia quanto con un asserito pericolo di attentati terroristici. Se si trattasse di una minaccia proveniente dagli islamisti, ciò significherebbe che è intervenuto un cambiamento radicale nella situazione geostrategica, rimasta sostanzialmente immutata da quando i cosiddetti

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Tra quanto sta avvenendo oggi e quanto successe nel 1968 esiste non soltanto una analogia, ma anche una sorta di "fil rouge". Il Concilio, ed i documenti del magistero papale che lo avevano preceduto e seguito proponevano con forza il tema della giustizia sociale e dei diritti dei popoli. La generazione dei giovani di allora fece propri questi obiettivi.
"Faro di Roma" sta attaccando Draghi ed il suo Governo in modo forsennato. Risulta chiaro che i suoi redattori preferivano di gran lunga Conte, dato il ruolo - informale, ma molto influente - attribuito dal precedente Esecutivo a Mario Benotti. C'è evidentemente qualcuno, sulla sponda destra del Tevere, che ha deciso di dare man forte all'opera di destabilizzazione dell'attuale assetto politico italiano, assecondando l'azione della piazza.
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"Faro di Roma" sta attaccando Draghi ed il suo Governo in modo forsennato. Risulta chiaro che i suoi redattori preferivano di gran lunga Conte, dato il ruolo - informale, ma molto influente - attribuito dal precedente Esecutivo a Mario Benotti. C'è evidentemente qualcuno, sulla sponda destra del Tevere, che ha deciso di dare man forte all'opera di destabilizzazione dell'attuale assetto politico italiano, assecondando l'azione della piazza.

Risulta chiaro che i suoi redattori preferivano di gran lunga Conte, dato il ruolo - informale, ma molto influente - attribuito dal precedente Esecutivo a Mario Benotti. C'è evidentemente qualcuno, sulla sponda destra del Tevere, che ha deciso di dare man forte all'opera di destabilizzazione dell'attuale assetto politico italiano, assecondando l'azione della piazza.

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Mentre il Parlamento italiano - chiedendo la scarcerazione di un oppositore, già studente universitario a Bologna - bolla come dittatore il generale Sisi, dopo che Draghi ha scomunicato analogamente Erdogan, Conte, assunta la guida dei "pentastellati" grazie alla investitura di Letta, proclama che il suo nuovo partito (di cui diviene capo senza essere iscritto, caso unico nella storia) non è "nè di destra, nè di sinistra". Il che significa, molto semplicemente, che è di destra.
Il Ministro Speranza ha scritto un libro per dimostrare che l'anteriore Governo aveva assunto il compito di promuovere in Italia un esperimento di ingegneria sociale ispirato al socialismo, modificando profondamente i rapporti tra le classi. Rimane sospeso il giudizio sull'attuale Esecutivo, nel quale tuttavia Speranza partecipa al "gabinetto ristretto".
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Il Ministro Speranza ha scritto un libro per dimostrare che l'anteriore Governo aveva assunto il compito di promuovere in Italia un esperimento di ingegneria sociale ispirato al socialismo, modificando profondamente i rapporti tra le classi. Rimane sospeso il giudizio sull'attuale Esecutivo, nel quale tuttavia Speranza partecipa al "gabinetto ristretto".

Il Ministro Speranza ha scritto un libro per dimostrare che l'anteriore Governo aveva assunto il compito di promuovere in Italia un esperimento di ingegneria sociale ispirato al socialismo, modificando profondamente i rapporti tra le classi. Rimane sospeso il giudizio sull'attuale Esecutivo, nel quale tuttavia Speranza partecipa al

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Mediante un apposito decreto-legge, cioè con un atto di tipo legislativo, il Governo ha introdotto l'obbligo di vaccinazione contro il "covid 19" per tutti i sanitari. Nei prossimi giorni, le diverse Regioni disporranno dei controlli. "Chi si sarà vaccinato - intima un dirigente di questo settore della Liguria - potrà continuare a lavorare, gli altri o si vaccineranno o verranno sospesi dal servizio oppure assegnati ad altre mansioni, tolti dall'assistenza ai pazienti, con uno stipendio anche inferiore". Se questo signore conosce la medicina come dimostra di conoscere il diritto amministrativo, si può prevedere che l'epidemia faccia strage. Costui intende dire che nei confronti dei renitenti alla vaccinazione verranno adottate delle sanzioni disciplinari. Qui sorge un primo problema. Le sanzioni disciplinari, infatti, sono adottate da un organo apposito, osservando il procedimento stabilito dalle leggi che regolano il pubblico impiego. Tali leggi dispongono, in primo luogo, gli obblighi cui costoro sono assoggettati.
L'articolo con cui Ezio Mauro, su "La Repubblica" del sei aprile, analizza la politica estera della Russia, contiene due affermazioni che ci permettiamo di non condividere. In primo luogo, l'autore afferma che gli occidentali sbagliano ritenendo la Russia declassata irrimediabilmente al rango di una potenza regionale in quanto essi non tengono conto di come la sua dimensione imperiale non sia "una sovrastruttura dello stalinismo, ma un elemento della natura russa, qualcosa di insopprimibile in quanto eterno". Mauro identifica inoltre l'ispirazione dell'attuale politica estera russa "con la teorizzazione putiniana dell'autoritarismo come cultura politica e istituzionale figlia perfetta dei tempi, dopo la stagione esausta della democrazia".
I rapporti di Oneglia con la lontana Cina si perdono in un passato circonfuso di leggenda: al punto che risulta difficile accertare se veramente sono esistiti.
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I rapporti di Oneglia con la lontana Cina si perdono in un passato circonfuso di leggenda: al punto che risulta difficile accertare se veramente sono esistiti.

I rapporti di Oneglia con la lontana Cina si perdono in un passato circonfuso di leggenda: al punto che risulta difficile accertare se veramente sono esistiti. Una studiosa americana ha messo in dubbio che Marco Polo sia stato davvero nel lontano Catai: oltre al risaputo indizio consistente nel fatto che “Il Milione” non parla assolutamente della Grande Muraglia, costei cita a supporto della tesi negazionista la confusione delle memorie del grande Veneziano, segno – a suo dire – del fatto che costui si sarebbe in realtà fermato in India, ove avrebbe raccolto testimonianze di chi in Cina c'era stato per davvero. A

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Le celebrazioni indette dallo Stato risultano decisamente sottotono, non soltanto a causa dell'epidemia. Ancora una volta, la Chiesa - universale, e non soltanto italiana - dimostra la sua netta superiorità, non soltanto sul piano culturale, ma anche su quello della preservazione dei valori civili che sono alla base della nostra convivenza.
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Le celebrazioni indette dallo Stato risultano decisamente sottotono, non soltanto a causa dell'epidemia. Ancora una volta, la Chiesa - universale, e non soltanto italiana - dimostra la sua netta superiorità, non soltanto sul piano culturale, ma anche su quello della preservazione dei valori civili che sono alla base della nostra convivenza.

Le celebrazioni indette dallo Stato risultano decisamente sottotono, non soltanto a causa dell'epidemia. Ancora una volta, la Chiesa - universale, e non soltanto italiana - dimostra la sua netta superiorità, non soltanto sul piano culturale, ma anche su quello della preservazione dei valori civili che sono alla base della nostra convivenza. Al tempo degli studi liceali, ci venne chiarito in che senso Dante si dovesse considerare poeta nazionale. L'autore della

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Onorevole Claudio Scajola
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Onorevole Claudio Scajola

Onorevole Claudio Scajola Sindaco di Imperia E per conoscenza: Signor Presidente Regionale del Comitato Olimpico Italiano Loro Sedi Illustre Signor Sindaco, Si sono purtroppo ripetute, negli ultimi tempi, le manifestazioni di intolleranza nei miei confronti da parte di noti esponenti della Sua parte politica. Succede senpre più spesso che io venga insultato senza apparente motivo per strada da soggetti con cui non ho mai avuto nessun motivo personale di contrasto. L'Autorità di Polizia Giudiziaria è stata puntualmente e dettagliatamente informata di ogni episodio, ed adempirà a quanto di sua competenza. A questi

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Quanto più indigna, nella squallida vicenda dell'ufficiale fellone colto mentre vendeva agli spioni russi i segreti della difesa italiana e delle alleanze, è in primo luogo l'esaltazione del traditore da parte di sua moglie, la quale - anzichè vergognarsi e chiedere scusa a nome del marito - si esibisce in una indecorosa apologia di reato.
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Quanto più indigna, nella squallida vicenda dell'ufficiale fellone colto mentre vendeva agli spioni russi i segreti della difesa italiana e delle alleanze, è in primo luogo l'esaltazione del traditore da parte di sua moglie, la quale - anzichè vergognarsi e chiedere scusa a nome del marito - si esibisce in una indecorosa apologia di reato.

Quanto più indigna, nella squallida vicenda dell'ufficiale fellone colto mentre vendeva agli spioni russi i segreti della difesa italiana e delle alleanze, è in primo luogo l'esaltazione del traditore da parte di sua moglie, la quale - anzichè vergognarsi e chiedere scusa a nome del marito - si esibisce in una indecorosa apologia di reato. Ci domandiamo per quale motivo la Procura della Repubblica non promuova il conseguente e doveroso procedimento penale. Il militare venduto dice -

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Nelle sue apparizioni televisive, il professor Crepet, illustre studioso di psicologia sociale, afferma che l'Italia - una volta superata l'emergenza dell'epidemia - sia incamminata verso una guerra civile, causata dalla crisi sociale indotta dalla disocuppazione di massa e dall'impoverimento cui sono avviati anche quanti possono ancora proseguire le loro attività lavorative.
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Nelle sue apparizioni televisive, il professor Crepet, illustre studioso di psicologia sociale, afferma che l'Italia - una volta superata l'emergenza dell'epidemia - sia incamminata verso una guerra civile, causata dalla crisi sociale indotta dalla disocuppazione di massa e dall'impoverimento cui sono avviati anche quanti possono ancora proseguire le loro attività lavorative.

Nelle sue apparizioni televisive, il professor Crepet, illustre studioso di psicologia sociale, afferma che l'Italia - una volta superata l'emergenza dell'epidemia - sia incamminata verso una guerra civile, causata dalla crisi sociale indotta dalla disocuppazione di massa e dall'impoverimento cui sono avviati anche quanti possono ancora proseguire le loro attività lavorative. In realtà, la crisi sociale c'è già, dato che il divieto di licenziare può addirittura aggravare la situazione. Chi non può diminuire il personale, cessa infatti l'attività, o addirittura dichiara il fallimento. Tutti quanti, inoltre, sono p

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"Sopportiamo con rassegnazione il colmo di quei mali che al loro primo apparire ci avevano fatto imbestialire". Con questa sua sentenza, Alessandro Manzoni, commentando la passività con cui i milanesi avevano tollerato il culmine della carestia, dopo che alle sue prime avvisaglie si era dato l'assalto ai forni, esprime una verità valida per ogni tempo e per ogni luogo.
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"Sopportiamo con rassegnazione il colmo di quei mali che al loro primo apparire ci avevano fatto imbestialire". Con questa sua sentenza, Alessandro Manzoni, commentando la passività con cui i milanesi avevano tollerato il culmine della carestia, dopo che alle sue prime avvisaglie si era dato l'assalto ai forni, esprime una verità valida per ogni tempo e per ogni luogo.

Nei giorni scorsi, ci siamo nuovamente incontrati a Nizza con un personaggio italiano residente in Francia, uomo dal passato burrascoso, ma certamente in possesso - proprio a causa della sua lunga e drammatica esperienza - della lucidità e della preparazione necessarie al fine di valutare l'attuale situazione del nostro Paese.

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Un ignoto articolista, militante nella fitta schiera dei tradizionalisti, ha trovato un nuovo argomento a sostegno della tesi secondo cui Ratzinger è sempre il Papa regnante, mentre Bergoglio è in realtà un usurpatore. Anche il fatto che l'Emerito risieda in Vaticano proverebbe la illegittimità della successione: indubbiamente, se Umberto di Savoia avesse continuato ad abitare al Quirinale dopo il referendum istituzionale, questa circostanza sarebbe stata usata da Edilio Rusconi e dagli altri monarchici come prova del fatto che l'Italia era ancora una monarchia.
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Un ignoto articolista, militante nella fitta schiera dei tradizionalisti, ha trovato un nuovo argomento a sostegno della tesi secondo cui Ratzinger è sempre il Papa regnante, mentre Bergoglio è in realtà un usurpatore. Anche il fatto che l'Emerito risieda in Vaticano proverebbe la illegittimità della successione: indubbiamente, se Umberto di Savoia avesse continuato ad abitare al Quirinale dopo il referendum istituzionale, questa circostanza sarebbe stata usata da Edilio Rusconi e dagli altri monarchici come prova del fatto che l'Italia era ancora una monarchia.

Un ignoto articolista, militante nella fitta schiera dei tradizionalisti, ha trovato un nuovo argomento a sostegno della tesi secondo cui Ratzinger è sempre il Papa regnante, mentre Bergoglio è in realtà un usurpatore. Anche il fatto che l'Emerito risieda in Vaticano proverebbe la illegittimità della successione: indubbiamente, se Umberto di Savoia avesse continuato ad abitare al Quirinale dopo il referendum istituzionale, questa circostanza sarebbe stata usata da Edilio Rusconi e dagli altri monarchici come prova del fatto che l'Italia era ancora una monarchia. La differenza tra le due situazioni consiste però n

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Lo "Star Hotel" di Brignole è situato a Genova dove Piazza della Vittoria incrocia la strada che conduce verso Albaro e le delegazioni del Levante, mentre poco più in là inizia via Buenos Aires, che risale il Bisagno verso Staglieno e Marassi. In questo luogo si incontrano dunque i quartieri centrali, quelli eleganti e quelli operai, offrendo una sintesi topografica della città marinara.
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Lo "Star Hotel" di Brignole è situato a Genova dove Piazza della Vittoria incrocia la strada che conduce verso Albaro e le delegazioni del Levante, mentre poco più in là inizia via Buenos Aires, che risale il Bisagno verso Staglieno e Marassi. In questo luogo si incontrano dunque i quartieri centrali, quelli eleganti e quelli operai, offrendo una sintesi topografica della città marinara.

Tra Conte e Draghi esistono elementi di continuità ed altri di rottura. Quando si scriverà la storia d'Italia nel tempo dell'epidemia, che ha precipitato - più di quanto abbia causato - la crisi finale del regime uscito dalla seconda guerra mondiale, si noterà come Conte abbia promosso una evoluzione in senso autoritario del metodo di governo soprattutto dal punto di vista giuridico, mentre Draghi ha compiuto questo processo trasferendolo sul piano politico. Tale differenza costituisce certamente anche una conseguenza della diversa statura, del differente spessore, dei due personaggi, ma dipende soprattutto dal f

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Abbiamo avuto a suo tempo occasione di commentare la vicenda della abbazia di Trisulti. L'uso dell'edificio sacro, in quanto bene demaniale, era stato concesso - in seguito alla stipula di una apposita convenzione con lo Stato - alla fondazione presieduta da Steve Bannon; il noto dirigente tradizionalista americano si proponeva di trasformare il monastero in una scuola di formazione per studenti universitari.
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Abbiamo avuto a suo tempo occasione di commentare la vicenda della abbazia di Trisulti. L'uso dell'edificio sacro, in quanto bene demaniale, era stato concesso - in seguito alla stipula di una apposita convenzione con lo Stato - alla fondazione presieduta da Steve Bannon; il noto dirigente tradizionalista americano si proponeva di trasformare il monastero in una scuola di formazione per studenti universitari.

Abbiamo avuto a suo tempo occasione di commentare la vicenda della abbazia di Trisulti. L'uso dell'edificio sacro, in quanto bene demaniale, era stato concesso - in seguito alla stipula di una apposita convenzione con lo Stato - alla fondazione presieduta da Steve Bannon; il noto dirigente tradizionalista americano si proponeva di trasformare il monastero in una scuola di formazione per studenti universitari. La prospettiva della costituzione di una sorta di Vaticano alternativo, destinato a divenire un punto di riferimento per il polemico e variegato ambiente del tradizionalismo, forte comunque di risorse econom

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Quando si incontra per la prima volta una persona, succede a volte di notare nel suo comportamento dei dettagli che possono rivelare la sua indole e le sue intenzioni. L'osservatore esperto ed acuto li annota con cura, in attesa che una conoscenza più approfondita porti a ridimensionarli, oppure li faccia considerare effettivamente significativi.
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Quando si incontra per la prima volta una persona, succede a volte di notare nel suo comportamento dei dettagli che possono rivelare la sua indole e le sue intenzioni. L'osservatore esperto ed acuto li annota con cura, in attesa che una conoscenza più approfondita porti a ridimensionarli, oppure li faccia considerare effettivamente significativi.

Quando si incontra per la prima volta una persona, succede a volte di notare nel suo comportamento dei dettagli che possono rivelare la sua indole e le sue intenzioni. L'osservatore esperto ed acuto li annota con cura, in attesa che una conoscenza più approfondita porti a ridimensionarli, oppure li faccia considerare effettivamente significativi. Letta ha pronunziato un discorso in cui non ha mai pronunziato la parola

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Durante la seconda guerra mondiale, dopo che la Germania nazista aveva lanciato contro la Russia la cosiddetta "Operazione Barbarossa" i tedeschi si proposero di costituire nei suoi territori occupati un governo collaborazionista, come avevano già fatto in alcuni dei Paesi già invasi. Alcuni emissari del Governo di Berlino vennero inviati a tal fine a prendere contatto con gli esuli monarchici, residenti in gran parte nella zona di confine tra Francia e Italia, da Nizza a Sanremo.
L'anniversario dell'unità nazionale costituisce una solennità inventata di sana pianta, dal momento che non esiste nel calendario una data di nascita dello Stato italiano, generato da una gestazione iniziata con l'emanazione dello Statuto albertino e giunta a compimento con la Breccia di Porta Pia. In questo clima fintamente festivo - essendovi in realtà ben poco di cui rallegrarsi - si inserisce una nota stridente, taciuta "per carità di patria" dai mezzi di informazione.
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L'anniversario dell'unità nazionale costituisce una solennità inventata di sana pianta, dal momento che non esiste nel calendario una data di nascita dello Stato italiano, generato da una gestazione iniziata con l'emanazione dello Statuto albertino e giunta a compimento con la Breccia di Porta Pia. In questo clima fintamente festivo - essendovi in realtà ben poco di cui rallegrarsi - si inserisce una nota stridente, taciuta "per carità di patria" dai mezzi di informazione.

L'anniversario dell'unità nazionale costituisce una solennità inventata di sana pianta, dal momento che non esiste nel calendario una data di nascita dello Stato italiano, generato da una gestazione iniziata con l'emanazione dello Statuto albertino e giunta a compimento con la Breccia di Porta Pia. In questo clima fintamente festivo - essendovi in realtà ben poco di cui rallegrarsi - si inserisce una nota stridente, taciuta

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La bandiera nazionale venne ammainata sul suo palazzo di Laeken, ed il Presidente del Senato - in base alla costituzione - assunse temporaneamente le prerogative attribuite al sovrano. Nessuno, però, asserì che il re avesse abdicato.
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La bandiera nazionale venne ammainata sul suo palazzo di Laeken, ed il Presidente del Senato - in base alla costituzione - assunse temporaneamente le prerogative attribuite al sovrano. Nessuno, però, asserì che il re avesse abdicato.

Quando il Parlamento belga approvò la legge che autorizzava l'aborto, il re Baldovino - esercitando l'obiezione di coscienza - smise per un giorno l'esercizio delle sue funzioni per non promulgarla. La bandiera nazionale venne ammainata sul suo palazzo di Laeken, ed il Presidente del Senato - in base alla costituzione - assunse temporaneamente le prerogative attribuite al sovrano. Nessuno, però, asserì che il re avesse abdicato. L'avvocato Taormina è indubbiamente un grande giurista. Se dunque egli intende assumere una causa perduta - essendo assolutamente priva di fondamento - senza che per giunta nessuno ne abb

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Mario Draghi conosce molto bene la cultura anglosassone, e dunque è ben conscio dell'importanza e del significato del discorso in cui Winston Churchill, all'inizio della guerra, promise ai suoi connazionali "lacrime, sangue e sudore". Il Presidente del Consiglio si è dunque certamente domandato per quale ragione gli inglesi seguirono disciplinatamente il loro primo ministro. La risposta a questa domanda è ovvia: tutti avevano coscienza della missione affidata in quel momento al loro Paese, che consisteva nel farsi carico della causa della democrazia e della libertà dei popoli. Churchill non ebbe dunque bisogno di fare riferimento a quale sarebbe stata la Gran Bretagna, ed a quale sarebbe stata l'Europa dopo la guerra. I popoli guardavano infatti all'Inghilterra sperando nella liberazione.
Mentre la questura di Torino, indagando sui disordini del ventisei ottobre, scopre che i negozi del centro sono stati depredati da bande di giovani di origine magrebina, decisi ad emulare i loro coetanei delle "banlieues" francesi, giunge notizia dal Veneto della costituzione di "ronde" composte da estremisti di destra dediti a picchiare gli "extracomunitari". Si intravede, in entrambe le situazioni, una tendenza alla radicalizzazione dell'identitarismo.
Draghi ha incontrato i vescovi italiani, e naturalmente da questo confronto è emersa la concorde volontà di unire la comunità nazionale nella causa comune della lotta contro l'epidemia. Questo esito era naturalmente scontato, ma ci domandiamo ora quali siano le implicazioni giuridiche e politiche di questo "idem sentire", tanto esibito quanto indubbiamente sincero. Se infatti tale atteggiamento risultasse indotto soltanto dall'attuale stato di necessità, l'Italia perderebbe una grande occasione, forse l'ultima, in cui possiamo ancora stabilire una autentica pace civile.
Draghi ha incontrato i vescovi italiani, e naturalmente da questo confronto è emersa la concorde volontà di unire la comunità nazionale nella causa comune della lotta contro l'epidemia. Questo esito era naturalmente scontato, ma ci domandiamo ora quali siano le implicazioni giuridiche e politiche di questo "idem sentire", tanto esibito quanto indubbiamente sincero. Se infatti tale atteggiamento risultasse indotto soltanto dall'attuale stato di necessità, l'Italia perderebbe una grande occasione, forse l'ultima, in cui possiamo ancora stabilire una autentica pace civile.
Eugenio Scalfari si ostina ad equiparare Draghi e Conte: è come se dicesse di essere ad tempo tifoso della Roma e della Lazio. Nel caso specifico, non può valere il verdiano "questo e quello per me pari sono": l'Italia deve decidere se sta con l'Occidente o con la Cina, se intende essere un Paese dell'Europa o del Terzomondo.
Nel 1782, il Papa Pio VI Baschi - rompendo una consuetudine ormai secolare - intraprese un viaggio fuori dall'Italia, recandosi a Vienna, dove si era aperto un contenzioso con Giuseppe II, detto "l'imperatore sacrestano" in quanto aveva regolato anche il numero delle candele che si potevano accendere sull'altare. In realtà, l'Asburgo si dimostrava parsimonioso in quanto doveva pagare il conto.
"Avvenire" dedica ampi servizi, dal contenuto naturalmente encomiastico, al cardinale Ruini, in occasione del suo novantesimo genetliaco. Ci uniamo agli auguri formulati in questa fausta ricorrenza all'illustre porporato. Quanto però non condividiamo, e lo diciamo con tutta franchezza, è la completa omissione dei motivi di dissenso rispetto alla gestione, lungamente affidata a Ruini, dell'episcopato italiano.
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"Avvenire" dedica ampi servizi, dal contenuto naturalmente encomiastico, al cardinale Ruini, in occasione del suo novantesimo genetliaco. Ci uniamo agli auguri formulati in questa fausta ricorrenza all'illustre porporato. Quanto però non condividiamo, e lo diciamo con tutta franchezza, è la completa omissione dei motivi di dissenso rispetto alla gestione, lungamente affidata a Ruini, dell'episcopato italiano.

Ci uniamo agli auguri formulati in questa fausta ricorrenza all'illustre porporato. Quanto però non condividiamo, e lo diciamo con tutta franchezza, è la completa omissione dei motivi di dissenso rispetto alla gestione, lungamente affidata a Ruini, dell'episcopato italiano.

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Ci dedicheremo oggi finalmente a valutare l'esito della crisi di governo e l'avvento di Draghi quali ripercuotono e sono considerati nella nostra regione di confine, dove l'Italia si attenua, mentre dall'altra parte si attenua la Francia.
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Ci dedicheremo oggi finalmente a valutare l'esito della crisi di governo e l'avvento di Draghi quali ripercuotono e sono considerati nella nostra regione di confine, dove l'Italia si attenua, mentre dall'altra parte si attenua la Francia.

Ci dedicheremo oggi finalmente a valutare l'esito della crisi di governo e l'avvento di Draghi quali ripercuotono e sono considerati nella nostra regione di confine, dove l'Italia si attenua, mentre dall'altra parte si attenua la Francia. La prima considerazione da svolgere, molto realisticamente, riguarda il fatto che qui il nuovo Presidente del Consiglio non può contare quasi su nessun seguace: la base dei partiti di destra, che esercitano un controllo ferreo sul nostro territorio, è schierata contro il Governo della Repubblica; i pentastellati sono guidati da un candidato (trombato) alla Camera che si è contra

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L'ambasciatore Attanasio è stato commemorato dal giornale elettronico musulmano "Al Nur" (che significa "La Luce"), edito in italiano, questo periodico, di cui si dice sia vicino ai "fratelli musulmani". Il nostro diplomatico, volendo contrarre matrimonio in Marocco con una signora di religione islamica, ha pronunziato la "shaada", cioè la professione di fede, abbracciando pubblicamente quella della sua consorte. Altrimenti, Attanasio avrebbe dovuto celebrare un matrimonio civile presso il Consolato di cui era titolare, oppure sposarsi in Italia con il rito religioso cattolico. Ciò, come ben sappiamo per esperienza personale, non richiede quale condizione la conversione del coniuge acattolico. La signora Attanasio esigeva verosimilmente che l'unione risultasse valida dal punto di vista della propria fede, ma l'ambasciatore in tanto poteva celebrare il matrimonio con il rito islamico solo dopo essersi preventivamente e pubblicamente convertito. A questo punto, però, Attanasio non poteva più essere considerato un cristiano. Nessuno, naturalmente, è autorizzato a sindacare le scelte personali che rientrano nell'ambito della libertà di coscienza, nè a metterne in discussione le motivazioni. Ci domandiamo però come i religiosi amici di Attanasio potessero continuare a considerarlo in comunione con la Chiesa, e come il suo funerale abbia potuto essere celebrato secondo il rito cattolico.
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L'ambasciatore Attanasio è stato commemorato dal giornale elettronico musulmano "Al Nur" (che significa "La Luce"), edito in italiano, questo periodico, di cui si dice sia vicino ai "fratelli musulmani". Il nostro diplomatico, volendo contrarre matrimonio in Marocco con una signora di religione islamica, ha pronunziato la "shaada", cioè la professione di fede, abbracciando pubblicamente quella della sua consorte. Altrimenti, Attanasio avrebbe dovuto celebrare un matrimonio civile presso il Consolato di cui era titolare, oppure sposarsi in Italia con il rito religioso cattolico. Ciò, come ben sappiamo per esperienza personale, non richiede quale condizione la conversione del coniuge acattolico. La signora Attanasio esigeva verosimilmente che l'unione risultasse valida dal punto di vista della propria fede, ma l'ambasciatore in tanto poteva celebrare il matrimonio con il rito islamico solo dopo essersi preventivamente e pubblicamente convertito. A questo punto, però, Attanasio non poteva più essere considerato un cristiano. Nessuno, naturalmente, è autorizzato a sindacare le scelte personali che rientrano nell'ambito della libertà di coscienza, nè a metterne in discussione le motivazioni. Ci domandiamo però come i religiosi amici di Attanasio potessero continuare a considerarlo in comunione con la Chiesa, e come il suo funerale abbia potuto essere celebrato secondo il rito cattolico.

L'ambasciatore Attanasio è stato commemorato dal giornale elettronico musulmano

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Abbiamo disturbato il nostro vicino di casa musulmano, come sempre, per farci aggiustare il telefono cellulare. Il fratello minore ci ha detto che stava pregando, insieme con tutti gli altri componenti della famiglia già in età adulta, per il "magrib", cioè l'orazione del tramonto. Ci domandiamo quante siano le famiglie cristiane che si riuniscono per pregare in casa. Anche quelle che vanno a Messa insieme sono ormai molto rare. Non rimaneva dunque che congratularci con il nostro amico per la sua coerenza: ogni credente - almeno in teoria - dovrebbe essere anche praticante. Ci ha risposto che a scuola, nella sua classe, ci sono trenta giovani, di cui soltanto due - entrambi musulmani - dichiarano di credere nell'esistenza di Dio. Gli abbiamo domandato se per caso non confondesse gli atei con i non praticanti, ma ci ha informati che era stata svolta una apposita inchiesta di opinione, da cui è uscito precisamente il risultato da lui riferito.
Durante la guerra, l'una o l'altra famiglia venivano avvertite della morte di un loro congiunto. Ora sembra di essere ritornati a quei tempi: non passa giorno senza che si sappia di qualche suicidio, causato dalla disperazione dovuta alla situazione sociale. La differenza con il passato consiste nel fatto che allora i caduti venivano onorati, divenendo - a prescindere dall'esito del conflitto - dei vincitori, accolti nel panteon delle glorie nazionali e locali. Sui monumenti, eretti dovunque in Europa, si possono ancora leggere - ad imperitura memoria - i loro nomi. Di quanti oggi si uccidono, viene occultato il gesto, e perfino il ricordo, trattandosi comunque di persone considerate emarginate e perdenti. Se nei loro confronti è doverosa l'umana pietà e comprensione, non possono comunque essere considerate un esempio da imitare. Tutti, infatti, abbiamo il dovere di vivere.
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Durante la guerra, l'una o l'altra famiglia venivano avvertite della morte di un loro congiunto. Ora sembra di essere ritornati a quei tempi: non passa giorno senza che si sappia di qualche suicidio, causato dalla disperazione dovuta alla situazione sociale. La differenza con il passato consiste nel fatto che allora i caduti venivano onorati, divenendo - a prescindere dall'esito del conflitto - dei vincitori, accolti nel panteon delle glorie nazionali e locali. Sui monumenti, eretti dovunque in Europa, si possono ancora leggere - ad imperitura memoria - i loro nomi. Di quanti oggi si uccidono, viene occultato il gesto, e perfino il ricordo, trattandosi comunque di persone considerate emarginate e perdenti. Se nei loro confronti è doverosa l'umana pietà e comprensione, non possono comunque essere considerate un esempio da imitare. Tutti, infatti, abbiamo il dovere di vivere.

Durante la guerra, l'una o l'altra famiglia venivano avvertite della morte di un loro congiunto. Ora sembra di essere ritornati a quei tempi: non passa giorno senza che si sappia di qualche suicidio, causato dalla disperazione dovuta alla situazione sociale. La differenza con il passato consiste nel fatto che allora i caduti venivano onorati, divenendo - a prescindere dall'esito del conflitto - dei vincitori, accolti nel panteon delle glorie nazionali e locali. Sui monumenti, eretti dovunque in Europa, si possono ancora leggere - ad imperitura memoria - i loro nomi. Di quanti oggi si uccidono, viene occultato il

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Eugenio Scalfari continua ad intrattenere i lettori con la sua ricerca di Dio. Ci auguriamo, e gli auguriamo, di trovarLo. Il problema consiste nel fatto che sta procedendo - a nostro modesto avviso - nella direzione sbagliata. Il "fondatore" pensa di trovare la prova dell'esistenza di Dio nelle scienze sperimentali, ed in particolare nella fisica quantistica.
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Eugenio Scalfari continua ad intrattenere i lettori con la sua ricerca di Dio. Ci auguriamo, e gli auguriamo, di trovarLo. Il problema consiste nel fatto che sta procedendo - a nostro modesto avviso - nella direzione sbagliata. Il "fondatore" pensa di trovare la prova dell'esistenza di Dio nelle scienze sperimentali, ed in particolare nella fisica quantistica.

Eugenio Scalfari continua ad intrattenere i lettori con la sua ricerca di Dio. Ci auguriamo, e gli auguriamo, di trovarLo. Il problema consiste nel fatto che sta procedendo - a nostro modesto avviso - nella direzione sbagliata. Il

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Il Boccaccio raccontò la storia di Abraam Giudeo, il quale si convertì al cristianesimo avendo constatato come soltanto l'aiuto divino potesse salvare la Chiesa dalla corruzione del Vaticano. Se questo israelita ritornasse oggi a Roma, constaterebbe che l'assistenza dello Spirito Santo supplisce alla debbenaggine degli alti prelati.
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Il Boccaccio raccontò la storia di Abraam Giudeo, il quale si convertì al cristianesimo avendo constatato come soltanto l'aiuto divino potesse salvare la Chiesa dalla corruzione del Vaticano. Se questo israelita ritornasse oggi a Roma, constaterebbe che l'assistenza dello Spirito Santo supplisce alla debbenaggine degli alti prelati.

Il Boccaccio raccontò la storia di Abraam Giudeo, il quale si convertì al cristianesimo avendo constatato come soltanto l'aiuto divino potesse salvare la Chiesa dalla corruzione del Vaticano. Se questo israelita ritornasse oggi a Roma, constaterebbe che l'assistenza dello Spirito Santo supplisce alla debbenaggine degli alti prelati. Nelle mura leonine ha fatto irruzione nel frattempo Paolo Celi, un nizzardo che presiede la sedicente

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Riferiamo il contenuto di due distinte conversazioni con altrettanti amici personali, rappresentanti della Generalità di Catalogna ed impegnati nella causa della sua indipendenza, con i quali abbiamo avuto l'onore di condividere i momenti convulsi del referendum popolare per l'autodeterminazione. Non possiamo rivelare l'identità di questi dirigenti, e questo dà la misura della grave situazione in cui si trovano i patrioti della grande regione iberica, cui li uniscono tanti vincoli storici e culturali, nonchè la comunanza - in prospettiva storica - delle aspirazioni.
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Riferiamo il contenuto di due distinte conversazioni con altrettanti amici personali, rappresentanti della Generalità di Catalogna ed impegnati nella causa della sua indipendenza, con i quali abbiamo avuto l'onore di condividere i momenti convulsi del referendum popolare per l'autodeterminazione. Non possiamo rivelare l'identità di questi dirigenti, e questo dà la misura della grave situazione in cui si trovano i patrioti della grande regione iberica, cui li uniscono tanti vincoli storici e culturali, nonchè la comunanza - in prospettiva storica - delle aspirazioni.

Riferiamo il contenuto di due distinte conversazioni con altrettanti amici personali, rappresentanti della Generalità di Catalogna ed impegnati nella causa della sua indipendenza, con i quali abbiamo avuto l'onore di condividere i momenti convulsi del referendum popolare per l'autodeterminazione. Non possiamo rivelare l'identità di questi dirigenti, e questo dà la misura della grave situazione in cui si trovano i patrioti della grande regione iberica, cui li uniscono tanti vincoli storici e culturali, nonchè la comunanza - in prospettiva storica - delle aspirazioni. Come abbiamo già scritto, nel voto espresso dom

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La Catalogna ha votato per l'indipendenza. Il principio di autodeterminazione è un istituto giuridico introdotto nel diritto internazionale con la carta delle Nazioni Unite, approvata nel 1945, quando i rappresentanti di quarantanove Stati indipendenti (oggi sono diventati duecentosette), riuniti a San Francisco si proposero di evitare che in futuro la libertà dei popoli, calpestata durante la guerra dal fascismo italiano, dal nazismo tedesco e dal militarismo giapponese, venisse ancora negata.
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La Catalogna ha votato per l'indipendenza. Il principio di autodeterminazione è un istituto giuridico introdotto nel diritto internazionale con la carta delle Nazioni Unite, approvata nel 1945, quando i rappresentanti di quarantanove Stati indipendenti (oggi sono diventati duecentosette), riuniti a San Francisco si proposero di evitare che in futuro la libertà dei popoli, calpestata durante la guerra dal fascismo italiano, dal nazismo tedesco e dal militarismo giapponese, venisse ancora negata.

La Catalogna ha votato per l'indipendenza. Il principio di autodeterminazione è un istituto giuridico introdotto nel diritto internazionale con la carta delle Nazioni Unite, approvata nel 1945, quando i rappresentanti di quarantanove Stati indipendenti (oggi sono diventati duecentosette), riuniti a San Francisco si proposero di evitare che in futuro la libertà dei popoli, calpestata durante la guerra dal fascismo italiano, dal nazismo tedesco e dal militarismo giapponese, venisse ancora negata. Come si definisce questo principio, in base al quale si produsse, nella maggior parte dei casi in modo incruento, il pro

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Siamo rimasti gradevolmente sorpresi udendo dalla viva voce di padre Fanzaga un panegirico di Mario Draghi. Il Presidente del Consiglio incaricato lo merita d'altronde pienamente, e Dio ci perdonerà la vanità di sentirci modestamente coinvolti in questo insperato apprezzamento. Abbiamo più o meno l'età del nuovo Presidente del Consiglio, cui ci uniscono alcuni tratti biografici.
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Siamo rimasti gradevolmente sorpresi udendo dalla viva voce di padre Fanzaga un panegirico di Mario Draghi. Il Presidente del Consiglio incaricato lo merita d'altronde pienamente, e Dio ci perdonerà la vanità di sentirci modestamente coinvolti in questo insperato apprezzamento. Abbiamo più o meno l'età del nuovo Presidente del Consiglio, cui ci uniscono alcuni tratti biografici.

Siamo rimasti gradevolmente sorpresi udendo dalla viva voce di padre Fanzaga un panegirico di Mario Draghi. Il Presidente del Consiglio incaricato lo merita d'altronde pienamente, e Dio ci perdonerà la vanità di sentirci modestamente coinvolti in questo insperato apprezzamento. Abbiamo più o meno l'età del nuovo Presidente del Consiglio, cui ci uniscono alcuni tratti biografici. In primo luogo, non (sottolineiamo la parola

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Carlo Azeglio Ciampi, quando ospitava al Quirinale un Capo di Stato estero, aveva l'abitudine di accompagnarlo sul "torrino", dove sventola la bandiera nazionale quando il Presidente della Repubblica si trova in sede. Dopo avere fatto contemplare il panorama, che pare sia migliore di quello offerto a chi si affaccia sul Pincio o sul Gianicolo, indicava la cupola di San Pietro e diceva al collega che dalla sua sede ufficiale non si poteva certamente scorgere il territorio di uno Stato estero (salvo nel caso del Principato di Monaco), nè tanto meno una capitale straniera. La conclusione consisteva in un implicito riconoscimento della difficoltà del ruolo conferito al nostro Presidente della Repubblica. Qualcuno misura questa difficoltà in base alla cosiddetta "larghezza del Tevere".
Il professor Alberto Melloni ha riferito su "La Repubblica", formulando il suo commento, in merito al provvedimento disciplinare inflitto a padre Enzo Bianchi, il quale è stato trasferito a San Gimignano, dove la sua nuova residenza non potrà manifestare nessun riferimento, nè alla denominazione, nè addirittura alla segnaletica, al monastero di Bose. L'ex priore subisce dunque una sorta esproprio del marchio di origine, che gli apparterrebbe se non fosse vincolato dal voto di povertà.
Noi non abbiamo mai conosciuto personalmente il professor Mario Draghi, ma vi è un elemento della sua biografia che ce lo fa sentire vicino.
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Noi non abbiamo mai conosciuto personalmente il professor Mario Draghi, ma vi è un elemento della sua biografia che ce lo fa sentire vicino.

Noi non abbiamo mai conosciuto personalmente il professor Mario Draghi, ma vi è un elemento della sua biografia che ce lo fa sentire vicino. Tempo fa il nuovo Presidente del Consiglio affermò in una intervista che si considerava appartenente alla sinistra liberaldemocratica, anche se - a quanto si dice - Draghi è, in privato, credente e praticante, avendo tra l'altro studiato (come Fidel Castro) dai padri Gesuiti. Il Papa, nel comune spirito ignaziano, lo ha chiamato a far parte dell'Accademia Pontificia delle Scienze: onore al merito! Noi, molto più modestamente, apparteniamo, alla sinistra cattolica liberale. A

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Il grande Andrea Doria venne insignito dalla Repubblica di Genova - i cui cittadini sono altrettanto parchi nell'esprimersi quanto lo sono (proverbialmente) nell'amministrare le loro risorse economiche - con il titolo onorifico di "padre della patria". Il motivo di tale riconoscimento consistette nel fatto che "l'Ammiraglio" (questo era l'altro suo titolo) aveva preservato l'indipendenza del nostro glorioso stato regionale nel corso del Cinquecento, secolo in cui l'Italia passò dal predominio francese a quello spagnolo. Anche se, in realtà, la "Dominante" transitò da un sostanziale vassallaggio ad un altro. L'indipendenza venne comunque mantenuta, e questo non era per nulla scontato, come dimostra il fatto che il ducato di Milano la perse, entrando a far parte dei domini della corona di Spagna.
Nessuno, più di chi ha vissuto lungamente all'estero, in situazioni di grande pericolo e disagio, sa che cosa significa la dignità e l'onore del proprio Paese, e può dunque capire il dolore causato dal vederlo ridotto al rango di una semicolonia della Cina, prostituito per giunta a personaggi del livello di un Conte, di un Casalino, di un Arcuri o di un Benotti.
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Nessuno, più di chi ha vissuto lungamente all'estero, in situazioni di grande pericolo e disagio, sa che cosa significa la dignità e l'onore del proprio Paese, e può dunque capire il dolore causato dal vederlo ridotto al rango di una semicolonia della Cina, prostituito per giunta a personaggi del livello di un Conte, di un Casalino, di un Arcuri o di un Benotti.

Nessuno, più di chi ha vissuto lungamente all'estero, in situazioni di grande pericolo e disagio, sa che cosa significa la dignità e l'onore del proprio Paese, e può dunque capire il dolore causato dal vederlo ridotto al rango di una semicolonia della Cina, prostituito per giunta a personaggi del livello di un Conte, di un Casalino, di un Arcuri o di un Benotti. Il

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I giornali dedicano pagine e pagine alla crisi di governo. Chi - come noi - è più anziano, ricorda bene situazioni analoghe negli anni del primo centro-sinistra. Le tensioni, in quel tempo, si producevano tra le due anime della coalizione, una delle quali - composta dai socialisti e dai democristiani di sinistra - propugnava delle riforme più radicali, mentre l'altra si opponeva. La destra agiva dal canto suo come una corrente esterna di questa tendenza presente nella coalizione, e attraverso il terrorismo economico tentava - con successo - di sabotare l'unico tentativo serio di riformare l'Italia seguendo un disegno omogeneo e coerente: quello proprio della sinistra liberaldemocratica e cattolica. La battaglia decisiva fu sulla legge edilizia, ed il fatto di non essere riusciti a svincolare in linea di principio il diritto di edificare da quello di proprietà sul suolo ebbe come conseguenza non soltanto la distruzione del paesaggio italiano, ma soprattutto uno sviluppo urbanistico che prescindeva dalla corrispondente e necessaria espansione dei servizi sociali. L'errore commesso dai dirigenti comunisti fu quello di opporsi "in toto" a quel tentativo riformista. Se i seguaci di Togliatti avessero agito - analogamente alla destra - come corrente esterna della maggioranza, equilibrando la spinta conservatrice che veniva dalla parte opposta, i risultati di quella stagione sarebbero stati meno deludenti.
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I giornali dedicano pagine e pagine alla crisi di governo. Chi - come noi - è più anziano, ricorda bene situazioni analoghe negli anni del primo centro-sinistra. Le tensioni, in quel tempo, si producevano tra le due anime della coalizione, una delle quali - composta dai socialisti e dai democristiani di sinistra - propugnava delle riforme più radicali, mentre l'altra si opponeva. La destra agiva dal canto suo come una corrente esterna di questa tendenza presente nella coalizione, e attraverso il terrorismo economico tentava - con successo - di sabotare l'unico tentativo serio di riformare l'Italia seguendo un disegno omogeneo e coerente: quello proprio della sinistra liberaldemocratica e cattolica. La battaglia decisiva fu sulla legge edilizia, ed il fatto di non essere riusciti a svincolare in linea di principio il diritto di edificare da quello di proprietà sul suolo ebbe come conseguenza non soltanto la distruzione del paesaggio italiano, ma soprattutto uno sviluppo urbanistico che prescindeva dalla corrispondente e necessaria espansione dei servizi sociali. L'errore commesso dai dirigenti comunisti fu quello di opporsi "in toto" a quel tentativo riformista. Se i seguaci di Togliatti avessero agito - analogamente alla destra - come corrente esterna della maggioranza, equilibrando la spinta conservatrice che veniva dalla parte opposta, i risultati di quella stagione sarebbero stati meno deludenti.

I giornali dedicano pagine e pagine alla crisi di governo. Chi - come noi - è più anziano, ricorda bene situazioni analoghe negli anni del primo centro-sinistra. Le tensioni, in quel tempo, si producevano tra le due anime della coalizione, una delle quali - composta dai socialisti e dai democristiani di sinistra - propugnava delle riforme più radicali, mentre l'altra si opponeva. La destra agiva dal canto suo come una corrente esterna di questa tendenza presente nella coalizione, e attraverso il terrorismo economico tentava - con successo - di sabotare l'unico tentativo serio di riformare l'Italia seguendo un dis

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I giornali dedicano pagine e pagine alla crisi di governo. Chi - come noi - è più anziano, ricorda bene situazioni analoghe negli anni del primo centro-sinistra. Le tensioni, in quel tempo, si producevano tra le due anime della coalizione, una delle quali - composta dai socialisti e dai democristiani di sinistra - propugnava delle riforme più radicali, mentre l'altra si opponeva. La destra agiva dal canto suo come una corrente esterna di questa tendenza presente nella coalizione, e attraverso il terrorismo economico tentava - con successo - di sabotare l'unico tentativo serio di riformare l'Italia seguendo un disegno omogeneo e coerente: quello proprio della sinistra liberaldemocratica e cattolica. La battaglia decisiva fu sulla legge edilizia, ed il fatto di non essere riusciti a svincolare in linea di principio il diritto di edificare da quello di proprietà sul suolo ebbe come conseguenza non soltanto la distruzione del paesaggio italiano, ma soprattutto uno sviluppo urbanistico che prescindeva dalla corrispondente e necessaria espansione dei servizi sociali. L'errore commesso dai dirigenti comunisti fu quello di opporsi "in toto" a quel tentativo riformista. Se i seguaci di Togliatti avessero agito - analogamente alla destra - come corrente esterna della maggioranza, equilibrando la spinta conservatrice che veniva dalla parte opposta, i risultati di quella stagione sarebbero stati meno deludenti.
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I giornali dedicano pagine e pagine alla crisi di governo. Chi - come noi - è più anziano, ricorda bene situazioni analoghe negli anni del primo centro-sinistra. Le tensioni, in quel tempo, si producevano tra le due anime della coalizione, una delle quali - composta dai socialisti e dai democristiani di sinistra - propugnava delle riforme più radicali, mentre l'altra si opponeva. La destra agiva dal canto suo come una corrente esterna di questa tendenza presente nella coalizione, e attraverso il terrorismo economico tentava - con successo - di sabotare l'unico tentativo serio di riformare l'Italia seguendo un disegno omogeneo e coerente: quello proprio della sinistra liberaldemocratica e cattolica. La battaglia decisiva fu sulla legge edilizia, ed il fatto di non essere riusciti a svincolare in linea di principio il diritto di edificare da quello di proprietà sul suolo ebbe come conseguenza non soltanto la distruzione del paesaggio italiano, ma soprattutto uno sviluppo urbanistico che prescindeva dalla corrispondente e necessaria espansione dei servizi sociali. L'errore commesso dai dirigenti comunisti fu quello di opporsi "in toto" a quel tentativo riformista. Se i seguaci di Togliatti avessero agito - analogamente alla destra - come corrente esterna della maggioranza, equilibrando la spinta conservatrice che veniva dalla parte opposta, i risultati di quella stagione sarebbero stati meno deludenti.

I giornali dedicano pagine e pagine alla crisi di governo. Chi - come noi - è più anziano, ricorda bene situazioni analoghe negli anni del primo centro-sinistra. Le tensioni, in quel tempo, si producevano tra le due anime della coalizione, una delle quali - composta dai socialisti e dai democristiani di sinistra - propugnava delle riforme più radicali, mentre l'altra si opponeva. La destra agiva dal canto suo come una corrente esterna di questa tendenza presente nella coalizione, e attraverso il terrorismo economico tentava - con successo - di sabotare l'unico tentativo serio di riformare l'Italia seguendo un dis

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Monsignor Viganò è ritornato alla carica, sviluppando un ragionamento che - come si diceva un tempo - non fa una grinza: poichè Trump è stato defenestrato mediante un broglio elettorale, anche Bergoglio è stato designato con lo stesso sistema. Poichè però intanto si è riunito il conclave in quanto il suo predecessore si era dimesso, anche questo avvenimento è stato frutto di un complotto ordito dalla "deep church" (definizione coniata in analogia con il "deep state").
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Monsignor Viganò è ritornato alla carica, sviluppando un ragionamento che - come si diceva un tempo - non fa una grinza: poichè Trump è stato defenestrato mediante un broglio elettorale, anche Bergoglio è stato designato con lo stesso sistema. Poichè però intanto si è riunito il conclave in quanto il suo predecessore si era dimesso, anche questo avvenimento è stato frutto di un complotto ordito dalla "deep church" (definizione coniata in analogia con il "deep state").

Ieri, dopo la trasmissione della Messa del mattino da un convento dei padri domenicani, la maggiore emittente cattolica d'Italia ha diffuso un intervento censorio di padre Falanga, il quale ha bollato come non conformi con la retta dottrina le affermazioni del predicatore. Poichè il nome ufficiale dei domenicani è

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Monsignor Viganò è ritornato alla carica, sviluppando un ragionamento che - come si diceva un tempo - non fa una grinza: poichè Trump è stato defenestrato mediante un broglio elettorale, anche Bergoglio è stato designato con lo stesso sistema. Poichè però intanto si è riunito il conclave in quanto il suo predecessore si era dimesso, anche questo avvenimento è stato frutto di un complotto ordito dalla "deep church" (definizione coniata in analogia con il "deep state").
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Monsignor Viganò è ritornato alla carica, sviluppando un ragionamento che - come si diceva un tempo - non fa una grinza: poichè Trump è stato defenestrato mediante un broglio elettorale, anche Bergoglio è stato designato con lo stesso sistema. Poichè però intanto si è riunito il conclave in quanto il suo predecessore si era dimesso, anche questo avvenimento è stato frutto di un complotto ordito dalla "deep church" (definizione coniata in analogia con il "deep state").

Monsignor Viganò è ritornato alla carica, sviluppando un ragionamento che - come si diceva un tempo - non fa una grinza: poichè Trump è stato defenestrato mediante un broglio elettorale, anche Bergoglio è stato designato con lo stesso sistema. Poichè però intanto si è riunito il conclave in quanto il suo predecessore si era dimesso, anche questo avvenimento è stato frutto di un complotto ordito dalla

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La tragedia si è mescolata con la farsa, nel giorno in cui si sono celebrati i funerali della democrazia italiana: della quale, in realtà, rimaneva ormai soltanto un "flatus vitae", fin da quando essa aveva trovato in Conte non tanto il suo uccisore, quanto piuttosto - come sempre avviene in questi casi - il suo becchino.
Il cardinale Crescenzio Sepe è uomo molto legato alle sue radici a Carinaro, paese dell'agro aversano che gli ha dato i natali, ha finanziato il restauro della chiesa parrocchiale, dove campeggia una lapide marmorea che va dal pavimento fino alla volta, dedicata a ricordare la munificenza dell'illustre concittadino.
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Il cardinale Crescenzio Sepe è uomo molto legato alle sue radici a Carinaro, paese dell'agro aversano che gli ha dato i natali, ha finanziato il restauro della chiesa parrocchiale, dove campeggia una lapide marmorea che va dal pavimento fino alla volta, dedicata a ricordare la munificenza dell'illustre concittadino.

Il cardinale Crescenzio Sepe è uomo molto legato alle sue radici a Carinaro, paese dell'agro aversano che gli ha dato i natali, ha finanziato il restauro della chiesa parrocchiale, dove campeggia una lapide marmorea che va dal pavimento fino alla volta, dedicata a ricordare la munificenza dell'illustre concittadino. Dovendo lasciare la carica di arcivescovo di Napoli, che comporta la cappellania dell'Ordine costantiniano di San Giorgio, di cui è Gran Maestro Carlo di Borbone-Napoli, duca di Castro e pretendente al trono delle Due Sicilie, il cardinale ha chiuso in bellezza la sua carriera ecclesiastica promuovend

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In uno Stato di diritto, il diritto viene tenuto tautologicamente nella massima considerazione. Ciò vale a maggior ragione per la "patria del diritto", quale si vanta di essere l'Italia. Proprio per questo, addolora e stupisce constatare come soltanto venga sfacciatamente violata la stessa Costituzione, ma come tale situazione non sia denunziata neanche dalla opposizione: la quale, in ogni democrazia, ha precisamente il compito di vigilare sul rispetto delle regole che dovrebbero essere condivise.
Quando finalmente - in un futuro tanto difficile da prevedere quanto inevitabile in prospettiva storica - avremo nella Chiesa cattolica le donne insignite del Sacramento dell'Ordine nel grado presbiteriale, la decisione, annunziata dal Papa, di accoglierle negli Ordini minori dell'Ostiariato e dell'Accolitato verrà ricordata come un antefatto fondamentale.
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Quando finalmente - in un futuro tanto difficile da prevedere quanto inevitabile in prospettiva storica - avremo nella Chiesa cattolica le donne insignite del Sacramento dell'Ordine nel grado presbiteriale, la decisione, annunziata dal Papa, di accoglierle negli Ordini minori dell'Ostiariato e dell'Accolitato verrà ricordata come un antefatto fondamentale.

Quando finalmente - in un futuro tanto difficile da prevedere quanto inevitabile in prospettiva storica - avremo nella Chiesa cattolica le donne insignite del Sacramento dell'Ordine nel grado presbiteriale, la decisione, annunziata dal Papa, di accoglierle negli Ordini minori dell'Ostiariato e dell'Accolitato verrà ricordata come un antefatto fondamentale. In realtà, la richiesta, ormai da tempo formulata apertamente, consiste nella possibilità di ordinare le

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Per quanto possa sembrare strano, la notizia che meglio fa "pendant" a quella della rottura della maggioranza da cui era sostenuto il Governo italiano, e che innesca una crisi istituzionale già da molto tempo in incubazione, viene dal Texas: lo "Stato della stella solitaria", l'unico dell'Unione che cita espressamente nella propria costituzione il diritto alla secessione, ha iniziato la procedura per dare attuazione a questa facoltà: "cuius regio, eius religio". Al tempo dei nostri studi di storia, questa massima - codificata ed attuata con il Trattato di Westfalia - ci veniva additata dai vecchi maestri come "summum jus, summa iniuria". I professori dei nostri tempi, anche se nati nel nuovo secolo, avevano respirato l'Ottocento, e per loro tutto quanto poteva mettere in discussione l'unità nazionale suonava come una bestemmia. Sarebbe però bastato riflettere sulle conseguenze della pace stipulata nel 1648 per capire come la realizzazione di quel motto avesse rappresentato un male minore rispetto ai reciproci massacri perpetrati tra cattolici e protestanti, specialmente in Germania. Se oggi le due fedi vi convivono senza problemi, è perchè con il tempo si sono affermate delle identità diverse da quella religiosa.
Tra le tante leggende "metropolitane" di Roma, vi è quella detta della "maledizione del Quirinale". La sua origine risale al Venti Settembre. Che il palazzo di "Montecavallo" fosse già ipotecato dai piemontesi, era così risaputo da indurre le autorità del Vaticano a svuotarlo di tutto quanto poteva essere portato via. Nei giorni che trascorsero tra la fine disastrosa di Napoleone III a Sedan e l'apertura della Breccia di Porta Pia, una processione di carri trasportò tutti gli arredi della reggia pontificia nei sacri palazzi di Oltretevere.
La rottura, ormai consumata, tra i democratici ed i renziani esprime un dissidio ideologico profondo ed insanabile come quello che a suo tempo contrappose i fascisti e gli antifascisti, i socialcomunisti ed i fautori dell'Occidente. Zingaretti taccia di irresponsabilità i suoi ex compagni di partito in quanto - a suo dire - essi aggravano la crisi economica scoraggiando gli investimenti in Italia con la destabilizzazione indotta dalla crisi di governo.
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La rottura, ormai consumata, tra i democratici ed i renziani esprime un dissidio ideologico profondo ed insanabile come quello che a suo tempo contrappose i fascisti e gli antifascisti, i socialcomunisti ed i fautori dell'Occidente. Zingaretti taccia di irresponsabilità i suoi ex compagni di partito in quanto - a suo dire - essi aggravano la crisi economica scoraggiando gli investimenti in Italia con la destabilizzazione indotta dalla crisi di governo.

La rottura, ormai consumata, tra i democratici ed i renziani esprime un dissidio ideologico profondo ed insanabile come quello che a suo tempo contrappose i fascisti e gli antifascisti, i socialcomunisti ed i fautori dell'Occidente. Zingaretti taccia di irresponsabilità i suoi ex compagni di partito in quanto - a suo dire - essi aggravano la crisi economica scoraggiando gli investimenti in Italia con la destabilizzazione indotta dalla crisi di governo. Proviamo a metterci dal punto di vita di un imprenditore straniero. Nei giorni scorsi, Jack Ma, l'uomo più ricco della Cina (nonchè tra i più ricchi del mondo), è

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Il prossimo venti gennaio, quando Biden si insedierà alla Casa Bianca, assisteremo ad una restaurazione. Non già nel senso che venga ripristinato un vecchio ordine reazionario, ma in quanto qualcuno si illuderà di assistere alla rinascita di una America ormai inesistente, fin da quando Trump ha infranto la regola della "correttezza politica" in base alla quale i due partiti tradizionali condividevano lo stesso sistema istituzionale e sociale, disputando soltanto sulle misure necessarie per migliorarlo.
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Il prossimo venti gennaio, quando Biden si insedierà alla Casa Bianca, assisteremo ad una restaurazione. Non già nel senso che venga ripristinato un vecchio ordine reazionario, ma in quanto qualcuno si illuderà di assistere alla rinascita di una America ormai inesistente, fin da quando Trump ha infranto la regola della "correttezza politica" in base alla quale i due partiti tradizionali condividevano lo stesso sistema istituzionale e sociale, disputando soltanto sulle misure necessarie per migliorarlo.

Il prossimo venti gennaio, quando Biden si insedierà alla Casa Bianca, assisteremo ad una restaurazione. Non già nel senso che venga ripristinato un vecchio ordine reazionario, ma in quanto qualcuno si illuderà di assistere alla rinascita di una America ormai inesistente, fin da quando Trump ha infranto la regola della

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Probabilmente, il tentativo, esperito da Conte, di costituire una dittatura personale si può considerare fallito. Con le dimissioni delle due ministre renziane, la crisi di Governo è aperta, anche se per formalizzarla il Presidente del Consiglio volesse - come è sua facoltà - provocare un dibattito ed un voto del Parlamento. E' tuttavia escluso che qualche transfuga, comprato da Casalino supplisca ai voti venuti meno alla maggioranza. Il già potentissimo Tigellino di Conte si è ormai ridotto a fare il sensale in quel parco buoi cui il suo padrone ha ridotto le Camere. Se anche fossero stati comprati dei senatori, l'obbligo costituzionale delle dimissioni sarebbe valso comunque, non esistendo più la maggioranza sulla quale il Governo si era costituito.
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Probabilmente, il tentativo, esperito da Conte, di costituire una dittatura personale si può considerare fallito. Con le dimissioni delle due ministre renziane, la crisi di Governo è aperta, anche se per formalizzarla il Presidente del Consiglio volesse - come è sua facoltà - provocare un dibattito ed un voto del Parlamento. E' tuttavia escluso che qualche transfuga, comprato da Casalino supplisca ai voti venuti meno alla maggioranza. Il già potentissimo Tigellino di Conte si è ormai ridotto a fare il sensale in quel parco buoi cui il suo padrone ha ridotto le Camere. Se anche fossero stati comprati dei senatori, l'obbligo costituzionale delle dimissioni sarebbe valso comunque, non esistendo più la maggioranza sulla quale il Governo si era costituito.

Probabilmente, il tentativo, esperito da Conte, di costituire una dittatura personale si può considerare fallito. Con le dimissioni delle due ministre renziane, la crisi di Governo è aperta, anche se per formalizzarla il Presidente del Consiglio volesse - come è sua facoltà - provocare un dibattito ed un voto del Parlamento. E' tuttavia escluso che qualche transfuga, comprato da Casalino supplisca ai voti venuti meno alla maggioranza. Il già potentissimo Tigellino di Conte si è ormai ridotto a fare il sensale in quel parco buoi cui il suo padrone ha ridotto le Camere. Se anche fossero stati comprati dei senatori,

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La famosa scena della "Scuola di Atene", dipinta da Raffaello nelle sue stanze del Vaticano, in cui Platone indica il cielo della trascendenza, e Aristotele addita la terra, in cui risiede l'immanenza, potrebbe essere adottata come rappresentazione della situazione attuale della Chiesa. Che per la prima volta nella sua storia - salvo il breve periodo di pochi mesi trascorso tra la rinunzia di Celestino V e la sua morte (procurata, secondo alcuni, dal successore Bonifacio VIII), ha due diversi pontefici: non già, come avvenuto più volte, un papa ed un antipapa. In questo caso, infatti, si dava una reciproca negazione della altrui legittimità, e ciascuno asseriva di essere il vero capo visibile della Chiesa.
"La Repubblica" del 28 dicembre riporta l'aneddoto, riferito a Konrad Adenauer, secondo cui il cancelliere, quqando attraversava l'Elba, che divide la Germania Occidentale da quella Orientale, diceva di essere entrato nell'Asia. Questo, naturalmente, non gli faceva piacere. Dalle finestre della sua casa, affacciata sul Reno, si poteva vedere la Francia.
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"La Repubblica" del 28 dicembre riporta l'aneddoto, riferito a Konrad Adenauer, secondo cui il cancelliere, quqando attraversava l'Elba, che divide la Germania Occidentale da quella Orientale, diceva di essere entrato nell'Asia. Questo, naturalmente, non gli faceva piacere. Dalle finestre della sua casa, affacciata sul Reno, si poteva vedere la Francia.

Questo, naturalmente, non gli faceva piacere. Dalle finestre della sua casa, affacciata sul Reno, si poteva vedere la Francia. Secondo l'ambasciatore inglese a Bonn, Adenauer avrebbe preferito mantenere la divisione della Germania pur di non rescindere i legami con l'Occidente.

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Mentre scriviamo, non è ancora possibile valutare quale sia la vera natura della intimazione rivolta da Renzi a Conte per il tramite della Bellanova, di cui le biografie ufficiali dicono trattarsi di una bracciante. Questa prosperosa popolana meridionale possiede certamente il cosiddetto "physique du role", il che dovrebbe dare al suo gesto una patina di autenticità. Era infatti da tempo immemorabile che i lavoratori manuali non accedevano ai vertici della sinistra. Poichè però proprio non si capisce che cosa c'entrino i renziani con la sinistra, si può ragionevolmente sospettare che la ministra venga usata come uno specchietto per le allodole.
Il trenta dicembre dell'anno 2020 doveva segnare, nelle sue intenzioni, il trionfo di Renzi. E' stato invece la sua Waterloo. Così finiscono i Napoleoni da manicomio. I quali, inebriati dalla loro identificazione con l'imperatore, non calcolano mai i rapporti di forze. In realtà, non li aveva calcolati nemmeno il "corso magno", ma almeno la sua rovina fu gloriosa, mentre quella del "rottamatore" risulta soltanto penosa. Gli rimangono la villa nella campagna toscana e la lussuosa "garçonnière" affacciata su Piazza della Signoria. Se questi sono i suoi nemici, Conte può dormire tranquillo.
Quando Maria Teresa Anfossi, insieme con un gruppo di amici, animati dallo spirito cosmopolita che soffia su Ventimiglia attraverso il confine con la Francia, decisero di promuovere nella loro città un centro di cultura ebraica, all'insegna dell'associazione Italia-Israele, forse l'unico al mondo diretto, gestito e animato unicamente da gentili (non esiste infatti "in loco" nessuna presenza di israeliti), l'iniziativa venne considerata come un'idea originale, destinata tutt'al più ad ospitare qualche conferenza erudita, o qualche presentazione di nuovi libri. Tali eventi si sono comunque svolti regolarmente, con un ottimo successo di pubblico. Il che non era comunque scontato, non essendo sempre gli argomenti trattati di facile comprensione per un pubblico pur sempre provinciale, benchè tradizionalmente aperto all'attualità internazionale. Per non parlare dell'opera di assistenza svolta con discrezione ma con efficacia in favore di chi doveva attraversare il confine, nell'una e nell'altra direzione.
Quando le ricorrenze religiose impongono al Papa di pronunziare diversi discorsi nel volgere di pochi giorni, Bergoglio è solito sceglierne uno per esprimere la sua ispirazione ideale ed i suoi intenti programmatici, limitandosi negli altri casi ad espressioni di circostanza.
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Quando le ricorrenze religiose impongono al Papa di pronunziare diversi discorsi nel volgere di pochi giorni, Bergoglio è solito sceglierne uno per esprimere la sua ispirazione ideale ed i suoi intenti programmatici, limitandosi negli altri casi ad espressioni di circostanza.

Quando le ricorrenze religiose impongono al Papa di pronunziare diversi discorsi nel volgere di pochi giorni, Bergoglio è solito sceglierne uno per esprimere la sua ispirazione ideale ed i suoi intenti programmatici, limitandosi negli altri casi ad espressioni di circostanza. Per il Natale Francesco I ha scelto come

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Il processo per la responsabilità civile relativo al crollo del ponte "Morandi" di Genova è giunto alla sentenza di prima istanza, nella quale si stabilisce che il disastro è stato causato dalla carenza di manutenzione ordinaria, notoriamente a carico del titolare della concessione, mentre la responsabilità per la manutenzione straordinaria spetta al proprietario, vale a dire allo Stato.
Le esportazioni provenienti dall'Italia e dagli altri Paesi dell'Europa continentale dirette verso la Gran Bretagna sono salve. Lo "status" di questa nazione, dal punto di vsita dei rapporti commerciali, sarà uguale a quello della Svizzera, della Norvegia e dell'Islanda, cioè di quanti non hanno voluto partecipare al processo di unità politica del continente.
Sull’ultimo numero de “L’Espresso”, Renzo Guolo critica la nuova legge, che la Francia sta per emanare, con cui si conferisce al locale “Consiglio del Culto Islamico” il potere di designare i suoi ministri del culto. Poiché però non esiste Oltralpe una facoltà teologica, presso la quale gli “imam” si possano laureare, il Consiglio dovrà inviare i candidati in altri Paesi, dove esistono queste istituzioni accademiche.
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Sull’ultimo numero de “L’Espresso”, Renzo Guolo critica la nuova legge, che la Francia sta per emanare, con cui si conferisce al locale “Consiglio del Culto Islamico” il potere di designare i suoi ministri del culto. Poiché però non esiste Oltralpe una facoltà teologica, presso la quale gli “imam” si possano laureare, il Consiglio dovrà inviare i candidati in altri Paesi, dove esistono queste istituzioni accademiche.

Sull’ultimo numero de “L’Espresso”, Renzo Guolo critica la nuova legge, che la Francia sta per emanare, con cui si conferisce al locale “Consiglio del Culto Islamico” il potere di designare i suoi ministri del culto. Poiché però non esiste Oltralpe una facoltà teologica, presso la quale gli “imam” si possano laureare, il Consiglio dovrà inviare i candidati in altri Paesi, dove esistono queste istituzioni accademiche. Guolo critica questa soluzione, in quanto – a suo dire – “consegna la rappresentanza religiosa di cittadini e residenti a Stati che, come insegna il caso turco, possono usarla per le proprie strategi

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Vladimiro Ilic Ulianov, detto Lenin, potè realizzare la rivoluzione russa sulla base di una conoscenza molto accurata della realtà economica e sociale del Paese, acquisita applicando al suo studio i canoni del pensiero marxista.
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Vladimiro Ilic Ulianov, detto Lenin, potè realizzare la rivoluzione russa sulla base di una conoscenza molto accurata della realtà economica e sociale del Paese, acquisita applicando al suo studio i canoni del pensiero marxista.

Vladimiro Ilic Ulianov, detto Lenin, potè realizzare la rivoluzione russa sulla base di una conoscenza molto accurata della realtà economica e sociale del Paese, acquisita applicando al suo studio i canoni del pensiero marxista. L’opera analitica più importante scritta da Lenin rimane “Lo sviluppo del capitalismo in Russia”, in cui spiega come questa grande nazione avesse potuto trasformarsi in una semicolonia. Di qui trae origine la sua visione della rivoluzione intesa non soltanto come occasione di riscatto sociale, ma anche come rivendicazione dell’indipendenza. Se il primo di questi obiettivi fu mancato, il s

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La Francia si affaccia sul Mediterraneo con due città: Marsiglia e Nizza. Il capoluogo della Provenza, famoso per il suo "milieu" e per il "réservé", che ha acceso le fantasie letterarie connesse con la figura immaginaria del Conte di Montecristo, guarda - più che verso il meridione - in direzione del levante, pieno com'è non soltanto di italiani e di spagnoli, ma anche di arabi, di greci e di armeni. Nizza, invece, era legata alle memorie della "Belle Epoque", all'incontro con i mari caldi e con le spiagge assolate dei primi turisti, provenienti dalle brume del nord.
Sull’ultimo numero de “L’Espresso”, Renzo Guolo critica la nuova legge, che la Francia sta per emanare, con cui si conferisce al locale “Consiglio del Culto Islamico” il potere di designare i suoi ministri del culto. Poiché però non esiste Oltralpe una facoltà teologica, presso la quale gli “imam” si possano laureare, il Consiglio dovrà inviare i candidati in altri Paesi, dove esistono queste istituzioni accademiche.
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Sull’ultimo numero de “L’Espresso”, Renzo Guolo critica la nuova legge, che la Francia sta per emanare, con cui si conferisce al locale “Consiglio del Culto Islamico” il potere di designare i suoi ministri del culto. Poiché però non esiste Oltralpe una facoltà teologica, presso la quale gli “imam” si possano laureare, il Consiglio dovrà inviare i candidati in altri Paesi, dove esistono queste istituzioni accademiche.

Sull’ultimo numero de “L’Espresso”, Renzo Guolo critica la nuova legge, che la Francia sta per emanare, con cui si conferisce al locale “Consiglio del Culto Islamico” il potere di designare i suoi ministri del culto. Poiché però non esiste Oltralpe una facoltà teologica, presso la quale gli “imam” si possano laureare, il Consiglio dovrà inviare i candidati in altri Paesi, dove esistono queste istituzioni accademiche. Guolo critica questa soluzione, in quanto – a suo dire – “consegna la rappresentanza religiosa di cittadini e residenti a Stati che, come insegna il caso turco, possono usarla per le proprie strategi

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Il gruppo di fedeli cattolici di New Orleans che per fare giungere fino al Papa il proprio appello per ottenere giustizia in un asserito caso di pedofilia del clero (l’ennesimo negli Stati Uniti) ha acquistato una pagina de “La Repubblica” risulta certamente bene informato sulle abitudini di Bergoglio, il quale consulta ogni giorno tale quotidiano, privilegiandolo nella “mazzetta” regolarmente recapitata a Santa Marta dalla segreteria personale.
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Il gruppo di fedeli cattolici di New Orleans che per fare giungere fino al Papa il proprio appello per ottenere giustizia in un asserito caso di pedofilia del clero (l’ennesimo negli Stati Uniti) ha acquistato una pagina de “La Repubblica” risulta certamente bene informato sulle abitudini di Bergoglio, il quale consulta ogni giorno tale quotidiano, privilegiandolo nella “mazzetta” regolarmente recapitata a Santa Marta dalla segreteria personale.

Il gruppo di fedeli cattolici di New Orleans che per fare giungere fino al Papa il proprio appello per ottenere giustizia in un asserito caso di pedofilia del clero (l’ennesimo negli Stati Uniti) ha acquistato una pagina de “La Repubblica” risulta certamente bene informato sulle abitudini di Bergoglio, il quale consulta ogni giorno tale quotidiano, privilegiandolo nella “mazzetta” regolarmente recapitata a Santa Marta dalla segreteria personale. Questi abitanti della Luisiana non hanno però evidentemente accesso ad Eugenio Scalfari, al quale avrebbero potuto affidare il loro messaggio, confidando sulla frequenza

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Mata Hari perse la vita perché non si era accorta, potendo mantenere durante la guerra un livello di vita agiato, e soprattutto trovandosi inserita in una sorta di nicchia, in cui non la raggiungeva l’eco delle cannonate e la disperazione della strage consumata fino alle porte di Parigi, che la “Belle Epoque” era definitivamente tramontata. Vale la pena ricordare che durante gli ultimi decenni dell’Ottocento e all’inizio del nuovo secolo nessuno aveva usato questa espressione. Essa venne coniata più tardi, a causa della nostalgia del tempo di pace.
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Mata Hari perse la vita perché non si era accorta, potendo mantenere durante la guerra un livello di vita agiato, e soprattutto trovandosi inserita in una sorta di nicchia, in cui non la raggiungeva l’eco delle cannonate e la disperazione della strage consumata fino alle porte di Parigi, che la “Belle Epoque” era definitivamente tramontata. Vale la pena ricordare che durante gli ultimi decenni dell’Ottocento e all’inizio del nuovo secolo nessuno aveva usato questa espressione. Essa venne coniata più tardi, a causa della nostalgia del tempo di pace.

Mata Hari perse la vita perché non si era accorta, potendo mantenere durante la guerra un livello di vita agiato, e soprattutto trovandosi inserita in una sorta di nicchia, in cui non la raggiungeva l’eco delle cannonate e la disperazione della strage consumata fino alle porte di Parigi, che la “Belle Epoque” era definitivamente tramontata. Vale la pena ricordare che durante gli ultimi decenni dell’Ottocento e all’inizio del nuovo secolo nessuno aveva usato questa espressione. Essa venne coniata più tardi, a causa della nostalgia del tempo di pace. Nel 1870 si era compiuto contemporaneamente il disegno dell’unità

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Lo stuolo di prelati della Chiesa di Oriente, guidati dal futuro cardinale Bessarione, giunti al Concilio di Firenze per stipulare la riunificazione con quella di Occidente, date le precarie condizioni in cui versava l’Impero Bizantino, ormai prossimo a cadere nelle mani dei turchi, vennero mantenuti a spese del Papa e dei vescovi italiani.
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Lo stuolo di prelati della Chiesa di Oriente, guidati dal futuro cardinale Bessarione, giunti al Concilio di Firenze per stipulare la riunificazione con quella di Occidente, date le precarie condizioni in cui versava l’Impero Bizantino, ormai prossimo a cadere nelle mani dei turchi, vennero mantenuti a spese del Papa e dei vescovi italiani.

Lo stuolo di prelati della Chiesa di Oriente, guidati dal futuro cardinale Bessarione, giunti al Concilio di Firenze per stipulare la riunificazione con quella di Occidente, date le precarie condizioni in cui versava l’Impero Bizantino, ormai prossimo a cadere nelle mani dei turchi, vennero mantenuti a spese del Papa e dei vescovi italiani. Dopo la solenne sottoscrizione dell’accordo, e dopo la sua sconfessione da parte dei monaci di Costantinopoli, la sua pletorica rappresentanza rimase nel nostro Paese, naturalmente a spese dei cattolici, sottraendosi così al disastro del 1453. In seguito al quale vi si aggiuns

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Valéry Giscard D’Estaing è morto, e padre Fanzaga non ha perso l’occasione per criticare la sua memoria nel nome del tradizionalismo cattolico.
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Valéry Giscard D’Estaing è morto, e padre Fanzaga non ha perso l’occasione per criticare la sua memoria nel nome del tradizionalismo cattolico.

Valéry Giscard D’Estaing è morto, e padre Fanzaga non ha perso l’occasione per criticare la sua memoria nel nome del tradizionalismo cattolico. Questo nobile francese, di ascendenza “royaliste”, come tutta l’aristocrazia d’Oltralpe, peraltro apportatrice di numerosi “grands commis” allo Stato, è passato in effetti alla storia per il rifiuto opposto al Papa Benedetto XVI quando – conformandosi con i principi laici si cui si basa la “République” – ha rifiutato di inserire nella cosiddetta “costituzione” dell’Unione Europea ogni riferimento alle radici giudaico-cristiane del continente. Vi è stato invece citato l’Il

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Lettera aperta a un Monsignore del Vaticano.
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Lettera aperta a un Monsignore del Vaticano.

Lettera aperta a un Monsignore del Vaticano. Caro Monsignore, il dottor Benotti non è – almeno fino a questo momento – sottoposto a procedimento penale. Se anche lo fosse, varrebbe per lui – come per tutti gli imputati – il principio della presunzione di innocenza. Se scrivo del suo caso, non è dunque per esprimere una opinione sulla vicenda in cui è coinvolto, della quale so soltanto quanto riportato dai giornali. Non desidero neanche esprimere una valutazione sulla sua attività di “brasseur d’affaires”. Mi preme piuttosto tracciare un paragone tra la sua figura e quelle di tanti esponenti del laicato cattolico,

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Tre notizie dei giorni scorsi ci aiutano a spiegare l’atteggiamento del Governo italiano nei riguardi di quanto avviene al di fuori dei nostri confini.
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Tre notizie dei giorni scorsi ci aiutano a spiegare l’atteggiamento del Governo italiano nei riguardi di quanto avviene al di fuori dei nostri confini.

Tre notizie dei giorni scorsi ci aiutano a spiegare l’atteggiamento del Governo italiano nei riguardi di quanto avviene al di fuori dei nostri confini. Nel primo caso si tratta – più che di un evento – della reazione da esso suscitata nei dirigenti di Roma, fedelmente riflessa dagli organi di stampa incaricati di diffonderne il verbo presso gli italiani. Gli israeliani hanno deciso di eliminare il capo degli scienziati iraniani incaricati di fabbricare la bomba atomica. Che tale ordigno sia destinato ad essere gettato su Tel Aviv, non lo afferma la propaganda “sionista”: lo proclamano, menandone vanto, gli stessi

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La professoressa Paola Severino, che fu ottimo ministro della Giustizia, interviene su “La Repubblica” del primo dicembre sulla “vexata quaestio” del rapporto tra lo Stato e le Regioni. Spiace constatare un dissenso pressoché totale con una studiosa di tale prestigio, la cui conoscenza del diritto pubblico si è certamente corroborata con l’esercizio del governo.
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La professoressa Paola Severino, che fu ottimo ministro della Giustizia, interviene su “La Repubblica” del primo dicembre sulla “vexata quaestio” del rapporto tra lo Stato e le Regioni. Spiace constatare un dissenso pressoché totale con una studiosa di tale prestigio, la cui conoscenza del diritto pubblico si è certamente corroborata con l’esercizio del governo.

La professoressa Paola Severino, che fu ottimo ministro della Giustizia, interviene su “La Repubblica” del primo dicembre sulla “vexata quaestio” del rapporto tra lo Stato e le Regioni. Spiace constatare un dissenso pressoché totale con una studiosa di tale prestigio, la cui conoscenza del diritto pubblico si è certamente corroborata con l’esercizio del governo. La professoressa Severino prende le mosse da una constatazione certamente corretta e condivisibile: nell’emergenza, risulta necessaria la maggiore unità di indirizzo possibile tra lo Stato e gli enti pubblici territoriali; nel caso delle federazioni, tra

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I giornali hanno dedicato alla morte di Maradona più pagine che a quella del Papa, cioè all’evento cui è destinata tradizionalmente la più ampia copertura.
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I giornali hanno dedicato alla morte di Maradona più pagine che a quella del Papa, cioè all’evento cui è destinata tradizionalmente la più ampia copertura.

I giornali hanno dedicato alla morte di Maradona più pagine che a quella del Papa, cioè all’evento cui è destinata tradizionalmente la più ampia copertura. Bergoglio, che fino ad ora era il secondo argentino – ed anzi il secondo latinoamericano – più conosciuto in Italia, non se ne è avuto a male, tanto per evidenti motivi scaramantici (infatti è ancora vivo, e per giunta ascende al primo posto nella classifica), quanto perché (è proprio il caso di dirlo) si tratta di uno sportivo. Il Papa, nella sua saggezza, considera inoltre positivo tutto quanto accresce la conoscenza in Europa del suo continente: della cui i

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La televisione nazionale della Germania, che trasmette da Berlino – cioè dalle terre della Riforma Protestante – ha dedicato un ampio servizio al Principato di Seborga.
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La televisione nazionale della Germania, che trasmette da Berlino – cioè dalle terre della Riforma Protestante – ha dedicato un ampio servizio al Principato di Seborga.

La televisione nazionale della Germania, che trasmette da Berlino – cioè dalle terre della Riforma Protestante – ha dedicato un ampio servizio al Principato di Seborga. Anche noi, che viviamo nella stessa provincia in cui si trova questo caratteristico borgo ligure, situato nell’immediato entroterra di Bordighera, spesso ignoriamo l’esistenza del Principato, o lo conosciamo in modo approssimativo per sentito dire. Le sue origini storiche risalgono al tempo della Repubblica di Genova, quando la “dominante”, risultando troppo dispendioso il controllo diretto di territori collocati ai suoi estremi confini occidental

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Le notizie più dettagliate e puntuali sulla battaglia legale ingaggiata da Trump per mantenersi alla presidenza, diretta con indubbia abilità da Rudolph Giuliani, vengono diffuse anche in Europa da una emittente televisiva di Nuova York, che trasmette nelle principali lingue straniere, tra cui anche l’italiano. Questo mezzo di comunicazione sociale non dispone di una sede fisica nel nostro Paese, ma ne ha una in Francia.
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Le notizie più dettagliate e puntuali sulla battaglia legale ingaggiata da Trump per mantenersi alla presidenza, diretta con indubbia abilità da Rudolph Giuliani, vengono diffuse anche in Europa da una emittente televisiva di Nuova York, che trasmette nelle principali lingue straniere, tra cui anche l’italiano. Questo mezzo di comunicazione sociale non dispone di una sede fisica nel nostro Paese, ma ne ha una in Francia.

Le notizie più dettagliate e puntuali sulla battaglia legale ingaggiata da Trump per mantenersi alla presidenza, diretta con indubbia abilità da Rudolph Giuliani, vengono diffuse anche in Europa da una emittente televisiva di Nuova York, che trasmette nelle principali lingue straniere, tra cui anche l’italiano. Questo mezzo di comunicazione sociale non dispone di una sede fisica nel nostro Paese, ma ne ha una in Francia. L’aspetto più interessante di tale iniziativa nel campo della informazione consiste nel fatto che la televisione è di proprietà della setta buddista dei “Falun Gong”, duramente perseguitata dal r

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Il trasferimento dell’accademia della nostra lingua braccese dalla tradizionale sede del ristorante “Braccioforte” all’edicola dei giornali di Milvia, sita in piazza San Giovanni, pur trattandosi di una misura temporanea, dovuta all’emergenza dell’epidemia, reca con sé diversi significati.
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Il trasferimento dell’accademia della nostra lingua braccese dalla tradizionale sede del ristorante “Braccioforte” all’edicola dei giornali di Milvia, sita in piazza San Giovanni, pur trattandosi di una misura temporanea, dovuta all’emergenza dell’epidemia, reca con sé diversi significati.

Il trasferimento dell’accademia della nostra lingua braccese dalla tradizionale sede del ristorante “Braccioforte” all’edicola dei giornali di Milvia, sita in piazza San Giovanni, pur trattandosi di una misura temporanea, dovuta all’emergenza dell’epidemia, reca con sé diversi significati. Le sue conseguenze, anche quando verrà ripristinato lo “status quo antes”, sono dunque destinate a rimanere permanenti nella vicenda culturale e civile in cui siamo coinvolti. In primo luogo, la “leadership” del movimento braccese passa da un uomo ad una donna, da un ristoratore ad una edicolante, da un progressista ad una cons

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Quando il Papa Benedetto XVI si recò a visitare la comunità israelitica di Roma presso il suo “Tempio Maggiore”, rimanemmo impressionati dalla insistenza con cui il Rabbino Capo, dottor Riccardo Samuele Disegni, si riferì al silenzio osservato allorché, nell’ottobre del 1943 venne compiuto dai nazisti il rastrellamento nel ghetto, cui fece seguito la deportazione e lo sterminio di buona parte della comunità ebraica.
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Quando il Papa Benedetto XVI si recò a visitare la comunità israelitica di Roma presso il suo “Tempio Maggiore”, rimanemmo impressionati dalla insistenza con cui il Rabbino Capo, dottor Riccardo Samuele Disegni, si riferì al silenzio osservato allorché, nell’ottobre del 1943 venne compiuto dai nazisti il rastrellamento nel ghetto, cui fece seguito la deportazione e lo sterminio di buona parte della comunità ebraica.

Quando il Papa Benedetto XVI si recò a visitare la comunità israelitica di Roma presso il suo “Tempio Maggiore”, rimanemmo impressionati dalla insistenza con cui il Rabbino Capo, dottor Riccardo Samuele Disegni, si riferì al silenzio osservato allorché, nell’ottobre del 1943 venne compiuto dai nazisti il rastrellamento nel ghetto, cui fece seguito la deportazione e lo sterminio di buona parte della comunità ebraica. Un possibile motivo di quanto affermato dal dottor Disegni in quella circostanza si può trovare non soltanto nella storia di un evento del passato, origine però di una ferita mai rimarginata, di una i

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La costituzione di nuove entità, di nuovi soggetti transfrontalieri, espressione di identità non soltanto sacrificate nel processo di costruzione degli Stati nazionali, ma per di più divise tra essi e coinvolte nelle loro contrapposizioni malgrado tutti i rapporti culturali, economici e perfino familiari intessuti a disopra dei confini, deve uscire finalmente dall’ambito dell’utopia e dei contatti occasionali. Occorre però che questi soggetti assumano una loro espressione giuridica e istituzionale.
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La costituzione di nuove entità, di nuovi soggetti transfrontalieri, espressione di identità non soltanto sacrificate nel processo di costruzione degli Stati nazionali, ma per di più divise tra essi e coinvolte nelle loro contrapposizioni malgrado tutti i rapporti culturali, economici e perfino familiari intessuti a disopra dei confini, deve uscire finalmente dall’ambito dell’utopia e dei contatti occasionali. Occorre però che questi soggetti assumano una loro espressione giuridica e istituzionale.

La costituzione di nuove entità, di nuovi soggetti transfrontalieri, espressione di identità non soltanto sacrificate nel processo di costruzione degli Stati nazionali, ma per di più divise tra essi e coinvolte nelle loro contrapposizioni malgrado tutti i rapporti culturali, economici e perfino familiari intessuti a disopra dei confini, deve uscire finalmente dall’ambito dell’utopia e dei contatti occasionali. Occorre però che questi soggetti assumano una loro espressione giuridica e istituzionale. C’è una materia su cui in particolare lo Stato nazionale non è più in grado di esprimere la propria autorità con l’e

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La costituzione di nuove entità, di nuovi soggetti transfrontalieri, espressione di identità non soltanto sacrificate nel processo di costruzione degli Stati nazionali, ma per di più divise tra essi e coinvolte nelle loro contrapposizioni malgrado tutti i rapporti culturali, economici e perfino familiari intessuti a disopra dei confini, deve uscire finalmente dall’ambito dell’utopia e dei contatti occasionali. Occorre però che questi soggetti assumano una loro espressione giuridica e istituzionale.
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La costituzione di nuove entità, di nuovi soggetti transfrontalieri, espressione di identità non soltanto sacrificate nel processo di costruzione degli Stati nazionali, ma per di più divise tra essi e coinvolte nelle loro contrapposizioni malgrado tutti i rapporti culturali, economici e perfino familiari intessuti a disopra dei confini, deve uscire finalmente dall’ambito dell’utopia e dei contatti occasionali. Occorre però che questi soggetti assumano una loro espressione giuridica e istituzionale.

La costituzione di nuove entità, di nuovi soggetti transfrontalieri, espressione di identità non soltanto sacrificate nel processo di costruzione degli Stati nazionali, ma per di più divise tra essi e coinvolte nelle loro contrapposizioni malgrado tutti i rapporti culturali, economici e perfino familiari intessuti a disopra dei confini, deve uscire finalmente dall’ambito dell’utopia e dei contatti occasionali. Occorre però che questi soggetti assumano una loro espressione giuridica e istituzionale. C’è una materia su cui in particolare lo Stato nazionale non è più in grado di esprimere la propria autorità con l’e

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La nostra città, di sera, assomiglia sempre più a quella del 1944.
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La nostra città, di sera, assomiglia sempre più a quella del 1944.

La nostra città, di sera, assomiglia sempre più a quella del 1944. L’Amministrazione comunale ha deciso di oscurare alcune vie, non certo periferiche, ritenendo che in tal modo vengano poste al di fuori della portata dei malfattori. Il danno che ne consegue non è però per i ladri – i quali dopo il tramonto stanno ormai spadroneggiando – bensì per i residenti. Ci stiamo addentrando nell’equivalente di una guerra, anche se – per ora – non si combatte. E proprio come in ogni guerra c’è chi tenta di proseguire nelle sue miserabili speculazioni, e chi viceversa si sforza di aiutare quanti – sempre più numerosi – si tr

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Il Comune di Imperia, insieme con quelli di Cuneo e di Nizza, ha deciso di riprendere l’assegnazione del “Flamalgal”, il premio annuale assegnato alle personalità della cultura che hanno meglio rappresentato l’identità comune delle nostre genti, unite dalle Alpi Marittime.
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Il Comune di Imperia, insieme con quelli di Cuneo e di Nizza, ha deciso di riprendere l’assegnazione del “Flamalgal”, il premio annuale assegnato alle personalità della cultura che hanno meglio rappresentato l’identità comune delle nostre genti, unite dalle Alpi Marittime.

Il Comune di Imperia, insieme con quelli di Cuneo e di Nizza, ha deciso di riprendere l’assegnazione del “Flamalgal”, il premio annuale assegnato alle personalità della cultura che hanno meglio rappresentato l’identità comune delle nostre genti, unite dalle Alpi Marittime. I maliziosi possono certamente rilevare che il sindaco Scajola, vista preclusa la via di Genova, dove il presidente Toti non perde nessuna occasione per dimostrarsi ostile nei suoi confronti, si rivolge a Ponente, cercando nel suo collega Estrosi l’interlocutore che non trova nella “dominante”. Questo, però, attiene alla “politique politicienne

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“Avvenire” ha espresso il dissenso della Chiesa italiana nei confronti delle posizioni assunte in merito all’epidemia da padre Livio Fanzaga.
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“Avvenire” ha espresso il dissenso della Chiesa italiana nei confronti delle posizioni assunte in merito all’epidemia da padre Livio Fanzaga.

I giornali hanno dato ampio spazio al “congresso” celebrato dal Movimento “pentastellato”, compiendo un’operazione intellettuale che si sarebbe definita un tempo come “cavare sangue da una rapa”. “La Repubblica” ha voluto superare gli altri mezzi di informazione, annunziando nientemeno che la nascita di un nuovo “partito”, conseguenza diretta – per l’appunto – della celebrazione del suo “congresso”. E’ come credere che basti essere monchi per diventare la Venere di Milo. Se però si leggono i resoconti dell’assise, si scopre che i risultati delle votazioni sono rimasti segreti, come pure le decisioni riguardanti g

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I giornali hanno dato ampio spazio al “congresso” celebrato dal Movimento “pentastellato”, compiendo un’operazione intellettuale che si sarebbe definita un tempo come “cavare sangue da una rapa”.
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I giornali hanno dato ampio spazio al “congresso” celebrato dal Movimento “pentastellato”, compiendo un’operazione intellettuale che si sarebbe definita un tempo come “cavare sangue da una rapa”.

I giornali hanno dato ampio spazio al “congresso” celebrato dal Movimento “pentastellato”, compiendo un’operazione intellettuale che si sarebbe definita un tempo come “cavare sangue da una rapa”. “La Repubblica” ha voluto superare gli altri mezzi di informazione, annunziando nientemeno che la nascita di un nuovo “partito”, conseguenza diretta – per l’appunto – della celebrazione del suo “congresso”. E’ come credere che basti essere monchi per diventare la Venere di Milo. Se però si leggono i resoconti dell’assise, si scopre che i risultati delle votazioni sono rimasti segreti, come pure le decisioni riguardanti g

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Le notizie del giorno vengono l’una da Napoli e l’altra dalla Germania.
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Le notizie del giorno vengono l’una da Napoli e l’altra dalla Germania.

Le notizie del giorno vengono l’una da Napoli e l’altra dalla Germania. All’annunzio del passaggio della Campania nella “zona rossa”, il capoluogo della Regione è insorto, con manifestazioni spontanee di protesta di cui anche diverse radio hanno dovuto – sia pure “obtorto collo” – dare notizia, trasmettendo l’audio degli improperi di chi veniva definitivamente rovinato. Poi, in serata, al “lockdown” si è aggiunto il “black out” sull’informazione. In una dittatura, anche le proteste più clamorose non producono nessun effetto, in quanto sono ignorate dall’opinione pubblica. La quale non esiste, essendo privata del

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“Deh peregrini, che pensosi andate, forse di cosa che non v’è presente”.
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“Deh peregrini, che pensosi andate, forse di cosa che non v’è presente”.

“Deh peregrini, che pensosi andate, forse di cosa che non v’è presente”. Questo sonetto di Dante, secondo una tradizione non confermata dagli storici della letteratura, sarebbe stato composto dal “divino poeta” osservando i “romei” che andavano al primo Giubileo, quello del 1300. Rifacendosi a tale antica tradizione, alcuni ristoratori della Toscana si sono recati a piedi fino a Roma, per comunicare a Conte le ambasce della loro categoria. Che – come si dice dalle nostre parti – se tutto va bene, è rovinata. Forse gli osti hanno percorso la “via Francigena”, ripristinata per propiziare un flusso di visitatori orm

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Monsignor Viganò ha inviato ai fedeli una nuova enciclica, in cui traccia un parallelo tra l’elezione di Biden w quella di Bergoglio: frutto entrambe, a suo dire, di altrettanti brogli.
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Monsignor Viganò ha inviato ai fedeli una nuova enciclica, in cui traccia un parallelo tra l’elezione di Biden w quella di Bergoglio: frutto entrambe, a suo dire, di altrettanti brogli.

Monsignor Viganò ha inviato ai fedeli una nuova enciclica, in cui traccia un parallelo tra l’elezione di Biden w quella di Bergoglio: frutto entrambe, a suo dire, di altrettanti brogli. Mentre però quelli – veri o presunti – consumati in America costituiscono l’oggetto di svariati ricorsi, che investono la competenza delle autorità amministrative dei vari stati dell’Unione, nonché soprattutto della giurisdizione federale, fino a giungere alla Corte Suprema, nessuna istanza può valutare la legittimità di quanto decide il conclave. Sul cui svolgimento corrono sempre le voci più svariate. Nel 1903, i cardinali aveva

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L’Istituto Storico della Resistenza di Imperia ha pubblicato un libro che inaugura un nuovo genere letterario: la commemorazione della commemorazione.
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L’Istituto Storico della Resistenza di Imperia ha pubblicato un libro che inaugura un nuovo genere letterario: la commemorazione della commemorazione.

L’Istituto Storico della Resistenza di Imperia ha pubblicato un libro che inaugura un nuovo genere letterario: la commemorazione della commemorazione. Si tratta infatti di una ricostruzione degli eventi connessi con la concessione della medaglia al Valor Militare alla Provincia di Imperia, che venne appuntata solennemente sul suo gonfalone dal Presidente Pertini. Di quella cerimonia, cui presenziammo in compagnia del compianto Massimo Rocchi, incaricato di rappresentare il Comune di Diano Marina, ricordiamo la constatazione del fatto che la maggior parte dei suoi colleghi amministratori di enti locali si facevano

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Per comprendere i motivi dell’ostilità dimostrata dalla più diffusa radio cattolica d’Italia nei riguardi del nuovo presidente degli Stati Uniti, non è necessario riconsiderare le posizioni assunte in tema di aborto e di unioni omosessuali da Biden e da Kamala Harris. Basta guardare la foto di gruppo del cosiddetto “ticket”.
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Per comprendere i motivi dell’ostilità dimostrata dalla più diffusa radio cattolica d’Italia nei riguardi del nuovo presidente degli Stati Uniti, non è necessario riconsiderare le posizioni assunte in tema di aborto e di unioni omosessuali da Biden e da Kamala Harris. Basta guardare la foto di gruppo del cosiddetto “ticket”.

Per comprendere i motivi dell’ostilità dimostrata dalla più diffusa radio cattolica d’Italia nei riguardi del nuovo presidente degli Stati Uniti, non è necessario riconsiderare le posizioni assunte in tema di aborto e di unioni omosessuali da Biden e da Kamala Harris. Basta guardare la foto di gruppo del cosiddetto “ticket”. Il presidente eletto è un cattolico irlandese, sua moglie è siciliana, la vice presidente è nata dal matrimonio tra un afroamericano di origine caraibica ed una indiana, sposata con un israelita. Non c’è un solo “wasp”, e ciò significa che per fare carriera non è più necessario appartenere a

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Molti commentatori europei, ed in particolare italiani, si sono stupiti perché una parte notevole degli operai americani ha votato – come era già successo nel 2016 – per Trump.
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Molti commentatori europei, ed in particolare italiani, si sono stupiti perché una parte notevole degli operai americani ha votato – come era già successo nel 2016 – per Trump.

Molti commentatori europei, ed in particolare italiani, si sono stupiti perché una parte notevole degli operai americani ha votato – come era già successo nel 2016 – per Trump. In realtà, questo fenomeno non risulta affatto nuovo neppure nel nostro Paese. Basti pensare – tanto per fare un esempio – al risultato delle elezioni comunali di Torino. Nella nostra città, la federazione del Partito Democratico è intervenuta – inviando appositamente il proprio commercialista di fiducia presso la proprietà dell’ultima fabbrica ancora in funzione – per accelerare la sua chiusura definitiva. C’era la prospettiva di usare l’

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L’America si è svegliata, come avevamo previsto, con due presidenti.
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L’America si è svegliata, come avevamo previsto, con due presidenti.

L’America si è svegliata, come avevamo previsto, con due presidenti. Una situazione simile si era già determinata nel lontano 1861, ma in quel caso alcuni Stati si erano distaccati dall’Unione, costituendo la Confederazione Sudista. Ora, invece, entrambi i contendenti affermano di estendere il proprio potere sull’intero territorio nazionale. Il motivo è semplice: esistono due Americhe, ciascuna con una propria e distinta identità. All’epoca della prima guerra civile, nessuno metteva in discussione il fatto che la nazione fosse una sola, ma la rottura era stata determinata dall’impossibilità di applicare lo stesso

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Il Ristorante “Braccioforte”, già “Osteria della Marina” (della quale si conserva gelosamente l’insegna, come venerata reliquia delle sue origini, risalenti al 1892), è sempre stato al centro delle vicende storiche della città di Oneglia, fin da quando era scenario delle concioni del giovane Mussolini, redattore del giornale socialista “La Lima”, la cui sede si trovava anch’essa sotto i portici di Calata Cuneo.
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Il Ristorante “Braccioforte”, già “Osteria della Marina” (della quale si conserva gelosamente l’insegna, come venerata reliquia delle sue origini, risalenti al 1892), è sempre stato al centro delle vicende storiche della città di Oneglia, fin da quando era scenario delle concioni del giovane Mussolini, redattore del giornale socialista “La Lima”, la cui sede si trovava anch’essa sotto i portici di Calata Cuneo.

Il Ristorante “Braccioforte”, già “Osteria della Marina” (della quale si conserva gelosamente l’insegna, come venerata reliquia delle sue origini, risalenti al 1892), è sempre stato al centro delle vicende storiche della città di Oneglia, fin da quando era scenario delle concioni del giovane Mussolini, redattore del giornale socialista “La Lima”, la cui sede si trovava anch’essa sotto i portici di Calata Cuneo. Era dunque fatale che anche la chiusura dei locali pubblici, decretata da Conte, vi avesse delle ripercussioni destinate a rimanere iscritte nei nostri annali. Nei giorni scorsi, quale sinistro presagio de

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Negli Atti degli Apostoli, troviamo il racconto della competizione tra San Pietro e Simon Mago. Probabilmente, costui era superiore – sul piano della conoscenza umana, e più precisamente nel campo della sapienza esoterica – rispetto al povero pescatore di Galilea, e contava sulle risorse intellettuali che per l’appunto gli permettevano di praticare la magia.
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Negli Atti degli Apostoli, troviamo il racconto della competizione tra San Pietro e Simon Mago. Probabilmente, costui era superiore – sul piano della conoscenza umana, e più precisamente nel campo della sapienza esoterica – rispetto al povero pescatore di Galilea, e contava sulle risorse intellettuali che per l’appunto gli permettevano di praticare la magia.

Negli Atti degli Apostoli, troviamo il racconto della competizione tra San Pietro e Simon Mago. Probabilmente, costui era superiore – sul piano della conoscenza umana, e più precisamente nel campo della sapienza esoterica – rispetto al povero pescatore di Galilea, e contava sulle risorse intellettuali che per l’appunto gli permettevano di praticare la magia. San Pietro, quale uomo di fede, era invece assistito da Dio: l’esoterismo non nega la sua esistenza, ma prescinde precisamente dalla fede. Secondo i suoi seguaci, essa è infatti dimostrata dalla ragione. Uno degli argomenti ricorrenti nella propaganda tradizi

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Conte ha affermato in Parlamento che non sappiamo quali saranno le caratteristiche della nuova Italia, ma certamente sarà molto diversa dall’attuale.
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Conte ha affermato in Parlamento che non sappiamo quali saranno le caratteristiche della nuova Italia, ma certamente sarà molto diversa dall’attuale.

Conte ha affermato in Parlamento che non sappiamo quali saranno le caratteristiche della nuova Italia, ma certamente sarà molto diversa dall’attuale. Questa frase è stata certamente notata dai rappresentanti diplomatici stranieri, dagli “agenti di influenza” e soprattutto dai servizi di sicurezza, che in questi tempi vigilano con particolare attenzione sulle nostre vicende. Quale messaggio ha voluto trasmettere “l’avvocato del popolo”, non tanto ai distratti ed incolti parlamentari, quanto piuttosto a tutti costoro? Certamente Conte ha inteso dire che l’Italia è entrata in una fase di transizione, e che egli ha a

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Tra le reazioni alla strage di Nizza, ve ne sono due in particolare che rivelano lo “zeit geist” dell’Occidente.
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Tra le reazioni alla strage di Nizza, ve ne sono due in particolare che rivelano lo “zeit geist” dell’Occidente.

Tra le reazioni alla strage di Nizza, ve ne sono due in particolare che rivelano lo “zeit geist” dell’Occidente. Una proviene dall’ambito cattolico più ufficiale, l’altra da un esponente molto autorevole e convinto dello spirito laico della Repubblica Francese. “L’Osservatore Romano”, nel riferire – e naturalmente nel deplorare – quanto accaduto, omette di riferire che la strage si è consumata in una chiesa. Poiché non si tratta certamente di un dettaglio insignificante, una simile trascuratezza non dovrebbe essere sfuggita al direttore. La famosa regola del giornalismo anglosassone impone di riferire le famose q

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Evgenij Primakov è il presidente del centro culturale russo di Roma, che opera di fatto come una ambasciata parallela, procurando alle autorità del suo Paese quei contatti e quei rapporti informali necessari per estenderne l’influenza. Il ruolo di Primakov è infatti precisamente quello di un “agente di influenza”.
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Evgenij Primakov è il presidente del centro culturale russo di Roma, che opera di fatto come una ambasciata parallela, procurando alle autorità del suo Paese quei contatti e quei rapporti informali necessari per estenderne l’influenza. Il ruolo di Primakov è infatti precisamente quello di un “agente di influenza”.

È veramente un peccato che sia già morto Mario Monicelli, che avrebbe saputo trarre dalla vicenda tragicomica della mancata manifestazione di Milano un film degno di “Vogliamo i colonnelli”. La lacuna è in parte colmata dalle riprese artigianali che circolano su internet, nelle quali i protagonisti – con l’intenzione di esibire le proprie doti politiche e organizzative – finiscono per coprirsi di ridicolo. Le sigle organizzatrici dell’evento erano numerose e agguerrite, componendo uno spettro molto ampio, esteso da alcune categorie imprenditoriali fino ai “gilet gialli”, accorsi a dare man forte dalla Francia, e

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È veramente un peccato che sia già morto Mario Monicelli, che avrebbe saputo trarre dalla vicenda tragicomica della mancata manifestazione di Milano un film degno di “Vogliamo i colonnelli”.
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È veramente un peccato che sia già morto Mario Monicelli, che avrebbe saputo trarre dalla vicenda tragicomica della mancata manifestazione di Milano un film degno di “Vogliamo i colonnelli”.

È veramente un peccato che sia già morto Mario Monicelli, che avrebbe saputo trarre dalla vicenda tragicomica della mancata manifestazione di Milano un film degno di “Vogliamo i colonnelli”. La lacuna è in parte colmata dalle riprese artigianali che circolano su internet, nelle quali i protagonisti – con l’intenzione di esibire le proprie doti politiche e organizzative – finiscono per coprirsi di ridicolo. Le sigle organizzatrici dell’evento erano numerose e agguerrite, componendo uno spettro molto ampio, esteso da alcune categorie imprenditoriali fino ai “gilet gialli”, accorsi a dare man forte dalla Francia, e

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Spiace constatare come anche gli studiosi più seri – tra cui si annovera indubbiamente Bernard-Henry Lévy, presi dalla loro “vis polemica” – cadano a volte nell’errore consistente nell’attribuire a quanti pensano diversamente delle idee mai da costoro espresse o concepite.
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Spiace constatare come anche gli studiosi più seri – tra cui si annovera indubbiamente Bernard-Henry Lévy, presi dalla loro “vis polemica” – cadano a volte nell’errore consistente nell’attribuire a quanti pensano diversamente delle idee mai da costoro espresse o concepite.

Spiace constatare come anche gli studiosi più seri – tra cui si annovera indubbiamente Bernard-Henry Lévy, presi dalla loro “vis polemica” – cadano a volte nell’errore consistente nell’attribuire a quanti pensano diversamente delle idee mai da costoro espresse o concepite. Non sempre e non dovunque – qui Lévy ha indubbiamente ragione – le scienze empiriche sono state tenute distinte dalle discipline umanistiche. Ci sono voluti dei secoli prima che la speculazione filosofica ed il pensiero teologico cessassero di condizionare la visione della realtà fisica. Pensiamo alla prevalenza della concezione tolemaica, basa

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L’indipendenza dell’Algeria non venne riconosciuta dai socialisti di Guy Mollet, né tanto meno dai comunisti di Maurice Thorez, bensì da un generale reazionario quale era Charles De Gaulle.
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L’indipendenza dell’Algeria non venne riconosciuta dai socialisti di Guy Mollet, né tanto meno dai comunisti di Maurice Thorez, bensì da un generale reazionario quale era Charles De Gaulle.

L’indipendenza dell’Algeria non venne riconosciuta dai socialisti di Guy Mollet, né tanto meno dai comunisti di Maurice Thorez, bensì da un generale reazionario quale era Charles De Gaulle. Il motivo fu lo stesso per cui quello stesso generale si era posto a capo della Resistenza: non si trovava, nella sinistra, chi avesse la lungimiranza ed il prestigio necessari per guidare il Paese verso scelte difficili e dolorose, ma inevitabili. La Spagna è destinata ad incartarsi nel problema della Catalogna, come nel problema del paese Basco, perché non c’è nessun De Gaulle al di là dei Pirenei. Conversando brevemente con

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La notizia più grave delle ultime ore non è quella che riguarda la rovina – decretata dal governo – di alcune categorie economiche, né quella della guerriglia urbana di Roma e di Napoli, in cui si rivela la preparazione militare di quanti la mettono in atto, bensì la domanda, rivolta da Mattarella ai vertici militari, in merito a quale atteggiamento essi intendano assumere nel caso di una insurrezione interna.
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La notizia più grave delle ultime ore non è quella che riguarda la rovina – decretata dal governo – di alcune categorie economiche, né quella della guerriglia urbana di Roma e di Napoli, in cui si rivela la preparazione militare di quanti la mettono in atto, bensì la domanda, rivolta da Mattarella ai vertici militari, in merito a quale atteggiamento essi intendano assumere nel caso di una insurrezione interna.

La notizia più grave delle ultime ore non è quella che riguarda la rovina – decretata dal governo – di alcune categorie economiche, né quella della guerriglia urbana di Roma e di Napoli, in cui si rivela la preparazione militare di quanti la mettono in atto, bensì la domanda, rivolta da Mattarella ai vertici militari, in merito a quale atteggiamento essi intendano assumere nel caso di una insurrezione interna. Risulta infatti del tutto improbabile che qualche potenza straniera intenda inserirsi direttamente nel ginepraio italiano. È inevitabile che dei servizi segreti di altri Paesi peschino nel torbido, ma nessu

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Il cardinale Müller, ancora scottato per la perdita del posto di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è sceso in campo contro il Papa sulla questione delle unioni civili tra gli omosessuali, aggiungendo la sua voce a quella del collega Burke.
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Il cardinale Müller, ancora scottato per la perdita del posto di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è sceso in campo contro il Papa sulla questione delle unioni civili tra gli omosessuali, aggiungendo la sua voce a quella del collega Burke.

Il cardinale Müller, ancora scottato per la perdita del posto di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, è sceso in campo contro il Papa sulla questione delle unioni civili tra gli omosessuali, aggiungendo la sua voce a quella del collega Burke. Il porporato tedesco non ha tuttavia potuto citare una sola parola di Bergoglio in cui si affermi che la pratica della omosessualità sia conforme con la dottrina morale della Chiesa. In effetti, il Pontefice non l’ha modificata, e non intende modificarla. Per cui Müller è costretto a compiere una operazione intellettualmente disonesta, che consiste nel me

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Quando si stipula una alleanza, si deve tenere conto delle esigenze proprie di coloro con cui essa viene stabilita.
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Quando si stipula una alleanza, si deve tenere conto delle esigenze proprie di coloro con cui essa viene stabilita.

Quando si stipula una alleanza, si deve tenere conto delle esigenze proprie di coloro con cui essa viene stabilita. Il Papa rappresenta, nel cuore dell’Occidente, la causa dei popoli oppressi. Lo seguono le moltitudini di quei Paesi che sono stati sottomessi al dominio del “primo mondo”, tra cui si contano dei cattolici come dei cristiani appartenenti ad altre chiese, ma soprattutto dei non cristiani. Con i cosiddetti “infedeli”, il Papa ha sottoscritto un documento di fondamentale importanza ad Abu Dhabi, il cui contenuto ha riversato successivamente, almeno in parte, nella sua ultima Enciclica. Che con i musulm

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Si moltiplicano, su tutti i mezzi di comunicazione, le analisi di tipo filosofico sulla epidemia.
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Si moltiplicano, su tutti i mezzi di comunicazione, le analisi di tipo filosofico sulla epidemia.

Si moltiplicano, su tutti i mezzi di comunicazione, le analisi di tipo filosofico sulla epidemia. La destra tradizionalista si è divisa, per motivi tattici. Chi ha già rotto con il Papa, come i lefevriani, chi dichiara che si tratta di una giusta sanzione divina per la deviazione dottrinale consumata tanto da Bergoglio quanto dai suoi seguaci. C’è però un settore, rappresentato dal noto predicatore radiofonico padre Livio Fanzaga – che non se la sente di contraddire apertamente il Papa – il quale esclude tale interpretazione della diffusione del virus. Costoro leggono tutto quanto succede come il risultato di una

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Chi – come anche noi – ha militato nel movimento dei lavoratori, si è sentito rivolgere infinite volte dai compagni più anziani la frase: “vedrai il nostro governo?”. Il “nostro” governo è venuto, ma non lo vediamo.
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Chi – come anche noi – ha militato nel movimento dei lavoratori, si è sentito rivolgere infinite volte dai compagni più anziani la frase: “vedrai il nostro governo?”. Il “nostro” governo è venuto, ma non lo vediamo.

Chi – come anche noi – ha militato nel movimento dei lavoratori, si è sentito rivolgere infinite volte dai compagni più anziani la frase: “vedrai il nostro governo?”. Il “nostro” governo è venuto, ma non lo vediamo. Ci riferiamo a questa espressione in senso fisico. Il portone di Palazzo Chigi è sbarrato, la piazza antistante vietata alla circolazione pedonale, presidiata per giunta dall’esercito – non più dai carabinieri e dalla polizia – con esibizione di mezzi blindati, mentre la stessa persona di Conte risulta sempre più avvolta in un enigma, come quelle dei dirigenti del Cremlino, della Città Proibita e del

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I dirigenti del gruppo editoriale che faceva capo all’ingegner De Benedetti devono essersi resi conto dell’infortunio in cui erano caduti all’epoca in cui si consumava il dramma della Catalogna, con un governo eletto dal popolo destituito a causa di un asserito atto illegittimo, ed i suoi dirigenti arrestati o costretti all’esilio.
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I dirigenti del gruppo editoriale che faceva capo all’ingegner De Benedetti devono essersi resi conto dell’infortunio in cui erano caduti all’epoca in cui si consumava il dramma della Catalogna, con un governo eletto dal popolo destituito a causa di un asserito atto illegittimo, ed i suoi dirigenti arrestati o costretti all’esilio.

La Repubblica” ha inopinatamente deciso di sostenere la candidatura di Carlo Calenda a sindaco di Roma. L’ex ministro ha fondato un proprio partitino personale, seguendo l’esempio – illustre quanto fallimentare – di Dini, Monti, Passera e Montezemolo. Forse la sua postulazione sarà sostenuta dai renziani, ma neanche questo risulta certo, né ufficiale. Il “tottamatore” conta comunque pochi seguaci in giro per l’Italia, soprattutto nell’Urbe. Non si capisce dunque perché i dirigenti del gruppo G.E.D.I. abbiano deciso di creare un altro problema al malcapitato Zingaretti, che ne conta già tanti quanti sono i comuni

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La Repubblica” ha inopinatamente deciso di sostenere la candidatura di Carlo Calenda a sindaco di Roma.
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La Repubblica” ha inopinatamente deciso di sostenere la candidatura di Carlo Calenda a sindaco di Roma.

La Repubblica” ha inopinatamente deciso di sostenere la candidatura di Carlo Calenda a sindaco di Roma. L’ex ministro ha fondato un proprio partitino personale, seguendo l’esempio – illustre quanto fallimentare – di Dini, Monti, Passera e Montezemolo. Forse la sua postulazione sarà sostenuta dai renziani, ma neanche questo risulta certo, né ufficiale. Il “tottamatore” conta comunque pochi seguaci in giro per l’Italia, soprattutto nell’Urbe. Non si capisce dunque perché i dirigenti del gruppo G.E.D.I. abbiano deciso di creare un altro problema al malcapitato Zingaretti, che ne conta già tanti quanti sono i comuni

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Abbiamo analizzato la lista dei finanziatori del “partito” di Toti, cioè – più prosaicamente – di quanti hanno pagato la sua dispendiosa campagna elettorale.
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Abbiamo analizzato la lista dei finanziatori del “partito” di Toti, cioè – più prosaicamente – di quanti hanno pagato la sua dispendiosa campagna elettorale.

Abbiamo analizzato la lista dei finanziatori del “partito” di Toti, cioè – più prosaicamente – di quanti hanno pagato la sua dispendiosa campagna elettorale. L’elenco comprende i titolari di tre categorie di ditte: quelle che hanno collaborato alla ricostruzione del ponte Morandi, quelle che hanno eseguito dei lavori per la Protezione Civile e quelle che hanno ristrutturato la nave-ospedale destinata ad ospitare i malati per l’epidemia. In questo caso, l’elenco comprende anche l’armatore, il quale ha compiuto il bel gesto di affittare il natante per il compenso simbolico di un euro, guadagnando l’ammirazione dei

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“Lady Becciu” è attesa nelle segrete del Vaticano.
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“Lady Becciu” è attesa nelle segrete del Vaticano.

“Lady Becciu” è attesa nelle segrete del Vaticano. Peccato che Castel Sant’Angelo non sia stato restituito alla Santa Sede con il Trattato del 1929: la signora è un’ottima reincarnazione della Tosca, anche se il mite cardinale Parolin sfigurerebbe nel ruolo di Scarpia. Nel carcere del Governatorato venne tuttavia rinchiuso il famoso “Paolone”, maggiordomo infingardo del Papa, il quale asserì di esservi stato torturato dagli uomini del commendator Giani, al fine di estorcergli una confessione, nonché la delazione dei complici. Non crediamo che ci sia bisogno di simili metodi per chiarire una verità più importante

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Mentre scriviamo, la radio annunzia le nuove misure “profilattiche”, introdotte mediante un altro decreto del Presidente del Consiglio.
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Mentre scriviamo, la radio annunzia le nuove misure “profilattiche”, introdotte mediante un altro decreto del Presidente del Consiglio.

Mentre scriviamo, la radio annunzia le nuove misure “profilattiche”, introdotte mediante un altro decreto del Presidente del Consiglio. Si tratta dunque di un atto di tipo legislativo, adottato però mediante un atto amministrativo. Data la passività dimostrata tanto dal Consiglio dei Ministri quanto dal Parlamento, Conte non avrebbe avuto difficoltà per instaurare le sue disposizioni attraverso un decreto legge, ma l’uomo ha voluto approfittare dell’occasione per attribuirsi di fatto di un potere più ampio rispetto a quello che gli attribuisce la Costituzione. Per quanto riguarda il merito delle misure entrate in

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Ci dispiace constatare,da parte di uno studioso serio e di un uomo brillante quale è il professor Diego Fusaro, una evidente mancanza di onestà intellettuale, palesata dalla sua analisi della recente Enciclica.
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Ci dispiace constatare,da parte di uno studioso serio e di un uomo brillante quale è il professor Diego Fusaro, una evidente mancanza di onestà intellettuale, palesata dalla sua analisi della recente Enciclica.

Ci dispiace constatare,da parte di uno studioso serio e di un uomo brillante quale è il professor Diego Fusaro, una evidente mancanza di onestà intellettuale, palesata dalla sua analisi della recente Enciclica. Il filosofo ufficiale di Casa Pound insinua addirittura che il Papa sia ateo perché nella “Omnes Fratres” non parla della trascendenza. Noi non siamo, naturalmente, il Papa, ma siamo credenti e praticanti. Ciò non di meno, non ci è mai capitato di pronunciarci sull’esistenza di Dio in occasione delle nostre lezioni universitarie. Avevamo infatti il compito di spiegare il diritto amministrativo. Anche nella

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La conversazione con il nostro vecchio amico, veterano di tante battaglie politiche, spazia dalle recenti esperienze personali e dalle informazioni che se ne possono trarre ad una valutazione della situazione dell’Italia e del mondo.
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La conversazione con il nostro vecchio amico, veterano di tante battaglie politiche, spazia dalle recenti esperienze personali e dalle informazioni che se ne possono trarre ad una valutazione della situazione dell’Italia e del mondo.

La conversazione con il nostro vecchio amico, veterano di tante battaglie politiche, spazia dalle recenti esperienze personali e dalle informazioni che se ne possono trarre ad una valutazione della situazione dell’Italia e del mondo. Il punto di partenza del discorso è costituito dall’accordo tra la Santa Sede e la Cina. Ufficialmente, esso riguarda soltanto le procedure per la nomina dei vescovi. Quelli già designati dal governo, per il fedele tramite della cosiddetta “chiesa patriottica”, vengono riconosciuti dal Vaticano. Ciò significa che si ripristina la coincidenza tra la legalità e la legittimità. E’ infat

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In questo angolo di provincia, occorre prestare attenzione a quanto succede per cogliere le grandi tendenze che si manifestano a livello nazionale ed internazionale.
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In questo angolo di provincia, occorre prestare attenzione a quanto succede per cogliere le grandi tendenze che si manifestano a livello nazionale ed internazionale.

In questo angolo di provincia, occorre prestare attenzione a quanto succede per cogliere le grandi tendenze che si manifestano a livello nazionale ed internazionale. Il sindaco di Imperia, come riferito in un precedente articolo, ha fatto multare due esponenti di spicco del mercato coperto di piazza Doria ad Oneglia perché avevano parcheggiato i loro furgoni dove possono sostare – a suo avviso – soltanto le automobili. L’interpretazione delle norme è discutibile, ed infatti si annunziano dei ricorsi. L’origine di questo episodio risale comunque ad un collega dei due malcapitati, il quale è l’unico seguace dichiar

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E' una fortuna arrestarsi all'analisi della nuova Enciclica del Papa con alcuni giorni di ritardo rispetto alla sua pubblicazione, in quanto possiamo così partire da una constatazione molto preoccupante: la principale emittente cattolica italiana – non essendo tale la Radio Vaticana – non ha ancora fatto riferimento al suo contenuto mentre tutti i mezzi di comunicazione che fanno capo - direttamente o indirettamente – alla Chiesa si prodigano nel commentare questo documento, da Erba si percepisce soltanto un silenzio assordante.
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E' una fortuna arrestarsi all'analisi della nuova Enciclica del Papa con alcuni giorni di ritardo rispetto alla sua pubblicazione, in quanto possiamo così partire da una constatazione molto preoccupante: la principale emittente cattolica italiana – non essendo tale la Radio Vaticana – non ha ancora fatto riferimento al suo contenuto mentre tutti i mezzi di comunicazione che fanno capo - direttamente o indirettamente – alla Chiesa si prodigano nel commentare questo documento, da Erba si percepisce soltanto un silenzio assordante.

E' una fortuna arrestarsi all'analisi della nuova Enciclica del Papa con alcuni giorni di ritardo rispetto alla sua pubblicazione, in quanto possiamo così partire da una constatazione molto preoccupante: la principale emittente cattolica italiana – non essendo tale la Radio Vaticana – non ha ancora fatto riferimento al suo contenuto mentre tutti i mezzi di comunicazione che fanno capo - direttamente o indirettamente – alla Chiesa si prodigano nel commentare questo documento, da Erba si percepisce soltanto un silenzio assordante. Si tratta di un segno infausto per la pace civile del nostro Paese, in cui si svolgon

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Confinati come siamo, per volontà del collega Alvaro Martino, nella nostra remota provincia di confine, possiamo soltanto osservare da lontano quanto avviene laddove si esercita il potere.
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Confinati come siamo, per volontà del collega Alvaro Martino, nella nostra remota provincia di confine, possiamo soltanto osservare da lontano quanto avviene laddove si esercita il potere.

Confinati come siamo, per volontà del collega Alvaro Martino, nella nostra remota provincia di confine, possiamo soltanto osservare da lontano quanto avviene laddove si esercita il potere. Immaginiamo l’affannarsi, nelle scorse ore, di quanti hanno cercato di trafugare l’enciclica, al fine di consultarla in anticipo sulla concorrenza. La volta scorsa, un collega riuscì, corrompendo un dipendente infingardo della Libreria Editrice Vaticana. L’intrigante “vaticanista” aveva però dimenticato una regola fondamentale dello spionaggio: non basta trovare le informazioni, ma occorre anche essere in grado di analizzarle.

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Il Sindaco di Imperia, ringalluzzito dalla vittoria elettorale del suo amico — nemico Toti, nonché del nipote ("parenti serpenti"), ne ha fatto un'altra delle sue: per vessare ulteriormente i pochi superstiti commercianti del mercato coperto di piazza Doria - ormai ridotti ad esigua schiera, pallido ricordo dei tempi the furono - li ha fatti multare per avere lasciato i loro furgoni nel vicino parcheggio, riservato alle auto (possibilmente di colore blu).
Siamo l’unico giornale europeo in grado di commentare quanto nella giornata del due ottobre ha dichiarato pubblicamente a Buenos Aires il dottor Jorge Sonnante a proposito del Papa e della situazione in Vaticano.
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Siamo l’unico giornale europeo in grado di commentare quanto nella giornata del due ottobre ha dichiarato pubblicamente a Buenos Aires il dottor Jorge Sonnante a proposito del Papa e della situazione in Vaticano.

Siamo l’unico giornale europeo in grado di commentare quanto nella giornata del due ottobre ha dichiarato pubblicamente a Buenos Aires il dottor Jorge Sonnante a proposito del Papa e della situazione in Vaticano. In merito ai recenti episodi di corruzione, questo esponente politico argentino non ha aggiunto molto a quanto già si sapeva. Più che accumulare nuovi dettagli, riteniamo che a questo punto sia importante domandarsi il perché dell’attuale situazione. I due partiti che in contesa nella Santa Sede, che potremmo definire – semplificando al massimo – “filoamericano” e “filocinese” – corrispondono l’uno con l

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L’amico dottor Domizio Cipriani, italiano residente da moltissimi anni nel Principato di Monaco, che ha guadagnato – grazie al suo impegno tanto nel campo finanziario internazionale quanto nelle attività svolte quale mecenate filantropo – l’accesso al ristretto ed elitario “milieu” della famiglia regnante dei Grimaldi, sottopone alla nostra attenzione il testo della convenzione stipulata tra l’Ordine dei Templari del Principato, di cui egli è Gran Maestro, ed una università italiana.
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L’amico dottor Domizio Cipriani, italiano residente da moltissimi anni nel Principato di Monaco, che ha guadagnato – grazie al suo impegno tanto nel campo finanziario internazionale quanto nelle attività svolte quale mecenate filantropo – l’accesso al ristretto ed elitario “milieu” della famiglia regnante dei Grimaldi, sottopone alla nostra attenzione il testo della convenzione stipulata tra l’Ordine dei Templari del Principato, di cui egli è Gran Maestro, ed una università italiana.

L’amico dottor Domizio Cipriani, italiano residente da moltissimi anni nel Principato di Monaco, che ha guadagnato – grazie al suo impegno tanto nel campo finanziario internazionale quanto nelle attività svolte quale mecenate filantropo – l’accesso al ristretto ed elitario “milieu” della famiglia regnante dei Grimaldi, sottopone alla nostra attenzione il testo della convenzione stipulata tra l’Ordine dei Templari del Principato, di cui egli è Gran Maestro, ed una università italiana. Chi desidera leggere questo documento, può richiederlo al nostro indirizzo elettronico: sarà per noi un piacere inviarglielo. L’ana

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Due distinti episodi, avvenuti nell’arco di poche ore, danno la misura di come lo scontro tra le opposte fazioni si stia radicalizzando su entrambe le sponde del Tevere: il cardinale Becciu, già estromesso dalla Segreteria di Stato, conclude ingloriosamente la sua carriera ecclesiastica, travolto da uno scandalo causato da chi evidentemente crede che sia ancora tempo di piccole furbizie e ruberie.
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Due distinti episodi, avvenuti nell’arco di poche ore, danno la misura di come lo scontro tra le opposte fazioni si stia radicalizzando su entrambe le sponde del Tevere: il cardinale Becciu, già estromesso dalla Segreteria di Stato, conclude ingloriosamente la sua carriera ecclesiastica, travolto da uno scandalo causato da chi evidentemente crede che sia ancora tempo di piccole furbizie e ruberie.

Due distinti episodi, avvenuti nell’arco di poche ore, danno la misura di come lo scontro tra le opposte fazioni si stia radicalizzando su entrambe le sponde del Tevere: il cardinale Becciu, già estromesso dalla Segreteria di Stato, conclude ingloriosamente la sua carriera ecclesiastica, travolto da uno scandalo causato da chi evidentemente crede che sia ancora tempo di piccole furbizie e ruberie. Ciò che in tempo di pace viene tollerato, è trattato ben più severamente dopo lo scoppio della guerra. Più importante risulta però l’assunzione di una carica pubblica da parte di monsignor Paglia nell’ambito dello stato

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Il paese basco comprendeva in origine anche la Navarra, dove si parla la lingua detta “euskara” come in tutte le altre province, divise dal confine tra la Spagna e la Mancia.
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Il paese basco comprendeva in origine anche la Navarra, dove si parla la lingua detta “euskara” come in tutte le altre province, divise dal confine tra la Spagna e la Mancia.

Il paese basco comprendeva in origine anche la Navarra, dove si parla la lingua detta “euskara” come in tutte le altre province, divise dal confine tra la Spagna e la Mancia. Per quale motivo la Navarra non è considerata più parte dello “Euskadi”? Perché nella guerra carlista, che dal 1833 al 1839 contrappose in Spagna i fautori della successione a Ferdinando VII da parte di suo fratello Carlos e quanti viceversa volevano assegnare il trono alla figlia Isabella, nel cui nome esercitava la reggenza la regina consorte Cristina, la Navarra si schierò per l’appunto con i carlisti, mentre il resto del paese basco ader

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Si avvicina un altro anniversario della breccia di Porta Pia, portando con sé la constatazione del fatto che le altre grandi date, successive a quella del 1870 e iscritte nelle memorie nazionali, hanno determinato nuove contrapposizioni e nuove ferite, ugualmente difficili da rimarginare.
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Si avvicina un altro anniversario della breccia di Porta Pia, portando con sé la constatazione del fatto che le altre grandi date, successive a quella del 1870 e iscritte nelle memorie nazionali, hanno determinato nuove contrapposizioni e nuove ferite, ugualmente difficili da rimarginare.

Si avvicina un altro anniversario della breccia di Porta Pia, portando con sé la constatazione del fatto che le altre grandi date, successive a quella del 1870 e iscritte nelle memorie nazionali, hanno determinato nuove contrapposizioni e nuove ferite, ugualmente difficili da rimarginare. Oggi un’azione giudiziaria, simile a quella che a suo tempo aveva travolto i partiti della Prima Repubblica, sta demolendo la Lega di Salvini. Poiché costui ha rinnegato da tempo l’originario separatismo, restano paradossalmente intatte le ragioni dei suoi fautori. I quali però, rimasti privi di punti di riferimento politici org

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“La Repubblica” non ha dato notizia, almeno nella sua edizione nazionale, della ripetizione del miracolo di San Gennaro.
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“La Repubblica” non ha dato notizia, almeno nella sua edizione nazionale, della ripetizione del miracolo di San Gennaro.

“La Repubblica” non ha dato notizia, almeno nella sua edizione nazionale, della ripetizione del miracolo di San Gennaro. Forse l’informazione è stata riportata nella cronaca locale di Napoli, ma i redattori del giornale di via Cristoforo Colombo sono così imbolsiti dal proprio “status” sociale che non hanno perso il fiuto della notizia. O forse, viceversa, riferendosi alla nuova proprietà, il loro atteggiamento è quello dei cittadini dell’Europa orientale al tempo del “socialismo reale”, che dicevano: “essi fanno finta di pagarmi, io faccio finta di lavorare”. L’elenco dei “buchi” presi – come si dice nel gergo g

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Il passaggio di proprietà de “La Repubblica” dall’ingegnere De Benedetti alla Fiat ha segnato, come era inevitabile, un cambiamento nella sua linea politica: difficile, in verità, da percepire, in quanto non tocca tanto le vicende italiane, quanto piuttosto le questioni internazionali.
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Il passaggio di proprietà de “La Repubblica” dall’ingegnere De Benedetti alla Fiat ha segnato, come era inevitabile, un cambiamento nella sua linea politica: difficile, in verità, da percepire, in quanto non tocca tanto le vicende italiane, quanto piuttosto le questioni internazionali.

Il passaggio di proprietà de “La Repubblica” dall’ingegnere De Benedetti alla Fiat ha segnato, come era inevitabile, un cambiamento nella sua linea politica: difficile, in verità, da percepire, in quanto non tocca tanto le vicende italiane, quanto piuttosto le questioni internazionali. Il sostegno al governo – ed in particolare alla persona del Presidente del Consiglio – rimane totale ed incondizionato. Scalfari continua addirittura a paragonarlo a Cavour. Si tratta di una equiparazione ridicola, tanto più che “l’avvocato del popolo”, con il suo centralismo autoritario, è – tra tutti i successori dello statista d

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Un amico ci segnala che circola ancora insistentemente, nell’universo della pubblicistica tradizionalista, un articolo redatto dall’ineffabile Roberto de Mattei a commento della dichiarazione congiunta firmata ad Abu Dhabi dal papa insieme con l’imam di Al Azhar, Ahmed Al-Tayyib, il quattro febbraio dell’anno scorso.
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Un amico ci segnala che circola ancora insistentemente, nell’universo della pubblicistica tradizionalista, un articolo redatto dall’ineffabile Roberto de Mattei a commento della dichiarazione congiunta firmata ad Abu Dhabi dal papa insieme con l’imam di Al Azhar, Ahmed Al-Tayyib, il quattro febbraio dell’anno scorso.

Un amico ci segnala che circola ancora insistentemente, nell’universo della pubblicistica tradizionalista, un articolo redatto dall’ineffabile Roberto de Mattei a commento della dichiarazione congiunta firmata ad Abu Dhabi dal papa insieme con l’imam di Al Azhar, Ahmed Al-Tayyib, il quattro febbraio dell’anno scorso. In questo scritto, la “vedette” di “corrispondenza romana” “scomunica” Bergoglio, il che spiega la sua persistente diffusione. Il ragionamento sotteso al “libello famoso” del “tradizionalista all’amatriciana” è il seguente: se il papa esce dalla ortodossia, non è più “ipso facto” il capo visibile del

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I quattro assassini di Colleferro, i quali meditano sulle loro malefatte in prigione, devono essersi sentiti particolarmente frustrati udendo che Salvini li definiva “vigliacchi”, auspicando per giunta una loro condanna all’ergastolo.
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I quattro assassini di Colleferro, i quali meditano sulle loro malefatte in prigione, devono essersi sentiti particolarmente frustrati udendo che Salvini li definiva “vigliacchi”, auspicando per giunta una loro condanna all’ergastolo.

I quattro assassini di Colleferro, i quali meditano sulle loro malefatte in prigione, devono essersi sentiti particolarmente frustrati udendo che Salvini li definiva “vigliacchi”, auspicando per giunta una loro condanna all’ergastolo. Quando si sceglie la violenza politica – di cui quella razziale è la manifestazione più estrema – si deve sempre calcolare il rapporto di forze. Se in questa valutazione si commette un errore, non soltanto si finisce in carcere, ma – quanto è peggio dal punto di vista di chi imbocca questa strada (in molti casi senza ritorno) – ci si condanna a subire una “damnatio memoriae”. Si vie

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La linea imposta dal Gruppo Editoriale Gedi, anche se vi sono ancora dei giornalisti capaci di difendere la propria indipendenza e la propria professionalità, in grado dunque di andare controcorrente, è ben precisa: visto che Conte è il nuovo Cavour (Scalfari “dixit”), i democratici devono sostenerlo disciplinatamente; “perinde ac cadaver”, come direbbe padre Bergoglio S.J. al “fondatore” quando va a confessarsi.
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La linea imposta dal Gruppo Editoriale Gedi, anche se vi sono ancora dei giornalisti capaci di difendere la propria indipendenza e la propria professionalità, in grado dunque di andare controcorrente, è ben precisa: visto che Conte è il nuovo Cavour (Scalfari “dixit”), i democratici devono sostenerlo disciplinatamente; “perinde ac cadaver”, come direbbe padre Bergoglio S.J. al “fondatore” quando va a confessarsi.

La linea imposta dal Gruppo Editoriale Gedi, anche se vi sono ancora dei giornalisti capaci di difendere la propria indipendenza e la propria professionalità, in grado dunque di andare controcorrente, è ben precisa: visto che Conte è il nuovo Cavour (Scalfari “dixit”), i democratici devono sostenerlo disciplinatamente; “perinde ac cadaver”, come direbbe padre Bergoglio S.J. al “fondatore” quando va a confessarsi. Il prezzo da pagare consiste, in prospettiva, nella confluenza del loro partito nel seguito personale e dell’ “avvocato del popolo”. Per i nipoti di Gramsci, non si tratta di una prospettiva esaltante, m

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La prima testimonianza della presenza della nostra famiglia in questa Città risale al 1388, quando tale Giacomo Languasco venne inviato a Genova, presso il Doge Antoniotto Andorno, per richiedere una attenuazione dei tributi dovuti alla “Dominante”.
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La prima testimonianza della presenza della nostra famiglia in questa Città risale al 1388, quando tale Giacomo Languasco venne inviato a Genova, presso il Doge Antoniotto Andorno, per richiedere una attenuazione dei tributi dovuti alla “Dominante”.

La prima testimonianza della presenza della nostra famiglia in questa Città risale al 1388, quando tale Giacomo Languasco venne inviato a Genova, presso il Doge Antoniotto Andorno, per richiedere una attenuazione dei tributi dovuti alla “Dominante”. Questa notazione storica ci è venuta in mente ieri, assistendo al comizio di chiusura della campagna elettorale della Destra locale. Delle centinaia di persone chiamate a raccolta attraverso una tambureggiante comunicazione elettronica, ne erano arrivate soltanto una ventina, per giunta quasi tutte di basso rango, appena sufficienti per riempire le sedie del “dehors”

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Il cardinale Segretario di Stato, Sua Eminenza Pietro Parolin, ha ordinato in una sola celebrazione ben ventisei nuovi sacerdoti italiani, tutti appartenenti all’Opus Dei.
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Il cardinale Segretario di Stato, Sua Eminenza Pietro Parolin, ha ordinato in una sola celebrazione ben ventisei nuovi sacerdoti italiani, tutti appartenenti all’Opus Dei.

Il cardinale Segretario di Stato, Sua Eminenza Pietro Parolin, ha ordinato in una sola celebrazione ben ventisei nuovi sacerdoti italiani, tutti appartenenti all’Opus Dei. Quando in una delle nostre diocesi viene consacrato un nuovo presbitero, o anche un nuovo diacono, “Avvenire” riporta la notizia non già nella sua edizione locale, bensì in quella nazionale. L’Opus Dei, come pure i “Legionari di Cristo” (malgrado la condotta poco edificante del loro fondatore) collezionano sempre nuove adesioni, e sempre nuove vocazioni. A che cosa si deve questo loro andare contro tendenza? L’Opus Dei comprende tanto una congr

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Il periodico “Sputnik”, edito in italiano dalla Russia, ha chiesto di intervistare Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina, leghista dissidente e candidato alla presidenza della Regione Liguria formalmente per gli autonomisti, in pratica per gli indipendentisti.
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Il periodico “Sputnik”, edito in italiano dalla Russia, ha chiesto di intervistare Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina, leghista dissidente e candidato alla presidenza della Regione Liguria formalmente per gli autonomisti, in pratica per gli indipendentisti.

Il periodico “Sputnik”, edito in italiano dalla Russia, ha chiesto di intervistare Giacomo Chiappori, sindaco di Diano Marina, leghista dissidente e candidato alla presidenza della Regione Liguria formalmente per gli autonomisti, in pratica per gli indipendentisti. Chiappori non ha naturalmente nessuna possibilità di vincere la contesa, e l’unico dubbio riguarda i voti che riuscirà a sottrarre a Toti, candidato per la coalizione di destra, nonché il suo piazzamento, che certamente sarà – nella migliore delle ipotesi – al quarto posto, dopo i tre raggruppamenti nazionali. Quando ci è stata comunicata questa notizi

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Nel 1944, molti abitanti dell’Italia occupata dovevano andare in giro portando con sé due lasciapassare, di cui uno rilasciato dai tedeschi e l’altro dai partigiani, facendo attenzione a non confonderli.
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Nel 1944, molti abitanti dell’Italia occupata dovevano andare in giro portando con sé due lasciapassare, di cui uno rilasciato dai tedeschi e l’altro dai partigiani, facendo attenzione a non confonderli.

Nel 1944, molti abitanti dell’Italia occupata dovevano andare in giro portando con sé due lasciapassare, di cui uno rilasciato dai tedeschi e l’altro dai partigiani, facendo attenzione a non confonderli. I nostri connazionali sono insuperabili nell’arte di barcamenarsi, immortalata dal Goldoni nel suo “Arlecchino servo di due padroni” e sviluppata nel corso dei secoli a causa del fatto che non erano padroni in casa propria. Di questo aspetto del carattere nazionale ci ha fornito un ottimo esempio alcuni giorni or sono il direttore del supermercato in cui ci riforniamo quotidianamente delle poche, povere cose nece

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Si trattava di uno degli ultimi personaggi tipici della nostra città, anche se di recente aveva spostato il centro della sua azione prima su Sanremo, poi su Genova, dove alcuni compaesani erano stati stupiti di averlo incontrato, e ancora più di averne constatato l’inserimento nell’ambiente “underground”, grazie alle sue doti camaleontiche di factotum.
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Si trattava di uno degli ultimi personaggi tipici della nostra città, anche se di recente aveva spostato il centro della sua azione prima su Sanremo, poi su Genova, dove alcuni compaesani erano stati stupiti di averlo incontrato, e ancora più di averne constatato l’inserimento nell’ambiente “underground”, grazie alle sue doti camaleontiche di factotum.

Si trattava di uno degli ultimi personaggi tipici della nostra città, anche se di recente aveva spostato il centro della sua azione prima su Sanremo, poi su Genova, dove alcuni compaesani erano stati stupiti di averlo incontrato, e ancora più di averne constatato l’inserimento nell’ambiente “underground”, grazie alle sue doti camaleontiche di factotum. Nel 1958, oltre alla morte di Pacelli, evento cui Scalfari fa risalire l’inizio del cosiddetto “autunno della Repubblica”, fino allora pietrificata dal suo pontificato, si era determinato un fatto di costume molto rilevante. Al Festival di Sanremo, la scuola detta

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Un argomento che la saggistica dovrebbe approfondire per spiegare in quale modo la Cina “comunista” stia realizzando il disegno, concepito da Lenin, di conquistare l’Europa passando per l’Africa, è quello riguardante le differenze tra il vecchio colonialismo europeo ed il nuovo colonialismo praticato dalla potenza emergente dell’Asia.
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Un argomento che la saggistica dovrebbe approfondire per spiegare in quale modo la Cina “comunista” stia realizzando il disegno, concepito da Lenin, di conquistare l’Europa passando per l’Africa, è quello riguardante le differenze tra il vecchio colonialismo europeo ed il nuovo colonialismo praticato dalla potenza emergente dell’Asia.

Un argomento che la saggistica dovrebbe approfondire per spiegare in quale modo la Cina “comunista” stia realizzando il disegno, concepito da Lenin, di conquistare l’Europa passando per l’Africa, è quello riguardante le differenze tra il vecchio colonialismo europeo ed il nuovo colonialismo praticato dalla potenza emergente dell’Asia. La Russia sovietica non disponeva di un mercato in grado di assorbire e di retribuire le materie prime di cui è ricco il “Continente Nero”, soprattutto i minerali ed il legname. Per non parlare della possibilità di sradicare le foreste trasformando grandi estensioni di terra in colt

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Essendoci recati ad assolvere il precetto festivo, per la seconda volta, presso la chiesa dell’Annunziata di Imperia Oneglia, dove la Messa domenicale viene celebrata secondo il “vetus ordo”, siamo stati pregati cortesemente dal dottor Pavan Bresciano, che promuove da tempo queste funzioni, di dedicare un articolo alle persone abitualmente presenti. Non è però corretto intervistare chi non lo richieda, oppure ne sia richiesto, trattandosi di una personalità pubblica.
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Essendoci recati ad assolvere il precetto festivo, per la seconda volta, presso la chiesa dell’Annunziata di Imperia Oneglia, dove la Messa domenicale viene celebrata secondo il “vetus ordo”, siamo stati pregati cortesemente dal dottor Pavan Bresciano, che promuove da tempo queste funzioni, di dedicare un articolo alle persone abitualmente presenti. Non è però corretto intervistare chi non lo richieda, oppure ne sia richiesto, trattandosi di una personalità pubblica.

Essendoci recati ad assolvere il precetto festivo, per la seconda volta, presso la chiesa dell’Annunziata di Imperia Oneglia, dove la Messa domenicale viene celebrata secondo il “vetus ordo”, siamo stati pregati cortesemente dal dottor Pavan Bresciano, che promuove da tempo queste funzioni, di dedicare un articolo alle persone abitualmente presenti. Non è però corretto intervistare chi non lo richieda, oppure ne sia richiesto, trattandosi di una personalità pubblica. Ci limiteremo dunque a valutare quanto traspare dal comportamento esteriore dei fedeli. Alcuni erano già da noi conosciuti nella vita privata, altri

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Una regola del giornalismo dice: “non” fa notizia ”il cane che morde l’uomo, ma l’uomo che morde il cane”.
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Una regola del giornalismo dice: “non” fa notizia ”il cane che morde l’uomo, ma l’uomo che morde il cane”.

Una regola del giornalismo dice: “non” fa notizia ”il cane che morde l’uomo, ma l’uomo che morde il cane”. Applicando tale principio a Conte, avrebbe “fatto notizia” la mancata costituzione di un suo partito personale. La regola vuole infatti che ogni capo di un regime autoritario, sia esso una dittatura dichiarata o una semidittatura, organizzi i propri seguaci. Il commento si limita dunque necessariamente a due aspetti di contorno della vicenda: il nome attribuito alla nuova creatura ed il momento prescelto per annunziare la sua nascita. Quale corollario, si potrà anche valutare quale sorta di persone confluira

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Sabato cinque settembre, si confronteranno a Roma due Italie: quella del governo e quella dell’opposizione.
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Sabato cinque settembre, si confronteranno a Roma due Italie: quella del governo e quella dell’opposizione.

Sabato cinque settembre, si confronteranno a Roma due Italie: quella del governo e quella dell’opposizione. A partire dall’unità, la destra incarnava il governo, e la sinistra rappresentava l’opposizione. Poiché una autentica alternanza, come quella propria di tutte le democrazie compiute, non risultava possibile, una delle due parti agiva mobilitando la piazza, e l’altra dispiegando l’apparato repressivo. In altre situazioni, in contesti culturali diversi, ciò avrebbe causato una rivoluzione. Se non risulta possibile conquistare il potere per la via parlamentare, lo si prende ricorrendo al metodo insurrezionale.

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Può succedere che un giornale ospiti, nella sua pagina dei commenti, l’espressione di opinioni divergenti.
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Può succedere che un giornale ospiti, nella sua pagina dei commenti, l’espressione di opinioni divergenti.

Può succedere che un giornale ospiti, nella sua pagina dei commenti, l’espressione di opinioni divergenti. Di recente, il “New York Times”, organo ufficioso del mondo “liberal” statunitense, ha pubblicato un contributo scritto da un “congressman” repubblicano, il che ha causato la rivolta dei “columnist” avversi a Trump ed alla sua ideologia. Diverso però è il caso di quei periodici che si propongono di “dettare la linea”, cioè di stabilire il “che fare” di una parte politica. Questo è precisamente il caso de “La Repubblica”, in cui tutte le grandi scelte della sinistra italiana hanno trovato la loro elaborazione

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I seguaci dell’antica religione, precedente alla cristianizzazione, sono ancora chiamati con il termine spregiativo usato quando già la popolazione delle città risultò composta completamente da convertiti: “pagani” significa letteralmente “abitanti dei villaggi”.
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I seguaci dell’antica religione, precedente alla cristianizzazione, sono ancora chiamati con il termine spregiativo usato quando già la popolazione delle città risultò composta completamente da convertiti: “pagani” significa letteralmente “abitanti dei villaggi”.

I seguaci dell’antica religione, precedente alla cristianizzazione, sono ancora chiamati con il termine spregiativo usato quando già la popolazione delle città risultò composta completamente da convertiti: “pagani” significa letteralmente “abitanti dei villaggi”. Vale la pena riflettere sull’etimologia di questa parola: se è da una parte indubbio che i missionari portatori del Vangelo svolgessero la loro predicazione dove si concentrava il maggior numero di abitanti, trascurando le zone rurali. Nell’entroterra della Liguria occidentale, è documentata la sopravvivenza di certi culti, detti per l’appunto “superstiz

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Il primo viaggio di stato compiuto da un papa nell’era moderna costituì un evento così memorabile da ispirare un’opera letteraria: “Il pellegrino apostolico”, di Vincenzo Monti. Il quale era peraltro il poeta della corte pontificia, di cui esaltò nella “Basvilliana” l’opposizione alla Rivoluzione Francese.
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Il primo viaggio di stato compiuto da un papa nell’era moderna costituì un evento così memorabile da ispirare un’opera letteraria: “Il pellegrino apostolico”, di Vincenzo Monti. Il quale era peraltro il poeta della corte pontificia, di cui esaltò nella “Basvilliana” l’opposizione alla Rivoluzione Francese.

Il primo viaggio di stato compiuto da un papa nell’era moderna costituì un evento così memorabile da ispirare un’opera letteraria: “Il pellegrino apostolico”, di Vincenzo Monti. Il quale era peraltro il poeta della corte pontificia, di cui esaltò nella “Basvilliana” l’opposizione alla Rivoluzione Francese. Anche il bombardamento cui la nostra città venne sottoposta dalla flotta transalpina nel 1792 ci valse l’unico riferimento che possiamo vantare nella storia della letteratura: “Oneglia che ancor combatte e fuma”. Tale affermazione contiene una parziale bugia: gli onegliesi, infatti, all’arrivo dei francesi, lun

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La decisione del tribunale amministrativo della Sicilia con cui è stata disposta la sospensione dell’esecuzione dell’atto emanato dal “governatore” Musumeci ed impugnato dal governo nazionale, che ordinava il trasferimento per motivi di profilassi dei migranti attualmente ospitati nell’isola verso strutture situate in altre Regioni, crea un problema giuridico di ardua soluzione: o lo si accetta come un cambiamento irreparabile nell’orientamento della giurisprudenza, tale che la futura attività giurisdizionale debba necessariamente conformarsi con esso, oppure il tribunale ha inteso disporre un trattamento eccezionale di favore nei confronti del governo.
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La decisione del tribunale amministrativo della Sicilia con cui è stata disposta la sospensione dell’esecuzione dell’atto emanato dal “governatore” Musumeci ed impugnato dal governo nazionale, che ordinava il trasferimento per motivi di profilassi dei migranti attualmente ospitati nell’isola verso strutture situate in altre Regioni, crea un problema giuridico di ardua soluzione: o lo si accetta come un cambiamento irreparabile nell’orientamento della giurisprudenza, tale che la futura attività giurisdizionale debba necessariamente conformarsi con esso, oppure il tribunale ha inteso disporre un trattamento eccezionale di favore nei confronti del governo.

La decisione del tribunale amministrativo della Sicilia con cui è stata disposta la sospensione dell’esecuzione dell’atto emanato dal “governatore” Musumeci ed impugnato dal governo nazionale, che ordinava il trasferimento per motivi di profilassi dei migranti attualmente ospitati nell’isola verso strutture situate in altre Regioni, crea un problema giuridico di ardua soluzione: o lo si accetta come un cambiamento irreparabile nell’orientamento della giurisprudenza, tale che la futura attività giurisdizionale debba necessariamente conformarsi con esso, oppure il tribunale ha inteso disporre un trattamento eccezio

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La Messa in latino, o per meglio dire la Messa secondo il “vetus ordo” preconciliare, diversa da quella celebrata attualmente in questa lingua quando vi assistono dei fedeli di diversa espressione, è ospitata ad Imperia nella chiesa dell’Annunziata di piazza Ulisse Calvi, detta anche “la chiesa dei frati”, che vanta una lunga storia di contrapposizione rispetto a quella parrocchiale di San Giovanni Battista.
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La Messa in latino, o per meglio dire la Messa secondo il “vetus ordo” preconciliare, diversa da quella celebrata attualmente in questa lingua quando vi assistono dei fedeli di diversa espressione, è ospitata ad Imperia nella chiesa dell’Annunziata di piazza Ulisse Calvi, detta anche “la chiesa dei frati”, che vanta una lunga storia di contrapposizione rispetto a quella parrocchiale di San Giovanni Battista.

La Messa in latino, o per meglio dire la Messa secondo il “vetus ordo” preconciliare, diversa da quella celebrata attualmente in questa lingua quando vi assistono dei fedeli di diversa espressione, è ospitata ad Imperia nella chiesa dell’Annunziata di piazza Ulisse Calvi, detta anche “la chiesa dei frati”, che vanta una lunga storia di contrapposizione rispetto a quella parrocchiale di San Giovanni Battista. Prima della guerra l’allora prevosto, don Artusio, giunse al punto di appostarsi sul suo ingresso per dissuadere i fedeli dall’entrarvi in occasione della funzione domenicale: ciò provocò l’adirata reazione d

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Il “Dio che atterra e suscita” ci ha concesso di assistere in questa vita alla fine del “partito trasversale”, detto anche “superpartito”, che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – anzi fin dalla costituzione del Comitato di Liberazione Nazionale – succedendosi alla sua guida tre diverse generazioni di dirigenti della destra e della “sinistra” – aveva dominato le vicende politiche di Imperia, e successivamente – grazie ad un contagio partito dal Ponente – della Liguria.
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Il “Dio che atterra e suscita” ci ha concesso di assistere in questa vita alla fine del “partito trasversale”, detto anche “superpartito”, che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – anzi fin dalla costituzione del Comitato di Liberazione Nazionale – succedendosi alla sua guida tre diverse generazioni di dirigenti della destra e della “sinistra” – aveva dominato le vicende politiche di Imperia, e successivamente – grazie ad un contagio partito dal Ponente – della Liguria.

Il “Dio che atterra e suscita” ci ha concesso di assistere in questa vita alla fine del “partito trasversale”, detto anche “superpartito”, che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – anzi fin dalla costituzione del Comitato di Liberazione Nazionale – succedendosi alla sua guida tre diverse generazioni di dirigenti della destra e della “sinistra” – aveva dominato le vicende politiche di Imperia, e successivamente – grazie ad un contagio partito dal Ponente – della Liguria. I responsabili locali del Partito Democratico hanno impartito ai pochi militanti rimasti a loro fedeli l’indicazione di votare, nelle elezio

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Monsignor Pedro Casaldaliga y Pla ha avuto un funerale nel Mato Grosso, e ne avrà un altro a Barcellona in quanto catalano, era indipendentista.
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Monsignor Pedro Casaldaliga y Pla ha avuto un funerale nel Mato Grosso, e ne avrà un altro a Barcellona in quanto catalano, era indipendentista.

Monsignor Pedro Casaldaliga y Pla ha avuto un funerale nel Mato Grosso, e ne avrà un altro a Barcellona in quanto catalano, era indipendentista. Casaldaliga significa, nella sua lingua, “casa dell’aquila”. Se è vero il proverbio latino “nomen, omen”, ciò vuol dire che nel destino di questo religioso c’era la vocazione a volare alto, cercando la realizzazione della utopia. Nel caso del Nicaragua, dove il vescovo era venuto a sostenere i sandinisti, l’utopia si era trasformata in distopia: e la distopia risulta – per sua natura – perversa. Se Casaldaliga si era fatto – in quanto sacerdote, e dunque “alter Christus”

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Una delle istituzioni con cui i “vaticanisti” devono loro malgrado familiarizzarsi è il cosiddetto “embargo”, che funziona in questo modo: alcuni documenti possono essere visionati, ma fino ad una certa ora è vietato diffonderne il contenuto.
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Una delle istituzioni con cui i “vaticanisti” devono loro malgrado familiarizzarsi è il cosiddetto “embargo”, che funziona in questo modo: alcuni documenti possono essere visionati, ma fino ad una certa ora è vietato diffonderne il contenuto.

Una delle istituzioni con cui i “vaticanisti” devono loro malgrado familiarizzarsi è il cosiddetto “embargo”, che funziona in questo modo: alcuni documenti possono essere visionati, ma fino ad una certa ora è vietato diffonderne il contenuto. Se un giornalista è in grado di decifrarli, può usare questo lasso di tempo per svolgere la propria analisi. Qualora invece si tratti di un soggetto impreparato, cercherà di anticipare quanto è ancora riservato, anticipando i colleghi, ma incorrendo nelle ire della direzione della “Sala Stampa della Santa Sede”. I cui responsabili hanno tra i giornalisti accreditati in Vatic

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Succede a volte che anche i più brillanti analisti, capaci di cogliere ogni aspetto della situazione presente di una zona del mondo, non riescano però ad inquadrarla correttamente nei suoi precedenti storici.
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Succede a volte che anche i più brillanti analisti, capaci di cogliere ogni aspetto della situazione presente di una zona del mondo, non riescano però ad inquadrarla correttamente nei suoi precedenti storici.

Succede a volte che anche i più brillanti analisti, capaci di cogliere ogni aspetto della situazione presente di una zona del mondo, non riescano però ad inquadrarla correttamente nei suoi precedenti storici. Questo è accaduto a Di Feo, il quale – commentando su “La Repubblica” di giovedì scorso l’assenza dell’Europa dal Mediterraneo, ormai dominato da potenze estranee all’Occidente, afferma che soltanto in occasione della battaglia di Lepanto i suoi stati si fossero dimostrati uniti. L’affermazione è errata. La coalizione che venne composta per l’occasione per iniziativa del papa Pio V Ghisleri era costituita da

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Abbiamo conosciuto di persona Arrigo Levi solo quando, avendo ricevuto un riconoscimento da parte dell’Amministrazione Provinciale di Imperia, tenne a Sanremo un “lectio magistralis” sull’Europa, in cui spiegò lucidamente – fondandosi sulla sua cultura cosmopolita – le radici dell’avversione tanto da parte dei dirigenti britannici come da parte del generale De Gaulle, nei riguardi del processo unitario.
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Abbiamo conosciuto di persona Arrigo Levi solo quando, avendo ricevuto un riconoscimento da parte dell’Amministrazione Provinciale di Imperia, tenne a Sanremo un “lectio magistralis” sull’Europa, in cui spiegò lucidamente – fondandosi sulla sua cultura cosmopolita – le radici dell’avversione tanto da parte dei dirigenti britannici come da parte del generale De Gaulle, nei riguardi del processo unitario.

Abbiamo conosciuto di persona Arrigo Levi solo quando, avendo ricevuto un riconoscimento da parte dell’Amministrazione Provinciale di Imperia, tenne a Sanremo un “lectio magistralis” sull’Europa, in cui spiegò lucidamente – fondandosi sulla sua cultura cosmopolita – le radici dell’avversione tanto da parte dei dirigenti britannici come da parte del generale De Gaulle, nei riguardi del processo unitario. Quella lezione, in cui Levi ammonì sull’irriducibilità degli inglesi nei riguardi di tutto quanto riguardava e coinvolgeva il continente, dovrebbe essere pubblicata di nuovo, risultando anticipatrice della crisi i

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I partiti della opposizione di destra hanno richiesto formalmente al governo italiano di prendere posizione in favore dell’opposizione bielorussa, conformandosi con la posizione assunta dall’Unione Europea, che considera falso il risultato elettorale proclamato in quel paese.
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I partiti della opposizione di destra hanno richiesto formalmente al governo italiano di prendere posizione in favore dell’opposizione bielorussa, conformandosi con la posizione assunta dall’Unione Europea, che considera falso il risultato elettorale proclamato in quel paese.

I partiti della opposizione di destra hanno richiesto formalmente al governo italiano di prendere posizione in favore dell’opposizione bielorussa, conformandosi con la posizione assunta dall’Unione Europea, che considera falso il risultato elettorale proclamato in quel paese. Poiché esistono in pratica due presidenti, ciascuno dei quali si proclama legittimo, le prospettive – tanto dal punto di vista interno come dal punto di vista internazionale – sono due. O Lukashenko riesce a spegnere le proteste di piazza, facendo coincidere la situazione di con quella di diritto da lui affermata, oppure la Bielorussia preci

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La dottoressa Luciana Lamorgese, avendo alle spalle una lunga e gloriosa carriera nell’alta amministrazione pubblica, dovrebbe conoscere bene il ramo del diritto che costituisce per i funzionari dello stato lo strumento quotidiano del loro lavoro.
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La dottoressa Luciana Lamorgese, avendo alle spalle una lunga e gloriosa carriera nell’alta amministrazione pubblica, dovrebbe conoscere bene il ramo del diritto che costituisce per i funzionari dello stato lo strumento quotidiano del loro lavoro.

La dottoressa Luciana Lamorgese, avendo alle spalle una lunga e gloriosa carriera nell’alta amministrazione pubblica, dovrebbe conoscere bene il ramo del diritto che costituisce per i funzionari dello stato lo strumento quotidiano del loro lavoro. Parlando riservatamente, alcuni colleghi del ministro ci avevano manifestato qualche dubbio al riguardo, mentre nessuno metteva in discussione la competenza del dottor Gabrielli, il quale – avendo iniziato nella nostra città il proprio “cursus honorum” – vi ha lasciato non soltanto un ottimo ricordo, ma anche una serie di atti amministrativi ancora oggi usati come falsa

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Noi non abbiamo conosciuto personalmente ”Steve” Bannon, ma non sono mancati i contatti indiretti: la sua figura aleggiava come una presenza fantasmatica nella sala stampa della Santa Sede, dove venivano puntualmente riferite e commentate le trame di questo personaggio sinistro e misterioso.
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Noi non abbiamo conosciuto personalmente ”Steve” Bannon, ma non sono mancati i contatti indiretti: la sua figura aleggiava come una presenza fantasmatica nella sala stampa della Santa Sede, dove venivano puntualmente riferite e commentate le trame di questo personaggio sinistro e misterioso.

Noi non abbiamo conosciuto personalmente ”Steve” Bannon, ma non sono mancati i contatti indiretti: la sua figura aleggiava come una presenza fantasmatica nella sala stampa della Santa Sede, dove venivano puntualmente riferite e commentate le trame di questo personaggio sinistro e misterioso. Probabilmente, il dirigente evangelico fondamentalista americano, incaricato dalla estrema destra del suo paese di occuparsi delle faccende interne della Chiesa cattolica, non era in realtà responsabile di tutte le trame che gli venivano attribuite. Un proverbio delle nostre parti dice: “tempo di guerra, più balle che terra”.

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Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha rigettato l’istanza di sospensione presentata dall’associazione che riunisce i gestori di discoteche, riguardate dal provvedimento con cui ne è stata disposta la chiusura. Rimane naturalmente ancora da esprimere la valutazione della giurisdizione amministrativa sul merito, riguardante cioè la legittimità o l’illegittimità dell’atto impugnato.
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Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha rigettato l’istanza di sospensione presentata dall’associazione che riunisce i gestori di discoteche, riguardate dal provvedimento con cui ne è stata disposta la chiusura. Rimane naturalmente ancora da esprimere la valutazione della giurisdizione amministrativa sul merito, riguardante cioè la legittimità o l’illegittimità dell’atto impugnato.

I dirigenti democratici si stanno stracciando le vesti, con un gesto che rivela nello stesso tempo la loro ingenuità e la loro ipocrisia, dopo che i “pentastellati” hanno respinto – con espressioni deliberatamente offensive e sprezzanti – la proposta di alleanza avanzata dal “nazareno” per tutte le regioni e per tutti i comuni in cui si dovrebbe votare (il condizionale è più che mai d’obbligo) il prossimo venti settembre. Soltanto in Liguria, a Pomigliano d’Arco e a Termini Imerese, la coalizione sottoposta al giudizio dei cittadini risulta uguale a quella che governa a Roma; semplicemente perché in queste tre si

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Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha rigettato l’istanza di sospensione presentata dall’associazione che riunisce i gestori di discoteche, riguardate dal provvedimento con cui ne è stata disposta la chiusura. Rimane naturalmente ancora da esprimere la valutazione della giurisdizione amministrativa sul merito, riguardante cioè la legittimità o l’illegittimità dell’atto impugnato.
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Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha rigettato l’istanza di sospensione presentata dall’associazione che riunisce i gestori di discoteche, riguardate dal provvedimento con cui ne è stata disposta la chiusura. Rimane naturalmente ancora da esprimere la valutazione della giurisdizione amministrativa sul merito, riguardante cioè la legittimità o l’illegittimità dell’atto impugnato.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha rigettato l’istanza di sospensione presentata dall’associazione che riunisce i gestori di discoteche, riguardate dal provvedimento con cui ne è stata disposta la chiusura. Rimane naturalmente ancora da esprimere la valutazione della giurisdizione amministrativa sul merito, riguardante cioè la legittimità o l’illegittimità dell’atto impugnato. La decisione con cui si nega la sospensione della esecuzione lascia tuttavia poche speranze ai ricorrenti, facendo già intravvedere i criteri cui il tribunale intende attenersi. Come è noto, la sospensione dell’esecuzione di

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Il vecchio Winston Churchill, lasciate tutte le altre cariche pubbliche, mantenne soltanto, finché visse, quella di componente del Consiglio della Corona, di cui fanno parte alcuni ex primi ministri ed altri personaggi già rivestiti di altissime responsabilità istituzionali.
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Il vecchio Winston Churchill, lasciate tutte le altre cariche pubbliche, mantenne soltanto, finché visse, quella di componente del Consiglio della Corona, di cui fanno parte alcuni ex primi ministri ed altri personaggi già rivestiti di altissime responsabilità istituzionali.

Il vecchio Winston Churchill, lasciate tutte le altre cariche pubbliche, mantenne soltanto, finché visse, quella di componente del Consiglio della Corona, di cui fanno parte alcuni ex primi ministri ed altri personaggi già rivestiti di altissime responsabilità istituzionali. Poiché il potere discrezionale del sovrano, in una monarchia proverbialmente costituzionale come quella inglese, è praticamente nullo, ci si domanda a che cosa possa servire un organo consultivo posto al servizio di un altro organo a sua volta ristretto ad un ruolo di mera rappresentanza. In realtà, la regina dispiega – in casi del tutto ecce

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Cara Anna, ti racconto un mio viaggio a Nizza.
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Cara Anna, ti racconto un mio viaggio a Nizza.

Cara Anna, ti racconto un mio viaggio a Nizza. L’ultima volta che sono andato in Francia, quando sono arrivato alla stazione di Ventimiglia, ho saputo che la circolazione ferroviaria era interrotta per un incidente. Così ho dovuto prendere un autobus che andava fino quasi al confine, e poi – insieme con gli altri passeggeri – l’ho attraversato a piedi. I valichi sono due: più a monte, c’è quello storico, chiamato “Ponte San Luigi”, costituito da Napoleone, che volle erigerlo per scavalcare il torrente Garavano, mentre a valle ne è stato aperto dopo la guerra uno nuovo, posto sulla riva del mare, denominato “Ponte

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Adriano Sofri ha scritto un articolo che sembra uscito dalla penna di un professore positivista dell’Ottocento, in cui si coglie più o meno questo ragionamento: i cattolici, a cominciare dal papa, sono dediti ad ogni sorta di superstizione ridicola, che può sfociare in due risultati. O il progresso farà giustizia di tutte queste manifestazioni di credulità e di arretratezza culturale, oppure la loro persistenza è destinata a generare forme di fanatismo tali da mettere in pericolo la convivenza civile, ed in particolare l’incolumità dei non credenti.
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Adriano Sofri ha scritto un articolo che sembra uscito dalla penna di un professore positivista dell’Ottocento, in cui si coglie più o meno questo ragionamento: i cattolici, a cominciare dal papa, sono dediti ad ogni sorta di superstizione ridicola, che può sfociare in due risultati. O il progresso farà giustizia di tutte queste manifestazioni di credulità e di arretratezza culturale, oppure la loro persistenza è destinata a generare forme di fanatismo tali da mettere in pericolo la convivenza civile, ed in particolare l’incolumità dei non credenti.

Adriano Sofri ha scritto un articolo che sembra uscito dalla penna di un professore positivista dell’Ottocento, in cui si coglie più o meno questo ragionamento: i cattolici, a cominciare dal papa, sono dediti ad ogni sorta di superstizione ridicola, che può sfociare in due risultati. O il progresso farà giustizia di tutte queste manifestazioni di credulità e di arretratezza culturale, oppure la loro persistenza è destinata a generare forme di fanatismo tali da mettere in pericolo la convivenza civile, ed in particolare l’incolumità dei non credenti. Per quanto riguarda la prima ipotesi, Sofri trascura il fatto ch

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La notizia più importante non è che la Procura della Repubblica di Roma abbia promosso un procedimento penale contro Conte ed una pletora dei suoi ministri; né che tra i reati per cui costoro vengono processati vi sia l’attentato alla Costituzione: il che significa che è attualmente in atto un tentativo di colpo di stato.
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La notizia più importante non è che la Procura della Repubblica di Roma abbia promosso un procedimento penale contro Conte ed una pletora dei suoi ministri; né che tra i reati per cui costoro vengono processati vi sia l’attentato alla Costituzione: il che significa che è attualmente in atto un tentativo di colpo di stato.

La notizia più importante non è che la Procura della Repubblica di Roma abbia promosso un procedimento penale contro Conte ed una pletora dei suoi ministri; né che tra i reati per cui costoro vengono processati vi sia l’attentato alla Costituzione: il che significa che è attualmente in atto un tentativo di colpo di stato. La notizia più importante consiste nella reazione del Presidente del Consiglio. L’ “avvocato del popolo” – compiangiamo i suoi clienti, considerandone l’ignoranza del diritto – ha emesso da Palazzo Chigi un comunicato, nel quale tenta goffamente di sminuire quanto è accaduto, affermando che si t

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La dottoressa Luciana Lamorgese, privando i nostri giovani del loro passatempo preferito, cioè la frequentazione dei locali notturni, li chiama ad una mobilitazione nel nome del bene comune.
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La dottoressa Luciana Lamorgese, privando i nostri giovani del loro passatempo preferito, cioè la frequentazione dei locali notturni, li chiama ad una mobilitazione nel nome del bene comune.

La dottoressa Luciana Lamorgese, privando i nostri giovani del loro passatempo preferito, cioè la frequentazione dei locali notturni, li chiama ad una mobilitazione nel nome del bene comune. L’esito di questo appello, il terzo nella storia unitaria italiana dopo le due guerre mondiali, dipende da tre distinti fattori: uno è costituito dalle sanzioni di cui vengono minacciati i disobbedienti; un altro è rappresentato dalla possibilità effettiva di conseguire la vittoria; il terzo dalla fede nella giustizia della causa nel cui nome ci si dovrebbe sacrificare. Dei tre fattori che abbiamo elencato, quest’ultimo risul

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A chi deve rendere conto uno studioso, non importa quale sia la sua disciplina, quale autorità è incaricata di valutare la veridicità delle sue scoperte e la serietà delle sue ricerche? Unicamente l’autorità scientifica.
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A chi deve rendere conto uno studioso, non importa quale sia la sua disciplina, quale autorità è incaricata di valutare la veridicità delle sue scoperte e la serietà delle sue ricerche? Unicamente l’autorità scientifica.

A chi deve rendere conto uno studioso, non importa quale sia la sua disciplina, quale autorità è incaricata di valutare la veridicità delle sue scoperte e la serietà delle sue ricerche? Unicamente l’autorità scientifica. Nei lunghi anni trascorsi nel nostro paese di adozione, avevamo il compito di studiare il diritto pubblico locale e di promuovere tanto la conoscenza di questa disciplina quanto il completamento dell’ordinamento giuridico in conformità con i suoi principi. Ogni volta che ritornavamo nel paese di origine, dovevamo sottoporci a due esami, entrambi molto impegnativi: quello delle autorità preposte a

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Il governo è intento a magnificarsi, come se non bastasse l’adulazione dei giornalisti, veramente degna del “Min.Cul.Pop.” del “ventennio”, per avere partorito il decreto detto “di agosto”.
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Il governo è intento a magnificarsi, come se non bastasse l’adulazione dei giornalisti, veramente degna del “Min.Cul.Pop.” del “ventennio”, per avere partorito il decreto detto “di agosto”.

Il governo è intento a magnificarsi, come se non bastasse l’adulazione dei giornalisti, veramente degna del “Min.Cul.Pop.” del “ventennio”, per avere partorito il decreto detto “di agosto”. Il costume di nominarsi eroi eponimi facendo riferimento ai mesi risale al 1864, quando Minghetti stipulò la “Convenzione di settembre” con Napoleone III, trasferendo la capitale da Torino a Firenze per fare credere all’imperatore che si era rinunziato alla presa di Roma. Poi tale uso era stato trascurato per un secolo e mezzo. Il maggio fatidico del 1915 veniva ricordato più pomposamente come le “radiose giornate”. Si raccont

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Il nostro amico, collega e concittadino Marco Ansaldo, originario di Camogli, è già entrato con pieno merito nella confidenza del nuovo arcivescovo di Genova, padre Tasca, come già lo è stato con il predecessore, monsignor Bagnasco.
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Il nostro amico, collega e concittadino Marco Ansaldo, originario di Camogli, è già entrato con pieno merito nella confidenza del nuovo arcivescovo di Genova, padre Tasca, come già lo è stato con il predecessore, monsignor Bagnasco.

Il nostro amico, collega e concittadino Marco Ansaldo, originario di Camogli, è già entrato con pieno merito nella confidenza del nuovo arcivescovo di Genova, padre Tasca, come già lo è stato con il predecessore, monsignor Bagnasco. Al nuovo pastore, che è anche nostro metropolita, Ansaldo dedica un lungo articolo, apparso sulla edizione regionale ligure del “La Repubblica”. Quando esplose lo scandalo Teardo, che rappresentò un sinistro scricchiolio per il sistema dei partiti della “Prima Repubblica”, annunziatore di quanto sarebbe in seguito avvenuto con “tangentopoli”, un altro genovese, don Baget Bozzo, vide n

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La città di Managua, capitale del Nicaragua, nostro paese di adozione, ha come santo patrono San Michele, ma non lo festeggia.
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La città di Managua, capitale del Nicaragua, nostro paese di adozione, ha come santo patrono San Michele, ma non lo festeggia.

La città di Managua, capitale del Nicaragua, nostro paese di adozione, ha come santo patrono San Michele, ma non lo festeggia. Le due solennità celebrate annualmente con grande concorso di popolo sono quella di San Domenico di Guzman ed il Venerdì Santo. Nella prima di queste occasioni, la statua del santo, ritrovata dopo l’indipendenza in un bosco sulle alture della città, viene accompagnata solennemente fino sulle rive del lago Xolotlàn, dove rimane dall’1 al 10 agosto, quando ritorna nel luogo in cui è custodita, la piccola chiesa detta la “Sierrita”. In quel posto, sorgeva in origine il santuario di una divin

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L’annunzio da parte del sindaco di Roma della sua ricandidatura segna un’altra tappa nel “descensus averni” cui è destinato il partito ex comunista.
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L’annunzio da parte del sindaco di Roma della sua ricandidatura segna un’altra tappa nel “descensus averni” cui è destinato il partito ex comunista.

Molti anni fa, quando Franco era ancora saldamente al potere, e l’inizio della transizione della Spagna alla democrazia ancora al di là da venire, conoscemmo il rappresentante in Italia dell’opposizione, Alvaro Lopez, incaricato anche di redigere il periodico nella nostra lingua degli antifranchisti, sostenuto dall’associazione degli ex combattenti repubblicani. Un giorno, gli domandammo da dove prendesse le sue informazioni molto dettagliate e approfondite. Con nostra grande sorpresa, ci rispose che le notizie venivano solo in piccola parte dalla rete clandestina degli oppositori, ed erano per lo più desunte dal

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L’annunzio da parte del sindaco di Roma della sua ricandidatura segna un’altra tappa nel “descensus averni” cui è destinato il partito ex comunista.
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L’annunzio da parte del sindaco di Roma della sua ricandidatura segna un’altra tappa nel “descensus averni” cui è destinato il partito ex comunista.

L’annunzio da parte del sindaco di Roma della sua ricandidatura segna un’altra tappa nel “descensus averni” cui è destinato il partito ex comunista. Gli scenari possibili sono tre. Nel primo, vanno al ballottaggio la Raggi ed il candidato della sinistra. In questo caso, si ripete lo scenario delle precedenti elezioni, e la destra garantisce la riconferma dell’attuale amministrazione. Il secondo scenario è quello di uno scontro tra destra e sinistra, ed i “pentastellati” ricambiano il favore ricevuto cinque anni prima, facendo perdere il candidato democratico. Se infine il secondo turno è tra la Raggi e la Meloni

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Padre Livio Fanzaga sta propagandando dalla sua radio un libro, scritto da uno studioso di medicina, in cui si accredita la tesi secondo la quale l’attuale epidemia sarebbe stata provocata dai cinesi come una forma di guerra batteriologica contro l’Occidente, o quanto meno la sua diffusione costituirebbe il risultato di un errore compiuto dai militari dell’ “esercito popolare di liberazione” nel predisporre le armi necessarie a combattere tale conflitto.
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Padre Livio Fanzaga sta propagandando dalla sua radio un libro, scritto da uno studioso di medicina, in cui si accredita la tesi secondo la quale l’attuale epidemia sarebbe stata provocata dai cinesi come una forma di guerra batteriologica contro l’Occidente, o quanto meno la sua diffusione costituirebbe il risultato di un errore compiuto dai militari dell’ “esercito popolare di liberazione” nel predisporre le armi necessarie a combattere tale conflitto.

Padre Livio Fanzaga sta propagandando dalla sua radio un libro, scritto da uno studioso di medicina, in cui si accredita la tesi secondo la quale l’attuale epidemia sarebbe stata provocata dai cinesi come una forma di guerra batteriologica contro l’Occidente, o quanto meno la sua diffusione costituirebbe il risultato di un errore compiuto dai militari dell’ “esercito popolare di liberazione” nel predisporre le armi necessarie a combattere tale conflitto. Il libro è pubblicato dalla casa editrice Cantagalli di Siena, centro di diffusione del pensiero cattolico tradizionalista, che diffonde tra l’altro i ponderosi

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Il giovane frate, partito dalla nostra città dopo avervi esercitato il suo ministero nel clero secolare, è ora assegnato ad un convento che fa parte integrante di una prestigiosa università, cui presta non soltanto l’assistenza spirituale per docenti e discenti, ma anche il collegamento con l’ambito delle scienze religiose.
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Il giovane frate, partito dalla nostra città dopo avervi esercitato il suo ministero nel clero secolare, è ora assegnato ad un convento che fa parte integrante di una prestigiosa università, cui presta non soltanto l’assistenza spirituale per docenti e discenti, ma anche il collegamento con l’ambito delle scienze religiose.

Il giovane frate, partito dalla nostra città dopo avervi esercitato il suo ministero nel clero secolare, è ora assegnato ad un convento che fa parte integrante di una prestigiosa università, cui presta non soltanto l’assistenza spirituale per docenti e discenti, ma anche il collegamento con l’ambito delle scienze religiose. “Benedictus dilexit montes, Bernardos dilexit valles, Franciscus dilexit oppida, Dominicus dilexit urbes”. E le urbi, cioè le grandi città, erano sovente nel Medio Evo anche le sedi degli atenei: chi anche oggi le frequenta può acquisire la percezione dello “zeitgeist”, che non è tanto lo spir

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Quanto sta avvenendo in Spagna dimostra come le vicende di questo paese siano vincolate con le nostre: non soltanto per via del trattato di Castel Cambrese, né in quanto l’avvento nel 1442 di Alfonso di Aragona sul trono di Napoli determinò la nota influenza del costume spagnolesco sull’Italia meridionale.
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Quanto sta avvenendo in Spagna dimostra come le vicende di questo paese siano vincolate con le nostre: non soltanto per via del trattato di Castel Cambrese, né in quanto l’avvento nel 1442 di Alfonso di Aragona sul trono di Napoli determinò la nota influenza del costume spagnolesco sull’Italia meridionale.

Quanto sta avvenendo in Spagna dimostra come le vicende di questo paese siano vincolate con le nostre: non soltanto per via del trattato di Castel Cambrese, né in quanto l’avvento nel 1442 di Alfonso di Aragona sul trono di Napoli determinò la nota influenza del costume spagnolesco sull’Italia meridionale. I due paesi affrontano nell’attualità una crisi istituzionale determinata da cause politiche fondamentalmente uguali. L’uscita dal franchismo avvenne all’insegna del federalismo, mentre il superamento del fascismo aveva visto il mantenimento del centralismo, soltanto perché questo principio aveva paradossalment

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Un magnante ucraino, con residenza nel Principato di Monaco e cittadinanza dell’isola di Grenada (nei Caraibi), ha comprato – la cifra pagata non è nota, ma deve trattarsi di una somma enorme, tanto più che il precedente proprietario era una immobiliare – l’isola della Gallinara, una delle tre poste davanti alla costa della Liguria: le altre sono l’isola di Bergeggi e l’isola del Tino.
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Un magnante ucraino, con residenza nel Principato di Monaco e cittadinanza dell’isola di Grenada (nei Caraibi), ha comprato – la cifra pagata non è nota, ma deve trattarsi di una somma enorme, tanto più che il precedente proprietario era una immobiliare – l’isola della Gallinara, una delle tre poste davanti alla costa della Liguria: le altre sono l’isola di Bergeggi e l’isola del Tino.

Un magnante ucraino, con residenza nel Principato di Monaco e cittadinanza dell’isola di Grenada (nei Caraibi), ha comprato – la cifra pagata non è nota, ma deve trattarsi di una somma enorme, tanto più che il precedente proprietario era una immobiliare – l’isola della Gallinara, una delle tre poste davanti alla costa della Liguria: le altre sono l’isola di Bergeggi e l’isola del Tino. Su questo scoglio, coperto dalla macchia mediterranea, posto davanti al territorio che separa Alassio ed Albenga, fioriscono da secoli le leggende. Pare che nei primi secoli cristiani fosse un eremo, e si racconta di un filo di fum

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Il Presidente del Consiglio ha finalmente reso pubblico il contenuto dei verbali delle riunioni celebrate dal Comitato Tecnico-Scientifico espressamente istituito – come abbiamo notato in un nostro precedente articolo – per disporre le misure necessarie al contrasto dell’attuale epidemia.
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Il Presidente del Consiglio ha finalmente reso pubblico il contenuto dei verbali delle riunioni celebrate dal Comitato Tecnico-Scientifico espressamente istituito – come abbiamo notato in un nostro precedente articolo – per disporre le misure necessarie al contrasto dell’attuale epidemia.

Il Presidente del Consiglio ha finalmente reso pubblico il contenuto dei verbali delle riunioni celebrate dal Comitato Tecnico-Scientifico espressamente istituito – come abbiamo notato in un nostro precedente articolo – per disporre le misure necessarie al contrasto dell’attuale epidemia. Abbiamo anche rilevato come – in base a quanto stabilito nel momento stesso della sua istituzione – al Comitato fosse conferito il potere di emanare atti di tipo legislativo, in quanto contenenti disposizioni in materia di profilassi, ma anche in materia di spesa pubblica. Conte, emanando a sua volta i “decreti del Presidente de

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Se una epidemia determina l’adozione di misure che non hanno alcun carattere sanitario, ma comportano limitazioni delle libertà dei diritti dei cittadini prive di ogni rapporto con le necessità profilattiche, ciò significa che la diffusione di una malattia contagiosa non esiste, oppure è stata esagerata, in modo da usarla quale pretesto, precisamente al fine di distruggere lo stato di diritto.
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Se una epidemia determina l’adozione di misure che non hanno alcun carattere sanitario, ma comportano limitazioni delle libertà dei diritti dei cittadini prive di ogni rapporto con le necessità profilattiche, ciò significa che la diffusione di una malattia contagiosa non esiste, oppure è stata esagerata, in modo da usarla quale pretesto, precisamente al fine di distruggere lo stato di diritto.

Se una epidemia determina l’adozione di misure che non hanno alcun carattere sanitario, ma comportano limitazioni delle libertà dei diritti dei cittadini prive di ogni rapporto con le necessità profilattiche, ciò significa che la diffusione di una malattia contagiosa non esiste, oppure è stata esagerata, in modo da usarla quale pretesto, precisamente al fine di distruggere lo stato di diritto. Questa conclusione risulta tanto più inevitabile quando le limitazioni imposte ai diritti ed alle libertà stabiliti dalla Costituzione non vengono imposte nel momento in cui il contagio risulta più grave ed esteso, bensì in

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Nei giorni scorsi, avevamo riferito del fatto che Chiappori, sindaco di Diano Marina e leghista della prima ora, si era presentato alle elezioni regionali della Liguria su di una linea di rivendicazione autonomistica radicale. Chiappori ed i suoi seguaci non postulano apertamente la secessione, ma richiedono per Genova lo statuto speciale. A questo riguardo, si deve notare che a suo tempo, come ugualmente ci era toccato di commentare dal capoluogo, il Consiglio Regionale aveva unanimemente richiesto al governo un ampliamento delle materie riservate alla competenza di questo ente locale.
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Nei giorni scorsi, avevamo riferito del fatto che Chiappori, sindaco di Diano Marina e leghista della prima ora, si era presentato alle elezioni regionali della Liguria su di una linea di rivendicazione autonomistica radicale. Chiappori ed i suoi seguaci non postulano apertamente la secessione, ma richiedono per Genova lo statuto speciale. A questo riguardo, si deve notare che a suo tempo, come ugualmente ci era toccato di commentare dal capoluogo, il Consiglio Regionale aveva unanimemente richiesto al governo un ampliamento delle materie riservate alla competenza di questo ente locale.

Nei giorni scorsi, avevamo riferito del fatto che Chiappori, sindaco di Diano Marina e leghista della prima ora, si era presentato alle elezioni regionali della Liguria su di una linea di rivendicazione autonomistica radicale. Chiappori ed i suoi seguaci non postulano apertamente la secessione, ma richiedono per Genova lo statuto speciale. A questo riguardo, si deve notare che a suo tempo, come ugualmente ci era toccato di commentare dal capoluogo, il Consiglio Regionale aveva unanimemente richiesto al governo un ampliamento delle materie riservate alla competenza di questo ente locale. Si era nel periodo in cui,

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Sabato scorso, Berlino è stata teatro di una grande manifestazione, cui hanno partecipato secondo i promotori un milione di persone, e secondo la polizia soltanto ventimila. Questa abissale disparità nella misurazione rivela che la discordia tra il governo ed i suoi oppositori è ormai giunta alla guerra psicologica.
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Sabato scorso, Berlino è stata teatro di una grande manifestazione, cui hanno partecipato secondo i promotori un milione di persone, e secondo la polizia soltanto ventimila. Questa abissale disparità nella misurazione rivela che la discordia tra il governo ed i suoi oppositori è ormai giunta alla guerra psicologica.

Sabato scorso, Berlino è stata teatro di una grande manifestazione, cui hanno partecipato secondo i promotori un milione di persone, e secondo la polizia soltanto ventimila. Questa abissale disparità nella misurazione rivela che la discordia tra il governo ed i suoi oppositori è ormai giunta alla guerra psicologica. Le fotografie ed i filmati confermano comunque che i dimostranti riempivano il famoso viale “Unter den Linden” che conduce alla porta di Brandeburgo, già teatro delle sfilate militari dell’epoca guglielmina, poi di quelle delle “Camicie brune” naziste, ed infine dei comunisti nel tempo della “Repubbli

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Se Conte fosse veramente un uomo di sinistra, o quanto meno un autentico democratico, come lo viene qualificando disinvoltamente padre Eugenio Scalfari nelle sue prediche domenicali, dovrebbe preoccuparsi, dal momento che il professor Cacciari, massimo esponente del pensiero progressista, mette in dubbio le sue credenziali. Tanto più che l’ex sindaco di Venezia lo fa esprimendosi su “L’Espresso”: segno che la verità risulta difficile da nascondere, e negarla è come “nascondere il sole con un dito” (così si dice nel nostro paese di adozione).
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Se Conte fosse veramente un uomo di sinistra, o quanto meno un autentico democratico, come lo viene qualificando disinvoltamente padre Eugenio Scalfari nelle sue prediche domenicali, dovrebbe preoccuparsi, dal momento che il professor Cacciari, massimo esponente del pensiero progressista, mette in dubbio le sue credenziali. Tanto più che l’ex sindaco di Venezia lo fa esprimendosi su “L’Espresso”: segno che la verità risulta difficile da nascondere, e negarla è come “nascondere il sole con un dito” (così si dice nel nostro paese di adozione).

Se Conte fosse veramente un uomo di sinistra, o quanto meno un autentico democratico, come lo viene qualificando disinvoltamente padre Eugenio Scalfari nelle sue prediche domenicali, dovrebbe preoccuparsi, dal momento che il professor Cacciari, massimo esponente del pensiero progressista, mette in dubbio le sue credenziali. Tanto più che l’ex sindaco di Venezia lo fa esprimendosi su “L’Espresso”: segno che la verità risulta difficile da nascondere, e negarla è come “nascondere il sole con un dito” (così si dice nel nostro paese di adozione). L’articolo che il professore ha dedicato sul numero di domenica 26 lugli

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Il nostro amico Gianni Donaudi è riuscito a compiere l’ennesimo miracolo, dando alle stampe ancora un numero di “Emozioni”, una delle migliori e più originali pubblicazioni periodiche dello “underground” italiano.
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Il nostro amico Gianni Donaudi è riuscito a compiere l’ennesimo miracolo, dando alle stampe ancora un numero di “Emozioni”, una delle migliori e più originali pubblicazioni periodiche dello “underground” italiano.

Il nostro amico Gianni Donaudi è riuscito a compiere l’ennesimo miracolo, dando alle stampe ancora un numero di “Emozioni”, una delle migliori e più originali pubblicazioni periodiche dello “underground” italiano. Questa nuova impresa ci rallegra, ma ci rattrista viceversa riflettere su come la pubblicistica ufficiale non riesca a superare le vecchie “dicotomie”, come le chiamava il professor Preve. Per cui in essa è vietato parlare – se non in termini negativi – del pensiero tradizionalista o almeno di quella parte di esso cui è stata applicata l’etichetta di “fascista”. Questa “damnatio memoriae” colpisce in pa

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Il nostro amico Gianni Donaudi è riuscito a compiere l’ennesimo miracolo, dando alle stampe ancora un numero di “Emozioni”, una delle migliori e più originali pubblicazioni periodiche dello “underground” italiano.
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Il nostro amico Gianni Donaudi è riuscito a compiere l’ennesimo miracolo, dando alle stampe ancora un numero di “Emozioni”, una delle migliori e più originali pubblicazioni periodiche dello “underground” italiano.

Il nostro amico Gianni Donaudi è riuscito a compiere l’ennesimo miracolo, dando alle stampe ancora un numero di “Emozioni”, una delle migliori e più originali pubblicazioni periodiche dello “underground” italiano. Questa nuova impresa ci rallegra, ma ci rattrista viceversa riflettere su come la pubblicistica ufficiale non riesca a superare le vecchie “dicotomie”, come le chiamava il professor Preve. Per cui in essa è vietato parlare – se non in termini negativi – del pensiero tradizionalista o almeno di quella parte di esso cui è stata applicata l’etichetta di “fascista”. Questa “damnatio memoriae” colpisce in pa

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Riceviamo da un amico russo una lunga e bellissima lettera, nella quale – prendendo spunto dalle reazioni suscitate in ambito cristiano in seguito alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico – egli rileva una differenza sostanziale tra quelle che si sono manifestate nella ortodossia e quelle proprie invece del cattolicesimo, o – più in generale – dell’Occidente.
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Riceviamo da un amico russo una lunga e bellissima lettera, nella quale – prendendo spunto dalle reazioni suscitate in ambito cristiano in seguito alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico – egli rileva una differenza sostanziale tra quelle che si sono manifestate nella ortodossia e quelle proprie invece del cattolicesimo, o – più in generale – dell’Occidente.

Riceviamo da un amico russo una lunga e bellissima lettera, nella quale – prendendo spunto dalle reazioni suscitate in ambito cristiano in seguito alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico – egli rileva una differenza sostanziale tra quelle che si sono manifestate nella ortodossia e quelle proprie invece del cattolicesimo, o – più in generale – dell’Occidente. Ci permettiamo, anche per rispettare la riservatezza di una comunicazione privata, che non siamo autorizzati a diffondere – di riassumere il contenuto della missiva spedita da Mosca. Secondo il nostro interlocutore, di fronte ad una affermazione ta

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Il nostro rapporto con il convento dei domenicani di Taggia risale agli anni Cinquanta, quando la presenza di alcuni religiosi di grande cultura e di eguale prestigio aveva fatto un centro della vita spirituale e della vicenda intellettuale dell’estremo Ponente Ligure.
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Il nostro rapporto con il convento dei domenicani di Taggia risale agli anni Cinquanta, quando la presenza di alcuni religiosi di grande cultura e di eguale prestigio aveva fatto un centro della vita spirituale e della vicenda intellettuale dell’estremo Ponente Ligure.

Il nostro rapporto con il convento dei domenicani di Taggia risale agli anni Cinquanta, quando la presenza di alcuni religiosi di grande cultura e di eguale prestigio aveva fatto un centro della vita spirituale e della vicenda intellettuale dell’estremo Ponente Ligure. Padre Castellano, nostro zio, ne era stato priore nel peggiore periodo della guerra, e a Taggia c’è ancora qualche anziano che lo ricorda. Per questo, all’epoca in cui il convento era retto da padre Paravagna, vi ritornava volentieri. Venne poi un lungo periodo di decadenza, fino all’abbandono da parte dell’Ordine dei Predicatori. In noi rimase per

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Qualche anno fa, le autorità della laica Repubblica Francese, per volontà dell’allora presidente Chirac, promossero la costruzione di una moschea a Verdun, in memoria dei componenti delle truppe coloniali caduti nella Prima Guerra Mondiale. Da allora, nessuno si è ricordato di loro.
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Qualche anno fa, le autorità della laica Repubblica Francese, per volontà dell’allora presidente Chirac, promossero la costruzione di una moschea a Verdun, in memoria dei componenti delle truppe coloniali caduti nella Prima Guerra Mondiale. Da allora, nessuno si è ricordato di loro.

Qualche anno fa, le autorità della laica Repubblica Francese, per volontà dell’allora presidente Chirac, promossero la costruzione di una moschea a Verdun, in memoria dei componenti delle truppe coloniali caduti nella Prima Guerra Mondiale. Da allora, nessuno si è ricordato di loro. In un altro caso, quello del contributo dei soldati indiani allo sforzo bellico della Gran Bretagna nella Seconda Guerra Mondiale, c’è voluto un film – quello dedicato a Dunkerque – per rendere giustizia alla loro memoria. Eppure, il primo militare alleato che attraversò l’Arno a Firenze, portandosi dietro gli americani e gli inglesi,

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Noi non sappiamo se i collaboratori del Dalai Lama gli trasmettono quotidianamente una rassegna della stampa internazionale, né tanto meno se essa include dei giornali italiani.
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Noi non sappiamo se i collaboratori del Dalai Lama gli trasmettono quotidianamente una rassegna della stampa internazionale, né tanto meno se essa include dei giornali italiani.

Noi non sappiamo se i collaboratori del Dalai Lama gli trasmettono quotidianamente una rassegna della stampa internazionale, né tanto meno se essa include dei giornali italiani. Qualora però così fosse, il capo spirituale dei tibetani dovrebbe essere ben contento di leggere quanto Edward Luttwak ha dichiarato a Massimo Lenzi, che ne dà conto su “Il Tempo” del 17 luglio scorso. Luttwak è tanto un diplomatico quanto un analista, ma il suo linguaggio non risente della prudenza tipica degli ambasciatori. Lo studioso americano di origine rumena e grande conoscitore dell’Europa (compresa l’Italia, di cui parla perfetta

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La realtà che emerge dall’esito del vertice europeo di Bruxelles consiste nel fatto del dominio incontrastato esercitato dalla Germania sul nostro continente.
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La realtà che emerge dall’esito del vertice europeo di Bruxelles consiste nel fatto del dominio incontrastato esercitato dalla Germania sul nostro continente.

La realtà che emerge dall’esito del vertice europeo di Bruxelles consiste nel fatto del dominio incontrastato esercitato dalla Germania sul nostro continente. La Merkel ha interpretato, nel corso del lungo psicodramma inscenato nei giorni scorsi, il ruolo proprio di chi scrive i testi per il teatro, oppure – se si preferisce – quello del capocomico. Ai cosiddetti “frugali”, la cancelliera ha assegnato la parte del poliziotto cattivo, incaricato di spaventare Conte, riservando per sé quella del poliziotto buono, il quale – se il soggetto sottoposto ad interrogatorio decide di collaborare – garantisce verifica che

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Nel gioco del calcio vige la cosiddetta “legge dell’ex”, in base alla quale un giocatore già appartenente ad una squadra, quando si trova a competere contro di essa, tiene molto a segnare una rete, e spesso ci riesce.
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Nel gioco del calcio vige la cosiddetta “legge dell’ex”, in base alla quale un giocatore già appartenente ad una squadra, quando si trova a competere contro di essa, tiene molto a segnare una rete, e spesso ci riesce.

Nel gioco del calcio vige la cosiddetta “legge dell’ex”, in base alla quale un giocatore già appartenente ad una squadra, quando si trova a competere contro di essa, tiene molto a segnare una rete, e spesso ci riesce. Il gruppo editoriale comprendente “La Repubblica” e “L’Espresso” schierava fino a qualche tempo fa contro la chiesa di Bergoglio l’ex prete Sandro Magister, il quale si dedicava a parlare male del papa, accusandolo di essere un povero illetterato, giunto chissà come a sedere sul trono di Pietro. Noi ci domandiamo più modestamente come hanno potuto certi giornalisti farsi assumere dall’ingegner De Be

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Chiappori, sindaco di Diano Marina, è ufficialmente candidato alla presidenza della Regione Liguria.
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Chiappori, sindaco di Diano Marina, è ufficialmente candidato alla presidenza della Regione Liguria.

Chiappori, sindaco di Diano Marina, è ufficialmente candidato alla presidenza della Regione Liguria. Sul piano dei numeri, in questa tornata elettorale ci sarà – oltre che la già consumata divisione della sinistra tra Sansa e Massardo – anche quella nello schieramento opposto, in cui Chiappori fronteggia l’uscente Toti. Se però si riducesse l’operazione alla presentazione di una lista di disturbo, non si capirebbe il significato di quanto sta succedendo, sia per la nostra Regione, sia per l’insieme dell’Italia settentrionale. In primo luogo, la scissione nella Lega – in realtà si tratta di questo, dato che fino a

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I traffici sul confine di Ventimiglia costituiscono da sempre, con il loro colore e con la loro aneddotica, una delle componenti del folclore dell’estremo Ponente Ligure.
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I traffici sul confine di Ventimiglia costituiscono da sempre, con il loro colore e con la loro aneddotica, una delle componenti del folclore dell’estremo Ponente Ligure.

I traffici sul confine di Ventimiglia costituiscono da sempre, con il loro colore e con la loro aneddotica, una delle componenti del folclore dell’estremo Ponente Ligure. A questo rapporto con la Francia, fatto un tempo del piccolo contrabbando di cioccolata e di banane, poi dell’acquisto delle scarpe sulle bancarelle del mercato, nonché dei liquori presso gli innumerevoli negozi specializzati, si è aggiunto un legame ben più importante: quello costituito da ben millesettecento imprese avviate da titolari italiani nel Dipartimento delle Alpi Marittime. Questa categoria di operatori economici, che ormai consideran

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Si racconta che i legionari, accompagnando Giulio Cesare di ritorno dalla Gallia, gridassero: “viri romani, servate uxores, calvum adducimus moechum!”, uomini romani, fate attenzione alle mogli, portiamo il donnaiolo calvo! (Cesare era pelato, per cui faceva sempre il “riporto”).
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Si racconta che i legionari, accompagnando Giulio Cesare di ritorno dalla Gallia, gridassero: “viri romani, servate uxores, calvum adducimus moechum!”, uomini romani, fate attenzione alle mogli, portiamo il donnaiolo calvo! (Cesare era pelato, per cui faceva sempre il “riporto”).

Si racconta che i legionari, accompagnando Giulio Cesare di ritorno dalla Gallia, gridassero: “viri romani, servate uxores, calvum adducimus moechum!”, uomini romani, fate attenzione alle mogli, portiamo il donnaiolo calvo! (Cesare era pelato, per cui faceva sempre il “riporto”). Conte, preso dal suo delirio di grandezza, ha preteso che l’urbe, essendo anch’egli di ritorno da una delle Gallie (quella che nel “De Bello” è chiamata “Belgica”) tributasse anche a lui un trionfo, come avveniva nell’antichità per i consoli e per gli imperatori. Ciò però, nei tempi moderni, porta sfiga, come appunto si dice nella capita

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Il professor Fusaro conosce molto bene la disciplina che insegna, occupando con pieno merito una cattedra universitaria: la filosofia, e più in particolare la filosofia politica.
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Il professor Fusaro conosce molto bene la disciplina che insegna, occupando con pieno merito una cattedra universitaria: la filosofia, e più in particolare la filosofia politica.

Il professor Fusaro conosce molto bene la disciplina che insegna, occupando con pieno merito una cattedra universitaria: la filosofia, e più in particolare la filosofia politica. Come ogni studioso serio, il nostro illustre collega dovrebbe però rifuggire dalla “tuttologia”, una scienza i cui cultori hanno in comune il fatto di essere dei ciarlatani. Questa considerazione ci è venuta in mente ascoltando l’intervento con cui Fusaro, incursionando nella teologia, taccia il papa di sincretismo. Senza peraltro citare un solo passo del magistero pontificio nel quale Bergoglio mescoli cristianesimo con altre religioni,

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Abbiamo passato tutta la notte alternando il sonno con l’ascolto dei bollettini radiofonici che riferivano le notizie da Bruxelles.
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Abbiamo passato tutta la notte alternando il sonno con l’ascolto dei bollettini radiofonici che riferivano le notizie da Bruxelles.

Abbiamo passato tutta la notte alternando il sonno con l’ascolto dei bollettini radiofonici che riferivano le notizie da Bruxelles. Il calvario di Conte, e degli altri disperati autoproclamatisi rappresentanti dell’Italia senza che un solo cittadino l’abbia mai sostenuti con il proprio suffragio (“l’avvocato del popolo” non si è mai sottoposto al giudizio degli elettori, nemmeno per postularsi quale consigliere comunale di San Giovanni Rotondo), procrastinava di ora in ora il loro inglorioso ritorno in patria: dove non verranno accolti né con l’agognato trionfo, né con un meritato lancio di uova marce: il popolo

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La Liguria costituisce l’osservatorio migliore per valutare quali sono i rapporti che intercorrono – tanto a Genova quanto a Roma – tra i “pentastellati” e i democratici.
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La Liguria costituisce l’osservatorio migliore per valutare quali sono i rapporti che intercorrono – tanto a Genova quanto a Roma – tra i “pentastellati” e i democratici.

La Liguria costituisce l’osservatorio migliore per valutare quali sono i rapporti che intercorrono – tanto a Genova quanto a Roma – tra i “pentastellati” e i democratici. Questi ultimi si sono piegati al “diktat” pronunziato dagli “alleati”: o votare il loro candidato, o rassegnarsi alla presentazione di una candidatura di disturbo, che avrebbe reso impossibile la sconfitta dell’uscente governatore Toti. Questo esito, comunque, non è stato evitato, dato che Massardo, uno dei tanti “papabili” mandati allo sbaraglio dallo stesso partito, tutti puntualmente impallinati dai “pentastellati”, ha rifiutato di ritirarsi,

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Domani, 18 luglio, in ora successiva al tramonto, per non interferire con il riposo sabbatico, ci ritroveremo a Ventimiglia per l’inaugurazione di una nuova sede, destinata tanto al culto israelitico quanto all’orientamento ed alla assistenza per quanti, provenendo dalle comunità ebraiche d’oltre confine o dirigendosi verso di esse, dovranno sostare sul confine.
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Domani, 18 luglio, in ora successiva al tramonto, per non interferire con il riposo sabbatico, ci ritroveremo a Ventimiglia per l’inaugurazione di una nuova sede, destinata tanto al culto israelitico quanto all’orientamento ed alla assistenza per quanti, provenendo dalle comunità ebraiche d’oltre confine o dirigendosi verso di esse, dovranno sostare sul confine.

Domani, 18 luglio, in ora successiva al tramonto, per non interferire con il riposo sabbatico, ci ritroveremo a Ventimiglia per l’inaugurazione di una nuova sede, destinata tanto al culto israelitico quanto all’orientamento ed alla assistenza per quanti, provenendo dalle comunità ebraiche d’oltre confine o dirigendosi verso di esse, dovranno sostare sul confine. Saranno presenti rappresentanze religiose e civili provenienti da Nizza, da Montecarlo e da Mentone, così come dalla Riviera Ligure, nonché esponenti delle diverse chiese cristiane, quella cattolica, quella evangelica e quella ortodossa. La nuova realizza

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Una cara amica ci ha sollecitato ad esprimere la nostra opinione in merito al contenuto dell’articolo pubblicato sul suo “blog” dal collega Marco Tosatti con il titolo “Vaticano II: continuità o rottura, comunque fallimentare”.
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Una cara amica ci ha sollecitato ad esprimere la nostra opinione in merito al contenuto dell’articolo pubblicato sul suo “blog” dal collega Marco Tosatti con il titolo “Vaticano II: continuità o rottura, comunque fallimentare”.

Una cara amica ci ha sollecitato ad esprimere la nostra opinione in merito al contenuto dell’articolo pubblicato sul suo “blog” dal collega Marco Tosatti con il titolo “Vaticano II: continuità o rottura, comunque fallimentare”. L’illustre vaticanista ha inteso spezzare una lancia in difesa delle tesi sostenute da monsignor Viganò. Il quale si comporta – senza essere tale – come un ricercato dalla giustizia, e dal suo rifugio segreto (collocato comunque dalle parti di Langley, Virginia, U.S.A.) scaglia anatemi contro il papa e l’universo mondo. Di che cosa ha paura l’alto prelato, da che cosa ritiene di doversi di

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La divisione nella chiesa cattolica non è causata da motivi di ordine dottrinale, ma trae origine dalle scelte strategiche compiute dalla Santa Sede, che è ormai schierata irreversibilmente con il Meridione del mondo.
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La divisione nella chiesa cattolica non è causata da motivi di ordine dottrinale, ma trae origine dalle scelte strategiche compiute dalla Santa Sede, che è ormai schierata irreversibilmente con il Meridione del mondo.

In un nostro precedente articolo, abbiamo scritto – facendo ricorso ad una espressione tipica del paese di adozione – che la presidente Casellati si era “lavata la faccia”. Quella faccia doveva essere molto sporca, al punto che l’avvocato di fiducia di Berlusconi (uno dei molti) ha deciso di lavarsela di nuovo. Non vi è nulla di più difficile da togliere che la sporcizia. Diamo la parola all’ottimo collega Stefano Folli, che così ricostruisce i fatti su “La Repubblica” di lunedì 13 luglio: sulla proroga dello stato di emergenza, la Presidente del Senato “ha chiesto un voto parlamentare nelle prossime ore e ha lam

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In un nostro precedente articolo, abbiamo scritto – facendo ricorso ad una espressione tipica del paese di adozione – che la presidente Casellati si era “lavata la faccia”. Quella faccia doveva essere molto sporca, al punto che l’avvocato di fiducia di Berlusconi (uno dei molti) ha deciso di lavarsela di nuovo.
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In un nostro precedente articolo, abbiamo scritto – facendo ricorso ad una espressione tipica del paese di adozione – che la presidente Casellati si era “lavata la faccia”. Quella faccia doveva essere molto sporca, al punto che l’avvocato di fiducia di Berlusconi (uno dei molti) ha deciso di lavarsela di nuovo.

In un nostro precedente articolo, abbiamo scritto – facendo ricorso ad una espressione tipica del paese di adozione – che la presidente Casellati si era “lavata la faccia”. Quella faccia doveva essere molto sporca, al punto che l’avvocato di fiducia di Berlusconi (uno dei molti) ha deciso di lavarsela di nuovo. Non vi è nulla di più difficile da togliere che la sporcizia. Diamo la parola all’ottimo collega Stefano Folli, che così ricostruisce i fatti su “La Repubblica” di lunedì 13 luglio: sulla proroga dello stato di emergenza, la Presidente del Senato “ha chiesto un voto parlamentare nelle prossime ore e ha lam

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“Vaso di coccio tra vasi di ferro”.
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“Vaso di coccio tra vasi di ferro”.

“Vaso di coccio tra vasi di ferro”. Questa è la definizione, divenuta proverbiale, che il Manzoni dà di don Abbondio. Altrettanto appropriata (benché meno citata) suona l’altra: “neutralità disarmata in tutte le guerre”. Quest’ultima è anche ufficiale nel caso della Santa Sede, che addirittura evita con cura di affilare le alabarde delle guardie svizzere: per cui, nel caso di uno sconfinamento in territorio italiano, verrebbe evitata una imputazione per porto d’armi abusivo (non si sa mai). In verità, alcuni mesi or sono, uno di questi baldi giovani elvetici si è reso protagonista di un evento storico: il primo f

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Abbiamo ascoltato con attenzione particolare, alle sette del mattino di domenica, su “Radio Radicale”, la consueta rubrica curata dal nostro amico Giuseppe Di Leo, sperando che registrasse qualche reazione del Vaticano alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico. La Santa Sede tace.
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Abbiamo ascoltato con attenzione particolare, alle sette del mattino di domenica, su “Radio Radicale”, la consueta rubrica curata dal nostro amico Giuseppe Di Leo, sperando che registrasse qualche reazione del Vaticano alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico. La Santa Sede tace.

Abbiamo ascoltato con attenzione particolare, alle sette del mattino di domenica, su “Radio Radicale”, la consueta rubrica curata dal nostro amico Giuseppe Di Leo, sperando che registrasse qualche reazione del Vaticano alla restituzione di Santa Sofia al culto islamico. La Santa Sede tace. Questo fa naturalmente piacere ai musulmani, molto meno agli ortodossi, come pure ai cosiddetti “uniati”, anch’essi alle prese con una pressione demografica e identitaria che li spinge ad emigrare in molti casi verso l’Occidente. “Pacta sunt servanda”, risponderebbero i prelati della Segreteria di Stato. Non abbiamo la presunzi

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Giuseppe Conte ha dato due annunci: uno da Roma, riguardante la richiesta di estendere lo stato di emergenza per l’epidemia dalla fine di luglio alla fine dell’anno, l’altro da Venezia, in merito al fatto che si riserva di ristabilire anche tutte le limitazioni dei diritti personali dei cittadini, già in vigore nei mesi scorsi.
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Giuseppe Conte ha dato due annunci: uno da Roma, riguardante la richiesta di estendere lo stato di emergenza per l’epidemia dalla fine di luglio alla fine dell’anno, l’altro da Venezia, in merito al fatto che si riserva di ristabilire anche tutte le limitazioni dei diritti personali dei cittadini, già in vigore nei mesi scorsi.

Giuseppe Conte ha dato due annunci: uno da Roma, riguardante la richiesta di estendere lo stato di emergenza per l’epidemia dalla fine di luglio alla fine dell’anno, l’altro da Venezia, in merito al fatto che si riserva di ristabilire anche tutte le limitazioni dei diritti personali dei cittadini, già in vigore nei mesi scorsi. A questo proposito, occorre riformulare alcuni rilievi di carattere giuridico. In primo luogo, lo strumento legislativo in base al quale la stato di emergenza è stato a suo tempo dichiarato, non riguarda le epidemie, ma soltanto le calamità naturali, come i terremoti e le alluvioni. Si sar

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Se un giovane dicesse che vuole abbracciare la carriera militare perché gli piace passare tutta la vita sull’attenti, le persone più mature coglierebbero una incongruenza nelle sue motivazioni.
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Se un giovane dicesse che vuole abbracciare la carriera militare perché gli piace passare tutta la vita sull’attenti, le persone più mature coglierebbero una incongruenza nelle sue motivazioni.

Se un giovane dicesse che vuole abbracciare la carriera militare perché gli piace passare tutta la vita sull’attenti, le persone più mature coglierebbero una incongruenza nelle sue motivazioni. Quando infatti una persona sceglie di indossare l’uniforme, lo fa in quanto vuole servire la Patria. La particolare disciplina che ne consegue costituisce semmai il prezzo da pagare per realizzare questo ideale: un prezzo che, data la particolare vocazione, si paga volentieri, ma pur sempre un prezzo. Questa semplice considerazione ci sorge spontanea leggendo l’intervista rilasciata al nostro concittadino Davide Piccardo,

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Il professor Massimo Cacciari, nel suo brillante articolo di fondo comparso su “La Repubblica” di venerdì 3 luglio, sostiene una tesi che per chi – come l’ex sindaco di Venezia – proviene dalle fila dell’operaismo a lungo professato da certa sinistra italiana, suona singolare: il maggiore pericolo per la democrazia non è causato dal venir meno – a causa dell’attuale crisi economica – della vecchia classe lavoratrice (un tempo si sarebbe detto del proletariato), bensì dalla sparizione del ceto medio; che – annota Cacciari – “crolla nella distribuzione del reddito e neNel mondo esistono innumerevoli luoghi di culto della religione israelita, ma quello che verrà solennemente consacrato sabato 18 luglio a Ventimiglia risulta assolutamente unico, essendo gesDue notizie, giunte per caso contemporaneamente, illuminano lo stato dei rapporti tra le varie componenti territoriali dello stato italiano.tito soltanto da gentili.lle sue attese di promozione sociale”.
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Il professor Massimo Cacciari, nel suo brillante articolo di fondo comparso su “La Repubblica” di venerdì 3 luglio, sostiene una tesi che per chi – come l’ex sindaco di Venezia – proviene dalle fila dell’operaismo a lungo professato da certa sinistra italiana, suona singolare: il maggiore pericolo per la democrazia non è causato dal venir meno – a causa dell’attuale crisi economica – della vecchia classe lavoratrice (un tempo si sarebbe detto del proletariato), bensì dalla sparizione del ceto medio; che – annota Cacciari – “crolla nella distribuzione del reddito e neNel mondo esistono innumerevoli luoghi di culto della religione israelita, ma quello che verrà solennemente consacrato sabato 18 luglio a Ventimiglia risulta assolutamente unico, essendo gesDue notizie, giunte per caso contemporaneamente, illuminano lo stato dei rapporti tra le varie componenti territoriali dello stato italiano.tito soltanto da gentili.lle sue attese di promozione sociale”.

Due notizie, giunte per caso contemporaneamente, illuminano lo stato dei rapporti tra le varie componenti territoriali dello stato italiano. La Cosco, gigante cinese del trasporto marittimo mediante i “container”, ha deciso di spostare da Genova a Trieste il suo “hub” per l’Italia settentrionale. Il motivo addotto risulta essere tutt’altro che pretestuoso: dopo il crollo del ponte sul Polcevera, si è aperto un contenzioso tra lo stato e la società concessionaria delle autostrade. I “pentastellati”, digiuni di diritto, invocavano la revoca del rapporto contrattuale, basandosi su di una asserita responsabilità dei

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Il professor Massimo Cacciari, nel suo brillante articolo di fondo comparso su “La Repubblica” di venerdì 3 luglio, sostiene una tesi che per chi – come l’ex sindaco di Venezia – proviene dalle fila dell’operaismo a lungo professato da certa sinistra italiana, suona singolare: il maggiore pericolo per la democrazia non è causato dal venir meno – a causa dell’attuale crisi economica – della vecchia classe lavoratrice (un tempo si sarebbe detto del proletariato), bensì dalla sparizione del ceto medio; che – annota Cacciari – “crolla nella distribuzione del reddito e neNel mondo esistono innumerevoli luoghi di culto della religione israelita, ma quello che verrà solennemente consacrato sabato 18 luglio a Ventimiglia risulta assolutamente unico, essendo gestito soltanto da gentili.lle sue attese di promozione sociale”.
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Il professor Massimo Cacciari, nel suo brillante articolo di fondo comparso su “La Repubblica” di venerdì 3 luglio, sostiene una tesi che per chi – come l’ex sindaco di Venezia – proviene dalle fila dell’operaismo a lungo professato da certa sinistra italiana, suona singolare: il maggiore pericolo per la democrazia non è causato dal venir meno – a causa dell’attuale crisi economica – della vecchia classe lavoratrice (un tempo si sarebbe detto del proletariato), bensì dalla sparizione del ceto medio; che – annota Cacciari – “crolla nella distribuzione del reddito e neNel mondo esistono innumerevoli luoghi di culto della religione israelita, ma quello che verrà solennemente consacrato sabato 18 luglio a Ventimiglia risulta assolutamente unico, essendo gestito soltanto da gentili.lle sue attese di promozione sociale”.

Nel mondo esistono innumerevoli luoghi di culto della religione israelita, ma quello che verrà solennemente consacrato sabato 18 luglio a Ventimiglia risulta assolutamente unico, essendo gestito soltanto da gentili. Nella città di confine, infatti, non esiste nessuna popolazione ebraica. Per quale ragione, dunque, la nostra amica Maria Teresa Anfossi ha voluto costituire una sede dedicata alla preghiera israelita? La Presidente dell'Associazione di amicizia tra Italia e Israele della Provincia di Imperia ha voluto sopperire alle necessità di quanti passano per Ventimiglia essendo diretti verso l'Italia o verso la

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Il professor Massimo Cacciari, nel suo brillante articolo di fondo comparso su “La Repubblica” di venerdì 3 luglio, sostiene una tesi che per chi – come l’ex sindaco di Venezia – proviene dalle fila dell’operaismo a lungo professato da certa sinistra italiana, suona singolare: il maggiore pericolo per la democrazia non è causato dal venir meno – a causa dell’attuale crisi economica – della vecchia classe lavoratrice (un tempo si sarebbe detto del proletariato), bensì dalla sparizione del ceto medio; che – annota Cacciari – “crolla nella distribuzione del reddito e nelle sue attese di promozione sociale”.
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Il professor Massimo Cacciari, nel suo brillante articolo di fondo comparso su “La Repubblica” di venerdì 3 luglio, sostiene una tesi che per chi – come l’ex sindaco di Venezia – proviene dalle fila dell’operaismo a lungo professato da certa sinistra italiana, suona singolare: il maggiore pericolo per la democrazia non è causato dal venir meno – a causa dell’attuale crisi economica – della vecchia classe lavoratrice (un tempo si sarebbe detto del proletariato), bensì dalla sparizione del ceto medio; che – annota Cacciari – “crolla nella distribuzione del reddito e nelle sue attese di promozione sociale”.

Il professor Massimo Cacciari, nel suo brillante articolo di fondo comparso su “La Repubblica” di venerdì 3 luglio, sostiene una tesi che per chi – come l’ex sindaco di Venezia – proviene dalle fila dell’operaismo a lungo professato da certa sinistra italiana, suona singolare: il maggiore pericolo per la democrazia non è causato dal venir meno – a causa dell’attuale crisi economica – della vecchia classe lavoratrice (un tempo si sarebbe detto del proletariato), bensì dalla sparizione del ceto medio; che – annota Cacciari – “crolla nella distribuzione del reddito e nelle sue attese di promozione sociale”. L’illust

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Hong Kong siamo tutti noi.
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Hong Kong siamo tutti noi.

Hong Kong siamo tutti noi. Può sembrare strano che le vicende di una piccola isola, situata a poca distanza dalla costa della Cina meridionale, rivestano un significato per della gente così lontana, tanto a causa della geografia, quanto a causa della cultura. Eppure, le vicende di quella città esotica assumono il valore di un paradigma che va ben oltre il suo ristretto ambito territoriale. Noi non siamo esperti della situazione del lontano oriente, ma quel poco che abbiamo studiato, e quel tanto che si può desumere dalle cronache dei giornali, rivelano chiaramente come gli abitanti di Hong Kong, in origine un pic

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Per capire le ragioni in base alle quali il progetto di unità dell’Europa ha tralignato dall’obiettivo fondamentale, che consisteva nel perseguire l’indipendenza del nostro continente, ritengo sia opportuno compiere una comparazione tra due ben precisi momenti storici nei quali alcuni nostri concittadini si sono trovati davanti alla scelta riguardante il modo di concepirlo, cioè in sostanza la loro idea dell’Europa.
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Per capire le ragioni in base alle quali il progetto di unità dell’Europa ha tralignato dall’obiettivo fondamentale, che consisteva nel perseguire l’indipendenza del nostro continente, ritengo sia opportuno compiere una comparazione tra due ben precisi momenti storici nei quali alcuni nostri concittadini si sono trovati davanti alla scelta riguardante il modo di concepirlo, cioè in sostanza la loro idea dell’Europa.

Uno dei principi fondamentali stabiliti dalle norme sul pubblico impiego consiste nel fatto che ad ogni dipendente viene attribuito il diritto – prima ancora del dovere – di prestare la propria attività lavorativa. Da tale principio discendono diverse conseguenze. Ci limitiamo in questa sede a citarne una: quando un nuovo dipendente viene destinato ad un ufficio, il suo responsabile è tenuto ad assegnargli – mediante l’emanazione di un apposito atto amministrativo – le mansioni, che devono corrispondere naturalmente con la rispettiva qualifica. Se non vi provvede, il responsabile dell’ufficio si espone a due ordi

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Uno dei principi fondamentali stabiliti dalle norme sul pubblico impiego consiste nel fatto che ad ogni dipendente viene attribuito il diritto – prima ancora del dovere – di prestare la propria attività lavorativa.
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Uno dei principi fondamentali stabiliti dalle norme sul pubblico impiego consiste nel fatto che ad ogni dipendente viene attribuito il diritto – prima ancora del dovere – di prestare la propria attività lavorativa.

Uno dei principi fondamentali stabiliti dalle norme sul pubblico impiego consiste nel fatto che ad ogni dipendente viene attribuito il diritto – prima ancora del dovere – di prestare la propria attività lavorativa. Da tale principio discendono diverse conseguenze. Ci limitiamo in questa sede a citarne una: quando un nuovo dipendente viene destinato ad un ufficio, il suo responsabile è tenuto ad assegnargli – mediante l’emanazione di un apposito atto amministrativo – le mansioni, che devono corrispondere naturalmente con la rispettiva qualifica. Se non vi provvede, il responsabile dell’ufficio si espone a due ordi

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Non è usuale che un alto ufficiale delle forze armate degli Stati Uniti si pronunzi pubblicamente su temi politici, a maggior ragione se sono riferiti alla situazione di un paese straniero.
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Non è usuale che un alto ufficiale delle forze armate degli Stati Uniti si pronunzi pubblicamente su temi politici, a maggior ragione se sono riferiti alla situazione di un paese straniero.

Non è usuale che un alto ufficiale delle forze armate degli Stati Uniti si pronunzi pubblicamente su temi politici, a maggior ragione se sono riferiti alla situazione di un paese straniero. L’ammiraglio James Fogg III, responsabile del comando della Nato di Napoli, lo ha fatto in teleconferenza, davanti a vari rappresentanti della stampa italiana. Dopo avere descritto minuziosamente in qual modo la presenza delle forze navali e terrestri della Russia e della Cina si sta espandendo verso tutti i punti cardinali, l’ammiraglio conclude affermando che “la Nato non può più ignorare le attività cinesi in Europa: inizia

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Uno dei motivi per cui – a quanto pare – Ratzinger, dopo avere valicato il Brennero diretto a settentrione, ha dovuto – rovesciando la famosa espressione di Armando Diaz – “ridiscendere in disordine e senza speranza le valli che aveva salito con orgogliosa sicurezza”, consiste nel fatto che la sua presenza nei luoghi di origine aveva causato reazioni inconformi nella chiesa tedesca.
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Uno dei motivi per cui – a quanto pare – Ratzinger, dopo avere valicato il Brennero diretto a settentrione, ha dovuto – rovesciando la famosa espressione di Armando Diaz – “ridiscendere in disordine e senza speranza le valli che aveva salito con orgogliosa sicurezza”, consiste nel fatto che la sua presenza nei luoghi di origine aveva causato reazioni inconformi nella chiesa tedesca.

Uno dei motivi per cui – a quanto pare – Ratzinger, dopo avere valicato il Brennero diretto a settentrione, ha dovuto – rovesciando la famosa espressione di Armando Diaz – “ridiscendere in disordine e senza speranza le valli che aveva salito con orgogliosa sicurezza”, consiste nel fatto che la sua presenza nei luoghi di origine aveva causato reazioni inconformi nella chiesa tedesca. Tempo fa, il papa emerito aveva chiesto e ottenuto la testa di uno dei due monsignori Viganò (tra i due non esiste alcun vincolo di parentela), rimosso dall’incarico di responsabile per le comunicazioni sociali del Vaticano perché ave

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Domizio Cipriani, Gran Maestro dei Templari del Principato di Monaco – “ça va sans dire” – grande cultore delle scienze esoteriche, si accinge ad aggiungere alle sue già numerose pubblicazioni altri due libri, l’uno intitolato “Le preghiere alchemiche ed ermetiche dei Rosa-Croce” e l’altro “I templari e glLa furia iconoclasta che si sta abbattendo – in forma di abbattimento e di imbrattamento di statue – sta ormai debordando da ogni limite: si è cominciato con i mercanti di schiavi (e fin qui “nulla quaestio”), poi si è proseguito con gli esploratori ed i partecipanti alle guerre coloniali (Cristoforo Colombo e Indro Montanelli), quindi ci si è rivolti contro chi aveva profferito espressioni razziste (Winston Churchill e Andrew Jackson), ma ora vengono coinvolti anche personaggi come Miguel de Cervantes colpito attraverso la figura di Don Chisciotte, e addirittura Gesù Cristo. i esseni, un filo invisibile, una memoria vivente”.
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Domizio Cipriani, Gran Maestro dei Templari del Principato di Monaco – “ça va sans dire” – grande cultore delle scienze esoteriche, si accinge ad aggiungere alle sue già numerose pubblicazioni altri due libri, l’uno intitolato “Le preghiere alchemiche ed ermetiche dei Rosa-Croce” e l’altro “I templari e glLa furia iconoclasta che si sta abbattendo – in forma di abbattimento e di imbrattamento di statue – sta ormai debordando da ogni limite: si è cominciato con i mercanti di schiavi (e fin qui “nulla quaestio”), poi si è proseguito con gli esploratori ed i partecipanti alle guerre coloniali (Cristoforo Colombo e Indro Montanelli), quindi ci si è rivolti contro chi aveva profferito espressioni razziste (Winston Churchill e Andrew Jackson), ma ora vengono coinvolti anche personaggi come Miguel de Cervantes colpito attraverso la figura di Don Chisciotte, e addirittura Gesù Cristo. i esseni, un filo invisibile, una memoria vivente”.

La furia iconoclasta che si sta abbattendo – in forma di abbattimento e di imbrattamento di statue – sta ormai debordando da ogni limite: si è cominciato con i mercanti di schiavi (e fin qui “nulla quaestio”), poi si è proseguito con gli esploratori ed i partecipanti alle guerre coloniali (Cristoforo Colombo e Indro Montanelli), quindi ci si è rivolti contro chi aveva profferito espressioni razziste (Winston Churchill e Andrew Jackson), ma ora vengono coinvolti anche personaggi come Miguel de Cervantes colpito attraverso la figura di Don Chisciotte, e addirittura Gesù Cristo. Del primo non si ricorda una particol

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Domizio Cipriani, Gran Maestro dei Templari del Principato di Monaco – “ça va sans dire” – grande cultore delle scienze esoteriche, si accinge ad aggiungere alle sue già numerose pubblicazioni altri due libri, l’uno intitolato “Le preghiere alchemiche ed ermetiche dei Rosa-Croce” e l’altro “I templari e gli esseni, un filo invisibile, una memoria vivente”.
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Domizio Cipriani, Gran Maestro dei Templari del Principato di Monaco – “ça va sans dire” – grande cultore delle scienze esoteriche, si accinge ad aggiungere alle sue già numerose pubblicazioni altri due libri, l’uno intitolato “Le preghiere alchemiche ed ermetiche dei Rosa-Croce” e l’altro “I templari e gli esseni, un filo invisibile, una memoria vivente”.

Domizio Cipriani, Gran Maestro dei Templari del Principato di Monaco – “ça va sans dire” – grande cultore delle scienze esoteriche, si accinge ad aggiungere alle sue già numerose pubblicazioni altri due libri, l’uno intitolato “Le preghiere alchemiche ed ermetiche dei Rosa-Croce” e l’altro “I templari e gli esseni, un filo invisibile, una memoria vivente”. Essendoci stato concesso l’onore di leggere in bozza entrambi questi volumi, ci accingiamo al difficile compito di stenderne una recensione. Il primo pensiero suscitato in noi dalla lettura dell’opera sulle orazioni rosacrociane riguarda nostra moglie, che è ri

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In un nostro precedente scritto, redatto a commento della decisione, adottata da Bergoglio in seguito alle raccomandazioni della comunità scientifica internazionale, nonché alle sollecitazioni da tempo esercitate sul Vaticano da parte di tutti gli ambienti israelitici, di aprire ai ricercatori gli archivi vaticani relativi al pontificato di Pacelli, avevamo previsto che nell’ambito dell’ebraismo si sarebbe promossa una sistematica esplorazione dei documenti resi pubblici ad opera dei più qualificati studiosi della materia.
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In un nostro precedente scritto, redatto a commento della decisione, adottata da Bergoglio in seguito alle raccomandazioni della comunità scientifica internazionale, nonché alle sollecitazioni da tempo esercitate sul Vaticano da parte di tutti gli ambienti israelitici, di aprire ai ricercatori gli archivi vaticani relativi al pontificato di Pacelli, avevamo previsto che nell’ambito dell’ebraismo si sarebbe promossa una sistematica esplorazione dei documenti resi pubblici ad opera dei più qualificati studiosi della materia.

In un nostro precedente scritto, redatto a commento della decisione, adottata da Bergoglio in seguito alle raccomandazioni della comunità scientifica internazionale, nonché alle sollecitazioni da tempo esercitate sul Vaticano da parte di tutti gli ambienti israelitici, di aprire ai ricercatori gli archivi vaticani relativi al pontificato di Pacelli, avevamo previsto che nell’ambito dell’ebraismo si sarebbe promossa una sistematica esplorazione dei documenti resi pubblici ad opera dei più qualificati studiosi della materia. Ora cominciano ad apparire i frutti di tale impegno, che la Santa Sede – di questo le va da

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Si dice che Henry Kissinger, nel negoziare con Aldo Moro...
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Si dice che Henry Kissinger, nel negoziare con Aldo Moro...

Si dice che Henry Kissinger, nel negoziare con Aldo Moro, provasse quasi una sensazione di fastidio fisico, dal momento che le tergiversazioni e le circonlocuzioni (oggetto d’altronde di ironie anche in Italia) cui abitualmente ricorreva lo statista pugliese erano quanto di più lontano dalla sua mentalità, formata nella chiarezza sistematica del pensiero idealista tedesco. Eppure, Kissinger era maestro di diplomazia: il suo modello era costituito dal principe Clemente di Metternich, sapiente tessitore delle trame del Congresso di Vienna. Quell’evento fu anche al centro delle ricerche storiche condotte dallo studi

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Tempo fa, prima della rivelazione dell’accordo tra il Vaticano e la Cina, ci recammo come ogni mattina a San Pietro.
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Tempo fa, prima della rivelazione dell’accordo tra il Vaticano e la Cina, ci recammo come ogni mattina a San Pietro.

Tempo fa, prima della rivelazione dell’accordo tra il Vaticano e la Cina, ci recammo come ogni mattina a San Pietro. Appostati all’uscita dalla sacrestia, attendemmo che uscisse qualche sacerdote per accompagnarlo nella messa. Vedemmo sbucare una fila di cinque preti cinesi, che dall’aspetto ben pasciuto – e ben compiaciuto – rivelavano, anche a chi fosse digiuno delle questioni del “celeste impero”, di appartenere alla “chiesa patriottica”: i perseguitati si riconoscono – prima che dal vestiario – per lo sguardo inconfondibile di chi ha sofferto. Questi zelanti funzionari del partito usavano lo “ipad” come messa

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“Giuseppi” (sic) Conte, quale “avvocato del popolo”, dovrebbe venire sottoposto a procedimento penale per il reato di patrocinio infedele. Egli agisce infatti deliberatamente, nell’esercizio delle sue funzioni, contro gli interessi dei soggetti affidati alla sua tutela.
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“Giuseppi” (sic) Conte, quale “avvocato del popolo”, dovrebbe venire sottoposto a procedimento penale per il reato di patrocinio infedele. Egli agisce infatti deliberatamente, nell’esercizio delle sue funzioni, contro gli interessi dei soggetti affidati alla sua tutela.

“Giuseppi” (sic) Conte, quale “avvocato del popolo”, dovrebbe venire sottoposto a procedimento penale per il reato di patrocinio infedele. Egli agisce infatti deliberatamente, nell’esercizio delle sue funzioni, contro gli interessi dei soggetti affidati alla sua tutela. E’ proprio di ogni democrazia ampliare progressivamente l’estensione dei diritti e degli interessi legittimi riconosciuti ai cittadini. E’ viceversa tipica delle dittature la loro sistematica restrizione. L’ultima trovata del Presidente del Consiglio consiste nella progettata abrogazione del reato di interesse privato in atti di ufficio, nonché de

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In seguito alla pubblicazione di un nostro precedente articolo, alcuni lettori ci hanno chiesto più dettagli in merito alle profezie sul papato.
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In seguito alla pubblicazione di un nostro precedente articolo, alcuni lettori ci hanno chiesto più dettagli in merito alle profezie sul papato.

In seguito alla pubblicazione di un nostro precedente articolo, alcuni lettori ci hanno chiesto più dettagli in merito alle profezie sul papato. Come abbiamo già scritto, tutti i veggenti che si riferiscono ai pontefici, ne prevedono la fuga da Roma. Pio XII, in particolare, pare prendesse sul serio quanto annunziato da Filippo Neri, il santo della plebe romana, di cui era particolarmente devoto. “Pippo bono” – così era chiamato – aveva scritto che un giorno dei soldati infedeli avrebbero abbeverato i loro cavalli nelle fontane di piazza San Pietro. Di qui la leggenda secondo la quale ogni mattina Pacelli si affa

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Andrzej Zybertowicz, consigliere per la cultura del presidente della Polonia, ha concesso un’intervista a “La Repubblica” apparsa sull’edizione di sabato 20 giugno.
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Andrzej Zybertowicz, consigliere per la cultura del presidente della Polonia, ha concesso un’intervista a “La Repubblica” apparsa sull’edizione di sabato 20 giugno.

Andrzej Zybertowicz, consigliere per la cultura del presidente della Polonia, ha concesso un’intervista a “La Repubblica” apparsa sull’edizione di sabato 20 giugno. L’illustre studioso afferma di avere scelto come suo interlocutore il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari in quanto si tratta del “giornale più lontano dalle mie idee”. La dialettica risulta tanto più utile ed efficace per avvicinarsi alla verità quanto più sono lontane le posizioni di chi si confronta. Dubitiamo tuttavia che il pubblico cui si rivolge “La Repubblica” sia in grado di recepire il messaggio diffuso da Zybertowicz, precisamente in qua

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In merito al “trasferimento” del Papa Emerito dal Vaticano alla nativa Baviera, i riferimenti ai più diversi precedenti storici si sprecano.
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In merito al “trasferimento” del Papa Emerito dal Vaticano alla nativa Baviera, i riferimenti ai più diversi precedenti storici si sprecano.

In merito al “trasferimento” del Papa Emerito dal Vaticano alla nativa Baviera, i riferimenti ai più diversi precedenti storici si sprecano. Una loro disanima ci aiuta – benché ciascuno di esse presenti analogie soltanto parziali con la situazione attuale – a comporre un disegno che le assomigli abbastanza. Partiamo dal presupposto che – secondo alcuni – Ratzinger si trovava – “de facto” – se non “de jure” – nella condizione di detenuto in Vaticano: anche Napoleone a Sant’Elena era formalmente un “rifugiato politico”. Sotto il regno di Luigi XIV venne a lungo detenuto in una fortezza della Francia un misterioso p

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La notizia ha circolato dapprima come indiscrezione, sussurrata nei soliti ambienti dei bene informati, ma dopo qualche ora è stata confermata dalle edizioni elettroniche dei grandi giornali: la Procura di Milano sta indagando su Renzi, Gentiloni e Conte per reati contro la sicurezza dello Stato, avendo stipulato accordi segreti con la Cina che la mettono in pericolo.
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La notizia ha circolato dapprima come indiscrezione, sussurrata nei soliti ambienti dei bene informati, ma dopo qualche ora è stata confermata dalle edizioni elettroniche dei grandi giornali: la Procura di Milano sta indagando su Renzi, Gentiloni e Conte per reati contro la sicurezza dello Stato, avendo stipulato accordi segreti con la Cina che la mettono in pericolo.

La notizia ha circolato dapprima come indiscrezione, sussurrata nei soliti ambienti dei bene informati, ma dopo qualche ora è stata confermata dalle edizioni elettroniche dei grandi giornali: la Procura di Milano sta indagando su Renzi, Gentiloni e Conte per reati contro la sicurezza dello Stato, avendo stipulato accordi segreti con la Cina che la mettono in pericolo. Risulta evidente l'intervento di un servizio segreto straniero, ed in effetti le informazioni fanno riferimento non soltanto alla CIA, ma anche alla stessa polizia federale degli Stati Uniti, avendo i nostri governanti tentato di interferire sulle e

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I fautori del colonialismo nelle Americhe sono soliti ricorrere ad una comparazione che in apparenza li esonera dall'accusa di essere dei razzisti.
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I fautori del colonialismo nelle Americhe sono soliti ricorrere ad una comparazione che in apparenza li esonera dall'accusa di essere dei razzisti.

I fautori del colonialismo nelle Americhe sono soliti ricorrere ad una comparazione che in apparenza li esonera dall'accusa di essere dei razzisti. Nelle Antille, vicino ad Haiti, il paese più povero del continente, c'è l'isola di Barbados, ugualmente abitata da afroamericani, che però - grazie all'industria turistica impiantata dal dominio britannico - vanta il reddito pro-capite più alto dell'emisfero. Haiti fu invece il primo stato indipendente

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Noi eravamo uniti con lei dall'altro suo grande interesse culturale, quello per l'America Latina.
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Noi eravamo uniti con lei dall'altro suo grande interesse culturale, quello per l'America Latina.

Noi eravamo uniti con lei dall'altro suo grande interesse culturale, quello per l'America Latina. Quando presentammo il nostro libro sul Papa, la professoressa Stern ci fece l'onore della sua presenza, ed in quella occasione conversammo a lungo sulle rispettive esperienze di quel continente. L'occasione fu anche propizia per ricordare l'antica amicizia tra le nostre famiglie. Il dottor Stern, padre della professoressa era un medico israelita, originario dell'Ungheria. Nel 1938, quando vennero introdotte in Italia le sciagurate

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L'appuntamento con i due dirigenti dell'opposizione non legalitaria all'attuale governo è fissato in un quartiere periferico di Genova, una periferia devastata dalla crisi dell'industria ben prima dello scoppio dell'epidemia, dove rimangono a testimoniare un passato glorioso e fervido tanto i capannoni abbandonati delle fabbriche quanto le sedi storiche di una sinistra che esiste ormai soltanto nelle memorie degli anziani.
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L'appuntamento con i due dirigenti dell'opposizione non legalitaria all'attuale governo è fissato in un quartiere periferico di Genova, una periferia devastata dalla crisi dell'industria ben prima dello scoppio dell'epidemia, dove rimangono a testimoniare un passato glorioso e fervido tanto i capannoni abbandonati delle fabbriche quanto le sedi storiche di una sinistra che esiste ormai soltanto nelle memorie degli anziani.

L'appuntamento con i due dirigenti dell'opposizione non legalitaria all'attuale governo è fissato in un quartiere periferico di Genova, una periferia devastata dalla crisi dell'industria ben prima dello scoppio dell'epidemia, dove rimangono a testimoniare un passato glorioso e fervido tanto i capannoni abbandonati delle fabbriche quanto le sedi storiche di una sinistra che esiste ormai soltanto nelle memorie degli anziani. In un modesto condominio, è alloggiato uno studio legale che manifestamente serve soltanto da copertura per i nostri interlocutori: se mai c'è entrato qualche cliente, ciò è avvenuto molti anni

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Mussolini, dopo aver accantonato le tendenze sovversive e socialisteggianti proprie del fascismo delle origini, affidò la gestione dell'economia a degli esponenti della scuola liberale classica.
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Mussolini, dopo aver accantonato le tendenze sovversive e socialisteggianti proprie del fascismo delle origini, affidò la gestione dell'economia a degli esponenti della scuola liberale classica.

Mussolini, dopo aver accantonato le tendenze sovversive e socialisteggianti proprie del fascismo delle origini, affidò la gestione dell'economia a degli esponenti della scuola liberale classica. Ai lavoratori, venne garantito un embrione di stato sociale, ma gli industriali furono rassicurati sul fatto che i rapporti effettivi tra le classi sociali non subissero nessuna modifica effettiva. Con l'alta amministrazione pubblica, ereditata dallo stato liberale, il “Duce” stipulò un tacito patto di non belligeranza. Questo ceto di burocrati, tutti quanti buoni conoscitori del diritto pubblico, si era in sostanza trasf

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Le manifestazioni del due di giugno, in attesa della replica programmata per sabato sei ad opera delle “curve” degli stadi, hanno prodotto a Roma una scia di incidenti, non registrati dai mezzi di comunicazione.
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Le manifestazioni del due di giugno, in attesa della replica programmata per sabato sei ad opera delle “curve” degli stadi, hanno prodotto a Roma una scia di incidenti, non registrati dai mezzi di comunicazione.

Le manifestazioni del due di giugno, in attesa della replica programmata per sabato sei ad opera delle “curve” degli stadi, hanno prodotto a Roma una scia di incidenti, non registrati dai mezzi di comunicazione. Il clima è di preparazione alla guerra civile . Nel nostro piccolo, ci adoperiamo affinché questo non avvenga, ma il pericolo esiste e si aggrava ogni giorno. Le provocazioni si moltiplicano. Ne abbiamo appena sventata una, ma altre sicuramente ne verranno. Occorre porsi, a questo punto, due domande. La prima riguarda le origini di quanto sta succedendo, la seconda quale sia la scelta da compiere. La demo

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Le manifestazioni del due di giugno, in attesa della replica programmata per sabato sei ad opera delle “curve” degli stadi, hanno prodotto a Roma una scia di incidenti, non registrati dai mezzi di comunicazione.
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Le manifestazioni del due di giugno, in attesa della replica programmata per sabato sei ad opera delle “curve” degli stadi, hanno prodotto a Roma una scia di incidenti, non registrati dai mezzi di comunicazione.

Le manifestazioni del due di giugno, in attesa della replica programmata per sabato sei ad opera delle “curve” degli stadi, hanno prodotto a Roma una scia di incidenti, non registrati dai mezzi di comunicazione. Il clima è di preparazione alla guerra civile . Nel nostro piccolo, ci adoperiamo affinché questo non avvenga, ma il pericolo esiste e si aggrava ogni giorno. Le provocazioni si moltiplicano. Ne abbiamo appena sventata una, ma altre sicuramente ne verranno. Occorre porsi, a questo punto, due domande. La prima riguarda le origini di quanto sta succedendo, la seconda quale sia la scelta da compiere. La demo

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Dopo la giornata del digiuno, che ha visto la destra - ed in particolare quella nuova, guidata dal generale Pappalardo - infrangere doppiamente la legge con le sue manifestazioni, non autorizzate dalla questura e comunque svolte senza rispettare le norme profilattiche vigenti, il settore governativo aveva perso dei punti nella sua contesa con l'opposizione, di cui si poteva denunziare l'uscita dall'ambito della legittimità.
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Dopo la giornata del digiuno, che ha visto la destra - ed in particolare quella nuova, guidata dal generale Pappalardo - infrangere doppiamente la legge con le sue manifestazioni, non autorizzate dalla questura e comunque svolte senza rispettare le norme profilattiche vigenti, il settore governativo aveva perso dei punti nella sua contesa con l'opposizione, di cui si poteva denunziare l'uscita dall'ambito della legittimità.

Dopo la giornata del digiuno, che ha visto la destra - ed in particolare quella nuova, guidata dal generale Pappalardo - infrangere doppiamente la legge con le sue manifestazioni, non autorizzate dalla questura e comunque svolte senza rispettare le norme profilattiche vigenti, il settore governativo aveva perso dei punti nella sua contesa con l'opposizione, di cui si poteva denunziare l'uscita dall'ambito della legittimità. E' bastato però un giorno perchè il conto dei falli, in questa partita ormai degenerata in rissa, venisse uguagliato. Con l'aggravante che altra cosa è l'infrazione commessa da una generalità

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Mentre scriviamo, le notizie da Roma e dalle altre città d'Italia dove si stanno svolgendo le manifestazioni indette contro il governo ci giungono frammentarie, lasciando intuire un oscuramento della informazione.
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Mentre scriviamo, le notizie da Roma e dalle altre città d'Italia dove si stanno svolgendo le manifestazioni indette contro il governo ci giungono frammentarie, lasciando intuire un oscuramento della informazione.

Mentre scriviamo, le notizie da Roma e dalle altre città d'Italia dove si stanno svolgendo le manifestazioni indette contro il governo ci giungono frammentarie, lasciando intuire un oscuramento della informazione. Può anche darsi che questa censura non ufficiale, nè disposta formalmente da alcuna autorità, si riveli alla fine una precauzione inutile, essendo le contestazioni sostanzialmente fallite. L'atteggiamento assunto da chi ha deciso il

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Si dice che il poeta latino Ovidio venne allontanato da Roma ed esiliato a Tomis, sul Mar Nero, semplicemente perchè - appartenendo alla cerchia delle amicizie di Augusto - era stato involontario testimone dei facili costumi della sorella dell'Imperatore.
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Si dice che il poeta latino Ovidio venne allontanato da Roma ed esiliato a Tomis, sul Mar Nero, semplicemente perchè - appartenendo alla cerchia delle amicizie di Augusto - era stato involontario testimone dei facili costumi della sorella dell'Imperatore.

Si dice che il poeta latino Ovidio venne allontanato da Roma ed esiliato a Tomis, sul Mar Nero, semplicemente perchè - appartenendo alla cerchia delle amicizie di Augusto - era stato involontario testimone dei facili costumi della sorella dell'Imperatore. Il poeta di Sulmona non aveva fatto alcun uso ricattatorio, o semplicemente scorretto, di quanto sapeva. La sua colpa, però, consisteva per l'appunto nel fatto di sapere. Il commendator Giani, il dottor Burke e la dottoressa Ovejero sono stati allontanati dal Vaticano soltanto perchè, compiendo il loro lavoro - in un caso quello dell'investigatore, nell'altro qu

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Normalmente, il fatto precede l'evento, ed a volte tra l'uno e l'altro trascorre così tanto tempo che quando si produce il secondo ci si è già dimenticati del primo.
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Normalmente, il fatto precede l'evento, ed a volte tra l'uno e l'altro trascorre così tanto tempo che quando si produce il secondo ci si è già dimenticati del primo.

Normalmente, il fatto precede l'evento, ed a volte tra l'uno e l'altro trascorre così tanto tempo che quando si produce il secondo ci si è già dimenticati del primo. Il fatto è il momento in cui si semina, l'evento quello in cui si raccolgono i frutti. È molto raro che si dia una perfetta coincidenza. Ciò avviene quando la storia conosce una brusca accelerazione, foriera per lo più di esiti nefasti. In questi giorni, in Italia, il fatto e l'evento si sono prodotti nello stesso momento. Il fatto consiste nel movimento di protesta che ha riempito le piazze, l'evento nel modo in cui la notizia è stata diffusa. Alcun

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Tre diverse notizie, giunte contemporanenamente fino a noi, si possono comporre come tessere di un mosaico, disegnando il quadro della situazione.
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Tre diverse notizie, giunte contemporanenamente fino a noi, si possono comporre come tessere di un mosaico, disegnando il quadro della situazione.

Tre diverse notizie, giunte contemporanenamente fino a noi, si possono comporre come tessere di un mosaico, disegnando il quadro della situazione. La prima consiste nel fatto che i dimostranti i Hong Kong intonano nei loro cortei l'inno nazionale degli Stati Uniti. Già da tempo, il loro movimento ha sostituito la rivendicazione originaria di una effettiva democrazia rappresentativa con quella della piena indipendenza. Vediamo quali sono i motivi di questo cambiamento. In primo luogo, in un regime autoritario, per giunta ispirato da una ideologia totalitaria, non è possibile eleggere liberamente i rappresentanti d

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Lettera aperta a sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin.
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Lettera aperta a sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin.

Lettera aperta a sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin. Eminenza reverendissima, c'è una pagina della storia della sua regione di origine che a mio modesto avviso merita di essere rimeditata nella attuale contingenza. Nel 1797, le truppe francesi, guidate dal generale Bonaparte, irruppero nel territorio della Repubblica di Venezia. Accorsero per fermarle, le armate dell'Austria. La

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In attesa di assistere agli scontri di piazza, che ormai vengono annunziati, come se si trattasse di spettacoli teatrali o di eventi sportivi, per il due giugno, quando avverrà la nuova marcia su Roma delle destre, e poi per il sei giugno, allorchè scenderanno in campo le "curve" degli stadi nella loro nuova veste di partito politico, abbiamo già osservato la replica di una antica tradizione dello stato unitario: la rissa nell'emiciclo del Parlamento, con il suo pittoresco contorno di insulti.
In seguito alla emanazione delle norme profilattiche volte a contenere l'attuale epidemia, si è determinata una duplice impossibilità di svolgere le elezioni per il rinnovo degli organi rappresentativi degli Enti Pubblici tanto territoriali quanto non territoriali il cui mandato è attualmente scaduto ovvero si trova in scadenza.
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In seguito alla emanazione delle norme profilattiche volte a contenere l'attuale epidemia, si è determinata una duplice impossibilità di svolgere le elezioni per il rinnovo degli organi rappresentativi degli Enti Pubblici tanto territoriali quanto non territoriali il cui mandato è attualmente scaduto ovvero si trova in scadenza.

In seguito alla emanazione delle norme profilattiche volte a contenere l'attuale epidemia, si è determinata una duplice impossibilità di svolgere le elezioni per il rinnovo degli organi rappresentativi degli Enti Pubblici tanto territoriali quanto non territoriali il cui mandato è attualmente scaduto ovvero si trova in scadenza. Tale impossibilità risulta tanto materiale quanto giuridica, non potendo gli elettori nel caso degli Enti Pubblici territoriali ovvero i componenti delle assemblee nel caso degli Enti Pubblici non territoriali accudire ai luoghi designati ad esprimere il suffragio senza violare le disposi

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Il più recente sondaggio rivela che ben il novantacinque per cento degli italiani non ha fiducia nelle istituzioni, mentre solo il rimanente cinque per cento dichiara di mantenerla.
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Il più recente sondaggio rivela che ben il novantacinque per cento degli italiani non ha fiducia nelle istituzioni, mentre solo il rimanente cinque per cento dichiara di mantenerla.

Il più recente sondaggio rivela che ben il novantacinque per cento degli italiani non ha fiducia nelle istituzioni, mentre solo il rimanente cinque per cento dichiara di mantenerla. Questa percentuale risulta nettamente inferiore rispetto alla consistenza dei cosiddetti “ceti tutelati” che si riducono ai dipendenti pubblici, per i quali potrebbe venire meno l'usbergo costituito dalla inamovibilità. Tale principio giuridico era sancito anche dalla costituzione della Grecia, dove però per due volte è stato smentito. La sua prima violazione risale all'epoca dei colonnelli. Si dice che uno di costoro, tale Pattakòs,

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L'articolo redatto da Mikhail Gorbaciov in occasione del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, pubblicato su “L'Osservatore Romano”, non costituisce un semplice omaggio di circostanza, ma tuttavia non rivela nessun retroscena sui rapporti intercorsi tra questi due personaggi.
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L'articolo redatto da Mikhail Gorbaciov in occasione del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, pubblicato su “L'Osservatore Romano”, non costituisce un semplice omaggio di circostanza, ma tuttavia non rivela nessun retroscena sui rapporti intercorsi tra questi due personaggi.

L'articolo redatto da Mikhail Gorbaciov in occasione del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, pubblicato su “L'Osservatore Romano”, non costituisce un semplice omaggio di circostanza, ma tuttavia non rivela nessun retroscena sui rapporti intercorsi tra questi due personaggi. Il loro incontro, per quanto storico, non costituisce assolutamente un colpo di scena Giulio Andreotti, che aveva contribuito a prepararlo, ed in seguito potè ricevere le confidenze di entrambi, riferì che – addetta di Gorbaciov – essi avevano conversato in paleoslavo: è come se un italiano e un francese si parlassero in latino.

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Nessuno può credere ragionevolmente che l'ambasciatore della Cina in Israele sia morto per cause naturali. Ciò detto, aggiungiamo che altrettanto ragionevolmente non si saprà mai con certezza chi lo abbia ucciso. Possiamo dunque avanzare delle ipotesi sui motivi.
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Nessuno può credere ragionevolmente che l'ambasciatore della Cina in Israele sia morto per cause naturali. Ciò detto, aggiungiamo che altrettanto ragionevolmente non si saprà mai con certezza chi lo abbia ucciso. Possiamo dunque avanzare delle ipotesi sui motivi.

Nella Chiesa Cattolica le suore sono come i carabinieri “use a obbedir tacendo”. Se dunque rompono il silenzio, ciò significa che è accaduto qualcosa di molto grave. Le religiose sono inoltre logicamente delle donne le quali si esprimono con maggiore franchezza rispetto agli uomini. Deve però essere sopravvissuto qualcosa dell'antica abitudine al riserbo se una congregazione femminile di Savona, che gestisce una benemerita scuola parificata, ci ha fatto giungere per il tramite di comuni amici una sommessa ma ferma protesta nei confronti del governo, intenzionato a togliere i contributi di stato a questi istituti.

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Se un lavoratore dipendente si ammala essendo stato contagiato dal virus che ha causato l'attuale epidemia, può beneficiare delle prestazioni garantite dall'INAIL.
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Se un lavoratore dipendente si ammala essendo stato contagiato dal virus che ha causato l'attuale epidemia, può beneficiare delle prestazioni garantite dall'INAIL.

Nella Chiesa Cattolica le suore sono come i carabinieri “use a obbedir tacendo”. Se dunque rompono il silenzio, ciò significa che è accaduto qualcosa di molto grave. Le religiose sono inoltre logicamente delle donne le quali si esprimono con maggiore franchezza rispetto agli uomini. Deve però essere sopravvissuto qualcosa dell'antica abitudine al riserbo se una congregazione femminile di Savona, che gestisce una benemerita scuola parificata, ci ha fatto giungere per il tramite di comuni amici una sommessa ma ferma protesta nei confronti del governo, intenzionato a togliere i contributi di stato a questi istituti.

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Se un lavoratore dipendente si ammala essendo stato contagiato dal virus che ha causato l'attuale epidemia, può beneficiare delle prestazioni garantite dall'INAIL.
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Se un lavoratore dipendente si ammala essendo stato contagiato dal virus che ha causato l'attuale epidemia, può beneficiare delle prestazioni garantite dall'INAIL.

Se un lavoratore dipendente si ammala essendo stato contagiato dal virus che ha causato l'attuale epidemia, può beneficiare delle prestazioni garantite dall'INAIL. Questa decisione del governo Conte pare dettata dalla preoccupazione di tutelare quella che un tempo veniva definita onicomprensivamente come la

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La prima ed essenziale caratteristica di ogni atto legislativo consiste nella sua pubblicità.
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La prima ed essenziale caratteristica di ogni atto legislativo consiste nella sua pubblicità.

La prima ed essenziale caratteristica di ogni atto legislativo consiste nella sua pubblicità. Ciò è dovuto al fatto che ogni legge viene emanata per stabilire un precetto. Se dunque - per assurdo - una legge fosse segreta, nessuno potrebbe ottemperare alle sue norme. In realtà, ci eravamo già imbattuti nella contraddizione in termini di una legge segreta nel nostro paese di adozione, dove veniva tenuto sempre riservato il bilancio di previsione dello stato. Il motivo di tale situazione era da ricercare nel fatto che non si voleva far conoscere l'ammontare della dotazione economica della difesa. Risulta chiaro che

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Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale, i nostri zii di Sanremo nascosero per venti mesi, fino alla Liberazione, nella loro casa di Corso Orazio Raimondo 43, a Sanremo, una signora israelita.
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Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale, i nostri zii di Sanremo nascosero per venti mesi, fino alla Liberazione, nella loro casa di Corso Orazio Raimondo 43, a Sanremo, una signora israelita.

Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale, i nostri zii di Sanremo nascosero per venti mesi, fino alla Liberazione, nella loro casa di Corso Orazio Raimondo 43, a Sanremo, una signora israelita. Tutti i vicini lo sapevano, ma nessuno commise una delazione. La circostanza era nota anche ai funzionari della polizia, essendo a quell'epoca il commissariato alloggiato al piano terreno dello stesso edificio. Gli unici di cui si doveva temere erano i tedeschi ed i fascisti repubblichini. Questa vicenda ci viene in mente apprendendo che l'organismo di rapresentanza della polizia di stato ha affermato che i

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Lettera aperta
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Lettera aperta

Lettera aperta al Cardinale Gualtiero Bassetti. Eminenza Reverendissima, leggo, nella sua dichiarazione a commento del rilascio della dottoressa Silvia Romano, le seguenti testuali parole:

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Il professor Vittorio Sgarbi ha tracciato un parallelo tra quanto avvenne in occasione del rapimento di Aldo Moro e quanto è successo con la dottoressa Romano.
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Il professor Vittorio Sgarbi ha tracciato un parallelo tra quanto avvenne in occasione del rapimento di Aldo Moro e quanto è successo con la dottoressa Romano.

Il professor Vittorio Sgarbi ha tracciato un parallelo tra quanto avvenne in occasione del rapimento di Aldo Moro e quanto è successo con la dottoressa Romano. Prima di valutare le analogie e le differenze tra i due casi sul piano giuridico, occorre ricordare che nulla di quanto scrisse all'epoca l'ex Presidente del Consiglio dalla sua detenzione venne creduto, ed anzi semplicemente preso in considerazione, con l'argomento che l'autore delle lettere era plagiato - o quanto meno oggettivamente condizionato dai terroristi delle Brigate Rosse. Nessuno, invece, ha messo in discussione la spontaneità e la sincerità de

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Sulla vicenda della dottoressa Romano non disponiamo di alcuna informazione diretta.
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Sulla vicenda della dottoressa Romano non disponiamo di alcuna informazione diretta.

Sulla vicenda della dottoressa Romano non disponiamo di alcuna informazione diretta. Ci limitiamo dunque ad analizzare quanto appreso dalla lettura dei giornali. Copisce, nelle dichiarazioni rilasciate dall'ex ostaggio, l'assenza di ogni espressione di critica, di condanna, di semplice dissociazione rispetto all'azione compiuta dai rapitori. Se la dottoressa Romano li ha perdonati, ciò le fa naturalmente onore in quanto, (ex) cristiana, ma ci domandiamo perchè non dica espressamente

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Gli economisti avvertono che il governo della repubblica sta mentendo agli italiani in merito alla esistenza dei fondi necessari per sopravvivere all'attuale crisi economica, anche se si comprende nel denaro disponibile quanto l'Europa offre in prestito mediante il cosiddetto "fondo salvastati".
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Gli economisti avvertono che il governo della repubblica sta mentendo agli italiani in merito alla esistenza dei fondi necessari per sopravvivere all'attuale crisi economica, anche se si comprende nel denaro disponibile quanto l'Europa offre in prestito mediante il cosiddetto "fondo salvastati".

Gli economisti avvertono che il governo della repubblica sta mentendo agli italiani in merito alla esistenza dei fondi necessari per sopravvivere all'attuale crisi economica, anche se si comprende nel denaro disponibile quanto l'Europa offre in prestito mediante il cosiddetto

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Si è detto che dopo l'epidemia i ricchi saranno più ricchi, e i poveri sempre più poveri.
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Si è detto che dopo l'epidemia i ricchi saranno più ricchi, e i poveri sempre più poveri.

Si è detto che dopo l'epidemia i ricchi saranno più ricchi, e i poveri sempre più poveri. Lasciamo agli economisti ogni valutazione sulla veridicità di questa affermazione. Da parte nostra, possiamo tuttavia formularne altre due: in primo luogo, chi è solidale e coeso, lo sarà ancora di pèiù, avendo potuto constatare l'utilità di questi rapporti; in secondo luogo, chi è più convinto sarà certamente rafforzato nelle sue certezze, mentre i dubbiosi troveranno l'occasione per sbandarsi. Cominciamo dal primo punto. La gran parte della comunità islamica residente nella nostra città ha sofferto le conseguenze della dis

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Lo spettacolo offerto di recente dalle valli del Tirolo meridionale ricordava certi scenari della mitologia germanica, quali le notti di Valpurga.
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Lo spettacolo offerto di recente dalle valli del Tirolo meridionale ricordava certi scenari della mitologia germanica, quali le notti di Valpurga.

Lo spettacolo offerto di recente dalle valli del Tirolo meridionale ricordava certi scenari della mitologia germanica, quali le notti di Valpurga. La mancanza assoluta di turisti impediva d'altronde di pensare a qualche messa in scena promossa per intrattenere i visitatori dalle aziende di soggiorno, che da quelle parti eccellono per l'efficienza e l'alto livello delle iniziative. Sulle pendici dei monti erano stati accesi dei grandi fuochi, disegnando su scala gigantesca la scritta

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Il Tassoni scrisse la parodia dei grandi poemi epici del Cinquecento, La Gerusalemme Liberata e L'Orlando Furioso, componendo la Secchia Rapita con cui rese celebre l'aspetto comico della secolare disputa tra bolognesi e modenesi, all'origine di guerre sanguinose nell'età comunale.
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Il Tassoni scrisse la parodia dei grandi poemi epici del Cinquecento, La Gerusalemme Liberata e L'Orlando Furioso, componendo la Secchia Rapita con cui rese celebre l'aspetto comico della secolare disputa tra bolognesi e modenesi, all'origine di guerre sanguinose nell'età comunale.

Il Tassoni scrisse la parodia dei grandi poemi epici del Cinquecento, La Gerusalemme Liberata e L'Orlando Furioso, componendo la Secchia Rapita con cui rese celebre l'aspetto comico della secolare disputa tra bolognesi e modenesi, all'origine di guerre sanguinose nell'età comunale. Tra Oneglia e Diano Marina, anch'esse tradizionalmente rivali, è andata in scena una vicenda analoga, che però attende ancora un Tassoni in grado di metterla in poesia: su Capo Berta, il Comune di Diano e il Comitato Olimpico Provinciale avevano fatto erigere i busti di Coppi, Bartali e Girardengo. Quello del campione toscano fu scolpi

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Due recenti decisioni adottate dal governo - apparentemente non collegate l'una con l'altra - rivelano come l'attuale tendenza a distruggere lo stato di diritto per sostituirlo con un regime autoritario non sia da mettere soltanto in rapporto con la necessità di imporre misure pofilattiche, ma risponda soprattutto ad una ben precisa ideologia con cui conformare la società italiana.
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Due recenti decisioni adottate dal governo - apparentemente non collegate l'una con l'altra - rivelano come l'attuale tendenza a distruggere lo stato di diritto per sostituirlo con un regime autoritario non sia da mettere soltanto in rapporto con la necessità di imporre misure pofilattiche, ma risponda soprattutto ad una ben precisa ideologia con cui conformare la società italiana.

Due recenti decisioni adottate dal governo - apparentemente non collegate l'una con l'altra - rivelano come l'attuale tendenza a distruggere lo stato di diritto per sostituirlo con un regime autoritario non sia da mettere soltanto in rapporto con la necessità di imporre misure pofilattiche, ma risponda soprattutto ad una ben precisa ideologia con cui conformare la società italiana. In primo luogo, lo Stato si propone quale socio non delle imprese individuali, bensì di quelle facenti capo a società di capitali, per azioni o a responsabilità limitata. Qualora questi soggetti si trovino in difficoltà - ed è inutile

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Nelle prossime ore, il tribunale amministrativo della Calabria dovrà prendere una decisione da cui può dipendere il futuro dello stato di diritto in Italia.
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Nelle prossime ore, il tribunale amministrativo della Calabria dovrà prendere una decisione da cui può dipendere il futuro dello stato di diritto in Italia.

Nelle prossime ore, il tribunale amministrativo della Calabria dovrà prendere una decisione da cui può dipendere il futuro dello stato di diritto in Italia. La Giunta Regionale, con propria ordinanza, ha autorizzato l'apertura senza restrizioni degli esercizi pubblici, la cui attività permane limitata - in base a quanto disposto in sede nazionale mediante decreto del Presidente del Consiglio - alla vendita degli asporti. Questa delibera è stata impugnata dal governo, che ha richiesto anche la sospensione della esecuzione. Ora la giurisdizione amministrativa - in attesa di valutare nel merito la legittimità dell'a

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Applichiamo ancora una volta la distinzione tomistica tra il fatto e l'evento per spiegare quantoi sta avvenendo in questo momento a Roma, o meglio a Palazzo Chigi e dintorni, dato che gli altri luoghi del potere (con l'unica, significativa eccezione di quelli situati sulla riva destra del Tevere) sono attualmente vuoti, nel senso letterale del termine.
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Applichiamo ancora una volta la distinzione tomistica tra il fatto e l'evento per spiegare quantoi sta avvenendo in questo momento a Roma, o meglio a Palazzo Chigi e dintorni, dato che gli altri luoghi del potere (con l'unica, significativa eccezione di quelli situati sulla riva destra del Tevere) sono attualmente vuoti, nel senso letterale del termine.

Applichiamo ancora una volta la distinzione tomistica tra il fatto e l'evento per spiegare quantoi sta avvenendo in questo momento a Roma, o meglio a Palazzo Chigi e dintorni, dato che gli altri luoghi del potere (con l'unica, significativa eccezione di quelli situati sulla riva destra del Tevere) sono attualmente vuoti, nel senso letterale del termine. C'è aria di regime, al punto che alle pur timide riserve espresse dalla professoressa Cartabia in merito all'uso improprio e spregiudicato dei decreti del Presidente del Consiglio per introdurre nuove norme di legge (altri giuristi - noi compresi - si sono manifes

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Se ci rammarichiamo per il fatto che un grande giurista quale è il professor Gustavo Zagrebelsky, uomo di assoluta onestà intelettuale, non si pronunzi su un tema decisivo come il carattere di atti amministrativi proprio dei decreti del Presidente del Consiglio, per cui essi risultano nulli, quandoi si pretende di attribuire ad essi la qualifica di atti di tipo legislativo, l'intervento dell'ex presidente della Corte Costituzionale su "La Repubblica" del 30 aprile fornisce un importante argomento alla battaglia in difesa dello stato di diritto.
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Se ci rammarichiamo per il fatto che un grande giurista quale è il professor Gustavo Zagrebelsky, uomo di assoluta onestà intelettuale, non si pronunzi su un tema decisivo come il carattere di atti amministrativi proprio dei decreti del Presidente del Consiglio, per cui essi risultano nulli, quandoi si pretende di attribuire ad essi la qualifica di atti di tipo legislativo, l'intervento dell'ex presidente della Corte Costituzionale su "La Repubblica" del 30 aprile fornisce un importante argomento alla battaglia in difesa dello stato di diritto.

Se ci rammarichiamo per il fatto che un grande giurista quale è il professor Gustavo Zagrebelsky, uomo di assoluta onestà intelettuale, non si pronunzi su un tema decisivo come il carattere di atti amministrativi proprio dei decreti del Presidente del Consiglio, per cui essi risultano nulli, quandoi si pretende di attribuire ad essi la qualifica di atti di tipo legislativo, l'intervento dell'ex presidente della Corte Costituzionale su

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Corrado Augias, scrivendo su "La Repubblica", si dice stupito dal silenzio sceso sulla città di Roma a causa delle attuali restrizioni della circolazione, rifacendosi ad un passato remoto in cui l'Urbe non fu per qualche tempo rumorosa.
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Corrado Augias, scrivendo su "La Repubblica", si dice stupito dal silenzio sceso sulla città di Roma a causa delle attuali restrizioni della circolazione, rifacendosi ad un passato remoto in cui l'Urbe non fu per qualche tempo rumorosa.

Da qualche giorno, i redattori de “La Repubblica”, ed in particolare i suoi commentatori, sono impegnati in una frettolosa correzione di rotta in riferimento alle scelte compiute da Conte. Diciamo da Conte, e non dal suo governo, in quanto – come sempre avviene nei regimi autoritari, siano essi aperti o mascherati – le decisioni sono concentrate in una sola persona e nei suoi stretti collaboratori: i quali però non agiscono in base alle funzioni a loro attribuite formalmente, bensì a quelle assunte di fatto. Basti pensare a come i vari “commissari” abbiano ormai esautorato i diversi ministri. I quali tuttavia si

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Da qualche giorno, i redattori de “La Repubblica”, ed in particolare i suoi commentatori, sono impegnati in una frettolosa correzione di rotta in riferimento alle scelte compiute da Conte.
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Da qualche giorno, i redattori de “La Repubblica”, ed in particolare i suoi commentatori, sono impegnati in una frettolosa correzione di rotta in riferimento alle scelte compiute da Conte.

Da qualche giorno, i redattori de “La Repubblica”, ed in particolare i suoi commentatori, sono impegnati in una frettolosa correzione di rotta in riferimento alle scelte compiute da Conte. Diciamo da Conte, e non dal suo governo, in quanto – come sempre avviene nei regimi autoritari, siano essi aperti o mascherati – le decisioni sono concentrate in una sola persona e nei suoi stretti collaboratori: i quali però non agiscono in base alle funzioni a loro attribuite formalmente, bensì a quelle assunte di fatto. Basti pensare a come i vari “commissari” abbiano ormai esautorato i diversi ministri. I quali tuttavia si

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Sui motivi per cui “il morbo infuria” – come scrisse il Fusinato a proposito di Venezia – soprattutto a Bergamo e a Brescia interviene con un suo articolo Stefania Piazzo, ricordando come nella zona di confine tra le due province si fossero manifestati tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di quest’anno alcuni casi di meningite, in parte con esito fatale per le persone colpite.
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Sui motivi per cui “il morbo infuria” – come scrisse il Fusinato a proposito di Venezia – soprattutto a Bergamo e a Brescia interviene con un suo articolo Stefania Piazzo, ricordando come nella zona di confine tra le due province si fossero manifestati tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di quest’anno alcuni casi di meningite, in parte con esito fatale per le persone colpite.

Sui motivi per cui “il morbo infuria” – come scrisse il Fusinato a proposito di Venezia – soprattutto a Bergamo e a Brescia interviene con un suo articolo Stefania Piazzo, ricordando come nella zona di confine tra le due province si fossero manifestati tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di quest’anno alcuni casi di meningite, in parte con esito fatale per le persone colpite. Dopo avere riferito nei dettagli al riguardo, citando ampiamente la stampa locale e le diverse autorità municipali, la nostra collega giunge ad una conclusione, che non possiamo commentare data la nostra assoluta incompetenza in materia

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Il contenzioso che si è aperto drammaticamente tra la Conferenza Episcopale Italiana e il governo Conte in merito alla possibilità di celebrare riti religiosi con il concorso dei fedeli va ben oltre una semplice controversia su quali siano le misure più adeguate a combattere l’epidemia.
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Il contenzioso che si è aperto drammaticamente tra la Conferenza Episcopale Italiana e il governo Conte in merito alla possibilità di celebrare riti religiosi con il concorso dei fedeli va ben oltre una semplice controversia su quali siano le misure più adeguate a combattere l’epidemia.

Il contenzioso che si è aperto drammaticamente tra la Conferenza Episcopale Italiana e il governo Conte in merito alla possibilità di celebrare riti religiosi con il concorso dei fedeli va ben oltre una semplice controversia su quali siano le misure più adeguate a combattere l’epidemia. Quando l’autorità ecclesiastica raccomandò ai credenti di adeguarsi alle disposizioni vigenti, contraddicendo ed isolando il settore tradizionalista, pronto a denunziare inopinatamente una asserita limitazione della libertà di culto, non mancammo di sottolineare come questa indicazione avesse segnato il punto finale di un cammino

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La Festa della Liberazione, per la prima volta dal 1945, non è stata celebrata.
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La Festa della Liberazione, per la prima volta dal 1945, non è stata celebrata.

La Festa della Liberazione, per la prima volta dal 1945, non è stata celebrata. Di questo 25 aprile, rimarrà la memoria della figura curva e dolente del Presidente Mattarella, solo con due corazzieri sull’Altare della Patria. L’assenza anche di un solo resistente riscontrata nella cerimonia – se di cerimonia si può parlare – anticipa di qualche tempo il giorno in cui anche l’ultimo superstite del “Corpo Italiano Volontari della Libertà” sarà scomparso. Nel 2008, vennero celebrati nel duomo di Milano i funerali dell’ultimo cavaliere di Vittorio Veneto, tale Delfino Borroni, deceduto alla età biblica di centodieci

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Il comitato parlamentare di vigilanza sui servizi (COPASIR) ha convocato per una audizione nella sua sede di San Macuto tanto il ministro della sanità Speranza quanto i responsabili della nostra “intelligence”.
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Il comitato parlamentare di vigilanza sui servizi (COPASIR) ha convocato per una audizione nella sua sede di San Macuto tanto il ministro della sanità Speranza quanto i responsabili della nostra “intelligence”.

Il comitato parlamentare di vigilanza sui servizi (COPASIR) ha convocato per una audizione nella sua sede di San Macuto tanto il ministro della sanità Speranza quanto i responsabili della nostra “intelligence”. Da questa sessione si attende una risposta a due quesiti, riguardanti sia la sopravvivenza della democrazia in Italia, sia l’avvenuta consumazione di un colpo di stato, che – nella generale incoscienza dei nostri concittadini – l’avrebbe ormai eliminata. Ricapitoliamo alcuni dati già esposti nei nostri articoli precedenti. Nello scorso mese di gennaio, un documento elaborato nell’ambito del ministero della

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L’apocalisse non verrà a causa dell’epidemia, bensì per effDiverse novità si segnalano in ambito giuridico per quanto riguarda le misure adottate al fine di contrastare l’epidemia.etto della conseguente crisi economica e sociale.
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L’apocalisse non verrà a causa dell’epidemia, bensì per effDiverse novità si segnalano in ambito giuridico per quanto riguarda le misure adottate al fine di contrastare l’epidemia.etto della conseguente crisi economica e sociale.

Diverse novità si segnalano in ambito giuridico per quanto riguarda le misure adottate al fine di contrastare l’epidemia. In primo luogo, due quotidiani a diffusione nazionale, “La Repubblica” ed il “Corriere della Sera”, hanno rivelato l’esistenza di un documento elaborato il 20 gennaio 2020 dal Ministero della Sanità, contenente un “piano nazionale di emergenza” predisposto per fronteggiare le conseguenze del virus. Anche se le previsioni contenute nel testo sono state surclassate dalla realtà, riguardando soltanto mille pazienti ricoverati dopo cinque mesi dalla registrazione del primo caso ed una occupazione

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L’apocalisse non verrà a causa dell’epidemia, bensì per effetto della conseguente crisi economica e sociale.
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L’apocalisse non verrà a causa dell’epidemia, bensì per effetto della conseguente crisi economica e sociale.

L’apocalisse non verrà a causa dell’epidemia, bensì per effetto della conseguente crisi economica e sociale. Diciamo questo in quanto non esiste nessuna prova a sostegno delle teorie secondo cui il virus sarebbe in realtà una invenzione, oppure sarebbe stato diffuso di proposito per scatenare una guerra batteriologica, ovvero lo si sarebbe esagerato per precipitare lo scontro tra le contrapposte potenze mondiali. Fatto sta che il crollo del prezzo delle materie prime, ed in particolare del petrolio, causa sicuramente due risultati: in primo luogo, esso priva di risorse gli abitanti dei paesi la cui economia si ba

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Giunge notizia che anche la Regione Lombardia, dopo il Trentino Alto Adige (Sud Tirol), ha deciso di emettere propri titoli del debito pubblico, cui è stato immediatamente attribuito un “rating” superiore a quello dei buoni del tesoro italiani: i quali vedranno dunque diminuire i propri acquirenti.
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Giunge notizia che anche la Regione Lombardia, dopo il Trentino Alto Adige (Sud Tirol), ha deciso di emettere propri titoli del debito pubblico, cui è stato immediatamente attribuito un “rating” superiore a quello dei buoni del tesoro italiani: i quali vedranno dunque diminuire i propri acquirenti.

Giunge notizia che anche la Regione Lombardia, dopo il Trentino Alto Adige (Sud Tirol), ha deciso di emettere propri titoli del debito pubblico, cui è stato immediatamente attribuito un “rating” superiore a quello dei buoni del tesoro italiani: i quali vedranno dunque diminuire i propri acquirenti. Milano fa dunque concorrenza a Roma, non più soltanto nel calcio. Immediatamente, un fondo – pensioni degli Stati Uniti si è dichiarato disposto ad acquistare l’intera emissione. Al di là del successo dell’operazione, ciò testimonia – dal punto di vista politico – il sostegno dell’America ad una possibile operazione se

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Giungono da Roma notizie inquietanti: il governo ha deciso di applicare ai telefoni mobili una “app” che non è in grado di seguire i nostri spostamenti, ma comunque capace di registrare la vicinanza con altri apparecchi.
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Giungono da Roma notizie inquietanti: il governo ha deciso di applicare ai telefoni mobili una “app” che non è in grado di seguire i nostri spostamenti, ma comunque capace di registrare la vicinanza con altri apparecchi.

Giungono da Roma notizie inquietanti: il governo ha deciso di applicare ai telefoni mobili una “app” che non è in grado di seguire i nostri spostamenti, ma comunque capace di registrare la vicinanza con altri apparecchi. È disponibile, in alternativa, il braccialetto elettronico. Chi non ha abbastanza soldi per comprare l’ultimo modello di “smartphone”, sarà trattato come i detenuti ai “domiciliari”: un tempo si denunziava la “giustizia di classe”, ora c’è la “profilassi di classe”. Si potrà dunque sapere chi frequenta gli oppositori politici, facendolo entrare a sua volta nel novero delle persone da tenere sotto

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Il Papa ed il Patriarca di Costantinopoli hanno ricordato l’apologo su cui si erano trovati d’accordo a loro tempo i predecessori Paolo VI e Atenagora: bisognerebbe confinare su di un’isola tutti i teologi e lasciarceli a discutere tra di loro.
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Il Papa ed il Patriarca di Costantinopoli hanno ricordato l’apologo su cui si erano trovati d’accordo a loro tempo i predecessori Paolo VI e Atenagora: bisognerebbe confinare su di un’isola tutti i teologi e lasciarceli a discutere tra di loro.

Il Papa ed il Patriarca di Costantinopoli hanno ricordato l’apologo su cui si erano trovati d’accordo a loro tempo i predecessori Paolo VI e Atenagora: bisognerebbe confinare su di un’isola tutti i teologi e lasciarceli a discutere tra di loro. In effetti, soltanto i più acculturati tra i fedeli, anzi tra i praticanti, conoscono sia pure sommariamente le differenze dottrinali fra le varie chiese cristiane. Lo stesso avveniva a suo tempo tra i partiti comunisti, e particolarmente tra quelli al potere. Ogni tanto, venivano informati del fatto che il “Quotidiano del Popolo” aveva pubblicato un editoriale di alcune d

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Leone Tolstoi ha scritto che tutte le famiglie felici si assomigliano, ma ogni famiglia infelice lo è a modo suo.
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Leone Tolstoi ha scritto che tutte le famiglie felici si assomigliano, ma ogni famiglia infelice lo è a modo suo.

Leone Tolstoi ha scritto che tutte le famiglie felici si assomigliano, ma ogni famiglia infelice lo è a modo suo. Parafrasando il grande scrittore, si potrebbe affermare la stessa cosa a proposito delle città. Le quali sono indubbiamente infelici a causa delle sofferenze e della miseria causate dalla epidemia, ma – per l’appunto – lo sono ciascuna in modo diverso. Non vi è alcun dubbio sul fatto che questa situazione faccia emergere il meglio ed il peggio tanto nelle singole persone quanto nelle loro aggregazioni. Non essendo corretto valutare il comportamento individuale dei nostri concittadini, cercheremo di co

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Il nuovo presidente della Confindustria ha esordito nell’incarico denunciando che l’attuale governo si caratterizza per il suo “pregiudizio anti industriale”.
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Il nuovo presidente della Confindustria ha esordito nell’incarico denunciando che l’attuale governo si caratterizza per il suo “pregiudizio anti industriale”.

Il nuovo presidente della Confindustria ha esordito nell’incarico denunciando che l’attuale governo si caratterizza per il suo “pregiudizio anti industriale”. Si potrebbe sostituire il termine “governo” con la parola “stato”. Quanto all’avversione nei confronti dell’industria ci pare invece che il presidente Bonomi abbia colto nel segno. Scrive infatti con ragione Stefano Folli: “nella maggioranza che sostiene Conte l’impronta culturale è data in prevalenza dai cinque stelle un movimento diffidente verso l’impresa e propenso a coltivare l’utopia della decrescita”. Quando Grillo parla di “reddito universale”, sa b

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Pare che tutto il potere esecutivo e legislativo, nella vacanza di quello giudiziario, sia ormai concentrato a Palazzo Chigi, inteso anche come luogo fisico.
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Pare che tutto il potere esecutivo e legislativo, nella vacanza di quello giudiziario, sia ormai concentrato a Palazzo Chigi, inteso anche come luogo fisico.

Il quotidiano colpo di piccone allo stato di diritto che dobbiamo registrare appena trascorsa la Pasqua, riguarda una delle disposizioni contenute nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio, con cui si affida alla ditta tedesca Vodafone l’installazione in Italia del sistema di comunicazioni a distanza denominato “5 G”, fabbricato in Cina. Pare che tutto il potere esecutivo e legislativo, nella vacanza di quello giudiziario, sia ormai concentrato a Palazzo Chigi, inteso anche come luogo fisico. Montecitorio e Palazzo Madama sono infatti ormai deserti, come pure le sedi dei ministeri, con la parziale eccezion

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Pochi, anche tra gli appassionati del calcio, conoscono il motivo per cui la Gran Bretagna – diversamente da tutti gli altri paesi – ha ben quattro squadre nazionali, rappresentanti rispettivamente l’Inghilterra, la Scozia, il Galles e l’Irlanda del Nord.
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Pochi, anche tra gli appassionati del calcio, conoscono il motivo per cui la Gran Bretagna – diversamente da tutti gli altri paesi – ha ben quattro squadre nazionali, rappresentanti rispettivamente l’Inghilterra, la Scozia, il Galles e l’Irlanda del Nord.

Il quotidiano colpo di piccone allo stato di diritto che dobbiamo registrare appena trascorsa la Pasqua, riguarda una delle disposizioni contenute nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio, con cui si affida alla ditta tedesca Vodafone l’installazione in Italia del sistema di comunicazioni a distanza denominato “5 G”, fabbricato in Cina. Pare che tutto il potere esecutivo e legislativo, nella vacanza di quello giudiziario, sia ormai concentrato a Palazzo Chigi, inteso anche come luogo fisico. Montecitorio e Palazzo Madama sono infatti ormai deserti, come pure le sedi dei ministeri, con la parziale eccezion

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Ci tocca ormai di assistere ogni giorno ad una sempre più rapida distruzione dello stato di diritto.
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Ci tocca ormai di assistere ogni giorno ad una sempre più rapida distruzione dello stato di diritto.

Ci tocca ormai di assistere ogni giorno ad una sempre più rapida distruzione dello stato di diritto. Per spiegare come si svolge questo processo, occorre prendere le mosse dalla definizione in termini giuridici del colpo di stato, che avviene quando la costituzione viene modificata senza osservare il procedimento stabilito per il suo emendamento. A questo punto, bisogna sia intesa come l’insieme delle norme che regolano la composizione ed il funzionamento degli organi che esercitano il potere di imperio dello stato. Risulta indubbio che nell’ambito di queste norme rientrano le leggi regolatrici delle funzioni del

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Il Papa, nel corso del Triduo Pasquale, ha parlato in occasione della messa “in coena domini” del Giovedì Santo, ha lasciato la parola a Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nel corso della funzione del Venerdì e l’ha ripresa dinnanzi alle poche persone che celebravano con lui la “Via Crucis” commentando l’istituzione dell’Eucarestia e del sacerdozio, Bergoglio ha preso spunto dalla lavanda dei piedi per identificare la missione degli ordinati con il dovere di servire il prossimo: non basta limitarsi ad amministrare i sacramenti, ma occorre provvedere a tutte le necessità – anche materiali – del prossimo.
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Il Papa, nel corso del Triduo Pasquale, ha parlato in occasione della messa “in coena domini” del Giovedì Santo, ha lasciato la parola a Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nel corso della funzione del Venerdì e l’ha ripresa dinnanzi alle poche persone che celebravano con lui la “Via Crucis” commentando l’istituzione dell’Eucarestia e del sacerdozio, Bergoglio ha preso spunto dalla lavanda dei piedi per identificare la missione degli ordinati con il dovere di servire il prossimo: non basta limitarsi ad amministrare i sacramenti, ma occorre provvedere a tutte le necessità – anche materiali – del prossimo.

Il Papa, nel corso del Triduo Pasquale, ha parlato in occasione della messa “in coena domini” del Giovedì Santo, ha lasciato la parola a Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nel corso della funzione del Venerdì e l’ha ripresa dinnanzi alle poche persone che celebravano con lui la “Via Crucis” commentando l’istituzione dell’Eucarestia e del sacerdozio, Bergoglio ha preso spunto dalla lavanda dei piedi per identificare la missione degli ordinati con il dovere di servire il prossimo: non basta limitarsi ad amministrare i sacramenti, ma occorre provvedere a tutte le necessità – anche materia

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Daniel Ortega, capo supremo dei sandinisti e presidente del Nicaragua, da quando l’epidemia ha raggiunto il suo paese sembra essersi smaterializzato.
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Daniel Ortega, capo supremo dei sandinisti e presidente del Nicaragua, da quando l’epidemia ha raggiunto il suo paese sembra essersi smaterializzato.

Daniel Ortega, capo supremo dei sandinisti e presidente del Nicaragua, da quando l’epidemia ha raggiunto il suo paese sembra essersi smaterializzato. Non avendolo più visto nessuno, si è diffusa la notizia, che non può essere né confermata né smentita, secondo cui sarebbe morto in un incidente aereo, precipitando mentre si recava a Cuba. Su Ortega abbiamo avuto più volte occasione di esporre la nostra valutazione, che è inutile ripetere in questa sede: siamo sempre stati critici, e gli ultimi avvenimenti rafforzano questa convinzione. La provocazione cui ricorrevano regolarmente in Nicaragua gli agenti della poli

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Quando sarà finita la guerra, le idee che oggi vengono espresse sommessamente, alimenteranno un dibattito ben più ampio.
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Quando sarà finita la guerra, le idee che oggi vengono espresse sommessamente, alimenteranno un dibattito ben più ampio.

Quando sarà finita la guerra, le idee che oggi vengono espresse sommessamente, alimenteranno un dibattito ben più ampio. Rispetto a quanto avveniva nel periodo cosiddetto “clandestino”, dal 1943 al 1945, non si corre – almeno per ora – nessun rischio ad esporle, ma la diffusione dei giornali elettronici assomiglia ugualmente a quella della stampa “underground” durante la resistenza. L’impressione che ricaviamo dalla consultazione di quanto è disponibile rivela che i diversi partiti politici, esaurite da tempo le loro rispettive scuole di pensiero, si trovino nella situazione descritta nel famoso aforisma di Oscar

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Nelle fasi di emergenza della vita di uno stato, occorre prestare una particolare attenzione alla possibilità che le misure restrittive delle libertà e dei diritti vengano imposte soltanto al fine di combattere il pericolo contingente e soltanto per il tempo necessario a raggiungere tale obiettivo.
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Nelle fasi di emergenza della vita di uno stato, occorre prestare una particolare attenzione alla possibilità che le misure restrittive delle libertà e dei diritti vengano imposte soltanto al fine di combattere il pericolo contingente e soltanto per il tempo necessario a raggiungere tale obiettivo.

Nelle fasi di emergenza della vita di uno stato, occorre prestare una particolare attenzione alla possibilità che le misure restrittive delle libertà e dei diritti vengano imposte soltanto al fine di combattere il pericolo contingente e soltanto per il tempo necessario a raggiungere tale obiettivo. Altrimenti, i cittadini possono temere che il ritorno alla normalità non porti con sé il pieno e irrinunciabile ristabilimento delle garanzie costituzionali. Il compito dei giuristi consiste nel vigilare per impedire un simile esito. Proprio per questo desta particolare allarme una norma inserita nel decreto detto “cur

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Ogni giorno, nell’edificio in cui abitiamo, si ripete il rito dello scambio tra il cibo crudo che consegniamo ad una famiglia di vicini mussulmani e quello cucinato, recapitato puntualmente nelle ore dei pasti.
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Ogni giorno, nell’edificio in cui abitiamo, si ripete il rito dello scambio tra il cibo crudo che consegniamo ad una famiglia di vicini mussulmani e quello cucinato, recapitato puntualmente nelle ore dei pasti.

Ogni giorno, nell’edificio in cui abitiamo, si ripete il rito dello scambio tra il cibo crudo che consegniamo ad una famiglia di vicini mussulmani e quello cucinato, recapitato puntualmente nelle ore dei pasti. I Fatnasi, originari della Tunisia sono sette in famiglia, e tutti quanti – tranne l’ultimogenito che è un neonato – frequentano assiduamente la moschea. Il padre è un dirigente della comunità islamica locale. L’abitudine che ci accomuna è nata quasi per caso, quando ci hanno regalato del cibo non “halal” affinché non andasse sprecato. Come l’autodisciplina è la migliore disciplina, l’organizzazione sponta

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André Gide, nel suo famoso romanzo “I sotterranei del Vaticano”, immaginò Leone XIII detenuto nelle segrete di Castel Sant’Angelo.
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André Gide, nel suo famoso romanzo “I sotterranei del Vaticano”, immaginò Leone XIII detenuto nelle segrete di Castel Sant’Angelo.

André Gide, nel suo famoso romanzo “I sotterranei del Vaticano”, immaginò Leone XIII detenuto nelle segrete di Castel Sant’Angelo. Sulla immaginazione dello scrittore transalpino influiva certamente la condizione in cui si erano trovati tutti i papi a partire da Pio IX. Pio XI essendo amante della vita all’aria aperta (Achille Ratti era famoso anche come scalatore, al punto che il Club Alpino gli ha dedicato un rifugio) e non resistendo alla claustrofobia, decise di porre fine ad una segregazione che durava da ben cinquantanove anni. Ora il Papa si trova nuovamente ristretto ai “domiciliari”. Già tale condizione

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Le prediche quotidiane del Papa in Santa Marta costituiscono uno dei pochi mezzi che gli sono rimasti per diffondere il suo magistero.
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Le prediche quotidiane del Papa in Santa Marta costituiscono uno dei pochi mezzi che gli sono rimasti per diffondere il suo magistero.

Le prediche quotidiane del Papa in Santa Marta costituiscono uno dei pochi mezzi che gli sono rimasti per diffondere il suo magistero. Naturalmente, il Vescovo di Roma deve a volte esprimersi su di un tema per alludere ad un altro argomento. Non è tuttavia facile cogliere sempre il legame, per cui ogni analisi compiuta dall’esterno, senza disporre di informazioni dirette dal Vaticano, rischia di risultare completamente infondata. Noi non apparteniamo alla schiera dei cosiddetti “vaticanisti”, nei cui confronti nutriamo anzi una forte diffidenza avendo avuto occasione di osservare la loro ignoranza in materia di s

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La conduttrice partenopea include tra i suoi innumerevoli “ex” tale Pizzimbone, già concessionario del servizio di nettezza urbana ad Imperia, i cui abitanti – considerandola una concittadina di adozione – l’hanno familiarmente soprannominata”la fidanzata di rumenta”, termine che nella lingua regionale designa per l’appunto la spazzatura.
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La conduttrice partenopea include tra i suoi innumerevoli “ex” tale Pizzimbone, già concessionario del servizio di nettezza urbana ad Imperia, i cui abitanti – considerandola una concittadina di adozione – l’hanno familiarmente soprannominata”la fidanzata di rumenta”, termine che nella lingua regionale designa per l’appunto la spazzatura.

“Non è un bene, ma è per il bene”: questa valutazione della epidemia costituisce il migliore commento alla esibizione televisiva di Salvini con Barbara D’Urso. La conduttrice partenopea include tra i suoi innumerevoli “ex” tale Pizzimbone, già concessionario del servizio di nettezza urbana ad Imperia, i cui abitanti – considerandola una concittadina di adozione – l’hanno familiarmente soprannominata”la fidanzata di rumenta”, termine che nella lingua regionale designa per l’appunto la spazzatura. Quanto ad amanti, il capitano non le è certamente da meno. Ora, però, il “metus” incusso dalla epidemia li ha indotti a

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Le epoche come quella che stiamo vivendo si possono paragonare con l’inverno: la natura sembra morta, ma si prepara nascostamente a rifiorire.
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Le epoche come quella che stiamo vivendo si possono paragonare con l’inverno: la natura sembra morta, ma si prepara nascostamente a rifiorire.

Le epoche come quella che stiamo vivendo si possono paragonare con l’inverno: la natura sembra morta, ma si prepara nascostamente a rifiorire. Quanto più abbondanti sono le nevicate, tanto più abbondante si annunzia il raccolto del grano. Gli anni cinquanta, che segnarono il culmine della “guerra Fredda”, furono anche il tempo in cui tanti uomini di buona volontà (e di grande ingegno) preparavano la distensione. Nella Chiesa, lo studio delle Scienze Religiose, ed in particolare della teologia, predisponeva a sua volta le basi, del pontificato giovanneo e del concilio. Nel momento attuale, nessuna istanza, politic

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La storia è piena di atti rivoluzionari compiuti collettivamente, come pure di gesti individuali di ribellione, che hanno segnato la fine di un ordine costituito e l’inizio del processo con cui se ne è affermato uno nuovo.
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La storia è piena di atti rivoluzionari compiuti collettivamente, come pure di gesti individuali di ribellione, che hanno segnato la fine di un ordine costituito e l’inizio del processo con cui se ne è affermato uno nuovo.

La storia è piena di atti rivoluzionari compiuti collettivamente, come pure di gesti individuali di ribellione, che hanno segnato la fine di un ordine costituito e l’inizio del processo con cui se ne è affermato uno nuovo. Tutti abbiamo studiato sui libri di scuola il “Giuramento della pallacorda”, quando gli Stati Generali si trasformarono in Assemblea Costituente. Sempre in Francia, il Generale De Gaulle, trasmettendo il suo famoso appello da Radio Londra, si pose in ribellione contro le autorità dello stato. Nel nostro paese Duccio Galimberti non attese l’8 settembre per proclamare l’inizio della resistenza, m

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Si dice sovente che la prima vittima della guerra è la verità, ma certamente la sua seconda vittima è la logica.
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Si dice sovente che la prima vittima della guerra è la verità, ma certamente la sua seconda vittima è la logica.

Si dice sovente che la prima vittima della guerra è la verità, ma certamente la sua seconda vittima è la logica. La maggiore colpa, in entrambe i casi, de ve essere attribuita alla propaganda. Chi si propone di sostenere il morale dei propri soldati, e naturalmente di menomare quello dei nemici, non esita infatti a mentire, né a cadere in contraddizione. Il Governo italiano sa benissimo che i paesi dell’Europa centrale e settentrionale non accetteranno mai – neppure “una tantum” – di emettere dei buoni del tesoro in congiunto con quelli mediterranei. È anche falso che su tale questione si stiano svolgendo dei neg

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Nel pomeriggio di sabato scorso, i sindacati del personale della Polizia di Stato si sono rivolti al Presidente del Consiglio per avvisarlo che la situazione dell’ordine pubblico è ormai sul punto di sfuggire al controllo delle autorità preposte alla sua tutela.
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Nel pomeriggio di sabato scorso, i sindacati del personale della Polizia di Stato si sono rivolti al Presidente del Consiglio per avvisarlo che la situazione dell’ordine pubblico è ormai sul punto di sfuggire al controllo delle autorità preposte alla sua tutela.

È mancato il nostro concittadino professor Lorenzo Acquarone, successore sulla cattedra di diritto amministrativo dell’Università di Genova di un altro conterraneo, Roberto Lucifredi. Il professor Acquarone fu anche senatore di Imperia. Il nostro ricordo del collega scomparso si riferisce al momento in cui dovemmo presentare in Italia il più importante lavoro scientifico compiuto nel paese di adozione: il primo trattato di diritto amministrativo comparato delle nazioni dell’America Centrale. Il patrocinio della missione scientifica a noi assegnata spettava al professor Piergiorgio Lucifredi, titolare della catted

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Nel pomeriggio di sabato scorso, i sindacati del personale della Polizia di Stato si sono rivolti al Presidente del Consiglio per avvisarlo che la situazione dell’ordine pubblico è ormai sul punto di sfuggire al controllo delle autorità preposte alla sua tutela.
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Nel pomeriggio di sabato scorso, i sindacati del personale della Polizia di Stato si sono rivolti al Presidente del Consiglio per avvisarlo che la situazione dell’ordine pubblico è ormai sul punto di sfuggire al controllo delle autorità preposte alla sua tutela.

Nel pomeriggio di sabato scorso, i sindacati del personale della Polizia di Stato si sono rivolti al Presidente del Consiglio per avvisarlo che la situazione dell’ordine pubblico è ormai sul punto di sfuggire al controllo delle autorità preposte alla sua tutela. Abbiamo fondati motivi per ritenere probabile che questo appello abbia influito sulle decisioni assunte poco dopo dal Governo, comunicate in diretta televisiva e radiofonica al Paese da Conte e Gualtieri. Questa successione degli eventi rafforza la nostra impressione che l’esecutivo stia agendo nella presente situazione di emergenza non tanto in base ad u

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Il discorso pronunciato dal Papa in Piazza San Pietro al culmine dell’epidemia evoca naturalmente molte diverse immagini della scrittura: Elia salì da solo sulla montagna per “un lieve rumore di silenzio” che era la voce di Dio, e lo stesso fece Gesù Cristo nel deserto della Giudea.
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Il discorso pronunciato dal Papa in Piazza San Pietro al culmine dell’epidemia evoca naturalmente molte diverse immagini della scrittura: Elia salì da solo sulla montagna per “un lieve rumore di silenzio” che era la voce di Dio, e lo stesso fece Gesù Cristo nel deserto della Giudea.

Il discorso pronunciato dal Papa in Piazza San Pietro al culmine dell’epidemia evoca naturalmente molte diverse immagini della scrittura: Elia salì da solo sulla montagna per “un lieve rumore di silenzio” che era la voce di Dio, e lo stesso fece Gesù Cristo nel deserto della Giudea. San Giovanni Battista è per eccellenza la “vox clamantis in deserto”. Data la nostra particolare devozione per il precursore, patrono della città di cui siamo originari, la similitudine con il precursore è quella che preferiamo. Esiste però un altro punto in comune tra Vescovo di Roma e la figura del Battista, che consiste nel gridare

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La prima nazione che conquistò l’indipendenza nel corso del XX secolo non fu un paese esotico, bensì collocato nella zona forse più tranquilla, ordinata e pacifica del mondo, cioè la Scandinavia.
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La prima nazione che conquistò l’indipendenza nel corso del XX secolo non fu un paese esotico, bensì collocato nella zona forse più tranquilla, ordinata e pacifica del mondo, cioè la Scandinavia.

La prima nazione che conquistò l’indipendenza nel corso del XX secolo non fu un paese esotico, bensì collocato nella zona forse più tranquilla, ordinata e pacifica del mondo, cioè la Scandinavia. Se pochi conoscono questo dato storico, ancora meno risultano quanti sono in grado di dispiegare come vi si giunse. La terra dei fiordi, dopo aver appartenuto al Regno di Danimarca, era stata assegnata per decisione del Congresso di Vienna alla Svezia quale compensazione per la perdita della Finlandia, ceduta a sua volta alla Russia. I norvegesi, gente più che mai quieta e poco propensa alle rivoluzioni, si adattarono se

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Nel pomeriggio di martedì scorso, abbiamo ricevuto la bozza di un Decreto del Presidente della Repubblica, che però in seguito non è stato promulgato.
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Nel pomeriggio di martedì scorso, abbiamo ricevuto la bozza di un Decreto del Presidente della Repubblica, che però in seguito non è stato promulgato.

Nel pomeriggio di martedì scorso, abbiamo ricevuto la bozza di un Decreto del Presidente della Repubblica, che però in seguito non è stato promulgato. Poco dopo, tuttavia, il Governo ha adottato un Decreto Legge che riflette il suo contenuto. Il punto focale della bozza di Decreto del Presidente della Repubblica si trova nel terzo comma dell’articolo 2, che qui di seguito riproduciamo testualmente: “continuano ad applicarsi nei termini originariamente previsti le misure già adottate con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri adottati in data 8 marzo 2020, 9 marzo 2020, 11 marzo 2020 e 22 marzo 2020”.

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Nel pomeriggio di martedì scorso, abbiamo ricevuto la bozza di un Decreto del Presidente della Repubblica, che però in seguito non è stato promulgato.
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Nel pomeriggio di martedì scorso, abbiamo ricevuto la bozza di un Decreto del Presidente della Repubblica, che però in seguito non è stato promulgato.

Nel pomeriggio di martedì scorso, abbiamo ricevuto la bozza di un Decreto del Presidente della Repubblica, che però in seguito non è stato promulgato. Poco dopo, tuttavia, il Governo ha adottato un Decreto Legge che riflette il suo contenuto. Il punto focale della bozza di Decreto del Presidente della Repubblica si trova nel terzo comma dell’articolo 2, che qui di seguito riproduciamo testualmente: “continuano ad applicarsi nei termini originariamente previsti le misure già adottate con i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri adottati in data 8 marzo 2020, 9 marzo 2020, 11 marzo 2020 e 22 marzo 2020”.

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Apprendiamo che l’Agenzia del farmaco ha autorizzato l’impiego in Italia del medicamento scoperto dai giapponesi per contrastare il virus all’origine dell’attuale epidemia.
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Apprendiamo che l’Agenzia del farmaco ha autorizzato l’impiego in Italia del medicamento scoperto dai giapponesi per contrastare il virus all’origine dell’attuale epidemia.

Apprendiamo che l’Agenzia del farmaco ha autorizzato l’impiego in Italia del medicamento scoperto dai giapponesi per contrastare il virus all’origine dell’attuale epidemia. La situazione riferita dai giornali martedì scorso era la seguente: le Regioni Lombardia, Veneto e Liguria avevano dichiarato nella giornata di lunedì la propria decisione di impiegare questa medicina nei loro presidi sanitari, procedendo ad acquistarla a prescindere dalle decisioni, peraltro non ancora comunicate, dell’Agenzia. La quale comunicava da parte sua che non era in grado di decidere senza avere previamente proceduto alla adeguata sp

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Fin dalla sua elezione, Bergoglio ci ha abituati ad ascoltare la Sua tipica scansione ternaria dei concetti, con cui è solito comunicare il proprio Magistero.
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Fin dalla sua elezione, Bergoglio ci ha abituati ad ascoltare la Sua tipica scansione ternaria dei concetti, con cui è solito comunicare il proprio Magistero.

Fin dalla sua elezione, Bergoglio ci ha abituati ad ascoltare la Sua tipica scansione ternaria dei concetti, con cui è solito comunicare il proprio Magistero. In una delle due interviste rilasciate durante la scorsa settimana, alla domanda su che cosa potesse salvare nella prova dell’epidemia, ha indicato questi strumenti: “radici, memoria, fraternità, speranza”. I concetti, che in apparenza sono divenuti quattro, diminuiscono di una unità se i primi due si uniscono nella formula “memoria delle radici”. Prima di parlare della fraternità, risulta opportuno soffermarsi su questa formula, che ci riporta al passato,

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Il giornale elettronico “il Sussidiario” pubblica un articolo di Giulio Sapelli, in cui – come sempre avviene quando si crea un ingorgo di “dietrologie” e di elucubrazioni sulle società iniziatiche e sui cosiddetti “poteri occulti” – risulta molto difficile districarsi dato che questo scritto contiene certamente degli elementi di verità, mescolati però con informazioni di cui risulta difficile verificare l’attendibilità, occorre compiere uno sforzo per dipanare una matassa alquanto ingarbugliata.
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Il giornale elettronico “il Sussidiario” pubblica un articolo di Giulio Sapelli, in cui – come sempre avviene quando si crea un ingorgo di “dietrologie” e di elucubrazioni sulle società iniziatiche e sui cosiddetti “poteri occulti” – risulta molto difficile districarsi dato che questo scritto contiene certamente degli elementi di verità, mescolati però con informazioni di cui risulta difficile verificare l’attendibilità, occorre compiere uno sforzo per dipanare una matassa alquanto ingarbugliata.

Il giornale elettronico “il Sussidiario” pubblica un articolo di Giulio Sapelli, in cui – come sempre avviene quando si crea un ingorgo di “dietrologie” e di elucubrazioni sulle società iniziatiche e sui cosiddetti “poteri occulti” – risulta molto difficile districarsi dato che questo scritto contiene certamente degli elementi di verità, mescolati però con informazioni di cui risulta difficile verificare l’attendibilità, occorre compiere uno sforzo per dipanare una matassa alquanto ingarbugliata. Prendiamo dunque le mosse da un’ampia citazione dell’articolo. Pechino, secondo quanto scrive Sapelli, nel perseguire

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Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio.
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Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio.

Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio. L'Alto Magistrato si è pronunciato in due sedi diverse, una ufficiale e l'altra ufficiosa e informale. Il Dottor Cozzi ha infatti diramato una Circolare diretta alle distinte Autorità di Polizia Giudiziaria della Liguria, e cioè le Questure, i Comandi Provinciali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché i Sindaci quali responsabili dei rispettivi Corpi di Po

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Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio.
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Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio.

Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio. L'Alto Magistrato si è pronunciato in due sedi diverse, una ufficiale e l'altra ufficiosa e informale. Il Dottor Cozzi ha infatti diramato una Circolare diretta alle distinte Autorità di Polizia Giudiziaria della Liguria, e cioè le Questure, i Comandi Provinciali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché i Sindaci quali responsabili dei rispettivi Corpi di Po

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Pochi giorni prima del fatidico 25 luglio del 1943, quando una congiura ordita dalla Casa Reale e da una parte dei gerarchi componenti il "Gran Consiglio del Fascismo" causasse la caduta di Mussolini, gli Alleati decisero di affrettare questo esito - del quale erano naturalmente informati - bombardando la città di Roma, che per tre anni era stata risparmiata in omaggio alla presenza del Papa.
Iniziamo questo scritto con un breve resoconto di quanto avviene qui ad Imperia.
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Iniziamo questo scritto con un breve resoconto di quanto avviene qui ad Imperia.

Iniziamo questo scritto con un breve resoconto di quanto avviene qui ad Imperia. Sono spariti dalle strade i provocatori al soldo della Destra che prima pullulavano offendendo le persone di diversa opinione e improvvisando comizi volanti nei caffè all'aperto. Costoro operano però adesso nelle code che si formano davanti ai supermercati. Questa mattina, uno di loro ci ha dapprima accusati di propagare l'infezione, e poi - non essendo caduti nella provocazione - ha aizzato all'interno i commessi a rivoltarsi contro il Governo. Abbiamo ragione di temere che questo sia solo l'inizio. Una piccola nota di colore, che r

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Rassicuriamo in primo luogo i nostri affezionati lettori che fino a quando sarà possibile continueremo a testimoniare, a commentare e ad incoraggiarli.
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Rassicuriamo in primo luogo i nostri affezionati lettori che fino a quando sarà possibile continueremo a testimoniare, a commentare e ad incoraggiarli.

Rassicuriamo in primo luogo i nostri affezionati lettori che fino a quando sarà possibile continueremo a testimoniare, a commentare e ad incoraggiarli. Ringraziamo i carissimi amici che ci mettono a disposizione i mezzi necessari per farlo: il nostro copista non è più in grado di garantirci il servizio svolto fino ad ora in modo esemplare. Iniziamo l'articolo di oggi raccontando i pochi fatti accaduti in una piccola città di provincia che possono interessare un pubblico più ampio: Ha chiuso Il Ristorante

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Mentre scriviamo, ancora non sappiamo se ed in quale misura il Governo recepirà le richieste avanzate dal “Governatore” leghista della Lombardia, il quale vorrebbe – se abbiamo capito bene – vietare anche la circolazione dei mezzi pubblici sull'intero territorio nazionale, come pure chiudere gli esercizi commerciali, salvo le rivendite di alimentari e le farmacie.
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Mentre scriviamo, ancora non sappiamo se ed in quale misura il Governo recepirà le richieste avanzate dal “Governatore” leghista della Lombardia, il quale vorrebbe – se abbiamo capito bene – vietare anche la circolazione dei mezzi pubblici sull'intero territorio nazionale, come pure chiudere gli esercizi commerciali, salvo le rivendite di alimentari e le farmacie.

Mentre scriviamo, ancora non sappiamo se ed in quale misura il Governo recepirà le richieste avanzate dal “Governatore” leghista della Lombardia, il quale vorrebbe – se abbiamo capito bene – vietare anche la circolazione dei mezzi pubblici sull'intero territorio nazionale, come pure chiudere gli esercizi commerciali, salvo le rivendite di alimentari e le farmacie. Non si capisce se i supermercati, dove ormai la gente si approvvigiona abitualmente dei beni di consumo più usuali e più necessari, risultino inclusi nelle misure reclamate da Fontana. Probabilmente, Conte ed i suoi Ministri si adegueranno parzialmente

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Non abbiamo nessuna intenzione di unirci al coro, ogni giorno più ampio e robusto, di quegli Italiani che – non sentendosi più tali – esultano per il male dei loro (ex?) compatrioti.
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Non abbiamo nessuna intenzione di unirci al coro, ogni giorno più ampio e robusto, di quegli Italiani che – non sentendosi più tali – esultano per il male dei loro (ex?) compatrioti.

Oggi, l’Italia si è risvegliata in guerra, come era già accaduto nel 1915 e nel 1940. Poco importa stabilire se l’epidemia sia stata scatenata per combattere questo conflitto, dando il primo colpo ad un nemico contro cui era prima o poi inevitabile iniziare le ostilità. Quanto conta è che la guerra già si sta combattendo, ed il fatto che almeno per ora non si spari aumenta – anziché diminuire – la paura della gente, in quanto non è possibile identificare il nemico. Di conseguenza, è anche caduta la distinzione tra le misure adottate per combatterlo e quelle che viceversa sono dirette a proteggere la popolazione e

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Non abbiamo nessuna intenzione di unirci al coro, ogni giorno più ampio e robusto, di quegli Italiani che – non sentendosi più tali – esultano per il male dei loro (ex?) compatrioti.
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Non abbiamo nessuna intenzione di unirci al coro, ogni giorno più ampio e robusto, di quegli Italiani che – non sentendosi più tali – esultano per il male dei loro (ex?) compatrioti.

La parola “Sindaco” si traduce nelle diverse lingue europee con termini dall'etimologia completamente diversa. In francese si dice “Maire”, derivato dal latino “Magister” come pure l'inglese “Major” ed il tedesco “Borgomastro”; in spagnolo si usa “Alcalde”, preso dall'arabo; gli Slavi impiegano “Starosta”, che letteralmente vuole dire “il più anziano”. Perché in italiano ricorre una omonimia con chi, in una Società di Capitali, è incaricato di valutare la conformità con la Legge di quanto decidono gli altri organi? La ragione di questa coincidenza ci riporta alla vicenda storica dell'Italia. I Liberi Comuni appar

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La parola “Sindaco” si traduce nelle diverse lingue europee con termini dall'etimologia completamente diversa.
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La parola “Sindaco” si traduce nelle diverse lingue europee con termini dall'etimologia completamente diversa.

La parola “Sindaco” si traduce nelle diverse lingue europee con termini dall'etimologia completamente diversa. In francese si dice “Maire”, derivato dal latino “Magister” come pure l'inglese “Major” ed il tedesco “Borgomastro”; in spagnolo si usa “Alcalde”, preso dall'arabo; gli Slavi impiegano “Starosta”, che letteralmente vuole dire “il più anziano”. Perché in italiano ricorre una omonimia con chi, in una Società di Capitali, è incaricato di valutare la conformità con la Legge di quanto decidono gli altri organi? La ragione di questa coincidenza ci riporta alla vicenda storica dell'Italia. I Liberi Comuni appar

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CONI – Delegazione di Imperia
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CONI – Delegazione di Imperia

CONI – Delegazione di Imperia Pochi ricordano i tempi in cui il CONI era rappresentato nella nostra provincia da un suo Delegato, nella persona del Conte Cella, che abitava in una lussuosa villa nella frazione di Coldirodi, presso Sanremo. Egli assolveva soprattutto ad una funzione di rappresentanza. All’inizio degli Anni Cinquanta venne nominato Vice delegato del CONI Martino Roberto Gaglio, ventimigliese di nascita ma imperiese di adozione, il quale svolgeva ad Oneglia una importante attività di mediatore di olio, con rapporti anche in ambito internazionale, in Spagna, in Algeria, in Tunisia, in Marocco ed altr

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Il Professor Castagnino
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Il Professor Castagnino

Il Professor Castagnino Devo ammettere che la Scuola, malgrado ripetute e documentate sollecitazioni, nonché l’ingente sostegno economico erogato dal CONI per favorire la pratica sportiva prevista dai programmi del Ministero della Pubblica Istruzione, non l'ha mai realizzata in modo efficace, quale da sempre io avevo auspicato. Il mio attivismo urtava sovente contro una mentalità che all'epoca ignorava le istanze dei genitori degli alunni, nonché quelle delle Società Sportive. I principali ostacoli erano da ricercare in un atteggiamento negligente verso lo sport, proprio dei dirigenti scolastici, come anche alle

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Il Professor Roberto Demattei approfitta anche dell'epidemia per attaccare il Papa.
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Il Professor Roberto Demattei approfitta anche dell'epidemia per attaccare il Papa.

Da tempo, nella nostra Città di Imperia, ci tocca purtroppo di assistere a dei “comizi volanti” improvvisati da elementi provocatori dell’estrema Destra, dediti ad un uso sistematico e spregiudicato di quelle che nel linguaggio corrente sono definite “fake news”, mentre i nostri vecchi le definivamo - meno elegantemente, ma più efficacemente – come “balle”. Dopo la sensazionale informazione sul Governo Conte che avrebbe intenzione di cessare il pagamento di tutte le pensioni, ora il bersaglio dei provocatori si è spostato sulla sponda destra del Tevere, prendendo di mira Papa Bergoglio. Purtroppo per la sua parte

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Da tempo, nella nostra Città di Imperia, ci tocca purtroppo di assistere a dei “comizi volanti” improvvisati da elementi provocatori dell’estrema Destra, dediti ad un uso sistematico e spregiudicato di quelle che nel linguaggio corrente sono definite “fake news”, mentre i nostri vecchi le definivamo - meno elegantemente, ma più efficacemente – come “balle”.
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Da tempo, nella nostra Città di Imperia, ci tocca purtroppo di assistere a dei “comizi volanti” improvvisati da elementi provocatori dell’estrema Destra, dediti ad un uso sistematico e spregiudicato di quelle che nel linguaggio corrente sono definite “fake news”, mentre i nostri vecchi le definivamo - meno elegantemente, ma più efficacemente – come “balle”.

Da tempo, nella nostra Città di Imperia, ci tocca purtroppo di assistere a dei “comizi volanti” improvvisati da elementi provocatori dell’estrema Destra, dediti ad un uso sistematico e spregiudicato di quelle che nel linguaggio corrente sono definite “fake news”, mentre i nostri vecchi le definivamo - meno elegantemente, ma più efficacemente – come “balle”. Dopo la sensazionale informazione sul Governo Conte che avrebbe intenzione di cessare il pagamento di tutte le pensioni, ora il bersaglio dei provocatori si è spostato sulla sponda destra del Tevere, prendendo di mira Papa Bergoglio. Purtroppo per la sua parte

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I cognomi più diffusi nella nostra Città sono stati per secoli Berio ed Amoretti.
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I cognomi più diffusi nella nostra Città sono stati per secoli Berio ed Amoretti.

I cognomi più diffusi nella nostra Città sono stati per secoli Berio ed Amoretti. Quanti li portavano erano così numerosi che per distinguerli si ricorreva ai soprannomi, inizialmente affibbiati ad una singola persona e poi contagiati alla sua intera discendenza. Ora – nel volgere di pochi anni – questa situazione si è rovesciata, al punto che il cognome più usuale è ora quello dei Fartnasi. Mentre però i vari Berio ed Amoretti non sono tutti imparentati tra di loro, questa genia di tunisini è contraddistinta da più o meno stretti vincoli di consanguineità. Il motivo del repentino sorpasso va ricercato nella prol

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L’alternativa davanti alla quale è posta l’Italia non poteva essere espressa con maggiore chiarezza e concisione di quanto ha detto ieri a “La Repubblica” Enrico Rossi, Presidente della Giunta Regionale della Toscana: “Ho apprezzato molto l’intenzione del Governo di coordinare le Regioni. Senza scavalcare le prerogative di nessuno, di fronte all’emergenza del coronavirus è stato messo in campo il tentativo di mostrare che può ancora esistere un sistema Paese coeso e responsabile”.
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L’alternativa davanti alla quale è posta l’Italia non poteva essere espressa con maggiore chiarezza e concisione di quanto ha detto ieri a “La Repubblica” Enrico Rossi, Presidente della Giunta Regionale della Toscana: “Ho apprezzato molto l’intenzione del Governo di coordinare le Regioni. Senza scavalcare le prerogative di nessuno, di fronte all’emergenza del coronavirus è stato messo in campo il tentativo di mostrare che può ancora esistere un sistema Paese coeso e responsabile”.

L’alternativa davanti alla quale è posta l’Italia non poteva essere espressa con maggiore chiarezza e concisione di quanto ha detto ieri a “La Repubblica” Enrico Rossi, Presidente della Giunta Regionale della Toscana: “Ho apprezzato molto l’intenzione del Governo di coordinare le Regioni. Senza scavalcare le prerogative di nessuno, di fronte all’emergenza del coronavirus è stato messo in campo il tentativo di mostrare che può ancora esistere un sistema Paese coeso e responsabile”. Abbiamo già scritto di come la riunione celebrata nei giorni scorsi in videoconferenza tra i rappresentanti del Governo nazionale e qu

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Il Presidente del Consiglio ha riunito i cosiddetti “Governatori” delle Regioni per discutere dell'emergenza sanitaria.
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Il Presidente del Consiglio ha riunito i cosiddetti “Governatori” delle Regioni per discutere dell'emergenza sanitaria.

Il Presidente del Consiglio ha riunito i cosiddetti “Governatori” delle Regioni per discutere dell'emergenza sanitaria. Sarebbe più corretto dire che sono stati convocati i Presidenti delle Giunte Regionali, in quanto il termine “Governatore” non fa parte del lessico giuridico italiano, e risulta inutile ricercarlo nei vari Digesti. L'adozione di questa definizione costituisce in realtà l'ennesima manifestazione della nostra esterofilia da poveri provinciali. I “Governatori “erano infatti alla guida delle Colonie, quando ancora quei territori, con le rispettive popolazioni, erano sottoposti al dominio europeo: il

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La Costituzione della Repubblica Italiana, nella sua stesura originaria, nel definire le competenze legislative ed amministrative delle Regioni a Statuto Ordinario, poneva ad esse due limitazioni, l’una definita – sia pure con linguaggio non corretto da punto di vista giuridico – come “orizzontale” e l’altra come “verticale”.
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La Costituzione della Repubblica Italiana, nella sua stesura originaria, nel definire le competenze legislative ed amministrative delle Regioni a Statuto Ordinario, poneva ad esse due limitazioni, l’una definita – sia pure con linguaggio non corretto da punto di vista giuridico – come “orizzontale” e l’altra come “verticale”.

La Costituzione della Repubblica Italiana, nella sua stesura originaria, nel definire le competenze legislative ed amministrative delle Regioni a Statuto Ordinario, poneva ad esse due limitazioni, l’una definita – sia pure con linguaggio non corretto da punto di vista giuridico – come “orizzontale” e l’altra come “verticale”. Quella “orizzontale” si riferiva alle materie su cui le Regioni potevano emanare atti tanto di tipo legislativo, ma soltanto “nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato”: e tale criterio definiva precisamente la limitazione “verticale”. Quando finalmente le Region

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Due fatti dominano l’attualità internazionale delle ultime ore ...
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Due fatti dominano l’attualità internazionale delle ultime ore ...

Due fatti dominano l’attualità internazionale delle ultime ore: uno è la visita dal Papa a Bari, tradizionale porta dell’Italia aperta verso l’Oriente; l’altro è la proposta della Signora Le Pen, che vorrebbe chiudere il confine tra la Francia ed il nostro Paese. Il Capoluogo della Puglia ospita fin dal Medio Evo le soglie di San Nicola di Mira: il quale però, essendo stato adottato “post mortem” da questa Città, è noto in Occidente precisamente come San Nicola da Bari. Trattandosi però anche del Patrono della Russia, la sua tomba nella Cattedrale è tradizionalmente meta di pellegrinaggi provenienti da quel Paese

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Il tema dell'epidemia è ricorrente nella letteratura.
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Il tema dell'epidemia è ricorrente nella letteratura.

Il tema dell'epidemia è ricorrente nella letteratura. Tra i molti autori che vi hanno attinto, traendone ispirazione, ricordiamo il classico Manzoni ed il moderno Camus. Nell'opera dell'uno come dell'altro, la diffusione di una malattia mortale era elevata a metafora di un male sociale ancora più grave della peste, quella reale del 1630 e quella immaginaria dell'omonimo romanzo. Il Manzoni si riferiva alla condizione dei sottomissione in cui erano ridotti gli Italiani, sudditi della Spagna nel 1630 ed assoggettati all'Austra nell'epoca in cui redigeva “I Promessi Sposi”. Camus, a sua volta, aveva presente l'occup

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Per tutto il corso della guerra civile che insanguinò il Libano negli Anni Settanta, il suo Governo non si dimise, ma anzi continuò a nominare gli Ambasciatori e ad emanare atti amministrativi, senza apparentemente curarsi ne della tragedia in corso tutto attorno al palazzo in cui si svolgevano regolari sessioni del Consiglio dei Ministri, ne della farsa che vi veniva messa in scena con cadenza settimanale.
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Per tutto il corso della guerra civile che insanguinò il Libano negli Anni Settanta, il suo Governo non si dimise, ma anzi continuò a nominare gli Ambasciatori e ad emanare atti amministrativi, senza apparentemente curarsi ne della tragedia in corso tutto attorno al palazzo in cui si svolgevano regolari sessioni del Consiglio dei Ministri, ne della farsa che vi veniva messa in scena con cadenza settimanale.

Per tutto il corso della guerra civile che insanguinò il Libano negli Anni Settanta, il suo Governo non si dimise, ma anzi continuò a nominare gli Ambasciatori e ad emanare atti amministrativi, senza apparentemente curarsi ne della tragedia in corso tutto attorno al palazzo in cui si svolgevano regolari sessioni del Consiglio dei Ministri, ne della farsa che vi veniva messa in scena con cadenza settimanale. Non risulta anzi che alcun provvedimento fosse finalizzato a far cessare le ostilità: come certi Sovrani in esilio, l'Esecutivo del “Paese dei Cedri” faceva soltanto finta di governare. C'era però un aspetto a

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La notizia era così prevedibile che – come si dice tautologicamente nel gergo giornalistico - “non fa notizia: l'Onorevole Claudio Scajola, Sindaco di Imperia, è rientrato in Forza Italia.
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La notizia era così prevedibile che – come si dice tautologicamente nel gergo giornalistico - “non fa notizia: l'Onorevole Claudio Scajola, Sindaco di Imperia, è rientrato in Forza Italia.

La notizia era così prevedibile che – come si dice tautologicamente nel gergo giornalistico - “non fa notizia: l'Onorevole Claudio Scajola, Sindaco di Imperia, è rientrato in Forza Italia. Si conclude così – con un “Happy End” in perfetto stile hollywoodiano – una saga familiare che nelle precedenti puntate minacciava di farci assistere ad un finale sanguinoso: ancora nella conferenza stampa di fine anno, il “Bassotto” aveva solennemente scandito di non avere alcun rapporto con il nipote. Più che una tragedia greca, la trama sembra richiamare una sceneggiata napoletana. Peccato che Mario Merola sia morto, dato ch

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Ci giunge con ritardo la dolorosa notizia della morte prematura del Reverendo Sergio Ribet
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Ci giunge con ritardo la dolorosa notizia della morte prematura del Reverendo Sergio Ribet

Ci giunge con ritardo la dolorosa notizia della morte prematura del Reverendo Sergio Ribet, cui ci legavano la comune milizia politica ed una grande stima personale. Abbiamo combattuto per la stessa causa, ed abbiamo perduto: questo è il bilancio di una intera generazione. Ripieghiamo la nostra bandiera, in attesa che un giorno altri uomini la risollevino, con la stessa nostra coscienza ma con maggiore fortuna. Alla Signora Ribet ed a tutta la sua famiglia esprimiamo le nostre fraterne condoglianze.

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I commentatori italiani, ed in genere europei, si sono sentiti delusi perché il Papa
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I commentatori italiani, ed in genere europei, si sono sentiti delusi perché il Papa

I commentatori italiani, ed in genere europei, si sono sentiti delusi perché il Papa, promulgando con un proprio documento le conclusioni del Sinodo sull’Amazzonia, non le ha ratificate nella parte riguardante la possibilità dell’Ordinazione Presbiteriale degli uomini coniugati – nel linguaggio canonico si dice “uxorati” - i quali abbiano già ricevuto quella Diaconale. Tale grado del Sacramento dell’Ordine viene comunque conferito – è bene ricordarlo - dopo avere frequentato un “cursus studiorum” equivalente a quello richiesto per i Sacerdoti. In verità, se Bergoglio non ha concesso per il momento la propria rati

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Mentre Renzi, agendo come guastatore dall'interno della maggioranza, tenta di far cadere il Governo – essendo comunque già riuscito a paralizzarlo – Salvini lancia il suo vero manifesto politico.
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Mentre Renzi, agendo come guastatore dall'interno della maggioranza, tenta di far cadere il Governo – essendo comunque già riuscito a paralizzarlo – Salvini lancia il suo vero manifesto politico.

Mentre Renzi, agendo come guastatore dall'interno della maggioranza, tenta di far cadere il Governo – essendo comunque già riuscito a paralizzarlo – Salvini lancia il suo vero manifesto politico. L'operazione ordita dal “Capitano” non manca di abilità. Da un lato, infatti, l'ex Ministro dell'Interno chiede di essere giudicato in sede penale. Con questo, apparentemente, l'uomo pare conformarsi ai principi fondamentali dello Stato di Diritto: spetta infatti alla Magistratura valutare se un cittadino ha commesso o meno un reato. Salvini non ignora però il fatto che una eventuale condanna – in base al disposto della

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Sua Eminenza Monsignor Mario Jsmaele Castellano, già Arcivescovo di Siena, cui mi unisce il noto vincolo di parentela, riflesso nell’omonimia
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Sua Eminenza Monsignor Mario Jsmaele Castellano, già Arcivescovo di Siena, cui mi unisce il noto vincolo di parentela, riflesso nell’omonimia

Dottor Claudio Scajola Sindaco di Imperia Sua Sede Illustre Signor Sindaco, Conformandomi con la cortese sollecitazione rivoltami a Suo nome da una gentile Funzionaria dell’Ufficio Protocollo, ben volentieri mi accingo a tracciare un succinto profilo di Sua Eminenza Monsignor Mario Jsmaele Castellano, già Arcivescovo di Siena, cui mi unisce il noto vincolo di parentela, riflesso nell’omonimia. A Sua Eccellenza il Prefetto di Imperia, da cui proviene la richiesta veicolata dall’Amministrazione Comunale, rivolgo il mio ossequio, con la speranza di adempire a quanto Egli – in veste di massimo rappresentante dello St

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Raccontava Pitigrilli, scrittore prolifico e molto di moda nel periodo detto “d'entre les deux guerres”, che mentre i monaci ortodossi disputavano su argomenti quali l'ombelico di Adamo ed il sesso degli Angeli, i Turchi entravano in Costantinopoli.
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Raccontava Pitigrilli, scrittore prolifico e molto di moda nel periodo detto “d'entre les deux guerres”, che mentre i monaci ortodossi disputavano su argomenti quali l'ombelico di Adamo ed il sesso degli Angeli, i Turchi entravano in Costantinopoli.

Raccontava Pitigrilli, scrittore prolifico e molto di moda nel periodo detto “d'entre les deux guerres”, che mentre i monaci ortodossi disputavano su argomenti quali l'ombelico di Adamo ed il sesso degli Angeli, i Turchi entravano in Costantinopoli. Gli storici dei secoli futuri concepiranno probabilmente un simile sentimento di derisione considerando quanto oggi avviene nella Curia Romana: il Papa viene bollato quale eretico dai tradizionalisti perché prende in considerazione l'Ordinazione di uomini sposati, come se la sopravvivenza dell'Occidente cristiano dipendesse da simili questioni, che non sono nemmeno do

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L'apertura della campagna elettorale di Toti si è celebrata a Taggia alla presenza di soli tre Sindaci su sessantasette, quanti ne conta la provincia di Imperia: pochini.
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L'apertura della campagna elettorale di Toti si è celebrata a Taggia alla presenza di soli tre Sindaci su sessantasette, quanti ne conta la provincia di Imperia: pochini.

L'apertura della campagna elettorale di Toti si è celebrata a Taggia alla presenza di soli tre Sindaci su sessantasette, quanti ne conta la provincia di Imperia: pochini. Il diligente Ufficio Stampa di via Fieschi, svegliandosi per l'occasione dal suo lungo letargo, obietterà che in realtà i Primi Cittadini accorsi a fare da “claque” al “Governatore”erano in numero di quattro. A parte la scontata battuta sui “Quattro Rusteghi”, rispondiamo che il Sindaco di Taggia, pur figurando quale anfitrione dell'incontro, vi partecipava in rappresentanza del suo bagnino. Ai tempi della Prima Repubblica perfino l'inverso, cio

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Antonello Trombadori dopo avere accompagnato Palmiro Togliatti ad assistere al film che Luchino Visconti aveva tratto nel 1961 dal “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, riferì che il “Migliore” ne era rimasto entusiasta, al punto di definire “un genio” il grande regista.
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Antonello Trombadori dopo avere accompagnato Palmiro Togliatti ad assistere al film che Luchino Visconti aveva tratto nel 1961 dal “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, riferì che il “Migliore” ne era rimasto entusiasta, al punto di definire “un genio” il grande regista.

Antonello Trombadori dopo avere accompagnato Palmiro Togliatti ad assistere al film che Luchino Visconti aveva tratto nel 1961 dal “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, riferì che il “Migliore” ne era rimasto entusiasta, al punto di definire “un genio” il grande regista. Se Trombadori non fosse stato a sua volta un ammiratore incondizionato del Segretario, avrebbe potuto – anzi dovuto, per onestà intellettuale – rilevare che Togliatti era caduto in una palese contraddizione: se infatti vi era un autore di cinema in dissenso dalla linea estetica che “Ercoli” aveva imposto al Partito, era proprio il “Conte

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Quando due uomini sono chiamati a collaborare, devono quasi sempre comporre le differenze dovute all'origine, alla cultura, al carattere e all'esperienza.
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Quando due uomini sono chiamati a collaborare, devono quasi sempre comporre le differenze dovute all'origine, alla cultura, al carattere e all'esperienza.

Quando due uomini sono chiamati a collaborare, devono quasi sempre comporre le differenze dovute all'origine, alla cultura, al carattere e all'esperienza. Ed è precisamente l'esperienza comune, il vissuto di ciascuno quanto costituisce alla fine il fattore decisivo: su tutto il resto influisce infatti quanto viene mutuato dall'ambiente, dall'influenza di terze persone. L'esperienza è invece quanto rende ciascuno di noi un soggetto unico e irripetibile. Chi ha vissuto le vicende del Novecento si è imbattuto prima o poi in una situazione estrema, e cioè la guerra: oppure nella sua variante costituita dalla dittatur

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Per comprendere quanto è grave la situazione in cui versa oggi l'Italia, è sufficiente giustapporre tre notizie, succedutesi nell'arco di due giorni soltanto.
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Per comprendere quanto è grave la situazione in cui versa oggi l'Italia, è sufficiente giustapporre tre notizie, succedutesi nell'arco di due giorni soltanto.

Per comprendere quanto è grave la situazione in cui versa oggi l'Italia, è sufficiente giustapporre tre notizie, succedutesi nell'arco di due giorni soltanto. La prima riguarda il fatto che i dirigenti delle “Sardine”, corteggiati durante la campagna elettorale dell'Emilia da tutti i dirigenti, locali e nazionali, e poi ringraziati quali salvatori della Patria democratica e progressista, non sono stati neanche convocati a Palazzo Chigi per l'incontro che Giuseppe Conte aveva loro promesso, senza peraltro avere ricevuto una formale richiesta di udienza. La politica sembra dunque tornata immediatamente alle pratich

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Il contributo arrecato dalla provincia di Imperia alla causa nazionale della Lega è risultato di ben scarso rilievo.
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Il contributo arrecato dalla provincia di Imperia alla causa nazionale della Lega è risultato di ben scarso rilievo.

Il contributo arrecato dalla provincia di Imperia alla causa nazionale della Lega è risultato di ben scarso rilievo. Tempo fa, abbiamo appreso che proviene da Ceriana, uno dei nostri Paesi più tipici ed attaccati alle tradizioni, come testimoniano i cori e le processioni del Venerdì Santo, il Signore ricercato ogni anno dai fotografi in occasione del raduno di Pontida. Questo personaggio, incurante delle inevitabili insinuazioni sulla fedeltà coniugale della consorte, esibisce con orgoglio un paio di corna proverbialmente smisurate. Con questo poco onorevole ornamento, il nostro concittadino intende sottolineare

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L’Ordine dei Templari, o meglio l’Ordine dei “Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis” (V.E.O.S.P.S.S. - MCXVIII)
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L’Ordine dei Templari, o meglio l’Ordine dei “Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis” (V.E.O.S.P.S.S. - MCXVIII)

L’Ordine dei Templari, o meglio l’Ordine dei “Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis” (V.E.O.S.P.S.S. - MCXVIII), guidato dal Gran Priore Fra’ Riccardo Borsi, celebrerà il prossimo 23 aprile la “Giornata Internazionale dei Cristiani Perseguitati nel Mondo”, cui auspica si associ anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite: la quale ha invece indetto da tempo per il 22 agosto una “Giornata per i perseguitati a motivo della fede”. I Cavalieri del Tempio di Gerusalemme hanno anche proposto all’O.N.U. di aderire alla loro iniziativa. Temiamo che il “Palazzo di Vetro” risponda a questa richiesta con il class

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La notizia riguarda la Città Vecchia di Gerusalemme, quel fazzoletto di terra circondato dalle Mura di Solimano il Magnifico in cui si addensa la massima concentrazione di spiritualità esistente nel mondo
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La notizia riguarda la Città Vecchia di Gerusalemme, quel fazzoletto di terra circondato dalle Mura di Solimano il Magnifico in cui si addensa la massima concentrazione di spiritualità esistente nel mondo

La notizia riguarda la Città Vecchia di Gerusalemme, quel fazzoletto di terra circondato dalle Mura di Solimano il Magnifico in cui si addensa la massima concentrazione di spiritualità esistente nel mondo. L'unico insediamento religioso russo nella Città sacra alle tre religioni monoteiste era fino ad ora la Chiesa, caratterizzata dalle tipiche cupole a cipolla, situata sul Monte degli Olivi, cioè al di fuori dell'antico perimetro urbano. Ora, per decisione del Governo di Israele, alla Russia viene restituito il cosiddetto “Cortile di Alessandro”, nei pressi della Basilica del Santo Sepolcro, destinato in origine

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Quanto avevamo da dire in merito al risultato elettorale dell'Emilia – Romagna lo abbiamo già scritto nel nostro articolo anteriore.
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Quanto avevamo da dire in merito al risultato elettorale dell'Emilia – Romagna lo abbiamo già scritto nel nostro articolo anteriore.

Quanto avevamo da dire in merito al risultato elettorale dell'Emilia – Romagna lo abbiamo già scritto nel nostro articolo anteriore. Essendo l'esito ormai archiviato, è opportuno soffermarci sulle conseguenze che potrà determinare altrove. L'Italia è il Paese delle Cento Città, profondamente diverse per identità, per cultura e per tradizioni. Se sono diverse le Città, risultano tali a maggior ragione le Regioni. Chi trasmigra da un luogo all'altro della Penisola, finisce per ritrovarsi non tanto forestiero, quanto piuttosto straniero. Ciò è capitato precisamente ad un romagnolo, che abbiamo conosciuto molto bene,

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L'ex Senatore comunista Nedo Canetti è morto proprio mentre la Sinistra stava festeggiando la vittoria conseguita in Emilia.
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L'ex Senatore comunista Nedo Canetti è morto proprio mentre la Sinistra stava festeggiando la vittoria conseguita in Emilia.

L'ex Senatore comunista Nedo Canetti è morto proprio mentre la Sinistra stava festeggiando la vittoria conseguita in Emilia. Si è trattato certamente di una coincidenza casuale, ma la contemporaneità tra i due eventi induce a riflettere su di un dato incontrovertibile, rilevato concordemente da tutti gli osservatori: l'inversione di tendenza nella politica nazionale è stata determinata dal rovesciamento di una linea politica che ad Imperia aveva nel defunto Parlamentare il suo massimo rappresentante. Se è vero che nella nostra Città la scelta del “Compromesso Storico”, imposta a suo tempo da Enrico Berlinguer, ha

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Dal Commendator Luigi Ivo Bensa riceviamo e volentieri pubblichiamo.
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Dal Commendator Luigi Ivo Bensa riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Dal Commendator Luigi Ivo Bensa riceviamo e volentieri pubblichiamo. Un indelebile ricordo: Monsignor Loris Capovilla Una delle caratteristiche più peculiari della Commissione Nazionale dei Giudici di Gara (CNGC) è consistita fin dalla sua istituzione, avvenuta nel 1970, quando il Consiglio Federale della Federazione Ciclistica Italiana decise di sopprimere l'anteriore Associazione Nazionale degli Ufficiali di Gara (ANUGC) del Ciclismo, nella organizzazione degli annuali raduni tecnici riservati ai Giudici appartenenti alle categorie nazionale ed internazionale. Tale iniziativa si proponeva di dare luogo ad un co

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QUI CANE CON INTESTINO MARCIO DISTRUGGE E CAGA ACIDO NELLE PIANTE DEL COMUNE...
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QUI CANE CON INTESTINO MARCIO DISTRUGGE E CAGA ACIDO NELLE PIANTE DEL COMUNE...

ATTENZIONE QUI CANE CON INTESTINO MARCIO DISTRUGGE E CAGA ACIDO NELLE PIANTE DEL COMUNE... POVERO CANE CHE PADRONE DI MERDA (Manifesto anonimo affisso ad Imperia Oneglia) I dittatori tendono quasi sempre a divenire paranoici. Questa patologia mentale finisce in genere per contagiare dapprima i loro collaboratori, ed infine gli stessi sudditi: i quali ultimi, presi da una frenesia delatoria, si denunziano gli uni con gli altri. Nel caso del nostro concittadino imperiese, assoggettato al governo assolutistico del Sindaco Scajola (con la “j” lunga), all’odio ideologico si accompagna una irriducibile avversione nei c

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C'è una immagine che molto meglio di ogni pettegolezzo contenuto nei libri di Marco Nuzzi riassume icasticamente le condizioni in cui versa oggi la Curia Romana.
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C'è una immagine che molto meglio di ogni pettegolezzo contenuto nei libri di Marco Nuzzi riassume icasticamente le condizioni in cui versa oggi la Curia Romana.

C'è una immagine che molto meglio di ogni pettegolezzo contenuto nei libri di Marco Nuzzi riassume icasticamente le condizioni in cui versa oggi la Curia Romana. Un Frate Cappuccino, uomo brevilineo e piuttosto corpulento, munito della fluente barba di ordinanza che fa di lui una sorta di archetipo o di idea iperurania degli appartenenti al suo Ordine Religioso, è solito trascorrere l'orario “di lavoro” (?) deambulando in ambedue le direzioni, con moto pendolare incessante, per via della Conciliazione. L'unico rapporto ufficiale che abbiamo stabilito con costui riguardò a suo tempo un parere da lui emesso in meri

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É ritornata purtroppo di attualità a Roma la “vexata quaestio” degli “urtisti”.
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É ritornata purtroppo di attualità a Roma la “vexata quaestio” degli “urtisti”.

É ritornata purtroppo di attualità a Roma la “vexata quaestio” degli “urtisti”. Per chi non ha dimestichezza con l’Urbe, spieghiamo che con questa strana denominazione vi vengono designati i venditori ambulanti che – fendendo la folla dei pellegrini congregati in piazza San Pietro, e per l’appunto colpendoli con i loro tipici “baracchini” (di qui la denominazione) - offrono in vendita oggetti della devozione cattolica. Per antica tradizione, gli “urtisti” sono israeliti, e la loro costituiva una delle quattro professioni che i componenti la Comunità venivano autorizzati ad esercitare al di fuori del “Ghetto”. Anc

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Qualche anno fa, Imperia ebbe un Sindaco che presiedeva il Consiglio Comunale in pantaloni corti.
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Qualche anno fa, Imperia ebbe un Sindaco che presiedeva il Consiglio Comunale in pantaloni corti.

Qualche anno fa, Imperia ebbe un Sindaco che presiedeva il Consiglio Comunale in pantaloni corti. Nello stesso periodo, il suo collega Fulvio Cerofolini vietò l’accesso alla “Sala Rossa” di Palazzo Tursi ad un Consigliere che si era presentato nello stesso abbigliamento. Nel Paese di adozione, facemmo la conoscenza del suo uomo più ricco, “Don”Alfredo Pellas: il quale, malgrado fosse “hijo del Paìs” - come si dice da quelle parti – ormai di terza generazione, ritornava ogni anno a Genova – Città da cui proveniva la sua famiglia – alla ricerca delle proprie radici. Avendo saputo che venivamo anche noi dalle stesse

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I nostri nonni ed i nostri genitori ricordavano con assoluta precisione i grandi giorni della storia nazionale, dove si trovavano e che cosa stavano facendo nel momento in cui l’Italia era entrata in guerra, così come nel momento in cui la guerra era finita.
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I nostri nonni ed i nostri genitori ricordavano con assoluta precisione i grandi giorni della storia nazionale, dove si trovavano e che cosa stavano facendo nel momento in cui l’Italia era entrata in guerra, così come nel momento in cui la guerra era finita.

Questa mattina, un nostro conoscente musulmano, che per via della sua professione si sveglia molto presto e dunque certamente aveva ascoltato le ultime notizie dal Medio Oriente, si divertiva a prendere in giro gli Occidentali per via degli ottanta americani ammazzati – a quanto diceva la radio – in una base dell’Iraq: solo più tardi si è saputo trattarsi di iracheni. Il suo atteggiamento ilare ricordava quello dei tifosi della squadra vincente, che al lunedì mattina – al momento del cappuccino col cornetto – si fanno beffe di quelli della compagine perdente. Siamo al cospetto non tanto di un fanatico, quanto piu

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I nostri nonni ed i nostri genitori ricordavano con assoluta precisione i grandi giorni della storia nazionale, dove si trovavano e che cosa stavano facendo nel momento in cui l’Italia era entrata in guerra, così come nel momento in cui la guerra era finita.
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I nostri nonni ed i nostri genitori ricordavano con assoluta precisione i grandi giorni della storia nazionale, dove si trovavano e che cosa stavano facendo nel momento in cui l’Italia era entrata in guerra, così come nel momento in cui la guerra era finita.

I nostri nonni ed i nostri genitori ricordavano con assoluta precisione i grandi giorni della storia nazionale, dove si trovavano e che cosa stavano facendo nel momento in cui l’Italia era entrata in guerra, così come nel momento in cui la guerra era finita. Nel caso della generazione precedente, a queste date se ne aggiungeva un’altra, quella tragica dell’Otto settembre, in cui “era morta la Patria”. Si trattò in effetti del più importante spartiacque della loro esistenza, in quanto il dissolvimento dello Stato aveva segnato anche una crisi irreversibile della stessa idea di Nazione. Fu come se tutto quanto era

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Si dice che a una certa età i desideri finiscono e cominciano i ricordi.
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Si dice che a una certa età i desideri finiscono e cominciano i ricordi.

Si dice che a una certa età i desideri finiscono e cominciano i ricordi. In realtà, un desiderio lo abbiamo ancora: quello di vedere come andrà a finire. L'incontro che abbiamo avuto ieri con l'Ispettore Capo a riposo della Polizia di Stato Stefano Rossi, originario di Imperia ed in servizio – fino alla quiescenza – presso la Questura di Genova, ha ravvivato i nostri ricordi, come pure, nello stesso tempo, l'unico superstite desiderio. Stefano Rossi, quando lo abbiamo conosciuto, era un ragazzo di provincia che sognava di emulare le gesta dei poliziotti americani visti al cinema, da Serpico all'Ispettore Tibbs e

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Il Papa si è rivolto personalmente in questa circostanza ai “Padri Scrittori” dicendo “grazie per l’aiuto che offrite anche a me”.
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Il Papa si è rivolto personalmente in questa circostanza ai “Padri Scrittori” dicendo “grazie per l’aiuto che offrite anche a me”.

Anche noi, molto modestamente, ci uniamo al coro degli auguri formulati da tutto l’ambiente intellettuale a “Civiltà Cattolica” in occasione dei centosettanta anni di vita della prestigiosa pubblicazione edita dalla Compagnia del Gesù. Il Papa si è rivolto personalmente in questa circostanza ai “Padri Scrittori” dicendo “grazie per l’aiuto che offrite anche a me”. Se Padre Bergoglio si considera beneficiato dall’opera svolta dalla rivista, che cosa potremmo dire noi? Senza l’apporto di “Civiltà Cattolica”, la battaglia a sostegno delle ragioni del Cattolicesimo liberale sarebbe già da tempo irrimediabilmente perd

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Il supplemento settimanale de “La Repubblica” ha pubblicato ieri un servizio dedicato al fenomeno della rinascita dei Cavalieri Templari.
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Il supplemento settimanale de “La Repubblica” ha pubblicato ieri un servizio dedicato al fenomeno della rinascita dei Cavalieri Templari.

Il supplemento settimanale de “La Repubblica” ha pubblicato ieri un servizio dedicato al fenomeno della rinascita dei Cavalieri Templari. L'articolo, intriso di ironia, rivela quanto ancora sia lungo il cammino da percorrere per superare le antiche contrapposizioni tra gli ambienti di ispirazione laica e quelli di matrice cattolica. Poiché abbiamo sempre puntualmente denunziato tutte le forme di ostilità preconcetta dimostrata dai tradizionalisti nei confronti dell'intera cultura moderna – ed in particolare nei confronti della cultura politica di radice liberale - l'onestà intellettuale impone di accingerci in qu

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I più recenti studi di geo strategia, come l'ottimo saggio del Direttore de “La Stampa” Maurizio Molinari, constatano la condizione di isolamento in cui si trovano le democrazie liberali dell'Occidente.
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I più recenti studi di geo strategia, come l'ottimo saggio del Direttore de “La Stampa” Maurizio Molinari, constatano la condizione di isolamento in cui si trovano le democrazie liberali dell'Occidente.

I più recenti studi di geo strategia, come l'ottimo saggio del Direttore de “La Stampa” Maurizio Molinari, constatano la condizione di isolamento in cui si trovano le democrazie liberali dell'Occidente. Due diversi personaggi, che molto probabilmente ignoravano l'uno l'esistenza dell'altro – il poeta francese Paul Valéry ed il dirigente comunista cinese Mao Tse-tung – definirono contemporaneamente e concordemente l'Europa come “un piccolo promontorio dell'Asia”. Questo nostro spazio, così ristretto fisicamente, ha tuttavia finito per dominare nel corso degli ultimi due secoli il resto del mondo. Tale egemonia, de

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“Ci sarà pure un Giudice a Berlino!”
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“Ci sarà pure un Giudice a Berlino!”

“Ci sarà pure un Giudice a Berlino!” Questo è il famoso motto con cui proverbialmente si esprime la fiducia in un atto della giustizia equilibratrice. Oggi possiamo dire che per fortuna c’è un Giudice a Roma, nelle persone dei Magistrati della Corte dei Conti. I quali si sono pronunziasti sulla “vexata quaestio” dei voli di Stato usufruiti dall’allora Ministro degli Interni Salvini, tanto restio ad occuparsi delle questioni amministrative quanto dedito a girare l’Italia per pronunziare i suoi truculenti comizi. La Corte dei Conti non ha naturalmente competenza penale: ragion per cui, qualora dagli atti sottoposti

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Pochi giorni or sono, abbiamo commentato un articolo scritto dal Professor Alberto Melloni per “La Repubblica”, nel quale il nostro illustre Collega commentava l’allontanamento dal Vaticano di tanti validi collaboratori del Papa, i quali si sono resi paradossalmente responsabili di avere collaborato troppo lealmente e troppo sagacemente con il Sommo Pontefice.
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Pochi giorni or sono, abbiamo commentato un articolo scritto dal Professor Alberto Melloni per “La Repubblica”, nel quale il nostro illustre Collega commentava l’allontanamento dal Vaticano di tanti validi collaboratori del Papa, i quali si sono resi paradossalmente responsabili di avere collaborato troppo lealmente e troppo sagacemente con il Sommo Pontefice.

Pochi giorni or sono, abbiamo commentato un articolo scritto dal Professor Alberto Melloni per “La Repubblica”, nel quale il nostro illustre Collega commentava l’allontanamento dal Vaticano di tanti validi collaboratori del Papa, i quali si sono resi paradossalmente responsabili di avere collaborato troppo lealmente e troppo sagacemente con il Sommo Pontefice. In quella circostanza, ci siamo permessi di aggiungere il nostro modestissimo nome alla lista degli epurati. Se però negli altri casi si è trattato di un sacrificio reso necessario dalle pressioni esercitate su Bergoglio da certe potenze temporali, paragona

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Comunicato stampa Associazione Liguria Russia Sanremo Nice Côte d'Azur
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Comunicato stampa Associazione Liguria Russia Sanremo Nice Côte d'Azur

Comunicato stampa Associazione Liguria Russia Sanremo Nice Côte d'Azur L'Associazione Liguria Russia Sanremo Nice Côte d'Azur, dopo il recente viaggio in Russia, dove ha portato alcuni pittori italiani in Crimea, suggellando l'inconfutabile legame storico che in periodo medioevale vedeva la presenza genovese in quei territori, di cui a memoria vi sono le fortezze genovesi, che rappresentano un legame storico culturale indissolubile, ha organizzato con l'Università V.I. Vernadsky e la fondazione Soyuz di Mosca, di cui Presidente Viktor Vesna, il soggiorno di due tecnici-ingegneri italiani che terranno una lectio m

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Abbiamo già avuto occasione di scrivere come i giovani del movimento detto delle “Sardine” possano essere a giusta ragione considerati come i nostri figli anagrafici, se non addirittura come i nostri nipoti.
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Abbiamo già avuto occasione di scrivere come i giovani del movimento detto delle “Sardine” possano essere a giusta ragione considerati come i nostri figli anagrafici, se non addirittura come i nostri nipoti.

Abbiamo già avuto occasione di scrivere come i giovani del movimento detto delle “Sardine” possano essere a giusta ragione considerati come i nostri figli anagrafici, se non addirittura come i nostri nipoti. Nella storia d’Italia, le rivolte generazionali avvengono saltando in genere una o due generazioni. Molti connazionali si entusiasmarono per la Rivoluzione francese, ancor più dopo che Napoleone – in occasione del Congresso di Lione del 1802 – propose ai nostri antenati un ideale da essi non ancora ancora concepito, ma che adottarono con entusiasmo: quello dell’Unità nazionale. La conclusione di quel sogno fu

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I tempi cambiano.
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I tempi cambiano.

I tempi cambiano. Qualche anno fa, se si fosse guastata la caldaia del termosifone delle Opere Parrocchiali, causando una interruzione delle lezioni di Catechismo impartite ai “bambini della Prima Comunione” (detti in italiano i “cresimandi”), il Parroco avrebbe avvisato la segretaria del Commendator Carli, e questi avrebbe provveduto alla bisogna con sollecitudine pari alla discrezione. Negli Anni Cinquanta, venne murata nella Collegiata Insigne di San Giovanni Battista una lapide commemorativa della Signora “Raffelina” Carli, per via dei suoi meriti di grande benefattrice. Noi siamo così vecchi da serbarne memo

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Il Capitolo dell’Ordine dei Templari del Principato di Monaco si è celebrato solennemente il 7 dicembre scorso presso un albergo di Montecarlo.
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Il Capitolo dell’Ordine dei Templari del Principato di Monaco si è celebrato solennemente il 7 dicembre scorso presso un albergo di Montecarlo.

Il Capitolo dell’Ordine dei Templari del Principato di Monaco si è celebrato solennemente il 7 dicembre scorso presso un albergo di Montecarlo. Il Capitolo dell’Ordine dei Templari del Principato di Monaco si è celebrato solennemente il 7 dicembre scorso presso un albergo di Montecarlo. Al di là del cerimoniale, in realtà più amicale e “businesslike” che solenne, l’occasione è risultata propizia per una meditazione comune tra tutti i convenuti, provenienti – oltre che dal Piccolo Stato rivierasco – anche dalla Francia, dall’Italia, del mondo germanico, ma soprattutto dalla Russia e dagli altri Paesi dell’Europa O

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LETTERA APERTA A SUA SANTITA' IL PAPA
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LETTERA APERTA A SUA SANTITA' IL PAPA

Santo Padre, Il Chiarissimo e stimato Collega Professor Alberto Melloni, nel suo articolo apparso su “La Repubblica” di ieri, giunge ad una sconsolata conclusione, che riassume tacitianamente nel seguente trittico: “Francesco è oggi più afono; Francesco è più vulnerabile; Francesco, infine, - è più solo”. Se ne desume che Ella, Santo Padre, stenta a far ascoltare la Sua voce, ma soprattutto che viene offerto come facile bersaglio ai Suoi nemici ed ai Suoi detrattori. L'elenco delle defezioni redatto dal Professor Melloni risulta incompleto: ai nomi di Monsignor Zanchetta, del Dottor Giani e di Monsignor Pedacchio

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La vicenda dell'adesione dell'Italia al cosiddetto “Fondo Europeo Salva – Stati”, per quanto risulti eclatante, non appartiene alla categoria dei fatti, quanto piuttosto a quella degli eventi.
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La vicenda dell'adesione dell'Italia al cosiddetto “Fondo Europeo Salva – Stati”, per quanto risulti eclatante, non appartiene alla categoria dei fatti, quanto piuttosto a quella degli eventi.

La vicenda dell'adesione dell'Italia al cosiddetto “Fondo Europeo Salva – Stati”, per quanto risulti eclatante, non appartiene alla categoria dei fatti, quanto piuttosto a quella degli eventi. Il fatto si è consumato moltissimi anni or sono, quando all'eliminazione della classe dirigente della “Prima Repubblica” non ha fatto seguito l'avvento di una nuova, possibilmente migliore ed all'altezza del suo compito storico, bensì quel sostanziale vuoto di potere da cui trae origine l'odierna degenerazione dello Stato. Quando il Consiglio Europeo. sotto il Governo “bipopulista” di Salvini e Di Maio, ha deliberato la rif

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I dati della cronaca, riguardante sia grandi eventi politici della Capitale, sia i più modesti accadimenti della grande provincia italiana, devono essere letti come altrettante tessere di un mosaico di cui si sta già profilando il disegno complessivo.
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I dati della cronaca, riguardante sia grandi eventi politici della Capitale, sia i più modesti accadimenti della grande provincia italiana, devono essere letti come altrettante tessere di un mosaico di cui si sta già profilando il disegno complessivo.

I dati della cronaca, riguardante sia grandi eventi politici della Capitale, sia i più modesti accadimenti della grande provincia italiana, devono essere letti come altrettante tessere di un mosaico di cui si sta già profilando il disegno complessivo. Quando lo si potrà decifrare compiutamente, purtroppo, sarà forse tardi per correre ai ripari. Abbiamo già, riferito, nel nostro articolo precedente, di come la Lega stia riunendo nelle varie province i suoi uomini di mano: quelli che un tempo, sull’esempio dei paramilitari della Serbia, avrebbero dovuto procedere alla “pulizia etnica”, mentre ora li si intende impe

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La notizia che ci viene comunicata poco prima di redigere questo articolo risulta particolarmente inquietante: è stata convocata a Ventimiglia una riunione di quanti
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La notizia che ci viene comunicata poco prima di redigere questo articolo risulta particolarmente inquietante: è stata convocata a Ventimiglia una riunione di quanti

La notizia che ci viene comunicata poco prima di redigere questo articolo risulta particolarmente inquietante: è stata convocata a Ventimiglia una riunione di quanti facevano parte delle unità paramilitari della vecchia Lega secessionista, quando questo Partito ancora redigeva le liste di proscrizione in preparazione di una imminente “pulizia etnica” di tipo jugoslavo. Non tragga in inganno il fatto che questo “meeting” si svolga in un luogo diverso dal tradizionale punto di incontro degli ex “Padani” evidentemente, dati i tempi che corrono, si preferisce conferire all'assembramento un carattere “clandestino”. Ta

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Maurizio Molinari, nel suo libro “Assedio all’Occidente” (La Nave di Teseo Editore) giunge ad una conclusione che risulta al contempo sconsolata e inevitabile quanto paradossale.
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Maurizio Molinari, nel suo libro “Assedio all’Occidente” (La Nave di Teseo Editore) giunge ad una conclusione che risulta al contempo sconsolata e inevitabile quanto paradossale.

Maurizio Molinari, nel suo libro “Assedio all’Occidente” (La Nave di Teseo Editore) giunge ad una conclusione che risulta al contempo sconsolata e inevitabile quanto paradossale. L’autocrazia russa percepisce di essere dalla parte vincente della storia. Essa, infatti, valica i propri confini, tende ad attrarre nella propria sfera di influenza i Paesi vicini, prosegue nella sua colonizzazione di quelli che un tempo erano chiamati “del Terzo Mondo” e soprattutto persegue nella destabilizzazione delle democrazie occidentali, le quali ancora persistono nel loro attaccamento ai valori del liberalismo. Tale infatti rim

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Verso la fine del Secolo Diciassettesimo, la Repubblica di Genova era ormai da tempo infeudata di fatto al Regno di Francia.
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Verso la fine del Secolo Diciassettesimo, la Repubblica di Genova era ormai da tempo infeudata di fatto al Regno di Francia.

Verso la fine del Secolo Diciassettesimo, la Repubblica di Genova era ormai da tempo infeudata di fatto al Regno di Francia. Fu così che il Doge Francesco Maria Imperiale Lercari venne convocato nel 1686 dal Sovrano nella Reggia di Versailles. Al Capo della decadente Repubblica – accolto come un parente povero tra tanto splendore – venne domandato che cosa più lo avesse impressionato. Il malcapitato pronunziò nella circostanza una delle due frasi universalmente note della nostra lingua regionale (l’altra essendo il più dignitoso “Che l’inse?” di Balilla). Il poveretto disse “Mi chi”. In italiano, si può tradurre

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Giovanni Ruffini, agli albori della cospirazione per l’unità d’Italia, intuì – con la perspicacia propria degli artisti – quale sarebbe stato il suo esito, cioè il massiccio insediamento dei Meridionali sulla nostra riviera.
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Giovanni Ruffini, agli albori della cospirazione per l’unità d’Italia, intuì – con la perspicacia propria degli artisti – quale sarebbe stato il suo esito, cioè il massiccio insediamento dei Meridionali sulla nostra riviera.

Non a caso, il Dottor Antonio, protagonista del suo romanzo più famoso, è un siciliano che esercita da queste parti la professione di Medico. Un altro Antonio, di cognome Marzocca, ha fatto in tempi più recenti il percorso inverso rispetto a quello compiuto da Garibaldi, e si è insediato sulle alture sovrastanti San Lorenzo al Mare per esercitarvi invece l’agricoltura. I frutti del suo lavoro sono offerti agli intenditori di primizie sul mercato di Oneglia, dove è anche possibile ammirare i quadri che egli dipinge, ispirato da una Musa eccezionale: sua moglie, tipica bellezza normanna del Meridione, dalla pelle b

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Le cronache da tutto il mondo registrano in queste settimane l’intensificazione di un fenomeno verificatosi già da qualche anno a questa parte: quello delle rivolte giovanili di piazza contro i Governi dei vari Paesi.
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Le cronache da tutto il mondo registrano in queste settimane l’intensificazione di un fenomeno verificatosi già da qualche anno a questa parte: quello delle rivolte giovanili di piazza contro i Governi dei vari Paesi.

Le cronache da tutto il mondo registrano in queste settimane l’intensificazione di un fenomeno verificatosi già da qualche anno a questa parte: quello delle rivolte giovanili di piazza contro i Governi dei vari Paesi. Queste insurrezioni, per lo più multicolori, legalitarie e pacifiche, prendono di mira preferibilmente tanto le dittature dichiarate quanto le cosiddette “democrature”, ispirandosi a volte alla rivendicazione di una effettiva democrazia, altre volte ad una causa identitaria: quest’ultimo è il caso della Catalogna e di Hong Kong, due realtà molto diverse e remote, ma tuttavia indotte a stipulare tra

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Quando si parla dei Gesuiti, si pensa sempre ad un linguaggio evasivo ed indiretto, volto proverbialmente a nascondere gli scopi realmente perseguiti dalla Compagnia.
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Quando si parla dei Gesuiti, si pensa sempre ad un linguaggio evasivo ed indiretto, volto proverbialmente a nascondere gli scopi realmente perseguiti dalla Compagnia.

Quando si parla dei Gesuiti, si pensa sempre ad un linguaggio evasivo ed indiretto, volto proverbialmente a nascondere gli scopi realmente perseguiti dalla Compagnia. Non a caso, uno dei paradossi più usuali cui si ricorre parlando degli Ordini Religiosi è che non si sa “dove prendono i soldi i Salesiani e che cosa pensano i Gesuiti”. Padre Sorge usa invece, nella sua intervista con “L'Espresso” delle espressioni assolutamente chiare e dirette. Forse ciò è dovuto al fatto che l'ex Direttore de “La Civiltà Cattolica” è ormai sollevato da ogni incarico operativo, ma più probabilmente l'autorevole “Padre Scrittore”

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Un gruppo di Sacerdoti e di “esperti” (?) in Scienze Religiose ha attaccato pubblicamente il Papa perché – in occasione del Sinodo sull’Amazzonia – i seguaci delle religioni ancestrali degli Amerindi hanno celebrato un loro rito nei Giardini Vaticani.
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Un gruppo di Sacerdoti e di “esperti” (?) in Scienze Religiose ha attaccato pubblicamente il Papa perché – in occasione del Sinodo sull’Amazzonia – i seguaci delle religioni ancestrali degli Amerindi hanno celebrato un loro rito nei Giardini Vaticani.

Un gruppo di Sacerdoti e di “esperti” (?) in Scienze Religiose ha attaccato pubblicamente il Papa perché – in occasione del Sinodo sull’Amazzonia – i seguaci delle religioni ancestrali degli Amerindi hanno celebrato un loro rito nei Giardini Vaticani. Di qui la duplice accusa, rivolta a Bergoglio, di sincretismo e di idolatria. Dal momento che il Vescovo di Roma non ha partecipato a queste funzioni – e neanche vi ha presenziato – risulta chiaro che tale asserzione non ha il benché minimo fondamento. Quanto i cattolici tradizionalisti non possono accettare è il diritto – riconosciuto alle altre religioni – di prat

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Chi – come noi - ha già i capelli canuti, ricorda una polemica che si accese in Italia negli Anni Settanta, quando l’allora Segretario della Democrazia Cristiana, l’Onorevole Ciriaco De Mita, tentò di introdurre nel dibattito politico il principio del cosiddetto “Arco Costituzionale”.
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Chi – come noi - ha già i capelli canuti, ricorda una polemica che si accese in Italia negli Anni Settanta, quando l’allora Segretario della Democrazia Cristiana, l’Onorevole Ciriaco De Mita, tentò di introdurre nel dibattito politico il principio del cosiddetto “Arco Costituzionale”.

Chi – come noi - ha già i capelli canuti, ricorda una polemica che si accese in Italia negli Anni Settanta, quando l’allora Segretario della Democrazia Cristiana, l’Onorevole Ciriaco De Mita, tentò di introdurre nel dibattito politico il principio del cosiddetto “Arco Costituzionale”. Non intendiamo polemizzare con la successiva regressione di De Mita rispetto a quella sua presa di posizione: pare che l’uomo sia finito a fare il Sindaco di Nusco, in provincia di Avellino, con i voti della Destra. Con tutto il rispetto per l’Irpinia, tenuto anche conto del fatto che ogni uomo politico vorrebbe concludere la propri

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Gli eventi delle ultime ore hanno un precedente nella storia repubblicana dell’Italia.
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Gli eventi delle ultime ore hanno un precedente nella storia repubblicana dell’Italia.

Gli eventi delle ultime ore hanno un precedente nella storia repubblicana dell’Italia. Alcide De Gasperi si oppose alla cosiddetta “Operazione Sturzo”, facendola fallire. Alcuni malintenzionati, spalleggiati da un settore della Curia, che usava come megafono il giornale cattolico tradizionalista “Il Quotidiano”, dedito ad attaccare “da destra” i Governi centristi degli Anni Cinquanta, avevano approfittato della senescenza del Sacerdote Fondatore del Partito Popolare per estorcergli un avallo all’alleanza tra la Democrazia Cristiana ed i neofascisti in occasione delle elezioni amministrative di Roma. De Gasperi si

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Su “La Repubblica” di ieri, Padre Enzo Bianchi ritorna ...
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Su “La Repubblica” di ieri, Padre Enzo Bianchi ritorna ...

Su “La Repubblica” di ieri, Padre Enzo Bianchi ritorna a trattare il tema del progettato nuovo Partito Cattolico in Italia. La situazione attuale del nostro Paese ricorda per molti versi quella dell’inizio degli Anni Venti: superando il “non expedit”, ancora formalmente non revocato, Don Luigi Sturzo fondò il Partito Popolare, concepito quale strumento per promuovere la partecipazione dei Cattolici alla vita politica dello Stato unitario. Un anno dopo, Mussolini andava al potere, e quattro anni dopo la nuova formazione politica venne sciolta, insieme con tutte le altre: salvo, naturalmente, il Partito Nazionale F

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Don Gustavo Del Santo
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Don Gustavo Del Santo

Le origini del Cristianesimo, in questa terra, si perdono nella notte dei tempi. Della Legione Tebea, detta anche la “Foelix Legio” avendo tutti i suoi componenti, Ufficiali e soldati, guadagnato il Paradiso con il martirio, non si sa con certezza nemmeno se sia veramente esistita. Il suo stesso sacrificio è datato in un’epoca incerta, che va dal Primo al Terzo Secolo, non potendo i cronisti attribuirlo ad una delle prime ovvero ad una delle ultime Persecuzioni. Il luogo del martirio, il “tertre”, come si dice in francese, viene invece unanimemente indicato dalla Tradizione in un paese della Svizzera Romanda chia

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Gad Lerner così conclude con tacitiana eloquenza il suo articolo su “La Repubblica” di ieri: “Non so se il Partito Democratico resterà poco o a lungo al governo del nostro Paese.
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Gad Lerner così conclude con tacitiana eloquenza il suo articolo su “La Repubblica” di ieri: “Non so se il Partito Democratico resterà poco o a lungo al governo del nostro Paese.

Gad Lerner così conclude con tacitiana eloquenza il suo articolo su “La Repubblica” di ieri: “Non so se il Partito Democratico resterà poco o a lungo al governo del nostro Paese. Ma se non getta il cuore oltre l’ostacolo, dopo la paralisi lo attende la perdizione”. Dubitiamo, purtroppo, che Zingaretti e gli altri superstiti dirigenti, rinchiusi al Nazareno come Hitler nel bunker della Cancelleria, possano rendersi conto dell’autorevolezza e dell’urgenza di questo richiamo. La pazzia non può rendersi conto della pazzia, e la cecità non può vedere la cecità. È dunque il caso di concludere che “Deus quos perdere vul

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Il Premio Nobel argentino Prez Esquivel ha dovuto provare sulla propria pelle quanto sia vero il detto evangelico per cui “Nessuno è profeta in patria”.
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Il Premio Nobel argentino Prez Esquivel ha dovuto provare sulla propria pelle quanto sia vero il detto evangelico per cui “Nessuno è profeta in patria”.

Il Premio Nobel argentino Prez Esquivel ha dovuto provare sulla propria pelle quanto sia vero il detto evangelico per cui “Nessuno è profeta in patria”. Dopo avere sposato la causa delle “Madri della Plaza de Mayo”, un gruppo di donne che tenacemente hanno chiesto di far luce sulla fine dei lori figli, fatti sparire dalla dittatura militare di Videla, lo scrittore è stato a lungo accusato di essere un diffamatore del suo Paese. I militari al potere erano ricorsi all’estrema furbizia di impadronirsi delle Isole Malvine: se questa disperata avventura costò loro la perdita del potere, permise tuttavia ad alcuni tra

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Ha scritto il Professor Alberto Melloni su “La Repubblica”: “Quando la Chiesa pensa il suo fondamento fa più politica di quando crede di fare politica”.
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Ha scritto il Professor Alberto Melloni su “La Repubblica”: “Quando la Chiesa pensa il suo fondamento fa più politica di quando crede di fare politica”.

Ha scritto il Professor Alberto Melloni su “La Repubblica”: “Quando la Chiesa pensa il suo fondamento fa più politica di quando crede di fare politica”. Questa errata convinzione è durata in Italia dal giorno della Liberazione fino alla data in cui si è sciolta la Democrazia Cristiana. La quale era un Partito, cioè una parte politica. Nei momenti alti della storia, la Chiesa, intesa quale Comunità dei credenti, si è a volte identificata con la causa nazionale dell’uno o dell’altro popolo, dell’uno o dell’altro Paese. Questa scelta ha naturalmente accresciuto il suo prestigio. Quando invece essa ha inteso patrocin

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Le dittature hanno due modi diversi di rapportarsi con la criminalità comune:
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Le dittature hanno due modi diversi di rapportarsi con la criminalità comune:

Le dittature hanno due modi diversi di rapportarsi con la criminalità comune: in alcuni casi la affrontano senza rispettare le regole proprie di uno Stato di Diritto, sterminando anche i piccoli delinquenti ed applicando la pena capitale non soltanto senza svolgere alcun processo ma soprattutto senza rispettare alcuna proporzionalità tra i reati commessi e la sanzione applicata ai presunti responsabili. Tipico fu il caso del Brasile, dove l’avvento della dittatura militare venne preceduto ed accompagnato dall’opera dei cosiddetti “Squadroni della Morte”, organizzati dalla Polizia per uccidere sistematicamente i c

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Il fatto è avvenuto da molto tempo, quando è prevalsa la logica della spartizione territoriale, che porta inevitabilmente con sé la pulizia etnica: l’avere consegnato la Siria al suo regime alawita non poteva produrre un esito diverso dalla fuga di più di tre milioni di Sunniti verso la Turchia, più un altro milione che è riuscito fortunosamente a risalire la cosiddetta “rotta dei Balcani” fino ad approdare in Germania.
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Il fatto è avvenuto da molto tempo, quando è prevalsa la logica della spartizione territoriale, che porta inevitabilmente con sé la pulizia etnica: l’avere consegnato la Siria al suo regime alawita non poteva produrre un esito diverso dalla fuga di più di tre milioni di Sunniti verso la Turchia, più un altro milione che è riuscito fortunosamente a risalire la cosiddetta “rotta dei Balcani” fino ad approdare in Germania.

Il fatto è avvenuto da molto tempo, quando è prevalsa la logica della spartizione territoriale, che porta inevitabilmente con sé la pulizia etnica: l’avere consegnato la Siria al suo regime alawita non poteva produrre un esito diverso dalla fuga di più di tre milioni di Sunniti verso la Turchia, più un altro milione che è riuscito fortunosamente a risalire la cosiddetta “rotta dei Balcani” fino ad approdare in Germania. L’astuto Erdogan ha approfittato della presenza nel suo Paese di una massa di profughi per vari scopi, tutti inserirli in una politica espansiva, volta a ricollocarlo al vertice dei suoi correligi

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L’appuntamento con il nostro interlocutore non è fissato in uno di quei locali esclusivi e discreti che pure non mancano certamente nella zona centrale di Nizza, bensì in un “bistrot”
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L’appuntamento con il nostro interlocutore non è fissato in uno di quei locali esclusivi e discreti che pure non mancano certamente nella zona centrale di Nizza, bensì in un “bistrot”

L’appuntamento con il nostro interlocutore non è fissato in uno di quei locali esclusivi e discreti che pure non mancano certamente nella zona centrale di Nizza, bensì in un “bistrot” popolare, situato nelle immediate vicinanze di piazza Garibaldi, uno di quei posti dove si ritrovano le coppie piccolo borghesi e le persone che devono discutere qualche modesto affare. Gli scampoli di conversazione che si colgono dagli avventori seduti agli altri tavoli confermano tale impressione. Il giorno di pioggia, lontano dalla solarità della Costa Azzurra, sembra accentuare questa sensazione di “understatement”: fuori, sta d

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La vicenda giudiziaria di “Mafia Capitale” è terminata con la sentenza della Corte di Cassazione che ripristina l’esito del giudizio di primo grado, inizialmente smentito dalla Corte di Appello.
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La vicenda giudiziaria di “Mafia Capitale” è terminata con la sentenza della Corte di Cassazione che ripristina l’esito del giudizio di primo grado, inizialmente smentito dalla Corte di Appello.

La vicenda giudiziaria di “Mafia Capitale” è terminata con la sentenza della Corte di Cassazione che ripristina l’esito del giudizio di primo grado, inizialmente smentito dalla Corte di Appello. Avevamo avuto modo di commentare quanto asserito in un primo momento dal Tribunale di Roma, e non ci rimane dunque che ribadire i concetti espressi in quella occasione. Tutto ruota intorno a questo quesito: in base a quale criterio si stabilisce se una associazione a delinquere sia o meno di stampo mafioso? La logica – prima che la Giurisprudenza – suggerisce che si debbano prendere in considerazione i metodi usati dall’a

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Il collega Nuzzi ci ricorda lo zio Carlos del Perù, fratello maggiore di nostro nonno.
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Il collega Nuzzi ci ricorda lo zio Carlos del Perù, fratello maggiore di nostro nonno.

Il collega Nuzzi ci ricorda lo zio Carlos del Perù, fratello maggiore di nostro nonno. Avendo ereditato delle grandi concessioni minerarie, costui trascorse l’intera esistenza scavando e facendo scavare nel sottosuolo. Inutile aggiungere che divenne molto ricco. Nuzzi dispone della miniera di documenti sottratti, e poi ceduti tanto ai giornalisti italiani quanto presumibilmente ai suoi correligionari musulmani, da Maria “Immacolata” (?!) Chaouqui. Il nostro collega può dunque sguazzare in una massa di documenti che supera ampiamente la sua capacità di analisi. Egli è dunque in grado di vendere il materiale di sca

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Due piazze si sono confrontate nello stesso giorno in Europa: quella di Roma, riunita intorno a Salvini, e quella di Barcellona.
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Due piazze si sono confrontate nello stesso giorno in Europa: quella di Roma, riunita intorno a Salvini, e quella di Barcellona.

Due piazze si sono confrontate nello stesso giorno in Europa: quella di Roma, riunita intorno a Salvini, e quella di Barcellona. Se le dimensioni numeriche di questi eventi risultano incomparabili, il loro significato ci riporta alla tradizionale distinzione filosofica tra l'evento, osservato a San Giovanni, ed il fatto, consumato nella “calle Layetana”. Nel primo caso, Salvini ha celebrato la conclusione di una fase della sua vita politica. Anche nel 1922, nel corso dello stesso mese di ottobre, Mussolini fece compiere dai suoi seguaci la “Marcia su Roma”, seguendoli soltanto a cose fatte su di un vagone letto d

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1897, un giovane e brillante inviato speciale originario dell’Ungheria, Theodor Herzl, venne mandato da un giornale di Vienna a seguire il processo per spionaggio intentato a Parigi contro un ufficiale israelita dell’Esercito francese, il Capitano Dreyfus.
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1897, un giovane e brillante inviato speciale originario dell’Ungheria, Theodor Herzl, venne mandato da un giornale di Vienna a seguire il processo per spionaggio intentato a Parigi contro un ufficiale israelita dell’Esercito francese, il Capitano Dreyfus.

1897, un giovane e brillante inviato speciale originario dell’Ungheria, Theodor Herzl, venne mandato da un giornale di Vienna a seguire il processo per spionaggio intentato a Parigi contro un ufficiale israelita dell’Esercito francese, il Capitano Dreyfus. Herzl era suo correligionario, e l’osservazione delle circostanze di ordine sociale e culturale componenti uno scenario che appassionava e divideva la Francia gli offrì lo spunto per una riflessione generale sulla condizione del suo popolo. Si era nel pieno della “Belle Époque”, e l’affermazione del principio della laicità dello Stato – che aveva proprio in Fra

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Leggendo i commenti di stampa alla sostituzione del Commendator Domenico Giani nella carica di Comandante della Gendarmeria Vaticana, si ricava l’impressione che la vicenda assomigli al trasferimento di un Vigile Urbano troppo zelante nel multare gli automobilisti per sosta vietata.
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Leggendo i commenti di stampa alla sostituzione del Commendator Domenico Giani nella carica di Comandante della Gendarmeria Vaticana, si ricava l’impressione che la vicenda assomigli al trasferimento di un Vigile Urbano troppo zelante nel multare gli automobilisti per sosta vietata.

Leggendo i commenti di stampa alla sostituzione del Commendator Domenico Giani nella carica di Comandante della Gendarmeria Vaticana, si ricava l’impressione che la vicenda assomigli al trasferimento di un Vigile Urbano troppo zelante nel multare gli automobilisti per sosta vietata. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere il Commendator Giani e di collaborare con lui in una questione molto delicata, su cui tuttora siamo tenuti alla massima discrezione. Non riteniamo tuttavia di trasgredire a questo obbligo se affermiamo che il Comandante ha operato in tale circostanza con eccellente professionalità, non disgiunta d

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Del potere un tempo detenuto dalle grandi Monarchie europee rimangono solo alcune tracce di carattere onorifico e cerimoniale: fino al Concilio, il galero, cioè il cappello riservato Cardinali (anch’esso abolito, come pure la “cappa magna”, sostenuta dai “caudatari”) veniva loro imposto - anziché dal Papa – dai Capi di Stato della Spagna, della Francia e dell’Austria quando si trattava di loro sudditi.
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Del potere un tempo detenuto dalle grandi Monarchie europee rimangono solo alcune tracce di carattere onorifico e cerimoniale: fino al Concilio, il galero, cioè il cappello riservato Cardinali (anch’esso abolito, come pure la “cappa magna”, sostenuta dai “caudatari”) veniva loro imposto - anziché dal Papa – dai Capi di Stato della Spagna, della Francia e dell’Austria quando si trattava di loro sudditi.

Del potere un tempo detenuto dalle grandi Monarchie europee rimangono solo alcune tracce di carattere onorifico e cerimoniale: fino al Concilio, il galero, cioè il cappello riservato Cardinali (anch’esso abolito, come pure la “cappa magna”, sostenuta dai “caudatari”) veniva loro imposto - anziché dal Papa – dai Capi di Stato della Spagna, della Francia e dell’Austria quando si trattava di loro sudditi. Il privilegio, nel caso della Francia e dell’Austria, fu ereditato dai Presidenti della Repubblica. Avvenne così che quando il Nunzio a Parigi Angelo Giuseppe Roncalli venne creato Cardinale e destinato alla sede p

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Due notizie si sono sovrapposte nelle stesse ore ad agitare le cronache politiche dell’Europa: la Provincia Autonoma di Bolzano ha deciso di omettere dalla sua denominazione ufficiale il termine “Alto Adige”, lasciando soltanto quello di “Tirolo Meridionale” in italiano, o di “Sud Tirol” in tedesco.
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Due notizie si sono sovrapposte nelle stesse ore ad agitare le cronache politiche dell’Europa: la Provincia Autonoma di Bolzano ha deciso di omettere dalla sua denominazione ufficiale il termine “Alto Adige”, lasciando soltanto quello di “Tirolo Meridionale” in italiano, o di “Sud Tirol” in tedesco.

Due notizie si sono sovrapposte nelle stesse ore ad agitare le cronache politiche dell’Europa: la Provincia Autonoma di Bolzano ha deciso di omettere dalla sua denominazione ufficiale il termine “Alto Adige”, lasciando soltanto quello di “Tirolo Meridionale” in italiano, o di “Sud Tirol” in tedesco. Viene così sanata una ingiustizia linguistica, prima che politica: la denominazione ripresa nel 1918 dallo Stato italiano dopo avere portato il confine al Brennero era stata imposta da Napoleone, il quale denominava i Dipartimenti – che poi sarebbero stati chiamati nel nostro Paese “Province” - con dei toponimi presi

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In morte di Jacques Chirac, i giornali italiani hanno commesso – commemorando la figura dello statista francese – un curioso errore.
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In morte di Jacques Chirac, i giornali italiani hanno commesso – commemorando la figura dello statista francese – un curioso errore.

In morte di Jacques Chirac, i giornali italiani hanno commesso – commemorando la figura dello statista francese – un curioso errore. L’ex Presidente della “Quinta Repubblica” è stato infatti indicato come l’ispiratore della cosiddetta “Costituzione dell’Unione Europea”, cioè del Trattato che regola l’attività di questa Organizzazione Internazionale. Con ciò, la stessa definizione di tale documento cade in una contraddizione in termini: in tanto, infatti, si potrebbe parlare di una Costituzione in quanto l’Unione si trasformasse in una Federazione o in una Confederazione. Se questo diminuisce l’importanza del test

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Due atti di violenza hanno funestato la nostra vita, in coincidenza temporale casuale – ma non per questo priva di significato – tra l’uno e l’altro.
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Due atti di violenza hanno funestato la nostra vita, in coincidenza temporale casuale – ma non per questo priva di significato – tra l’uno e l’altro.

Due atti di violenza hanno funestato la nostra vita, in coincidenza temporale casuale – ma non per questo priva di significato – tra l’uno e l’altro. Mentre un fanatico nazista tentava in Germania di proseguire l’Olocausto compiendo una strage in una Sinagoga in occasione del Kippur, il Governo della Turchia dava inizio ad una nuova “pulizia etnica” ai danni dei Curdi siriani per occupare il loro territorio e destinarlo ai Sunniti, riparati in massa oltre confine per sfuggire alle violenze del regime alawita di Damasco. Ancora una volta, la logica identitaria – portata alle sue estreme conseguenze – pretende di s

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Eugenio Scalfari ha interrotto ieri la cadenza settimanale delle sue prediche, solitamente pronunziate di domenica ...
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Eugenio Scalfari ha interrotto ieri la cadenza settimanale delle sue prediche, solitamente pronunziate di domenica ...

Eugenio Scalfari ha interrotto ieri la cadenza settimanale delle sue prediche, solitamente pronunziate di domenica, per annunziare una novità sensazionale, un autentico “scoop”, tale da innalzare le vendite – purtroppo in calo - del suo Giornale: il Papa, secondo il “Fondatore”, sarebbe un sincretista, sia pure non dichiarato, o meglio dichiarato confidenzialmente solo a lui. Noi abbiamo l’impressione che Scalfari – certamente ferrato in Filosofia, ma non altrettanto in Scienze Religiose – confonda due, anzi tre, categorie diverse: una è, per l’appunto, il sincretismo; un’altra è l’ecumenismo, cioè la collaborazi

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Lenin, riferendosi ai capitalisti occidentali, pronunziò la sua asserzione più famosa: “Ci venderanno anche la corda per impiccarli”.
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Lenin, riferendosi ai capitalisti occidentali, pronunziò la sua asserzione più famosa: “Ci venderanno anche la corda per impiccarli”.

Si dice dei grandi autori della letteratura che ciascuno di loro scrive un solo libro. Anche i più prolifici finiscono sempre per comporre, declinandola nei diversi romanzi, un’opera unica, concepita tutta intorno ad una stessa idea, ad uno stesso concetto. Se il lettore si appassiona, al punto di divorare l’intera “opera omnia”, lo si deve al fatto che vi si immedesima e se ne appassiona, al punto di godere ogni variazione sul tema. Osvaldo Martini, titolare del Ristorante “Braccioforte” di Imperia Oneglia è - in quanto uomo dedito alla cucina, – l’autore sommo dei piatti di pesce. La sua abilità consiste nel de

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Un filo sembra legare tra loro gli avvenimenti – intervenuti l’uno di seguito all’altro, che hanno funestato Parigi e Trieste ...
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Un filo sembra legare tra loro gli avvenimenti – intervenuti l’uno di seguito all’altro, che hanno funestato Parigi e Trieste ...

Un filo sembra legare tra loro gli avvenimenti – intervenuti l’uno di seguito all’altro - che hanno funestato Parigi e Trieste: entrambi gli eccidi hanno avuto come scenario gli uffici delle Questure, entrambi sono stati commessi da immigrati – anche se nel caso l’attentatore del Quai des Orfèvres si tratta di un cittadino francese originario delle Antille Francesi - ed entrambi sono stati commessi ai danni di funzionari ed agenti della Polizia. “Last but not least”, in ambedue i casi una prima spiegazione delle gesta criminali ne ha attribuito il movente ad un improvviso “raptus” di follia. Da qualche tempo a qu

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Toccò ad uno spagnolo, l'aragonese Rodrigo Borja – il cui nome era stato tradotto con Borgia
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Toccò ad uno spagnolo, l'aragonese Rodrigo Borja – il cui nome era stato tradotto con Borgia

Il Blog di Mario Castellano, Toccò ad uno spagnolo, l'aragonese Rodrigo Borja – il cui nome era stato tradotto con Borgia, essendosi trasferito ancora giovane in Italia – governare la Chiesa come Papa Alessandro VI quando il genovese Cristoforo Colombo, al servizio dei Re Cattolici, scoprì il Nuovo Mondo. Il grande “descubrimiento” diede luogo quasi immediatamente ad una disputa con il Portogallo, i cui marinai sapevano già da circa un secolo dell'esistenza di una “Nova Terra”. Proprio in previsione delle nuove scoperte geografiche era stato stipulato tra le due Nazioni iberiche il Trattato di Alcabaça, in base a

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Il Blog di Mario Le cronache da Hong Kong tacciono probabilmente su quale è il vero obiettivo dei manifestanti.
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Il Blog di Mario Le cronache da Hong Kong tacciono probabilmente su quale è il vero obiettivo dei manifestanti.

Il Blog di Mario Castellano, Le cronache da Hong Kong tacciono probabilmente su quale è il vero obiettivo dei manifestanti. Noi non siamo certamente dei sinologi, ma l’esperienza di tanti anni trascorsi all’estero, nei Paesi di quello che viene comunemente denominato il “Terzo Mondo”, ci ha insegnato che non si mette in gioco la vita, ed in particolare la vita di tante persone, semplicemente per ottenere il ritiro di una proposta di legge, anche se particolarmente iniqua ed impopolare. La vera posta in gioco è l’autodeterminazione. Gli abitanti di Hong Kong hanno forgiato con il tempo una loro identità specifica,

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Il Blog di Mario HERI DICEBAMUS
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Il Blog di Mario HERI DICEBAMUS

Il Blog di Mario Castellano, HERI DICEBAMUS, Racconta la Storia che nel Sedicesimo Secolo, Frate Luìs de Leòn, saggio dell'Università di Salamanca, venne ingiustamente arrestato dall'Inquisizione, in base a false accuse di eresia. Liberato dopo alcuni anni di detenzione, riprese l'insegnamento, ed iniziò la sua prima lezione profferendo la frase divenuta proverbiale: “Heri dicebamus”. Secondo un'altra versione, l'avrebbe pronunziata in spagnolo: “Ayer deciamos”, che suona comunque in italiano “Dicevamo ieri”. “Heri dicebamus” fu anche il titolo che Luigi Einaudi, futuro Presidente della Repubblica, volle apporre

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